VITILIGINE

VITILIGINE

É una malattia caratterizzata dalla presenza di macule o chiazze ben circoscritte, in cui i melanociti, ovvero le cellule che provvedono a fabbricare la melanina (il pigmento a cui si deve il colore della cute), risultano assenti o ridotti di numero. La può comparire a qualsiasi età: più spesso colpisce prima dei vent’anni e progredisce lentamente; interessa entrambi i sessi e nel 30% dei casi è possibile riscontrare precedenti casi in famiglia. Queste macule scarsamente o per nulla pigmentate affiorano frequentemente, in modo simmetrico, sulle aree del corpo esposte alla luce (come il viso e il dorso delle mani). Hanno un aspetto rotondeggiante od ovalare. Hanno la tendenza ad allargarsi e a confluire in chiazze che mostrano un contorno frastagliato. Piuttosto spesso queste isole “scolorite” presentano alla periferia un alla iperpigmentato. I peli nelle lesioni conservano la colorazione, ma nelle macule di lunga durata diventano grigi o bianchi. Il decorso della malattia è cronico e il grado di questo inestetismo cutaneo è variabile. Svariate sono le ipotesi avanzate per spiegare la comparsa di questa affezione. Potrebbe derivare da un disordine di tipo autoimmunitario (spiegazione scaturita anche dal fatto che la si associa a diverse malattie, come l’ipertiroidismo o l’alopecia areata, in cui è evidente il coinvolgimento immunologico). C’è anche un’ipotesi neurogenica, per cui le terminazioni nervose produrrebbero una sostanza con effetti tossici sui melanociti; e c’è anche chi parla di autodistruzione dei melanociti. Ma verosimilmente tutti questi fenomeni entrano in gioco nel determinare il danno.

DA SAPERE
• Le lesioni tipiche della vitiligine sono esposte a un elevato rischio di ustione in seguito all’esposizione solare.
• Il decorso clinico della vitiligine è bizzarro, appare tuttavia abbastanza chiaro che lasciata a se stessa, la vitiligine, tende a peggiorare e a coinvolgere una percentuale sempre maggiore di superficie corporea.

Fototerapia
Per la vitiligine estesa si esegue la puvaterapia con l’assunzione di psoraleni (si preferisce il 5-Mop perché meno fototossico e con meno effetti collaterali). La fototerapia con UVB a banda stretta è superiore alla Puva terapia e con minori effetti collaterali. Le sorgenti di radiazioni UVB sono costituite da lampade tradizionali o sorgenti laser o di luce pulsata.
Farmaci
Si consiglia una terapia steroidea topica nei casi di vitiligine insorta da poco tempo, soprattutto sul viso e collo. Si possono verificare recidive dopo la sospensione della terapia.
Chirurgia
Autoinnesti di cute prelevata in aree con normale pigmentazione o trapianti di melanociti coltivati sono approcci possibili.

La depigmentazione cutanea che caratterizza la vitiligine richiede la prescrizione sistematica di Platanus orientalis, per un lungo periodo di tempo, della durata di almeno 6 mesi. Si può associare e alternare la prescrizione di Mica e Sepia offìcinalis. Mica 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per la vitiligine in soggetti con tendenza alla depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali. Si consiglia di associare Sepia offìcinalis.
Platanus orientalis Macerato glicerico 1 DH, 50 gocce, 1-3 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Il platano orientale appartiene alla famiglia delle Platanacee. È un albero maestoso, alto fino a 40 metri. Quanto a longevità esso rivaleggia con la sequoia.
Nell’antica Grecia i platani erano riservati al tempio e consacrati alla divinità del sole. Dioscoride (I secolo d.C.) e Galeno (II secolo d.C.) usavano il decotto delle foglie e della corteccia, per uso esterno, nei pròcessi infiammatori cutanei. In gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche. Le gemme di platano orientale sono efficaci in alcune forme di dermopatie (acne giovanile ribelle e vitiligine). È utilizzato anche nella cura del calazio e della blefarite. Il va prolungato per almeno 6 mesi di durata.
Sepia 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana, alternando con Mica. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso, sui tessuti di sostegno e sulla cute. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico. Depigmentazione cutanea. Si consiglia di associare Mica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da Vento, Umidità-Calore o da stasi del Qi del Fegato.
Lo scopo della terapia è di disperdere il Vento, mobilizzare lo Xue, disperdere Umidità e Calore e mobilizzare il Qi del Fegato, per ridurre l’estensione delle macchie.
Punti importanti per la terapia sono:

FENG CHI;
GE SHU;
QU CHI;
WAI GUAN;
XUE HAI;
HE GU;
SAN YIN JIAO;
YIN LING QUAN;
ZU SAN LI;

NEI GUAN;
QI MEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG.

Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Fegato Reni e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, dopo 30 giorni si effettua un controllo per valutare l’effetto terapeutico e se necessario completare la terapia con un ciclo di richiamo.

cinese
Formula: BU GU ZHIYOU
Fructus Psoraleae…………………….5 g
Olio di Mandorle Dolci………………80 ml
Olio di Borragine………………….20 ml
Posologia: Un’applicazione al dì sulle zone interessate per 30 giorni.

Consigli dietetici
consigliati Privilegiare i cereali integrali in chicchi e i legumi (sempre associati, nello stesso pasto), i prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, la soia e i derivati, la frutta e la verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.

Aumentare il consumo di cibi ricchi di zinco, come le carni di agnello,maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra. Integrare la dieta con i polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Aumentare l’assunzione di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre-quattro mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i vegetali non biologici, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Integrazione alimentare
Beta-carotene Aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia
(azione antiflogistica).

Per migliorare la vascolarizzazione cutanea e alleviare la sintomatologia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione antiossidante, è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).
Se il disturbo si presenta nelle persone debilitate e inappetenti, per stimolare il Sistema Immunitario, può essere usato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti; eventualmente associato all’Avena sativay sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età).

Originally posted 2014-10-09 08:45:34.

Varicella

Varicella

È una malattia infettiva virale assai contagiosa, frequente nell’infanzia tra i 3 e i 10 anni. Lascia un’immunità permanente ed è dovuta a un herpesvirus analogo a quello dell’herpes zoster. Si ritiene, in pratica, che lo stesso agente virale produca la nell’infanzia e, riattivandosi, il “fuoco di Sant’Antonio” nell’adulto. Il periodo d’incubazione abbraccia 2 settimane circa, dopo le quali il bambino accusa: la febbre, in genere modesta (attorno ai 38 °C), che s’accompagna a fiacca e malessere; un’eruzione cutanea (l’esantema), che si manifesta in corrispondenza del tronco e del cuoio capelluto.
Inoltre risulta pruriginosa: dapprima si forma una chiazza rossa, macula, che si trasforma in una rilevatezza circoscritta, papula, e successivamente in vescicola, il cui contenuto liquido diventa poi torbido, pustola; resta quindi una crosta: quando cade, lascia una cicatrice che dura parecchi mesi. Gli elementi costitutivi dell’esantema tendono a comparire a stadi successivi, per cui tutte
le lesioni poc’anzi descritte possono essere presenti contemporaneamente.
Dalla macula si arriva alla crosta in 4-6 giorni. Sulla mucosa della cavità orale, della faringe e della congiuntiva (o della vulva) si osserva anche la presenza di afte dolorose.

DA SAPERE
• La varicella è rara nell’adulto ma più grave perché, con facilità, va incontro a broncopolmonite.
• Il contagio avviene attraverso le goccioline di saliva ma anche tramite il liquido contenuto nelle vescicole; le crosticine, invece, non sono contagiose.

Antibiotici
La terapia antibiotica non ha alcuna efficacia nel della varicella: non aiuta né a migliorare né peggiorare i sintomi.
Prurito
È corretto usare antistaminici (oxatomide, anche nei lattanti), fare il bagno tutti i giorni (attenzione a non frizionare le vescicole) e applicare sulla pelle latte idratante. Il talco mentolato non è utile e anzi può peggiorare il fastidio; nei bambini piccoli è sconsigliato l’uso di polvere (talco in genere), per il rischio che venga inalata.
Febbre
Si raccomanda l’uso del paracetamolo; l’ (acido acetilsalicilico) è vietata nella varicella: sono stati segnalati casi di reazione indesiderata (sindrome di Reye, malattia molto grave con encefalite ed epatite).

