LlPOTIMIA 180x180 - LlPOTIMIA

LlPOTIMIA

La è caratterizzata da un transitorio episodio di debolezza, di sbandamento, con sensazione di svenimento, ma senza che si abbia la perdita della coscienza. Si chiama invece sincope l’improvvisa e transitoria perdita della coscienza, accompagnata dall’impossibilità a mantenere la stazione eretta. In altri termini, mentre in quest’ultima evenienza la persona crolla bruscamente a terra, nella l’individuo conserva un barlume di consapevolezza che gli consente di sdraiarsi e di evitare di cadere al suolo (con possibili traumatismi). Si può affermare quindi che e sincope differiscono, in sostanza, per l’entità del disturbo. Comunque sia, il meccanismo alla base è una riduzione transitoria del flusso di sangue al cervello e, di conseguenza, dell’ossigenazione. L’elenco delle cause è sicuramente ampio.
All’origine del problema possono esserci i disordini a carico del cuore (dalle alterazioni del ritmo cardiaco alle ostruzioni che possono ridurre la fuoriuscita di sangue dal muscolo cardiaco). Il più comune tipo di svenimento è quello chiamato “vasovagale”: colpisce in particolare le persone giovani e sostanzialmente sane. È solitamente provocato da un forte impatto emozionale (come la vista del sangue), dal dolore, dalle condizioni ansiose, dalla stanchezza, dalla fame e anche dalla presenza di una particolare situazione ambientale (tipicamente nei locali caldi e affollati). Sintomi premonitori sono il pallore, la sudorazione, la nausea e l’offuscamento della vista.

DA SAPERE
Una caratteristica forma di lipotimia è quella dovuta a un’ipersensibilità del seno carotideo: una condizione che colpisce in particolare i soggetti anziani, spesso ipertesi e con problemi di aterosclerosi. Il fattore scatenante è la compressione accidentale
del seno carotideo, della zona in corrispondenza della biforcazione nel collo dell’arteria carotide: qui si trovano recettori che svolgono un ruolo molto importante nella regolazione della funzione cardiocircolatoria e, in particolare, del flusso di sangue
diretto al cervello. Succede così che in seguito a un movimento brusco del collo, o durante la rasatura o a causa di una cravatta molto stretta, si verifichi uno svenimento per la brusca riduzione della pressione e del battito cardiaco scatenata per via riflessa.

La lipotimia (svenimento) pone il problema della diagnosi: si può svenire per molte cause, banali oppure gravi. Può capitare che un innocuo sbalzo di pressione provochi svenimento, oppure che un’aritmia cardiaca faccia perdere la coscienza; anche l’ansia intensa, lo shock da emorragia, eventi cerebrali possono essere responsabili di svenimento. L’ipoglicemia (per digiuno o diabete scompensato) provoca perdita di coscienza: ricordare sempre che un diabetico che sviene deve ricevere immediate cure e ricovero in ospedale.
Quando una persona sviene due sono le procedure obbligatorie: favorire la posizione sdraiata alzando un po’ le gambe per favorire la circolazione del sangue e chiamare un medico. Importante è controllare che la persona respiri, e che il battito sia regolare: non si devono somministrare farmaci, ma è fondamentale capire se lo svenimento sia associazione ad arresto respiratorio e/o cardiaco. Quando la persona rinviene, non tentare di farla bere: attendere il medico eventualmente controllando che l’ambiente non sia troppo caldo o troppo freddo, e adattando le cure a ciò che si verifica. Slacciare bottoni della camicia e dei pantaloni e mantenere la persona in situazione di comfort. Porre alcune domande semplici e con tono rilassato, per verificare che la persona sia orientata e ricordi perfettamente i normali dettagli quotidiani.

