Andropausa 180x180 - Andropausa

Andropausa

Viene comunemente definito “”, ma più appropriatamente l’etichetta utilizzata per gli specialisti è “PADAM”, che sta per Partial Androgenic Deficiency of the Aging Mole. Altro acronimo di analogo significato è “LOH”, ovvero Lote-Onset Hypogonodism. È, infatti un ipogonadismo a insorgenza tardiva, ovvero una riduzione clinicamente significativa della produzione di testosterone da parte dei testicoli. Questa condizione interessa molti uomini a partire dai 50 anni di età. La diminuzione del tasso di testosterone finisce per pesare non soltanto sulla vita sessuale (con la mancata capacità di reagire a situazioni normalmente stimolanti), ma su tutti gli organi bersaglio dell’ormone maschile. Per esempio, sul cervello la ridotta disponibilità del testosterone totale e soprattutto della quota libera (cioè quella biologicamente attiva, non agganciata alle proteine che trasportano l’ormone nel sangue) determina calo della concentrazione, scomparsa del desiderio sessuale, tendenza alla depressione e insonnia; si riduce la massa muscolare, con affaticamento fisico crescente; nelle ossa si verifica un impoverimento di calcio (osteoporosi maschile); si riduce la produzione dei globuli rossi con conseguente anemia; sul Sistema Cardiovascolare i più recenti dati indicano come l’impoverimento di testosterone nella terza età potrebbe aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiache di tipo ischemia» (infarto); anche la pelle soffre, divenendo più sottile, fragile e secca. La diagnosi clinica di ipogonadismo nell’anziano può venir posta soltanto nei casi più gravi; nelle forme lievi il quadro clinico è generalmente sfumato.


Con l’avanzare dell’età gli uomini possono manifestare sintomi legati a una ridotta produzione di ormoni sessuali’ questi cambiamenti sono inevitabili e hanno conseguenze diverse da individuo a individuo. Il calo di pròduzione degli ormoni sessuali è un processo naturale, non una malattia: è molto graduale e può determinarsi nell’arco di decine di anni. Si verificano progressivamente modificazioni a livello fisico e mentale: il loro insorgere è molto sfumato e non sempre viene rilevato. Quindi i termini “menopausa maschile” o andropausa sono impropri: si preferisce parlare di sindrome da carenza di androgeni.

Testosterone
Se la carenza di androgeni assume connotazioni importanti sul piano fisico ed emotivo può essere utile un sostitutivo con testosterone per un breve periodo di tempo. Se i sintomi non migliorano si può considerare inutile la prosecuzione della terapia. Se vi è un miglioramento prolungare il . Il testosterone è disponibile in capsule, in fiale per iniezione intramuscolare, in gel e in cerotti a rilascio transdermico. Le capsule non garantiscono una concentrazione sempre costante nel sangue. I cerotti sono considerati il modo più semplice per assumere testosterone, ma hanno costi elevati. Durante il primo anno di terapia con testosterone i pazienti trattati devono essere sottoposti a controllo medico ogni tre mesi. L’esame clinico dovrà prevedere la valutazione della prostata per via rettale. Sarà inoltre effettuata la determinazione dell’emocromo, del colesterolo e del testosterone circolante. Successivamente è necessario almeno un controllo all’anno.


Il tema dell’andropausa è molto controverso, in quanto non presenta i caratteri ben definiti della pubertà o della menopausa, ma una estrema variabilità di manifestazioni conseguenti alla riduzione nella produzione di ormoni sessuali maschili. Per tale motivo l’approccio omeopatico nei confronti dell’andropausa andrà adattato alla condizione personale. Parscolare interesse assume l’utilizzo di preparati organoterapici che possono stimolare la produzione di ormoni sessuali da parte dell’organismo.

Orchitinum 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto da testicoli di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Tale metodica utilizza estratti d’organo prelevati da animali secondo precise regole (“Preparazioni omeopatiche** dalla Farmacopea Francese, 1965). La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normaliz-
zandone l’attività nelle modalità seguenti: le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano; le diluizioni medie (7 CH) regolarizzano; le alte ( 15 o 30 CH ) inibiscono.
Così Orchitinum 4 CH favorisce la secrezione testicolare di testosterone, mentre Orchitinum 30 CH la inibisce. Lycopodium ctavatum 30 CH una monodose alla settimana. È uno dei omeopatici di fondo più frequentemente indicati in quanto presenta le caratteristiche che corrispondono alle manifestazioni proprie dell’andropausa. Lycopodium e indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche.
Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Come nella sindrome femminile della monopausa anche gli uomini possono presentare disturbi legati all’età e altera/ioni della produzione ormonale. Secondo la Medicina tradizionale cinese l’intervento deve essere mirato a calmare lo stato di agitazione e riequilibrare l’organismo regolando l’attività ormonale. Punti importanti per l’applicazione terapeutica con agopuntura medica sono: NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;

SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico. Si possono inoltre associare punti del Sistema Auricolare come SHEN
MEN e NAO GAN, atti a controllare proprio il Sistema nervoso. La terapia può essere iniziata alla comparsa dei primi sintomi e prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno due volte alla settimana. Il trattamento può essere ripetibile una volta all’anno se persistono i sintomi.

cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24g
Rhizoam Dioscoreae………………..12g
Fructus Corni Offìcinalis………….12g
Rhizooma Alismatis………………..10g
Sclerotium Poria………………….lOg
Cortex Moutan Radicis……………..10g
Ramulus Cinnamomi………………….3g
Radix aconiti Preparatae……………3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Nei pazienti in sovrappeso, con predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari, che manifestano irritabilità, nervosismo, insonnia può essere utile seguire, per almeno 8-10 mesi, un regime cimentare a basso apporto di lipidi (dare la preferenza ai cibi che con-
tengono acidi grassi essenziali, omega-3 e omega-6), che privilegi alianti proteici come tagli magri di pollo, tacchino, coniglio e vitello, pesce Pacato in mare, latte e yogurt parzialmente scremati e legumi, e cibi contenenti carboidrati a lento assorbimento, come cereali integrali in chicchi, prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e ortaggi. Limitare l’assunzione di fresca e secca, formaggi e patate. Bere bicchiere di vino rosso distribuito nei due principali.
Nei pazienti che soffrono di depressione e manifestano astenia, scarsa motivazione, deficit della memoria, diminuzione dell’autostima, riduzione del desiderio e dell’attività sessuale è consigliabile seguire (fino al miglioramento del quadro clinico) un regime alimentare sano e bilanciato, che apporti quantità adeguate di vitamine del gruppo B, vitamina E, C, bioflavonoidi, coenzima Q10, licopene, zinco, rame, selenio e magnesio, basato sul consumo di frutta e verdura fresche biologiche, salsa e polpa di pomodoro, cereali integrali, legumi, soia e derivati, cacao, noci e semi, pollo, tacchino, lonza di maiale, agnello, pesce pescato in mare, molluschi, yogurt e latte fermentati con batteri probiotici, lievito di birra e germe di grano in polvere.
Alimenti da evitare Nei pazienti in cui la carenza di androgeni particolarmente evidente è consigliabile (per abbassare il livello ematico del LDL-colesterolo e facilitare la perdita di massa grassa, soprattutto se localizzata in regione addominale) eliminare per almeno sei mesi tutti gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come burro, strutto, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina (escluso il vitello), e i cibi contenenti grassi trans, come i prodotti industriali in cui è presente la margarina o compare in etichetta la dicitura “grassi idrogenati o parzialmente idrogenati” Non assumere bibite, dolciumi e liquori. Limitare l’apporto di vino rosso a un bicchiere al giorno.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno lontano dai pasti e da bevande
contenenti caffeina;
Coenzima Q1030 mg al giorno;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quoti-
dianamente è di 22 mg (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Non sono tanto i cosiddetti “cibi afrodisiaci” quali il peperoncino, le ostriche, il cacao, la cipolla, il sedano, i pinoli e le spezie in genere, a mantenere giovane la funzione sessuale dell’uomo. È certamente indispensabile un buon corredo genetico, ma anche una serie di accortezza di carattere “igienico” ormai ben note.
Oltre all’ equilibrata e ricca di legumi, cereali, verdura, frutta, fresca e secca, i vegetali diventano importanti per contrastare il fenomeno dell’andropausa per due motivi:
a) fonte di antiossidanti naturali, utilizzabili in integratori o veri e propri medicinali;
b) sostanze medicinali vegetali indicate nella terapia sintomatica di elezione quando si manifestassero segni di impotenza {vedi Impotenza).
Le sostanze vegetali forse più utilizzate allo scopo di mantenere la “giovinezza” dell’organismo umano nella sua totalità sono i bioflavonoidi della Ginkgo biloba, i carotenoidi dei Pomodori e i polifenoli del Tè verde.
Questi fitocostituenti si trovano certo in specifici integratori che, se assunti secondo le regole e seguendo le raccomandazioni riportate in etichetta, sono sicure ed efficaci. Nel caso poi dei pomodori gli integratori possono essere vantaggiosamente sostituiti dal succo preparato quotidia-
namente in casa o acquistato negli stessi negozi alimentari.
L’interesse c la vivacità mentale ed emozionale per gli aspetti della vita sessuale di ogni individuo possono essere mantenuti attivi mediante il ricorso a vere e proprie piante medicinali sfruttabile sottoforma di estratti definiti, purificati e standardizzati di una pianta di origini sud-americane: la maca. Si tratta di una pianta erbacea tuberosa il Lepidium meyenii Walp, della famiglia delle Cruciferae tipica delle montagne andine peruviane. Cresce intorno ai 4000 m di altezza ed è abitualmente utilizzata nell’alimentazione delle popolazioni locali, in quanto particolarmente ricca di proteine, AA essenziali (isoleucina,leucina, lisina, metionina, cistina, valina> Rosina, fenialanina), Ferro, Mn, Zn, Ca, P. Contiene peraltro alcaloidi, saponine triterpeniche e steroidee, e glucosinolati. È presente oggi anche in integratori e prodotti naturali utilizzati come adattogeni e ricostituenti da sportivi e convalescenti. Sperimentalmente e clinicamente si è Giostrata utile nel mantenere e stimolare la funzione sessuale.

Originally posted 2014-10-08 09:37:53.

Avvelenamento 180x180 - Avvelenamento

Avvelenamento

L’avvelenamento, ovvero la penetrazione nell’organismo, per cause in genere accidentali, di una sostanza tossica, è un’evenienza particolarmente frequente tra le mura domestiche (e che vede coinvolto soprattutto il bambino). Tra le vie d’esposizione, l’ingestione costituisce il più comune contatto con i prodotti per uso domestico (e anche quello che espone ai danni fisici maggiori). Segue l’inalazione, causata in massima parte dall’esposizione ai cocktail di prodotti per la pulizia (ipocloriti e ammoniaca, ipocloriti e acidi forti) e anche dal monossido di carbonio. I farmaci costituiscono la principale fonte di avvelenamento; seguono i prodotti per l’igiene casalinga (caustici, insetticidi, detersivi, essiccanti, fertilizzanti – per il giardino o le piante in casa). Particolarmente temibile è l’avvelenamento da monossido di carbonio (CO), gas inodore, incolore, insapore e altamente tossico, che può venir emesso da fonti di combustione come gli impianti di riscaldamento a gas, fornelli, stufe e camini, nel caso in cui questi dispositivi malfunzionino per un’erronea installazione, una cattiva manutenzione o un’inadeguata ventilazione. Il CO, penetrato nel sangue attraverso il respiro, si lega avidamente all’emoglobina, impedendole di trasportare l’ossigeno ai tessuti: nei casi lievi, affiorano cefalea, nausea, vomito e fiacca; nelle intossicazioni di media gravità, compaiono confusione mentale, lentezza nell’ideazione, visione offuscata, debolezza, anomalie comportamentali, dispnea da sforzo, tachicardia, le forme gravi comportano severo disorientamento, sopore, convulsioni, ipotensione, dolore toracico, aritmie, edema polmonare, sincope e coma. I disturbi precoci dell’intossicazione, come il mal di testa, la nausea, il vomito e la debolezza, sono molto generici e possono essere facilmente confusi con quelli di altre patologie (come un’intossicazione alimentare o l’inizio di una sindrome influenzale).


