Glaucoma 180x180 - Glaucoma

Glaucoma

È una malattia contrassegnata dalla progressiva riduzione della vista. A causare questa perdita del campo visivo è un aumento della pressione interna dell’occhio, che avviene per l’accumulo di umore acqueo. Si chiama così quel liquido acquoso che viene prodotto nella parte anteriore dell’occhio (utile per nutrire e dare consistenza al globo oculare). (I rapporto tra la quota di umore acqueo che viene generato e quello che fuoriesce dev’essere tale da mantenere, all’interno della sfera oculare, una pressione ritenuta normale (in un soggetto adulto oscilla normalmente attorno ai 15-16 mm di mercu-
rio). Qualunque alterazione che provochi una variazione di questo rapporto può determinare ipertono, cioè un aumento di pressione dell’occhio. Ciò porta a una sofferenza delle fibre del nervo ottico, le quali, nel tempo, subiscono un danno (atrofia) con riduzione della capacità visiva, che inizialmente interessa le parti periferiche del campo visivo e poi, gradualmente, le altre. In realtà, il comprende un gruppo di malattie, ma le forme principali sono due: il primario od angolo aperto (il più comune e subdolo) e il ad angolo stretto o chiuso. Nel primo caso, l’umore acqueo non
viene adeguatamente filtrato dal sistema di deflusso (trabecolato), che risulta strutturalmente alterato; nella seconda evenienza, il passaggio dell’umore acqueo è ostacolato dal fatto che l’angolo di scarico (formato da iride e cornea) ha un’ampiezza ridotta. In quest’ultima forma può verificarsi un attacco acuto di glaucoma, con violento oculare, nausea, mal di testa, notevole abbassamento della vista e percezione di aloni colorati attorno alle luci.

MEDICINA CONVENZIONALE
II glaucoma può essere confuso con allergie e irritazioni da lenti a contatto, oppure con malattie dell’occhio più rare: il richiede quindi una diagnosi accurata da parte dello specialista.

Diminuzione della pressione endoculare
Lo scopo delle terapie è ridurre la pressione nell’occhio (e mantenerla bassa): il metodo usato dipende dall’entità dell’ipertensione. A volte si somministra mannitolo endovena; un trattamento di emergenza è la paracentesi della camera oculare anteriore (raramente necessaria).


Si prescrivono gocce oculari di pilocarpina, oppure pilocarpina orale, betabloccanti o acetazolamide.

Laser
Per glaucoma di lunga durata o cronico esistono procedure laser molto efficaci. Dal punto di vista chirurgico I’iridotomia e la trabeculectomia sono terapie definitive che non richiedono successiva somministrazione di farmaci. A volte si posizionano chirurgicamente valvole che offrono una valida prevenzione dopo la crisi acuta.


Un aumento della pressione a livello oculare richiede la valutazione e il trattamento stabilito dallo specialista per evitare che si instauri o progredisca la compromissione della funzione visiva conseguente a danno del nervo ottico. Il trattamento omeopatico ha un ruolo complementare soprattutto per ridurre l’affaticamento visivo.
Aurum metallicum 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. L’oro in omeopatia si usa per la congestione oculare con occhi arrossati, dolenti e sensibili alla pressione. Si associa fotofobia intensa. Caratteristico è l’aggravamento dei sintomi con la luce artificiale.
Belladonna 30 CH 5 granuli, da una a più volte al dì. Congestione, arrossamento e dolore oculare con fotofobia associato a midriasi.
Euphrasia 5 CH 5 granuli ogni 2 ore. Edema, arrossamento, bruciore, prurito, impressione di corpo estraneo, con lacrimazione continua, abbondante, irritante, escoriante. Secondo la ‘similitudine magica delle signature’ il fiore di eufrasia ricorda l’iride e questo ne indicherebbe l’uso per numerose affezioni oculari (blefariti, congiuntiviti, cheratiti, iriti, infiammazioni della cornea).
Phisostigma venenosutn 5 CH 5 granuli due volte al dì. La fava del Calabar è il medicinale omeopatico usato nelle alterazioni del tono oculare, come il glaucoma e i disturbi dell’accomodazione.
Ruta graveolens 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì. La ruta, introdotta nella farmacopea omeopatica dallo stesso Hahnemann, viene consigliata per l’affaticamento visivo e per il dolore localizzato ai globi oculari che si manifesta dopo uno sforzo visivo prolungato, come la lettura, lo studio, l’attività lavorativa al computer, la correzione di testi, il cucito, soprattutto in condizioni di illuminazione debole o artificiale.
Spigelia 30 CH 5 granuli in relazione a dolore oculare. La spigelia è una pianta della famiglia delle Loganiacee, la stessa di cui fa parte Gelsemiumt Ignatia e Nux vomica. Un tempo utilizzata per eliminare i parassiti intestinali è indicata per il dolore a livello oculare dell’emicrania oftalmica, dell’irite e del glaucoma.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo di alterazione del campo visivo deve essere rapidamente eseguita, al fine di impedire la degenerazione della vista dovuta all’atrofia della testa del nervo ottico. Gli organi che vengono interessati sono Fegato e Rene e in particolare le cause possono essere un deficit di Yang di Fegato, un deficit di Yang di rene o un deficit di Yin di Fegato e Rene.
La terapia prevede dispersione nel primo caso e bonificazione invece nei restanti due.
Glaucoma da deficit di Yang di Fegato:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
JING MING (pupilla splendente, localizzato a livello della commessura palpebrale interna) che espelle il Vento, purifica il Calore, rimuove le ostruzioni dal Meridiano e illumina gli occhi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il 1 e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI YANG (grande Yang, localizzato nella depressione temporale) che illumina gli occhi, elimina Vento e Calore e purifica il Calore;
XlNG JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
Glaucoma da deficit di Yang di Rene:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
JINGMING;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI CHONG;
TAI YANG.
Deficit di Yin di Fegato e Rene:
FENG CHI;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
JING MING;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU;
TAI CHONG;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI YANG.
Punti del Sistema auricolare Fegato, Milza, Occhi, Rene, Vescica Biliare e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 60 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di antiossidanti, inclusi i cibi che contengono beta-carotene {nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), D (latte intero, cereali, aringa, salmone, sardine, sgombro, carne di vitello e di manzo, fegato, burro, tuorlo d’uovo, olio di fegato di merluzzo), E (cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, di girasole e di soia di prima spremitura a freddo – per preservare il contenuto vitaminico è consigliabile condire sempre a crudo), C (agrumi e kiwi) e bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Aumentare l’apporto di vitamina A, privilegiando il fegato, le uova, i latticini, l’olio di fegato di merluzzo, in quanto essenziali per la salute del tessuto oculare.
Alimenti da evitare I prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero. Limitare l’apporto di zucchero
(saccarosio) e dei cibi che lo contengono (come dolciumi, bibite, gelati).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


