Anoressia 180x180 - Anoressia

Anoressia

Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare. Una condizione che è diventata cosi severa nell’ultimo ventennio da costituire ormai una vera e propria emergenza, per gli effetti devastanti sulla salute mentale e fisica di adolescenti e giovani adulti. Caratteristica peculiare è il rifiuto a ingerire cibo, motivato da un’intensa paura di diventare grassi, anche quando si è manifestamente sottopeso. Una persona anoressica comincia con l’evitare tutti gli ritenuti grassi e a rivolgersi ossessivamente su quelli “sani”, concentrandosi sul conteggio delle calorie. Il proprio corpo viene percepito e vissuto in maniera alterata. E pur mostrando una progressiva e grave perdita di peso, la persona si rifiuta di ammettere la serietà del suo attuale calo ponderale. La persistente carenza di fattori nutritivi essenziali si ripercuote su ogni distretto dell’organismo: l’ ha importanti ripercussioni sul ciclo e la fertilità, con irregolarità mestruali e perdita dell’ovulazione fino al blocco completo del ciclo; gli effetti della mal nutrizione finiscono per danneggiare gengive e denti cuore e fegato, scheletro (con accresciuta probabilità di frattura e osteoporosi) e Sistema Nervoso (con difficoltà di concentrazione e memorizzazione), i è una malattia complessa, frutto dell’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e psicologici, sulla quale comunque pesa anche la patologica sopravvalutazione da parte dell’individuo della propria forma fisica. L’ si manifesta con atteggiamenti restrittivi che portano la persona a ridurre costantemente la quantità degli alimenti ingeriti, ma anche con abbuffate seguite dal vomito autoindotto, da un uso incongruo di pillole lassative e diuretiche e da un’iperattività fisica volta alla perdita di peso.


I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia di sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli aprocci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio terapeutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del paziente, così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono, spesso, dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo sonno veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familliare. La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.


La diminuzione o la perdita completa dell’appetito richiede sempre e comunque la valutazione e il consiglio del medico di fiducia, soprattutto se si manifesta nel corso dell’età evolutiva e nell’adolescenza, con perdita importante di peso.
Alcuni medicinali omeopatici sono utili in un approccio integrato per superare il senso di rifiuto nei confronti del cibo, la non accettazione del proprio corpo e l’atteggiamento negativo nei confronti della vita. Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. La polvere delle spore di licopodio viene utilizzata per preparare il rimedio considerato specifico della perdita di appetito nel lattante. Caratteristico è il comportamento per cui il bambino pretende il biberon, ma è immediatamente sazio.
Mica 15 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per le forme di depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali.
Natrum muriaticum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Il sale marino è adatto per le forme di anoressia in cui il soggetto tende a richiudersi in se stesso e a isolarsi, rifiutando ogni aiuto da parte di chi lo circonda.
Pulsatilla 15 CH, inizialmente una volta al dì, quindi diradare secondo il miglioramento. L’anemone pulsatilla è il rimedio adatto soprattutto alle giovani donne in cui l’anoressia presenta un carattere variabile ed è la conseguenza di delusioni amorose o dell’esperienza di abbandono.
Sepia 9,15 o 30 CH, secondo similitudine, da 1 volta al dì, a 1 volta alla settimana. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso e sui tessuti di sostegno. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questa patologià agendo sui centri della fame e soprattutto sulla componente psichica. Le cause possono essere stasi di Qi del Fegato e deficit di Qi di Milza e Rene.
Molta importanza riveste la componente emotiva, infatti il subentro di un forte stato ansioso-depressivo non farebbe altro che esacerbare i sintomi già presenti quali astenia psico-fìsica, deficit di interesse e volontà, quindi l’agopuntura deve agire sull’umore, sul Sistema Nervoso e sull’energia del soggetto. .
Nel caso di anoressia da stasi di Qi del Fegato la terapia è mirata alla mobilizzazione del Qi e punti importanti sono: GAN SHU GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5

con a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regoli Qi ed elimina le stasi del Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella deressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
vaNG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa.
Se l’anoressia è data da un deficit di Qi di Milza e Rene la tonificazione avviene attraverso i punti:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti auricolari Fegato Milza Rene Stomaco SHEN MEN. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da eseguire consecutivamente.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nelle forme severe è necessario reintrodurre lentamente e progressivamente gli alimenti ricchi di principi nutritivi, come carne magra, pesce pescato in mare, Parmigiano reggiano e/o Grana padano, latte vaccino biologico, yogurt arricchito con probiotici, zuppe di legumi, frutta e verdura fresche preferibilmente sotto forma di centrifugati, frutta secca» semi oleosi, miele, sciroppo d’acero, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, cereali in fiocchi e prodotti a base di farina semintegrale.

I devono essere accuratamente bilanciati nei macro e micronutrienti e distribuiti in piccoli spuntini (da 8 a 10) nel corso della giornata per abituare nuovamente l’apparato gastrointestinale a ricevere e metabolizzare il cibo. È necessario bere almeno due litri di acqua mine, rale naturale a elevato apporto di calcio, nel corso della giornata, sorseggiandola lentamente ed evitando di assumerla durante i .
Alimenti da evitare Tutti i prodotti industriali a base di farine raffinate, addizionati con additivi, a elevato apporto di sale o di zucchero (saccarosio).
Caffè o tè nero (è possibile consumare 1-2 tazze di tè verde, bancha kukicha, lontano dai pasti e dolcificato con miele vergine integrale).
Bevande gasate, bibite, vino, birra e superalcolici.

– Integrazione alimentare
Integrare l’ con zenzero, menta piperita, lievito di birra, germe di grano, gomasio (sale marino integrale pestato nel mortaio con semi di sesamo tostati), tahin (crema di sesamo bianca), semi di ravanello, lampone, riso (escluso quello integrale).
Preparati multivitaminici secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Preparati multiminerali secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti);
Olio dipesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali; i
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Preparazioni di uso tradizionale, ma non tossiche, sono l’infuso dei fiori del Cardo santo, oppure il vino con le sommità di Centaurea minor oppure ancora la tisana ottenuta con la scorza dell’ Arancia amara. A chiudere la carrellata delle piante di uso comune gli estratti di semi di

Fieno greco (Trigonella foenum graecum), tipico rimedio popolare indicato nei soggetti magri e astenici.
Una volta esclusa una malattia vera e propria (gastrite cronica, tumorale insufficienza renale, disturbo psicologico o psichiatrico, ecc.) potranno essere usate anche le erbe. La corteccia di China rappresenta probabilmente il rimedio più conosciuto ed apprezzato, sia come aperitivo sia come digestivo. E senza ricorrere ai liquori, fin troppo diffusi, è sufficiente l’assunzione dell’estratto fluido, dose di 20-30 gocce in mezzo bicchiere di acqua, da assumere, sorseggiandolo, mezz’ora prima del pranzo e della cena. Unica avvertenza, che vale del resto per tutti gli amari: la China è controindicata nei soggetti sofferenti di ulcera gastrica o duodenale.

La Genziana (Genziana lutea), nella dose di 25 gocce 2-3 volte al giono prima dei pasti, invece è una pianta erbacea comune anche nelle nostre Alpi e Pre-Alpi, di cui si utilizzano le radici, molto amare, da assumere, sempre per periodi limitati, non come decotto, bensì sottoforma di estratto idroalcolico. La pianta aumenta la secrezione acida dello stomaco, ne regola il movimento e stimola l’appetito proprio per un meccanismo nervoso riflesso.
Due piante orientali indicate in particolare nei soggetti astenici con disappetenze di origine nervosa, sono il Ginseng e lo Zenzero.
La prima, ritenuta una panacea in Oriente e non solo, in realtà migliora il senso di benessere dell’individuo, le prestazioni fisiche e mentali, aumenta la resistenza alle malattie. Ebbene il Ginseng (Panax Ginseng) aiuta in particolare il convalescente e l’anziano nel mantenere una buona cenestesi e un’ottimale assimilazione dei nutrienti a livello intestinale. Molta cautela in caso di assunzione contemporanea di altri .
Il rizoma di Zenzero (Zingiber officinale), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce, due volte al giorno prima dei pasti, invece è ben conosciuto ed apprezzato nel migliorare l’appetito soprattutto nei aggetti affetti da dispepsia.

Originally posted 2014-10-08 10:50:52.

