Coliche gassose 180x180 - Coliche gassose

Coliche gassose

Costituiscono fondamentalmente il “mal di pancia del lattante”. Le rappresentano un disagio assai frequente nei primi mesi di vita, interessando dal 10% al 60% dei lattanti. Si manifestano con crisi di pianto parossistico, eccessivo, improvviso, inconsolabile, che può cogliere
nel sonno il bambino (per il resto in buona salute). Il pianto inizia tipicamente nelle prime settimane di vita e viene definito “eccessivo” quello che dura almeno 3 ore al giorno, per tre giorni settimanalmente e per almeno tre settimane. La causa di questa manifestazione, che induce una famiglia
su sei a consultare il medico, è ancora poco chiara. L’origine delle coliche gassose viene attribuita in genere alle contrazioni dolorose intestinali, alla presenza di gas, ma anche all’intolleranza al lattosio. Comunque è bene rimarcare che la colica, al di là del disturbo che arreca in quel preciso mo-
mento, non produce sostanziali danni al bambino, e tende a scomparire spontaneamente. In altri termini, i genitori devono essere consapevoli che le coliche del lattante rappresentano una condizione “autolimitante”, che si risolve entro i 3-4 mesi di età, e non sono causate da malattie organiche.
Nell’adulto la sindrome del colon irritabile è comune causa di meteorismo, la presenza di aria nel tratto gastrointestinale. Concorrono a determinare il disturbo anche certe abitudini errate, come l’eccessiva deglutizione.


Il dipende dalla causa della presenza di gas. La celiachia (intolleranza al glutine), l’intolleranza al lattosio, la costipazione e la sindrome del colon irritabile sono le condizioni più frequentemente legate alla flatulenza. Cause più blande sono l’aerofagia, la gomma da masticare e alcune verdure.


È opportuno escludere glutine, burro, soia e cibi raffinati per un periodo di tre settimane, reintroducendoli progressivamente, uno per volta, e facendo molta attenzione ai sintomi.


Il dimeticone attivato, noto anche come simeticone, allevia i sintomi: è un farmaco da banco per autoprescrizione. Altri farmaci utili sono quelli che diminuiscono la motilità intestinale, come la diciclomina.


L’approccio omeopatico risulta spesso efficace nel controllare il addominale conseguente a coliche gassose nel lattante. A livello sintomatico si consiglia solitamente l’alternanza di Colocynthis e Magnesia phosphorica.
Calcarea carbonica 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali.
È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso, disturbi digestivi. Caratteristica è la tendenza alla sudorazione del capo durante la poppata o nel sonno. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricina viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose del lattante,
abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile. Spesso la sintomatologia dolorosa compare o si accentua in relazione a una eruzione dentaria.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphorkay di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. I granuli possono essere sciolti in un po’ d’acqua e somministrati con il biberon. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della terapia con agopuntura in questo tipo di disturbo è di regolare soprattutto l’eliminazione dell’aria, quindi disperdere il meteorismo e lenire gli spasmi dolorosi a livello addominale.
Punti importanti per questo trattamento sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini» regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il li metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: HOU PO WAN
Rhizoma Pinelliae……………………9g
Cortex Magnoliae……………………12g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………9g
Folium Perillae……………………..6g
Sclerotium Poria……………………12g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Consumare la frutta esclusivamente sotto forma di centrifugati, o di spremute.
Ridurre l’apporto di verdure e assumerle esclusivamente sotto forma di passato.
Consumare esclusivamente pane semintegralc a lievitazione naturale leggermente tostato (grazie alla migliore digeribilità, allevia il dolore e la tensione intestinale).
Assumere durante la giornata un decotto preparato con semi di finocchio, cumino, cardamomo, anice, scorza di limone, foglioline di menta e radice di tarassaco.
Utilizzare esclusivamente il miele per dolcificare le bevande o nella preparazione dei dolci.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamine C ed E. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva (eliminare i semi nella fase acuta), il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Alimenti da evitare Limitare il consumo di fibre solubili riducendo l’apporto di avena ( in particolare in chicchi e in fiocchi), legumi, frutta (a eccezione dei centrifugati), crocifere, barbabietole, carote, semi di lino.
Evitare i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (dopo la fase acuta questi alimenti possono essere progressivamente introdotti nell’alimentazione quotidiana aumentando la percentuale in base al quadro clinico del paziente), i prodotti da forno con lievito chimico, i cibi addizionati con additivi, le bevande gasate, gli alcolici, il caffè, il tè, le bibite, i dolci e lo zucchero ( saccarosio ). Eliminare ( per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, le farine raffinate, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giono;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giono;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si
possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Un tipico e diffuso rimedio è il Carbone vegetale che viene somministrato a diverse dosi sia come trattamento delle coliche gassose che delle intossicazioni acute grazie alla sua notevole sicurezza anche per le donne in gravidanza. Un rimedio popolare che ha una sua razionalità e viene ancora usato è il Laudano una Tintura Madre a base di Oppio, Zafferano (Crocus $ativus)> olio essenziale di Cannella e Eugenia caryophilla. Quando invece la colica gassosa è secondaria a un ipotono gastrointestinale si può somministrare succo di
Aloe veray Zenzero in forma di estratto secco.
La Piscidia (Piscidia erythrina)> che si utilizza come estratto secco, ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va utilizzato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti perché può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo e esofagite Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, con dosaggi specifici può essere somministrata anche a pazienti affetti da colon irritabile.

Originally posted 2014-10-10 09:43:48.

Capelli secchi 180x180 - Capelli secchi

Capelli secchi

Il fusto del capello presenta un rivestimento esterno chiamato cuticola, costituito da 5-6 strati di cellule disposte a tegola. Rappresentano la protezione dell’intera struttura e da esse dipende fondamentalmente la lucentezza del capello: se sono ben aderenti allo strato sottostante e non presen-
tano lesioni, il capello risulta lucido e compatto. Ebbene, svariati fattori possono contribuire a danneggiare la cuticola, le cui cellule finiscono per sollevarsi, lasciando progressivamente scoperta la corteccia. Il danno a quest’ultima struttura (formata da cellule più grosse, affusolate, verticalmente disposte in file parallele e contenenti la melanina che conferisce il colore al capello) rende fragile il fusto, che tende così a spezzarsi e a dividersi longitudinalmente (“doppie punte”). Provocano lesioni al capello i fattori ambientali come i raggi ultravioletti, l’acqua del mare e della piscina, il vento e l’inquinamento, ma si rivelano dannosi anche i trattamenti cosmetici intensi e ina-
deguati (decolorazioni, utilizzo di permanenti e tinture). Il capello danneggiato appare opaco (in quanto la scomparsa della cuticola fa sì che il fusto non rifletta più la luce), piatto e difficilmente pettinabile.