In tutti i casi di svenimento è richiesta la valutazione del dedico che potrà prescrivere eventuali accertamenti diagnostici per precisare l’origine del malore. Nell’attesa si possono utilizzare rimedi omeopatici, scelti in base al fattore scatenante e alle caratteristiche della sintomatologia.
Obnubilamento post-operatorio
Antimonium tartaricum 9 CH 5 granuli, anche ogni ora. Obnubilamento del sensorio con ristagno bronchiale importante e tosse inefficace.
Arnica 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Per attenuare lo shock operatorio.
China 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Pallore, prostrazione, ipotensione da Perdita di liquidi.

Nairum sulfuricum 9 CH 1 monodose una volta alla settimana nelle conseguenze di interventi caratterizzate da vertigini, alterazioni del sonno, della concentrazione e della memoria.
Lipotimia da emotività
Gelsemium 9 CH 5 granuli, al bisogno. Sensazione di debolezza e gambe molli, in condizioni di stress o dopo una paura.
Ignatia amara 9 CH 5 granuli, al bisogno. Svenimento dopo cattive notizie, dispiacere o emozione intensa.
Moschus 7CH 5 granuli, al bisogno. Sensazione di venir meno con parestesie e spasmi muscolari. Spasmofìlia. Isteria. Manifestazioni teatrali.
Lipotimia da calore
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, al bisogno. Malore dovuto al caldo estivo.
Glonoinum 9 CH 5 granuli, al bisogno. Svenimento da insolazione.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, al bisogno. Malore da calore in un ambiente surriscaldato.
Lachesis 15 CH 5 granuli al bisogno. Malore da calore dei sole.
Lipotimia da ipotensione arteriosa o da alterazione pressoria
Bryonia 9 CH 5 granuli al bisogno. 11 malore compare alzandosi bruscamente dalla poltrona o dal letto. In questo caso è consigliabile misurare la pressione arteriosa.
China 9 CH 5 granuli, 2-3 volte al dì. Pallore, prostrazione, ipotensione da perdita di liquidi.
Veratrum album 15 CH 5 granuli ogni mezz’ora. Lipotimia con sudorazione gelida con calo della pressione dovuto a gastroenterite o a mestruo doloroso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere dovuto a due cause principali una fuga dello Yango una fuga dello Yin.
Nel primo caso lo scopo della terapia è di sostenere e tonificare lo Yang oltre che agire sul Sistema Nervoso, e punti importanti possono essere:
BAI HUI;
GUAN YUAN;
QI HAI;

SU LIAO;
ZV SAN LI.
Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di fW c
SHEN MEN. auricolare di Cuore, Surrem e
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effetuare almeno  2 volte alla settimana e comunque in relazione alla frequenza degli episodi lipotimia.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresca, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico arricchito con probiotici, oppure kefir.
Incrementare il consumo di cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco quali fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la Pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri” tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le farine raffinate, la frutta e la verdura freghe non biologiche, la carne e il pesce di allevamento.

Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Inositolo 1 g al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Nei casi in cui il disturbo è correlato alle neurotonie (instabilità del tono del Sistema Nervoso vegetativo), può essere assunta la Melissa offìcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nelPipotiroidismo.
Nelle persone particolarmente nervose, in cui il sintomo è spesso correlato a una crisi isterica, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali, può aiutare nei casi in cui il disturbo è associato a una condizione di iponutrizione. Nei casi in cui il sintomo è causato da disturbi della circolazione cerebrale può essere utilizzato il Ginkgo bilobay sotto forma di estratto secco nella dose di 30-60 mg, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento deve essere protratto per almeno quattro mesi.
Se il sintomo è espressione di una lieve labirintite, è preferibile somministrare l’estratto fluido (in particolare l’estratto acetato, per evitare gli effetti collaterali a livello gastrico), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, dopo i pasti. Il Ginkgo è controindicato nei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante.

Originally posted 2014-10-14 09:33:55.

