Idrosadenite 180x180 - Idrosadenite

Idrosadenite

Qualunque tumefazione nella regione mammaria o in quella ascellare genera immediatamente ansia e preoccupazione. E proprio l’ è una delle affezioni che più spesso viene equivocata da chi ne è affetto. È una dermatite, chiamata anche “ascesso sudorale dell’adulto”. Causata, nella stragrande maggioranza dei casi, dallo Stophylococcus oureus, l’infezione colpisce le ghiandole sudoripare localizzate in corrispondenza dell’ascella, dell’areola mammaria, dell’area perineale e pubica. Il disturbo si manifesta inizialmente con la comparsa di uno o più noduli rotondeggianti, sottocutanei, di pochi millimetri di diametro. Risultano piuttosto dolenti e ricoperti da un’area di pelle normale oppure arrossata. Tali formazioni nodulari possono in seguito riassorbirsi in maniera del tutto spontanea, o, al contrario, aumentare di dimensioni: allora finiscono per manifestarsi in superficie ed evolvere in un ascesso (nel qual caso la cute si assottiglia e infine si ulcera, con la fuoriuscita di materiale purulento). Non è infrequente che il disturbo diventi cronico per la diffusione del processo infettivo ad altre ghiandole. Inoltre, sono possibili le ricadute.


È un’infezione suppurativa causata dallo stafilococco aureo che si manifesta inizialmente con un nodulo sottocutaneo duro, doloroso, ricoperto da pelle normale o arrossata: questa formazione tende a formare pus e coinvolgere la pelle, aprendosi poi all’esterno con emissione di pus denso. Si può avere la formazione di piastroni per confluenza di noduli vicini. Il decorso della malattia è lento, con possibilità di recidive, anche per la presenza di fattori favorenti: fenomeni macerativi e uso di deodoranti.

Terapia topica e farmaci
La terapia si basa su un’accurata pulizia con preparazioni antisettiche. In presenza di numerose lesioni, gli saranno usati per via generale a dosaggio pieno e per un congruo periodo di tempo. Nelle forme croniche è opportuno far guidare la terapia dall’antibiogramma. È utile evitare una eccessiva sudorazione, con indumenti leggeri che permettano la normale traspirazione.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria delFidrosadenite ascellare ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. I medicinali omeopatici specifici dell’idrosadenite sono costituiti da Juglans regia, Juglans cinerea e Rana bufo. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche (5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte (15 – 30 CH) la frenano, mentre le medie (7 – 9 CH) sono ambivalenti.

Inizio
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con pulsante.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

Suppurazione acuta
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 3-4 ore. È il preparato ottenuto dalle ghiandole parotidi del rospo da usare in caso di linfangite con strie di arrossamento lungo il braccio.
Heparsulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo.
Juglans regia 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal noce è specifico per il trattamento dell’idrosadenite suppurata o con tendenza alla suppurazione.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì.

Suppurazione recidivante
Juglans cinerea 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato ottenuto dal noce americano è adatto sia al trattamento dell’idrosadenite acuta sia delle forme recidivanti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto.
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli, una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da un deficit di drenaggio a livello delle ghiandole sudoripare dovuto a un deficit funzionale del Fegato e da un’alterazione a carico della cute, il cui organo responsabile è il Polmone.

Agopuntura
Lo scopo della terapia è di riequilibrare la funzionalità del Fegato e del
Polmone e punti importanti sono:
CHENG JIANG (ricettacolo della saliva, localizzato nella depressione al centro del solco mento-labiale) che tonifica e regola il Fegato sottomettendo il Vento;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin olmonare e stabilizza lo Yin renale;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAl XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il
Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come l’olio di noci e di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.


Se il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata (estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante non superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1
DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’infiammazione a carico della ghiandola sudoripara interessata.
In presenza di un’infezione batterica, oppure a scopo preventivo, può essere utilizzata YEchinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per potenziare le difese immunitarie, grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali e vitamine, può essere somministrata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-15 09:35:49.

Impotenza 180x180 - Impotenza

Impotenza

Le cause all’origine di un deficit dell’erezione possono essere fisiche e psichiche. E spesso entrambi questi elementi concorrono a causare il disagio. I fattori più frequentemente coinvolti sono di natura cardiovascolare.
Il deficit d’erezione può costituire infatti la spia di un’ipertensione che non ha manifestato ancora chiari segni di sé. S’è visto, a tal proposito, che la difficoltà a mantenere uno stato erettivo valido può addirittura anticipare di circa tre anni un infarto del miocardio o un attacco d’angina. Anche l’eccesso di colesterolo è un nemico dell’erezione. Pure il diabete può compromettere l’erezione e con diverse modalità: danneggiando la circolazione (“microangiopatia diabetica”), per il danno che la glicemia elevata -o mal controllata- provoca sulla parete dei vasi sanguigni, e ledendo le terminazioni nervose (“neuropatia diabetica”). Inoltre il diabete mal gestito, specie quello di tipo 2, si associa a sovrappeso, il che comporta a sua volta una serie di alterazioni ormonali nei livelli di testosterone, l’ormone maschile. Un più basso livello di questo ormone riduce il desiderio e rende più problematica l’erezione. Determinano la difficoltà parziale o totale a conservare l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale anche fattori quali l’ansia, lo stress cronico o la depressione: quasi il 60% degli uomini con un problema erettivo manifesta anche una parallela depressione, che spiega l’irritabilità, il nervosismo, l’aggressività e la tendenza a mangiare (e a volte a bere) di più, quasi per compenso.


Il della disfunzione erettile dipende dalle cause.

Farmaci
I farmaci di uso più comune sono sildenafil, vardenafil e tutti aiutano a ottenere e mantenere l’erezione aumentando i livelli tissutali di ossido nitrico, un vasodilatatore chimico. Questi farmaci non devono essere assunti da persone che siano in terapia con nitrati per problemi di angina, visto il rischio di crolli pressori anche fatali. Va sempre assunta la dose più bassa di farmaco, soprattutto all’inizio, perché esiste il rischio di gravi effetti collaterali cardiaci in persone
già predisposte. L’iniezione intracavernosa di alprostadil è un altro possibile trattamento dell’: anche questo rimedio ha potenziali effetti cardiaci e andrebbe usato sotto controllo medico.

Stile di vita
Smettere di fumare, limitare il consumo di alcol, fare esercizio fisico regolare, riposare adeguatamente e ridurre il livello di stress aiutano a mantenere una migliore funzione erettile. Esistono esercizi che migliorano l’erezione: riguardano il pavimento pelvico e sono chiamati esercizi di Kegel, rinforzano gli stessi muscoli che si usano per interrompere la minzione. Assumere L-arginina, un aminoacido che aumenta la dilatazione dei vasi sanguigni, può essere utile nel trattamento della disfunzione erettile.

Rimedi meccanici
Uno strumento che si basa su una pompa per il vuoto è utile per mantenere l’erezione e ha qualche efficacia. Se tutti i rimedi già esposti non funzionano, la chirurgia può inserire una protesi peniena.


Agnus castus 15 CH 3 granuli al dì, nell’impotenza o nella frigidità. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’estinzione del desiderio sessuale, l’impotenza completa e la frigidità. L’uomo è privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato. Riduzione del desiderio sessuale.
Caladium seguinum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Diradare la somministrazione jn ^ase a| miglioramento. La mancanza di erezione onostante il desiderio. È indicato per soggetti inclini all’eccitazione sessuale e a pensieri lascivi, con eiaculazione senza erezione o coito seneiaculazione. Spesso sono concomitanti disturbi neurovegetativi, difficoltà di memoria e di concentrazione.
Graphites 9 CH 1-3 volte al dì. L’avversione per il rapporto sessuale.
Impotenza sessuale e frigidità in soggetti obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Lycopodium 30 CH una monodose alla settimana. L’impotenza precoce con desiderio conservato. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche. Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo della libido può avere due componenti che lo caratterizzano e cioè un’alterazione funzionale che si manifesta nel deficit erettivo, legata soprattutto alla sfera psicologica e un’impotenza strumentale dovuta necessariamente ad anomalie anatomiche e a un ridotto apporto sanguigno dovuto a un ipofunzionalità del Sistema Circolatorio.
Le cause di tali alterazioni possono dipendere da un deficit di Yang di
Rene, un deficit di Qi di Cuore e Milza, dalle 7 Emozioni. Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’impotenza da deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per l’impotenza dovuta alle 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen. I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve PUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema auricolare di Fegato, Apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e
SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale Testicole, Vescica Biliare, SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 apnlicarinni da effettuari con frequenza bisettimanale.

cinese
formula: Yl GUAN ]IAN
Radix Rehmaniae………………….30g
Fructus Lycii………… ………..12g
Radix Glehniae … ………………12g
Radix Ophiopogonis……………….10g
Radix Angelicae Sinensis………….10g
Fructus Meline Toosendan…………..5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per le sue proprietà “afrodisiache” può essere utilizzata la Noce di cola {Cola nitida), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nei pazienti affetti da sindrome depressivo-ansiosa, può essere associato alla Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le
funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico, di sali minerali e oligoelementi (come bromo, magnesio, sodio, potassio, silicio) e di vitamine (come A, Bl, B2, C, D). È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti» privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il si presenta particolarmente agitato e irritabile può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-15 10:17:44.