Idratazione
I non sono una malattia, ma il segno di uno squilibrio organico: un ambiente molto caldo e secco può rendere secchi i , oppure l’esposizione a tossine ambientali, o trattamenti chimici aggressivi. L’uso di balsami emollienti idratanti è opportuno, insieme all’attenzione: se i sono secchi per cause esterne è bene evitare di esporli a queste cause.


Aumentare il consumo di olii benefici, come l’acido eicosapentanoico (EPA) e il DHA (olio di pesce, fino a 4 g al giorno), e l’acido gamma linolenico (GLA, olio di primula, alla dose di 3 g). Un deficit delle vitamine A, D ed E può creare problemi di secchezze ai capelli, quindi è bene prestare attenzione all’alimentazione. Anche la biotina, presente principalmente nei fagioli, è una fonte importante di vitamina per i capelli. Anche zinco e selenio devono essere presenti in quantità adeguata.
Quando è opportuno consultare un medico?
Le malattie più frequentemente associate a capelli secchi sono l’ipotiroidismo, la dermatite atopica, le malattie da parassiti e funghi, la carenza proteica cronica, la malnutrizione e il deficit di acidi grassi. La tossicità da metalli pesanti può provocare secchezza dei capelli, o anche l’uso prolungato di contraccettivi orali e antiepilettici.


I capelli secchi e fragili sono spesso l’espressione di una carenza di oligoelementi e di omega-3. L’approccio omeopatico si integra con i consigli alimentari o di apporto di nutrienti adatti per correggere tale carenza.
Alumina 5 CH, 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata. Per tale ragione è indicata nella cura delle dermatosi secche, come l’eczema e l’ittiosi.
Arsenicum iodatum 9 CH, 5 granuli, una volta al dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, delle dermopatie squamose croniche e dell’arteriosclerosi senile. Segni caratteristici: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da grattamento, i capelli secchi.
CedruslibaniM.G. 1DH 30-50 gocce, 1-2 volte al dì, in un po’d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano. In
gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca. È utile in presenza di capelli secchi e fragili.
Sulfur 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo. Spesso si consiglia di assumere Sulfur e Thuya in alternanza.
Thuya occidentalis 15 o 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, albero della famiglia delle Conifere, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei rimedi più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel della secchezza dei capelli solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo è legato a un deficit di Yin a carico degli organi Fegato e Rene, per cui la terapia è rivolta alla tonificazione dello Yin di Fegato e Rene attraverso i punti:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del Il metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
È consigliabile un ciclo terapeutico di circa 10 applicazioni da eseguire con frequenza bisettimanale, al termine del quale si esegue una valutazione obiettiva del disturbo e se necessario si può ripetere la terapia con un altro ciclo di 5-6 applicazioni da effettuare più ravvicinate.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale (una carenza di proteine può contribuire a rendere i capelli opachi, secchi e fragili), che privilegi i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).
Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e contribuisce a mantenere l’idratazione dei capelli.
Aumentare l’assunzione di PABA (che migliora la salute dei capelli) privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare e per preparare il tè verde oppure decotti e infusi rimineralizzanti).
Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nel trattamento dei capelli secchi si possono utilizzare lozioni di diverso tipo, che grazie al contenuto in acidi grassi polinsaturi possono migliorare la qualità dei capelli non solo da un punto di vista del trofismo, riducendone il rischio di caduta, ma anche dal punto di vista estetico. Come trattamento emolliente si può usare l’olio di Mandorle dolcu presente anche in Farmacopea Ufficiale, e l’olio di Oenotheray che arrichiscono la cute di importanti acidi grassi polinsaturi. Soprattutto l’Oenotera insieme all’estratto di semi di Borragine (Borago officinalis) può essere somministrata anche per via orale al fine di arricchire la dieta di elementi importanti come acidi grassi polinsaturi quali gamma linolenico, acido linoleico, acido oleico. Sono sostanze che vengono ottenute mediante spremitura a freddo mantenendo quindi pressoché inalterate tutte le preziose qualità chimiche e organolettiche. Nel trattamento dei capelli secchi può esser utile la somministrazione dei fitosomi del Ginkgo biloba in grado di migliorare il metabolismo cutaneo sia agendo sulla microcircolazione che per l’attività di tipo scavenger (spazzino) sui radicali acidi. Nel caso dei capelli secchi potrà essere utile anche la somministrazione di altre sostanze ad attività antisossidante come gli estratti di
Vitis vinifera (la pianta della vite) titolati in procìanidine oligomere e resveratrolo,del Mirtillo (Vaccinium myrtillus) titolato in antocianosidi, del Mango (Mangifera indica) titolati in mangiferina. Nei casi in cui i capelli secchi siano dovuti a stati di particolare magrezza e disappetenza può essere utile anche la somministrazione di miscele di sostanze amare, anche per infuso, come la radice di Angelica, di Genziana, di Assenzio.

Originally posted 2014-10-09 14:46:40.

Cefalea di tipo tensivo 180x180 - Cefalea di tipo tensivo

Cefalea di tipo tensivo

È quasi impossibile che una persona non abbia sperimentato almeno una volta questo mal di testa. La di tipo tensivo colpisce in egual misura i due sessi, e tende a esordire in età giovanile (tra i 30 e i 40 anni). La distribuzione del viene solitamente descritta “a fascia”, “a casco”, “a
cappa”, e interessa tipicamente (ma non obbligatoriamente) entrambi i lati. Non si tratta di un dolore che “taglia le gambe”: la sua intensità è lieve-moderata e la persona può continuare a svolgere la propria attività quotidiana.
Anzi, alcuni pazienti riferiscono che non si tratta nemmeno di un vero e proprio dolore, ma soltanto di un fastidio che può comunque assumere connotati negativi per la sua persistenza lungo tutto l’arco del giorno. Solitamente sono assenti i cosiddetti “disturbi vegetativi” caratteristici dell’emicrania, e cioè la nausea, il vomito, il fastidio indotto da luce, rumore e odori. La durata degli attacchi è assai variabile: da 30 minuti a poche ore fino a vari giorni.
Nella cefalea di tipo tensivo il dolore proverrebbe dall’eccessiva contrazione dei muscoli della spalla, della nuca e del cranio, per la cronica incapacità della persona a rilassare la propria muscolatura. È, insomma, il classico “cerchio alla testa”: banale quando è episodico, ma decisamente stressante se dovesse rivelarsi cronico (almeno 15 giorni al mese per almeno 3 mesi).


