Candidosi 180x180 - Candidosi

Candidosi

La Candida albìcons è un fungo presente in ciascuno di noi: di regola, non dà sintomi in minime quantità e in forma di “spora”, ossia quando è dormiente. I disturbi emergono quando passa alla forma attiva, vegetativa, in forma di “ite”, ossia di bastoncelli allungati che penetrano nei tessuti di rivestimento. Nei soggetti geneticamente predisposti, invece, può produrre disturbi anche con quantità minime, se il soggetto iper-reagisce ai suoi componenti. La vaginite da Candida è un’infezione estremamente comune, che si manifesta di solito con perdite vaginali biancastre, di aspetto caseoso (leucorrea), nonché spiccato arrossamento ed edema della mucosa, su cui talvolta compaiono delle piccole afte. La donna accusa prurito e difficoltà nel rapporto sessuale. A volte è presente anche un bruciore durante la minzione, come conseguenza dell’irritazione vulvare e di un’eventuale contaminazione dell’uretra. La localizzazione all’apparato genitale femminile dell’infezione da Candida è assai frequente, specie in gravidanza e nel corso di trattamenti con gli (che, scombussolando gran parte della flora batterica del colon, consentono la proliferazione incontrollata di popolazioni minoritarie di funghi, fra i quali la Candida). Le infezioni da Candida possono anche causare il cosiddetto mughetto nella cavità della bocca: quest’infezione si manifesta con lesioni bianco-perlacee sulle gengive, sulla lingua e/o sulla mucosa orale.
Possono apparire come lesioni distinte oppure confluenti (generando placche – “pseudomembrane” – facilmente “scollatali” dalla mucosa). La orofaringea è comune nei neonati e interessa anche le persone con alterazioni del e i soggetti portatori di protesi dentarie.


Il convenzionale della candidosi vaginale richiede una diagnosi precisa e una terapia farmacologica conseguente: la diagnosi si basa sulla visita ginecologica e su un tampone. Le perdite vaginali sono abbastanza tipiche.

Applicazioni locali
Molte donne conoscono i segni della candidosi vaginale e usano spontaneamente da banco come il miconazolo in ovuli, in trattamenti da tre a sette giorni. Terapie alternative possono essere ovuli di acido borico o di tè verde, crema oppure ovuli di nistatina. Il clotrimazolo in capsule vaginali da 200 mg può essere prescritto per trattamenti da tre a sette giorni. Il buconazolo in crema va usato per tre giorni e ha una buona efficacia. Il fluconazolo in pillole può essere assunto in dose unica: talvolta può provocare nausea, mal di testa e dolore allo stomaco. A scopo preventivo si può usare fluconazolo una volta al mese.

Probiotici orali
Bifidus, acidophilus, e S. boullardii sono raccomandati per ridurre il rischio di recidiva della candidosi. Si consiglia una dieta povera di zuccheri.


Le candidosi assumono spesso carattere recidivante e richiedono una valutazione medica. L’omeopatia consente di controllare i sintomi dovuti ai lieviti del genere Candida e principalmente Candida albicansy che si manifestano a livello delle mucose, in particolare del cavo orale (mughetto) e della vagina. Inoltre l’omeopatia permette di ridurre o annullare la tendenza alla recidiva.

Trattamento sintomatico
Helonias 5 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Il preparato ottenuto a partire dalla radice di Helonias o falso unicorno, pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee che cresce spontanea negli Stati Uniti, è il medicinale omeopatico di prima scelta nella cura della candidosi genitale femminile. Caratteristica è la leucorrea abbondante, bianca, albuminosa, simile a latte cagliato. Può essere utilizzato anche in preparazioni per via topica, come ovuli, in associazione con Calendula e Hydrastis canadensis.
Hydrastis canadensis Ovuli o irrigazione vaginale. L’idraste è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee che viene usata soprattutto per via locale nel trattamento delle vaginiti da Candida. Si consiglia di versare un cucchiaino di Tintura Madre in mezzo litro d’acqua tiepida per eseguire un’irrigazione vaginale.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il mercurio solubile preparato secondo indicazioni dello stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, è da utilizzare nel trattamento della candidosi del cavo orale, più nota come’mughetto’.
Moni lai albicans 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il preparato isoterapico ottenuto dal lievito responsabile della sintomatologia.

Trattamento di fondo
Sepia 9 CH 5 granuli, una volta al dì, nelle forme recidivanti. È adatto alle forme di candidosi vaginale recidivante caratterizzata da leucorrea cronica irritante in soggetti con tendenza alla ptosi viscerale e alla .
Thuya occidentalis 30 CH un tubo dose una volta alla settimana per cicli di tre mesi. È il medicinale di fondo più completo per modificare il ‘terreno’ che predispone alla recidiva delle candidosi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese è mirala a ripristinare il Sistema Immunitario che presenta deficit di primo ordine a carico del Polmone, in secondo ordine del Rene e terzo ordine del Fegato. Regolare poi l’azione di leucociti, macrofagi, granulociti, proteine e immunoglobuline e difendere l’organismo dagli agenti esterni intermedi.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
I punti del Sistema Auricolare associabili sono Milza, Rene, Sottocorticale e Stomaco.
Si consigliano 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliali Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi ( limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi ), che aiutano ad alleviare i sintomi e a prevenire le recidive potenziando il Sistema Immunitario. Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato apporto di zinco, come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, carne, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali, legumi, verdure, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare In caso di frequenti recidive è necessario limitare drasticamente il consumo di carne e di pesce di allevamento, uova e latticini non biologici, perché contengono residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il , soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni. Evitare, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche ( inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nera

Integrazione alimentare
Aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Se l’infezione tende a cronicizzare possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina £, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno (lontano dai pasti) di enzimiproteolitici.
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di IO miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per circa due settimane dopo la sospensione della terapia antimicotica).

Originally posted 2014-10-09 14:24:44.

Colesterolo alto 180x180 - Colesterolo alto

Colesterolo alto

Il 70-80% della quantità di colesterolo che si trova nel nostro corpo viene autonomamente fabbricato dal legato (produzione che dipende anche dalla predisposizione ereditaria del singolo e può quindi variare da una persona all’altra); solo il 20-30% deriva direttamente dagli alimenti. Quando nel
sangue circola in abbondanza, il colesterolo tende a depositarsi sulla superficie interna delle arterie e a formare pericolose incrostazioni (le famigerate “placche” dell’aterosclerosi). Alla lunga, questi depositi duri rendono meno elastiche le pareti dei vasi sanguigni e ne restringono il calibro, facendo perciò arrivare meno sangue al cervello e al cuore l rischi: “angina di petto”, infarto e ictus. Le sostanze presenti nei cibi che più di tutte innalzano il tasso di colesterolo sono i grassi saturi (carne, formaggi, uova, latte, burro, insaccati, salumi) e, più ancora, i cosiddetti “trans”: sulle etichette dei prodotti alimentari sono riconoscibili con la dicitura “grassi vegetali idrogenati”. Assicurano facile preparazione e lunga conservazione a molti alimenti confezionati (in special modo i prodotti da forno), però riducono la produzione del colesterolo “buono” Hdl, e incrementano i livelli del “cattivo” Ldl. Ma il pericolo è annidato pure nelle troppe calorie ingurgitate. Esiste anche un’ipercolesterolemia familiare, malattia ereditaria (in cui la quantità di colesterolo nel sangue
può essere notevolmente aumentata) dovuta all’alterazione di un gene (localizzato sul cromosoma 19). I valori normali di colesterolo totale devono essere compresi fra 125 e 200 milligrammi per decilitro di sangue.



Una corretta alimentazione è fondamentale per il dell’ipercolestcrolemia. La perdita di peso è obiettivo primario se esiste sovrappeso: ridurre la quantità di cellule grasse è talvolta Tunica procedura necessaria e sufficiente per abbassare il colesterolo. La dieta mediterranea riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL (quello “buono” ) perché è ricca di acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), prodotti integrali» pesce, carne bianca, verdura e frutta. L’alimentazione è tanto più efficace quanto più viene associata ad almeno venti minuti di esercizio aerobico al giorno. Nei pazienti sovrappeso, soprattutto di sesso maschile, con altri fattori di rischio coronarici è opportuno impostare anche una terapia farmacologica: i fattori di rischio sono ipertensione, rumo, malattie cardiache, diabete, età e storia familiare.


Statine, farmaci che impediscano il recupero degli acidi biliari a livello intestinale (sequestranti biliari) e inibitori dell’assorbimento intestinale del colesterolo sono i più usati: la scelta specifica dipende dal tipo di ipercolesterolemia. Se c’è un aumento dei trigliceridi, niacina e/o omega tre sono utili. Gli effetti collaterali possibili dei farmaci anticolesterolo sono principalmente anormalità enzimatiche nella funzione del fegato e dolori muscolari diffusi.