Infertilità 180x180 - Infertilità

Infertilità

L’ è considerata dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia: s’intende l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti regolari non protetti. Dal punto di vista biologico, l’età limite ai tini di un concepimento ottimale è 35 anni per lei e 40 per lui. Non che oltre questa soglia non si possano avere figli, anche naturalmente, ma si riducono drasticamente sia le probabilità di concepire, sia di mettere al mondo un bambino sano e aumentano gli aborti: il rischio di abortire spontaneamente risulta essere pari al 10% circa per le donne d’età inferiore ai 30 anni, al 18% nella fascia fra i 30 e i 39 anni, al 34% per le donne intorno ai 40 anni. A tuttciò vanno aggiunte altre cause: passate interruzioni di gravidanza, endometriosi e infezioni genitali, specialmente quelle da Chlamydio. Questa, in particolare, costituisce la malattia infettiva più diffusa al mondo: è del tutto asintomatica e colpisce soprattutto donne molto giovani sessualmente attive (dai 15 ai 21 anni). L’assenza di sintomi fa si che le adolescenti possano non accorgersi dell’infezione da Chlomydio anche per 10 o 15 anni, lasciando tutto il tempo al microrganismo di colpire le tube uterine causando sterilità. Anche la sindrome dell’ovaio policistico rappresenta una comune causa d’ nella donna. E cosi il peso corporeo (sia l’obesità, sia l’eccessiva magrezza): ciò significa che nella maggior parte dei casi se il peso-forma torna normale, anche la fertilità viene recuperata. Molti studi scientifici dimostrano che il fumo provoca nella donna per un danno tossico diretto sull’o-
vaio (le fumatrici hanno anche minore probabilità di successo nella fecondazione assistita). Sul fronte maschile, i “tarli” che intaccano la fertilità sono: l’inquinamento (il cronico consumo di carne che contengono estrogeni può produrre ipofertilità); le abitudini sedentarie: lo starsene gran parte della
giornata seduti, in macchina o al lavoro, espone i testicoli a temperature elevate. Non a caso le gonadi maschili sono accolte nello scroto, che provvede a mantenere la loro temperatura più bassa di quella del corpo.


Alcuni test di laboratorio servono per valutare i livelli ormonali ed eventualmente identificare una causa per il difficile concepimento. Un’ecografia degli organi pelvici fa parte degli esami preliminari.

Clomid
Se l’ovulazione è irregolare o inesistente il con clomid può indurla: si assume per 5 giorni, iniziando dal terzo giorno di mestruazione. Gli effetti collaterali sono vampate di calore, instabilità emotiva, mal di testa e disturbi del sonno. Se il clomid non funziona si possono usare le gonadotropine. Se la gravidanza non si verifica dopo tre mesi di è utile chiedere una consulenza endocrinologica.

Fecondazione in vitro
Si ottiene l’ovulo dalla donna e si feconda con gli spermatozoi dell’uomo; l’ovulo fecondato viene mantenuto in coltura per 3/5 giorni e reintrodotto nell’utero. La percentuale di successo è del 30/50%.


L’omeopatia contribuisce a trattare il problema dell’infertilità su base funzionale, sia maschile che femminile, mediante il ricorso a rimedi che agiscono sulla sensibilità e sul terreno individuale. Vengono indicati l’infertilità.

Infertilità maschile
Orchitinum 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto da testicoli di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento
Perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività. Orchitinum 4 CH favorisce la secrezione testicolare di testosterone.
Lycopodium clavatum 30 CH una monodose alla settimana. È uno dei rimedi omeopatici di fondo più frequentemente indicati in quanto presenta le caratteristiche che corrispondono alle manifestazioni proprie dell’andropausa. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche.
Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di malgrado desiderio intenso con erezione.

Infertilità femminile
Sepia 9 CH o 15 CH, 5 granuli una volta al dì. Il rimedio omeopatico è ricavato dall’inchiostro escreto dalla seppia. È indicato soprattutto in donne magre e brune con disturbi a livello epatico, genitale e urinario (prolasso, perdite, infezioni, incontinenza). Caratteristica è l’irascibilità, il pessimismo, la tendenza all’isolamento, fino all’indifferenza per tutto e per tutti. È uno dei rimedi più frequentemente indicati nella infertilità femminile.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese distingue questo disturbo dal punto di vista femminile e maschile e in particolare può riguardare nella donna un deficit di Yang del Rene, una stasi di Qi di Xue, mentre nell’uomo può dipendere da un deficit di Jing e di Yang di Rene, un deficit di
Qi di Xue oppure una stasi di Qi di Xue.
La terapia nella donna è mirata a regolarizzare il ciclo mestruale ed a favorire Tannidamento embrionale, mentre nell’uomo è mirata a migliorare la produzione di sperma, aumentandone volume, motilità e quantità di spermatozoi “sani”

Agopuntura
Nel caso di infertilità nella donna punti importanti sono:
CI LIAO (secondo forame, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità-Calore dal Riscaldatore Inferiore;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato a livello del IV forame sacrale) che regola l’Umidità e tonifica le condizioni di Calore-Vuoto nel Riscaldatore Inferiore;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’uomo invece, si possono combinare punti quali:
GUAN YUAN;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
TAI XI;
ZHI BIAN;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Mentre per l’infertilità da stasi di Qi di Xue nell’uomo punti importanti da combinare sono:
GESHU;
SHEN SHU;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
L’ideale è effettuare il trattamento terapeutico in contemporanea al partner, in modo da riequilibrare e potenziare l’organismo di entrambi.
Si prevede un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: YOU GUI WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………..24g
Rhizoma Dioscoreae………………….12g
Fructus Corni……………………….9g
Fructus Lycii……………………….9g
Semen Cuscutae……………………..12g
Cortex Eucomniae……………………12g
Cortex Cinnamomi…………………….6g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Radix Aconiti Lateralis………………6g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di B6, beta-carotene e E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi, uova, cereali integrali, ortaggi a foglia verde (come lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottospoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre mesi i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente – 1 bicchiere al giorno per gli uomini; mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Licopene22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg).

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione a livello ormonale, può essere somministrata (alle donne dopo i 18 anni) la Salvia officinalis (Salvia), sotto forma di estratto fluido (dalle foglie prima della fioritura), nella dose di 20 gocce due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui è il si presenta ansioso può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
È consigliabile associare YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi, può potenziare l’azione dell’Alfalfa, migliorando le condizioni psico-fisiche del paziente.
Nei casi in cui è presente un processo infiammatorio a livello dell’apparato genitale, che rappresenta la causa principale dell’infertilità, può essere usato il Ribes Nigrum, ricco di antocianosidi e flavonoidi. Per potenziarne l’azione può essere associato alla Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-15 11:17:29.

Impetigine 180x180 - Impetigine

Impetigine

Rientra nell’ambito delle dermatiti batteriche, dovute essenzialmente allo Stophylococcus aureus e allo Streptococcus pyogenes. Le lesioni possono localizzarsi ovunque, ma interessano per lo più le zone scoperte: viso, collo, mani ed estremità. Spesso coinvolgono aree particolarmente umide, come la piega sotto il naso e la zona vicino alla bocca, oppure complicano le lesioni da grattamento in qualsiasi sede cutanea. L’ è caratterizzata dalla presenza di vescicole o bolle, ripiene di liquido sieroso, circondate da un alone eritematoso, arrossato; le lesioni in breve tempo si rompono e danno origine a croste di colore bruno-giallastro, il cui distacco lascia sulla cute sottostante un’area erosa superficialmente. Aspetto peculiare dell’infezione è l’alta contagiosità: tende infatti a diffondersi rapidamente, mediante autoinoculazione, con le dita o gli asciugamani. In pratica, il bam-
bino, alle prese con quest’eruzione, manipola le lesioni, che sono piuttosto pruriginose, e toccando altre zone del corpo finisce per estendere l’infezione alla periferia. E analogamente, altre persone possono essere contagiate. Il piccolo può contrarre le dermatite specialmente durante la stagione estiva, quando, con la sabbia o l’acqua del mare, infetta le sue piccole abrasioni cutanee. Raramente si osserva una compromissione delle condizioni generali.
L’evoluzione di questa dermatite è benigna, se affrontata immediatamente e adeguatamente. A volte possono permanere per qualche tempo delle alterazioni del colorito cutaneo. Le ricadute sono frequenti.


