Sinusite 180x180 - Sinusite

Sinusite

La è un’infiammazione dei seni paranasali, ossia di quelle strutture cave che si trovano attorno alle fosse nasali. Alleggeriscono la scatola cranica, tutelano il cervello da eventuali traumi e depurano l’aria inspirata, producendo muco che imbriglia germi, batteri o polveri irritanti. Se il drenaggio del muco è ostacolato per cause meccaniche o di altra natura, i microrganismi tendono a ristagnare all’interno dei seni generando un’infiammazione della mucosa. Poiché i seni paranasali comunicano con le fosse nasali attraverso minuti orifizi, è sufficiente una lieve riduzione del loro calibro per alterare la ventilazione e il drenaggio. Quest’ostruzione può essere determinata tipicamente dall’infiammazione della mucosa del naso di natura infettiva (virale o batterica) o allergica. Non a caso la rappresenta caratteristicamente la complicanza di una rinite acuta (raffreddore) o cronica (di natura allergica). Anche le alterazioni delle strutture nasali compromettono il normale transito dell’aria e il corretto drenaggio delle secrezioni (per esempio, le varianti anatomiche del setto nasale e dei turbinati, le sporgenze ossee all’interno del naso). L’ostruzione dei fori di passaggio può anche essere determinata dalla presenza di polipi nasali. I sintomi della sono variabili, visto che il processo infiammatorio può essere acuto o cronico. Nella forma acuta predomina il , in genere localizzato in corrispondenza del seno colpito dalla patologia: si avranno pertanto mal di testa che s’irradia al volto,  agli occhi, senso di intontimento, pressione alla faccia, ostruzione nasale con secrezioni giallastre che colano nella gola. La comparsa della febbre con brividi indica che l’infezione si è estesa al di fuori del seno. La sinusite cronica mostra invece sintomi più sfumati ma di lunga durata, fondamentalmente caratterizzati da un senso di pesantezza alla fronte o all’occhio e lateralmente al naso.

ANATOMIA
I seni paranasali sono cavità scavate nello spessore delle ossa craniche e del massiccio facciale, e si aprono nelle fosse nasali, Si distinguono in: seni mascellari, presenti nelle ossa mascellari; seni frontali, situati nell’osso frontale; seni etmoidali, in quell’osso chiamato etmoide (in corrispondenza della radice del naso e tra le due orbite) e seno sfenoidale, collocato nell’osso sfenoide, che costituisce la parte preponderante della base del cranio.

Identificare le sostanze che creano allergia
Sostanze presenti nell’ambiente o nell’ possono provocare allergia. Grassi animali e burro possono a volte provocare difficoltà respiratoria lieve e cronica nei soggetti predisposti a sinusite. È opportuno provare a
eliminare il burro dalla dieta per 21 giorni e controllare se si verificano miglioramenti.
Potenziare il
Alimentazione sana e variata e dosi adeguate di zinco e vitamina C aiutano a evitare le infezioni. L’esercizio fisico regolare e la diminuzione dello stress mantengono in buone condizioni il Sistema Immunitario.
Pulizia delle vie aeree superiori
Alcune sostanze inalate come la menta in spray nasale, così come i soffumigi, riducono l’infiammazione e favoriscono l’eliminazione del muco.

Amoxicillina, eritromicina e sulfamidici sono antibiotici utili nel della sinusite: se non si verificano miglioramenti dopo una settimana è opportuno tentare antibiotici più potenti come augmentin o levofloxacina. La durata della terapia antibiotica dovrebbe essere di almeno 14 giorni; nei casi cronici si prescrivono cicli di 4/8 settimane.
Attenzione!
Una possibile complicanza della sinusite chiamata cellulite periorbitaria richiede l’immediato intervento del medico: l’infezione può a volte coinvolgere il cervello, ed è necessario il ricovero ospedaliero immediato.

Solitamente la prescrizione omeopatica nella terapia della sinusite in fase acuta si avvale di Hepar sulfur e Pyrogenium, somministrati in alternanza. La prevalenza di una sintomatologia dolorosa o delle secrezioni consentirà di personalizzare il trattamento. Nelle forme croniche è consigliabile rivolgersi al medico omeopata di fiducia per stabilire il tratta-mento di fondo. Va ricordato che è consigliabile evitare l’uso di diluizioni omeopatiche elevate nelle prime fasi della sinusite, per non provocare l’arresto delle secrezioni.

Dolore
Belladonna 5CH5 granuli, ogni 4 ore. Sinusite in fase iniziale. Dolore violento, pulsante. Ostruzione nasale.
Lachesis 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale. Per facilitare la ripresa dell’eliminazione delle secrezioni. Dolore intenso frontale a livello dei seni paranasali e congestione facciale, dopo l’arresto di una rinorrea purulenta.

Suppurazione (secrezione scarsa)
Hydrastis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale con secrezioni dense e vischiose, giallastre, irritanti, in un soggetto prostrato e dimagrito.
Kali bichromicum 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Secrezioni scarse muco-purulente, vischiose, aderenti. Aggravamento con il freddo umido e miglioramento con il calore. Soggetto in buone condizioni generali.
Mercurius solubilis 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Sinusite frontale con scolo muco-purulento verdastro accompagnato da forte irritazione delle mucose.

Suppurazione (secrezione abbondante)
Hepar sulfur 9,12,15,30 CH una monodose al dì, nell’ordine indicato. Il passaggio dalle diluizioni più basse a quelle più elevate evita l’arresto di eliminazione delle secrezioni.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 1 al dì. Da prescrivere sistematicamente, in associazione ad Hepar sulfur.

