Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e capelli appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni rimedi omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni , si dovrà valutare il profilo alimentare del paziente per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del paziente. Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Crosta lattea 180x180 - Crosta lattea

Crosta lattea

Si chiama così una dermatiteseborroico, disturbo assai comune nei lattanti. È dovuto a una esuberante secrezione di sebo, la sostanza oleosa emessa da specifiche ghiandole della pelle. A dispetto di quell’aggettivo, “lattea”, il disagio non è collegato all’allattamento materno o artificiale: l’etichetta sottolinea semplicemente il fatto che il bambino è ancora nutrito unicamente con il latte. Può manifestarsi fin dalle prime settimane di vita, e di norma guarisce alla fine del terzo mese. È un’eruzione caratterizzata dalla presenza di squame, giallastre e untuose, che prediligono in particolare il cuoio capelluto, ma può interessare anche le sopracciglia, le guance, le aree cutanee attorno al naso e quelle situate dietro i padiglioni auricolari. Un’altra sede, nel lattante, è pure la regione inguino-anale (in ciò contribuisce evidentemente l’irritazione da urine e feci alla quale può andare incontro il neonato nei suoi primi mesi). In genere, il disturbo si limita a poche lesioni
squamose sul cuoio capelluto; talora le croste abbracciano più sedi e possono coesistere arrossamenti ed essudazioni. Sebbene le squame della siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino (né prurito né irritabilità). Dunque, benché sia grande fonte di ansia per i genitori, è soltanto un’alterazione del profilo estetico del bimbo, assolutamente innocua. La non dipende dalle condizioni igieniche del lattante e non si tratta neppure di una malattia infettiva. Scompare senza lasciare traccia e senza minimamente interferire con la crescita dei capelli.


Il termine medico per la crosta lattea è dermatite seborroica: la causa precisa è ignota. È spesso presente il pityriosporum ovale> un lievito che cresce sulla pelle. La crosta lattea può avere una maggiore incidenza in alcune famiglie, ed è favorita dai climi freddi e secchi. Talvolta la presenza di crosta lattea è legata a deficit di zinco, di vitamina B, o a malattie che diminuiscono il numero delle cellule deputate a combattere le infezioni.

Shampoo
Di solito la guarigione avviene spontaneamente in un tempo da uno a otto mesi: viene facilitata con alcuni accorgimenti utili a eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose per non irritare la cute già delicata. Sul cuoio capelluto passare del cotone imbevuto di olio di oliva o mandorle dolci o vaselina, oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco. A causa della localizzazione sullo scalpo e la persistenza dell’apertura della fontanella cranica, queste operazioni vanno eseguite con cautela, evitando pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l’olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine, utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.

Shampoo medicato o crema
Se la situazione non si risolve si può scegliere uno shampoo (o una crema) con ketoconazolo. Prestare attenzione alla crema, che contiene solfiti e può provocare reazioni allergiche anche gravi. Evitare il contatto con gli occhi. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche che devono essere, però, prescritte dal pediatra.


Per questa forma di eczema seborroico comune nel lattante, che interessa il cuoio capelluto, la zona intorno al naso e la regione frontale, l’omeopatia propone un approccio efficace e rapido, basato sulla somministrazione di rimedi costituzionali ad azione profonda.
Calcarea carbonica ostrearum (calcare d’ostrica) Carbonato di calcio e sali, ottenuti dallo strato medio del guscio d’ostrica. È il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, pallone lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso (turbe della crescita: ritardo di dentizione, linguaggio, deambulazione; tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi; manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree; dermopatie: eritema gluteo, eczema di cuoio capelluto e viso).
Graphites 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì e successivamente a giorni alterni o una volta alla settimana: La polvere nera di grafite è uno dei rimedi omeopatici fondamentali per la cura di molte affezioni cutanee. Caratteristica è l’eruzione vescicolosa delle lesioni da cui trasuda un liquido giallo, appiccicoso, denso, filante, simile a miele. La localizzazione tipica delle lesioni è a livello del cuoio capelluto, delle palpebre, dietro i padiglioni auricolari. Graphites è adatto soprattutto a soggetti pallidi, lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, per due settimane consecutive. Il licopodio è uno dei rimedi omeopatici più importanti di tutta la farmacopea, utilizzato per la sua azione specifica a livello di pelle, fegato e metabolismo. Nel della crosta lattea viene spesso associato all’utilizzo di Calcarea carbonica ostrearum o Graphites.
Mezereum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il fiore di stecco è uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Non c’è una vera e propria cura secondo la Medicina tradizionale cinese, in quanto si ritiene questo fenomeno come una fase di passaggio e di crescita del bambino, che entro il primo anno di età va a risolversi naturalmente.
Si Possono comunque effettuare degli interventi locali, sia con agopuntura che con fitopreparati, soprattutto attraverso lavaggi con preparati a base di olio.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

( consigliata per la madre durante l’alattamento)
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, tè verde giapponese.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, potenziando il .
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale magro e il latte fermentato addizionati con batteri probiotici.
Integrare l’alimentazione con fiocchi e farina d’avena, borragine, ortica, trifoglio, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
È consigliabile utilizzare preferibilmente alimenti biologici.
Per dolcificare usare piccole quantità di miele di acacia vergine integrale di produzione italiana.

Alimenti da evitare
I cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi. I prodotti addizionati con additivi alimentari e/o contenenti grassi trans. Lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che ne sono ricchi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
licopcne 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatolane continene37mg);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno;
fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Germedigrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno.


È caratterizzata da un eczema/squamoso a livello del cuoio capelluto, con cute arrossata e presenza di un’aumentata secrezione sebacea.
Come trattamento locale può essere utilizzato Volto di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare) per massaggiare la zona interessata tre-quattro volte al giorno.
Per ridurre l’infiammazione cutanea (l’arrossamento) possono essere usati, in forma topica, l’olio di Enotera (massaggiare delicatamente con la punta delle dita, effettuando movimenti in senso orario per almeno 10 minuti, tre-quattro volte al giorno) e il latte di mandorle, emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo (a 30 mi di latte di mandorle, unire 10 mi di olio di lino e 5 mi di olio di germe di grano).
Nei casi in cui è presente una componente allergica (alimentare o da contatto), può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano, miscelato con olio di mandorle dolci, atte d’avena e Ribes Nigrum (in una ciotola mescolare 25 g di unguento con mezzo cucchiaino di olio di mandorle, 1 cucchiaino di latte d’avena e 5 gocce di Tintura Madre di Ribes Nigrum).
Se l’eczema si estende all’attaccatura dei capelli, interessando anche la zona sopraciliare, può essere usato per via topica un olio alla Calendula preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (meu
tere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare). Massaggiare delicatamente la zona interessata tre-quattro volte al giorno, in particolare la sera prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 14:08:05.