L’avvelenamento può essere acuto o cronico, cioè verificarsi a poca distanza dall’assunzione o dall’esposizione a una sostanza, o conseguire a una ripetuta assunzione/esposizione al tossico. Dal punto di vista terapeutico, il sospetto di avvelenamento dovrebbe essere la conseguenza di una visita medica o, nei casi più gravi e rapidi, di un ricovero in ospedale. I “della nonna”, per esempio l’ingestione di latte o di acqua, sono assolutamente da evitare: in caso di avvelenamento l’unica procedura realmente utile è mettersi in contatto immediatamente con il Centro Antiveleni, con le seguenti avvertenze.
“La raccolta delle seguenti informazioni è estremamente importante per poter rispondere alle domande del medico di guardia presso il centro antiveleni:
• identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con la quale si È venuti in contatto (nome commerciale del prodotto ed eventuali indica-
zioni di rischio in etichetta);
• osservare le caratteristiche macroscopiche del prodotto (odore, colore, schiumosità);
• fornire indica/ioni circa la dose assunta in modo accidentale o intenzionale (un sorso di un bambino sono circa 5 mi, di un adulto 15-3(1 mi);
• comunicare la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo ecc.). Indicare il luogo e durata dell’esposizione (in casa, al lavoro, luogo chiuso o aperto);
• comunicare il tempo trascorso dall’esposizione e tra esposizione la comparsa di eventuali sintomi.
Nel caso che l’incidente sia avvenuto in ambiente lavorativo reperire la scheda di sicurezza del prodotto che deve essere conservata insieme alle sostanze pericolose per precisi obblighi di legge”.


Tutte le condizioni di avvelenamento richiedono la valutazione e il presso un Centro Antiveleno. In questa parte si danno indicazioni utili dopo la dimissione dal Pronto Soccorso o dal Centro Antiveleno. Viene anche considerato il quadro dell’intossicazione alimentare e la con-
dizione caratterizzata da paura di essere stato avvelenato. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, dopo ogni scarica, in caso di gastroenterite acuta grave, sia di origine infettiva che alimentare (inge-
stione di carni, conserve o gelati avariati o di cattiva conservazione). Feci acquose, scure, fetide, brucianti, irritanti per l’ano. Vomito e sete di piccole quantità d’acqua, assunte di frequente. Freddolosità, bisogno di calore, alternanza di agitazione e prostrazione. Quando il soggetto teme di essere stato avvelenato si consiglia la diluizione 30 CH, 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
China 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea senza dolore. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. Il soggetto è profondamente prostrato e debilitato per la perdita di liquidi. Isoterapico 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, per 2-3 mesi consecutivi. L’isoterapico viene preparato a partire dalla sostanza che ha prodotto l’intossicazione. Per la preparazione dell’isoterapico si diluisce il prodotto che ha provocato il quadro clinico, come l’amalgama usato per cure odontoiatriche o il farmaco che ha scatenato la sintomatologia. Come si può rilevare gli isoterapici vengono usati sfruttando il principio di identità e non quello di similitudine che sta alla base dell’omeopatia vera e propria.
Podophyllum 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea che compare al mattino presto, preceduta da dolori e borborigmi. Emissione di feci abbondanti, acquose o mucose, fetide, giallastre, a getto, seguite da prostrazione e tenesmo. Dolore migliorato dal calore e disteso sul ventre.
Veratrum album 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea profusa, estremamente abbondante con dolori crampiformi, sudorazione abbondante, fredda e prostrazione estrema.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese affronta questo tipo di disturbo andando a stimolare Temesi svuotando così l’organismo dalla sostanza nociva ingerita, successivamente lo scopo terapeutico è la disintossicazione dell’organismo dal veleno circolante.
Un ottimo punto per stimolare ciò è FU L1U (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
Poi agire sul metabolismo del Fegato con il punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico. Aumentare la diuresi con il punto YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.


– Consigli dietetici
consigliati In lutti i casi di avvelenamento (escluso quello da solventi o saponi) somministrare acqua minerale naturale e tè, privilegiando il tè verde. Nell’avvelenamento con acidi e caustici (acido muriatico e solforico, candeggina, ammoniaca, acqua borica e ossigenata) assumere latte, eventualmente associato con 4-5 albumi d’uovo. Nella fase di disintossicazione è consigliabile seguire un regime alimentare che prevede un aumentato consumo di ricchi di zolfo ( e dei due aminoacidi, metionina e cisterna, che lo contengono), come la carne ( privilegiando i tagli magri bovini e il pollame), il pesce pescato in mare, le uova, il latte parzialmente scremato e fermentato, lo yogurt naturale magro arricchito con probiotici, il kefir, il cavolo, i fagioli secchi, il germe di grano, la soia, le cipolle (solo se cotte al vapore) e le rape. Aumentare l’apporto di tarassaco,
carciofo, cardo mariano, scorza d’arancia e di limone (biologica), menta. Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, il caffè, i funghi, i cibi addizionati con additivi alimentari, la e la non biologica, prodotti industriali a base di farine raffinate e di zucchero (saccarosio) e di grassi trans. Limitare rapporto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Nei casi di avvelenamento la fitoterapia può servire subito dopo il periodo acuto a protezione dell’organo colpito dal tossico (stomaco, fegato, intestino ecc. ) Ad esempio la somministrazione di Silimarina, estratta dal C’ardo mariano consente un più rapido ripristino delle funzioni epatiche
dopo intossicazione da alcol o farmaci epatotossici, come ad esempio il paracetamolo.
In passato negli episodi acuti veniva utilizzato lo sciroppo di Ipecacuana, oggi abbandonato perché aumenta il rischio di aspirazione e non ne è dimostrata l’utilità. L’unico fitoterapia) che può essere usato è invece il carbone attivo. Ovviamente si raccomanda il ricovero ospedaliero e la con-
sultazione di un centro antiveleno per il trattamento specifico. Anche i pazienti che hanno assunto veleni con azione ritardata dovrebbero essere ricoverati, pure se in apparenza sono in buone condizioni; tra le sostanze tossiche ad azione ritardata sono incluse , ferro, paracetamolo, antidepressivi triciclici e paraquat; lo stesso principio vale per le preparazioni a rilascio controllato.
Somministrato per via orale, il carbone attivo può legare molti veleni nello stomaco, riducendone in tal modo l’assorbimento. Prima viene utilizzato, maggiore è la sua efficacia, ma può essere ancora efficace fino a I ora dopo l’ingestione del veleno – più a lungo in caso di preparazioni a rilascio controllato o di farmaci con proprietà antimuscariniche (anticolinergiche). E abbastanza sicuro ed è particolarmente utile per la prevenzione dell’assorbimento di veleni che sono tossici in piccole quantità, per esempio gli antidepressivi.
Dosi ripetute di carbone attivo (50 g ogni 4 ore) possono esser somministrate dopo l’avvelenamento da barbiturici ed altri farmaci. Controindicato nel caso di distillati del petrolio alcol o corrosivi.

Originally posted 2014-10-08 15:41:25.

Acetone 180x180 - Acetone

Acetone

Non si traila di una malattia: si chiama “” la presenza nel sangue di particolari sostanze tossiche, dette corpi chetonici (, acido acetoacetico e 3-idrossi-butirrico). Questa condizione, che si manifesta per lo più in età pediatrica (a partire dai 3-4 anni), produce uno stato di malessere generale, con accessi di vomito, sonnolenza, irritabilità, mal di pancia e di testa, occhi cerchiati, volto affilato e lingua asciutta-patinata. I composti acidi in questione si formano nei digiuni prolungati, in occasione delle malattie acute febbrili di natura infettiva, nelle diete particolarmente ricche di grassi, quando scarseggia l’azione dell’insulina (l’ormone elaborato dal pancreas) e dopo gli sforzi intensi e prolungati. In tutte le circostanze citate, ciò che risulta alterato è il metabolismo del carburante numero uno del nostro corpo: il glucosio. L’organismo reagisce allora utilizzando primariamente un’altra fonte energetica: i grassi. Ma proprio dall’eccessiva degradazione di questi ultimi deriva la produzione e il passaggio nel sangue, fino a livelli tossici, dei corpi chetonici (che sono dunque prodotti intermedi del metabolismo dei grassi). L’alito cattivo, dal tipico odore di troppo matura, andata a male, o del solvente per lo smalto delle unghie, è segnale inequivocabile dell’acetone. In generale, è un disturbo transitorio e sanabile con semplici misure dietetiche. Per giunta, arrivare alla diagnosi è semplice: a parte il caratteristico odore dell’alito (spesso il primo sintomo rilevabile), basterà evidenziare i corpi chetonici nelle urine, bagnando con queste delle speciali strisce reattive acquistabili in farmacia. La sostanza da ricercare si legherà con i reagenti dando luogo a una reazione evidenziata da una variazione cromatica.


Durante le crisi: nella crisi di iperchetonemia, cioè nella “crisi di acetone” è utile una dieta priva di grassi e ricca di zuccheri e acqua. L’idratazione è molto importante per eliminare l’acetone: acqua e succhi di frutta zuccherati (senza gas) vanno somministrati poco alla volta con regolarità. Se c’è vomito intenso si possono somministrare farmaci antiemetici.

Prevenzione
Al di fuori del periodo di crisi l’ deve essere normale, equilibrata, senza eccedere nei grassi. Per prevenire l’acetone nei bambini predisposti è bene seguire una dieta ricca in carboidrati complessi (pasta) la cui digestione libera lentamente glucosio nell’intestino, e povera di grassi (come latte intero, burro, formaggi, fritti, carni grasse, cioccolato e insaccati). L’acetone si risolve spontaneamente con l’età.


Le crisi di acetone si manifestano soprattutto in bambini con un particolare’terreno* predisponente come conseguenza di abitudini alimentari scorrette.
- sintomatico
In omeopatia la crisi di acetone del bambino richiede la somministrazione sistematica di Senna e Belladonna, meno frequentemente di Antimonium erudititi o Ipeca. Senna Si consiglia di somministrare sistematicamente Senna 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora, in base alla frequenza e all’intensità del vomito, diradando progressivamente secondo miglioramento. Le manifestazioni caratteristiche della crisi di acetone comprendono la nausea, il vomito, le coliche addominali, Podore tipico delPalito, la flatulenza, il senso di spossatezza generale. Belladonna Se la crisi di acetone si manifesta in concomitanza con un episodio febbrile o con un processo infettivo, si alterna Senna con Belladonna 5 CH, 5 granuli anche ogni ora.
Antimonium crudum Quando la lingua è ricoperta da una patina spessa biancastra, come gesso, Senna va alternata con Antimonium crudum 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora. Ipeca In presenza di crisi di conati di vomito e vomito in un bambino con la lingua pulita, è preferibile alternare Senna con Ipeca 5 CH, inizialmente anche ogni mezz’ora.

