Ipotiroidismo 180x180 - Ipotiroidismo

Ipotiroidismo

È l’espressione con cui si indica la carenza di ormone tiroideo biologicamente attivo nei tessuti, legato a un malfunzionamento della tiroide. All’origine di questa difettosa attività esistono svariate patologie (come la tiroidite di Hashimoto, dovuta a un disordine del Sistema Immunitario), l’asportazione della ghiandola e l’insufficiente assorbimento di iodio nelle regioni in cui vi è carenza del minerale (come le aree montagnose italiane ed europee).
I pazienti lamentano un senso di debolezza e generale perdita di energia. La voce si fa rauca, l’eloquio è rallentato, la faccia assume un’espressione ottusa. Chi soffre di ipotiroidismo è intollerante al freddo,- il bordo palpebrale è cadente per il diminuito tono; la pelle diviene secca, sottile, pallida, e i capelli si fanno radi. Il soggetto mostra un decadimento delle attività intellettuali e
modificazioni della personalità. Anche il Sistema Cardiovascolare ne risente. Il cuore va incontro a bradicardia (batte cioè a una frequenza inferiore alle 60 pulsazioni al minuto) ed è frequente il suo ingrossamento. La funzione respiratoria è caratterizzata da respiri lenti e pure la peristalsi (il complesso delle contrazioni muscolari del tubo digerente) è rallentata, il che produce una stitichezza ostinata. Compaiono disturbi della sensibilità ai piedi e alle mani e spesso coesistono alterazioni del ciclo mestruale. Un insieme di disturbi che è l’espressione di un rallentamento generalizzato dei processi metabolici.

IL GOZZO
• Ogni aumento di volume della ghiandola tiroidea si definisce gozzo. Il gozzo può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo, sia di ipotiroidismo. Può essere costituito da una singola area della tiroide (nodulo o gozzo uninodulare), da più aree (gozzo multinodulare) o da un aumento diffuso di tutta la ghiandola. La funzione della ghiandola può essere normale (gozzo eutiroideo) o alterata (gozzo iperfunzionante o ipofunzionante).
• Una delle cause primarie dello sviluppo di gozzo nel mondo è la carenza di iodio nell’alimentazione o nelle acque. In alcune zone, la carenza è tanto accentuata da far diventare il gozzo una malattia endemica. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si può definire endemica una situazione in cui il gozzo si manifesta in più del 5% della popolazione.

L’ipotiroidismo di solito si sviluppa lentamente, ma può raggiungere livelli pericolosi specialmente dopo un intervento chirurgico che abbia dovuto rimuovere la tiroide: la situazione di grave ipotiroidismo si chiama mixedema e può provocare bassa temperatura, bassa pressione e coma. Questi casi sono vere e proprie emergenze da trattare in ospedale.
Farmaci
La terapia è la levotiroxina (T4), cioè una forma sintetica di tiroide, o altre forme di sostituzione tiroidea. La levotiroxina può essere somministrata insieme a ormone T3. La dose varia da persona a persona e deve essere aggiustata sulla base dei livelli di TSH nel sangue: di solito i valori tiroidei si normalizzano nel giro di 6/8 settimane dopo l’impostazione del- la terapia.
Stile di vita
Una dieta con poche calorie e ricca di fibre aiuta a combattere i segni di ipotiroidismo. È opportuno eliminare i cibi che possono bloccare lo iodio: noci, mandorle, verdura a foglia scura. L’esercizio è molto importante.

In caso di ridotta funzionalità della tiroide è spesso indicata la terapia sostitutiva convenzionale. Il omeopatico è in grado di ottimizzare tale terapia mediante rimedi basati sulle caratteristiche della co-
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida della costituzione definita ‘carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali.
Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. Lamenta una marcata freddolosità. Egli tende all’obesità, alla e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell’azotemia.
Graphites 15 CH un tubo dose alla settimana. È indicato nell’ipotiroidismo. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il carbonato di potassio è un rimedio omeopatico indicato per i soggetti che tendono al sovrappeso, all’infiltrazione edematosa dei tessuti o all’obesità. Facilmente affaticati o prostrati, manifestano grande irritabilità e tendenza alla depressione. Talvolta soffrono di lombalgia con la sensazione caratteristica della colonna che non li regge.
Thyroidinum 4 CH 1 fiala perlinguale, 3-7 volte alla settimana. Si tratta di un organoterapico che favorisce la secrezione degli ormoni tiroidei. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Thyroidinum 4 CH favorisce la secrezione di ormoni tiroidei, mentre Thyroidinum 30 CH la frena.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo deve andare a riequilibrare la produzione di ormoni tiroidei e a controllare il metabolismo basale che a sua volta è deputato al controllo della funzionalità dell’organismo.
Le cause possono essere una stasi di Qi del Fegato oppure un deficit di Qi della Milza.
L’agopuntura è inoltre efficace a controllare le sintomatologie associate quali la formazione di gozzo, la dispepsia e l’astenia tra le più importanti.
Nel caso di ipotiroidismo da deficit di Qi del Fegato punti importantisono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TlAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);

