OSTEOPOROSI 180x180 - OSTEOPOROSI

OSTEOPOROSI

L’ è una malattia che colpisce lo scheletro nella sua interezza ed è caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazioni dell struttura dell’osso, che diventa fragile e più esposto al rischio di fratture, fratture da sono più frequenti in certi distretti scheletrici. Spesso il primo allarme deriva da una lesione del polso, la cosiddetta frattura di Colles, in seguito a una banalissima caduta. Nell’età avanzata, sono soprattutto due i punti delicati, le vertebre e il femore. Altre sedi di fratture da sono la spalla (omero) e le costole. La riduzione della massa ossea dopo 40 anni è in realtà un processo fisiologico, ma il fenomeno finisce per essere più rapido e spesso drammatico nelle donne con la menopausa, quando cioè viene meno l’azione protettiva assicurata dagli ormoni estrogeni (per la perdita della funzione ovarica). Altre condizioni legate alla mancanza di estrogeni, che espongono la donna al rischio , sono la tardiva comparsa del ciclo mestruale (dopo i 15 anni di età), l’amenorrea (la prolungata assenza del ciclo mestruale) e la menopausa precoce (per la rimozione chirurgica delle ovaie). Altri fattori che aggravano il rischio sono: la costituzione corporea magra e gracile, l’immobilizzazione a letto per un lungo periodo in seguito a un trauma o un intervento chirurgico, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l’eccessivo consumo di alcolici, un regime dietetico povero di calcio, di latte e dei suoi derivati e i lunghi trattamenti con i cortisonici. È importante sottolineare come l’ non provochi grossi disturbi, anche negli stadi più avanzati. Finché non si verifica la prima frattura.

PREVENZIONE
L’entità del nostro patrimonio osseo si chiama “picco della massa ossea” e si concretizza entro i primi due decenni di vita (condizionato da fattori genetici, azioni ormonali e ). È vero che il riassorbimento dell’osso è particolarmente evidente nelle donne subito dopo la menopausa, ma l’osteoporosi si sviluppa con maggiore probabilità quando il picco di massa ossea non è ottimale. In altre parole, la fragilità scheletrica in età avanzata è tanto più marcata quanto minore è il capitale di osso che siamo riusciti a realizzare. Ottimizzare la salute dell’osso è quindi un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine.

La prevenzione è l’obiettivo più importante: i fattori di rischio devono essere identificati e corretti.
Esercizio fisico
L’attività fisica quotidiana è la prima e più importante cedura preventiva: gli esercizi devono essere fatti con qualche peso, per caricare adeguatamente le ossa e i muscoli.
Vitamine e supplementi
Aumentare il consumo di vitamina D3 (colecalciferolo) a circa 400/1000 UI al giorno. Assumere anche 45 mg di vitamina K2 e 1800 mg di calcio idrossiapatite ogni giorno. Nelle donne in postmenopausa una quantità minima di estrogeni naturali e progesterone può aiutare: la terapia ormonale va evitata se c’è stata diagnosi di carcinoma della mammella.
Farmaci
Alendronato, risedronato, raloxifen e ibandronato sono farmaci approvati per il dell’osteoporosi. Una densitometria ossea deve comunque essere eseguita per quantificare la perdita di calcio dalle ossa.

L’attività motoria praticata con regolarità e l’assunzione regolare a cicli di medicinali omeopatici contribuiscono a contrastare la perdita di tessuto osseo responsabile della riduzione della massa ossea e del rischio di frattura conseguente all’osteoporosi. Sono disponibili in commercio preparati complessi a base di Calcarea fluorica e Calcarea phoshorica per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi.
Trattamento omeopatico
Calcarea fluorica 15 CH 5 granuli, una volta al dì, per 20 giorni al mese. Il difluoruro di calcio è indicato nel trattamento dell’osteoporosi sia senile che conseguente alla menopausa.
Calcareaphosphorica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato neutro di calcio è utilizzato sia da solo che in associazione con altri medicinali omeopatici sotto forma di preparati complessi, per il trattamento dell’osteoporosi regionale, dopo immobilizzazione in apparecchio gessato da frattura e dell’osteoporosi sistemica.
Gelsemium sempervirens 30 CH un tubo dose, alla settimana. È il rimedio specifico per la paura di cadere con debolezza e tremore muscolare. Il timore di cadere rappresenta una condizione comune nelle persone anziane e porta ad una riduzione progressiva dell’attività motoria, debolezza ed isolamento, contribuendo ad aggravare ulteriormente l’osteoporosi ed il rischio di frattura in caso di caduta. Per superare la paura di cadere è opportuno praticare un’attività motoria regolare. Gelsemium facilita la crescita dell’autostima e del senso di sicurezza.
Trattamento litoterapico
Calcaire de Versailles 8 DH1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. Il Calcare di Versailles è una roccia colpita da malattia delle pietre ed è indicato nel trattamento dell’osteoporosi. Va associato al Feldspato quadratico. Eseguire cicli di 6 mesi di trattamento.
Felspath quadratique 8 DH 1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. È indicato nel trattamento dell’artrosi in generale e dell’osteoporosi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire principalmente sul mantenimento e il miglioramento del tenore calcico, questo può essere infatti stimolato tramite l’assunzione di prodotti fitofarmacologici che veicolano il calcio.
cinese
Formula: LIU WEI DI HUANG WAN
Radix Rehmaniae Preparate……………24 g
Fructus Corni Offtcinalis………………12 g
Rizoma Dioscorea…………………..12 g
Rizoma Alismatis……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di sardiacciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di vitamina D: 25 microgrammi per 10 grammi di parte edibile).
Per migliorare il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio, assumere maggiori quantità di boro sotto forma di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), manganese (cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, avocado, castagne, fagioli, more, nocciole, noci, piselli, spinaci e zenzero), rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole,
germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde), fosforo (germe di grano, formaggi, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure).
Alimenti da evitare Limitare il consumo di caffè, tè nero, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, margarina, salumi, insaccati, carne bovina, cibi piccanti, formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano), burro, panna, uova non biologiche.
Evitare i piatti dei fast-food, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente: un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne)
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);

FITOTERAPIA
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utile assumere l’estratto fluido di Equiseto, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio. Grazie alla presenza dei flavonoidi, steroli e alcaloidi e alla ricchezza di sali minerali (tra cui carbonato di calcio, cloruro di potassio, magnesio, fosfato di calcio, manganese, ferro), l’Equiseto può essere assunto anche sotto forma di decotto (nella dose di 2 cucchiaini) con aggiunta di Gramigna ( I cucchiaino), radice di Altea ( 1 cucchiaino), foglie e radici di Tarassaco ( 1 cucchiaino), foglie di Frassino ( 1 cucchiaino), mescolando le piante a secco e ponendole a bollire con 300 mi di acqua minerale naturale. Dopo circa 5 minuti, spegnere la fiamma, versare in una tazza, coprire e lasciare riposare per 10-15 minuti. Filtrare e consumare tiepido o freddo, due o tre volte al giorno. Aiuta ad alleviare i dolori articolari.
Per le sue proprietà rimineralizzanti, può essere somministrato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 50 ml di latte d’avena, oppure di kefir, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera 60-90 minuti dopo il pasto.
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione, in associazione con il Pinus montano e la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratti fluidi, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 09:57:41.

Fuoco di SantAntonio 180x180 - Fuoco di Sant'Antonio

Fuoco di Sant’Antonio

È una dermatosi virale scatenata da un herpes virus, l’agente virale HVZ (varicella-zoster), responsabile della varicella, in pratica chi contrae l’infezione per la prima volta si ammala di varicella; l’apparato immunitario debella la malattia impedendo che si ripeta ma non riesce a eradicare completamente il virus, che cosi si localizza nei gangli nervosi del midollo spinale dove resta quiescente. In seguito a una diminuzione della sorveglianza immunitaria può allora riattivarsi, migrando lungo le vie nervose e producendo nell’area di pelle corrispondente la tipica eruzione dell’herpes zoster. Si tratta, dunque, di una ganglionevrite acuta, che può colpire diversi territori cutanei. Nel 50% dei casi la localizzazione è intercostale: compare un toracico a un solo lato del corpo, bruciante, accompagnato da un risentimento dei linfonodi ascellari e seguito, dopo 3-4 giorni dalla comparsa, di svariate chiazze rosse, ricoperte da grappoli di vescicole (che abbracciano solo la meta del torace e non oltrepassano la linea mediana). Il contenuto liquido di questi sacchetti si intorbida, le vescicole si rompono, e si afflosciano e producono alle fine delle crosticine che cadono in una decina di giorni. Questa affezione (che tocca il 20% della popolazione nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni) più di rado può interessare anche l’area del cranio, nella fattispecie il nervo oftalmico o le sue diramazioni, con lesioni che finiscono per coinvolgere la fronte, le palpebre, l’ala del naso e la congiuntiva. L’eruzione può anche colpire il condotto uditivo esterno. La nevralgia post erpetico è la complicanza più frequente: è caratterizzata da un che persiste anche per molto tempo dopo la guarigione delle lesioni cutanee.


