OSTEOPOROSI 180x180 - OSTEOPOROSI

OSTEOPOROSI

L’ è una malattia che colpisce lo scheletro nella sua interezza ed è caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazioni dell struttura dell’osso, che diventa fragile e più esposto al rischio di fratture, fratture da sono più frequenti in certi distretti scheletrici. Spesso il primo allarme deriva da una lesione del polso, la cosiddetta frattura di Colles, in seguito a una banalissima caduta. Nell’età avanzata, sono soprattutto due i punti delicati, le vertebre e il femore. Altre sedi di fratture da sono la spalla (omero) e le costole. La riduzione della massa ossea dopo 40 anni è in realtà un processo fisiologico, ma il fenomeno finisce per essere più rapido e spesso drammatico nelle donne con la menopausa, quando cioè viene meno l’azione protettiva assicurata dagli ormoni estrogeni (per la perdita della funzione ovarica). Altre condizioni legate alla mancanza di estrogeni, che espongono la donna al rischio , sono la tardiva comparsa del ciclo mestruale (dopo i 15 anni di età), l’amenorrea (la prolungata assenza del ciclo mestruale) e la menopausa precoce (per la rimozione chirurgica delle ovaie). Altri fattori che aggravano il rischio sono: la costituzione corporea magra e gracile, l’immobilizzazione a letto per un lungo periodo in seguito a un trauma o un intervento chirurgico, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l’eccessivo consumo di alcolici, un regime dietetico povero di calcio, di latte e dei suoi derivati e i lunghi trattamenti con i farmaci cortisonici. È importante sottolineare come l’ non provochi grossi disturbi, anche negli stadi più avanzati. Finché non si verifica la prima frattura.

PREVENZIONE
L’entità del nostro patrimonio osseo si chiama “picco della massa ossea” e si concretizza entro i primi due decenni di vita (condizionato da fattori genetici, azioni ormonali e alimentazione). È vero che il riassorbimento dell’osso è particolarmente evidente nelle donne subito dopo la menopausa, ma l’osteoporosi si sviluppa con maggiore probabilità quando il picco di massa ossea non è ottimale. In altre parole, la fragilità scheletrica in età avanzata è tanto più marcata quanto minore è il capitale di osso che siamo riusciti a realizzare. Ottimizzare la salute dell’osso è quindi un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine.

La prevenzione è l’obiettivo più importante: i fattori di rischio devono essere identificati e corretti.
Esercizio fisico
L’attività fisica quotidiana è la prima e più importante cedura preventiva: gli esercizi devono essere fatti con qualche peso, per caricare adeguatamente le ossa e i muscoli.
Vitamine e supplementi
Aumentare il consumo di vitamina D3 (colecalciferolo) a circa 400/1000 UI al giorno. Assumere anche 45 mg di vitamina K2 e 1800 mg di calcio idrossiapatite ogni giorno. Nelle donne in postmenopausa una quantità minima di estrogeni naturali e progesterone può aiutare: la terapia ormonale va evitata se c’è stata diagnosi di carcinoma della mammella.
Farmaci
Alendronato, risedronato, raloxifen e ibandronato sono farmaci approvati per il trattamento dell’osteoporosi. Una densitometria ossea deve comunque essere eseguita per quantificare la perdita di calcio dalle ossa.

L’attività motoria praticata con regolarità e l’assunzione regolare a cicli di medicinali omeopatici contribuiscono a contrastare la perdita di tessuto osseo responsabile della riduzione della massa ossea e del rischio di frattura conseguente all’osteoporosi. Sono disponibili in commercio preparati complessi a base di Calcarea fluorica e Calcarea phoshorica per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi.
Trattamento omeopatico
Calcarea fluorica 15 CH 5 granuli, una volta al dì, per 20 giorni al mese. Il difluoruro di calcio è indicato nel trattamento dell’osteoporosi sia senile che conseguente alla menopausa.
Calcareaphosphorica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato neutro di calcio è utilizzato sia da solo che in associazione con altri medicinali omeopatici sotto forma di preparati complessi, per il trattamento dell’osteoporosi regionale, dopo immobilizzazione in apparecchio gessato da frattura e dell’osteoporosi sistemica.
Gelsemium sempervirens 30 CH un tubo dose, alla settimana. È il rimedio specifico per la paura di cadere con debolezza e tremore muscolare. Il timore di cadere rappresenta una condizione comune nelle persone anziane e porta ad una riduzione progressiva dell’attività motoria, debolezza ed isolamento, contribuendo ad aggravare ulteriormente l’osteoporosi ed il rischio di frattura in caso di caduta. Per superare la paura di cadere è opportuno praticare un’attività motoria regolare. Gelsemium facilita la crescita dell’autostima e del senso di sicurezza.
Trattamento litoterapico
Calcaire de Versailles 8 DH1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. Il Calcare di Versailles è una roccia colpita da malattia delle pietre ed è indicato nel trattamento dell’osteoporosi. Va associato al Feldspato quadratico. Eseguire cicli di 6 mesi di trattamento.
Felspath quadratique 8 DH 1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. È indicato nel trattamento dell’artrosi in generale e dell’osteoporosi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire principalmente sul mantenimento e il miglioramento del tenore calcico, questo può essere infatti stimolato tramite l’assunzione di prodotti fitofarmacologici che veicolano il calcio.
cinese
Formula: LIU WEI DI HUANG WAN
Radix Rehmaniae Preparate……………24 g
Fructus Corni Offtcinalis………………12 g
Rizoma Dioscorea…………………..12 g
Rizoma Alismatis……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di sardiacciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di vitamina D: 25 microgrammi per 10 grammi di parte edibile).
Per migliorare il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio, assumere maggiori quantità di boro sotto forma di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), manganese (cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, avocado, castagne, fagioli, more, nocciole, noci, piselli, spinaci e zenzero), rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole,
germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde), fosforo (germe di grano, formaggi, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure).
Alimenti da evitare Limitare il consumo di caffè, tè nero, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, margarina, salumi, insaccati, carne bovina, cibi piccanti, formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano), burro, panna, uova non biologiche.
Evitare i piatti dei fast-food, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente: un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne)
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);