In presenza di valori elevati di colesterolo nel sangue l’approccio omeopatico si deve integrare con le misure relative allo stile di vita, al comportamento alimentare e alla pratica di un’attività motoria regolare. Il trattamento andrà eseguito a cicli di tre mesi prima di verificare il risultato ottenuto. In generale si consiglia di assumere regolarmente Fisoterapico Cholesterinum, associato al rimedio omeopatico specifico ad azione più profonda.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose alla settimana. Il carbonato di calcio estratto dal rivestimento interno del guscio dell’ostrica è impiegato in omeopatia per i soggetti di costituzione carbonica’ caratterizzata dalla tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo dei grassi, alle manifestazioni artrosiche e cardiovascolari.
Cholesterinum 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana, per cicli di tre mesi di trattamento al termine dei quali si consiglia di rivalutare i valori dell’assetto lipidico. Si tratta di un isoterapico ottenuto diluendo e dinamizzando il colesterolo. L’isoterapia si basa sul principio di utilizzo
di sostanza proveniente o dal malato oppure dall’ambiente, e che si ritenga avere un rapporto diretto con i disturbi o la malattia. La tecnica venne introdotta nel 1833 dal veterinario tedesco Guillaume Lux. Tale tecnica può ricordare per alcuni aspetti la pratica della vaccinazione e della desensibilizzazione. Si ritiene che l’isoterapico somministrato in alta diluizione (15 o 30 CH) serva a controllare o inibire. Per questo motivo Cholesterinum andrà somministrato in alta diluizione per cercare di ridurre la produzione ‘endogena’ di colesterolo e normalizzare i valori di colesterolemia totale.
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo dose alla settimana o ogni due settimane. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni del metabolismo dei grassi soprattutto in soggetti ansiosi, irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La regolazione del metabolismo lipidico viene trattato dalla Medicina tradizionale cinese con grande efficacia tramite l’assunzione di tè o di tisane frutto di fìtopreparati cinesi.
Formula: PU ERH CHA
Camelia Sinensis…………………….5 g
Posologia: Utilizzare come infuso, assumere 50-1000 mi al dì dopo i pasti.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di alimenti di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e del-
l’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali (in particolare l’avena in fiocchi e in chicchi), prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, legumi, germogli di soia e derivati, verdura fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde, aglio, cipolla, porro, scalogno), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, mandorle, nocciole, frutta fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella. Incrementare rapporto di octacosanolo (secondo gli esperti questa molecola può aiutare ad abbassare i livelli ematici del colesterolo) attraverso un aumentato consumo di germe di grano.
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare rapporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina disoia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Triptofano (in quanto precursore della melatonina, che secondo gli esperti può aiutare a tenere sotto controllo il livello ematico del colesterolo): 260 mg al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


L’Aglio (Allium sativum), ampiamente conosciuto e apprezzato in terapia corno antiaggregante piastrinico, ipotensivo e ipolipemizzante, ha anche un’importante attività come ipocolesterolemizzante grazie alla sua azione sulla HMG-CoA reduttasi e sulla lanosterolo- 14-alfa-demetilasi. Numerosi studi clinici controllati dimostrano l’efficacia dell’Adi” nel ridurre la colesterolemia. Il Carciofo (Cyrtara scolymus) pianta ricca di polifenoli, flavonoidi e steroli, già ampiamente conosciuta come coleretico, epatoprotettore, diuretico e ipolipemizzante, ha anche un’at-
tività di tipo ipocolesterolemizzante. 1 suoi principi attivi sono in grado di bloccare fattività dell’ H MG-Co A reduttasi con riduzione fino al 22% del colesterolo di tipo LDL 11 Guggul che corrisponde alla resina di caucciù che viene ricavata dalla Commìphora mukuU in particolare riduce i livelli di trigliceridi, colesterolo totale, fosfolipidi, colesterolo LDL, ed è in grado di aumentare la quota di colesterolo HDL. Il Riso rosso fermentato con Monascus rubcr contiene invece statine, in particolare la lovastatina, esattamente come quelle di sintesi. Il Riso rosso fermentato è un alimento tipico di alcune popolazioni asiatiche ed è attualmente in commercio in Italia come integratore; tuttavia il contenuto in statine consiglia di seguire tutte le precauzioni che si applicano alle statine di sintesi, soprattutto per quanto riguarda i possibili danni muscolari. Anche la Soia ha attività ipocolestrolemizzante sia come alimento che come estratto a base della ben nota lecitina. Hanno invece scarse evidenze scientifica gli estratti di Fieno greco, Fucus, Caigua e foglie di Olivo.

Originally posted 2014-10-10 09:19:44.

Catarro 180x180 - Catarro

Catarro

Il naso e le mucose delle vie aeree sono ricchi di ghiandole che producono muco, un liquido viscoso: costituisce una barriera difensiva che pulisce le vie respiratorie, imbrigliando ed espellendo tutto ciò che (di indesiderato) viene inalato. Gli stimoli infiammatori possono incrementare questa produzione. L’infezione del tratto aereo superiore comporta l’infiammazione della mucosa respiratoria, dal naso all’albero bronchiale. Per esempio la bronchite acuta catarrale, solitamente di natura virale, è contrassegnata da una secrezione rino-bronchiale, per lo più mucosa,- se l’infezione finisce per complicarsi con una sovrapposizione di batteri, la tosse si fa più produttiva e insistente, con l’emissione di viscoso e denso. Anche gli stati infiammatori acuti o cronici che interessano i seni paranasali possono produrre tosse con , e non è infrequente rilevare la comparsa di una secrezione gialloverdastra, che dalla sede dell’infezione cola nel naso o anche direttamente
nella gola. Un espettorato mucoso – e, in caso di sovrinfezione batterica, muco-purulento – può manifestarsi quando sono presenti delle bronchiectasie, cioè delle dilatazioni anomale e permanenti delle vie bronchiali di medio calibro (che si verificano in seguito alla distruzione dei costituenti elastici e muscolari della loro parete).


Il catarro è un sintomo: prima di effettuare trattamenti è utile capire la ragione della sua formazione. Le cause più comuni sono l’infezione virale e la reazione allergica.

Decongestionanti
I decongestionanti da banco come la pseudoefedrina e spray nasali come l’ossimeta/olina sono efficaci per risolvere i sintomi a breve termine e rapidamente: possono essere usati mentre si eseguono gli accertamenti per scoprire la causa del catarro, ma se il loro uso va oltre i tre giorni si rischia di peggiorare la situazione (aumento della delle prime vie aeree). Persone affette da ipertensione arteriosa non dovrebbero usare questi prodotti.

Se sì riscontra infezione
Di solito l’infezione è virale e il si basa su riposo, alte dosi di C ( 1 gal giorno) e zinco (40 mg al giorno). Adottare un’ regolare migliora le difese immunitarie. Un trattamento farmacologico dovrebbe essere adottato se insieme al catarro sono presenti febbre e cattivo odore del catarro stesso, oppure se la presenza di catarro dura da più di 10 giorni. La perdita di muco nasale frequente, di colore intenso e con cattivo odore può indicare la presenza di sinusite: in questi casi è opportuno assumere antibiotici.

OMEOPATIA
Le manifestazioni catarrali possono assumere un carattere episodico isolato oppure presentare un’evoluzione recidivante o cronica. Nel primo caso sono indicati omeopatici sintomatici (Antimonium tartaricurtìy Hydrastis, Kali bichromicum), mentre nel catarro cronico si fa ricorso al trattamento mediante medicinali di fondo, ad azione più profonda (Calcarea carbonica-, Silicea* Tubercolinum). Da un punto di vista della posologia consigliata è bene ricordare la regola ge-
nerale secondo cui le basse diluizioni (5 CH) favoriscono l’eliminazione delle secrezioni catarrali, mentre quelle alte ( 15 o 30 CH) ne inibiscono la produzione.

Trattamento sintomatico
Antimonium tartaricum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì, per favorire l’espettorazione; 15 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva e inefficace con abbondante ristagno.
Hydraslis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale con secrezioni dense e vischiose, giallastre, irritanti, in un soggetto prostrato e dimagrito.
Kali bichromicum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Secrezioni scarse muco-purulente, vischiose, aderenti, in un soggetto in buone condizioni generali. Aggravamento con il freddo umido e miglioramento con il calore.
Kali murialicum 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Raffreddore con ostruzione nasale e raccolta di catarro a livello dell’orecchio.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.