Afta 180x180 - Afta

Afta

È un’ulcerazione superficiale, un’erosione assai dolorosa, spesso multipla, che si localiza sulla mucosa interna delle guance e della labbra (ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato). Dapprima emerge una piccola vescicola, che nel giro di 24-48 ore, diventa una rotondeggiante erosiva, dal colorito biancastro, circondata da un alone rosso intenso. Il fastidio dominante è il bruciore doloroso, che a volte può persino rendere difficoltosi l’alimentazione e il semplice parlare. La può essere accompagnata qualche volta da un’adenopatia (l’ingrossamento e il ai linfonodi vicini per la reazione infiammatoria). L’ singola generalmente guarisce spontaneamente in 5-10 giorni, ma può ripresentarsi, anche di frequente. Una causa precisa non è stata ancora accertata. Vengono chiamati in causa svariati fattori: dai disordini dell’immunità alle infezioni virali, dai piccoli traumi locali alle microcarenze di qualche nutriente (come il ferro o l’acido folico). In gioco ci sono anche i periodi di forte stress psicofisico. Di certo, la cattiva igiene orale contribuisce a influenzare l’emersione di questi fastidiosi “crateri”, proprio perchè favorisce la formazione della famigerata placca, costituendo un florido deposito di batteri. Purtroppo, non essendo note le reali cause del fenomeno, non esistono preventivi: adeguata igiene orale e alimentazione il più possibile variata (che comprenda tutti i gruppi di ) restano principi sicuramente validi.


La presenza di afte è molto rilevante: può variare dal 20% al 65%. La causa è sconosciuta, anche se sono noti i fattori predisponenti: stress, agranulocitosi, neutropenia, enteropatia da glutine, colite ulcerosa, insuffi- cienza renale, deficit vitaminico del gruppo B. Lesioni simili alle afte possono essere provocate da malattie come l’eritema multiforme, il lichen planus, il pemfigoide della mucosa orale e il pemfigo volgare: una corretta anamnesi, un’attenta osservazione ed eventual-
mente anche l’esame istopatologico e l’immunofluorescenza sono molto importanti. Agenti chiamati in causa come responsabili sono il virus herpes simplex, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus, ma il loro ruolo è incerto. Molto frequentemente si ha una correlazione con i fenomeni di immuno-soppressione causati dall’infezione dell’HIV. Una distinzione delle afte può essere effettuata in base alla dimensione e diffusione.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte maggiori con decorso clinico più lungo, localizzate preferibilmente alla mucosa labiale, nel palato molle.
Afte erpetiformi sono gruppi numerosi di ulcerazioni puntiformi e prediligono il sesso femminile in età adulta. Le afte minori non necessitano di : guariscono spontaneamente in circa 8 giorni. Le afte maggiori o multiple possono trovare beneficio con sciacqui con clorexidina e con l’applicazione locale di cortisoni topici in forma liquida o viscosa. Possono essere utili l’applicazione topica di pomata di lidocaina, l’integrazione vitaminica del gruppo B e l’assunzione di ansiolitici. È chiaro che, in caso di ulcere aftose che costituiscano l’espressione di una malattia sistemica, il deve essere orientato alla malattia di base. Deve essere comun-
que valutata una carenza di vitamina B12, di folati o ferro. Altri farmaci utili sono il prednisone, la colchicina, il dapsone e il talidomide. Più recentemente sono stati studiati l’azatioprina, le gammaglobuline, l’isoprinosina, l’interferone, l’etretinato, gli inibitori delle monoamino-ossidasi e la pentossifillina.

OMEOPATIA
Numerosi sono i medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’afta. Di essi vengono ricordati i principali con le relative indicazioni specifiche. Borax5 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il borato di sodio è una polvere utilizzata in omeopatia per il trattamento delle ulcerazioni circoscritte della mucosa del cavo orale. L’afta presenta margini piani e arrossati con una superficie grigiastra o giallastra. La lesione è intensamente dolorosa, in particolare nella fase iniziale, quan-
do provoca difficoltà nell’assumere cibo. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua tiepida bollita. Abitualmente si consiglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo. Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione.

Mercurius solubilis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il mercurio solubile omeopatico è il medicinale specifico per il trattamento delle stomatiti e delle forme di afta caratterizzate da erosioni superficiali con tendenza ad evoluzione lenta. Spesso si associa scialorrea, alitosi fetida e ingros-
samento dei linfonodi regionali. Secale cornutum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La segala cornuta è un fungo parassita dei fiori di segale che viene utilizzato omeopaticamente per le forme di afta ribelle, in quanto agisce a livello delle arteriole facilitando il processo riparativo a livello della mucosa.
Sulfuricum acidum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’acido solforico viene utilizzato in omeopatia per la tendenza alle afte a livello del cavo orale e per i rigurgiti gastroesofagei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il Fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza, che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene. La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi; JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola) che espelle il vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano; NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yane e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre nel caso di un’afta da deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang.
Possono inoltre essere utilizzati punti del Sistema Auricolare quali Bocca, Cuore, Milza, Reni e Surreni.
La terapia va eseguita seguendo un ciclo di 10 applicazioni durante le quali si possono osservare miglioramenti fino alla guarigione arrivati alla quale ci si può fermare.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di stress e di attività fisica intensa e prolungata con conseguente abbassamento delle difese immunitarie è necessario aumentare l’apporto di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e di alimenti proteici per ostacolare lo sviluppo di infezioni e accelerare il processo di cicatrizzazione: frutta e verdura fresche e di stagione, cereali integrali e legumi biologici, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, pesce pescato in mare, yogurt arricchito con batteri probiotici, kefir e tè verde. Per facilitare la risposta immunitaria e antinfiammatoria dell’organismo può essere utile dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, come il salmone selvaggio, il merluzzo (pescato nei mari del Nord), l’aringa, lo storione, le acciughe, le sardine, l’halibut, il pesce persico, i semi di lino, di girasole, di zucca, di sesamo, le noci, l’olio di semi di vinacciolo, di lino, di girasole, di noci e di mais (tutti rigorosamente biologici e spremuti a freddo).
Alimenti da evitare In caso di intolleranze o di allergie alimentari è necessario impostare per almeno due settimane un regime dietetico che prevede l’eliminazione dei cibi a elevato apporto di zucchero raffinato e/o addizionati con additivi, di bibite, bevande alcoliche, latte e latticini, uova, arachidi, soia, pasta, pane e prodotti da forno a base di frumento e lievito chimico.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di pes0 corPoreo’ Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Unco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento); fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, caffè o tè);
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento). Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nella maggior parte dei casi la terapia delle afte è abbastanza empirica, non conoscendo le vere cause del fenomeno. Ed anche le piante utilizzate nell’uso comune sono proprio dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Nella tradizione popolare viene applicata la sottie pellicola della cipolla direttamente sulla lesione, ma anche lo stesso suco di limone. Piante medicinali più specificamente indicate nella moderna terapia delle afte sono certamente YAloe vera di cui sfruttiamo il gel elle foglie, dotato di attività antinfiammatoria, mucoprotettrice ed imunostirnolante. Questo può servire pure come veicolo di oli essenziali a applicare per toccature ripetute.

Ad esempio, il gel delle foglie di Aloe vera è molto utile come emolliente e protettivo per la cute e per le mucose irritate in quanto contiene molti polisaccaridi, glicoproteine (lectine) e acqua. Può essere applicato direttamente dalla foglia, ma è già disponibile anche in molti prodotti sul mercato. II gel di Aloe serve pure come veicolo per sostanze anestetiche. Dalle foglie della Calendola (Calendula officinalis) invece si ottiene un estratto ricco di sostanze cicatrizzanti e antinfiammatorie, in particolare triterpeni, polisaccaridi e polifenoli. Può esser ottenuto un oleolito o meglio una tintura alcolica per la preparazione di gel per toccature locali. Altro olio utilizzabile allo scopo è quello di Iperico, tipico rimedio tradizionale, ottenuto tenendo a macerare in olio di oliva le sommità fiorite di Iperico [Hypericum perforatum). V olio diventa rapidamente rossastro, e la presenza di flavonoidi e iperforina lo rende ottimo emolliente, antinfiammatorio e cicatrizzante.
Nei soggetti con frequenti recidive sono utilizzate piante ad attività immunostimolanti come lo stesso Astragalo (Astragalus membranaceus) sotto forma di estratto fluido,20 gocce 2 volte lontano dai pasti; l’Eleuterococco (Eleuterococcus senticosus) 1-2 capsule al mattino prima di colazione, per periodi di almeno 6 mesi.

Originally posted 2014-10-07 14:51:30.