FITOTERAPIA
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utile assumere l’estratto fluido di Equiseto, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio. Grazie alla presenza dei flavonoidi, steroli e alcaloidi e alla ricchezza di sali minerali (tra cui carbonato di calcio, cloruro di potassio, magnesio, fosfato di calcio, manganese, ferro), l’Equiseto può essere assunto anche sotto forma di decotto (nella dose di 2 cucchiaini) con aggiunta di Gramigna ( I cucchiaino), radice di Altea ( 1 cucchiaino), foglie e radici di Tarassaco ( 1 cucchiaino), foglie di Frassino ( 1 cucchiaino), mescolando le piante a secco e ponendole a bollire con 300 mi di acqua minerale naturale. Dopo circa 5 minuti, spegnere la fiamma, versare in una tazza, coprire e lasciare riposare per 10-15 minuti. Filtrare e consumare tiepido o freddo, due o tre volte al giorno. Aiuta ad alleviare i dolori articolari.
Per le sue proprietà rimineralizzanti, può essere somministrato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 50 ml di latte d’avena, oppure di kefir, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera 60-90 minuti dopo il pasto.
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione, in associazione con il Pinus montano e la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratti fluidi, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 09:57:41.

Occhio secco 180x161 - Occhio secco

Occhio secco

Con il termine “sindrome da ” si fa generalmente riferimento a un’alterazione della quantità o della qualità delle lacrime, che provvedono a inumidire la superficie oculare. Più in dettaglio, questo disturbo è stato definito dalla comunità scientifica internazionale, “una patologia della pellicola lacrimale, dovuta a una ridotta produzione o all’eccessiva evaporazione
delle lacrime, che procura un danno alla superficie oculare esposta e risulta associata a sintomi di discomfort”. Questi disagi sono rappresentati dall’irritazione costante e dal dolore a entrambi gli occhi, accompagnato da una sensazione di sabbia o di corpo estraneo. Le cause del problema? Molteplici: disordini immunologici (come nella sindrome di Sjògren, un’alterazione del Sistema Immunitario caratterizzato da infiammazione e secchezza della bocca, degli occhi e di altre mucose), eccessiva vaporizzazione delle lacrime per blefariti, congiuntiviti e uso protratto delle lenti a contatto, assunzione di certi farmaci (antistaminici, diuretici, beta-bloccanti), fattori ambientali (le condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, e la permanenza negli ambienti con impianti di riscaldamento o condizionamento dell’aria, provocano un aumento dell’evaporazione dello strato lacrimale, riducendo così la lubrificazione degli occhi). Il liquido prodotto dalle ghiandole lacrimali serve non solo a detergere meccanicamente l’occhio: contiene, infatti, diverse sostanze che vantano un’utile azione battericida e trofica, ossia nutritiva, nei confronti delle mucose della parte anteriore dell’occhio e della congiuntiva.

GLI EFFETTI DELLA MENOPAUSA
L'”occhio secco* dopo la menopausa costituisce un comune riscontro. Il primo effetto conseguente alla perdita di estrogeni, per l’esaurimento dell’ovaio, è proprio la progressiva involuzione delle ghiandole lacrimali. Gli estrogeni regolano infatti quantità e qualità della secrezione lacrimale, da cui dipende la giusta lubrificazione della congiuntiva. L’intolleranza alle lenti a contatto costituisce uno dei primi sintomi di ridotta secrezione lacrimale, insieme all’arrossamento della congiuntiva.

I risultati a lungo termine della terapia dell’occhio non sempre sono soddisfacenti. Lo scopo varia a seconda della forma di occhio secco:
• nelle forme in cui la causa è la diminuzione del film lacrimale o l’aumento dell’evaporazione, ricreare il normale spessore lacrimale può essere sufficiente;
• nelle forme cosiddette secondarie, in cui è presente un’altra patologia che altera il film lacrimale. Io scopo della terapia è eliminare la causa principale del disturbo quindi utilizzare lacrime artificiali in grado di stabilizzare il film lacrimale diminuendo i sintomi.
Lacrimale artificiali
La frequenza del numero di gocce nella giornata cambia a seconda del momento della malattia e del sostituto lacrimale utilizzato: nelle fasi acute è necessaria l’instillazione ogni ora, mentre nei momenti migliori si può arrivare a 4 volte al giorno. Il paziente non deve mai sottovalutare la patologia cronica e deve continuare a instillare gocce anche se la sintomatologia
diminuisce o sparisce. Le ricadute sono frequenti. Il paziente in terapia con sostituti lacrimali dovrebbe imparare a conoscere quali sono, nella giornata, i momenti in cui la sintomatologia è più fastidiosa e prevenire il fastidio con le lacrime artificiali. Possiamo distinguere le seguenti lacrime:
1. diluenti, in grado di allontanare le sostanze prodotte dal metabolismo delle cellule, hanno breve durata;
2. stabilizzanti, in grado di aumentare la stabilità del film lacrimale;
3. di volume, con sostanze capaci di legarsi alla superficie oculare e trattenere acqua;
4. correttive, in grado di correggere alcune caratteristiche fisiche della superficie oculare;
5. nutrienti, con sostanze in grado di migliorare il trofismo dei vari epiteli.
Occhiali
Occhiali con il paravento laterale (tipo quelli da ghiacciaio) non sono molto usati anche per motivi estetici, ma sono un rimedio utile perché riparano la superficie oculare dall’evaporazione creando un microclima “umido” per gli occhi.
Occlusione
Nei casi gravi di occhio secco l’occlusione per 24-48 ore dell’occhio può essere utile per la riformazione dell’epitelio corneale e il rigenerarsi di una superficie oculare stabile.

Farmaci
L’uso di farmaci antinfiammatori può, in alcuni casi, essere utile per interrompere il meccanismo del danno. La pilocarpina 1% sistemica, presa per bocca, sembrerebbe essere utile per la stimolazione della secrezione lacrimale nell’occhio e per quella salivare in bocca.
È stato dimostrato che l’assunzione per via orale di preparati contenenti amminoacidi o acidi grassi polinsaturi è in grado di migliorare la sintomatologia e lo stato infiammatorio degli occhi con sindrome da occhio secco e di quelli con occhio secco post-chirurgia.