– Trattamento di fondo
Nella tendenza alle crisi ripetute di acetone è consigliabile ricorrere a un trattamento omeopatico di fondo, basato su alcuni , il più frequente dei quali è Lycopodium. È inoltre necessario un cambiamento delle abitudini alimentari con riduzione del consumo di grassi, proteine animali, in particolare dei latticini e aumento dell’apporto di frutta e fresca.
Lycopodium clavatum È il rimedio omeopatico preparato con la polvere ricavata dalle spore di licopodio. Viene impiegato in bambini magri, nervosi, dal colorito giallastro, con tendenza all’eczema e alle crisi di acetone scatenate dai farinacei, dal cioccolato, dalle uova e dai formaggi. Solitamente si consiglia di somministrare Lycopodium 30 CH, una monodose alla settimana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo avviene attraverso due vie: la prima consiste nell’eliminazione dell’acetone dall’organismo, la seconda nella regolazione del metabolismo e del consumo di zuccheri e grassi.
L’eliminazione, o meglio, la dispersione dell’acetone deve avvenire tramite via urinaria e intestinale, quindi bisogna stimolare l’attività del Rene, dell’Intestino Tenue e dell’Intestino Crasso.

– Agopuntura
A livello renale punti importanti sono FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue e XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’energia difensiva e il Qi del Rene, mentre a livello intestinale ha rilevanza il punto QU CHI (stagno curvato, localizzato sulla piega del gomito) che regola e raffredda il sangue. Per quanto riguarda gli zuccheri, gli organi coinvolti sono la Milza e il Pancreas, e in particolare i punti YINLINGQUAN (sorgente della colli- na degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore e YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani, più l’applicazione dei punti della Milza e del Pancreas
del Sistema Auricolare.
Per regolare il metabolismo lipidico invece si agisce sul Fegato nel punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo
Yin epatico. La terapia va eseguita con la frequenza di 2 applicazioni alla settimana per 5 settimane.


– Consigli dietetici
Nei bambini in fase acuta

È necessario somministrare ricchi di zuccheri (glucidi) facilmente assimilabili, preferibilmente in forma liquida, come succhi di frutta biologici diluiti in parti uguali con acqua minerale naturale a elevata percentuale di bicarbonato.
Per ripristinare le perdite di acqua e di elettroliti utilizzare centrifugati di frutta e verdura fresche biologiche diluiti con latte d’avena e acqua minerale naturale nelle seguenti percentuali: 55% di centrifugato, 15% di latte d’avena e 30% di acqua. Per tenere sotto controllo la nausea e il vomito è preferibile somministrare le bevande a temperatura ambiente e sorseggiarle lentamente, aiutandosi con una cannuccia. Se gli episodi ricorrono frequentemente la causa può essere ricercata in una dieta a elevato apporto di grassi (in particolare di acidi grassi saturi ) e di proteine. In questi casi è necessario riequilibrare il regime alimentare privilegiando frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.

Negli adulti
Se l’evento è provocato da un digiuno prolungato possono essere somministrati frullati a base di latte di riso, fiocchi d’avena (tenuti in ammollo per circa 30 minuti), frutta e/o verdura fresche biologiche, escludendo gli agrumi, le crucifere e il cetriolo. Nei casi in cui l’acetone sia un sintomo di diabete scompensato, devono essere evitati gli alimenti ricchi di carboidrati a rapido assorbimento che, innalzando rapidamente il livello ematico di insulina, possono contribuire all’aggravamento del quadro clinico presentato dal paziente. Privilegiare invece i cereali integrali in chicchi e gli ortaggi a foglia verde scuro, come le barbabietole e gli spinaci. Avena Utilizzare i fiocchi nello yogurt o nel latte tiepido nei casi di inappetenza. Ricca di principi nutritivi può essere integrata nell’alimentazione del bambino e del neonato come ricostituente dopo una crisi intensa e prolungata di acetone.

– Integrazione alimentare
Come integratore di sali minerali può essere utilizzata, in associazione alla frutta e alla verdura fresche, Vargilla verde ventilata. Sciogliere 1 cucchiaino in un bicchiere di acqua tiepida, oppure aggiungerla ai succhi di frutta o ai centrifugati ( 1 -2 volte al giorno). L’argilla è un insieme di oligoelementi (contiene quasi tutti i sali minerali e sette metalli pesanti – argento, ferro, mercurio, oro, piombo, rame e stagno) presenti in quantità “omeopatica”, che contribuiscono a ripristinare la concentrazione di elettroliti all’interno dell’organismo.


Le piante medicinali non hanno un ruolo significativo nella terapia dell’Acetone. Trattandosi di un aumento dei corpi chetonici nel sangue è indispensabile modificare le abitudini alimentari del soggetto, molto spesso bambini.
In assenza di vomito la fitoterapia può solo consentire di reintegrare zuccheri semplici, mediante la somministrazione di infusi di Tè, ma niente più. Così facendo comunque nell’arco di uno-due giorni, se accompagnato a una alimentazione sostanzialmente priva di grassi, il metabolismo tornerà in equilibrio con progressiva riduzione dei chetoni nelle urine. Quando invece sia presente vomito, oltre all’uso di farmaci sintomatici, l’accortezza sta nella somministrazione di piccoli sorsi ripetuti di infuso di camomilla dolcificato. La ri-alimentazione potrà avvenire solo con gradualità e comunque sempre con dieta a bassissimo contenuto di grassi. L’uso delle piante può anche servire nei casi in cui ci siano importanti rialzi febbrili, come nel caso di malattie infettive virali e non, e per la riduzione dell’apporto alimentare, si abbiano imponenti metabolizzazioni dei grassi. Questo è un possibile meccanismo dell’acetone, che può facilmente essere interrotto con la somministrazione di tisane a base di fiori e foglie di Tiglio ( 1 cucchiaio in 250 mi di acqua bollente. Infusione 10-
15 minuti, filtrare). La tisana deve essere sempre dolcificata, anche se il sapore è gradevole di per sé, ed assunta a piccoli sorsi, molte volte nella giornata, per almeno tre tazze al giorno. Evitare i digiuni prolungati.

Originally posted 2014-10-07 10:12:39.

Ascesso 180x180 - Ascesso

Ascesso

L’ascesso si forma quando una certa area di tessuto s’infetta e l’organismo si attiva di conseguenza per arginare l’infezione. È una raccolta circoscritta di pus, ovvero un accumulo di materiale che deriva, nel corso del processo difensivo, da cellule immunitarie in disfacimento e batteri. Tipico è l’ascesso dentario, una raccolta purulenta che può essere periapicale o parodontale. Nel primo caso, l’accumulo di pus si realizza attorno all’apice della radice, per poi propagarsi ai tessuti circostanti e a esteriorizzarsi attraverso la gengiva tramite una fistola; è provocato dalla carie che ha raggiunto la polpa dentale.
L’ascesso parodontale, invece, è localizzato lungo le superfici dentali laterali, e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, conseguenza della malattia parodontale, in cui il ristagno della placca batterica, con i suoi prodotti tossici, finisce per provocare la distruzione dei tessuti (molli e duri). L’ascesso si manifesta con vivo dolore e con l’ingrossamento delle linfoghiandole satelliti. Sul
volto del paziente apparirà un’asimmetria più o meno evidente, che può anche deformare completamente il viso. Gli ascessi anali rappresentano la fase iniziale di un’infezione che prende origine dalle piccole ghiandole presenti tra i muscoli che circondano l’ano. La raccolta di pus si fa strada verso la cute e può fuoriuscire spontaneamente o richiedere un’incisione chirurgica per essere evacuato. I sintomi: gonfiore, rossore e calore della pelle; febbre; intenso dolore anale, anche notturno,- talvolta, difficoltà ad urinare.

MEDICINA CONVENZIONAIE
– Lavaggio antisettico
Gli ascessi esterni si manifestano chiaramente prima della forma/ione completa con dolore e infiammazione. Derivano spesso da una bollicina o un foruncolo (infiammazione di un follicolo pilifero e della pelle intorno). Quando ci sì accorge che è in corso la formazione di un ascesso, e opportune» pulire bene la zona irritata con un lavaggio antisettico: esistono diversi prodotti in vendita in farmacia, per esempio i derivati dello iodio oppure gli antisettici tipo “senio”.

topici
Dopo un lavaggio accurato della parte interessata dall’ascesso, applicare una pomata antibiotica (tipo neomicina) tre volte al giorno (controllare il foglietto illustrativo: le applicazioni dipendono dal tipo di antibiotico scelto).

– Sale amaro
Inzuppare una garza oppure un panno pulito in una tazza di acqua calda con due cucchiai da tavola di sale e applicare sulla parte interessata tre volle al giorno per 15 minuti.

– Consultare il medico
Quando sintomi e segni non migliorano nell’arco di sette giorni. Se il rossore nella zona infetta non diminuisce anzi aumenta, oppure si accumula pus, è probabile che sia necessario l’intervento del medico per incidere e drenare l’ascesso: l’incisione non va tentata a casa, è una procedura che va eseguita in un contesto medico.

– Antibiotici
Se l’infezione coinvolge la circolazione sanguigna insorge febbre ed è opportuna una terapia antibiotica. Le cefalosporine sono gli antibiotici più usati per prevenire oppure curare un’infezione generalizzata in fase iniziale. Durante la terapia con antibiotici può essere utile un supporto con fermenti probiotici per preservare la flora batterica intestinale.


Il trattamento omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria della formazione di un ascesso ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche ( 5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte ( 15 – 30 CH) Io frenano, mentre le medie (7 – 9 CH ) sono ambivalenti. Va ricordato inoltre che le basse diluizioni vanno evitate nella suppurazione di cavità chiuse, come orecchio e seni paranasali, per le difficoltà di drenaggio per via naturale.

Inizio
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni ora, se edema rosato con dolore bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si eseguono applicazioni locali.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

– Suppurazione acuta
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo sup- i purativo.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, in caso di linfangite.

– Suppurazione recidivante
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, se la suppurazione è a livello dentario, sinusale, auricolare e della mastoide.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto (otite, sinusite).
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per questo disturbo è preferibile utilizzare la Medicina tradizionale cinese a livello sintomatico, attraverso una preparazione filo farmacologica, in modo da disinfiammare la zona interessata e prepararla eventualmente a una terapia locale.

cinese
Formula: XIAN FANG HUO MING YIN
Radix Angelicae Dahuricae……………..3g
Bulbus Fritillariae…………………..3g
Radix Ledebouriellae………………….3g
Radix Paeoniae Rubra………………….3g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..3g
Spimi Gleditsiae……………………..3g
Radix Trichosantis……………………3g
Resina Olibani……………………….3g
Myrrhae……………………………..3g
Flos Lonicerae……………………….3g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per circa 20 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Aumentare il consumo di e fresche biologiche (anche sotto forma di centrifugati, consumati al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno).
Privilegiare il pesce pescato in mare (compresi i molluschi), i legumi, i cereali integrali in chicchi e in fiocchi, le noci, le nocciole, i semi di sesamo e di girasole, l’avocado, l’ananas, le more, le castagne, l’uva sultanina biologica, lo zucchero di canna grezzo biologico (in piccola quantità), lo sciroppo d’acero, il miele vergine integrale di produzione italiana, il cacao puro biologico.
Alimenti da evitare Cereali raffinati, zucchero (saccarosio), burro, panna, margarina, salumi, insaccati, formaggi, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, crusca e gli alimenti che la con-
tengono.
Limitare l’apporto di uova (una o due alla settimana), di prodotti a base di farina integrale (escluso il pane e i prodotti da forno a lievitazione naturale), di caffè (evitare la qualità Robusta e le miscele e orientarsi esclusivamente sull’Arabica di buona qualità) e di tè nero (bere una taz-
za di tè kukicha a meta mattina).