Sinusite cronica
Silicea 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Sinusite recidivante o cronica.
Diversamente da Hepar sulfur, che è considerato il medicinale omeopatico dei processi suppurativi acuti, Silicea è adatto alle forme di suppurazione recidivante o cronica in condizioni di immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questa patologia infiammatoria può essere provocata da Vento freddo, Vento caldo del Polmone, Calore della Vescica Biliare, Umidità-Calore della Milza, deficit di Qi del Polmone e della Milza.

Lo scopo della terapia è di disperdere gli agenti patogeni esterni, riarmonizzare e riequilibrare le funzionalità degli organi coinvolti nel disturbocioè Polmone, Milza e Vescica Biliare, oltre che a controllare i sintomi associati che possono essere cefalea, rinorrea, anosmia, ostruzioni nasali.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
FENG CHI;
CHI ZE;
HE GU;
YIN TANG;
YING XIANG;
LIE QUE;
TAI CHONG;
YANG LING QUAN;
GONG SUN;
TAI XI;
TAI YUAN;
SAN YIN JIAO;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………….9g
Rizoma Pinelliae………………………9 g
Radix Angeicae Sinensis…………………6 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6 g
Cortex Cinnamomi……………………3 g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………….6 g
Fructus Ziziphi Jujubae…………………3 g
Posologia: Utilizzare come decotto. Assumere 500 mi in piccole dosi 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, alle uova, latticini e carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Nella fase acuta aumentare l’apporto di latte di soia, di riso e/o d’avena, dei dessert di riso e/o di soia, dello yogurt di soia e del tofu in sostituzione del latte e dei latticini.
Alimenti da evitare Eliminare per almeno due mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Nella fase acuta, evitare il consumo di latte intero, formaggi stagionati, burro, mascarpone, panna e gelati alle creme, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Integrazione alimentare
Calcio (durante la fase acuta, in cui viene limitato il consumo di latticini) Bambini da 1 a 6 anni: 800 mg al giorno. Bambini da 7 a 10 anni: 1 g al giorno. Adulti (30-60 anni): 800 mg al giorno. Anziani: 1000 mg al giorno. Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile” l’Echinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei ragazzi al di sotto dei 12 anni d’età), può essere usata alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Nei casi di infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 14 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Se in anamnesi sono presenti allergie respiratorie, può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. II trattamento deve essere proseguito fino alla completa scomparsa dei sintomi (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età).
Per potenziarne l’azione può essere associato a un infuso preparato con petali (30%) e frutti (70%) di Rosa canina e 200 mi di acqua minerale naturale.
Per le sue proprietà balsamiche e per facilitare l’espulsione del muco a livello dei seni paranasali interessati può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-09 14:37:49.

VERRUCHE 180x180 - VERRUCHE

VERRUCHE

Le sono lesioni cutanee di natura virale dovute al papillomavirus (HPV, Human papillomavirus). Questi agenti virali hanno una spiccata predilezione per i distretti cutanei e mucosi, che vengono stimolati a proliferare. Si riconoscono un centinaio di diversi tipi di HPV, ciascuno con una particolare preferenza per una determinata area anatomica. L’incidenza di queste
manifestazioni è massima nei bambini in età scolare e nei giovani adulti: le verruche in questione (dette volgari: costituiscono la forma più frequente) si localizzano sulla superficie dorsale delle mani e delle dita (più raramente sui palmi): si presentano come escrescenze rosee, dalle dimensioni variabili, caratterizzate da un aumentato spessore dell’epidermide. Le verruche possono essere anche plantari: quelle semplici sono lesioni tondeggianti, dai margini netti, dalla superficie indurita (ed eventualmente picchiettata di puntini nerastri: altro non sono che capillari occlusi da trombosi). Le verruche plantari a mosaico sono, invece, lesioni superficiali di piccole dimensioni, che tendono a confluire in una placca dura; di solito non risultano dolenti. Esistono poi verruche piane, che si presentano come lesioni appena rilevate, lisce di colore roseo-giallastro e di preferenza localizzate al volto, al dorso delle mani e alle ginocchia, con una disposizione lineare. Si ricordano, infine, le verruche filiformi,
frequenti nei maschi, più comunemente localizzate nella zona della barba.

I CONDILOMI ACUMINATI
Sono l’espressione dell’infezione da papillomavirus nella regione genitale e costituiscono una frequente patologia a trasmissione sessuale. Si presentano come rilevatezze molli, biancastre, spesso multiple, che talora possono confluire in placche anche di grandi dimensioni. Nel maschio interessano in particolare il pene, e nella donna il vestibolo della vagina.

Cerotti
Esistono cerotti specifici per il delle verruche non dolorose: l’uso di questi cerotti e della pietra pomice permettono di rimuovere le verruche (ripetere il  finché la verruca non è stata tolta tutta).
Trattamenti topici
Per diverse settimane è utile applicare tretinoina in crema prima di andare a dormire. Si può anche usare una soluzione al 17% di acido salicilico, applicando poi un bendaggio. La crema di fluorouracile applicata ogni giorno per tre settimane può dare ottimi risultati, anche se la pelle può scurirsi con questo trattamento. Se nessuno di questi procedimenti da un
risultato, si può usare idrogeno liquido, oppure l’elettrocauterizzazione.
L’iniezione di bleomicina dentro la verruca è una terapia ulteriore da tentare in caso di fallimento degli altri approcci.
Chirurgia o laser
Se la verruca è molto grande e non risponde alle precedenti terapie è utile rivolgersi al medico per l’asportazione chirurgica che si esegue con diverse tecniche. L’approccio chirurgico richiede un po’ più di tempo per la guarigione.