Laringite 180x177 - Laringite

Laringite

La è un’infiammazione della laringe, più frequente nell’età pediatrica (colpisce il 2-3% dei bambini). La è quasi sempre secondaria a una infiammazione delle vie aeree superiori e nella maggior parte dei casi è dovuta a un’infezione virale (ma non manca il coinvolgimento batterico: soprattutto da Hoemophilus influenzae). I sintomi che caratterizzano la  acuta sono fondamentalmente legati a un rigonfiamento della mucosa laringea, che comporta una riduzione significativa degli spazi per il passaggio dell’aria. I disturbi tendono a comparire all’improvviso, in genere nelle ore notturne: il bambino presenta una tosse stizzosa che è stata definita con svariate colorite etichette (“suono di campana d’ottone”, “gallo che canta”, “raglio d’asino”, “verso della foca” /’cane che abbaia”, tant’è che si parla di tosse abbaiarne); l’emissione della voce è compromessa (disfonia) ed è presente dispnea. Il piccolo fa fatica a introdurre aria nei suoi polmoni, con conseguente aumento degli atti respiratori. La febbre è frequente ma in genere non particolarmente elevata (comunque al di sotto dei 39 °C). Diventa naturalmente importante che il bambino venga tranquillizzato: il pianto e l’ansia (il piccolo è estremamente agitato perché ha come la sensazione di soffocare) inducono infatti a incrementare i movimenti respiratori peggiorando l’edema della mucosa laringea. Nelle forme gravi, per la cattiva ossigenazione, può affiorare una colorazione bluastra (cianosi) attorno alla bocca e anche alle punte delle dita.

DA SAPERE
• La laringite si manifesta principalmente nei bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni di vita e colpisce soprattutto i maschi.
• Rappresenta ancor oggi una frequente causa di ricorso al Pronto Soccorso e talora di ricovero ospedaliero.
• I bambini predisposti costituzionalmente possono andare incontro a più episodi di laringite.

Il trattamento della laringite dipende dallo stato acuto oppure cronico delPinfiammazione. La laringite acuta si sviluppa di solito dopo un’infezione delle vie respiratorie superiori; se non si risolve in tre settimane viene considerata cronica. La laringite cronica può dipendere da una lesione della laringe, da una sinusite cronica o da ipotiroidismo.
Riposo e idratazione
Bere grandi quantità di acqua, mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata e lasciare la voce a riposo sono le procedure di base più efficaci. Umidificare l’aria abbrevia il decorso della laringite.
Mucolitici
L’uso di un mucolitico contribuisce alla lubrificazione delle prime vie aeree ed evita la formazione di muco spesso nella laringe.
Antibiotici
Occasionalmente la laringite può derivare da un’infezione batterica. Se l’infezione batterica viene diagnosticata, penicillina o eritromicina sono molto utili.
Laringite cronica
Una visita otorinolaringoiatrica può identificare un’eventuale lesione della laringe, a volte si rende necessario un intervento chirurgico. La terapia della parola (logopedia) può essere prescritta dopo una laringite cronica molto lunga.