Antivirali

Il primario è basato sui antivirali orali più utili contro l’Herpes: sono l’aciclovir, il valacyclovir e il famicyclovir. Se sono assunti entro le 72 ore dall’inizio della manifestaizone cutanea possono ridurre la durata della malattia e i sintomi di dolore e gonfiore. Un agente antivirale topico noto come vidarabina viene prescritto se l’infezione colpisce gli occhi.

Applicazioni fredde
Applicare compresse fredde o pezze imbevute di acqua fredda 20 minuti alla volta per circa otto volte al giorno.

Contro il dolore
Gli antidolorifici più comuni possono essere usati se il dolore è intenso.
Talvolta esiste beneficio con l’applicazione di cerotti medicati con lidocaina.

Prevenzione
Se si è infetti è bene evitare il contatto con bambini, donne in gravidanza e tutti coloro che possano avere il Sistema Immunitario debole oppure compromesso. È importante ridurre lo stress e riposare un po’.

Nevralgìa posterpetica
Se il dolore e i sintomi nevritici rimangono dopo le manifestazioni cutanee è opportuno trattare con lidocaina oppure gabapentina. Preparazioni locali contenenti capsaicina, un derivato del peperoncino, alleviano il prurito. È importante mantenere pulite le zone affette.


L’approccio omeopatico al fuoco di Sant’Antonio o Herpes zoster si adatta alle varie fasi del processo infettivo virale conseguente alla riattivazione del virus varicella-herpes. Solitamente il dolore precede di qualche giorno la comparsa dell’eruzione, caratterizzata da arrossamento cutaneo, presto seguito da vescicole, distribuite lungo il decorso di uno o più nervi intercostali o cranici. Il processo evolve in 15-30 giorni con desquamazione e chiazze discromichc. In alcuni casi si hanno complicanze: infezione batterica, nevralgia post-herpetica, paralisi. Particolare efficacia ha dimostrato la somministrazione del preparato omeopatico ottenuto dal veleno d’ape (Apium virus) nel trattamento del dolore erpetico, sia nella fase acuta che nella nevralgia post-erpetica.
Esordio e fase erìtematosa
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni ora. Edema rosato con dolori trafittivi, migliorati dalle applicazioni fredde.
Eruzione (vescicole)
Arsenicum album 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Eritema e vescicole brucianti, migliorati dalle applicazioni calde, con dolore aggravato di notte, ansia e agitazione.
Ranunculus bulbosus 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole bluastre e nevralgie intercostali parossistiche, a colpo di pugnale. Sensibilità dolorosa alla pressione di tutti i muscoli del torace.
Rlius toxicodendron 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole piccole a contenuto chiaro migliorato con il continuo cambiamento di posizione.

Complicanza infettiva
Hepar sulfur 30 CH 5 granuli, 4 volte al dì, per frenare la tendenza all’infezione batterica.
Mezereum 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole a contenuto opalescente, bianco o giallastro con croste biancastre o brunastre.
Pyrogenium 7CH 5 granuli, 4 volte al dì.
Nevralgia post-herpetica
Apium virus 15 CH II veleno d’ape {Apium virus) viene utilizzato con successo nel trattamento del dolore erpetico e nelle nevralgie post-erpetiche dello zoster. 5 granuli al dì e secondo necessità. Ridurre la posologia in base al ridursi della sintomatologia dolorosa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo do> uto a un’infezione virale acuta è dovuto secondo la Medicina tradizionale cinese a un’invasione dei meridiani del Fegato da parte di agenti patogeni Vento e Fuoco e da un accumulo di umidità a carico dello Stomaco e della Milza.
I punti utilizzabili sono:
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza Muscoli, Tendini e Ossa;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Più punti locali intorno alle lesioni provocate dal virus.

cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6g
Rhizoma Alismatis……………………12g
Radix Gentianae………………………6g
Setnen Plantaginis……………………9g
Caulis Akebiae……………………….9g
Radix Scutellariae……………………9g
Fructus Gardeniae…………………….9g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Rehmaniae………………………9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, Folio extravergine d’oliva, la frutta fresca biologica, il miele vergine integrale, gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, germe di grano, cacao, miele, funghi, pasta integrale, ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo. Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di cobalto, come bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.
Alimenti da evitare Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe digrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata (generalmente
estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce al giono, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione.
Per alleviare il dolore può essere utilizzato YArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine.
Per alleviare il dolore applicare, nella zona interessata (evitare la fase in cui sono presenti le vescicole) un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmarle. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.

Originally posted 2014-10-14 09:48:35.

Calcolosi biliare 180x180 - Calcolosi biliare

Calcolosi biliare

La calcolosi (o litiasi) biliare rappresenta la patologia più frequente della colecisti, caratterizzata dalla presenza al suo interno di calcoli, ossia di concrezioni di materiale solido (che possono essere singoli o multipli, con dimensioni variabili da qualche millimetro a 3-4 centimetri). Questi possono restare silenziosi per tutta la vita ed essere diagnosticati casualmente, nel corso di un esame effettuato per altri motivi. La malattia diventa sintomatica quando il calcolo migra nelle vie biliari principali a valle: è la colica biliare, un che compare spesso di notte o nelle prime ore del mattino, è in genere localizzato nel fianco destro, può irradiarsi alla scapola o alla spalla destre e
ha una durata superiore ai 30 minuti. A parte la colica biliare, nessun altro sintomo è tipico della : pertanto, disturbi come una sensazione di peso all’addome o la sonnolenza dopo i pasti, il gonfiore intestinale, nausea e bruciori alla stomaco devono considerarsi non specifici, l calcoli che possono formarsi nella cavità della cistifellea possono avere caratteristiche biochimiche diverse. I calcoli puri di bilirubinato di calcio si formano perché aumenta nella bile la quota eliminata di bilirubina; ma all’interno della cistifellea si possono generare anche calcoli di colesterolo quando la produzione di bile da parte del fegato risulta più ricca di questa sostanza (nei Paesi occidentali i calcoli di colesterolo sono di gran lunga i più frequenti, rappresentando circa
l’80% del totale). Per svelare la presenza dei calcoli è sufficiente sottoporsi a un’ecografia della colecisti, esame innocuo, non invasivo, che non causa alcun problema al paziente anche se ripetuto più volte.


Il dipende da una diagnosi adeguata. Un’ecografìa della colecisti è importante per individuare la presenza di calcoli. I calcoli della colecisti recidivano frequentemente dopo il , a meno che la colecisti non sia stata asportata chirurgicamente. Lo stile di vita è fon-
damentale per ridurre il rischio di calcolosi.


È importante sostituire i grassi polinsaturi con grassi monoinsaturi: una perdita di peso lenta e graduale è opportuna nelle persone , ma il dimagrimento rapido deve essere evitato perché favorisce la formazione di calcoli.

Chirurgia
I calcoli che provocano sintomi vengono trattati con chirurgia (colecistectomia, cioè asportazione della colecisti), che può essere eseguita in laparoscopia e richiede il ricovero ospedaliero per qualche giorno.

Scioglimento dei calcoli
Esistono in grado di sciogliere i calcoli biliari: se nella colecisti sono presenti fino a cinque calcoli di colesterolo si usa l’acido ursodesossicolico. I calcoli possono anche essere dissolti iniettando direttamente nell’area da trattare un solvente chiamato MTBE, grazie a un catetere percutaneo. Infine, è possibile rompere i calcoli in piccoli pezzi con la litotrissia extracorporea.


È bene distinguere il trattamento della crisi dolorosa acuta della colica epatica> attuata in attesa della valutazione del medico dal trattamento di fondo che permette di prevenire le ricadute e curare la predisposizione a formare calcoli.

Trattamento sintomatico
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è adatta alle condizioni caratterizzate da spasmi viscerali improvvisi estremamente dolorosi con iperestesia sensoriale generale e locale addominale con aggravamento toccando la regione interessata. Chelidonium majus 5 CH 5 granuli, ogni ora. Crisi dolorosa iniziale o lieve da calcolosi biliare. La radice di chelidonia viene utilizzata in omeopatia per la colica e per il dolore fisso, localizzato a livello dell’angolo inferiore della scapola destra
Colocynthis 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. Dolore molto violento, parossistico, crampoide, migliorato dal calore, la pressione forte e piegandosi in due.

