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Desiderio calo del 180x180 - Desiderio, calo del

Desiderio, calo del

Non ci sono soltanto i fattori affettivi ad alimentare il sessuale.
Svariati elementi “fisici” possono concorrere a frenarlo. Per esempio, la carenza di ormoni maschili, gli androgeni, che aumentano l’eccitabilità, e di estrogeni, che rendono più reattivi gli organi genitali. Il calo del desiderio sessuale può infatti costituire un sintomo della menopausa in generale e in special modo di quella chirurgica: l’asportazione delle ovaie finisce per annullare la produzione dell’ormone cruciale per il benessere fisico, psichico e sessuale della donna: il testosterone. Nella donna le ghiandole sessuali elaborano, infatti, il 50% circa del testosterone presente nell’organismo femminile. Ed è proprio il testosterone l’ormone più potente nell’accendere il desiderio, tanto negli uomini quanto nelle donne. Dal punto di vista biologico è un potente attivatore dei centri cerebrali che governano un complesso di fenomeni fondamentali della sfera sessuale: l’eccitazione mentale, i sogni erotici, le fantasie sessuali, l’intensità della risposta fisica genitale. Così quando il testosterone cala, il desiderio tende a ridursi in maniera generalizzata. Nella menopausa chirurgica, che può essere anticipata rispetto a quella naturale, i livelli dell’ormone si riducono di circa il 50% entro pochi giorni dall’intervento. Altri fattori capaci di bloccare il desiderio: l’eccesso dell’ormone prolattina, lo stress cronico, la , l’ansia elevata (che inibisce globalmente la risposta sessuale, a causa degli elevati livelli di adrenalina), ma anche certe condizioni patologiche come il diabete, le anemie da carenza di ferro e le disfunzioni della tiroide. Responsabili sono anche i farmaci, come gli antidepressivi ad alte dosi e quelli che possono far aumentare la prolattina, bloccando cosi ogni slancio.


Prima di trattare il calo del desiderio sarebbe necessario chiarire la storia clinica, la situazione sociale, i fattori di stress. Il calo del desiderio può dipendere da altri problemi, come l’eiaculazione precoce, l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo, l’ansia, la depressione o un disturbo dell’orientamento sessuale. L’eventuale problema di base andrebbe trattato con psicoterapia o medicina convenzionale.

dei bassi livelli ormonali
Bassi livelli di androgeni si verificano in andropausa e menopausa e sono la causa principale del calo del desiderio: è possibile prescrivere ormoni androgeni, di solito testosterone e DHEA. Nelle donne bassi livelli di estrogeni e progesterone possono essere associati con scarso desiderio: è possibile somministrarli con supplementi in forma sintetica o naturale.
Anche gli ormoni tiroidei andrebbero valutati, con la correzione di eventuali anomalie.


Il calo o la mancanza di desiderio sessuale e di risposta agli stimoli durante il rapporto sia nell’uomo che nella donna possono essere trattati efficacemente con alcuni medicinali omeopatici specifici.
Agnus castus 15 CH 5 granuli al dì. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’agnocasto è una pianta arbustiva, della famiglia delle Verbenacee originario delle regioni cen-
trali dell’Asia, acclimatatosi nell’area mediterranea, che in omeopatia viene utilizzato nella riduzione del desiderio sessuale, nel trattamento dell’ e della frigidità. L’uomo privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato.
Ignatia 30 CH 5 granuli al bisogno. Diradare in base al miglioramento. L’impotenza e la frigidità dopo shock emotivo. Ignatia è per chi non prova desiderio, né piacere, a causa di uno shock emotivo oppure per una paura dei rapporti sessuali. Talvolta si alternano fasi di eccitazione sessuale a fasi di ridotto desiderio. Una delle caratteristiche fondamentali proprie di Ignatia è, infatti, la variabilità dei sintomi.
Onosmodium 15 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Si tratta di una pianta della famiglia delle Borraginacee, cui appartiene anche la borragine e la consolida maggiore, indicata nella depressione nervosa e della funzione sessuale, nel forte calo del desiderio sessuale e nella perdita totale della libido sia nell’uomo che nella donna.
Sepia 9,15 o 30 CH da 1 volta al dì, a 1 volta alla settimana. L’indifferenza, la frigidità e la repulsione per il rapporto sessuale. In generale, Sepia è adatta alla donna depressa, indifferente verso tutto e verso tutti, apatica, solitaria, aggravata dalla consolazione. Abitualmente è l’insi-
stenza del marito a spingere per una visita medica specialistica. La donna non avverte né desiderio, né piacere durante il rapporto sessuale. Può lamentare dolore durante il rapporto a causa di una secchezza vaginale, di un’infezione urogenitale o di un prolasso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Le cause di tali alterazioni vanno ricercate a carico del Sistema Nervoso e del Sistema Circolatorio e possono dipendere da un deficit di Yang del Rene, un deficit del Qi di Cuore e Milza e dalle 7 Emozioni.