È bene distinguere le laringiti dell’adulto da quelle del bambino. Queste ultime hanno sempre carattere di emergenza che richiede la valutazione e l’intervento medico. Il trattamento omeopatico ha un’indicazione sintomatica nelle forme acute e preventiva mediante la scelta del rimedio di fondo.
Laringite ipoglottica (bambino)
La laringite edematosa ipoglottica è una forma estremamente grave che può portare alla morte in qualche ora. Si caratterizza per dispnea con inspirazione rumorosa, rientramenti intercostali e diaframmatici, agitazione seguita da prostrazione e colorito cianotico. Il quadro richiede una terapia cortisonica d’urgenza in forti dosi e la pronta ospedalizzazione. Può essere utile associare Apis.
Apis 15 CH 5 granuli, ogni 10 minuti.
Laringite catarrale stridula (bambino)
Nell’attesa dell’intervento medico è utile alternare Sambucus nigra e Spongia tosta.
Sambucus nigra 5 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. Risveglio notturno con dispnea intensa, inspirazione rumorosa ed espirazione difficile per mucosità dense. Migliora stando seduto e con un panno caldo e umido intorno al collo.
Spongia tosta 5 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. Tosse secca, stizzosa, sibilante, rumorosa come sega che taglia del legno, con sensazione di bruciore e soffocamento. Migliora con le bevande calde.
Laringite acuta (adulto)
Aconitum 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Raucedine improvvisa, in genere di sera, dopo esposizione a freddo secco o a Vento freddo. Talora si associa febbre elevata, ma senza sudorazione.
Argentum metallicum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Laringite di cantanti o oratori.Caratteristica èia sensazione di escoriazione nella laringe.
Arnica montana 9 CH5 granuli 3 volte al dì. Disfonia o afonia conseguente ad un eccessivo affaticamento delle corde vocali, dopo aver parlato, cantato o gridato a lungo.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Disfonia con variazione continua nel timbro della voce (voce bitonale). Intensa infiammazione della laringe con marcata secchezza delle labbra.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione causata da agenti patogeni esterni e disperdendo gli agenti stessi, oltre ai sintomi associati che si possono presentare quali tosse, febbre, cefalea, difficoltà a deglutire ed edema.
Le cause principali possono essere il Vento caldo, il Fuoco di Polmone e Stomaco e un deficit di Yin.
Nel caso di laringite da Vento caldo punti importanti possono essere:
FENG MEN;
HE GU;

LIAN QUAN;
SHANG YANG;
TIAN TU.
Nel caso di laringite da Fuoco di Polmone e Stomaco punti importanti sono:
DAZ HUI;
LIAN QUAN;
SHANG YANG;
SHAO SHANG;
Mentre nel caso di deficit di Yin per tonificare lo stesso si possono usare i punti:
FU TU;
SAN YIN JIAO;
TAIXI;
HEGU.
Oltre ai punti del Sistema Auricolare quali Laringe, Naso interno e Polmoni.
Possono essere sufficienti 5/6 sedute per arrivare alla guarigione di questo disturbo, è consigliabile effettuare le sedute consecutivamente.
cinese
Formula: YIN QIAO SAN
Flos Lonicerae……………………….9 g
Fructus Forsythiae……………………9 g
Radix Piatycodi……………………..6 g
Herba Menthae……………………..6 g
Herba Lophateri……………………..4g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5 g
Herba Schizonopetae………………….5 g
Semen Sojae Preparatum………………5g
Fructus Arctii lappa………………….9 g
Rizoma Phragmitis…………………..9 g
Posologia: Utilizzare come decotto. Assumere 500 mi in 2 dosi giornaliere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Incrementare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di vitamina E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi).
Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina ( il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con alimenti a elevata percentuale di rame, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie e rallentando il processo di guarigione.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;

FITOTERAPIA

Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Agrimonia eupatorio, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua attività antibatterica e antivirale può essere utile assumere l’Echinacea, sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg, due/tre volte al giorno, subito dopo i pasti. Si consiglia di proseguire il trattamento per almeno 5-6 giorni.
Per la sua azione balsamica, può essere utilizzato YEucalipto, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15-30 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Come antisettico e per alleviare la tosse secca, quale sintomo associato, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Se la tosse è il sintomo principale, in quanto si presenta particolarmente esistente e fastidiosa, è consigliato l’estratto fluido di Inula, nella dose di 20 gocce, per via orale, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Al bisogno, può essere assunto anche per via sublinguale.

Originally posted 2014-10-14 09:49:15.