Tosse
Si possono usare sedativi, centrali (sconsigliati nei lattanti) o periferici.
Cicatrici
Non esiste sistema per impedire la trasformazione in cicatrice di alcune lesioni.
Farmaci
L’unico farmaco efficace è Paciclovir. Può essere usato anche nei bambini. La cura va iniziata il primo giorno di malattia, cioè alla comparsa delle prime vescicole: non è in grado di prevenire le complicazioni, ma allevia la sintomatologia e la durata della malattia.

L’approccio omeopatico va diversificato in base alla fase evolutiva della malattia. Solitamente nella fase iniziale si consiglia di alternare Poumon histamine e Rhus toxicodendron per controllare l’eruzione ed il prurito, mentre nella seconda fase in cui compaiono le croste è più adatta l’associazione di Antimonium tartaricum e Mezereum per evitare che possano residuare delle cicatrici.
Esordio
Belladonna-Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, alternando i 2 . Sono i della fase iniziale, utili a controllare la febbre e l’evoluzione successiva.
Eruzione
Mezereum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il fior di stecco, noto anche come HI mercurio vegetale7 è adatto per il trattamento delle eruzioni vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose. Caratteristiche sono le vescicole infette a contenuto giallastro o ricoperte da croste giallo-brunastre.
Poumon histamine 15 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Si tratta di un bioterapico ottenuto dal di cavia morta per shock anafilattico, di composizione complessa e che svolge un’azione di inibizione sulla liberazione dei mediatori dell’allergia e dell’infiammazione. Si consiglia di alternare con Rhus toxicodendron per controllare il prurito.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il sommaco velenoso, arbusto appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, la cui linfa è particolarmente caustica per la cute, è indicato nelle eruzioni cutanee caratterizzate da piccole vescicole a contenuto limpido, circondate da un alone di arrossamento. Il prurito migliora con il calore. Caratteristico è lo stato di agitazione notturna.
Cicatrici
Antimonium tartaricum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per un mese.
Prevenzione di cicatrici persistenti, dopo la caduta delle croste.
Convalescenza
Sulfur iodatum 9 CH da 1 a 3 volte al dì. Lo ioduro di zolfo è adatto per favorire la risoluzione completa di ogni processo infiammatorio e infettivo generale, soprattutto quando si accompagna a stanchezza persistente.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lo scopo della terapia con la Medicina tradizionale cinese è quello di regolare il Sistema Immunitario dell’organismo favorendo un innalzamento della barriera difensiva.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
TAI YUAN;
TAIXI;
TAI CHONG.
Si consiglia un ciclo di applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.

Consigli dietetici
consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di micronutrienti, come frutta e verdura fresche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro, centrifugati di carote e succo puro di mirtillo.
Aumentare il consumo di vitamina C, sotto forma di agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Incrementare la dieta abituale con alimenti a elevato apporto di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Dare la preferenza ai cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento delle sostanze antiossidanti e compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.
Integrazione alimentare
Complesso B25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;

Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio, sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per aiutare a combattere l’infezione virale e accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
Nei pazienti, in cui la sintomatologia cutanea si presenta in forma lieve, può essere preparata una pomata a base di infuso concentrato di Aparine (2 cucchiai di foglie e sommità fiorite, in 100 mi di acqua demineralizzata, portata a ebollizione; dopo 20 minuti di infusione, filtrare e lasciare raffreddare), 3 cucchiai, miscelati con 2 cucchiaini di burro di karaté e 1
cucchiaino di centrifugato di carota biologica. Applicare, con un delicato massaggio, la pomata sulla cute e lasciare agire per 30-40 minuti. Quindi, asportarla con un batuffolo di cotone inumidito con latte detergente alla
Calendola, o sciacquare con acqua tiepida, asciugare e massaggiare delicatamente con olio di Iperico.
Per alleviare i sintomi è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH
Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).

Originally posted 2014-10-09 10:49:35.