Per aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia può essere utilizzato l’estratto fluido di Anemone iulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento può essere effettuato a cicli di 15-21 giorni, con quindici giorni di sospensione. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di e .
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, può essere utilizzata YArancia amara (Citrus amara)y sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sea, circa un’ora prima del riposo notturno.
Per la sua azione sedativa al fine di alleviare il disturbo, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Passifloray nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, privilegiando la seconda parte del pomeriggio (tra le ore 17.00 e le 18.00: la prima dose), circa 30 minuti dopo il pasto serale (la seconda) e circa un’ora prima del riposo notturno (la terza).
Per aiutare a combattere l’ipertensione oculare, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycanthz), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
A scopo preventivo, per proteggere il flusso sanguigno a livello del nervo ottico, può essere somministrato YIppocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, o in un centrifugato di carota fresca e biologica, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-14 11:01:26.

Gengivite 180x180 - Gengivite

Gengivite

È l’infiammazione delle gengive, che inizia attorno al colletto del dente. Sensibilità spiccata, sanguinamelo, all’atto della masticazione sono i disturbi più frequenti della acuta. All’origine del disagio c’è per lo più la scarsa igiene dentale. Ma può succedere che la iniziale si complichi con un vero e proprio attacco erosivo ai tessuti di sostegno dei . Si soffre allora di parodontite, comunemente nota come “piorrea”. È essenzialmente un’infezione batterica: il principale fattore causale alla base delle malattie parodontali è proprio l’accumulo della placca batterica, dovuto a una scarsa o insufficiente igiene. I germi, dopo aver infettato la gengiva, attaccano i tessuti profondi, ovvero l’osso alveolare, il legamento alveolo-dentale e il cemento radicolare, che costituiscono le fondamenta su cui poggia il dente. Si formano così le “tasche gengivali”, saccocce in cui si crea un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri e delle loro
tossine, capaci d’innescare ulteriori processi distruttivi. Così succede che le tasche si approfondiscono e l’osso si riassorbe. Il nostro dente perde progressivamente il supporto e diventa pericolosamente mobile. Fino a cadere. L’inizio del processo e la velocità con cui la malattia progredisce dipendono, oltre che dalla quantità di placca e dalla risposta immunitaria dell’individuo, anche da altri elementi: la costituzione anatomica del parodonto, il fumo, il diabete, ma soprattutto la vulnerabilità su base ereditaria.


Prevenzione

La gengivite può manifestarsi in forma leggera oppure provocare ulcerazioni della gengiva: è frequentemente associata a fluttuazioni ormonali, come in gravidanza. L’abuso di alcol e tabacco, scarsa igiene orale e la presenza di numerose otturazioni può renderla più probabile: per migliorare sintomi e segni è opportuno tenere conto di tutte queste possibili cause. L’uso del filo interdentale aiuta molto a ridurre il rischio. È importante ricordare che alcuni provocano un aumento di volume delle gengive che può essere scambiato per gengivite: esempi sono la fenitoina (antie-
pilettico) e la nifedipina (anti-ipertensivo).

dentario
La rimozione della placca da parte del dentista e l’igiene orale quotidiana sono i primi rimedi. La radiografia serve per controllare che la malattia non interessi anche l’osso. È molto importante cambiare lo spazzolino da denti ogni tre mesi.

Antibiotici
A volte vengono usati antibiotici insieme alla rimozione della placca ( penicillina e clindamicina).

Supplementi
È importante essere certi di assumere dosi adeguate di C e D: 500 mg di C e 400/1000 UI di D attenuano i sintomi.


Alcuni preparati omeopatici sono indicati sia per il trattamento del processo infiammatorio delle gengive che per controllare la retrazione gengivale e assicurare la vitalità del tessuto periodontale. Nelle gengiviti recidivanti e nella tendenza alla retrazione delle gengive è necessaria la valutazione e il consiglio dello specialista odontoiatra.

