MAL DAUTO 180x171 - MAL D'AUTO

MAL D’AUTO

Nel gergo medico, il mal d’auto, il mal di mare, il mal d’aereo o il mal di treno vengono globalmente definiti “cinetosi” o “chinetosi”, dalla parola greca /c/ne, che significa “movimento”. È una malattia da movimento passivo, in cui possono incorrere i viaggiatori su tutti i mezzi di trasporto. Il disturbo è raro prima dei 2 anni e il tasso d’incidenza massimo viene raggiunto attorno ai 12 anni (ma può persistere pure nell’età adulta). La stanchezza, il consumo di alcol, lo stomaco troppo pieno o il digiuno, le pregresse emicranie, la percezione dei cattivi odori, nonché lo stato emotivo (l’ansia, innanzitutto) costituiscono i fattori predisponenti più comuni. Le donne sono suscettibili tre volte più degli uomini. Una varia gamma di sintomi caratterizzano questa condizione: respiro affannoso, sonnolenza, debolezza, pallore, sudorazione fredda, nausea, vomito, malessere addominale, ipersalivazione (e anche palpitazioni e riduzione della pressione sanguigna).

LE CAUSE
Tre sono gli elementi che concorrono ad assicurare equilibrio e corretta deambulazione: l’apparato vestibolare (collocato nell’orecchio interno), il Sistema Visivo e il complesso dei recettori muscolari e tendinei. Uno squilibrio nei segnali captati e inviati da questi tre elementi finisce per scatenare una sintomatologia vertiginosa o d’instabilità. Quando si viaggia, l’orecchio interno segnala un’accelerazione intensa, nonché sbalzi e curve, i piedi, invece, “poggiano” su una superficie apparentemente
“fissa”, mentre gli occhi colgono immagini in forte movimento. È questo conflitto di stimoli sensoriali nel cervello che scatena le tipiche manifestazioni neuro-vegetative d’intensità variabile che caratterizzano la cinetosi.

La chinetosi è legata alle continue sollecitazioni legate alla posizione che cambia durante il trasporto. Si tratta di una sindrome, cioè di un insieme di sintomi e segni: quando la sindrome si è manifestata ogni terapia è priva di effetto.
Profilassi
A scopo profilattico può essere usata con ottimi risultati, anche in individui molto predisposti, la scopolamina (0,5-1,0 mg mezz ora prima di iniziare il viaggio). Buoni risultati si ottengono anche con anti-istaminici e con parasimpaticolitici tipo joscina.

L’approccio omeopatico nei confronti delle chinetosi si basa oltre che sulle caratteristiche del malessere anche sulle modificazioni dello stato emozionale e del comportamento del soggetto, come eccitazione, paura, preoccupazione. Il medicinale omeopatico più frequentemente indicato e di prescrizione sistematica è Cocculus indicus. Esistono in
commercio preparati complessi molto comodi da assumere che sono in grado di prevenire e di curare i disturbi conseguenti alle varie forme di chinetosi.
Borax 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Particolare sensibilità per i vuoti d’aria in aereo o al beccheggio sulle imbarcazioni. È il rimedio specifico del mal di mare e d’aria.
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi. Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Nausea e vomito con vertigini violente, associati a debolezza
Profonda. Il soggetto ha la sensazione che il collo non riesca a reggere il capo e che le ginocchia siano molli. È il principale rimedio omeopatico
Per i disturbi conseguenti al cambio di fuso orario (Jet lag).
Gelsemium 30 CH 1 dose unica alla vigilia della partenza. Tendenza alla chinetosi in soggetto insicuro di sé. Viene preso dalla paura o dal panico al momento della partenza con tremori e diarrea.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. È adatto a chi è particolarmente eccitato in previsione del viaggio.

Petroleum 7 CH 5 granuli prima della partenza ed al bisogno. Vertigj, ni, nausea, iperscialorrea, sudorazione fredda, vomito. Migliora assumendo preventivamente cibo e chiudendo gli occhi.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi, da assumere sistematicamente. Tabacum 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vertigini e svenimento. Caratteristiche sono le modalità caratterizzate dal miglioramento all’aria, come abbassando il finestrino, scoprendosi e chiudendo gli occhi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

I disturbi da movimento secondo la Medicina tradizionale cinese rientrano nel quadro di disturbi legati a soggetti che presentano deficit di Xue ed eccesso di Yang del Fegato.
Lo scopo della terapia è di controllare la sintomatologia che si presenta con vertigini, nausea, tachicardia, malessere generale, vomito e stato ansioso e punti importanti per la terapia sono:
BAI HUI;
GE SHU;
PI SHU;
QI HAI;
ZU SAN LI;
TAI CHONG;
TAI YANG;
XIA XI;
XING JIAN;
YIN TANG;
NEI GUAN.
Sono associabili e importanti i punti del Sistema Auricolare di Orecchio interno, Rene, sottocorticale e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae…………….2 g
Caulis Bamboose……………………..2 g

Rizoma Zingiberis Offìcinalis…..1,5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis …..1g
Radix Codonopsis Pilosulae…….0,5g
Posologia:2g al dì sottoforma di capsule o o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo, pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Il pasto che precede un viaggio in auto deve essere leggero e a basso apporto di grassi saturi. Privilegiare il pesce pescato in mare e cucinato al cartoccio, le patate cotte al forno con la buccia, i cereali cotti al vapore, la verdura fresca cruda e condita con olio extravergine d’oliva e alcune gocce di succo di limone. Completare il pasto con una piccola porzione di frutta addolcita con miele vergine integrale o sciroppo d’acero.
Alimenti da evitare II giorno che precede un lungo viaggio evitare e/o limitare i cibi a base di farine raffinate e addizionati con lievito chimico, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le bevande gasate, le spezie, i cibi piccanti, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
Prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;

Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lonttano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nelle persone ansiose, nelle qual i il disturbo è particolarmente fastidioso e frequente., può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando un’ora prima della partenza. Questo preparato fitoterapia) può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calimanti sul Sistema Nervoso centrale.
Nei soggetti inquieti e/o ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora^ nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di disturbi digestivi (come dispepsia, flatulenza) può essere utilizzata l’Achillea (Achillea millefolium)> sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, due/tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Somministrare almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.
Per prevenire la cinetosi può essere usato l’estratto fluido di Zingiber officinale (Zenzero), nella dose di 10-20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali. Può anche essere assunto circa 20-30 minuti prima di un viaggio in auto, nella dose di 20 gocce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale, direttamente per via sublinguale, al fine di facilitarne l’assorbimento.
Se il disturbo si manifesta in presenza di problemi epato-biliari può essere somministrato il Cardo mariano (Silybum marianum)t sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca
acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei dlue pasti principali. Effettuare il trattamento almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.

Originally posted 2014-10-14 09:20:57.

Mastite 180x180 - Mastite

Mastite

È l’infiammazione di una zona della mammella, e tipicamente si manifesta nelle donne che allattano. Il fattore scatenante più frequentemente in gioco è l’ostruzione dei dotti galattofori, di quei canalicoli, cioè, che veicolano il latte materno fino al capezzolo. In pratica, la va a impiantarsi su un ingorgo mammario, che si manifesta con un indurimento localizzato del seno.
In tale contesto finisce poi per innestarsi un’infezione batterica, scatenata di solito dallo Stophilococcus oureus, che può trasmettersi alla ghiandola attraverso le ragadi, quei piccoli taglietti che si formano attorno al capezzolo. A provocare queste dolorose ferite è soprattutto la “malsuzione”, l’errata postura del bambino durante l’allattamento. È infatti indispensabile prestare particolare attenzione alla posizione assunta dal bimbo, che deve permettergli di attaccarsi non soltanto al capezzolo, ma anche all’areola mammaria. In seguito al processo infiammatorio, si manifestano svariati sintomi: seno gonfio, dolorante e arrossato, accompagnato da febbre alta, malessere generale e ingrossamento dei linfonodi regionali. Colpisce prevalentemente le primipare, donne quindi alla prima esperienza di allattamento, ma può verificarsi anche in donne con più figli e frequentemente insorge nei primi 10 giorni dal parto.
Dunque, evitando ragadi e ingorghi è possibile prevenire la mastite.

RACCOMANDAZIONI
In presenza di una mastite puerperale non è necessario smettere di allattare: l’interruzione dell’allattamento, infatti, non fa che causare un ulteriore ristagno del latte materno nei dotti galattofori e peggiorare il quadro infiammatorio. Lo svuotamento del seno è essenziale in quanto evita la stasi e il protrarsi dell’infezione. Di solito la mastite non rappresenta un pericolo per la salute del lattante, perché l’infezione non arriva a compromettere il latte. Il bimbo non subisce conseguenze perché verrà comunque protetto dalle proprietà antibatteriche del latte stesso.


È un’infezione della ghiandola mammaria che si verifica con maggiore frequenza nelle prime 2/4 settimane dopo il parto; i sintomi diventano più gravi al diradarsi dell’allattamento.
Prevenzione
È opportuno evitare i fattori associati a rischio maggiore di mastite: lo stress materno, tecniche di allattamento non corrette e traumi ai capezzoli. Se c’è infezione da stafilococco a casa o nell’ambiente di vita è opportuno stare molto attenti a evitarla. È importante bere molta acqua e curare molto l’igiene fisica.
Antibiotici
La mastite di solito è causata dallo stafilococco, ma anche lo streptococco può essere responsabile di alcuni casi. Si prescrivono antibiotici e l’eventuale allattamento deve continuare insieme a periodi di riposo a letto. Si usano la dicloxacillina (una penicillina) e l’eritromicina (se c’è allergia alla penicillina): il trattamento va continuato per 7 giorni pieni. L’80% delle
donne migliora e si ristabilisce pienamente, mentre il 10% va incontro ad ascesso e un ulteriore 10% prosegue con un’infezione recidivante.