È importante trattare le cause: questo tipo di mal di testa ha origine tensiva, quindi lo stress e la cattiva postura, così come l’inattività fisica, andrebbero corretti.

Diario
Un diario dei mal di testa è un aiuto molto prezioso per capire quali stimoli provochino il dolore: una volta individuati i fattori scatenanti, adeguare lo stile di vita di conseguenza.

Prevenzione
I supplementi di magnesio nella forma di aspartato di magnesio possono ridurre le crisi di mal di testa. Gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e i beta bloccanti possono aiutare a prevenire mal di testa molto frequenti. È importante imparare tecniche di rilassamento per ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.


Il farmaco più usato contro il mal di testa è l’acetaminofene, o un antinfiammatorio non steroideo (FANS). A volte si aggiunge caffeina per aumentare l’assorbimento dei farmaci.


Actea racemosa 5 CH 5 granuli» 1 -3 volte al dì. La cimicifuga è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee.
Utilizzata in omeopatia nel del dolore cervicale e dorsale che aggrava durante il mestruo e con il freddo. I dolori hanno un carattere crampiforme. Sensillità marcata alla pressione delle prime tre vertebre dorsali.
Dulcamara 9 CH 5 granuli ogni 2 ore. Cefalea tensiva e torcicollo conseguente a esposizione al freddo-umido.
Lachnantes tinctoria 5 granuli, anche ogni 2 ore, nelle prime 24 ore.
Quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Lacnantes è una pianta della famiglia delle Emodoracee, utilizzata in omeopatia nel trattamento del torcicollo, della cefalea tensiva, delle vertigini da artrosi cervicale e nella tensione dolorosa dei muscoli del collo. Spesso viene associato ad Actea racemosa.
Rhus toxicodendron 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Aggravamento con l’immobilità e con Tumido. Miglioramento con il movimento lento e progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo comporta la compartecipazione di due fattori, il primo è la contrazione muscolare eccessiva e il secondo è la tensione creata dallo stato emotivo.
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause sono la stasi del Qi del Fegato, un deficit di )ing del Rene e una stasi di Xue.

Agopuntura
La terapia nel caso di stasi del Qi del Fegato mira a rilassare l’organismo andando a curare l’ansia o lo stress che provocano la tensione, mobilizzando il Qi del Fegato e agendo sul dolore e punti importanti sono:
BAI HU1 (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei ) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
In caso di deficit di Jing del Rene la terapia deve avere azione tonificante e sedare il dolore e i punti utilizzabili sono:
BAI HUI;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Se invece la cefalea è dovuta a stasi di Xue, oltre alla sintomatologia dolorosa bisogna mobilizzare lo Xue con una combinazione di:
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
Utile l’applicazione dei punti del Sistema Auricolare di Cranio, Fegato, Fronte, Milza, Occipite, Rene, SHEN MEN e NAO GAN.
Si consigliano 10 applicazioni con una frequenza di due volte la settimana, da ripetere dopo circa un mese.

cinese
Formula: JUAN BIWAN
Radix Astragali Manchuriensis…………..3g
Rizoma Notopterygii……………………5g
Radix Ledebouriellae…………………..5g
Radix Angelicae Sinensis……………….5g
Radix Paeoniae Alba……………………3g
Radix Gìycyrrhizae Uralensis……………3g
Radix Curcumae………………………..3g
Radix Stephaniae………………………3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro (per ridurre Pinfìam-
mazione e alleviare il dolore). Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consu-
mo di carne magra biologica, pesce pescato in mare, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, pane a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. Per ridurre i sintomi e ostacolare le recidive, possono essere consumati kefir, yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici.
Questi microrganismi incrementando i benefici batteri intestinali, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, potenziando così il .
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione ( lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecit ina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Questo tipo di cefalea è talvolta il risultato di patologie croniche a carico delle ossa del collo ( rachide cervicale), in questi casi e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali. Spesso comunque insorge in pa-
zienti con disturbi di carattere ansioso-depressivo, che poi si traducono in una contrattura muscolare della nuca con dolore esteso a tutta la testa e agli occhi. In questi casi è indispensabile una terapia specifica, anche con piante medicinali ( vedi Ansia, Depressione).
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata, particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata dovuta all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per interferenza con l’elastasi, una sostanza presente nel umano che riduce il numero delle fibre elastiche a livello delle articolazioni, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi, grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagoftto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Si usano le radici secondarie della pianta che contiene sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali. Nei casi più importanti possono essere associati anche estratti secchi titolati e standardizzati in partenolide di Partenio ( Tanacetum parthenium) che deve al sesquiterpene partenolide l’inibizione del metabolismo dell’acido arachidoni-
coedei prostanoidi.

Originally posted 2014-10-09 15:51:03.

Congiuntivite 180x180 - Congiuntivite

Congiuntivite

È l’infiammazione della congiuntiva, la membrana mucosa che riveste la faccia posteriore delle palpebre e la parte anteriore dell’occhio. È generalmente caratterizzata da irritazione, bruciore, sensazione di estraneo e lacrimazione. Può essere infettiva (causata da batteri o virus) oppure allergica (nel qual caso, il sintomo fondamentale che presentano i pazienti è costituito dal prurito, continuo, esasperante, che costringe a stropicciarsi ripetutamente gli occhi nel tentativo di ottenere un leggero giovamento). Quella batterica (le diverse specie di stafilococco sono gli agenti più comuni) può essere di solito distinta dalle altre forme di congiuntivite per la presenza di una secrezione mucopurulenta bianco-giallastra (a causa della quale le palpebre fanno fatica ad aprirsi al risveglio). Inoltre, è di solito monolaterale, contrariamente a quanto avviene nella congiuntivite virale, che di norma interessa all’inizio un solo occhio per poi coinvolgere anche l’altro. Si chiama “gigantopapillare” quell’infiammazione congiuntivale di origine allergica (spesso associata all’uso prolungato di lenti a contatto, soprattutto morbide): sulla superficie interna della palpebra superiore si formano delle papille, dure e appiattite, del diametro di oltre 1 millimetro, che disegnano uno strato continuo
ad acciottolato, con dolenzia, rossore, secrezione e senso di secchezza.