Trattamento di fondo
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose una volta alla settimana o ogni due settimane, per lunghi periodi di tempo. Il calcare d’ostrica è il medicinale omeopatico della costituzione carbonica caratterizzata da tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo, alla calcolosi biliare e urinaria. Generalmente si tratta di soggetti lenti, ansiosi, stanchi, con tendenza alla depressione.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 5 giorni alla settimana. Il medicinale omeopatico preparato con i fiori di zolfo, svolge una profonda azione ‘disintossicante’. Viene infatti utilizzato per soggetti che tendono alle affezioni periodiche e croniche, come reumatismo, cefalea, dermatosi, litiasi. (Caratteristica è la tendenza alla congestione con sensazione di bruciore e di calore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da un’alterazione degli organi Fegato, Vescica Biliare, Milza e Stomaco dovuto a una dieta equilibrata e da una componente emotiva. L’agopuntura può essere un ottimo trattamento per alleviare i dolori dovuti alle coliche, controllare la formazione dei calcoli regolando il colesterolo, prevenendone la riformazione anche dopo terapia chirurgica.
Punti importanti per il trattamento di Agopuntura Medica sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve TUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
QI MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZHIGOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi, stimola il flusso di Yang e Qi del Fegato;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni con frequenza di 2 terapie alla settimana.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne magra biologica, al pesce pescato in mare, ai cereali in chicchi, ai prodotti da forno a base di farine semintegrali macinate a pietra e privi di lievito chimico, al pane a lievitazione naturale, ai legumi (esclusivamente sotto forma di passato), alla verdura cruda (ma solo se masticata a lungo e consumata a pranzo) e cotta (sotto forma di passato, o frullata), al tofu e ai germogli di soia e di alfa-alfa, agli agrumi, ai frutti di bosco, al melone, all’anguria e all’ananas.
Consumare preferibilmente latte parzialmente scremato, yogurt naturale magro, kefir, dolcificare con piccole quantità di miele e assumere non più di due uova la settimana preferibilmente cotte in camicia o alla coque. Nella fase acuta, o nei primi due giorni successivi a una colica, è consigliabile eliminare tutti gli alimenti solidi, consumare frutta e verdura sotto forma di succhi, frullati o passati, carne magra di vitello, pollo, tacchino e coniglio cotta al vapore, pesce bianco cotto al cartoccio, olio extravergine d’oliva (in piccola quantità) e bere almeno due litri di acqua naturale a basso apporto di sali minerali (sorseggiandola lentamente a temperatura ambiente).
Per favorire il transito di un calcolo di piccole dimensioni può essere utile assumere poco prima del riposo notturno un cucchiaio di olio di noci di prima spremitura a freddo miscelato con due cucchiaini di succo di limone fresco.

Alimenti da evitare Eliminare completamente tutti i cibi fritti e gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero. Nella fase acuta e/o per ridurre la frequenza delle coliche è necessario limitare il consumo di olio, avocado, noci e semi oleosi.
È importante non saltare mai la prima colazione perché la privazione di cibo dopo una notte di digiuno può scatenare una colica biliare.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.


La fitoterapia è indicata in tutti i casi di litiasi in cui vi siano vie biliari pervie, in assenza di segni di infezione delle vie biliari, in cui vi siano calcoli radiotrasparenti e almeno inferiori a I centimetro di diametro. Si può utilizzare anche in pazienti già sottoposti ad asportazione della
colecisti, ma sempre che le vie biliari siano libere da ostruzioni di tipo meccanico. La fitoterapia non è comunque indicata in una colica epatica. Si può usare la Pisciata, che si somministra come estratto secco, per le sue proprietà antispastiche nei casi in cui prevale una sintomatologia dolo-
rosa riferibile a contrazioni ritmiche e incontrollabili della muscolatura lìscia delle via biliari, che si può verificare anche dopo asportazione della colecisti {dumping syndrome). Un pianta tipica della tradizione e ancora usata come colagogo è il Boido, presente anche in Farmacopea Ufficiale, e
che si utilizza come estratto fluido, quando si vuole avere un’azione colagoga (favorisce lo svuotamento dei sali biliari dalla colecisti) più energica. Anche il Carciofo (Cynara scolymus) svolge un ruolo importante nella terapia della calcolosi biliare per le sue proprietà coleretiche (che favorisce la produzione di sali biliari nel fegato) e soprattutto ipolipemizzanti, oltre alla praticamente totale sicurezza e mancanza di effetti collaterali che ne fanno una pianta che è possibile somministrare anche in pazienti particolarmente indeboliti e in forme croniche debilitanti, sotto però il controllo del medica Nella terapia della calcolosi biliare si possono aggiungere anche oli essenziali con funzione microbicida e anche il tradizionali’ Tarassaco chi- e mU-rcluo, diuretico e ad alte dosi anche lassativo.
Sono da abbandonare le cure tradizionali a base di tisane per sostanziale assenza di alcuna azione farmacologica, ma soprattutto sono da evitare le tinture madri, perchè a causa del contenuto in alcol si peggiora inutilmente la funzione epatica, sempre che non vi sia già un insulto epatico e
in quel caso sono fortemente controindicate.

Originally posted 2014-10-09 13:45:04.

Reflusso gastro esofageo 180x180 - Reflusso gastro-esofageo

Reflusso gastro-esofageo

La malattia da è una sindrome assai comune, attribuibile al reflusso del materiale acido gastrico nell’esofago. Di per sé, il reflusso è un evento comune in ogni individuo, che non dev’essere considerato una patologia a meno che non dia origine a sintomi conclamati o complicazioni. La maggiore responsabilità di questa condizione è dello sfintere esofageo inferiore, una sorta di valvola muscolare posta tra lo stomaco e l’esofago che, in chi soffre di reflusso, talvolta non si chiude con forza sufficiente a opporsi alle ondate di materiale gastrico verso l’esofago, e talvolta si rilascia in modo inappropriato, aprendo cosi la porta all’acido. Ma la causa può anche risiedere nell’alterata attività motoria dell’esofago (le cui contrazioni risultano deficitarie), nella presenza di un’ernia iatale (anomalo trasferimento nella cavità toracica del tratto inferiore dell’esofago e di una parte dello stomaco, evento che peggiorerebbe la tenuta dello sfintere esofageo) e poi nell’eccessiva produzione di acido da parte dello stomaco (una circostanza in realtà poco frequente chiamata “sindrome di Zollinger-Ellison”). Anche svariati possono ridurre la pressione di questa valvola (come i calcio-antagonisti, per la cura della pressione alta, e gli antispastici). Tre, fondamentalmente i sintomi caratteristici: la pirosi è la sensazione di acidità o bruciore alla bocca dello stomaco e che spesso risale in gola; il rigurgito; il dietro lo sterno.
Si fanno spesso sentire dopo qualche ora dal pasto o di notte, e possono essere acuiti da certi alimenti (come agrumi e pomodori) nonché dai pasti copiosi o ricchi di grassi. Fastidi minori (che non costituiscono la regola) sono: salivazione abbondante, bocca amara, lingua impaniata. La malattia da reflusso gastro-esofageo può generare anche sintomi atipici: raucedine, tosse cronica, bronchite e asma bronchiale cronica.

COMPLICAZIONI
L’azione protratta dell’acido gastrico può finire per danneggiare fisicamente la mucosa dell’esofago, causando semplici erosioni o vere e proprie ulcere. E col tempo (se il problema viene trascurato), il reflusso può dare luogo a complicazioni anche serie, come l’esofago di Barrett (una trasformazione della mucosa esofagea che potrebbe degenerare) e la stenosi dell’esofago, un restringimento delle sue pareti per l’infiammazione protratta. In presenza di un’esofagite è frequente il riscontro di un’anemia (da carenza di ferro) dovuta allo stillicidio cronico di sangue.

Antiacidi
Possono essere assunti in modo intermittente: è importante ricordare che riducono l’assorbimento di alcune vitamine, soprattutto del gruppo B, quindi è consigliabile assumere complessi multivitaminici con particolare attenzione alle vitamine B (separando i multivitaminici dalla somministrazione di antiacidi durante la giornata).
Stile di vita
Tenere testa e torace più alti rispetto al resto del corpo quando si è sdraiati, evitare alcol e nicotina e tutti i cibi che aggravino i sintomi (cibi speziati, pomodoro, menta). L’obesità favorisce il reflusso: la riduzione del peso corporeo è consigliabile. È importante ridurre lo stress perché il cortisolo, l’ormone dello stress, aumenta l’acidità dello stomaco e la tendenza al reflusso.
Bloccanti H2 
Se lo stile di vita da solo non allevia il reflusso si può ricorrere a farmaci bloccanti H2 come cimetidina, ranitidina, famotidina e nizatidina. Questi farmaci possono ridurre l’assorbimento di vitamine del gruppo B quindi è raccomandabile assumere complessi multivitaminici.
Inibitori della pompa protonica
Questa classe di farmaci riduce la secrezione di acido nello stomaco: si tratta di farmaci più potenti rispetto agli antiacidi e ai bloccanti H2 e sono riservati a casi gravi.
Chirurgia
Se il reflusso diventa severo e l’esofago inizia a essere danneggiato si può ricorrere a chirurgia: alcuni interventi vengono condotti in endoscopia.

