Balbuzie 180x180 - Balbuzie

Balbuzie

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta un disordine nel ritmo della parola, in cui il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma, nel contempo, l’enunciazione è compromessa da blocchi, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono, del tutto indipendenti dalla volontà. La ha una forte base ereditaria: il 75% dei balbuzienti ha parenti che balbettano e la probabilità dì avere un figlio balbuziente risultano 5-6 volte più alte se almeno un genitore balbetta. Negli ultimi anni c’è stato un gran fiorire di ricerche sulle cause del disturbo. La visualizzazione dell’attività cerebrale (con gli studi di broin imoging) ha rilevato che l’organizzazione del Sistema
Nervoso centrale di chi balbetta si discosta in modo sostanziale da quello delle persone che parlano correttamente: si è visto complessivamente che nei balbuzienti, l’emisfero destro è più attivo rispetto ai non balbuzienti, ma non è ancora chiaro se le anomalie riscontrate siano congenite o dovute a successivi fenomeni di compensazione. In altre parole, le moderne tecnologie radiologiche (come la PET e la risonanza magnetica funzionale) non sanno precisare se le anomalie riscontrate sono da attribuirsi a una causa patogena o agli adattamenti che la persona attiva. Non esiste alcuna prova che la balbu-
zie sia una disfunzione di natura psicologica o emotiva: nell’insieme, i bambini che balbettano non accusano problemi di ansia maggiori dei ragazzi che parlano fluentemente Le ripetizioni, gli arresti (blocchi) e i prolungamenti di un suono sono considerati primari e costituiscono le “disfluenze da balbuzie”. Rilevanti secondari sono l’eccessiva tensione muscolare e anche lo sforzo di nascondere il disturbo e la tendenza a evitare le occasioni di conversazione.

MEDICINA CONVENZIONALE
L’approccio terapeutico alla balbuzie si basa su diversi metodi di logoterapia: una valutazione specialistica è sempre necessaria sia per la diagnosi precisa del disturbo che per l’individuazione del percorso terapeutico.
Nell’adulto, l’insorgenza improvvisa di un disturbo simile alla balbuzie richiede una consulenza specialistica per escludere la presenza di eventi vascolari o neoplasie del cervello.

OMEOPATIA
La ripetizione convulsa di sillabe, dovuta a spasmo dell’apparato fonatorio, presenta sovente un carattere intermittente e si manifesta soprattutto in soggetti ansiosi. L’approccio omeopatico è consigliabile dopo la valutazione specialistica per controllare le condizioni di ansia, di concitazione, di insicurezza, di scarsa autostima e di paura che accentuano il disturbo della parola.
Argentum nitricum 15 CH una monodose una volta alla settimana. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico per chi è preda dell’ansia, della concitazione, della precipitazione e dell’apprensione.
Ballota nigra o foetida 3 DH 20 gocce 3 volte al dì. La ballota o marrobio nero è una pianta della famiglia delle Labiate che è stato introdotto nell’uso terapeutico dal medico francese Ledere per le sue proprietà antispasmodiche e sedative, sfruttate nel trattamento delle varie manifestazioni dell’ansia. Talvolta viene somministrato sotto forma di preparati complessi in associazione con altri rimedi omeopatici.
Gelsemium sempervirens 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì, oppure 30 CH 1 dose alla settimana. Le difficoltà di linguaggio si manifestano nella reazione di panico o prima di una prova da sostenere, il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Può riferire cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi.
Hyoscyamus niger 9 CH 5 granuli al dì. Il giusquiamo è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, cui appartiene anche Belladonna e Stramonium. Grazie alla presenza di alcaloidi agisce soprattutto sul Sistema Nervoso e nelle manifestazioni spasmodiche. Viene spesso utilizzato in preparazioni complesse per ottenere il controllo in situazioni di ansia e di agitazione.
Lycopodium clavatum 15 CH una monodose alla settimana. Il licopodio o zolfo vegetale è il rimedio adatto alle forme di balbuzie di soggetti facilmente irritabili, ansiosi, insicuri, che hanno una scarsa fiducia in se stessi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo considerandone i suoi due aspetti psichico e tisico, infatti l’iter terapeutico è volto a sedare l’alterazione a livello dei centri nervosi e contemporaneamente alleviare la tensione muscolare che si instaura.
Il trattamento è efficace in caso di pazienti di giovane età e se il disturbo è di recente insorgenza, nella balbuzie cronica invece è meno efficace perché richiede un trattamento più lungo e più intenso.

– Agopuntura
Punti utili in questo tipo di terapia sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola;
SHAN ZHONG (centro del petto, localizzato sulla linea emisternale, a livello del IV spazio intercostale) che regola il Qi, favorisce la discesa dell’Energia e rilassa l’addome;
Yl FENG (riparo dal vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini ) che tonifica il e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore.
Un ciclo terapeutico prevede 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana dopo le quali si attende un mese circa per valutare la risposta dell’.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa» il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo dei cibi a elevato apporto di magnesio come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Incrementare le fonti di bioflavonoidi come i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno per la loro azione positiva contro i radicali liberi.
Alimenti da evitare È necessario eliminare i prodotti industriali che contengono acidi grassi trans e/o addizionati con additivi alimentari perché ostacolano l’assorbimento dei micronutrienti presenti nei cibi. Limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che ostacola l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali.
Evitare le bevande alcoliche, compresi la birra e il vino.

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino; Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in se-
rotonina) 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.

FITOTERAPIA
Se il paziente manifesta ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00) e la sera,circa un’ora 30 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gast rite.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nelle persone ansiose, in cui il disturbo è correlato a una crisi d’ansia associata a palpitazioni, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegusoxycantha), nella dose di 15-20 gocce,due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Nei casi in cui il disturbo è correlato a una situazione di stress psichico o emotivo, che provoca uno stato di angoscia al paziente, può essere somministrato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno.
È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-08 15:50:48.

