Patereccio 180x180 - Patereccio

Patereccio

Si tratta di un’infezione da stafilococco che coinvolge l’ultima falange delle dita. Questo problema, comunemente noto col nome di “giradito”, colpisce i tessuti situati attorno all’unghia, e di solito insorge in seguito ai micro-traumi che interessano questa parte. Infatti, cause frequenti dell’infezione sono l’onicofagia – la cattiva abitudine di rosicchiarsi in continuazione le unghie -, una manicure eseguita in maniera energica e aggressiva, e anche la tendenza diffusa a eliminare le Spellicine” che stanno ai lati della lamina ungueale (nonché la cuticola, quella sottile lamina cornea di pochi millimetri alla base dell’unghia): tutte manovre che finiscono per creare delle microbrecce cutanee, delle soluzioni di continuo che successivamente s’infettano. La zona colpita si presenta gonfia, con la cute arrossata, tesa e dolente.

Il riguarda di solito il polpastrello distale, che nò essere coinvolto centralmente, lateralmente e al suo apice. Nei casi complicati l’osso sottostante, l’articolazione o i tendini flessori possono diventare infetti e i  sono un intenso pulsante e il polpastrello tumefatto.
La terapia comprende la pronta incisione chirurgica e il drenaggio, somministrazione di antibiotici (di solito una cefalosporina).

Nella fase iniziale del processo infettivo localizzato a livello del solco ungueale che circonda l’unghia, noto anche con il nome popolare di cgiradito’ è possibile facilitare il riassorbimento mediante la somministrazione di  omeopatici come Belladonna, Hepar sulfur e Miristi ca sebifera. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche (5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte (15-30 CH) la frenano, mentre le medie (7 – 9 CH)
sono ambivalenti.
Apis mellifica 7 CH 5 granuli, ogni ora, se edema rosato con dolore bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si tiene il dito immerso per 20 minuti. Ripetere tre volte dì, per alcuni giorni.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, alternati ogni 2 ore. Viene utilizzato per prevenire e controllare il processo suppurativo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici, all’olio extravergine d’oliva, alla frutta fresca, alla verdura di stagione e alle noci e semi oleosi.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come l’olio di noci e di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Incrementare il consumo di alimenti a elevata percentuale di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (fino al miglioramento del quadro clinico) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i pròdotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, i latticini e le uova non biologiche, i piatti dei fast-food, le fritture, i piatti pronti (compresi quelli surgelati).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Per accelerare il processo di guarigione è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il può essere assunto fino alla scomparsa dei sintomi.
Nei casi di frequenti recidive può essere utile associare l’Avena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Per stimolare le difese immunitarie e facilitare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile” l’Echinata angustifolia (Echinacea), estratto secco, nella dose di 200 mg per duetre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età), può essere utilizzata alla comparsa dei primi sintomi.
È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può alleviare l’infiammazione dei tessuti.

Originally posted 2014-10-10 15:02:00.

Desiderio calo del 180x180 - Desiderio, calo del

Desiderio, calo del

Non ci sono soltanto i fattori affettivi ad alimentare il sessuale.
Svariati elementi “fisici” possono concorrere a frenarlo. Per esempio, la carenza di ormoni maschili, gli androgeni, che aumentano l’eccitabilità, e di estrogeni, che rendono più reattivi gli organi genitali. Il calo del desiderio sessuale può infatti costituire un sintomo della menopausa in generale e in special modo di quella chirurgica: l’asportazione delle ovaie finisce per annullare la produzione dell’ormone cruciale per il benessere fisico, psichico e sessuale della donna: il testosterone. Nella donna le ghiandole sessuali elaborano, infatti, il 50% circa del testosterone presente nell’organismo femminile. Ed è proprio il testosterone l’ormone più potente nell’accendere il desiderio, tanto negli uomini quanto nelle donne. Dal punto di vista biologico è un potente attivatore dei centri cerebrali che governano un complesso di fenomeni fondamentali della sfera sessuale: l’eccitazione mentale, i sogni erotici, le fantasie sessuali, l’intensità della risposta fisica genitale. Così quando il testosterone cala, il desiderio tende a ridursi in maniera generalizzata. Nella menopausa chirurgica, che può essere anticipata rispetto a quella naturale, i livelli dell’ormone si riducono di circa il 50% entro pochi giorni dall’intervento. Altri fattori capaci di bloccare il desiderio: l’eccesso dell’ormone prolattina, lo stress cronico, la , l’ansia elevata (che inibisce globalmente la risposta sessuale, a causa degli elevati livelli di adrenalina), ma anche certe condizioni patologiche come il diabete, le anemie da carenza di ferro e le disfunzioni della tiroide. Responsabili sono anche i farmaci, come gli antidepressivi ad alte dosi e quelli che possono far aumentare la prolattina, bloccando cosi ogni slancio.


Prima di trattare il calo del desiderio sarebbe necessario chiarire la storia clinica, la situazione sociale, i fattori di stress. Il calo del desiderio può dipendere da altri problemi, come l’eiaculazione precoce, l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo, l’ansia, la depressione o un disturbo dell’orientamento sessuale. L’eventuale problema di base andrebbe trattato con psicoterapia o medicina convenzionale.

dei bassi livelli ormonali
Bassi livelli di androgeni si verificano in andropausa e menopausa e sono la causa principale del calo del desiderio: è possibile prescrivere ormoni androgeni, di solito testosterone e DHEA. Nelle donne bassi livelli di estrogeni e progesterone possono essere associati con scarso desiderio: è possibile somministrarli con supplementi in forma sintetica o naturale.
Anche gli ormoni tiroidei andrebbero valutati, con la correzione di eventuali anomalie.


Il calo o la mancanza di desiderio sessuale e di risposta agli stimoli durante il rapporto sia nell’uomo che nella donna possono essere trattati efficacemente con alcuni medicinali omeopatici specifici.
Agnus castus 15 CH 5 granuli al dì. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’agnocasto è una pianta arbustiva, della famiglia delle Verbenacee originario delle regioni cen-
trali dell’Asia, acclimatatosi nell’area mediterranea, che in omeopatia viene utilizzato nella riduzione del desiderio sessuale, nel trattamento dell’impotenza e della frigidità. L’uomo privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato.
Ignatia 30 CH 5 granuli al bisogno. Diradare in base al miglioramento. L’impotenza e la frigidità dopo shock emotivo. Ignatia è per chi non prova desiderio, né piacere, a causa di uno shock emotivo oppure per una paura dei rapporti sessuali. Talvolta si alternano fasi di eccitazione sessuale a fasi di ridotto desiderio. Una delle caratteristiche fondamentali proprie di Ignatia è, infatti, la variabilità dei .
Onosmodium 15 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Si tratta di una pianta della famiglia delle Borraginacee, cui appartiene anche la borragine e la consolida maggiore, indicata nella depressione nervosa e della funzione sessuale, nel forte calo del desiderio sessuale e nella perdita totale della libido sia nell’uomo che nella donna.
Sepia 9,15 o 30 CH da 1 volta al dì, a 1 volta alla settimana. L’indifferenza, la frigidità e la repulsione per il rapporto sessuale. In generale, Sepia è adatta alla donna depressa, indifferente verso tutto e verso tutti, apatica, solitaria, aggravata dalla consolazione. Abitualmente è l’insi-
stenza del marito a spingere per una visita medica specialistica. La donna non avverte né desiderio, né piacere durante il rapporto sessuale. Può lamentare durante il rapporto a causa di una secchezza vaginale, di un’infezione urogenitale o di un prolasso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Le cause di tali alterazioni vanno ricercate a carico del Sistema Nervoso e del Sistema Circolatorio e possono dipendere da un deficit di Yang del Rene, un deficit del Qi di Cuore e Milza e dalle 7 Emozioni.