Coliche intestinali 180x180 - Coliche intestinali

Coliche intestinali

Una vasta schiera di stimoli può scatenare un addominale: le modificazioni metaboliche di un tessuto, la distensione della parete dei visceri cavi, la contrazione spastica della muscolatura viscerale, la compressione delle strutture nervose… Il che compare al bordo costale destro è dovuto di solito a una calcolosi biliare. È la “colica epatica”: una morsa che “stringe e molla ripetutamente”, e, come una cintura, raggiunge la zona dorsale sotto la scapola destra, il a sbarra trasversale, infittivo con frequente irradiazione alla zona sottocostale sinistra e alla schie-
na, fa ipotizzare una pancreatite: spesso il paziente assume una posizione seduta, col tronco flesso in avanti e le ginocchia rialzate. La gastroenterite acuta e i disturbi del colon sono frequente causa di dolori crampiformi, anche violenti, nel mesogastrio (la parte dell’addome che corrisponde alla regione ombelicale). La diverticolite acuta è la tipica causa di dolore al fianco sinistro, ma una sintomatologia dolorosa in questa sede è spesso da collegare alla presenza di un colon irritabile (popolarmente indicato col termine “colite spastica”), alla base del quale vi sono frequenti e disarmonici spasmi della muscolatura del colon associati a un movimento intestinale alterato. Un dolore addominale diffuso, in una persona in condizioni generali buone, suggerisce in genere un’infezione intestinale acuta o una sindrome del colon irritabile. L’appendicite acuta resta la prima ipotesi di un dolore localizzato in corrispondenza del fianco destro.


Le coliche possono essere fenomeni leggeri e temporanei e conseguire a errori alimentari. Un’accurata
anamnesi permette di capire se la causa delle coliche sia stata di tipo alimentare o se sia da sospettarsi un’infezione oppure una patologia intestinale complessa: per questo è opportuno consultare un medico.è opportuno consultare un medico.
Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare e molto utile nel lungo periodo per ridurre il rischio di nuove coliche. £ bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto e importante capire quale cibo sia stato irritante. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.

Ridurre lo stress
È opportuno osservare il riposo. Le coliche vengono peggiorate dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.


Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). In caso di infezione intestinale il medico prescrive l’antibiotico più adatto. In caso di dolore intenso usare antispastici.


Il omeopatico della crisi dolorosa della colica intestinale deve essere messo in atto esclusivamente in attesa di una valutazione medica e comunque soltanto quando è nota l’origine della sintomatologia. II fosfato di Magnesio (Magnesia phosphorica) è il rimedio da utilizzare in maniera pressoché sistematica.
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è il medicinale omeopatico utilizzato nei processi infiammatori localizzati o generalizzati con iperestesia sensoriale generale, spasmi viscerali improvvisi con dolore intenso, talora associati a febbre. La somministrazione di Belladonna deve essere eseguita sotto controllo medico.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi, che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche
molto simili a Magnesia phosphorica, di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte all’inizio e termine bruschi.
Momordica balsamina 5 CH 5 granuli al dì. La margosa è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartengono anche Bryonia e
ColocynthiSy indicata nella sintomatologia dolorosa acuta del colon sinistro. Può essere utilizzata anche in associazione con rimedi di fondo per la cura di colonpatie recidivanti o croniche.
Nux vomica 7 CH 5 granuli. In attesa della valutazione medica, nel sospetto di una subocclusione o occlusione intestinale. La noce vomica è il rimedio omeopatico della colica addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con Io scopo di lenire il dolore dovuto agli spasmi per iperestensione delle pareti addominali, quindi controllare la muscolatura delle pareti intestinali e regolare la circolazione.
Punti importanti per la terapia di Agopuntura Medica sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un trattamento terapeutico di 10 applicazioni da eseguire per 2 volte alla settimana fino alla scomparsa della sintomatologia.


Formula: TONG XIEYAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Pericarpium Citri Reticulatae………..4,5g
Radix Ledebourielìae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Se le coliche tendono frequentemente a recidivare è necessario potenziare il privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
È consigliabile consumare frutta e verdura biologica esclusivamente sotto forma di centrifugato, oppure di succhi per ridurre l’apporto di fibre che possono aggravare la sintomatologia del paziente.
Alimenti da evitare Durante la fase acuta evitare di consumare legumi, crusca, cereali integrali e prodotti da forno con lievito chimico (dare la preferenza alle preparazioni biologiche a lievitazione naturale).
Per combattere l’infiammazione della mucosa intestinale eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) latte intero e formaggi (a eccezione della ricotta e dei fiocchi di latte), uova, crocifere, mais, pomodori, agrumi, semi e frutta secca, pesche, pere, prugne, susine, succo di mela non filtrato.
Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Il primo è la Piscidia (Piscidia erythrina) da usare come estratto secco, che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con
successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti, perchè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite. Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la
Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, per cui dosaggi specifici si utilizzano anche nei pazienti affetti da colon irritabile. Nel caso la colica dia origine a sintomi persistenti e tenda a diventare cronica si somministrano anche estratti secchi standardizzati di Carciofo. Se invece ci sono malattie infiammatori intestinali, un preparato appropriato può essere l’estratto di Curcuma longa per la sua ben nota attività antinfiammatoria sul tratto gastrointestinale; a cui si possono associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.

Originally posted 2014-10-10 09:30:53.

Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del colpo di frusta può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.


Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.


Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.


La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della cefalea, delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.

Cellulite 180x180 - Cellulite

Cellulite

È un termine abusato, chiamato in causa anche per definire i semplici eccessi di adiposità localizzate. In realtà, la parola indica quella condizione patologica che viene tecnicamente definita panniculite edemato-fibro-sderotica. È un’affezione degenerativa del tessuto grasso sottocutaneo, dovuta inizialmente a una compromissione della microcircolazione sanguigna. Un quadro che conosce diversi stadi evolutivi: all’inizio predomina l’edema, con deformazione delle cellule adipose, e anche il microcircolo si presenta con dilatazioni e microaneurismi che provocano il rallentamento del flusso sanguigno; gli adipociti subiscono in seguito cospicue alterazioni, il tessuto fibroso tende ad accrescersi, e aumenta la sofferenza vascolare; in seguito, la componente fibrosa tende a incapsulare, singolarmente o in piccoli gruppi, gli adipociti ormai sconnessi, inducendo la formazione di micro-
noduli e un ulteriore danno al microcircolo, che porta a una cattiva ossigenazione di tutti i tessuti coinvolti. Dunque, la cellulite non si limita a essere un semplice disturbo estetico, a carico di cosce e glutei, ma rappresenta anche, come si è visto, una vera e propria patologia di quel complesso di piccoli vasi arteriosi e venosi dislocati nel distretto sottocutaneo, il grado della cellulite varia da uno stato di semplice ritenzione di acqua fino a lesioni manifeste (come l’aspetto a buccia d’arancia della pelle) e anche permanenti (sclerosi), che si presentano come nodosità dure e dolenti sottocutanee (con un caratteristico aspetto “a materasso”). Alterazioni, queste, che alla lunga possono comportare disturbi diffusi anche agli altri inferiori, come pesantenza, senso di tensione e crampi.


La cellulite è una malattia del connettivo dovuta a un malfunzionamento del circolo dei piccoli vasi sanguigni. La terapia si basa su diversi rimedi, legati allo stile di vita, all’estetica e alla medicina.