LATTAZIONE SCARSA 180x159 - LATTAZIONE SCARSA

LATTAZIONE SCARSA

Eraro che una bassa produzione di latte materno sia legata alla presenza di problemi organici, di fattori fisici della madre (come un’insufficiente quantità di tessuto ghiandolare o una grave malnutrizione). In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, le ragioni per cui un bambino può non ricevere latte a sufficienza vanno attribuite alla cattiva gestione dell’allattamento. Infatti, la produzione del latte materno aumenta quanto più spesso il bambino succhia. Per cui, una comune causa all’origine del problema è per esempio il fatto che al neonato vengono somministrati altri liquidi: questi, riducendo il suo appetito, diminuiscono il lasso di tempo che il bebé trascorre attaccato al seno. Il bambino può anche accusare un certo disorientamento nel succhiare, a causa del ricorso al biberon o all’uso del succhiotto. Cause di una bassa produzione lattea sono inoltre le poppate al seno infrequenti, brevi e affrettate: le poppate notturne, per esempio, possono venire stoppate troppo presto. La madre, in particolare, non deve interrompere la poppata se il bambino, dopo appena un minuto o due, si concede una pausa. Le ragioni della bassa produzione di latte sono legate dunque alle modalità con cui avviene la poppata, ma anche alla sfera psicologica materna, perché la madre
potrebbe essere insicura della propria incapacità di allattare al seno il bambino: preoccupazione, stress e stanchezza possono condizionare una scarsa produzione di latte.

FISIOLOGIA
A distanza di 3-5 giorni dal parto, scatta la montata lattea, la produzione abbondante di latte, che gradualmente viene a sostituire il prezioso latte dei primi giorni, il colostro. Il meccanismo alla base della montata lattea è l’aumento della prolattina, ma anche il neonato, da parte sua, con la suzione attiva un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina. Ma c’è un altro ormone coinvolto nell’allattamento al seno, che, come la prolattina, viene rilasciato nell’organismo materno grazie alla suzione del piccino: l’ossitocina, che aiuta a spremere la ghiandola, contraendo il tessuto muscolare attorno agli alveoli mammari (le piccole unità ghiandolari del seno che provvedono a produrre il latte).

scarsa lattazione può essere legata a problemi ormonali ostruzioni delle vie del latte nella mammella o all’assunzione di particolari farmaci.
Se la causa è farmacologica è necessario valutare con il medico se è possibile sospendere o modificare la terapia che provoca la scarsa lattazione.
Se la causa è un’ostruzione non sempre è possibile risolvere il problema: insistendo nel tentativo di allattare si rischia di provocare infezione o ingorgo o intenso dolore mammario. A volte gli esiti di interventi chirurgici mammari possono ostacolare la lattazione.
I problemi ormonali devono essere trattati grazie alla consulenza di un endocrinologo/a.

In corso di allattamento naturale possono insorgere alcuni problemi come un’insufficiente montata lattea. I rimedi più frequentemente utilizzati in omeopatia per favorire la lattazione comprendono Agnus castusy Pulsatilla e Ricinus communis. È interessante rilevare come i medicinali omeopatici che agiscono sulla montata lattea, quando vengono prescritti in bassa diluizione (5 CH) favoriscono la secrezione lattea, mentre se vengono somministrati in alta diluizione (30 CH) frenano la lattazione.
Agnus castus 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il preparato ottenuto dai frutti di agnocasto, arbusto della regione mediterranea, appartenente alla famiglia delle Verbenacee, è indicato per la sua attività antiestrogenica e stimolante la produzione lattea. Per tale ragione viene impiegato nell’insufficienza o assenza di montata lattea in giovani donne con tendenza
ad una sindrome depressiva reattiva.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Questo tipo di disturbo può presentarsi dal primo momento della lattazione ma anche dopo un periodo di seerezione lattea normale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause principali sono da ricercare in un deficit di Qi di Xue, in una stasi di Qi di Fegato o in un deficit di Yang di Milza e Rene.
Lo scopo della terapia è la tonificazione e la mobilizzazione del Qi e dello Yang, nella stimolazione della produzione lattea e nel controllo dello stato psichico che in una condizione di particolare sensibilità è soggetto a facili alterazioni.
Nel caso di deficit di Qi di Xue punti importanti sono:
PI SHU;
SHAO ZE;
RU GEN;
ZU SAN LI.
Nel caso di stasi di Qi di Fegato punti importanti sono:
NEI GUAN;
SHAO ZE;
TAICHONG;
TAN ZHONG.
Nel caso di deficit di Yang di Milza e Rene si possono usare punti quali:
FENG LONG;
RU GEN;
SHAO ZE;
TAN ZHONG.