Il omeopatico dei disturbi conseguenti a reflusso gastro-esofageo, caratterizzati da dispepsia e rigurgiti post-prandiali, ma anche da disturbi respiratori, si deve integrare con i consigli relativi all’, alla postura, allo stile di vita e al consigliato dallo specialista gastroenterologo. Argentum nitricum 9 CH-Ipeca 5 CH-Iris versicolor 7 CH 5 granuli di ciascuno, in alternanza, 2 volte al dì. Argentum nitricum è il medicinale omeopatico dei rigurgiti, delle eruttazioni, della nausea e del vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Ipeca è un arbusto brasiliano della famiglia delle Rubiacee, utilizzato per la nausea persistente e il vomito con ipersalivazione. La lingua è pulita e il paziente non ha sete. Iris versicolori ottenuto dal rizoma di iris, è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che la persona mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Kalicarbonicum 5 CH5 granuli, mezz’ora prima dei pasti. 11 carbonato di potassio è il rimedio omeopatico dei disturbi digestivi e del dolore restrosternale con eruttazioni acide da ernia iatale. Caratteristica è la flatulenza eccessiva che si manifesta subito dopo aver assunto cibo anche in piccola quantità. Il reflusso gastro-esofageo può essere responsabile di crisi asmatiche notturne.
Nux vomica 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al freddo e al caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU;
WEI SHU;
ZHONG WAN;

ZHANG MEN;
QI HAI;
ZU SAN LI.
Punti del Sistema Auricolare Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.
cinese
Formulaci GUAN JIAN
Radix Rehmaniae…………………..30 g
Fructus Lycii……………………….12 g
Radix Glehniae…………………….12 g
Radix Ophiopogonis…………………10 g
Radix Angelicae Sinensis………………10 g
Fructus Meliae Toosendan………………5 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giórni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne magra biologica, il pesce pescato in mare, le uova biologiche (cotte in camicia o alla coque), le zuppe (o i passati) a base di legumi e riso Basmati, o pasta bianca, i centrifugati di verdure fresche, i frullati di frutti di bosco con yogurt naturale magro arricchito con probiotici, oppure con kefir, o con latte parzialmente scremato fermentato (consumati lontano dai pasti principali), il pane semintegrale a lievitazione naturale leggermente tostato, il miele vergine integrale di produzione italiana, l’olio di riso, o di noci, o di lino (di prima spremitura a freddo), piccole quantità di creme a base di mandorle, nocciole o semi di sesamo, i germogli di soia o di alfa-alfa, i budini di riso, o di soia dolcificati con malto.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, i salumi, gli insaccati, i formaggi stagionati, la frutta con la buccia, le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli solo cotti e trasformati in passato), le bevande gasate, le bibite.
È consigliabile eliminare (nella fase acuta) gli alimenti che aumentano l’acidità gastrica, come gli agrumi, i pomodori, le spezie, i cibi piccanti, il caffè, il tè nero, le bevande alcoliche, i cibi a base di farine raffinate non biologiche, le fritture, i piatti dei fast-food, le carni conservate, il tonno in salamoia, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans e/o con micronutrienti artificiali.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno la sera prima del riposo notturno;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
Per combattere la dispepsia può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Nei pazienti ansiosi, facilmente irritabili in cui è presente un aumento dell’acidità gastrica, con conseguente peggioramento del disturbo, può essere utilizzata la Valeriana officinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggi (ore 19.00) e la sera, circa un’ora e mezza prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e
protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea nausea, agitazione e gastrite.
Per aiutare a combattere la dispepsia e la pirosi, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelicay nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo1 svuotamento gastrico e alleviando i sintomi, può essere utilizzato l’estratto fluido di
Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea.

Originally posted 2014-10-10 11:43:55.

Ragadi anali 180x180 - Ragadi anali

Ragadi anali

Le sono piccole ferite, ulcere a margini netti, che interessano la cute del bordo anale, fra l’interno e l’esterno del canale (più di frequente sulla zona posteriore, in prossimità del coccige). I disturbi fondamentalmente accusati sono il , il sanguinamento e il prurito. Le cause di questa patologia non sono state ancora chiarite interamente: di certo, entrano in gioco
fattori scatenanti come le defecazioni difficoltose per la stipsi ostinata (con feci particolarmente dure e voluminose), le infiammazioni locali (aniti, proctiti), il ricorso ai lassativi irritanti, le feci diarroiche (che possono risultare irritanti) e, ancora, le incongrue manovre digitali. Il dolore si manifesta come un vivo bruciore nella zona anale, di grande intensità: compare durante la defecazione, poi dopo un intervallo di 5-10 minuti riprende e si accentua progressivamente fino a diventare insopportabile. Infine, si attenua lentamente nell’arco di ore. Pertanto, il paziente, proprio per evitare questo carico di sofferenze, tende a ritardare il momento della defecazione, un atteggiamento che finisce per promuovere il ristagno delle feci e dunque una stipsi, la quale contribuisce a mantenere le condizioni che avevano promosso la comparsa della ragade. Tanto le ragadi quanto le emorroidi possono essere responsabili di sanguinamento, prurito e irritazione cutanea attorno all’ano, ma a differenza delle emorroidi, qui è quasi sempre presente uno spiccato dolore anale durante la defecazione e nei minuti successivi: la sensazione avvertita al passaggio delle feci è quella di una vera e propria lacerazione anale.

DA SAPERE
• Una condizione caratteristica alla base di questo problema è l’ipertono dello sfintere anale, cioè del piccolo muscolo che circonda l’orifizio anale. Lo stress può costituire un fattore rilevante nel provocare lo stato di tensione eccessiva (o”ipertonia”): è
infatti comune il riscontro di tale patologia in particolari periodi della vita, caratterizzati da eventi emotivamente stressanti.
• La guarigione spontanea è in genere rara perché questa ferita è sottoposta alla quotidiana sollecitazione meccanica indotta dalla defecazione.

Le ragadi anali possono essere provocate da numerose cause: un’evacuazione difficile di feci dure, asciutte, può causare una lacerazione anale, che esita in una ragade. Altre cause sono la diarrea e l’infiammazione. Lo stress, che può determinare uno spasmo dello sfintere anale interno, può creare i presupposti per la formazione della ragade anale.
Prime terapie
Più del 50% delle ragadi anali guarisce spontaneamente o con un non chirurgico, cioè attraverso l’uso di ammorbidenti delle feci, l’evitare la stipsi, e l’uso di bagni (mettere a bagno l’area anale in semplice acqua tiepida per 20 minuti, più volte al giorno). Le creme medicate sono meno efficaci. L’uso di un dilatatore anale tiepido è utile per ridurre lo spasmo dello sfintere anale interno e il dolore, e favorire la guarigione della ragade anale stessa.
Chirurgia
La chirurgia consiste in una piccola operazione per rimuovere la ragade e il tessuto cicatriziale sottostante. Tagliare una piccola porzione di uno dei muscoli anali (sfintere anale interno) aiuta la guarigione della ragade e previene il dolore e lo spasmo, che interferisce con la guarigione.

La soluzione di continuo lineare sospettata per la comparsa di dolore violento, a tipo bruciore o lacerazione, dopo la defecazione, richiede un trattamento basato sull’utilizzo di pomate per uso locale e la scelta di  per via generale. Solitamente per via topica si utilizzano preparati complessi a base di Paeonia e Ratanhia, mentre per uso interno si ricorre più spesso a Nitricum acidum e Graphites.
Graphites 5CH5 granuli, 1 -2 volte al dì. È il rimedio adatto alle ragadi anali spesso associate ad emorroidi e stipsi senza stimolo alla defecazione. In generale si tratta di soggetti con tendenza al , freddolosi, con disturbi di tipo digestivo e manifestazioni a livello cutaneo.
Nitricum acidum 7CHS granuli, 2 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dall’acido nitrico viene impiegato nel trattamento delle ragadi anali a bordi netti, spesso con disposizione raggiata attorno al bordo anale con tenesmo estremamente doloroso durante e soprattutto dopo la defecazione che può durare anche per alcune ore. È il rimedio da prescrivere in maniera pressoché sistematica nel trattamento delle ragadi. Si consiglia di associare il trattamento locale con
pomate a composizione mista a base di Paeonia e Ratanhia.
Paeonia 5 CH 5 granuli prima dei pasti e per via topica. La radice di peonia viene impiegata sia per via generale che per applicazioni locali, sotto forma di pomata, in formule complesse in cui è presente anche Ratanhia. I dolori insopportabili durante la defecazione, perdurano a lungo anche per ore. Spesso è presente una secrezione locale.
Ratanhia 5 CH 5 granuli prima dei pasti. Spesso si consiglia l’applicazione locale di una pomata alla Ratanhia, per 2 o 3 volte al dì. La ratania è un arbusto peruviano appartenente alla famiglia delle Leguminose adatta al trattamento delle ragadi anali con dolori acuti brucianti trafittivi durante e dopo la defecazione. Si consiglia di associare Nitricum acidum che presenta le stesse caratteristiche.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Le cause di questo disturbo non si discostano nella diagnosi della Medicina tradizionale cinese da quelle della Medicina Occidentale, infatti sono caratterizzate da stasi del Sistema Digestivo e in particolare dell’evacuazione, le condizioni anatomiche del paziente e un’alterazione del Sistema Circolatorio. La terapia va a trattare i sintomi principi quali prurito, bruciore, l’edema e la possibile emorragia, tramite una mobilizzazione di Xue e punti importanti per l’applicazione dell’agopuntura sono:
CHANG QIANG;
CHENGSHAN;
DA CHANG SHU;
ER BAI. j
O cinese I
Formula: HUAIHUA SAN
FlosSophorae………………………12 g
Cacumen Biotae…………………….12 g
Herba Schizonopetae………………….6 g j
Fructus Aurantii…………………….6g
Posologia: 4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumcnlarc il consumo di alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Incrementare le fonti di vitamina A, come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini.
Integrare la dieta abituale con cibi a elevata percentuale di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo e utilizzati sempre a crudo, per preservare il contenuto di vitamina E).
In presenza di sanguinamento, privilegiare gli alimenti ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, tè verde.
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministra/ione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno; Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane); Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo il decorso della malattia (azione antiflogistica).
Per accelerare il processo di guarigione, può essere usato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione della cute, facilitando il processo di guarigione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per uso topico può essere utilizzato un gel all’Aloe ad elevata concentrazione (99%). Applicare tre/quattro volte al giorno con un massaggio di almeno 5 minuti, per facilitare l’assorbimento del preparato.
Per le sue proprietà antiossidanti può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 12:02:03.