Broncopolmonite 180x180 - Broncopolmonite

Broncopolmonite

È un’infezione che determina l’accumulo di cellule infiammatorie e secrezioni all’interno degli alveoli (le minute cavità polmonari dove avvengono gli scambi dei gas). Segni e sono: febbre, , respiro frequente, toracico, compromissione delle condizioni generali. Responsabili delle broncopolmoniti sono virus e batteri: le forme d’origine virale sono più frequenti nei primi due anni di vita, con un’incidenza che supera il 50%; tra i responsabili delle broncopolmoniti batteriche spicca lo Streptococcus pneumoniae, ovvero lo pneumococco (ma sono coinvolti anche l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus, la Moraxella cotarrholis e altri quali la Klebsiella, YEnterobacter, YEschehchio coli, la Pseudomonos oeruginosa e il Mycoplosma pneumoniae). Il corteo dei disturbi può essere variabile: i pazienti seriamente compromessi accusano febbre elevata (superiore ai 39
gradi), inizio brusco, dolore toracico o addominale, tosse “produttiva” (cioè grassa, accompagnata dall’emissione di catarro); ma il quadro può essere anche caratterizzato da condizioni generali discrete, con febbre, esordio graduale e tosse insistente “non produttiva”. Ma molte forme di polmonite hanno caratteristiche intermedie tra le due presentazioni tipiche descritte.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il trattamento dipende dalla causa: può trattarsi di causa batterica oppure virale. Una radiografia del torace e gli esami del sangue aiutano a fare diagnosi. Pazienti di età superiore a 60 anni, fumatori, con patologia cardiovascolare, malattia polmonare, immunodepressione oppure tumore maligno, diabete, HIV/AIDS o che abbiano subito l’asportazione della milza dovrebbero ricevere il vaccino anti penumococco.

Polmonite batterica
Un ciclo di due settimane di antibiotici orali è utile in pazienti che non presentino altre patologie di rilievo. 1 fumatori dovrebbero astenersi completamente dal fumo. Pazienti gravi o con complicanze legate ad altre malattie dovrebbero essere trattate in ospedale con dosi elevate di antibiotici. In alcuni casi è necessario somministrare ossigeno. L’idratazione è molto importante e talvolta deve essere somministrata endovena.

Polmonite virale
Questa malattia richiede riposo a letto e idratazione adeguata: il trattamento è infatti basato su un adeguato supporto. Amantadina e ribavirina sono utili in alcuni tipi particolari di polmonite virale. L’obiettivo prima: rio è mantenere un adeguato livello di ossigenazione.

OMEOPATIA
Quando viene formulata la diagnosi di il trattamento omeopatico è complementare nei
confronti della terapia classica e ha lo scopo di ottimizzare il risultato, accelerare l’evoluzione del quadro morboso e contenere i sintomi.

Con espettorazione
Antimonium tartaricum Si consiglia la diluizione 5 CH per favorire le secrezioni e 30 CH per inibirle. Si somministrano 5 granuli, 3 volte al dì. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi.
Ipeca 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Rantoli fini disseminati.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì, per prevenire la suppurazione. Va utilizzato in maniera sistematica.

Senza espettorazione
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Stato generale compromesso con freddolosità marcata, stato di agitazione e prostrazione.
Bryonia 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Tosse secca, stizzosa, migliorata con l’immobilità e la pressione sul torace.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Infiltrato polmonare virale con tosse secca e dolorosa, dispnea, espettorato striato di sangue, febbre elevata, sete intensa, bruciore al palmo delle mani.

Pleurite
Apis mellifica 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Dolore toracico trafittivo, bruciante, aggravato dal calore. Assenza di sete.
Bryonia 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbricola con prostrazione e ricerca dell’immobilità. Dolore toracico e tosse secca, migliorati stando distesi sul lato del versamento e con l’immobilità. Sete intensa.
Cantharis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Versamento pleurico abbondante. Riduzione della diuresi.

Convalescenza
Sulfur iodatum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, per una settimana. Accelera i tempi di risoluzione della broncopolmonite e controlla alcuni sintomi, come la tosse persistente e la stanchezza.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è principalmente causato da Calore di e da un fattore esogeno come Vento secco. Il trattamento ha lo scopo di disperdere il Calore del
Polmone, umidificarlo, eliminare la Secchezza e armonizzare il Qi del Polmone.
È consigliabile effettuare la terapia con agopuntura contemporaneamente a un’efficace trattamento farmacologico per eliminare l’agente infettivo esistente.

Agopuntura
Polmonite da Calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello , calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
LIE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Vento secco:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’,ipofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica Io Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
LIE QUE;
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare.
È utile associare la Moxibustione come broncodilatatore e per migliorare la capacità respiratoria.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni.

Fitoterapia cinese
Formtda: YIN QIAO SAN
Flos Lonicerae………………………9g
Fructus Forsythiae…………………..9g
Radix Platycodi……………………..6g
Herba Menthae……………………….6g
Herba Lophateri……………………..4g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
Herba Schizonopetae………………….5g
Semen Sojae Preparatum……………….5g
Fructus Ardii Lappa………………….9g
Rizoma Phragmitis……………………9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in 2 dosi giornaliere.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a combattere le potenziando la funzionalità del .
Privilegiare la frutta fresca di stagione, in particolare quella ricca di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), associata a verdure biologiche (come carote, sedano, ortaggi a foglia verde).
Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattutto al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).

