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Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e capelli appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni rimedi omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni farmaci, si dovrà valutare il profilo alimentare del per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del . Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Impotenza 180x180 - Impotenza

Impotenza

Le cause all’origine di un deficit dell’erezione possono essere fisiche e psichiche. E spesso entrambi questi elementi concorrono a causare il disagio. I fattori più frequentemente coinvolti sono di natura cardiovascolare.
Il deficit d’erezione può costituire infatti la spia di un’ipertensione che non ha manifestato ancora chiari segni di sé. S’è visto, a tal proposito, che la difficoltà a mantenere uno stato erettivo valido può addirittura anticipare di circa tre anni un infarto del miocardio o un attacco d’angina. Anche l’eccesso di colesterolo è un nemico dell’erezione. Pure il diabete può compromettere l’erezione e con diverse modalità: danneggiando la circolazione (“microangiopatia diabetica”), per il danno che la glicemia elevata -o mal controllata- provoca sulla parete dei vasi sanguigni, e ledendo le terminazioni nervose (“neuropatia diabetica”). Inoltre il diabete mal gestito, specie quello di tipo 2, si associa a sovrappeso, il che comporta a sua volta una serie di alterazioni ormonali nei livelli di testosterone, l’ormone maschile. Un più basso livello di questo ormone riduce il desiderio e rende più problematica l’erezione. Determinano la difficoltà parziale o totale a conservare l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale anche fattori quali l’ansia, lo stress cronico o la depressione: quasi il 60% degli uomini con un problema erettivo manifesta anche una parallela depressione, che spiega l’irritabilità, il nervosismo, l’aggressività e la tendenza a mangiare (e a volte a bere) di più, quasi per compenso.


Il della disfunzione erettile dipende dalle cause.

Farmaci
I farmaci di uso più comune sono sildenafil, vardenafil e tutti aiutano a ottenere e mantenere l’erezione aumentando i livelli tissutali di ossido nitrico, un vasodilatatore chimico. Questi farmaci non devono essere assunti da persone che siano in terapia con nitrati per problemi di angina, visto il rischio di crolli pressori anche fatali. Va sempre assunta la dose più bassa di farmaco, soprattutto all’inizio, perché esiste il rischio di gravi effetti collaterali cardiaci in persone
già predisposte. L’iniezione intracavernosa di alprostadil è un altro possibile trattamento dell’: anche questo rimedio ha potenziali effetti cardiaci e andrebbe usato sotto controllo medico.

Stile di vita
Smettere di fumare, limitare il consumo di alcol, fare esercizio fisico regolare, riposare adeguatamente e ridurre il livello di stress aiutano a mantenere una migliore funzione erettile. Esistono esercizi che migliorano l’erezione: riguardano il pavimento pelvico e sono chiamati esercizi di Kegel, rinforzano gli stessi muscoli che si usano per interrompere la minzione. Assumere L-arginina, un aminoacido che aumenta la dilatazione dei vasi sanguigni, può essere utile nel trattamento della disfunzione erettile.

Rimedi meccanici
Uno strumento che si basa su una pompa per il vuoto è utile per mantenere l’erezione e ha qualche efficacia. Se tutti i rimedi già esposti non funzionano, la chirurgia può inserire una protesi peniena.


Agnus castus 15 CH 3 granuli al dì, nell’impotenza o nella frigidità. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’estinzione del desiderio sessuale, l’impotenza completa e la frigidità. L’uomo è privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato. Riduzione del desiderio sessuale.
Caladium seguinum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Diradare la somministrazione jn ^ase a| miglioramento. La mancanza di erezione onostante il desiderio. È indicato per soggetti inclini all’eccitazione sessuale e a pensieri lascivi, con eiaculazione senza erezione o coito seneiaculazione. Spesso sono concomitanti disturbi neurovegetativi, difficoltà di memoria e di concentrazione.
Graphites 9 CH 1-3 volte al dì. L’avversione per il rapporto sessuale.
Impotenza sessuale e frigidità in soggetti obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Lycopodium 30 CH una monodose alla settimana. L’impotenza precoce con desiderio conservato. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche. Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo della libido può avere due componenti che lo caratterizzano e cioè un’alterazione funzionale che si manifesta nel deficit erettivo, legata soprattutto alla sfera psicologica e un’impotenza strumentale dovuta necessariamente ad anomalie anatomiche e a un ridotto apporto sanguigno dovuto a un ipofunzionalità del Sistema Circolatorio.
Le cause di tali alterazioni possono dipendere da un deficit di Yang di
Rene, un deficit di Qi di Cuore e Milza, dalle 7 Emozioni. Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il , tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’impotenza da deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per l’impotenza dovuta alle 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen. I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve PUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema auricolare di Fegato, Apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e
SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale Testicole, Vescica Biliare, SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 apnlicarinni da effettuari con frequenza bisettimanale.

cinese
formula: Yl GUAN ]IAN
Radix Rehmaniae………………….30g
Fructus Lycii………… ………..12g
Radix Glehniae … ………………12g
Radix Ophiopogonis……………….10g
Radix Angelicae Sinensis………….10g
Fructus Meline Toosendan…………..5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per le sue proprietà “afrodisiache” può essere utilizzata la Noce di cola {Cola nitida), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nei pazienti affetti da sindrome depressivo-ansiosa, può essere associato alla Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le
funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico, di sali minerali e oligoelementi (come bromo, magnesio, sodio, potassio, silicio) e di vitamine (come A, Bl, B2, C, D). È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti» privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il si presenta particolarmente agitato e irritabile può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-15 10:17:44.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare mammario, diminuzione del desiderio sessuale e ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i rimedi più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del , localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il .
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.


Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.


Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi farmaci interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.


La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della cefalea, delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il , rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.