Il processo infiammatorio del seno deve essere attentamente monitorato dal medico. Vengono indicati alcuni dei rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati nel trattamento della congestione dolorosa mammaria. In generale si consiglia di alternare Belladonna e Bryonia.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Edema bruciante con dolori trafittivi migliorati dalle applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando i base al miglioramento. Il preparato ottenuto dalla belladonna, pianta della famiglia delle Solanacee, è adatto alle forme di mastite caratterizzate da seno arrossato, caldo, sensibile al tatto, indurito. Talvolta si associa una reazione febbrile con sudorazione abbondante.
Bellis perennis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. La margherita viene impiegata in omeopatia nelle conseguenze di un trauma a livello del seno per favorire il riassorbimento dell’edema traumatico.

Bryonia 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Intensa congestione della ghiandola mammaria che appare tesa e dura. Dolore intenso e acuto, aggravato con il movimento tanto che la paziente preferisce indossare un reggiseno ben aderente e stretto per evitare anche il minimo ballottamento della ghiandola mammaria.
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo. Quando esiste l’indicazione all’uso di Hepar sulfur è necessaria la valutazione del medico.
Phellandrum 9 CH 5 granuli un quarto d’ora prima di allattare. È il rimedio adatto per il dolore al seno che compare durante la poppata.
Phytolacca È il rimedio usato nella mastopatia cronica, nella mastite con tendenza all’ascesso e nell’ingorgo mammario durante l’allattamento. Caratteristica è la congestione dolorosa del seno, prima e durante le mestruazioni. Spesso sono presenti noduli duri, dolenti. Viene utilizzata soprattutto nel dolore mammario della sindrome premestruale.
Rana bufo 5 CH 5 granuli 3-4 volte al dì. Linfangite associate alla mastite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo distur-bo è collegato a una stasi di Qi del Fegato, a un deficit di Qi di Xue o da Calore di Stomaco. V
Lo scopo della terapia è di sedare il dolore, mobilizzare il Qi del Fegato, disperdere il Calore di Stomaco e tonificare il
Qi di Xue.
Punti importanti per questo tipo di terapia possono essere:
HE GU;
JIAN JING;
QI MEN;
QU CHI;
RU GEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG;
DA ZHUI;
NEI TING;

SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie da effettuare 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” pesce pescato in mare, carne magra e uova biologiche.
Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di frutta e verdura fresche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro in scatola miele vergine integrale di produzione italiana, germogli di Alfalfa e/o di soia, latte d’avena, tarassaco, bardana, fieno greco, germe di grano, centrifugati di carote, mango e papaia con succo di limone e frullati di frutti di bosco freschi con kefir, oppure yogurt naturale arricchito con probiotici
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di antiossidanti come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina gli spinaci, le crucifere.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le fritture, i salumi e gli insaccati, i prodotti industriali addizionati
con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Evitare i piatti dei fast-food, il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno con integrazione di Vitamina BI 1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno e Vitamina B3 15-20 mg al giorno;

Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo la corretta funzionalità del Sistema Immunitario);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno.

Per alleviare l’infiammazione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nella fase acuta può essere utilizzato l’estratto fluido di Sedano, per uso topico, miscelando 20 gocce con 30 g di burro di karaté. Massaggiare delicatamente la cute della mammella interessata, tre/quattro volte al giorno.
Nei casi in cui la paziente lamenta dolore, può essere utile assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. Non somministrare durante l’allattamento.
Per tenere sotto controllo i sintomi e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per combattere l’infezione/infiammazione può essere utile assumere l’Echinacea, sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg, due/tre volte al giorno, subito dopo i pasti. Si consiglia di proseguire il trattamento per almeno 5-6 giorni. In associazione, nei casi in cui il disturbo si presenta frequentemente recidivante, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sorto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.

Originally posted 2014-10-13 11:23:36.

Minzione frequente 180x180 - Minzione frequente

Minzione frequente

Solitamente, rientra nella normalità una frequenza delle minzioni inferiore a 7 volte al giorno. Si ricorre al termine di pollochiurio quando si verifica un aumento del numero delle minzioni giornaliere però non giustificato da un aumento della quantità di urine. In altre parole, la pollachiuria descrive una condizione in cui il muscolo della vescica è stimolato a contrarsi nonostante la presenza di una ridotta quantità di urina. Quando invece si è portati a urinare di frequente semplicemente per un’aumentata produzione di urina rispetto alla norma si parla di poliurio. Due pertanto, sono i ventagli di cause quando l’atto del mingere diventa frequente: la poliuria può essere determinata perché s’introducono nell’organismo eccessive quantità di liquidi; può dipendere dal consumo di sostanze ad azione diuretica (come tè e caffè); compare nel diabete mellito (per l’eccesso di glucosio nel sangue) e in quello chiamato “insipido” (dovuto a un deficit dell’ormone antidiuretico prodotto dal cervello). Tra le cause della pollachiuria (che può essere diurna e/o notturna) figurano invece l’ingrossamento benigno della prostata, le infezioni del basso apparato urinario (cistiti, prostatiti) e la calcolosi vescicale. Se le minzioni sono frequenti (più di 7 volte durante il giorno), con l’emissione di piccole quantità di urina e un’importante urgenza minzionale (la sensazione molto forte di minzione imminente che non può essere ritardata), è probabile che ci si trovi di fronte a una sindrome da vescica iperattiva, condizione molto diffusa soprattutto tra la popolazione anziana.

GLOSSARIO
• Disuria – Difficoltà a urinare.
• Nicturio – Necessità di urinare più volte durante il riposo notturno.
• Oligurio – S’intende di solito una diuresi giornaliera inferiore ai 500 millilitri di urina (la produzione normale nelle 24 ore è mediamente di 1500 millilitri).
• Stronguho – È il dolore-bruciore che accompagna o segue la minzione.


La può dipendere da molte cause.
Se il problema di base è un’infezione si devono usare antibiotici contro l’infezione, sulla base di un’urinocoltura prima di ogni terapia (l’urinocoltura serve per identificare i batteri responsabili dell’infezione).
Nell’uomo la prostatite o altre malattie della prostata possono aumentare la frequenza della minzione: la visita urologica è importante per definire la terapia.
Nella donna alcune alterazioni ginecologiche, non necessariamente patologiche, sono legate a pollachiuria: infiammazioni lievi, terapie, piccoli traumi da rapporti sessuale che abbiano provocato una cistite passeggera.
Raramente la pollachiuria è legata ad alterazioni ormonali o malattie sistemiche: è bene consultare il medico se il fenomeno è particolarmente intenso e lungo a risolversi. Ricordare che alcune terapie (per esempio quelle contro l’ipertensione arteriosa) provocano aumento della frequenza minzionale.

Prima di iniziare il trattamento è necessario definire la causa della minzione frequente, spesso conseguente a fenomeni irritativi, infiammatori o infettivi delle vie urinarie. Quando non si è evidenziata un’origine infettiva si può somministrare Staphysagria.
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Aumento della frequenza della minzione da infezione urinaria con senso di bruciore, migliorato dal calore. Compromissione delle condizioni generali, con febbre, prostrazione, perdita di peso.
Cantharis 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. La cantaride è un insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in omeopatia per i processo infiammatori ed infettivi a livello urinario. Uretrite emorragica con minzioni frequenti e dolore violento prima, durante e dopo la minzione.
Equisetum hiemaleSCH 5 granuli dopo ogni minzione. È il rimedio dell’enuresi e delle cistiti recidivanti con emissione frequente di urine abbondanti.
Mercurius corrosivus 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. Dolori brucianti vescicali con frequente bisogno di urinare. Le urine sono torbide e brucianti. Caratteristico è il tenesmo vescicale intenso e persistente.
Medorrhinuml5 CH un tubo dose, 1 volta alla settimana, diradando in base alla risposta. È il medicinale omeopatico specifico per il trattamento delle infezioni urinarie recidivanti o croniche, in particolare da Clamidia. Caratteristiche sono le perdite uretrali di colore giallastro.
Faretra brava 5 CH 5 granuli, al ritmo delle minzioni. Diradare in base al miglioramento. Stimolo continuo alla minzione, anche se l’urina è scarsa ed emessa con grande sforzo.
Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Bruciori a urinare di origine traumatica (cistite e uretrite della ‘luna di miele’ o dopo manovre di esplorazione strumentale a livello delle vie urinarie con aumento dello stimolo a urinare).
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana, per cicli di tre mesi.
È il medicinale omeopatico di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento delle infezioni urinarie recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo può essere dovuto a un deficit di Qi di Rene oppure da un deficit di Yin.
Lo scopo della terapia è quindi mirato a ripristinare una normale minzione, a riequilibrare la diuresi e a riequilibrare un corretto controllo della frequenza.
Nel caso di deficit del Qi del Rene punti importanti per tonificare il Qi sono:
QI HAI;
SAN JIAO SHU;
SHEN SHU;
TAI XI;
ZHI BIAN.
Mentre nel caso di deficit di Yin per tonificare lo Yin si possono utilizzare i punti:
SANYINJIAO;
TAI XI;
ZHONG JI;
ZHI BIAN.

Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Rene, Uretra e Vescica urinaria.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: SUO QUAN WAN
Radix Linderae…………………….10 g
Fructus Alpiniae Oxiphyllae……………10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura diluiti con acqua al 50%.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crucifere.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di magnesio e potassio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica, legumi secchi, soia e cacao.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i cibi piccanti, i piatti dei fast-food, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare (o evitare nella fase acuta) il consumo di salumi, insaccati, prodotti in salamoia, formaggi non biologici stagionati, carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;

Vitamina E 10 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Se il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione batterica, in particolare da Escherichia coli (l’agente patogeno più frequente nelle cistiti), può essere utilizzata l’Echinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15
giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Se il disturbo è correlato con un problema a carico del Sistema Nervoso periferico, grazie alla sua azione antinevralgica, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nel caso in cui il disturbo è correlato alla sindrome ansioso/depressiva può essere assunta la Melissa offìcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.