Agopuntura
Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shudel dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Nel caso di deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Per le 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen.
I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve FUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’apporto di cibi ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, man-
go, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi).
Alimenti da evitare Eliminare completamente le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno (aiutano l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress);
lnositolo 1 g al giorno;
Aumentare l’apporto di cereali integrali in chicchi, frutta e verdure fresche biologiche, carne magra;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg – 250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno.


Nei casi in cui è presente una componente ansiosa, o in seguito a uno stile di vita particolarmente stressante, può essere utilizzato l’olio essenziale d’arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda. Ripetere per due o tre volte al giorno, in particolare al mattino a digiuno, circa 15 minuti prima della colazione, e la sera (circa 30 minuti) prima del riposo notturno.
Può estere associata una tisana a base di 10 g di fiori di Sambuco, 10 g di fiori d’Arancio, 5 g di fiori di Tiglio* 5 g di Camomilla e 250 mi di acqua minerale naturale. Dolcificare con un cucchiaino di miele vergine integrale e aggiungere alcune gocce di succo di limone, oppure di pompelmo rosa.
Se il si presenta depresso può essere somministrato L’Hypericum perforatum, sotto forma di TM (30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti), oppure si può ricorrere a un infuso preparato con radici di Angelica (2 cucchiaini), sommità fiorite di Iperico (4 cucchiaini ), foglie di Melissa ( I cucchiaino), scorze di Arancia amara ( 2 cucchiaini) e rametti dì Rosmarino ( I cucchiaino) in 1000 mi di acqua minerale naturale. Sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Se è presente insonnia, irritabilità e nevrosi può essere utilizzato il Luppolo, sotto forma di estratto fluido, alla dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 14:58:15.

Gonfiore ale gambi 180x180 - Gonfiore ale gambi

Gonfiore ale gambi

È una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquidi negli arti inferiori. Una donna su tre soffre di gambe pesanti e gonfie, problemi che col caldo s’intensificano notevolmente. I liquidi possono ristagnare nel tessuto sottocutaneo per un vario repertorio di fattori, generali e locali. Sono coinvolte nella genesi del disturbo le disfunzioni renali, epatiche e cardiache, ma più frequentemente le gambe gonfie sono l’espressione di uno stato d’insufficienza venosa cronica, condizione assai diffusa e dovuta a un mal-funzionamento delle valvole nel Sistema Venoso superficiale e/o profondo
(circa il 70% dei pazienti affetti da tale patologia riconosce una predisposizione familiare; anche l’influenza degli ormoni gioca un ruolo importante: gravidanze e contraccezione ormonale ne aumentano il rischio d’insorgenza). Una vena diventa “insufficiente” quando non riesce più a ricondurre la
massa sanguigna al cuore: il sangue ristagna, refluisce e il condotto venoso lentamente si dilata sempre più fino a divenire rilevato e tortuoso (varice). I disturbi riferiti comunemente e con maggior frequenza sono (in special modo nei mesi estivi): senso di pesantezza agli arti inferiori, gonfiore (edema) più spesso alle caviglie, ma non raramente a tutta la gamba (soprattutto di sera o dopo le lunghe permanenze in piedi) e crampi notturni.


Il dipende dalle cause: squilibri ormonali, deficit nutrizionali, reazioni allergiche, ferite, cattiva circolazione, vene varicose, malattie di cuore, reni oppure fegato. Ogni causa di gonfiore può richiedere un specifico.

Esercizio fisico
La forma più benigna di gonfiore, quella che interessa le gambe dopo ore di immobilità seduti oppure dopo un volo aereo, può essere alleviata stimolando la circolazione del sangue e della linfa: ogni 15 minuti bisogna alzarsi e camminare oppure alzare le gambe. Venti minuti di esercizio fisico quotidiano sono molto utili.


Una dieta povera di proteine può peggiorare l’edema: il corpo richiede una certa quantità di aminoacidi per combattere la ritenzione idrica. Gli aminoacidi vengono aggiunti all’alimentazione sotto forma di carne, soia, legumi, uova oppure latticini a basso contenuto di grassi. Gli uomi-
ni e le donne non in gravidanza dovrebbero assumere circa 30 g di proteine al giorno: i supplementi di solito non sono necessari, a patto che l’alimentazione sia adeguata. È bene ricordare che troppo sale peggiora la ritenzione idrica: evitare di mangiare troppi cibi raffinati o elaborati, come
le zuppe in scatola, i pasti precotti e da asporto, e ridurre la quantità di sali sugli alimenti. È importante bere molta acqua per aiutare i reni a eliminare fluidi.

Vene varicose
Se esistono fattori di rischio o fosse documentata la presenza di vene varicose, è utile indossare calze elastiche dal mattino alla sera. Stare in piedi a lungo senza camminare, la gravidanza, l’obesità e la predisposizione familiare sono i fattori di rischio più noti.


L’edema delle gambe, delle caviglie e dei piedi può essere l’espressione di malattie anche severe di origine cardiaca e renale, pertanto è necessaria un’attenta valutazione clinico-strumentale prima di intraprendere il trattamento omeopatico. In questa parte ci si limita a considerare alcuni dei medicinali più comunemente utilizzati nell’edema di origine traumatica, infiammatoria e circolatoria.