Trattamento dì fondo
Calcarea carbonica 30 CH, I dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il calcare d’ostrica e il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi, manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree, soprattutto in età pediatrica.
Silicea 30 CH, una dose alla settimana. La silice o anidride silicica è il medicinale omeopatico dei soggetti con tendenza ai processi suppurativi recidivanti o cronici. Caratteristica è la marcata freddolosità.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La medicina tradizionale cinese affronta questo disturbo utilizzando l’agopuntura ad azione mucolitica regolando i movimenti della muscolatura respiratoria e associando la moxaterapia ad azione broncodilatativa favorendo l’espettorazione.
Punti importanti sono:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul Iato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale.
Molto utile è l’azione associata della Moxa, un bastoncino di Artemisia compressa che filtrato attraverso un disco di Zenzero ha una vera e propria azione broncodilatativa.

cinese
Formula: ER CHEN WAN
Rhizoma Pinelliae……………………15g
Sclerotium Poria……………………..9g
Pericarpium Citri Reticulatae…………15g
Radix Gìycyrrhizae Uralensis…………..5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis………….3g
Posologia: 3 gal dì sotto forma di capsule o polvere.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi e di beta-carotene, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina, grano saraceno, nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavoli, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di vitamina C (agrumi, kiwi, ortaggi a foglia verde, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci novelli consumati crudi).
Integrare la dieta abituale con buone fonti di zinco (che potenzia il , contribuendo così a tenere sotto controllo l’infiammazione) quali le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Eliminare gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè (esclusa la qualità Arabica) e il tè nero non biologico.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (per ridurre l’infiammazione dell’apparato respiratorio);
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg-250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
In questo caso dopo aver individuato chiaramente la causa eziologica ed aver quindi escluso patologie maggiori che necessitano di un trattamento a base di di sintesi, la fitoterapia ha a disposizione numerosi rimedi. I principali sono i mucolitici e i balsamici. I mucolitici sono sostanze che hanno un’azione fluidificante sulle secrezioni bronchiali modificando la componente proteica delle secrezioni stesse, ed in particolare rompono i legami delle mucoproteine. Tra queste ricordiamo il
Marrubio (Marrubium vulgare), YEnula, YEdera Terrestre, la Primula, il Verbasco. I balsamici sono invece sostanze che determinano una fluidificazione delle secrezioni catarrali delle vie aeree aumentando la componente acquosa. Le sostanze di origine vegetale che hanno queste proprietà sono gli oli essenziali ricchi in monoterpeni e derivati ossidati come l’olio essenziale di Eucalipto, Niaouli, Pino, Lavanda, Cipresso. Tuttavia, nonostante questi sostanze facciano parte di una consolidata tradizione la somministrazione dovrebbe essere fatta soprattutto per aereosol sotto controllo del medico, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli e donne in gravidanza sia per il rischio di allergie che di possibili reazione di tipo embriotossico, e quindi non andrebbero somministrati. Nei casi di patologie più importanti insieme alla terapia con farmaci di sintesi
possono essere somministrati come complemento anche estratti ad attività immunostimolante a base di Astragalo, Echinacea e Uncaria; oppure se prevale la componente infiammatoria Curcuma e Boswellia. Nel caso del catarro nella bronchite cronica del fumatore possono essere somministrati per via orale estratti di olio di germe di Grano, Ginkgo biloba.
Mirtillo, molto utili grazie alla loro attività anti-radicali acidi che si formano con il danno tessutale indotto dal fumo di sigaretta.

Originally posted 2014-10-09 15:40:15.

Calcolosi biliare 180x180 - Calcolosi biliare

Calcolosi biliare

La calcolosi (o litiasi) biliare rappresenta la patologia più frequente della colecisti, caratterizzata dalla presenza al suo interno di calcoli, ossia di concrezioni di materiale solido (che possono essere singoli o multipli, con dimensioni variabili da qualche millimetro a 3-4 centimetri). Questi possono restare silenziosi per tutta la vita ed essere diagnosticati casualmente, nel corso di un esame effettuato per altri motivi. La malattia diventa sintomatica quando il calcolo migra nelle vie biliari principali a valle: è la colica biliare, un dolore che compare spesso di notte o nelle prime ore del mattino, è in genere localizzato nel fianco destro, può irradiarsi alla scapola o alla spalla destre e
ha una durata superiore ai 30 minuti. A parte la colica biliare, nessun altro sintomo è tipico della : pertanto, disturbi come una sensazione di peso all’addome o la sonnolenza dopo i pasti, il gonfiore intestinale, nausea e bruciori alla stomaco devono considerarsi non specifici, l calcoli che possono formarsi nella cavità della cistifellea possono avere caratteristiche biochimiche diverse. I calcoli puri di bilirubinato di calcio si formano perché aumenta nella bile la quota eliminata di bilirubina; ma all’interno della cistifellea si possono generare anche calcoli di colesterolo quando la produzione di bile da parte del fegato risulta più ricca di questa sostanza (nei Paesi occidentali i calcoli di colesterolo sono di gran lunga i più frequenti, rappresentando circa
l’80% del totale). Per svelare la presenza dei calcoli è sufficiente sottoporsi a un’ecografia della colecisti, esame innocuo, non invasivo, che non causa alcun problema al anche se ripetuto più volte.


Il dipende da una diagnosi adeguata. Un’ecografìa della colecisti è importante per individuare la presenza di calcoli. I calcoli della colecisti recidivano frequentemente dopo il , a meno che la colecisti non sia stata asportata chirurgicamente. Lo stile di vita è fon-
damentale per ridurre il rischio di calcolosi.


È importante sostituire i grassi polinsaturi con grassi monoinsaturi: una perdita di peso lenta e graduale è opportuna nelle persone sovrappeso, ma il dimagrimento rapido deve essere evitato perché favorisce la formazione di calcoli.

Chirurgia
I calcoli che provocano sintomi vengono trattati con chirurgia (colecistectomia, cioè asportazione della colecisti), che può essere eseguita in laparoscopia e richiede il ricovero ospedaliero per qualche giorno.

Scioglimento dei calcoli
Esistono in grado di sciogliere i calcoli biliari: se nella colecisti sono presenti fino a cinque calcoli di colesterolo si usa l’acido ursodesossicolico. I calcoli possono anche essere dissolti iniettando direttamente nell’area da trattare un solvente chiamato MTBE, grazie a un catetere percutaneo. Infine, è possibile rompere i calcoli in piccoli pezzi con la litotrissia extracorporea.


È bene distinguere il trattamento della crisi dolorosa acuta della colica epatica> attuata in attesa della valutazione del medico dal trattamento di fondo che permette di prevenire le ricadute e curare la predisposizione a formare calcoli.

Trattamento sintomatico
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è adatta alle condizioni caratterizzate da spasmi viscerali improvvisi estremamente dolorosi con iperestesia sensoriale generale e locale addominale con aggravamento toccando la regione interessata. Chelidonium majus 5 CH 5 granuli, ogni ora. Crisi dolorosa iniziale o lieve da calcolosi biliare. La radice di chelidonia viene utilizzata in omeopatia per la colica e per il dolore fisso, localizzato a livello dell’angolo inferiore della scapola destra
Colocynthis 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. Dolore molto violento, parossistico, crampoide, migliorato dal calore, la pressione forte e piegandosi in due.

Trattamento di fondo
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose una volta alla settimana o ogni due settimane, per lunghi periodi di tempo. Il calcare d’ostrica è il medicinale omeopatico della costituzione carbonica caratterizzata da tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo, alla calcolosi biliare e urinaria. Generalmente si tratta di soggetti lenti, ansiosi, stanchi, con tendenza alla .
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 5 giorni alla settimana. Il medicinale omeopatico preparato con i fiori di zolfo, svolge una profonda azione ‘disintossicante’. Viene infatti utilizzato per soggetti che tendono alle affezioni periodiche e croniche, come reumatismo, cefalea, dermatosi, litiasi. (Caratteristica è la tendenza alla con sensazione di bruciore e di calore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da un’alterazione degli organi Fegato, Vescica Biliare, Milza e Stomaco dovuto a una dieta equilibrata e da una componente emotiva. L’agopuntura può essere un ottimo trattamento per alleviare i dolori dovuti alle coliche, controllare la formazione dei calcoli regolando il colesterolo, prevenendone la riformazione anche dopo terapia chirurgica.
Punti importanti per il trattamento di Agopuntura Medica sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve TUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
QI MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZHIGOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi, stimola il flusso di Yang e Qi del Fegato;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni con frequenza di 2 terapie alla settimana.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne magra biologica, al pesce pescato in mare, ai cereali in chicchi, ai prodotti da forno a base di farine semintegrali macinate a pietra e privi di lievito chimico, al pane a lievitazione naturale, ai legumi (esclusivamente sotto forma di passato), alla verdura cruda (ma solo se masticata a lungo e consumata a pranzo) e cotta (sotto forma di passato, o frullata), al tofu e ai germogli di soia e di alfa-alfa, agli agrumi, ai frutti di bosco, al melone, all’anguria e all’ananas.
Consumare preferibilmente latte parzialmente scremato, yogurt naturale magro, kefir, dolcificare con piccole quantità di miele e assumere non più di due uova la settimana preferibilmente cotte in camicia o alla coque. Nella fase acuta, o nei primi due giorni successivi a una colica, è consigliabile eliminare tutti gli alimenti solidi, consumare frutta e verdura sotto forma di succhi, frullati o passati, carne magra di vitello, pollo, tacchino e coniglio cotta al vapore, pesce bianco cotto al cartoccio, olio extravergine d’oliva (in piccola quantità) e bere almeno due litri di acqua naturale a basso apporto di sali minerali (sorseggiandola lentamente a temperatura ambiente).
Per favorire il transito di un calcolo di piccole dimensioni può essere utile assumere poco prima del riposo notturno un cucchiaio di olio di noci di prima spremitura a freddo miscelato con due cucchiaini di succo di limone fresco.