Originally posted 2014-10-13 13:46:42.

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Mal di gola

È l’infiammazione della mucosa della faringe, dovuta sia all’azione di fattori irritanti, sia all’intervento di virus (come i rinovirus e gli agenti virali dell’influenza) e batteri (in particolare, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A). Fondamentalmente si distingue una faringite acuta e una forma cronica.
Nella prima i sintomi fan parte del quadro delle malattie generiche delle prime vie respiratorie (come il raffreddore, per esempio) e sono rappresentati dalla difficoltà nel deglutire e dall’arrossamento locale della mucosa (eventualmente abbinato alla presenza di tonsille tumefatte e arrossate); talvolta si presenta con le ghiandole del collo ingrossate e anche con dolore all’orecchio. Spesso è presente la febbre. La faringite cronica è invece una forma a lungo decorso, che può essere dovuta al transito delle secrezioni muco-purulente dal naso, alla permanenza prolungata negli ambienti di casa e di lavoro con un clima secco, surriscaldato o caratterizzato dalla presenza di polveri e vapori, nonché all’ostruzione respiratoria nasale. Quest’ultima condizione fa si che l’aria venga continuamente inalata attraverso la bocca: in tal caso viene a mancare l’effetto filtrante, umidificante e riscaldante attuato sull’aria dalle strutture nasali. I pazienti affetti da faringite cronica lamentano sintomi fastidiosi: secchezza della bocca soprattutto al mattino, dolore alla deglutizione, tosse e solleticamento alla gola.

CONTAGIO
L’infezione si trasmette abitualmente per contatto diretto attraverso le secrezioni nasali e bronchiali. Anche le mani, contaminate dai liquidi infetti e involontariamente portate agli occhi e alla bocca, costituiscono un veicolo importante di trasmissione degli agenti infettivi.

Il può essere provocato da un’infezione batterica oppure virale, da un insulto chimico o da un effetto collaterale di farmaci: in medicina si definisce “faringite”
Infezioni virali
Acetaminofene e ibuprofene alleviano il dolore. Anche i gargarismi con acqua salata (un cucchiaio da tavola di sale in due tazze di acqua) possono aiutare. Mangiare frutta fresca a bassa temperatura può dare una sensazione di sollievo.
Infezioni batteriche
Il batterio più comunemente coinvolto nella faringite è lo Streptococco A, che va curato con antibiotici: un ciclo di antibiotici andrebbe iniziato dopo un tampone colturale. Se un paziente ha una storia di malattia reumatica cardiaca, il trattamento va iniziato subito dopo la visita medica. In pazienti allergici alla penicillina si usa Teritromicina: in alcuni casi i batteri sono resistenti a entrambi gli antibiotici, quindi si usa un farmaco alternativo come la claritromicina.
Altre cause di mal di gola
, herpes, difterite, gonorrea, sifilide, tubercolosi e clamidia possono provocare mal di gola. II trattamento in questi casi è specifico per la malattia di base.

Si ritiene che 1*80% delle forme di faringite acuta rispondano alla somministrazione di Belladonna e Mercuria solubilis. In tutti i casi di mal di gola al trattamento generale si consiglia di associare gargarismi con
Calendula e Phytolacca. Nel mal di gola associato a febbre, a reazione dei linfonodi regionali o con carattere recidivante è necessaria la valutazione medica.
Prevenzione
Anas barbariae 200 K una dose unica, una volta alla settimana o ogni due settimane nella stagione fredda e una dose ogni 6 ore ai primi sintomi. È il bioterapico adatto per prevenire le faringiti.
Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9CH5 granuli, anche ogni ora. Tumefazione rosata della gola e gl’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. Dolori brucianti migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Argentimi nitricutn 7CH 5 granuli 3-4 volte al dì. Il nitrato di argento è il medicinale omeopatico adatto alle forme di faringite con la caratteristica impressione di avere una scheggia conficcata a livello della gola.
Belladonna 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola.
Senso di costrizione dolorosa al collo. Talvolta febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.
Ferrum phosphoricum 7 CH 5 granuli 3 volte al dì. È il rimedio della rinofaringite accompagnata da febbre poco elevata e stanchezza, secchezza laringotracheale e dolore che si irradia all’orecchio.
Phytolacca 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento cupo e secchezza della gola con aumento di volume delle tonsille e dolore nella deglutizione che si irradia dalla base della lingua verso le orecchie.
Faringotonsilite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Alito fetido. Dolore irradiato all’orecchio. Ingrossamento dei linfonodi del collo.
Trattamento locale
Calendula officinalis – Phytolacca Eseguire gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle due Tinture Madri, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza, per ottenere un effetto antalgico e antisettico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione causata da agenti patogeni esterni e disperdendo gli agenti stessi, oltre ai sintomi associati che si possono presentare quali tosse, cefalea, difficoltà a deglutire ed edema.
Le cause principali possono essere il Vento caldo, il Fuoco di Polmone e Stomaco e un deficit di Yin.
Nel caso di mal di gola da Vento caldo punti importanti possono essere:
FENG MEN;
HE GU;
LIAN QUAN;
SHANG YANG;
TI AN TU.

Nel caso di mal di gola da Fuoco di Polmone e Stomaco punti importanti sono:
DAZ HUI;
LIAN QUAN;
SHANG YANG;
SHAO SHANG.
Mentre nel caso di deficit di Yin, per tonificare lo stesso si possono usare i punti:
FU TU;
SAN YIN JIAO;
TAI XI;
HEGU.
Oltre ai punti del Sistema Auricolare quali Laringe, Naso interno e Polmoni.
Possono essere sufficienti 5/6 sedute per arrivare alla guarigione di questo disturbo, è consigliabile effettuare le sedute consecutivamente.
cinese
Formula: XIGUA SHUANG PIAN
Citrulli Vulgaris …………………….6 g
Flos Pruni Mume…………………….2 g
Herba Menta……………………….2g
Posologia: Tavolette da 1 g, 1 tavoletta per 4-6 volte al dì da sciogliere in bocca.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti (da sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata per alleviare l’irritazione).
Nella fase acuta può essere utile assumere (ogni tre/quattro ore) frullati e/o centrifugati a base di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione con aggiunta di latte di riso addizionato con calcio, oppure di yogurt naturale e/o kefir e miele vergine integrale di produzione italiana.
Incrementare il consumo dei cibi ricchi di vitamina C quali agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Si consiglia di integrare la dieta abituale con broccoli, fragole, pomodori peperoni, verdure a foglia verde, carote, zucca, melone, fragole, frutti di bosco, mango, papaia, albicocche, cereali integrali in chicchi e in fiocchi fegato di manzo, legumi (soprattutto lenticchie), latticini “magri” (in particolare latte fermentato, crescenza, ricotta, fiocchi di latte), pesce pescato in mare, uova biologiche, germe di grano e lievito di birra.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare i cibi eccessivamente caldi e assumere bevande fredde e minestre tiepide per dare sollievo all’irritazione della gola.
Limitare lo zucchero e i prodotti a base di farine raffinate.
Eliminare la carne e il pesce di allevamento, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Rame 2 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta può essere utile effettuare sciacqui e gargarismi con l’infuso a base di Issopo (grazie ai flavonoidi aiuta ad alleviare i sintomi) preparato con 2 cucchiai di foglie e fiori in 500 mi di acqua minerale naturale.
Nelle forme virali può essere somministrato l’estratto di Andrographispanicolata (generalmente estratto dalle foglie e dalla Parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geraniutn sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per le sue proprietà balsamiche e anticatarrali può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus Sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.
Per potenziarne l’azione può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.
Come antisettico può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.

Originally posted 2014-10-14 09:11:35.

Menopausa DISTURBI DELLA 180x144 - Menopausa, DISTURBI DELLA

Menopausa, DISTURBI DELLA

La segna la cessazione delle mestruazioni, perché si esaurisce la capacità ovulatoria dell’ovaio. Dunque, è la fine del periodo fertile della donna, nel cui organismo si arresta la produzione di estrogeni e progesterone, i due principali ormoni sessuali femminili. Ma si riduce anche la produzione del testosterone, che viene fabbricato anche nelle donne e costituisce l’ormone del desiderio” per eccellenza. I sintomi accusati sono molteplici: vampate di calore, disturbi dell’umore (ansietà, depressione), scomparsa del desiderio, disordini del sonno, tendenza a perdere la concentrazione o la memoria, sudorazioni notturne, artralgie a collo e spalle, mal di testa, secchezza vaginale e ridotta capacità di eccitazione. L’età media della naturale, o spontanea, è 50 anni, oscillando nella maggior parte delle donne tra i 48 e i 52 anni. La carenza di estrogeni e testosterone finisce per intaccare il benessere generale: ne risente il cervello (gli ormoni sessuali femminili alimentano le performance dei neuroni e governano l’equilibrio dei mediatori chimici da cui dipendono il tono dell’umore, il desiderio sessuale, la lucidità mentale) e soffrono l’apparato urogenitale (con conseguenze sulla vescica e l’ecosistema vaginale), il Sistema Cardiocircolatorio e l’apparato osteoarticolare: la perdita di densità ossea aumenta il rischio di osteoporosi, causando fratture e dolori.

