Articoli

Alcolismo 180x180 - Alcolismo

Alcolismo

Gli effetti acuti dell’alcol sono noti a tutti. Come con tutte le droghe che inducono dipendenza, la tolleranza verso l’alcol etilico (o etanolo) si sviluppa in seguito all’uso cronico e, alla sospensione della sostanza, dopo un periodo di abuso continuativo, esplodono numerosi sintomi specifici. È la sindrome da astinenza o da sospensione, che consiste in tremori, allucinazioni,
crisi convulsive, stato confusionale, iperattività psicomotoria. Fenomeni dovuti al fatto che le strutture cerebrali su cui l’etanolo agisce e che diventano tolleranti a quote alcoliche sempre più crescenti, diventano disinibite e iperattive non appena si sospende l’assunzione di alcol. L’alcol resta la principale causa di cirrosi. Più in dettaglio, l’abuso cronico di etanolo determina nel fegato prima una condizione di steatosi (accumulo di grasso nelle cellule epatiche), poi subentra l’epatite alcolica e quindi la cirrosi, che possono considerarsi fasi evolutive diverse dell’unica malattia alcolica. Ma l’alcol svolge un ruolo anche nell’insorgenza dei tumori. Infatti, l’etanolo agirebbe potenziando gli effetti cancerogeni del tabacco e degli altri fattori cui sono esposti le vie
respiratorie e il tratto digestivo superiori. Ci sono studi che hanno voluto sondare la relazione tra lo smettere di bere alcolici e il rischio di sviluppare tumori nel segmento digerente alto: esiste una chiara evidenza che il rischio di cancro esofageo si riduce del 60% 10 anni dopo aver rinunciato all’alcol. Dunque, nel prevenire il tumore all’esofago, smettere o ridurre il consumo di alcol (e decidere anche di tagliare i ponti con il fumo di tabacco) costituisce la strategia migliore.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il trattamento dell’ è volto a una piena riabilitazione psico-sociale e prevede, accanto all’eventuale intervento psicologico, una terapia farmacologia. Circa la metà degli alcolisti va incontro a recidiva, dopo un’astensione più o meno lunga dall’assunzione di alcol.

– Farmaci
I farmaci utilizzati nella terapia della dipendenza da alcol sono il disulfiran, il naltrexone, l’acamprosato e, in Italia, l’acido gamma-idrossi-butirrico. Farmaci ad azione sul sistema dopaminergico (tiapride, amisulpride e flupentixolo) e serotoninergico (buspirone, fluoxetina, nefazodone, ritanserina e ondansetrone) sono stati e sono attualmente oggetto di studi clinici. I farmaci stabilizzanti dell’umore, nonché quelli ad azione sedativo-ipnotica, hanno dimostrato la loro efficacia in presenza di malattie psichiatriche concomitanti all’alcolismo.


Alcuni preparati omeopatici svolgono un’azione favorevole per ridurre le conseguenze dell’abuso di alcol a livello fisico e di comportamento, sia in condizioni acute (Nux vomica) che croniche (Lachesis, Phosphorus).
Lachesis 15 CH 5 granuli, da una volta al dì a tre volte alla settimana, diradando in base al risultato ottenuto. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dal veleno di Lachesis, serpente che vive lungo il corso dei fiumi dell’America centrale e meridionale, viene utilizzato per antidotare gli effetti dell’abuso di alcolici sia nella forma acuta che cronica. Nei bevitori possono essere presenti anche i segni tipici dell’alcolismo, come l’aspetto congestionato del volto, con naso e
labbra dal caratteristico colorito rosso-violaceo, il comportamento che alterna eccitazione e abbattimento, i disturbi digestivi con la perdita dell’appetito, la presenza di una steatosi che può evolvere in cirrosi epatica, le crisi emorroidarie.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1 o più volte al dì, diradando in base a miglioramento. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai semi di noce vomica, albero della famiglia delle Loganiacee, è utilizzato per i disturbi digestivi e del comportamento conseguenti all’abuso di alcolici è il medicinale adatto ai soggetti nervosi, facilmente irritabili, aggressivi, inclini alla collera con spiccato desiderio nei confronti di alcolici» superalcolici, cibi piccanti, condimenti forti, caffè. La lingua presenta una caratteristica patina bianca o giallastra nella sua porzione
posteriore.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando a fino a 1-3 volte alla settimana, in base al miglioramento. Il fosforo bianco omeopatico è il rimedio omeopatico adatto a tutte le conseguenze provocate dall’alcol a livello dei vari tessuti. Viene quindi utilizzato sia nel trattamento della steatosi epatica che della cirrosi e delle polinevriti dovute all’abuso di alcol. Phosphorus può essere usato anche nella pancreatite acuta e cronica di origine alcolica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alcolismo è provocato dall’agente esterno Fuoco che può andare a colpire tre organi importanti come Cuore, Fegato e Stomaco.
Si tratta di un disturbo caratterizzato da un’intossicazione cronica che a lungo andare può diventare una vera e propria tossicodipendenza.
La terapia è mirata a disintossicare il paziente e controllare tutti i sintomi accessori quali ipertensione arteriosa, ansia e depressione, deficit di attenzione, insonnia, tramite la dispersione del Fuoco di Cuore, Fegato e Stomaco.