Alimenti da evitare Eliminare completamente tutti i cibi fritti e gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero. Nella fase acuta e/o per ridurre la frequenza delle coliche è necessario limitare il consumo di olio, avocado, noci e semi oleosi.
È importante non saltare mai la prima colazione perché la privazione di cibo dopo una notte di digiuno può scatenare una colica biliare.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
£ 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.


La fitoterapia è indicata in tutti i casi di litiasi in cui vi siano vie biliari pervie, in assenza di segni di infezione delle vie biliari, in cui vi siano calcoli radiotrasparenti e almeno inferiori a I centimetro di diametro. Si può utilizzare anche in pazienti già sottoposti ad asportazione della
colecisti, ma sempre che le vie biliari siano libere da ostruzioni di tipo meccanico. La fitoterapia non è comunque indicata in una colica epatica. Si può usare la Pisciata, che si somministra come estratto secco, per le sue proprietà antispastiche nei casi in cui prevale una sintomatologia dolo-
rosa riferibile a contrazioni ritmiche e incontrollabili della muscolatura lìscia delle via biliari, che si può verificare anche dopo asportazione della colecisti {dumping syndrome). Un pianta tipica della tradizione e ancora usata come colagogo è il Boido, presente anche in Farmacopea Ufficiale, e
che si utilizza come estratto fluido, quando si vuole avere un’azione colagoga (favorisce lo svuotamento dei sali biliari dalla colecisti) più energica. Anche il Carciofo (Cynara scolymus) svolge un ruolo importante nella terapia della calcolosi biliare per le sue proprietà coleretiche (che favorisce la produzione di sali biliari nel fegato) e soprattutto ipolipemizzanti, oltre alla praticamente totale sicurezza e mancanza di effetti collaterali che ne fanno una pianta che è possibile somministrare anche in pazienti particolarmente indeboliti e in forme croniche debilitanti, sotto però il controllo del medica Nella terapia della calcolosi biliare si possono aggiungere anche oli essenziali con funzione microbicida e anche il tradizionali’ Tarassaco chi- e mU-rcluo, diuretico e ad alte dosi anche lassativo.
Sono da abbandonare le cure tradizionali a base di tisane per sostanziale assenza di alcuna azione farmacologica, ma soprattutto sono da evitare le tinture madri, perchè a causa del contenuto in alcol si peggiora inutilmente la funzione epatica, sempre che non vi sia già un insulto epatico e
in quel caso sono fortemente controindicate.

Originally posted 2014-10-09 13:45:04.

Calli 180x180 - Calli

Calli

I sono lesioni dovute a un ispessimento circoscritto della pelle. All’origine della lesione c’è lo stesso stimolo meccanico che, in forma acuta, provoca le bolle; quando invece lo stress fisico, lo sfregamento agisce in maniera ripetuta e cronica, ecco l’affiorare del callo, che rappresenta una rea-
zione protettiva utile e necessaria per resistere alle forze sviluppate nella pratica sportiva. Diverso è il tilomo: si tratta di una rilevatezza cornea (ipercheratosica), a forma di cupola e a margini netti, che tende a diffondersi negli strati profondi della pelle. La causa scatenante è la pressione prodotta dalle calzature non adatte o anche la presenza di anomalie anatomiche del piede. I tilomi soffici vengono anche detti “occhi di pernice”: hanno un aspetto biancastro, macerato (per la sudorazione), si osservano in genere tra il quarto e il quinto dito del piede e tendono a comparire quando le dita vengono eccessivamente compresse fra loro.



Calli e duroni possono essere trattati a casa con la pietra pomice, che ammorbidisce ed elimina gli strati di pelle dura.

Acido salicilico
Dopo avere eliminato con la pietra pomice calli e duroni, applicare un cerotto al 40% di acido salicilico (si trova in farmacia come prodotto da banco), coprendo un’area più vasta rispetto a quella del callo. L’applicazione di crema emolliente aiuta a ridurre l’indurimento successivo
della pelle.

Calli e duroni persistenti
Se calli e duroni non posso essere eliminati nell’arco di quattro settimane è bene rivolgersi a un medico (soprattutto se il callo tende a infettarsi ripetutamente) per l’asportazione chirurgica.


Calendula offtcinalis Tintura Madre crema (per uso topico). La Calendula applicata localmente come
Tintura Madre o come crema, è efficace nel delle callosità dolorose della pianta dei piedi. Nelle forme estese si consiglia di impregnare una garza di Tintura Madre e ricorrere alla tecnica del ‘bendaggio occlusivo’, da applicare prima del riposo notturno. La Calendula manifesta un’azione locale cheratolitica, ammorbidente e analgesica.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Ipersensibilità dolorosa della pianta dei piedi con callosità diffuse. Il soggetto deve ricorrere di frequente alle cure del podologo per il continuo formarsi di cheratosi a livello della pianta del piede, localizzate soprattutto a livello delle zone in cui è maggiore la sollecitazione del carico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo trovando efficacia nel trattamento di fitoidroterapia, cioè l’uso di preparazioni acquose contenenti erbe cinesi in cui immergere le sedi di calli o duroni. Lo scopo è andare a ripristinare l’azione del Polmone organo pertinente per i tessuti cutanei e in questo particolar caso delle cellule epiteliali e promuovere la ripresa della circolazione arteriosa e venosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare. Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di PABA (che migliora la salute della cute) rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi,
nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali ( in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri” uova, lievito di birra, cavoli, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di
soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo. Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di C, come agrumi, broccoli,cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Alimenti da evitare Limitare per almeno un mese gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati e le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali.
Evitare i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno; Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Per questo tipo di piccola patologia della pelle si devono escludere malattie maggiori del metabolismo che possono provocare alterazioni del tessuto cutaneo per cui la terapia con estratti di erbe sarebbe del tutto inutile. Come trattamento emolliente per forme lievi si può utilizzare Yolio
di Mandorle dolci che è anche presente in Farmacopea Ufficiale e Yolio di Oenothera, che arricchiscono la cute di importanti acidi grassi polinsaturi Nel trattamento delle forme in cui prevale per vari motivi una forma infiammatoria si possono somministrare impacchi con creme a base di
diverse sostanze ad azione antinfiammatoria come l’Arnica montana, la Calendola, l’Elicriso, la Silimarina, i fitosomi del Ginkgo biloba. Nelle forme più importanti si possono anche somministrare per via orale sia estratti di Boswellia serrata che di Curcuma longa che però dovranno essere assunti per periodo prolungati insieme ad un azione terapeutica volta a ridurre le cause meccaniche della flogosi che sarà di competenza dell’ortopedico. Nei casi in cui vi sia infezione cutanea possono essere utilizzati a base di oli essenziali, che possono essere somministrati localmente insieme a emollienti con azione sia lenitiva che microbicida. Sono da evitare impacchi lenitivi tradizionali a base di tinture madri, che a causa del contenuto di alcol possono, se somministrati per lunghi periodi provocare lesioni cutanee su cui si possono instaurare infezioni microbiche. Nel caso di pazienti diabetici che presentano questo tipo di lesione sarà importante agire con grande delicatezza e la crema utilizzata dovrà essere arricchita con una maggior percentuale di acidi grassi polinsaturi e potrà essere aggiunto il fitosoma del Ginkgo biloba, una pianta ben nota per le sue proprietà favorenti il microcircolo.

Originally posted 2014-10-09 14:10:18.

