Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare mammario, diminuzione del desiderio sessuale e ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di , astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Artrite reumatoide 180x180 - Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

L’ è una forma di poliartrite che si scatena in seguito a un sovvertimento dei normali meccanismi immunitari. L’elemento fondamentale è un’alterazione infiammatoria che coinvolge la membrana sinoviale, il rivestimento che tappezza le superfici dei capi articolari ossei. Fenomeno che porta a un’erosione delle cartilagini e dell’osso determinando il danno articolare. I sintomi: graduale comparsa di e rigidità articolare (una rigidità soprattutto mattutina, che dura almeno un’ora prima di ottenere il massimo miglioramento); di carattere generale: sensazione di malessere diffuso, stanchezza, inappetenza, dimagrimento; nella sede dell’articolazione colpita dall’infiammazione compaiono gonfiore, dolorabilità e anche calore al tatto; progressivamente i movimenti si fanno sempre più limitati e subentrano le deformità e anche le atrofie muscolari. Le articolazioni colpite sono soprattutto quelle piccole delle mani e dei piedi, ma non vengono risparmiati polsi, gomiti, ginocchia e caviglie. Caratteristica tipica è il fatto che l’artitre reumatoide interessa le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (per esempio tutti e due i polsi, o entrambe le ginocchia). Ad accertare la diagnosi ci pensano gli esami radiologici (che evidenzia tipiche lesioni articolari erosive) e anche gli esami di laboratorio, infatti nell’artrite reumatoide è
positivo il test per la ricerca del fattore reumatoide. Si tratta di un’immunoglobulina, di un anticorpo della classe M (IgM), rilevabile in circa l’80% dei casi. L’andamento della malattia è variabile e difficilmente prevedibile.


perii dolore
Sono farmaci antidolorifici come l’acetaminofene e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS hanno il vantaggio di togliere l’infiammazione, non solo il dolore. Per l’artrite reumatoide aggressiva si usano i corticosteroidi. Iniezioni locali nelle articolazioni sono utili se c’è gonfiore con forte limitazione del movimento.

– Farmaci per la malattia
Per trattare la malattia si usano methotrexate, sulfasalazina, leflunomide, idroclorochina, azatioprina, etanercept e infliximab. L’adalimumab è un farmaco di recente approvazione per il trattamento dell’artrite reumatoide: si tratta di un anticorpo monoclonale umano. Tutti questi
farmaci possono avere effetti collaterali anche severi, ma di solito sono efficaci: non vanno usati in gravidanza o in caso di malattie del fegato.

– Terapia fìsica
Uno dei trattamenti più antichi ed efficaci è l’idroterapia. La termoterapia è l’applicazione di fonti di calore per il sollievo dei sintomi. L’esercizio fisico deve essere sempre consigliato da un fisiatra o da un fisioterapista: un programma quotidiano che mantenga in forma le articolazioni è il rimedio ideale.

e supplementi
È molto importante perdere peso in caso di obesità. L’alimentazione dovrebbe essere priva di burro e derivati, cibi raffinati, eccessi di glutine e zucchero. L’olio di pesce è un antinfiammatorio naturale e può essere assunto alla dose di 4 mg al giorno. Sono utili supplementi di E e
selenio alla dose rispettivamente di 400 mcg e 400 Ul al giorno.


Le forme di reumatismo infiammatorio cronico richiedono la valutazione periodica del medico specialista reumatologo. L’approccio omeopatico può essere utile per contenere i sintomi della riacutizzazione o in caso di intolleranza ai farmaci convenzionali specifici. Il trattamento sintomatico della riacutizzazione dell’artrite reumatoide si basa sull’utilizzo di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa ad arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto, la pressione è aggravata dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa febbre. Si consiglia di alternare la
somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Tubercolinum residuum 15 CH 1 monodose, 2 volte al mese. Si tratta di un rimedio di fondo che il medico omeopata utilizza soprattutto per contrastare la tendenza evolutiva dell’artrite reumatoide verso l’anchilosi progressiva con deformità articolare e fibrosi progressiva che compromette la funzionalità articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese i disturbi caratterizzati da dolori articolari con processi infiammatori, deformazioni articolari e atrofia muscolare sono chiamati sindromi Bi, cioè sindromi in cui il meridiano è ostruito da eccessi climatici di Vento, Freddo, Umidità e
Calore con eccesso o deficit di Yin o di Yang.
La terapia con agopuntura è mirata alla dispersione degli eccessi climatici sopra citati oltre che ad alleviare i dolori in base alla sede di insorgenza.

– Agopuntura
Nel caso di eccesso di Vento, con dolori improvvisi migranti da un’articolazione all’altra punti importanti sono:

FENGMEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se l’eccesso è di Freddo, con dolori articolari improvvisi e acuti che migliorano col calore e peggiorano al freddo si possono usare:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Con eccesso di Umidità e dolore fisso che peggiora col tempo umido:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa deirXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore
della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
In caso di eccesso di Calore invece punti utilizzabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
QU CHI (stagno curvato, localizzato all’estremità laterale della piega traversa del gomito) che regola e raffredda il Sangue.
Associabili i punti nelle sedi locali dei dolori e del Sistema Auricolare di
Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da ripetere un mese succes-
sivo dall’ultima terapia e seguentemente da ripetere una volta all’anno.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna* (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi dell’artrite), fenilalanina (allevia il dolore).
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans. Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfiammatorie.
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio). Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus aci-
dophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
I vegetali contro i dolori reumatici sono stati uno dei primi ricercati fin dall’antichità, quando si usava dormire su materassi composti dalle foglie di felce maschio, oppure addirittura si arrivava a sfregare le parti dolenti con foglie fresche di ortica !
La moderna fitoterapia in realtà ci consente di utilizzare piante medicinali che abbiano una documentata efficacia antinfiammatoria. La malattia del resto può interessare anche tessuti periarticolari come tendini, legamenti, guaine ecc. o addirittura visceri interni. Ecco perché la terapia non si limita a risolvere il sintomo dolore, ma deve avere come obiettivo 3 tipico processo infiammatorio cronico nel quale sono coinvolti numerosi mediatori chimici.
Due sono le piante più studiate nella terapia dell’artrite reumatoide, entrambe provenienti dalla medicina tradizionale ayurvedica.cioè indiana.
La pianta che proviene addirittura dalla cucina indiana è la Curcuma (Curcuma longa) componente del Curry. È una pianta simile allo zenzero, della quale si usa il rizoma, caratteristicamente giallo, in passato apprezzata come epatoprotettore, ma che oggi la moderna ricerca ha dimostrato essere un buon antinfiammatorio e antiossidante. L’estratto secco è molto ben tollerato si somministra in capsule per periodi anche prolungati. L’associazione tipica, verificata anche sperimentalmente è proprio con
un’altra pianta indiana, la Boswellia (Boswellia serrata), la pianta dell’incenso, i cui principi attivi presentano la specifica caratteristica di bloccare la sintesi dei leucotrieni, cioè dei mediatori tipici delle infiammazioni croniche come quelle dell’artrite reumatoide (estratto secco, 20 mg al giorno).
Nei pazienti cronici che fanno abitualmente ricorso anche a cortisonici, ovviamente sotto controllo medico, trova indicazione la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) una pianta medicinale che esercita due funzioni importanti: protegge lo stomaco dai danni dei farmaci antinfiammatori e aumenta l’efficacia del cortisone, facilitandone così la riduzione di dose (estratto fluido, 20 gocce al giorno dopo i pasti).
Al bisogno aggiungiamo piante ad attività sintomatica che possono sostituire i FANS, dalla corteccia del Salice (Salix alba)y ricca in glucosidi salicilici (estratto fluido, 15 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti), alle radici di Arpagofìto (Harpagophytum procumbens), entrambe attive sulla catena delle prostaglandine (estratto secco, 1 capsula 3 volte al giorno prima dei pasti). Il Salice abitualmente è ben tollerato a livello gastrico, ma è controindicato nei soggetti allergici all’aspirina. L’Arpagofìto è scarsamente tollerato da chi soffre di gastrite e controindicato nei pazienti con ulcera.

Originally posted 2014-10-08 13:33:17.

Amenorrea 180x180 - Amenorrea

Amenorrea

Si definisce amenorrea, la mancanza di flusso mestruale in una donna in età fertile. In genere, le amenorree vengono distinte in primarie e secondarie. Si parla di amenorrea primaria quando non è ancora comparso il menarca (ovvero la prima mestruazione, che normalmente si verifica tra i 10 e i 14 anni); nel secondo caso, il blocco mestruale – non dovuto alla gravidanza – compare in età fertile dopo un variabile periodo di flussi più o meno regolari, e dura oltre sei mesi. Svariate sono le cause alle radici di un’amenorrea: questa condizione può essere disfunzionale, per una difettosa produzione di ormoni steroidi sessuali (come nell’obesità e nella sindrome dell’ovaio policistico), e conseguire a un’alterata attività dell’ipofisi (che può comportare la patologica produzione di un ormone chiamato prolottino); anche alcuni possono indurre, con meccanismi diversi, l’amenorrea (per esempio, gli anti-depressivi). Oggi sempre più frequentemente colpisce le adolescenti che si sottopongono a diete drastiche, o chi ha subito uno stress affettivo importante (come un abbandono o un lutto), non presenta un adeguato peso corporeo, e pratica sport particolarmente impegnativi per l’organismo. La diagnosi deve prevedere una varia gamma di accertamenti. Innanzitutto una chiara storia clinica della paziente, nonché un accurato esame ginecologico; importante è anche una ecotomografia pelvica nonché un attento studio della regione ipotalamo-ipofisi. Bisognerà anche analizzare la funzione della tiroide
e pure quella dei surreni, le due ghiandole poste come un elmo sul polo superiore di ciascun rene.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il deve basarsi su ricerche approfondite individuare le cause organiche delPamenorrea: la
visita ginecologica è obbligatoria.


Alimentarsi adeguatamente è fondamentale per regolarizzare il ciclo mestruale: in presenza di amenorrea è utile eliminare lo zucchero e i cibi troppo elaborati e prediligere grandi quantità di frutta e verdura, e prodotti di soia. È importante essere certi di assumere giuste quantità di vitamine e sali minerali, e ridurre lo stress.

– Ormoni
Se l’amenorrea è legata a squilibri ormonali, è opportuno somministrare progesterone. Per indurre la mestruazione in caso di assenza del ciclo si somministra progesterone per 12 giorni (alla sospensione del progesterone si verifica la perdita mestruale); esistono formulazioni depot in iniezione che vengono ripetute ogni tre mesi.