Gengivite acuta
Kreosotum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Le gengive sono tumefatte, congeste, dolenti, sanguinano al minimo contatto. Caratteristica è la tendenza alla carie. Spesso si alterna con Mercurius solubilis. Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il mercurio solubile, il cui uso terapeutico è stato introdotto dallo stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, è il medicinale di prima scelta per il trattamento della gengivite con gengive tumefatte, doloranti, spugnose, sanguinanti al minimo contatto. Ulcerazioni con tumefazione gengivale.

Piorrea e malattia parodontale
Abiespedinata M.G. i DH 30-50 gocce al dì, diluite in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima di colazione, per periodi prolungati. Propriamente si tratta di un gemmoterapico ottenuto dalle gemme di abete bianco. 11 gemmoderivato favorisce la fissazione del calcio nelle ossa, previene la carie e assicura vitalità al tessuto periodontale. Per tali ragioni è indicato nella tendenza alla carie e alla piorrea.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, una volta al dì, per cicli ripetuti di 20 giorni al mese. Retrazione gengivale, ulcerazioni con tumefazione gengivale, secrezioni mucopurulente con piorrea. Spesso si associa un’alitosi fetida.
Calcarea fluorica 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il difluoruro di calcio è indicato per tutte le forme di lassità dei tessuti di sostegno. Viene consigliata l’associazione con Silicea.
Silicea 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. La silice è indicata nella prevenzione della malattia periodontale caratterizzata da perdita della funzione di sostegno dei tessuti periodontali con tendenza ai fenomeni suppurativi e sanguinamcnto gengivale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo fenomeno infiammatorio può essere legato a cause dentarie ma principalmente è dovuto a Fuoco di Stomaco e di Fegato.
La terapia per la gengivite da Fuoco di Stomaco mira a calmare il dolore provocato dall’infiammazione ma anche alla dispersione.
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Nel caso di gengivite da Fuoco di Fegato la terapia è sempre di dispersione e di controllo dei sintomi dolorosi;
HEGU;
JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola, all’incrocio del prolungamento della commessura labiale) che espelle il Vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il ;
XIA GUAN (cancello inferiore, localizzato sotto il bordo inferiore dell’arcata zigomatica) che tonifica e rinforza Milza, Polmone e Rene e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza Muscoli, Tendini e Ossa.
Punti del Sistema auricolare Fegato Stomaco SHEN MEN.

cinese
Formula: QING WEI SAN
Radix Rehmaniae………………………12g
Radix Angelicae Sinensis……………….6g
Rizoma Coptis…………………………3g
Cortex Moutan Radicis………………….9g
Rizoma Cimicifugae…………………….3g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) e di vitamina C (agrumi e kiwi). Integrare la dieta quotidiana con cibi ricchi di vitamina A (come fegato, uova e latte) e/o di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), privilegiando i prodotti biologici. Dare la preferenza ai cereali in chicchi, al pane integrale a lievitazione naturale, a frutta e a verdura fresche (preferibilmente crude), alla carne magra, al pesce pescato in mare (merluzzo e frutti di mare per la presenza di fluoro), ai latticini a basso contenuto di grassi, all’olio di noci, di lino ed extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo, al sale marino integrale e al miele vergine integrale. Alimenti da evitare Nella fase acuta e per ridurre la frequenza delle recidive evitare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le be-
vande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Grazie alla presenza della vitamina K e alla sua azione vasocostrittrice, può essere utilizzata l’Agrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di spremuta di pompelmo rosa, oppure di succo puro di mango e/o papaia, circa 20 minuti prima dei pasti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, può essere usata la Althea offìcinalis (Altea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30-50 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti. Il preparato può anche essere aggiunto a 30 mi di latte di mandorla, op-
pure d’avena, e trattenuto all’interno della cavità orale per 2-3 minuti, prima di essere deglutito. In questo modo viene potenziato l’assorbimento dei principi attivi attraverso la via sublinguale.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile” aiuta a combattere l’infiammazione. Se è associata un’infezione batterica, può essere utilizzata YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti.
È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.

Originally posted 2014-10-14 10:51:38.

Gonfiore ale gambi 180x180 - Gonfiore ale gambi

Gonfiore ale gambi

È una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquidi negli arti inferiori. Una donna su tre soffre di gambe pesanti e gonfie, problemi che col caldo s’intensificano notevolmente. I liquidi possono ristagnare nel tessuto sottocutaneo per un vario repertorio di fattori, generali e locali. Sono coinvolte nella genesi del disturbo le disfunzioni renali, epatiche e cardiache, ma più frequentemente le gambe gonfie sono l’espressione di uno stato d’insufficienza venosa cronica, condizione assai diffusa e dovuta a un mal-funzionamento delle valvole nel Sistema Venoso superficiale e/o profondo
(circa il 70% dei pazienti affetti da tale patologia riconosce una predisposizione familiare; anche l’influenza degli ormoni gioca un ruolo importante: gravidanze e contraccezione ormonale ne aumentano il rischio d’insorgenza). Una vena diventa “insufficiente” quando non riesce più a ricondurre la
massa sanguigna al cuore: il ristagna, refluisce e il condotto venoso lentamente si dilata sempre più fino a divenire rilevato e tortuoso (varice). I disturbi riferiti comunemente e con maggior frequenza sono (in special modo nei mesi estivi): senso di pesantezza agli arti inferiori, gonfiore (edema) più spesso alle caviglie, ma non raramente a tutta la gamba (soprattutto di sera o dopo le lunghe permanenze in piedi) e crampi notturni.