YI FENG (riparo dal Vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento.
Nel caso invece di ipotiroidismo da deficit di Qi di Milza punti importanti sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
HEGU;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della 11 vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TIAN TU;
YI FENG.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato» Milza, Surreni e Tiroide.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana ed entro 30 giorni dall’ultima terapia è opportuno eseguire un’indagine ecografia completata da un emocromo.
cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Offìcinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g
Radix Aconiti Preparatae………………3 g
Posologia: 3 e al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina {il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con gli alimenti a elevato contenuto di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo).
Aumentare il consumo di vitamine B2 e B3, sotto forma di latte e formaggi (in particolare il caciocavallo, il gorgonzola e il pecorino romano), tuorlo d’uovo, fegato, pollo, mandorle, ortaggi a foglia verde, lievito di birra, germe di grano, noci, pollame, carne di maiale, pesce spada, salmone, semi di girasole, tonno, vitello.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Evitare cavoli, rape, cipolle, noci, farina di manioca, perché ostacolano l’assorbimento di iodio.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei e poi di carne, latte e latticini, uova, frutta, cereali, verdura, pane a lievitazione naturale.

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È consigliabile non effettuare trattamenti prolungati senza adeguato controllo medico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza.
Se l’ipotiroidismo è correlato all’obesità può essere utile assumere l’estratto fluido di Phaseolus vulgaris (Fagiolo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per la sua azione diuretica (se associato a un’adeguata assunzione di liquidi, almeno due litri di acqua minerale naturale al giorno) può essere somministrato l’Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti principali. È controindicato in caso di insufficienza renale e scompenso cardiaco in stadio avanzato.
Nei casi in cui il paziente presenta un linfedema a carico degli arti inferiori, può essere utilizzato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-14 10:54:14.

RAFFREDDORE 180x174 - RAFFREDDORE

RAFFREDDORE

Sono più di duecento i ceppi virali capaci di causare il (gli agenti principali sono i Rhinovirus e i Coronovirus). I sintomi esplodono dopo un periodo di incubazione di 2-3 giorni: malessere generale, senso di freddo, gola secca e infiammata, stranuti ripetuti, cefalea, secrezione dal naso (acquosa o mucosa), ostruzione nasale e bruciore agli occhi. La temperatura cor-
porea si mantiene in genere normale o può esservi un modesto rialzo termico. Sopraggiunge quindi la tosse, mentre le secrezioni dal naso tendono a farsi mucopurulente, cioè dense e giallastre. Il corteo dei sintomi s’esaurisce nel giro di una settimana. Possibili complicazioni, soprattutto nei bambini, sono la sinusite e l’otite media. Il raffreddore è assai contagioso: i virus vengono diffusi attraverso le microscopiche goccioline che emettiamo parlando, ma anche le mani e il fazzoletto sono fonte di contagio. Il freddo agevola l’infezione, perché le basse temperature alterano i meccanismi di difesa delle vie respiratorie, e in particolare di quelle nasali, che hanno il compito di umidificare, riscaldare e depurare l’aria inspirata.

FISIOLOGIA
La centralina dell’olfatto è un’area ampia 5 centimetri quadrati appena sulla sommità delle cavità nasale. Qui le cellule olfattive captano le particelle odorose che approdano trascinate dalla corrente aerea, restando invischiate e sciogliendosi nello
strato di muco che bagna la sommità dei “sensori” olfattivi. La perdita della capacità di captare odori è chiamata anosmia, mentre l’iposmia significa una diminuzione dell’olfatto. Un semplice raffreddore o una rinite allergica, con quell’eccesso di secrezioni dense e vischiose che scatena, altro non fa che “sommergere” le cellule olfattive e causare un’ostruzione del flusso d’aria verso l’organo dell’olfatto. Cosicché gli odori non riescono a penetrare adeguatamente nelle cellule sensoriali. Ecco perché nel raffreddore la percezione degli odori viene drasticamente compromessa.