Edema post-traumatico
Arnica 7 CH – China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza, per calmare il dolore, prevenire la formazione di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. L’associazione di Arnica e China è indicata in particolare nel trattamento del gonfiore conseguente a trauma distorsivo della caviglia.

Edema infiammatorio
Apis 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 15 minuti, poi diradare. Edema rosato con dolore trafittivo, migliorato dalle applicazioni fredde. Nel gonfiore dovuto a processo infiammatorio articolare si consiglia di alternare Apis mellifica e Bryonia, nell’attesa di una valuta-
zione medica per una corretta interpretazione diagnostica.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Dolore pulsante, tumefazione arrossata e calda delle articolazioni.

Edema venoso
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Pesantezza agli arti inferiori. Emorroidi. Tendenza alla lombalgia in soggetti sedentari.
Hamamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dilatazione venosa con dolore. Comparsa di ecchimosi anche per traumi modesti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Congestione venosa delle estremità che sono fredde e di aspetto marmoreo.
Vipera 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. È presente inoltre un’intensa dolorabilità anche per il minimo contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questa patologia è dovuta a un’alterazione del tono delle pareti vasali degli arti inferiori, dovuto a un deficit circolatorio e a un deficit del metabolismo idrico che tende a trattenere troppi liquidi.

cinese
formula: SI WU WAN JIA CANG ZHU
Rehmaniae Preparatae……………………12g
/tarfix Angelicae Sinensis………………10g
RadixPaeoniae Alba……………………..10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong………………6g
Rhizoma Atractylodes…………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale.
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti. È consigliabile seguire un regime alimentare equilibrato, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E e di potassio (frutta secca, polpa di pomodoro, farina di soia).
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, pop-corn, patatine e corn-flakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare rapporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
Se è associata ritenzione idrica, con fragilità capillare e sovrappeso, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Ruscus aculeatus (o Pungitopo) nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale),
circa 20 minuti prima di colazione, e la sera prima del riposo notturno, seguito da una tisana tiepida di foglie e sommità fiorite di Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), 1 cucchiaio in 200 mi di acqua minerale naturale, portata a ebollizione. Dopo 10 minuti di infusione, filtrare e non
dolcificare.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare i sintomi.
Per la sua azione “diuretica” e le sue proprietà antiossidanti, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Per la sua azione sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio (verso le ore 18.00). Per potenziarne
l’azione può essere associato a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’.

Originally posted 2014-10-15 09:09:02.

Coliche gassose 180x180 - Coliche gassose

Coliche gassose

Costituiscono fondamentalmente il “mal di pancia del lattante”. Le rappresentano un disagio assai frequente nei primi mesi di vita, interessando dal 10% al 60% dei lattanti. Si manifestano con crisi di pianto parossistico, eccessivo, improvviso, inconsolabile, che può cogliere
nel sonno il bambino (per il resto in buona salute). Il pianto inizia tipicamente nelle prime settimane di vita e viene definito “eccessivo” quello che dura almeno 3 ore al giorno, per tre giorni settimanalmente e per almeno tre settimane. La causa di questa manifestazione, che induce una famiglia
su sei a consultare il medico, è ancora poco chiara. L’origine delle coliche gassose viene attribuita in genere alle contrazioni dolorose intestinali, alla presenza di gas, ma anche all’intolleranza al lattosio. Comunque è bene rimarcare che la colica, al di là del disturbo che arreca in quel preciso mo-
mento, non produce sostanziali danni al bambino, e tende a scomparire spontaneamente. In altri termini, i genitori devono essere consapevoli che le coliche del lattante rappresentano una condizione “autolimitante”, che si risolve entro i 3-4 mesi di età, e non sono causate da malattie organiche.
Nell’adulto la sindrome del colon irritabile è comune causa di meteorismo, la presenza di aria nel tratto gastrointestinale. Concorrono a determinare il disturbo anche certe abitudini errate, come l’eccessiva deglutizione.


Il dipende dalla causa della presenza di gas. La celiachia (intolleranza al glutine), l’intolleranza al lattosio, la costipazione e la sindrome del colon irritabile sono le condizioni più frequentemente legate alla flatulenza. Cause più blande sono l’aerofagia, la gomma da masticare e alcune verdure.


È opportuno escludere glutine, burro, soia e cibi raffinati per un periodo di tre settimane, reintroducendoli progressivamente, uno per volta, e facendo molta attenzione ai sintomi.

Farmaci
Il dimeticone attivato, noto anche come simeticone, allevia i sintomi: è un farmaco da banco per autoprescrizione. Altri farmaci utili sono quelli che diminuiscono la motilità intestinale, come la diciclomina.