Stile di vita
L’ è molto importante per la prevenzione: deve essere equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi (soprattutto grassi saturi). Anche l’esercizio fisico è fondamentale: stipsi e ritenzione idrica sono due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato a un’ disordinata. Li ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno è l’ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. È bene ricordare che il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi, ostacolano la circolazione: ridurre il contenuto di sale nella dieta aiuta a trattenere meno acqua. È consigliabile bere molta acqua (un litro e mezzo è la quantità minima, due litri dovrebbe essere la regola ) per eliminare le sostanze tossiche. Evitare gli eccessi di calie, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, e preferire alimenti ad alto contenuto di fibre (favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), vitamina C, vitamina E, potassio. I bioflavonoidi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono ottimi alleati per una buona microcircolazione.

Rimedi estetici
È utile un automassaggio con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice: migliora il quadro estetico ma non si elimina la cellulite. L’idromassaggio ha azione levigante, rassodante e drenante. Il massaggio estetico, con manipolazioni e frizioni, serve a drenare liquidi
in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe, e riduce lo stress e l’ansia (che contribuiscono indirettamente alla cellulite).
Il linfodrenaggio riattiva la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Se il drenaggio avviene per via meccanica si parla di pressoterapia.

Trattamenti medici
La mesoterapia si basa sull’iniezione di , spesso in cocktail, nelle zone interessate da cellulite. ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, vengono iniettati con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) e/o con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm. La microterapia si esegue con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin
Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose quindi non provoca . Gli ultrasuoni vengono utilizzati per la loro capacità di produrre calore: rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento nel torrente circolatorio. Sfrutta una corrente elettrica a bassa frequenza Telettrolipolisi. Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sottocute è alla base della ossigeno-ozono terapia.

Chirurgia
La lipoaspirazione risucchia il grasso tra la pelle e lo strato muscolare con l’inserimento di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm collegate a una macchina aspirante: è fondamentale la scelta di una struttura che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Con la liposcultura superficiale si agisce più in superficie e cioè appena sotto il derma. Sfrutta l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato. Se la zona da trattare è circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione. Nella laserlipolisi la luce emessa dal laser genera calore, che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione.


In omeopatia si cerca di favorire l’eliminazione della ritenzione idrica e della cellulite facendo ricorso a preparati che facilitano il drenaggio delle scorie dai tessuti dell’organismo. Il va prolungato a lungo e va eseguito a cicli ripetuti.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel trattamento della cellulite, secondo la proposta del medico francese Ledere. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. La linfa di betulla secondo la tecnica del “drenaggio”, agisce come drenante generale per l’organismo.

Pulsatilla 5 CH • Badiaga 5 CH – Bovista 5CH5 granuli 2 volte al dì di questo preparato complesso che svolge un’azione di eliminazione nei confronti dell’accumulo a livello sottocutaneo di una sostanza gelatinosa, costituita da grasso, scorie e acqua, conseguente a un disordine del tessuto connettivo e del microcircolo. La pelle presenta il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. Vita sedentaria, disturbi circolatori, errori alimentari, alterazioni ormonali sono i principali fattori favorenti la cellulite. In Medicina estetica si preferisce definire la cosiddetta cellulite con il termine di “panniculopatia fibrosclerotica” o “microangiopatia fibrosclerotica”, sottolineando come alla base del processo di formazione vi sia il proliferare di tessuto fibroso a seguito di un rallentamento e di una perturbazione del ricambio dei liquidi a livello del microcircolo. Il composto a base dei tre rimedi omeopatici riattiva il circolo facilitando il drenaggio a livello della matrice connettivale.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana.
Natrum sulfuricum 15 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Il solfato di sodio è adatto per la cura della cellulite localizzata a livello di addome, fianchi e cosce.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo aumentando gli enzimi tessutali, il metabolismo lipidico e idrico.
Si agisce tramite gli aghi accelerando il metabolismo attivo e sbloccando la ritenzione idrica.
Si prevedono 10 terapie della durata di un’ora andando ad agire locai mente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Poria…………………….1,5g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1g
Radix Aconiti Lateralis………………1,5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis…………1,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi) e gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali, i legumi, gli ortaggi, la
frutta fresca biologica, in particolare mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare completamente (per almeno sei mesi) le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
Numerosissimi sono i rimedi tradizionali che vengono utilizzati dalle donne per il trattamento di questo fastidioso, per non dire odiato, inestetismo, ma spesso sono completamente irrazionali e mancano di qualsiasi base scientifica. Inoltre pensare che ci sia una cura miracolosa per questa vera e propria malattia cutanea purtroppo al momento non è possibile. Possono essere razionalmente utilizzati estratti di Ginkgo biloba da assumere per via orale perché oltre alla ben nota attività antiossidante sono soprattutto in grado di migliorare la microcircolazione a livello periferico. Si somministra anche l’estratto di Ippocastano (Aesculus hippocastanum) titolato in escina che aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare, ha un’azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico importante, e ancora svolge la sua azione di tipo flebotonico non solo per azione vasocostrittiva sulla parete venosa, ma anche favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali; infine ricordo che può essere somministrato con sicurezza anche per lunghi periodi. La frazione triterpenica della Centella asiatica è invece in grado di migliorare significativamente la funzione venosa con riduzione dell’edema e miglioramento del trofismo cutaneo. Anche l’estratto titolato di Vitis vinifera e soprattutto di Mirtillo (Vaccinium myrtillus) grazie al contenuto in antociano-
sidi sono in grado di avere una significativa azione positivia sul trofismo del delicato endotelio capillare, che danneggiandosi provoca questo tipo di inestetismo. Non trovano riscontro scientifico l’assunzione di tisane diuretiche e possono invece essere pericolose soprattutto se associate a diete ipocaloriche strette perché possono provocare disordini del metabolismo anche importanti, e quindi sono sconsigliabili.

Originally posted 2014-10-09 16:34:22.

Colpo di sole 180x180 - Colpo di sole

Colpo di sole

L’organismo umano reagisce all’innalzamento della temperatura attivando svariati meccanismi: con l’aumento del flusso sanguigno in corrispondenza della pelle (così da agevolare la dispersione del calore), con la sudorazione (che raffredda la superficie cutanea) e con l’aumento degli atti respiratori (l’aria che espiriamo è calda, e se il corpo si surriscalda la frequenza respiratoria aumenta nel tentativo di disperdere il calore in eccesso).
Quando queste contromisure risultano insufficienti, ecco i danni sulla salute prodotti dall’eccesso di calore. Il è una di queste evenienze: consegue all’eccessiva e diretta esposizione ai raggi solari del capo e della nuca, che provoca un aumento della temperatura con sofferenza e irritazione delle strutture nervose centrali, l sintomi: eritema diffuso delle parti esposte al sole, lacrimazione, occhi arrossati, malessere generale, difficoltà nel respiro, mal di testa, nausea e sensazione di vertigine, stato confusionale. La temperatura corporea aumenta fino a toccare i 40-41 °C, la pressione arteriosa diminuisce, mentre la pelle risulta calda e sudaticcia al tatto. Nel colpo di calore il brusco innalzamento della temperatura corporea è invece dovuto all’ostacolata dispersione del calore. In questa circostanza più fattori ambientali interagiscono potenziandosi a vicenda: temperatura esterna elevata, incremento del tasso di umidità relativa (che ostacola l’evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta.