L’impetigine è un’infezione della pelle. Ne esistono due tipi: l’impetigine bollosa (con vescicole) e non bollosa.
Sono entrambe causate dal batterio stafilococco aureo.
Molti medici decidono di trattare l’impetigine con prodotti da banco, ma a volte sono necessari farmaci.


Si prescrivono antibiotici locali sotto forma di creme o di farmaci orali: il tipo di antibiotico dipende dall’estensione del rash cutaneo e dall’ambiente di vita. Gli antibiotici orali prevengono l’estendersi del rash meglio dei farmaci topici. L’antibiotico topico usato più frequentemente è la
mupirocina: la probabilità di successo è superiore al 90% con una somministrazione due volte al giorno in un periodo di due settimane. Se il rash cutaneo è molto esteso si usa l’eritromicina, di solito per un periodo di 7 giorni. Talvolta i batteri diventano resistenti all’eritromicina: si usa quindi una cefalosporina. Penicillina e amoxicillina non si usano perché l’impetigine è resistente a questi antibiotici. I sintomi di solito si risolvono in 7/10 giorni.

Sapone antibatterico
Lavarsi con sapone antibatterico e ammorbidire l’area affetta con compresse umide migliora il benefico effetto degli antibiotici. Una buona igiene è molto importante.


Uno degli schemi terapeutici che si sono dimostrati utili nel dell’impetigine con preparati omeopatici si basa sull’associazione di tre rimedi principali (Graphites, Hepar sulphur, Mezereum) e sulla prescrizione di Sulfur iodatum.

Trattamento sintomatico
Graphites 5 CH – Hepar sulphur 5 CH – Mezereum 5 CH 5 granuli di ciascuno in alternanza, tre volte al dì. Ridurre in base al miglioramento.
La grafite (Graphites) è carbone minerale con tracce di ferro, alluminio, silicio, fluoro, bromo, utilizzato in omeopatia per le forme di eczema topico o atopico caratterizzato dalla presenza di vescicole trasudanti con liquido giallastro simile a miele. Possono essere presenti altri segni
caratteristici, anche se non obbligatori, come freddolosità pronunciata, tendenza al sovrappeso e alla stipsi.
Il solfuro impuro di calcio (Hepar sulphur) è il preparato omeopatico utilizzato in tutti i fenomeni suppurativi a livello della pelle e delle mucose (foruncolosi, ascesso, impetigine). Caratteristica di questo rimedio è l’ipersensibilità al , al contatto e al freddo. Le manifestazioni patologiche peggiorano con il freddo e d’inverno.
Il fiore di stecco (Mezereum) è una pianta della famiglia delle Timelacee, nota in omeopatia anche come “il mercurio vegetale” per la somiglianza delle indicazioni terapeutiche con Mercurius. È considerato uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse. Queste eruzioni possono comparire a crisi e sono localizzate soprattutto sul volto, al cuoio capelluto e al dorso delle mani. Le diluizioni più basse (5CH), utilizzate secondo necessità, sembrano essere le più efficaci.

Trattamento di fondo
Sulfur iodatum 15 CH una monodose alla settimana. Diradare in base al miglioramento. Lo ioduro di zolfo è adatto alle affezioni cutanee croniche con tendenza alla suppurazione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo, come ogni patologia legata a un’infezione da agente esterno, secondo la Medicina tradizionale cinese deve essere trattato con lo scopo di riattivare e rinforzare il .
Infatti una continua debilitazione dovuta all’aggressione di agenti patogeni esogeni esporrebbe notevolmente l’organismo a successive infezioni.

Agopuntura
Punti importanti sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale natura-
le (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiu-
tano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt addizionato con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il
cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
(Le dosi prescritte non sono indicate per i bambini al di sotto dei 12 anni d’età, per i quali è indispensabile la prescrizione del medico curante).
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’aspirina) e dei flavonoidi, YAchillea può essere utilizzata per combattere l’infezione e l’infiammazione. Somministrare l’estratto secco, sotto forma di compresse da 2 mg, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose e somministrare una sola volta al giorno, prima di colazione.
Se l’eritema è particolarmente fastidioso (dolore e prurito in corrispondenza dell’eritema e/o delle vescicole) può essere preparato un cataplasma a base di estratto fluido di Achillea, mescolando 50 gocce in 30-50 mi di olio di Iperico. Bagnare una garza sterile e applicare sulla zona interessata, tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Ripetere il trattamento per due/tre volte consecutive. Evitare l’esposizione solare durante il trattamento, perché può causare fotosensibilizzazione.
In alternativa, in caso di pelle grassa, può essere utilizzato un cataplasma con Argilla verde ventilata (mescolare con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore, ripetere tre quattro volte al giorno) per facilitare il drenaggio dell’infezione.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’eritema cutaneo. Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose.
Nei casi in cui l’infezione interessa oltre il volto anche le estremità (arti superiori e inferiori) è consigliabile somministrare YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 100 mg per due-tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei bambini
al di sotto dei 6 anni d’età). Effettuare il trattamento per 5 giorni. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito tipo I.
L’Echinacea contiene un composto polifenolico particolarmente attivo nei confronti dello Staphylococcus aureus, che rappresenta l’agente patogeno più frequente (60% dei casi).

Originally posted 2014-10-15 09:48:26.

INFLUENZA 180x169 - INFLUENZA

INFLUENZA

Viene chiamata “la malattia invariabile da virus variabili”. “Invariabile”, perché i disturbi che provoca sono costanti a ogni nuova epidemia: febbre elevata, che si manifesta bruscamente (superiore ai 38 °C e della durata di 3-4 giorni), accompagnata da brividi, dolori muscolari diffusi, cefalea, malessere generale, mal di gola, raffreddore e tosse (non catarrale).
“Da virus variabili”, in quanto gli agenti virali influenzali mostrano una spiccata tendenza a variare, cioè ad acquisire mutazioni (nelle proteine di superficie) che li rendono in grado di aggirare la barriera immunitaria maturata nella popolazione con l’infezione influenzale passata. Da qui, la necessità di aggiornare di anno in anno la composizione del vaccino. A causare questa malattia infettiva sono tre virus influenzali: il tipo A e il tipo B si rendono responsabili della sintomatologia classica, mentre il tipo C è di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico). Il virus viene acquisito attraverso il contatto con altre persone infette: si trova sia nella saliva, sia nel muco che bagna le vie respiratorie, e penetra nell’organismo attraverso le mucose (bocca e naso) per via aerea, con le minuscole goccioline infette emesse con la tosse, gli starnuti o la normale conversazione. La vera non provoca disturbi gastrointestinali. Perciò se si accusa anche nausea e mal di pancia, quasi sicuramente non si tratta del virus influenzale, ma di altri agenti virali responsabili di sindromi respiratorie simili all’. Generalmente il quadro regredisce nel giro di pochi giorni, ma talvolta la sintomatologia può trascinarsi per più di una settimana.

LA VACCINAZIONE
La vaccinazione viene offerta gratuitamente a determinate categorie di persone “a rischio”. Lo sono, per esempio, i soggetti d’età pari o superiore a 65 anni; i bimbi e gli adulti affetti da malattie croniche a carico dell’apparato cardiovascolare e respiratorio (inclusa la malattia asmatica), chi soffre di diabete, di disfunzioni renali e di varie malattie (congenite o acquisite), che comportino una carente produzione di anticorpi.
Il vaccino è sconsigliato alle persone allergiche alle proteine dell’uovo (il vaccino viene infatti fabbricato ricorrendo in laboratorio alle uova embrionate di pollo).
La vaccinazione antinfluenzale dev’essere rinviata se la persona è indisposta per qualche motivo e presenta un po’ di febbre.
Il periodo ottimale per effettuare la vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, a partire da metà ottobre fino alla fine di novembre.