Asma 180x180 - Asma

Asma

L’asma bronchiale è un’affezione respiratoria caratterizzata fondamentalmente da tre fattori: l’infiammazione cronica delle vie aeree, l’ostruzione bronchiale e la reattività esagerata del bronco ai diversi stimoli. È l’infiammazione che rende il bronco maggiormente eccitabile, e il bronco, a sua volta, scatena ricorrenti crisi respiratorie, caratterizzate da respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante questi attacchi la funzionalità respiratoria viene compromessa (con esiti anche fatali, se non s’interviene in maniera adeguata). Di asma non ce n’è una sola. L’asma bronchiale può costituire una risposta alterata del Sistema Immunitario che tende a produrre anti-corpi della classe E nei confronti di svariati allergeni ambientali (pollini, muffe, deiezioni di acari, peli di animali). Esiste anche un’asma professionale dovuta all’esposizione a fumi, polveri e a sostanze irritanti sul posto di lavoro, in una larga fetta di popolazione non è possibile rintracciare alcuna pregressa sensibilizzazione allergica, nel qual caso i fattori chiamati in gioco sono le infezioni virali, l’intolleranza ai FANS (gli antinfiammatori non steroidei), responsabile di una sindrome chiamata “asma da ”; anche lo sforzo può essere implicato nello scatenamento dell’asma bronchiale e pure il reflusso gastroesofageo. Per effettuare un adeguato piano di controllo dell’asma è importante che la malattia venga diagnosticata precocemente. L’iter diagnostico si avvale di diversi strumenti: la spirometria è un esame molto semplice e non invasivo che misura i volumi respiratori e la velocità dei flussi dell’aria, evidenziando in questo modo un eventuale quadro ostruttivo; il misuratore del Picco di Flusso Espiratorio (Peak FlowMeter) è invece un apparecchio che valuta il flusso d’aria che fuoriesce dai polmoni in seguito a un’espirazione for zata; infine, i test di stimolazione puntano a stimolare la comparsa del bronco-spasmo dopo l’inalazione di particolari agenti irritanti.


– Stile di vita
È importante identificare le cause dell’attacco asmatico e modificare lo stile di vita ove necessario. Ridurre i grassi animali e il burro nella dieta può aiutare. La pulizia degli ambienti con la rimozione della polvere e tecniche antistress possono ridurre la frequenza degli attacchi.


Il tipo di farmaco usato negli adulti e nei bambini di età superiore a 5 anni dipende dalla severità dell’asma. Un farmaco beta agonista somministrato per via inalatoria è molto utile per un sollievo rapido, ma il beneficio dura poco tempo. In caso di asma persistente si ricorre a corticoste-
roidi a bassa dose per via inalatoria. Altri farmaci sono il sodio cromoglicato, un antagonista del recettore dei leucotrieni chiamato montelukast, ripratropium e la teofillina: per l’asma severa si usa una combinazione di questi farmaci. Un corticosteroide come il prednisone può essere necessario per brevi periodi.

Stato asmatico
Lo stato asmatico è una condizione molto severa, da trattarsi come vera e propria emergenza: non risponde alle solite terapie e richiede l’immediato ricovero in ospedale, con assistenza ventilatoria e somministrazione endovenosa di farmaci.


Quando il soggetto asmatico è già in con farmaci convenzionali, lo svezzamento dalla terapia deve essere molto prudente e graduale. I farmaci potranno essere ridotti in base al risultato ottenuto sotto attenta valutazione medica. Secondo l’approccio omeopatico l’asma è l’espressione di un particolare ‘terreno’ e si manifesta con episodi critici di broncospasmo. Vengono considerati solo alcuni dei medicinali omeopatici più spesso indicati per il dell’asma da un punto di vista sintomatico.
Antimonium tartaricum 5 CH per favorire le secrezioni; 30 CH per inibirle. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi. Antimonium tartaricum è indicato soprattutto nella bronchite asmatiforme.
Atalia racemosa 5 CH 5 granuli da assumere alle ore 18. Crisi d’asma che insorge dal momento in cui il paziente si corica. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra l’una e le tre del mattino. Alternanza di manifestazioni cutanee e mucose (orticaria, eczema, asma…). Alternanza di agitazione e prostrazione.
Kali carbonicum 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra le 2 e le 4 del mattino.
Miglioramento dopo l’espulsione di secrezioni come palline grigiastre. Il paziente trova sollievo stando seduto, piegato in avanti con i gomiti sulle ginocchia, nella caratteristica posizione definita del ‘samurai*.
Ipeca 5 CH 5 granuli, più volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Lingua pulita o con sottile patina. Rantoli fini disseminati. Aggravamento con il movimento.
Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. È il medicinale omeopatico usato in maniera sistematica in caso di crisi d’asma. La frequenza della somministrazione va diradata in base al miglioramento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’asma a livello fisiologico è causata da un’anormale produzione di Flegma e quindi l’organo interessato è il e in particolare l’ostruzione al passaggio di aria mentre a livello organico i responsabili di questo disordine respirato-
rio sono, oltre al Polmone, la Milza e i Reni.
Il trattamento va incontro alle cause esogene cioè Vento freddo o Vento caldo ed endogene, quali i deficit di Qi di Milza, Polmone e Rene, quindi andare a disperdere il Vento freddo favorendo la ventilazione polmonare, disperdere il Calore purificando il Polmone, tonificare il Qi della
Milza, del Polmone e del Rene andando sintomaticamente sulla tosse, l’espettorato, l’affanno, l’astenia, la sudorazione e la dispnea.

– Agopuntura
Nel caso di asma da Vento freddo punti importanti sono:
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’aporìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento.
Per l’asma da Vento caldo:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni.
In caso di deficit di Milza, Polmoni e Reni:
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene ed il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Più punti del Sistema Auricolare del Simpatico, della Sottocorticale e dei Surreni.
Grande efficacia in associazione alla terapia con agopuntura è il trattamento di moxibustione che agisce come un ottimo broncodilatatore favorendo la capacità polmonare e rilassando la muscolatura bronchiale.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie dopo di che è possibile ogni anno, prima dell’insorgenza delle patologie allergiche primaverili, fare un richiamo di 5 sedute fino alla risoluzione della sintomatologia.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………..9g
Rizoma Pinelliae……………………..9g
Radix Angeicae Sinensis……………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Cortex Cinnamomi……………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….6g
Fructus Ziziphi Jujubae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi 20 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di asma allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la verdura biologica, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert).
Nell’asma cronica può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di selenio, come aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, frutti di mare, funghi, germe di grano, cereali integrali, latte vaccino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo**.
Nei bambini, le cui crisi asmatiche sono indotte dall’attività fisica, per ridurre l’infiammazione bronchiale può essere utile aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. I cibi piccanti come il peperoncino e lo zenzero fresco, consumati almeno tre volte alla settimana, possono aiutare la respirazione. Durante una crisi, nel paziente adulto, può essere d’aiuto assumere il caffè, (privilegiare la qualità Arabica biologica), in quanto la caffeina dilata i bronchi, migliorando la respirazione. È importante aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Nei casi di asma allergica è consigliabile eliminare gli alimenti che potrebbero scatenare una crisi» come la carne, le uova, il latte e i latticini, la frutta secca e il cioccolato.
Evitare i prodotti addizionati con additiva, incluso il vino che può contenere il metabisolfito un conservante alimentare; i dadi da brodo e i piatti pronti in cui può essere presente il glutammato monosodico. Evitare frutta, verdura, legumi e cereali coltivati con i metodi tradizionali.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule distribuite nella giornata;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Bioflavonoidi e vitamina C per tenere sotto controllo l’infiammazione e la produzione di muco bronchiale;
Vitamina E associata al beta-carotene protegge contro gli agenti inquinanti;
Complesso B per tenere sotto controllo la risposta allo stress che potrebbe scatenare una crisi d’asma;
Vitamina B6 nella prevenzione (se esiste una storia familiare di asma e/o di allergie) e per alleviare i sintomi;
Magnesio la carenza può essere una delle cause della malattia asmatica
Olio di pesce aiuta a ridurre la frequenza delle crisi;
Olio di fegato di merluzzo per ridurre l’infiammazione bronchiale.
” Proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con foraggio biologico privo di antibiotici e ormoni. “Di galline allevate all’aperto e alimentate con mangimi biologici. Queste sostanze possono attivare gli allergeni e scatenare una crisi d’asma.

FITOTERAPIA
Un classico rimedio fitoterapia) contro l’asma, di un passato neppure tanto lontano, erano le sigarette alla Salvia, alle cui foglie venivano associate foglie di Stramonio, che contiene alcaloidi di tipo atropinico, che si comportano come veri e propri farmaci anticolinergici.
Altra pianta medicinale, capostipite degli attuali farmaci simpaticomimetici è l’Efedra, ancora oggi utilizzata sotto forma di decotto nella medicina tradizionale cinese.e sostituita dai moderni spray o aerosol nella medicina occidentale. Si trattava comunque di farmaci o popolari da usare negli attacchi di asma. Altra categoria di farmaci antiasmatici di origine vegetale è l’aminofillina, molecola ottenuta a partire dalla teofillina, estratta dal cacao, ma presente anche in altre piante quali tè e caffè.
La moderna fitoterapia nei casi di asma di origine allergica ci consente di fare una adeguata prevenzione, con estratti di piante ad attività antiallergica. Forse la più nota è il Ribes (Ribes Nigrum). Si tratta di una pianta preziosa per molti aspetti, di cui tuttavia nell’uso popolare si usano impropriamente dei macerati glicerici ottenuti a partire dalle gemme, mentre la moderna ricerca ha dimostrato che le sostanze utili si trovano in realtà nell’olio estratto a freddo dai semi, proprio perché ricco in acidi grassi polinsaturi, similmente all’olio estratto dai semi della Perilla (Penila frutescens)y pianta di origine giapponese. Questi oli diventano spesso il rimedio di base da assumere per molti mesi a scopo preventivo, al quale possono aggiungersi altre piante in base alle necessità del singolo caso clinico.