Agopuntura
Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shudel dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Nel caso di deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Per le 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen.
I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve FUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’apporto di cibi ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, man-
go, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi).
Alimenti da evitare Eliminare completamente le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno (aiutano l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress);
lnositolo 1 g al giorno;
Aumentare l’apporto di cereali integrali in chicchi, frutta e verdure fresche biologiche, carne magra;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg – 250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno.


Nei casi in cui è presente una componente ansiosa, o in seguito a uno stile di vita particolarmente stressante, può essere utilizzato l’olio essenziale d’arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda. Ripetere per due o tre volte al giorno, in particolare al mattino a digiuno, circa 15 minuti prima della colazione, e la sera (circa 30 minuti) prima del riposo notturno.
Può estere associata una tisana a base di 10 g di fiori di Sambuco, 10 g di fiori d’Arancio, 5 g di fiori di Tiglio* 5 g di Camomilla e 250 mi di acqua minerale naturale. Dolcificare con un cucchiaino di miele vergine integrale e aggiungere alcune gocce di succo di limone, oppure di pompelmo rosa.
Se il paziente si presenta depresso può essere somministrato L’Hypericum perforatum, sotto forma di TM (30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti), oppure si può ricorrere a un infuso preparato con radici di Angelica (2 cucchiaini), sommità fiorite di Iperico (4 cucchiaini ), foglie di Melissa ( I cucchiaino), scorze di Arancia amara ( 2 cucchiaini) e rametti dì Rosmarino ( I cucchiaino) in 1000 mi di acqua minerale naturale. Sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Se è presente insonnia, irritabilità e nevrosi può essere utilizzato il Luppolo, sotto forma di estratto fluido, alla dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 14:58:15.

Gonfiore ale gambi 180x180 - Gonfiore ale gambi

Gonfiore ale gambi

È una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquidi negli arti inferiori. Una donna su tre soffre di gambe pesanti e gonfie, problemi che col caldo s’intensificano notevolmente. I liquidi possono ristagnare nel tessuto sottocutaneo per un vario repertorio di fattori, generali e locali. Sono coinvolte nella genesi del disturbo le disfunzioni renali, epatiche e cardiache, ma più frequentemente le gambe gonfie sono l’espressione di uno stato d’insufficienza venosa cronica, condizione assai diffusa e dovuta a un mal-funzionamento delle valvole nel Sistema Venoso superficiale e/o profondo
(circa il 70% dei pazienti affetti da tale patologia riconosce una predisposizione familiare; anche l’influenza degli ormoni gioca un ruolo importante: gravidanze e contraccezione ormonale ne aumentano il rischio d’insorgenza). Una vena diventa “insufficiente” quando non riesce più a ricondurre la
massa sanguigna al cuore: il sangue ristagna, refluisce e il condotto venoso lentamente si dilata sempre più fino a divenire rilevato e tortuoso (varice). I disturbi riferiti comunemente e con maggior frequenza sono (in special modo nei mesi estivi): senso di pesantezza agli arti inferiori, gonfiore (edema) più spesso alle caviglie, ma non raramente a tutta la gamba (soprattutto di sera o dopo le lunghe permanenze in piedi) e crampi notturni.


Il dipende dalle cause: squilibri ormonali, deficit nutrizionali, reazioni allergiche, ferite, cattiva circolazione, vene varicose, malattie di cuore, reni oppure fegato. Ogni causa di gonfiore può richiedere un specifico.

Esercizio fisico
La forma più benigna di gonfiore, quella che interessa le gambe dopo ore di immobilità seduti oppure dopo un volo aereo, può essere alleviata stimolando la circolazione del sangue e della linfa: ogni 15 minuti bisogna alzarsi e camminare oppure alzare le gambe. Venti minuti di esercizio fisico quotidiano sono molto utili.


Una dieta povera di proteine può peggiorare l’edema: il corpo richiede una certa quantità di aminoacidi per combattere la ritenzione idrica. Gli aminoacidi vengono aggiunti all’alimentazione sotto forma di carne, soia, legumi, uova oppure latticini a basso contenuto di grassi. Gli uomi-
ni e le donne non in gravidanza dovrebbero assumere circa 30 g di proteine al giorno: i supplementi di solito non sono necessari, a patto che l’alimentazione sia adeguata. È bene ricordare che troppo sale peggiora la ritenzione idrica: evitare di mangiare troppi cibi raffinati o elaborati, come
le zuppe in scatola, i pasti precotti e da asporto, e ridurre la quantità di sali sugli alimenti. È importante bere molta acqua per aiutare i reni a eliminare fluidi.

Vene varicose
Se esistono fattori di rischio o fosse documentata la presenza di vene varicose, è utile indossare calze elastiche dal mattino alla sera. Stare in piedi a lungo senza camminare, la gravidanza, l’obesità e la predisposizione familiare sono i fattori di rischio più noti.


L’edema delle gambe, delle caviglie e dei piedi può essere l’espressione di malattie anche severe di origine cardiaca e renale, pertanto è necessaria un’attenta valutazione clinico-strumentale prima di intraprendere il trattamento omeopatico. In questa parte ci si limita a considerare alcuni dei medicinali più comunemente utilizzati nell’edema di origine traumatica, infiammatoria e circolatoria.

Edema post-traumatico
Arnica 7 CH – China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza, per calmare il , prevenire la formazione di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. L’associazione di Arnica e China è indicata in particolare nel trattamento del gonfiore conseguente a trauma distorsivo della caviglia.

Edema infiammatorio
Apis 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 15 minuti, poi diradare. Edema rosato con dolore trafittivo, migliorato dalle applicazioni fredde. Nel gonfiore dovuto a processo infiammatorio articolare si consiglia di alternare Apis mellifica e Bryonia, nell’attesa di una valuta-
zione medica per una corretta interpretazione diagnostica.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Dolore pulsante, tumefazione arrossata e calda delle articolazioni.

Edema venoso
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Pesantezza agli arti inferiori. Emorroidi. Tendenza alla lombalgia in soggetti sedentari.
Hamamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dilatazione venosa con dolore. Comparsa di ecchimosi anche per traumi modesti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Congestione venosa delle estremità che sono fredde e di aspetto marmoreo.
Vipera 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. È presente inoltre un’intensa dolorabilità anche per il minimo contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questa patologia è dovuta a un’alterazione del tono delle pareti vasali degli arti inferiori, dovuto a un deficit circolatorio e a un deficit del metabolismo idrico che tende a trattenere troppi liquidi.

cinese
formula: SI WU WAN JIA CANG ZHU
Rehmaniae Preparatae……………………12g
/tarfix Angelicae Sinensis………………10g
RadixPaeoniae Alba……………………..10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong………………6g
Rhizoma Atractylodes…………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale.
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti. È consigliabile seguire un regime alimentare equilibrato, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E e di potassio (frutta secca, polpa di pomodoro, farina di soia).
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, pop-corn, patatine e corn-flakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare rapporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
Se è associata ritenzione idrica, con fragilità capillare e sovrappeso, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Ruscus aculeatus (o Pungitopo) nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale),
circa 20 minuti prima di colazione, e la sera prima del riposo notturno, seguito da una tisana tiepida di foglie e sommità fiorite di Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), 1 cucchiaio in 200 mi di acqua minerale naturale, portata a ebollizione. Dopo 10 minuti di infusione, filtrare e non
dolcificare.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare i .
Per la sua azione “diuretica” e le sue proprietà antiossidanti, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Per la sua azione sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio (verso le ore 18.00). Per potenziarne
l’azione può essere associato a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’aspirina.

Originally posted 2014-10-15 09:09:02.