Echinococcosi 180x180 - Echinococcosi

Echinococcosi

L’ è una malattia parassitaria diffusa in tutto il mondo, dovuta a un piccolo verme piatto chiamato Echinococcus granulosa, l principali portatori della malattia sono i cani (che vengono chiamati ospiti definitivi). Gli organismi che possono ammalarsi, particolarmente suscettibili a contrarre quest’infezione parassitaria, sono gli ospiti intermedi, ovvero l’uoma ma anche i suini, i bovini e gli ovini. Le uova del verme vengono diffuse con le feci dal cane nelle acque e sui terreni; ingerite quindi dall’uomo (attraverso il consumo di cibi infestati, come le verdure poco cotte) le uova si schiudono, liberando una larva che perfora la parete intestinale; questa approda nei vasi sanguigni e si distribuisce così agli organi. Nella stragrande maggioranza dei casi il parassita si arresta nel fegato o nei polmoni E nello spessore di questi tessuti genera una cisti (nptena di un liquido che ha un elevato potere di provocare forti reazioni allergiche del ): all’interno di essa andranno a
formarsi e a moltiplicarsi tante altre larve. I disturbi possono non manifestarsi per anni. In pratica, la natura e l’intensità delle manifestazioni cliniche dipendono dal numero di cisti presenti e dalla loro localizzazione ed evoluzione. La sintomatologia affiora per la sensibilizzazione allergica – dovuta all’assorbimento delle sostanze prodotte dal parassita – e dall’azione compressiva provocata dalla massa della cisti in espansione: ecco, allora, addominale, eventualmente associato a disturbi digestivi, colorazione giallastra della cute, febbre e manifestazioni simile all’orticaria. La complicazione più temibile è la rottura della cisti, che può avvenire all’interno della cavità addominale, nel torace o nelle vie biliari Non è raro che una cisti venga casualmente scoperta quando ci si sottopone a un’ecografia o a una radiografia.


La terapia dell’echinococcosi è chirurgica e i farmaci sono un supporto e un “rinforzo” per la chirurgia.

Chirurgia
Si rimuovono chirurgicamente le masse parassitarie, con resezioni di ampiezza variabile, dall’epatectomia parziale all’asportazione epatica totale seguita da trapianto di fegato; in ca-
si molto avanzati le masse non sono operabili. Il trapianto di fegato è indicato nei casi di grave insufficienza, ma è associato a un alto rìschio di recidiva, a partenza da residui parassitari non evidenziati durante l’intervento chirurgico.

Farmaci
La terapia con benzimidazolici (albendazolo e mebendazolo) può portare alla riduzione della dimensione delle masse, alla modificazione nella loro forma, al miglioramento delle condizioni generali anche dopo interventi di chirurgia non risolutivi. In alcuni casi si verìfica guari-
gione, quindi è buona norma far seguire all’intervento di resezione totale un periodo di almeno due anni di terapia farmacologica antiparassitaria: nei casi di intervento chirurgico non risolutivo la terapia può essere protratta per anni (anche per tutta la vita).


Si tratta di una forma di infestazione localizzata principalmente a livello polmonare o epatico per la quale esistono unicamante misure di tipo preventivo e di tipo chirurgico. Tuttavia il tema dell’echinococcosi si presta per considerare il ruolo dell’omeopatia nella prevenzione della recidiva delle parassitosi da un punto di vista generale. Vengono descritti alcuni dei rimedi omeopatici ad azione profonda capaci di rendere l’organismo più resistente nei confronti dei parassiti.
Calcarea carbonica ostearum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è adatto a soggetti generalmente sovrappeso, pallidi, linfatici, freddolosi, lenti con la tendenza alla sudorazione notturna a livello del capo e del collo. I vermi tendono a pullulare nella fase della luna piena.
Graphites 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. La polvere nera di grafite è adatta soprattutto a soggetti pallidi» lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso, alla stipsi e alle manifestazioni cutanee.
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. Nella prevenzione delle parassitosi è indicato per i soggetti irritabili, sfiduciati con disturbi di tipo digestivo, tendenza alla stipsi, alle manifestazioni cutanee e dismetaboliche.
Psorinum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. È il rimedio dei soggetti freddolosi, magri con tendenza alle parassitosi e alle affezioni cutanee recidivanti.
Silicea 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. La silice viene utilizzata soprattutto per soggetti magri, deboli, freddolosi, con tendenza alle infezioni recidivanti. Le verminosi manifestano una recrudescenza nella fase della luna nuova.
Sulfur 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. È il rimedio ottenuto dai fiori di zolfo, ha un’azione profonda, soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Sono soggetti estroversi, impulsivi, in continuo movimento, resistenti alla fatica con colorito rosso e cute calda.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese non vi sono trattamenti terapeutici in grado di controllare questo tipo di disturbo, anzi si consiglia l’uso della Medicina occidentale quale la terapia chirurgica.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi incrementano i benefici batteri intestinali, aumentando la sintesi di vitamine, in particolare del gruppo B, anche durante la terapia medica.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, cibi fritti, burro, panna, spezie fino al miglioramento del quadro clinico del paziente Eliminare i cibi a base di farine raffinate. Io zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane); li ioti fin 50 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1 -3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.


Per regolarizzare la funzione epatica può essere utile assumere un prodotto a base di Aloe in compresse ( seguire la posologia indicata sulla confezione e/o prescritta dal medico curante). Per la presenza di aloine, saponine e acidi organici, “preserva” l’integrità degli cpatociti.
Il Boldo (Pneumus boldus) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera (circa due ore dopo il pasto), può essere somministrato nella fase acuta. Agisce come antielmintico, antiossi-
dante, depurativo e detossificante.
Dalla radice di Rafano ( Raphanus sativus niger) si estrae un olio essenziale solforato (contenente tiocianati d’allile), vitamine del gruppo B e vitamina C, enzimi (ossidasi e perossidasi). Grazie a queste sostanze, l’estratto fluido, assunto due volte al giorno, nella dose di 20 gocce, circa un’ora
prima dei pasti principali, migliora le funzioni degli epatociti e facilita l’eliminazione delle tossine.
Per la sua azione epatoprotettrice, antiossidante, antinfiammatoria, coleretica, “drenante” epato-biliare, grazie alla presenza di tlavonoidi, saponine, acidi polifenolici e di terpeni, può essere somministrata la Chrysanthellum americanum (o Camomilla d*Oro), sotto forma di estratto secco (compresse da 400 mg, due/tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali), oppure di estratto fluido (2-3 cucchiai al giorno, prima dei pasti, diluiti in un bicchiere di acqua minerale naturale a elevato apporto di bicarbonato).