– Integrazione alimentare
Integrare l’ quotidiana con il kefir, il latte e lo yogurt naturale magro arricchiti con batteri probiotici, il germe di grano, il lievito di birra e la lecitina di soia.
Assumere quotidianamente 1,5- 2 litri di acqua minerale naturale ( utilizzarla anche per cucinare e per diluire i centrifugati di frutta e verdura).
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e dalle bevande contenenti caffeina;
C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (può essere necessaria un’integra/ione perché gli antibiotici utilizzati nella terapia medica possono alterare l’equilibrio della microflora intestinale e di conseguenza l’assorbimento delle
vitamine del gruppo B);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Essendo l’ascesso una raccolta circoscritta di pus, generalmente è indispensabile svuotarlo o curarlo con antibiotici. Bisogna tuttavia dire che la fitoterapia, di fronte ad ascessi non gravi o non complicati offre talora soluzio ni incruente, sfruttabili anche a livello domestico.
La pianta medicinale tradizionalmente più usata a questo proposito è il Sedum telephium* il cui nome comune in italiano è Erba della Madonna. Si tratta di una pianta grassa ornamentale, di cui si utilizzano le foglie fresche. Ebbene, questa pianta rappresenta una ormai consolidata pratica
terapeutica per molte patologie della cute e del sottocute quali ulcere, paterecci, ascessi perianali, ascessi glutei, fìstole, ferite sporche con corpi estranei. Il meccanismo d’azione è legato all’attività cheratolitica e chemìotattica della foglia del Sedum applicata direttamente allo stato fresco sulla . Già nota in antichità perché elimina il dolore, deterge e facilita la cicatrizzazione di ferite e piaghe, è stata invece riscoperta e ampiamente utilizzata in medicina dal dottor Sergio Baratri, e oggi ben studiata anche dal punto di vista scientifico. Sappiamo ad esempio dell’attività antinfiammatoria dei flavonoidi e di quella immunostimolante dei poli-
saccaridi del Sedum.
Le foglie del Sedum mantengono inalterate le loro proprietà anche se congelate, sono quindi disponibili tutto l’anno e inoltre sono facilmente preparabili in quanto una volta scongelate si puliscono con maggiore facilità della pellicola che le riveste, e possono così essere applicate direttamente sulla cute e rinnovate periodicamente fino alla guarigione dell’ascesso o della piaga.
Altra medicazione fitoterapica può invece sfruttare l’olio preparato a partire dalle sommità dell’Iperico tenute a macerare in olio di oliva, al quale siano stati aggiunti oli essenziali ad attività battericida, come quello di Timo o chiodi di Garofano o altre piante aromatiche.

Originally posted 2014-10-08 14:07:58.

Alitosi 180x180 - Alitosi

Alitosi

Non c’è alcun particolare problema patologico alla base di un’. Comunque sia si tratta di un disturbo sempre molto penalizzante nei rapporti con il prossimo. All’origine dell’alito cattivo le infezioni e le infiammazioni del cavo orale (come le stomatiti, le e le tonsilliti) sono, in realtà, eventi sporadici che si risolvono in un breve arco di tempo. Più direttamente coinvolta è la scarsa igiene orale. La cavità orale è un ambiente popolato da batteri anaerobi (che si annidano anche nelle otturazioni rovinate o nelle protesi). La proliferazione indiscriminata dei microrganismi in questione altera la qualità dell’alito attraverso la produzione dei cosiddetti composti volatili
solforati, maleodoranti (come il solfuro d’idrogeno, il metilmercaptano e l’acido isovalerico). Consigliabile, allora, è spazzolare accuratamente, oltre che denti e gengive, il dorso della lingua. Ma lo spazzolino non è sempre sufficiente a rimuovere questa popolazione batterica, perciò chi soffre di alitosi persistente deve sottoporsi a un’accurata visita odontostomatologica: potrebbero infatti essere presenti lesioni a carico dei tessuti parodontali non accessibili alla pulizia. Un’altra causa è la salivazione scarsa: verrebbe infatti meno il lavaggio naturale della cavità orali dei denti e delle gengive da parte del liquido salivare. Detersione salivare che assicura altresì la deglutizione dei
germi che si annidano nella bocca e sulla lingua. Sicuramente la causa più comune di un’alitosi senza apparenti cause è il consumo di certi cibi (alcol, aglio, cipolla e grassi animali), che finiscono per generare composti chimici eliminati dall’organismo attraverso il respiro.


– Prevenzione
L’igiene orale è la prima difesa contro questo fastidioso problema: è consigliabile lavare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro. Lo spazzolino elettrico sembra garantire migliori risultati. Spazzolare anche le gengive e la lingua riduce il rischio di alitosi, e l’uso del filo interdentale permette di rimuovere residui di cibo diffìcili da togliere con lo spazzolino. Consultare un dentista per un controllo almeno due volte l’anno.


È opportuno mangiare almeno sette porzioni di e fresche ogni giorno, evitando quando possibile i cibi che rendano cattivo l’alito come aglio, cipolla e curry. Una bocca troppo secca predispone allo sviluppo di alitosi: è importante mantenere l’idratazione con l’assunzione di adeguate quantità di acqua. L’uso di tabacco peggiora l’alito, quindi astenersi dal fumo è una buona scelta.
È opportuno consultare il medico se persiste un alito particolarmente cattivo nonostante tutte le corrette procedure di igiene orale e alimentare: alcuni problemi gastrointestinali, come il reflusso gastroesofageo, uno squilibrio dei batteri intestinali, le infezioni, la tossicità da metalli pesan-
ti possono provocare alitosi. Queste rare condizioni vanno trattate singolarmente sulla base delle cause dell’alitosi.


Carbolicum acidum 5 CH5 granuli 2 volte al dì. Il fenolo viene usato in omeopatia nelle gengivostomatiti con alitosi fetida, spesso associate a ulcerazioni gengivali. Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il mercurio solubile è un preparato omeopatico introdotto nell’uso terapeutico dallo stesso Samuel Hahnemann (1755-1843 d.C), medico tedesco fondatore dell’omeopatia.
Dal punto di vista dell’indicazione specifica per disturbi della sfera digestiva è adatto alle forme di alitosi fetida percepibile anche a distanza. La lingua è ricoperta da una patina giallastra ed emana un odore nauseabondo. Numerose sono le indicazioni cliniche all’uso di Mercurius solubilis a livello digestivo: gengiviti, stomatiti, paradentosi, diarree, coliti ulcerative.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alitosi è un disturbo che può essere prodotto da due cause, Fuoco di Stomaco nel caso fosse secondaria a patologie gastriche o del tratto digestivo che rendono l’alito davvero sgradevole, quasi fetido, oppure da deficit di Qi della Milza legata in quest’altro caso a disturbi della digestione quali reflusso gastroesofageo, lentezza nello svuotamento gastrico, ernia jatale, con odore maleodorante dovuto al ristagno di cibo e a volte al vomito.

– Agopuntura
La terapia per l’alitosi consiste nella dispersione del Fuoco di Stomaco e punti importanti per tale applicazione sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle l’Umidità-Freddo che avvolge lo Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
XIA GUAN (cancello inferiore, localizzato sotto il bordo inferiore dell’arcata zigomatica) che tonifica e rinforza Milza, Polmone e Rene e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
Nel caso invece di un’alitosi da deficit di Qi di Milza l’azione è la tonificazione del Qi della Milza, associato alla dispersione dell’Umidità e i punti da utilizzare sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa delPXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza» regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHUIFEN (ripartizione dell’acqua, localizzato 1 cun sopra l’ombelico) che favorisce la circolazione dei Liquidi e regola il bilancio dei Liquidi;
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
I punti del Sistema Auricolare impiegabili in questo trattamento sono quelli di Milza, Stomaco e SHEN MEN.
In questo caso è consigliabile effettuare 10 sedute di agopuntura con frequenza bisettimanale.


– Consigli dietetici
consigliati È consigliato il consumo quotidiano di crudi. Al mattino appena alzati bere un bicchiere di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e a elevata percentuale di bicarbonato con alcune gocce di limone fresco.
Durante la giornata masticare scorza di limone biologico – la presenza di olio essenziale, ad azione battericida e antisettica, contribuisce a mantenere sana la cavità orale. Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi (escluse le crucifere, l’aglio, la cipolla e i porri), la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Consumare quotidianamente, lontano dai , preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici.
Utilizzare erbe aromatiche fresche, come menta piperita, salvia, prezzemolo, fieno greco, alloro, rosmarino, e spezie, in particolare radice di zenzero grattugiata, cannella in polvere, chiodi di garofano, noce moscata e semi di anice, cumino e finocchio.
Assumere nel corso della giornata, lontano dai pasti, 1-3 tazze di tè verde Sencha.
Alimenti da evitare Ridurre l’apporto di carne e pollame. Eliminare per almeno tre settimane, salumi, insaccati, formaggi stagionati burro, bevande alcoliche, caffè, tè nero, bibite e alimenti a elevato apporto di zucchero (saccarosio) e/o addizionati con additivi.

– Integrazione alimentare
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, carote, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Esistono forme di alitosi dovute proprio all’uso di piante non solo alimentari, ma anche medicinali, tipica è quella dovuta all’assunzione di prodotti a base di aglio, che la medicina popolare raccomanda come rimedio contro l’aumento del colesterolo e della pressione arteriosa. In questi casi è ovviamente sufficiente eliminare il prodotto in questione. Varie sono invece le piante utilizzabili per la cura dell’alitosi. Saranno diverse in base alla causa trovata. Talvolta si tratta di cause locali, a carico della bocca, per esempio una cattiva igiene orale, oppure carie dentarie multiple o malcurate, o addirittura gengiviti, ascessi o piorrea. In questi casi la pianta raccomandabile è la Mirra (Commiphora molmol) una pianta resinosa dell’ India, che produce una resina dalle caratteristiche antinfìammatorie e disinfettanti utilizzabile sotto forma di tintura come collutorio. Ippocrate già la consigliava per la cura dell’herpes.
A parte il consiglio di utilizzare l’infuso di Erba medica, rimedio solo di origine popolare, mai verificato dalla moderna medicina, la fitoterapia offre in realtà altre opportunità sfruttabili in particolare quando l’alitosi non sia dovuta a patologie del cavo orale bensì a generiche turbe digestive. Le piante forse più sfruttate sono l’Aneto e il Cardamomo. L’Aneto (Anethum graveolens) è una pianta simile al finocchio, usato non solo per la preparazione di salamoie e sottaceti, ma anche come rimedio digestivo in senso stretto: presenta un’attività antispastica sulla muscolatura del tubo digerente, favorisce la normale motilità e limita la fermentazione. Può essere utilizzato sotto forma di semi da masticare, o meglio di tintura da assumere due-tre volte al giorno. Del Carda-
momo si utilizzano i semi, solo da masticare, per combattere localmente il cattivo odore.
Qualora invece alla base dell’alitosi vi sia una reflusso gastro-esofageo, le piante maggiormente utilizzabile sono l’Altea, la Camomilla e l’acido alginico estratto dalle alghe, (vedi Reflusso gastro-esofageo).

Originally posted 2014-10-07 15:36:25.

Alcolismo 180x180 - Alcolismo

Alcolismo

Gli effetti acuti dell’alcol sono noti a tutti. Come con tutte le droghe che inducono dipendenza, la tolleranza verso l’alcol etilico (o etanolo) si sviluppa in seguito all’uso cronico e, alla sospensione della sostanza, dopo un periodo di abuso continuativo, esplodono numerosi sintomi specifici. È la sindrome da astinenza o da sospensione, che consiste in tremori, allucinazioni,
crisi convulsive, stato confusionale, iperattività psicomotoria. Fenomeni dovuti al fatto che le strutture cerebrali su cui l’etanolo agisce e che diventano tolleranti a quote alcoliche sempre più crescenti, diventano disinibite e iperattive non appena si sospende l’assunzione di alcol. L’alcol resta la principale causa di cirrosi. Più in dettaglio, l’abuso cronico di etanolo determina nel fegato prima una condizione di steatosi (accumulo di grasso nelle cellule epatiche), poi subentra l’epatite alcolica e quindi la cirrosi, che possono considerarsi fasi evolutive diverse dell’unica malattia alcolica. Ma l’alcol svolge un ruolo anche nell’insorgenza dei tumori. Infatti, l’etanolo agirebbe potenziando gli effetti cancerogeni del tabacco e degli altri fattori cui sono esposti le vie
respiratorie e il tratto digestivo superiori. Ci sono studi che hanno voluto sondare la relazione tra lo smettere di bere alcolici e il rischio di sviluppare tumori nel segmento digerente alto: esiste una chiara evidenza che il rischio di cancro esofageo si riduce del 60% 10 anni dopo aver rinunciato all’alcol. Dunque, nel prevenire il tumore all’esofago, smettere o ridurre il consumo di alcol (e decidere anche di tagliare i ponti con il fumo di tabacco) costituisce la strategia migliore.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il dell’ è volto a una piena riabilitazione psico-sociale e prevede, accanto all’eventuale intervento psicologico, una terapia farmacologia. Circa la metà degli alcolisti va incontro a recidiva, dopo un’astensione più o meno lunga dall’assunzione di alcol.