La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla causa della secchezza oculare. In generale si distingue un trattamento generale e locale. Nel trattamento della sindrome di Sjögren , malattia autoimmune con secchezza degli occhi, si consiglia di associare Aluminay Bryonia e Nux moschata.
Trattamento generale
Aconitum 9 CH 5 granuli. Secchezza oculare da congiuntivite dopo un colpo di freddo che ha interessato gli occhi.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle e delle mucose.
Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. È il rimedio prescritto insieme a Bryonia e Nux moschata nel trattamento della sindrome di Sjògren, caratterizzata da secchezza delle mucose.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Secchezza oculare da cheratocongiuntivite. Le congiuntive sono edematose. Alternare con Ruta.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Congiuntivite con arrossamento intenso.
Bryonia 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Viene utilizzata nel trattamento della sindrome di Sjògren, malattia autoimmune che si manifesta con secchezza degli occhi, in associazione con Alumina e Nux moschata.
Nux moschata 15 CH 5 granuli, al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di secchezza oculare, accompagnata da secchezza della bocca. Viene utilizzata nella sindrome di Sjögren e nell’intolleranza alle lenti a contatto per secchezza oculare.

Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Congiuntivite con materiale purulento non irritante.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, ogni ora. Cheratocongiuntivite. Arrossamento dovuto ad affaticamento visivo conseguente a lavori minuziosi in ambiente non adeguatamente illuminato (lavoro al terminale, revisione di testi, lavori di segreteria…).
Trattamento locale
Calendula 3 DH – Euphrasia 3 DH Alcune gocce di un collirio contenente calendula ed eufrasia alla terza diluizione decimale hahnemanniana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo con l’applicazione medica di prodotti fitofarmacologici, atti a stimolare la secrezione naturale dei liquidi relativi all’occhio e a ripristinare la corretta funzionalità delle ghiandole stesse.
cinese
Formula: XIE QING WAN
Radix Gentianae…………………….6 g
Fructus Gardeniae……………………9 g
Radix et Rizoma Rhei…………………6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..3 g
Radix Angelicae Sinensis……………….3 g
Rizoma seu Radix Notopterygii………….6 g
Radix Ledebourieìiae………………….6 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura fresche e di stagione (in particolare frutti di bosco, fragole, ortaggi a foglia verde scuro, carote, sedano, cetriolo, pomodori, peperoni, zucca gialla) diluiti con acqua (al 30%) o con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, oppure kefir ed eventualmente dolcificati con piccole quantità di miele vergine
integrale (da consumare preferibilmente al mattino a digiuno, come spuntino nel pomeriggio e poco prima del riposo notturno).
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-ómega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di vitamina A, come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini.
Alimenti da evitare. Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura a\ 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto / fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come
“Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e
diarrea.
Per migliorare la microcircolazione a livello dei tessuti oculari può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano* nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali, può aiutare a migliorare il quadro clinico.
Nei casi in cui il sintomo è associato alla blefarite, può essere utilizzato il Melilotusoffìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione e problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-13 15:55:59.

OVAIO POLICISTICO 160x180 - OVAIO POLICISTICO

OVAIO POLICISTICO

La “micropolicistosi ovarica” – o sindrome dell’ – è una condizione caratterizzata da un malfunzionamento dell’ovaio: nel suo spessore si formano tante piccole cisti, piccole cavità ripiene di liquido (i follicoli ovarici che hanno una maturazione difficile). Il ciclo mestruale diventa irregolare (possono trascorrere anche molte settimane senza che si presenti una mestruazione), l’ovulazione può mancare causando infertilità, mentre aumenta la produzione di ormoni maschili (si parla di “iperandrogenismo”), che finiscono per agire negativamente sulla cute: da qui l’acne e l’aumento di peli (che, nelle sedi tipicamente femminili, causa l’ipertricosi, mentre, nei casi più severi, quando i peli compaiono in sedi maschili – sul mento, sopra il labbro superiore, sugli avambracci, nelle parte inferiore delle gambe e sull’addome – si parla di irsutismo). È un disturbo che ha radici genetiche (le parenti di primo grado delle donne affette da tale disagio hanno una probabilità del 51% di sviluppare il disturbo). Le pazienti sono spesso in sovrappeso o francamente obese. Il mezzo per confermare il sospetto della micropolicistosi ovarica è l’ecografia pelvica: la maggior parte delle donne affette da sindrome dell’ presenta un volume aumentato dell’ovaio e la presenza, negli strati superficiali, di almeno 10 follicoli con diametro di 2-9 millimetri. La micropolicistosi ovarica non è semplicemente un disagio ginecologico, ma un disturbo capace di ripercuotersi sulla salute complessiva e a lungo termine: le pazienci, infatti, mostrano una maggiore probabilità, rispetto alle altre, di sviluppare nel tempo problemi cardiovascolari, con alterazioni dei lipidi nel sangue (per esempio, eccesso di colesterolo), ipertensione e aterosclerosi.

DA SAPERE
• Attualmente si ritiene che un fattore cruciale nel determinare la micropolicistosi ovarica sia l’eccesso di insulina (“iperinsulinemia”): quest’ormone fabbricato dal pancreas provoca un aumento della produzione da parte dell’ipofisi di un ormone, l’LH, che stimola l’ovaio a produrre ormoni maschili; inoltre agisce aumentando il testosterone libero, la frazione dell’ormone biodisponibile per i tessuti.
• I padre o i fratelli delle pazienti mostrano spesso una calvizie precoce: ciò viene considerato il segno maschile della predisposizione genetica alla micropolicistosi nelle donne di famiglia.