Originally posted 2014-10-13 09:25:32.

Impetigine 180x180 - Impetigine

Impetigine

Rientra nell’ambito delle dermatiti batteriche, dovute essenzialmente allo Stophylococcus aureus e allo Streptococcus pyogenes. Le lesioni possono localizzarsi ovunque, ma interessano per lo più le zone scoperte: viso, collo, mani ed estremità. Spesso coinvolgono aree particolarmente umide, come la piega sotto il naso e la zona vicino alla bocca, oppure complicano le lesioni da grattamento in qualsiasi sede cutanea. L’ è caratterizzata dalla presenza di vescicole o bolle, ripiene di liquido sieroso, circondate da un alone eritematoso, arrossato; le lesioni in breve tempo si rompono e danno origine a croste di colore bruno-giallastro, il cui distacco lascia sulla cute sottostante un’area erosa superficialmente. Aspetto peculiare dell’infezione è l’alta contagiosità: tende infatti a diffondersi rapidamente, mediante autoinoculazione, con le dita o gli asciugamani. In pratica, il bam-
bino, alle prese con quest’eruzione, manipola le lesioni, che sono piuttosto pruriginose, e toccando altre zone del corpo finisce per estendere l’infezione alla periferia. E analogamente, altre persone possono essere contagiate. Il piccolo può contrarre le dermatite specialmente durante la stagione estiva, quando, con la sabbia o l’acqua del mare, infetta le sue piccole abrasioni cutanee. Raramente si osserva una compromissione delle condizioni generali.
L’evoluzione di questa dermatite è benigna, se affrontata immediatamente e adeguatamente. A volte possono permanere per qualche tempo delle alterazioni del colorito cutaneo. Le ricadute sono frequenti.


L’impetigine è un’infezione della pelle. Ne esistono due tipi: l’impetigine bollosa (con vescicole) e non bollosa.
Sono entrambe causate dal batterio stafilococco aureo.
Molti medici decidono di trattare l’impetigine con prodotti da banco, ma a volte sono necessari farmaci.

Antibiotici
Si prescrivono antibiotici locali sotto forma di creme o di farmaci orali: il tipo di antibiotico dipende dall’estensione del rash cutaneo e dall’ambiente di vita. Gli antibiotici orali prevengono l’estendersi del rash meglio dei farmaci topici. L’antibiotico topico usato più frequentemente è la
mupirocina: la probabilità di successo è superiore al 90% con una somministrazione due volte al giorno in un periodo di due settimane. Se il rash cutaneo è molto esteso si usa l’eritromicina, di solito per un periodo di 7 giorni. Talvolta i batteri diventano resistenti all’eritromicina: si usa quindi una cefalosporina. Penicillina e amoxicillina non si usano perché l’impetigine è resistente a questi antibiotici. I sintomi di solito si risolvono in 7/10 giorni.

Sapone antibatterico
Lavarsi con sapone antibatterico e ammorbidire l’area affetta con compresse umide migliora il benefico effetto degli antibiotici. Una buona igiene è molto importante.


Uno degli schemi terapeutici che si sono dimostrati utili nel dell’impetigine con preparati omeopatici si basa sull’associazione di tre rimedi principali (Graphites, Hepar sulphur, Mezereum) e sulla prescrizione di Sulfur iodatum.

Trattamento sintomatico
Graphites 5 CH – Hepar sulphur 5 CH – Mezereum 5 CH 5 granuli di ciascuno in alternanza, tre volte al dì. Ridurre in base al miglioramento.
La grafite (Graphites) è carbone minerale con tracce di ferro, alluminio, silicio, fluoro, bromo, utilizzato in omeopatia per le forme di eczema topico o atopico caratterizzato dalla presenza di vescicole trasudanti con liquido giallastro simile a miele. Possono essere presenti altri segni
caratteristici, anche se non obbligatori, come freddolosità pronunciata, tendenza al sovrappeso e alla stipsi.
Il solfuro impuro di calcio (Hepar sulphur) è il preparato omeopatico utilizzato in tutti i fenomeni suppurativi a livello della pelle e delle mucose (foruncolosi, ascesso, impetigine). Caratteristica di questo rimedio è l’ipersensibilità al , al contatto e al freddo. Le manifestazioni patologiche peggiorano con il freddo e d’inverno.
Il fiore di stecco (Mezereum) è una pianta della famiglia delle Timelacee, nota in omeopatia anche come “il mercurio vegetale” per la somiglianza delle indicazioni terapeutiche con Mercurius. È considerato uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse. Queste eruzioni possono comparire a crisi e sono localizzate soprattutto sul volto, al cuoio capelluto e al dorso delle mani. Le diluizioni più basse (5CH), utilizzate secondo necessità, sembrano essere le più efficaci.

Trattamento di fondo
Sulfur iodatum 15 CH una monodose alla settimana. Diradare in base al miglioramento. Lo ioduro di zolfo è adatto alle affezioni cutanee croniche con tendenza alla suppurazione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo, come ogni patologia legata a un’infezione da agente esterno, secondo la Medicina tradizionale cinese deve essere trattato con lo scopo di riattivare e rinforzare il .
Infatti una continua debilitazione dovuta all’aggressione di agenti patogeni esogeni esporrebbe notevolmente l’organismo a successive infezioni.