Colpo di sole
Si definisce colpo di sole la condizione in cui la persona è eccessivamente accaldata e ha febbre, con compromissione dello stato mentale ed eventualmente dei parametri vitali: in questi casi è urgente il trasporto in ospedale dove verranno messe in atto misure di rianimazione e di supporto circolatorio. Togliere i vestiti al paziente e sistemarlo in un ambiente fresco e aerato; monitorare la temperatura corporea e fare di tutto per ridurla nell’arco di 30/60 minuti. L’uso di ghiaccio è questione controversa perché il ghiaccio potrebbe provocare la chiusura dei piccoli vasi sanguigni
provocando un nuovo aumento della temperatura corporea. Le persone con colpo di sole, se assistite bene, si riprendono nel giro di 48 ore.

Colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando la persona è eccessivamente accaldata ma non ha febbre e rimane mentalmente presente e lucida: è importante sistemarla in una ambiente fresco e arieggiato e somministrare mezzo litro d’acqua all’ora per reidratarla; se possibile, aggiungere mezzo cucchiaino di sale ogni litro di acqua per prevenire o risolvere la carenza di sodio.


Si tratta di un’evenienza grave che si manifesta con cefalea, vertigini, seguite da allucinazioni, convulsioni e perdita di coscienza. È richiesto sempre l’intervento d’urgenza del medico. Il rimedio omeopatico ha una funzione complementare e va scelto in base alle caratteristiche del quadro clinico.
Aconitum 15 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Insorgenza brusca e violenta di una intensa reazione congestizia, spesso associata a febbre, con pelle secca, calda, arrossata. Sete intensa per grandi quantità di acqua fredda. Agitazione intensa con ansietà e paura della morte.
Apis mellifica 30 CH 5 granuli anche ogni quarto d’ora. Cefalea violenta con stato stuporoso, viso rosso congesto e agitazione continua del capo che ruota da un lato e dall’altro. Assenza di sete pur in presenza di sudorazione intensa. Il quadro corrisponde a un edema cerebrale.
Belladonna 15 o 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cefalica da insolazione con cefalea pulsante ed intenso arrossamento del volto che appare ricoperto di sudore.
Ipersensibilità per luce e suoni con midriasi e fotofobia. Può essere presente delirio con agitazione e febbre.
Gelsemium 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea da congestione cefalica con sensazione di palpebre pesanti, diplopia e disturbi visivi. Profonda prostrazione e tremori.
Glonoinum 5 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea pulsante con violente palpitazioni e pulsazioni carotidee. Sensazione di testa enorme. Bisogno di tenere la testa tra le mani.
Occhi congesti, sporgenti. Miglioramento con le applicazioni fredde.
Veratrum viride 9 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cerebrale violenta e grave da insolazione
con cefalea intensa, viso arrossato, livido, occhi iniettati, testa calda e
pesante. Diplopia e dilatazione delle pupille (midriasi). Pulsazioni al collo e lipotimia se si alza in piedi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo dovuto a un’esposizione prolungata al sole, è causata da un eccesso di Calore esterno che provoca un deficit di Yin, dall’invasione di Calore e Umidità che alterano la funzionalità di Milza e Stomaco.

Agopuntura
La terapia mira a espellere Calore e Umidità ripristinando una corretta funzionalità di Milza e Stomaco, e punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
È consigliabile effettuare una serie di terapie consecutivamente fino alla risoluzione della sintomatologia prevedibile in 3-4 applicazioni.

cinese
Formula: XIANG RU YIN
Herba Escholtsiae…………………….9g
Semen Dolichoris Album………………..6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 250 mi al dì.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere almeno 2 litri di acqua minerale naturale nel corso della giornata a elevata percentuale di sali minerali (utilizzarla anche per cucinare).
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco e di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone non da allevamento, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a
ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Colina 400 mg;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nella cura di questo sintomo si possono somministrare tisane rinfrescanti a base di Tè verde (Camellia sinensis), particolarmente ricco di sostanze antiossidanti, che può essere somministrato a larghe dosi sia per la sicurezza della sua somministrazione. Sulla cute si possono eseguire i tra-
dizionali impacchi a base di Calendola oppure Folio di Iperico particolarmente indicato per le ustioni. Nelle forme più leggere e come prevenzione si può invece usare l’olio di Mandorle dolci che è previsto dalla Farmacopea Ufficiale. In seguito per ridurre le lesioni infiammatorie cuta-
nee si possono consigliare estratti di Boswellia serrata* grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi. Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina
che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico. VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima
proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale il della flogosi e dell’edema periarticolare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto
“artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 10:46:48.

Calcolo renale 180x180 - Calcolo renale

Calcolo renale

Un nasce perché alcune sostanze disciolte nelle urine precipitano sotto forma di cristalli e successivamente si aggregano. Le cause di questo processo vanno ricercate in alcuni eventi che possono agire isolatamente o in associazione: per esempio, una sovrabbondante concentrazione di sali urinari, la carenza di sostanze che normalmente impediscono la precipitazione dei composti disciolti nelle urine, e anche la presenza di materiali estranei che fungono da “supporto” per l’aggregazione dei cristalli. La composizione dei calcoli renali è variabile: risultano per lo più costituiti da ossalato e fosfato di calcio, ma possono essere composti anche da acido urico, fosfato ammonio-magnesio (segno di infezioni batteriche pregresse) e, più raramente, da cistina. Quando il calcolo finisce per incunearsi nelle vie urinarie a valle esplode l’episodio di colica renale, che presenta caratteristiche ben precise: il , intensissimo, insorge all’improvviso e bruscamente raggiunge la massima intensità; la sede è quasi sempre lombare, con frequenti irradiazioni in avanti e verso il basso, fino a raggiungere l’inguine e il testicolo del maschio o la vulva nella donna; si associa spesso a nausea e vomito e i pazienti sono irrequieti, pallidi e sudati, il è spesso accompagnato da macroematuria (si chiama così il sangue nelle urine che si evidenzia anche a occhio nudo). L’ecografia consente di rilevare la maggior parte dei calcoli; utile è altresi la radiografia diretta dell’addome che consente di distinguere i calcoli radio-opachi (che costituiscono il 90% del totale) e di seguirne la progressione; vi è poi Idrografia eseguita mediante l’opacizzazione dei reni e delle vie escretrici grazie alla somministrazione di un mezzo di contrasto. La TAC spirale, per le sue immagini rapide e conclusive, si sta sempre più imponendo, ma non sempre è facilmente eseguibile come le altre metodiche.


Il ha lo scopo di controllare il dolore, identificare rapidamente le complicanze (infezioni oppure ostruzione) e ridurre lo sviluppo dei calcoli. È necessario rivolgersi urgentemente al medico in caso di febbre e brividi; se è presente una storia di insufficienza renale, oppure
se la calcolosi si presenta in una donna gravida, o ancora se il paziente ha un rene solo, è opportuno chiedere l’intervento medico.