Il dipende dalle cause: squilibri ormonali, deficit nutrizionali, reazioni allergiche, ferite, cattiva circolazione, vene varicose, malattie di cuore, reni oppure fegato. Ogni causa di gonfiore può richiedere un specifico.

Esercizio fisico
La forma più benigna di gonfiore, quella che interessa le gambe dopo ore di immobilità seduti oppure dopo un volo aereo, può essere alleviata stimolando la circolazione del sangue e della linfa: ogni 15 minuti bisogna alzarsi e camminare oppure alzare le gambe. Venti minuti di esercizio fisico quotidiano sono molto utili.


Una dieta povera di proteine può peggiorare l’edema: il corpo richiede una certa quantità di aminoacidi per combattere la ritenzione idrica. Gli aminoacidi vengono aggiunti all’alimentazione sotto forma di carne, soia, legumi, uova oppure latticini a basso contenuto di grassi. Gli uomi-
ni e le donne non in gravidanza dovrebbero assumere circa 30 g di proteine al giorno: i supplementi di solito non sono necessari, a patto che l’alimentazione sia adeguata. È bene ricordare che troppo sale peggiora la ritenzione idrica: evitare di mangiare troppi cibi raffinati o elaborati, come
le zuppe in scatola, i pasti precotti e da asporto, e ridurre la quantità di sali sugli alimenti. È importante bere molta acqua per aiutare i reni a eliminare fluidi.

Vene varicose
Se esistono fattori di rischio o fosse documentata la presenza di vene varicose, è utile indossare calze elastiche dal mattino alla sera. Stare in piedi a lungo senza camminare, la gravidanza, l’obesità e la predisposizione familiare sono i fattori di rischio più noti.


L’edema delle gambe, delle caviglie e dei piedi può essere l’espressione di malattie anche severe di origine cardiaca e renale, pertanto è necessaria un’attenta valutazione clinico-strumentale prima di intraprendere il trattamento omeopatico. In questa parte ci si limita a considerare alcuni dei medicinali più comunemente utilizzati nell’edema di origine traumatica, infiammatoria e circolatoria.

Edema post-traumatico
Arnica 7 CH – China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza, per calmare il , prevenire la formazione di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. L’associazione di Arnica e China è indicata in particolare nel trattamento del gonfiore conseguente a trauma distorsivo della caviglia.

Edema infiammatorio
Apis 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 15 minuti, poi diradare. Edema rosato con dolore trafittivo, migliorato dalle applicazioni fredde. Nel gonfiore dovuto a processo infiammatorio articolare si consiglia di alternare Apis mellifica e Bryonia, nell’attesa di una valuta-
zione medica per una corretta interpretazione diagnostica.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Dolore pulsante, tumefazione arrossata e calda delle articolazioni.

Edema venoso
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Pesantezza agli arti inferiori. Emorroidi. Tendenza alla lombalgia in soggetti sedentari.
Hamamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dilatazione venosa con dolore. Comparsa di ecchimosi anche per traumi modesti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Congestione venosa delle estremità che sono fredde e di aspetto marmoreo.
Vipera 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. È presente inoltre un’intensa dolorabilità anche per il minimo contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questa patologia è dovuta a un’alterazione del tono delle pareti vasali degli arti inferiori, dovuto a un deficit circolatorio e a un deficit del metabolismo idrico che tende a trattenere troppi liquidi.

cinese
formula: SI WU WAN JIA CANG ZHU
Rehmaniae Preparatae……………………12g
/tarfix Angelicae Sinensis………………10g
RadixPaeoniae Alba……………………..10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong………………6g
Rhizoma Atractylodes…………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale.
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti. È consigliabile seguire un regime alimentare equilibrato, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di C ed E e di potassio (frutta secca, polpa di pomodoro, farina di soia).
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, pop-corn, patatine e corn-flakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare rapporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
Se è associata ritenzione idrica, con fragilità capillare e sovrappeso, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Ruscus aculeatus (o Pungitopo) nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale),
circa 20 minuti prima di colazione, e la sera prima del riposo notturno, seguito da una tisana tiepida di foglie e sommità fiorite di Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), 1 cucchiaio in 200 mi di acqua minerale naturale, portata a ebollizione. Dopo 10 minuti di infusione, filtrare e non
dolcificare.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare i sintomi.
Per la sua azione “diuretica” e le sue proprietà antiossidanti, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Per la sua azione sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio (verso le ore 18.00). Per potenziarne
l’azione può essere associato a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’.

Originally posted 2014-10-15 09:09:02.

Globuli bianchi bassi 180x180 - Globuli bianchi bassi

Globuli bianchi bassi

I leucociti (o globuli bianchi) costituiscono una famiglia di cellule eterogenea. Abbraccia, infatti, vari elementi (basofili, eosinofili, linfociti, monociti e neutrofili), tutti però accomunati nel perseguire un singolo obiettivo: difendere l’organismo dalle aggressioni degli agenti infettivi (batteri, virus, funghi). Una riduzione della quota dei globuli bianchi nel può dipendere da svariati fattori. Talvolta il numero di leucociti è nella norma, ma per la tendenza che queste cellule mostrano ad aderire alla parete dei vasi sanguigni, non vengono adeguatamente raccolti nella provetta. Un moderato esercizio fisico prima di sottoporsi alle analisi del (per esempio, qualche piano di scale a piedi) può contribuire a inibire questa adesione e riportare i valori entro i parametri fisiologici. In altri casi, la causa della carenza va indagata con estrema cura: potrebbe infatti dipendere da una patologia epatica, da un’infezione virale, da un’eccessiva distruzione dei leucociti (per la presenza di auto-anticorpi, per esempio) o da un deficit nella proliferazione delle cellule
progenitrici che nel midollo osseo generano i leucociti. Solo un monitoraggio della conta dei globuli bianchi ed eventuali esami specialistici possono indirizzare il medico verso la corretta diagnosi.