FITOTERAPIA
La broncopolmonite è un m.il.ittia che dev’essere necessariamente affrontata sotto controllo non solo medico, sempre ospedaliero, soprattutto in pazienti debilitati e che soffrono di patologie croniche concomitanti come l’insufficienza cardiaca, asma, diabete ecc. In questo caso il ruolo della fitoterapia è di supporto nella fase della convalescenza alla terapia antibiotica che dovrà essere obbligatoriamente consigliata nelle fase acuta. Nel periodo post-critico possono essere somministrati
immunostimolanti come l’Astragalo {Astragali** membranaceus) e l’Uncaria {Uncaria tomentosa) che andranno usati come estratti secchi standardizzati e che possono essere razionalmente associati agli estratti di Echinacea. Questi estratti possono avere un ruolo significativo nella riduzione delle recidive, grazie anche alla loro ottima tollerabilità e scarsa o nulla interferenza con i farmaci di sintesi. In associazione possono essere somministrati anche estratti di piante medicinali ad attività antinfiammatoria come la Curcuma (titolata in alta percentuale in curcuminoidi) e l’estratto della resina della Roswellia serrata i titolato in alta percentuale in acidi boswellici),che possono favorire la guarigione, anche in associazione agli antibiotici, e sono essere particolarmente utili quando il cortisone o i farmaci antinfiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofen, diclofenac ecc.) non possono più essere tollerati come nel caso di pirosi e ulcera gastrica persistente. Anche in questo caso tuttavia è fortemente sconsigliabile l’autocura e dovranno essere somministrati sotto stretta sorveglianza del medico. Per la convalescenza si possono somministrare la polvere di semi di Fieno greco ( Trigonella foenum graecum), il Polline, e nei pazienti più giovani la Genziana ( iìentiana lutea ) in forma di Tintura Madre, se non vi è pericolo di pirosi gastrica, soprattutto per stimolare l’appetito del giovane paziente.

Originally posted 2014-10-09 10:40:49.

Borsite 180x180 - Borsite

Borsite

El’infiammazione dolorosa che coinvolge una “borsa”. Si chiama così quel minuto sacchetto sieroso collocato tra muscoli e tendini, a ridosso di un’articolazione. Questa formazione anatomica è una sorta di cuscinetto am- mortizzatore, che consente il fisiologico scorrimento dei tessuti molli muscolo-tendinei sui capi articolari, consentendo una maggiore fluidità nei movimenti. L’infiammazione di tale struttura può essere provocata da un trauma acuto, o può comparire in seguito a una serie di microtraumi ripetuti, per il sovraccarico di lavoro di un tendine, come per esempio lo stare spesso in ginocchio o con i gomiti lungamente appoggiati sulla scrivania. La ripetuta compressione della borsa sierosa contro il piano osseo sottostante irrita le sacche, che così si infiammano e si riempiono di liquido. Da qui il rigonfiamento e il , esternamente all’articolazione interessata. Le borse che più di frequente tendono a infiammarsi sono quelle che si trovano nel ginocchio e nel gomito. La (che viene anche definita “igroma”) può manifestarsi anche per la presenza di abnormi sporgenze ossee. Per esempio, una dell’alluce può essere determinata dalla compressione esercitata da una
scarpa troppo stretta sul primo dito valgo del piede (si dice volgo l’alluce che risulta piegato verso le altre dita del piede).

MEDICINA CONVENZIONALE
, supplementi
Le persone sovrappeso che soffrono di borsite devono perdere peso per alleviare la pressione sulle articolazioni: 4 g di omega-3 (olio di pesce) possono diminuire l’infiammazione.

– Compresse calde e fredde
Il trattamento iniziale della borsite si basa sull’applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante nei primi due giorni dopo il trauma o l’inizio del disturbo, e successivamente sull’applicazione di tessuti caldi: ghiaccio e tessuti caldi vanno tenuti 20 minuti.

– Terapia fisica
È importante evitare i movimenti che esacerbano il dolore, tuttavia l’esercizio fisico non deve essere interrotto sotto la guida di un fisioterapi-
sta. L’esercizio in acqua aiuta molto.

– Farmaci
Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) sono la terapia di scelta; un’altra opzione è l’iniezione intra articolare di lidocaina o metilprednisone.

– Fonoforesi
La fonoforesi usa gli ultrasuoni per migliorare l’assorbimento di farmaci e corticosteroidi topici.

– Chirurgia
La chirurgia serve solo nei casi gravi che non rispondono a tutte le altre terapie: si rimuovono le calcificazioni articolari, oppure si ripulisce la borsa in artroscopia.

OMEOPATIA
La borsite caratterizzata da un processo infiammatorio, con versamento a livello delle borse articolari, con diversa localizzazione, richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Rryonia albay somministrati in alternanza. In caso di borsite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni
caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della borsite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione.
Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore. Arnica montana 5 CH 5 granuli da una a più volte al dì. L’arnica è il
preparato specifico per le forme di borsite conseguenti a esito traumatico o a eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, la pressione e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente un versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Kali iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo ioduro di potassio viene utilizzato in omeopatia nella cura della borsite cronica, che è migliorata dal movimento progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’agopuntura è decisamente efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo originato secondo la Medicina tradizionale cinese da un’alterazione funzionale degli organi Fegato e Vescicola Biliare.
L’attività si esplica in una regolazione attraverso l’uso degli aghi del tessuto connettivo e in azione antinfiammatoria specifica a seconda della sede di insorgenza del disturbo.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i ),fenilalanina (allevia il dolore),
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfìammatorie.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati kefir, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i
benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio);
Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verd a foglia larga e noci.
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

FITOTERAPIA
L’Ananas {Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibilità di somministrazione per lunghi periodi di tempo, il rimedio vegetale di scelta che grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, nel trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare. Anche YIppocastano è da considerarsi un rimedio di prima scelta per il trattamento della borsite non complicata, infatti i principi attivi contenuti nei semi, tra cui spicca l’escina, aumentano il tono capillare e ne riducono la permeabilità, hanno azione antinfiammatoria e di drenaggio, inoltre intervengono sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali accumulatisi, con attività antiedematosa.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofìto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, che è impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta
che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria, e che agiscono sia per inibizione della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni.
È tuttavia sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.
L’Arnica montana è un rimedio usato da sempre nel trattamento delle piccole patologie osteoarticolari, anche se il tradizionale infuso di capolini da utilizzare come impacco sulla cute non trova più indicazione a causa delle possibili reazioni cutanee che vanno dall’eczema, alla formazione di vescicole fino alla necrosi. Un uso più razionale è invece con creme a base di estratti di Arnica montana che può contribuire a ridurre l’edema e l’infiammazione delle borsiti più leggere.