Il trattamento omeopatico è adatto sia alle forme di amenorrea primaria, caratterizzata dalla mancanza del menarca, sia all’amenorrea secondaria, quando dopo una serie di cicli mestruali normali, manca il mestruo. Ferrum metallicum 15 CH 5 granuli da una a tre volte alla settimana. L’amenorrea si associa ad con pallore, debolezza, affaticamento. Può associarsi anche a perdita di liquidi vicarianti, come epistassi e leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose alla settimana. Il sale marino è adatto a giovani asteniche e magre, nonostante il buon appetito, con tendenza all’isolamento e alla depressione. Pulsatilla 15 CH 5 granuli inizialmente ogni giorno, quindi da una a tre volte alla settimana. L’anemone pulsatilla è il medicinale omeopatico di prima scelta indicato nel ritardo puberale. Quando il mestruo compare i cicli sono lunghi e le perdite mestruali poco abbondanti. Solitam ente prima della comparsa del flusso alcuni si accentuano come il senso di tensione a livello addominale, pelvico e mammario, leucorrea lattiginosa e giallastra. Pulsatilla è indicata anche nelle forme di amenorrea secondaria che compare dopo un bagno o dopo aver tenuto i piedi in acqua. Più frequentemente il soggetto Pulsatilla è di carnagione chiara con tendenza ai circolatori delle estremità (cianosi, sudorazione fredda). Il quadro generale è completato dai gusti alimentari, caratterizzati dal desiderio di dolci, gelati, alimenti freschi e avversione per i grassi. Senecio 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Il senecione viene utilizzato in omeopatia nel trattamento dell’amenorrea, in associazione con Pulsatilla di cui è spesso rimedio complementare. Di frequente si tratta di soggetti con tendenza all’anemia con marcata freddolosità, tendenza agli edemi e alla stasi venosa. Senecio si caratterizza per la presenza di perdite vicarianti che vanno dall’epistassi alla leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per la Medicina tradizionale cinese, come per la Medicina Occidentale, questo disturbo può essere classificato in amenorrea primaria o secondaria, e le cause riguardano il deficit di Qi di Xue cioè una tardiva comparsa del ciclo mestruale o la scomparsa dello stesso per oltre 3 mesi e la stasi di Xue, cioè una improvvisa scomparsa del ciclo.
La terapia consiste nella tonifìcazione del Qi di Xue, nella rimozione della stasi di Xue e nel riequilibrare la circolazione.

– Agopuntura
Nel caso di amenorrea da deficit di Qi di Xue, punti importanti sono: PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e
regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a Iato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i caso di stasi di Xue i punti sono:
E SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
ni MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
SANYINJIAO;
TAICHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Si possono applicare anche punti del Sistema Auricolare quali Rene, Ovaie e Utero.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni, al termine delle quali se le condizioni permangono instabili si possono effettuare ulteriori 5 applicazioni per consolidare l’effetto terapeutico.

cinese
Formula: XIAO YAO SAN
Radix Bupleuri………………………9g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Rizoma Atractylo
des Macrocephalae……………………9g
Sclerotium Porta……………………12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
HerbaMenthae………………………..2g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di B6, beta-carotene e E: carne di pollo, tacchino e coniglio (proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici), fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cercali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Seguire per almeno due mesi una dieta a basso indice glicemico (distribuendo gli alimenti in tre pasti e in tre piccoli spuntini al giorno), per tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, evitando il rapido aumento dei livelli ematici di insulina e facilitare il riequilibrio delle alterazioni ormonali. Dare la preferenza ai cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), al pane prodotto con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate).

Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes. Le pazienti che stanno seguendo una dieta a basso indice glicemico, soprattutto se sono in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete latente, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a
base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e i prodotti da forno, come grissini, crackers, salatini, biscotti, torte, merendine), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i cereali integrali in fiocchi biologici), le bibite e i dolciumi.

– Integrazione alimentare
Effettuare un ciclo di 40-60 giorni, sospendere il trattamento per circa due mesi prima di eseguire un secondo ciclo.
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicoche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango,asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
L’amenorrea non sostenuta da patologia organica o endocrinologica può risentire favorevolmente anche del solo uso di Ginseng, la antistress per definizione. Il razionale dell’uso di estratti di radice di Ginseng (Panax Ginseng) sta non solo nel fatto che si tratta di una utile per contrastare i periodi di convalescenza e di stanchezza psicofisica, ma indicata anche per stimolare la cenestesi, l’appetito. In particolare quando l’amenorrea sopravvenga in giovani donne dedite allo sport. La posologia e la durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante.
Nelle forme in cui si abbia un’innalzamento della prolattina nel sangue la pianta medicinale più indicata è YAgnocasto (Vitex Agnus Castus). Si tratta di una verbenacea comune anche nelle nostre regioni, che ebbe il suo primo momento di gloria nel Medioevo, quando si diceva veniva fatta coltivare e assumere ai monaci per reprimere le loro pulsioni sessuali. Ebbene l’Agnocasto ha la proprietà ampiamente documentata dalla moderna ricerca scientifica di ridurre il livello di prolattinemia con la sintomatologia associata.
Talvolta utili sono invece i classici sedativi o antidepressivi, quando l’amenorrea sia sostenuta da un vero e proprio stato di nevrosi. In questi casi una pianta medicinale particolarmente indicata è il Luppolo (Humulus lupulus). La pianta è ben conosciuta come materia prima utile per la produzione della birra, in realtà si tratta di una vera e propria pianta medicinale, dalle tradizionali caratteristiche sedative, ma anche ad alto contenuto in fitoestrogeni. Queste terapie necessariamente devono essere praticate sotto controllo medico e generalmente sono necessari poche settimane di trattamento.

Originally posted 2014-10-08 09:18:11.

Attacchi di panico 180x180 - Attacchi di panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un episodio improvviso, acuto, contrassegnato da paura intensa e malessere generalizzato. La crisi insorge bruscamente, e raggiunge la sua massima intensità nel giro di pochi minuti. L’episodio è accompagnato da una ricca e vivace gamma di sintomi tipicamente neurovegetativi: palpitazioni, senso di soffocamento, oppressione toracica, vampate di calore o di freddo, tremori, sudorazione, nodo della gola, la sensazione di essere prossimi a svenire. Un corteo di manifestazioni fisiche che si associa a un drammatico vissuto psicopatologico, dove la fanno da padrone il timore di
perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle personali azioni, nonché il senso di morte imminente. L’episodio in genere è di breve durata. Alla fine dell’attacco, la persona appare del tutto spossata, con addosso una sensazione di fatica, di vuoto alla testa, di generale apprensione, uno stato psicofisico capace di protrarsi anche per qualche giorno. Ulteriore disturbo accusato da chi soffre di è il fenomeno della depersonalizzazione: si ha cioè la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Ogni attacco può generare una preoccupazione sempre maggiore chiamata “ anticipatoria”, che può accrescersi a tal punto da spingere la persona a evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati le precedenti crisi. La fascia di età più a rischio è quella che va dall’adolescenza fino ai 30-35 anni.


È importante escludere che ci siano malattie organiche che provochino gli attacchi di panico, in particolare Pipertiroidismo oppure condizioni quali l’abuso di droghe e alcol (o l’astinenza da queste sostanze). Alcuni da banco possono scatenare attacchi di panico: consultare un medico per chiarire la situazione.

– Terapia cognitiva comportamentale
La maggior parte dei pazienti ha benefìcio dalla terapia cognitiva comportamentale che consiste nell’esporre alla situazione che causa panico prima nell’immaginario poi nella realtà: è necessario che questa esposizione avvenga con l’aiuto di uno psichiatra o di un terapeuta, con l’assunzione concomitante di farmaci. La psicoterapia psicodinamica è un’altra possibilità offerta da psicologi o psichiatri.

– Farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono essere usati per trattare attacchi di panico e depressione. L’escitalopram sembra essere uno dei farmaci migliori per dominare l’ansia. Vengono anche usati gli antidepressivi triadici, mentre le benzodiazepine rappresentano una seconda scelta. Tutti questi farmaci possono generare dipendenza, ma sono utili quando gli attacchi di panico sono gravi.

– Complicanze
I programmi terapeutici devono tenere conto di eventuali patologie concomitanti, come malattie cardiache o respiratorie. Un approccio terapeutico intenso è utile perché gli attacchi di panico possono peggiorare le malattie concomitanti.


Alcuni medicinali omeopatici sono particolarmente indicati per controllare, superare o prevenire le reazioni da panico.
Aconitum 15 CH 5 granuli, 2-4 volte al dì, secondo l’intensità della sintomatologia. L’aconito è una velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, utilizzata in omeopatia per le affezioni caratterizzate da un inizio brutale e dalla violenza dei sintomi. Caratteristica è l’agitazione fisica incontrollabile e l’ansia con stato di eccitazione generale e paura di morire. In generale si tratta di soggetti giovani forti e reattivi che diventano preda di un intenso senso di angoscia per l’intensità dei fenomeni generali, come la febbre o il .
Ambra grisea 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il preparato omeopatico è ottenuto dalle secrezioni intestinali del capodoglio ed è adatto ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema e il pa-
nico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società.
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. È il nitrato d’argento adatto al soggetto che ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Vorrebbe aver terminato prima ancora di iniziare.
Lamenta una progressiva diminuzione delle capacità intellettive e, in particolare, della memoria. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a emozioni e stress. Caratteristica è la reazione da panico in anticipo rispetto alla prestazione.
Gelsemium sempervirens 30 CH 5 granuli al bisogno o una monodose una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento, per evitare la reazione da panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o visivi. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa di un intervento chirurgico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo solitamente in relazione alla patologia d’origine, non solo sintomaticamente, quindi nelle condizioni di una sindrome ansiosa o una sindrome depressiva.
Gli organi interessati sono perciò Fegato, Cuore e Milza e la terapia consiste in tre aspetti: calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata quale affanno respiratorio, palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
A disperdere calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
In caso di deficit di Yin:
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a Iato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
In caso di deficit del Qi di Cuore e Milza:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a Iato deirapofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue.
A tonificare il Qi di Cuore e Vescica Biliare:
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Si consigliano 10 sedute da eseguire 3 volte alla settimana da ripetere dopo 1 mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo (proveniente da animali allevati all’aperto, alimentati esclusivamente a foraggio e ai quali non vengono somministrati antibiotici e ormoni), pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, cereali integrali in chicchi e in fiocchi, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamine del gruppo B 25 mg al giorno in un’unica somministrazione;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.