È importante non confondere “l’occhio rosso” con una congiuntivite. Il dipende dalla causa, che può essere virale, batterica, allergica, traumatica, o da clamidia. Una visita medica è opportuna in caso di agli occhi con alterazioni della vista.

Lacrime artificiali
Gli occhi secchi sono molto predisposti alla congiuntivite: sarebbe necessario fare uso di lacrime artificiali.

Applicazioni
Per alleviare i sintomi iniziali della congiuntivite è opportuno effettuare applicazioni umide e tiepide sull’occhio per venti minuti tre volte al giorno.

Gocce
Due gocce di tobramicina o gentamicina possono essere instillate ogni quattro ore per circa una settimana. Qualche volta si prescrivono gocce di betadine oculari. Se c’è infezione non usare gocce contenenti cortisone.

Congiuntivite allergica
Esistono soluzioni antistaminiche da usare in caso di congiuntivite cronica da allergia.


La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla natura della congiuntivite e sulle caratteristiche della sintomatologia. Si distingue un trattamento generale e locale.

Trattamento generale
Aconitum 9 CH 5 granuli. Congiuntivite dopo un colpo di freddo che ha interessato gli occhi.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli ogni ora. Cheratocongiuntivite. Le congiuntive sono edematose. Alternare con Ruta.
Belladonna 5 CH 5 granuli ogni 2 ore. Congiuntivite con arrossamento intenso. Alternare con Euphrasia.
Euphrasia 5 CH 5 granuli ogni 2 ore. Congiuntivite con lacrimazione che irrita intensamente le palpebre. Edema, arrossamento, bruciore,
Prurito, impressione di corpo estraneo, con lacrimazione continua, abbondante, irritante, escoriante. Secondo la ‘similitudine magica delle signature’ il fiore di eufrasia ricorda l’iride e questo ne indicherebbe l’uso per numerose affezioni oculari (blefariti, congiuntiviti, cheratiti, iriti, infiammazioni della cornea) di origine virale o allergica. A livello popolare l’eufrasia è nota con l’appellativo di ‘spezza occhiali’.
Galphimiaglauca 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Oculorinite allergica con prurito e lacrimazione, rinorrea acquosa e crisi di starnuti. È il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento sintomatico delle manifestazioni allergiche stagionali.
Ledum palustre 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Congiuntivite di origine post-traumatica. In questo caso si associa ad Arnica montana.
Mercurius corrosivus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Congiuntivite con pus irritante. Le palpebre sono arrossate, irritate, edematose, brucianti.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Congiuntivite con materiale purulento non irritante.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli ogni ora. Cheratocongiuntivite. Arrossamento dovuto ad affaticamento visivo conseguente a lavori minuziosi in ambiente non adeguatamente illuminato (lavoro al terminale,
revisione di testi, lavori di segreteria… ).

Trattamento locale
Calendula 3 DH – Euphrasia 3 DH Alcune gocce di un collirio contenente calendula ed eufrasia alla terza diluizione decimale hahnemanniana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato dall’aggressione di fattori esterni come il Vento caldo dovuto ad agenti chimico-fisici e dal Fuoco di Fegato e di Vescica Biliare.
La terapia consiste nel disperdere il Vento caldo, eliminare l’edema e sedare la sintomatologia dolorosa:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
SHANG XING (stella superiore, localizzato 1 cun dietro la linea anteriore di impianto dei ) che disperde il Calore ed il Vento;
YANG (grande Yang, localizzato nella depressione temporale) che illumina gli occhi, elimina Vento e Calore e purifica il Calore.
E disperdere il Fuoco di Fegato e Vescica biliare:
FENG CHI;
HEGU;
XONG ZI JIAO (osso della pupilla, localizzato 0,5 cun a lato dell’occhio) che espelle Vento e Calore e illumina gli occhi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZAN ZHU.
Punti del Sistema Auricolare associabili sono gli apici delle orecchie,
Fegato, Occhi, e Vescica biliare.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: XIEQING WAN
Radix Gentianae……………………..6g
Fructus Gardeniae……………………9g
Radix et Rhizoma Rhei………………..6g
Rhizoma Ligusticum ChuanXiong…………6g
Radix Angelicae Sinensis……………..3g
Rhizoma seu Radix Notopterygii………..6g
Radix Ledebourielìae…………………9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del .
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di vitamina B6 come avocado, banane, carote, fiocchi d’avena, farina integrale, gamberetti, germe di grano, lenticchie, lievito di birra, nocciole, riso, salmone, semi di girasole, tonno, soia e derivati.
Privilegiare la carne biologica e cuocere al vapore, o al cartoccio in forno, le verdure surgelate per non aumentare la perdita di vitamina B6.
Alimenti da evitare Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare è necessario limitare drasticamente il consumo di carne e di pesce di allevamento, uova e latticini non biologici, perché contengono residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
Eliminare (soprattutto nella fase acuta) lo zucchero (saccarosio) e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per alcuni giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).

FITOTERAPIA
In caso di forme di congiuntivite leggera, che non necessitano di un trattamento specifico di competenza oculistica, si possono utilizzare su base empirica come blandi antinfiammatori i tradizionali colliri a base di Euphrasia e
Camomilla. Invece per patologie croniche, anche di origine allergica, si possono utilizzare rimedi a base di sostanze antinfiammatoria e immunomodulatrici.
In altri casi, soprattutto quelli su base allergica, l’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha una spiccata azione antinfiammatoria grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. È indicata nella prevenzione e terapia delle congiuntiviti croniche allergiche.
La Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice, soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata
biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
I rimedi antinfiammatori tradizionali sono invece da usarsi nelle forme più acute, come ad esempio l’estratto di Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, il trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare, che nella patologia oculare è particolarmente significativo trattandosi di tessuti molli. Qualora il sintomo dolore fosse prevalente, può invece essere molte utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens), di cui si usano estratti secchi ottenuti dalle radici secondarie.

Originally posted 2014-10-10 11:44:41.

Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni rimedi omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni , si dovrà valutare il profilo alimentare del paziente per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del paziente. Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Crosta lattea 180x180 - Crosta lattea

Crosta lattea

Si chiama così una dermatiteseborroico, disturbo assai comune nei lattanti. È dovuto a una esuberante secrezione di sebo, la sostanza oleosa emessa da specifiche ghiandole della pelle. A dispetto di quell’aggettivo, “lattea”, il disagio non è collegato all’allattamento materno o artificiale: l’etichetta sottolinea semplicemente il fatto che il bambino è ancora nutrito unicamente con il latte. Può manifestarsi fin dalle prime settimane di vita, e di norma guarisce alla fine del terzo mese. È un’eruzione caratterizzata dalla presenza di squame, giallastre e untuose, che prediligono in particolare il cuoio capelluto, ma può interessare anche le sopracciglia, le guance, le aree cutanee attorno al naso e quelle situate dietro i padiglioni auricolari. Un’altra sede, nel lattante, è pure la regione inguino-anale (in ciò contribuisce evidentemente l’irritazione da urine e feci alla quale può andare incontro il neonato nei suoi primi mesi). In genere, il disturbo si limita a poche lesioni
squamose sul cuoio capelluto; talora le croste abbracciano più sedi e possono coesistere arrossamenti ed essudazioni. Sebbene le squame della siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino (né prurito né irritabilità). Dunque, benché sia grande fonte di ansia per i genitori, è soltanto un’alterazione del profilo estetico del bimbo, assolutamente innocua. La non dipende dalle condizioni igieniche del lattante e non si tratta neppure di una malattia infettiva. Scompare senza lasciare traccia e senza minimamente interferire con la crescita dei .


Il termine medico per la crosta lattea è dermatite seborroica: la causa precisa è ignota. È spesso presente il pityriosporum ovale> un lievito che cresce sulla pelle. La crosta lattea può avere una maggiore incidenza in alcune famiglie, ed è favorita dai climi freddi e secchi. Talvolta la presenza di crosta lattea è legata a deficit di zinco, di vitamina B, o a malattie che diminuiscono il numero delle cellule deputate a combattere le infezioni.

Shampoo
Di solito la guarigione avviene spontaneamente in un tempo da uno a otto mesi: viene facilitata con alcuni accorgimenti utili a eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose per non irritare la cute già delicata. Sul cuoio capelluto passare del cotone imbevuto di olio di oliva o mandorle dolci o vaselina, oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco. A causa della localizzazione sullo scalpo e la persistenza dell’apertura della fontanella cranica, queste operazioni vanno eseguite con cautela, evitando pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l’olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine, utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.

Shampoo medicato o crema
Se la situazione non si risolve si può scegliere uno shampoo (o una crema) con ketoconazolo. Prestare attenzione alla crema, che contiene solfiti e può provocare reazioni allergiche anche gravi. Evitare il contatto con gli occhi. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche che devono essere, però, prescritte dal pediatra.


Per questa forma di eczema seborroico comune nel lattante, che interessa il cuoio capelluto, la zona intorno al naso e la regione frontale, l’omeopatia propone un approccio efficace e rapido, basato sulla somministrazione di rimedi costituzionali ad azione profonda.
Calcarea carbonica ostrearum (calcare d’ostrica) Carbonato di calcio e sali, ottenuti dallo strato medio del guscio d’ostrica. È il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, pallone lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso (turbe della crescita: ritardo di dentizione, linguaggio, deambulazione; tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi; manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree; dermopatie: eritema gluteo, eczema di cuoio capelluto e viso).
Graphites 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì e successivamente a giorni alterni o una volta alla settimana: La polvere nera di grafite è uno dei rimedi omeopatici fondamentali per la cura di molte affezioni cutanee. Caratteristica è l’eruzione vescicolosa delle lesioni da cui trasuda un liquido giallo, appiccicoso, denso, filante, simile a miele. La localizzazione tipica delle lesioni è a livello del cuoio capelluto, delle palpebre, dietro i padiglioni auricolari. Graphites è adatto soprattutto a soggetti pallidi, lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, per due settimane consecutive. Il licopodio è uno dei rimedi omeopatici più importanti di tutta la farmacopea, utilizzato per la sua azione specifica a livello di pelle, fegato e metabolismo. Nel della crosta lattea viene spesso associato all’utilizzo di Calcarea carbonica ostrearum o Graphites.
Mezereum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il fiore di stecco è uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Non c’è una vera e propria cura secondo la Medicina tradizionale cinese, in quanto si ritiene questo fenomeno come una fase di passaggio e di crescita del bambino, che entro il primo anno di età va a risolversi naturalmente.
Si Possono comunque effettuare degli interventi locali, sia con agopuntura che con fitopreparati, soprattutto attraverso lavaggi con preparati a base di olio.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

( consigliata per la madre durante l’alattamento)
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, tè verde giapponese.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, potenziando il .
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale magro e il latte fermentato addizionati con batteri probiotici.
Integrare l’alimentazione con fiocchi e farina d’avena, borragine, ortica, trifoglio, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
È consigliabile utilizzare preferibilmente alimenti biologici.
Per dolcificare usare piccole quantità di miele di acacia vergine integrale di produzione italiana.

Alimenti da evitare
I cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi. I prodotti addizionati con additivi alimentari e/o contenenti grassi trans. Lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che ne sono ricchi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
licopcne 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatolane continene37mg);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno;
fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Germedigrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno.


È caratterizzata da un eczema/squamoso a livello del cuoio capelluto, con cute arrossata e presenza di un’aumentata secrezione sebacea.
Come trattamento locale può essere utilizzato Volto di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare) per massaggiare la zona interessata tre-quattro volte al giorno.
Per ridurre l’infiammazione cutanea (l’arrossamento) possono essere usati, in forma topica, l’olio di Enotera (massaggiare delicatamente con la punta delle dita, effettuando movimenti in senso orario per almeno 10 minuti, tre-quattro volte al giorno) e il latte di mandorle, emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo (a 30 mi di latte di mandorle, unire 10 mi di olio di lino e 5 mi di olio di germe di grano).
Nei casi in cui è presente una componente allergica (alimentare o da contatto), può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano, miscelato con olio di mandorle dolci, atte d’avena e Ribes Nigrum (in una ciotola mescolare 25 g di unguento con mezzo cucchiaino di olio di mandorle, 1 cucchiaino di latte d’avena e 5 gocce di Tintura Madre di Ribes Nigrum).
Se l’eczema si estende all’attaccatura dei capelli, interessando anche la zona sopraciliare, può essere usato per via topica un olio alla Calendula preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (meu
tere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare). Massaggiare delicatamente la zona interessata tre-quattro volte al giorno, in particolare la sera prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 14:08:05.