Nell’approccio omeopatico delle verruche si distingue un trattamento con rimedi sintomatici (Antimonium crudum, Dulcamara, Nitricum acidum) associato a un trattamento di fondo (Calcarea carbonica, Thuya). Solitamente si utilizza Thuya occidentalis un tubo dose alla settimana in associazione con un rimedio sintomatico da assumere tutti i giorni, per almeno due mesi consecutivi.
Trattamento sintomatico
Antimonium crudum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche cornee, dure, ipercheratosiche al dorso delle mani o alla pianta dei piedi. Talvolta le verruche sono numerose o recidivanti, soprattutto in soggetti forti mangiatori.
Berberis vulgaris 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche piane a livello delle mani, in particolare della punta delle dita.

Come rimedio principale: applicare un cataplasma a base di aglio finemente tritato, oppure frizionare la zona interessata con succo di aglio fresco. Per accelerare il processo di guarigione è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale.
Nei casi in cui il lamenta , nella zona interessata,può essere utile assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatoria, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, logoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

 

Originally posted 2014-10-09 11:10:43.

Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e capelli appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni rimedi omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni , si dovrà valutare il profilo alimentare del per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del . Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Idrosadenite 180x180 - Idrosadenite

Idrosadenite

Qualunque tumefazione nella regione mammaria o in quella ascellare genera immediatamente ansia e preoccupazione. E proprio l’ è una delle affezioni che più spesso viene equivocata da chi ne è affetto. È una dermatite, chiamata anche “ascesso sudorale dell’adulto”. Causata, nella stragrande maggioranza dei casi, dallo Stophylococcus oureus, l’infezione colpisce le ghiandole sudoripare localizzate in corrispondenza dell’ascella, dell’areola mammaria, dell’area perineale e pubica. Il disturbo si manifesta inizialmente con la comparsa di uno o più noduli rotondeggianti, sottocutanei, di pochi millimetri di diametro. Risultano piuttosto dolenti e ricoperti da un’area di pelle normale oppure arrossata. Tali formazioni nodulari possono in seguito riassorbirsi in maniera del tutto spontanea, o, al contrario, aumentare di dimensioni: allora finiscono per manifestarsi in superficie ed evolvere in un ascesso (nel qual caso la cute si assottiglia e infine si ulcera, con la fuoriuscita di materiale purulento). Non è infrequente che il disturbo diventi cronico per la diffusione del processo infettivo ad altre ghiandole. Inoltre, sono possibili le ricadute.


È un’infezione suppurativa causata dallo stafilococco aureo che si manifesta inizialmente con un nodulo sottocutaneo duro, doloroso, ricoperto da pelle normale o arrossata: questa formazione tende a formare pus e coinvolgere la pelle, aprendosi poi all’esterno con emissione di pus denso. Si può avere la formazione di piastroni per confluenza di noduli vicini. Il decorso della malattia è lento, con possibilità di recidive, anche per la presenza di fattori favorenti: fenomeni macerativi e uso di deodoranti.

Terapia topica e
La terapia si basa su un’accurata pulizia con preparazioni antisettiche. In presenza di numerose lesioni, gli saranno usati per via generale a dosaggio pieno e per un congruo periodo di tempo. Nelle forme croniche è opportuno far guidare la terapia dall’antibiogramma. È utile evitare una eccessiva sudorazione, con indumenti leggeri che permettano la normale traspirazione.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria delFidrosadenite ascellare ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. I medicinali omeopatici specifici dell’idrosadenite sono costituiti da Juglans regia, Juglans cinerea e Rana bufo. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche (5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte (15 – 30 CH) la frenano, mentre le medie (7 – 9 CH) sono ambivalenti.

Inizio
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con pulsante.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

Suppurazione acuta
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 3-4 ore. È il preparato ottenuto dalle ghiandole parotidi del rospo da usare in caso di linfangite con strie di arrossamento lungo il braccio.
Heparsulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo.
Juglans regia 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal noce è specifico per il trattamento dell’idrosadenite suppurata o con tendenza alla suppurazione.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì.

Suppurazione recidivante
Juglans cinerea 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato ottenuto dal noce americano è adatto sia al trattamento dell’idrosadenite acuta sia delle forme recidivanti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto.
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli, una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da un deficit di drenaggio a livello delle ghiandole sudoripare dovuto a un deficit funzionale del Fegato e da un’alterazione a carico della cute, il cui organo responsabile è il Polmone.

Agopuntura
Lo scopo della terapia è di riequilibrare la funzionalità del Fegato e del
Polmone e punti importanti sono:
CHENG JIANG (ricettacolo della saliva, localizzato nella depressione al centro del solco mento-labiale) che tonifica e regola il Fegato sottomettendo il Vento;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin olmonare e stabilizza lo Yin renale;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAl XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il
Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come l’olio di noci e di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.


Se il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata (estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante non superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1
DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’infiammazione a carico della ghiandola sudoripara interessata.
In presenza di un’infezione batterica, oppure a scopo preventivo, può essere utilizzata YEchinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per potenziare le difese immunitarie, grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali e vitamine, può essere somministrata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-15 09:35:49.

Crosta lattea 180x180 - Crosta lattea

Crosta lattea

Si chiama così una dermatiteseborroico, disturbo assai comune nei lattanti. È dovuto a una esuberante secrezione di sebo, la sostanza oleosa emessa da specifiche ghiandole della pelle. A dispetto di quell’aggettivo, “lattea”, il disagio non è collegato all’allattamento materno o artificiale: l’etichetta sottolinea semplicemente il fatto che il bambino è ancora nutrito unicamente con il latte. Può manifestarsi fin dalle prime settimane di vita, e di norma guarisce alla fine del terzo mese. È un’eruzione caratterizzata dalla presenza di squame, giallastre e untuose, che prediligono in particolare il cuoio capelluto, ma può interessare anche le sopracciglia, le guance, le aree cutanee attorno al naso e quelle situate dietro i padiglioni auricolari. Un’altra sede, nel lattante, è pure la regione inguino-anale (in ciò contribuisce evidentemente l’irritazione da urine e feci alla quale può andare incontro il neonato nei suoi primi mesi). In genere, il disturbo si limita a poche lesioni
squamose sul cuoio capelluto; talora le croste abbracciano più sedi e possono coesistere arrossamenti ed essudazioni. Sebbene le squame della siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino (né prurito né irritabilità). Dunque, benché sia grande fonte di ansia per i genitori, è soltanto un’alterazione del profilo estetico del bimbo, assolutamente innocua. La non dipende dalle condizioni igieniche del lattante e non si tratta neppure di una malattia infettiva. Scompare senza lasciare traccia e senza minimamente interferire con la crescita dei capelli.