Il trattamento include la perdita di peso se è presente sovrappeso: il diabete di tipo II spesso è concomitante con l’ovaio policistico e andrebbe curato.
Dieta ed esercizio fisico
Assumere un’alimentazione con molte fibre e pochi grassi animali. È molto importante fare almeno 20 minuti di esercizio aerobico al giorno.
Soppressione ormonale
Contraccettivi orali possono essere usati per ridurre la concentrazione di androgeni (ormoni maschili), spesso elevati in caso di ovaio policistico.
Lo spironolattone è un antagonista del recettore per gli androgeni che può essere aggiunto alla pillola anticoncezionale. Anche gli steroidi possono sopprimere gli androgeni. Il flutamide è un altro farmaco con analogo effetto.
Per aumentare la fertilità
La metformina, un antidiabetico orale, può essere usata per aumentare la fertilità: lo stesso dicasi per il clomifene. Un intervento chirurgico di resezione ovarica, che rimuove parte del tessuto ovarico, è un’opzione utile perché riduce la quantità di ormone prodotto qualora tutte le altre procedure non chirurgiche abbiano fallito nell’aumentare la fertilità.

La presenza di un ovaio policistico richiede la valutazione clinico-strumentale periodica ed il consiglio del medico specialista ginecologo. L’omeopatia può completare l’approccio convenzionale.
Ribes Nigrum Macerato glicerico 1 DH, 50 gocce, una volta al dì, al mattino al risveglio, per cicli di tre mesi di trattamento. Il
gemmoterapico è ottenuto dalle gemme di ribes nero, pianta della famiglia delle Saxifragacee. II ribes nero raggiunge la fama di “panacea universale” in un trattato di P. Bailly da Montaran (1712). Riacquistò notorietà all’inizio del XX secolo, fino a divenire la ‘perla della gemmoterapici per la sua attività antinfiammatoria, antiallergica e sinergizzante favorevole nei confronti degli altri gemmoterapici cui viene spesso associato e di cui ottimizza l’attività.

Rubus idaeus Macerato glicerico 1 DH, 50 gocce, una volta al dì, alla sera prima r’Poso notturno, per cicli di tre mesi. Si tratta del gemnioterapico ottenuto a partire dai giovani germogli di lampone, arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee con rizoma strisciante, ramificato e numerosi fusti eretti biennali. In Inghilterra la medicina popolare consigliava l’infuso di foglie nel mestruo doloroso e per ridurre le doglie del parto. In gemmoterapia si utilizza per i disturbi ormonali femminili, in quanto regolarizza Fattività ormonale dell’asse ipofisi-ovaio. Ha dunque proprietà riequilibrante endocrina e spasmolitica a livello uterino. Per tali ragioni Rubus idaeus viene utilizzato in numerose condizioni che comprendono il mestruo doloroso, le alterazioni del ciclo mestruale, la sindrome premestruale, le cisti ovariche ed il fibroma uterino.
Si consiglia di associare il gemmoterapico Ribes Nigrum.
Thuya 9 CH 5 granuli, una volta al dì, per un mese e passando ad un tubo dose alla settimana, per alcuni mesi. In omeopatia tuia viene utilizzata in numerose affezioni urogenitali recidivanti, come infezioni croniche, leucorrea, polipi, fibromi, cisti ovariche, ovariti sclerocistiche.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo esclusivamente se le cisti sono di natura liquida, favorendone così il riassorbimento.
Punti importanti per la terapia possono essere:
GUAN YUAN;
ZHONG JI;
TAI YUAN;
QU QUAN;
YIN GU;
Y1N LING QUAN;
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Ovaio e SHEN.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis………………25 g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9 g

Semen Persicae………………………6 g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis……………2 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………2 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico vegetariano, privilegiando cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Incrementare l’assunzione di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite).
Integrare la dieta abituale con buone fonti di rame e zinco, come avocado, uva essiccata, arachidi, nocciole, cacao, miele, funghi, ortaggi a foglia verde, germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, carne, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, verdure, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, gli alcolici (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare e/o evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).
Integrazione alimentare
Vitamina E 10 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;

Selenio 80 mcg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne con-
tiene 37 mg);
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA

Per tenere sotto controllo il disturbo può essere utilizzato l’estratto liposterolico delle bacche di Serenoa repens (Palma nana)y nella dose di 160 mg (di estratto liposterolico), due volte al giorno, la mattina circa 30 minuti prima di colazione e la sera, 60-90 minuti dopo il pasto, con 100 mi di acqua oligominerale. In alternativa possono essere utilizzate le bacche crude, nella dose di 10 grammi, due volte al giorno, lontano dai pasti. È preferibile assumerle con succo puro di mirtillo, o centrifugato di carota, diluito con acqua minerale naturale a elevato apporto di magnesio.
Se è associata l’ o il sovrappeso, può essere somministrato il Fucus Vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00). È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Nei casi in cui si manifesta la depressione può essere utilizzato l’Hypericum perforatum, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti, tenere sotto controllo i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, fluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei Pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhizaglabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti, può essere utilizzato per alleviare gli spasmi della muscolatura addominale in corrispondenza dell’ovaio interessato. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia, sindrome premestruale, di, sturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. È consigliabile non superare le dosi indicate al fine di evitare l’insorgenza di diarrea acuta.

Originally posted 2014-10-13 09:18:46.

Obesità 180x180 - Obesità

Obesità

Le cifre relative alle persone attualmente obese sono a tal punto allarmanti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “globesità”. Nel nostro Paese 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni risultano in sovrappeso. Il criterio di classificazione per il sovrappeso e l’ è basato sul Body Mass Index (BMI), l’Indice di massa corporea. Si calcola dividendo il peso corporeo in kg per il quadrato dell’altezza in metri. Per esempio, una persona che pesa 100 kg ed è alta 170 cm, avrà un BMI di 34,6 (100:1,7 x 1,7). Secondo la classificazione attualmente in uso si parla allora di: sottopeso (BMI inferiore a 18,5), normopeso (BMI superiore a 18,5 e inferiore a 25), sovrappeso (BMI superiore a 25) e (BMI superiore a 30). In Occidente, dopo il fumo, è il più comune fattore di rischio per patologie croniche: in particolare, aumenta il rischio di diabete (non insulino-dipendente), malattie cardiovascolari e neoplasie (la ragione va ricercata nel fatto che il tessuto adiposo è ricco di aromatasi, un enzima che può modificare gli ormoni prodotti dal surrene e agire negativamente sulla proliferazione di alcuni tessuti; l’associazione -rischio oncologico è forte nel carcinoma del colon, della mammella, dell’endometrio, del rene e dell’esofago).