MAL DAUTO 180x171 - MAL D'AUTO

MAL D’AUTO

Nel gergo medico, il mal d’auto, il mal di mare, il mal d’aereo o il mal di treno vengono globalmente definiti “cinetosi” o “chinetosi”, dalla parola greca /c/ne, che significa “movimento”. È una malattia da movimento passivo, in cui possono incorrere i viaggiatori su tutti i mezzi di trasporto. Il disturbo è raro prima dei 2 anni e il tasso d’incidenza massimo viene raggiunto attorno ai 12 anni (ma può persistere pure nell’età adulta). La stanchezza, il consumo di alcol, lo stomaco troppo pieno o il digiuno, le pregresse emicranie, la percezione dei cattivi odori, nonché lo stato emotivo (l’ansia, innanzitutto) costituiscono i fattori predisponenti più comuni. Le donne sono suscettibili tre volte più degli uomini. Una varia gamma di caratterizzano questa condizione: respiro affannoso, sonnolenza, debolezza, pallore, sudorazione fredda, nausea, vomito, malessere addominale, ipersalivazione (e anche palpitazioni e riduzione della pressione sanguigna).

LE CAUSE
Tre sono gli elementi che concorrono ad assicurare equilibrio e corretta deambulazione: l’apparato vestibolare (collocato nell’orecchio interno), il Sistema Visivo e il complesso dei recettori muscolari e tendinei. Uno squilibrio nei segnali captati e inviati da questi tre elementi finisce per scatenare una sintomatologia vertiginosa o d’instabilità. Quando si viaggia, l’orecchio interno segnala un’accelerazione intensa, nonché sbalzi e curve, i piedi, invece, “poggiano” su una superficie apparentemente
“fissa”, mentre gli occhi colgono immagini in forte movimento. È questo conflitto di stimoli sensoriali nel cervello che scatena le tipiche manifestazioni neuro-vegetative d’intensità variabile che caratterizzano la cinetosi.

La chinetosi è legata alle continue sollecitazioni legate alla posizione che cambia durante il trasporto. Si tratta di una , cioè di un insieme di sintomi e segni: quando la si è manifestata ogni terapia è priva di effetto.
Profilassi
A scopo profilattico può essere usata con ottimi risultati, anche in individui molto predisposti, la scopolamina (0,5-1,0 mg mezz ora prima di iniziare il viaggio). Buoni risultati si ottengono anche con anti-istaminici e con parasimpaticolitici tipo joscina.

L’approccio omeopatico nei confronti delle chinetosi si basa oltre che sulle caratteristiche del malessere anche sulle modificazioni dello stato emozionale e del comportamento del soggetto, come eccitazione, paura, preoccupazione. Il medicinale omeopatico più frequentemente indicato e di prescrizione sistematica è Cocculus indicus. Esistono in
commercio preparati complessi molto comodi da assumere che sono in grado di prevenire e di curare i disturbi conseguenti alle varie forme di chinetosi.
Borax 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Particolare sensibilità per i vuoti d’aria in aereo o al beccheggio sulle imbarcazioni. È il rimedio specifico del mal di mare e d’aria.
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi. Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Nausea e vomito con vertigini violente, associati a debolezza
Profonda. Il soggetto ha la sensazione che il collo non riesca a reggere il capo e che le ginocchia siano molli. È il principale rimedio omeopatico
Per i disturbi conseguenti al cambio di fuso orario (Jet lag).
Gelsemium 30 CH 1 dose unica alla vigilia della partenza. Tendenza alla chinetosi in soggetto insicuro di sé. Viene preso dalla paura o dal panico al momento della partenza con tremori e .
Ignatia amara 15 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. È adatto a chi è particolarmente eccitato in previsione del viaggio.

Petroleum 7 CH 5 granuli prima della partenza ed al bisogno. Vertigj, ni, nausea, iperscialorrea, sudorazione fredda, vomito. Migliora assumendo preventivamente cibo e chiudendo gli occhi.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi, da assumere sistematicamente. Tabacum 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vertigini e svenimento. Caratteristiche sono le modalità caratterizzate dal miglioramento all’aria, come abbassando il finestrino, scoprendosi e chiudendo gli occhi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

I disturbi da movimento secondo la Medicina tradizionale cinese rientrano nel quadro di disturbi legati a soggetti che presentano deficit di Xue ed eccesso di Yang del Fegato.
Lo scopo della terapia è di controllare la sintomatologia che si presenta con vertigini, nausea, tachicardia, malessere generale, vomito e stato ansioso e punti importanti per la terapia sono:
BAI HUI;
GE SHU;
PI SHU;
QI HAI;
ZU SAN LI;
TAI CHONG;
TAI YANG;
XIA XI;
XING JIAN;
YIN TANG;
NEI GUAN.
Sono associabili e importanti i punti del Sistema Auricolare di Orecchio interno, Rene, sottocorticale e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae…………….2 g
Caulis Bamboose……………………..2 g

Rizoma Zingiberis Offìcinalis…..1,5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis …..1g
Radix Codonopsis Pilosulae…….0,5g
Posologia:2g al dì sottoforma di capsule o o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo, pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Il pasto che precede un viaggio in auto deve essere leggero e a basso apporto di grassi saturi. Privilegiare il pesce pescato in mare e cucinato al cartoccio, le patate cotte al forno con la buccia, i cereali cotti al vapore, la verdura fresca cruda e condita con olio extravergine d’oliva e alcune gocce di succo di limone. Completare il pasto con una piccola porzione di frutta addolcita con miele vergine integrale o sciroppo d’acero.
Alimenti da evitare II giorno che precede un lungo viaggio evitare e/o limitare i cibi a base di farine raffinate e addizionati con lievito chimico, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le bevande gasate, le spezie, i cibi piccanti, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
Prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;

Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lonttano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nelle persone ansiose, nelle qual i il disturbo è particolarmente fastidioso e frequente., può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando un’ora prima della partenza. Questo preparato fitoterapia) può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calimanti sul Sistema Nervoso centrale.
Nei soggetti inquieti e/o ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora^ nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di disturbi digestivi (come dispepsia, flatulenza) può essere utilizzata l’Achillea (Achillea millefolium)> sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, due/tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Somministrare almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.
Per prevenire la cinetosi può essere usato l’estratto fluido di Zingiber officinale (Zenzero), nella dose di 10-20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali. Può anche essere assunto circa 20-30 minuti prima di un viaggio in auto, nella dose di 20 gocce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale, direttamente per via sublinguale, al fine di facilitarne l’assorbimento.
Se il disturbo si manifesta in presenza di problemi epato-biliari può essere somministrato il Cardo mariano (Silybum marianum)t sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca
acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei dlue pasti principali. Effettuare il almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.

Originally posted 2014-10-14 09:20:57.

ipoglicemia 180x180 - Ipoglicemia

Ipoglicemia

La glicemia indica la concentrazione del glucosio nel sangue e viene mantenuta tra i 70 e i 120 (milligrammi/decilitro) grazie a un complesso meccanismo ormonale, nervoso e cellulare. La caduta al di sotto dei limiti della norma può verificarsi per svariate evenienze. La terapia del diabete con l’insulina rappresenta la ragione più frequente d’, e tra gli eventi che precipitano questa crisi di zuccheri figurano il troppo esercizio fisico, il diminuito introito di calorie oppure un errore nel dosaggio dell’insulina. L’alcol, associato al digiuno protratto, è un altro importante fattore capace di scatenare . Questa condizione può poi manifestarsi nei pazienti con malattie epatiche e in presenza di un insulinoma (una neoplasia che trae origine dalle cellule del pancreas incaricate di fabbricare insulina). I che caratterizzano una condizione di ipoglicemia sono fondamentalmente dovuti a due fattori: da un lato, l’insufficiente apporto di zuccheri al cervello, e, dall’altro, l’attivazione, in via riflessa, del Sistema Nervoso simpatico. Così ecco la cefalea, l’incapacità di concentrarsi, l’affaticamento, i disturbi visivi, le convulsioni e l’alterazione della coscienza; inoltre affiorano anche tremori, sudorazione profusa, accelerazione del battito cardiaco e spiccata sensazione di fame. Una particolare benigna è quella che viene chiamata “ipoglicemia reattiva”: consiste nella comparsa di un insieme di disturbi riferibili a una ipoglicemia (tremori, sudorazione, palpitazioni) poche ore dopo l’ingestione di cibo.