Cervicale 180x180 - Cervicale

Cervicale

ocervicalgia è un dolore localizzato in corrispondenza del collo e può talora comportare irradiazioni o verso l’alto (in direzione della nuca), e configurarsi quindi come una cefalea di tipo tensivo, o lungo l’arto superiore, nel qual caso si realizza quella condizione chiamata “cervico-brachialgia”.
Le cause all’origine del dolore sono diverse. Nella stragrande maggioranza dei casi, in gioco c’è un’alterazione che interessa le strutture collocate nell’area delle prime 7 vertebre della colonna, ovvero i muscoli, i legamenti, i dischi intervertebrali e le articolazioni, che assicurano al collo movimento e sostegno, infatti, gli sforzi non adeguati, istantanei e bruschi, oppure ripetuti e prolungati, contribuiscono ad alterare l’assetto meccanico della regione cervicale. Dunque uno stress esagerato e protratto, rispetto al carico che queste strutture possono tollerare, genera dolore. Altre condizioni possono intervenire a scatenare il disagio: la degenerazione dei dischi intervertebrali (quei cuscinetti ammortizzatori posti tra una vertebra e l’altra) e l’alterazione dei corpi vertebrali adiacenti (come si verifica nell’artrosi), ma anche la stenosi del canale vertebrale (cioè il restringimento del tunnel attraverso cui scorre il midollo spinale, sufficiente a determinare la compressione e la sofferenza di una o più radici nervose). Ma sicuramente, la colpa principale del dolore alle spalle e al collo va attribuita alle posizione fisse e a lungo mantenute.


Ernia del disco cervicale

L’ernia cervicale può essere presente con infiammazione ma senza espulsione: c’è intenso dolore, che provoca contrattura dei muscoli del collo. La terapia è il riposo associato a antinfiammatori non steroidei (FANS).
Se l’erniazione è completa (o quasi) e si verifica espulsione del disco con compressione di radici nervose può rendersi necessario l’intervento chirurgico, e la terapia farmacologica può comprendere anche i corticosteroidi. L’esercizio fisico è molto importante, e i massaggi che rilassano la muscolatura (così come le applicazioni calde) aiutano a risolvere gli attacchi di dolore acuto.


I disturbi di origine cervicale, come dolore, rigidità, tensione dolorosa, vertigini, possono essere trattati con efficacia mediante l’approccio omeopatico che si baserà principalmente sulle modalità di miglioramento e di aggravamento della sintomatologia.
Actea racemosa e Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando i 2 preparati. Diradare in base al miglioramento.
Bryonia 7 CH 5 granuli ogni 2 ore. Aggravamento del dolore con il minimo movimento. Miglioramento con l’immobilità o con il collare.
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuì’u 1 volta al dì. Il difluoruro di calcio è il rimedio omeopatico indicato per il dell’artrosi sintomatica. Caratteristico è l’aggravamento con il freddo e i mutamenti atmosferici, e il miglioramento con il movimento e il calore. Spesso sono presenti scrosci articolari.
Dulcamara 9 CH 5 granuli ogni 2 ore. Cervicalgia da esposizione al freddo-umido.
Hypericum 15 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando con i preparati precedenti, nel trattamento della cervicobrachialgia.
Lachnantes tinctoria 5 granuli, anche ogni 2 ore, nelle prime 24 ore, quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Spesso si associa Actea racemosa. Lacnantes è una pianta della famiglia delle Emodoracee che viene utilizzata in omeopatia nel trattamento del torcicollo, della cefalea muscolotensiva, vertigini
da artrosi cervicale e della sindrome dello stretto toracico superiore.
Radium bromatum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il bromuro di radio è uno dei medicinali omeopatici di prima scelta nel trattamento dell’artrosi cervicale. Caratteristico è l’aggravamento con il riposo e i primi movimenti, e il miglioramento con il calore e il movimento con-
tinuo.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli 1 -3 volte al dì. Il sommaco velenoso è utilizzato frequentemente in omeopatia nel trattamento dell’artrosi cervicale con rigidità dolorosa e formicolio notturno a livello delle mani, aggravate con l’umidità. Caratteristico è l’aggravamento all’inizio del movimento e il progressivo miglioramento continuando a muoversi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della Medicina tradizionale cinese e sciogliere la contrazione dei muscoli e la tensione che si crea nella regione cervicale e alleviare tutta la sintomatologià associata che comprende nausea, vertigini, sensazione di instabilità e di mancanza di equilibrio.
Nel caso in cui la causa fosse una discopatia, bisogna distinguere tra protrusione ed ernia discale. Nel caso di ernia discale lo scopo della terapia oltre a quello descritto precedentemente, è di disidratare la formazione erniaria, mentre nel caso di una protrusione discale lo scopo è di far rientrare in sede il nucleo in modo che questo non vada più a irritare le radici nervose.
In particolare si andranno a curare Vento freddo e stasi di Xue, disperdendo il Freddo e l’Umidità.

Agopuntura
Punti importanti sono:
HOU XI (valle posteriore, localizzato a livello dell’articolazione del mignolo) che elimina le Sindromi da Vento-Calore, rilassa muscoli e tendini e purifica lo Shen;
Il QUAN (fonte suprema, localizzato al centro della fossa ascellare) che elimina il Calore nel Fegato, nel Polmone e nella Milza;
JIAN LIAO (osso della spalla, localizzato nella fossetta posteriore alla spalla) che espelle il Vento;
NAO SHU (punto Shu dell’omero, localizzato sotto il bordo inferiore della spina scapolare) che elimina le sindromi da Vento e dissolve l’Umidità;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Mentre per mobilizzare lo Xue si possono usare:
GESHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
QUCHI;
TIAN ZHONG (principio celeste, localizzato al centro della fossa sottospinata) che dissolve il Vento-Umidità.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni interrompibile al cessare della sintomatologia, mediamente dopo la 5-6 seduta.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime alimentare basato su un adeguato consumo (in grado di soddisfare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali di cereali integrali), legumi, uova, pesce pescato in mare, carni magre biologiche, latticini “magri”, soia e derivati, noci, mandor-
le, nocciole e semi oleosi, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.
Aumentare l’apporto di sardine, acciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di D – 25 microgrammi per 100 grammi di parte edibile).
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio (utilizzarla anche per cucinare).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.
Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Boro aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farina integrale macinata a pietra, legumi, frutta fresca,
verdure a foglia larga e noci;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Inositolo 1 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Zinco 20-25 mg al giorno.


Questo tipo di patologia è tipicamente il risultato di micro-lesioni croniche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale), quindi in questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e sub-acute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata, particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquiriziay pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per
interferenza sulla cascata biochimica, che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta, grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale, il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile VArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contiene sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-09 16:43:50.

Celiachia 180x180 - Celiachia

Celiachia

Chiamata anche malattia celiaca, è un’affezione che colpisce la mucosa dell’intestino tenue e, se particolarmente estesa, determina un difettoso assorbimento di tutti i nutrienti. Si scatena quando una persona, geneticamente predisposta, assume prodotti alimentari a base di grano, segale, avena od orzo A sviluppare il danno intestinale è, in particolare, la gliadina, un composto proteico derivato dal glutine presente in questi cereali Dunque, la malattia celiaca è il risultato di una reazione immunitaria attivata contro l’epitelio intestinale e innescata dalla gliadina. Le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili da un individuo all’altro, a seconda della maggiore o minore estensione e gravità della malattia. Comporta disturbi intestinali ma anche manifestazioni extra-intestinali. Tra i primi: la diarrea, la distensione addominale, la flatulenza, la steatorrea (la presenza nelle feci di notevoli quantità di sostanze grasse che non sono state digerite), il malas-
sofbimento globale. Sintomi che si accompagnano a riduzione del peso corporeo, anemia, osteoporosi, irregolarità mestruali, scarso accrescimento (nel bambino), crampi muscolari e manifestazioni emorragiche. Ma non mancano le forme atipiche, caratterizzate da disturbi minori che soltanto un medico esperto riesce a riferire a questa patologia. Per la cui diagnosi resta fondamentale la biopsia intestinale, che evidenzia villi intestinali corti e tozzi. Sono sempre necessarie due biopsie: la prima fotografa le lesioni appena descritte; la seconda, eseguita dopo l’inizio della dieta priva di glutine, deve dimostrare il significativo miglioramento delle mucosa intestinale. Ottimi test di screening, sensibili e specifici, sono poi il dosaggio di particolari anticorpi circolanti (antigliadina e antiendomesio).


Il dipende moltissimo da una diagnosi accurata, tuttavia non esiste un test semplice per determinare con certezza la presenza di . Spesso si usa un’ priva di glutine con monitoraggio dei sintomi, per ottenere una diagnosi presunta.

Alimentazione
Evitare i cibi che contengono glutine: frumento (grano), segale, orzo, avena, farro, kamut, farine, amidi, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati, paste, gnocchi, pane, focaccia, pizza, piadine, grissini, cracker, fette biscottate, germe di grano, mueslì, porridge, cous cous, crusca dei ce-
reali vietati, fibre vegetali e dietetiche dei cereali vietati, malto, polenta taragna (se la farina di grano saraceno è miscelata con farina di grano). Esistono lince guida molto chiare per chi soffre di celiachia: a queste si rimanda per un elenco completo dei cibi vietati oppure sconsigliati.