DA SAPERE
La menopausa può anche essere precoce, comparire cioè in anticipo, prima dei 40 anni. Quando insorge spontaneamente si parla di POF, Premature Ovarian Foilure (nella cui genesi possono entrare in gioco molteplici fattori, dai deficit congeniti alle malattie autoimmunitarie; ma nella maggior parte dei casi, le cause restano ancora imprecisate). A volte, però, la comparsa di una menopausa precoce è la conseguenza di un trattamento medico: succede, per esempio, quando vengono asportate entrambe le ovaie (“ovariectomia bilaterale”), oppure nel corso di chemio o radioterapia. L’esaurimento ovarico precoce spontaneo ha un’incidenza dell’i % nelle donne sotto i 40 anni. La menopausa “iatrogena”, quella che subentra in seguito alle cure mediche (per patologie benigne e maligne) interessa il 3,4-4,5% delle donne sotto i 40 anni e fino al 15% di quelle tra i 40-45 anni.
Il fumo di sigaretta può anticipare la menopausa di circa due anni. Inoltre tende a peggiorare la frequenza e la gravità delle vampate di calore.

La menopausa è una fase fisiologica della vita: non ha la necessità di una terapia. È possibile, tuttavia, che si verifichino sintomi legati al calo degli estrogeni e alla reazione depressiva che talvolta può manifestarsi.
Stile di vita
L’alimentazione dovrebbe essere ricca di fibre e povera di grassi, con pochissimi grassi animali. L’esercizio aerobico per almeno 20 minuti ogni giorno aiuta a evitare l’eventuale aumento di peso. Sono utili le tecniche di rilassamento.
Terapia ormonale sostitutiva
Ribilanciare gli ormoni aiuta a ridurre la reazione ansioso/depressiva, le vampate di calore, la secchezza vaginale, la secchezza della pelle e il calo del desiderio. La terapia ormonale sostitutiva ha indubbi benefici e, se effettuata sotto controllo ginecologico e senologico, è da raccomandarsi in caso di menopausa sintomatica, cioè quando siano presenti sintomi fastidiosi oppure perdita di calcio dalle ossa (osteopenia, osteoporosi). Il tipo di terapia ormonale sostitutiva va definito sulla base delle esigenze e dei livelli ormonali determinati con l’esame del sangue.
Altri farmaci
La somministrazione di antidepressivi tipo inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) può essere utile per brevi periodi qualora la menopausa sia accompagnata da reazione depressiva: gli antidepressivi possono anche diminuire le vampate di calore. L’applicazione di gel o creme od ovuli vaginali è importante in caso di secchezza vaginale: questi prodotti possono o meno contenere ormoni.

Se la menopausa è unica, varie sono le modalità di viverla. In omeopatia sono previste alcune tipologie diverse che corrispondono a differenti rimedi da prescrivere per prevenire e curare i disturbi della menopausa.
Graphites 9 CH 5 granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nelle donne obese, freddolose, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza.

A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Lachesis 9 CH o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Lachesis è un serpente dell’America tropicale il cui veleno viene utilizzato in omeopatia come rimedio centrale della menopausa. Di prescrizione sistematica nella menopausa chirurgica. Caratteristico è l’aggravamento di tutti i sintomi con la cessazione del flusso mestruale. È il medicinale delle vampate di calore. Il soggetto non sopporta gli abiti stretti e le costrizioni. Loquacità eccessiva. Tendenza alla tristezza, alla malinconia e al-
l’insonnia con sogni angosciosi.
Sepia 9 CH o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Il rimedio omeopatico è ricavato dall’inchiostro escreto dalla seppia. È indicato soprattutto in donne magre e brune con disturbi a livello epatico, genitale e urinario (prolasso, perdite, infezioni, incontinenza). Caratteristica è l’irascibilità, il pessimismo, la tendenza all’isolamento, fino all’indifferenza per tutto e per tutti.
Sulfur 9 CH 5 granuli, una volta al dì. È indicato nei fenomeni caratterizzati da congestione e nelle vampate di calore. Caratteristica è l’intolleranza al caldo con sensazione di bruciore in tutto il corpo, soprattutto ai piedi durante la notte.
Thuya occidentalis 9 o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. La tuia è una pianta della famiglia delle Conifere indicata soprattutto in donne con tendenza all’obesità del tronco, freddolose, con tendenza alle formazioni tumorali benigne a livello cutaneo e alle infezioni urinarie e genitali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sulla sintomatologia che accompagna questo stadio dell’organismo e distingue quattro cause principali che sono: eccesso di Yang del Fegato, deficit di Qi di Cuore e Milza,
deficit di Yin del Rene e deficit di Yang del Rene.
Lo scopo della terapia è quindi di disperdere l’eccesso di Yang, tonificare il Qi, lo Yin e lo Yang del Rene oltre a controllare appunto i sintomi associati quali ciclo abbondante, vampate di calore, stato ansioso, insonnia, astenia, meteorismo.
Punti importanti per la terapia in agopuntura possono essere:
BAI HUI;

FENG CHI;
TAI CHONG;
TAI XI;
PI SHU;
SAN YIN IIAO;
WEI SHU;
XIN SHU;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI;
LAO GONG;
GUAN YUAN;
QI HAI.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana da ripetere dopo circa 30 giorni.
cinese
Formula: LIU WEI DI HUANG WAN
Radix Rehmaniae Preparate……………24 g
Fructus Corni Offìcinalis………………12 g
Rizoma Dioscorea…………………..12 g
Rizoma Alismatis……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Sclerotium Poria……………………lOg
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare equilibrato, basato su un maggior apporto di fibre e a bassa percentuale di acidi grassi saturi, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e 1 crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali
integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”), la carne bianca, il pesce pescato in mare, le uova biologiche (non più di due/tre alla settimana) e piccole quantità di olio extravergine d’oliva spremuto a freddo e di miele vergine integrale (in sostituzione dello zucchero.
Aumentare il consumo di cibi ricchi di triptofano, come il latte, le patate cotte in forno con la buccia, i semi di girasole, le zuppe di pomodoro fresco, i prodotti a base di cereali integrali, la polpa di zucca gialla, le rape e il cavolo.
Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale.
Incrementare gli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene, vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le fritture, i piatti dei fast-food, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente: un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi
grassi trans.
Limitare il consumo di caffeina, carni bovine, frattaglie, salumi, formaggi (escluso il Parmigiano reggiano), panna, burro e strutto.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mgal giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio): aumentare Tapporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Olio dipesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

FITOTERAPIA

Per combattere le vampate di calore e la fragilità capillare, somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in un bicchiere di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio, e a elevato contenuto di calcio e magnesio, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno, il
pomeriggio ( tra le 17.00 c le 18.00) e la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. Oppure unire 30 gocce di estratto fluido a un litro di infuso di Equiseto e sorseggiare nel corso della giornata. VEquiseto, grazie alla sua azione drenante, facilita l’eliminazione dei liquidi e contribuisce ad alleviare la sensazione di “gonfiore”che spesso affligge le donne in menopausa. Associato d\YAmamelide, aiuta a proteggere la parete dei vasi sanguigni e a prevenire le vene varicose e a tenere sotto controllo le teleangectasie, l’osteoporosi, l’artrosi e la ritenzione idrica.
Per alleviare i disturbi psichici, come la depressione, l’ansia e l’irritabilità, le palpitazioni, i disturbi della concentrazione e della memoria, l’insonnia e l’aumentata sudorazione notturna, può essere utilizzata la Cimicifuga racemosa, sotto forma di estratto secco, nella dose di 20 mg, due volte al giorno, privilegiando la mattina a digiuno e la sera, poco prima del riposo notturno. È consigliabile non superare la dose prescritta, per evitare l’insorgenza di cefalea. Il preparato non deve essere utilizzato nelle pazienti affette da neoplasia mammaria estrogeno-dipendente.
Per alleviare la ritenzione idrica può essere utile consumare un infuso di Achillea, preparato con 30-50 g di foglie e sommità Morite essiccate (oppure 200 g di fresche) e 1000 mi di acqua minerale naturale. Sorseggiare lentamente, e a temperatura ambiente, nel corso della giornata, privilegiando la mattina (bere circa 500 mi di infuso) e riservando 150 mi la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Per alleviare i disturbi psico-vegetativi, come le vampate, l’irritabilità, il deficit di memoria e/o di concentrazione, può essere utilizzato l’Hypericum perforatum, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 11:32:45.

Mal di schiena 180x180 - Mal di schiena

Mal di schiena

La lombalgia è il dolore al basso dorso, tra i bordi dell’arcata costale e i limiti dei muscoli glutei (i cuscinetti muscolari delle natiche). In genere, le cause del dolore lombare sono dovute generalmente alle scorrette posture tenute per lungo tempo (quando, tipicamente, si lavora al computer per ore), all’eccessiva tensione dei muscoli causata dallo stress fisico e psicologico, allo scadente tono muscolare (addominale, lombare e dorsale) e al sovrappeso.
La sedentarietà, in altre parole, è un fattore preminente nello scatenamento della lombalgia. A generare il c’è poi la degenerazione e la fuoriuscita del disco intervertebrale. Il dolore è spesso il primo sintomo, il campanello d’allarme, con caratteristiche assai variabili. Parte dal tratto lombare o sacrale della colonna, come una sensazione di pesantezza, di fitta acuta, continua o periodica, che s’irradia generalmente verso il gluteo. Dipende da una stimolazione del nervo e spesso è associato a un’importante contrattura riflessa della muscolatura paravertebrale, che a sua volta è responsabile di un “blocco”: il famigerato “colpo della strega”, che immobilizza il paziente e lo costringe al riposo forzato. Tra le cause figura pure la stenosi del canale lombare, un restringimento della galleria attraverso cui scorre il midollo spinale, nella sua parte centrale o nelle zone più laterali (da dove fuoriescono le radici dei nervi). Strozzamento sufficiente a determinare la compressione dei tronchi nervosi.