FISIOLOGIA
• Il nostro cervello ha un bisogno obbligato di zucchero: per funzionare necessita di 6 grammi di glucosio ogni ora.
• L’aumento degli zuccheri dopo i pasti stimola la secrezione d’insulina nel pancreas, ormone che consente l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule. Ma la sua attività provocherebbe uno stato di ipoglicemia se non intervenissero il glucagone – ulteriore ormone secreto dalla ghiandola pancreatica soprattutto dopo un pasto ricco in proteine – o altri attori ormonali come il cortisolo e l’adrenalina, che innalzano nuovamente i livelli glicemici.

Stile dì vita
L’ipoglicemia che si manifesta nella persona sana viene trattata con adeguamenti dello stile di vita: è importante ottenere un equilibrio tra ciò che si mangia e ciò che si usa per l’attività fisica. È opportuno mangiare pasti ricchi di proteine, con eventuali spuntini, con carboidrati ricchi di fibre e con basso indice glicemico. Evitare zuccheri semplici, carboidrati semplici e pasti abbondanti. Evitare i dolci.
Supplementi
Alcuni minerali, come cromo e vanadio, regolano la glicemia: possono essere aggiunti alla dieta attraverso multivitaminici o con supplementi specifici.
Esercizio fisico
Fare esercizio fisico entro un’ora da un pasto leggero o da uno spuntino povero di zuccheri. Ridurre lo stress: è fonte di sbalzi glicemici.
Somministrare glucosio
Se un diabetico sviluppa ipoglicemia a causa di un eccesso di insulina o di altro farmaco somministrare immediatamente glucosio: fare bere un succo di frutta o, in casi gravi, fare un’iniezione di glucagone.

La diminuzione dei livelli degli zuccheri nel sangue comporta la comparsa di senso di fame e intensa debolezza con sudorazione e malessere che richiede una valutazione clinico-laboratoristica per escludere la presenza di un diabete mellito. Spesso la condizione di ipoglicemia è la conseguenza del consumo prevalente di alimenti a base di zuccheri semplici a rapido assorbimento che comportano una risposta insulinica responsabile del calo della glicemia. I omeopatici possono solo completare l’approccio basato sulla modificazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita. Tra i più frequentemente indicati è opportuno ricordare Cocculus indicus, Lycopodium clavatum, Natrum muriaticum, Nux vomica.
Cocculus indicus 9CH5 granuli, 1 -3 volte al dì. Grande spossatezza con la caratteristica sensazione di debolezza muscolare e incapacità a reggere la testa, la schiena o le ginocchia. È indicato in particolare per la facile esauribilità muscolare, la stanchezza e la sudorazione della crisi ipoglicemica.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, da 1 a 3 volte al dì. Turbe dispeptiche con senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo con intolleranza per le costrizioni a livello addominale, congestione del viso dopo il pasto. Ama le bevande calde e desidera i dolci. Non digerisce aglio e cipolle.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Caratteristica di tale rimedio è il dimagrimento concentrato a livello della parte alta del corpo e l’aggravamento verso le ore 10 del mattino, in conseguenza della crisi ipoglicemica per cui è costretto a fare uno spuntino.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, da 1 a 3 volte al dì. Turbe dispeptiche in persone sedentarie con sonnolenza post-prandiale, migliorata da un sonno breve. Il soggetto desidera alcolici, amari, cibi piccanti, condimenti forti, caffè. La noce vomica è adatta a condizioni di ipoglicemia dominate da ipereccitabilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con
manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo considerando le alterazioni che avvengono a livello degli organi Polmone, Stomaco, Reni e Milza-Pancreas.
Lo scopo della terapia è di ripristinare un equilibrio nelle funzionalità dei suddetti organi e di controllare quelli che
possono essere i sintomi associati quali debolezza, vertigini, ipotensione.
Punti importanti per questo tipo di applicazione possono essere: GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;

WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il ;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale.
Privilegiare i cibi a basso indice glicemico (affinché le oscillazioni della glicemia avvengano in modo graduale), come i cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), il pane e prodotti da forno preparati con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena e lievito naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate), consumate preferibilmente crude.
Dare la preferenza alle fonti proteiche animali, sotto forma di pesce pescato in mare (esclusi i crostacei), uova, carne magra biologica, latticini a basso apporto di lipidi, come crescenza, ricotta, fiocchi di latte, scamorza, yogurt naturale addizionato con probiotici e kefir.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di bioflavonoidi, come spinaci, broccoli, sardine, fagioli di soia, noci, mandorle, semi di girasole, di sesamo, di zucca, di lino.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i piatti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al gio»rno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte © nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattimo a digiuno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dlai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA ntel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Per la presenza di flavonoidi, sali numerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essene utile assumere l’Avena sativa (parte aerea e cariosside germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nellai dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo è correlato a problemi digestiivi (per esempio a carico del fegato), che possono causare un deficit degl’assorbimento dei glucidi, può essere utile assumere il Taraxacum offficinalis (Tarassaco, o “Dente di leone”), sotto forma di TM, nella dtose di 25 gocce, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti prrincipali, diluite in poca acqua oligominerale con aggiunta di alcune? gocce di succo d’arancia fresco, oppure di pompelmo rosa, per faciliitarne l’assorbimento.
Se le crisi ipoglicemiche sono correlate a una condizicone di iponutrizione e/o di inappetenza può essere utilizzata la Pappa ÌReale, assunta al mattino a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione)), per via sublinguale, nella dose di 100-300 mg (per i bambini al di sotttto dei 12 anni è consigliabile dimezzare il dosaggio) in un’unica somministrazione.
Eventualmente associata al Polline, somministrato al mattino, prima d’i colazione ( 1 cucchiaio per gli adulti, I cucchiaino per i bambini al di sotto dei 12 anni), sciolto nel latte tiepido, o in una tisana a base di rosa canina, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di produzione italiana; e al Fieno greco, sotto forma di semi polverizzati, nella dose di 1 cucchiaino, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Originally posted 2014-10-15 09:07:22.

Incubi 180x180 - Incubi

Incubi

Il “brutto sogno” è esperienza assai comune, ma al tempo stesso può rappresentare, agli occhi dello specialista, una spia. Il sintomo di un malessere che va indagato. E ciò capita soprattutto quando l’esperienza onirica è un attacco di terrore notturno. Quando si è invasi da una crisi d’angoscia che spezza bruscamente il riposo e procura disagi fisici: cuore che pulsa in gola, pelle velata di sudore, respiro agitato… Episodi che si verificano nella seconda metà della notte, e, al risveglio repentino, la persona ricorda il sogno terrificante nei dettagli. Se simili esperienze finiscono per manifestarsi due, tre volte al mese, si parla di “incubo ricorrente”. E allora significa che il “brutto sogno” non è più l’occasionale espressione di cena troppo ricca, di un abuso di caffè, di una serata trascorsa a fumar sigarette: vuol dire che qualcosa “cova” nel profondo. Per esempio, l’incubo ricorrente può caratterizzare il cosiddetto “disturbo post-traumatico”, quella sofferenza psichica in cui versano alcuni individui dopo un evento catastrofico: naturale (come un terremoto) o della vita civile (un incidente d’auto, un’aggressione). Più di frequente, però, all’origine dell’incubo ricorrente ritroviamo un disturbo d’ansia o di natura depressiva. Inoltre certe malattie del respiro come l’asma, l’enfisema e le famose “apnee notturne” – cioè quelle brevi interruzioni del flusso aereo, spesso associati al russamento, che producono tanti microrisvegli non percepiti dal soggetto – sono in grado di determinare una marcata alterazione del sonno e dell’attività onirica. E ancora: sono frequenti pure in chi è reduce da un intervento chirurgico, la stessa anestesia può procurare un periodo transitorio di . C’è anche da aggiungere che esiste comunque una predisposizione agli . Vari studi hanno evidenziato che persone sottoposte a pesanti stress o debilitate da lunghi periodi di malattia, mostrano un più alto rischio di soffrire di questo disturbo.