Originally posted 2014-10-09 09:32:08.

Bruxismo 180x180 - Bruxismo

Bruxismo

Il bfuxismo è un disturbo del caratterizzato da una particolare attività notturna: il serramento, il digrignamento dei , con movimenti masticatori a bocca vuota. Si tratta di un disturbo che viene riferito dal 6-20% della popolazione e tende a diminuire dopo i 50 anni. La principale conseguenza di questi movimenti del sistema masticatorio legati al è fondamentalmente un’usura dei denti. Consumo che può coinvolgere un singolo dente, un’area circoscritta o addirittura l’intera bocca. Allo stato attuale il bfuxismo non viene ritenuto collegato a una difettosa occlusone dentale o a eventuali
asimmetrie della mandibola: gli studi sulla fisiologia del sonno sembrano invece suggerire che si tratti di un fenomeno connesso alle fluttuazioni della profondità del sonno. La diagnosi di notturno si fonda su una serie di riscontri (che dovranno essere confermati in un laboratorio per lo studio del sonno, tramite polisonnografia): il paziente riferisce un frequente rumore di attrito fra i denti (confermato anche dai familiari); l’anormale usura dentale; una certa stanchezza o sensazione dolorosa ai muscoli masticatori avvertita al risveglio; un’ipertrofia dei muscoli masticatori e l’ipersensibilità dei denti al caldo o al freddo, va ricordato che il può spesso coesistere con altri disturbi del sonno, come il mioclono notturno (movimenti periodici nelle gambe del sonno) o l’apnea notturna, situazioni che, va da sé, possono sensibilmente compromettere l’attenzione e la vigilanza diurna a causa della cattiva qualità del sonno. Ecco perché, dinanzi a un , è strategico ricercare nella storia del paziente anche l’eventuale presenza di una sonnolenza diurna.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il digrignamento dei denti affligge principalmente persone che facciano largo uso di alcol> che siano in forte stress, i fumatori, oppure coloro che assumano particolari farmaci. Un consulto dal dentista è utile nel sospetto di danno ai denti.

Prevenzione
Smettere di fumare e di usare alcolici o sostanze stupefacenti e ridurre lo stress aiuta molto a evitare il bruxismo.

Precauzioni notturne
Esistono dispositivi da indossare di notte per ridurre o evitare il digrignamento dei denti: si trovano di solito in farmacia.

Farmaci ipnotici
Farmaci come la gabapentina e agenti anti ansia oppure ipnotici come trazodone e benzodiazepine possono aiutare molto: è opportuno tuttavia evitare l’uso di questi farmaci a lungo termine.

OMEOPATIA
Il digrignare i denti durante la notte può essere espressione di verminosi, soprattutto in età pediatrica o di tensione muscolare eccessiva in soggetti sottoposti a condizioni di forte stress. In omeopatia nel primo caso si utilizza Cinay mentre nel secondo si cerca di ridurre il tono muscolare.
Cina 15 CH 5 granuli prima di coricarsi. Il preparato omeopatico è ottenuto dai capolini floreali essiccati dell’Artemisia citta o Semen cantra, appartenente alla famiglia delle Composite. Viene utilizzato principalmente nelle manifestazioni conseguenti a verminosi. Caratteristico è il digrignamento notturno dei denti, i violenti sussulti, talvolta le grida e gli incubi dovuti a una condizione di parassitosi intestinale. Spesso si associano altri e segni come i dolori addominali, la o il prurito sia nasale che della regione anale, in bambini pallidi che pre-
sentano grandi occhiaie.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli prima di coricarsi. La fava di Sant’Ignazio viene prescritta in omeopatia per le persone con tendenza alle manifestazioni spasmofiliche, conseguenti a situazioni di contrarietà e stress sperimentato a livello familiare o lavorativo.
Kali bromatum 9 CH 5 granuli prima di coricarsi. Spesso va somministrato in associazione con Cina. Il bromuro di potassio è indicato come sedativo e anticonvulsivante in soggetti con tendenza all’agitazione e all’insonnia. Caratteristico è il digrignamento notturno dei denti e il muoversi in continuazione nel letto. Di giorno il soggetto tende a essere distratto, inquieto, incapace di rimanere fermo.
Staphysagria 30 CH 5 granuli prima di coricarsi. La stafisagria è il medicinale omeopatico preparato a partire dai semi della pianta della famiglia delle Ranuncolacee. Viene utilizzata in tutte le manifestazioni psicosomatiche a livello di vari organi e apparati conseguenti a forte stress, frustrazione, indignazione, collera dissimulata o autocontrollo.
Caratteristica è l’estrema suscettibilità e l’aggravamento con la collera, l’indignazione e l’umiliazione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sulla sua causa e cioè la tensione nervosa calmando e ricquilibrando il Sistema Nervoso. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING IIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZU Q1AO YIN (orifizio dello Yin, localizzato 0,1 cun dietro l’angolo ungueale laterale del IV dito) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, libera l’Esterno ed espelle il Vento.
Più punti locali a carico del volto:
DA YING (grande accoglienza, localizzato anteriormente all’angolo della mandibola) che espelle il Vento e favorisce la salita dell’Energia difensiva;
JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandiboia, all’incrocio del prolungamento della commessura labiale) che espelle il Vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DI CANG (granaio della terra, localizzato 0,4 cun a lato della commessura labiale) che sottomette il Vento.

Fitoterapia cinese
Formula: LONG DAN X1E GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6g
Rhizoma Alismatis…………………..12g
Radix Gentianae……………………..6g
Semen Plantaginis……………………9g
Caulis Akebiae………………………9g
Radix Scutellariae…………………..9g
Fructus Gardeniae……………………9g
Radix Angelicae Sinensis……………..3g
Radix Rehmaniae……………………..9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare il consumo di alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Privilegiare i cibi ricchi di magnesio come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B5 10 mg al giorno (importante per mantenere un’adeguata coordinazione motoria);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione.