Dolore
Si usano anti infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore. Un sollievo immediato si può avere con iniezione endovenosa di FANS come il ketorolac: se non funziona si può optare per un antidolorifico narcotico.

Rimozione dei calcoli
Normalmente si ritiene che aumentare il consumo di liquidi, sia orale che endovenoso, sia utile per eliminare i calcoli, ma alcuni medici ritengono che questo approccio sia pericoloso perché aumenta il rischio di ostruzione. La litotrissia extracorporea è un metodo frequentemente utilizzato di eliminazione dei calcoli. La nefrolitotomia percutanea in sedazione o anestesia si esegue quando i calcoli sono troppo grandi per la litotrissia: questa procedura richiede il ricovero ospedaliero. Altra tecnica utile è Tureteroscopia.

Stile di vita
I calcoli renali possono avere origine da diversi minerali, quindi lo stile di vita da adottare per la prevenzione dipende da quali calcoli si vogliano evitare. Comunque, in generale, bere almeno due litri di liquidi al giorno aiuta a diluire le urine in modo da ridurre il rischio di calcoli. È bene evitare bibite gassate e mangiare molte fibre. Il succo di pompelmo andrebbe evitato perché sembra associato a un rischio maggiore di calcoli renali.
Evitare il calcio alimentare non è utile. Si raccomanda di consumare una quantità ridotta di proteine animali, sale, grassi animali, alcol, cibi ricchi di ossalato (cioccolato, fichi, peperoni, agnello, spinaci, soia, tè nero).

Supplementi
Assumere magnesio diminuisce il rischio di calcoli renali, e sembra che l’omega-3 riduca la formazione di calcoli di ossalato.


Idroclorotiazide, amiloride, allopurinolo, potassio citrato, carbonato di calcio sono utili per la prevenzione: i farmaci tuttavia dipendono dal tipo di calcolosi renale.


La tendenza alla calcolosi renale è spesso l’espressione di un’alterazione del metabolismo che richiede un trattamento omeopatico di fondo. È interessante rilevare che Calcarea carbonica ostrearum è il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento della sintomatologia dolorosa acuta della colica ed è spesso anche il medicinale di fondo per correggere la tendenza alla litiasi renale. In ogni caso è necessaria la valutazione e il consiglio del medico di fiducia. Barberis vulgaris 5 CH 5 granuli due volte al dì. Il crespino è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Berberidacee consigliato per la tendenza alla litiasi uratica in soggetti che tendono all’iperuricemia e alla gotta. Caratteristici sono il dolore e l’ipersensibilità della regione renale
al tatto con irradiazione del dolore lungo il decorso dell’uretere. La condizione di iperuricemia si accompagna a disturbi urinari e a crisi dolorose di lombalgia.
Calcarea carbonica 30 CH 5 granuli ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. Crisi dolorosa da calcolosi renale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare e urinaria che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Pareira brava 4 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. La vite selvatica è una liana che cresce spontanea nell’America del Sud, usata già da molto tempo in omeopatia per le coliche renali, come risulta dall’affermazione dell’urologo francese Aversenq: “In base alla mia esperienza
Pareira brava, pianta originaria dell’America del Sud, è il preparato più efficace nelle crisi renali e vescicali della litiasi, delle pielonefriti e delle pielonefrosi”. Si consiglia di alternare con Calcarea carbonicay inizialmente anche ogni 10-15 minuti e diradare la somministrazione in base
al risultato ottenuto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo spesso in associazione alla Medicina occidentale, cioè l’uso di litotrissia associato ad agopuntura per dare immediato sollievo dalle coliche renali, fitopreparati cinesi per facilitare il passaggio di piccoli calcoli o residui post litotripsia e prevenire la riformazione dei calcoli che vengono chiamate
Sindromi da lin.
Si agisce sulla stasi di Qi e di Xue e sul deficit dell’organo Rene.
Nel caso di Sindrome lin da Xi la terapia è mirata a disperdere Umidità e Calore, eliminare calcoli e sedare il dolore:
CI LIAO (secondo osso, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità Calore dal Riscaldatore Inferiore;
PANG GUAN SHU (punto Shu del dorso della Vescica, localizzato 1,5 cun a lato della II vertebra sacrale) che tonifica il Qi della Vescica;
SAN JIAO SHU (punto Shu del Triplice Riscaldatore, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della I vertebra lombare) che mobilizza il
Qi, regola il bilancio dei Liquidi e dissolve l’Umidità;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHONG |I (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore.
Nella Sindrome lin da Xue Shi bisogna disperdere il Calore, Raffreddare il Sangue e sedare il dolore:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU;
ZHI SHI (casa della Volontà, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Qi del Rene.
Nella Sindrome lin da Xue Xu bisogna tonificare lo Yin e disperdere il Calore:
MINGMEN;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
ZHISHI.
Più punti del Sistema Auricolare quali Occipitale, Rene, Simpatico,
Surreni e SHEN MEN.
Si consigliano IO applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale a bassa percentuale di sali minerali, utilizzandola anche per cucinare.
Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è preferibile seguire ( per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) un regime alimentare basato su un adeguato apporto di carni magre biologiche, pesce pescato in mare, cereali e prodotti da forno a base di farine semintegrali, frutta e verdura fresche e di stagione, latte di riso e di soia.
Per i pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio è consigliabile adottare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) una dieta prevalentemente vegetariana basata su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e lievitate naturalmente, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e di carne magra biologica.
Alimenti da evitare Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è necessario escludere dalla dieta (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) gli alimenti ricchi di calcio come latte e latticini, pesci con la lisca (acciughe, sardine) e il tofii, e limitare l’ap-
porto dei legumi.
I pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio dovrebbero limitare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) l’apporto di proteine animali, di bevande alcoliche e di alimenti come pepe nero, rape, tuberi e radici, frutti di bosco, broccoli, cioccolato, frutta secca, rabarbaro, spinaci, tè nero e verde cinese, crusca di frumento.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Come prevenzione: Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti.
Eliminare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.


La fitoterapia non dev’essere utilizzata nelle forme acute infettive o durante episodi di colica renale, in questi casi il paziente dovrà contattare il medico di fiducia o recarsi in pronto soccorso per le cure del caso, successivamente quando la situazione clinica diventa stabile si può far ricorso a rimedi di origine naturale. Nella calcolosi renale sarà da evitare una terapia prolungata con diuretici senza ben conoscere il metabolismo dei sali minerali che può variare notevolmente da paziente a paziente, e non si dovranno assumere tisane che favoriscono l’escrezione di calcio in pa-
zienti che hanno calcoli di acido urico e viceversa, oppure di favorire un’eccessiva perdita di sodio o potassio in pazienti già in terapia con diuretici ipotensivi. Una miscela di estratti consigliabile in questi pazienti che non altera l’escrezione di sali e ha azione antimicrobica è a base di Piscidia (Piscidia erythrina) e Luppolo (Humulus lupulus) in estratti secchi per la loro funzione antispastica e sedativa centrale; associati ad oli essenziali che invece hanno un’importante azione microbicida, soprattutto se un episodio di calcolosi delle vie urinarie si è verificato di recente oppure se il paziente va incontro a frequenti recidive di microcalcolosi delle vie urinarie. Nelle riacutizzazioni con componente flogistica sintomatica dolorosa possono essere utilizzati Arpagofito (Harpagophytum procumbens) e il Salixalba associati ad estratti di Ippocastano, Fumaria officinalise Valeriana. Recentemente è stata dimostrata l’attività antilitiasica del Petroselinum $ativumy del Crataeva nurvala e del Phyllanthus, che tuttavia devono essere ancora confermate con studi clinici controllati.