Vaccino
L’ideale sarebbe proteggersi dall’influenza con il vaccino, anche se è bene ricordare che un vaccino non può proteggere contro tutti i ceppi virali dell’influenza. Il vaccino è particolarmente raccomandato alle persone anziane, immunocompromesse, debilitate, asmatiche e nel corso di chemioterapia. Lavarsi accuratamente le mani è una procedura di prevenzione utile e molto semplice.
Oseltamivir
Nelle prime 72 ore di influenza le persone più a rischio di complicanza per età o condizioni generali dovrebbero assumere l’oseltamivir che allevia i sintomi e riduce la durata della malattia.
Riposo e liquidi
La terapia dell’influenza consiste nel riposo assoluto e nel bere grandi quantità di liquidi. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono utili per eventuali dolori.
Consultare un medico
Le complicanze consistono nella disidratazione, nello squilibrio idrico ed elettrolitico, nella polmonite, in problemi legati all’immobilità forzata. Se il non riesce ad assumere liquidi, è disorientato, ha febbre molto alta e non risponde alle terapie convenzionali è utile chiamare il medico.

Anche se in omeopatia è sempre ottimale consigliare un personalizzato con il rimedio unitario, nell’approccio alla sindrome influenzale si può fare ricorso a preparati complessi a base di medicinali che corrispondono a fasi evolutive diverse dell’influenza.
Prevenzione
Anas barbariae 200 K una monodose, una volta alla settimana, iniziando da settembre per tre mesi consecutivi, oppure una monodose ogni 6 ore ai primi sintomi. È il preparato omeopatico adatto per prevenire l’influenza.
Esordio
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni 2-3 ore. Febbre elevata, a comparsa improwisa, spesso dopo un colpo di freddo. Brivido, sete intensa di grandi quantità d’acqua fredda, senza traspirazione. Agitazione intensa con ansia.
Belladonna 9 CH 5 granuli, ogni 2-3 ore. Febbre ad esordio brutale, con sudorazione profusa, pelle calda, volto arrossato. Gola arrossata con tosse secca. Ipereccitabilità.
Ferrimi phosphoricum 9 CH 5 granuli, ogni ora. Febbre moderata con alternanza di pallore e arrossamento del volto. Tendenza a manifestazioni emorragiche (epistassi). Cefalea e dolori articolari.
Fase di stato
Bryonia 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Aggravamento di ogni sintomo con il minimo movimento. Gola secca e sete intensa per grandi quantità d’acqua. Tosse secca e dolorosa. Cefalea e dolori muscolari.
Eupatorium perfoliatum 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Dolori alle ossa e ai globi oculari. Sete di acqua fredda.
Gelsemium sempervirens 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Cefalea congestizia e dolori muscolari. Prostrazione estrema e tremori.
Rhus toxicodendron 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Febbre a insorgenza progressiva con brividi, specialmente dopo freddo-umido. Dolori articolari con bisogno di movimento continuo. Talvolta si associa herpes labiale.
Convalescenza
China 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì, per una settimana. Astenia, prostrazione, debolezza, pallore, ipotensione arteriosa da perdita di liquidi (sudorazione, diarrea).
Pulsatilla Sulfur iodatutn 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, dei 2 preparati.
Convalescenza prolungata con tosse e stanchezza.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere dato dall’ingresso nell’organismo degli agenti patogeni esterni quali Vento freddo, Vento caldo, Umidità-Calore, oppure da un deficit di Qi o di Xue.
Lo scopo della terapia consiste nella dispersione degli agenti esogeni e nella tonificazione del Qi e dello Xue, oltre che a controllare le sintomatologie associate quale febbri, brividi, cefalea, tosse, mal di gola, nausea, diarrea, sudorazione e palpitazioni tra le più comuni.
Nel caso di Vento freddo punti importanti sono:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cunalato dell’apofìsi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
LIE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore.
Nel caso di Vento Caldo si possono usare:
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il ;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Per disperdere Umidità e Calore punti importanti sono:
HEGU;
KONG ZUI (buco profondo, localizzato in una depressione sulla faccia laterale del radio) che regola il Qi del Polmone, purifica il Calore e arresta il sanguinamento;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi, stimola il flusso di Yang e Qi del Fegato;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.

Nel caso di deficit di Qi si possono combinare:
LIEQUE;
FENG MEN;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofìsi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
ZUSAN LI.
Per tonificare Xue punti importanti sono:
CHI ZE;
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Si possono associare punti del Sistema Auricolare di Bronchi, Faringe,
Laringe, Naso, Polmone, Rene e Stomaco.
Si consigliano almeno 5 applicazioni consecutive.
cinese
Formula: BAN LAN GEN
Radix Isatidis ……………………..10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico arricchito con probiotici, oppure kefir. Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi, potenziando la funzionalità del .
Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cercali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Alimenti da evitare. Nella fase acuta è necessario limitare il consumo di carne e pesce di allevamento, uova e latticini non biologici, perché contengono residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione, soprattutto nei casi in cui il paziente è di giovane età.
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i piatti pronti dei fast-food, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione a) mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Enzimiproteolittei 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

Originally posted 2014-10-15 11:08:02.

INTOLLERANZA ALIMENTARE 180x158 - INTOLLERANZA ALIMENTARE

INTOLLERANZA ALIMENTARE

L’allergia non va confusa con l'”intolleranza”: nella prima, l’organismo produce quantità esagerate di una speciale famiglia di anticorpi, chiamati IgE (immunoglobuline di tipo E); le intolleranze, invece, sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di smaltire alcune sostanze. Tipicamente è ciò che accade nell’intolleranza al latte, in cui l’organismo non riesce a scindere il lattosio, contenuto nel latte, che è costituito da due zuccheri semplici: il galattosio e il glucosio. Questa mancata digestione è dovuta al deficit più o meno marcato di un enzima, la lattasi, che si trova dislocata in corrispondenza della
superficie delle cellule che tappezzano l’intestino. Se non viene adeguatamente smaltito, il lattosio resta nel tubo intestinale producendo crampi addominali, brontolamenti (borborigmi), flatulenza e diarrea. I disturbi di chi soffre di un’intolleranza al latte scompaiono se la persona abolisce o riduce l’uso di latte, latticini freschi e cibi conservati che contengono lattosio. Esistono anche forme secondarie d’intolleranza al lattosio. Di solito sono legate a un deterioramento della mucosa intestinale in seguito a un processo infiammatorio o infettivo (come nella celiachia, ovvero l’intolleranza a una sostanza contenuta nel glutine, la gliadina, presente nel frumento, nell’orzo e nell’avena).
L’intolleranza enzimatica al lattosio è generalmente ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell’America. In Europa è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l’Italia, e meno nel Nord.

LA RICERCA
Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono prodotte dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più frequente è, per l’appunto, quella al lattosio, ma un altro esempio è anche il favismo: condizione determinata dalla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, in cui la malattia – caratterizzata dalla rottura della membrana dei globuli rossi – si manifesta nella maggioranza delle persone affette in seguito all’esposizione a certi fattori scatenanti, come l’ingestione di fave (da qui il nome favismo). Intolleranze di tipo farmacologico si manifestano nelle persone con una reattività particolare a determinate molecole presenti in certi cibi. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta agli additivi aggiunti agli alimenti. Ma non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia.


È utile seguire una dieta di eliminazione, togliendo glutine, latticini e soia: glutine e soia possono eventualmente essere reintrodotti, ma il lattosio (presente nei latticini) va eliminato permanentemente. L’assenza dei latticini dalla dieta implica una carenza di calcio, quindi è opportuno integrare con vegetali ricchi di calcio (come i broccoli e la verdura a foglia verde).
Supplementi
La flora intestinale va nutrita con i fermenti lattici, e la dieta va integrata con D3 (colecalciferolo alla dose di 400/1000 UI al giorno): i livelli di D3 andrebbero controllati nel tempo, così come la mineralizzazione ossea (densitometria ossea). Eventualmente si può assumere un supplemento di calcio, D3 e K2. Prima dei pasti che contengano lattosio, assumere 1 o 2 pastiglie di enzima lattasi.

La diagnosi di è affidata a test che possono orientare anche se attualmente controversi a motivo della soggettività interpretativa (biorisonanza, test di citotossicità, test kinesiologico). Qui di seguito alcune delle intolleranze più comuni ed i relativi rimedi omeopatici corrispondenti. L’elenco ha un puro significato di orientamento.
Aglio: Lycopodium;
Birra: Kali bichromicum, Nux vomica;
Burro: China, Pulsatilla;
Caffè: Calcarea carbonica;
Carne: China, Lycopodium;
Cipolle: Lycopodium;
Dolci: Pulsatilla;
Farinacei: Calcarea carbonica, Lycopodium;
Gelati: Pulsatilla;
Grassi: Pulsatilla;
Latte: Aethusa cynapium (lattante), Calcarea carbonica, Sepia officinalis;
Pane: Natrum muriaticum.