Supplementi
La malattia celiaca può provocare diarrea cronica e infiammazione del tratto digestivo, con perdita di importanti nutrienti: la conseguenza è un malassorbimento di ferro, acido folico, vitamine B (soprattutto B12), calcio e selenio. Anche alcuni aminoacidi possono essere scarsamente assorbiti. È importante mantenere una buona flora batterica intestinale assumendo fermenti probiotici tipo bifido ogni giorno. È importante assumere alte dosi di vitamine del gruppo B, complessi multivitaminici e minerali. L’omega tre (olio di pesce) aiuta a ridurre la componente infiammatoria, la D previene l’osteoporosi.


Per la celiachia severa si prescrive prednisone.


Il trattamento della celiachia, malattia caratterizzata dall’intolleranza nei confronti del glutine e dal malassorbimento intestinale, è basato essenzialmente sulla esclusione di tutti gli alimenti derivati dal frumento e dai suoi derivati. L’approccio omeopatico è utile per la ripresa delle condizioni generali e per ottimizzare la crescita. I medicinali più frequentemente indicati comprendono China> Lycopodiutny Phosphorus, Silicea.
China rubra 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Prostrazione, pallore e freddolosità da diarrea senza dolore, soprattutto dopo latte o frutta. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. La china è indicata per le forme cliniche di celiachia caratterizzate da astenia, diarrea cronica, dolori addominali ricorrenti o persistenti.
Lycopodium 9 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni metaboliche soprattutto in soggetti ansiosi, facilmente irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici. È adatto nelle forme di celiachia caratterizzate da appetito presto saziato dopo i primi bocconi, stipsi o alvo irregolare con tendenza a spiccato meteorismo addominale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana, diradando secondo il beneficio ottenuto. Il preparato omeopatico ottenuto dal fosforo bianco viene impiegato in omeopatia per i soggetti longilinei, ansiosi, vulnerabili, ipersensibili a tutti gli stimoli ambientali, con tendenza ad affaticarsi con estrema facilità. Caratteristica è la facilità al sanguinamento. Talvolta si può rilevare un incremento delle transaminasi epatiche.
Silicea 15 CH 5 granuli inizialmente 3 volte alla settimana, quindi un tubo dose alla 30 CH una volta alla settimana. In omeopatia la silice si utilizza nei disturbi della crescita e della nutrizione in presenza di una compromissione delle condizioni generali, È adatta alla celiachia caratterizzata da arresto della crescita, bassa statura e perdita di peso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo rinforzando le difese immunitarie dell’organismo e aumentando l’azione metabolica e di eliminazione. Infatti trovandosi di fronte a una possibile saturazione organica, è utile approfondire a livello diagnostico con test di intolleranze alimentari, test allergicologici e diminuendo la quantità di sostanza ingerita.
L’azione di agopuntura può così andare verso le intolleranze o le reazioni allergiche.
Punti importanti per riequilibrare la funzionalità dell’intestino sono:
SHANG JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TIAN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi.
Rinforzare energeticamente l’organismo:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Si consigliano 10 sedute terapeutiche da ripetere dopo circa un mese.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro (per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore). Per ridurre i sintomi e ostacolare le recidive, possono essere consumati kefir, yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi incrementando i benefici batteri intestinali, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, potenziando così la corretta funzionalità del .
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del ) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e
di girasole, il riso integrale, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Quelli che contengono glutine. Evitare i piatti pronti liofilizzati, i wurstel e i gelati industriali perché possono contenere il glutine in percentuale variabile. Eliminare lo zucchero (saccarosio), la crusca, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (inclusi vino e birra), i cibi industriali a base di farine raffinate e/o addizionati con additivi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pom-
pelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg – 250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno.


È una malattia su base autoimmunitaria in cui il trattamento fondamentale è basato sulla mancata assunzione di cibi che contengono glutine. Detto questo, la fitoterapia può avere un ruolo ed essere utile come complemento alla dietoterapia. In alcuni pazienti possono verificarsi casi di malassorbimento nonostante la dieta corretta, ed allora in questo caso si possono razionalmente somministrare estratti di gel di Aloe vera e di Mirtillo che hanno un’azione riepitelizzante sul tessuto intestinale e che possono migliorare anche significativamente la qualità di vita del paziente. È possibile aggiungere anche estratti ad attività antiossidante e quindi oltre al mirtillo, anche estratti di Mango (Mangifera indica) titolati in mangiferina, di Ginkgo biloba anche per la significativa attività sulla microcircolazione e ancora la Vite (Vitis vinifera). Nei casi più gravi si può considera la somministrazione di Boswellia serrata, la cui gommoresina, ricca di triterpeni, ha un’ importante azione antinfiammatoria grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. In associazione può essere
aggiunto anche l’estratto secco di Curcuma longa il cui estratto titolato e standardizzato in curcuminoidi esplica un’azione non solo di tipo antinfiammatorio ma anche di detossificazione e riduce il rischio di tumori che in questi pazienti è più alto della media. Anche la Liquirizia, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, permettendo di aumentare la bidi-
sponibilità del cortisone endogeno umano, che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi o dosaggi alti senza il controllo del medico.

Originally posted 2014-10-09 16:21:06.

Caduda dei capelli 180x180 - Caduda dei capelli

Caduda dei capelli

È assolutamente normale riscontrare sul pettine e nel lavandino dopo il lavaggio. Non esiste un numero ben stabilito di persi quotidianamente che possa contrassegnare la normalità, visto che conta anche la quantità di presenti sul cuoio capelluto: se questi sono 100-200 mila circa, la caduta può oscillare dai 30 ai 100 in media al giorno. La maggiore perdita di nelle stagioni di transizione (autunno-primavera) è fenomeno ben noto, ancestralmente legato alla muta dei mammiferi pelosi.
Anche le condizioni emotivamente difficili e stressanti possono provocare, soprattutto se protratte nel tempo, un incremento della caduta dei capelli, talora anche assai pronunciato: periodi di superlavoro, difficoltà familiari, eccessivi carichi di responsabilità professionali, attività sportive faticose non compensate da adeguati regimi alimentari, le malattie debilitanti… Si chiama felogen effluvium la caduta diffusa e copiosa dei capelli nella fase di riposo (telogen, vedi sotto): a causa di una variegata serie di insulti (febbre elevata, diete squilibrate, carenza di ferro, stress, parto, – come gli anticoagulanti – disordini tiroidei…), numerosi follicoli su tutta l’area del cuoio capelluto finiscono prematuramente e forzatamente nella fase telogen di riposo. Generalmente il telogen effluvium è una condizione “benigna” che non provoca un diradamento definitivo dei capelli.


Identificare il tipo e la causa
Si possono perdere i capelli per molte ragioni: per malattie sistemiche, malattie della pelle o del bulbo pilifero, per nevrosi ansiosa con comportamenti che tendono a fare strappare i capelli, per ansia, per trattamenti farmacologici, per ragioni ormonali, per inopportuni trattamenti estetici ai capelli ( per esempio l’uso ripetuto di acidi e piastre calde). È evidente che il e la probabilità di successo dipendono dal tipo di perdita di capelli e dalla causa.

Alopecia
Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Un particolare tipo di alopecia si definisce alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari.

Telogen effluvium
È la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante). Non esistono , se non una terapia farmacologica e/o psicologica in caso di disturbo post traumatico da stress.

Malattie sistemiche
Il lupus può provocare perdita dei capelli più o meno evidente.

Tricotillomania
Una causa inusuale di perdita dei capelli è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli.

Infezioni
Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli. Il trattamento con apposite lozioni o con shampoo contenenti antifungini migliora o risolve la situazione. Finasteride Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione può causare dolore mammario, diminuzione del desiderio sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli ormoni del feto.
Minoxidil Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo siano state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventi troppo sottile per tollerare ulteriori interventi.

Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviluppare tumore) sono i rimedi più frequenti. La soluzione più ovvia per l’alopecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive per i capelli.