ANATOMIA
Il disco intervertebrale è una struttura costituita da un anello esterno fibroso e da un ”cuore” gelatinoso centrale. I dischi funzionano come ammortizzatori naturali, impedendo alle vertebre di entrare tra loro in frizione e assorbendo la pressione esercitata sulla colonna. L’ernia si produce quando la parte centrale di questi cuscinetti forza la cintura periferica e fuoriesce dalla sua sede abituale, toccando le guaine di un nervo, e causando dolore o veri e propri deficit neurologici a carico del tono e della forza muscolare o della sensibilità.

Trattare il mal di schiena significa prima di ogni altra cosa capirne la causa: il dolore provocato da uno stiramento muscolare ha una terapia molto diversa da quello legato a un’ernia discale. Lo scopo del trattamento è chiarire se il mal di schiena non derivi da cause gravi, poi alleviare i sintomi.
Stiramento muscolare
Lo stiramento muscolare è la causa più comune di mal di schiena. La terapia include la rieducazione posturale, esercizi fisici per rinforzare i muscoli addominali e la perdita di peso per evitare carichi eccessivi sulla schiena. Massaggi, applicazioni calde e chiropratica possono essere utili.
Il rilassamento muscolare ottenuto con il supplemento alimentare di aspartato di magnesio può ridurre lo spasmo. 1 farmaci più usati per curare il mal di schiena sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS); analgesici narcotici (oppiacei) possono in alcuni casi rendersi necessari.
Miorilassanti come la ciclobenzaprina risolvono le contratture severe.
Nel mal di schiena cronico si ricorre a volte a iniezioni locali o epidurali.
Ernia discale
Le ernie vertebrali possono essere causa di mal di schiena. Il trattamento è conservativo, cioè non chirurgico, nella maggior parte dei casi. Il riposo assoluto per 48 ore è fortemente raccomandato e i farmaci più usati sono i FANS; i corticosteroidi e i miorilassanti possono rendersi necessari per trattamenti a breve termine. In caso di sintomatologia severa la chirurgia può essere l’unica soluzione.

Il mal di schiena può comparire bruscamente a seguito di uno sforzo, anche banale oppure dopo un raffreddamento. La forma può risolversi completamente o recidivare a distanza. La presenza di una lombalgia cronica esige una diagnosi ben definita prima di iniziare il trattamento adatto. L’omeopatia completa l’approccio convenzionale e si basa su rimedi della lombalgia acuta e recidivante. La scelta del medicinale omeopatico si basa sulle condizioni scatenanti e sulle caratteristiche
dei sintomi.

Lombalgia acuta
Arnica 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Contrattura muscolare dolorosa dopo sforzo eccessivo o dopo esercizio fisico violento.
Bryonia 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Dolori vivi, lancinanti o trafittivi, aggravati con il movimento. Miglioramento con l’immobilità assoluta ed il riposo.
Disci ìumbares 4 CH 1 fiala perlinguale al dì. Si tratta di un organoterapico indicato nella lombalgia recidivante dovuta ad artrosi lombare oppure alla sofferenza discale.
Rhus toxicodendron 9o 15 CH 5 granuli anche ogni 2 ore. Lombalgia o lombosciatalgia acuta, insorta dopo sforzo eccessivo, come il sollevare un peso, dopo un esercizio muscolare violento o dopo esposizione al freddo umido. È presente contrattura muscolare e sensazione di rigidità.
Agitazione ansiosa che impedisce di restare a letto immobile.
Lombalgia cronica
Calcarea fluorica 30 CH 1 monodose ogni 1 -2 settimane. Rigidità e dolore lombare dovuti ad artrosi lombare.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Dolore intenso con sensazione di debolezza della regione lombare. Talvolta la sintomatologia insorge durante o dopo una gravidanza, dopo perdita o incremento di peso. Aggravamento con il freddo. Caratteristica è la stanchezza generale con sudorazione al minimo sforzo.
Radium bromatum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Dolore profondo associato a sensazione di debolezza lombare. Miglioramento con il movimento lento e progressivo. È considerato uno dei rimedi elettivi nel trattamento del mal di schiena conseguente ad artrosi lombare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo relazionandolo ai principali dolori che si hanno a carico del rachide vertebrale dorso-lombare.
Le cause possono essere il Freddo-Umido, una stasi di Xue e un deficit di Qi del Rene.
Nel caso di Freddo-Umido lo scopo della terapia è la dispersione del Freddo-Umido, sedando il dolore, sciogliendo la muscolatura contratta e punti importanti sono:
DA CHANG SHU;

DA ZHUI;
SHEN SHU;
WEIZHONG.
Nel caso di stasi di Xiu Io scopo della terapia è la mobilizzazione dello stesso, sedando del dolore e punti importanti possono essere:
DA CHANG SHU;
GE SHU;
SHEN SHU;
WEIZ HONG.
Se invece la causa riguarda un deficit di Qi del Reni lo scopo della terapia, oltre a sedare il dolore, consiste nel tonificare il Qi e punti importanti sono:
DA CHIANG SHU;
MING MEN;
SHEN SHU;
WEIZ HONG.
Si consiglia un ciclo terapeutico da effettuare in giorni consecutivi, per migliorare la sintomatologia e sedare il dolore potrebbero essere sufficienti 2/3 applicazioni.
cinese
Formula: DU HUO II SHENG WAN
Radix Angelicae Pubescentis……………10 g
Ramulus Loranthi…………………..15 g
Radix Gentianae Macrophyllae…………10 g
Radix Ledebourieìiae…………………10 g
Herba Asari………………………..3g
Radix Angelicae Sinensis………….-…..10 g
Rizoma Ligustici Chuanxiong…………..10 g
Radix Rehmaniae…………………..12 g
Radix Achyranthes Bidentatae………….10 g
Cortex Eucomniae…………………..10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Cinnamomi…………………..3 g
Radix Ginseng………………………5g
Radix PaeoniaeAlba………………….6 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5 g
Posologia: 3-4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Alimenti consigliati Nei casi in cui il mal di schiena è causato dal sovrappeso è consigliabile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di acidi grassi saturi, privilegiando i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati e/o secchi, la soia e i derivati, la frutta e la verdura biologiche e di stagione, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il lattee lo yogurt naturale magro.
Se è associato alla rachialgia, incrementare il consumo di alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Per alleviare la sintomatologia muscolare privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, boro e magnesio, come le carni di agnello, maiale, manzo e lacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli e il cacao.
Alimenti da evitare Evitare, fino al miglioramento del quadro clinico, i salumi, gli insaccati, i formaggi, la caffeina (caffè, tè e coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germedigrano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore si può essere ricorrere all’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella do- se di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consi-
gliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Se è associato a uno stato di tensione neuro-muscolare può essere utilizzato l’Hypericum perforatum, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Se il dolore è localizzato in regione lombosacrale può essere utile un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Coprire con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per la sua azione antinevralgica può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Per alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Edera, nel- la dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 10:36:35.

Micosi 180x180 - Micosi

Micosi

Costituiscono un variegato gruppo di affezioni che coinvolgono la pelle e gli annessi cutanei (peli, unghie e mucose), dovute a una infezione da parte di funghi. I dermatofiti, per esempio, sono funghi capaci di colonizzare la cheratina dell’epidermide, del pelo e delle unghie: rientra in quest’ambito la Tineo corporis, in cui la lesione caratteristica è una chiazza piana arrossata, pruriginosa, ovale, con un anello periferico vescicoloso; la lesione tende ad aumentare di diametro e a confluire con le chiazze vicine. La Tineo cruris (o epidermofizia inguinale) costituisce la forma più comune, che si localizza caratteristicamente in corrispondenza dell’inguine e delle zone vicine alla coscia: contagiosa, può generare vere e proprie epidemie, soprattutto tra gli
atleti. La Tinea capitis, detta anche tigna, è la del capello. Sul cuoio capelluto emerge una chiazza priva di peli, di discrete dimensioni, con la superficie caratterizzata da una lieve desquamazione. Mucose e cute possono essere colpite, poi, dalla Candido albicons, un lievito che può colonizzare la cute soprattutto macerata. Quadro tipico è l’intertrigine, un’affezione delle pieghe cutanee (come quella dell’ascella e inguinali) che appaiono colpite nella parte centrale da ragadi e macerazioni.

VARIETÀ
Si chiama Pityriosis versicolor un’infezione dovuta a un lievito (Molossezio furfur): è una comunissima affezione, soprattutto nei climi caldo-umidi. Si manifesta con tipiche chiazze rotondeggianti, di varia grandezza dal colore caffelatte. Non provocano
prurito e si localizzano al tronco e alla radice degli arti. L’aumento della temperatura cutanea (per effetto anche degli indumenti sintetici) favorisce la crescita delle popolazioni di questo fungo sulla cute.


Farmaci
La nistatina topica, gli imidazoli e la ciclopiroxolamina sono efficaci perché sopprimono i dermatofiti e le infezioni cutanee da candida. La terapia va scelta in accordo con la sede d’infezione e dosata per tre o quattro volte al giorno. Per ottenere un’azione antinfiammatoria e antipruriginosa si possono usare creme corticosteroidee a bassa potenza (idrocortisone) e anti-
micotiche, da applicare separatamente o in miscele di uguale dosaggio.
Per via orale, se necessario,viene utilizzato itraconazolo 200 mg/ al giorno per 2-6 settimane.
Nelle dermatiti da pannolino la pelle va tenuta asciutta con cambi frequenti del pannolino e la generosa applicazione di nistatina in polvere o una crema a base di imidazolo due volte al giorno; nelle forme più gravi va evitato l’uso di indumenti irritanti e pannolini con mutandine di plastica maceranti. L’itraconazolo orale è efficace per molte forme (comprese quelle vaginali) di candidiasi mucocutanea sia acuta che cronica.