Agopuntura
Punti importanti sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il ;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale natura-
le (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiu-
tano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt addizionato con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il
cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
(Le dosi prescritte non sono indicate per i bambini al di sotto dei 12 anni d’età, per i quali è indispensabile la prescrizione del medico curante).
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’) e dei flavonoidi, YAchillea può essere utilizzata per combattere l’infezione e l’infiammazione. Somministrare l’estratto secco, sotto forma di compresse da 2 mg, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose e somministrare una sola volta al giorno, prima di colazione.
Se l’eritema è particolarmente fastidioso (dolore e prurito in corrispondenza dell’eritema e/o delle vescicole) può essere preparato un cataplasma a base di estratto fluido di Achillea, mescolando 50 gocce in 30-50 mi di olio di Iperico. Bagnare una garza sterile e applicare sulla zona interessata, tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Ripetere il trattamento per due/tre volte consecutive. Evitare l’esposizione solare durante il trattamento, perché può causare fotosensibilizzazione.
In alternativa, in caso di pelle grassa, può essere utilizzato un cataplasma con Argilla verde ventilata (mescolare con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore, ripetere tre quattro volte al giorno) per facilitare il drenaggio dell’infezione.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’eritema cutaneo. Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose.
Nei casi in cui l’infezione interessa oltre il volto anche le estremità (arti superiori e inferiori) è consigliabile somministrare YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 100 mg per due-tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei bambini
al di sotto dei 6 anni d’età). Effettuare il trattamento per 5 giorni. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito tipo I.
L’Echinacea contiene un composto polifenolico particolarmente attivo nei confronti dello Staphylococcus aureus, che rappresenta l’agente patogeno più frequente (60% dei casi).

Originally posted 2014-10-15 09:48:26.

Globuli bianchi bassi 180x180 - Globuli bianchi bassi

Globuli bianchi bassi

I leucociti (o globuli bianchi) costituiscono una famiglia di cellule eterogenea. Abbraccia, infatti, vari elementi (basofili, eosinofili, linfociti, monociti e neutrofili), tutti però accomunati nel perseguire un singolo obiettivo: difendere l’organismo dalle aggressioni degli agenti infettivi (batteri, virus, funghi). Una riduzione della quota dei globuli bianchi nel può dipendere da svariati fattori. Talvolta il numero di leucociti è nella norma, ma per la tendenza che queste cellule mostrano ad aderire alla parete dei vasi sanguigni, non vengono adeguatamente raccolti nella provetta. Un moderato esercizio fisico prima di sottoporsi alle analisi del (per esempio, qualche piano di scale a piedi) può contribuire a inibire questa adesione e riportare i valori entro i parametri fisiologici. In altri casi, la causa della carenza va indagata con estrema cura: potrebbe infatti dipendere da una patologia epatica, da un’infezione virale, da un’eccessiva distruzione dei leucociti (per la presenza di auto-anticorpi, per esempio) o da un deficit nella proliferazione delle cellule
progenitrici che nel midollo osseo generano i leucociti. Solo un monitoraggio della conta dei globuli bianchi ed eventuali esami specialistici possono indirizzare il medico verso la corretta diagnosi.


I globuli bianchi sono cellule del sangue deputate principalmente a difendere dalle infezioni. Uno stato di carenza di globuli bianchi può essere assolutamente benigno, ed esistere dai primi anni di vita senza indicare alcun tipo di malattia grave. Il più delle volte, un livello basso di globuli bianchi non richiede terapia, a meno che il medico non riscontri livelli preoccupanti di carenza oppure segni o sintomi di malattie sottostanti. Bassi livelli di globuli bianchi possono predisporre maggiormente a malanni stagionali, tuttavia non esistono terapie vere e proprie per aumentarne il numero.

Terapia
Esistono malattie che provocano cali importanti dei livelli di globuli bianchi. Il è altamente specialistico. Le trasfusioni possono rendersi necessarie se il calo mette in pericolo la sopravvivenza. I farmaci che stimolano la maturazione dei globuli bianchi a partire dai loro precursori devono essere prescritti dal medico in casi specifici.


Il riscontro di valori bassi di globuli bianchi o leucopenia, richiede un’attenta valutazione ematologica. L’omeopatia consente di facilitare la normalizzazione dei globuli bianchi con rimedi ad attività specifica sul midollo osseo.
Medullos 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto dal midollo osseo (rosso e giallo) di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Tale metodica utilizza estratti d’organo prelevati da animali secondo precise regole (“Preparazioni omeopatiche” dalla Farmacopea Francese, 1965). La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività secondo la modalità per cui le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano, le diluizioni medie (7 CH) regolarizzano, mentre le alte ( 15 o 30 CH ) inibiscono. Così Medullos 4 CH favorisce la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine a livello del midollo.
Monazite 8 DH una fiala al dì, per cicli di trattamento di 2 mesi. La monazite è un minerale usato in litoterapia. Chimicamente è un fosfato anidro di elementi rari del gruppo del Cerio, con Torio e Lantanio. La sua formula generale è (Ce, La,Y,Th) P04. Cristallizza nel sistema monoclino. Presenta colore giallo, marrone o rosso. 11 nome deriva dal greco monazeirty stare solo, e indica la rarità del minerale. La Monazite viene utilizzata soprattutto nei reumatismi cronici e agisce stimolando il
sistema reticoloendoteliale. Oltre alle indicazioni reumatologiche viene utilizzata nella condizione di riduzione dei globuli bianchi.
Radium bromatum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Il bromuro di radio è indicato per l’astenia associata a calo dei globuli bianchi soprattutto in soggetti sottoposti a radioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La diagnosi di leucopenia anche per la Medicina tradizionale cinese deve essere fatta attraverso la lettura di indagini di laboratorio, ma le cause possono essere legate a insufficienze funzionali degli organi Reni e Milza.
Se il calo di leucociti è dovuto a un deficit di Qi di Milza la terapia è di bonificazione, mirata a ripristinare l’emopoiesi e a controllare i sintomi collaterali quali vertigini, affanno, astenia, inappetenza e sonnolenza.
I punti usati sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Nel caso di leucopenia da deficit di Yang di Milza e Rene l’azione è sempre di bonificazione e i punti usati sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
GAO HUANG;
PI SHU;
QI HAI;
SHEN SHU;
ZU SAN LI.
I punti del Sistema Auricolare sono Milza, Rene, Sottocorticale, Stomaco.
La terapia va eseguita 10 volte al termine del quale si rieffettua Temocromo per valutare l’obiettività numerica.