Trattamento della tricotillomania
La tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


La caduta dei capelli può essere l’espressione di molteplici fattori. Pertanto l’approccio omeopatico dovrà tenere conto del contesto nel quale si manifesta la caduta dei capelli per personalizzare il trattamento.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose 1 -3 volte alla settimana.
Il sale marino è indicato quando la caduta dei capelli è associata a una dermatite seborroica in un contesto di affaticamento, come si manifesta nell’adolescenza o nella fase dell’allattamento.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda» prostrazione, dovute a impegno intellettivo.
Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato inoltre per la caduta dei capelli in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, , ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali (Thallium aceticum* Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un effìcacissimo trattamento se le radici e i bulbi dei capelli si presentano in un buono stato, favorendone così la crepali e rinforzandoli.
Il trattamento è ottimo anche nel caso di caduta ad esempio nei trattamenti chemioterapici.
In questo caso la ricrescita è graduale e decisamente rapida.
Nel caso di una caduta graduale e progressiva bisogna effettuare una terapia mirata a rilassare oltre che per la mobilizzazione di Xue. Punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a Iato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se la caduta inizia da una piccola chiazza che si estende progressivamente bisogna lavorare anche sulla fragilità dei capelli stessi tonificando il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
E infine se la caduta è rapida la terapia è rivolta alla tonificazione dello
Yin di Fegato e Rene attraverso i punti:
BAI HUI;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO ( riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAICHONG.
I punti del Sistema Auricolare associabili sono quelli di Fegato, Polmone e Rene.

cinese
Formula: HE SHOU WU WAN
Radix Poligoni Multiflori………………2 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del
volume cellulare e dell’idratazione dei capelli.
Aumentare l’assunzione di PABA (che migliora la salute dei capelli) privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta (perché rispetto all’Arabica è più ricca di caffeina) e il tè nero.

Integrazione alimentare
Acido folico (o B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
La moderna fitoterapia oggi consente l’uso di estratti di Serenila repens, dotati di attività inibente la 5-alfa-redutiasi. un enzima che attiva il testosterone, anche a livello del bulbo dei capelli. La Serenoa repens oltre a non presentare gli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi con attività farmacologica simile, ha il vantaggio di poter essere utilizzata in modo efficace anche sulla cute e si utilizza come estratto lipoideo. Preparazioni empiriche che possono ancora essere utilizzate per somministrazione orale sono l’estratto secco di Luppolo e di Gerir tana lutea, o ancora l’estratto intero di Erba Medica (Medtcago saliva). Numerose sono anche le prepara/ioni empiriche per uno csterno.di cui si friziona il preparato sulla cute, come la tintura semplice di corteccia di China, la Tintura Madre di Pilocarpus iaborandi, di Tropaeoìum rnajus ( Erba cappuccina), l’olio essenziale di Salvia (Salvia officinalts), la Tintura Madre della radice di Ortica {Vrtica dioica); e ancora le frizioni del cuoio capelluto con infusi a base di Rosmarino e Timo.
Non è comunque da tenere in scarsa considerazione Io stato psicologico del , perché non di rado la caduta dei capelli si verifica in pazienti che possono essere afletti da sindromi ansioso-depressive e per tale motivo possono essere utili anche estratti a base di Valeriana officinale
assunti come estratti titolati e standardizzati in acidi valerenici che possono aiutare questo tipo di paziente, non solo per l’attività ansiolitica, ma anche grazie alla peculiare azione sul miglioramento della qualità del sonno. Anche la Passiflora incarnata per le sue proprietà ansiolitiche può rivelarsi utile nel paziente particolarmente ansioso, e nel caso che la perdita di capelli sia riconducibile a uno stalo depressivo si possono usare invece gli estratti di Iperico ben noto per le sue proprietà antidepressive o ancora di Rhodiola rosea.

Originally posted 2014-10-09 13:15:33.

Congestione 180x180 - Congestione

Congestione

Si riferisce generalmente alla sofferenza che il processo digestivo accusa in seguito alla brusca esposizione del corpo a temperature più basse di quelle ambientali. Il tipico esempio: fare un bagno nell’acqua gelida dopo un pasto abbondante. La macchina della digestione comporta sempre un afflusso di sangue nel Sistema Gastrointestinale, per alimentare i processi chimici che modificano i cibi ingeriti. Ora, l’ingresso nell’acqua fredda scatena una repentina reazione di vasocostrizione: i vasi sanguigni, cioè, vanno incontro a una brusca riduzione del proprio calibro, indotta per via riflessa dalla bassa
temperatura esterna. Il flusso di sangue tende così a ridursi globalmente e le funzioni di organi chiave come il cuore e il cervello possono risentirne. Una crisi circolatoria aggravata dal fatto che una significativa quantità di sangue ristagna nel tratto gastrointestinale, allo scopo di “foraggiare” i processi digestivi in atto, ed è quindi poco utilizzabile in maniera rapida per garantire un adeguato apporto sanguigno agli altri organi. Ecco, allora, che la catena di eventi può concludersi con la perdita di coscienza. Quello descritto è però un caso da manuale: il malore è un inevitabile risultato quando vengono a sommarsi più fattori, come, per l’appunto, un pasto particolarmente abbondante
e l’improvviso divario tra la temperatura dell’acqua e quella del corpo (surriscaldato altresì dall’esposizione al sole).


Il della si basa sull’evitamento delle complicanze, come la febbre o i problemi respiratori. In caso di evidente difficoltà a respirare consultare immediatamente un medico.

e supplementi
Nel periodo della congestione evitare accuratamente di mangiare. Assumere adeguate quantità di liquidi per evitare la disidratazione: è consigliabile assumere liquidi a piccoli e frequenti sorsi, e se il digiuno si prolunga si può optare per piccole quantità di succo di frutta zuccherato (oppure spremuta di limone, stando attenti in caso di dolore gastrico). Opportuno il riposo a letto, con il controllo della temperatura soprattutto nelle prime ore.


La maggior parte degli episodi si risolve senza l’uso di farmaci. In caso di dolore addominale o gastrico consultare un medico.


Il trattamento omeopatico della congestione dolorosa addominale conseguente ad un colpo di freddo o all’assunzione di una bevanda ghiacciata o ad un bagno freddo mentre si è sudati si avvale di alcuni medicinali specifici, da somministrare in attesa della valutazione e del consiglio del medico.
Aconitum Napellus 15 CH 5 granuli ogni 3 ore. L’aconito è il medicinale omeopatico ottenuto dalla pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, indicato nel trattamento delle manifestazioni caratterizzate da inizio brutale e violenza dei sintomi, soprattutto dopo esposizione a freddo secco o al sole. Caratteristico è lo stato di agitazione fisica incontrollabile e la condizione di ansia estrema. Il dolore assume un carattere insopportabile. La pelle è secca, la sete intensa. Talvolta si associa una febbre elevata a comparsa improvvisa, con brividi, sete per grandi quantità d’acqua fredda, cute bruciante. Il dolore è angosciante, accompagnato da spasmi e formicolio diffusi. Il fattore scatenante responsabile dell’insorgenza della congestione è il colpo di freddo o l’assunzione di bevande ghiacciate.
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli da ripetere anche ogni mezz’ora, dopo un eccesso alimentare. Caratteristica è l’eruttazione con il sapore dei cibi digeriti, dopo abusi alimentari. La lingua è ricoperta da una spessa patina, biancastra, come latte o gesso.
Colocynthis 9 o 15 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi addominali che obbligano a piegarsi in due e che sono migliorati con la pressione forte e con il calore applicato localmente.
Nux vomica 7CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La noce vomica è il rimedio omeopatico della congestione addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti, consumati in eccesso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato dall’agente patogeno esterno Freddo. Lo scopo della terapia è di disperdere il Freddo, favorire la digestione e la velocità di svuotamento, lenire eventuali spasmi e controllare l’eliminazione dell’aria.
Punti importanti per questo trattamento sono:
GESHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun alato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GONG SUN (nonno e nipote, localizzato sul lato mediale del piede, alla base del I metatarso) che tonifica la Milza e lo Stomaco;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle l’Umidità-Freddo che avvolge Io Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Si consigliano I -2 applicazioni dopo di che si valutano obiettivamente le condizioni e i sintomi, se necessario si può arrivare a eseguire 5 sedute.