Il termine medico per la crosta lattea è dermatite seborroica: la causa precisa è ignota. È spesso presente il pityriosporum ovale> un lievito che cresce sulla pelle. La crosta lattea può avere una maggiore incidenza in alcune famiglie, ed è favorita dai climi freddi e secchi. Talvolta la presenza di crosta lattea è legata a deficit di zinco, di vitamina B, o a malattie che diminuiscono il numero delle cellule deputate a combattere le infezioni.

Shampoo
Di solito la guarigione avviene spontaneamente in un tempo da uno a otto mesi: viene facilitata con alcuni accorgimenti utili a eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose per non irritare la cute già delicata. Sul cuoio capelluto passare del cotone imbevuto di olio di oliva o mandorle dolci o vaselina, oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco. A causa della localizzazione sullo scalpo e la persistenza dell’apertura della fontanella cranica, queste operazioni vanno eseguite con cautela, evitando pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l’olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine, utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.

Shampoo medicato o crema
Se la situazione non si risolve si può scegliere uno shampoo (o una crema) con ketoconazolo. Prestare attenzione alla crema, che contiene solfiti e può provocare reazioni allergiche anche gravi. Evitare il contatto con gli occhi. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche che devono essere, però, prescritte dal pediatra.


Per questa forma di eczema seborroico comune nel lattante, che interessa il cuoio capelluto, la zona intorno al naso e la regione frontale, l’omeopatia propone un approccio efficace e rapido, basato sulla somministrazione di rimedi costituzionali ad azione profonda.
Calcarea carbonica ostrearum (calcare d’ostrica) Carbonato di calcio e sali, ottenuti dallo strato medio del guscio d’ostrica. È il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, pallone lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso (turbe della crescita: ritardo di dentizione, linguaggio, deambulazione; tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi; manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree; dermopatie: eritema gluteo, eczema di cuoio capelluto e viso).
Graphites 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì e successivamente a giorni alterni o una volta alla settimana: La polvere nera di grafite è uno dei rimedi omeopatici fondamentali per la cura di molte affezioni cutanee. Caratteristica è l’eruzione vescicolosa delle lesioni da cui trasuda un liquido giallo, appiccicoso, denso, filante, simile a miele. La localizzazione tipica delle lesioni è a livello del cuoio capelluto, delle palpebre, dietro i padiglioni auricolari. Graphites è adatto soprattutto a soggetti pallidi, lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, per due settimane consecutive. Il licopodio è uno dei rimedi omeopatici più importanti di tutta la farmacopea, utilizzato per la sua azione specifica a livello di pelle, fegato e metabolismo. Nel della crosta lattea viene spesso associato all’utilizzo di Calcarea carbonica ostrearum o Graphites.
Mezereum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il fiore di stecco è uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Non c’è una vera e propria cura secondo la Medicina tradizionale cinese, in quanto si ritiene questo fenomeno come una fase di passaggio e di crescita del bambino, che entro il primo anno di età va a risolversi naturalmente.
Si Possono comunque effettuare degli interventi locali, sia con agopuntura che con fitopreparati, soprattutto attraverso lavaggi con preparati a base di olio.


Consigli dietetici

( consigliata per la madre durante l’alattamento)
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, tè verde giapponese.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, potenziando il .
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale magro e il latte fermentato addizionati con batteri probiotici.
Integrare l’alimentazione con fiocchi e farina d’avena, borragine, ortica, trifoglio, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
È consigliabile utilizzare preferibilmente alimenti biologici.
Per dolcificare usare piccole quantità di miele di acacia vergine integrale di produzione italiana.

Alimenti da evitare
I cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi. I prodotti addizionati con additivi alimentari e/o contenenti grassi trans. Lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che ne sono ricchi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
licopcne 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatolane continene37mg);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno;
fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Germedigrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno.


È caratterizzata da un eczema/squamoso a livello del cuoio capelluto, con cute arrossata e presenza di un’aumentata secrezione sebacea.
Come trattamento locale può essere utilizzato Volto di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare) per massaggiare la zona interessata tre-quattro volte al giorno.
Per ridurre l’infiammazione cutanea (l’arrossamento) possono essere usati, in forma topica, l’olio di Enotera (massaggiare delicatamente con la punta delle dita, effettuando movimenti in senso orario per almeno 10 minuti, tre-quattro volte al giorno) e il latte di mandorle, emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo (a 30 mi di latte di mandorle, unire 10 mi di olio di lino e 5 mi di olio di germe di grano).
Nei casi in cui è presente una componente allergica (alimentare o da contatto), può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano, miscelato con olio di mandorle dolci, atte d’avena e Ribes Nigrum (in una ciotola mescolare 25 g di unguento con mezzo cucchiaino di olio di mandorle, 1 cucchiaino di latte d’avena e 5 gocce di Tintura Madre di Ribes Nigrum).
Se l’eczema si estende all’attaccatura dei capelli, interessando anche la zona sopraciliare, può essere usato per via topica un olio alla Calendula preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (meu
tere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare). Massaggiare delicatamente la zona interessata tre-quattro volte al giorno, in particolare la sera prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 14:08:05.