Formula: HUANG QI WAN
Radix Astragali…………………….10g
Herba Ecliptae………………………5g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come legumi, farina di segale, fegato, germe di grano, lievito di birra, carne di maiale, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (grano, orzo, rìso, avena, miglio) salmone, semi di girasole, soia e derivati, latte, kefir, yogurt e formaggi (caciocavallo, gorgonzola e pecorino romano), mandorle, ortaggi a foglia verde, noci, pollame, pesce spada, tonno, vitello, aragosta, carne bovina magra, uova, avocado, banane, carote, farina integrale, gamberetti, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxel-
les, aringa, manzo, molluschi, sardine, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato. Privilegiare i prodotti biologici e cuocere al vapore o al cartoccio le verdure per non aumentare la perdita di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.
Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizato il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di geni moderi vato, nella dose di 50 gocce al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Per stimolare la produzione di leucociti e l’attività immunitaria può essere utilizzato l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti. Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B,
beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione degli esami ematochimici.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-14 11:10:13.

Amenorrea 180x180 - Amenorrea

Amenorrea

Si definisce , la mancanza di flusso mestruale in una donna in età fertile. In genere, le amenorree vengono distinte in primarie e secondarie. Si parla di primaria quando non è ancora comparso il menarca (ovvero la prima mestruazione, che normalmente si verifica tra i 10 e i 14 anni); nel secondo caso, il blocco mestruale – non dovuto alla gravidanza – compare in età fertile dopo un variabile periodo di flussi più o meno regolari, e dura oltre sei mesi. Svariate sono le cause alle radici di un’: questa condizione può essere disfunzionale, per una difettosa produzione di ormoni steroidi sessuali (come nell’obesità e nella sindrome dell’ovaio policistico), e conseguire a un’alterata attività dell’ipofisi (che può comportare la patologica produzione di un ormone chiamato prolottino); anche alcuni farmaci possono indurre, con meccanismi diversi, l’ (per esempio, gli anti-depressivi). Oggi sempre più frequentemente colpisce le adolescenti che si sottopongono a diete drastiche, o chi ha subito uno stress affettivo importante (come un abbandono o un lutto), non presenta un adeguato peso corporeo, e pratica sport particolarmente impegnativi per l’organismo. La diagnosi deve prevedere una varia gamma di accertamenti. Innanzitutto una chiara storia clinica della , nonché un accurato esame ginecologico; importante è anche una ecotomografia pelvica nonché un attento studio della regione ipotalamo-ipofisi. Bisognerà anche analizzare la funzione della tiroide
e pure quella dei surreni, le due ghiandole poste come un elmo sul polo superiore di ciascun rene.


Il deve basarsi su ricerche approfondite individuare le cause organiche delPamenorrea: la
visita ginecologica è obbligatoria.


Alimentarsi adeguatamente è fondamentale per regolarizzare il ciclo mestruale: in presenza di amenorrea è utile eliminare lo zucchero e i cibi troppo elaborati e prediligere grandi quantità di frutta e verdura, e prodotti di soia. È importante essere certi di assumere giuste quantità di vitamine e sali minerali, e ridurre lo stress.

– Ormoni
Se l’amenorrea è legata a squilibri ormonali, è opportuno somministrare progesterone. Per indurre la mestruazione in caso di assenza del ciclo si somministra progesterone per 12 giorni (alla sospensione del progesterone si verifica la perdita mestruale); esistono formulazioni depot in iniezione che vengono ripetute ogni tre mesi.


Il trattamento omeopatico è adatto sia alle forme di amenorrea primaria, caratterizzata dalla mancanza del menarca, sia all’amenorrea secondaria, quando dopo una serie di cicli mestruali normali, manca il mestruo. Ferrum metallicum 15 CH 5 granuli da una a tre volte alla settimana. L’amenorrea si associa ad anemia con pallore, debolezza, affaticamento. Può associarsi anche a perdita di liquidi vicarianti, come epistassi e leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose alla settimana. Il sale marino è adatto a giovani asteniche e magre, nonostante il buon appetito, con tendenza all’isolamento e alla depressione. Pulsatilla 15 CH 5 granuli inizialmente ogni giorno, quindi da una a tre volte alla settimana. L’anemone pulsatilla è il medicinale omeopatico di prima scelta indicato nel ritardo puberale. Quando il mestruo compare i cicli sono lunghi e le perdite mestruali poco abbondanti. Solitam ente prima della comparsa del flusso alcuni disturbi si accentuano come il senso di tensione a livello addominale, pelvico e mammario, leucorrea lattiginosa e giallastra. Pulsatilla è indicata anche nelle forme di amenorrea secondaria che compare dopo un bagno o dopo aver tenuto i piedi in acqua. Più frequentemente il soggetto Pulsatilla è di carnagione chiara con tendenza ai disturbi circolatori delle estremità (cianosi, sudorazione fredda). Il quadro generale è completato dai gusti alimentari, caratterizzati dal desiderio di dolci, gelati, alimenti freschi e avversione per i grassi. Senecio 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Il senecione viene utilizzato in omeopatia nel trattamento dell’amenorrea, in associazione con Pulsatilla di cui è spesso rimedio complementare. Di frequente si tratta di soggetti con tendenza all’anemia con marcata freddolosità, tendenza agli edemi e alla stasi venosa. Senecio si caratterizza per la presenza di perdite vicarianti che vanno dall’epistassi alla leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per la Medicina tradizionale cinese, come per la Medicina Occidentale, questo disturbo può essere classificato in amenorrea primaria o secondaria, e le cause riguardano il deficit di Qi di Xue cioè una tardiva comparsa del ciclo mestruale o la scomparsa dello stesso per oltre 3 mesi e la stasi di Xue, cioè una improvvisa scomparsa del ciclo.
La terapia consiste nella tonifìcazione del Qi di Xue, nella rimozione della stasi di Xue e nel riequilibrare la circolazione.