Le piante medicinali giocano oggi un ruolo importante nella prevenzione e cura delle manifestazioni acute di ansia, o meglio degli attacchi di panico. E questo non tanto con i consigliati dalla medicina popolare, infusi di Camomilla, aroma di Basilico, tintura di Avena, o addirittura le famose cure a base di albicocche, ritenute preziose contro le astenie intellettuali. In realtà potevano servire in passato solo per un loro eventuale effetto placebo Oggi invece abbiamo a disposizione piante che vengono si dalla medicina popolare, ma che sono state studiate e utilizzate secondo i canoni della medicina scientifica.
Nella maggior parte dei casi la prevenzione può esser effettuata con l’Erba di S. Giovanni, il cui nome proprio è Iperico {Hypericum perforatum). Questa pianta in passato conosciuta anche con il nome di “scacciadiavoli” in realtà si è dimostrata contenere sostanze attive capaci di modificare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre il livello di ansia e mantenere alto il tono dell’umore.
Anche nei soggetti non depressi sono proprio i farmaci che aumentano il livello di serotonina nel cervello che si sono dimostrati capaci di ridurre l’incidenza degli attacchi di panico. E questo vale anche per le piante medicinali. Ebbene l’Iperico, in maniera molto simile, aumenta il livello di serotonina, ma anche di noradrenalina e dopamina, a tal punto da poter essere utilizzato come vero e proprio farmaco antidepressivo.
Ma la raccomandazione importante è sempre quella di evitare il fai-da-te, e in relazione alle singole esigenze e alla terapia eventualmente già in atto, anche le piante medicinali potranno variamente essere associate tra loro a scopo sinergico. La prescrizione medica consentirà di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali (in realtà abbastanza rari), ma anche quello più elevato di interazione con altri farmaci. L’Iperico infatti interferisce con i farmaci salvavita come ad esempio la ciclosporina, ma anche degli estro-progestinici, anticoagulanti ecc., con gravi rischi per la
salute se assunti contemporaneamente.
Al bisogno, ed integrate alla precedente terapia, saranno inserite anche piante medicinali quali Passiflora incarnata, Melissa offìcinalis o Scutellaria. La posologia deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapista.

Originally posted 2014-10-08 15:29:56.

Artrosi 180x180 - Artrosi

Artrosi

Rappresenta la patologia reumatologica più comune L’osteoartrosi, benché sia un processo degenerativo cronico, è spesso caratterizzata dalla riaccensione acuta dei . Caratteristica peculiare di questa patologia è la perdita della cartilagine, la membrana che tappezza le estremità delle ossa che fra loro sì articolano II sintomo più frequente lamentato dal malato è il dokxe, che si accentua col movimento e tende a ridursi con il riposo. Altra caratteristica è la rigidità mattutina, al risveglio, generalmente di breve durata.
Quando la degenerazione dell’articolazione è evoluta, il malato presenta una limitazione delle funzioni articolari, più o meno invalidante a seconda delle sedi coinvolte, il processo degenerativo localizzato all’anca e al ginocchio può ostacolare il cammino, mentre l’ delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessarie per diversi atti quotidiani. Poi l’ può anche interessare la colonna vertebrale, alterando l’architettura della vertebra e determinando la formazione di osteofiti, speroni ossei, anomali accumuli di calcio a carko delle diverse parti del corpo vertebrale, l’ ha una prevalenza (la prevalenza indica il numero di individui malati in una determinata popolazione) che aumenta costantemente dopo i 50 anni di età, colpendo in tale fascia il sesso femminile Non esistono specifici test diagnostici in chi si ritrova alle prese con i disagi dell’: è presente un aumento generico della VES (la velocità di eritrosedimetazione del sangue) e della PCR (la proteina
C reattiva), mentre l’aumento dei globuli bianchi è modesto. L’esame radiologico delle articolazioni interessate mostra un restringimento dello spazio articolare e il riscontro dei famigerati “speroni osse.


– Approccio non chirurgico
Oltre alla terapia farmacologica, basata nella maggior parte dei casi su antinfiammatori non steroidei (FANS) e alla terapia fìsica (Ultrasuoni, Radarterapia, Marconiterapia, TENS), sono utili la chinesiterapia e la fangobalneoterapia: lo scopo della chinesiterapia è facilitare e conservare la
mobilità articolare, ridurre gli effetti dell’ipotrofia muscolare legata allo scarso utilizzo articolare, combattere le posizioni viziate e favorire l’apprendimento di posture e movimenti corretti. La fangobalneoterapia agisce sulle articolazioni colpite da artrosi con bagni, fanghi, grotte e vapori: i meccanismi alla base del beneficio sono solo in parte conosciuti.

– Chirurgia
Qualora l’artrosi non risponda più a terapia farmacologica, fìsica o chinesiterapica facendo scadere la qualità della vita sia per il che per la limitazione funzionale, la chirurgia ortopedica può essere risolutiva.
Sicuramente efficaci, soprattutto nei difetti di allineamento articolare, sono le osteotomie (sezioni ossee al di fuori dell’articolazione che ristabiliscono il corretto asse articolare). Le artrodesi sono interventi in cui i capi articolari artrosici vengono “fusi”, così che da due o più ossa artico-
late si venga a creare un unico segmento osseo. La pulizia articolare o debridment indica l’asportazione chirurgica di frammenti articolari “levigando” le superfici per ritardare interventi più radicali; negli ultimi tempi a tale metodica si associa il trapianto, nelle aree artrosiche, di tasselli di cartilagine prelevati da regioni articolari meno sollecitate. Notevole sviluppo ha avuto di recente la chirurgia protesica. Tra le protesi articolari più impiantate quelle per anca, ginocchio e spalla.

OMEOPATIA
La scelta dei medicinali omeopatici per il trattamento dell’artrosi tiene in considerazione non solo la sede prevalente della localizzazione artrosica ma soprattutto le modalità di miglioramento e di aggravamento del dolore e della rigidità.
Actea racemosa – Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando i 2 preparati. Diradare in base al miglioramento.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli ripetuti secondo necessità. È il rimedio della riacutizzazione dolorosa del processo artrosico con edema caldo delle articolazioni, migliorato dalle applicazioni di ghiaccio.
Bryonia 7 CH 5 granuli ogni 2 ore. Aggravamento del dolore con il minimo movimento. Miglioramento con l’immobilità o con il collare.
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuli, I volta al dì. Aggravamento con il freddo e i mutamenti atmosferici. Miglioramento con il movimento e il calore.
Dulcamara 9CH 5 granuli ogni 2 ore. Cervicalgia da esposizione al freddo-umido.
Hypericum 15 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando con i preparati precedenti, nel trattamento della cervicobrachialgia.
Kali carbonicum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Aggravamento con il freddo umido, i mutamenti atmosferici e il riposo. Caratteristica è la lombalgia con sensazione di cedimento lombare. È indicato soprattutto nelle forme di artrosi localizzata a livello lombare e delle anche.
Natrum sulfuricum 7CH 5 granuli, 1 volta al dì. Aggravamento con il freddo umido, i mutamenti atmosferici e il riposo. Dolore all’anca sinistra. Soggetti freddolosi, tendenti all’obesità flaccida.
Radium bromatum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il bromuro di radio è uno dei medicinali omeopatici di prima scelta nel trattamento dell’artrosi cervicale e lombare. Caratteristico è l’aggravamento con il riposo e i primi movimenti e il miglioramento con il calore e il movimento continuo.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli 1-3 volte al dì. 11 sommaco velenoso è utilizzato frequentemente in omeopatia nel trattamento delle manifestazioni reumatiche con rigidità dolorosa, aggravate con l’umidità, della lombalgia dopo sforzo muscolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’artrosi può essere eausata da Vento freddo, deficit di Yang del Rene e da stasi del Qi di Xue
Essendo un processo irreversibile, lo scopo della terapia è rallentarne l’avanzamento fino a bloccarlo e curare localmente i processi infiammatori in modo da sedare il dolore che ne deriva.
Nel caso di Vento freddo punti importanti possono essere:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della li vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TIAN ZONG (principio celeste, localizzato al centro della fossa sottospinata) che dissolve il Vento-Umidità.
Se c’è deficit dello Yang del Rene si possono usare:
SHEN SHU;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre per la stasi si del Qi di Xue:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio ed Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa.
Più punti locali a livello articolare sede del dolore e punti del Sistema
Auricolare di Fegato, Milza Reni e SHEN MEN.

cinese
Formula: DU HUOII SHENG WAN
Radix Angelicae Pubescentis………….10g
Ramuius Loranthi……………………15g
Radix Gentianae Macrophyllae…………10g
Radix Ledebouriellae………………..10g
Herba Asari…………………………3g
Radix Angelicae Sinensis…………….10g
Rizoma Ligustici Chuanxiong………….10g
Radix Rehmaniae…………………….12g
Radix Achyranthes Bidentatae…………10g
Cortex Eucomniae……………………10g
Sclerotium Porta……………………10g
Cortex Cinnamomi…………………….3g
Radix Ginseng……………………….5g
Radix Paeoniae Alba………………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliali Privilegiare un regime alimentare vegetariano “permissivo” basato su un adeguato
consumo (in grado di soddisfare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali) di cereali integrali, legumi, uova, pesce pescato in mare, latticini “magri”, soia e derivati, noci, mandorle,
nocciole e semi oleosi, frutta e verdura fresche biologiche. Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.
Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’ con aglio, porro, carciofo, cavolo, cetriolo, timo, ciliegia, fragola, limone, mela, pompelmo, ribes, uva, fichi secchi, yogurt naturale magro addizionato con probiotici, kefir e latte parzialmente scremato fermentato e addizionato con Lactobacillus acidophilus, melassa, cacao puro biologico, avena in fiocchi (a colazione) e in chicchi ( nelle minestre e nelle zuppe).
Aumentare l’apporto di sardine, acciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di D – 25 microgrammi per 100 grammi di parte edibile).
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio ( utilizzarla anche per cucinare).
Bioflavonoidi 30-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio): aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farina integrale macinata a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Calcio Adulti (30-60 anni): 800 mg al giorno. Anziani: 1000 mg al giorno. Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare il trattamento per almeno tre mesi – rallenta la degenerazione della cartilagine articolare);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germedigrano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.
Secondo gli esperti una dieta a elevato apporto di proteine animali e di acidi grassi saturi e povera di vegetali “protettivi”, come frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, può essere strettamente correlata con la cronicizzazione dei processi infiammatori e la conseguente aumentata rigidità delle articolazioni.