Impotenza 180x180 - Impotenza

Impotenza

Le cause all’origine di un deficit dell’erezione possono essere fisiche e psichiche. E spesso entrambi questi elementi concorrono a causare il disagio. I fattori più frequentemente coinvolti sono di natura cardiovascolare.
Il deficit d’erezione può costituire infatti la spia di un’ipertensione che non ha manifestato ancora chiari segni di sé. S’è visto, a tal proposito, che la difficoltà a mantenere uno stato erettivo valido può addirittura anticipare di circa tre anni un infarto del miocardio o un attacco d’angina. Anche l’eccesso di colesterolo è un nemico dell’erezione. Pure il diabete può compromettere l’erezione e con diverse modalità: danneggiando la circolazione (“microangiopatia diabetica”), per il danno che la glicemia elevata -o mal controllata- provoca sulla parete dei vasi sanguigni, e ledendo le terminazioni nervose (“neuropatia diabetica”). Inoltre il diabete mal gestito, specie quello di tipo 2, si associa a sovrappeso, il che comporta a sua volta una serie di alterazioni ormonali nei livelli di testosterone, l’ormone maschile. Un più basso livello di questo ormone riduce il desiderio e rende più problematica l’erezione. Determinano la difficoltà parziale o totale a conservare l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale anche fattori quali l’ansia, lo stress cronico o la depressione: quasi il 60% degli uomini con un problema erettivo manifesta anche una parallela depressione, che spiega l’irritabilità, il nervosismo, l’aggressività e la tendenza a mangiare (e a volte a bere) di più, quasi per compenso.


Il della disfunzione erettile dipende dalle cause.


I farmaci di uso più comune sono sildenafil, vardenafil e tutti aiutano a ottenere e mantenere l’erezione aumentando i livelli tissutali di ossido nitrico, un vasodilatatore chimico. Questi farmaci non devono essere assunti da persone che siano in terapia con nitrati per problemi di angina, visto il rischio di crolli pressori anche fatali. Va sempre assunta la dose più bassa di farmaco, soprattutto all’inizio, perché esiste il rischio di gravi effetti collaterali cardiaci in persone
già predisposte. L’iniezione intracavernosa di alprostadil è un altro possibile trattamento dell’: anche questo rimedio ha potenziali effetti cardiaci e andrebbe usato sotto controllo medico.

Stile di vita
Smettere di fumare, limitare il consumo di alcol, fare esercizio fisico regolare, riposare adeguatamente e ridurre il livello di stress aiutano a mantenere una migliore funzione erettile. Esistono esercizi che migliorano l’erezione: riguardano il pavimento pelvico e sono chiamati esercizi di Kegel, rinforzano gli stessi muscoli che si usano per interrompere la minzione. Assumere L-arginina, un aminoacido che aumenta la dilatazione dei vasi sanguigni, può essere utile nel trattamento della disfunzione erettile.

Rimedi meccanici
Uno strumento che si basa su una pompa per il vuoto è utile per mantenere l’erezione e ha qualche efficacia. Se tutti i rimedi già esposti non funzionano, la chirurgia può inserire una protesi peniena.


Agnus castus 15 CH 3 granuli al dì, nell’impotenza o nella frigidità. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’estinzione del desiderio sessuale, l’impotenza completa e la frigidità. L’uomo è privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato. Riduzione del desiderio sessuale.
Caladium seguinum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Diradare la somministrazione jn ^ase a| miglioramento. La mancanza di erezione onostante il desiderio. È indicato per soggetti inclini all’eccitazione sessuale e a pensieri lascivi, con eiaculazione senza erezione o coito seneiaculazione. Spesso sono concomitanti disturbi neurovegetativi, difficoltà di memoria e di concentrazione.
Graphites 9 CH 1-3 volte al dì. L’avversione per il rapporto sessuale.
Impotenza sessuale e frigidità in soggetti obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Lycopodium 30 CH una monodose alla settimana. L’impotenza precoce con desiderio conservato. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche. Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo della libido può avere due componenti che lo caratterizzano e cioè un’alterazione funzionale che si manifesta nel deficit erettivo, legata soprattutto alla sfera psicologica e un’impotenza strumentale dovuta necessariamente ad anomalie anatomiche e a un ridotto apporto sanguigno dovuto a un ipofunzionalità del Sistema Circolatorio.
Le cause di tali alterazioni possono dipendere da un deficit di Yang di
Rene, un deficit di Qi di Cuore e Milza, dalle 7 Emozioni. Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’impotenza da deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per l’impotenza dovuta alle 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen. I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve PUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema auricolare di Fegato, Apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e
SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale Testicole, Vescica Biliare, SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 apnlicarinni da effettuari con frequenza bisettimanale.

cinese
formula: Yl GUAN ]IAN
Radix Rehmaniae………………….30g
Fructus Lycii………… ………..12g
Radix Glehniae … ………………12g
Radix Ophiopogonis……………….10g
Radix Angelicae Sinensis………….10g
Fructus Meline Toosendan…………..5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per le sue proprietà “afrodisiache” può essere utilizzata la Noce di cola {Cola nitida), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nei pazienti affetti da sindrome depressivo-ansiosa, può essere associato alla Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le
funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico, di sali minerali e oligoelementi (come bromo, magnesio, sodio, potassio, silicio) e di vitamine (come A, Bl, B2, C, D). È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti» privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il si presenta particolarmente agitato e irritabile può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-15 10:17:44.