– Agopuntura
Nel caso di amenorrea da deficit di Qi di Xue, punti importanti sono: PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e
regola il ;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a Iato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i caso di stasi di Xue i punti sono:
E SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
ni MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
SANYINJIAO;
TAICHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Si possono applicare anche punti del Sistema Auricolare quali Rene, Ovaie e Utero.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni, al termine delle quali se le condizioni permangono instabili si possono effettuare ulteriori 5 applicazioni per consolidare l’effetto terapeutico.

cinese
Formula: XIAO YAO SAN
Radix Bupleuri………………………9g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Rizoma Atractylo
des Macrocephalae……………………9g
Sclerotium Porta……………………12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
HerbaMenthae………………………..2g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E: carne di pollo, tacchino e coniglio (proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici), fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cercali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Seguire per almeno due mesi una dieta a basso indice glicemico (distribuendo gli alimenti in tre pasti e in tre piccoli spuntini al giorno), per tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, evitando il rapido aumento dei livelli ematici di insulina e facilitare il riequilibrio delle alterazioni ormonali. Dare la preferenza ai cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), al pane prodotto con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate).

Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes. Le pazienti che stanno seguendo una dieta a basso indice glicemico, soprattutto se sono in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete latente, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a
base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e i prodotti da forno, come grissini, crackers, salatini, biscotti, torte, merendine), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i cereali integrali in fiocchi biologici), le bibite e i dolciumi.

– Integrazione alimentare
Effettuare un ciclo di 40-60 giorni, sospendere il trattamento per circa due mesi prima di eseguire un secondo ciclo.
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicoche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango,asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
L’amenorrea non sostenuta da patologia organica o endocrinologica può risentire favorevolmente anche del solo uso di Ginseng, la pianta antistress per definizione. Il razionale dell’uso di estratti di radice di Ginseng (Panax Ginseng) sta non solo nel fatto che si tratta di una pianta utile per contrastare i periodi di convalescenza e di stanchezza psicofisica, ma indicata anche per stimolare la cenestesi, l’appetito. In particolare quando l’amenorrea sopravvenga in giovani donne dedite allo sport. La posologia e la durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante.
Nelle forme in cui si abbia un’innalzamento della prolattina nel sangue la pianta medicinale più indicata è YAgnocasto (Vitex Agnus Castus). Si tratta di una verbenacea comune anche nelle nostre regioni, che ebbe il suo primo momento di gloria nel Medioevo, quando si diceva veniva fatta coltivare e assumere ai monaci per reprimere le loro pulsioni sessuali. Ebbene l’Agnocasto ha la proprietà ampiamente documentata dalla moderna ricerca scientifica di ridurre il livello di prolattinemia con la sintomatologia associata.
Talvolta utili sono invece i classici rimedi sedativi o antidepressivi, quando l’amenorrea sia sostenuta da un vero e proprio stato di nevrosi. In questi casi una pianta medicinale particolarmente indicata è il Luppolo (Humulus lupulus). La pianta è ben conosciuta come materia prima utile per la produzione della birra, in realtà si tratta di una vera e propria pianta medicinale, dalle tradizionali caratteristiche sedative, ma anche ad alto contenuto in fitoestrogeni. Queste terapie necessariamente devono essere praticate sotto controllo medico e generalmente sono necessari poche settimane di trattamento.

Originally posted 2014-10-08 09:18:11.

Cellulite 180x180 - Cellulite

Cellulite

È un termine abusato, chiamato in causa anche per definire i semplici eccessi di adiposità localizzate. In realtà, la parola indica quella condizione patologica che viene tecnicamente definita panniculite edemato-fibro-sderotica. È un’affezione degenerativa del tessuto grasso sottocutaneo, dovuta inizialmente a una compromissione della microcircolazione sanguigna. Un quadro che conosce diversi stadi evolutivi: all’inizio predomina l’edema, con deformazione delle cellule adipose, e anche il microcircolo si presenta con dilatazioni e microaneurismi che provocano il rallentamento del flusso sanguigno; gli adipociti subiscono in seguito cospicue alterazioni, il tessuto fibroso tende ad accrescersi, e aumenta la sofferenza vascolare; in seguito, la componente fibrosa tende a incapsulare, singolarmente o in piccoli gruppi, gli adipociti ormai sconnessi, inducendo la formazione di micro-
noduli e un ulteriore danno al microcircolo, che porta a una cattiva ossigenazione di tutti i tessuti coinvolti. Dunque, la cellulite non si limita a essere un semplice disturbo estetico, a carico di cosce e glutei, ma rappresenta anche, come si è visto, una vera e propria patologia di quel complesso di piccoli vasi arteriosi e venosi dislocati nel distretto sottocutaneo, il grado della cellulite varia da uno stato di semplice ritenzione di acqua fino a lesioni manifeste (come l’aspetto a buccia d’arancia della pelle) e anche permanenti (sclerosi), che si presentano come nodosità dure e dolenti sottocutanee (con un caratteristico aspetto “a materasso”). Alterazioni, queste, che alla lunga possono comportare disturbi diffusi anche agli altri inferiori, come pesantenza, senso di tensione e crampi.


La cellulite è una malattia del connettivo dovuta a un malfunzionamento del circolo dei piccoli vasi sanguigni. La terapia si basa su diversi rimedi, legati allo stile di vita, all’estetica e alla medicina.

Stile di vita
L’ è molto importante per la prevenzione: deve essere equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi (soprattutto grassi saturi). Anche l’esercizio fisico è fondamentale: stipsi e ritenzione idrica sono due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato a un’ disordinata. Li ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno è l’ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. È bene ricordare che il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi, ostacolano la circolazione: ridurre il contenuto di sale nella dieta aiuta a trattenere meno acqua. È consigliabile bere molta acqua (un litro e mezzo è la quantità minima, due litri dovrebbe essere la regola ) per eliminare le sostanze tossiche. Evitare gli eccessi di calie, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, e preferire alimenti ad alto contenuto di fibre (favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), vitamina C, vitamina E, potassio. I bioflavonoidi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono ottimi alleati per una buona microcircolazione.