– Farmaci
I farmaci utilizzati nella terapia della dipendenza da alcol sono il disulfiran, il naltrexone, l’acamprosato e, in Italia, l’acido gamma-idrossi-butirrico. Farmaci ad azione sul sistema dopaminergico (tiapride, amisulpride e flupentixolo) e serotoninergico (buspirone, fluoxetina, nefazodone, ritanserina e ondansetrone) sono stati e sono attualmente oggetto di studi clinici. I farmaci stabilizzanti dell’umore, nonché quelli ad azione sedativo-ipnotica, hanno dimostrato la loro efficacia in presenza di malattie psichiatriche concomitanti all’alcolismo.


Alcuni preparati omeopatici svolgono un’azione favorevole per ridurre le conseguenze dell’abuso di alcol a livello fisico e di comportamento, sia in condizioni acute (Nux vomica) che croniche (Lachesis, Phosphorus).
Lachesis 15 CH 5 granuli, da una volta al dì a tre volte alla settimana, diradando in base al risultato ottenuto. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dal veleno di Lachesis, serpente che vive lungo il corso dei fiumi dell’America centrale e meridionale, viene utilizzato per antidotare gli effetti dell’abuso di alcolici sia nella forma acuta che cronica. Nei bevitori possono essere presenti anche i segni tipici dell’alcolismo, come l’aspetto congestionato del volto, con naso e
labbra dal caratteristico colorito rosso-violaceo, il comportamento che alterna eccitazione e abbattimento, i disturbi digestivi con la perdita dell’appetito, la presenza di una steatosi che può evolvere in cirrosi epatica, le crisi emorroidarie.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1 o più volte al dì, diradando in base a miglioramento. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai semi di noce vomica, albero della famiglia delle Loganiacee, è utilizzato per i disturbi digestivi e del comportamento conseguenti all’abuso di alcolici è il medicinale adatto ai soggetti nervosi, facilmente irritabili, aggressivi, inclini alla collera con spiccato desiderio nei confronti di alcolici» superalcolici, cibi piccanti, condimenti forti, caffè. La lingua presenta una caratteristica patina bianca o giallastra nella sua porzione
posteriore.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando a fino a 1-3 volte alla settimana, in base al miglioramento. Il fosforo bianco omeopatico è il rimedio omeopatico adatto a tutte le conseguenze provocate dall’alcol a livello dei vari tessuti. Viene quindi utilizzato sia nel trattamento della steatosi epatica che della cirrosi e delle polinevriti dovute all’abuso di alcol. Phosphorus può essere usato anche nella pancreatite acuta e cronica di origine alcolica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alcolismo è provocato dall’agente esterno Fuoco che può andare a colpire tre organi importanti come Cuore, Fegato e Stomaco.
Si tratta di un disturbo caratterizzato da un’intossicazione cronica che a lungo andare può diventare una vera e propria tossicodipendenza.
La terapia è mirata a disintossicare il paziente e controllare tutti i sintomi accessori quali ipertensione arteriosa, ansia e depressione, deficit di attenzione, insonnia, tramite la dispersione del Fuoco di Cuore, Fegato e Stomaco.

– Agopuntura
Nell’alcolismo da Fuoco di Cuore e Fegato punti importanti sono: NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa. Mentre nella forma da Fuoco di Stomaco punti importanti per la dispersione sono:
GONG SUN (nonno e nipote, localizzato sul lato mediale del piede, alla base del I metatarso) che tonifica la Milza e lo Stomaco;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle TUmidità-Freddo che avvolge lo Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
NEI GUAN XING JIAN;
Più i punti del Sistema Auricolare di Cuore, Fegato, Stomaco e SHEN MEN.
La terapia migliore consisterebbe in 2 applicazioni al giorno (mattina e pomeriggio) per 10 giorni consecutivi.
Fondamentale in questo tipo di trattamento è la compliance del paziente, cioè la sua voglia di collaborare e uscire da questa dipendenza.


– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta di astinenza per cercare di alleviare i sintomi dare la preferenza agli ricchi di vitamine del gruppo B, come il lievito di birra in polvere (da aggiungere al latte o allo yogurt al mattino a colazione e alla sera prima del riposo notturno), il germe di no ( 1 -3 cucchiaini da aggiungere alle minestre, alle zuppe, ai legumi
He verdure nei due principali), cereali integrali in chicchi, legumi freschi oppure secchi biologici, semi di girasole, fegato di manzo, carne di maiale magra, salmone.
Durante la disintossicazione privilegiare gli alimenti ricchi di acido nicotinico (niacina o B3), come le arachidi, la carne di pollo, di tacchino e di maiale, il vitello, il fegato di manzo, il lievito di birra, il pesce spada, il salmone, il tonno e i semi di girasole. Cercare di consumare alimenti ricchi di K come tutti gli ortaggi a foglia verde (spinaci, cavoli, lattuga, broccoli), carote, patate, funghi e legumi. Dare la preferenza alla e alla fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare rapporto di vitamine, sali minerali, sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Alimenti da evitare È necessario eliminare i cibi a base di farine raffinate, a elevato apporto di zucchero (saccarosio) e addizionati con additivi alimentari perché ostacolano l’assorbimento della vitamina Bl.
Limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che ostacola l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali.
Evitare di consumare la crusca, che ostacola l’assorbimento dei micronutrienti presenti nei cibi.

– Integrazione alimentare
Vitamina Bl o Tiamina 1,5 mg in un’unica somministrazione giornaliera. È utilizzata per alleviare i sintomi nella fase acuta di astinenza dall’alcol. Può essere somministrata per via orale, ma le iniezioni risultano più efficaci.
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina; Vitamina C 200 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno; Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophiius (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione;
Integratori di aminoacidi (con aminoacidi ramificati) secondo predizione del medico curante (in base al quadro clinico presentato dal paziente, al peso, all’indice di massa corporea e all’età).


I soggetti diventati dipendenti dall’alcol possono giovarsi della fitoterapia per molti motivi, ma soprattutto perché esistono piante medicinali in grado di proteggere i vari organi dai danni diretti dell’alcol, come ad esempio lo stomaco e il fegato, e di aumentare la capacità dell’organi-
smo di resistere all’alcol, di ridurre i sintomi legati all’astinenza, e tutta la sintomatologia ansiosa spesso correlata.
Una pianta che la tradizione raccomanda allo scopo di ridurre i danni epatici da alcol è YIdraste (Hydrastis canadensis), ma la moderna ricerca ha confermato solo le caratteristiche proprietà antibiotiche di alcuni costituenti della pianta, non quelle epatoprotettive.
La radice di Ginseng (Panax Ginseng) è stata pure usata come rimedio naturale per proteggere il fegato dai danni di alcuni farmaci e dall’ alcol.
Queste proprietà sono in parte già state studiate anche dal punto di vista scientifico ed i primi dati sembrano confermarle. Oltretutto il Ginseng si comporta anche come buon tonico e immunostimolante, due caratteristiche molti utili all’organismo del paziente alcolista (Estratto fluido: 20 gocce 2 volte al giorno dopo i pasti).

La pianta in assoluto più studiata come epatoprotettore è certamente il Cardo mariano (Silybum marianum)y già conosciuta da Dioscoride, che nell’antica Grecia la considerava rimedio specifico contro i morsi di serpente. Oggi invece la ricerca ha pienamente confermato le proprietà antiossidanti e protettive della silimarina, il vero fitocomplesso estratto dai semi della pianta. In terapia infatti è proprio la silimarina pura che si utilizza, non gli estratti della pianta che ne contengono una piccolissima percentuale. La posologia media è di 400-600 mg al giorno. La terapia deve essere necessariamente prolungata per molti mesi. Esistono anche interessanti studi di carattere ancora sperimentale che tuttavia hanno dimostrato l’uso di alcune piante allo scopo di ridurre il
fenomeno della dipendenza da alcol: le più studiate sono l’Iperico, pianta conosciuta come antidepressivo e la Salvia miltiorrhizay una salvia di origini cinesi di cui si utilizzano estratti di radice. Sono comunque necessari ulteriori studi clinici validati, prima di poterle utilizzare in terapia.

Originally posted 2014-10-07 15:21:57.

Anoressia 180x180 - Anoressia

Anoressia

Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare. Una condizione che è diventata cosi severa nell’ultimo ventennio da costituire ormai una vera e propria emergenza, per gli effetti devastanti sulla salute mentale e fisica di adolescenti e giovani adulti. Caratteristica peculiare è il rifiuto a ingerire cibo, motivato da un’intensa paura di diventare grassi, anche quando si è manifestamente sottopeso. Una persona anoressica comincia con l’evitare tutti gli ritenuti grassi e a rivolgersi ossessivamente su quelli “sani”, concentrandosi sul conteggio delle calorie. Il proprio corpo viene percepito e vissuto in maniera alterata. E pur mostrando una progressiva e grave perdita di peso, la persona si rifiuta di ammettere la serietà del suo attuale calo ponderale. La persistente carenza di fattori nutritivi essenziali si ripercuote su ogni distretto dell’organismo: l’ ha importanti ripercussioni sul ciclo e la fertilità, con irregolarità mestruali e perdita dell’ovulazione fino al blocco completo del ciclo; gli effetti della mal nutrizione finiscono per danneggiare gengive e denti cuore e fegato, scheletro (con accresciuta probabilità di frattura e osteoporosi) e Sistema Nervoso (con difficoltà di concentrazione e memorizzazione), i è una malattia complessa, frutto dell’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e psicologici, sulla quale comunque pesa anche la patologica sopravvalutazione da parte dell’individuo della propria forma fisica. L’ si manifesta con atteggiamenti restrittivi che portano la persona a ridurre costantemente la quantità degli alimenti ingeriti, ma anche con abbuffate seguite dal vomito autoindotto, da un uso incongruo di pillole lassative e diuretiche e da un’iperattività fisica volta alla perdita di peso.


I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia di sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli aprocci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio terapeutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del paziente, così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono, spesso, dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo sonno veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familliare. La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.