Particolare interesse riveste la possibilità di ottenere un preparato isoterapico a partire dall’alimento verso cui si è risultati essere intolleranti. L’isoterapia consiste in un metodo terapeutico basato sulla somministrazione, a dosi omeopatiche, di sostanze provenienti dal  (sangue, urine, secrezioni ecc.) o dall’ambiente circostante (polveri, pollini, alimenti ecc.) e che hanno un rapporto con le sue manifestazioni morbose. Diversamente dall’approccio omeopatico vero e proprio che propone l’uso di sostanze capaci di provocare una malattia simile a quella in esame, l’isoterapia consiste nel somministrare un rimedio ottenuto dalla causa supposta responsabile della sintomatologia presentata dal . In caso di intolleranza alimentare risultati incoraggianti si sono ottenuti somministrando la sostanza verso cui si è intolleranti, in alta diluizione, per risvegliare nell’organismo la capacità di digerirla ed assimilarla. Così l’intolleranza ai farinacei può essere trattata con Gluten, rimedio isoterapico alla 30 CH, 5 granuli una volta al dì, per un mese, mentre l’intolleranza ai latticini richiede la somministrazione di Lac vaccinum 30 CH, 5 granuli al dì, in concomitanza con la riduzione o l’abolizione degli alimenti responsabili di intolleranza.

Questo tipo di disturbo viene identificato dalla Medicina tradizionale cinese come un eccesso all’interno dell’organismo di un agente proveniente dall’esterno, che superato il livello di saturazione si manifesta in sintomatologie dermatologiche e relative al tratto gastro-enterico.
Non trattandosi di una vera e propria reazione allergica è sufficiente correggere questo difetto tramite un bilanciamento alimentare e ci si può aiutare con la .
Fitoterapia cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6 g
Rhizoma Alismatis…………………..12 g
Radix Gentianae…………………….6 g
Semen Plantaginis……………………9 g
Caulis Akebiae………………………9g
Radix Scutellariae……………………9g

Fructus Gardeniae……………………9 g
Radix Angelicae Sinensis……………….3 g
Radix Rehmaniae……………………9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Nei casi di intolleranza al lattosio possono essere utilizzati diversi tipi di latte vegetale integrati con calcio e vitamina D, la soia e i suoi derivati (tofu, tempeh, miso), yogurt, dessert, gelati a base di latte di soia e/o di riso.
Nei casi in cui sia presente un intolleranza al frumento possono essere consumati altri tipi di cereali, come kamut, miglio, riso, amaranto, quinoa, grano saraceno, segale e i prodotti da forno preparati con le loro farine integrali, o semintegrali, macinate a pietra e lievitati naturalmente (privi di lievito chimico e/o di birra).
Privilegiare la frutta e la verdura fresche, biologiche e di stagione, le noci e i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo (da utilizzare preferibilmente a crudo), i succhi e i centrifugati preparati in casa, il pesce pescato in mare, le carni e le uova provenienti da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici, il miele vergine integrale italiano, lo sciroppo d’acero e lo zucchero di canna (in piccola quantità può essere utilizzato per dolcificare le bevande, una qualità, denominata Pancia).
Alimenti da evitare. Nei casi in cui sia presente un’intolleranza al lattosio, è necessario evitare i cibi che lo contengono, come il latte e i derivati e il prosciutto cotto (quasi tutti i tipi).
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i piatti pronti, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, le farine raffinate, lo zucchero raffinato e i cibi che lo contengono.
Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico del paziente) i salumi, i formaggi stagionati, il frumento (in caso di intolleranza a questo cereale), il pesce di allevamento, le uova e le carni provenienti da animali sottoposti a trattamenti ormonali e/o e alimentati con mangimi non biologici.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina D 10 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne con-
tiene 37 mg);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Enzimiproteolitic 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di particolari glucosidi flavonici (come la baicalina e la baicaleina), che ostacolano Fazione di enzimi contenenti gruppi SH, riducendo così il rilascio di mediatori chimici, come ristamina» può essere utilizzato l’estratto fluido di Scutellaria (Scutellaria baicalensis), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Nella fase acuta può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per la sua azione depurativa può essere somministrata YAgrimonia eupatorio, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Per tenere sotto controllo la sintomatologia, può essere utilizzato il
Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce, al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere,
Per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione.

Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nei casi in cui l’intolleranza alimentare è correlata a disturbi digestivi epato-biliari può essere utile assumere il Taraxacum officinalis (Tarassaco, o “Dente di leone”), sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti principali, diluite in poca acqua oligominerale con aggiunta di alcune gocce di succo d’arancia fresco, oppure di pompelmo rosa, per facilitarne l’assorbimento.

Originally posted 2014-10-15 10:03:19.

Innappenza 180x180 - Innappenza

Innappenza

La mancanza di appetito è un sintomo assai comune, che riconosce basi fisiologiche, cause patologiche e anche motivazioni psicologiche. In un bambino, l’appetito aumenta o diminuisce a seconda delle richieste energetiche e del periodo di crescita. Perciò se l’inappetenza occasionale non è accompagnata da altri disturbi e l’accrescimento rientra nella norma, proporzionalmente all’età e allo standard individuale del bimbo, il problema non deve destare alcuna preoccupazione. Nei bambini è infatti ancora forte l’istinto di autoregolazione dell’appetito. , mal di gola, otite, malattie esantematiche, infezioni delle vie urinarie, intolleranze alimentari, malassorbimenti sono alcune delle condizioni patologiche capaci di generare inappetenza. Ma vero è anche che sovente gli stati emotivi possono interferire con il senso della fame, riducendolo: tensioni familiari, aspettative insoddisfatte dei genitori, difficoltà nelle relazioni sociali, stati depressivi più o meno mascherati o un disturbo dell’affettività, possono comportare e aggravare il rifiuto del cibo (il quale resta sempre un macroscopico strumento di “rivolta”, una forma di comunicazione e di denuncia). L’inappetenza può anche costituire l’avvisaglia iniziale di uno sconfinamento nell’anoressia.


L’inappetenza può essere una fase transitoria della vita, anche l’espressione di una malattia organica o di un disagio psichico. La valutazione del medico è sempre necessaria, per il rischio di trascurare un segnale importante di malattia. Il dipende dall’eventuale malattia di base, o dalla diagnosi di disagio psicologico o psichico; anche l’entità dell’eventuale calo di peso condiziona l’atteggiamento medico di fronte a un’inappetenza prolungata: nel bambino l’inappetenza può essere legata a condizioni più complesse che vanno riconosciute e trattate, con attenzione particolare all’evoluzione possibile ad anoressia. Nell’adulto l’inappetenza grave può essere legata a malattie tumorali oppure a disturbi gastrointestinali, o ancora a stati depressivi o a demenza in fase precoce.


Solitamente la mancanza del senso di appetito si manifesta in alcune fasi della crescita e nella convalescenza.
Alcuni rimedi omeopatici contribuiscono a ristabilire il desiderio per il cibo. La perdita persistente dell’appetito con diminuzione di peso, soprattutto in una donna giovane, richiede una visita medica.

Trattamento sintomatico
Avena sativa – Gentiana lutea – Medicago sativa 3 DH 5 granuli, 3 volte al dì del complesso costituito da avena, genziana e alfa-alfa. L’avena, ricca di silicio, calcio, flavonoidi, saponosidi e gramina, è utile nell’inappetenza del bambino, del convalescente, della donna in gravidanza. La radice della genziana maggiore è rimineralizzante, stimola la secrezione gastrica e l’appetito.
China 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La corteccia essiccata di China, albero della famiglia delle Rubiacee che cresce in Sud America, è la materia prima da cui si ricava il medicinale omeopatico indicato nella debolezza, adinamia e mancanza di appetito della convalescenza.
Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì, diradando le somministrazioni in base al miglioramento. Il preparato omeopatico ottenuto dalla polvere delle spore di licopodio, pianta appartenente alla famiglia delle Lycopodiacee, è indicato in particolare per l’appetito presto soddisfatto. Il soggetto ha fame, ma il suo appetito è subito saziato dopo i primi bocconi. Il bambino reclama il biberon, ma è subito sazio. È il rimedio adatto anche ai disturbi digestivi e all’inappetenza che si manifestano dopo vaccinazione antiepatite.