Prevenzione
I Lavarsi le mani di frequente aiuta a ridurre il rischio di propagazione dei virus. Vitamina C, zinco, echinacea sono supplementi riconosciuti validi anche dalla medicina ufficiale per proteggere dal raffreddore. Lo stress riduce l’efficacia del Sistema Immunitario: se si sta sviluppando un raffreddore la guarigione sarà più rapida se la persona non è stressata.
Decongestionanti nasali
Uno spray nasale salino aiuta a liberare il naso grazie allo scioglimento del muco e alla pulizia delle cavità nasali. Un decongestionante blando come la neosinefrina per circa 3 giorni riduce i sintomi, ma deve essere evitato se esiste una storia di problemi cardiaci e pressori, oppure disturbi d’ansia. Menta ed eucaliptus possono diminuire la congestione nasale.
Tosse
La tosse non è necessariamente presente, comunque il destrometorfano è efficace in adulti e bambini (usare per periodi limitati): non va somministrato a bambini sotto i 5 anni o a soggetti asmatici.

Nella fase iniziale del raffreddore caratterizzata da starnuti e ostruzione nasale, talvolta associata a febbre sono indicati rimedi come Aconitum, Belladonna, Nux vomica, mentre successivamente quando compare la rinorrea acquosa è spesso utile ricorrere ad Allium cepa.
Quando le secrezioni hanno carattere mucoso viene consigliato Kali bichromicum, mentre se sono mucopurulente richiedono Kali bichromicum o Pyrogenium.
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni ora. È il medicinale omeopatico dell’esordio del raffreddore dopo esposizione a freddo brusco, freddo secco o vento, comparsa di brividi e starnuti, con secchezza della mucosa.
Febbre senza traspirazione. Sete intensa e agitazione ansiosa. v
Allium cepa 15 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Starnuti con abbondanti secrezioni acquose nasali, brucianti, irritanti, escorianti le narici.
Aggrava con il calore e migliora con l’aria fresca. È uno dei rimedi più frequentemente utilizzati nella fase di stato quando compaiono le secrezioni acquose.
Anas barbariae 200 K un tubo dose, appena possibile. Ripetere ogni 6 ore, per 3 volte. Raffreddore ai primi sintomi. È anche il bioterapico consigliato per prevenire le malattie da raffreddamento. In questo caso si consiglia di assumere un tubo dose una volta ogni due settimane nella stagione umida e fredda.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Raffreddore associato a raucedine. Il timbro della voce varia continuamente.
Hepar sulfur 15 CH 5 granuli 3 volte al dì. Rinite mucopurulenta associata a febbre.
Kali bichromicum 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Secrezioni mucopurulente giallo-verdastre, vischiose e aderenti. Soffiando il naso si ha l’espulsione di tappi elastici, duri e aderenti.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Dopo esposizione a freddo umido, esordio brutale di brividi e senso di raffreddamento generale.
Starnuti e sensazione di naso secco. La noce vomica è indicata soprattutto nella fase iniziale del raffreddore.
Pyrogenium 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Raffreddore con febbre, tendenza alla suppurazione, miglioramento con il calore locale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere dato dall’ingresso nell’organismo degli agenti patogeni esterni Vento freddo, Vento caldo, Umidità-Calore, oppure da un deficit di Qi o di Xue.
Lo scopo della terapia consiste nella dispersione degli agenti esogeni e nella tonificazione del Qi e dello Xue.
Nel caso di Vento freddo punti importanti sono:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola, purifica il Calore ed espelle il Vento;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;

UE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore.
Nel caso di Vento caldo si possono usare:
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il ;
QU CHI (stagno curvato, situato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e Pepicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Per disperdere Umidità e Calore punti importanti sono:
HEGU;
KONG ZUI (buco profondo, localizzato in una depressione sulla faccia laterale del radio) che regola il Qi del Polmone, purifica il Calore e arresta il sanguinamento;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi, stimola il flusso di Yang e Qi del Fegato;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Nel caso di deficit di Qi si possono combinare:
LIE QUE;
FENG MEN;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen; ^
ZU SAN LI.
Per tonificare Xue punti importanti sono:
CHI ZE;

FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Si possono associare punti del Sistema Auricolare di Bronchi, Faringe, Laringe, Naso, Polmone, Rene e Stomaco.
Si consigliano almeno 5 applicazioni consecutive.
cinese
Formula: BAN LAN GEN
Radix Isatidis ……………………..10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione; fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) e di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane).
Incrementare l’assunzione quotidiana di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale intero biologico addizionato con probiotici, il latte fermentato.
Alimenti da evitare Nella fase acuta, evitare il consumo di latte e lat-ticini a elevata percentuale di grassi saturi (compresi burro, panna e gelati), che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nella fase acuta limitare l’apporto di salumi, insaccati, carne bovina e caffeina.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta, per tenere sotto controllo la produzione di muco, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata, nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi, grazie alla presenza dei flavonoidi (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni). x
Se in anamnesi sono presenti allergie respiratorie, può essere associato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Il deve essere proseguito fino alla completa scomparsa dei sintomi (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni).

Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni)
In alternativa può essere somministrato il Ligustro, sotto forma di estratto secco, nella dose di 1 cps, tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni).

Originally posted 2014-10-10 12:27:46.

Barotrauma 180x180 - Barotrauma

Barotrauma

È un danno meccanico subito dalle strutture dell’orecchio in seguito alle variazioni della pressione ambientale. Caratteristico è questo evento patologico nelle discese subacquee. Si può avvertire una sensazione di fastidio alle orecchie, dovuta alla pressione crescente che preme sulla membrana del timpano, che cosi s’introflette. Per ovviare a questo inconveniente si dovrà ricorrere a una manovra di compensazione, per equilibrare le pressioni sulle due facce, interna ed esterna, del timpano: bisognerà allora spìngere con forza Caria contenuta nei polmoni, stringendo le narici e soffiando forte. Se la spinta meccanica esterna sulla membrana del timpano non viene adeguatamente compensata (oppure la manovra compensatola viene eseguita tardi), ecco il : compare un’otite (con , senso di ottundimento e lieve riduzione dell’udito), che può limitarsi a una leggera infiammazione con versa-
mento (otite sierosa) o più di rado comportare la fuoriuscita di sangue (otite emorragica). Ma il danno può anche giungere alla rottura della membrana timpanica, l’inefficacia della manovra compensatoria è dovuta spesso alla presenza di una patologia delle alte vie respiratorie (, rinite allergi-
ca, poliposi nasale, deviazioni del setto nasale) Anche viaggiando in aereo si può essere soggetti a questo tipo di problema: l’apertura delle tube di Eustachio, quando non si riesce a compensare spontaneamente lo squilibrio di pressione, potrà essere agevolata masticando un chewing-gum o succhiando una caramella. La compensazione va effettuata ogniqualvolta se ne sente la necessità; non si deve arrivare a sentire dolore, perché potrebbe già essere troppo tardi, ma appena si avverte un leggerissimo fastidio è subito utile riportare il timpano in equilibrio immettendo aria nell’orecchio medio.


I sintomi e segni del barotrauma dipendono dall’entità del danno. Anche gli organi colpiti dipendono dalla situazione che ha provocato il barotrauma.
Barotrauma orecchio esterno in discesa
La terapia consiste nel somministrare antibiotici e steroidi localmente.
Barotrauma orecchio medio in discesa
La prevenzione consiste nel compensare frequentemente dalle prime fasi dell’immersione. In caso di difficoltà bisogna risalire di qualche metro per poi riprovare a equilibrare la pressione.
Barotrauma orecchio medio in risalita
La terapia deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista otorino. La prevenzione consiste nel non compensare in risalita. Se si avverte un dolore all’orecchio in risalta, scendere di qualche metro e riprovare. La manovra di Valsalva aumenta ancora di più la pressione nell’orecchio.
Barotrauma orecchio interno in discesa e in risalita
La terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio
È un quadro clinico che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno. La terapia nelle forme iniziali consiste nel cercare di compensare la pressione negativa con la manovra di Valsalva; nel caso non fosse possibile è indicato somministrare decongestionanti locali. Nella fase dell’iperemia timpanica è possibile aggiungere una terapia steroidea per alcuni giorni. La prevenzione va attuata eseguendo accurate valutazioni mediche di idoneità all’immersio-
ne ed evitando di immergersi in caso di raffreddore. Come prevenzione secondaria si raccomanda nelle fasi successive all’immersione, e fino ad alcune ore dopo, di eseguire manovre di Valsalva per lavare l’eccesso di ossigeno dall’orecchio medio e sostituirlo con l’aria.