TRIGLICERIDI ALTI 180x180 - TRIGLICERIDI ALTI

TRIGLICERIDI ALTI

Il tessuto adiposo rappresenta per i mammiferi il principale deposito di trigliceridi. L’adipocita, la cellula caratteristica del tessuto grasso, non ha altra funzione che quella di sintetizzare e stoccare i trigliceridi (che occupano il 95-99% dell’intera cellula). Queste molecole costituiscono scorte di energia e vengono mobilizzate quando l’organismo la richiede. La determinazione dei
trigliceridi è possibile con un semplice prelievo di sangue: i valori normali oscillano dai 40 ai 170 (milligrammi/decilitro). Si tratta di un valore che può risultare più alto del normale per svariati motivi. Potrebbe essere associato tipicamente alla dieta sbilanciata, che porta a ingerire troppi grassi, ma può anche essere il segnale di un’eccessiva assunzione di alcol. Aumenti notevoli di trigliceridi nel sangue sono determinati da fattori genetici-familiari. Ulteriore condizione in cui si ha un aumento del valore di queste molecole – e anche del colesterolo – è l’ipertiroidismo. Comunque sia, i valori elevati di trigliceridi vengono considerati un fattore di rischio coronarico. Ma non soltanto: si tratta di un rilievo particolarmente critico se si associa anche a una pressione arteriosa alta, a una ridotta concentrazione nel sangue del colesterolo buono HDL, nonché alla presenza di obesità addominale e ridotta tolleranza agli zuccheri. Elementi che tutti assieme caratterizzano la cosiddetta sindrome metabolico.

AVVERTENZE
• Per eseguire l’esame dei trigliceridi è necessario essere a digiuno da 8 ore al fine di evitare che l’alimentazione possa influire sul risultato.
• Il valore dei trigliceridi può aumentare anche in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale o alcuni medicinali diuretici.

Stile di vita
I principali aspetti dello stile di vita in grado di aggravare l’ipertrigliceridemia sono l’obesità, il fumo e la sedentarietà. Una dieta appropriata, il controllo del peso corporeo, l’esercizio fisico e l’astensione dal fumo devono essere obbligatori nell’ambito delle misure terapeutiche. Spesso il ritorno al peso corporeo normale è in grado di ridurre il livello dei trigliceridi, quindi la dieta è di fondamentale importanza. In più, associando alla dieta un regolare esercizio fisico, i risultati migliorano ulteriormente. Il consumo di alcol dovrebbe essere completamente evitato.
Olio di pesce (omega-3)
Gli oli di pesce e gli acidi grassi della serie omega-3 determinano una riduzione della trigliceridemia, e possono essere impiegati, a dosaggio elevato, nelle ipertrigliceridemie refrattarie alla dieta.

Farmaci

Si usano farmaci solo quando le misure igieniche hanno fallito. Il ricorso alla terapia farmacologica ha effetti collaterali: i possibili rischi devono essere controbilanciati dai benefici. L’acido nicotinico riduce la trigliceridemia, ma esiste una controindicazione relativa all’impiego nei pazienti affetti da diabete mellito non insulino-dipendente (diabete di tipo II). Quando sia richiesto l’impiego di farmaci, la niacina è la prima scelta. I fibrati riducono la concentrazione di trigliceridi e aumentano la colesterolemia-HDL (colesterolo buono). L’impiego di uno dei derivati dell’acido fìbrico, il gemfibrozil, è stato associato a una riduzione del rischio di cardiopatia ischemica in pazienti con iperlipidemia mista e bassi livelli di HDL.

Con i valori elevati di trigliceridi nel sangue l’approccio omeopatico si deve integrare con le misure relative allo stile di vita, al comportamento alimentare e alla pratica di un’attività motoria regolare. Il andrà eseguito a cicli di tre mesi prima di verificare il risultato ottenuto. Si consiglia di assumere regolarmente il gemmoterapico Prunus amygdalusy associato al rimedio omeopatico specifico ad azione più profonda.

Consigli dietetici
consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di pollame, pesce pescato in mare e carne bovina magra biologica.
Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di manganese (cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, avocado, castagne, fagioli, more, nocciole, noci, piselli, spinaci e zenzero), rame (fegato di manzo, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde) e vitamina B6 (avocado, banane, carote, crusca, farina integrale, germe di grano, lenticchie, lievito di birra, nocciole, riso, salmone selvaggio, semi di girasole, tonno fresco, soia e derivati).
Alimenti da evitare Eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i formaggi (esclusi ricotta, fiocchi di latte e i tipi light), i tagli di carne a elevata percentuale di lipidi (per esempio le cosce di pollo e di tacchino), la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, il pesce di allevamento.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Biotina 50 mcg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 ml di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi, grazie alla presenza di particolari acidi grassi (malico, palmitico, tartarico), fìtosteroli, tannini, vitamina C, alcaloidi e saponine.
La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a potenziare il metabolismo dei lipidi.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo la malattia.
Nelle persone sottoposte a stress psico-fisici prolungati, che possono aggravare il problema, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo i livelli ematici dei trigliceridi, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale. Può essere associato al tè verde giapponese Sencha, ricco di preziosi antiossidanti.