L’approccio omeopatico risulta spesso efficace nel controllare il dolore addominale conseguente a coliche gassose nel lattante. A livello sintomatico si consiglia solitamente l’alternanza di Colocynthis e Magnesia phosphorica.
Calcarea carbonica 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali.
È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso, disturbi digestivi. Caratteristica è la tendenza alla sudorazione del capo durante la poppata o nel sonno. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricina viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose del lattante,
abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile. Spesso la sintomatologia dolorosa compare o si accentua in relazione a una eruzione dentaria.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphorkay di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. I granuli possono essere sciolti in un po’ d’acqua e somministrati con il biberon. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della terapia con agopuntura in questo tipo di disturbo è di regolare soprattutto l’eliminazione dell’aria, quindi disperdere il meteorismo e lenire gli spasmi dolorosi a livello addominale.
Punti importanti per questo trattamento sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini» regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella distale all’articolazione fra il I e il li metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: HOU PO WAN
Rhizoma Pinelliae……………………9g
Cortex Magnoliae……………………12g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………9g
Folium Perillae……………………..6g
Sclerotium Poria……………………12g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Consumare la frutta esclusivamente sotto forma di centrifugati, o di spremute.
Ridurre l’apporto di verdure e assumerle esclusivamente sotto forma di passato.
Consumare esclusivamente pane semintegralc a lievitazione naturale leggermente tostato (grazie alla migliore digeribilità, allevia il dolore e la tensione intestinale).
Assumere durante la giornata un decotto preparato con semi di finocchio, cumino, cardamomo, anice, scorza di limone, foglioline di menta e radice di tarassaco.
Utilizzare esclusivamente il miele per dolcificare le bevande o nella preparazione dei dolci.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamine C ed E. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva (eliminare i semi nella fase acuta), il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Alimenti da evitare Limitare il consumo di fibre solubili riducendo l’apporto di avena ( in particolare in chicchi e in fiocchi), legumi, frutta (a eccezione dei centrifugati), crocifere, barbabietole, carote, semi di lino.
Evitare i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (dopo la fase acuta questi alimenti possono essere progressivamente introdotti nell’alimentazione quotidiana aumentando la percentuale in base al quadro clinico del ), i prodotti da forno con lievito chimico, i cibi addizionati con additivi, le bevande gasate, gli alcolici, il caffè, il tè, le bibite, i dolci e lo zucchero ( saccarosio ). Eliminare ( per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, le farine raffinate, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giono;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giono;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si
possono utilizzare diversi a base di erbe medicinali. Un tipico e diffuso rimedio è il Carbone vegetale che viene somministrato a diverse dosi sia come trattamento delle coliche gassose che delle intossicazioni acute grazie alla sua notevole sicurezza anche per le donne in gravidanza. Un rimedio popolare che ha una sua razionalità e viene ancora usato è il Laudano una Tintura Madre a base di Oppio, Zafferano (Crocus $ativus)> olio essenziale di Cannella e Eugenia caryophilla. Quando invece la colica gassosa è secondaria a un ipotono gastrointestinale si può somministrare succo di
Aloe veray Zenzero in forma di estratto secco.
La Piscidia (Piscidia erythrina)> che si utilizza come estratto secco, ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va utilizzato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti perché può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo e esofagite Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, con dosaggi specifici può essere somministrata anche a pazienti affetti da colon irritabile.

Originally posted 2014-10-10 09:43:48.

Forfora 180x180 - Forfora

Forfora

La deriva fondamentalmente da uno squilibrio della desquamazione delle cellule del cuoio capelluto. In condizioni normali le cellule superficiali vengono perse in forma di lamelle e sostituite da nuovi elementi provenienti dagli strati sottostanti. Se, per svariati motivi, il processo desquamativo subisce un’accelerazione emerge la , che si presenta sottoforma di minute squame biancastre (secche o grasse), aderenti al capello. Numerosi i motivi che possono condizionare la comparsa della , fra i quali: la dermatite seborroica, frequente affezione caratterizzata dalla presenza di piccole lesioni arrossate ricoperte da squame di aspetto untuoso. La desquamazione cutanea viene anche stimolata dai fattori climatici, come il clima freddo e umido, dagli eventi emotivamente stressanti e inoltre dagli agenti chimici dannosi e dai cosmetici inadeguati (quali gli shampoo troppo alcalini e le tinture). L’eccessiva produzione di sebo sul cuoio capelluto provoca la formazione di una grassa, più ostica da arginare perché il materiale grasso prodotto dalle ghiandole sebacee, finisce per imprigionare le squame, che così tendono a rimanere maggiormente adese al cuoio capelluto.


Il termine medico per la forfora è dermatite seborroica: è una malattia che causa l’esfoliazione della pelle dello scalpo negli adulti e negli adolescenti, più comunemente nell’età compresa tra 30 e 60 anni. Può affliggere altre parti del corpo, non solo lo scalpo. La causa è ignota: forse si
tratta di ormoni, oppure di una micosi della pelle.