La diminuzione o la perdita completa dell’appetito richiede sempre e comunque la valutazione e il consiglio del medico di fiducia, soprattutto se si manifesta nel corso dell’età evolutiva e nell’adolescenza, con perdita importante di peso.
Alcuni medicinali omeopatici sono utili in un approccio integrato per superare il senso di rifiuto nei confronti del cibo, la non accettazione del proprio corpo e l’atteggiamento negativo nei confronti della vita. Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. La polvere delle spore di licopodio viene utilizzata per preparare il rimedio considerato specifico della perdita di appetito nel lattante. Caratteristico è il comportamento per cui il bambino pretende il biberon, ma è immediatamente sazio.
Mica 15 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per le forme di depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali.
Natrum muriaticum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Il sale marino è adatto per le forme di anoressia in cui il soggetto tende a richiudersi in se stesso e a isolarsi, rifiutando ogni aiuto da parte di chi lo circonda.
Pulsatilla 15 CH, inizialmente una volta al dì, quindi diradare secondo il miglioramento. L’anemone pulsatilla è il rimedio adatto soprattutto alle giovani donne in cui l’anoressia presenta un carattere variabile ed è la conseguenza di delusioni amorose o dell’esperienza di abbandono.
Sepia 9,15 o 30 CH, secondo similitudine, da 1 volta al dì, a 1 volta alla settimana. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso e sui tessuti di sostegno. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questa patologià agendo sui centri della fame e soprattutto sulla componente psichica. Le cause possono essere stasi di Qi del Fegato e deficit di Qi di Milza e Rene.
Molta importanza riveste la componente emotiva, infatti il subentro di un forte stato ansioso-depressivo non farebbe altro che esacerbare i sintomi già presenti quali astenia psico-fìsica, deficit di interesse e volontà, quindi l’agopuntura deve agire sull’umore, sul Sistema Nervoso e sull’energia del soggetto. .
Nel caso di anoressia da stasi di Qi del Fegato la terapia è mirata alla mobilizzazione del Qi e punti importanti sono: GAN SHU GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5

con a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regoli Qi ed elimina le stasi del Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella deressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
vaNG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa.
Se l’anoressia è data da un deficit di Qi di Milza e Rene la tonificazione avviene attraverso i punti:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti auricolari Fegato Milza Polmone Rene Stomaco SHEN MEN. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da eseguire consecutivamente.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nelle forme severe è necessario reintrodurre lentamente e progressivamente gli alimenti ricchi di principi nutritivi, come carne magra, pesce pescato in mare, Parmigiano reggiano e/o Grana padano, latte vaccino biologico, yogurt arricchito con probiotici, zuppe di legumi, e fresche preferibilmente sotto forma di centrifugati, frutta secca» semi oleosi, miele, sciroppo d’acero, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, cereali in fiocchi e prodotti a base di farina semintegrale.

I devono essere accuratamente bilanciati nei macro e micronutrienti e distribuiti in piccoli spuntini (da 8 a 10) nel corso della giornata per abituare nuovamente l’apparato gastrointestinale a ricevere e metabolizzare il cibo. È necessario bere almeno due litri di acqua mine, rale naturale a elevato apporto di calcio, nel corso della giornata, sorseggiandola lentamente ed evitando di assumerla durante i .
Alimenti da evitare Tutti i prodotti industriali a base di farine raffinate, addizionati con additivi, a elevato apporto di sale o di zucchero (saccarosio).
Caffè o tè nero (è possibile consumare 1-2 tazze di tè verde, bancha kukicha, lontano dai pasti e dolcificato con miele vergine integrale).
Bevande gasate, bibite, vino, birra e superalcolici.

– Integrazione alimentare
Integrare l’ con zenzero, menta piperita, lievito di birra, germe di grano, gomasio (sale marino integrale pestato nel mortaio con semi di sesamo tostati), tahin (crema di sesamo bianca), semi di ravanello, lampone, riso (escluso quello integrale).
Preparati multivitaminici secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Preparati multiminerali secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti);
Olio dipesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali; i
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Preparazioni di uso tradizionale, ma non tossiche, sono l’infuso dei fiori del Cardo santo, oppure il vino con le sommità di Centaurea minor oppure ancora la tisana ottenuta con la scorza dell’ Arancia amara. A chiudere la carrellata delle piante di uso comune gli estratti di semi di

Fieno greco (Trigonella foenum graecum), tipico rimedio popolare indicato nei soggetti magri e astenici.
Una volta esclusa una malattia vera e propria (gastrite cronica, tumorale insufficienza renale, disturbo psicologico o psichiatrico, ecc.) potranno essere usate anche le erbe. La corteccia di China rappresenta probabilmente il rimedio più conosciuto ed apprezzato, sia come aperitivo sia come digestivo. E senza ricorrere ai liquori, fin troppo diffusi, è sufficiente l’assunzione dell’estratto fluido, dose di 20-30 gocce in mezzo bicchiere di acqua, da assumere, sorseggiandolo, mezz’ora prima del pranzo e della cena. Unica avvertenza, che vale del resto per tutti gli amari: la China è controindicata nei soggetti sofferenti di ulcera gastrica o duodenale.

La Genziana (Genziana lutea), nella dose di 25 gocce 2-3 volte al giono prima dei pasti, invece è una pianta erbacea comune anche nelle nostre Alpi e Pre-Alpi, di cui si utilizzano le radici, molto amare, da assumere, sempre per periodi limitati, non come decotto, bensì sottoforma di estratto idroalcolico. La pianta aumenta la secrezione acida dello stomaco, ne regola il movimento e stimola l’appetito proprio per un meccanismo nervoso riflesso.
Due piante orientali indicate in particolare nei soggetti astenici con disappetenze di origine nervosa, sono il Ginseng e lo Zenzero.
La prima, ritenuta una panacea in Oriente e non solo, in realtà migliora il senso di benessere dell’individuo, le prestazioni fisiche e mentali, aumenta la resistenza alle malattie. Ebbene il Ginseng (Panax Ginseng) aiuta in particolare il convalescente e l’anziano nel mantenere una buona cenestesi e un’ottimale assimilazione dei nutrienti a livello intestinale. Molta cautela in caso di assunzione contemporanea di altri farmaci.
Il rizoma di Zenzero (Zingiber officinale), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce, due volte al giorno prima dei pasti, invece è ben conosciuto ed apprezzato nel migliorare l’appetito soprattutto nei aggetti affetti da dispepsia.

Originally posted 2014-10-08 10:50:52.

Afta 180x180 - Afta

Afta

È un’ulcerazione superficiale, un’erosione assai dolorosa, spesso multipla, che si localiza sulla mucosa interna delle guance e della labbra (ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato). Dapprima emerge una piccola vescicola, che nel giro di 24-48 ore, diventa una rotondeggiante erosiva, dal colorito biancastro, circondata da un alone rosso intenso. Il fastidio dominante è il bruciore doloroso, che a volte può persino rendere difficoltosi l’ e il semplice parlare. La può essere accompagnata qualche volta da un’adenopatia (l’ingrossamento e il dolore ai linfonodi vicini per la reazione infiammatoria). L’afta singola generalmente guarisce spontaneamente in 5-10 giorni, ma può ripresentarsi, anche di frequente. Una causa precisa non è stata ancora accertata. Vengono chiamati in causa svariati fattori: dai disordini dell’immunità alle infezioni virali, dai piccoli traumi locali alle microcarenze di qualche nutriente (come il ferro o l’acido folico). In gioco ci sono anche i periodi di forte stress psicofisico. Di certo, la cattiva igiene orale contribuisce a influenzare l’emersione di questi fastidiosi “crateri”, proprio perchè favorisce la formazione della famigerata placca, costituendo un florido deposito di batteri. Purtroppo, non essendo note le reali cause del fenomeno, non esistono rimedi preventivi: adeguata igiene orale e alimentazione il più possibile variata (che comprenda tutti i gruppi di ) restano principi sicuramente validi.


La presenza di afte è molto rilevante: può variare dal 20% al 65%. La causa è sconosciuta, anche se sono noti i fattori predisponenti: stress, agranulocitosi, neutropenia, enteropatia da glutine, colite ulcerosa, insuffi- cienza renale, deficit vitaminico del gruppo B. Lesioni simili alle afte possono essere provocate da malattie come l’eritema multiforme, il lichen planus, il pemfigoide della mucosa orale e il pemfigo volgare: una corretta anamnesi, un’attenta osservazione ed eventual-
mente anche l’esame istopatologico e l’immunofluorescenza sono molto importanti. Agenti chiamati in causa come responsabili sono il virus herpes simplex, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus, ma il loro ruolo è incerto. Molto frequentemente si ha una correlazione con i fenomeni di immuno-soppressione causati dall’infezione dell’HIV. Una distinzione delle afte può essere effettuata in base alla dimensione e diffusione.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte maggiori con decorso clinico più lungo, localizzate preferibilmente alla mucosa labiale, nel palato molle.
Afte erpetiformi sono gruppi numerosi di ulcerazioni puntiformi e prediligono il sesso femminile in età adulta. Le afte minori non necessitano di : guariscono spontaneamente in circa 8 giorni. Le afte maggiori o multiple possono trovare beneficio con sciacqui con clorexidina e con l’applicazione locale di cortisoni topici in forma liquida o viscosa. Possono essere utili l’applicazione topica di pomata di lidocaina, l’integrazione vitaminica del gruppo B e l’assunzione di farmaci ansiolitici. È chiaro che, in caso di ulcere aftose che costituiscano l’espressione di una malattia sistemica, il deve essere orientato alla malattia di base. Deve essere comun-
que valutata una carenza di B12, di folati o ferro. Altri farmaci utili sono il prednisone, la colchicina, il dapsone e il talidomide. Più recentemente sono stati studiati l’azatioprina, le gammaglobuline, l’isoprinosina, l’interferone, l’etretinato, gli inibitori delle monoamino-ossidasi e la pentossifillina.


Numerosi sono i medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’afta. Di essi vengono ricordati i principali con le relative indicazioni specifiche. Borax5 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il borato di sodio è una polvere utilizzata in omeopatia per il trattamento delle ulcerazioni circoscritte della mucosa del cavo orale. L’afta presenta margini piani e arrossati con una superficie grigiastra o giallastra. La lesione è intensamente dolorosa, in particolare nella fase iniziale, quan-
do provoca difficoltà nell’assumere cibo. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua tiepida bollita. Abitualmente si consiglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo. Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione.

Mercurius solubilis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il mercurio solubile omeopatico è il medicinale specifico per il trattamento delle stomatiti e delle forme di afta caratterizzate da erosioni superficiali con tendenza ad evoluzione lenta. Spesso si associa scialorrea, fetida e ingros-
samento dei linfonodi regionali. Secale cornutum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La segala cornuta è un fungo parassita dei fiori di segale che viene utilizzato omeopaticamente per le forme di afta ribelle, in quanto agisce a livello delle arteriole facilitando il processo riparativo a livello della mucosa.
Sulfuricum acidum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’acido solforico viene utilizzato in omeopatia per la tendenza alle afte a livello del cavo orale e per i rigurgiti gastroesofagei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il Fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza, che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene. La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi; JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola) che espelle il vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano; NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yane e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre nel caso di un’afta da deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang.
Possono inoltre essere utilizzati punti del Sistema Auricolare quali Bocca, Cuore, Milza, Reni e Surreni.
La terapia va eseguita seguendo un ciclo di 10 applicazioni durante le quali si possono osservare miglioramenti fino alla guarigione arrivati alla quale ci si può fermare.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di stress e di attività fisica intensa e prolungata con conseguente abbassamento delle difese immunitarie è necessario aumentare l’apporto di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e di alimenti proteici per ostacolare lo sviluppo di infezioni e accelerare il processo di cicatrizzazione: e fresche e di stagione, cereali integrali e legumi biologici, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, pesce pescato in mare, yogurt arricchito con batteri probiotici, kefir e tè verde. Per facilitare la risposta immunitaria e antinfiammatoria dell’organismo può essere utile dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, come il salmone selvaggio, il merluzzo (pescato nei mari del Nord), l’aringa, lo storione, le acciughe, le sardine, l’halibut, il pesce persico, i semi di lino, di girasole, di zucca, di sesamo, le noci, l’olio di semi di vinacciolo, di lino, di girasole, di noci e di mais (tutti rigorosamente biologici e spremuti a freddo).
Alimenti da evitare In caso di intolleranze o di allergie alimentari è necessario impostare per almeno due settimane un regime dietetico che prevede l’eliminazione dei cibi a elevato apporto di zucchero raffinato e/o addizionati con additivi, di bibite, bevande alcoliche, latte e latticini, uova, arachidi, soia, pasta, pane e prodotti da forno a base di frumento e lievito chimico.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di pes0 corPoreo’ Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Unco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento); fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, caffè o tè);
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento). Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Nella maggior parte dei casi la terapia delle afte è abbastanza empirica, non conoscendo le vere cause del fenomeno. Ed anche le piante utilizzate nell’uso comune sono proprio dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Nella tradizione popolare viene applicata la sottie pellicola della cipolla direttamente sulla lesione, ma anche lo stesso suco di limone. Piante medicinali più specificamente indicate nella moderna terapia delle afte sono certamente YAloe vera di cui sfruttiamo il gel elle foglie, dotato di attività antinfiammatoria, mucoprotettrice ed imunostirnolante. Questo può servire pure come veicolo di oli essenziali a applicare per toccature ripetute.