Boswellia serrata I triterpeni bloccano la sintesi dei leucotrieni. Ginkgo biloba I ginkgolidi inibiscono Fazione del PAF (fattore scatenante l’attacco).Adatoda vasica Gli alcaloidi e altre sostanze di questa pianta indiana presentando una interessante attività broncodilatatrice. La posologia deve essere prescritta dal medico curante.
Si tratta di piante medicinali di origine orientale, ma oggi facilmente reperibili anche sul mercato farmaceutico occidentale, e già studiate scientificamente anche con risultati molto promettenti.
Gli oli essenziali invece di Pino e di Eucalipto, tra l’altro presenti anche in Farmacopea, sono ricchi in terpeni che penetrano rapidamente nell’organismo, e vengono espulsi dall’apparato respiratorio, dove riescono a fluidificare le secrezioni catarrali croniche.

Originally posted 2014-10-08 14:19:53.

Aterosclerosi

Aterosclerosi

L’ è una patologia infiammatoria cronica che colpisce lo strato interno della parete arteriosa. Questo diventa spesso e irregolare in seguito all’accumulo di grassi e colesterolo. Ciò porta alla comparsa di una placca (a ter orna), che determina una riduzione del calibro dell’arteria e, di conseguenza, una diminuzione del flusso sanguigno. La placca stessa può altresì andare incontro a una rottura dando luogo a fenomeni trombo-emboiki: l’ictus celebrale e l’infarto del miocardio costituiscono nella maggior parte dei casi la conseguenza di questo fenomeno. Varie ipotesi sono state avanzate per spiegare la genesi del danno all’endotelio (lo strato di cellule piatte che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni): l’ipotesi classica sostiene che il processo aterosclerotico è strettamente associato all’azione di svariati fattori di rischio (diabete, ipertensione, abuso cronico di alcol, elevati livelli di colesterolo, vita sedentaria, fumo); la teoria infettiva mette invece in relazione il danno alla parete arteriosa con l’aggressione di diversi microrganismi e in particolare con la Chlomydio pneumonioe, infine, c’è chi chiama in causa le reazioni autoimmunitarie. L’ sì sviluppa lentamente nel corso della vita e non produce alcun sintomo, finché il danno alle arterie non è di gravità tale da ridurre il flusso sanguigno Le arterie colpite più precocemente ed estesamente dall’ sono quelle coronarie (che nutrono il cuore), le arterie cerebrali, l’aorta, le arterie iliache e quelle degli arti inferiori, il minore afflusso di sangue al muscolo cardiaco può provocare angina pectoris o infarto, mentre il restringimento delle arterie che irrorano il cervello può causare un attacco ischemico transitorio o un ictus.


– Stile di vita
La principale terapia dell’aterosclerosi si basa sullo stile di vita: va eliminato il fumo, la pressione arteriosa deve essere tenuta sotto controllo, l’ deve essere adeguata e povera di grassi saturi e cibi eccessivamente elaborati, l’esercizio fisico deve essere praticato con regolarità.

– Alimentazione
È utile assumere antiossidanti quali la vitamina E, la vitamina C, il betacarotene, il selenio. Omega-3 e omega-6 riducono il rischio cardiovascolare.


Se il paziente presenta un livello elevato di colesterolo nel sangue, qualora risulti impossibile abbassare i valori modificando la dieta ed evitando i fattori di rischio, il medico adotta una terapia farmacologica: una drastica riduzione del colesterolo può rallentare o addirittura invertire il processo di aterosclerosi. Tutte le molecole della classe delle statine inibiscono la 3-idrossi-3-metil glutaril Coenzima A reduttasi ( Hmg-CoA), coinvolta nella sintesi del colesterolo a livello del fegato: l’inibizione di questo enzima determina in ultima analisi la riduzione dei livelli di colesterolo “cattivo** (LDL). La riduzione dei livelli di LDL è l’unico modo per prevenire la formazione, rallentare la progressione e indurre la regressione delle placche aterosclerotiche. Esistono altri farmaci diversi dalle statine in grado di ridurre il colesterolo: il medico curante decide quale approccio farmacologico sia appropriato in ciascun paziente.
Se il paziente è iperteso si prescrivono farmaci in grado di abbassare la pressione arteriosa. È importante tenere sotto controllo il diabete e altre malattie correlate.

– Chirurgia
Se i farmaci non danno l’effetto sperato è possibile anche ricorrere a interventi chirurgici quali Yangioplastica (catetere munito di palloncino che introdotto e gonfiato all’interno dell’arteria ostruita provoca l’appiattimento della placca contro le pareti arteriose e la dilatazione del vaso), il by-pass (scavalcamento del restringimento di un vaso tramite l’innesto di una sezione di vena o di arteria prelevata dal paziente stesso) e l’endoarteriectomia (apertura del vaso e rimozione chirurgica dei depositi digrasso).


L’aterosclerosi è la forma principale di arteriosclerosi, si caratterizza per la formazione di placche di accumulo di grassi, colpisce l’aorta, le arterie coronarie, le arterie cerebrali e, tardivamente, le arterie renali, manifestandosi con i segni dell’involuzione senile, insufficienza
arteriosa agli arti inferiori, sclerosi del muscolo cardiaco. L’approccio omeopatico preventivo può rallentare e prevenire la formazione dell ateroma e le conseguenze cliniche.
Artenicum iodatum 7 CH 5 granuli al di, per cicli di due mesi. Il trioduro di arsenico che si presenta come cristalli di colore arancione, viene utilizzato in omeopatia per la tendenza all’arteriosclerosi generale e alla sclerosi a livello cardiaco. Alcuni omeopati francesi ne consi-
gliano la somministrazione sistematica per cicli di 20 giorni al mese, in tutti i soggetti oltre i 60 anni di età, per rallentare il processo della sclerosi fisiologica dovuta alta senescenza.
tìaryline I .i diluizione consigliata èia 8 DM, 1 fiala 3 volte alla settimana. La baritina è un minerale usato in litoterapia che consiste nella somministrazione di minerali e rocce diluiti e dinamizzati secondo la tecnica omeopatica. La baritina è il solfato di bario ( BaS04). Si presenta sotto forma di cristalli molto belli e sfaccettati, di lucentezza vitrea trasparente. £ abbondante in Trentino e in Sardegna. Ha proprietà ipotensiva e antiarteriosclerosi. Le principali indicazioni comprendono l’ipertensione arteriosa, i disturbi da sclerosi vascolare cerebrale, le vertigini dovute a sclerosi vascolare, i disturbi della memoria e della concentrazione nell’anziano.
Phosphorus I5CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il fosforo bianco in omeopatia e indicato nella prevenzione e nel del processo degenerativo sclerotico localizzato principalmente a livello dei vasi sanguigni e in particolare delle sindromi vertiginose delle persone anziane, dei postumi delle affezioni vascolari cerebrali e dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un buona metodica in fase di prevenzione di questo disturbo, ossia lo scopo della terapia deve essere quello di regolare il metabolismo lipidico, agendo sull’organo Milza, in modo da controllare la produzione e l’eliminazione di colesterolo e trigliceridi non permettendo così il loro deposito sulle parete dei vasi arteriosi. Contemporaneamente è possibile controllare la pressione arteriosa e l’emodinamica agendo sugli organi responsabili che sono Fegato e Pericardio.
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
È consigliabile effettuare un ciclo di terapie che prevede 10 applicazioni con un “dosaggio” settimanale di 2 sedute.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e dell’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali, prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra, legumi, germogli, soia e derivati, verdura fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, nocciole, frutta fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella, aglio, cipolla, porro, scalogno. In assenza di sintomi, ma in caso di stress* intenso e prolungato è consigliabile seguire un regime alimentare a basso apporto di acidi grassi saturi (pesce, pollame, carne bovina magra, latte scremato, yogurt naturale magro, ricotta) e a elevato apporto di fibre (cereali integrali, legumi, frutta – con la buccia – e verdura fresche) privilegiando i cibi ricchi di acidi grassi essenziali (salmone, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, olio di lino, di girasole, di vinacciolo, di mais, spremuti a freddo).
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).
In assenza di sintomi, ma in caso di stress intenso e prolungato evitare i cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi e di grassi trans, di zucchero (saccarosio) e di farine raffinate. Limitare l’apporto di vino e di caffè.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Colina aumentare l’apporto quotidiano di cavolfiore, cavolo, fagioli (tutti i tipi), lenticchie, riso, soia e derivati;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Coenzima Q1030 mg al giorno;
Vitamina E insieme alla vitamina C, favorisce l’aumento di ossigeno nel flusso sanguigno;
Vitamina B3 indicata nei casi di predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari;
Lecitina potenzia il metabolismo del colesterolo e dei lipidi per la produzione di energia cellulare;
Colina, inositolo, magnesio e vitamina B6 hanno un ruolo importante nella produzione di lecitina.
La diminuzione dei livelli ematici di selenio è stata associata allo sviluppo delle placche ateromasiche nei pazienti affetti da cardiopatie coronariche e aterosclerosi.
Secondo gli esperti lo stress può provocare Tarterosclerosi indipendentemente dai livelli ematici dei lipidi.