Shampoo
Il dipende dall’età della persona che ne soffre: negli adulti e adolescenti si usa uno shampoo venduto come prodotto da banco e contenente acido salicilico. Il farmaco selenio sulfìde, di solito soggetto a prescrizione, e usato in basse concentrazioni in alcuni shampoo venduti come prodotti da banco; anche lo zinco piridione si trova in shampoo disponibili per la vendita libera. Questi shampoo andrebbero usati due volte la settimana per prevenzione, tutti i giorni nelle forme attive di dermatite seborroica.

Creme cortisoniche
Nei rari casi nei quali gli shampoo siano inefficaci, una crema steroidea al 2% andrebbe usata due volte al giorno per 7/10 giorni. La crema va associata all’uso dello shampoo.


Eliminare burro, uova e a volte glutine riduce la forfora. Un supplemento di zinco di 40 mg (dose per adulti) e il giusto quantitativo di vitamine E, A e C sono utili per la prevenzione.


Prima di iniziare un trattamento omeopatico è indispensabile distinguere la forma di forfora semplice da quella associata a una affezione cutanea più complessa, come eczema, psoriasi, micosi, dermatite seborroica.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel tratta-
mento drenante di affezioni cutanee. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche. La linfa di bemila secondo la tecnica del “drenaggio” agisce come drenante generale per l’organismo. Nel trattamento della forfora è consigliabile ripetere cicli di cura della durata di 20 giorni al mese con 10 giorni di pausa.
Phosphoricum a< illuni 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L'acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla conse- guente all'eccesso di attività mentale. Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l'organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con untuosi, acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l'astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno. Ulmus campestris M.G. I DH 50 gocce al dì, in un po' d'acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un'attività "drenante" sulla cute, è inoltre un regolatore dell'attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel trattamento della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Il trattamento di questo disturbo è prevalentemente di tipo ), infatti si possono effettuare lavaggi utilizzando acqua in cui vengono disciolte erbe cinesi.
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire una dieta sana ed equilibrata, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.
Aumentare il consumo di cibi ricchi di beta-carotene (come nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di bioflavonoidi (limoni, uva – non eliminare i semi – pompelmo, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i cibi ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule ali giorno distribuite nei due pasti principali;
Selenio 80 mcg al giorno»;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione.

FITOTERAPIA
Frizionare il cuoio capelluto con l’olio essenziale di Betulla (Betulla alba), per almeno 20 minuti, tre/quattro volte al giorno. Aiuta ad alleviare il prurito e ridurre l’eczema seborroico (la forfora).
Per tenere sotto controllo i sintomi può essere utilizzato uno shampoo a base di Tea treeoil (o Olio dell’albero del tè, un rimedio fitoterapia) che si sta dimostrando particolarmente efficace nei giovani adulti di sesso maschile), zinco e selenio.
Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Nei casi in cui il disturbo è particolarmente intenso e recidivante, può essere somministrata un’associazione a base di tre composti fitoterapia, quali la Bardana, (TM, 25 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti), il
Ribes Nigrum (I DH Gemme, 50 gocce al mattino a digiuno e 50 gocce la sera, prima del riposo notturno, diluite in poca acqua oligominerale) e la
Viola tricolor (o Viola del pensiero, TM, 25 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti).
Quando il disturbo si presenta nelle persone affette da stipsi, discinesia biliare, colangite, gotta, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Fumaria ofpcinalis (Fumaria), nella dose di 10-15 gocce,diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-13 15:52:42.

Borsite 180x180 - Borsite

Borsite

El’infiammazione dolorosa che coinvolge una “borsa”. Si chiama così quel minuto sacchetto sieroso collocato tra muscoli e tendini, a ridosso di un’articolazione. Questa formazione anatomica è una sorta di cuscinetto am- mortizzatore, che consente il fisiologico scorrimento dei tessuti molli muscolo-tendinei sui capi articolari, consentendo una maggiore fluidità nei movimenti. L’infiammazione di tale struttura può essere provocata da un trauma acuto, o può comparire in seguito a una serie di microtraumi ripetuti, per il sovraccarico di lavoro di un tendine, come per esempio lo stare spesso in ginocchio o con i gomiti lungamente appoggiati sulla scrivania. La ripetuta compressione della borsa sierosa contro il piano osseo sottostante irrita le sacche, che così si infiammano e si riempiono di liquido. Da qui il rigonfiamento e il dolore, esternamente all’articolazione interessata. Le borse che più di frequente tendono a infiammarsi sono quelle che si trovano nel ginocchio e nel gomito. La (che viene anche definita “igroma”) può manifestarsi anche per la presenza di abnormi sporgenze ossee. Per esempio, una dell’alluce può essere determinata dalla compressione esercitata da una
scarpa troppo stretta sul primo dito valgo del piede (si dice volgo l’alluce che risulta piegato verso le altre dita del piede).


, supplementi
Le persone sovrappeso che soffrono di borsite devono perdere peso per alleviare la pressione sulle articolazioni: 4 g di omega-3 (olio di pesce) possono diminuire l’infiammazione.

– Compresse calde e fredde
Il iniziale della borsite si basa sull’applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante nei primi due giorni dopo il trauma o l’inizio del disturbo, e successivamente sull’applicazione di tessuti caldi: ghiaccio e tessuti caldi vanno tenuti 20 minuti.