Trattamento di fondo
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il sale marino è adatto per bambini e adolescenti per recuperare il peso nella convalescenza di malattie debilitanti. Talvolta l’appetito è conservato e malgrado ciò il soggetto non recupera peso.
Sulfur iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Lo ioduro di zolfo viene utilizzato nella convalescenza delle malattie infettive, soprattutto in bambini e adolescenti magri, longilinei, affaticati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo ha due componenti fondamentali, la prima psichica che tende a bloccare lo stimolo della fame e il secondo organico, comunque legato alla condizione mentale, che rende difficoltoso il transito del cibo rendendone istintivo il rifiuto.
Bisogna inoltre sapere se il disturbo in questione è legato ad esempio a un’intossicazione farmacologia che può insorgere a seguito di una somministrazione anestetica pre-chirurgica, in questo caso bisogna anche disintossicare l’organismo dai residui farmacologici prima di agire direttamente per l’inappetenza.
La terapia deve essere mirata a riequilibrare la condizione psichica in modo da rendere possibile la stimolazione dei centri nervosi regolari della fame e agire sulla muscolatura delle prime vie dell’apparato digerente rendendo possibile il passaggio degli alimenti.
Punti importanti in questo tipo di trattamento sono:
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso, nella fossetta sul lato ulnare del tendine dell’estensore delle dita) che rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
La terapia va eseguita tutti i giorni per 10 giorni o fino alla risoluzione del problema.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come legumi,
farina di segale, fegato, germe di grano, lievito di birra, carne di maiale, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (in particolare grano, orzo, riso, avena, mi-
glio) salmone, semi di girasole, soia e derivati, latte, kefir, yogurt e formaggi (in particolare caciocavallo, gorgonzola e pecorino romano), mandorle, ortaggi a foglia verde, noci, pollame, pesce spada, tonno, vitello, aragosta, carne bovina magra, uova, avocado, banane, carote, fari-
na integrale, gamberetti, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, aringa, manzo, molluschi, sardine, sgombro.
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 1030 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Per stimolare l’appetito può essere preparata una tisana di Ippocastano (un cucchiaio di foglie essiccate in 250 mi di acqua minerale naturale, portata ad ebollizione. Coprire e lasciare in infusione per circa 15 minuti.
Filtrare ed eventualmente dolcificare con miele di castagno vergine integrale di produzione italiana) due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
L’estratto fluido di Achillea può essere utilizzato come rimineralizzante, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mango e/o papaia, o di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo, limoni) tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e
glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per stimolare l’appetito può essere utilizzata la Genziana (maggiore), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, diluite in 100 mi di succo puro di mirtillo, oppure in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa, poco prima dei tre pasti principali. È controindicata nei pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-15 10:42:46.

Ipotiroidismo 180x180 - Ipotiroidismo

Ipotiroidismo

È l’espressione con cui si indica la carenza di ormone tiroideo biologicamente attivo nei tessuti, legato a un malfunzionamento della tiroide. All’origine di questa difettosa attività esistono svariate patologie (come la tiroidite di Hashimoto, dovuta a un disordine del ), l’asportazione della ghiandola e l’insufficiente assorbimento di iodio nelle regioni in cui vi è carenza del minerale (come le aree montagnose italiane ed europee).
I pazienti lamentano un senso di debolezza e generale perdita di energia. La voce si fa rauca, l’eloquio è rallentato, la faccia assume un’espressione ottusa. Chi soffre di ipotiroidismo è intollerante al freddo,- il bordo palpebrale è cadente per il diminuito tono; la pelle diviene secca, sottile, pallida, e i capelli si fanno radi. Il soggetto mostra un decadimento delle attività intellettuali e
modificazioni della personalità. Anche il Sistema Cardiovascolare ne risente. Il cuore va incontro a bradicardia (batte cioè a una frequenza inferiore alle 60 pulsazioni al minuto) ed è frequente il suo ingrossamento. La funzione respiratoria è caratterizzata da respiri lenti e pure la peristalsi (il complesso delle contrazioni muscolari del tubo digerente) è rallentata, il che produce una stitichezza ostinata. Compaiono disturbi della sensibilità ai piedi e alle mani e spesso coesistono alterazioni del ciclo mestruale. Un insieme di disturbi che è l’espressione di un rallentamento generalizzato dei processi metabolici.

IL GOZZO
• Ogni aumento di volume della ghiandola tiroidea si definisce gozzo. Il gozzo può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo, sia di ipotiroidismo. Può essere costituito da una singola area della tiroide (nodulo o gozzo uninodulare), da più aree (gozzo multinodulare) o da un aumento diffuso di tutta la ghiandola. La funzione della ghiandola può essere normale (gozzo eutiroideo) o alterata (gozzo iperfunzionante o ipofunzionante).
• Una delle cause primarie dello sviluppo di gozzo nel mondo è la carenza di iodio nell’ o nelle acque. In alcune zone, la carenza è tanto accentuata da far diventare il gozzo una malattia endemica. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si può definire endemica una situazione in cui il gozzo si manifesta in più del 5% della popolazione.

L’ipotiroidismo di solito si sviluppa lentamente, ma può raggiungere livelli pericolosi specialmente dopo un intervento chirurgico che abbia dovuto rimuovere la tiroide: la situazione di grave ipotiroidismo si chiama mixedema e può provocare bassa temperatura, bassa pressione e coma. Questi casi sono vere e proprie emergenze da trattare in ospedale.
Farmaci
La terapia è la levotiroxina (T4), cioè una forma sintetica di tiroide, o altre forme di sostituzione tiroidea. La levotiroxina può essere somministrata insieme a ormone T3. La dose varia da persona a persona e deve essere aggiustata sulla base dei livelli di TSH nel sangue: di solito i valori tiroidei si normalizzano nel giro di 6/8 settimane dopo l’impostazione del- la terapia.
Stile di vita
Una dieta con poche calorie e ricca di fibre aiuta a combattere i segni di ipotiroidismo. È opportuno eliminare i cibi che possono bloccare lo iodio: noci, mandorle, verdura a foglia scura. L’esercizio è molto importante.

In caso di ridotta funzionalità della tiroide è spesso indicata la terapia sostitutiva convenzionale. Il omeopatico è in grado di ottimizzare tale terapia mediante rimedi basati sulle caratteristiche della co-
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida della costituzione definita ‘carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali.
Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. Lamenta una marcata freddolosità. Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell’azotemia.
Graphites 15 CH un tubo dose alla settimana. È indicato nell’ipotiroidismo. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il carbonato di potassio è un rimedio omeopatico indicato per i soggetti che tendono al sovrappeso, all’infiltrazione edematosa dei tessuti o all’obesità. Facilmente affaticati o prostrati, manifestano grande irritabilità e tendenza alla depressione. Talvolta soffrono di lombalgia con la sensazione caratteristica della colonna che non li regge.
Thyroidinum 4 CH 1 fiala perlinguale, 3-7 volte alla settimana. Si tratta di un organoterapico che favorisce la secrezione degli ormoni tiroidei. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Thyroidinum 4 CH favorisce la secrezione di ormoni tiroidei, mentre Thyroidinum 30 CH la frena.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo deve andare a riequilibrare la produzione di ormoni tiroidei e a controllare il metabolismo basale che a sua volta è deputato al controllo della funzionalità dell’organismo.
Le cause possono essere una stasi di Qi del Fegato oppure un deficit di Qi della Milza.
L’agopuntura è inoltre efficace a controllare le sintomatologie associate quali la formazione di gozzo, la dispepsia e l’astenia tra le più importanti.
Nel caso di ipotiroidismo da deficit di Qi del Fegato punti importantisono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TlAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);

YI FENG (riparo dal Vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento.
Nel caso invece di ipotiroidismo da deficit di Qi di Milza punti importanti sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
HEGU;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della 11 vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TIAN TU;
YI FENG.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato» Milza, Surreni e Tiroide.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana ed entro 30 giorni dall’ultima terapia è opportuno eseguire un’indagine ecografia completata da un emocromo.
cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Offìcinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g
Radix Aconiti Preparatae………………3 g
Posologia: 3 e al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina {il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con gli alimenti a elevato contenuto di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo).
Aumentare il consumo di vitamine B2 e B3, sotto forma di latte e formaggi (in particolare il caciocavallo, il gorgonzola e il pecorino romano), tuorlo d’uovo, fegato, pollo, mandorle, ortaggi a foglia verde, lievito di birra, germe di grano, noci, pollame, carne di maiale, pesce spada, salmone, semi di girasole, tonno, vitello.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Evitare cavoli, rape, cipolle, noci, farina di manioca, perché ostacolano l’assorbimento di iodio.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei e poi di carne, latte e latticini, uova, frutta, cereali, verdura, pane a lievitazione naturale.