Rimedi estetici
È utile un automassaggio con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice: migliora il quadro estetico ma non si elimina la cellulite. L’idromassaggio ha azione levigante, rassodante e drenante. Il massaggio estetico, con manipolazioni e frizioni, serve a drenare liquidi
in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe, e riduce lo stress e l’ansia (che contribuiscono indirettamente alla cellulite).
Il linfodrenaggio riattiva la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Se il drenaggio avviene per via meccanica si parla di pressoterapia.

Trattamenti medici
La mesoterapia si basa sull’iniezione di farmaci, spesso in cocktail, nelle zone interessate da cellulite. Farmaci ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, vengono iniettati con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) e/o con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm. La microterapia si esegue con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin
Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose quindi non provoca . Gli ultrasuoni vengono utilizzati per la loro capacità di produrre calore: rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento nel torrente circolatorio. Sfrutta una corrente elettrica a bassa frequenza Telettrolipolisi. Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sottocute è alla base della ossigeno-ozono terapia.

Chirurgia
La lipoaspirazione risucchia il grasso tra la pelle e lo strato muscolare con l’inserimento di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm collegate a una macchina aspirante: è fondamentale la scelta di una struttura che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Con la liposcultura superficiale si agisce più in superficie e cioè appena sotto il derma. Sfrutta l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato. Se la zona da trattare è circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione. Nella laserlipolisi la luce emessa dal laser genera calore, che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione.


In omeopatia si cerca di favorire l’eliminazione della ritenzione idrica e della cellulite facendo ricorso a preparati che facilitano il drenaggio delle scorie dai tessuti dell’organismo. Il va prolungato a lungo e va eseguito a cicli ripetuti.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel trattamento della cellulite, secondo la proposta del medico francese Ledere. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. La linfa di betulla secondo la tecnica del “drenaggio”, agisce come drenante generale per l’organismo.

Pulsatilla 5 CH • Badiaga 5 CH – Bovista 5CH5 granuli 2 volte al dì di questo preparato complesso che svolge un’azione di eliminazione nei confronti dell’accumulo a livello sottocutaneo di una sostanza gelatinosa, costituita da grasso, scorie e acqua, conseguente a un disordine del tessuto connettivo e del microcircolo. La pelle presenta il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. Vita sedentaria, disturbi circolatori, errori alimentari, alterazioni ormonali sono i principali fattori favorenti la cellulite. In Medicina estetica si preferisce definire la cosiddetta cellulite con il termine di “panniculopatia fibrosclerotica” o “microangiopatia fibrosclerotica”, sottolineando come alla base del processo di formazione vi sia il proliferare di tessuto fibroso a seguito di un rallentamento e di una perturbazione del ricambio dei liquidi a livello del microcircolo. Il composto a base dei tre rimedi omeopatici riattiva il circolo facilitando il drenaggio a livello della matrice connettivale.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana.
Natrum sulfuricum 15 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Il solfato di sodio è adatto per la cura della cellulite localizzata a livello di addome, fianchi e cosce.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo aumentando gli enzimi tessutali, il metabolismo lipidico e idrico.
Si agisce tramite gli aghi accelerando il metabolismo attivo e sbloccando la ritenzione idrica.
Si prevedono 10 terapie della durata di un’ora andando ad agire locai mente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Poria…………………….1,5g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1g
Radix Aconiti Lateralis………………1,5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis…………1,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi) e gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali, i legumi, gli ortaggi, la
frutta fresca biologica, in particolare mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare completamente (per almeno sei mesi) le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
Numerosissimi sono i rimedi tradizionali che vengono utilizzati dalle donne per il trattamento di questo fastidioso, per non dire odiato, inestetismo, ma spesso sono completamente irrazionali e mancano di qualsiasi base scientifica. Inoltre pensare che ci sia una cura miracolosa per questa vera e propria malattia cutanea purtroppo al momento non è possibile. Possono essere razionalmente utilizzati estratti di Ginkgo biloba da assumere per via orale perché oltre alla ben nota attività antiossidante sono soprattutto in grado di migliorare la microcircolazione a livello periferico. Si somministra anche l’estratto di Ippocastano (Aesculus hippocastanum) titolato in escina che aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare, ha un’azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico importante, e ancora svolge la sua azione di tipo flebotonico non solo per azione vasocostrittiva sulla parete venosa, ma anche favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali; infine ricordo che può essere somministrato con sicurezza anche per lunghi periodi. La frazione triterpenica della Centella asiatica è invece in grado di migliorare significativamente la funzione venosa con riduzione dell’edema e miglioramento del trofismo cutaneo. Anche l’estratto titolato di Vitis vinifera e soprattutto di Mirtillo (Vaccinium myrtillus) grazie al contenuto in antociano-
sidi sono in grado di avere una significativa azione positivia sul trofismo del delicato endotelio capillare, che danneggiandosi provoca questo tipo di inestetismo. Non trovano riscontro scientifico l’assunzione di tisane diuretiche e possono invece essere pericolose soprattutto se associate a diete ipocaloriche strette perché possono provocare disordini del metabolismo anche importanti, e quindi sono sconsigliabili.

Originally posted 2014-10-09 16:34:22.

Attacchi di panico 180x180 - Attacchi di panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un episodio improvviso, acuto, contrassegnato da paura intensa e malessere generalizzato. La crisi insorge bruscamente, e raggiunge la sua massima intensità nel giro di pochi minuti. L’episodio è accompagnato da una ricca e vivace gamma di sintomi tipicamente neurovegetativi: palpitazioni, senso di soffocamento, oppressione toracica, vampate di calore o di freddo, tremori, sudorazione, nodo della gola, la sensazione di essere prossimi a svenire. Un corteo di manifestazioni fisiche che si associa a un drammatico vissuto psicopatologico, dove la fanno da padrone il timore di
perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle personali azioni, nonché il senso di morte imminente. L’episodio in genere è di breve durata. Alla fine dell’attacco, la persona appare del tutto spossata, con addosso una sensazione di fatica, di vuoto alla testa, di generale apprensione, uno stato psicofisico capace di protrarsi anche per qualche giorno. Ulteriore disturbo accusato da chi soffre di è il fenomeno della depersonalizzazione: si ha cioè la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Ogni attacco può generare una preoccupazione sempre maggiore chiamata “ansia anticipatoria”, che può accrescersi a tal punto da spingere la persona a evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati le precedenti crisi. La fascia di età più a rischio è quella che va dall’adolescenza fino ai 30-35 anni.