FITOTERAPIA
Il farmaco capostipite degli antidolorifici convenzionali è l’aspirina, da sempre rimedio d’elezione anche per il reumatologo o l’internista di fronte, ad esempio, un con una lombosciatalgia acuta o un’ attacco di emicrania, così come del resto qualunque dolore articolare acuto, fosse una artrosi del ginocchio piuttosto che di una spalla. Ebbene, è giusto che si sappia che proprio l’aspirina è un farmaco ottenuto per emisintesi farmaceutica a partire da una sostanza (acido salicilico) estratta inizialmente dalla Spirea Ulmaria e poi dal Salice (Salix alba) e da altre specie vegetali. Mentre le nostre nonne si preparavano pomate e unguenti con erbe antinfìammatorie (olio di alloro, tinture di zenzero ecc.), molti attuali gel antidolorifici contengono invece metil-salicilato, un’ altra sostanze presente come tale in natura, estratta generalmente dalla Gualtheria procumbens.

L’artrosi, a differenza dell’artrite, inizia generalmente con un danno a livello della cartilagine interna, che comincia ad erodersi, diventa più sottile e si infiamma. Questi processi iniziali possono essere fermati con l’impiego della diacereinay sostanza ottenuta a partire dagli antrachinoni
contenuti nelle radici del Rabarbaro (Rheum palmatum), mentre in presenza di dolori a livello articolare o periarticolare possono essere utilizzati, sempre per via orale, estratti fitoterapici di foglie di Ortica ( Urtica urens o U. dioica), estratto fluido, 20 gocce 3 volte al giorno, o di foglie di Ribes (Ribes Nigrum), per la presenza di polifenoli e triterpeni ad azione antinfiammatoria, gemmoderivato, 50 gocce al mattino a digiuno. Una seria terapia dell’artrosi ovviamente prevede di eliminare qualunque eventuale sovrappeso e mantenere l’agilità articolare mediante una costante attività fisica (nuoto, cure fisiche ecc.), misure che tuttavia necessitano spesso di un supporto farmacologico. In questi casi possono essere utilizzati con buoni risultati gli estratti di corteccia di Salice o gli estratti di Arpagofìto. Quest’ultima è una piccola pianta medicinale di origini africane, forse più nota con il nome di “artiglio del diavolo” Della pianta si usano le radici, presenti pure in Farmacopea. Inizialmente la pianta veniva utilizzata in forma di infuso, tuttavia troppo amaro e poco efficace, oggi invece sostituito da più adeguati estratti secchi, in caspule o compresse, depurati e concentrati in principi attivi. La durata del trattamento va in base alla necessità del singolo paziente.

Originally posted 2014-10-08 13:45:32.

Ansia 180x180 - Ansia

Ansia

È un sentimento di pena cronica, di pericolo mal definito, di catastrofe imminente, al quale non è possibile sottrarsi. L’ si accompagna pressoché costantemente a una serie di fisici che finiscono per coinvolgere qualsiasi organo: sensazione di soffocamento o di respiro accelerato, tachcardia, extrasistoli, secchezza della bocca, intestinali, minzione frequente, tremori, ma anche ronzii auricolari e della sensibilità, il disturbo d’ansia più frequente è la fobia semplice: sono paure fuori dall’ordinario, irrazionali, nei confronti di oggetti o situazioni particolari (ragni, un tragitto in seggiovia, lo stare in mezzo alla folla). Il disturbo da attacchi di panico è quello che più di ogni altro spinge la persona a consultare il medico. Si chiama invece GAD, ovvero il disturbo d’ansia generalizzata, quella condizione ansiosa persistente in cui il paziente non riesce a controllare la sua eccessiva preoccupazione, accusando irrequietezza motoria, agitazione, stanchezza, facile affaticabilità e del sonno. L’ansia contraddistingue anche il disturbo os-
sessivo-compulsivo, in cui lo stato ansioso si manifesta allorché la persona cerca di opporsi alle sue ossessioni (pensieri, idee, impulsi senza senso e assurdi) o alle proprie compulsioni (che sono quei comportamenti ripetitivi ed eseguiti secondo certe regole in risposta a una ossessione). Infine, l’ansia caratterizza anche il disturbo post-traumatico da stress: insorge in seguito a un evento traumatico dal forte impatto emotivo per il paziente (un grave pericolo per se stesso o per le persone care), che così accusa una pervasiva paura e tende a rivivere ripetutamente dentro di sé quel tragico evento, mostrando irritabilità, scoppi d’ira, scarso interesse verso l’ambiente e gli altri e una ridotta visione delle prospettive future.


Il convenzionale consiste nell’alleviare i sintomi acuti dell’ansia migliorando la qualità di vita e ridurre il rischio di autodanneggiamento o danneggiamento altrui.

– Alimentazione e estilo de vita
Evitare caffeina, alcol, nicotina e che contengano efedrina. L’integrazione dietetica con l’aminoacido fenilalanina può essere utile; anche 300 mg di aspartato di magnesio al giorno (divisi in tre dosi) possono alleviare l’ansia. È necessario individuare le cause ambientali, familiari,
lavorative di stress per ridurre i fattori scatenanti.

– Benzodiazepine
Il trattamento farmacologico dell’ansia dipende dalla severità dei sintomi. Se l’ansia limita molto la vita, le benzodiazepine vengono usate a bassa dose per periodi di tempo limitati. I farmaci più usati sono alprazolam (al massimo per quattro/sei settimane), clonazepam o diazepam.

– Altri farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRRI) possono trovare impiego nella terapia dell’ansia, come l’antidepressivo venlafaxina.
Il buspirone ha la medesima efficacia delle benzodiazepine, ma impiega più tempo ad agire. I beta bloccanti riducono i sintomi fisici dell’ansia (tachicardia).

– Altre terapie
Terapia cognitiva comportamentale, psicoterapia e gruppi di supporto sono molto utili per controllare i disturbi di ansia.


In omeopatia si distinguono i medicinali ad azione stomatica e quelli ad azione più profonda e lenta.

– Trattamento sintomatico
Argentum nitricum 15 CHS granuli, 1-3 volte al dì. È specifico per l’attività febbrile con ansia di anticipazione. Il soggetto ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a stress. Gelsemium 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì, oppure 30 CH 1 dose, una settimana prima c la vigilia di una prova, un esame o un intervento. Ansia prima di una prova e crisi di panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi.
Ignatia 30 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Crisi d’ansia con irritabilità, palpitazioni, dispnea sospirosa, senso di nodo alla gola, insonnia. Umore variabile. Nux vomica 15-30 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma sedentarie. II soggetto è spesso irascibile e impulsivo. Difficoltà digestive in persone attive, ma sedentarie. Desiderio di alcolici e cibi piccanti. Lingua con patina bianco-giallastra. Insonnia con difficoltà ad addormentarsi e sonno agitato.

– Trattamento di fondo
Arsenicum album 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Stato d’ansia e angoscia costante con caratteristiche ossessive. Spesso il soggetto è preciso, meticoloso, pignolo, avaro. Ha paura del buio, di rimanere solo, della morte. Presenta un aggravamento notturno. Lachesis 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Ansia in menopausa. Tristezza e malinconia. Ansia e tristezza al mattino, allegria e laboriosità verso sera. Tendenza alla loquacità. Difficoltà a prendere sonno e sogni angosciosi. Vampate di calore. Intolleranza per le costrizioni e gli abiti aderenti. Phosphorus 15 CH 5 granuli, I -3 volte al dì. Ansietà e senso di oppressione con alternanza di eccitazione e depressione accent uate al crepuscolo e di sera. Paura dei temporali. Si tratta spesso di soggetti longilinei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’applicazione della Medicina tradizionale cinese trova un ottimo riscontro nel trattamento di questo disturbo e in particolare gli organi interessati sono legato, Cuore e Milza.
L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato, rasserenare lo Shen e disperdere Calore, si possono usare i punti:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZU QIAO YIN (orifizio dello Yin, localizzato 0,1 cun dietro l’angolo ungueale laterale del IV dito) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, libera l’Esterno ed espelle il Vento;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofìsi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo
Shen, regola il Sangue e il Qi.
Se il deficit riguarda il Qi di Cuore e Milza punti importanti sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN;
XINSHU;
DALING;
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Punti auricolari utilizzabili sono quelli di Cuore, Milza, Sottocorticale e SHEN MEN.
La terapia prevede 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: SUAN ZAO REN WAN
Semen Ziziphi Spinosae……………….18g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..3g
Rizoma Anemarrhenae………………….lOg
Scletorium Poria…………………….10g
Rizoma Ligustici ChuanXiong……………5g
Posologia: Assumere 250 mi al mattino ed alla sera come decotto per 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare a basso indice glicemico per tenere sotto controllo gli abbassamenti della glicemia, che possono scatenare o intensificare una crisi d’ansia. È necessario distribuire gli alimenti in tre pasti e in tre piccoli spuntini (colazione-spuntino-pranzo-spuntino-cena-spuntino) privilegiando i cereali integrali in chicchi o in fiocchi (escluso il riso – tutti i tipi a eccezione del Basmati), che sono una buona fonte di vitamine del gruppo B e di magnesio (essenziale nella produzione di energia cellulare, un ottimo regolatore nella costruzione di ormoni e neurotrasmettitori, come la serotonina, la dopamina, l’insulina e l’adrenalina), le banane, gli ortaggi a foglia verde (il magnesio è un componente della clorofilla), le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati ( latte, tofu e tempeh). Una dieta tendenzialmente vegetariana apporta maggiori quantità di magnesio rispetto a un’alimentazione basata sul consumo di carne e latticini. Integrare con frutta e verdura fresche biologiche, pesce pescato in mare, olio di lino e di noci spremuto a freddo, cacao puro biologico e miele di lavanda ( 1 -3 cucchiaini distribuiti nella giornata).
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che Io contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), perché facilitano l’ipoglicemia e la conseguente crisi d’ansia, le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha: 1 tazza al giorno a colazione) e i cibi industriali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
B6 (regola il metabolismo dei glucidi, migliora la risposta allo stress e stimola le funzioni cerebrali): 1,5-2 mg al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Cobalto (necessario per il corretto funzionamento del Sistema Nervoso): aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi (2 o 3 con una fetta di pane integrale di segale a lievitazione naturale a colazione, oppure come spuntino pomeridiano prima dell’attività sportiva), grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
In ogni cultura popolare esiste l’abitudine alla “tisana rilassante” anzi qualunque tisana di per sé è ritenuta uno strumento terapeutico “ansiolitico” perché comunque coinvolge attivamente il paziente nella sua preparazione e quindi già questo contribuisce emotivamente. In medicina da sempre comunque sono state usate sostanze vegetali ad attività sedativa, più o meno importante,dalla Rawolfìa (Rawolfia serpentina) al Kavakava (Piper methysticum) entrambe piante oggi abbandonate. Esiste poi anche la possibilità di calmare le proprie ansie con la semplice vaporizzazione ambientale di essenza di Lavanda, senza quindi correre particolari rischi di effetti collaterali.
Quando l’ansia abbia invece le caratteristiche di un vero e proprio disturbo, o comunque quando sia responsabile di una costante difficoltà, senza tuttavia le caratteristiche di malattia grave ed invalidante, ecco che allora la fitoterapia può rappresentare un valido aiuto, difficilmente responsabile di dipendenza o effetti collaterali.
La Passiflora {Passiflora incarnata), molto simile alla varietà ornamentale, è la medicinale certamente di uso più tradizionale, sostanzialmente ben tollerata ed efficace nelle forme non gravi ( 15 gocce, 3 volte al giorno lontano dai pasti). È conosciuta anche come “il fiore della passio-
ne” ed i suoi estratti (idroalcolici e secchi) offrono un buon rimedio per le somatizzazioni a carico dell’apparato digerente (spasmi, diarrea ecc.).
La Tisana di Passiflora diventa anche più gradevole se associata alle foglie di Melissa (Melissa officinalis) dal gradevole aroma di limone (50% passiflora 50% melissa). I trattamenti generalmente non sono prolungati nel tempo.
Le manifestazioni ansiose dei soggetti con umore depresso risentono invece molto bene dell’associazione con estratti di Iperico (Hypericum perforatum) pianta ormai nota anche a molti psichiatri perché presenta la caratteristica di aumentare il livello di alcuni neurotrasmettitori (serotonina, dopamina e noradrenalina) nelle strutture cerebrali. Per questa pianta è indispensabile la prescrizione medica, questo perché anche se ben tollerata, presenta numerosi rischi di interazione con farmaci di sintesi, di alcuni dei quali può aumentarne gli effetti collaterali mentre di al-
tri ridurne drasticamente gli effetti positivi.
Quindi mai il fai-da-te.