I globuli bianchi sono cellule del sangue deputate principalmente a difendere dalle infezioni. Uno stato di carenza di globuli bianchi può essere assolutamente benigno, ed esistere dai primi anni di vita senza indicare alcun tipo di malattia grave. Il più delle volte, un livello basso di globuli bianchi non richiede terapia, a meno che il medico non riscontri livelli preoccupanti di carenza oppure segni o sintomi di malattie sottostanti. Bassi livelli di globuli bianchi possono predisporre maggiormente a malanni stagionali, tuttavia non esistono terapie vere e proprie per aumentarne il numero.

Terapia
Esistono malattie che provocano cali importanti dei livelli di globuli bianchi. Il è altamente specialistico. Le trasfusioni possono rendersi necessarie se il calo mette in pericolo la sopravvivenza. I che stimolano la maturazione dei globuli bianchi a partire dai loro precursori devono essere prescritti dal medico in casi specifici.


Il riscontro di valori bassi di globuli bianchi o leucopenia, richiede un’attenta valutazione ematologica. L’omeopatia consente di facilitare la normalizzazione dei globuli bianchi con rimedi ad attività specifica sul midollo osseo.
Medullos 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto dal midollo osseo (rosso e giallo) di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Tale metodica utilizza estratti d’organo prelevati da animali secondo precise regole (“Preparazioni omeopatiche” dalla Farmacopea Francese, 1965). La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività secondo la modalità per cui le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano, le diluizioni medie (7 CH) regolarizzano, mentre le alte ( 15 o 30 CH ) inibiscono. Così Medullos 4 CH favorisce la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine a livello del midollo.
Monazite 8 DH una fiala al dì, per cicli di trattamento di 2 mesi. La monazite è un minerale usato in litoterapia. Chimicamente è un fosfato anidro di elementi rari del gruppo del Cerio, con Torio e Lantanio. La sua formula generale è (Ce, La,Y,Th) P04. Cristallizza nel sistema monoclino. Presenta colore giallo, marrone o rosso. 11 nome deriva dal greco monazeirty stare solo, e indica la rarità del minerale. La Monazite viene utilizzata soprattutto nei reumatismi cronici e agisce stimolando il
sistema reticoloendoteliale. Oltre alle indicazioni reumatologiche viene utilizzata nella condizione di riduzione dei globuli bianchi.
Radium bromatum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Il bromuro di radio è indicato per l’astenia associata a calo dei globuli bianchi soprattutto in soggetti sottoposti a radioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La diagnosi di leucopenia anche per la Medicina tradizionale cinese deve essere fatta attraverso la lettura di indagini di laboratorio, ma le cause possono essere legate a insufficienze funzionali degli organi Reni e Milza.
Se il calo di leucociti è dovuto a un deficit di Qi di Milza la terapia è di bonificazione, mirata a ripristinare l’emopoiesi e a controllare i sintomi collaterali quali vertigini, affanno, astenia, inappetenza e sonnolenza.
I punti usati sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Nel caso di leucopenia da deficit di Yang di Milza e Rene l’azione è sempre di bonificazione e i punti usati sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
GAO HUANG;
PI SHU;
QI HAI;
SHEN SHU;
ZU SAN LI.
I punti del Sistema Auricolare sono Milza, Rene, Sottocorticale, Stomaco.
La terapia va eseguita 10 volte al termine del quale si rieffettua Temocromo per valutare l’obiettività numerica.


Formula: HUANG QI WAN
Radix Astragali…………………….10g
Herba Ecliptae………………………5g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come legumi, farina di segale, fegato, germe di grano, lievito di birra, carne di maiale, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (grano, orzo, rìso, avena, miglio) salmone, semi di girasole, soia e derivati, latte, kefir, yogurt e formaggi (caciocavallo, gorgonzola e pecorino romano), mandorle, ortaggi a foglia verde, noci, pollame, pesce spada, tonno, vitello, aragosta, carne bovina magra, uova, avocado, banane, carote, farina integrale, gamberetti, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxel-
les, aringa, manzo, molluschi, sardine, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato. Privilegiare i prodotti biologici e cuocere al vapore o al cartoccio le verdure per non aumentare la perdita di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.
Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizato il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di geni moderi vato, nella dose di 50 gocce al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Per stimolare la produzione di leucociti e l’attività immunitaria può essere utilizzato l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti. Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B,
beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione degli esami ematochimici.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-14 11:10:13.