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È consigliabile non effettuare trattamenti prolungati senza adeguato controllo medico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza.
Se l’ipotiroidismo è correlato all’obesità può essere utile assumere l’estratto fluido di Phaseolus vulgaris (Fagiolo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per la sua azione diuretica (se associato a un’adeguata assunzione di liquidi, almeno due litri di acqua minerale naturale al giorno) può essere somministrato l’Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti principali. È controindicato in caso di insufficienza renale e scompenso cardiaco in stadio avanzato.
Nei casi in cui il presenta un linfedema a carico degli arti inferiori, può essere utilizzato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-14 10:54:14.

ipersonnia 180x180 - Ipersonnia

Ipersonnia

Si chiamano così quelle malattie caratterizzate da un eccesso di sonno.
Due sono le condizioni di particolare importanza per la loro frequenza e per gli effetti disturbanti sulla vita del . La narcolessia e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. La narcolessia è una patologia cronica contraddistinta da attacchi di sonno durante il giorno. Queste crisi sono improvvise, irresistibili, di breve durata (al massimo 15 minuti) e colgono la persona in qualunque momento della giornata, persino nelle circostanze meno appropriate: nel corso di una conversazione, alla guida della bicicletta, durante il lavoro, mentre si sta aspettando l’autobus. Un altro fenomeno che si accompagna a questi attacchi di sonno è la cataplessia, ovvero un’improvvisa perdita del tono muscolare; spesso questi attacchi cataplettici sono scatenati dalle emozioni (riso, collera, sorpresa). Si manifestano anche allucinazioni “ipnagogiche”: sono esperienze sensoriali intense e vive (spesso dalle tinte angosciose), false percezioni che possono coinvolgere la vista e l’udito, ma anche tutti i sensi e che il soggetto vive nella fase di dormiveglia. Ancora, la narcolessia si caratterizza per le cosiddette paralisi del sonno, episodi che si verificano durante l’addormentamento o al risveglio, e consistono nella sensazione angosciante di non potersi muovere pur essendo svegli.
Una diurna, poi, è quella che interessa le persone alle prese con la sindrome delle apnee ostruttive del sonno: in certi individui, e in particolare quelli con una ostruzione delle vie aeree superiori, il sonno presenta ripetuti episodi di apnea prolungata. A causa di questa frequente interruzione si verifica una aumentata sonnolenza durante il giorno.

La diagnosi di ipersonnia non è semplice: è necessario che vengano escluse cause diverse di aumento della sonnolenza prima di decidere una terapia. Lo specialista per la diagnosi si basa sugli studi del sonno, che dovrebbero comprendere la registrazione dei periodi di sonno per più settimane e il monitoraggio continuo del sonno per 24 ore (preferibilmente 36 ore): questi studi permettono di definire le caratteristiche del sonno normale e di buona qualità, e di escludere le malattie che
possono provocare una sonnolenza diurna. Una valutazione psichiatrica è comunque necessaria a differenziare l’ipersonnia associata alla depressione, che può presentarsi con sintomi simili.
Sonnellini diurni
Una buona igiene di vita con sonnellini diurni programmati aiuta a diminuire gli episodi di ipersonnia fastidiosi o pericolosi.
Farmaci
Il modafìnil, agonista alfal adrenergico, è il farmaco più usato (dose 200/400 mg). In situazioni specifiche si usano l’efedrina, le amfetamine, il metilfenidato, la pemolina.

Per trattare il disturbo opposto all’ caratterizzato dal bisogno irrefrenabile di dormire anche durante il giorno esistono alcuni medicinali omeopatici specifici. Nelle forme più marcate si consiglia l’uso sistematico di Nux moschata.
Graphites 9 CHS granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale, l’indifferenza e la sonnolenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività. Solitamente tali manifestazioni sono l’espressione di una ridotta attività della tiroide.
Lycopodium clavatum 5CH5 granuli prima dei pasti. È il medicinale omeopatico indicato per i soggetti con alterazioni digestive con senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo con intolleranza per le costrizioni a livello addominale, congestione del viso dopo il pasto e sonnolenza che si manifesta appena terminato di mangiare. Ama le bevande calde e desidera i dolci. Il riposo dopo il pasto tende a peggiorare Tumore.
Nux moschata 15 CH 5 granuli al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di sonnolenza diurna anormale ed irresistibile. Caratteristica è la confusione mentale e la perdita della memoria. Sonnolenza durante la gravidanza. Sonnolenza negli anziani. Sonnolenza da uso di psicofarmaci, accompagnata da secchezza della bocca.
Nux vomica 15 CH 5 granuli al giorno. Sonnolenza dopo il pasto che migliora con un breve riposo. Disturbi del ritmo sonno veglia conseguente a ‘surmenage’ e abuso alimentare di sostanze stimolanti o eccitanti in sedentari. Risveglio verso le tre del mattino con pensieri relativi alle responsabilità ed alla famiglia. I disturbi del sonno sono frequenti in grossi mangiatori e bevitori. La sonnolenza è più evidente una o due ore dopo un pasto abbondante.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo come un’alterazione a livello delle funzionalità degli organi Cuore, Stomaco e Fegato e lo scopo della terapia è una regolazione di queste alterazione, oltre a un rasserenamento dello Shen e a una dispersione di agenti patogeni esogeni.
Grande utilità si ritrova nell’uso di prodotti in cicli di terapie che si possono ripetere a seconda del miglioramento.
Fitoterapia cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Officinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g

Radix aconiti Preparatae……………….3 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di giorni.

Consigli dietetici

Alimenti consigliati. Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottoposti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di bioflavonoidi, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno.
Integrare la dieta abituale con alimenti a elevato contenuto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo degli alimenti a elevato apporto di grassi saturi (come latticini, salumi e insaccati, burro e strutto).
Evitare le fritture, i piatti dei fast-food, i cibi piccanti, le spezie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno;
Inositolo 1 gal giorno.

FITOTERAPIA

Se il disturbo è correlato a una condizione di iponutrizione, può essere somministrato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti.
Nei casi in cui il disturbo rappresenta una conseguenza di una situazione di stress psico-fisico intenso e prolungato, grazie alla sua azione psicostimolante, può essere utilizzata la Damiana (Turnera aphrodisiaca) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 10 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, in un’unica somministrazione al giorno, preferibilmente la mattina, a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui l’ipersonnia è correlata con una perdita dell’appetito, associata a un lieve calo ponderale, può essere somministrata l’Avena Sativa (TM, 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno).
Se la depressione rappresenta la causa principale può essere utilizzato l’Hypericum perforatum (Iperico), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti.
Se l’ipersonnia è correlata a disturbi della funzionalità epatica può essere utile assumere il Cardo mariano (Silybum marianum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei due pasti principali.
Nelle forme lievi, possono essere utilizzati infusi, decotti o tisane a base di Tiglio, Melissa, Meliloto, Camomilla, Passiflora, Valeriana, Fiori d’arancio. Lavanda.

Originally posted 2014-10-15 09:35:32.

Insonnia 180x170 - Insonnia

Insonnia

È un disturbo del sonno caratterizzato dalla sensazione soggettiva di non trarre sufficiente ristoro dal riposo notturno, sia per la sua eccessiva brevità, sia per la qualità. Infatti, non si può parlare di soltanto sulla base di un sonno di breve durata, dal momento che ci sono persone normalissime che dormono soltanto 2-3 ore per notte, senza accusare il benché minimo disturbo e durante il giorno godono di perfetta salute. I disagi dell’ sono notturni ma anche diurni: di notte c’è difficoltà ad addormentarsi, si manifestano risvegli con fatica a riacquistare il sonno, il risveglio al mattino è precoce e il riposo non è affatto ristoratore; di giorno compaiono stanchezza, sonnolenza, disturbi dell’attenzione e della memoria, ansia e irritabilità. Le insonnie legate al difficile addormentamento riconoscono svariate cause: la scarsa igiene del sonno (errate abitudini di vita che contrastano il buon riposo notturno), la sindrome delle gambe senza riposo (quella penosa irrequietezza che colpisce gli arti inferiori), l’ansia, gli stress psicosociali (come i rapporti conflittuali nell’ambiente lavorativo), l’uso di sostanze psicostimolanti. A generare sonno frammentato o con risvegli precoci (quando cioè il problema riguarda soprattutto il mantenimento del sonno), entrano in gioco principalmente i disturbi psichiatrici (depressione, ansia), la presenza di svariate patologie (aritmie cardiache, reflusso gastro-esofageo, asma, tosse, prurito), eccesso di alcolici, sindromi dolorose, disturbi ambientali e il russamento abituale associato alla presenza di apnee notturne.