Il trattamento omeopatico si basa sulla scelta di un rimedio secondo l’aspetto delle lesioni e di medicinali di fondo che prevengono la tendenza delle micosi a recidivare. Vengono proposti alcuni schemi terapeutici per
le forme micotiche più comuni.
Micosi cutanea
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È uno dei rimedi più frequentemente utilizzati nel trattamento delle micosi cutanee caratterizzate da lesioni eritematose e squamose, accompagnate da sensazione di bruciore e prurito.
Graphites 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale adatto per le micosi delle grandi o delle piccole pieghe, come il ‘piede d’atleta’. Le lesioni sono pruriginose, trasudanti con un essudato giallastro, spesso con impetigine oppure secche, ispessite. Prurito con essudato nauseabondo. Le sedi più frequentemente interessate oltre alle pieghe di flessione sono il cuoio capelluto e le unghie.

Psorittum 15 CH 5 granuli, 1 volta alla settimana. È il bioterapico che viene spesso utilizzato in associazione con i rimedi di fondo soprattutto in soggetti che tendono periodicamente alle manifestazioni micotiche, in particolare a livello ungueale.
Sulfur 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Lesioni micotiche associate a prurito aggravato dal calore, come il piede d’atleta e le micosi localizzate negli spazi interdigitali.
Micosi ungueale
Antimonium crudum 7CH 5 granuli, 1 volta al dì. Unghie ispessite, deformate che cadono con facilità.
Isoterapia ungueale 5 granuli, 2 volte al dì. 5 CH 1 tubo granuli intero, poi 7CH 1 tubo granuli intero, poi 9 CH 1 tubo granuli intero, poi 15 CH 1 tubo granuli intero.
Psorinum 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
Tricophyton rubrum 9 CH un tubo dose alla settimana.
Candidosi genitale femminile
Candida albicans 9 o 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì.
Helonias 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Leucorrea abbondante, bianca, albuminosa.
Pitiriasi versicolor
Antimicotico trattamento locale.
Pityrosporum orbicolare 15 CHS granuli, 1 volta al dì.
Sepia 15 o 30 CH una monodose, 1 volta alla settimana. Adatto per le forme recidivanti o croniche.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sulla dispersione degli agenti patogeni intermedi che aggrediscono l’organismo e soprattutto aumentano la barriera difensiva dell’organismo stesso.
Punti importanti sono:
TAI YUAN;
TAI XI;
TAI CHONG;
XUE HAI.
Nel caso la micosi desse anche prurito si può aggiungere il punto YANG
LIN QUAN

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, come frutti di bosco, papaia, mango, fragole, ciliegie, pesche, albicocche, melone, anguria, agrumi, patate americane, ortaggi a foglia verde, crucifere, porro, cipolla, scalogno, aglio, grano saraceno, orzo, avena, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati e frullati di frutta fresca e verdure di stagione con latte fermentato, yogurt naturale addizionato con probiotici, o kefir, e dolcificati con miele vergine integrale di produzione italiana.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali ( in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del paziente) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne, le uova, i latticini e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella candidosi ricorrente è indicata YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per aiutare ad accelerare il processo di guarigione, può essere utile assumere 20 gocce di Alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotinoidi, acidi grassi essenziali.
Nelle micosi intestinali può essere somministrata VAgrimonia eupatorio, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Non assumere in dosaggi elevati, perché può causare nausea e vomito.
Per aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia può essere associata, ai preparati titolerà pici, Toligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento: 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-13 13:10:57.

Malattia di raynaud 180x180 - Malattia di raynaud

Malattia di raynaud

Le cosiddette mani fredde sono dovute, nella maggior parte dei casi, a un disturbo circolatorio che coinvolge i piccoli vasi sanguigni delle dita, chiamato fenomeno di Raynaud. È caratterizzato da improvvise crisi di pallore e cianosi delle dita, che si traducono in un mutamento di colore delle estremità. Generalmente i fattori scatenanti sono rappresentati dall’esposizione al freddo o agli stress emotivi. Il fenomeno di Raynaud è articolato intre fasi: nel primo stadio, ischemico, si assiste alla comparsa del pallore (“dita bianche”), con un senso d’intorpidimento; segue una fase cianotica, in cui le dita diventano bluastre; infine, nella terza fase, denominata iperemia, le estremità acquistano un colore rossastro. Solitamente questa manifestazione è bilaterale e non genera conseguenze; nelle forme legate ad altre patologie, il disturbo può determinare la comparsa di ulcere e cicatrici ai polpastrelli. La maggior parte di chi soffre del fenomeno di Raynaud sviluppa questo problema senza che vi sia una malattia sottostante: in questo caso si parla di . Altre volte gli episodi di pallore e cianosi delle dita si manifestano sullo sfondo di altre condizioni patologiche (come la sclerodermia, il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide). Il fenomeno di Raynaud è spesso un disturbo professionale quando l’individuo è esposto agli stress vibratori. Si parla in tal caso di “sindrome del dito bianco da vibrazione”, una patologia che compare generalmente dopo molti anni di microtraumi vibratori indotti dagli strumenti di lavoro (come i martelli pneumatici). I cambiamenti del colore cutaneo sono legati alle variazioni di calibro subite dai piccoli vasi arteriosi delle dita: l’iniziale, intensa vasocostrizione delle arterie produce una riduzione dell’afflusso di sangue con conseguente comparsa di pallore e cianosi; il rossore, che affiora dopo la crisi, è invece dovuto alla dilatazione vascolare.

DA SAPERE
Le donne risultano più colpite, specialmente in età fertile tra i 16 e i 40 anni.
LA DIAGNOSI
Tra le indagini strumentali la capillaroscopia permette di analizzare la microcircolazione e di valutare forme e dimensioni dei singoli capillari.


Evitare il freddo
Indossare guanti e vestirsi in maniera appropriata quando si esce al freddo è la prima procedura utile. In estate è bene evitare gli ambienti con aria condizionata troppo fredda. Durante l’attacco, mettere le mani sotto il getto di acqua calda o fare ruotare le braccia per fare affluire più sangue.
Aumentare il flusso del sangue
Lo stress peggiora la malattia di Raynaud: adottare tecniche di rilassamento e respirazione. La nicotina, i farmaci usati contro il raffreddore, le pillole prescritte durante le diete dimagranti e l’efedrina dovrebbero essere usati con molta cautela. Evitare il fumo è particolarmente importante per chi soffre di malattia di Raynaud.
Farmaci
Vengono prescritti i bloccanti dei canali del calcio, di solito la nifedipina. La nitroglicerina è stata a volte usata a livello topico per dilatare i vasi sanguigni.
Chirurgia
Un intervento chirurgico chiamato simpaticectomia locale digitale serve per i casi più severi: si interrompono i nervi che vanno alle zone interessate per bloccare l’innervazione intorno ai vasi sanguigni.

L’approccio omeopatico risulta particolarmente efficace sia nella cura sintomatica (Agaricus muscarius, Secale cornutum) che nel trattamento di fondo del morbo di Raynaud.
Trattamento sintomatico
Agaricus muscarius 7 CH 5 granuli, una volta al dì. L’amanita muscarina è un fungo velenoso della famiglia delle Agaricacee che viene utilizzato in omeopatia principalmente per manifestazioni cutanee aggravate dall’esposizione al freddo, come geloni, acrocianosi, morbo di Raynaud.
Caratteristica è la sensazione di freddo glaciale localizzato a livello delle estremità ed il formicolio. Il rimedio trova impiego anche nella sfera nervosa per tremori, tic e convulsioni. È il medicinale omeopatico di prima scelta nel trattamento del morbo di Raynaud con parestesie.

Secale cornutum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo sclerozio, fungo parassita della segale viene utilizzato in omeopatia per la sua attività di normalizzazione della circolazione arteriolare periferica. Caratteristica è la sensazione di intenso bruciore della regione interessata che contrasta con il freddo oggettivo. Si associa un senso di formicolio.
Trattamento di fondo
Pulsatilla Si consiglia la diluizione 7 CH 5 granuli, una volta al dì, nella fase acuta dei sintomi e la diluizione 30 CH una dose alla settimana, nel corso del periodo invernale, per prevenirne la comparsa. L’anemone pulsatilla viene usata in omeopatia soprattutto nella cura dei disturbi circolatori periferici e delle manifestazioni catarrali delle prime vie aeree. Spesso si tratta di soggetti di sesso femminile, in giovane età, di carnagione chiara, timide, malinconiche. Caratteristica è l’estrema variabilità delle sensazioni e l’aggravamento generale con senso di malessere in ambienti chiusi e caldi. È il rimedio di molte manifestazioni circolatorie venose, come la stasi o congestione venosa delle estremità, rete venosa bluastra a livello delle cosce, il morbo di Raynaud ed i geloni. Solitamente il morbo di Raynaud si associa a prurito che peggiora con il calore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da una stasi di Xue, una stasi di Qi di Xue del Fegato e da un deficit di Yang di Milza e Rene.
Lo scopo della terapia è di disperdere il Freddo, di riscaldare i Meridiani, di mobilizzare lo Xue e il Qi e di tonificare lo Yang della Milza e del Rene.
Punti importanti nel caso di stasi di Xue possono essere:
BI ZHONG;
JI QUAN;
SAN YIN JIAO;
TAI CHONG;
XUE HAI;
YANG CHI.
Nel caso di stasi di Qi di Xue del Fegato si possono usare:
BI ZHONG;
HEGU;