FITOTERAPIA
Questa problema molto particolare può essere trattato con erbe medicinali che migliorano la qualità del sonno, o ancora per ridurre lo stress nel paziente ansioso in cui si verifica il digrignamento dei denti, oppure insieme a estratti che riducono la stanchezza mattutina secondaria a una cattiva qualità del sonno. Le radici di Valeriana offìcinalis assunte come estratti titolati e standardizzati in acidi valerenici possono aiutare non solo per l’attività ansiolitica, ma anche grazie alla peculiare azione sulla fase REM del sonno in quanto la migliorano e la allungano, in tal modo il paziente tende a risvegliarsi più riposato. In questo caso l’estratto è in genere somministrato prima di addormentarsi, anche se nei casi più difficili può essere somministrato durante la giornata. Un’altra erba medicinale utile può essere considerata la Passiflora incarnata per le sue proprietà ansiolitiche, che può rivelarsi utile nel paziente particolarmente ansioso» in tal caso l’estratto dev’essere assunto durante la giornata e quindi prima di addormentarsi Nel caso che il bruximo sia riconducibile a uno stato depressivo si possono utilizzare invece gli estratti di Iperico, ben noto per le sue proprietà antidepressive di cui esiste in commercio anche una specialità farmaceutica registrata. Nel caso invece che il bruxismo induca una cattiva qualità del sonno con stanchezza al risveglio si possono utilizzare degli estratti di Ginseng coreano (Panax ginseng) o di Ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus) ben noti per le proprietà come agenti farmacologici antistress e antifatica, ma da sconsigliare in soggetti ansiosi perché ne possono peggiorare l’ansia e quindi la qualità del sonno.

Originally posted 2014-10-09 10:53:00.

Barotrauma 180x180 - Barotrauma

Barotrauma

È un danno meccanico subito dalle strutture dell’orecchio in seguito alle variazioni della pressione ambientale. Caratteristico è questo evento patologico nelle discese subacquee. Si può avvertire una sensazione di fastidio alle orecchie, dovuta alla pressione crescente che preme sulla membrana del timpano, che cosi s’introflette. Per ovviare a questo inconveniente si dovrà ricorrere a una manovra di compensazione, per equilibrare le pressioni sulle due facce, interna ed esterna, del timpano: bisognerà allora spìngere con forza Caria contenuta nei polmoni, stringendo le narici e soffiando forte. Se la spinta meccanica esterna sulla membrana del timpano non viene adeguatamente compensata (oppure la manovra compensatola viene eseguita tardi), ecco il : compare un’otite (con , senso di ottundimento e lieve riduzione dell’udito), che può limitarsi a una leggera infiammazione con versa-
mento (otite sierosa) o più di rado comportare la fuoriuscita di sangue (otite emorragica). Ma il danno può anche giungere alla rottura della membrana timpanica, l’inefficacia della manovra compensatoria è dovuta spesso alla presenza di una patologia delle alte vie respiratorie (raffreddore, rinite allergi-
ca, poliposi nasale, deviazioni del setto nasale) Anche viaggiando in aereo si può essere soggetti a questo tipo di problema: l’apertura delle tube di Eustachio, quando non si riesce a compensare spontaneamente lo squilibrio di pressione, potrà essere agevolata masticando un chewing-gum o succhiando una caramella. La compensazione va effettuata ogniqualvolta se ne sente la necessità; non si deve arrivare a sentire dolore, perché potrebbe già essere troppo tardi, ma appena si avverte un leggerissimo fastidio è subito utile riportare il timpano in equilibrio immettendo aria nell’orecchio medio.

MEDICINA CONVENZIONALE
I e segni del barotrauma dipendono dall’entità del danno. Anche gli organi colpiti dipendono dalla situazione che ha provocato il barotrauma.
Barotrauma orecchio esterno in discesa
La terapia consiste nel somministrare antibiotici e steroidi localmente.
Barotrauma orecchio medio in discesa
La prevenzione consiste nel compensare frequentemente dalle prime fasi dell’immersione. In caso di difficoltà bisogna risalire di qualche metro per poi riprovare a equilibrare la pressione.
Barotrauma orecchio medio in risalita
La terapia deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista otorino. La prevenzione consiste nel non compensare in risalita. Se si avverte un dolore all’orecchio in risalta, scendere di qualche metro e riprovare. La manovra di Valsalva aumenta ancora di più la pressione nell’orecchio.
Barotrauma orecchio interno in discesa e in risalita
La terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio
È un quadro clinico che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno. La terapia nelle forme iniziali consiste nel cercare di compensare la pressione negativa con la manovra di Valsalva; nel caso non fosse possibile è indicato somministrare decongestionanti locali. Nella fase dell’iperemia timpanica è possibile aggiungere una terapia steroidea per alcuni giorni. La prevenzione va attuata eseguendo accurate valutazioni mediche di idoneità all’immersio-
ne ed evitando di immergersi in caso di raffreddore. Come prevenzione secondaria si raccomanda nelle fasi successive all’immersione, e fino ad alcune ore dopo, di eseguire manovre di Valsalva per lavare l’eccesso di ossigeno dall’orecchio medio e sostituirlo con l’aria.