– Terapia fisica
È importante evitare i movimenti che esacerbano il dolore, tuttavia l’esercizio fisico non deve essere interrotto sotto la guida di un fisioterapi-
sta. L’esercizio in acqua aiuta molto.

– Farmaci
Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) sono la terapia di scelta; un’altra opzione è l’iniezione intra articolare di lidocaina o metilprednisone.

– Fonoforesi
La fonoforesi usa gli ultrasuoni per migliorare l’assorbimento di farmaci e corticosteroidi topici.

– Chirurgia
La chirurgia serve solo nei casi gravi che non rispondono a tutte le altre terapie: si rimuovono le calcificazioni articolari, oppure si ripulisce la borsa in artroscopia.


La borsite caratterizzata da un processo infiammatorio, con versamento a livello delle borse articolari, con diversa localizzazione, richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Rryonia albay somministrati in alternanza. In caso di borsite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni
caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della borsite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione.
Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore. Arnica montana 5 CH 5 granuli da una a più volte al dì. L’arnica è il
preparato specifico per le forme di borsite conseguenti a esito traumatico o a eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, la pressione e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente un versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Kali iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo ioduro di potassio viene utilizzato in omeopatia nella cura della borsite cronica, che è migliorata dal movimento progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’agopuntura è decisamente efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo originato secondo la Medicina tradizionale cinese da un’alterazione funzionale degli organi Fegato e Vescicola Biliare.
L’attività si esplica in una regolazione attraverso l’uso degli aghi del tessuto connettivo e in azione antinfiammatoria specifica a seconda della sede di insorgenza del disturbo.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi),fenilalanina (allevia il dolore),
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfìammatorie.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del possono essere consumati kefir, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i
benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio);
Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verd a foglia larga e noci.
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


L’Ananas {Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibilità di somministrazione per lunghi periodi di tempo, il rimedio vegetale di scelta che grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, nel trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare. Anche YIppocastano è da considerarsi un rimedio di prima scelta per il trattamento della borsite non complicata, infatti i principi attivi contenuti nei semi, tra cui spicca l’escina, aumentano il tono capillare e ne riducono la permeabilità, hanno azione antinfiammatoria e di drenaggio, inoltre intervengono sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali accumulatisi, con attività antiedematosa.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofìto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, che è impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta
che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria, e che agiscono sia per inibizione della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni.
È tuttavia sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.
L’Arnica montana è un rimedio usato da sempre nel trattamento delle piccole patologie osteoarticolari, anche se il tradizionale infuso di capolini da utilizzare come impacco sulla cute non trova più indicazione a causa delle possibili reazioni cutanee che vanno dall’eczema, alla formazione di vescicole fino alla necrosi. Un uso più razionale è invece con creme a base di estratti di Arnica montana che può contribuire a ridurre l’edema e l’infiammazione delle borsiti più leggere.

Originally posted 2014-10-09 09:32:08.

Capelli secchi 180x180 - Capelli secchi

Capelli secchi

Il fusto del capello presenta un rivestimento esterno chiamato cuticola, costituito da 5-6 strati di cellule disposte a tegola. Rappresentano la protezione dell’intera struttura e da esse dipende fondamentalmente la lucentezza del capello: se sono ben aderenti allo strato sottostante e non presen-
tano lesioni, il capello risulta lucido e compatto. Ebbene, svariati fattori possono contribuire a danneggiare la cuticola, le cui cellule finiscono per sollevarsi, lasciando progressivamente scoperta la corteccia. Il danno a quest’ultima struttura (formata da cellule più grosse, affusolate, verticalmente disposte in file parallele e contenenti la melanina che conferisce il colore al capello) rende fragile il fusto, che tende così a spezzarsi e a dividersi longitudinalmente (“doppie punte”). Provocano lesioni al capello i fattori ambientali come i raggi ultravioletti, l’acqua del mare e della piscina, il vento e l’inquinamento, ma si rivelano dannosi anche i trattamenti cosmetici intensi e ina-
deguati (decolorazioni, utilizzo di permanenti e tinture). Il capello danneggiato appare opaco (in quanto la scomparsa della cuticola fa sì che il fusto non rifletta più la luce), piatto e difficilmente pettinabile.


Idratazione
I secchi non sono una malattia, ma il segno di uno squilibrio organico: un ambiente molto caldo e secco può rendere secchi i , oppure l’esposizione a tossine ambientali, o trattamenti chimici aggressivi. L’uso di balsami emollienti idratanti è opportuno, insieme all’attenzione: se i sono secchi per cause esterne è bene evitare di esporli a queste cause.