Coliche intestinali 180x180 - Coliche intestinali

Coliche intestinali

Una vasta schiera di stimoli può scatenare un addominale: le modificazioni metaboliche di un tessuto, la distensione della parete dei visceri cavi, la contrazione spastica della muscolatura viscerale, la compressione delle strutture nervose… Il che compare al bordo costale destro è dovuto di solito a una calcolosi biliare. È la “colica epatica”: una morsa che “stringe e molla ripetutamente”, e, come una cintura, raggiunge la zona dorsale sotto la scapola destra, il a sbarra trasversale, infittivo con frequente irradiazione alla zona sottocostale sinistra e alla schie-
na, fa ipotizzare una pancreatite: spesso il paziente assume una posizione seduta, col tronco flesso in avanti e le ginocchia rialzate. La gastroenterite acuta e i disturbi del colon sono frequente causa di dolori crampiformi, anche violenti, nel mesogastrio (la parte dell’addome che corrisponde alla regione ombelicale). La diverticolite acuta è la tipica causa di dolore al fianco sinistro, ma una sintomatologia dolorosa in questa sede è spesso da collegare alla presenza di un colon irritabile (popolarmente indicato col termine “colite spastica”), alla base del quale vi sono frequenti e disarmonici spasmi della muscolatura del colon associati a un movimento intestinale alterato. Un dolore addominale diffuso, in una persona in condizioni generali buone, suggerisce in genere un’infezione intestinale acuta o una sindrome del colon irritabile. L’appendicite acuta resta la prima ipotesi di un dolore localizzato in corrispondenza del fianco destro.


Le coliche possono essere fenomeni leggeri e temporanei e conseguire a errori alimentari. Un’accurata
anamnesi permette di capire se la causa delle coliche sia stata di tipo alimentare o se sia da sospettarsi un’infezione oppure una patologia intestinale complessa: per questo è opportuno consultare un medico.è opportuno consultare un medico.
Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare e molto utile nel lungo periodo per ridurre il rischio di nuove coliche. £ bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto e importante capire quale cibo sia stato irritante. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.

Ridurre lo stress
È opportuno osservare il riposo. Le coliche vengono peggiorate dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.


Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). In caso di infezione intestinale il medico prescrive l’antibiotico più adatto. In caso di dolore intenso usare antispastici.


Il omeopatico della crisi dolorosa della colica intestinale deve essere messo in atto esclusivamente in attesa di una valutazione medica e comunque soltanto quando è nota l’origine della sintomatologia. II fosfato di Magnesio (Magnesia phosphorica) è il rimedio da utilizzare in maniera pressoché sistematica.
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è il medicinale omeopatico utilizzato nei processi infiammatori localizzati o generalizzati con iperestesia sensoriale generale, spasmi viscerali improvvisi con dolore intenso, talora associati a febbre. La somministrazione di Belladonna deve essere eseguita sotto controllo medico.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi, che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche
molto simili a Magnesia phosphorica, di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte all’inizio e termine bruschi.
Momordica balsamina 5 CH 5 granuli al dì. La margosa è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartengono anche Bryonia e
ColocynthiSy indicata nella sintomatologia dolorosa acuta del colon sinistro. Può essere utilizzata anche in associazione con rimedi di fondo per la cura di colonpatie recidivanti o croniche.
Nux vomica 7 CH 5 granuli. In attesa della valutazione medica, nel sospetto di una subocclusione o occlusione intestinale. La noce vomica è il rimedio omeopatico della colica addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con Io scopo di lenire il dolore dovuto agli spasmi per iperestensione delle pareti addominali, quindi controllare la muscolatura delle pareti intestinali e regolare la circolazione.
Punti importanti per la terapia di Agopuntura Medica sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un trattamento terapeutico di 10 applicazioni da eseguire per 2 volte alla settimana fino alla scomparsa della sintomatologia.


Formula: TONG XIEYAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Pericarpium Citri Reticulatae………..4,5g
Radix Ledebourielìae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Se le coliche tendono frequentemente a recidivare è necessario potenziare il privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
È consigliabile consumare frutta e verdura biologica esclusivamente sotto forma di centrifugato, oppure di succhi per ridurre l’apporto di fibre che possono aggravare la sintomatologia del paziente.
Alimenti da evitare Durante la fase acuta evitare di consumare legumi, crusca, cereali integrali e prodotti da forno con lievito chimico (dare la preferenza alle preparazioni biologiche a lievitazione naturale).
Per combattere l’infiammazione della mucosa intestinale eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) latte intero e formaggi (a eccezione della ricotta e dei fiocchi di latte), uova, crocifere, mais, pomodori, agrumi, semi e frutta secca, pesche, pere, prugne, susine, succo di mela non filtrato.
Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Il primo è la Piscidia (Piscidia erythrina) da usare come estratto secco, che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con
successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti, perchè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite. Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la
Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, per cui dosaggi specifici si utilizzano anche nei pazienti affetti da colon irritabile. Nel caso la colica dia origine a sintomi persistenti e tenda a diventare cronica si somministrano anche estratti secchi standardizzati di Carciofo. Se invece ci sono malattie infiammatori intestinali, un preparato appropriato può essere l’estratto di Curcuma longa per la sua ben nota attività antinfiammatoria sul tratto gastrointestinale; a cui si possono associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.

Originally posted 2014-10-10 09:30:53.

Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.


Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.


Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.


La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della , delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.

Cellulite 180x180 - Cellulite

Cellulite

È un termine abusato, chiamato in causa anche per definire i semplici eccessi di adiposità localizzate. In realtà, la parola indica quella condizione patologica che viene tecnicamente definita panniculite edemato-fibro-sderotica. È un’affezione degenerativa del tessuto grasso sottocutaneo, dovuta inizialmente a una compromissione della microcircolazione sanguigna. Un quadro che conosce diversi stadi evolutivi: all’inizio predomina l’edema, con deformazione delle cellule adipose, e anche il microcircolo si presenta con dilatazioni e microaneurismi che provocano il rallentamento del flusso sanguigno; gli adipociti subiscono in seguito cospicue alterazioni, il tessuto fibroso tende ad accrescersi, e aumenta la sofferenza vascolare; in seguito, la componente fibrosa tende a incapsulare, singolarmente o in piccoli gruppi, gli adipociti ormai sconnessi, inducendo la formazione di micro-
noduli e un ulteriore danno al microcircolo, che porta a una cattiva ossigenazione di tutti i tessuti coinvolti. Dunque, la cellulite non si limita a essere un semplice disturbo estetico, a carico di cosce e glutei, ma rappresenta anche, come si è visto, una vera e propria patologia di quel complesso di piccoli vasi arteriosi e venosi dislocati nel distretto sottocutaneo, il grado della cellulite varia da uno stato di semplice ritenzione di acqua fino a lesioni manifeste (come l’aspetto a buccia d’arancia della pelle) e anche permanenti (sclerosi), che si presentano come nodosità dure e dolenti sottocutanee (con un caratteristico aspetto “a materasso”). Alterazioni, queste, che alla lunga possono comportare disturbi diffusi anche agli altri inferiori, come pesantenza, senso di tensione e crampi.