Infertilità 180x180 - Infertilità

Infertilità

L’ è considerata dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia: s’intende l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti regolari non protetti. Dal punto di vista biologico, l’età limite ai tini di un concepimento ottimale è 35 anni per lei e 40 per lui. Non che oltre questa soglia non si possano avere figli, anche naturalmente, ma si riducono drasticamente sia le probabilità di concepire, sia di mettere al mondo un bambino sano e aumentano gli aborti: il rischio di abortire spontaneamente risulta essere pari al 10% circa per le donne d’età inferiore ai 30 anni, al 18% nella fascia fra i 30 e i 39 anni, al 34% per le donne intorno ai 40 anni. A tuttciò vanno aggiunte altre cause: passate interruzioni di gravidanza, endometriosi e infezioni genitali, specialmente quelle da Chlamydio. Questa, in particolare, costituisce la malattia infettiva più diffusa al mondo: è del tutto asintomatica e colpisce soprattutto donne molto giovani sessualmente attive (dai 15 ai 21 anni). L’assenza di sintomi fa si che le adolescenti possano non accorgersi dell’infezione da Chlomydio anche per 10 o 15 anni, lasciando tutto il tempo al microrganismo di colpire le tube uterine causando sterilità. Anche la sindrome dell’ovaio policistico rappresenta una comune causa d’ nella donna. E cosi il peso corporeo (sia l’obesità, sia l’eccessiva magrezza): ciò significa che nella maggior parte dei casi se il peso-forma torna normale, anche la fertilità viene recuperata. Molti studi scientifici dimostrano che il fumo provoca nella donna per un danno tossico diretto sull’o-
vaio (le fumatrici hanno anche minore probabilità di successo nella fecondazione assistita). Sul fronte maschile, i “tarli” che intaccano la fertilità sono: l’inquinamento (il cronico consumo di carne che contengono estrogeni può produrre ipofertilità); le abitudini sedentarie: lo starsene gran parte della
giornata seduti, in macchina o al lavoro, espone i testicoli a temperature elevate. Non a caso le gonadi maschili sono accolte nello scroto, che provvede a mantenere la loro temperatura più bassa di quella del corpo.


Alcuni test di laboratorio servono per valutare i livelli ormonali ed eventualmente identificare una causa per il difficile concepimento. Un’ecografia degli organi pelvici fa parte degli esami preliminari.

Clomid
Se l’ovulazione è irregolare o inesistente il con clomid può indurla: si assume per 5 giorni, iniziando dal terzo giorno di mestruazione. Gli effetti collaterali sono vampate di calore, instabilità emotiva, mal di testa e disturbi del sonno. Se il clomid non funziona si possono usare le gonadotropine. Se la gravidanza non si verifica dopo tre mesi di è utile chiedere una consulenza endocrinologica.

Fecondazione in vitro
Si ottiene l’ovulo dalla donna e si feconda con gli spermatozoi dell’uomo; l’ovulo fecondato viene mantenuto in coltura per 3/5 giorni e reintrodotto nell’utero. La percentuale di successo è del 30/50%.


L’omeopatia contribuisce a trattare il problema dell’infertilità su base funzionale, sia maschile che femminile, mediante il ricorso a rimedi che agiscono sulla sensibilità e sul terreno individuale. Vengono indicati l’infertilità.

Infertilità maschile
Orchitinum 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto da testicoli di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento
Perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività. Orchitinum 4 CH favorisce la secrezione testicolare di testosterone.
Lycopodium clavatum 30 CH una monodose alla settimana. È uno dei rimedi omeopatici di fondo più frequentemente indicati in quanto presenta le caratteristiche che corrispondono alle manifestazioni proprie dell’andropausa. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche.
Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di malgrado desiderio intenso con erezione.

Infertilità femminile
Sepia 9 CH o 15 CH, 5 granuli una volta al dì. Il rimedio omeopatico è ricavato dall’inchiostro escreto dalla seppia. È indicato soprattutto in donne magre e brune con disturbi a livello epatico, genitale e urinario (prolasso, perdite, infezioni, incontinenza). Caratteristica è l’irascibilità, il pessimismo, la tendenza all’isolamento, fino all’indifferenza per tutto e per tutti. È uno dei rimedi più frequentemente indicati nella infertilità femminile.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese distingue questo disturbo dal punto di vista femminile e maschile e in particolare può riguardare nella donna un deficit di Yang del Rene, una stasi di Qi di Xue, mentre nell’uomo può dipendere da un deficit di Jing e di Yang di Rene, un deficit di
Qi di Xue oppure una stasi di Qi di Xue.
La terapia nella donna è mirata a regolarizzare il ciclo mestruale ed a favorire Tannidamento embrionale, mentre nell’uomo è mirata a migliorare la produzione di sperma, aumentandone volume, motilità e quantità di spermatozoi “sani”

Agopuntura
Nel caso di infertilità nella donna punti importanti sono:
CI LIAO (secondo forame, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità-Calore dal Riscaldatore Inferiore;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato a livello del IV forame sacrale) che regola l’Umidità e tonifica le condizioni di Calore-Vuoto nel Riscaldatore Inferiore;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’uomo invece, si possono combinare punti quali:
GUAN YUAN;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
TAI XI;
ZHI BIAN;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Mentre per l’infertilità da stasi di Qi di Xue nell’uomo punti importanti da combinare sono:
GESHU;
SHEN SHU;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
L’ideale è effettuare il trattamento terapeutico in contemporanea al partner, in modo da riequilibrare e potenziare l’organismo di entrambi.
Si prevede un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: YOU GUI WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………..24g
Rhizoma Dioscoreae………………….12g
Fructus Corni……………………….9g
Fructus Lycii……………………….9g
Semen Cuscutae……………………..12g
Cortex Eucomniae……………………12g
Cortex Cinnamomi…………………….6g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Radix Aconiti Lateralis………………6g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi, uova, cereali integrali, ortaggi a foglia verde (come lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottospoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre mesi i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente – 1 bicchiere al giorno per gli uomini; mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Licopene22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg).