Originally posted 2014-10-08 11:17:26.

Adhd 180x180 - Adhd

Adhd

L’ADHD è una sigla che sta per Attention Deficit Hyperactivity Disorder. Consiste in un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, contrassegnato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi. Si manifesta in genere prima dei 7 anni d’età. Questa sindrome è stata descritta clinicamente e definita nei suoi criteri diagnostici e terapeutici soprattutto dagli psichiatri e dai pediatri statunitensi nel Diagnostic andStatistic Monuol of Meritai Disorders, il manuale pubblicato dalla American Psychiatrie Association, testo di riferimento internazionale per tutti gli psichiatri (DSM-IV). I bambini affetti dalla sindrome da iperattività con deficit di attenzione non sono semplicemente esuberanti e distratti: hanno serie difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione; sembrano non ascoltare; corrono o si arrampicano, saltando sulle sedie; parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di recepire tutta la domanda; non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro e possono manifestare concreti problemi nell’apprendimento. Alla base del problema viene in genere riconosciuta una causa biologica (su base genetica) e non una situazione esclusivamente psicologica. Gli specialisti rimarcano quest’aspetto: il bambino con ADHD, oltre a essere iperattivo e distratto, è anche un bambino spesso triste, non inserito nel contesto in cui vive, perché i suoi atteggiamenti finiscono per isolarlo e compromettere qualsiasi legame con i compagni.


– Terapia comportamentale
Si sviluppano strategie generali per gestire l’iperattività, con rinforzo dei comportamenti corretti, riduzione dei tempi per i comportamenti sbagliati, mantenendo il contatto visivo durante i colloqui e permettendo ai bambini di esprimere Fattività in contesti sicuri.

– Metilfenidato
I più usati per trattare l’ADHD sono psicostimolanti. La prima scelta è il metilfenidato, che può provocare effetti collaterali come diminuzione dell’appetito, insonnia e ritardo di crescita.

– Atomoxetina
E un farmaco non psicostimolante utile nell’ADHI). Ha effetti collaterali simili ma meno frequenti rispetto al metilfenidato (riduzionedell’appetito, perdita di peso).

– Stile di vita
Esiste la convinzione che la dieta non abbia effetto sull’ADHD, anche se molti medici non concordano. La dieta Feingold, che elimina gli additivi e alcuni gruppi di alimenti, è stata studiata approfonditamente e sembra essere utile. Alcuni supplementi possono aiutare nella diminuzione del-
riperattività: sono l’olio di pesce alla dose di circa 1-4 g al giorno, un complesso vitaminico B e il magnesio. Taurina, tirosina e triptofano possono essere utili per il rilassamento corporeo.


Attualmente si ritiene che la sindrome ipercinctica sia la conseguenza di fattori diversi come allergie o intolleranze alimentari, deficit nutrizionali, inquinanti, effetti della televisione, ipersensibilità ad alcune sostanze e in particolare all’acido acetilsalicilico, rigidità delle membrane endocraniche. Una tale complessità di fattori “potenzialmente responsabili di tale sindrome” richiede un’attenta valutazione medica per individuare e rimuovere, se possibile, le condizioni causali. Il omeopatico rappresenta un approccio complementare ad altre misure specifiche.

– Trattamento sintomatico
Tarentula hispana 15 CH 5 granuli al dì. È il rimedio omeopatico specifico per bambini ipercinetici, irrequieti, sempre agitati con difficoltà di apprendimento e problemi di disciplina scolastica. Dopamine 5 CH – Serotoninum muriaticum 5 CH 5 granuli di ciascuno, una volta al dì. Da una recente ricerca condotta in Francia dal D. H. A. Courthaliac di Saint-Priest e presentata alle Settime Giornate dell’Institut Boiron tenutesi a Lione nel 2006, sono emersi risultati favorevoli nel trattamento di bambini ipercinetici, utilizzando i due : Dopamine 5 CH e Serotoninum 5 CHy 5 granuli di ciascuno una volta al dì. In particolare lo studio condotto su 300 bambini di età compresa tra 2 e 15 anni prevedeva la suddivisione in tre gruppi: uno trattato omeopaticamente, uno con neurolettico e un terzo con omeopatia e neurolettico. I risultati basati sulla valutazione di agitazione, aggressività, opposizione e attenzione hanno evidenziato un effetto positivo della cura omeopatica, simile al trattamento con neurolettico. Inoltre nel gruppo trattato sia con omeopatia che con il neurolettico è emersa un’attività superiore a quella del neurolettico utilizzato da solo. Anche se non sono chiari i meccanismi di azione si ipotizza un’attività di neuromodulazione svol-
ta dai due medicinali omeopatici.

– Trattamento di fondo
Richiede una valutazione da parte del medico omeopata per la scelta del rimedio ad azione profonda (Argentum nitricumy Phosphorusy Lachesis).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo non è una vera e propria patologia ma una concomitanza di comportamenti come
appunto deficit di attenzione, deficit di concentrazione e iperattività, che portano a un disordine psicologico e comportamentale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’azione curativa deve avvenire a carico del Sistema Nervoso centrale tramite un’azione rilassante, sull’ossigenazione del sangue, aumentando la tonificazione dell’ossigeno in modo da calmare lo stato di agitazione, e sull’aumento dell’energia acquisita.

– Agopuntura
Si può agire quindi sui punti: TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore; NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso, fra i tendini) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore e il Sistema Nervoso; SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato 3 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica la Milza, dissolve l’Umidità, stimola la funzione del Fegato, tonifica i Reni, stimola e favorisce la circolazione dei liquidi. Anche in questo caso devono essere associati punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 2 volte alla settimana, con un controllo 15-20 giorni dopo l’ultima seduta.

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi (soia, girasole, vinacciolo, mais, noci) spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Gli esperti raccomandano di privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.

Alimenti da evitare Evitare le bibite, le caramelle, i chewing gum, i confetti, il torrone, il marzapane, la frutta candita, gli sciroppi di frutta, la crosta di alcuni formaggi, le minestre e i gelati confezionati, le mostarde di frutta, i fiocchi di patate, alcuni tipi di yogurt, di margarine e di maionese, le conserve di pesce e le marmellate, le gelatine, i budini, i sottaceti e i sott’oli industriali.
Evitare l’eccessiva esposizione ad alcuni metalli pesanti, come alluminio, cadmio e piombo. Quindi cercare di: Limitare il consumo di alimenti prodotti con farine e zucchero raffinati, i molluschi, i calamari, le seppie e i polipi e il riso non biologico per la presenza di cadmio. Limitare il consumo dei pesci pescati in acque inquinate per il loro contenuto di piombo. Non cucinare (e non conservare) in pentole di alluminio alimenti acidi, come per esempio la salsa di pomodoro. Evitare gli acidi grassi idrogenati e le bevande alcoliche che ostacolano la conversione degli EFA nei loro derivati con conseguente alterazione di alcune importanti funzioni cerebrali.

– Integrazione alimentare
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 4 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali. Adolescenti: 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3: 200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana; Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno. Magnesio e Ferro (la cui carenza favorisce l’accumulo di alluminio);- Magnesio: 350 mg al giorno; Ferro Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 10 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per le sindromi da deficit di attenzione e iperattività dei bambino esistono protocolli di trattamento approvati dalle Autorità sanitarie con farmaci ad attività dopaminergica. Nei casi in cui gli effetti collaterali del farmaco non consentano la terapia prevista, oppure quando vi sia un rifiuto al trattamento da parte dei genitori sono certamente giustificati anche tentavi terapeutici alternativi.
Dal punto di vista sintomatico possono sempre essere associate piante ad attività sedativa quali ad esempio la Valeriana, sfruttando estratti standardizzati di radice. La posologia è da stabilire in relazione al caso clinico. Le piante medicinali potenzialmente utili per le quali siano ipotizzabili
ruoli nell’ambito della prevenzione sono quelle che comportano un aumento delle catecolaminc cerebrali, dal Ginseng alla Ginkgo biloba, dall’Iperico alla Salvia. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del .
Mancano tuttavia studi clinici che ne consentano un adeguato giudizio di appropriatezza e sicurezza nel bambino. Non ci dobbiamo pertanto neppure meravigliare se, al momento esistono ampie divergenza di vedute e di consigli alimentari e terapeutici. Vi sono per esempio medici che consigliano ai bambini iperattivi di evitare categoricamente bevande come cacao, tè e caffè, perché potrebbero aumentare la iperattività.
Per contro altri colleghi ritengono invece positivo il ruolo terapeutico della caffeina nella riduzione dell’ipcrattività. Però tutto è ancora da dimostrare.