Il disturbo da incubi è definito come: “ripetuti risvegli dal periodo di sonno principale o dai sonnellini con ricordo dettagliato di sogni prolungati ed estremamente terrifici, che di solito comportano una minaccia alla sopravvivenza, alla sicurezza o all’autostima. I risvegli si verificano generalmente durante la seconda metà del periodo di sonno”.
L’approccio è specialistico, soprattutto se il disturbo si verifica per periodi estremamente prolungati.


La scelta del medicinale omeopatico in caso di incubi notturni va adattata all’età del soggetto e al contenuto degli incubi. Per il ‘pavor notturno’ dei bambini, caratterizzato da risveglio che si verifica nella prima parte della notte con ansia, paura e panico, è indicato il con Calcarea carbonica.
Arsenicum album 15 CH 5 granuli a sere alterne, per alcune settimane. Incubi notturni con sogni pieni d’angoscia relativi a incidenti o a morti.
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH 5 granuli alla sera. Diradare in base al miglioramento. Continuare con un tubo dose alla settimana, per alcune settimane. Il calcare d’ostrica è il medicinale omeopatico particolarmente adatto ai bambini con i tratti della costituzione’carbonica’ caratterizzati da tendenza al sovrappeso, freddolosità, lentezza, linfatismo, tendenza alle manifestazioni catarrali, ansia e paure. Caratteristica è la tendenza alla sudorazione del capo e del collo durante il sonno.
Hyoscyamus 9 CH 5 granuli alle ore 17 e 5 granuli prima di coricarsi. Incubi notturni provocati da eccitazione fisica o paura. Abuso di televisione. Bambino violento, aggressivo, geloso.
Belladonna 30 CH 5 granuli da ripetere secondo necessità. Incubi notturni da febbre. Incubi e terrori notturni in corso di puntate febbrili.
Lachesis 15 CH 5 granuli a sere alterne. Sogni di lutto o di assassinio. È il rimedio adatto per le alterazioni dell’umore e del sonno nella menopausa.
Natrum muriaticum 15 CH 5 granuli a sere alterne. Paura dei ladri e sogni angoscianti di ladri.
Stramonium 9 CH 5 granuli alle ore 17 e 5 granuli prima di coricarsi. Lo stramonio è una pianta della famiglia delle Solanacee, cui appartiene anche Belladonna e Hyoscyamus. È il rimedio omeopatico indicato per gli incubi spaventosi con paura del buio in soggetti con difficoltà a prendere sonno. Risvegli notturni con incubo e terrore. Il bambino ha paura del buio e di restare solo. Spesso si tratta di bambini indisciplinati e di umore instabile.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese gli organi interessati da questo tipo di disturbo sono Fegato, Cuore e Milza. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato, rasserenare lo Shen e disperdere Calore, si possono usare i punti:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito ,0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZU QIAO YIN (orifizio dello Yin, localizzato 0,1 cun dietro l’angolo ungueale laterale del IV dito) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, libera l’Esterno ed espelle il Vento;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Se il deficit riguarda il Qi di Cuore e Milza punti importanti sono: pi SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN;
XINSHU;
DA LING;
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Punti auricolari utilizzabili sono quelli di Cuore, Milza, Sottocorticale e SHEN MEN.
La terapia prevede 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: SUAN ZAO REN WAN
Semen Ziziphi Spinosae………………………18g
Radix Glycyrrhizae Uratensis………………….3g
Rizoma Anemarrhenae…………………………10g
Scletorium Poria……………………………10g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………………..5g
Posologia: Assumere 250 mi al mattino e alla sera come decotto per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo, pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Nel pasto serale (per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono facilitare l’insorgenza degli incubi notturni) è preferibile consumare carboidrati a lento assorbimento, sotto forma di cereali integrali in chicchi o in fiocchi (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), banane, ortaggi a foglia verde, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e derivati (latte, tofu e tempeh).
Alimenti da evitare Limitare i cibi a elevato contenuto di grassi saturi (come salumi, insaccati, formaggi, panna, burro, strutto), i prodotti da forno a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono. Evitare la caffeina, gli alcolici, le fritture, i
piatti dei fast-food, i cibi piccanti, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lecitina disoia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Per la sua azione sedativa, nei pazienti ansiosi può essere utilizzata VEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nelle persone soggette alla collera e facilmente irritabili può essere utilizzato il Pneumus boldus (Boldo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, privilegiando le ore 19.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.

Il Boldo non deve essere somministrato in gravidanza, nelle ostruzioni del dotto biliare e nelle epatopatie in fase avanzata.
Negli individui sottoposti a stress psichici intensi e prolungati può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nei casi in cui il disturbo è correlato alla depressione può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia, depressione, irritabilità, che possono rappresentare la causa scatenante del disturbo, si può usare la
Valeriana officinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00/20.00) e la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.

Originally posted 2014-10-15 11:03:18.

Dolori menstruali 180x180 - Dolori menstruali

Dolori menstruali

Durante il periodo mestruale si possono verificare dolorosi crampi di origine uterina, è la dismenorrea, che può classificarsi in primaria (quando il non è motivato da una patologia organica) e secondaria (se il disagio doloroso è dovuto a una specifica malattia, come l’endometriosi o la presenza di cisti ovariche). La dismenorrea primaria costituisce una condizione cronica ricorrente che colpisce molte giovani donne, spesso migliora nel terzo decennio della vita riproduttiva e diminuisce in seguito al parto. Il abbraccia un lasso di tempo che oscilla dalle 8 alle 72 ore, insorge poco prima della comparsa del flusso e mostra la sua massima intensità durante il primo
giorno della mestruazione. S’associano dolenzia al seno, gonfiore addominale, , mal di testa e vari neurologici (dalla difficoltà di concentrazione ai cambiamenti di umore). La dismenorrea costituisce sicuramente la causa più frequente di assenza dal lavoro o dalla scuola per le donne in età
fertile. Un intenso dolore mestruale è suscitato dall’endometriosi, una malattia benigna ma ancora poco diagnosticata nelle sue fasi iniziali: è caratterizzata dalla presenza di isole di endometrio (il tessuto che tappezza la superficie interna dell’utero) in sedi anomale, come l’ovaio, la tuba uterina, l’intestino e la vagina. Ma con la giusta attenzione ai sintomi specifici, con una visita ginecologica accurata, un esame ecografico e il dosaggio nel sangue di una sostanza spia (il Ca-125) è possibile approdare alla corretta diagnosi.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il deve basarsi su ricerche approfondite per individuare le cause organiche delle irregolarità mestruali: la visita ginecologica è obbligatoria.


Alimentarsi adeguatamente è fondamentale per regolarizzare il ciclo mestruale: in presenza di dismenorrea è utile eliminare lo zucchero e i cibi troppo elaborati e prediligere grandi quantità di frutta e verdura, e prodotti di soia. È importante essere certi di assumere giuste quantità di vitamine e sali minerali e ridurre lo stress.

Ormoni
Se la dismenorrea è legata a squilibri ormonali, è opportuno somministrare progesterone. Se c’è intensa perdita di sangue, la combinazione di pillola anticoncenzionale ed estrogeni può ridurre l’emorragia. In generale, la pillola viene usata in molti casi di dismenorrea. Se si desidera una
gravidanza si opta per le antiprostaglandine e per ormoni come il GnRH (che stimolano la produzione di steroidi sessuali). Per indurre la mestruazione in caso di assenza del ciclo si somministra progesterone per 12 giorni (alla sospensione del progesterone si verifica la perdita mestruale); esi-
stono formulazioni depot in iniezione che vengono ripetute ogni tre mesi.