Balbuzie 180x180 - Balbuzie

Balbuzie

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta un disordine nel ritmo della parola, in cui il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma, nel contempo, l’enunciazione è compromessa da blocchi, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono, del tutto indipendenti dalla volontà. La ha una forte base ereditaria: il 75% dei balbuzienti ha parenti che balbettano e la probabilità dì avere un figlio balbuziente risultano 5-6 volte più alte se almeno un genitore balbetta. Negli ultimi anni c’è stato un gran fiorire di ricerche sulle cause del disturbo. La visualizzazione dell’attività cerebrale (con gli studi di broin imoging) ha rilevato che l’organizzazione del Sistema
Nervoso centrale di chi balbetta si discosta in modo sostanziale da quello delle persone che parlano correttamente: si è visto complessivamente che nei balbuzienti, l’emisfero destro è più attivo rispetto ai non balbuzienti, ma non è ancora chiaro se le anomalie riscontrate siano congenite o dovute a successivi fenomeni di compensazione. In altre parole, le moderne tecnologie radiologiche (come la PET e la risonanza magnetica funzionale) non sanno precisare se le anomalie riscontrate sono da attribuirsi a una causa patogena o agli adattamenti che la persona attiva. Non esiste alcuna prova che la balbu-
zie sia una disfunzione di natura psicologica o emotiva: nell’insieme, i bambini che balbettano non accusano problemi di ansia maggiori dei ragazzi che parlano fluentemente Le ripetizioni, gli arresti (blocchi) e i prolungamenti di un suono sono considerati sintomi primari e costituiscono le “disfluenze da balbuzie”. Rilevanti sintomi secondari sono l’eccessiva tensione muscolare e anche lo sforzo di nascondere il disturbo e la tendenza a evitare le occasioni di conversazione.


L’approccio terapeutico alla balbuzie si basa su diversi metodi di logoterapia: una valutazione specialistica è sempre necessaria sia per la diagnosi precisa del disturbo che per l’individuazione del percorso terapeutico.
Nell’adulto, l’insorgenza improvvisa di un disturbo simile alla balbuzie richiede una consulenza specialistica per escludere la presenza di eventi vascolari o neoplasie del cervello.


La ripetizione convulsa di sillabe, dovuta a spasmo dell’apparato fonatorio, presenta sovente un carattere intermittente e si manifesta soprattutto in soggetti ansiosi. L’approccio omeopatico è consigliabile dopo la valutazione specialistica per controllare le condizioni di ansia, di concitazione, di insicurezza, di scarsa autostima e di paura che accentuano il disturbo della parola.
Argentum nitricum 15 CH una monodose una volta alla settimana. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico per chi è preda dell’ansia, della concitazione, della precipitazione e dell’apprensione.
Ballota nigra o foetida 3 DH 20 gocce 3 volte al dì. La ballota o marrobio nero è una pianta della famiglia delle Labiate che è stato introdotto nell’uso terapeutico dal medico francese Ledere per le sue proprietà antispasmodiche e sedative, sfruttate nel delle varie manifestazioni dell’ansia. Talvolta viene somministrato sotto forma di preparati complessi in associazione con altri omeopatici.
Gelsemium sempervirens 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì, oppure 30 CH 1 dose alla settimana. Le difficoltà di linguaggio si manifestano nella reazione di panico o prima di una prova da sostenere, il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Può riferire cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi.
Hyoscyamus niger 9 CH 5 granuli al dì. Il giusquiamo è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, cui appartiene anche Belladonna e Stramonium. Grazie alla presenza di alcaloidi agisce soprattutto sul Sistema Nervoso e nelle manifestazioni spasmodiche. Viene spesso utilizzato in preparazioni complesse per ottenere il controllo in situazioni di ansia e di agitazione.
Lycopodium clavatum 15 CH una monodose alla settimana. Il licopodio o zolfo vegetale è il rimedio adatto alle forme di balbuzie di soggetti facilmente irritabili, ansiosi, insicuri, che hanno una scarsa fiducia in se stessi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo considerandone i suoi due aspetti psichico e tisico, infatti l’iter terapeutico è volto a sedare l’alterazione a livello dei centri nervosi e contemporaneamente alleviare la tensione muscolare che si instaura.
Il trattamento è efficace in caso di pazienti di giovane età e se il disturbo è di recente insorgenza, nella balbuzie cronica invece è meno efficace perché richiede un trattamento più lungo e più intenso.

– Agopuntura
Punti utili in questo tipo di terapia sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola;
SHAN ZHONG (centro del petto, localizzato sulla linea emisternale, a livello del IV spazio intercostale) che regola il Qi, favorisce la discesa dell’Energia e rilassa l’addome;
Yl FENG (riparo dal vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini ) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore.
Un ciclo terapeutico prevede 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana dopo le quali si attende un mese circa per valutare la risposta dell’.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa» il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo dei cibi a elevato apporto di magnesio come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Incrementare le fonti di bioflavonoidi come i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno per la loro azione positiva contro i radicali liberi.
Alimenti da evitare È necessario eliminare i prodotti industriali che contengono acidi grassi trans e/o addizionati con additivi alimentari perché ostacolano l’assorbimento dei micronutrienti presenti nei cibi. Limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che ostacola l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali.
Evitare le bevande alcoliche, compresi la birra e il vino.

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino; Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in se-
rotonina) 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


Se il paziente manifesta ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00) e la sera,circa un’ora 30 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gast rite.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nelle persone ansiose, in cui il disturbo è correlato a una crisi d’ansia associata a palpitazioni, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegusoxycantha), nella dose di 15-20 gocce,due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Nei casi in cui il disturbo è correlato a una situazione di stress psichico o emotivo, che provoca uno stato di angoscia al paziente, può essere somministrato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno.
È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-08 15:50:48.

Meteorismo 180x174 - Meteorismo

Meteorismo

È la sensazione di distensione addominale, che può accompagnarsi a un  in genere sordo (ma a volte anche intenso). Cause principali di  possono essere: l’eccessivo introito di cibi che producono gas (come, per esempio, frutta, ortaggi e alimenti ricchi di fibre); crampi addominali, brontolamenti e flatulenze caratterizzano l’intolleranza al latte e ai suoi derivati (dovuta all’incapacità di digerire il lattosio); si riscontra pure nella malattia celiaca, per il malassorbimento intestinale causato dall’intolleranza al glutine; i grassi, poi, ritardano lo svuotamento dello stomaco e possono incrementare la sensazione di pienezza addominale; lo stress persistente può indurre gonfiore doloroso e flatulenza per l’aerofagia che comporta. È bene comunque sottolineare un concetto: il non sembra interamente dovuto a un aumento significativo del contenuto gassoso nel tubo intestinale. In altre parole, il contenuto e la qualità dei gas presenti nelle persone che “si sentono gonfie” non si discostano da quelli rilevabili negli individui che non presentano disturbi. Per cui si ritiene generalmente che esista un’abnorme suscettibilità della mucosa intestinale, che finisce per avvertire come dolorosa una massa di gas che nella popolazione normale non provoca alcun disagio.

I CIBI CHE SVILUPPANO GAS
Ribadendo che il meccanismo di questo sintomo non è del tutto collegabile all’aumentata quantità di “aria” intestinale, tuttavia limitare i cibi che sviluppano notoriamente gas apporta benefici ai pazienti. Gli alimenti che vanno ridotti sono, in particolare, le mele, le banane, le albicocche, l’uva passa, i fagioli, i ceci, le fave, i broccoli, la crusca e il pane integrale, ma anche i grassi in genere e i dolci ricchi di crema e panna.

Il dipende dalla causa dell’accumulo di gas: la malattia celiaca (celiachia), l’intolleranza al lattosio, la costipazione e la sindrome da colon irritabile sono le cause più frequenti e serie di meteorismo. Altre cause meno severe sono l’aerofagia, l’uso frequente di gomma da masticare e il consumo di alcuni vegetali.

Si effettua una dieta di eliminazione, cioè si tolgono glutine, burro e derivati, soia, cibi raffinati per 3 settimane poi si reintroducono uno alla voi ta, tenendo nota degli eventuali sintomi.

Il farmaco più usato è il simeticone: altri meno frequentemente prescritti sono quelli che diminuiscono la motilità intestinale come la diciclomina.