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione a livello ormonale, può essere somministrata (alle donne dopo i 18 anni) la Salvia officinalis (Salvia), sotto forma di estratto fluido (dalle foglie prima della fioritura), nella dose di 20 gocce due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui è il si presenta ansioso può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
È consigliabile associare YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi, può potenziare l’azione dell’Alfalfa, migliorando le condizioni psico-fisiche del paziente.
Nei casi in cui è presente un processo infiammatorio a livello dell’apparato genitale, che rappresenta la causa principale dell’infertilità, può essere usato il Ribes Nigrum, ricco di antocianosidi e flavonoidi. Per potenziarne l’azione può essere associato alla Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-15 11:17:29.

Coliche intestinali 180x180 - Coliche intestinali

Coliche intestinali

Una vasta schiera di stimoli può scatenare un addominale: le modificazioni metaboliche di un tessuto, la distensione della parete dei visceri cavi, la contrazione spastica della muscolatura viscerale, la compressione delle strutture nervose… Il che compare al bordo costale destro è dovuto di solito a una calcolosi biliare. È la “colica epatica”: una morsa che “stringe e molla ripetutamente”, e, come una cintura, raggiunge la zona dorsale sotto la scapola destra, il a sbarra trasversale, infittivo con frequente irradiazione alla zona sottocostale sinistra e alla schie-
na, fa ipotizzare una pancreatite: spesso il assume una posizione seduta, col tronco flesso in avanti e le ginocchia rialzate. La gastroenterite acuta e i disturbi del colon sono frequente causa di dolori crampiformi, anche violenti, nel mesogastrio (la parte dell’addome che corrisponde alla regione ombelicale). La diverticolite acuta è la tipica causa di dolore al fianco sinistro, ma una sintomatologia dolorosa in questa sede è spesso da collegare alla presenza di un colon irritabile (popolarmente indicato col termine “colite spastica”), alla base del quale vi sono frequenti e disarmonici spasmi della muscolatura del colon associati a un movimento intestinale alterato. Un dolore addominale diffuso, in una persona in condizioni generali buone, suggerisce in genere un’infezione intestinale acuta o una sindrome del colon irritabile. L’appendicite acuta resta la prima ipotesi di un dolore localizzato in corrispondenza del fianco destro.


Le coliche possono essere fenomeni leggeri e temporanei e conseguire a errori alimentari. Un’accurata
anamnesi permette di capire se la causa delle coliche sia stata di tipo alimentare o se sia da sospettarsi un’infezione oppure una patologia intestinale complessa: per questo è opportuno consultare un medico.è opportuno consultare un medico.
Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare e molto utile nel lungo periodo per ridurre il rischio di nuove coliche. £ bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto e importante capire quale cibo sia stato irritante. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.

Ridurre lo stress
È opportuno osservare il riposo. Le coliche vengono peggiorate dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.


Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). In caso di infezione intestinale il medico prescrive l’antibiotico più adatto. In caso di dolore intenso usare antispastici.


Il omeopatico della crisi dolorosa della colica intestinale deve essere messo in atto esclusivamente in attesa di una valutazione medica e comunque soltanto quando è nota l’origine della sintomatologia. II fosfato di Magnesio (Magnesia phosphorica) è il rimedio da utilizzare in maniera pressoché sistematica.
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è il medicinale omeopatico utilizzato nei processi infiammatori localizzati o generalizzati con iperestesia sensoriale generale, spasmi viscerali improvvisi con dolore intenso, talora associati a febbre. La somministrazione di Belladonna deve essere eseguita sotto controllo medico.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi, che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche
molto simili a Magnesia phosphorica, di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte all’inizio e termine bruschi.
Momordica balsamina 5 CH 5 granuli al dì. La margosa è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartengono anche Bryonia e
ColocynthiSy indicata nella sintomatologia dolorosa acuta del colon sinistro. Può essere utilizzata anche in associazione con rimedi di fondo per la cura di colonpatie recidivanti o croniche.
Nux vomica 7 CH 5 granuli. In attesa della valutazione medica, nel sospetto di una subocclusione o occlusione intestinale. La noce vomica è il rimedio omeopatico della colica addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con Io scopo di lenire il dolore dovuto agli spasmi per iperestensione delle pareti addominali, quindi controllare la muscolatura delle pareti intestinali e regolare la circolazione.
Punti importanti per la terapia di Agopuntura Medica sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un trattamento terapeutico di 10 applicazioni da eseguire per 2 volte alla settimana fino alla scomparsa della sintomatologia.


Formula: TONG XIEYAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Pericarpium Citri Reticulatae………..4,5g
Radix Ledebourielìae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Se le coliche tendono frequentemente a recidivare è necessario potenziare il privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
È consigliabile consumare frutta e verdura biologica esclusivamente sotto forma di centrifugato, oppure di succhi per ridurre l’apporto di fibre che possono aggravare la sintomatologia del paziente.
Alimenti da evitare Durante la fase acuta evitare di consumare legumi, crusca, cereali integrali e prodotti da forno con lievito chimico (dare la preferenza alle preparazioni biologiche a lievitazione naturale).
Per combattere l’infiammazione della mucosa intestinale eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) latte intero e formaggi (a eccezione della ricotta e dei fiocchi di latte), uova, crocifere, mais, pomodori, agrumi, semi e frutta secca, pesche, pere, prugne, susine, succo di mela non filtrato.
Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Il primo è la Piscidia (Piscidia erythrina) da usare come estratto secco, che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con
successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti, perchè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite. Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la
Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, per cui dosaggi specifici si utilizzano anche nei pazienti affetti da colon irritabile. Nel caso la colica dia origine a sintomi persistenti e tenda a diventare cronica si somministrano anche estratti secchi standardizzati di Carciofo. Se invece ci sono malattie infiammatori intestinali, un preparato appropriato può essere l’estratto di Curcuma longa per la sua ben nota attività antinfiammatoria sul tratto gastrointestinale; a cui si possono associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.