La cellulite è una malattia del connettivo dovuta a un malfunzionamento del circolo dei piccoli vasi sanguigni. La terapia si basa su diversi rimedi, legati allo stile di vita, all’estetica e alla medicina.

Stile di vita
L’ è molto importante per la prevenzione: deve essere equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi (soprattutto grassi saturi). Anche l’esercizio fisico è fondamentale: stipsi e ritenzione idrica sono due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato a un’ disordinata. Li ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno è l’ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. È bene ricordare che il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi, ostacolano la circolazione: ridurre il contenuto di sale nella dieta aiuta a trattenere meno acqua. È consigliabile bere molta acqua (un litro e mezzo è la quantità minima, due litri dovrebbe essere la regola ) per eliminare le sostanze tossiche. Evitare gli eccessi di calie, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, e preferire alimenti ad alto contenuto di fibre (favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), vitamina C, vitamina E, potassio. I bioflavonoidi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono ottimi alleati per una buona microcircolazione.

Rimedi estetici
È utile un automassaggio con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice: migliora il quadro estetico ma non si elimina la cellulite. L’idromassaggio ha azione levigante, rassodante e drenante. Il massaggio estetico, con manipolazioni e frizioni, serve a drenare liquidi
in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe, e riduce lo stress e l’ansia (che contribuiscono indirettamente alla cellulite).
Il linfodrenaggio riattiva la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Se il drenaggio avviene per via meccanica si parla di pressoterapia.

Trattamenti medici
La mesoterapia si basa sull’iniezione di , spesso in cocktail, nelle zone interessate da cellulite. ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, vengono iniettati con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) e/o con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm. La microterapia si esegue con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin
Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose quindi non provoca . Gli ultrasuoni vengono utilizzati per la loro capacità di produrre calore: rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento nel torrente circolatorio. Sfrutta una corrente elettrica a bassa frequenza Telettrolipolisi. Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sottocute è alla base della ossigeno-ozono terapia.

Chirurgia
La lipoaspirazione risucchia il grasso tra la pelle e lo strato muscolare con l’inserimento di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm collegate a una macchina aspirante: è fondamentale la scelta di una struttura che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Con la liposcultura superficiale si agisce più in superficie e cioè appena sotto il derma. Sfrutta l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato. Se la zona da trattare è circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione. Nella laserlipolisi la luce emessa dal laser genera calore, che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione.


In omeopatia si cerca di favorire l’eliminazione della ritenzione idrica e della cellulite facendo ricorso a preparati che facilitano il drenaggio delle scorie dai tessuti dell’organismo. Il va prolungato a lungo e va eseguito a cicli ripetuti.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel trattamento della cellulite, secondo la proposta del medico francese Ledere. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. La linfa di betulla secondo la tecnica del “drenaggio”, agisce come drenante generale per l’organismo.

Pulsatilla 5 CH • Badiaga 5 CH – Bovista 5CH5 granuli 2 volte al dì di questo preparato complesso che svolge un’azione di eliminazione nei confronti dell’accumulo a livello sottocutaneo di una sostanza gelatinosa, costituita da grasso, scorie e acqua, conseguente a un disordine del tessuto connettivo e del microcircolo. La pelle presenta il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. Vita sedentaria, disturbi circolatori, errori alimentari, alterazioni ormonali sono i principali fattori favorenti la cellulite. In Medicina estetica si preferisce definire la cosiddetta cellulite con il termine di “panniculopatia fibrosclerotica” o “microangiopatia fibrosclerotica”, sottolineando come alla base del processo di formazione vi sia il proliferare di tessuto fibroso a seguito di un rallentamento e di una perturbazione del ricambio dei liquidi a livello del microcircolo. Il composto a base dei tre rimedi omeopatici riattiva il circolo facilitando il drenaggio a livello della matrice connettivale.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana.
Natrum sulfuricum 15 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Il solfato di sodio è adatto per la cura della cellulite localizzata a livello di addome, fianchi e cosce.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo aumentando gli enzimi tessutali, il metabolismo lipidico e idrico.
Si agisce tramite gli aghi accelerando il metabolismo attivo e sbloccando la ritenzione idrica.
Si prevedono 10 terapie della durata di un’ora andando ad agire locai mente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Poria…………………….1,5g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1g
Radix Aconiti Lateralis………………1,5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis…………1,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi) e gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali, i legumi, gli ortaggi, la
frutta fresca biologica, in particolare mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare completamente (per almeno sei mesi) le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
Numerosissimi sono i rimedi tradizionali che vengono utilizzati dalle donne per il trattamento di questo fastidioso, per non dire odiato, inestetismo, ma spesso sono completamente irrazionali e mancano di qualsiasi base scientifica. Inoltre pensare che ci sia una cura miracolosa per questa vera e propria malattia cutanea purtroppo al momento non è possibile. Possono essere razionalmente utilizzati estratti di Ginkgo biloba da assumere per via orale perché oltre alla ben nota attività antiossidante sono soprattutto in grado di migliorare la microcircolazione a livello periferico. Si somministra anche l’estratto di Ippocastano (Aesculus hippocastanum) titolato in escina che aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare, ha un’azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico importante, e ancora svolge la sua azione di tipo flebotonico non solo per azione vasocostrittiva sulla parete venosa, ma anche favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali; infine ricordo che può essere somministrato con sicurezza anche per lunghi periodi. La frazione triterpenica della Centella asiatica è invece in grado di migliorare significativamente la funzione venosa con riduzione dell’edema e miglioramento del trofismo cutaneo. Anche l’estratto titolato di Vitis vinifera e soprattutto di Mirtillo (Vaccinium myrtillus) grazie al contenuto in antociano-
sidi sono in grado di avere una significativa azione positivia sul trofismo del delicato endotelio capillare, che danneggiandosi provoca questo tipo di inestetismo. Non trovano riscontro scientifico l’assunzione di tisane diuretiche e possono invece essere pericolose soprattutto se associate a diete ipocaloriche strette perché possono provocare disordini del metabolismo anche importanti, e quindi sono sconsigliabili.