Oltre ai punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza, Rene e Stomaco.
Si consiglia un ciclo di terapie da eseguire consecutivamente fino all’obiettività di una produzione lattea sufficiente, mediamente questo avviene dopo 5/6 sedute.
cinese
formula: XIA RU YONG QUAN SAN
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6 g
Radix Rehmaniae……………………..6g
Radix Bupleuri……………………….6g
Radix Trichosantis…………………….6 g
Caulis Akebiae……………………….3g
Radix Platycodi……………………….3 g
Radix Angelicae Dahuricae………………3 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio e magnesio, utilizzandola anche per cucinare e per preparare infusi, tisane e decotti.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, ricchi di principi nutritivi, come carne magra, pesce pescato in mare, uova e latticini, yogurt arricchito con probiotici, kefir, legumi, germogli di soia e/o di Alfalfa, frutta e verdura fresche e di stagione, frutta secca, semi oleosi, miele, sciroppo d’acero, olio extravergine d’oliva e/o di noci spremuto a freddo, cereali in fiocchi e prodotti a base di farina semintegrale a lievitazione naturale.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di bioflavonoidi, come spinaci, broccoli, sardine, fagioli di soia, noci, mandorle, semi di girasole di sesamo, di zucca, di lino.
Incrementare il consumo di cibi a elevata percentuale di acido folico (o vitamina B9), come legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati, privilegiando le cotture al vapore e/o al cartoccio per preservare il contenuto vitaminico.

Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i piatti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, la carne in scatola, il tonno in salamoia, le preparazioni alimentari surgelate, liofilizzate, o precotte, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi
trans o arricchiti con micronutrienti sintetici.
Evitare il consumo di latte (e derivati), uova, carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobaàllus aridophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al mattino a digiuno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

FITOTERAPIA

Per stimolare la lattazione è consigliato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Può essere associato al Fieno greco (Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti,
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento può essere assunto per tre mesi.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata VAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nelle pazienti depresse può essere utilizzato YHypericum perforatum sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti. È consigliabile effettuare il trattamento per almeno 30 giorni.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

 

Originally posted 2014-10-14 09:42:06.

LABBRA SCREPOLATE 180x176 - LABBRA SCREPOLATE

LABBRA SCREPOLATE

È un disagio comune, particolarmente legato agli stress climatici. In spiaggia, in montagna, il freddo intenso, pungente e spesso secco, il vento, la pioggia, le radiazioni ultraviolette del sole… Tutte condizioni che hanno un riflesso immediato sulle labbra, che si disidratano facilmente. Infatti, le labbra costituiscono un territorio cutaneo delicato, perché qui scarseggiano le ghiandole sebacee, cosicché il costante umettamento dei tessuti non viene adeguatamente assicurato. Di conseguenza, le labbra si possono seccare e screpolare. Naturalmente, lo stato d’idratazione delle labbra dipende anche dalle condizioni generali dell’organismo. Le infiammazioni vere e proprie che coinvolgono le labbra si chiamano cheiliti: si manifestano con gonfiore, fissurazioni o anche ulcerazioni lungo il bordo e agli angoli delle labbra, interessando più o meno estesamente la loro superficie. Le cause più frequenti vanno ricercate nell’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi solari, alle condizioni climatiche rigide e ventose ma anche all’applicazione di prodotti cosmetici aggressivi e irritanti.