Aumentare il consumo di olii benefici, come l’acido eicosapentanoico (EPA) e il DHA (olio di pesce, fino a 4 g al giorno), e l’acido gamma linolenico (GLA, olio di primula, alla dose di 3 g). Un deficit delle vitamine A, D ed E può creare problemi di secchezze ai capelli, quindi è bene prestare attenzione all’alimentazione. Anche la biotina, presente principalmente nei fagioli, è una fonte importante di vitamina per i capelli. Anche zinco e selenio devono essere presenti in quantità adeguata.
Quando è opportuno consultare un medico?
Le malattie più frequentemente associate a sono l’ipotiroidismo, la dermatite atopica, le malattie da parassiti e funghi, la carenza proteica cronica, la malnutrizione e il deficit di acidi grassi. La tossicità da metalli pesanti può provocare secchezza dei capelli, o anche l’uso prolungato di contraccettivi orali e antiepilettici.


I capelli secchi e fragili sono spesso l’espressione di una carenza di oligoelementi e di omega-3. L’approccio omeopatico si integra con i consigli alimentari o di apporto di nutrienti adatti per correggere tale carenza.
Alumina 5 CH, 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata. Per tale ragione è indicata nella cura delle dermatosi secche, come l’eczema e l’ittiosi.
Arsenicum iodatum 9 CH, 5 granuli, una volta al dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, delle dermopatie squamose croniche e dell’arteriosclerosi senile. Segni caratteristici: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da grattamento, i capelli secchi.
CedruslibaniM.G. 1DH 30-50 gocce, 1-2 volte al dì, in un po’d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano. In
gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca. È utile in presenza di capelli secchi e fragili.
Sulfur 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo. Spesso si consiglia di assumere Sulfur e Thuya in alternanza.
Thuya occidentalis 15 o 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, albero della famiglia delle Conifere, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel della secchezza dei capelli solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo è legato a un deficit di Yin a carico degli organi Fegato e Rene, per cui la terapia è rivolta alla tonificazione dello Yin di Fegato e Rene attraverso i punti:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del Il metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
È consigliabile un ciclo terapeutico di circa 10 applicazioni da eseguire con frequenza bisettimanale, al termine del quale si esegue una valutazione obiettiva del disturbo e se necessario si può ripetere la terapia con un altro ciclo di 5-6 applicazioni da effettuare più ravvicinate.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale (una carenza di proteine può contribuire a rendere i capelli opachi, secchi e fragili), che privilegi i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).
Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e contribuisce a mantenere l’idratazione dei capelli.
Aumentare l’assunzione di PABA (che migliora la salute dei capelli) privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare e per preparare il tè verde oppure decotti e infusi rimineralizzanti).
Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nel trattamento dei capelli secchi si possono utilizzare lozioni di diverso tipo, che grazie al contenuto in acidi grassi polinsaturi possono migliorare la qualità dei capelli non solo da un punto di vista del trofismo, riducendone il rischio di caduta, ma anche dal punto di vista estetico. Come trattamento emolliente si può usare l’olio di Mandorle dolcu presente anche in Farmacopea Ufficiale, e l’olio di Oenotheray che arrichiscono la cute di importanti acidi grassi polinsaturi. Soprattutto l’Oenotera insieme all’estratto di semi di Borragine (Borago officinalis) può essere somministrata anche per via orale al fine di arricchire la dieta di elementi importanti come acidi grassi polinsaturi quali gamma linolenico, acido linoleico, acido oleico. Sono sostanze che vengono ottenute mediante spremitura a freddo mantenendo quindi pressoché inalterate tutte le preziose qualità chimiche e organolettiche. Nel trattamento dei capelli secchi può esser utile la somministrazione dei fitosomi del Ginkgo biloba in grado di migliorare il metabolismo cutaneo sia agendo sulla microcircolazione che per l’attività di tipo scavenger (spazzino) sui radicali acidi. Nel caso dei capelli secchi potrà essere utile anche la somministrazione di altre sostanze ad attività antisossidante come gli estratti di
Vitis vinifera (la pianta della vite) titolati in procìanidine oligomere e resveratrolo,del Mirtillo (Vaccinium myrtillus) titolato in antocianosidi, del Mango (Mangifera indica) titolati in mangiferina. Nei casi in cui i capelli secchi siano dovuti a stati di particolare magrezza e disappetenza può essere utile anche la somministrazione di miscele di sostanze amare, anche per infuso, come la radice di Angelica, di Genziana, di Assenzio.

Originally posted 2014-10-09 14:46:40.

Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni farmaci, si dovrà valutare il profilo alimentare del per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del . Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Impotenza 180x180 - Impotenza