OMEOPATIA
Le conseguenze di una modificazione della pressione esterna per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subacquee si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito. L’approccio omeopatico è efficace nell’attesa di una valutazione otorinolaringoiatrica o come trattamento complementare a quello consigliato dallo specialista. Si basa sulla prescrizione pressoché sistematica di Arnica montana* eventualmente completata da altri rimedi.
Aconitum napellus 15 o 30 CH 5 granuli 3-4 volte al dì, in relazione all’intensità della sintomatologia. Il medicinale omeopatico preparato a partire dalla pianta intera fiorita dell’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, viene impiegato in omeopatia nel trattamento dei fenomeni congestizi che insorgono bruscamente soprattutto in conseguenza di forti sbalzi termici, esposizione al freddo intenso o cambiamenti rapidi della pressione ambientale. Di solito si tratta di soggetti in buona salute che diventano inquieti e ansiosi in seguito alla comparsa di dolori acuti, insopportabili, a brusca insorgenza, spesso associati a sensazione di intorpidimento, congestione e formicolio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli da ripetere più volte al giorno secondo necessità e diradando in base all’attenuazione dei sintomi. L’arnica va utilizzata in maniera sistematica per la sua azione protettiva sul microcircolo nelle conseguenze di traumi diretti o indiretti.
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’oro metallico viene utilizzato per la sua azione antinfiammatoria che si manifesta principalmente nelle affezioni ORL.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricaria viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose soprattutto
del bambino, abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile, in relazione alle brusche variazioni pressorie che si verificano nel corso di un viaggio aereo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese nei confronti di questo disturbo trova riscontro nella fase post acuta e cioè comporta un sistema di regolazione di tre componenti alterate dal trauma.
L’agopuntura infatti è efficace nel controllo della pressione arteriosa, della , sia della fase inspiratoria che espiratoria degli scambi gassosi.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia,
mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire eventuali potenziando la
funzionalità del .
Alimenti da evitare Limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del
Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione (in particolare ostacolare la fluidificazione del catarro presente nelle vie aeree).

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Data la peculiarità delle lesioni da barotrauma possono essere utili alcuni tipi di piante solo come complemento alla terapia convenzionale durante la fase acuta, mentre devono essere utilizzate razionalmente nella prevenzione del barotrauma. La Boswellia serrata* detta anche incenso indiano, è un arbusto originario dell’India, che fa parte della medicina ayurvedica. Una caratteristica di questa specie di arbusto è la ricchezza di canali resiniferi che secernono una gommoresina profumata
particolarmente ricca di triterpeni, che ha un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. Anche la Liquirizia ha attività farmacologica di tipo antinfiammatorio, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene una sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia con un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza nella cascata biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia tuttavia se somministrata ad alte dosi e per lunghi periodi va utilizzata sotto controllo medico per la possibile alterazione dei livelli
pressori ed è controindicata in pazienti con alterazioni muscolari o idroelettrolitiche. Nella prevenzione del barotrauma si può utilizzare la Vite ( Vitis vinifera) che grazie ai principi attivi costituiti da procianidine oligomere e resveratrolo, svolge un’importante attività antiossidante e
di protezione sull’endotelio dei capillari, avendo così un importante azione di preservazione di una corretta funzione metabolica dei tessuti (estratto fluido, 20 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti). Anche il Ginkgo biloba per la sua attività antiossidante, antinfiammatoria ma soprattutto endotelioprotettrice e di riduzione dello spasmo arteriolare può avere un ruolo significativo sia nella prevenzione che nella terapia del barotrauma (da utilizzare sotto controllo medico).

Originally posted 2014-10-08 15:59:34.

Bulimia 180x180 - Bulimia

Bulimia

È un disordine del comportamento alimentare in cui la persona tende ad abbuffarsi ma in modi del tutto patologici, assolutamente diversi da ciò che avviene quando si mangia semplicemente troppo. Infatti il bulimico ingerisce una quantità spropositata di cibo – che talora corrisponde a diverse migliaia di calorie – in un arco di tempo assai ristretto (per esempio, nel giro di un paio d’ore). Un’ compulsiva che solitamente si realizza di nascosto, lontano dallo sguardo degli altri. Ma il bulimico avverte altresì la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non riuscire a controllare affatto il proprio comportamento. Dopo la spropositata mangiata, la persona affetta dalla si sente profondamente in colpa e tende a punirsi con differenti sistemi: vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi. Se tale comportamento si ripete nel tempo (per esempio, un paio di volte alla settimana per tre mesi) si è chiaramente di fronte a un disordine del comportamento alimentare. Alla lunga, la persona subentra in una fase depressiva, manifestando disgusto verso se stesso, con severe ripercussioni sulla personale autostima. Va aggiunto che chi è affetto da un comportamento bulimico può risultare di peso normale, essere sottopeso oppure in sovrappeso, diversamente da un individuo anoressico il cui calo ponderale è sempre evidente. La (come l’anoressia) può avere all’origine un’esperienza particolarmente drammatica (violenze, difficoltà a essere accettati socialmente e nella propria famiglia).

MEDICINA CONVENZIONALE
I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia si sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli approcci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio tera-
peutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del paziente, così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono spesso dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familiare.
La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.

OMEOPATIA
Per controllare l’eccessiva introduzione di cibo e l’incapacità di controllare l’appetito, l’omeopatia si avvale di alcuni rimedi che devono essere utilizzati in forma combinata con un corretto approccio nutrizionale e dietetico. Anacardium orientale 30 CH 5 granuli da assumere preferibilmente verso le ore 10 e verso le 17, in modo di anticipare le crisi bulimiche che generalmente si manifestano a metà della mattinata e del pomeriggio. In omeopatia si utilizza il preparato ottenuto dal seme di anacardio soprattutto per controllare l’impulso irrefrenabile ad
assumere cibo. Si tratta di persone che non riescono in alcun modo a controllare il loro appetito nonostante i buoni propositi e la dichiarata volontà.
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì oppure 5 granuli prima o dopo un’abbondante libagione. Spesso è presente eruttazione con il sapore dei cibi ingeriti, dopo aver mangiato grandi quantità di cibo. Lingua impastata e ricoperta da una patina spessa, biancastra, come latte o gesso. Il trisolfuro di antimonio è un minerale sulfureo dell’antimonio che viene prescritto in omeopatia sia per controllare l’ingordigia tra i pasti e a tavola, sia per contenere i disturbi dovuti a eccessi di tipo alimentare. Caratteristico è il desiderio e l’intolleranza nei confronti dei salumi e degli affettati.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. La fava di Sant’Ignazio è il seme di un arbusto della famiglia delle Loganacee, cui appartiene anche Gelsemium sempervirens e
Nux vomica.È utile per placare il nervosismo e l’ansia di fondo che porta il soggetto a piluccare in continuazione. Spesso il cibo assume un significato compensatolo in persone che soffrono per delusione amorosa, dispiaceri, contrarietà o frustrazioni.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, prima o dopo un’abbondante libagione. La noce vomica è adatta a soggetti che abusano a tavola prediligendo cibi piccanti, condimenti forti, caffè, superalcolici, amari. Possono presentare disturbi dopo eccessi alimentari, come nausea, rigurgiti, vomiti acidi e crisi emorroidaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sulla psiche, sull’alterazione delle funzionalità organiche che regolano il Sistema Nervoso e il sistema digerente e soprattutto agendo sull’attività dei neurotrasmettitori, in particolar modo sulla serotonina, sulla sua produzione e azione.
Bisogna controllare i centri della fame per agire sullo smodato bisogno di ingerire quantità a volte notevoli di cibo e anche l’aumento ponderale dovuto all’accumulo di grasso nei tessuti.
La terapia mira a disperdere il Fuoco di , Fegato e :
BEN SHEN;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito ,0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
E a mobilizzare una stasi del Qi di Xue:
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Punti auricolari importanti sono quelli di Cuore, Fegato, Milza, Sistema endocrino, Rene, Stomaco, SHEN MEN e NAO GAN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura fresche biologiche (consumate principalmente sotto forma di centrifugati) e povera di zuccheri (in particolare di saccarosio) e di prodotti a base di farine raffinate, strutturata in tre pasti principali e tre spuntini, può essere d’aiuto nelle fasi iniziali del trattamento.
Privilegiare gli alimenti ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo Io stress, contribuendo così a tenere sotto controllo l’insorgenza delle crisi) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti preparati con i grassi trans, le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi industriali addizionati con additivi, che ostacolando l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, rallentano il miglioramento del quadro clinico del paziente.