Originally posted 2014-10-09 14:02:41.

Candidosi 180x180 - Candidosi

Candidosi

La Candida albìcons è un fungo presente in ciascuno di noi: di regola, non dà sintomi in minime quantità e in forma di “spora”, ossia quando è dormiente. I disturbi emergono quando passa alla forma attiva, vegetativa, in forma di “ite”, ossia di bastoncelli allungati che penetrano nei tessuti di rivestimento. Nei soggetti geneticamente predisposti, invece, può produrre disturbi anche con quantità minime, se il soggetto iper-reagisce ai suoi componenti. La vaginite da Candida è un’infezione estremamente comune, che si manifesta di solito con perdite vaginali biancastre, di aspetto caseoso (leucorrea), nonché spiccato arrossamento ed edema della mucosa, su cui talvolta compaiono delle piccole afte. La donna accusa prurito e difficoltà nel rapporto sessuale. A volte è presente anche un bruciore durante la minzione, come conseguenza dell’irritazione vulvare e di un’eventuale contaminazione dell’uretra. La localizzazione all’apparato genitale femminile dell’infezione da Candida è assai frequente, specie in gravidanza e nel corso di trattamenti con gli antibiotici (che, scombussolando gran parte della flora batterica del colon, consentono la proliferazione incontrollata di popolazioni minoritarie di funghi, fra i quali la Candida). Le infezioni da Candida possono anche causare il cosiddetto mughetto nella cavità della bocca: quest’infezione si manifesta con lesioni bianco-perlacee sulle gengive, sulla lingua e/o sulla mucosa orale.
Possono apparire come lesioni distinte oppure confluenti (generando placche – “pseudomembrane” – facilmente “scollatali” dalla mucosa). La orofaringea è comune nei neonati e interessa anche le persone con alterazioni del e i soggetti portatori di protesi dentarie.


Il convenzionale della candidosi vaginale richiede una diagnosi precisa e una terapia farmacologica conseguente: la diagnosi si basa sulla visita ginecologica e su un tampone. Le perdite vaginali sono abbastanza tipiche.

Applicazioni locali
Molte donne conoscono i segni della candidosi vaginale e usano spontaneamente da banco come il miconazolo in ovuli, in trattamenti da tre a sette giorni. Terapie alternative possono essere ovuli di acido borico o di tè verde, crema oppure ovuli di nistatina. Il clotrimazolo in capsule vaginali da 200 mg può essere prescritto per trattamenti da tre a sette giorni. Il buconazolo in crema va usato per tre giorni e ha una buona efficacia. Il fluconazolo in pillole può essere assunto in dose unica: talvolta può provocare nausea, mal di testa e allo stomaco. A scopo preventivo si può usare fluconazolo una volta al mese.

Probiotici orali
Bifidus, acidophilus, e S. boullardii sono raccomandati per ridurre il rischio di recidiva della candidosi. Si consiglia una dieta povera di zuccheri.


Le candidosi assumono spesso carattere recidivante e richiedono una valutazione medica. L’omeopatia consente di controllare i sintomi dovuti ai lieviti del genere Candida e principalmente Candida albicansy che si manifestano a livello delle mucose, in particolare del cavo orale (mughetto) e della vagina. Inoltre l’omeopatia permette di ridurre o annullare la tendenza alla recidiva.

Trattamento sintomatico
Helonias 5 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Il preparato ottenuto a partire dalla radice di Helonias o falso unicorno, pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee che cresce spontanea negli Stati Uniti, è il medicinale omeopatico di prima scelta nella cura della candidosi genitale femminile. Caratteristica è la leucorrea abbondante, bianca, albuminosa, simile a latte cagliato. Può essere utilizzato anche in preparazioni per via topica, come ovuli, in associazione con Calendula e Hydrastis canadensis.
Hydrastis canadensis Ovuli o irrigazione vaginale. L’idraste è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee che viene usata soprattutto per via locale nel trattamento delle vaginiti da Candida. Si consiglia di versare un cucchiaino di Tintura Madre in mezzo litro d’acqua tiepida per eseguire un’irrigazione vaginale.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il mercurio solubile preparato secondo indicazioni dello stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, è da utilizzare nel trattamento della candidosi del cavo orale, più nota come’mughetto’.
Moni lai albicans 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il preparato isoterapico ottenuto dal lievito responsabile della sintomatologia.

Trattamento di fondo
Sepia 9 CH 5 granuli, una volta al dì, nelle forme recidivanti. È adatto alle forme di candidosi vaginale recidivante caratterizzata da leucorrea cronica irritante in soggetti con tendenza alla ptosi viscerale e alla depressione.
Thuya occidentalis 30 CH un tubo dose una volta alla settimana per cicli di tre mesi. È il medicinale di fondo più completo per modificare il ‘terreno’ che predispone alla recidiva delle candidosi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese è mirala a ripristinare il Sistema Immunitario che presenta deficit di primo ordine a carico del , in secondo ordine del Rene e terzo ordine del Fegato. Regolare poi l’azione di leucociti, macrofagi, granulociti, proteine e immunoglobuline e difendere l’organismo dagli agenti esterni intermedi.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
I punti del Sistema Auricolare associabili sono Milza, Rene, Sottocorticale e Stomaco.
Si consigliano 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliali Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi ( limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi ), che aiutano ad alleviare i sintomi e a prevenire le recidive potenziando il Sistema Immunitario. Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato apporto di zinco, come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, carne, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali, legumi, verdure, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare In caso di frequenti recidive è necessario limitare drasticamente il consumo di carne e di pesce di allevamento, uova e latticini non biologici, perché contengono residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni. Evitare, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche ( inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nera

Integrazione alimentare
Aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Se l’infezione tende a cronicizzare possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina £, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno (lontano dai pasti) di enzimiproteolitici.
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di IO miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per circa due settimane dopo la sospensione della terapia antimicotica).

Originally posted 2014-10-09 14:24:44.