La Fitoterapia consente di fare un’adeguata prevenzione della malattia ateroscIeratica in quanto oggi abbiamo a disposizione alcune piante medicinali efficaci nel ridurre certi fattori di rischio. Curata con attenzione l’alimentazione (pesce azzurro, frutta e in particolare la verdura fresca, legumi e cereali integrali, scarsi grassi animali) ed eliminati i fattori esterni quali ad esempio il fumo di sigaretta, i vegetali bene possono integrare la dieta con l’apporto ad esempio di antiossidanti fa-
cilmente reperibili in alcune piante.
In passato si dava molta importanza ad esempio al decotto di Alchemilla, all’infuso di foglie di Salvia o di Noce, cosi come il macerato vinoso di foglie di vischio o la tintura di Amamelide, ritenuti tutti utili per migliorare la circolazione arteriosa. Ma non sono mai arrivale le
conferme scientifiche.
Il primo alimento-medicamento che risulta specifico per queste problematiche è invece l’Aglio (Allium sativum). È consigliabile un’assunzione costante durante l’alimentazione giornaliera, e in caso di necessità sono disponibili estratti standardizzati che consentono un intervento corretto e razionale dal punto di vista medico: riduce l’aggregabilità piastrinica e i valori di colesterolo, mentre aumenta la fibrinolisi.
Quando serva intervenire in senso terapeutico dell’aglio utilizziamo invece estratti secchi ottenuti dal bulbo fresco, titolati e standardizzati in allucina, in modo da consentire un adeguato programma terapeutico. Cautela, perché questi preparati possono interagire con numerosi farmaci.
Le piante medicinali a più alto tenore in antiossidanti sono invece la Vite e il Tè verde. In particolare della Vite {Vitis vinifera) utilizziamo estratti titolati in oligomeri procianidolici ottenuti dai semi. Posologia media da 100 a 400 mg/die, mentre del Tè verde ( Camelia sinensis) abbiamo a disposizione estratti privi di caffeina e titolati in polifenoli. Queste sostanze hanno dimostrato la capacità di prevenire i danni da ischemia tissutale.
La Ginkgo e il Biancospino infine sono due piante i cui estratti, sotto controllo medico, possono essere utilizzate per contrastare il ridotto afflusso di sangue ai vari organi (cervello, cuore, rene, arti ecc.) con progressiva riduzione delle funzioni.

Originally posted 2014-10-08 15:17:17.

Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del paziente);
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 

MEDICINA CONVENZIONALE
Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.


Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di vitamina E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai ), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.

Afonia 180x180 - Afonia

Afonia

È la perdita totale della voce, ma di più comune riscontro è la distonia, un’alterazione dell’emissione vocale. Può riconoscere svariate cause. Innanzitutto, un’infiammazione a carico della laringe, la porzione delle vie aeree che ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. Nella laringite (catarrale acuta, in genere di natura virale), la voce, per la non perfetta vibrazione delle corde, diventa roca o velata, tende ad abbassarsi e a volte scompare del tutto. Altre cause: una prolungata esposizione al freddo, l’inalazione di vapori irritanti, l’inquinamento atmosferico ma anche l’effetto dell’aria condizionata durante la stagione estiva. A irritare le corde vocali intervengono, ancora, l’abitudine al fumo o all’alcol, e anche l’abuso o il cattivo uso
dell’emissione vocale. Responsabili della disfonia sono pure i polipi laringei (in cui la disfonia risulta “capricciosa” in rapporto alle dimensioni e alle diverse posizioni della formazione); i noduli vocali (qui la raucedine inizialmente leggera, diventa successivamente continua) e la paralisi laringea (per una dei nervi che governano i muscoli laringei e i movimenti delle corde vo-
cali). Alterazioni della voce possono costituire altresì il segno di un disordine ormonale (per esempio, a carico della tiroide). Proprio perché molteplici sono le cause che producono una disfonia, la corretta diagnosi deve innanzitutto focalizzarsi sulle abitudini professionali del paziente, sul suo ambiente di lavoro e sul consumo di sigarette o alcol. Un’accurata ispezione della laringe (mediante la laringoscopia indiretta con specchietto tradizionale o con la fibroscopia a ottiche rigide o flessibili) permetterà di definire l’affezione responsabile della disfonia.


Per si intende la perdita, parziale o totale, della capacità di parlare con un normale tono di voce. La causa può essere semplicemente un uso eccessivo della voce, oppure l’ può essere associata a una malattia come la bronchite o essere provocata da paralisi delle corde vocali (lesione o malattia dei nervi laringei); talvolta la causa è psicologica e l’ può essere sintomo di isterismo. In tutti questi casi la terapia è rivolta alla risoluzione della malattia di base. Altra causa di può essere il tumore della laringe; in questo caso, se la malattia e operabile, si procede all’asportazione chirurgica del tumore, di una corda vocale o della laringe (laringectomia) ed è possibile insegnare al paziente a parlare di nuovo.


L’approccio omeopatico risulta efficace nel della raucedine e dell’afonia conscguente a sforzo vocale e in quelle di origine infettiva virale.

Preparazione a sforzo vocale
Arnica 5 CH 5 granuli, prima dello sforzo vocale in persone che tendono al sovraffaticamento vocale come cantanti, coristi, gente di spettacolo, oratori, insegnanti.

Dopo sforzo vocale
Argentum metallicum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, diradando in base al miglioramento. È il medicinale specifico per la laringite di cantanti o oratori. Caratteristica è la sensazione di escoriazione nel laringe. Tende a peggiorare parlando, deglutendo o tossendo. Arnica montana 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Adatta per l’afonia dopo aver parlato, cantato o gridato a lungo.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, nella raucedine con variazione continua nel timbro della voce ora velata, ora chiara (voce bitonale).
Rhus toxicodendron 7CH 5 granuli, 3 volte al dì quando la raucedine all’inizio del discorso o del canto migliora progressivamente con l’esercizio vocale.

Da raffreddamento
Aconitum 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine improvvisa, in genere di sera, dopo esposizione a freddo secco o a vento freddo. Talora si associa febbre elevata, ma senza sudorazione.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore quando la raucedine si manifesta dopo un bagno freddo.
Dulcamara 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine da tempo umido.

Paralisi delle corde vocali
Argentum nitricum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore nella disfonia da emozione o da panico. Caratteristico è il continuo bisogno di ‘raschiarsi la gola1 per attenuare il fastidioso senso di scheggia a livello della gola.
Causticum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì nella disfonia di origine virale o dopo sforzo vocale importante. Si aggrava al mattino. Sensazione di laringe messa a vivo. Migliora con un sorso di acqua fredda.
Phosphorus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì per la disfonia con dolore.
Si aggrava parlando e verso sera.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causatoda tre tipi di fattori: il primo, esterno, e il Vento, il secondo, intermedio, è rappresentato da virus e batteri, mentre il terzo fattore, endogeno, è lo stress psico-fisico.
Essendo un problema che coinvolge comunque le vie respiratorie alte l’organo che viene interessato è il Polmone.
La terapia consiste nel rinforzare le difese immunitarie e riequilibrare i fattori intermedio e soprattutto quello endogeno perché la componente psichica se non trattata può aggredire ulteriormente le difese rendendo l’organismo più sensibile e vulnerabile agli agenti patogeni.

– Agopuntura
Punti importanti per il trattamento dell’afonia sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e
della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore; NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da fare anche tutti i giorni, al termine del quale si lascia intercorrere un mese in cui si attende, se non ci fosse già stato durante il trattamento, l’effetto terapeutico. Se questo si rivela soddisfacente o se il paziente è guarito dal disturbo non
si fa più nulla, altrimenti è consigliabile un secondo ciclo di richiamo di 5 applicazioni per arrivare a un livello di guarigione migliore.


– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta è necessario sorseggiare nel corso della giornata 1,5-2 litri di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e ricca di bicarbonati. L’idratazione è fondamentale per dare sollievo all’irritazione delle corde vocali. Privilegiare un regime alimentare a elevato apporto di proteine, aumentando il consumo di carne magra, pesce e legumi, per potenziare la produzione di anticorpi.
Dare la preferenza ai cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine e sali minerali come aglio, cipolle, broccoli, pomodori freschi e salsa di pomodoro, ortaggi a foglia verde, sedano, peperoni, germogli di alfa-alfa e di soia, uva sultanina, noci, nocciole, avocado, arance, pompelmo, kiwi, papaia, limone, fragole, melone, albicocche, ciliegie, frutti di bosco, cereali integrali e pane prodotto con farine integrali macinate a pietra e fiocchi d’avena a lievitazione naturale, per aumentare le difese naturali dell’organismo. Integrare la dieta abituale con sale marino integrale (in sostituzione di quello raffinato), cannella, alloro, zenzero, luppolo, peperoncino rosso, germe di grano e lievito di birra. Piccoli quantitativi sono sufficienti per aiutare l’organismo a combattere e prevenire la diffusione dell’infezione.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare le bevande alcoliche, i prodotti industriali addizionati con additivi, le farine e lo zucchero raffinati, il latte e i derivati.

– Integrazione alimentare
Nella fase acuta somministrare:
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina; Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).


Nei casi di raucedine fino all’afonia è indicata una possibile terapia antinfiammatoria quando si sospetti una infezione virale, e in questi casi la pianta certo più utile è l’Echinacea {Echinacea purpurea, E. angusti/olia, E. pallida). Si tratta di una pianta originaria della medicina tradìzionale degli indiani del Nord America, i quali la sfruttavano come rimedio contro i morsi di serpente, come afrodisiaco e pure contro il mal di ola. Oggi ‘a pianta, utilizzata sotto forma di estratto ottenuto dalla radice è apprezzata in particolare per le sue proprietà immunostimolanti. In
realtà gli estratti idroalcolici della pianta, ricchi non solo in polisaccaridi ma anche in polifenoli, hanno la caratteristica duplice proprietà antinfiammatoria e immunostimolante, quindi indicati nella terapia a breve termine delle afonie e raucedini da raffreddamento. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente. Nelle forme invece sostenute da un cattivo uso della voce, come succede spesso nei cantanti o negli insegnanti, l’afonia è sostenuta in realtà di sfiancamene delle corde vocali, e anche i classici decotti di Elicriso (chiamata appunto “erba dei cantanti”) in realtà non portano grandi benefici.
Possono invece essere indicati, magari con l’aggiunta di radice di liquirizia, nelle forme di disfonia tipiche dei soggetti fumatori su base infiammatoria cronica. L’uso del decotto di Altea, raccomandato in passato contro forme di tosse e catarro bronchiale, non porta alcun vantaggio in quanto i polisaccaridi della pianta non vengono assorbiti dal tubo digerente
Cautele particolari devono essere invece adottate nei casi in cui si utilizzano estratti di liquirizia per periodi prolungati o in associazione ad altri . Possibili complicanze sono infatti l’ipopotassiemia e l’ipertensione arteriosa.

Originally posted 2014-10-07 14:18:21.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare mammario, diminuzione del desiderio sessuale e ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Artrite reumatoide 180x180 - Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

L’ è una forma di poliartrite che si scatena in seguito a un sovvertimento dei normali meccanismi immunitari. L’elemento fondamentale è un’alterazione infiammatoria che coinvolge la membrana sinoviale, il rivestimento che tappezza le superfici dei capi articolari ossei. Fenomeno che porta a un’erosione delle cartilagini e dell’osso determinando il danno articolare. I sintomi: graduale comparsa di e rigidità articolare (una rigidità soprattutto mattutina, che dura almeno un’ora prima di ottenere il massimo miglioramento); disturbi di carattere generale: sensazione di malessere diffuso, stanchezza, inappetenza, dimagrimento; nella sede dell’articolazione colpita dall’infiammazione compaiono gonfiore, dolorabilità e anche calore al tatto; progressivamente i movimenti si fanno sempre più limitati e subentrano le deformità e anche le atrofie muscolari. Le articolazioni colpite sono soprattutto quelle piccole delle mani e dei piedi, ma non vengono risparmiati polsi, gomiti, ginocchia e caviglie. Caratteristica tipica è il fatto che l’artitre reumatoide interessa le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (per esempio tutti e due i polsi, o entrambe le ginocchia). Ad accertare la diagnosi ci pensano gli esami radiologici (che evidenzia tipiche lesioni articolari erosive) e anche gli esami di laboratorio, infatti nell’ è
positivo il test per la ricerca del fattore reumatoide. Si tratta di un’immunoglobulina, di un anticorpo della classe M (IgM), rilevabile in circa l’80% dei casi. L’andamento della malattia è variabile e difficilmente prevedibile.


perii dolore
Sono farmaci antidolorifici come l’acetaminofene e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS hanno il vantaggio di togliere l’infiammazione, non solo il dolore. Per l’artrite reumatoide aggressiva si usano i corticosteroidi. Iniezioni locali nelle articolazioni sono utili se c’è gonfiore con forte limitazione del movimento.

– Farmaci per la malattia
Per trattare la malattia si usano methotrexate, sulfasalazina, leflunomide, idroclorochina, azatioprina, etanercept e infliximab. L’adalimumab è un farmaco di recente approvazione per il dell’artrite reumatoide: si tratta di un anticorpo monoclonale umano. Tutti questi
farmaci possono avere effetti collaterali anche severi, ma di solito sono efficaci: non vanno usati in gravidanza o in caso di malattie del fegato.

– Terapia fìsica
Uno dei trattamenti più antichi ed efficaci è l’idroterapia. La termoterapia è l’applicazione di fonti di calore per il sollievo dei sintomi. L’esercizio fisico deve essere sempre consigliato da un fisiatra o da un fisioterapista: un programma quotidiano che mantenga in forma le articolazioni è il rimedio ideale.

e supplementi
È molto importante perdere peso in caso di obesità. L’alimentazione dovrebbe essere priva di burro e derivati, cibi raffinati, eccessi di glutine e zucchero. L’olio di pesce è un antinfiammatorio naturale e può essere assunto alla dose di 4 mg al giorno. Sono utili supplementi di vitamina E e
selenio alla dose rispettivamente di 400 mcg e 400 Ul al giorno.


Le forme di reumatismo infiammatorio cronico richiedono la valutazione periodica del medico specialista reumatologo. L’approccio omeopatico può essere utile per contenere i sintomi della riacutizzazione o in caso di intolleranza ai farmaci convenzionali specifici. Il trattamento sintomatico della riacutizzazione dell’artrite reumatoide si basa sull’utilizzo di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa ad arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto, la pressione è aggravata dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa febbre. Si consiglia di alternare la
somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Tubercolinum residuum 15 CH 1 monodose, 2 volte al mese. Si tratta di un rimedio di fondo che il medico omeopata utilizza soprattutto per contrastare la tendenza evolutiva dell’artrite reumatoide verso l’anchilosi progressiva con deformità articolare e fibrosi progressiva che compromette la funzionalità articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese i disturbi caratterizzati da dolori articolari con processi infiammatori, deformazioni articolari e atrofia muscolare sono chiamati sindromi Bi, cioè sindromi in cui il meridiano è ostruito da eccessi climatici di Vento, Freddo, Umidità e
Calore con eccesso o deficit di Yin o di Yang.
La terapia con agopuntura è mirata alla dispersione degli eccessi climatici sopra citati oltre che ad alleviare i dolori in base alla sede di insorgenza.

– Agopuntura
Nel caso di eccesso di Vento, con dolori improvvisi migranti da un’articolazione all’altra punti importanti sono:

FENGMEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se l’eccesso è di Freddo, con dolori articolari improvvisi e acuti che migliorano col calore e peggiorano al freddo si possono usare:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Con eccesso di Umidità e dolore fisso che peggiora col tempo umido:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa deirXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore
della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
In caso di eccesso di Calore invece punti utilizzabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
QU CHI (stagno curvato, localizzato all’estremità laterale della piega traversa del gomito) che regola e raffredda il Sangue.
Associabili i punti nelle sedi locali dei dolori e del Sistema Auricolare di
Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da ripetere un mese succes-
sivo dall’ultima terapia e seguentemente da ripetere una volta all’anno.