NATUROPATIA
Consìgli dietetici

Alimenti consigliati Per tenere sotto controllo i sintomi nella fase acuta eliminare gli alimenti solidi e consumare cibi freschi e biologici sotto forma di passati, frullati, succhi e centrifugati. Nei giorni successivi per migliorare il quadro clinico seguire un regime alimentare a base di cereali
semintegraii biologici, carne magra priva di residui di farmaci, pesce pescato in mare, olio extravergine d’oliva (in piccola quantità), passati di legumi, uova fresche biologiche (cotte in camicia e/o alla coque), latticini “magri”, tofu, frutta e verdura fresche biologiche.
Il pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici, perché contengono triptofano che migliora la qualità del sonno. Evitare, le verdure e la frutta crude, che rallentando la digestione, disturbano il riposo notturno, ma privilegiare zuppe e minestre ben cotte.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi
da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero. Limitare l’apporto di sale e di frutta secca.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima QW 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Quando la congestione è un evento leggero e che si ripete in modo cronico si può considerare soprattutto come prevenzione la somministrazione di estratti secchi standardizzati di Carciofo(Cynara scolymus) nel caso che sia secondaria a disturbi di origine epatica. Il Carciofo pianta ricca di polifenoli, flavonoidi e steroli, è ampiamente conosciuta come coleretico, epatoprotettore, diuretico e ipolipemizzante, e ipocolesterolemizzante, quindi grazie alle sue molteplici attività terapeutiche lo si può utilizzare nella prevenzione della congestione. In associazione si può somministrare il succo di Aloe vera per l’attività di tipo procinetico sull’apparato gastrointestinale favorendo sinergicamente una buona digestione. Anche la Curcuma longa, per la sua ben nota attività antinfiam-
matoria sul tratto gastrointestinale e sicurezza d’uso, può essere consigliata in una terapia a lungo termine; a cui si possono razionalmente associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.
In caso di congestione con dolori colici di tipo spastico si può consigliare la Piscidia (Piscidia erythrina) da utilizzare come estratto secco che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una tera-
pia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. L’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti per-
chè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite.

Originally posted 2014-10-10 10:56:48.

Cistite 180x180 - Cistite

Cistite

È l’infiammazione, acuta o cronica, della vescica urinaria. È dovuta a svariati germi intestinali che colonizzano la vagina (come YEscherichia coli, Proteus, Enterococcus, Klebsiello). Questi microrganismi giungono alla vescica per via ascendente, risalendo l’uretra, il condotto da cui fuoriesce l’urina, facilitati in questo percorso dal fatto che l’uretra femminile è più breve rispetto a quella maschile (3-5 cm contro 13-16 cm). I sintomi fondamentali di una sono: lo stimolo a mingere frequente e ravvicinato (pollachiuria), accompagnato dalla sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica (tenesmo); caratteristico è anche il bruciore doloroso all’emissione delle urine (strongurio), che può essere presente in parte o per tutta la durata della minzione; infine il dolore, sordo, nella regione bassa dell’addome. A volte è possibile osservare anche sangue nelle urine. La viene detta ricorrente quando una donna lamenta più di 4 episodi all’anno. Nella cronica i sintomi risultano attenuati, talvolta assenti, ma questo quadro può evolvere in una fibrosi del serbatoio vescicale. I rapporti sessuali, la stitichezza e la menopausa sono fattori che tendono a facilitare l’insediamento dei microrganismi patogeni nella vescica urinaria. Dopo la menopausa, infatti,
una serie di variazioni altera la sfera genitale, favorendo la comparsa e il ripresentarsi delle cistiti: il crollo degli estrogeni favorisce l’atrofia, ossia una minore nutrizione, della mucosa vaginale e uretrale, modificando sensibilmente la flora batterica vaginale – prima barriera contro i patogeni – e facilitando l’invasione da parte dei germi provenienti dal distretto intestinale.


Il della cistite si basa sull’individuazione delle cause e l’eliminazione dei fattori di rischio. Alcuni bagnoschiuma, alcuni spermicidi, bassi livelli di estrogeni, l’alterazione della flora batterica vaginale e fattori igienici sono fortemente legati al rischio di cistite.

È necessario bere molto
Bere una quantità sufficiente di acqua è fondamentale. La medicina ufficiale riconosce e usa molto il mirtillo e l’uva ursina in aggiunta all’abbondante idratazione.


Sono i di scelta per il trattamento della cistite. Gli antibiotici più usati sono il trimethoprim/sulfametaxazolo due volte al giorno per tre giorni: i possibili effetti collaterali sono disturbi gastrointestinali, , ansia. Alcuni batteri hanno sviluppato resistenza a questo farmaco e possono essere trattati con ciprofloxacina due volte al giorno per un periodo che va da due a cinque giorni. La nitrofurantoina è un altro farmaco usato di frequente per la cistite: i batteri tuttavia stanno sviluppando resistenza a questo farmaco, e l’efficacia dell’antibiotico rimane superiore. Uno studio recente ha dimostrato che un ciclo di due giorni di antibiotici è ugualmente efficace rispetto a un trattamento più lungo.


Nella cistite acuta l’approccio omeopatico consente di iniziare il trattamento senza la guida dell’urocultura, spesso non disponibile immediatamente. Per rispondere meglio al quadro clinico presentato dal è possibile utilizzare i medicinali omeopatici delle infezioni acute in associazione tra di loro. Le infezioni urinarie croniche sono espressione di un particolare “terreno” individuale e richiedono un trattamento omeopatico di fondo (Thuya, Sepia, Silicea, Medorrhinum…). Per le cistiti recidivanti è consigliabile la prescrizione sistematica di Thuya per modificare il ‘terreno’ che favorisce il cronicizzarsi del processo infettivo.

Cistite acuta
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Infezione urinaria con senso di bruciore, migliorato dal calore. Compromissione delle condizioni generali, con febbre, prostrazione, perdita di peso.
Cantharis 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. La cantaride è un insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in omeopatia per i processi infiammatori e infettivi a livello urinario, indipendentemente dal germe responsabile. Cistite emorragica con minzioni frequenti e dolore violento prima, durante e dopo la minzione. 1 dolori brucianti sono più intensi alla fine della minzione.
Mercurius corrosivus 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. Dolori brucianti vescicali con frequente bisogno di urinare. Le urine sono torbide e brucianti. Caratteristico è il tenesmo vescicale intenso e persistente.
Serum anticolibacillaire 3 DH 1 fiala 3 volte al dì. Infezioni urinarie da Escherichia coli. Caratteristico è il senso di affaticamento generale.
Staphysagria 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Bruciori a urinare di origine traumatica (cistite della ‘luna di miele1 o dopo manovre di esplorazione strumentale a livello delle vie urinarie con aumento dello stimolo a urinare).
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana, per cicli di tre mesi. È il medicinale omeopatico di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento delle cistiti recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese agisce su questo disturbo sulle due componenti principali, cioè irritazione o bruciore, quindi sensazioni soggettive, sia sull’infezione scatenante la sintomatologia.
L’organo pertinente è la vescica e bisogna rinforzare il .
Punti rilevanti possono essere:
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il li metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
WEI CHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette Io Yang, purifica
il Calore e fortifica la zona lombare;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Si consigliano IO terapie con frequenza bisettimanale.

cinese
Formula: BA ZHENG SAN
Rizoma Alismatis…………………….5g
Caulis Akebiae………………………5g
Rizoma Polyporus Vmbellatus…………..5g
Semett Plantaginis………………….10g
Talcum…………………………….10g
Fructus Gardeniae……………………6g
Radix et Rizoma Rhei…………………6g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….3g
Sclerotium Poria…………………….5g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (che potenzia l’attività del Sistema Immunitario, riducendo le recidive) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico, quindi limitarne il consumo) i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi industriali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.
Nella fase acuta evitare di consumare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans e le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina K aumentare l’apporto di fiocchi d’avena, cavolini di
Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, formaggi, tè verde giapponese, legumi, soia e derivati;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per circa 15 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).

FITOTERAPIA
Quando non è presente febbre» perché in tal caso è necessario obbligatoriamente un trattamento con antibiotici, si possono somministrare decotti specifici a base di Uva ursina. Solida verga dyoroy Malva e Piantaggine che favoriscono la diuresi, hanno attività antinfiammatoria e antimicrobica. Inoltre si utilizza anche la Gramigna che tra l’altro favorisce la diuresi e quindi la pulizia delle vie urinarie, tuttavia dev’essere somministrata e preparata in modo corretto a causa del cattivo sapore, e per tale motivo difficilmente il paziente l’assume per lunghi periodi. Per questo tipo di problema clinico si possono razionalmente somministrare estratti di Mirtillo (americano) anche sotto forma di succo di frutta, in quanto riducono l’adesione dei batteri alle vie urinarie. In caso di cistite recidivante si possono somministrare estratti ad attività immunostimolante a base di Propoli, Astragalo, Echinacea e Uncaria in forma di estratti secchi titolati e standardizzati che andranno necessariamente calibrati e dosati in base alle necessità e peso del paziente. Se è importante la componente infiammatoria e/o dolorosa si può somministrare anche Curcuma, Boswellia, Arpagofito e Salix alba. Nella cistite in gravidanza oltre a un aumento della diuresi sono consigliabili il succo di mirtillo, la bromelina che è estratta dal gambo dell’Ananas e ancora la Betulla in forma di
infuso. Nella donna in menopausa può essere molto importante la terapia con estratti ad azione fìtoestrogenica che possono provvedere a normalizzare il pH dei tessuti vaginali, che in seguito alla menopausa tende a modificarsi e a facilitare anche questo tipo di infezioni.

Originally posted 2014-10-10 09:07:57.