Ad esempio, il gel delle foglie di Aloe vera è molto utile come emolliente e protettivo per la cute e per le mucose irritate in quanto contiene molti polisaccaridi, glicoproteine (lectine) e acqua. Può essere applicato direttamente dalla foglia, ma è già disponibile anche in molti prodotti sul mercato. II gel di Aloe serve pure come veicolo per sostanze anestetiche. Dalle foglie della Calendola (Calendula officinalis) invece si ottiene un estratto ricco di sostanze cicatrizzanti e antinfiammatorie, in particolare triterpeni, polisaccaridi e polifenoli. Può esser ottenuto un oleolito o meglio una tintura alcolica per la preparazione di gel per toccature locali. Altro olio utilizzabile allo scopo è quello di Iperico, tipico rimedio tradizionale, ottenuto tenendo a macerare in olio di oliva le sommità fiorite di Iperico [Hypericum perforatum). V olio diventa rapidamente rossastro, e la presenza di flavonoidi e iperforina lo rende ottimo emolliente, antinfiammatorio e cicatrizzante.
Nei soggetti con frequenti recidive sono utilizzate piante ad attività immunostimolanti come lo stesso Astragalo (Astragalus membranaceus) sotto forma di estratto fluido,20 gocce 2 volte lontano dai pasti; l’Eleuterococco (Eleuterococcus senticosus) 1-2 capsule al mattino prima di colazione, per periodi di almeno 6 mesi.

Originally posted 2014-10-07 14:51:30.

Asma 180x180 - Asma

Asma

L’ bronchiale è un’affezione respiratoria caratterizzata fondamentalmente da tre fattori: l’infiammazione cronica delle vie aeree, l’ostruzione bronchiale e la reattività esagerata del bronco ai diversi stimoli. È l’infiammazione che rende il bronco maggiormente eccitabile, e il bronco, a sua volta, scatena ricorrenti crisi respiratorie, caratterizzate da respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante questi attacchi la funzionalità respiratoria viene compromessa (con esiti anche fatali, se non s’interviene in maniera adeguata). Di non ce n’è una sola. L’ bronchiale può costituire una risposta alterata del Sistema Immunitario che tende a produrre anti-corpi della classe E nei confronti di svariati allergeni ambientali (pollini, muffe, deiezioni di acari, peli di animali). Esiste anche un’ professionale dovuta all’esposizione a fumi, polveri e a sostanze irritanti sul posto di lavoro, in una larga fetta di popolazione non è possibile rintracciare alcuna pregressa sensibilizzazione allergica, nel qual caso i fattori chiamati in gioco sono le infezioni virali, l’intolleranza ai FANS (gli antinfiammatori non steroidei), responsabile di una sindrome chiamata “ da ”; anche lo sforzo può essere implicato nello scatenamento dell’ bronchiale e pure il reflusso gastroesofageo. Per effettuare un adeguato piano di controllo dell’ è importante che la malattia venga diagnosticata precocemente. L’iter diagnostico si avvale di diversi strumenti: la spirometria è un esame molto semplice e non invasivo che misura i volumi respiratori e la velocità dei flussi dell’aria, evidenziando in questo modo un eventuale quadro ostruttivo; il misuratore del Picco di Flusso Espiratorio (Peak FlowMeter) è invece un apparecchio che valuta il flusso d’aria che fuoriesce dai polmoni in seguito a un’espirazione for zata; infine, i test di stimolazione puntano a stimolare la comparsa del bronco-spasmo dopo l’inalazione di particolari agenti irritanti.


– Stile di vita
È importante identificare le cause dell’attacco asmatico e modificare lo stile di vita ove necessario. Ridurre i grassi animali e il burro nella dieta può aiutare. La pulizia degli ambienti con la rimozione della polvere e tecniche antistress possono ridurre la frequenza degli attacchi.

– Farmaci
Il tipo di farmaco usato negli adulti e nei bambini di età superiore a 5 anni dipende dalla severità dell’asma. Un farmaco beta agonista somministrato per via inalatoria è molto utile per un sollievo rapido, ma il beneficio dura poco tempo. In caso di asma persistente si ricorre a corticoste-
roidi a bassa dose per via inalatoria. Altri farmaci sono il sodio cromoglicato, un antagonista del recettore dei leucotrieni chiamato montelukast, ripratropium e la teofillina: per l’asma severa si usa una combinazione di questi farmaci. Un corticosteroide come il prednisone può essere necessario per brevi periodi.

Stato asmatico
Lo stato asmatico è una condizione molto severa, da trattarsi come vera e propria emergenza: non risponde alle solite terapie e richiede l’immediato ricovero in ospedale, con assistenza ventilatoria e somministrazione endovenosa di farmaci.


Quando il soggetto asmatico è già in con farmaci convenzionali, lo svezzamento dalla terapia deve essere molto prudente e graduale. I farmaci potranno essere ridotti in base al risultato ottenuto sotto attenta valutazione medica. Secondo l’approccio omeopatico l’asma è l’espressione di un particolare ‘terreno’ e si manifesta con episodi critici di broncospasmo. Vengono considerati solo alcuni dei medicinali omeopatici più spesso indicati per il dell’asma da un punto di vista sintomatico.
Antimonium tartaricum 5 CH per favorire le secrezioni; 30 CH per inibirle. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi. Antimonium tartaricum è indicato soprattutto nella bronchite asmatiforme.
Atalia racemosa 5 CH 5 granuli da assumere alle ore 18. Crisi d’asma che insorge dal momento in cui il paziente si corica. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra l’una e le tre del mattino. Alternanza di manifestazioni cutanee e mucose (orticaria, eczema, asma…). Alternanza di agitazione e prostrazione.
Kali carbonicum 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra le 2 e le 4 del mattino.
Miglioramento dopo l’espulsione di secrezioni come palline grigiastre. Il paziente trova sollievo stando seduto, piegato in avanti con i gomiti sulle ginocchia, nella caratteristica posizione definita del ‘samurai*.
Ipeca 5 CH 5 granuli, più volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Lingua pulita o con sottile patina. Rantoli fini disseminati. Aggravamento con il movimento.
Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. È il medicinale omeopatico usato in maniera sistematica in caso di crisi d’asma. La frequenza della somministrazione va diradata in base al miglioramento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’asma a livello fisiologico è causata da un’anormale produzione di Flegma e quindi l’organo interessato è il Polmone e in particolare l’ostruzione al passaggio di aria mentre a livello organico i responsabili di questo disordine respirato-
rio sono, oltre al Polmone, la Milza e i Reni.
Il trattamento va incontro alle cause esogene cioè Vento freddo o Vento caldo ed endogene, quali i deficit di Qi di Milza, Polmone e Rene, quindi andare a disperdere il Vento freddo favorendo la ventilazione polmonare, disperdere il Calore purificando il Polmone, tonificare il Qi della
Milza, del Polmone e del Rene andando sintomaticamente sulla tosse, l’espettorato, l’affanno, l’astenia, la sudorazione e la dispnea.

– Agopuntura
Nel caso di asma da Vento freddo punti importanti sono:
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’aporìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento.
Per l’asma da Vento caldo:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni.
In caso di deficit di Milza, Polmoni e Reni:
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene ed il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Più punti del Sistema Auricolare del Simpatico, della Sottocorticale e dei Surreni.
Grande efficacia in associazione alla terapia con agopuntura è il trattamento di moxibustione che agisce come un ottimo broncodilatatore favorendo la capacità polmonare e rilassando la muscolatura bronchiale.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie dopo di che è possibile ogni anno, prima dell’insorgenza delle patologie allergiche primaverili, fare un richiamo di 5 sedute fino alla risoluzione della sintomatologia.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………..9g
Rizoma Pinelliae……………………..9g
Radix Angeicae Sinensis……………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Cortex Cinnamomi……………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….6g
Fructus Ziziphi Jujubae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di asma allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la biologica, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert).
Nell’asma cronica può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di selenio, come aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, frutti di mare, funghi, germe di grano, cereali integrali, latte vaccino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo**.
Nei bambini, le cui crisi asmatiche sono indotte dall’attività fisica, per ridurre l’infiammazione bronchiale può essere utile aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. I cibi piccanti come il peperoncino e lo zenzero fresco, consumati almeno tre volte alla settimana, possono aiutare la respirazione. Durante una crisi, nel paziente adulto, può essere d’aiuto assumere il caffè, (privilegiare la qualità Arabica biologica), in quanto la caffeina dilata i bronchi, migliorando la respirazione. È importante aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Nei casi di asma allergica è consigliabile eliminare gli alimenti che potrebbero scatenare una crisi» come la carne, le uova, il latte e i latticini, la frutta secca e il cioccolato.
Evitare i prodotti addizionati con additiva, incluso il vino che può contenere il metabisolfito un conservante alimentare; i dadi da brodo e i piatti pronti in cui può essere presente il glutammato monosodico. Evitare frutta, verdura, legumi e cereali coltivati con i metodi tradizionali.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e dalle bevande contenenti caffeina;
C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule distribuite nella giornata;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Bioflavonoidi e vitamina C per tenere sotto controllo l’infiammazione e la produzione di muco bronchiale;
Vitamina E associata al beta-carotene protegge contro gli agenti inquinanti;
Complesso B per tenere sotto controllo la risposta allo stress che potrebbe scatenare una crisi d’asma;
Vitamina B6 nella prevenzione (se esiste una storia familiare di asma e/o di allergie) e per alleviare i sintomi;
Magnesio la carenza può essere una delle cause della malattia asmatica
Olio di pesce aiuta a ridurre la frequenza delle crisi;
Olio di fegato di merluzzo per ridurre l’infiammazione bronchiale.
” Proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con foraggio biologico privo di e ormoni. “Di galline allevate all’aperto e alimentate con mangimi biologici. Queste sostanze possono attivare gli allergeni e scatenare una crisi d’asma.

FITOTERAPIA
Un classico rimedio fitoterapia) contro l’asma, di un passato neppure tanto lontano, erano le sigarette alla Salvia, alle cui foglie venivano associate foglie di Stramonio, che contiene alcaloidi di tipo atropinico, che si comportano come veri e propri farmaci anticolinergici.
Altra pianta medicinale, capostipite degli attuali farmaci simpaticomimetici è l’Efedra, ancora oggi utilizzata sotto forma di decotto nella medicina tradizionale cinese.e sostituita dai moderni spray o aerosol nella medicina occidentale. Si trattava comunque di farmaci o rimedi popolari da usare negli attacchi di asma. Altra categoria di farmaci antiasmatici di origine vegetale è l’aminofillina, molecola ottenuta a partire dalla teofillina, estratta dal cacao, ma presente anche in altre piante quali tè e caffè.
La moderna fitoterapia nei casi di asma di origine allergica ci consente di fare una adeguata prevenzione, con estratti di piante ad attività antiallergica. Forse la più nota è il Ribes (Ribes Nigrum). Si tratta di una pianta preziosa per molti aspetti, di cui tuttavia nell’uso popolare si usano impropriamente dei macerati glicerici ottenuti a partire dalle gemme, mentre la moderna ricerca ha dimostrato che le sostanze utili si trovano in realtà nell’olio estratto a freddo dai semi, proprio perché ricco in acidi grassi polinsaturi, similmente all’olio estratto dai semi della Perilla (Penila frutescens)y pianta di origine giapponese. Questi oli diventano spesso il rimedio di base da assumere per molti mesi a scopo preventivo, al quale possono aggiungersi altre piante in base alle necessità del singolo caso clinico.