Impotenza

Le cause all’origine di un deficit dell’erezione possono essere fisiche e psichiche. E spesso entrambi questi elementi concorrono a causare il disagio. I fattori più frequentemente coinvolti sono di natura cardiovascolare.
Il deficit d’erezione può costituire infatti la spia di un’ipertensione che non ha manifestato ancora chiari segni di sé. S’è visto, a tal proposito, che la difficoltà a mantenere uno stato erettivo valido può addirittura anticipare di circa tre anni un infarto del miocardio o un attacco d’angina. Anche l’eccesso di colesterolo è un nemico dell’erezione. Pure il diabete può compromettere l’erezione e con diverse modalità: danneggiando la circolazione (“microangiopatia diabetica”), per il danno che la glicemia elevata -o mal controllata- provoca sulla parete dei vasi sanguigni, e ledendo le terminazioni nervose (“neuropatia diabetica”). Inoltre il diabete mal gestito, specie quello di tipo 2, si associa a sovrappeso, il che comporta a sua volta una serie di alterazioni ormonali nei livelli di testosterone, l’ormone maschile. Un più basso livello di questo ormone riduce il e rende più problematica l’erezione. Determinano la difficoltà parziale o totale a conservare l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale anche fattori quali l’ansia, lo stress cronico o la : quasi il 60% degli uomini con un problema erettivo manifesta anche una parallela , che spiega l’irritabilità, il nervosismo, l’aggressività e la tendenza a mangiare (e a volte a bere) di più, quasi per compenso.


Il della disfunzione erettile dipende dalle cause.

Farmaci
I farmaci di uso più comune sono sildenafil, vardenafil e tutti aiutano a ottenere e mantenere l’erezione aumentando i livelli tissutali di ossido nitrico, un vasodilatatore chimico. Questi farmaci non devono essere assunti da persone che siano in terapia con nitrati per problemi di angina, visto il rischio di crolli pressori anche fatali. Va sempre assunta la dose più bassa di farmaco, soprattutto all’inizio, perché esiste il rischio di gravi effetti collaterali cardiaci in persone
già predisposte. L’iniezione intracavernosa di alprostadil è un altro possibile trattamento dell’: anche questo rimedio ha potenziali effetti cardiaci e andrebbe usato sotto controllo medico.

Stile di vita
Smettere di fumare, limitare il consumo di alcol, fare esercizio fisico regolare, riposare adeguatamente e ridurre il livello di stress aiutano a mantenere una migliore funzione erettile. Esistono esercizi che migliorano l’erezione: riguardano il pavimento pelvico e sono chiamati esercizi di Kegel, rinforzano gli stessi muscoli che si usano per interrompere la minzione. Assumere L-arginina, un aminoacido che aumenta la dilatazione dei vasi sanguigni, può essere utile nel trattamento della disfunzione erettile.

meccanici
Uno strumento che si basa su una pompa per il vuoto è utile per mantenere l’erezione e ha qualche efficacia. Se tutti i rimedi già esposti non funzionano, la chirurgia può inserire una protesi peniena.


Agnus castus 15 CH 3 granuli al dì, nell’impotenza o nella frigidità. Ridurre la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. L’estinzione del desiderio sessuale, l’impotenza completa e la frigidità. L’uomo è privo di stimoli sessuali, è triste, malinconico, indifferente, precocemente invecchiato. Riduzione del desiderio sessuale.
Caladium seguinum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Diradare la somministrazione jn ^ase a| miglioramento. La mancanza di erezione onostante il desiderio. È indicato per soggetti inclini all’eccitazione sessuale e a pensieri lascivi, con eiaculazione senza erezione o coito seneiaculazione. Spesso sono concomitanti disturbi neurovegetativi, difficoltà di memoria e di concentrazione.
Graphites 9 CH 1-3 volte al dì. L’avversione per il rapporto sessuale.
Impotenza sessuale e frigidità in soggetti obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Lycopodium 30 CH una monodose alla settimana. L’impotenza precoce con desiderio conservato. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche. Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo della libido può avere due componenti che lo caratterizzano e cioè un’alterazione funzionale che si manifesta nel deficit erettivo, legata soprattutto alla sfera psicologica e un’impotenza strumentale dovuta necessariamente ad anomalie anatomiche e a un ridotto apporto sanguigno dovuto a un ipofunzionalità del Sistema Circolatorio.
Le cause di tali alterazioni possono dipendere da un deficit di Yang di
Rene, un deficit di Qi di Cuore e Milza, dalle 7 Emozioni. Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’impotenza da deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per l’impotenza dovuta alle 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen. I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve PUmidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHENMEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema auricolare di Fegato, Apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e
SHENMEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente per riequilibrare il quadro energetico.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale Testicole, Vescica Biliare, SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 apnlicarinni da effettuari con frequenza bisettimanale.

cinese
formula: Yl GUAN ]IAN
Radix Rehmaniae………………….30g
Fructus Lycii………… ………..12g
Radix Glehniae … ………………12g
Radix Ophiopogonis……………….10g
Radix Angelicae Sinensis………….10g
Fructus Meline Toosendan…………..5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per le sue proprietà “afrodisiache” può essere utilizzata la Noce di cola {Cola nitida), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nei pazienti affetti da sindrome depressivo-ansiosa, può essere associato alla Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le
funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico, di sali minerali e oligoelementi (come bromo, magnesio, sodio, potassio, silicio) e di vitamine (come A, Bl, B2, C, D). È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti» privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il si presenta particolarmente agitato e irritabile può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 mi di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-15 10:17:44.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’alopecia androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare dolore mammario, diminuzione del sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, , disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del colpo di frusta può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.


Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.

Dolore
Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi farmaci interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.


La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della cefalea, delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, .

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.