Integrazione alimentare
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina D 10 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Rame 2 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti (aiutano l’ a controbilanciare la risposta allo stress);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nella bulimia associata a sindrome depressivo/ansiosa può essere utilizzato YIperico (Hypericum perforatum), dalle cui sommità fiorite si estraggono i principi attivi, quali naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), flavonoidi, iperforina, che possono essere somministrati sotto
forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. La durata del trattamento deve essere stabilita con il medico curante. È consigliabile evitare l’associazione con gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e/o inibitori delle MAO. È controindicato in gravidanza.

Nei casi in cui il paziente sta seguendo una terapia medica a lungo termine può essere associato un infuso preparato con radici di Angelica (2 cucchiaini), sommità fiorite di Iperico (4 cucchiaini), foglie di Melissa ( 1 cucchiaino), scorze d’Arancia amara (2 cucchiaini) e rametti di Rosmarino
( 1 cucchiaino), in 1 litro di acqua minerale naturale, portata a ebollizione; da sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Nei pazienti che manifestano insicurezza emotiva, ansia, facile irritabilità, insonnia e pirosi gastrica può essere utilizzata la Passiflora (Passiflora incarnata), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali; associata al Tiglio ( Tilia europea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al
giorno, diluite in poca acqua, a stomaco vuoto.
Nei pazienti sottoposti a stress fisici e psichici intensi e prolungati (per esempio nelle atleti con elevate performance sportive), che si presentano particolarmente agitati e ansiosi, può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo, oppure diluite in un bicchiere di latte di mandorle, due volte al giorno.

Originally posted 2014-10-09 11:00:29.

Bronchite 180x180 - Bronchite

Bronchite

La acuta è una malattia infettiva la cui causa è solitamente di natura virale. Anche all’inquinamento atmosferico viene imputata la maggior frequenza della malattia nelle zone fortemente industrializzate, in quanto le particelle irritanti rimangono più a lungo sospese nell’aria. Gli agenti virali chiamati in causa sono quelli responsabili del comune “raffreddore”. Solitamente si accompagna a da raffreddamento, come rinite, faringolaringite e tracheite. In genere dura da pochi giorni fino a un massimo di quattro settimane. La febbre è in genere modesta, accompagnata dalla , per l’irritazione della mucosa bronchiale dovuta al processo infiammatorio in atto. Ben diverso è il quadro della bronchite cronica: questa viene generalmente definita, con termini clinici, come quel processo morboso caratterizzato da ed espettorazione che devono durare per almeno tre mesi nell’arco di un anno e ripresentarsi per almeno due anni consecutivi. Non è malattia da sottovalutare, perché può comportare la comparsa di successive condizioni patologiche più serie, come la bronchite cronica ostruttiva, in cui il calibro dei bronchi è ridotto d’ampiezza per la presenza di tappi di muco e un’infiammazione della parete bronchiale. Costituisce il grado di gravitò successivo a una bronchite cronica semplice. Lo scenario finale di una bronchite cronica non adeguatamente trattata è l’enfisema, dilatazione delle vie respiratorie terminali, che comporta una distruzione dell’architettura degli alveoli polmonari dovuta alla ostruzione cronica bronchiale.

MEDICINA CONVENZIONALE
Bronchite acuta
Il trattamento dipende da molti fattori. In pazienti non fumatori e senza malattie polmonari note, la bronchite guarisce da sola senza bisogno di farmaci: riposo, idratazione adeguata (bere tanta acqua) ed esercizi respiratori abbreviano il corso dei disturbi. Alte dosi di vitamina C possono essere uti-
li. Se è presente tosse intensa il può essere disturbato: in questi casi si può scegliere un farmaco calmante per la tosse come il bcnzonatato, altrimenti la tosse andrebbe tollerata perché permette di eliminare i virus. A volte vengono prescritti farmaci per via inalatoria, ma essi sono davvero necessari solo in una minoranza di casi.

Bronchite cronica
La bronchite cronica è presente spesso nei fumatori o negli ex fumatori con malattia polmonare cronica: la terapia si basa su antibiotici e farmaci per via inalatoria. Ampicillina, cefalosporine, tetracicline, sulfamidici e azitromicina sono gli antibiotici più usati; la terapia inalatoria invece
serve per rilassare i bronchi e facilitare la .