INSONNIA CONDIZIONATA
Si chiama psicofisiologica o condizionata una frequente forma di insonnia cronica caratterizzata dal timore pervasivo di non riuscire a dormire. Il sonno insoddisfacente è all’inizio causato da un qualsiasi avvenimento disturbante. Successivamente, scatta
un perverso circolo vizioso, per cui anche se il problema personale viene risolto, nel  si è ormai insinuata la paura di passare un’altra notte insonne (o di non essere abbastanza in forma il giorno dopo per la carenza di sonno). È un’attivazione
emotiva riflessa, che porta il soggetto ad addormentarsi più facilmente quando non si sforza di farlo (per esempio, mentre guarda la televisione).

Igiene del sonno
Le procedure della cosiddetta “igiene del sonno” includono maggiore attenzione alimentare e assunzione di farmaci, insieme all’identificazione delle cause che possono spiegare la cattiva qualità o la riduzione quantitativa del sonno. È molto importante coricarsi a orari adeguati la sera, evitando i sonnellini durante la giornata.
Farmaci stimolanti
Sono spesso causa di insonnia: alcuni esempi sono i farmaci assunti nelle diete dimagranti oppure quelli utili nel deficit di attenzione e iperattività del bambino (ADHD), oppure i farmaci per l’asma contenenti caffeina.
Anche alcuni antidepressivi, oppure farmaci per l’ipertensione arteriosa e per il raffreddore possono disturbare il sonno.
Farmaci che aiutano a dormire
Esistono farmaci da assumere per brevi periodi (al massimo 3 settimane) per indurre il sonno: è possibile che provochino sonnolenza e confusione mattutine, e anche dipendenza. Temazepam, zolpidem e zaleplon sono gli ipnoinducenti più comunemente prescritti.
Aiuti naturali
Vengono comunemente usati anche dalla medicina tradizionale la melatonina (3 mg) e il 5 idrossitriptofano (150 mg), da assumere al momento di coricarsi. Valeriana, camomilla e passiflora sono aiuti riconosciuti anche dalla medicina tradizionale.

L’approccio omeopatico per la cura dell’insonnia deve innanzitutto considerare i diversi disturbi del sonno che comprendono la difficoltà di addormentamento, i risvegli notturni, i risvegli mattutini precoci. In generale è bene distinguere i rimedi adatti per l’insonnia del bambino e quelli dell’adulto.
Insonnia del bambino
Chamomilla 9 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia in un bambino capriccioso e nervoso. Aggravamento con l’eruzione dentaria.
Cina 15 CH 5 granuli prima del riposo notturno. È il rimedio specifico dell’insonnia in soggetti affetti da parassitosi intestinale che si manifesta con sonno agitato, sussulti, digrignamento dei denti.
Cypripedium 5 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia nell’infanzia.
Insonnia dell’adulto
Arnica montana 9 CH 5 granuli alla sera, prima di coricarsi. È il rimedio adatto per le forme di insonnia che si manifestano dopo un affaticamento fisico.
China 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Tendenza all’insonnia in soggetti debilitati dopo malattia, intervento chirurgico, gravidanza o a causa di una anemia da carenza di ferro.
Coffea cruda 9 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia per eccessiva attività mentale con facile eccitabilità, stato di agitazione, tremori, palpitazioni, causata da intense emozioni o assunzione di sostanze stimolanti.
Gelsemium 15 CH 5 granuli al bisogno. Insonnia con tremarella, soprattutto alla vigilia di un esame o di una prova.
Ignatia amara 9 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia dopo contrarietà o emozione in persone ansiose. L’eccessiva eccitazione conseguente alle troppe emozioni, sia piacevoli che negative, impedisce di prendere sonno.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia da surmenage e abuso alimentare di sostanze stimolanti o eccitanti in sedentari. Risveglio verso le tre del mattino con pensieri relativi alle responsabilità ed alla famiglia. I disturbi del sonno sono frequenti in grossi mangiatori e bevitori.
Rhus toxicodendron 9 CH 5 granuli, alla sera. Insonnia dopo affaticamento fisico. Agitazione notturna. Risveglio con formicolio alle estremità da artrosi con necessità di alzarsi e muoversi per avere sollievo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo si può distinguere in due caratteristiche, l’insonnia con difficolta ad addormentarsi e l’insonnia con risvegli ripetuti e può essere indotta, in particolare, da un deficit di Qi di Cuore e Milza, da un deficit di Fuoco di Cuore, da una disarmonia di Milza e Stomaco e da Fuoco di Fegato.
Nell’insonnia da deficit di Qi di Cuore e Milza la concausa principale può essere l’ansia e si ha principalmente difficoltà ad addormentarsi, lo scopo della terapia è la tonificazione del Qi e il rasserenamento dello Shen e punti importanti sono:

PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dcll’Xl vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN MKN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XINSHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofìsi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Nel caso di insonnia da deficit di Fuoco di Cuore, caratterizzata da risveglio precoce, la terapia è mirata a disperdere l’eccesso di Fuoco, tonificare lo Yin del Rene e rasserenare lo Shen attraverso i punti:
DA LINO (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SHEN MEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nel caso invece di insonnia dovuta a disarmonia di Milza e Stomaco lo scopo della terapia è riarmonizzare i suddetti organi utilizzando punti quali:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
YIN BAI;

ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente.
Infine nell’insonnia dovuta a Fuoco di Fegato, la terapia è mirata a disperdere il Fuoco e ad armonizzare il Qi del Fegato e punti importanti sono:
FENG CHI ( stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZU QIAO YIN (orifizio dello Yin, localizzato 0,1 cun dietro l’angolo ungueale laterale del IV dito) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, libera l’Esterno ed espelle il Vento.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Cuore, Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, da ripetere eventualmente dopo circa 30 giorni dall’ultima seduta.
cinese
Formula: ZHEN ZHU AN SHEN WAN
Margaritifera………………………15 g
Rhizoma Coptidis…………………..18 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..16 g
Radix Rchmattiae……………………8 g
Radix Angelicae Sinensis……………….8 g
Posologia: 1 -1,5 g al dì prima di coricarsi, sottoforma di capsule o polvere per un ciclo di 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Incrementare il consumo di alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali, Io sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.

È importante seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, in grado di soddisfare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali. Il pasto serale dovrebbe essere leggero e basato principalmente sui cibi a elevato apporto di carboidrati a lento assorbimento, come pasta integrale, riso Basmati, zuppe di cereali e legumi, crocchette di verdura e tofu, associati a ortaggi a foglia verde, carote crude, salsa di pomodoro, centrifugati di frutta fresca biologica addolciti con una piccola quantità di miele vergine integrale, olio extravergine d’oliva, utilizzato preferibilmente a crudo.
È consigliabile assumere le fonti proteiche animali (carne, pesce e uova) durante il pranzo, evitando di associarle ai carboidrati nel pasto serale per non rallentare i processi digestivi che potrebbero disturbare il riposo notturno.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di triptofano come il latte, le patate cotte in forno con la buccia, i semi di girasole, le zuppe di pomodoro fresco, i prodotti a base di cereali integrali macinati a pietra, la polpa di zucca gialla, le rape e il cavolo.
Alimenti da evitare Evitare i salumi, i formaggi stagionati, il burro, la panna, lo strutto, le fritture, le spezie e i cibi piccanti.
Eliminare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofan 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno.

FITOTERAPIA

Nelle persone ansiose, che soffrono di crisi di tachicardia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha) nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Nei soggetti facilmente irritabili può essere utilizzata la Scutellaria (Scutellaria baicalensis) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Per la sua azione sedativa, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, e/o inquieti e ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passifloray nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia, depressione, irritabilità, che possono rappresentare la causa scatenante del disturbo, può essere utilizzato il Melilotus offìcinalis (Meliloto) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.
La Fumaria officinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo, quando è correlato a problemi digestivi (per esempio, la discinesia biliare).

Originally posted 2014-10-15 10:59:36.