Le conseguenze di una modificazione della pressione esterna per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subacquee si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito. L’approccio omeopatico è efficace nell’attesa di una valutazione otorinolaringoiatrica o come complementare a quello consigliato dallo specialista. Si basa sulla prescrizione pressoché sistematica di Arnica montana* eventualmente completata da altri rimedi.
Aconitum napellus 15 o 30 CH 5 granuli 3-4 volte al dì, in relazione all’intensità della sintomatologia. Il medicinale omeopatico preparato a partire dalla pianta intera fiorita dell’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, viene impiegato in omeopatia nel trattamento dei fenomeni congestizi che insorgono bruscamente soprattutto in conseguenza di forti sbalzi termici, esposizione al freddo intenso o cambiamenti rapidi della pressione ambientale. Di solito si tratta di soggetti in buona salute che diventano inquieti e ansiosi in seguito alla comparsa di dolori acuti, insopportabili, a brusca insorgenza, spesso associati a sensazione di intorpidimento, congestione e formicolio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli da ripetere più volte al giorno secondo necessità e diradando in base all’attenuazione dei sintomi. L’arnica va utilizzata in maniera sistematica per la sua azione protettiva sul microcircolo nelle conseguenze di traumi diretti o indiretti.
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’oro metallico viene utilizzato per la sua azione antinfiammatoria che si manifesta principalmente nelle affezioni ORL.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricaria viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose soprattutto
del bambino, abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile, in relazione alle brusche variazioni pressorie che si verificano nel corso di un viaggio aereo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese nei confronti di questo disturbo trova riscontro nella fase post acuta e cioè comporta un sistema di regolazione di tre componenti alterate dal trauma.
L’agopuntura infatti è efficace nel controllo della pressione arteriosa, della respirazione, sia della fase inspiratoria che espiratoria degli scambi gassosi.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia,
mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire eventuali infezioni potenziando la
funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del
Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione (in particolare ostacolare la fluidificazione del catarro presente nelle vie aeree).

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).


Data la peculiarità delle lesioni da barotrauma possono essere utili alcuni tipi di piante solo come complemento alla terapia convenzionale durante la fase acuta, mentre devono essere utilizzate razionalmente nella prevenzione del barotrauma. La Boswellia serrata* detta anche incenso indiano, è un arbusto originario dell’India, che fa parte della medicina ayurvedica. Una caratteristica di questa specie di arbusto è la ricchezza di canali resiniferi che secernono una gommoresina profumata
particolarmente ricca di triterpeni, che ha un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. Anche la Liquirizia ha attività farmacologica di tipo antinfiammatorio, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene una sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia con un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza nella cascata biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia tuttavia se somministrata ad alte dosi e per lunghi periodi va utilizzata sotto controllo medico per la possibile alterazione dei livelli
pressori ed è controindicata in pazienti con alterazioni muscolari o idroelettrolitiche. Nella prevenzione del barotrauma si può utilizzare la Vite ( Vitis vinifera) che grazie ai principi attivi costituiti da procianidine oligomere e resveratrolo, svolge un’importante attività antiossidante e
di protezione sull’endotelio dei capillari, avendo così un importante azione di preservazione di una corretta funzione metabolica dei tessuti (estratto fluido, 20 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti). Anche il Ginkgo biloba per la sua attività antiossidante, antinfiammatoria ma soprattutto endotelioprotettrice e di riduzione dello spasmo arteriolare può avere un ruolo significativo sia nella prevenzione che nella terapia del barotrauma (da utilizzare sotto controllo medico).

Originally posted 2014-10-08 15:59:34.