Per facilitare i processi digestivi (in particolare, per stimolare la produzione e remissione della bile) e potenziare il metabolismo dei lipidi può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per le sue proprietà ipolipidemizzanti (in particolare riduce la concentrazione delle LDL, e aumenta quella delle HDL) può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali. È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.

Originally posted 2014-10-08 13:40:36.

Tic nervoso 180x140 - Tic nervoso

Tic nervoso

Sono movimenti bizzarri, stereotipati, ripetitivi che si osservano soprattutto alla faccia ma anche in altre parti del corpo come collo, spalle e arti. Talora interessano i muscoli della fonazione e della respirazione, e allora hanno un carattere “vocale” (emissione di brevi suoni, raschiamenti della gola, colpì di tosse). Tic semplici e transitori sono comuni nell’età infantile, generalmente espressione di uno stato di tensione emotiva. Tic multipli e persistenti caratterizzano la malattia di “Gilles de la Tourette”, condizione accompagnata anche dal bisogno irrefrenabile di pronunciare parole oscene e di compiere azioni bizzarre o sconvenienti. Si chiamano, invece, distonie quei disturbi del movimento caratterizzati da spasmi muscolari involontari, che costringono determinati distretti del corpo a posture o a movimenti abnormi (spesso fonti di dolore quando l’intensità della contrazione è forte). La distonia può colpire qualunque parte del corpo, per esempio le braccia, le gambe, il tronco, il collo, le palpebre, il viso o anche le corde vocali. Il torcicollo spasmodico consiste in una inclinazione forzata della testa, verso un lato; il blefarospasmo provoca la chiusura involontaria delle palpebre,- nella disfonia spasmodica, i muscoli delle corde vocali si contraggono e rendono il parlare faticoso, spesso forzato e strozzato: la voce può risultare tremante o aspirata; ancora, nella distonia oro-mandibolare affiorano movimenti ripetitivi, rapidi o lenti che interessano i muscoli attivati dai nervi cranici, con apertura e chiusura della bocca, masticazione, leccamento delle labbra, fuoriuscita e retrazione della lingua.

IL CRAMPO DELLO SCRIVANO
È una distonia che colpisce l’arto superiore, Tipicamente compare quando la persona si ritrova a compiere una certa azione, sempre la slessa, spesso di natura professionale: la forma più nota è il crampo dello scrivano ma si conosce anche un crampo del
musicista.

Il più frequente riguarda gli occhi e si chiama blefarospasmo. Il blefarospasmo è un problema cronico e tende a peggiorare nel tempo.

Prime misure
Portare occhiali da sole per bloccare gli ultravioletti e ridurre l’ipersensibilità alla luce (foto-oculodinia), mantenere un’accurata igiene delle palpebre per non rischiare l’irritazione e le blefariti. Usare frequentemente lacrime artificiali per ridurre la secchezza.

Farmaci
Gli antidepressivi triciclici ma sono utili se c’è depressione che peggiora i sintomi. I farmaci più efficaci sono lorazepam, clonazepam, e Artane.

Tossina botulinica
Le iniezioni di tossina botulinica sono il più indicato per il blefarospasmo. Il ha grandi percentuali di successo con scarsi effetti collaterali. L’effetto paralitico è legato alla dose, con un picco 5-7 giorni dopo l’iniezione.

Chirurgia
Il trattamento chirurgico del blefarospasmo si chiama miectomia; esistono altri interventi chirurgici per casi particolari.