LA RICERCA
L’obesità è una malattia cronica, in cui interagiscono fattori biologici, comportamentali e sociali. L’eccessivo introito calorico (quando le calorie assunte con la dieta superano quelle consumate dall’organismo), gli errori nelle abitudini alimentari (per
esempio, l’incremento del consumo giornaliero di alimenti ricchi soprattutto di grassi saturi, proteine animali e zuccheri semplici), la riduzione dell’attività fisica (per la prolungata immobilità dettata dal lavoro al computer e il massiccio utilizzo dei mezzi di trasporto) e, infine, le complesse e frequenti problematiche psicologiche (il cibo come rifugio, come risposta all’ansia, alla depressione, allo stress nervoso, la dieta come soluzione magica del proprio malessere) hanno sicuramente promosso un
ambiente obesogenico, che ci espone al rischio-obesità. Ma grazie alle moderne indagini disponibili, sia di visualizzazione dell’attività cerebrale, sia di biologia molecolare, oggi sappiamo che esistono complesse relazioni tra il tessuto adiposo, accumulato in periferia, e le aree localizzate prevalentemente nell’ipotalamo, nelle strutture profonde del cervello. In pratica, malgrado la generale tendenza a incasellare l’obesità come un problema di “comportamento vorace” e scarsa forza di volontà, le più recenti evidenze scientifiche dimostrano ora che i fattori genetici giocano un ruolo dominante nel determinare il peso corporeo (entro un certo ambiente). Ovvero: il moderno punto di vista è che l’obesità non costituisce semplicemente e soltanto una conseguenza aberrante della civiltà del benessere o degli stili di vita errati. In realtà è una malattia insita nel patrimonio genetico della specie umana. E dunque lo studio dell’alterato dialogo tra adipocita e cervello avrà sicuramente un ruolo di primo piano nella ricerca futura di una soluzione a quest’epidemia globale.

Il trattamento dell’obesità include modifiche nello stile di vita che aumentano il consumo di calorie e ne diminuiscono l’assunzione. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), così come alcuni farmaci, possono creare insulinoresistenza: il metabolismo di conseguenza rallenta e aumenta la produzione di cellule di grasso. I disturbi alla base dell’ingrassamento andrebbero identificati e risolti. Il trattamento va scelto in base all’indice di massa corporea (BMI) e al rapporto altez-
za/peso.
Dieta
È importante consultare uno specialista per ricevere una prescrizione dietetica mirata. Le ricerche più credibili indicano che concentrarsi sull’indice glicemico favorisce la perdita di peso. In generale, nel trattamento dell’obesità si riducono le calorie e si scelgono alimenti che non aumentino significativamente il livello di glicemia nel sangue. L’uso di farmaci o integratori volti a favorire la perdita di peso non è consigliabile perché non aiuta a perdere peso naturalmente, con mantenimento successivo del peso raggiunto.
Esercizio fìsico
È molto importante includere nella routine quotidiana l’attività fisica. Trenta minuti di esercizio aerobico al giorno dovrebbero essere obbligatori: si può scegliere l’esercizio più gradito, a patto che venga svolto con regolarità. Camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta e fare esercizio sul cross trainer sono le attività aerobiche più utili.
Mangiare responsabilmente
È utile mangiare solo a tavola e non davanti alla televisione (comunque mai fuori pasto) e focalizzare l’attenzione su ciò che si sta mangiando (sapore, profumo, provenienza, freschezza). È fondamentale ascoltare il proprio corpo e capire quando si è sazi.
Farmaci
In caso di BMI superiore a 30 (o superiore a 27,5 in persone che abbiano anche gravi problemi di salute) può essere utile la prescrizione di farmaci specifici per la perdita del peso. L’orlistat riduce l’assorbimento dei grassi e può provocare spiacevoli perdite di feci maleodoranti come effetto collaterale; è indicato se l’alimentazione ha un alto contenuto di grassi. La sibutramina è appropriata per ridurre l’appetito. L’antidepressivo tìuoxetina può contribuire alla perdita di peso.

Supplementi
Il 5 idrossitriptofano è un derivato del triptofano che aumenta la serotonina e diminuisce il desiderio di carboidrati: l’assunzione di 50 mg 3 volte al giorno prima dei pasti contribuisce a mantenere il rispetto della dieta. Anche il tè verde può ridurre l’appetito.
Chirurgia
Per un BMI superiore a 40 la chirurgia serve a ridurre il rischio immediato per la salute: gli interventi possibili sono il bendaggio gastrico (esistono varie tecniche per questo intervento), il palloncino intragastrico, la diversione biliopancreatica, il bypass gastrico distale o Roux a Y. Si ricorre a chirurgia quando un’obesità gravissima mette in immediato pericolo la salute.