La scelta del rimedio omeopatico più adatto nella cura del meteorismo si basa essenzialmente sulla regione dell’addome interessata, sulle caratteristiche del meteorismo stesso e sui fattori scatenanti. Molto spesso bisogna fare attenzione all’alimentazione.
Garbo vegetabile 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con dolori a crampi e flatulenza. Caratteristica è la sensazione che tutti gli alimenti si trasformino in gas.
China 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con borborigmi e tensione dolorosa. Diarrea con emissione di gas.
Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti. Il meteorismo spesso si manifesta dopo un episodio di gastroenterite o dopo una malattia virale.
Colocynthis 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Gonfiore addominale con coliche violente che obbligano a piegarsi in due. Diarrea. Emissione di gas che non danno sollievo.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali. È il rimedio della flatulenza eccessiva della parte alta dell’addome, che si manifesta subito dopo l’assunzione di cibo. Talvolta si associa una sintomatologia dolorosa da ernia iatale.

Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali. Difficoltà digestive caratterizzate da senso di sazietà già dopo i primi bocconi; meteorismo localizzato soprattutto nella parte inferiore dell’addome con intolleranza per le costrizioni e congestione del viso dopo il pasto.
Ama le bevande calde e desidera i dolci.
Momordica 5 CH 5 granuli al bisogno. È il rimedio del dolore localizzato a livello del colon discendente a sinistra associato a notevole meteorismo con accumulo di gas.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Tensione dolorosa della parte alta dell’addome con sonnolenza e flatulenza dopo il pasto. Tendenza alla stitichezza in soggetti sedentari, nervosi, impazienti, grandi mangiatori.
Thuya 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali. Meteorismo della parte inferiore dell’addome con borborigmi e caratteristica sensazione di avere delle ‘rane in pancia’.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo intervenendo sulla regolazione degli scambi gassosi sia a livello del primo tratto dell’apparato digerente che direttamente a livello intestinale.
Lo scopo è quindi di riequilibrare la funzionalità intestinale e favorire la dispersione dei gas.
Punti importanti per questo tipo di terapia possono essere:
TIAN SHU;
ZU SAN LI;
XIA JUE XI;
XIA WAN;
QI HAI.
cinese
Formula: HOU PO WAN
Rhizoma Pinelliae……………………9 g
Cortex Magnoliae…………………..12 g
Rizoma Zingiberis Officinalis……………9 g
Folium Perillae………………………6 g
Sclerotium Poria……………………12 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, preferibilmente lontano dai pasti, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti.
Consumare (per almeno un mese) la frutta esclusivamente sotto forma di centrifugati o di spremute.
Assumere le verdure esclusivamente sotto forma di passata
Consumare pane semintegrale a lievitazione naturale arricchito con cereali in chicchi e/o fiocchi d’avena.
Utilizzare il miele (in sostituzione dello zucchero) per dolcificare le bevande e/o nella preparazione dei dolci.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene, vitamine C ed E, acidi grassi omega-6 e omega-3 e triptofano.
Alimenti da evitare Per almeno un mese evitare di consumare legumi, crusca, cereali integrali e prodotti da forno preparati con farine integrali e lievito chimico e/o di birra (dare la preferenza alle preparazioni biologiche a lievitazione naturale).
Pino al miglioramento del quadro clinico, eliminare i latticini (ad eccezione del latte fermentato, yogurt naturale addizionato con probiotici, kefir, crescenza, ricotta e flocchi di latte), i salumi, gli insaccati, la carne in scatola, il tonno in salamoia, i piatti del fast-food, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophtius (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA

Dopo i pasti, può essere utile assumere un infuso a base di Issopo, preparato con 1 cucchiaio di foglie e fiori in 250 ml di acqua minerale naturale. Per la presenza dei tannini e dei flavonoidi aiuta ad alleviare i sintomi.
Per stimolare la peristalsi intestinale, riequilibrare la microflora e alleviare la flatulenza per la presenza di gas intestinali può essere utile assumere 20 gocce, due volte al giorno, di Raphanus sativus niger (contiene un olio essenziale solforato, vitamine C e del gruppo B ed enzimi), sotto forma di estratto fluido.
Per alleviare la flatulenza può essere utilizzato l’infuso di Achillea, nella dose di 1 litro al giorno, riservando 200 mi circa 30 minuti prima dei pasti.
I semi di Finocchio (Foeniculum vulgare), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, possono aiutare a tenere sotto controllo i sintomi, grazie all’azione positiva sulla peristalsi intestinale.
Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso digestivo, preparato con 2 cucchiaini di fiori di Camomilla, 1 cucchiaino di foglie di Melissa, 1 cucchiaino di foglie di Menta (se si ha a disposizione quella fresca, usare 4-5 foglioline spezzettate), 1 cucchiaino di bacche di Ginepro, 2 cucchiaini di semi di Finocchio e 2 cucchiaini di semi di Anice (pestati nel mortaio, per liberare i principi attivi contenuti all’interno) e 250 ml di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Por-
tare l’acqua a ebollizione, versarla nella tazza, in cui sono stati collocati gli ingredienti, coprire e lasciare in infusione per circa 10 minuti. Filtrare, non dolcificare e consumare, a temperatura ambiente, dopo i pasti principali (in particolare, a colazione e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno), oppure nel corso della giornata, sorseggiando lentamente, nella dose di un litro al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi (500 ml al giorno, come prevenzione).

Originally posted 2014-10-13 13:02:23.

URETRITE 180x150 - URETRITE

URETRITE

Le uretriti sono infezioni dell’uretra, il canale che convoglia l’urina dalla vescica all’esterno, e si collocano nel grande e problematico capitolo delle
Malattie sessualmente trasmesse, ovvero le infezioni che si contraggono attraverso i rapporti sessuali e che costituiscono una delle più serie emergenze di salute pubblica in tutto il mondo. L’ viene definita gonococcica quando il germe responsabile dell’infezione è la Neisseria gonorrhoeae. Dopo circa una settimana dal contagio, compaiono il bruciore durante la minzione e una secrezione di colorito giallastro; tuttavia molti individui possono non presentare alcun sintomo. Se non trattata adeguatamente, l’infezione si può propagare in senso retrogrado e interessare, nell’uomo, la prostata e l’epididimo. Ascessi, restringimenti a carico dell’uretra e infertilità rappresentano le complicazioni locali più frequenti. L’ non gonococcica è scatenata da un numeroso repertorio di agenti infettivi, ma i microrganismi più frequentemente chiamati in causa sono la Chlamydia trochomatis e l’Ureaplasma urealyticum. Queste forme hanno un periodo d’incubazione che oscillano tra i 7 e i 21 giorni. La sintomatologia è fondamentalmente caratterizzata dalla difficoltà a urinare e da una secrezione uretrale di colore variabile dal bianco al chiaro, in genere non abbondante; ma in alcuni casi l’ può risultare priva di sintomi.

LA MALATTIA INFIAMMATORIA PELVICA
La Chlomydio trachomotis è un batterio che colpisce l’apparato sessuale maschile e femminile. Questo germe provoca una risposta immunitaria distruttiva nei confronti dei tessuti genitali infettati ed è particolarmente dannosa per le tube uterine. Quando è intensa, l’infezione può estendersi al piccolo bacino causando la malattia infiammatoria pelvica (Pid, acronimo delle parole inglesi Pelvic inflammotory diseose), un esteso processo infiammatorio che colpisce circa il 40% delle donne interessate da un’infezione tubarica da Chlamydia e che è responsabile di dolori addominali cronici e inoltre d’infertilità.

ANATOMIA
L’uretra, il condottino da cui fuoriesce l’urina e che connette la vescica con i genitali esterni, è molto più breve nella donna rispetto all’uomo: 3-5 centimetri contro 13-16.

La maggior parte delle uretriti è causata da microrganismi che infettano il canale dell’uretra, ma esiste un’origine traumatica (per esempio il passaggio del catetere vescicale o l’espulsione di un calcolo), chimica (da ) o autoimmune (sindrome di Reiter). Le uretriti da microorganismi sono distinte in uretriti gonococciche e non-gonococciche, a seconda del germe coinvolto: si tratta di malattie trasmesse per via sessuale.
Prevenzione
La prevenzione si basa sull’uso del profilattico nei rapporti sessuali.
Diagnosi
Sono necessari tamponi uretrali con esami colturali (urinocoltura, spermiocoltura ed esame del secreto prostatico da massaggio).
Terapia
La cura si basa su antibiotici specifici. È importante un tempestivo e lungo, per evitare la risalita dei microorganismi dall’uretra alla prostata.

Nella uretrite acuta l’approccio omeopatico consente di iniziare il trattamento senza la guida dell’urocultura, sovente non disponibile immediatamente. Le uretriti croniche sono l’espressione di un particolare “terreno” individuale e richiedono un trattamento di fondo. Per le uretriti recidivanti è consigliabile la prescrizione sistematica di Thuya per modificare il ‘terreno’ che favorisce il cronicizzarsi del processo infettivo.
Uretrite acuta
Arsenicum album 9CH5 granuli, 3 volte al dì. Infezione urinaria con senso di bruciore, migliorato dal calore. Compromissione delle condizioni generali, con febbre, prostrazione, perdita di peso.
Cantharis 7CH5 granuli, ogni 2-4 ore. La cantaride è un insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in omeopatia per i processi infiammatori e infettivi a livello urinario, indipendentemente dal germe responsabile. Uretrite emorragica con minzioni frequenti e  violento prima, durante e dopo la minzione. I dolori brucianti sono più intensi alla fine della minzione.