Per emorragie severe
In caso di emorragia pericolosa somministrare estrogeni coniugati per via endovenosa ogni quattro ore per un massimo di tre somministrazioni. Se il sanguinamento è prolungato ma non pericoloso nell’immediato, gli estrogeni possono essere somministrati per via orale. Anche la pillola anticoncezionale può essere utile.

Per emorragie lievi
La pillola anticoncezionale può essere utile, eventualmente insieme al progesterone.


L’approccio omeopatico è adatto sia a trattare il dolore mestruale in atto come anche a prevenirlo.
Actea racemosa 9 CH 5 granuli, una volta al dì, dall’ovulazione al mestruo. La cimicifuga è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee indicata nel trattamento del mestruo doloroso quando il dolore è proporzionale alla quantità e alla durata del flusso. Per la sua efficacia viene prescritta come terapia sintomatica, anche se è consigliabile scegliere in base alla personalizzazione del rimedio. Spesso è presente dolore a livello dorsale. Il flusso mestruale contiene coaguli grossolani. Caratteristica della fase premestruale è l’ipereccitabilità e l’alternanza di eccitazione e .
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezzora, nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due, e che vengono migliorati con la pressione forte e con il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphorica.
Follicolinum Si consiglia la diluizione 15 CH, 5 granuli, dall’ovulazione al mestruo; con mestruo abbondante la diluizione 7 CH, 5 granuli, dall’ovulazione al mestruo, quando il mestruo è scarso. Follicolinum è il preparato omeopatico di prescrizione sistematica nei disturbi che si accentuano prima del mestruo, come ritenzione idrica, aumento di peso, tensione addominale, dolori diffusi, irritabilità e nervosismo.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. Il dolore si presenta come fìtte a inizio e termine bruschi.
Vtratrum album 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. L’elleboro bianco è indicato nella dismenorrea caratterizzata da dolori addominali crampiformi, prostra/ione e debolezza estrema, corpo gelido, su-
dorazione fredda della fronte, vomito, diarrea coleriforme.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sui disordini funzionali che lo riguardano, quindi un flusso ostruito di Xue e di Qi causato da fattori psicologici, agenti esterni come Freddo e Umidità.
Sono rappresentate quattro diverse sindromi:
XU (da Vuoto) di Xue e da deficit del Qi del Rene;
Sindrome SH1 (da Pieno) da stasi di Qi e da stasi di Xue;
Sindromi Han (da Freddo) Han Shi e Han Xu;
Sindrome Re (da Fuoco).

La terapia consiste nel mobilizzare la stasi di Xue e di Qi, disperdere Freddo e Umidità e riattivare il Sistema Circolatorio, sedare la sintomatologia dolorosa.
CE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dcllapofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’a poli si spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
QI HAI ( mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo
Yin epatico;
SAN YIN IIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia ) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
XING IIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito,0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del li metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
La terapia va eseguita per un ciclo di 10 applicazioni, almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: XIAO YAO SAN
Radix Bupleuri…………………………9g
Radix Angelicae Sinensis………………..9g
Rizoma Atractylodes Macroccphalae………..9g
Sclerotium Poria………………………12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….5g
Herba Menthae………………………….2g
Rizoma Zingiberis Officinalis……………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per i 10 giorni precedenti il ciclo mestruale.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi biologici, uova, cereali integrali in chicchi biologici, ortaggi a foglia verde ( lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Integrare la dieta abituale con cibi a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
È consigliabile, alcuni giorni prima del ciclo mestruale, durante e nei 4-5 giorni successivi, seguire un regime dietetico vegetariano a base di cereali integrali e prodotti da forno preparati con farine integrali macinate a pietra, legumi, soia e derivati, frutta e verdura biologiche.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi
trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura a\ 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Inositolo 1 gal giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso a base di fiori d’Assenzio (3 cucchiaini), fiori di Camomilla (2 cucchiaini), foglie di Menta ( 1 cucchiaino) e 300 mi di acqua minerale naturale a elevato contenuto di magnesio e basso apporto di sodio.
Per alleviare il dolore e la tensione addominale, soprattutto nei primi giorni del flusso mestruale, quando la sintomatologia può essere particolarmente intensa e debilitante, è consigliabile somministrare VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbenstTM> 10 gocce), privilegiando la via sublinguale. Il preparato può essere assunto tre-quattro volte nel corso della giornata (a distanza di due ore) in base alla sintomatologia e alle condizioni cliniche del paziente (in presenza di fibromi uterini, cefalea o lombalgia, può essere aumentato il dosaggio a 15 gocce).
Contro la ritenzione idrica possono essere utilizzati diversi preparati fitoterapia a base di Betulla, Uva ursina, Hamamelis, gambo d’Ananas (ricco di bromelina, una sostanza che facilita l’eliminazione dei liquidi), Spiraea ulmaria.
Dal quarto giorno del ciclo, nei soggetti ansiosi o nei casi di stress, può essere effettuato un bagno tiepido, in cui è stato aggiunto un infuso concentrato di Camomilla (5 cucchiai per 500 mi di acqua minerale naturale) miscelato con 25 gocce di TM di tiglio e 3 cucchiaini di olio di man-
dorle dolci.
Se è associata la stipsi può essere preparato un infuso a base di fiori e foglie di Malva (3 cucchiaini per 150 mi di acqua). La Malva sylvestris è ricca di mucillagini e pectine che contribuiscono a rendere le feci poltacee, facilitandone il transito intestinale, senza irritare la mucosa. Per la presenza di flavonoidi,carotenoidi, vitamine (A, Bl e C), aminoacidi (lisina
e leucina) e potassio, aiuta a riequilibrare i liquidi e ad alleviare i sintomi.

Originally posted 2014-10-13 09:17:04.

Coliche gassose 180x180 - Coliche gassose

Coliche gassose

Costituiscono fondamentalmente il “mal di pancia del lattante”. Le rappresentano un disagio assai frequente nei primi mesi di vita, interessando dal 10% al 60% dei lattanti. Si manifestano con crisi di pianto parossistico, eccessivo, improvviso, inconsolabile, che può cogliere
nel sonno il bambino (per il resto in buona salute). Il pianto inizia tipicamente nelle prime settimane di vita e viene definito “eccessivo” quello che dura almeno 3 ore al giorno, per tre giorni settimanalmente e per almeno tre settimane. La causa di questa manifestazione, che induce una famiglia
su sei a consultare il medico, è ancora poco chiara. L’origine delle coliche gassose viene attribuita in genere alle contrazioni dolorose intestinali, alla presenza di gas, ma anche all’intolleranza al lattosio. Comunque è bene rimarcare che la colica, al di là del disturbo che arreca in quel preciso mo-
mento, non produce sostanziali danni al bambino, e tende a scomparire spontaneamente. In altri termini, i genitori devono essere consapevoli che le coliche del lattante rappresentano una condizione “autolimitante”, che si risolve entro i 3-4 mesi di età, e non sono causate da malattie organiche.
Nell’adulto la del colon irritabile è comune causa di meteorismo, la presenza di aria nel tratto gastrointestinale. Concorrono a determinare il disturbo anche certe abitudini errate, come l’eccessiva deglutizione.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il dipende dalla causa della presenza di gas. La celiachia (intolleranza al glutine), l’intolleranza al lattosio, la costipazione e la sindrome del colon irritabile sono le condizioni più frequentemente legate alla flatulenza. Cause più blande sono l’aerofagia, la gomma da masticare e alcune verdure.


È opportuno escludere glutine, burro, soia e cibi raffinati per un periodo di tre settimane, reintroducendoli progressivamente, uno per volta, e facendo molta attenzione ai .