Geloni 180x180 - Geloni

Geloni

Un disturbo cutaneo che affiora negli individui predisposti quando si espone alle basse temperature esterne: si presenta inizialmente come una chiazza rosso scura, rilevata sulla pelle circostante che è fredda, tesa e lucente, per poi diventare un vero e proprio nodulo rosso-bluastro, di consistenza molle, assai pruriginoso e anche doloroso. Questa piccola tumefazione tende a colpire le dita delle mani e dei piedi, ma anche il padiglione auricolare, i calcagni e il naso (zone dove si fa più marcata la disfunzione circolatoria). Alla base della esiste uno squilibrio della reattività dei piccoli vasi sanguigni, che in presenza di certi stimoli climatici – vento gelido, esposizione prolungata e ripetuta al freddo soprattutto umido, passaggi repentini dalle alte alle basse temperature – reagiscono abnormemente andando incontro a una contrazione. Le lesioni generalmente regrediscono in due-tre settimane senza lasciare danni di alcun tipo, ma possono anche subire ulcerazioni e infezioni, che finiscono inevitabilmente per rallentare il processo di guarigione. È perciò importante non grattare la zona interessata, che incrementerebbe l’irritazione, rafforzando i sintomi della e sviluppando ulcere infette. In medicina il “gelone” viene denominato “eritema pernio”.


Lo shock termico e dei vasi sanguigni traumatizza i tessuti che reagiscono formando i tipici noduli rosso violaceo, molto dolorosi (bruciore): questi noduli devono essere curati subito, perché se trascurati possono ulcerarsi e infettarsi.

Trattamenti topici
Le pomate a base di ossido di zinco sono efficaci, come i bagni di acqua ossigenata e le pennellature di glicerina iodata. Se i formano ulcere, è bene rivolgersi al medico per ricevere prescrizione di terapia antibiotica e cicatrizzante, e per qualche seduta di pulizia e medicazione delle ulcere.


Il omeopatico risulta particolarmente efficace sia nella cura sintomatica (Agaricus muscarius) che nella prevenzione (Pulsatilla) dei geloni e dei sintomi a essi associati.

Trattamento sintomatico
Agaricus muscarius 7 CH 5 granuli, una volta al dì. L’amanita muscarina (Agaricus muscarius) è un fungo velenoso della famiglia delle Agaricacee che viene utilizzato in omeopatia principalmente per manifestazioni cutanee aggravate dall’esposizione al freddo, come geloni e acrocianosi.
Caratteristica è la sensazione di freddo glaciale localizzato a livello delle estremità e il formicolio. Il rimedio trova impiego anche nella sfera nervosa per tremori, tic e convulsioni. È considerato il medicinale omeopatico di prima scelta nel trattamento dei geloni con parestesie.

Trattamento di fondo
Pulsatilla Si consiglia la diluizione 7CH, 5 granuli una volta al dì, nella fase acuta dei sintomi; la diluizione 30 CH, una dose alla settimana, nel corso del periodo invernale, per prevenirne la comparsa. L’anemone pulsatilla è una pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee che viene usata in omeopatia soprattutto nella cura dei disturbi venosi e delle manifestazioni catarrali delle prime vie aeree. Spesso si tratta di soggetti di sesso femminile, in giovane età, di carnagione chiara, timide, malinconiche. Caratteristica è l’estrema variabilità delle sensazioni e l’aggravamento generale con senso di malessere in ambienti chiusi e caldi. È il rimedio di molte manifestazioni circolatorie venose, come la stasi o congestione venosa delle estremità, rete venosa bluastra a livello delle cosce, il morbo di Raynaud e i geloni. Solitamente i geloni sia as-
sociano a prurito che peggiora con il calore.
Tubercolinutn 15 CH da una a due monodosi al mese. 11 bioterapico
Tubercolinum è indicato per i soggetti longilinei, astenici, ansiosi, magri, ipersensibili al freddo con fenomeni di stasi venosa e con tendenza alle infezioni respiratorie sia batteriche che virali, favorite dalla sensibilità al freddo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è dovuto a un’alterazione funzionale del e del Sistema Circolatorio. Lo scopo della terapia è ripristinare il corretto funzionamento della circolazione e innalzare le difese dell’organismo tramite l’assunzione di fito preparati.

cinese
Formula: GUI ZHIWAN
Ramulus Cinnamomi………………………9g
Radix PaeoniaeAlba……………………..9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….6g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis……………3g
Posologia: 2 g al dì sotto forma d;i capsule o polvere.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Frivilegiiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bo>sco, le bacche della canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Integrare la dieta abituale con ii cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come Polio di noci e dii lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua a temperatura ambiente.
Alimenti da evitare Limitare il consumo di prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).
Evitare le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B5 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Nella fase acuta può essere utile assumere 100 mi di vino di Achillea (preparato con 50 g di sommità fiorite e un litro di vino bianco secco prodotto da uve biologiche e privo di additivi chimici. Lasciare macerare per circa 10 giorni, quindi filtrare e conservare in una bottiglia di vetro al riparo dalla luce e da fonti di calore). Se necessario si può assumere una seconda “dose” dopo circa 30-40 minuti.
Nei soggetti predisposti, prima di esporsi alle basse temperature, può essere utile applicare un unguento a base di Ippocastano nelle zone particolarmente vulnerabili (come le dita delle mani e dei piedi). Dopo aver massaggiato la cute per almeno 10 minuti, così da facilitare l’assorbimento del principio attivo, indossare guanti e calze precedentemente riscaldati.
Per aiutare ad accelerare il processo di guarigione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 ml di succo puro di mirtillo, o di carota, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Per alleviare il applicare, nella zona interessata, un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico. Per alleviare il , nella fase acuta, può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per alleviare le parestesie (i formicolìi) che si manifestano nella zona interessata, mentre si ripristina il normale flusso circolatorio, può essere usato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana) nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-14 10:41:52.