JI QUAN;
SAN YIN JIAO;
TAI CHONG;
XUAN ZHONG.
Mentre se la causa riguarda un deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN;
II QUAN;
NEI GUAN;
QI HAI;
TAI XI;
YANG CHI;
ZUSANLI. i
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………..12 g
Radix Angelicae Sinensis………………10 g
Radix Paeoniae Alba…………………10 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..6 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano di cibi ricchi di vitamina C (come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, il frutto di rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di zinco come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, carne, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali, legumi, verdure, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Integrare la dieta abituale con kefir, latte fermentato e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici e con buone fonti di acidi grassi omega-6 e omega-3, come l’olio di noci e di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Incrementare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua a temperatura ambiente.
Assumere borragine, ortica, maggiorana, germogli di Alfalfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone e ananas fresco per le loro “proprietà antinfiammatorie” e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i piatti pronti dei fast-food, il caffè, il tè nero, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente: un bicchiere/die per gli uomini, mezzo bicchiere/die per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, i salumi, gli insaccati, la carne in scatola e il tonno in salamoia.
Integrazione alimentare
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo il decorso della malattia (azione anti-flogistica, tonico-venosa, capillaro-protettrice).
Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per alleviare il dolore, nella fase acuta, applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua per ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Nelle forme recidivanti e/o nei casi in cui il disturbo si presenta di forte intensità, può essere utilizzato il Ginkgo biloba, sotto forma di estratto secco nella dose di 30-60 mg, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento deve essere protratto per almeno quattro mesi. In alternativa può essere usato l’estratto fluido (in particolare l’estratto acetato, per evitare gli effetti collaterali a livello gastrico), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, dopo i pasti. Il Ginkgo è controindicato nei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-13 11:13:57.

MESTRUAZIONI ABBONDANTI 180x180 - MESTRUAZIONI ABBONDANTI

MESTRUAZIONI ABBONDANTI

Si dice “eumenorrea” il ciclo mestruale normale, considerato tale sia per ritmo (ogni 29 giorni, più o meno tre, quindi dai 26 ai 32), sia per durata (dai 4 ai 6 giorni), sia per quantità (con valori medi di 36,7 millilitri per flusso).
Una mestruazione abbondante è una circostanza relativamente frequente nella storia mestruale della donna. Il ripetersi della condizione andrà invece indagato, in quanto molteplici fattori possono entrare in gioco nel determinarla, e poi perché alla lunga il fenomeno può portare a una carenza di ferro con conseguente anemia (con stanchezza e palpitazioni). I termini ipermenorreo e menorrogio indicano, rispettivamente, la mestruazione abbondante con una perdita mensile superiore agli 80 millilitri, e la mestruazione che si protrae per 7 giorni o più. In assenza di problemi a carico della coagulazione del sangue, o di disfunzioni epatiche e renali, i casi di ipermenorrea o menorragia possono essere dovuti alla presenza di polipi endometriali (nella cavità
dell’utero) e di fibromi uterini. Anche il ricorso ai contraccettivi orali può indurre un sanguinamento anomalo. Ma assai spesso nelle donne in età fertile non si rileva alcuna causa organica (cioè “fisica”) all’origine del problema, e allora il disturbo viene definito “disfunzionale”: in questo caso è in gioco un’immaturità del cosiddetto “asse ipotalamo-ipofisi-ovaio”, il Sistema Ormonale, cioè, che governa il processo dell’ovulazione.

GLOSSARIO
• Dismenorrea – Mestruazione dolorosa, più frequente nelle giovani donne.
• Ipomenorreo – Mestruazione scarsa, con una perdita ematica mensile inferiore ai 20 millilitri.
• Menarca – È la prima mestruazione: si considera normale il menarca che compare trai 10 e i 14 anni.
• Menometrorrogia – Sanguinamento irregolare ed eccessivo che interessa la mestruazione prolungandosi anche nel periodo intermestruale.
• Metrologia – Perdita ematica abbondante, che si manifesta tra una mestruazione e l’altra.
• Oligomenorrea – Mestruazioni rare, che “vengono in ritardo” (con un intervallo fra un flusso e il successivo superiore ai 35 giorni).
• Polimenorrea – Mestruazioni frequenti, che “vengono in anticipo” (con un ritmo inferiore ai 25 giorni).
• Spotting – Termine che deriva dall’inglese to spotf che significa “macchiare”. Indica le piccole perdite di sangue che possono comparire durante il mese, fra una mestruazione e l’altra. Oltre che nei cicli naturali, lo spotting può comparire nel 10% circa delle donne nel primo mese di utilizzo della “pillola”, del cerotto o dell’anello vaginale contraccettivi.

Le , dette menorragia, richiedono una diagnosi da parte del ginecologo/a: la terapia dipende molto dalla diagnosi di base. Spesso, comunque, non è evidenziabile alcuna causa: è possibile che si verifichi una diminuzione della secrezione di prostaglandine (tipo PGF, che hanno azione di “restringimento” dei vasi sanguigni, cioè sono vasocostrittrici) e un aumento di prostaciclina (che “apre” i vasi, cioè è vasodilatante). In quest’ultimo caso la terapia si avvale di farmaci antiprostaglandinosintetasi.
La menorragia non va confusa con la menometror ragia, nel corso della quale si ha una perdita ematica abbondante che inizia come mestruazione e continua nel periodo intermestruale. Le cause più frequenti sono endometriti, fibromi, polipi uterini, iperplasia dell’endometrio e disfunzioni ormonali. La menometrorragia può essere dovuta, anche, a cause generali quali: malarie del sangue, leucemie, problemi di coagulazione, malattie infettive, nefropatie, ipertensione arteriosa.

Il controllo ginecologico consente ili stabilire l’eventuale causa organica di una menorragia, come la presenza di un fibroma. L’omeopatia consente sia di normalizzare il flusso che di correggere la tendenza verso l’anemia.
China 9 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. È indicata per le conseguenze delle perdite emorragiche (pallore, stanchezza, ipotensione arteriosa). Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene anche utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Drymis winteri 3 DH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. È il rimedio omeopatico d’urgenza delle perdite emorragiche soprattutto da fibroma uterino.
Helonias dioica 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Si tratta di una pianta erbacea della famiglia delle Liliacee, utilizzata in omeopatia soprattutto nelle mestruazioni abbondanti legate all’introduzione di un dispositivo intrauterino (IUD) o a fibroma. Le mestruazioni abbondanti sono responsabili di stanchezza e di progressiva anemizzazione.

Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potassio è il medicinale omeopatico adatto per le forme di anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolari e all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale con grande irritabilità. Il soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la colonna non lo reggano. È il rimedio adatto per le perdite di sangue che perdurano dopo raschiamenti o dopo aborti.
Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È indicato nelle mestruazioni anticipanti, abbondanti, prolungate con dolore esteso dal sacro al pube. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lo scopo della terapia secondo la Medicina tradiziona le cinese è quello di regolare il Sistema Circolatorio, riequilibrare la produzione ormonale e sedare la sintomatologia dolorosa, questo può avvenire tramite una tonificazione del deficit del Qi di Xue e del deficit dello Yin di Fegato e Rene.
Agopuntura
Punti importanti da combinare sono:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il
Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;

TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare al termine dell’ultima mestruazione, in modo da preparare l’organismo al ciclo successivo.
cinese
Formula: GU JIN WAN
Cortex Phelìodendri…………………..6 g
Radix Scutellariae…………………..15 g
Cortex Ailanthi…………………….12 g
Radix Paeoniae Alba…………………15 g
Rizoma Cyperi………………………6 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Incrementare l’assunzione di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite).
Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Privilegiare le fonti di rame e zinco, come avocado, uva essiccata, arachidi, nocciole, cacao, miele, funghi e ortaggi a foglia verde, germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, carne, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, verdure, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, formaggi, tè verde.
Alimenti da evitare Eliminare gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i piatti dei fast-food, i vegetali non biologici, la carne, le uova, i latticini e il pesce di allevamento.
Integrazione alimentare
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Per aiutare a tenere sotto controllo la perdita ematica, può essere utilizzato Y Equiseto, sotto forma di estratto secco in polvere, nella dose di un cucchiaino diluito in 50 ml di latte d’avena, oppure di kefir, ed eventualmente dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale.
Assumere tre volte al giorno, lontano dai pasti, fino al termine del flusso mestruale.
L’Achillea aiuta a ridurre il tempo di coagulazione, ha un’azione emostatica e tonico-venosa. Può essere utilizzata sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla completa assenza di perdite ematiche.
Grazie alla presenza della vitamina K e alla sua azione vasocostrittrice, può essere utilizzata VAgrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di spremuta di pompelmo rosa, oppure di succo puro di mango e/o papaia, circa 20 minuti prima dei pasti.
Nei giovani adulti (al di sopra dei 18 anni e in assenza di patologie tiroidee), in presenza di sintomi tipici della carenza di ferro, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
Per migliorare la vascolarizzazione nella zona pelvica e alleviare gli spasmi uterini può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-13 12:52:17.

Malaria 180x180 - Malaria

Malaria

La è la più diffusa malattia parassitaria, e la seconda patologia infettiva al mondo per morbilità (numero delle persone ammalate) e per mortalità dopo la tubercolosi. Causa della patologia è un protozoo appartenente al genere Plasmodium, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di una zanzara di sesso femminile del genere Anopheles. Sono quattro le specie di plasmodio in grado di infettare l’uomo provocando la : Plasmodium falciporum, Plasmodium vivax, Plasmodium ovale e Plasmodium malariae.
La malaria da falciporum è la forma più aggressiva, spesso mortale, poiché se non trattata in tempo può causare la distruzione massiccia dei globuli rossi, con conseguente comparsa di un’anemia acuta e di un malfunzionamento di diversi organi, che risultano particolarmente gravi nei bambini e nelle donne gravide. La tempestività della diagnosi della malaria è cruciale per prevenire le complicanze della malattia e la sua ulteriore diffusione nella popolazione. Il parassita, una volta penetrato nel torrente sanguigno, infetta i globuli rossi causandone la rottura (lisi). I sintomi, che compaiono nella fase invasiva dell’infezione (ovvero quando il plasmodio s’insinua nei globuli rossi), sono caratterizzati da una febbre intermittente, a volte preceduta da brividi, mal di testa, stanchezza, vertigini, dolori muscolari e articolari, inappetenza, nausea, vomito e diarrea. I sintomi della malaria possono variare, anche in intensità, in base alla condizioni del soggetto e alla specie del parassita infettante.