L’omeopatia può essere di aiuto nell’approccio integrato al soggetto obeso, basato su alimentazione sana, esercizio fisico regolare e stile di vita corretto. Vengono indicate le caratteristiche costituzionali di alcuni rimedi omeopatici.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida
della costituzione definita carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali. Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. L’andatura è rigida e regolare. L’addome appare globoso. II carbonico è calmo, apatico, sedentario, pigro, talora sonnolento, dominato dall’inerzia. Lamenta una marcata freddolosità.
Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica, al diabete e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell azotemia.
Graphites 9 CH 5 granuli una volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza.
A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Presenta colorito rosso e cute calda. È combattivo, impulsivo e passionale.
Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, sovrappeso, obesità, calcolosi) ed alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).
Thuya 9 o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. La tuia è una pianta della famiglia delle Conifere indicata soprattutto in soggetti di sesso femminile con tendenza all’obesità del tronco, alle formazioni tumorali benigne a livello cutaneo e alle infezioni urinarie e genitali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo eccessivo accumulo di grasso nei tessuti può essere causato da un deficit di Qi di Milza e Stomaco, da Umidità e da Fuoco di Stomaco. Lo scopo della terapia è di riequilibrare le funzionalità degli organi Milza e Stomaco, attraverso la dispersione di Umidità e Fuoco, oltre che regolare il metabolismo idrico e lipidico e controllare la fame nervosa.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI;
FENG LONG;
SHUI FEN;
YIN LING QUAN;
ZHI GOU;
LIANGQIU;
NEI GUAN;
NEI TING;
SHEN TING;
XING JIAN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di ipotalamo, il punto fame. Stomaco e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” (come ricotta, fiocchi di latte e crescenza light), pesce pescato in mare (4-5 volte alla settimana, privilegiando merluzzo, nasello, branzino, orata, dentice, cernia, pesce spada) e carne magra biologica (petto di pollo, fesa di tacchino, lonza di maiale sgrassata, vitello e coniglio). Incrementare l’apporto quotidiano di fibre sotto forma di frutta (mele, pere, pesche e peschinoci con la buccia, papaia, mango, kiwi, uva, albicocche e ciliegie), verdura cruda (carote, finocchi, tutti i tipi di insalata, spinaci novelli, rape, sedano) e cotta (catalogna, tutti i tipi di cavolo, broccoli, cavolfiore, bietole), fiocchi e crusca d’avena, zuppe di cereali (segale, farro,kamut,grano saraceno) e legumi (non frullate). Integrare la dieta abituale con aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crucifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancio, rosmarino.
Alimenti da evitare Evitare Ì salumi, gli insaccati, i formaggi (esclusi quelli a basso apporto di lipidi), la panna, il burro, lo strutto, i cornflakes, il tonno in salamoia, le fritture, i preparati venduti nei List -food, i prodotti industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, gli alcolici, i cibi a base di farine raffinate, le patate, tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), lo zucchero (saccarosio), i dolciumi, i gelati, le bibite, i piatti pronti (compresi quelli surgelati).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dosedi 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per la sua azione depurativa (per facilitare l’eliminazione dei cataboliti: i prodotti di “scarto” del metabolismo) può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatorium nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale a elevato contenuto di calcio e magnesio, circa 30 minuti prima dei pasti, privilegiando la mattina a digiuno.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
Nei casi in cui è associata una dislipidemia e per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul(o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È sconsigliata negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
Per ridurre l’appetito e facilitare il drenaggio dei liquidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia {Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia, sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare le dosi consigliate, un sovradosaggio, infatti, può provocare diarrea acuta.

Originally posted 2014-10-13 15:44:49.

Otite 180x172 - Otite

Otite

L’ media è un infezione che colpisce l’orecchio medio, ossia la cavità che contiene la catena degli ossicini (martello, incudine, staffa) e che è collegata alla parte alta della faringe dalla tuba di Eustachio. Particolarmente frequente fino ai tre anni di età, la forma acuto è di solito preceduta da un’infezione virale delle prime vie respiratorie (un forte raffreddore o una faringite) È dovuta all’azione di batteri e quelli più comunemente coinvolti sono lo Streptococcus pneumonioe, l’Haemophilus influenzoe e la Moroxella Catarrhalis. I fattori che favoriscono l’infezione sono molteplici: la frequenza degli asili nido e delle scuole materne, il ricorso all’allattamento artificiale, una predisposizione familiare, con casi di infezioni dell’orecchio nei genitori o nei fratelli, la stagionalità (le otiti medie acute sono più frequenti nel periodo invernale proprio per la maggiore ricorrenza delle infezioni virali a carico delle alte vie respiratorie). Giocano comunque un ruolo essenziale nello sviluppo della malattia anche l’ingrossamento delle adenoidi e di tonsilliti. Nel piccolo paziente il mal di orecchi si manifesta con irritabilità, pianto inconsolabile, la mano spesso portata all’orecchio, febbre, perdita dell’appetito e insonnia (presenza e intensità dei sintomi e dei segni sono tuttavia variabili). Nell’individuo adulto, invece, i disturbi sono rappresentati all’inizio dal dolore sordo, continuo, che poi diventa pulsante, lancinante con crisi violente – generalmente nelle ore notturne – manifestazioni che si associano a una fuoriuscita di liquido (mucoso e purulento) nel condotto uditivo esterno (otorrea) dovuto alla perforazione della membrana del timpano. Il dolore allora scompare, perché determinato dall’accumulo sotto pressione di pus nella cavità timpanica.

DIETRO LE QUINTE
Fondamentalmente la genesi dell’otite media è correlata a due fattori: la struttura della tuba di Eustachio e la presenza di agenti patogeni nel rinofaringe (il tratto più alto della faringe). Nel bambino, infatti, la tuba di Eustachio è, rispetto all’adulto, più orizzontale, mostra poi un diametro inferiore e risulta più corta. Tutto ciò favorisce l’ostruzione di questo canale nei processi infiammatori a carico del naso e del rinofaringe; così, le secrezioni che normalmente si producono nell’orecchio medio faticano a scaricarsi nella faringe, costituendo un terreno favorevole allo sviluppo dei germi provenienti dalla gola.

Raccomandazioni generali
È importante bere molta acqua e restare a riposo. I decongestionanti possono essere utili per eliminare il muco dalle tube di Eustachio. È importante evitare le sostanze che peggiorano l’infiammazione, come il fumo o alcuni allergeni specifici. Nutrire i bambini in posizione verticale è una procedura profilattica utile.
Antibiotici
Se l’infezione non si risolve spontaneamente in 2 o 3 giorni si prescrive amoxicillina. Alcuni batteri sono resistenti all’amoxicillina: se l’infezione non si risolve dopo tre giorni di terapia è utile adottare altri farmaci, come l’arnoxicillina. Globalmente la terapia antibiotica dovrebbe durare circa 14 giorni.
Miringotomia
È una procedura chirurgica che si adotta per decomprimere l’orecchio medio in caso di persistenti secrezioni purulente: il rischio, con una secrezione purulenta prolungata, è che l’infezione si propaghi al resto dell’orecchio diventando pericolosa. A volte si inserisce un tubicino di ventilazione (timpanostomia) per drenare secrezioni che derivino da infezioni multiple e recidivanti.

L’approccio omeopatico prevede rimedi diversi in base all’evoluzione dell’otite acuta. Nell’otite congestizia sono indicati medicinali omeopatici attivi sul dolore (Aconituniy Aviarie, Belladonna, Capsicum, Chamomilla), nell’otite catarrale si utilizzano quelli che agiscono sulle secrezioni (Kali muriaticum), mentre in quella purulenta si fa ricorso a rimedi che controllano la suppurazione (Hepar sulfur, Pyrogenium). Nelle otiti recidivanti è necessario utilizzare rimedi ad azione più profonda.