Gotta 180x180 - Gotta

Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la gotta cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da gotta, è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.


Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, , acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’obesità sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con rimedi dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.

Gambe senza riposo sindrome delle 180x180 - Gambe senza riposo, sindrome delle

Gambe senza riposo, sindrome delle

La sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con uguale frequenza nei due sessi e ogni età ne è colpita, anche la prima infanzia (sebbene questa condizione si evidenzi maggiormente con l’aumentare dell’età). Tale disturbo è caratterizzato da alcuni sintomi distintivi: la persona avverte il bisogno impellente di muovere gli arti, nonché una serie di sgradevoli sensazioni alle estremità (che vengono descritte nei modi più disparati: formicolii, stiramenti, tensioni, strappi; punture, vibrazioni; solo nel 20% dei casi il disagio si presenta come un vero e proprio); inoltre è costretta a muoversi per alleviare queste fastidiose sensazioni; il malessere insorge e peggiora con il riposo, soprattutto di sera o durante la notte. Manifestazioni che molto frequentemente si associano a questa sindrome (in circa l’80% delle persone colpite) sono i movimenti periodici degli arti durante il sonno (PLMS: Periodic timb Movements in S/eep): sono atti involontari rapidi, scatti o sussulti ripetitivi che si presentano ogni 15-40 secondi. Coinvolgono prevalentemente gli arti inferiori, con l’estensione degli alluci e la flessione di caviglie, ginocchia e anche, e, se intensi, possono provocare il risveglio. Questi movimenti periodici degli arti possono essere presenti anche da svegli (e la loro presenza durante le ore del giorno rafforza la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo). Alla base di questo disagio esiste verosimilmente una disfunzione di certe strutture cerebrali che vedono coinvolte quel cruciale neurotrasmettitore chiamato dopamina. Ma c’è chi ipotizza l’esistenza di anomalie cellulari che interferiscono con il deposito e il trasporto del ferro nel cervello.


L’approccio terapeutico iniziale al paziente affetto da sindrome delle gambe senza riposo deve tenere conto della severità della malattia.


La terapia oggi si avvale, con ottimi risultati, di farmaci dopamino-agonisti, e/o, nei casi più complessi, di oppioidi. Il farmaco va assunto 1 o 2 ore prima del momento in cui solitamente compaiono i sintomi: il beneficio è immediato, ma nel caso in cui ciò non avvenga la dose di farmaco va adattata in modo crescente in base ai risultati terapeutici ottenuti. Nel caso in cui non si registri risposta terapeutica con il farmaco dopamino-agonista di primo impiego alla sua massima do-
se, è indispensabile variare la scelta farmacologica. 11 di pazienti complessi, particolarmente compromessi sotto il profilo psichico e/o psicologico, non può che essere affrontato di concerto con il medico specialista neurologo.


Il trattamento omeopatico della sindrome delle gambe senza riposo o restless legs> caratterizzata da tremori, spasmi muscolari e movimenti degli arti inferiori o formicolio delle gambe durante il sonno, è basato principalmente sull’uso dello zinco metallico.
Lachesis 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
Il medicinale omeopatico preparato dal veleno di questo serpente dell’America del Sud è indicato nel trattamento della sindrome delle gambe senza riposo con sintomi che peggiorano nella fase premestruale o in menopausa, mentre migliorano con il flusso mestruale. Lachesis è inoltre il rimedio di molti disturbi della menopausa (vampate, cefalea, emorroidi, ipertensione).
Zincutn metallicum 9 o 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il medicinale omeopatico ottenuto a partire dallo zinco metallico agisce soprattutto sul Sistema Nervoso. È stato scritto, infatti, che “Ciò che il ferro rappresenta per il lo zinco lo rappresenta per i nervi” Zincum metallicum è un rimedio indicato, in particolare, nel soggetto affaticato, pallido, smunto, mentalmente e fisicamente rallentato. Talvolta i sintomi aggravano con l’assunzione di sostanze stimolanti e soprattutto con il vino, mentre migliorano temporaneamente durante il mestruo. Zincum metallicum è il medicinale omeopatico utilizzato anche nell’intolleranza al vino e agli alcolici, nella fatica intellettiva con difficoltà a comprendere e a memorizzare, soprattutto dopo studi prolungati e diffìcili, veglie prolungate, abuso sessuale o uso di psicofarmaci.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è legato a un deficit della fimzionalità epatica, infatti il Fegato è l’organo responsabile dei movimenti continui a carico degli arti.
Lo scopo della terapia è ripristinare la corretta funzionalità del Fegato e contemporaneamente rilassare agendo sui punti del Sistema nervoso.
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Un ciclo di 10 applicazioni è consigliabile, da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati II pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici (come carne bovina magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi, uova biologiche alla coque o cotte in camicia), perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, contribuisce a migliorare la qualità del sonno.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali e privi di lievito, noci e/o semi oleosa per facilitarne la digestione.
Privilegiare i passati, o le zuppe, ben cotti, a base di cereali (come orzo periato, riso Basmati, miglio, avena in fiocchi, amaranto, quinoa, farro verde) legumi e ortaggi, i centrifugati di verdura e/o frutta fresca, i frullati di frutta e latte fermentato, o kefir oppure yogurt naturale magro
arricchito con probiotici.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di banane, datteri essiccati, latte caldo parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, o di miele vergine integrale di lavanda, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati, del triptofano e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Evitare di consumare le verdure crude e la frutta al termine del pasto serale, perché rallentando la digestione e disturbando il riposo, facilitano l’insorgenza dei sintomi.
Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate e gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
È consigliabile eliminare carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi passati, cioccolato
fondente (con almeno l’80% di cacao), frutta secca, salsa e polpa di po-
modoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno;
Coenzima Q / 0 30 mg al giorno;
ìnositolo I g al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi della muscolatura degli arti inferiori, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Per la sua azione sedativa, nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psicofisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta associato ad angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, tachicardia da stress psichico, può essere utilizzata l’Arancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 ml di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione sedativa al fine di facilitare l’addormentamento, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, privilegiando la seconda parte del pomeriggio (tra le ore 17.00 e le 18.00: la prima dose), circa 30 minuti dopo il pasto serale (la seconda) e circa un’ora prima del riposo notturno (la terza).