Originally posted 2014-10-07 13:48:55.

Acne 180x180 - Acne

Acne

È una malattia infiammatoria della pelle, prevalentemente del volto (ma una localizzazione abituale è anche la regione superiore del tronco), caratterizzata da un processo infiammatorio che coinvolge il follicolo pilifero e la relativa ghiandola sebacea. Si tratta di una manifestazione fisiologica, tipica dell’adolescenza, che generalmente tende a scomparire oltre la pubertà, e in rari casi In età adulta Stimolate dagli androgeni, ovvero gli ormoni maschili, le ghiandole sebacee finiscono per elaborare una maggior quantità di sebo, la sostanza oleosa che nutre, lubrifica e tutela la superficie cutanea L’aumento della sua produzione ostruisce cosi l’apertura del follicolo, in corrispondenza del quale viene a crearsi un vero e proprio “tappo” questa la prima dell’, il comedone; successivamente una reazione infiammatoria danneggia la cute, producendo in successione diverse lesioni (papule, pustole, noduli, cisti), capaci di provocare vistose alterazioni estetiche (che possono essere permanenti e avere l’aspetto di cicatrici) Clinicamente si distinguono diverse forme, proprio in base alle caratteristiche del danno cutaneo e alla gravità della manifestazione. A stimolare la reazione infiammatoria è in particolare un microrganismo della cute. Il Propionibocterium acnes. Nella comparsa del disturbo, pesano svariati fattori: quelli genetici, per cui chi ha genitori che hanno sofferto di può essere più predisposto a sviluppare questa malattia della pelle; spesso l’ viene aggravata dagli stati ansiosi o dagli eventi emotivamente stressanti, anche l’assunzione di varie sostanze farmacologiche, quali i cortisonici, può facilitare l’insorgenza del disturbo, cosi come, tra gli adulti, la cosmesi del viso con prodotti aggressivi e inadeguati.


Acne superficiale (non infiammatoria)
Saponi antibatterici e abrasivi non sono utili. L’applicazione di retinoidi topici è prescritta per prevenzione o terapia: tretinoina, adapalene e tazarotene sono di uso più frequente (con i primi due l’acne può inizialmente peggiorare: per un miglioramento sono necessarie 3 o 4 settimane), l’acido azelaico è un’altra scelta possibile. L’applicazione di acido salicilico topico può essere efficace. Gli antibiotici non sono necessari in assenza di pustole.

Acne profonda o infiammatoria
Una terapia antibiotica orale o topica può impedire la proliferazione dei batteri, diminuendo gli acidi grassi liberi e conseguentemente le lesioni della pelle. Gli antibiotici orali vengono usati se la terapia topica non funziona. La prima scelta in termini di antibiotici topici è per eritromici-
na o clindamicina, che possono essere combinate con benzoilperossido. Il metronizadolo topico oppure orale è utile per alcuni tipi di batteri. Il dapsone topico in gel al 5% è stato approvato nel 2005 dalla FAD americana per il trattamento dell’acne moderata. Gli antibiotici orali di uso più frequente sono doxiciclina, minociclina e tetracicline.

Acne severa
Un antibiotico topico come il benzoilperossido è prescritto insieme a un antibiotico orale tipo tetraciclina (eritromicina per donne in gravidanza, bambini o soggetti intolleranti alle tetracicline). Occasionalmente l’iniezione di cortisonico è utile per trattare lesioni singole molto dolorose ed evidenti.
Se l’acne non risponde ai trattamenti, Tisotretinoina orale è efficace in tutti i tipi di acne e permette di ottenere una prolungata remissione. Non deve essere usata nella donne in età fertile senza contraccezione a causa della tossicità per il feto.

– Contraccettivi orali
Possono essere prescritti a donne che non abbiano controindicazioni o non ne rifiutino l’assunzione. Sono efficaci nell’acne moderatamente infiammata provocata da un eccesso di androgeni (ormoni maschili).

– Alternative naturali
Il lievito di birra può aiutare perché ricco di cromo. Anche lo zinco è usato nel trattamento dell’acne.
Se si formano cicatrici
Crioterapia, dermabrasione, laser, desquamazione chimica, innesto cutaneo, iniezione di collagene sono soluzioni molto valide.

Esistono sostanze chimiche e che aumentano i segni di acne
Sono i derivati dello iodio (presenti, per esempio, negli sciroppi antitosse), il litio, i cortisonici, gli steroidi anabolizzanti, i contraccettivi orali con alto contenuto di androgeni.


In omeopatia il trattamento dell’acne va personalizzato in base alla forma, all’estensione, alla profondità delle lesioni acneiche e alle caratteristiche generali del soggetto. Si distingue, pertanto, un trattamento sintomatico e di fondo. Il primo è basato principalmente sull’uso di come Kalium bromatumy Eugenia jambosa. Calcarea picrata-, Selenium, mentre il trattamento di fondo richiede più spesso l’utilizzo di medicinali ad azione più profonda, come Natrum muriaticum e Sulfuriodatum.

– Trattamento sintomatico
Acne microcistica
Selenium 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Seborrea del cuoio capelluto con capelli untuosi e comedoni alla radice dei capelli. Affaticamento generale, prostrazione, dimagramento, perdita di capelli.

Acne papulo-pustolosa
Calcarea picrata 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne papulo-pustolosa del viso (condotto uditivo, fronte, regione temporale).
Eugenia jambosa 5 CH 5 granuli, due volte al dì, per lungo tempo.
Acne punctata o comedonica, infiltrata, dolorosa. Acne rosacea.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne punctata, localizzata sul naso e sulla fronte.
Carbo animalis 7 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio specifico per il trattamento dell’acne rosacea.
Acne pustolo-tuberosa e cicatriziale
Antimonium tartaricum 7 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne pustolosa con cicatrici bluastre o violacee, dolorose.
Kalium bromatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Acne pustolosa localizzata al volto, alle spalle e al torace. Aggravamento premestruale.
Inquietudine delle mani, paure notturne, perdita della memoria.

– Trattamento di fondo
Natrum muriaticum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. È più adatto per le forme di acne microcistica.
Sulfur iodatum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Si consiglia in particolare per l’acne papulo-pustolosa.
Thuya 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Va utilizzata nell’acne pustolo-tuberosa.
Tubercolinum residuum o T.R. 15 CH una monodose, ogni due settimane. Da somministrare nelle forme severe di acne tuberosa, nodulare o cicatriziale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese è una patologià causata dall’accumulo di calore nei collaterali del viso e l’organo responsabile della cute è il Polmone, e da un’alterazione del metabolismo endocrino per cui per ottenere un riequilibrio soprattutto a carico delle ghiandole sebacee e della regolazione ormonale è importante agire sul Fegato. Non bisogna dimenticare inoltre la componente psicologica che si viene a instaurare nel momento della comparsa delle manifesta-
zioni sul volto, per cui è sicuramente utile anche un supporto a livello del Sistema Nervoso.

– Agopuntura
Per quanto riguarda il Polmone risulta importante la stimolazione attraverso gli aghi dei punti NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore e SHENMEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso radiale) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano. La regolazione del metabolismo endocrino, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio ormonale, è compito del Fegato con il punto TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescico- la Biliare, regola e raffredda il Sangue, ma è anche compito del Rene con il punto TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore. Associabili e senza ombra di dubbio favorevoli per quello che concerne il risvolto psicologico sono i punti del Sistema Auricolare riguardanti il Sistema Nervoso SHEN MEN e NAO GAN.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza ai cibi ricchi di beta-carotene (o provitamina A), come albicocche, anguria, carote, melone, zucca invernale, cavolo, indivia, lattuga, cime di rapa, bietole, tarassaco, catalogna, broccoli, carciofi, asparagi e cetrioli.
Il beta-carotene per essere assorbito dall’organismo necessita della presenza dei lipidi, di conseguenza è necessario associare sempre un alimento a elevato apporto di acidi grassi – per esempio abbinare la frutta con lo yogurt e condire le verdure con olio extravergine d’oliva. Alimenti da evitare Spezie, formaggi stagionati, bevande alcoliche e cioccolata, cacao, spinaci e rabarbaro per la presenza dell’acido ossalico, la cui aumentata concentrazione all’interno dell’organismo può ostacolare l’assorbimento del calcio, che contribuisce a preservare l’equilibrio acido-alcalino del sangue, fondamentale per una pelle sana.
Un regime alimentare a elevato apporto di sale e di iodio può aggravare la malattia acneica, mentre una dieta iposodica e a bassa percentuale di iodio (limitando l’apporto di latte e degli alimenti venduti nei fast-food, che ne sono particolarmente ricchi) può migliorare il quadro clinico.

– Integrazione alimentare
È consigliabile assumere la A sottoforma di beta-carotene attraverso un regime alimentare a elevato apporto di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. II beta-carotene stimolando il Sistema Immunitario contribuisce a tenere sotto controllo la proliferazione del Propionibacterium acne e la conseguente infiammazione del follicolo. Se associato alla C (200 mg al giorno) e ai bioflavonoidi (50-100 mg al giorno in un’unica somministrazione) ostacola il diffondersi dell’infezione.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione, contribuisce a ostacolare la proliferazione batterica e a regolare la produzione di sebo (assumere lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento). Un’integrazione dietetica con germe di grano, arachidi, noci, frutti di mare, tacchino e fegato è utile nei casi in cui l’acne è associata a una carenza di zinco.
Per ridurre “l’untuosità” del viso e la formazione dei comedoni aperti può essere utile la somministrazione quotidiana di 25 mg di vitamine del gruppo B con dosi supplementari di vitamine B2, B5 e B6. Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il naturale decorso dell’acne giovanile, possono essere consumati preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi migliorano l’azione degli estrogeni, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.