RITENZIONE IDRICA 180x180 - RITENZIONE IDRICA

RITENZIONE IDRICA

La è quella condizione, in cui l’organismo trattiene acqua.
All’origine del problema possono esistere le serie disfunzioni cardiache, epatiche o renali, che producono un gonfiore generalizzato. L’edema dovuto alla malattia renale provoca rigonfiamento delle gambe, del viso e delle palpebre: è dovuto a un aumento della pressione nei vasi sanguigni che avviene quando i reni non eliminano una normale quantità di sodio e liquidi. Inoltre ritenzione di liquidi e gonfiore possono realizzarsi in tante altre evenienze: per esempio, una causa comune di tumefazione dei tessuti molli periferici è l’insufficienza venosa alle gambe; il riassetto fisiologico indotto dalla gravidanza determina un incremento dei liquidi, con ritenzione di sodio e di acqua; infine, l’edema può essere un effetto collaterale di una vasta gamma di farmaci (come antinfiammatori, cortisonici e contraccettivi). Un altro sintomo può essere la tensione al seno associata o meno a una sensazione di pesantezza alle gambe, gonfiore al viso, alle mani e all’addome, che caratterizza la sindrome premestruale.
La ritenzione idrica è un marchio distintivo anche della cellulite, che non è solo un disturbo estetico, ma costituisce una vera e propria patologia del microcircolo, quel complesso di piccoli vasi sanguigni dislocato nel sottocute. Il grado della cellulite varia da uno stadio di semplice ritenzione d’acqua fino a fenomeni sempre più severi e difficilmente reversibili (aspetto a buccia d’arancia), con lesioni permanenti che clinicamente sono evidenti come nodosità dolenti e dure nel tessuto sottocutaneo (aspetto a materasso): spesso queste alterazioni comportano disturbi diffusi agli arti inferiori, come pesantezza, senso di tensione ed edema.

IL SALE
Dinanzi a una ritenzione idrica, nella maggior parte dei casi al paziente viene consigliato di diminuire il sale e i cibi contenenti sodio. Il sodio può far sì che i reni ritenga no più liquidi, peggiorando l’edema.

Il dipende dalle cause: la ritenzione idrica può essere provocata da squilibri ormonali, deficit nutrizionali, reazioni allergiche, ferite, cattiva circolazione, vene varicose, malattie di cuore, reni oppure fegato. Ogni causa di edema può richiedere un specifico.
Esercizio fisico
La forma più benigna di ritenzione idrica, quella che interessa le gambe dopo ore di immobilità seduti oppure dopo un volo aereo, può essere alleviata stimolando la circolazione del sangue e della linfa: ogni 15 minuti bisogna alzarsi e camminare oppure alzare le gambe. Venti minuti di esercizio fisico quotidiano sono molto utili.
Alimentazione
Una dieta povera di proteine può peggiorare l’edema: il corpo richiede una certa quantità di aminoacidi per combattere la ritenzione idrica. Gli aminoacidi vengono aggiunti all’alimentazione sotto forma di carne, soia, legumi, uova oppure latticini a basso contenuto di grassi. Gli uomini e le donne non in gravidanza dovrebbero assumere circa 30 g di proteine al giorno: i supplementi di solito non sono necessari, a patto che l’alimentazione sia adeguata. È bene ricordare che troppo sale peggiora la ritenzione idrica: evitare di mangiare troppi cibi raffinati o elaborati, come le zuppe in scatola, i pasti precotti e da asporto e ridurre la quantità di sali negli alimenti. È importante bere molta acqua per aiutare i reni a eliminare i fluidi.

La tendenza alla ritenzione idrica è spesso l’espressione di un’alterazione di tipo ormonale o di una tendenza costituzionale. Vengono descritti alcuni dei rimedi omeopatici più frequentemente indicati nella ritenzione idrica associata o meno alla sindrome premestruale.
Bovista 9 CH 5 granuli, al dì, dall’ovulazione al mestruo. Cellulite e ritenzione idrica premestruale. Ovulazione emorragica. Aumento di peso premestruale dovuto ad edemi. Caratteristica è l’impressione di gonfiore diffuso a tutto il corpo. Gli edemi alle mani e ai piedi si accentuano al mattino al risveglio. Diarrea prima e durante il flusso mestruale.