Colesterolo alto 180x180 - Colesterolo alto

Colesterolo alto

Il 70-80% della quantità di colesterolo che si trova nel nostro corpo viene autonomamente fabbricato dal legato (produzione che dipende anche dalla predisposizione ereditaria del singolo e può quindi variare da una persona all’altra); solo il 20-30% deriva direttamente dagli alimenti. Quando nel
sangue circola in abbondanza, il colesterolo tende a depositarsi sulla superficie interna delle arterie e a formare pericolose incrostazioni (le famigerate “placche” dell’aterosclerosi). Alla lunga, questi depositi duri rendono meno elastiche le pareti dei vasi sanguigni e ne restringono il calibro, facendo perciò arrivare meno sangue al cervello e al cuore l rischi: “angina di petto”, infarto e ictus. Le sostanze presenti nei cibi che più di tutte innalzano il tasso di colesterolo sono i grassi saturi (carne, formaggi, uova, latte, burro, insaccati, salumi) e, più ancora, i cosiddetti “trans”: sulle etichette dei prodotti alimentari sono riconoscibili con la dicitura “grassi vegetali idrogenati”. Assicurano facile preparazione e lunga conservazione a molti alimenti confezionati (in special modo i prodotti da forno), però riducono la produzione del colesterolo “buono” Hdl, e incrementano i livelli del “cattivo” Ldl. Ma il pericolo è annidato pure nelle troppe calorie ingurgitate. Esiste anche un’ipercolesterolemia familiare, malattia ereditaria (in cui la quantità di colesterolo nel sangue
può essere notevolmente aumentata) dovuta all’alterazione di un gene (localizzato sul cromosoma 19). I valori normali di colesterolo totale devono essere compresi fra 125 e 200 milligrammi per decilitro di sangue.



Una corretta alimentazione è fondamentale per il dell’ipercolestcrolemia. La perdita di peso è obiettivo primario se esiste sovrappeso: ridurre la quantità di cellule grasse è talvolta Tunica procedura necessaria e sufficiente per abbassare il colesterolo. La dieta mediterranea riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL (quello “buono” ) perché è ricca di acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), prodotti integrali» pesce, carne bianca, verdura e frutta. L’alimentazione è tanto più efficace quanto più viene associata ad almeno venti minuti di esercizio aerobico al giorno. Nei pazienti sovrappeso, soprattutto di sesso maschile, con altri fattori di rischio coronarici è opportuno impostare anche una terapia farmacologica: i fattori di rischio sono ipertensione, rumo, malattie cardiache, diabete, età e storia familiare.


Statine, farmaci che impediscano il recupero degli acidi biliari a livello intestinale (sequestranti biliari) e inibitori dell’assorbimento intestinale del colesterolo sono i più usati: la scelta specifica dipende dal tipo di ipercolesterolemia. Se c’è un aumento dei trigliceridi, niacina e/o omega tre sono utili. Gli effetti collaterali possibili dei farmaci anticolesterolo sono principalmente anormalità enzimatiche nella funzione del fegato e dolori muscolari diffusi.


In presenza di valori elevati di colesterolo nel sangue l’approccio omeopatico si deve integrare con le misure relative allo stile di vita, al comportamento alimentare e alla pratica di un’attività motoria regolare. Il trattamento andrà eseguito a cicli di tre mesi prima di verificare il risultato ottenuto. In generale si consiglia di assumere regolarmente Fisoterapico Cholesterinum, associato al rimedio omeopatico specifico ad azione più profonda.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose alla settimana. Il carbonato di calcio estratto dal rivestimento interno del guscio dell’ostrica è impiegato in omeopatia per i soggetti di costituzione carbonica’ caratterizzata dalla tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo dei grassi, alle manifestazioni artrosiche e cardiovascolari.
Cholesterinum 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana, per cicli di tre mesi di trattamento al termine dei quali si consiglia di rivalutare i valori dell’assetto lipidico. Si tratta di un isoterapico ottenuto diluendo e dinamizzando il colesterolo. L’isoterapia si basa sul principio di utilizzo
di sostanza proveniente o dal malato oppure dall’ambiente, e che si ritenga avere un rapporto diretto con i disturbi o la malattia. La tecnica venne introdotta nel 1833 dal veterinario tedesco Guillaume Lux. Tale tecnica può ricordare per alcuni aspetti la pratica della vaccinazione e della desensibilizzazione. Si ritiene che l’isoterapico somministrato in alta diluizione (15 o 30 CH) serva a controllare o inibire. Per questo motivo Cholesterinum andrà somministrato in alta diluizione per cercare di ridurre la produzione ‘endogena’ di colesterolo e normalizzare i valori di colesterolemia totale.
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo dose alla settimana o ogni due settimane. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni del metabolismo dei grassi soprattutto in soggetti ansiosi, irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La regolazione del metabolismo lipidico viene trattato dalla Medicina tradizionale cinese con grande efficacia tramite l’assunzione di tè o di tisane frutto di fìtopreparati cinesi.
Formula: PU ERH CHA
Camelia Sinensis…………………….5 g
Posologia: Utilizzare come infuso, assumere 50-1000 mi al dì dopo i pasti.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di alimenti di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e del-
l’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali (in particolare l’avena in fiocchi e in chicchi), prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, legumi, germogli di soia e derivati, verdura fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde, aglio, cipolla, porro, scalogno), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, mandorle, nocciole, frutta fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella. Incrementare rapporto di octacosanolo (secondo gli esperti questa molecola può aiutare ad abbassare i livelli ematici del colesterolo) attraverso un aumentato consumo di germe di grano.
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare rapporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina disoia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Triptofano (in quanto precursore della melatonina, che secondo gli esperti può aiutare a tenere sotto controllo il livello ematico del colesterolo): 260 mg al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


L’Aglio (Allium sativum), ampiamente conosciuto e apprezzato in terapia corno antiaggregante piastrinico, ipotensivo e ipolipemizzante, ha anche un’importante attività come ipocolesterolemizzante grazie alla sua azione sulla HMG-CoA reduttasi e sulla lanosterolo- 14-alfa-demetilasi. Numerosi studi clinici controllati dimostrano l’efficacia dell’Adi” nel ridurre la colesterolemia. Il Carciofo (Cyrtara scolymus) pianta ricca di polifenoli, flavonoidi e steroli, già ampiamente conosciuta come coleretico, epatoprotettore, diuretico e ipolipemizzante, ha anche un’at-
tività di tipo ipocolesterolemizzante. 1 suoi principi attivi sono in grado di bloccare fattività dell’ H MG-Co A reduttasi con riduzione fino al 22% del colesterolo di tipo LDL 11 Guggul che corrisponde alla resina di caucciù che viene ricavata dalla Commìphora mukuU in particolare riduce i livelli di trigliceridi, colesterolo totale, fosfolipidi, colesterolo LDL, ed è in grado di aumentare la quota di colesterolo HDL. Il Riso rosso fermentato con Monascus rubcr contiene invece statine, in particolare la lovastatina, esattamente come quelle di sintesi. Il Riso rosso fermentato è un alimento tipico di alcune popolazioni asiatiche ed è attualmente in commercio in Italia come integratore; tuttavia il contenuto in statine consiglia di seguire tutte le precauzioni che si applicano alle statine di sintesi, soprattutto per quanto riguarda i possibili danni muscolari. Anche la Soia ha attività ipocolestrolemizzante sia come alimento che come estratto a base della ben nota lecitina. Hanno invece scarse evidenze scientifica gli estratti di Fieno greco, Fucus, Caigua e foglie di Olivo.

Originally posted 2014-10-10 09:19:44.