Otalgia congestizia
Aconitum 9 CH granuli alternando con Capsicum. Otalgia improvvisa, soprattutto notturna con febbre, dopo raffreddamento.
Capsicum annuum 5 CH 5 granuli ogni ora. Dolore auricolare acuto.
Alternare con Belladonna.
Chamomilla 15 CH 5 granuli nelle crisi dolorose. Dolore auricolare in relazione ad eruzione dentaria. Intolleranza al dolore in soggetti ipersensibili.
Otite catarrale
Dulcamara 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Catarro, tosse, raucedine, dopo freddo umido.
Kalium muriaticum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Raffreddore con ostruzione nasale e raccolta di catarro tubarico. Senso di pienezza auricolare con calo dell’udito.
Otite suppurativa
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Fuoriuscita di materiale escoriante e maleodorante. Febbre con alternanza di agitazione e prostrazione. Sete intensa.
Hepar sulfur 30 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Per frenare la suppurazione.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Fuoriuscita di materiale mucopurulento giallo-verdastro, maleodorante. Febbre con traspirazione, brividi e aumento della secrezione salivare (scialorrea).
Lingua flaccida, edematosa.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Di prescrizione sistematica.
Otite recidivante
Aviaire 15 CH una monodose, una volta al mese nelle otiti recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo processo infiammatorio può essere causato da Vento Fuoco di Fegato, deficit di Qi della Milza, deficit di Yine Yang del Rene.
Lo scopo della terapia e eliminare la flogosi disperdendo gli agenti patogeni, sedare il dolore, eliminare l’eventuale pus e tonificare il Qi della M ilza e Yin e Yang del Rene e controllare la possibile ipoacusia.
Nel caso di Vento caldo e Fuoco di Fegato punti importanti possono essere:
ER MEN;
WAI GUANI;
XING MAN;
YI FENG.
Nel caso di deficit di Qi della Milza si possono utilizzare:
PI SHU;
TING HUI;
WAN GU;
ZHONG ZHU.
Mentre per tonificare Yin e Yang del Rene si possono combinare:
GUAN YUAN;
LUXI;
SHEN SHU;
TING GONG;
SANYIN JIAO;
TAI XI.
Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza orecchio interno ed esterno, Rene e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6 g
Rhizoma Alismatis…………………..12 g
Radix Gentianae…………………….6 g
Semen Plantaginis……………………9 g
Caulis Akebiae………………………9 g
Radix Scutellariae……………………9 g

Fructus Gardeniae……………………9g
Radix-Angelicite Sinensis. …………….9g
RadixRehmaniae…… …………….3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……..6g

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi in cui sono frequenti le recidive, privilegiare il pesce pescato in mare, le carni magre, il pollame, le uova biologiche, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la verdura fresca e di stagione, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert), l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo, le noci, le mandorle, i semi di girasole, lino, zucca e sesamo.
Nella fase acuta può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latticini “magri” e/o fermentati biologici, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Per ridurre l’infiammazione assumere alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di sale e dei cibi che ne sono ricchi (salumi e formaggi stagionati), di latte e latticini non biologici, perché possono aggravare i sintomi.
Limitare l’apporto di carne e di pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare le funzioni del Sistema Immunitario.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile” YEchinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per duetre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età), può essere utilizzata nelle fasi iniziali, alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Nell’otite media è particolarmente indicato l’estratto fluido di Scutellaria (Scutellaria baicalensis), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Se l’agente patogeno è rappresentato da un virus, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata, nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie (particolarmente indicato nelle otiti medie febbrili) è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare la dose.

Originally posted 2014-10-13 09:45:38.

Orticaria 180x180 - Orticaria

Orticaria

Si tratta di una delle più comuni dermatosi, caratterizzata dalla comparsa di rilevatezze cutanee (chiamate pomfi), che hanno un colore variabile dal rosso al bianco, di consistenza duro-elastica. Sono fugaci, pruriginosi e scompaiono senza lasciare traccia. Costituiscono una reazione a stimoli diversi, in seguito a una dilatazione dei capillari e a un edema del derma superficiale. Quando l’edema coinvolge lo strato profondo del derma e il tessuto sottocutaneo, si realizza il quadro dell’angioedema. I fattori implicati nell’esordio e/o nel decorso della malattia sono estremamente vari. I farmaci sono una causa frequente di (i più comuni sono la penicillina e l’acido acetilsalicilico). Gli alimenti, poi, costituiscono un altro importante capitolo (pesce, uova, latte, fragole, crostacei). Implicati sono anche additivi alimentari conservanti o coloranti. La puntura degli imenotteri (api, vespe e calabroni) può scatenare gravi forme di e lo shock anafilattico. Ma esistono anche orticarie fisiche, indotte cioè da svariati fattori ambientali.
Per esempio, è nota un orticaria da freddo, che si manifesta con la comparsa di pomfi e/o angioedema dopo l’esposizione alle basse temperature (le lesioni si sviluppano nelle sedi esposte a diretto contatto con l’aria o l’acqua fredda; anche l’ingestione di bevande o cibi freddi può determinare edema delle labbra o delle mucose). È nota anche l’orticaria colinergica, caratterizzata dall’insorgenza di piccoli pomfi circondati da un’area arrossata: è dovuta al riscaldamento della superficie corporea dopo un esercizio fisico con conseguente sudorazione, dopo una doccia calda e anche passando bruscamente da un ambiente freddo a uno caldo.

DA SAPERE
L’evento clou alla base dei vari quadri clinici dell’orticaria è la liberazione di particolari sostanze (mediatori) da parte di determinate cellule (mastociti e/o basofili). Uno dei mediatori chimici più importanti è l’istamina. Alimenti ricchi di istamina sono: i formaggi e le bevande fermentati, le aringhe, le sardine, il tonno, il salmone, gli spinaci, il pomodoro e gli insaccati.