Dolori diffusi. Irritabilità e nervosismo.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potasi è il medicinale omeopatico adatto per le forme di ritenzione idrica associata ad anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolare all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale a grande irritabilità. Il soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la clonna non lo reggano. Caratteristica è l’ipersensibilità nei confronti rumori e lo stato di ansia che interessa soprattutto la regione gastrica.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione mestruo. Aumento di peso. Ritenzione idrica. Lombalgia. Tristezza depressione.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli inizialmente una volta al dì, radando in base al miglioramento. È il rimedio principale della ritezione idrica. L’infiltrazione idrica è responsabile della formazione edemi diffusi, cellulite e dolori reumatici aggravati con l’umidità, presente irritabilità e depressione al mattino al risveglio. Migliorarnento con scariche diarroiche mattutine.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire direttamente sul metabolismo idrico, questo può essere effettuato tramite trattamento con agopuntura, ma anche e soprattutto con l’uso di fìtopreparati che favoriscono il drenaggio e l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
cinese
Formula: WU LING SAN
Sclerotium Poria…………………….9 g
Rizoma polyporus Umbellatus…………..9 g
Rizoma Alismatis……………………15 g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9 g
Ramulus Cinnamomi…………………6 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, soprattutto al mattino prima di colazione e nel pomeriggio (in estate durante le ore più calde della giornata è consigliabile sorseggiarla continuamente), utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti.
Incrementare l’apporto di fibre, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”). Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e di potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica).
Alimenti da evitare Eliminare la caffeina, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento e di vegetali non biologici.
Evitare per almeno tre mesi gli alimenti a elevato contenuto di sale, come le fritture, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette).
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio) e vitamine del gruppo B può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna {Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in 300 mi di acqua minerale naturale ad elevato apporto di calcio e magnesio, due volte al giorno, lontano dai pasti, per la sua blanda azione diuretica e nei pazienti ipertesi può essere utilizzata la Tintura Madre di Biancospino {Crataegus oxycantha)) nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due volte al giorno, prima dei pasti. Proseguire la terapia per almeno tre/quattro mesi. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo.
Per la sua azione drenante può essere somministrato YOrthosiphon stamineus (o Tè di Giava), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti principali. È controindicato in caso di insufficienza renale e scompenso cardiaco in stadio avanzato.
Per la sua azione “diuretica” e le sue proprietà antiossidanti, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Per la sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio, verso le ore 18.00. Per potenziarne l’azione può essere associato a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’aspirina.

Originally posted 2014-10-10 10:50:08.

Tabagismo 180x180 - Tabagismo

Tabagismo

Estato calcolato che il 25-30% di tutti i tumori nei Paesi industrializzati è legato a doppio filo con il consumo di tabacco. Non si sta parlando dei soli polmoni: le stime dicono che l’incidenza dei carcinomi all’esofago, alla laringe e alla bocca è attribuibile al consumo di tabacco (da solo o con l’alcol) per il 40-60%. E non solo: la maggior parte dei casi di carcinoma al pancreas e alla vescica, nonché una piccola percentuale delle leucemie mieloidi, dei carcinomi del fegato, dello stomaco, del collo dell’utero e delle cavità nasali è pure riconducibile alla sigaretta. Il fumo, poi, incrementa l’impatto delle malattie cerebrovascolari e la diffusione delle affezioni respiratorie croniche, minaccia la fertilità maschile e anticipa l’epoca della menopausa. La dipendenza dal fumo di tabacco è una malattia. Parola dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non ha esitato a etichettare il una condizione patologica tout court. È la nicotina il componente che instaura la tabacco-dipendenza. In altri termini, è una droga, che va ad agire sugli stessi bersagli nervosi stimolati dalla cocaina e dall’eroina. Ed è la nicotina che incolla le labbra alla sigaretta, portando di conseguenza la persona a inalare una complessa massa di composti tossici: più di 4000 sostanze diverse, tra le quali spiccano, per la loro pericolosità, il monossido di carbonio (composto che sottrae ossigeno ai globuli rossi), una varia quota di irritanti (che vanno a ledere le mucose respiratorie) e molte sostanze cancerogene (temibili sono gli idrocarburi aromatici policiclici e le nitrosammine, che rappresentano i principali costituenti del catrame). La nicotina, proprio come una sostanza stupefacente, finisce per scatenare un complesso di disturbi nel momento in cui la persona cerca di tagliare i ponti con la sigaretta.

DA SAPERE
Il “fumo passivo” è particolarmente pericoloso per i bambini: fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di mortalità fetale, riduce il peso alla nascita, e ostacola il normale sviluppo psico-fisico. Le sigarette fumate dai genitori, dopo la nascita del piccolo, aumentano il rischio di infezioni respiratorie, grave patologia asmatica e morte improvvisa.

Il tabagismo è una dipendenza con profonde implicazioni psicologiche: qualsiasi tentativo di smettere di fugare dovrebbe prevedere un adeguato supporto psicologico. Esistono farmaci e presidi terapeutici in grado di ridurre i sintomi da dipendenza da nicotina, ma bisogna tenere presente che nella dipendenza dal fumo entrano anche fattori come la “dipendenza dal gesto” l’abitudine, e le altre sostanze presenti nel tabacco e nelle sigarette (non solo la nicotina). Lautoprescrizione non è utile e ha una percentuale di successo bassissima: per smettere di fumare è necessario consultare il medico e seguire attentamente le indicazioni.