Farmaci
Il dimeticone attivato, noto anche come simeticone, allevia i sintomi: è un farmaco da banco per autoprescrizione. Altri farmaci utili sono quelli che diminuiscono la motilità intestinale, come la diciclomina.


L’approccio omeopatico risulta spesso efficace nel controllare il addominale conseguente a coliche gassose nel lattante. A livello sintomatico si consiglia solitamente l’alternanza di Colocynthis e Magnesia phosphorica.
Calcarea carbonica 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali.
È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso, disturbi digestivi. Caratteristica è la tendenza alla sudorazione del capo durante la poppata o nel sonno. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricina viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose del lattante,
abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile. Spesso la sintomatologia dolorosa compare o si accentua in relazione a una eruzione dentaria.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphorkay di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. I granuli possono essere sciolti in un po’ d’acqua e somministrati con il biberon. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della terapia con agopuntura in questo tipo di disturbo è di regolare soprattutto l’eliminazione dell’aria, quindi disperdere il meteorismo e lenire gli spasmi dolorosi a livello addominale.
Punti importanti per questo trattamento sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini» regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella distale all’articolazione fra il I e il li metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: HOU PO WAN
Rhizoma Pinelliae……………………9g
Cortex Magnoliae……………………12g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………9g
Folium Perillae……………………..6g
Sclerotium Poria……………………12g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Consumare la frutta esclusivamente sotto forma di centrifugati, o di spremute.
Ridurre l’apporto di verdure e assumerle esclusivamente sotto forma di passato.
Consumare esclusivamente pane semintegralc a lievitazione naturale leggermente tostato (grazie alla migliore digeribilità, allevia il dolore e la tensione intestinale).
Assumere durante la giornata un decotto preparato con semi di finocchio, cumino, cardamomo, anice, scorza di limone, foglioline di menta e radice di tarassaco.
Utilizzare esclusivamente il miele per dolcificare le bevande o nella preparazione dei dolci.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamine C ed E. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva (eliminare i semi nella fase acuta), il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Alimenti da evitare Limitare il consumo di fibre solubili riducendo l’apporto di avena ( in particolare in chicchi e in fiocchi), legumi, frutta (a eccezione dei centrifugati), crocifere, barbabietole, carote, semi di lino.
Evitare i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (dopo la fase acuta questi alimenti possono essere progressivamente introdotti nell’alimentazione quotidiana aumentando la percentuale in base al quadro clinico del paziente), i prodotti da forno con lievito chimico, i cibi addizionati con additivi, le bevande gasate, gli alcolici, il caffè, il tè, le bibite, i dolci e lo zucchero ( saccarosio ). Eliminare ( per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, le farine raffinate, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giono;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giono;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si
possono utilizzare diversi a base di erbe medicinali. Un tipico e diffuso rimedio è il Carbone vegetale che viene somministrato a diverse dosi sia come trattamento delle coliche gassose che delle intossicazioni acute grazie alla sua notevole sicurezza anche per le donne in gravidanza. Un rimedio popolare che ha una sua razionalità e viene ancora usato è il Laudano una Tintura Madre a base di Oppio, Zafferano (Crocus $ativus)> olio essenziale di Cannella e Eugenia caryophilla. Quando invece la colica gassosa è secondaria a un ipotono gastrointestinale si può somministrare succo di
Aloe veray Zenzero in forma di estratto secco.
La Piscidia (Piscidia erythrina)> che si utilizza come estratto secco, ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va utilizzato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti perché può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo e esofagite Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, con dosaggi specifici può essere somministrata anche a pazienti affetti da colon irritabile.

Originally posted 2014-10-10 09:43:48.

Mastite 180x180 - Mastite

Mastite

È l’infiammazione di una zona della mammella, e tipicamente si manifesta nelle donne che allattano. Il fattore scatenante più frequentemente in gioco è l’ostruzione dei dotti galattofori, di quei canalicoli, cioè, che veicolano il latte materno fino al capezzolo. In pratica, la va a impiantarsi su un ingorgo mammario, che si manifesta con un indurimento localizzato del seno.
In tale contesto finisce poi per innestarsi un’infezione batterica, scatenata di solito dallo Stophilococcus oureus, che può trasmettersi alla ghiandola attraverso le ragadi, quei piccoli taglietti che si formano attorno al capezzolo. A provocare queste dolorose ferite è soprattutto la “malsuzione”, l’errata postura del bambino durante l’allattamento. È infatti indispensabile prestare particolare attenzione alla posizione assunta dal bimbo, che deve permettergli di attaccarsi non soltanto al capezzolo, ma anche all’areola mammaria. In seguito al processo infiammatorio, si manifestano svariati : seno gonfio, dolorante e arrossato, accompagnato da febbre alta, malessere generale e ingrossamento dei linfonodi regionali. Colpisce prevalentemente le primipare, donne quindi alla prima esperienza di allattamento, ma può verificarsi anche in donne con più figli e frequentemente insorge nei primi 10 giorni dal parto.
Dunque, evitando ragadi e ingorghi è possibile prevenire la mastite.

RACCOMANDAZIONI
In presenza di una mastite puerperale non è necessario smettere di allattare: l’interruzione dell’allattamento, infatti, non fa che causare un ulteriore ristagno del latte materno nei dotti galattofori e peggiorare il quadro infiammatorio. Lo svuotamento del seno è essenziale in quanto evita la stasi e il protrarsi dell’infezione. Di solito la mastite non rappresenta un pericolo per la salute del lattante, perché l’infezione non arriva a compromettere il latte. Il bimbo non subisce conseguenze perché verrà comunque protetto dalle proprietà antibatteriche del latte stesso.


È un’infezione della ghiandola mammaria che si verifica con maggiore frequenza nelle prime 2/4 settimane dopo il parto; i sintomi diventano più gravi al diradarsi dell’allattamento.
Prevenzione
È opportuno evitare i fattori associati a rischio maggiore di mastite: lo stress materno, tecniche di allattamento non corrette e traumi ai capezzoli. Se c’è infezione da stafilococco a casa o nell’ambiente di vita è opportuno stare molto attenti a evitarla. È importante bere molta acqua e curare molto l’igiene fisica.
Antibiotici
La mastite di solito è causata dallo stafilococco, ma anche lo streptococco può essere responsabile di alcuni casi. Si prescrivono antibiotici e l’eventuale allattamento deve continuare insieme a periodi di riposo a letto. Si usano la dicloxacillina (una penicillina) e l’eritromicina (se c’è allergia alla penicillina): il va continuato per 7 giorni pieni. L’80% delle
donne migliora e si ristabilisce pienamente, mentre il 10% va incontro ad ascesso e un ulteriore 10% prosegue con un’infezione recidivante.

Il processo infiammatorio del seno deve essere attentamente monitorato dal medico. Vengono indicati alcuni dei omeopatici più frequentemente utilizzati nel trattamento della congestione dolorosa mammaria. In generale si consiglia di alternare Belladonna e Bryonia.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Edema bruciante con dolori trafittivi migliorati dalle applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando i base al miglioramento. Il preparato ottenuto dalla belladonna, pianta della famiglia delle Solanacee, è adatto alle forme di mastite caratterizzate da seno arrossato, caldo, sensibile al tatto, indurito. Talvolta si associa una reazione febbrile con sudorazione abbondante.
Bellis perennis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. La margherita viene impiegata in omeopatia nelle conseguenze di un trauma a livello del seno per favorire il riassorbimento dell’edema traumatico.