L orticaria assomiglia ad altre eruzioni cutanee: è importante una diagnosi esatta per impostare il giusto trattamento. Può essere confusa con l’eritema multiforme, l’herpes, le punture di diversi insetti e una malattia della pelle chiamata pemfigo bolloso. La prescrizione di esami del sangue da parte del medico aiuta a distinguere le diverse forme di malattia della pelle. Una volta stabilita la diagnosi, evitare le cause è la base per una terapia efficace. Un episodio di orticaria dura generalmente 6 settimane.
Prevenzione
L’orticaria capita all’80% della popolazione almeno una volta nella vita. Il trattamento include la prevenzione, quando possibile, e l’eliminazione delle cause: di solito si tratta di alimenti, farmaci (soprattutto penicillina), infezioni virali, malattie croniche come il lupus e malattie della tiroide; qualche volta il sole e l’esercizio fisico possono scatenare l’episodio di orticaria, così come gli additivi chimici, alimentari e lo stress. Quest’ultima causa può essere rimossa adottando tecniche di rilassamento e respirazione.
Alimentazione
È utile eliminare dall’alimentazione uova, burro, pomodoro, patate, melanzane, frutta secca e crostacei. A volte il lievito può peggiorare i sintomi. Importante evitare l’uso di tabacco.
Farmaci
Si possono prescrivere antistaminici orali come la cetirizina per alleviare il prurito. Occasionalmente, gli agonisti del recettore H2 (cimetidina), usati come antiacidi, possono aumentare l’efficacia degli antistaminici.
Gli steroidi orali come il prednisone dovrebbero essere riservati all’uso di breve durata e a casi che non rispondano agli antistaminici. La doxepina, un antidepressivo, può avere effetti benefici sull’orticaria cronica.

L’orticaria può esprimersi nel contesto di circostanze scatenanti diverse o essere l’espressione di un ‘terreno’ allergico. Nel primo caso la scelta è basata sull’individuazione della causa scatenante e delle caratteristiche delle manifestazioni cutanee, mentre nell’orticaria recidivante è necessaria la valutazione del medico omeopata per individuare il trattamento di fondo. Solitamente si consiglia l’uso del bioterapico Poumon-histamine in associazione con i medicinali sintomatici o di fonda
Trattamento sintomatico
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Manifestazioni cutanee pruriginose dopo eccesso alimentare.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti, spaziando in base al miglioramento. Arrossamento, edema e pomfo con prurito bruciante, migliorato dalle applicazioni fredde ed aggravato dal calore.
Apis mellifica svolge un’azione rapida ma breve, per cui si consiglia la ripetizione ravvicinata di tale rimedio.
Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni ora. Diradare in base a miglioramento. Da associare al preparato più indicato. È il bioterapico di composizione complessa che è indicato per le manifestazioni allergiche cutanee.
Urtica urens 5 CH 5 granuli, secondo necessità. Orticaria con prurito e bruciore assai intenso, aggravati con il contatto, i bagni e le applicazioni fredde. È il rimedio indicato soprattutto nelle forme di orticaria dopo aver assunto crostacei o pesce.
Trattamento di fondo
Psorinum 15 o 30 CH una monodose, alla settimana o una monodose a diluizione crescente in 4 giorni consecutivi (9-12-15-30 CH).
Orticaria con prurito molto intenso, aggravato dal calore del letto e non migliorato dal grattamento, in un soggetto astenico e freddoloso.
Risposta modesta o nulla dopo la somministrazione di Sulfur.
Sulfur 15 CH una monodose, alla settimana. Spesso va prescritto in associazione ad Apis mellifica. Orticaria intensamente pruriginosa e bruciante, aggravata dal calore del letto e migliorata dal freddo. Tendenza alla periodicità ed alla cronicità dell’orticaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo può insorgere a causa di agenti patogeni esterni quali Vento freddo o Vento caldo, oppure a un deficit di Qi della Milza.
Lo scopo della terapia è di disperdere gli agenti esogeni, tonificare il Qi della Milza ed eliminare l’eventuale prurito.

Punti importanti possono essere:
FEI SHU;
FENG CHI;
FENG MEN;
QU CHI;
XUE HAI;
DA ZHUI;
DADU;
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
XI MEN;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare in giorni consecutivi.
cinese
Formula: XIAO FENG SAN
Radix Angelicae Sinensis……………….6 g
Radix Rehmaniae……………………6g
Radix Ledebourieìiae………………….6 g
Rizoma Anemarrhenae………………..6 g
Radix Sophorae Flavescentis…………….6 g
Semen Sesami……………………….6 g
Herba Schizonopetae………………….6 g
Rizoma Atractylodes………………….6g
Fructus Arctii Lappa………………….6g
Gypsum Fibrosum……………………9 g
Caulis Akebiae…………………….4,5 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….4,5 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dopo aver individuato il fattore scatenante ( alimentare e/o respiratorio) e prescritta una
terapia mirata per potenziare il Sistema Immunitario è consigliabile consumare abitualmente cibi ricchi di sostanze
antiossidanti, come frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, spezie, erbe aromatiche, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote e succo puro di mirtillo. Aumentare il consumo quotidiano di vitamina C, sotto forma di agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, cre-
scione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci. Incrementare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Integrare la dieta abituale con gli alimenti a elevato apporto di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo).
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero ( saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans. Limitare il consumo di vegetali, uova e latticini non biologici, di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Olio di pesce ( con almeno il 60% di EPA e DH A nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di particolari glucosidi flavonici (come la baicalina e la baicaleina), che ostacolano l’azione di enzimi contenenti gruppi SH, riducendo così il rilascio di mediatori chimici, come l’istamina, può essere utilizzato l’estratto fluido di Scutellaria {Scutellaria baicalensis) y nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Per potenziare l’azione del preparato fitoterapia) si consiglia di iniziare la terapia alla comparsa dei primi sintomi, associando il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Il trattamento deve essere proseguito fino alla completa scomparsa dei sintomi.
Per accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, grazie alle sue proprietà “rimineralizzanti” e anabolizzanti, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa ( Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e alleviare i sintomi, in particolare l’eritema e il prurito, può essere utilizzato l’estratto fluido di ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Per la sua azione depurativa può essere somministrata YAgrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-13 16:19:15.