– Fitoterapia cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Dare la preferenza agli a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna* (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi dell’artrite), fenilalanina (allevia il dolore).
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans. Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfiammatorie.
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai ;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio). Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus aci-
dophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
I vegetali contro i dolori reumatici sono stati uno dei primi ricercati fin dall’antichità, quando si usava dormire su materassi composti dalle foglie di felce maschio, oppure addirittura si arrivava a sfregare le parti dolenti con foglie fresche di ortica !
La moderna fitoterapia in realtà ci consente di utilizzare piante medicinali che abbiano una documentata efficacia antinfiammatoria. La malattia del resto può interessare anche tessuti periarticolari come tendini, legamenti, guaine ecc. o addirittura visceri interni. Ecco perché la terapia non si limita a risolvere il sintomo dolore, ma deve avere come obiettivo 3 tipico processo infiammatorio cronico nel quale sono coinvolti numerosi mediatori chimici.
Due sono le piante più studiate nella terapia dell’artrite reumatoide, entrambe provenienti dalla medicina tradizionale ayurvedica.cioè indiana.
La pianta che proviene addirittura dalla cucina indiana è la Curcuma (Curcuma longa) componente del Curry. È una pianta simile allo zenzero, della quale si usa il rizoma, caratteristicamente giallo, in passato apprezzata come epatoprotettore, ma che oggi la moderna ricerca ha dimostrato essere un buon antinfiammatorio e antiossidante. L’estratto secco è molto ben tollerato si somministra in capsule per periodi anche prolungati. L’associazione tipica, verificata anche sperimentalmente è proprio con
un’altra pianta indiana, la Boswellia (Boswellia serrata), la pianta dell’incenso, i cui principi attivi presentano la specifica caratteristica di bloccare la sintesi dei leucotrieni, cioè dei mediatori tipici delle infiammazioni croniche come quelle dell’artrite reumatoide (estratto secco, 20 mg al giorno).
Nei pazienti cronici che fanno abitualmente ricorso anche a cortisonici, ovviamente sotto controllo medico, trova indicazione la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) una pianta medicinale che esercita due funzioni importanti: protegge lo stomaco dai danni dei farmaci antinfiammatori e aumenta l’efficacia del cortisone, facilitandone così la riduzione di dose (estratto fluido, 20 gocce al giorno dopo i pasti).
Al bisogno aggiungiamo piante ad attività sintomatica che possono sostituire i FANS, dalla corteccia del Salice (Salix alba)y ricca in glucosidi salicilici (estratto fluido, 15 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti), alle radici di Arpagofìto (Harpagophytum procumbens), entrambe attive sulla catena delle prostaglandine (estratto secco, 1 capsula 3 volte al giorno prima dei pasti). Il Salice abitualmente è ben tollerato a livello gastrico, ma è controindicato nei soggetti allergici all’aspirina. L’Arpagofìto è scarsamente tollerato da chi soffre di gastrite e controindicato nei pazienti con ulcera.

Originally posted 2014-10-08 13:33:17.

Amenorrea 180x180 - Amenorrea

Amenorrea

Si definisce , la mancanza di flusso mestruale in una donna in età fertile. In genere, le amenorree vengono distinte in primarie e secondarie. Si parla di primaria quando non è ancora comparso il menarca (ovvero la prima mestruazione, che normalmente si verifica tra i 10 e i 14 anni); nel secondo caso, il blocco mestruale – non dovuto alla gravidanza – compare in età fertile dopo un variabile periodo di flussi più o meno regolari, e dura oltre sei mesi. Svariate sono le cause alle radici di un’: questa condizione può essere disfunzionale, per una difettosa produzione di ormoni steroidi sessuali (come nell’obesità e nella sindrome dell’ovaio policistico), e conseguire a un’alterata attività dell’ipofisi (che può comportare la patologica produzione di un ormone chiamato prolottino); anche alcuni possono indurre, con meccanismi diversi, l’amenorrea (per esempio, gli anti-depressivi). Oggi sempre più frequentemente colpisce le adolescenti che si sottopongono a diete drastiche, o chi ha subito uno stress affettivo importante (come un abbandono o un lutto), non presenta un adeguato peso corporeo, e pratica sport particolarmente impegnativi per l’organismo. La diagnosi deve prevedere una varia gamma di accertamenti. Innanzitutto una chiara storia clinica della paziente, nonché un accurato esame ginecologico; importante è anche una ecotomografia pelvica nonché un attento studio della regione ipotalamo-ipofisi. Bisognerà anche analizzare la funzione della tiroide
e pure quella dei surreni, le due ghiandole poste come un elmo sul polo superiore di ciascun rene.


Il deve basarsi su ricerche approfondite individuare le cause organiche delPamenorrea: la
visita ginecologica è obbligatoria.


Alimentarsi adeguatamente è fondamentale per regolarizzare il ciclo mestruale: in presenza di amenorrea è utile eliminare lo zucchero e i cibi troppo elaborati e prediligere grandi quantità di frutta e verdura, e prodotti di soia. È importante essere certi di assumere giuste quantità di vitamine e sali minerali, e ridurre lo stress.

– Ormoni
Se l’amenorrea è legata a squilibri ormonali, è opportuno somministrare progesterone. Per indurre la mestruazione in caso di assenza del ciclo si somministra progesterone per 12 giorni (alla sospensione del progesterone si verifica la perdita mestruale); esistono formulazioni depot in iniezione che vengono ripetute ogni tre mesi.


Il trattamento omeopatico è adatto sia alle forme di amenorrea primaria, caratterizzata dalla mancanza del menarca, sia all’amenorrea secondaria, quando dopo una serie di cicli mestruali normali, manca il mestruo. Ferrum metallicum 15 CH 5 granuli da una a tre volte alla settimana. L’amenorrea si associa ad anemia con pallore, debolezza, affaticamento. Può associarsi anche a perdita di liquidi vicarianti, come epistassi e leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose alla settimana. Il sale marino è adatto a giovani asteniche e magre, nonostante il buon appetito, con tendenza all’isolamento e alla depressione. Pulsatilla 15 CH 5 granuli inizialmente ogni giorno, quindi da una a tre volte alla settimana. L’anemone pulsatilla è il medicinale omeopatico di prima scelta indicato nel ritardo puberale. Quando il mestruo compare i cicli sono lunghi e le perdite mestruali poco abbondanti. Solitam ente prima della comparsa del flusso alcuni disturbi si accentuano come il senso di tensione a livello addominale, pelvico e mammario, leucorrea lattiginosa e giallastra. Pulsatilla è indicata anche nelle forme di amenorrea secondaria che compare dopo un bagno o dopo aver tenuto i piedi in acqua. Più frequentemente il soggetto Pulsatilla è di carnagione chiara con tendenza ai disturbi circolatori delle estremità (cianosi, sudorazione fredda). Il quadro generale è completato dai gusti alimentari, caratterizzati dal desiderio di dolci, gelati, freschi e avversione per i grassi. Senecio 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Il senecione viene utilizzato in omeopatia nel trattamento dell’amenorrea, in associazione con Pulsatilla di cui è spesso rimedio complementare. Di frequente si tratta di soggetti con tendenza all’anemia con marcata freddolosità, tendenza agli edemi e alla stasi venosa. Senecio si caratterizza per la presenza di perdite vicarianti che vanno dall’epistassi alla leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per la Medicina tradizionale cinese, come per la Medicina Occidentale, questo disturbo può essere classificato in amenorrea primaria o secondaria, e le cause riguardano il deficit di Qi di Xue cioè una tardiva comparsa del ciclo mestruale o la scomparsa dello stesso per oltre 3 mesi e la stasi di Xue, cioè una improvvisa scomparsa del ciclo.
La terapia consiste nella tonifìcazione del Qi di Xue, nella rimozione della stasi di Xue e nel riequilibrare la circolazione.

– Agopuntura
Nel caso di amenorrea da deficit di Qi di Xue, punti importanti sono: PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e
regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a Iato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i caso di stasi di Xue i punti sono:
E SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
ni MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
SANYINJIAO;
TAICHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Si possono applicare anche punti del Sistema Auricolare quali Rene, Ovaie e Utero.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni, al termine delle quali se le condizioni permangono instabili si possono effettuare ulteriori 5 applicazioni per consolidare l’effetto terapeutico.

cinese
Formula: XIAO YAO SAN
Radix Bupleuri………………………9g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Rizoma Atractylo
des Macrocephalae……………………9g
Sclerotium Porta……………………12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
HerbaMenthae………………………..2g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E: carne di pollo, tacchino e coniglio (proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici), fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cercali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Seguire per almeno due mesi una dieta a basso indice glicemico (distribuendo gli alimenti in tre e in tre piccoli spuntini al giorno), per tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, evitando il rapido aumento dei livelli ematici di insulina e facilitare il riequilibrio delle alterazioni ormonali. Dare la preferenza ai cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), al pane prodotto con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate).

Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes. Le pazienti che stanno seguendo una dieta a basso indice glicemico, soprattutto se sono in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete latente, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a
base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e i prodotti da forno, come grissini, crackers, salatini, biscotti, torte, merendine), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i cereali integrali in fiocchi biologici), le bibite e i dolciumi.