Prevenzione
È importante prevenire la ricaduta della bronchite: se esistono sostarne che hanno provocato reazione allergica di tipo respiratorio è bene che vengano eliminate dal contesto di vita e dall’. I grassi animali possono a volte peggiorare i sintomi respiratori. Smettere di fumare è una procedura di salute altamente raccomandabile.

OMEOPATIA
L’approccio omeopatico alla bronchite acuta considera la fase della malattia e le caratteristiche della tosse. In questa parte ci si limita a consigliare i rimedi più adatti al trattamento della bronchite acuta.

Fase iniziale
Bryonia 9 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. La tosse è secca, dolorosa ed è aggravata dal minimo movimento. Si associa sete intensa. Corallium rubrum 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Violenta crisi di tosse esplosiva, dopo esposizione al freddo. Tosse irritativa, prevalentemente notturna, da discesa a livello bronchiale di catarro di origine nasale, soprattutto in bambini con ipertrofia delle adenoidi.
Rumex crispus 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Tosse secca che prostra, aggravata inspirando aria fredda o passando dal caldo al freddo. Migliora coprendo naso e bocca. È il medicinale indicato per la ‘tosse dei fumatori’.

Periodo di stato
Ferrum phosphoricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È presente una febbre non elevata con tosse secca seguita da espettorazione giallastra, in un soggetto debole. Talvolta l’espettorato è striato di sangue.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.
Antimonium tartaricum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì , per favorire l’espettorazione; 75 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva e inefficace con abbondante ristagno. Spesso il malato è profondamente spossato e sonnolento.
Ipeca 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Salivazione abbondante e ristagno bronchiale con tosse spasmodica, accompagnata da nausea e vomito. Solitamente le secrezioni sono scarse.

Periodo di risoluzione
Pulsatilla 15 CH 5 granuli, due volte al dì, solitamente per una settimana. Si consiglia nella fase terminale della bronchite, quando persiste la tosse e l’espettorato.
Sulfur nuhi!imi 15CH5 granuli,una volta al dì,solitamente per una settimana. Completa l’azione di Pulsatilla e favorisce la velocità di risoluzione del processo infiammatorio bronchiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La bronchite va differenziata in bronchite acuta o bronchite cronica, la prima causata da agenti esogeni, la seconda da patologie preesistenti a carico del Sistema Respiratorio, anomalie organiche o fattori esogeni costanti.
La bronchite acuta secondo la Medicina tradizionale cinese è dovuta a Vento freddo, Calore e Secchezza che alterano la normale funzione del Qi del .
Nel caso di bronchite cronica l’interessamento organico è legato a Polmoni, Milza, Rene e Fegato.
Nel caso delle bronchiti acute il trattamento è volto a ripristinare il Qi del Polmone e purificarlo, quindi eliminare il catarro presente:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore delia rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
Per le bronchiti croniche il trattamento deve ripristinare tramite tonificazione i deficit organici, quindi umidificazione del Polmone ed eliminazione del catarro;
CHI ZE;
LIE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
Molto utile dopo la seduta di agopuntura effettuare una terapia di Moxibustione, volta a dilatare i bronchi e favorire una maggior capacità respiratoria.
Il trattamento prevede 10 terapie con frequenza bisettimanale, in caso cronico il ciclo è da ripetere una volta all’anno.

Fitoterapia cinese
Formula: XIAO QING LONG WAN
Ramulus Cinnamomi…………………9g
Radix PaeoniaeAlba………………..9g
Herba Asari………………………3g
Rizoma Zingiberis Officinalis………6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….6g
Rizoma Pinelliae………………….9g
Fructus Schisandrae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi in cui è presente una componente allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente ( evitare il lievito chimico ), la frutta e la verdura biologica, la soia e i derivati ( latte, tofu, yogurt e dessert).
Nella fase acuta dare la preferenza al brodo di pollo, addizionato con aglio, peperoncino, o zenzero fresco grattugiato. Nelle forme croniche, o frequentemente recidivanti, può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di
girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Per ridurre l’infiammazione bronchiale assumere alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuti» a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. Alimenti da evitare Durante la fase acuta, evitare il consumo di sale e dei cibi che ne sono ricchi ( salumi e formaggi ), di latte e derivati, che possono aggravare i sintomi. Limitare drasticamente l’apporto di carne, uova, latte e latticini non biologici e di pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.
Se l’infezione tende a cronicizzare possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina £, 25 mg al giorno di zinco e 1 -2 compresse al giorno di enzimi proteolitici.

FITOTERAPIA
In caso di bronchite acuta la fitoterapia è obbligatoriamente di complemento alla terapia con farmaci di sintesi per la possibilità di complicanze a carico del parenchima polmonare. Ci sono diverse preparazioni tradizionali che vengono usate per queste patologie come gli oli essenziali di eucalipto, cipresso, menta, timo utilizzati in capsule; oppure tisane tradizionalmente a base di malva, verbasco, rosolaccio, altea, ibisco, issopo, in varie preparazioni. Esiste anche la baltico fitoterapia che consiste nell’aggiungere oli essenziali come il ginepro, il pino, il cipresso nell’acqua del bagno oppure mettendo nella vasca un infuso di Lavanda e Timo; ovviamente riservata ai casi più lievi. I j preparazione più razionale è l’estratto della radice di Echinacea che si somministra in forma di estratto sécco titolato in polisaccaridi ed ha un’azione sia antinfiammatoria che immunostimolante. Nel caso della bronchite cronica si possono utilizzare sia mucolitici che antimicrobici a base di oli essenziali o ancora immunostimolanti. I principali mucolitici sono l’Erisimo, il Marrubio, l’Erba cappuccina e l’Aglio. Come antimicrobici possono essere usati oli essenziali sia come preparati in capsule che come aerosol. In questo caso è bene evitare l’autotcrapia per il rischio di reazioni avverse anche gravi. I principali immunostimolanti, in genere molto ben tollerati anche per periodi molto lunghi di trattamento sono YAstragalo e YUncaria che andranno usati come estratti secchi standardizzati e che possono essere associati agli estratti di Echinacea.

Originally posted 2014-10-09 10:20:00.