Nevralgia del trigemino 180x180 - Nevralgia del trigemino

Nevralgia del trigemino

Si tratta di una condizione che interessa il volto, caratterizzata da un dolore a fitte, di violenza estrema ma di brevissima durata (frazione di secondo), raccolto in scariche più o meno protratte. Le fitte sono lancinanti, come aghi, o folgoranti come scariche elettriche, e tendono a raggrupparsi in salve di 20-30 secondi. Il dolore trigeminale si distribuisce alla faccia in maniera “geometrica”, ovvero seguendo il percorso di una delle tre branche del nervo: nella parte alta, media o bassa del viso, il che corrisponde alla regione tutt’attorno all’occhio, all’area mascellare, lateralmente al naso, oppure mandibolare. Il dolore è talora spontaneo, più spesso risulta scatenato dalla leggera stimolazione di punti particolari (chiamati “zone trigger”) localizzate di solito attorno alla bocca e al naso. I dolori “elettrici”, folgoranti, possono essere scatenati da movimenti anche molto semplici, come la masticazione, il parlare, il lavarsi la faccia, il radersi. Persino una semplice corrente d’aria può scatenare la violenta sintomatologia dolorosa. Il quadro descritto caratterizza la nevralgia essenziale del trigemino, che esordisce nell’età adulta o senile e tende a colpire più frequentemente le donne. Il suo andamento è spesso oscillante con periodi dolorosi di alcune settimane, intervallati da pause di mesi o anni. La sintomatico è legata invece alla presenza di infezioni (come l’herpes zoster), traumi o perdite circoscritte di mielina (la guaina isolante che avvolge la fibra nervosa). In questo caso il dolore è continuo, non scatenato dagli stimoli leggeri e si associa a un difetto della sensibilità nel territorio del nervo colpito.

ANATOMIA
• Il nervo trigemino è un nervo misto, assicurando sensibilità e movimento. La componente sensitiva serve a raccogliere la sensibilità generale della faccia, della parte anteriore del cranio, dell’occhio, della mucosa nasale e dei due terzi anteriori della
lingua. La componente motoria innerva i muscoli masticatori, consentendo apertura e chiusura della bocca, nonché protrusione e movimenti laterali della mandibola.
• È caratterizzato dalla suddivisione in tre branche: la prima si chiama oftalmica, la seconda mascellare e la terza mandibolare.

Identificare le cause
Il trattamento dipende dalle cause: è importante distinguere la nevralgia del trigemino da altri disturbi come la sinusite, l’ascesso dentario, il mal di testa, l’herpes.
Stile di vita
È importante evitare temperature troppo fredde o troppo calde, oppure stimoli del dolore come la rasatura della barba.
Farmaci
I farmaci usati per la nevralgia del trigemino sono carbamazepina e gabapentina e rilassanti muscolari ad azione centrale come il baclofen: se la terapia farmacologica non ha effetto si può ricorrere a radiochirurgia stereotassica che distrugge il nervo trigemino quindi termina il dolore.
Esistono altre tecniche come la radiofrequenza percutanea, che usa elettrodi caldi per determinare una lesione da calore del nervo.

La scelta del corretto trattamento omeopatico della nevralgia del trigemino si basa oltre che sull’individuazione del fattore scatenante anche sulle caratteristiche della sintomatologia dolorosa con le modalità di aggravamento e miglioramento.
Acer campestris Macerato glicerico 50 gocce, 3 volte al dì, in un po d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto, oppure 70 gocce, in unica somministrazione, prima di colazione. Il gemmoterapico ottenuto dalle gemme di acero è indicato in tutte le forme di nevralgia (facciale, herpetica, post-herpetica, sciatalgica).
Aconitum napellus 30 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Il preparato ottenuto dalla pianta intera fiorita di aconito, appartenente alla famiglia delle
Ranuncolacee, viene utilizzato in omeopatia nelle forme di nevralgia ‘a frigore del trigemino, provocate o aggravate dal freddo. Caratteristica è la congestione della regione interessata accompagnata da senso di intorpidimento o di intenso formicolio. Spesso è presente una condizione di eccitazione generale con senso di angoscia. Solitamente il dolore esordisce in maniera brusca.
Chamomilla 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La camomilla selvatica viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle forme di nevralgia del trigemino in soggetti particolarmente nervosi, agitati, collerici e ipersensibili nei confronti del dolore. Spesso la sintomatologia dolorosa è accompagnata da senso di intorpidimento e di formicolio della zona interessata.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli ripetuti anche ogni ora. L’iperico è adatto al trattamento del dolore intenso facciale caratterizzato da fitte lancinanti lungo il decorso del nervo. È il rimedio di prima scelta nella cura delle nevralgie del trigemino conseguenti ad un trattamento odontoiatrico.
Spigelia 9 CH 5 granuli, due volte al dì. La spigelia è una pianta dell’America del Sud un tempo usata come vermifugo antielmintico. Attualmente è indicato per le forme di nevralgia del trigemino con forti dolori a livello del bulbo oculare, peggiorati con il contatto, il movimento e l’aria fredda.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo può essere causato da Vento freddo» Fuoco di Fegato e Polmone oda un deficit di Yin.
La terapia consiste nel ripristinare la corretta funzionalità degli organi Fegato e Polmone, nella dispersione del Vento Freddo e del Fuoco del Fegato e del Polmone, nella sedazione del dolore e nella tonificazione dello Yin.
Nel caso di Vento Freddo punti importanti per la terapia in agopuntura sono:
FENG CHI;
HE GU;
HUO XI;
JI EXI;
TAI YANG;
TOU WEI
ZAN ZHU.
Nel caso di Fuoco di Fegato e Polmone si possono utilizzare:
HEGU;
NEI TING;
QUAN LIAO;

SI BAI;
XIA GUAN;
XINGJIAN;
YING XIANG.
Mentre invece nel caso di nevralgia dovuta a deficit di Yin si possono
combinare i punti:
CHENG JANG;
DI CANG;
HEGU;
SAN YIN JIAO;
TING HUI;
XIA GUAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: QING WEI SAN JIA NIU XI
Radix Rehmaniae…………………..12 g
Radix Angelicae Sinensis……………….6 g
Rizoma Coptidis…………………….3 g
Cortex Moutan Radicis………………..9 g
Rizoma Cimicifuga…………………..3 g
Rhizoma Achyranthes Bidentatae…………3 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare una crisi, privilegiando i cereali integrali in chicchi o in fiocchi (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati.
Integrare l’alimentazione quotidiana con frutta e verdura fresche biologiche, salsa e polpa di pomodoro, pesce pescato in mare (in particolare salmone, aringhe, sardine e acciughe), uova biologiche, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, miele vergine integrale di produzione italiana per aumentare l’apporto di sostanze antiossidanti.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3 e di triptofano (come carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino).
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i piatti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, la carne in scatola, il tonno in salamoia, le preparazioni alimentari surgelate, liofilizzate, o precotte, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, o arricchiti con micronutrienti sintetici.
Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Per cercare di prevenire le crisi nevralgiche può essere utile assumere due-tre volte al giorno un infuso a base di foglie d’Arancio ( 1 cucchiaio) e acqua minerale naturale (500 mi) a elevato contenuto di magnesio e basso apporto di sodio.
Per aiutare ad alleviare l’infiammazione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata l’Escholtzia caìifornica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.

Per alleviare il dolore può essere utilizzato VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno in un’unica dose di 2 compresse.
Per alleviare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera (Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.

Originally posted 2014-10-13 15:37:04.