La moderna nei casi di acne offre varie opportunità di cura, ovviamente in base al soggetto e alla gravità della malattia. Localmente possiamo utilizzare veri e propri antibiotici naturali rappresentati dagli oliessenzialiy si tratta di sostanze estratte per distillazione da piante aromatiche, capaci di distruggere i germi isolati dalle pustole. Nei casi cronici bisogna selezionare gli oli essenziali mediante un esame di laboratorio chiamato aromatogramma. Sarà poi prescritta la crema o il gel più idoneo al singolo caso specifico. Molti oli essenziali sono tuttavia irritanti per la cute acneica, e devono essere adeguatamente prescritti; mai usarli puri sulla pelle. I più utilizzabili quello di Melaleuca, di Arancio amaro e di Lavanda e tra i gel quello di Aloe vera. La Propoli invece viene utilizzata a scopo disinfettante e antinfiammatorio. Ma la terapia più importante è quella per via orale, volta a riequilibrare l’assetto ormonale, mediante piante quali YAgnocasto (Vitex agnus cactus) 20 gocce sottoforma di estratto fluido, dopo i pasti, 2 volte al giorno; la Palma nana {Serenoa repens) o la Soia. Una indiana capace di ridurre la seborrea è il Guggul (Commiphora mukul), di cui si utilizza la resina, 20 gocce sottoforma di estratto fluido, a stomaco vuoto, 2 volte al giorno. Una invece di origini mediterranee è il Carciofo, di cui si utilizzano estratti secchi ottenuti dalle foglie, così come il succo di carota e di pomodoro. Nelle forme croniche caratterizzate da persistenti fenomeni infiammatori è indicato usare per almeno 6 mesi estratti di Uncaria (Uncaria tormentosa), una liana dell’Amazzonia, la cui corteccia contiene sostanze utili ad aumentare le difese immunitarie dell’organismo e ridurre la componente infiammatoria delle lesioni; 20 gocce sottoforma di estratto fluido, 100-300 mg sottoforma di estratto secco, lontano dai pasti, 2 volte al giorno.

Originally posted 2014-10-07 10:51:37.

Anemia 180x180 - Anemia

Anemia

Si definisce la situazione in cui esiste una ridotta concentrazione emoglobina nel sangue. Dunque, basta un semplice esame emocromocitometrico per conoscere il valore di questa proteina racchiusa nei globuli rossi. Per cui, sono valori indicativi una riduzione del tasso di emoglobina inferiore a 14 (grammi/decilitro) nell’uomo e a 12 (g/dl) nei giovani al di sotto dei 15 anni e nelle donne. Ampio è il ventaglio delle cause di un’. Può insorgere in seguito a una perdita ematica (acuta o cronica). Anche un deficit di B12 e di acido folico è in grado di portare a una difettosa produzione di globuli rossi. Sicuramente la forma di più diffusa nel mondo è quella da carenza di ferro, in cui i globuli rossi si presentano più piccoli del normale e si colorano meno intensamente proprio per la diminuita quota di emoglobina che contengono. Ma ci sono anche anemie in cui la produzione di eritrociti e di emoglobina risulta normale e ciò che si riduce è la vita media dei globuli rossi: è questo il gruppo delle anemie emolitiche, dovute a deficit di natura genetica (tipicamente le talassemie), ma anche al danno prodotto da svariati fattori (per esempio la rottura traumatica degli eritrociti in seguito a corse o a marce prolungate, o la distruzione che si verifica durante l’infezione malarica). Anemie emolitiche possono scatenarsi pure per la produzione di anticorpi contro gli stessi componenti della membrana dei globuli rossi (il che porta alla conseguente riduzione della sopravvivenza di queste cellule sanguigne). Sintomi comuni in chi soffre di sono: la stanchezza, la facile affaticabilità, la difficoltà respiratoria e il cardiopalmo in seguito agli sforzi fisici.


Il trattamento dipende dalle cause dell’anemia.
Carenza di ferro
Test diagnostici sono importanti per capire se vi sia perdita di sangue occulta, per esempio a causa di mestruazioni abbondanti, ulcera o sanguinamene gastrointestinale: si riscontra una perdita di sangue si prendono provvedimenti per curare le cause e prevenire ulteriori perdite. Per l’anemia da carenza di ferro si usano supplementi di ferro in pastiglie, di solito in forma di solfato ferroso II rame è usato insieme al ferro per produrre globuli rossi: il supplemento quotidiano di rame è altrettanto utile del ferro. Le pastiglie di ferro possono appesantire lo stomaco, ma l’assunzione durante i pasti iniziando da dosi basse con aumento graduale può alleviare i gastrici. L’ dovrebbe includere cibi ricchi di ferro come le verdure a foglia verde e la carne rossa.
Carenza di vitamina B12 o di folati
Un esame del sangue mostra direttamente i livelli di vitamina B12 e folati e un esame delle urine specifico può mostrare l’eventuale incapacità dell’organismo di assorbire dosi adeguate di vitamina B12. Il trattamento include iniezioni di vitamina B12 e folati ogni due/quattro settimane. La vitamina B12 sublinguale può a volte avere un buon effetto.


L’anemia può avere cause numerose e diverse, è quindi sempre necessario definirne l’esatta natura prima di intraprendere il trattamento omeopatico. 1 medicinali che vengono descritti di seguito sono indicati principalmente per le forme di anemia da carenza di ferro. Solitamente il trattamento va eseguito a cicli di 3 mesi e un mese di pausa, controllando le variazioni deiremocromo. China 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. La china è una della famiglia delle Rubiacee, usata per controllare i sintomi da carenza di ferro» come debolezza, prostrazione, cefalea pulsante, acufeni, flatulenza
addominale. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti- Si usa nel trattamento dell’anemia da sanguinamento, in gravidanza, in convalescenza, nel post-partum e nell’allattamento.

Ferrum metallicum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì, se anemia con vampate di calore. In omeopatia il ferro viene utilizzato nelle anemie carenza di ferro per riequilibrare il metabolismo del ferro. Particolaremente indicato a chi ha subito perdite emorragiche ripetute. Hématite 8 DH 1 fiala al dì, per cicli di trattamento di 3 mesi. L’ematite è l’ossido ferrico (Fe203). Il contenuto in ferro di questo minerale è circa del 70 %. Ha proprietà stimolante la formazione di globuli
rossi.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potassio è il medicinale omeopatico adatto per le forme-di anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolari e all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale con grande irritabilità. I|
soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la colonna non lo reggano. Caratteristica è l’ipersensibilità nei confronti dei rumori e lo stato di che interessa soprattutto la regione gastrica.
Natrum tnuriaticum 15 CH una monodose alla settimana, per cicli di tre mesi. Spesso viene associato a Ferrum metallicum. Il sale marino in omeopatia è adatto alle anemie sideropeniche da perdite ematiche
croniche che si manifestano con pallore, freddolosità, debolezza e sete intensa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la formazione dei globuli rossi è controllata dalle funzioni di Cuore, Milza e Reni, e un deficit a carico di uno odi tutti questi organi può provocare la netta diminuzione della produzione di emazie.
Le cause di anemia sono comunque principalmente tre, ovvero deficit Yin di Fegato e Reni, deficit di Qi di Cuore e Milza e deficit di Milza e Reni. La terapia mira a regolare l’emopoiesi riequilibrando, dove ce ne fosse bisogno, l’attività dei tre organi responsabili e controllando i sintomi associati quali palpitazioni, inappetenza, pallore, freddo, astenia, sudorazione notturna, debolezza.
Nel caso di deficit di Qi di Cuore e Milza lo scopo terapeutico è la tonificazione e i punti sono:
PI SHU (punto Shudel dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il sangue.
TAI BAI (grande bianco, localizzato sul lato mediale dell’alluce infente all’articolazione metatarso-falangea) che dissolve e elimina il Calore-Umidità dello Stomaco e della Milza, favorisce la discesa del Qi e regolai Liquidi;
IN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’afisispinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Per tonificare un deficit di Yin di Fegato e Reni punti importanti sono:
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisispinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
E per tonificare il deficit di Milza e Reni punti combinabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
SHEN SHU.
Si possono combinare anche punti del Sistema Auricolare di Cuore,
Diaframma, Fegato, Milza, Rene e Surreni.
Il ciclo prevede 10 applicazioni al termine delle quali è utile fare degli esami di laboratorio per valutare la ripresa emopoietica.

cinese
Formula: DANG GUI BU XUE WAN
Radix Astragali Manchuriensis………….20 g
Radix Angelicae Sinensis……………….4 g
Posologia: 2-3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati È necessario privilegiare un regIme dietetico a elevato apporto di alimenti ricchi di ferra acido folico e vitamina B12, come il fegato bovino (preferibilmente poco cotto), la carne bovina ed equina magra, la bresaola, il tonno fresco, il salmone, le ostriche, i gamberi, le vongole, il merluzzo, il tacchino, il pollo, il tuorlo d’uovo e, per la presenza di vitamina B12, il latte e i latticini freschi biologici (consumati lontano dai pasti perché il calcio ostacola l’assorbimento del ferro). I vegetariani devono aumentare il consumo quotidiano di fiocchi d’avena, piselli, soia e derivati (tofu, tempeh, miso), insalate (tutti i tipi), broccoli, alghe kelp, dulse e
wakame (da aggiungere nella cottura dei legumi e nella preparazione di minestre e zuppe), germogli di alfa-alfa, ortica, prezzemolo fresco non tritato, tarassaco, finocchi, pomodori, fiocchi di riso e di mais, prugne, lamponi, uva sultanina biologica, melassa, fieno greco, lievito di birra, germe di grano. Per aumentare l’assorbimento del ferro è necessario assumere cibi ricchi di vitamina C prima dei pasti, per esempio una spremuta di agrumi, oppure un kiwi, oppure una manciata di fragole o aggiungere alcuni pomodori freschi e biologici alle verdure consumate come antipasto.