Originally posted 2014-10-09 16:34:22.

Colpo di sole 180x180 - Colpo di sole

Colpo di sole

L’organismo umano reagisce all’innalzamento della temperatura attivando svariati meccanismi: con l’aumento del flusso sanguigno in corrispondenza della pelle (così da agevolare la dispersione del calore), con la sudorazione (che raffredda la superficie cutanea) e con l’aumento degli atti respiratori (l’aria che espiriamo è calda, e se il si surriscalda la frequenza respiratoria aumenta nel tentativo di disperdere il calore in eccesso).
Quando queste contromisure risultano insufficienti, ecco i danni sulla salute prodotti dall’eccesso di calore. Il è una di queste evenienze: consegue all’eccessiva e diretta esposizione ai raggi solari del capo e della nuca, che provoca un aumento della temperatura con sofferenza e irritazione delle strutture nervose centrali, l sintomi: eritema diffuso delle parti esposte al sole, lacrimazione, occhi arrossati, malessere generale, difficoltà nel respiro, mal di testa, nausea e sensazione di vertigine, stato confusionale. La temperatura corporea aumenta fino a toccare i 40-41 °C, la pressione arteriosa diminuisce, mentre la pelle risulta calda e sudaticcia al tatto. Nel colpo di calore il brusco innalzamento della temperatura corporea è invece dovuto all’ostacolata dispersione del calore. In questa circostanza più fattori ambientali interagiscono potenziandosi a vicenda: temperatura esterna elevata, incremento del tasso di umidità relativa (che ostacola l’evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta.


Colpo di sole
Si definisce colpo di sole la condizione in cui la persona è eccessivamente accaldata e ha febbre, con compromissione dello stato mentale ed eventualmente dei parametri vitali: in questi casi è urgente il trasporto in ospedale dove verranno messe in atto misure di rianimazione e di supporto circolatorio. Togliere i vestiti al paziente e sistemarlo in un ambiente fresco e aerato; monitorare la temperatura corporea e fare di tutto per ridurla nell’arco di 30/60 minuti. L’uso di ghiaccio è questione controversa perché il ghiaccio potrebbe provocare la chiusura dei piccoli vasi sanguigni
provocando un nuovo aumento della temperatura corporea. Le persone con colpo di sole, se assistite bene, si riprendono nel giro di 48 ore.

Colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando la persona è eccessivamente accaldata ma non ha febbre e rimane mentalmente presente e lucida: è importante sistemarla in una ambiente fresco e arieggiato e somministrare mezzo litro d’acqua all’ora per reidratarla; se possibile, aggiungere mezzo cucchiaino di sale ogni litro di acqua per prevenire o risolvere la carenza di sodio.


Si tratta di un’evenienza grave che si manifesta con , vertigini, seguite da allucinazioni, convulsioni e perdita di coscienza. È richiesto sempre l’intervento d’urgenza del medico. Il rimedio omeopatico ha una funzione complementare e va scelto in base alle caratteristiche del quadro clinico.
Aconitum 15 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Insorgenza brusca e violenta di una intensa reazione congestizia, spesso associata a febbre, con pelle secca, calda, arrossata. Sete intensa per grandi quantità di acqua fredda. Agitazione intensa con ansietà e paura della morte.
Apis mellifica 30 CH 5 granuli anche ogni quarto d’ora. Cefalea violenta con stato stuporoso, viso rosso congesto e agitazione continua del capo che ruota da un lato e dall’altro. Assenza di sete pur in presenza di sudorazione intensa. Il quadro corrisponde a un edema cerebrale.
Belladonna 15 o 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cefalica da insolazione con cefalea pulsante ed intenso arrossamento del volto che appare ricoperto di sudore.
Ipersensibilità per luce e suoni con midriasi e fotofobia. Può essere presente delirio con agitazione e febbre.
Gelsemium 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea da congestione cefalica con sensazione di palpebre pesanti, diplopia e disturbi visivi. Profonda prostrazione e tremori.
Glonoinum 5 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea pulsante con violente palpitazioni e pulsazioni carotidee. Sensazione di testa enorme. Bisogno di tenere la testa tra le mani.
Occhi congesti, sporgenti. Miglioramento con le applicazioni fredde.
Veratrum viride 9 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cerebrale violenta e grave da insolazione
con cefalea intensa, viso arrossato, livido, occhi iniettati, testa calda e
pesante. Diplopia e dilatazione delle pupille (midriasi). Pulsazioni al collo e lipotimia se si alza in piedi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo dovuto a un’esposizione prolungata al sole, è causata da un eccesso di Calore esterno che provoca un deficit di Yin, dall’invasione di Calore e Umidità che alterano la funzionalità di Milza e Stomaco.

Agopuntura
La terapia mira a espellere Calore e Umidità ripristinando una corretta funzionalità di Milza e Stomaco, e punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
È consigliabile effettuare una serie di terapie consecutivamente fino alla risoluzione della sintomatologia prevedibile in 3-4 applicazioni.

cinese
Formula: XIANG RU YIN
Herba Escholtsiae…………………….9g
Semen Dolichoris Album………………..6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 250 mi al dì.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere almeno 2 litri di acqua minerale naturale nel corso della giornata a elevata percentuale di sali minerali (utilizzarla anche per cucinare).
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco e di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone non da allevamento, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a
ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Colina 400 mg;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nella cura di questo sintomo si possono somministrare tisane rinfrescanti a base di Tè verde (Camellia sinensis), particolarmente ricco di sostanze antiossidanti, che può essere somministrato a larghe dosi sia per la sicurezza della sua somministrazione. Sulla cute si possono eseguire i tra-
dizionali impacchi a base di Calendola oppure Folio di Iperico particolarmente indicato per le ustioni. Nelle forme più leggere e come prevenzione si può invece usare l’olio di Mandorle dolci che è previsto dalla Farmacopea Ufficiale. In seguito per ridurre le lesioni infiammatorie cuta-
nee si possono consigliare estratti di Boswellia serrata* grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi. Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina
che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico. VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima
proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale il della flogosi e dell’edema periarticolare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto
“artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 10:46:48.