LA CHEILITE SOLARE
Detta anche cheilite attinteci, è l’infiammazione che colpisce soprattutto il labbro inferiore delle persone anziane dopo anni di esposizione alla luce solare. Inizialmente si osserva un lieve arrossamento con gonfiore, poi secchezza e desquamazione; successivamente la lesione diventa palpabile con la comparsa di rilevatezze o placche grigiastre, ragadi e talvolta vescicole ed erosioni.

Le sono trattate con creme emollienti e idratanti in pomata oppure in stick, e con adeguata idratazione della persona (bere molto). L’applicazione di creme e pomate idratanti deve essere regolare e accurata, soprattutto in caso di esposizione al sole, al freddo intenso e al vento, e dopo i bagni in mare. In alcuni casi le sono l’espressione di una malattia della pelle, che deve essere valutata dal medico per la somministrazione di terapie specifiche.

Alcuni rimedi omeopatici possono attenuare o risolvere la tendenza alla secchezza o alle ragadi a livello delle labbra. Abitualmente si consiglia l’uso di uno stick locale a base di Calendula per la sua attività protettiva quando le labbra sono secche, irritate o screpolate, eventualmente associato ad un trattamento per via generale.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata.
Calendula offìcinalis Applicazioni locali con uno stick a base di Calendula offìcinalis, spesso associata a vitamina A, vitamina E e sostanze idratanti. Per uso esterno la calendula manifesta un’azione antinfiammatoria, protettiva e lenitiva. È il consiglio abituale per il trattamento protettivo, idratante e lenitivo delle labbra secche, screpolate, arrossate o irritate dal freddo, dal vento e dal sole. L’applicazione va ripetuta in base alle necessità. Il preparato è adatto sia per i bambini che per gli adulti.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il sale marino è il rimedio da utilizzare quando le labbra sono secche e tendono a tagliarsi soprattutto quando fa freddo.
Nitricum acidum 9 CH 5 granuli 2 volte al dì. L’acido nitrico viene utilizzato in omeopatia nel trattamento delle ragadi dai contorni netti, facilmente sanguinanti, responsabili di dolori trafittivi a livello dell’angolo delle labbra (cheilite angolare).
Nux moschata 15 CH 5 granuli al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia del- le Mynsticacee è particularmente adatto per le forme di secchezza principalmente a livello delle labbra e della bocca, accompagnata da secchezza degli occhi. Viene utilizzata nella secchezza conseguente all’uso di farmaci, in particolare ad attività antidepressiva. Talvolta si associa una sonnolenza anormale e invincibile.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese non ha una particolare applicazione a riguardo di questo disturbo. È possibile l’uso di creme a livello locale a base di polvere di perle, che possono ammorbidire le labbra e ripristinare un corretta idratazione delle stesse.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico arricchito con probiotici, oppure kefir.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’a- perto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in
Particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne. Prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato. alimenti da evitare Eliminare per almeno un mese i cibi a base di anne raffinate, Io zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci, che possono ostacolare l’assorbimento dei micronutrienti.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno.

Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per ammorbidire le labbra, prima del riposo notturno, può essere usata una miscela composta da crema alla Calendula ( 1 cucchiaino) e olio essenziale d’Arancio (6 gocce), cercando di massaggiare accuratamente, facilitare l’assorbimento dei principi attivi. Al mattino, dopo la pulizia del viso può essere applicato sulle labbra, l’olio di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore; filtrare). Ripetere il trattamento, tre-quattro volte al giorno. Evitare di effettuarlo prima dell’esposizione solare.
Nei casi in cui le labbra si presentano irritate può essere usato l’olio di
Enotera, eventualmente emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo, ricchi di oli essenziali omega-3 e omega-6 e di vitamina E, ad azione antiossidante.
Per prevenire un’eventuale infiammazione delle labbra, può essere utile il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).

Originally posted 2014-10-14 09:55:19.