PROBLEMATICHE
• L’infezione è spesso diagnosticata con forte ritardo o addirittura non è riconosciuta, sia per i tempi relativamente lunghi che intercorrono tra l’infezione primaria e la comparsa dei sintomi, sia perché i disturbi possono essere confusi con quelli dell’influenza o di altre infezioni virali.
• Non si è ancora riusciti a eradicare il vettore dell’infezione, ossia la zanzara Anopheles, poi manca a tutt’oggi un vaccino per immunizzare le popolazioni; infine, si sta sviluppando una crescente resistenza dei plasmodi nei confronti dei farmaci più comunemente usati. Attualmente la formacoresìstenza sta interessando soprattutto il P. falciporum, il parassita responsabile della forma più grave della malaria, e, seppur in misura minore, il P. vivax.

La zanzara femmina dell’Anopheles punge preferibilmente di notte, tra il tramonto e l’alba: i viaggiatori dovrebbero evitare le punture d’insetto soprattutto in queste ore. Si consiglia di vestirsi coprendosi il più possibile ed evitando i colori scuri, e di usare spray e sostanze repellenti per gli insetti sulla pelle esposta, dormire in stanze trattate precedentemente con insetticida e coperti dalle apposite reti protettive impregnate con insetticida o con repellente.
Farmaci per la terapia
Chinino È efficace su tutte le specie di plasmodio (l’agente della malaria), ma si usa solo per la terapia dei ceppi di P falciparum resistenti alla clorochina, non per la profilassi. Nei casi di malaria non complicata si usa il chinino solfato, nei casi di malaria severa si usa il chinino di-idroclorato. Il farmaco può provocare effetti collaterali e va usato sotto controllo medica
Clorochina fosfato È efficace per P. vivax, P. ovale* P malariae e per i ceppi P.falciparum sensibili. Si può usare per profilassi e trattamento. Ha anche proprietà anti-infiammatorie. Ha molta affinità con la melanina quindi si può accumulare nei tessuti pigmentati (cute, retina), può dare prurito nei pazienti di pelle nera, e retinopatia. Anche questo farmaci ha controindicazioni ed effetti collaterali e va usato sotto controllo medico.
Doxiciclina f. un antibiotico che appartiene al gruppo delle tetracicline. Si può usare sia per il trattamento che per la profilassi. Nel trattamento si associa ad altri antimalarici, per esempio durante o come completamento della terapia con chinino, alla dose di 100 mg ( 1 mg/kg) per via orale x 2/d per 7 giorni. I controindicata nei bambini sotto i 12 anni di età e in gravidanza, poiché si fissa nelle ossa ( può provocare una permanente colorazione gialla dei denti). Di solito è ben tollerata ma può dare reazioni cutanee di fotosensibilità (eritema).
Pirimetamina-sulfadossina. La combinazione di pirimetamina e sulfadossìna (P/S) ha un’azione sinergica sul plasmodio perché interferisce sul metabolismo dei folati in due punti diversi. L’impiego e limitato al solo trattamento perché le eventuali reazioni avverse, abbastanza frequenti, non lo rendono maneggevole per la profilassi e poiché i ceppi resistenti a
P/S sono ormai molto diffusi nel mondo, anche in terapia non viene più impiegata di routine.Sono frequenti le reazioni cutanee eritematose, talora molto gravi, da ipersensibilità alla sulfadossina. Meflochina Si può usare per profilassi e nel trattamento dei ceppi di P. falciparum clorochino-resistenti. Ha una struttura chimica simile al chinino. È tra i farmaci malarici meglio tollerati.
Alofantrina. Non si usa in profilassi e non si deve usare nei pazienti che hanno fatto la profilassi con meflochina o l’hanno assunta come trattamento nelle precedenti 8 settimane, o che hanno assunto chinino o chinidina nelle precedenti 48 ore.
Proguanil. È uno dei più sicuri farmaci antimalarici. Si usa prevalentemente per la profilassi, da solo o in combinazione con la clorochina. È controindicato nell’insufficienza renale.
Proguanil/Atovaquone. L’associazione di proguanil con atovaquone ne potenzia l’effetto. Si può usare per profilassi (alternativa per chi non tollera la meflochina) e trattamento della malaria clorochino-resistente non complicata.
Artemisinina e derivati. Ha una struttura chimica diversa da qualsiasi altro farmaco antimalarico e non ha problemi di farmaco-resistenza.
L’artemisinina si trova in compresse o capsule da 250 mg e in supposte da 100 mg per bambini. Il principale problema è dato dal fatto che spesso non si ottiene una cura definitiva e, per prevenire le recrudescenze, va eseguito un trattamento associato o supplementare con altri farmaci anti-malarici (meflochina).

Non esiste un trattamento omeopatico specifico in grado di controllare la malaria. Tuttavia è possibile usare rimedi per prevenire, come Ledum palustre o curare alcuni disturbi, come China rubra e Dulcamara.
China rubra 9 CH 5 granuli 2-4 volte al dì, in base all’intensità del quadro clinico, per la durata di un mese. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla corteccia di china, pianta della famiglia delle
Rubiacee, viene utilizzata per il trattamento di forme febbrili intermittenti, caratterizzate da intensa debolezza e senso di profonda prostrazione, conseguente a processo febbrile e sudorazione profusa. L’accesso della febbre evolve in maniera caratteristica in tre fasi. Nella prima il malato si copre per l’intenso senso di freddo e brividi, mentre nella seconda prevale una sensazione diffusa di calore intenso, per cui tende a scoprirsi. Infine nella terza fase compare una sudorazione profusa caratterizzata da intensa debolezza, sete intensa e stato di assopimento generale.

Dulcamara 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, in base all’intensità della sintomatologia. La dulcamara, rampicante appartenente alla famiglia delle Solanacee, è indicata nella febbre con aggravamento verso sera, associata a debolezza e sonnolenza diurna e stato di irrequietezza ed agitazione notturna, brividi e senso di freddo alternato a calore, rinofaringite, dolori muscolari diffusi, ingrossamento dei linfonodi in vari distretti regionali. Caratteristica è l’estrema sensibilità nei confronti dell’umidità.
Il rimedio può essere utilizzato anche come prevenzione, quando si soggiorna in luoghi umidi. In tal caso si consiglia di assumere 5 granuli alla diluizione 5 CH.
Ledum palustre 7CH 5 granuli, una volta al dì. Il rosmarino selvatico viene impiegato in omeopatia durante la stagione a rischio, in zone a rischio, per prevenire le punture degli insetti, in particolare nell’ipersensibilità alle punture di zanzara in soggetti particolarmente recettivi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo preferibilmente in abbinamento alla Medicina Occidentale, cioè cura l’infezione, controlla la sintomatologia febbrile e in più indirizza la terapia nella dispersione dell’agente patogeno esterno Calore e nell’aromonizzazione di Yin e di Yang.
Punti importanti che vengono utilizzati sono:
DAZ HUI;
HOU XI;
JIAN SHI;
NEI GUAN;
SAN YIN JIAO;
TAO DAO;
QUCHI.
È utile effettuare la terapia tutti i giorni con applicazione sia al mattino che nel pomeriggio per un periodo di almento 15 giorni.
cinese
Formula: CHAI HU SHU GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6 g
Pericarpium Cifri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….5 g

Rizoma Cyperi……………………….5 g
Fructus Aurantii………………………5 g
Radix Paeoniae Alba…………………..5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3 g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di micronutrienti, in particolare di sostanze antiossidanti, come frutta e verdura fresche ( in particolare frutti di bosco, fragole, agrumi, insalate, peperoni, zucca gialla), noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremuto a freddo, grano saraceno, orzo, amaranto, spezie, erbe aromatiche, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di papaia, mango e lamponi e succo puro di mirtillo.
Aumentare il consumo di cereali in chicchi e in fiocchi (esclusa l’avena), carne magra biologica, pesce pescato in mare, latte fermentato, yogurt addizionato con probiotici, kefir, lenticchie, piselli, fagioli di soia, tofu, tempeh, miso, germogli di Alfalfa e di soia, ortica, prezzemolo fresco non tritato, tarassaco, finocchi, pomodori, noci e semi oleosi, frutta fresca e distagione, uva sultanina biologica, miele vergine integrale prodotto in Italia, fieno greco, lievito di birra, germe di grano, lecitina di soia, olio di noci e di lino di prima spremitura a freddo.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, formaggi, tè verde.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i piatti dei fast-food, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare e/o evitare i vegetali non biologici, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Acido folico (o vitamina B9) 400 mcg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Ferro Uomini = 10 mg al giorno. Donne in età fertile = 20 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio (gemme e giovani rami ), sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio. Per tenere sotto controllo il decorso della malattia può essere utile l’estratto fluido di Anemone pulsatilla (“Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. Effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea, con presenza di perdite ematiche nelle feci.
Per accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, grazie alle sue proprietà “rimineralizzanti” e anabolizzanti, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa ( Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere somministrato fino alla scomparsa
dei sintomi.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile utilizzare il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 11:07:37.