Il trattamento omeopatico dei tic risulta essere efficace sia per i bambini che per gli adulti e si basa sulla somministrazione di ad azione sintomatica e di medicinali di fondo ad azione più profonda. In questa parte si fa riferimento unicamente a sintomatici più frequentemente indicati nel trattamento dei tic.
Agaricus muscarius 9 CH 5 granuli, 1 o 2 volte al dì. Il medicinale omeopatico preparato a partire dall’amanita muscarina, fungo velenoso della famiglia delle Agaricacee, viene utilizzato in alcune manifestazioni della sfera nervosa, come tremori senili, tic e convulsioni. È il rimedio di prima scelta nel trattamento dei tic localizzati agli occhi o generalizzati con tremori.
Cuprum metallicum 9 CH 5 granuli, 1 o 2 volte al dì, in base all’intensità dei fenomeni. Il preparato omeopatico ottenuto dal rame metallico è adatto per i tic caratterizzati da spasmo doloroso facciale o palpebrale. È anche il medicinale indicato per i crampi dolorosi notturni dei polpacci, soprattutto negli anziani e per le manifestazioni dominate dallo spasmo doloroso, come il singhiozzo e alcune forme di colica addominale.
Ignatia amara 9 CH 5 granuli, I o 2 volte al dì. I semi ottenuti dalla fava di Sant’Ignazio, arbusto della famiglia delle Loganiacee, sono particolarmente adatti per i tic del viso e delle palpebre in soggetti ipersensibili con la tendenza alle manifestazioni funzionali spastiche mutevoli. Caratteristico è l’aggravamento con le emozioni ed il miglioramento con la distrazione. Kali bromatum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il bromuro di potassio viene impiegato in omeopatia per soggetti irrequieti che agitano costantemente le mani, tamburellando sul tavolo, manipolando qualsiasi oggetto sia alla loro portata, come penna, matita, carta, tappi, mollica di pane.
Mygale avicularia 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Si tratta di un preparato ottenuto dal ragno nero di Cuba, il cui veleno preparato omeopaticamente è utile per le forme di tic e di spasmi localizzati a livello del viso, delle palpebre e del collo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è correlato ad altera/ioni delle funzionalità del Sistema Nervoso e del Sistema Circolatorio.
Gli organi che subiscono queste alterazioni sono, in particolare, Fegato e Rene.
Lo scopo della terapia è di ripristinare una corretta funzionalità degli organi succitati, di favorire una migliore ossigenazione del sangue e di controllare il Sistema Nervoso rasserenando lo Shen.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del  e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il
Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico;
YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido;

Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana, da ripetere eventualmente dopo un controllo, un mese dopo 1 ultima applicazione.
cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6 g
Rhizoma Alismatis……………………12 g
Radix Gentianae………………………6 g
Semen Plantaginis…………………….9g
Caulis Akebiae……………………….9g
Radix Scutellariae……………………..9 g
Fructus Gardeniae…………………….9 g
Radix Angelicae Sinensis………………..3 g
Radix Rehmaniae……………………..9 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….6 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
consigliati Aumentare il consumo di a elevato apporto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i cibi industriali addizionati con additivi, e/o con grassi trans, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Vitamina B6 (regola il metabolismo dei glucidi, migliora la risposta allo stress e stimola le funzioni cerebrali): 1,5-2 mg al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg ai giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Cobalto (necessario per il corretto funzionamento del Sistema Nervoso): aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi
(2 o 3 con una fetta di pane integrale di segale a lievitazione naturale a colazione, oppure come spuntino pomeridiano prima dell’attività sportiva), grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Nei casi in cui il disturbo è correlato a stati di angoscia può essere assunta la Melissa offìcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali, può contribuire a tenere sotto controllo il disturbo.
Nei casi in cui gli spasmi muscolari sono particolarmente fastidiosi e il paziente lamenta dolore, può essere utile assumere YArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens)y sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per alleviare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera (Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 ml di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai asti- Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.
Come analgesico naturale, contro i blefarospasmi, può essere utilizzata angelica (Angelica archangelica), che, per la presenza di un olio essenziale contenente preziosi principi attivi, agisce positivamente sul Sistema Nervoso autonomo, contribuendo così a tenere sotto controllo gli spasmi uterini. Assumerla sotto forma di estratto fluido, tre volte al giorno, lontano dai pasti, con poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, privilegiando la via sublinguale, 20 gocce in 20 mi di acqua.

Originally posted 2014-10-08 10:44:30.