Bryonia 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Intensa congestione della ghiandola mammaria che appare tesa e dura. intenso e acuto, aggravato con il movimento tanto che la paziente preferisce indossare un reggiseno ben aderente e stretto per evitare anche il minimo ballottamento della ghiandola mammaria.
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo. Quando esiste l’indicazione all’uso di Hepar sulfur è necessaria la valutazione del medico.
Phellandrum 9 CH 5 granuli un quarto d’ora prima di allattare. È il rimedio adatto per il dolore al seno che compare durante la poppata.
Phytolacca È il rimedio usato nella mastopatia cronica, nella mastite con tendenza all’ascesso e nell’ingorgo mammario durante l’allattamento. Caratteristica è la congestione dolorosa del seno, prima e durante le mestruazioni. Spesso sono presenti noduli duri, dolenti. Viene utilizzata soprattutto nel dolore mammario della premestruale.
Rana bufo 5 CH 5 granuli 3-4 volte al dì. Linfangite associate alla mastite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo distur-bo è collegato a una stasi di Qi del Fegato, a un deficit di Qi di Xue o da Calore di Stomaco. V
Lo scopo della terapia è di sedare il dolore, mobilizzare il Qi del Fegato, disperdere il Calore di Stomaco e tonificare il
Qi di Xue.
Punti importanti per questo tipo di terapia possono essere:
HE GU;
JIAN JING;
QI MEN;
QU CHI;
RU GEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG;
DA ZHUI;
NEI TING;

SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie da effettuare 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” pesce pescato in mare, carne magra e uova biologiche.
Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di frutta e verdura fresche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro in scatola miele vergine integrale di produzione italiana, germogli di Alfalfa e/o di soia, latte d’avena, tarassaco, bardana, fieno greco, germe di grano, centrifugati di carote, mango e papaia con succo di limone e frullati di frutti di bosco freschi con kefir, oppure yogurt naturale arricchito con probiotici
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di antiossidanti come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina gli spinaci, le crucifere.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le fritture, i salumi e gli insaccati, i prodotti industriali addizionati
con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Evitare i piatti dei fast-food, il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno con integrazione di Vitamina BI 1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno e Vitamina B3 15-20 mg al giorno;

Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo la corretta funzionalità del Sistema Immunitario);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno.

Per alleviare l’infiammazione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nella fase acuta può essere utilizzato l’estratto fluido di Sedano, per uso topico, miscelando 20 gocce con 30 g di burro di karaté. Massaggiare delicatamente la cute della mammella interessata, tre/quattro volte al giorno.
Nei casi in cui la paziente lamenta dolore, può essere utile assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. Non somministrare durante l’allattamento.
Per tenere sotto controllo i sintomi e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per combattere l’infezione/infiammazione può essere utile assumere l’Echinacea, sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg, due/tre volte al giorno, subito dopo i pasti. Si consiglia di proseguire il trattamento per almeno 5-6 giorni. In associazione, nei casi in cui il disturbo si presenta frequentemente recidivante, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sorto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.

Originally posted 2014-10-13 11:23:36.

TUNNEL CARPALE sindrome del 180x180 - TUNNEL CARPALE, sindrome del

TUNNEL CARPALE, sindrome del

È una patologia scatenata da una compressione del nervo mediano, nel punto in cui questo tronco nervoso attraversa il , quel canale osseo e fibroso localizzato nel polso. Il disturbo tende a prediligere gli individui che, per motivi professionali, si ritrovano a compiere reiterati movimenti di flesso-estensione del polso (come sarti, verniciatori e meccanici). Il disagio interessa anche le donne in gravidanza ed è legato agli effetti degli ormoni femminili e alla ritenzione di liquidi nell’organismo (e quindi anche all’interno dei tessuti del ). Intervengono nella genesi del disturbo ulteriori, svariati fattori: la ristrettezza congenita del , il diabete mellito, l’ipotiroidismo, ma anche le pregresse fratture del polso e la menopausa. Il sintomo più precoce è rappresentato dalla sensazione di un formicolio fino alle tipiche “punture di spillo”, con addormentamento e intorpidimento della mano, e alterazioni della sensibilità (parestesie) che possono essere dolorose. I fastidi si localizzano alle prime tre dita e in parte al quarto dito, compaiono prevalentemente nelle ore notturne e possono irradiarsi fino alla spalla. Con l’aggravarsi della patologia subentra anche una difficoltà a mantenere o a prendere gli oggetti oppure ad abbottonare gli abiti con le prime tre dita. La diagnosi viene fatta sulla base dell’esame clinico del paziente, confermato da un esame elettromiografico, che fornisce una misura del danno subito dal nervo mediano.

ANATOMIA
Il tunnel carpale è un canale localizzato al polso. È formato dal legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi sulle parti ossee del carpo della mano: da un lato sulle ossa scafoide e trapezio e dall’altro sul piriforme e uncinato. In questa galleria transitano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (i tendini dei muscoli flessori delle dita).

Riposo
È importante limitare tutti i fattori che possano peggiorare la , come i movimenti ripetitivi. In alcuni casi può essere opportuno il riposo assoluto temporaneo.
Un bendaggio rigido contribuisce a impedire movimenti che aggravino la situazione.
e supplementi dietetici
Un’alimentazione antinfiammatoria che escluda glutine e grassi animali e introduca buone dosi di olio di pesce può essere d’aiuto. I supplementi di vitamina B6 e B12 sono utili perché la sindrome del tunnel carpale è stata spesso associata a un deficit vitaminico.
Farmaci
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, diclofenac o naprossene alleviano la pressione sul nervo e il . L’iniezione locale di steroidi ha dato risultati positivi.
Chirurgia
La chirurgia allevia la pressione sul nervo infiammato sezionando il tendine flessore: il tendine viene separato dal tunnel entro il quale passa il nervo per fare più spazio, quindi per alleviare la pressione in quest’area.
L’intervento viene eseguito spesso in endoscopia, con una procedura meno invasiva.

La sindrome del tunnel carpale, caratterizzata inizialmente da dolore e formicolio, soprattutto notturno, a livello di polso con irradiazione alla mano e talvolta all’avambraccio, può essere trattata efficacemente con  omeopatici. Nella fase successiva si associa un’impotenza funzionale con ridotta forza di prensione delle mani che richiede spesso la soluzione chirurgica. In questo caso l’omeopatia contribuisce a ristabilire la condizione di normalità. Solitamente nello stadio iniziale si utilizza Ruta graveolens.
Arnica montana 7 CH 5 granuli secondo necessità. L’arnica viene utilizzata nelle forme di sindrome del tunnel carpale scatenata dalla sollecitazione ripetuta lavorativa del polso.

Calcarea fluorica 7 CH5 granuli, 1 volta al dì. È il rimedio omeopatico adatto alle persone con sindrome del tunnel carpale associato ad artrosi cervicale
Causticum 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È una sostanza chimica complessa, messa a punto da Hahnemann, adatta alle forme di tunnel carpale conseguente a retrazione delle fasce muscolari, rigidità, formicolio notturno e riduzione progressiva della forza muscolare. Caratteristica è la sensazione di accorciamento a livello dei tendini.
Graphites 9CH5 granuli, 1 volta al dì. La grafite viene consigliata dopo l’intervento per sindrome del tunnel carpale, per evitare l’evoluzione della cicatrice verso l’ipertrofia.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dolori intensi lungo il decorso delle terminazioni nervose.
Rhus toxicodendron 7CH5 granuli, 1 volta alla sera. Formicolio e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Miglioramento strofinando o scuotendo le mani.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Sindrome del tunnel carpale. Viene utilizzato anche nel delle cisti del polso.
Tubercolinum residuum 9 CH un tubo dose, 2 volte al mese. Tendenza alla retrazione e alla deformazione articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da una stasi di Qi di Xue, quindi occorre riequilibrare la funzionalità del Sistema Circolatorio.
Lo scopo della terapia è appunto mobilizzare il Qi di Xue e punti importanti che possono essere utilizzati sono:
HE GU;
LIE QUE;
YANG XI.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Mani e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale, privilegiando i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).
Aumentare il consumo di alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde).
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

Originally posted 2014-10-08 14:08:46.