È importante escludere che ci siano malattie organiche che provochino gli attacchi di panico, in particolare Pipertiroidismo oppure condizioni quali l’abuso di droghe e alcol (o l’astinenza da queste sostanze). Alcuni farmaci da banco possono scatenare attacchi di panico: consultare un medico per chiarire la situazione.

– Terapia cognitiva comportamentale
La maggior parte dei pazienti ha benefìcio dalla terapia cognitiva comportamentale che consiste nell’esporre alla situazione che causa panico prima nell’immaginario poi nella realtà: è necessario che questa esposizione avvenga con l’aiuto di uno psichiatra o di un terapeuta, con l’assunzione concomitante di farmaci. La psicoterapia psicodinamica è un’altra possibilità offerta da psicologi o psichiatri.

– Farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono essere usati per trattare attacchi di panico e depressione. L’escitalopram sembra essere uno dei farmaci migliori per dominare l’ansia. Vengono anche usati gli antidepressivi triadici, mentre le benzodiazepine rappresentano una seconda scelta. Tutti questi farmaci possono generare dipendenza, ma sono utili quando gli attacchi di panico sono gravi.

– Complicanze
I programmi terapeutici devono tenere conto di eventuali patologie concomitanti, come malattie cardiache o respiratorie. Un approccio terapeutico intenso è utile perché gli attacchi di panico possono peggiorare le malattie concomitanti.


Alcuni medicinali omeopatici sono particolarmente indicati per controllare, superare o prevenire le reazioni da panico.
Aconitum 15 CH 5 granuli, 2-4 volte al dì, secondo l’intensità della sintomatologia. L’aconito è una pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, utilizzata in omeopatia per le affezioni caratterizzate da un inizio brutale e dalla violenza dei sintomi. Caratteristica è l’agitazione fisica incontrollabile e l’ansia con stato di eccitazione generale e paura di morire. In generale si tratta di soggetti giovani forti e reattivi che diventano preda di un intenso senso di angoscia per l’intensità dei fenomeni generali, come la febbre o il .
Ambra grisea 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il preparato omeopatico è ottenuto dalle secrezioni intestinali del capodoglio ed è adatto ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema e il pa-
nico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società.
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. È il nitrato d’argento adatto al soggetto che ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Vorrebbe aver terminato prima ancora di iniziare.
Lamenta una progressiva diminuzione delle capacità intellettive e, in particolare, della memoria. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a emozioni e stress. Caratteristica è la reazione da panico in anticipo rispetto alla prestazione.
Gelsemium sempervirens 30 CH 5 granuli al bisogno o una monodose una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento, per evitare la reazione da panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa di un intervento chirurgico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo solitamente in relazione alla patologia d’origine, non solo sintomaticamente, quindi nelle condizioni di una sindrome ansiosa o una sindrome depressiva.
Gli organi interessati sono perciò Fegato, Cuore e Milza e la terapia consiste in tre aspetti: calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata quale affanno respiratorio, palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il e purifica il Fuoco del Fegato.
A disperdere calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
In caso di deficit di Yin:
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a Iato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
In caso di deficit del Qi di Cuore e Milza:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a Iato deirapofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue.
A tonificare il Qi di Cuore e Vescica Biliare:
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Si consigliano 10 sedute da eseguire 3 volte alla settimana da ripetere dopo 1 mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo (proveniente da animali allevati all’aperto, alimentati esclusivamente a foraggio e ai quali non vengono somministrati antibiotici e ormoni), pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, cereali integrali in chicchi e in fiocchi, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamine del gruppo B 25 mg al giorno in un’unica somministrazione;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.


Le piante medicinali giocano oggi un ruolo importante nella prevenzione e cura delle manifestazioni acute di ansia, o meglio degli attacchi di panico. E questo non tanto con i rimedi consigliati dalla medicina popolare, infusi di Camomilla, aroma di Basilico, tintura di Avena, o addirittura le famose cure a base di albicocche, ritenute preziose contro le astenie intellettuali. In realtà potevano servire in passato solo per un loro eventuale effetto placebo Oggi invece abbiamo a disposizione piante che vengono si dalla medicina popolare, ma che sono state studiate e utilizzate secondo i canoni della medicina scientifica.
Nella maggior parte dei casi la prevenzione può esser effettuata con l’Erba di S. Giovanni, il cui nome proprio è Iperico {Hypericum perforatum). Questa pianta in passato conosciuta anche con il nome di “scacciadiavoli” in realtà si è dimostrata contenere sostanze attive capaci di modificare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre il livello di ansia e mantenere alto il tono dell’umore.
Anche nei soggetti non depressi sono proprio i farmaci che aumentano il livello di serotonina nel cervello che si sono dimostrati capaci di ridurre l’incidenza degli attacchi di panico. E questo vale anche per le piante medicinali. Ebbene l’Iperico, in maniera molto simile, aumenta il livello di serotonina, ma anche di noradrenalina e dopamina, a tal punto da poter essere utilizzato come vero e proprio farmaco antidepressivo.
Ma la raccomandazione importante è sempre quella di evitare il fai-da-te, e in relazione alle singole esigenze e alla terapia eventualmente già in atto, anche le piante medicinali potranno variamente essere associate tra loro a scopo sinergico. La prescrizione medica consentirà di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali (in realtà abbastanza rari), ma anche quello più elevato di interazione con altri farmaci. L’Iperico infatti interferisce con i farmaci salvavita come ad esempio la ciclosporina, ma anche degli estro-progestinici, anticoagulanti ecc., con gravi rischi per la
salute se assunti contemporaneamente.
Al bisogno, ed integrate alla precedente terapia, saranno inserite anche piante medicinali quali Passiflora incarnata, Melissa offìcinalis o Scutellaria. La posologia deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapista.

Originally posted 2014-10-08 15:29:56.