Afonia 180x180 - Afonia

Afonia

È la perdita totale della voce, ma di più comune riscontro è la distonia, un’alterazione dell’emissione vocale. Può riconoscere svariate cause. Innanzitutto, un’infiammazione a carico della laringe, la porzione delle vie aeree che ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. Nella laringite (catarrale acuta, in genere di natura virale), la voce, per la non perfetta vibrazione delle corde, diventa roca o velata, tende ad abbassarsi e a volte scompare del tutto. Altre cause: una prolungata esposizione al freddo, l’inalazione di vapori irritanti, l’inquinamento atmosferico ma anche l’effetto dell’aria condizionata durante la stagione estiva. A irritare le corde vocali intervengono, ancora, l’abitudine al fumo o all’alcol, e anche l’abuso o il cattivo uso
dell’emissione vocale. Responsabili della disfonia sono pure i polipi laringei (in cui la disfonia risulta “capricciosa” in rapporto alle dimensioni e alle diverse posizioni della formazione); i noduli vocali (qui la raucedine inizialmente leggera, diventa successivamente continua) e la paralisi laringea (per una lesione dei nervi che governano i muscoli laringei e i movimenti delle corde vo-
cali). Alterazioni della voce possono costituire altresì il segno di un disordine ormonale (per esempio, a carico della tiroide). Proprio perché molteplici sono le cause che producono una disfonia, la corretta diagnosi deve innanzitutto focalizzarsi sulle abitudini professionali del paziente, sul suo ambiente di lavoro e sul consumo di sigarette o alcol. Un’accurata ispezione della laringe (mediante la laringoscopia indiretta con specchietto tradizionale o con la fibroscopia a ottiche rigide o flessibili) permetterà di definire l’affezione responsabile della disfonia.


Per si intende la perdita, parziale o totale, della capacità di parlare con un normale tono di voce. La causa può essere semplicemente un uso eccessivo della voce, oppure l’ può essere associata a una malattia come la bronchite o essere provocata da paralisi delle corde vocali (lesione o malattia dei nervi laringei); talvolta la causa è psicologica e l’ può essere sintomo di isterismo. In tutti questi casi la terapia è rivolta alla risoluzione della malattia di base. Altra causa di può essere il tumore della laringe; in questo caso, se la malattia e operabile, si procede all’asportazione chirurgica del tumore, di una corda vocale o della laringe (laringectomia) ed è possibile insegnare al paziente a parlare di nuovo.


L’approccio omeopatico risulta efficace nel della raucedine e dell’afonia conscguente a sforzo vocale e in quelle di origine infettiva virale.

Preparazione a sforzo vocale
Arnica 5 CH 5 granuli, prima dello sforzo vocale in persone che tendono al sovraffaticamento vocale come cantanti, coristi, gente di spettacolo, oratori, insegnanti.

Dopo sforzo vocale
Argentum metallicum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, diradando in base al miglioramento. È il medicinale specifico per la laringite di cantanti o oratori. Caratteristica è la sensazione di escoriazione nel laringe. Tende a peggiorare parlando, deglutendo o tossendo. Arnica montana 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Adatta per l’afonia dopo aver parlato, cantato o gridato a lungo.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, nella raucedine con variazione continua nel timbro della voce ora velata, ora chiara (voce bitonale).
Rhus toxicodendron 7CH 5 granuli, 3 volte al dì quando la raucedine all’inizio del discorso o del canto migliora progressivamente con l’esercizio vocale.

Da raffreddamento
Aconitum 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine improvvisa, in genere di sera, dopo esposizione a freddo secco o a vento freddo. Talora si associa febbre elevata, ma senza sudorazione.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore quando la raucedine si manifesta dopo un bagno freddo.
Dulcamara 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine da tempo umido.

Paralisi delle corde vocali
Argentum nitricum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore nella disfonia da emozione o da panico. Caratteristico è il continuo bisogno di ‘raschiarsi la gola1 per attenuare il fastidioso senso di scheggia a livello della gola.
Causticum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì nella disfonia di origine virale o dopo sforzo vocale importante. Si aggrava al mattino. Sensazione di laringe messa a vivo. Migliora con un sorso di acqua fredda.
Phosphorus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì per la disfonia con dolore.
Si aggrava parlando e verso sera.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causatoda tre tipi di fattori: il primo, esterno, e il Vento, il secondo, intermedio, è rappresentato da virus e batteri, mentre il terzo fattore, endogeno, è lo stress psico-fisico.
Essendo un problema che coinvolge comunque le vie respiratorie alte l’organo che viene interessato è il .
La terapia consiste nel rinforzare le difese immunitarie e riequilibrare i fattori intermedio e soprattutto quello endogeno perché la componente psichica se non trattata può aggredire ulteriormente le difese rendendo l’organismo più sensibile e vulnerabile agli agenti patogeni.