Catarro 180x180 - Catarro

Catarro

Il naso e le mucose delle vie aeree sono ricchi di ghiandole che producono muco, un liquido viscoso: costituisce una barriera difensiva che pulisce le vie respiratorie, imbrigliando ed espellendo tutto ciò che (di indesiderato) viene inalato. Gli stimoli infiammatori possono incrementare questa produzione. L’infezione del tratto aereo superiore comporta l’infiammazione della mucosa respiratoria, dal naso all’albero bronchiale. Per esempio la bronchite acuta catarrale, solitamente di natura virale, è contrassegnata da una secrezione rino-bronchiale, per lo più mucosa,- se l’infezione finisce per complicarsi con una sovrapposizione di batteri, la tosse si fa più produttiva e insistente, con l’emissione di viscoso e denso. Anche gli stati infiammatori acuti o cronici che interessano i seni paranasali possono produrre tosse con , e non è infrequente rilevare la comparsa di una secrezione gialloverdastra, che dalla sede dell’infezione cola nel naso o anche direttamente
nella gola. Un espettorato mucoso – e, in caso di sovrinfezione batterica, muco-purulento – può manifestarsi quando sono presenti delle bronchiectasie, cioè delle dilatazioni anomale e permanenti delle vie bronchiali di medio calibro (che si verificano in seguito alla distruzione dei costituenti elastici e muscolari della loro parete).


Il catarro è un sintomo: prima di effettuare trattamenti è utile capire la ragione della sua formazione. Le cause più comuni sono l’infezione virale e la reazione allergica.

Decongestionanti
I decongestionanti da banco come la pseudoefedrina e spray nasali come l’ossimeta/olina sono efficaci per risolvere i sintomi a breve termine e rapidamente: possono essere usati mentre si eseguono gli accertamenti per scoprire la causa del catarro, ma se il loro uso va oltre i tre giorni si rischia di peggiorare la situazione (aumento della congestione delle prime vie aeree). Persone affette da ipertensione arteriosa non dovrebbero usare questi prodotti.

Se sì riscontra infezione
Di solito l’infezione è virale e il si basa su riposo, alte dosi di vitamina C ( 1 gal giorno) e zinco (40 mg al giorno). Adottare un’ regolare migliora le difese immunitarie. Un farmacologico dovrebbe essere adottato se insieme al catarro sono presenti febbre e cattivo odore del catarro stesso, oppure se la presenza di catarro dura da più di 10 giorni. La perdita di muco nasale frequente, di colore intenso e con cattivo odore può indicare la presenza di sinusite: in questi casi è opportuno assumere antibiotici.


Le manifestazioni catarrali possono assumere un carattere episodico isolato oppure presentare un’evoluzione recidivante o cronica. Nel primo caso sono indicati rimedi omeopatici sintomatici (Antimonium tartaricurtìy Hydrastis, Kali bichromicum), mentre nel catarro cronico si fa ricorso al trattamento mediante medicinali di fondo, ad azione più profonda (Calcarea carbonica-, Silicea* Tubercolinum). Da un punto di vista della posologia consigliata è bene ricordare la regola ge-
nerale secondo cui le basse diluizioni (5 CH) favoriscono l’eliminazione delle secrezioni catarrali, mentre quelle alte ( 15 o 30 CH) ne inibiscono la produzione.

Trattamento sintomatico
Antimonium tartaricum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì, per favorire l’espettorazione; 15 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva e inefficace con abbondante ristagno.
Hydraslis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale con secrezioni dense e vischiose, giallastre, irritanti, in un soggetto prostrato e dimagrito.
Kali bichromicum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Secrezioni scarse muco-purulente, vischiose, aderenti, in un soggetto in buone condizioni generali. Aggravamento con il freddo umido e miglioramento con il calore.
Kali murialicum 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Raffreddore con ostruzione nasale e raccolta di catarro a livello dell’orecchio.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.

Trattamento dì fondo
Calcarea carbonica 30 CH, I dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il calcare d’ostrica e il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi, manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree, soprattutto in età pediatrica.
Silicea 30 CH, una dose alla settimana. La silice o anidride silicica è il medicinale omeopatico dei soggetti con tendenza ai processi suppurativi recidivanti o cronici. Caratteristica è la marcata freddolosità.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La medicina tradizionale cinese affronta questo disturbo utilizzando l’agopuntura ad azione mucolitica regolando i movimenti della muscolatura respiratoria e associando la moxaterapia ad azione broncodilatativa favorendo l’espettorazione.
Punti importanti sono:
FEI SHU (punto Shu del dorso del , localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul Iato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale.
Molto utile è l’azione associata della Moxa, un bastoncino di Artemisia compressa che filtrato attraverso un disco di Zenzero ha una vera e propria azione broncodilatativa.

cinese
Formula: ER CHEN WAN
Rhizoma Pinelliae……………………15g
Sclerotium Poria……………………..9g
Pericarpium Citri Reticulatae…………15g
Radix Gìycyrrhizae Uralensis…………..5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis………….3g
Posologia: 3 gal dì sotto forma di capsule o polvere.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi e di beta-carotene, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina, grano saraceno, nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavoli, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di vitamina C (agrumi, kiwi, ortaggi a foglia verde, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci novelli consumati crudi).
Integrare la dieta abituale con buone fonti di zinco (che potenzia il , contribuendo così a tenere sotto controllo l’infiammazione) quali le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Eliminare gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè (esclusa la qualità Arabica) e il tè nero non biologico.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (per ridurre l’infiammazione dell’apparato respiratorio);
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg-250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
In questo caso dopo aver individuato chiaramente la causa eziologica ed aver quindi escluso patologie maggiori che necessitano di un trattamento a base di di sintesi, la fitoterapia ha a disposizione numerosi rimedi. I principali sono i mucolitici e i balsamici. I mucolitici sono sostanze che hanno un’azione fluidificante sulle secrezioni bronchiali modificando la componente proteica delle secrezioni stesse, ed in particolare rompono i legami delle mucoproteine. Tra queste ricordiamo il
Marrubio (Marrubium vulgare), YEnula, YEdera Terrestre, la Primula, il Verbasco. I balsamici sono invece sostanze che determinano una fluidificazione delle secrezioni catarrali delle vie aeree aumentando la componente acquosa. Le sostanze di origine vegetale che hanno queste proprietà sono gli oli essenziali ricchi in monoterpeni e derivati ossidati come l’olio essenziale di Eucalipto, Niaouli, Pino, Lavanda, Cipresso. Tuttavia, nonostante questi sostanze facciano parte di una consolidata tradizione la somministrazione dovrebbe essere fatta soprattutto per aereosol sotto controllo del medico, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli e donne in gravidanza sia per il rischio di allergie che di possibili reazione di tipo embriotossico, e quindi non andrebbero somministrati. Nei casi di patologie più importanti insieme alla terapia con farmaci di sintesi
possono essere somministrati come complemento anche estratti ad attività immunostimolante a base di Astragalo, Echinacea e Uncaria; oppure se prevale la componente infiammatoria Curcuma e Boswellia. Nel caso del catarro nella bronchite cronica del fumatore possono essere somministrati per via orale estratti di olio di germe di Grano, Ginkgo biloba.
Mirtillo, molto utili grazie alla loro attività anti-radicali acidi che si formano con il danno tessutale indotto dal fumo di sigaretta.

Originally posted 2014-10-09 15:40:15.