Mercurius corrosivus 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. Dolori brucianti vescicali con frequente bisogno di urinare. Le urine sono torbide e brucianti. Caratteristico è il tenesmo vescicale intenso e persistente.
Uretrite cronica
Medorrhinum 15 CH un tubo dose, alla settimana, diradando in base alla risposta. È il medicinale omeopatico specifico per il trattamento delle uretriti recidivanti o croniche, in particolare da Clamidia. Caratteristiche sono le perdite uretrali di colore giallastro. Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Bruciori a urinare di origine traumatica (cistite e uretrite della ‘luna di miele’ o dopo manovre di esplorazione strumentale a livello delle vie urinarie con aumento dello stimolo a urinare). Spesso si associa dolore alla minzione con piccola perdita chiara.
Thuya 30 CH 1 monodose, alla settimana, per cicli di tre mesi. È il medicinale omeopatico di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento delle uretriti recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione e regolare la funzionalità urinaria. Lo scopo della terapia è di diperdere il Calore e l’Umidità e di tonificare lo Yin del Rene, lo Yang della Mil e del Rene e punti importanti possono essere:

GAUN YUAN;
SAN YIN JIAO;
TAI XI;
XIN SHU;
YONG QUAN;
SHEN SHU;
ZHONG WAN;
ZHI BIAN;
TIAN SHU.

Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6 g

Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile l’Echinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età), può essere utilizzata alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua blanda azione diuretica può essere utilizzata la Tintura Madre di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 20-30 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Per potenziare l’azione “diuretica/drenante” può essere associata all’infuso di Uva ursina.
È consigliabile proseguire la terapia per almeno tre/quattro mesi. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.

La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad accelerare il processo di guarigione.
Per aumentare la diuresi, aiutando così a combattere l’infezione, può essere utilizzato il Taraxacum ofpcinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.

Originally posted 2014-10-09 10:11:10.

Mal di testa 180x180 - Mal di testa

Mal di testa

I ndicato con it termine scientifico di “cefalea”, è il più frequente di tutti gli stati dolorosi cui il genere umano è esposto. Esistono più di 150 diversi tipi e sottotipi di cefalea codificati, ma le forme più rilevanti sono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo, che fortunatamente è di più raro riscontro (ne è colpita circa 1 persona su 1000, e si manifesta con un violentissimo, sempre allo stesso lato, in genere nella zona orbitaria e frontale, quasi a ore fisse). La cefalea è un sintomo, che può essere indicativo di una qualsiasi alterazione intracranica oppure generale o della personalità. Quello alla testa viene generalmente ritenuto più preoccupante di un  localizzato in qualsiasi altra parte del corpo; in realtà, le cefalee che denunciano una malattia organica cerebrale o intracranica (cefalee sintomatiche) costituiscono una percentuale davvero assai esigua rispetto ai mal di testa che insorgono senza una precisa causa (cefalee essenziali). All’origine di un del capo può esserci una nevralgia, che però è diversa dalla cefalea, perché, per definizione, il riguarda una area ben precisa, corrispondente a quella in cui si distribuisce il nervo sofferente (tipica è la nevralgia del trigemino). Ma un può essere anche il fastidioso compagno di una sinusite, l’infiammazione, acuta o cronica, dei seni paranasali, ossia le “caverne” ossee che si trovano attorno al naso.

SESSO E CEFALEA
L’attività sessuale, anche se infrequentemente, può causare attacchi assai dolorosi di mal di testa, la cui intensità risulta proporzionale all’eccitazione e culmina con l’orgasmo. Nella crisi potrebbe avere un ruolo, peraltro non ancora dimostrato, l’aumento della pressione arteriosa. Nel 50% dei casi la “cefalea associata ad attività sessuale” interessa gli emicranici e sembra più frequente in chi già soffre di “cefalea da sforzo”. È un disagio che non va trascurato e deve invece essere indagato, perché questa cefalea, sia pure in una percentuale ridotta di casi, può celare una patologia dei vasi sanguigni cerebrali.

È importante trattare le cause: il mal di testa può avere origine vascolare, come l’emicrania, tensiva, a grappolo, da trauma, da infezione oppure da tumore. Depressione e ansia possono essere associate a mal di testa. Un mal di testa molto grave che insorge all’improvviso deve essere subito valutato da un medico.
Diario
Un diario dei mal di testa è un aiuto molto prezioso per capire quali stimoli provochino il dolore: una volta individuati i fattori scatenanti, adeguare lo stile di vita di conseguenza.
Prevenzione
I supplementi di magnesio nella forma di aspartato di magnesio possono ridurre le crisi di mal di testa. Gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e i beta bloccanti possono aiutare a prevenire mal di testa molto frequenti.
È importante imparare tecniche di rilassamento per ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.

Il  farmaco più usato contro il mal di testa è l’acetaminofene, o un antinfiammatorio non steroideo (FANS). A volte si aggiunge caffeina per aumentare l’assorbimento dei farmaci.

Per la cura delle forme più comuni di mal di testa va distinto il della crisi acuta da quello del mal di testa recidivante. La scelta va personalizzata in base alle caratteristiche del mal di testa, alle modalità di esordio, di miglioramento e di aggravamento.
Crisi di mal di testa
Apis 15 CH 5 granuli, più volte al dì. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape è indicato nella crisi acuta, in alternanza con Secale cornutum. È adatto alla cefalea conseguente alla condizione di edema cerebrale, migliorata con le applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Cefalea pulsante, aggravata dalla luce, dal rumore e dal movimento. La testa è calda, il volto è arrossato, la bocca è secca.

Glonoinum 5 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Congestione intensa della testa. Senso di calore. Pulsazioni nelle arterie del collo e del capo. Arrossamento degli occhi.
Spesso è in relazione ad un rialzo dei valori pressori.
Nux vomica 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Cefalea dopo eccesso alimentare, di alcolici o di tabacco.
Secale cornutum 9 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora, da alternare con Apis mellifica* nel trattamento della crisi emicranica acuta. II dolore migliora con il freddo e peggiora con il caldo.
Mal di testa recidivante
Calcarea phosphorica 30 CH una dose unica alla settimana. Affaticamento fisico e intellettivo con cefalea, soprattutto in soggetti longilinei o che manifestano una crescita rapida. Cefalea dell’infanzia e adolescenza.
Natrum muriaticum 15 CH una dose unica alla settimana. Cefalea periodica. Cefalea scatenata dalla fatica fìsica e intellettiva oppure dal calore e dal sole. Migliora con il riposo, la pressione e le applicazioni fredde, in soggetti introversi. Cefalea degli scolari e degli studenti.
Silicea 30 CH una dose unica alla settimana, per alcune settimane.
Cefalea periodica occipito-frontale, migliorata stringendo il capo con qualcosa di caldo. Soggetto affaticato, ansioso, irritabile, estremamente freddoloso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause sono la stasi del Qi del Fegato, un deficit di Jing del Rene e una stasi di Xue.
Agopuntura
La terapia nel caso di stasi del Qi del Fegato mira a rilassare l’ curando l’ansia o lo stress che provocano la tensione, mobilizzando il Qi del Fegato e agendo sul dolore e punti importanti sono:
BAI HUI;
FENG CHI;
GAN SHU;
JIE XI;
XING JIAN.
In caso di deficit di Jing del Rene la terapia deve avere azione tonificante e sedare il dolore e i punti utilizzabili sono:

BAI HUI;
FENG CHI;
SHEN SHU;
TAI XI; À
TIAN ZHU;
WAN GU. ti
Se invece la causa è una stasi di Xue, oltre alla sintomatologia dolorosa bisogna mobilizzare lo Xue con una combinazione di:
FENG CHIA
SANYIN JIAO;
SHUAI GU;
TAI CHONG; .
TAI YANG;
XUE HAI;
HEGU.
Utile l’applicazione dei punti del Sistema Auricolare di Cranio, Fegato, Fronte, Milza, Occipite, Rene, SHEN MEN e NAOGAN. Si consigliano 10 applicazioni con una frequenza di due volte la settimana, da ripetere dopo circa un mese.
cinese
Formula: CHUAN XIONG WAN TIAO SAN
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..6 g
Herba Schizonopetae………………….6 g
Radix Angelicae Dahuricae……………..6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6 g
Herba Asari………………………..3 g
Radix Ledebourieìiae………………..4,5 g
Herba Menthae…………………….2,5 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi (come ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali, ortaggi a foglia verde (soprattutto lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Incrementare il consumo di cibi ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini, tuorlo d’uovo, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i prodotti biologici, il pesce pescato in mare, la carne, le uova e i latticini provenienti da animali allevati all’aperto, non sottoposti a trattamenti antibiotici e alimentati con foraggio o mangimi esclusivamente vegetali.
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) i cibi a base di farine raffinate e addizionati con lievito chimico e/o di birra, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le fritture, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, i piatti pronti (compresi quelli surgelati), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina Bì 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini, preferibilmente al mattino a colazione, mescolati con yogurt naturale, kefir o latte fermentato.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta, per alleviare il dolore, assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, subito dopo i pasti.
Nei casi in cui il dolore si presenta particolarmente intenso e impedisce lo svolgersi delle normali attività quotidiane, YArtiglio del diavolo può essere utilizzato in un’unica somministrazione, nella dose di 30 gocce per via sublinguale, per facilitarne l’assorbimento.
Se il dolore tende a persistere ed è associato a una contrattura dei muscoli del collo, può essere usato l’unguento all’Arnica, massaggiando le zone dolenti per almeno 30 minuti e ripetendo il trattamento due-tre volte al giorno. Per potenziare i benefici del massaggio, unire 50 gocce di Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione al giorno, circa 30 mi-
nuti prima del massaggio.
Nelle forme particolarmente recidivanti e/o nei soggetti ansiosi, può essere utilizzata la Scutellaria (Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Per alleviare i sintomi, nei casi in cui è presente un interessamento delle radici nervose (per esempio a livello della cervicale) può essere somministrato l’estratto fluido di Edera (Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al
miglioramento del quadro clinico.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, o inquieti e ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 11:00:06.