Originally posted 2014-10-10 09:30:53.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare mammario, diminuzione del desiderio sessuale e ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i rimedi più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Parotite 180x180 - Parotite

Parotite

Si tratta di una malattia infettiva virale che produce un’infiammazione a carico della parotide (la grossa ghiandola salivare collocata tra l’orecchio e la branca montante della mandibola), del Sistema Nervoso centrale, del testicolo e del pancreas. L’età più colpita è l’infanzia, ma anche gli adulti possono venire coinvolti da questa malattia, che finisce per risultare più grave per il pericolo di una orchite, capace di causare sterilità. Il contagio avviene per via diretta, attraverso le microgocciole di saliva (emesse con la tosse e gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata). Dopo un periodo d’incubazione variabile dai 10 ai 24 giorni, ecco comparire un complesso di sintomi: febbre e malessere generale, con vomito e mal di testa; dolori dietro l’orecchio, seguiti dalla comparsa di una tumefazione nella regione parotidea (il si esacerba durante la deglutizione e la masticazione; inoltre, l’entità dell’ingrossamento è vario e provoca lo spostamento verso l’esterno del lobulo dell’orecchio: da qui la popolare etichetta di “orecchioni”); gonfiore anche a carico delle ghiandole sotto la mandibola e la lingua. Circa un terzo (ma secondo alcuni anche il 40-50%) delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica a carico delle vie respiratorie. Le complicanze coinvolgono il compartimento nervoso, con la possibile comparsa di un’irritazione delle meningi (mal di testa, vomito, rigidità della nuca); febbre elevata e dolori allo scroto segnalano la comparsa di un’orchite; la potrebbe persino scatenare una pancreatite, che determina un violento dolore addominale con vomito, febbre e prostrazione; la malattia può poi produrre gravi lesioni all’apparato uditivo: costituisce la prima causa di sordità acquisita nell’infanzia (coinvolgendo 5 casi ogni 100.000 casi di malattia). La , che è molto contagiosa, lascia una immunità assoluta e permanente.

CONTAGIO
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) a quelle suscettibili, va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari; l’infettività è massima nelle 48 ore che precedono tale comparsa.

Il primo dovrebbe essere la vaccinazione: più del 90% degli adulti è stato vaccinato contro la parotite. Nel sospetto di una parotite è opportuno consultare un medico: la parotite è una malattia virale con decorso spontaneamente benigno, tuttavia è opportuno verificare che non siano presenti altre patologie. Una parte fondamentale della terapia si basa sul riposo a letto e sull’idratazione: è importante bere tanta acqua, come in tutte le infezioni virali.
Acetaminofene
Il farmaco di prima scelta contro la febbre e il dolore è l’acetaminofene.
Per l’edema testicolare
Negli adolescenti o adulti con parotite, in particolare di sesso maschile, possono verificarsi dolori ed edemi articolari e dolori e gonfiori ai testicoli: a volte si prescrive prednisolone per risolvere questa complicanza. Se il dolore testicolare è molto intenso esistono particolari sospensori che alleviano i sintomi. Un farmaco noto come interferone alfa 2b è stato usato per prevenire l’ negli uomini con edema testicolare da parotite.

Il medicinale omeopatico specifico per il trattamento della parotite è Mercurius solubilis o Phytolacca, nota anche come ‘mercurio vegetale’ per le indicazioni terapeutiche simili. Alcuni rimedi sono utili per prevenire o controllare le eventuali complicanze della parotite. In ogni caso è necessaria la valutazione del medico.
Prevenzione
Mercurius solubilis 9CH5 granuli, 1 volta al dì, per 2-3 settimane, in caso di epidemia.
Esordio
Belladonna 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 3 ore. Esordio brutale, molto doloroso. Localmente la pelle è arrossata e calda. La bocca è secca. Spesso va prescritta in associazione con Mercurius solubilis.
Ferrumphosphoricum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbre poco elevata con fenomeni di congestione locale (dolore auricolare, tosse secca, alternanza di congestione e pallore a livello del viso).

Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore, alternando con Belladonna. Diradare in base al miglioramento,
parotite, l’Aercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Il mercurio solubile introdotto in omeopatia dallo stesso Hahnemann è considerato il rimedio specifico della parotite. Infiammazione della parotide e delle ghiandole salivari con saliva abbondante, densa, filante e fetida, con gusto metallico in bocca. Febbre con brividi e sudorazione fetida che non dà sollievo.
Phytolacca Decandra 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Parotite associata ad arrossamento del faringe, adenopatia regionale e disfagia.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per una settimana, nella fase di risoluzione e per prevenire le complicanze. Parotite associata ad arrossamento della gola, dolore nella deglutizione, ingrossamento dei linfonodi regionali.
Complicanze
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora ora. Risentimento meningeo con cefalea intensa e rigidità nucale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Prevenzione e cura di pancreatite, orchite, ovarite.
Trifolium repens 3 DH 20 gocce, 2 volte al dì. Viene utilizzato nel soggetto adulto per prevenire l’orchite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo similarmente alla Medicina occidentale, ma nella parte terapeutica si distingue in quanto disperde gli agenti esterni Vento o Calore, mobilizza le energie sui –
Meridiani e naturalmente seda il dolore che può insorgere.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
HE GU;
HA CHE;
WAIGUAN;
YI FENG;
ER JIAN.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, albicocche fresche,
anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del ) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, le uova e i latticini non biologici, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e .
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B1 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus addophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio sotto forma di gem moderi va to, nella dose di 50 gocce al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne Fazione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata nella dose di 6 g in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per aiutare a combattere l’infezione, nei casi lievi, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per potenziare l’azione dei preparati fìtoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di
Pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 15:32:39.