– Integrazione alimentare
Effettuare un ciclo di 40-60 giorni, sospendere il trattamento per circa due mesi prima di eseguire un secondo ciclo.
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicoche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango,asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
L’amenorrea non sostenuta da patologia organica o endocrinologica può risentire favorevolmente anche del solo uso di Ginseng, la pianta antistress per definizione. Il razionale dell’uso di estratti di radice di Ginseng (Panax Ginseng) sta non solo nel fatto che si tratta di una pianta utile per contrastare i periodi di convalescenza e di stanchezza psicofisica, ma indicata anche per stimolare la cenestesi, l’appetito. In particolare quando l’amenorrea sopravvenga in giovani donne dedite allo sport. La posologia e la durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante.
Nelle forme in cui si abbia un’innalzamento della prolattina nel sangue la pianta medicinale più indicata è YAgnocasto (Vitex Agnus Castus). Si tratta di una verbenacea comune anche nelle nostre regioni, che ebbe il suo primo momento di gloria nel Medioevo, quando si diceva veniva fatta coltivare e assumere ai monaci per reprimere le loro pulsioni sessuali. Ebbene l’Agnocasto ha la proprietà ampiamente documentata dalla moderna ricerca scientifica di ridurre il livello di prolattinemia con la sintomatologia associata.
Talvolta utili sono invece i classici rimedi sedativi o antidepressivi, quando l’amenorrea sia sostenuta da un vero e proprio stato di nevrosi. In questi casi una pianta medicinale particolarmente indicata è il Luppolo (Humulus lupulus). La pianta è ben conosciuta come materia prima utile per la produzione della birra, in realtà si tratta di una vera e propria pianta medicinale, dalle tradizionali caratteristiche sedative, ma anche ad alto contenuto in fitoestrogeni. Queste terapie necessariamente devono essere praticate sotto controllo medico e generalmente sono necessari poche settimane di trattamento.

Originally posted 2014-10-08 09:18:11.

Attacchi di panico 180x180 - Attacchi di panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un episodio improvviso, acuto, contrassegnato da paura intensa e malessere generalizzato. La crisi insorge bruscamente, e raggiunge la sua massima intensità nel giro di pochi minuti. L’episodio è accompagnato da una ricca e vivace gamma di sintomi tipicamente neurovegetativi: palpitazioni, senso di soffocamento, oppressione toracica, vampate di calore o di freddo, tremori, sudorazione, nodo della gola, la sensazione di essere prossimi a svenire. Un corteo di manifestazioni fisiche che si associa a un drammatico vissuto psicopatologico, dove la fanno da padrone il timore di
perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle personali azioni, nonché il senso di morte imminente. L’episodio in genere è di breve durata. Alla fine dell’attacco, la persona appare del tutto spossata, con addosso una sensazione di fatica, di vuoto alla testa, di generale apprensione, uno stato psicofisico capace di protrarsi anche per qualche giorno. Ulteriore disturbo accusato da chi soffre di è il fenomeno della depersonalizzazione: si ha cioè la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Ogni attacco può generare una preoccupazione sempre maggiore chiamata “ansia anticipatoria”, che può accrescersi a tal punto da spingere la persona a evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati le precedenti crisi. La fascia di età più a rischio è quella che va dall’adolescenza fino ai 30-35 anni.


È importante escludere che ci siano malattie organiche che provochino gli attacchi di panico, in particolare Pipertiroidismo oppure condizioni quali l’abuso di droghe e alcol (o l’astinenza da queste sostanze). Alcuni da banco possono scatenare attacchi di panico: consultare un medico per chiarire la situazione.

– Terapia cognitiva comportamentale
La maggior parte dei pazienti ha benefìcio dalla terapia cognitiva comportamentale che consiste nell’esporre alla situazione che causa panico prima nell’immaginario poi nella realtà: è necessario che questa esposizione avvenga con l’aiuto di uno psichiatra o di un terapeuta, con l’assunzione concomitante di farmaci. La psicoterapia psicodinamica è un’altra possibilità offerta da psicologi o psichiatri.

– Farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono essere usati per trattare attacchi di panico e depressione. L’escitalopram sembra essere uno dei farmaci migliori per dominare l’ansia. Vengono anche usati gli antidepressivi triadici, mentre le benzodiazepine rappresentano una seconda scelta. Tutti questi farmaci possono generare dipendenza, ma sono utili quando gli attacchi di panico sono gravi.

– Complicanze
I programmi terapeutici devono tenere conto di eventuali patologie concomitanti, come malattie cardiache o respiratorie. Un approccio terapeutico intenso è utile perché gli attacchi di panico possono peggiorare le malattie concomitanti.


Alcuni medicinali omeopatici sono particolarmente indicati per controllare, superare o prevenire le reazioni da panico.
Aconitum 15 CH 5 granuli, 2-4 volte al dì, secondo l’intensità della sintomatologia. L’aconito è una pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, utilizzata in omeopatia per le affezioni caratterizzate da un inizio brutale e dalla violenza dei sintomi. Caratteristica è l’agitazione fisica incontrollabile e l’ansia con stato di eccitazione generale e paura di morire. In generale si tratta di soggetti giovani forti e reattivi che diventano preda di un intenso senso di angoscia per l’intensità dei fenomeni generali, come la febbre o il .
Ambra grisea 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il preparato omeopatico è ottenuto dalle secrezioni intestinali del capodoglio ed è adatto ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema e il pa-
nico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società.
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. È il nitrato d’argento adatto al soggetto che ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Vorrebbe aver terminato prima ancora di iniziare.
Lamenta una progressiva diminuzione delle capacità intellettive e, in particolare, della memoria. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a emozioni e stress. Caratteristica è la reazione da panico in anticipo rispetto alla prestazione.
Gelsemium sempervirens 30 CH 5 granuli al bisogno o una monodose una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento, per evitare la reazione da panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa di un intervento chirurgico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo solitamente in relazione alla patologia d’origine, non solo sintomaticamente, quindi nelle condizioni di una sindrome ansiosa o una sindrome depressiva.
Gli organi interessati sono perciò Fegato, Cuore e Milza e la terapia consiste in tre aspetti: calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata quale affanno respiratorio, palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
A disperdere calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
In caso di deficit di Yin:
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a Iato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
In caso di deficit del Qi di Cuore e Milza:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a Iato deirapofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue.
A tonificare il Qi di Cuore e Vescica Biliare:
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Si consigliano 10 sedute da eseguire 3 volte alla settimana da ripetere dopo 1 mese.


– Consigli dietetici
consigliati Dare la preferenza agli ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo (proveniente da animali allevati all’aperto, alimentati esclusivamente a foraggio e ai quali non vengono somministrati antibiotici e ormoni), pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, cereali integrali in chicchi e in fiocchi, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamine del gruppo B 25 mg al giorno in un’unica somministrazione;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due principali;
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.


Le piante medicinali giocano oggi un ruolo importante nella prevenzione e cura delle manifestazioni acute di ansia, o meglio degli attacchi di panico. E questo non tanto con i consigliati dalla medicina popolare, infusi di Camomilla, aroma di Basilico, tintura di Avena, o addirittura le famose cure a base di albicocche, ritenute preziose contro le astenie intellettuali. In realtà potevano servire in passato solo per un loro eventuale effetto placebo Oggi invece abbiamo a disposizione piante che vengono si dalla medicina popolare, ma che sono state studiate e utilizzate secondo i canoni della medicina scientifica.
Nella maggior parte dei casi la prevenzione può esser effettuata con l’Erba di S. Giovanni, il cui nome proprio è Iperico {Hypericum perforatum). Questa pianta in passato conosciuta anche con il nome di “scacciadiavoli” in realtà si è dimostrata contenere sostanze attive capaci di modificare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre il livello di ansia e mantenere alto il tono dell’umore.
Anche nei soggetti non depressi sono proprio i farmaci che aumentano il livello di serotonina nel cervello che si sono dimostrati capaci di ridurre l’incidenza degli attacchi di panico. E questo vale anche per le piante medicinali. Ebbene l’Iperico, in maniera molto simile, aumenta il livello di serotonina, ma anche di noradrenalina e dopamina, a tal punto da poter essere utilizzato come vero e proprio farmaco antidepressivo.
Ma la raccomandazione importante è sempre quella di evitare il fai-da-te, e in relazione alle singole esigenze e alla terapia eventualmente già in atto, anche le piante medicinali potranno variamente essere associate tra loro a scopo sinergico. La prescrizione medica consentirà di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali (in realtà abbastanza rari), ma anche quello più elevato di interazione con altri farmaci. L’Iperico infatti interferisce con i farmaci salvavita come ad esempio la ciclosporina, ma anche degli estro-progestinici, anticoagulanti ecc., con gravi rischi per la
salute se assunti contemporaneamente.
Al bisogno, ed integrate alla precedente terapia, saranno inserite anche piante medicinali quali Passiflora incarnata, Melissa offìcinalis o Scutellaria. La posologia deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapista.

Originally posted 2014-10-08 15:29:56.