– Agopuntura
Nell’alcolismo da Fuoco di Cuore e Fegato punti importanti sono: NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa. Mentre nella forma da Fuoco di Stomaco punti importanti per la dispersione sono:
GONG SUN (nonno e nipote, localizzato sul lato mediale del piede, alla base del I metatarso) che tonifica la Milza e lo Stomaco;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle TUmidità-Freddo che avvolge lo Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
NEI GUAN XING JIAN;
Più i punti del Sistema Auricolare di Cuore, Fegato, Stomaco e SHEN MEN.
La terapia migliore consisterebbe in 2 applicazioni al giorno (mattina e pomeriggio) per 10 giorni consecutivi.
Fondamentale in questo tipo di trattamento è la compliance del paziente, cioè la sua voglia di collaborare e uscire da questa dipendenza.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta di astinenza per cercare di alleviare i sintomi dare la preferenza agli ricchi di vitamine del gruppo B, come il lievito di birra in polvere (da aggiungere al latte o allo yogurt al mattino a colazione e alla sera prima del riposo notturno), il germe di no ( 1 -3 cucchiaini da aggiungere alle minestre, alle zuppe, ai legumi
He verdure nei due pasti principali), cereali integrali in chicchi, legumi freschi oppure secchi biologici, semi di girasole, fegato di manzo, carne di maiale magra, salmone.
Durante la disintossicazione privilegiare gli alimenti ricchi di acido nicotinico (niacina o vitamina B3), come le arachidi, la carne di pollo, di tacchino e di maiale, il vitello, il fegato di manzo, il lievito di birra, il pesce spada, il salmone, il tonno e i semi di girasole. Cercare di consumare alimenti ricchi di vitamina K come tutti gli ortaggi a foglia verde (spinaci, cavoli, lattuga, broccoli), carote, patate, funghi e legumi. Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare rapporto di vitamine, sali minerali, sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Alimenti da evitare È necessario eliminare i cibi a base di farine raffinate, a elevato apporto di zucchero (saccarosio) e addizionati con additivi alimentari perché ostacolano l’assorbimento della vitamina Bl.
Limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che ostacola l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali.
Evitare di consumare la crusca, che ostacola l’assorbimento dei micronutrienti presenti nei cibi.

– Integrazione alimentare
Vitamina Bl o Tiamina 1,5 mg in un’unica somministrazione giornaliera. È utilizzata per alleviare i sintomi nella fase acuta di astinenza dall’alcol. Può essere somministrata per via orale, ma le iniezioni risultano più efficaci.
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina; Vitamina C 200 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno; Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophiius (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione;
Integratori di aminoacidi (con aminoacidi ramificati) secondo predizione del medico curante (in base al quadro clinico presentato dal paziente, al peso, all’indice di massa corporea e all’età).


I soggetti diventati dipendenti dall’alcol possono giovarsi della fitoterapia per molti motivi, ma soprattutto perché esistono piante medicinali in grado di proteggere i vari organi dai danni diretti dell’alcol, come ad esempio lo stomaco e il fegato, e di aumentare la capacità dell’organi-
smo di resistere all’alcol, di ridurre i sintomi legati all’astinenza, e tutta la sintomatologia ansiosa spesso correlata.
Una pianta che la tradizione raccomanda allo scopo di ridurre i danni epatici da alcol è YIdraste (Hydrastis canadensis), ma la moderna ricerca ha confermato solo le caratteristiche proprietà antibiotiche di alcuni costituenti della pianta, non quelle epatoprotettive.
La radice di Ginseng (Panax Ginseng) è stata pure usata come rimedio naturale per proteggere il fegato dai danni di alcuni farmaci e dall’ alcol.
Queste proprietà sono in parte già state studiate anche dal punto di vista scientifico ed i primi dati sembrano confermarle. Oltretutto il Ginseng si comporta anche come buon tonico e immunostimolante, due caratteristiche molti utili all’organismo del paziente alcolista (Estratto fluido: 20 gocce 2 volte al giorno dopo i pasti).

La pianta in assoluto più studiata come epatoprotettore è certamente il Cardo mariano (Silybum marianum)y già conosciuta da Dioscoride, che nell’antica Grecia la considerava rimedio specifico contro i morsi di serpente. Oggi invece la ricerca ha pienamente confermato le proprietà antiossidanti e protettive della silimarina, il vero fitocomplesso estratto dai semi della pianta. In terapia infatti è proprio la silimarina pura che si utilizza, non gli estratti della pianta che ne contengono una piccolissima percentuale. La posologia media è di 400-600 mg al giorno. La terapia deve essere necessariamente prolungata per molti mesi. Esistono anche interessanti studi di carattere ancora sperimentale che tuttavia hanno dimostrato l’uso di alcune piante allo scopo di ridurre il
fenomeno della dipendenza da alcol: le più studiate sono l’Iperico, pianta conosciuta come antidepressivo e la Salvia miltiorrhizay una salvia di origini cinesi di cui si utilizzano estratti di radice. Sono comunque necessari ulteriori studi clinici validati, prima di poterle utilizzare in terapia.

Originally posted 2014-10-07 15:21:57.

Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del trattamento e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del paziente);
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 

MEDICINA CONVENZIONALE
Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.

– Farmaci
Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a dolore e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di vitamina E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.