Alimenti da evitare Evitare o limitare tutti gli alimenti o le sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro. Limitare l’apporto dei cibi che contengono acido ossalico, come asparagi, spinaci, bietole, cavolo, fagioli, noci (tutti i tipi), rabarbaro e cioccolato. Evitare il consumo di tè nero (il tè verde può essere bevuto esclusivamente lontano dai pasti – compresa la colazione) per la presenza dei tannini, e di caffè, soprattutto la qualità Robusta, perché rispetto z\Y Arabica ha una maggiore percentuale di caffeina.
Eliminare i prodotti contenenti additivi, compreso il vino bianco e la birra. I vegetariani devono evitare, fino a quando non si normalizzano le analisi del sangue, gli alimenti a elevato apporto di fibre come la crusca (di frumento e/o di avena), i cereali integrali e i prodotti a base di farina integrale (escluso il pane integrale a lievitazione naturale, perché i batteri digerendo le fibre della farina, facilitano l’assorbimento del ferro).

– Integrazione alimentare
Ferro (se somministrato durante i pasti è meno irritante): secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del ;
Acido folico 400 mcg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
L’anemia sideropenica da importante perdita di sangue deve esser curata mediante l’individuazione della causa specifica (ulcera, tumore, ipermenorrea ecc.). Esistono casi di microscopiche perdite occulte di sangue per le quali una terapia a largo spettro con finalità protettive della mucosa del tubo digerente non solo può ma anche deve esser condotta.
Le piante medicinali in questi casi sono rappresentate dal gel di Aloe vera, che forma una specie di film protettivo sulla mucosa, la quale può sanguinare anche solo se infiammata cronicamente. Nei casi in cui vi sia associata anche una sintomatologia dolorosa può essere impiegata una tisana di Camomilla, i cui flavonoidi presentano anche una attività spasmodica sulla muscolatura liscia. La eventuale terapia sostitutiva con ferro per via orale o endovenosa potrà essere vantaggiosamente integrata o sostituita con fitoterapia onde garantire il contributo dei fitonutrienti specifici (minerali, oligoelementi e vitamine) che facilitano l’assorbimento del ferro alimentare e del ferro somministrato come farmaco o integratore. La pianta maggiormente utilizzata è senz’altro YAcerola, per la sua alta concentrazione in vitamina C. È infatti proprio l’acido ascorbico che aumenta l’assorbimento orale del ferro. Altre piante raccomandate dalla tradizione: l’erba medica, l’Equiseto, il Fieno Greco, la Genziana e L’Eleuterocco. Quest’ultima pianta può servire sostanzialmente per combattere la stanchezza dovuta all’anemia e migliorare l’appetito. La posologia e la durata del trattamento deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapeuta, a seconda dell’età e del quadro clinico del paziente.

Originally posted 2014-10-08 10:21:04.

Adenoidi 180x180 - Adenoidi

Adenoidi

Sono vegetazioni a forma di grappolo: annidate nella parte alta della faringe, dietro le fosse nasali (dove il naso comunica con la faringe, appena posteriormente e in alto rispetto al palato molle e all’ugola), risultano costituite da tessuto linfatico, ricco di cellule cruciali per le difese immunitarie. È facile che nei primi anni di vita, quando i bambini soffrono di infezioni ricorrenti,
le continue sollecitazioni infiammatorie determinino un incremento di volume delle . Queste masse diventano esuberanti e ipertrofiche, finendo per ostruire in vario modo lo sbocco delle vie nasali, e dunque causando seri problemi respiratori. Il bambino con ipertrofia adenoidea respira con la bocca semiaperta, in modo rumoroso soprattutto durante il sonno, e la sua voce è nasale; ma non solo: l’ipertrofia delle può causare anche un’ostruzione delle trombe di Eustachio, favorendo la comparsa di otiti recidivanti. La cavità dell’orecchio medio è collegata infatti – proprio mediante la tuba d’Eustachio – alla faringe nasale, per consentire il continuo deflusso del-
la piccola quantità di muco che si forma al suo interno, e dunque l’ostacolo meccanico prodotto dall’ipertrofia adenoidea altera questo transito. Ancora, nelle ore notturne l’ostruzione può provocare ripetuti episodi d’apnea per alcuni secondi, e proprio questi del sonno, dal russamento sino ai periodici blocchi del respiro, si rendono responsabili della difficoltà a concentrarsi, della facile irritabilità e della sonnolenza del bambino nelle ore diurne. Il tenere costantemente la bocca aperta per respirare altera col tempo l’accrescimento delle ossa del massiccio facciale: il palato acquista un aspetto ogivale e l’arcata dentaria superiore si restringe. Globalmente, l’accrescimento corporeo subisce serie ripercussioni.


Le adenoidi di solito vanno incontro a ipotrofia intorno ai 12-14 anni, cioè rimpiccioliscono spontaneamente fino a scomparire. L’ipertrofia delle adenoidi, cioè l’ingrossamento, può creare problemi acuti oppure cronici a carico delle vie respiratorie, della gola e delle orecchie.

– Terapia farmacologica
La cura dell’ipertrofia delle adenoidi è farmacologica nelle fasi iniziali quando è possibile una riduzione, anche parziale, delle adenoidi. In caso di infiammazione acuta (adenoidite) si usano antibiotici ad ampio spettro, decongestionanti nasali e cortisonici in aerosol o per via orale. Dopo
la fase acuta sono utili i vaccini anticatarrali, le vitamine, i mucolitici e le cure termali (inalazioni a getto di vapore). Le possibili infezioni a carico di naso, gola e orecchie vengono trattate in base ai sintomi e alla sede dell’infezione stessa.

– Chirurgia
Quando, nonostante le cure mediche, l’ipertrofìa diventa cronica e i sintomi si aggravano l’unica terapia che offre risultati stabili è l’asportazione chirurgica delle adenoidi. Di solito l’intervento che asporta le adenoidi viene eseguito insieme all’asportazione delle tonsille.


Secondo l’interpretazione omeopatica le adenoidi ingrossate e, più in generale la tendenza all’ipertrofia del tessuto linfatico è dovuta alle conseguenze delle infezioni ripetute a livello delle prime vie aeree, all’inquinamento ambientale, all’uso ripetuto di antibiotici, ma soprattutto a fattori di tipo costituzionale. Per tale ragione oltre al trattamento con che agiscono direttamente sulle adenoidi ingrossate, viene anche prescritto il trattamento di fondo per correggere la tendenza generale della propria costituzione all’ipertrofia del tessuto linfatico.

– Trattamento sintomatico
Agraphis nutans 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. In omeopatia il giacinto selvatico della famiglia delle Liliacee, è indicato nel trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille con tendenza alle malattie da raffreddamento.
Baryta carbonica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il preparato ottenuto dal carbonato di bario è indicato quando le adenoidi sono ingrossate in un soggetto con tendenza generale all’ipertrofìa delle tonsille e dei linfonodi.

– Trattamento di fondo
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali. È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Thuya 30 CH una monodose, una volta alla settimana. Thuya è il medicinale omeopatico ottenuto dalla tuia, albero della famiglia delle Conifere. Viene utilizzato essenzialmente nelle affezioni catarrali croniche respiratorie e urinarie, nelle manifestazioni conseguenti a vaccinazioni o uso prolungato di , in presenza di neoformazioni benigne e nell’ipertrofia linfatica e delle adenoidi. Può essere associato a Calcarea carbonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di patologia agendo sulla circolazione, tramite vasocostrizione, regolando i processi infiammatori e l’ipertrofia e favorendo la respirazione agendo sul naso e sulla dispersione a livello del Polmone.

– Agopuntura
1 punti utilizzati riguardanti l’organo Polmone sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il .
Per il Sistema vascolare e la respirazione nasale i punti sono: YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che purifica il calore, rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani; ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue; YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore;
YIN TANG (stanza dei sigilli, localizzato tra le sopracciglia) che elimina Vento e Calore, purifica il Calore. La terapia va eseguita per almeno 5 applicazioni, si valuta la condizione delle mucose e se necessario si completa il ciclo con altre 5 sedute.


– Consigli dietetici
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), in quanto aiutano ad alleviare i sintomi deirinfiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno. Durante la fase acuta può essere utile eseguire un ciclo di gargarismi con soluzione salina e consumare frullati e/o centrifugati a base di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. Evitare i cibi eccessivamente caldi e assumere bevande fredde e minestre tiepide per dare sollievo all’irritazione della gola.
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare è necessario potenziare il Sistema Immunitario privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il , soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri.

– Integrazione alimentare
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare può essere utile un’integrazione di bioflavonoidi (50-100 mg al giorno) che oltre all’azione antivirale, favoriscono l’assorbimento della vitamina C.
Se l’infezione tende a cronicizzare alla vitamina C e ai bioflavonoidi possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina E, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno (lontano dai pasti) di estratto di papaia fermentata (ricco di enzimiproteolitici).


I decotti di Primula venivano in passato consigliati per le loro proprietà emollienti ed espettoranti, allo scopo di fluidificare le secrezioni delle fosse nasali e della gola, mentre l’infuso concentrato di fiori di Camomilla (2 cucchiai in 500 mi di acqua bollente. Infusione 15 minuti. Filtrare e consumare nel corso della giornata lontano dai pasti), era raccomandato per fomenti antinfiammatori e decongestionanti. Altri rimedi popolari erano spicchi di aglio sul cuscino e olio di oliva (caldo) instillato nell’orecchio, nel caso in cui sopravvenisse la complicazione di un’otite. Essendo le adenoidi delle vere e proprie tonsille posizionate in fondo alle fosse nasali, dietro il palato molle, si comprende come spesso sia necessario ridurre il loro volume allo ostruzione e le complicanze a carico dell’orecchio e dei bronchi.

A scopo preventivo sono indicate piante ad attività antinfiammatoria ed immunostimolante come Y Uncaria tormentosa, da assumere fin dall’inizio della scuola materna. Estratti di Echinaceapurpurea e angusti/olia invece potranno essere associati durante il periodo di riacutizzazione. Nelle forme complicate da infezioni a carico dell’orecchio, con dolore a ogni minimo raffreddore, e nelle complicazioni bronchiali occorrono cicli di terapia con sostanze balsamiche, capaci cioè di fluidificare le secrezioni. Ecco quindi che un rimedio specifico diventano alcuni oli essenziali ottenuti dalle foglie di Eucalipto {Eucalyptus globulus) e dagli aghi del Pino (Pinus sylvestris). Il medico potrà prescrivere adeguate preparazioni galeniche per il singolo bambino. Frequente è poi la inappetenza e la svogliatezza. E in questi casi non sono utili i comuni “ricostituenti” molto richiesti in particolare dalle mamme, bensì una integrazione alimentare con polline in granuli.

Originally posted 2014-10-07 11:43:07.