Boswellia serrata I triterpeni bloccano la sintesi dei leucotrieni. Ginkgo biloba I ginkgolidi inibiscono Fazione del PAF (fattore scatenante l’attacco).Adatoda vasica Gli alcaloidi e altre sostanze di questa pianta indiana presentando una interessante attività broncodilatatrice. La posologia deve essere prescritta dal medico curante.
Si tratta di piante medicinali di origine orientale, ma oggi facilmente reperibili anche sul mercato farmaceutico occidentale, e già studiate scientificamente anche con risultati molto promettenti.
Gli oli essenziali invece di Pino e di Eucalipto, tra l’altro presenti anche in Farmacopea, sono ricchi in terpeni che penetrano rapidamente nell’organismo, e vengono espulsi dall’apparato respiratorio, dove riescono a fluidificare le secrezioni catarrali croniche.

Originally posted 2014-10-08 14:19:53.

Aterosclerosi

Aterosclerosi

L’ è una patologia infiammatoria cronica che colpisce lo strato interno della parete arteriosa. Questo diventa spesso e irregolare in seguito all’accumulo di grassi e colesterolo. Ciò porta alla comparsa di una placca (a ter orna), che determina una riduzione del calibro dell’arteria e, di conseguenza, una diminuzione del flusso sanguigno. La placca stessa può altresì andare incontro a una rottura dando luogo a fenomeni trombo-emboiki: l’ictus celebrale e l’infarto del miocardio costituiscono nella maggior parte dei casi la conseguenza di questo fenomeno. Varie ipotesi sono state avanzate per spiegare la genesi del danno all’endotelio (lo strato di cellule piatte che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni): l’ipotesi classica sostiene che il processo aterosclerotico è strettamente associato all’azione di svariati fattori di rischio (diabete, ipertensione, abuso cronico di alcol, elevati livelli di colesterolo, vita sedentaria, fumo); la teoria infettiva mette invece in relazione il danno alla parete arteriosa con l’aggressione di diversi microrganismi e in particolare con la Chlomydio pneumonioe, infine, c’è chi chiama in causa le reazioni autoimmunitarie. L’ sì sviluppa lentamente nel corso della vita e non produce alcun sintomo, finché il danno alle arterie non è di gravità tale da ridurre il flusso sanguigno Le arterie colpite più precocemente ed estesamente dall’ sono quelle coronarie (che nutrono il cuore), le arterie cerebrali, l’aorta, le arterie iliache e quelle degli arti inferiori, il minore afflusso di sangue al muscolo cardiaco può provocare angina pectoris o infarto, mentre il restringimento delle arterie che irrorano il cervello può causare un attacco ischemico transitorio o un ictus.


– Stile di vita
La principale terapia dell’aterosclerosi si basa sullo stile di vita: va eliminato il fumo, la pressione arteriosa deve essere tenuta sotto controllo, l’alimentazione deve essere adeguata e povera di grassi saturi e cibi eccessivamente elaborati, l’esercizio fisico deve essere praticato con regolarità.

– Alimentazione
È utile assumere antiossidanti quali la vitamina E, la vitamina C, il betacarotene, il selenio. Omega-3 e omega-6 riducono il rischio cardiovascolare.

– Farmaci
Se il paziente presenta un livello elevato di colesterolo nel sangue, qualora risulti impossibile abbassare i valori modificando la dieta ed evitando i fattori di rischio, il medico adotta una terapia farmacologica: una drastica riduzione del colesterolo può rallentare o addirittura invertire il processo di aterosclerosi. Tutte le molecole della classe delle statine inibiscono la 3-idrossi-3-metil glutaril Coenzima A reduttasi ( Hmg-CoA), coinvolta nella sintesi del colesterolo a livello del fegato: l’inibizione di questo enzima determina in ultima analisi la riduzione dei livelli di colesterolo “cattivo** (LDL). La riduzione dei livelli di LDL è l’unico modo per prevenire la formazione, rallentare la progressione e indurre la regressione delle placche aterosclerotiche. Esistono altri farmaci diversi dalle statine in grado di ridurre il colesterolo: il medico curante decide quale approccio farmacologico sia appropriato in ciascun paziente.
Se il paziente è iperteso si prescrivono farmaci in grado di abbassare la pressione arteriosa. È importante tenere sotto controllo il diabete e altre malattie correlate.

– Chirurgia
Se i farmaci non danno l’effetto sperato è possibile anche ricorrere a interventi chirurgici quali Yangioplastica (catetere munito di palloncino che introdotto e gonfiato all’interno dell’arteria ostruita provoca l’appiattimento della placca contro le pareti arteriose e la dilatazione del vaso), il by-pass (scavalcamento del restringimento di un vaso tramite l’innesto di una sezione di vena o di arteria prelevata dal paziente stesso) e l’endoarteriectomia (apertura del vaso e rimozione chirurgica dei depositi digrasso).


L’aterosclerosi è la forma principale di arteriosclerosi, si caratterizza per la formazione di placche di accumulo di grassi, colpisce l’aorta, le arterie coronarie, le arterie cerebrali e, tardivamente, le arterie renali, manifestandosi con i segni dell’involuzione senile, insufficienza
arteriosa agli arti inferiori, sclerosi del muscolo cardiaco. L’approccio omeopatico preventivo può rallentare e prevenire la formazione dell ateroma e le conseguenze cliniche.
Artenicum iodatum 7 CH 5 granuli al di, per cicli di due mesi. Il trioduro di arsenico che si presenta come cristalli di colore arancione, viene utilizzato in omeopatia per la tendenza all’arteriosclerosi generale e alla sclerosi a livello cardiaco. Alcuni omeopati francesi ne consi-
gliano la somministrazione sistematica per cicli di 20 giorni al mese, in tutti i soggetti oltre i 60 anni di età, per rallentare il processo della sclerosi fisiologica dovuta alta senescenza.
tìaryline I .i diluizione consigliata èia 8 DM, 1 fiala 3 volte alla settimana. La baritina è un minerale usato in litoterapia che consiste nella somministrazione di minerali e rocce diluiti e dinamizzati secondo la tecnica omeopatica. La baritina è il solfato di bario ( BaS04). Si presenta sotto forma di cristalli molto belli e sfaccettati, di lucentezza vitrea trasparente. £ abbondante in Trentino e in Sardegna. Ha proprietà ipotensiva e antiarteriosclerosi. Le principali indicazioni comprendono l’ipertensione arteriosa, i disturbi da sclerosi vascolare cerebrale, le vertigini dovute a sclerosi vascolare, i disturbi della memoria e della concentrazione nell’anziano.
Phosphorus I5CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il fosforo bianco in omeopatia e indicato nella prevenzione e nel del processo degenerativo sclerotico localizzato principalmente a livello dei vasi sanguigni e in particolare delle sindromi vertiginose delle persone anziane, dei postumi delle affezioni vascolari cerebrali e dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un buona metodica in fase di prevenzione di questo disturbo, ossia lo scopo della terapia deve essere quello di regolare il metabolismo lipidico, agendo sull’organo Milza, in modo da controllare la produzione e l’eliminazione di colesterolo e trigliceridi non permettendo così il loro deposito sulle parete dei vasi arteriosi. Contemporaneamente è possibile controllare la pressione arteriosa e l’emodinamica agendo sugli organi responsabili che sono Fegato e Pericardio.
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
È consigliabile effettuare un ciclo di terapie che prevede 10 applicazioni con un “dosaggio” settimanale di 2 sedute.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e dell’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali, prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra, legumi, germogli, soia e derivati, fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, nocciole, fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella, aglio, cipolla, porro, scalogno. In assenza di sintomi, ma in caso di stress* intenso e prolungato è consigliabile seguire un regime alimentare a basso apporto di acidi grassi saturi (pesce, pollame, carne bovina magra, latte scremato, yogurt naturale magro, ricotta) e a elevato apporto di fibre (cereali integrali, legumi, – con la buccia – e fresche) privilegiando i cibi ricchi di acidi grassi essenziali (salmone, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, olio di lino, di girasole, di vinacciolo, di mais, spremuti a freddo).
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).
In assenza di sintomi, ma in caso di stress intenso e prolungato evitare i cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi e di grassi trans, di zucchero (saccarosio) e di farine raffinate. Limitare l’apporto di vino e di caffè.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Colina aumentare l’apporto quotidiano di cavolfiore, cavolo, fagioli (tutti i tipi), lenticchie, riso, soia e derivati;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Coenzima Q1030 mg al giorno;
Vitamina E insieme alla vitamina C, favorisce l’aumento di ossigeno nel flusso sanguigno;
Vitamina B3 indicata nei casi di predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari;
Lecitina potenzia il metabolismo del colesterolo e dei lipidi per la produzione di energia cellulare;
Colina, inositolo, magnesio e vitamina B6 hanno un ruolo importante nella produzione di lecitina.
La diminuzione dei livelli ematici di selenio è stata associata allo sviluppo delle placche ateromasiche nei pazienti affetti da cardiopatie coronariche e aterosclerosi.
Secondo gli esperti lo stress può provocare Tarterosclerosi indipendentemente dai livelli ematici dei lipidi.


La Fitoterapia consente di fare un’adeguata prevenzione della malattia ateroscIeratica in quanto oggi abbiamo a disposizione alcune piante medicinali efficaci nel ridurre certi fattori di rischio. Curata con attenzione l’alimentazione (pesce azzurro, frutta e in particolare la verdura fresca, legumi e cereali integrali, scarsi grassi animali) ed eliminati i fattori esterni quali ad esempio il fumo di sigaretta, i vegetali bene possono integrare la dieta con l’apporto ad esempio di antiossidanti fa-
cilmente reperibili in alcune piante.
In passato si dava molta importanza ad esempio al decotto di Alchemilla, all’infuso di foglie di Salvia o di Noce, cosi come il macerato vinoso di foglie di vischio o la tintura di Amamelide, ritenuti tutti utili per migliorare la circolazione arteriosa. Ma non sono mai arrivale le
conferme scientifiche.
Il primo alimento-medicamento che risulta specifico per queste problematiche è invece l’Aglio (Allium sativum). È consigliabile un’assunzione costante durante l’alimentazione giornaliera, e in caso di necessità sono disponibili estratti standardizzati che consentono un intervento corretto e razionale dal punto di vista medico: riduce l’aggregabilità piastrinica e i valori di colesterolo, mentre aumenta la fibrinolisi.
Quando serva intervenire in senso terapeutico dell’aglio utilizziamo invece estratti secchi ottenuti dal bulbo fresco, titolati e standardizzati in allucina, in modo da consentire un adeguato programma terapeutico. Cautela, perché questi preparati possono interagire con numerosi farmaci.
Le piante medicinali a più alto tenore in antiossidanti sono invece la Vite e il Tè verde. In particolare della Vite {Vitis vinifera) utilizziamo estratti titolati in oligomeri procianidolici ottenuti dai semi. Posologia media da 100 a 400 mg/die, mentre del Tè verde ( Camelia sinensis) abbiamo a disposizione estratti privi di caffeina e titolati in polifenoli. Queste sostanze hanno dimostrato la capacità di prevenire i danni da ischemia tissutale.
La Ginkgo e il Biancospino infine sono due piante i cui estratti, sotto controllo medico, possono essere utilizzate per contrastare il ridotto afflusso di sangue ai vari organi (cervello, cuore, rene, arti ecc.) con progressiva riduzione delle funzioni.

Originally posted 2014-10-08 15:17:17.