Originally posted 2014-10-14 10:23:56.

Gastrite 180x180 - Gastrite

Gastrite

È l’infiammazione dello stomaco e riconosce svariati fattori causali, che danneggiano tutti la barriera mucosa gastrica: medicinali (come l’ e i FANS, ovvero i antinfiammatori non steroidei), alcol, stress, allergie alimentari. La sintomatologia non è particolarmente specifica: il paziente accusa dolore nella parte addominale alta, nausea e talora vomito (che può anche contenere , come avviene nelle gastriti erosive).
Anche lo shock, le gravi ustioni e i traumi possono causare una , per le alterazioni circolatorie che queste condizioni comportano, oppure una ulcerosa localizzata (ulcera da stress). Ma ormai uno dei protagonisti ben noti al grande pubblico è YHelicobocterpylori, un batterio che vive e si moltiplica sotto lo strato di muco che tappezza il rivestimento interno dello stomaco, resistendo così all’azione altamente distruttiva dell’acido gastrico. Questo microrganismo è sistematicamente rintracciabile nei pazienti affetti da gastrite e ulcera duodenale. La sua presenza viene oggi accertata con una serie di test, come per esempio l’ureo breoth test e l’HpSA. Il primo
è un test semplice ed efficace, in cui il paziente beve una soluzione contenente urea e poi soffia con una cannuccia in una provetta. Nell’aria espirata verrà dosata l’anidride carbonica, la cui concentrazione è proporzionale all’entità dell’infezione presente. L’HpSA è invece una metodica che ricerca nelle feci un componente dell’Hp, il cosiddetto antigene fecale, la cui presenza è segno dell’infezione in atto.


Prevenzione

È bene evitare ogni sostanza irritante per la mucosa gastrica: ne sono esempi gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene, l’alcol, il tabacco, i cibi che aumentano l’irritazione dello stomaco.

Gastrite da Melicobacter pylori
Un’esofagogastroscopia con biopsie della mucosa dello stomaco identifica chiaramente la causa della gastrite. Se le biopsie rilevano la presenza di Helicobacter, una combinazione di farmaci inibitori della pompa protonica (come Tomeprazolo) con l’antibiotico claritromicina rappresenta la
terapia adatta, che va continuata per circa dieci giorni. Variazioni nei farmaci, soprattutto negli antibiotici, devono essere decise dal medico.

Gastrite da stress
Per prevenire la gastrite da stress o evitare che peggiori se essa è già presente è opportuno usare il sucralfato, eventualmente insieme a farmaci come gli inibitori della pompa protonica. La gastrite è aggravata dallo stress, quindi andrebbero messe in atto tutte le tecniche di alleviamento della tensione.


La gastrite è un processo infiammatorio della mucosa gastrica dovuto ad acidità eccessiva. Si manifesta con crampi dolorosi e bruciore non ritmato dai pasti. È spesso dovuta a eccessiva tensione nervosa. La gastrite da farmaci si manifesta soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e steroidei (cortisonici). L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa gastritica con rimedi specifici.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenaale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Asafoetida 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lassa fetida è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, indicata nei rigurgiti ed eruttazioni da discinesia gastroesofagea ed ernia iatale. Caratteristico è il meteorismo delle prime vie digestive con eruttazioni difficoltose e
rumorose.
Iris versicolor 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori> nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al Freddo e al Caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti del Sistema auricolare, Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.

Fitoterapia cinese
Formula: LIANG FU WAN
Rizoma Alpiniae Officinalis…………….6g
Rizoma Cyperi…………………………6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso semintegrale, pasta, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bibite, bevande gasate, caffè, tè, alcolici e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati. Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole
surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca, delle carni bovine e delle uova (non più di 2 la settimana, privilegiando la cottura alla coque e/o in camicia).
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Nella fase acuta evitare gli agrumi perché potrebbero irritare la parete gastrica.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare a combattere la dispepsia e l’atonia digestiva, la pirosi e l’epigastralgia, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo svuotamento gastrico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre vol-
te al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e .
Per aiutare ad alleviare i sintomi, grazie alla sua azione “calmante” sul Sistema Nervoso centrale, può essere impiegata la Melissa offtcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.
L’olio essenziale di Melissa deve essere evitato durante la gravidanza.
Per alleviare gli spasmi a livello epigastrico e aiutare a combattere l’irritazione della mucosa gastrica può essere utile assumere, circa 20 minuti prima dei pasti, l’estratto fluido di Anthemis nobilis (Camomilla romana), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
due volte al giorno.
Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a proteggere la mucosa gastrica dallo sviluppo di un’eventuale ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-14 10:33:15.