– Agopuntura
Punti importanti per il trattamento dell’afonia sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e
della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore; NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da fare anche tutti i giorni, al termine del quale si lascia intercorrere un mese in cui si attende, se non ci fosse già stato durante il trattamento, l’effetto terapeutico. Se questo si rivela soddisfacente o se il paziente è guarito dal disturbo non
si fa più nulla, altrimenti è consigliabile un secondo ciclo di richiamo di 5 applicazioni per arrivare a un livello di guarigione migliore.


– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta è necessario sorseggiare nel corso della giornata 1,5-2 litri di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e ricca di bicarbonati. L’idratazione è fondamentale per dare sollievo all’irritazione delle corde vocali. Privilegiare un regime alimentare a elevato apporto di proteine, aumentando il consumo di carne magra, pesce e legumi, per potenziare la produzione di anticorpi.
Dare la preferenza ai cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine e sali minerali come aglio, cipolle, broccoli, pomodori freschi e salsa di pomodoro, ortaggi a foglia verde, sedano, peperoni, germogli di alfa-alfa e di soia, uva sultanina, noci, nocciole, avocado, arance, pompelmo, kiwi, papaia, limone, fragole, melone, albicocche, ciliegie, frutti di bosco, cereali integrali e pane prodotto con farine integrali macinate a pietra e fiocchi d’avena a lievitazione naturale, per aumentare le difese naturali dell’organismo. Integrare la dieta abituale con sale marino integrale (in sostituzione di quello raffinato), cannella, alloro, zenzero, luppolo, peperoncino rosso, germe di grano e lievito di birra. Piccoli quantitativi sono sufficienti per aiutare l’organismo a combattere e prevenire la diffusione dell’infezione.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare le bevande alcoliche, i prodotti industriali addizionati con additivi, le farine e lo zucchero raffinati, il latte e i derivati.

– Integrazione alimentare
Nella fase acuta somministrare:
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina; Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).


Nei casi di raucedine fino all’afonia è indicata una possibile terapia antinfiammatoria quando si sospetti una infezione virale, e in questi casi la pianta certo più utile è l’Echinacea {Echinacea purpurea, E. angusti/olia, E. pallida). Si tratta di una pianta originaria della medicina tradìzionale degli indiani del Nord America, i quali la sfruttavano come rimedio contro i morsi di serpente, come afrodisiaco e pure contro il mal di ola. Oggi ‘a pianta, utilizzata sotto forma di estratto ottenuto dalla radice è apprezzata in particolare per le sue proprietà immunostimolanti. In
realtà gli estratti idroalcolici della pianta, ricchi non solo in polisaccaridi ma anche in polifenoli, hanno la caratteristica duplice proprietà antinfiammatoria e immunostimolante, quindi indicati nella terapia a breve termine delle afonie e raucedini da raffreddamento. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente. Nelle forme invece sostenute da un cattivo uso della voce, come succede spesso nei cantanti o negli insegnanti, l’afonia è sostenuta in realtà di sfiancamene delle corde vocali, e anche i classici decotti di Elicriso (chiamata appunto “erba dei cantanti”) in realtà non portano grandi benefici.
Possono invece essere indicati, magari con l’aggiunta di radice di liquirizia, nelle forme di disfonia tipiche dei soggetti fumatori su base infiammatoria cronica. L’uso del decotto di Altea, raccomandato in passato contro forme di tosse e catarro bronchiale, non porta alcun vantaggio in quanto i polisaccaridi della pianta non vengono assorbiti dal tubo digerente
Cautele particolari devono essere invece adottate nei casi in cui si utilizzano estratti di liquirizia per periodi prolungati o in associazione ad altri farmaci. Possibili complicanze sono infatti l’ipopotassiemia e l’ipertensione arteriosa.

Originally posted 2014-10-07 14:18:21.

Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del paziente);
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 


Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.

– Farmaci
Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a dolore e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di vitamina E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.