Il omeopatico può essere integrato ad altre metodiche messe in atto per vincere la condizione di dipendenza (agopuntura, auricolopuntura, ipnosi, psicoterapia) e facilitare la disassuefazione nei confronti del fumo di sigaretta.
Caladium seguinum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Provoca disgusto per il tabacco e riduce gli effetti dell’abuso prolungato. Si tratta di una pianta della famiglia delle Aracnee che cresce spontanea nelle Antille. È il preparato indicato per i disturbi su base neurovegetativa che si manifestano durante la disintossicazione da fumo di sigaretta.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio adatto per contenere l’eccesso di appetito.
Isoterapico 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Questo preparato è ottenuto a partire dalla sigaretta con la carta e il filtro, oppure dal sigaro o tabacco utilizzato abitualmente. Dopo l’assunzione dei granuli si noterà una riduzione del desiderio di fumare. Gli isoterapici sono preparazioni ottenute a partire dalla sostanza ritenuta responsabile della malattia o del disturbo che si vuole curare, utilizzando la tecnica delle diluizioni omeopatiche. Come si può rilevare i prodotti isoterapici si basano sul principio di identità che è diverso da quello di similitudine che sta alla base dell’omeopatia.
Nux vomica 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì (dopo trattamento antifumo con auricolopuntura). Controlla ipereccitabilità, nervosismo, cattivo umore, crisi di collera e bulimia in chi sospende il fumo.

Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Senso di frustrazione in chi ha smesso di fumare.
Tabacum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il medicinale omeopatico indicato per facilitare il processo di disintossicazione nei confronti del fumo di sigaretta. 11 trattamento va prolungato per almeno un mese continuativo.
Thuya occidentalis 30 CH un tubo, dose alla settimana, per contrastare la tendenza al sovrappeso, alla cellulite, alle variazioni delPumore, alla depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sia sulla dipendenza, sia sull’astinenza.
È un tipo di trattamento clic necessita della collaborazione del paziente.
È anche importante che la diminuzione delle sigarette sia graduale e costante.
Vengono controllati anche i sintomi associati quali ansia, astenia, tosse e fame nervosa.
L’assuefazione all’alcaloide nicotina comporta l’inibizione della produzione di Leuchina-encefalina, un oppioide endogeno.
Lo scopo della terapia è la riattivazione di questo oppioide contemporaneamente all’eliminazione della nicotina in modo che l’organismo non subisca scompensi.
Punti importanti per la terapia sono:
CHIZE;
FENG LONG;
HEGU;
SHENMEN;
NEI GUAN;
PI SHU;
ZUSAN LI;
TAN ZHONG;
LIEQUE;
TIAN TU.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana con una graduale eliminazione delle sigarette da parte del paziente.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi,kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles,cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e acido folico (sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati) privilegiando le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite. Integrare la dieta con sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e
biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, i piatti dei fast-food.
Limitare il consumo di salumi, insaccati, panna, burro, mascarpone, strutto, formaggi stagionati non biologici.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Per aiutare la disassuefazione al fumo, può essere utilizzato il Calamo aromatico (Acorus calamus), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in 200 mi di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), oppure in succo puro di mirtillo, o di mango e papaia.
Nelle persone particolarmente ansiose e/o sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzata VEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può aiutare il paziente a ridurre il bisogno di ricorrere alla sigaretta, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Per migliorare la funzionalità epatica e facilitare i processi digestivi, al fine di aiutare a combattere i disturbi causati dal tabagismo, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti
principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.

Nei casi in cui si manifestano inappetenza, astenia e disturbi digestivi (in particolare per aiutare l’azione depurativa “epato-renale”), è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago saliva ( Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale naturale, due volte al giorno, prima dei pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per migliorare la funzionalità epato-biliare e aiutare il paziente a “disintossicarsi” può essere utilizzato il Pneumus boldus (Boldo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, prima dei pasti.
Il Boldo non deve essere somministrato in gravidanza, nelle ostruzioni del dotto biliare e nelle epatopatie in fase avanzata.

Originally posted 2014-10-08 09:11:23.

Gotta 180x180 - Gotta

Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel sangue e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da , è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.

Farmaci
Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, aspirina, acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’obesità sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con rimedi dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.