Sovrappeso 180x180 - Sovrappeso

Sovrappeso

Il nostro peso è il risultato di un costante flusso di entrate e di uscite caloriche. Se si continua a mangiare la stessa quantità di cibo (introducendo perciò la medesima quota d’energìa ogni volta) aumentando contemporaneamente l’attività fisica, il corpo sarà costretto a utilizzare le proprie riserve di grasso per far fronte allo sforzo maggiore. Viceversa: se ingurgitiamo con i pasti più calorie di quante se ne consumano, l’eccesso inevitabilmente si accumulerà nel corpo sotto forma di adipe. L’eccesso di grasso corporeo può essere di vario grado e quello più lieve viene classificato come “”.

Implica un Indice di massa corporea (quel numero che esprime il rapporto esistente tra il peso in chilogrammi di una persona e il quadrato della sua altezza espressa in metri) tra 25 e 29,9. È stato universalmente dimostrato che l’incremento ponderale si associa a un aumentato rischio di andare incontro ad alcune forme tumorali, come quelle del colon e della mammella, facilita
l’insorgenza del diabete di tipo 2, comporta un maggior pericolo per le malattie cardiovascolari. L’incremento del peso corporeo accresce infatti il pericolo di sviluppare aterosclerosi, per le alterazioni che subiscono i grassi nel sangue (e da questo punto di vista sono particolarmente dannosi gli eccessi del colesterolo “cattivo” LDL).

Il del sovrappeso deve includere modifiche nello stile di vita che aumentino il consumo di calorie e ne diminuiscano l’assunzione. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), così come alcuni , possono creare insulinoresistenza: il metabolismo di conseguenza rallenta e aumenta la produzione di cellule di grasso. I disturbi alla base dell’ingrassamento andrebbero identificati e risolti e andrebbe arrestata l’evoluzione del sovrappeso verso l’obesità. Il trattamento va scelto in base all’indice di massa corporea (BMI) e al rapporto altezza/peso.

Dieta
È importante consultare uno specialista per ricevere una prescrizione dietetica mirata. Le ricerche più credibili indicano che concentrarsi sull’indice glicemico favorisce la perdita di peso. In generale, nel trattamento dell’obesità si riducono le calorie e si scelgono alimenti che non aumentino significativamente il livello di glicemia nel sangue. L’uso di farmaci o integratori volti a favorire la perdita di peso non è consigliabile perché non aiuta a perdere peso naturalmente, con mantenimento suc-
cessivo del peso raggiunto.

Esercizio fisico
È molto importante includere nella routine quotidiana l’attività fisica. Trenta minuti di esercizio aerobico al giorno dovrebbero essere obbligatori: si può scegliere l’esercizio più gradito, a patto che venga svolto con regolarità. Camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta e fare esercizio sul cross trainer sono le attività aerobiche più utili.

Mangiare responsabilmente
È utile mangiare solo a tavola e non davanti alla televisione (comunque mai fuori pasto) e focalizzare l’attenzione su ciò che si sta mangiando (sapore, profumo, provenienza, freschezza). È fondamentale ascoltare il proprio corpo e capire quando si è sazi.

Farmaci
In caso di BMI superiore a 30 (o superiore a 27,5 in persone che abbiano anche gravi problemi di salute) può essere utile la prescrizione di farmaci specifici per la perdita del peso, ma si tratta di obesità e non più di sovrappeso.
L’orlistat riduce l’assorbimento dei grassi e può provocare spiacevoli perdite di feci maleodoranti come effetto collaterale; è indicato se l’ ha un alto contenuto di grassi. La sibutramina è appropriata per ridurre l’appetito. L’antidepressivo fluoxetina può contribuire alla perdita di peso.

Supplementi
Il 5 idrossitriptofano è un derivato del triptofano che aumenta la serotonina e diminuisce il desiderio di carboidrati: l’assunzione di 50 mg tre volte al giorno prima dei pasti contribuisce a mantenere il rispetto della dieta. Anche il tè verde può ridurre l’appetito.

Il sovrappeso è spesso espressione di una tendenza costituzionale che può essere corretta con il rimedio omeopatico adatto, che andrà integrato con le opportune indicazioni alimentari, attività motoria e adeguato stile di vita.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida della costituzione definita carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali. Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. L’andatura è rigida e regolare. L’addome appare globoso. Il tipo carbonico è calmo, apatico, sedentario, pigro, talora sonnolento, dominato dall’inerzia. Lamenta una marcata freddolosità. Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica, al diabete e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell’azotemia.
Graphites 9 CH 5 granuli, una volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza, stipsi cronica e alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il carbonato di potassio è indicato per i soggetti che tendono al sovrappeso, all’infiltrazione edematosa dei tessuti o all’obesità. Affaticati o prostrati, manifestano irritabilità e tendenza alla depressione. Talvolta soffrono di lombalgia con la sensazione caratteristica della colonna che non li regge.

Thyroidinum 4 CH una fiala, 3 volte alla settimana. Si tratta di un preparato dell’organoterapia diluita e dinamizzata capace di stimolare il metabolismo generale. L’organo sano somministrato agisce su quello alterato normalizzandone l’attività nelle modalità seguenti: le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano, mentre le alte ( 15 o 30 CH) inibiscono. Così
Thyroidinum 4 CH favorisce la secrezione di ormoni tiroidei, mentre Thyroidinum 30 CH la frena.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sulla fame nervosa, sulla regolazione del
Sistema Lipidico e Idrico e su una corretta funzionalità degli organi Stomaco e Intestino.

Punti importanti da utilizzare possono essere:
YANG CHI;
NEI GUAN;
TIANSHU;
LIANG MEN;
ZU SAN LI;
GONG SUN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di SHEN MEN, NAO GAN, punto antifame.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Porta…………………….1,5 g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5 g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1 g
Radix Aconiti Lateralis………………..1,5 g
Rizoma Zingiberis Officinalis……………1,5 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati È necessario ridurre l’apporto quotidiano di calorie privilegiando alimenti ricchi di fibre e a basso indice glicemico (cereali integrali in chicchi e in fiocchi, pane integrale a lievitazione naturale, legumi, ortaggi e frutta biologica – da consumare preferibilmente con la buccia), integrando con pesce a basso contenuto di lipidi (branzino, orata, dentice, merluzzo, nasello, halibut, pesce persico, pesce spada, palombo, sogliola, filetti di platessa), pollame, latte parzialmente scremato, yogurt naturale magro arricchito con probiotici, ricotta e olio di noci, oppure extravergine d’oliva (non più di 2 cucchiaini al giorno per condire e per cucinare).

È necessario consumare abitualmente la prima colazione con cereali integrali in fiocchi (muesli), o con prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra, frutta fresca e latte parzialmente scremato, oppure yogurt naturale magro, per facilitare il calo ponderale, bilanciare correttamente i nutrienti e limitare l’apporto del cibo durante la giornata.
Il pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici, perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, facilita la digestione e migliora la qualità del sonno. Evitare le verdure crude e la frutta che, rallentando la digestione e disturbando il riposo, predispongono alle apnee notturne. Privilegiare zuppe e minestre ben cotte.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bevande alcoliche e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati.
Limitare l’apporto di sale (che stimola le ghiandole surrenali), di bevande contenenti caffeina, di frutta secca (sono ammesse 3 noci al giorno in sostituzione di un cucchiaino d’olio), di carni bovine e di uova (non più di 2 alla settimana).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno (in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione), con una integrazione di Vitamina B1 -1,5 mg al giorno. Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno. Vitamina B3 15-20 mg al giorno e Vitamina B5 10 mg al giorno;
Biotina 50 mcgal giorno;
Carne di vitello, maiale, agnello, pollo, tuorlo d’uovo, fagioli di soia, pesce, cereali integrali;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cromo 230-240 meg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 meg al giorno.

FITOTERAPIA

Se è associato alla ritenzione idrica è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di
20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Se l’aumento di peso è associato a disturbi vascolari, per la sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la
TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio (verso le ore 18.00). Per potenziarne l’azione si può associare a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’.
La Fumaria officinali$y sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a migliorare il drenaggio dei liquidi e il ricambio idro-salino.
Nei casi in cui è associata una dislipidemia e per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
Per ridurre l’appetito e facilitare il drenaggio dei liquidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia e sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale.
Per la sua azione depurativa può essere somministrata Agrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-07 14:40:28.