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Artrosi 180x180 - Artrosi

Artrosi

Rappresenta la patologia reumatologica più comune L’osteoartrosi, benché sia un processo degenerativo cronico, è spesso caratterizzata dalla riaccensione acuta dei disturbi. Caratteristica peculiare di questa patologia è la perdita della cartilagine, la membrana che tappezza le estremità delle ossa che fra loro sì articolano II sintomo più frequente lamentato dal malato è il dokxe, che si accentua col movimento e tende a ridursi con il riposo. Altra caratteristica è la rigidità mattutina, al risveglio, generalmente di breve durata.
Quando la degenerazione dell’articolazione è evoluta, il malato presenta una limitazione delle funzioni articolari, più o meno invalidante a seconda delle sedi coinvolte, il processo degenerativo localizzato all’anca e al ginocchio può ostacolare il cammino, mentre l’ delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessarie per diversi atti quotidiani. Poi l’ può anche interessare la colonna vertebrale, alterando l’architettura della vertebra e determinando la formazione di osteofiti, speroni ossei, anomali accumuli di calcio a carko delle diverse parti del corpo vertebrale, l’ ha una prevalenza (la prevalenza indica il numero di individui malati in una determinata popolazione) che aumenta costantemente dopo i 50 anni di età, colpendo in tale fascia il sesso femminile Non esistono specifici test diagnostici in chi si ritrova alle prese con i disagi dell’: è presente un aumento generico della VES (la velocità di eritrosedimetazione del sangue) e della PCR (la proteina
C reattiva), mentre l’aumento dei globuli bianchi è modesto. L’esame radiologico delle articolazioni interessate mostra un restringimento dello spazio articolare e il riscontro dei famigerati “speroni osse.

MEDICINA CONVENZIONALE
– Approccio non chirurgico
Oltre alla terapia farmacologica, basata nella maggior parte dei casi su farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e alla terapia fìsica (Ultrasuoni, Radarterapia, Marconiterapia, TENS), sono utili la chinesiterapia e la fangobalneoterapia: lo scopo della chinesiterapia è facilitare e conservare la
mobilità articolare, ridurre gli effetti dell’ipotrofia muscolare legata allo scarso utilizzo articolare, combattere le posizioni viziate e favorire l’apprendimento di posture e movimenti corretti. La fangobalneoterapia agisce sulle articolazioni colpite da artrosi con bagni, fanghi, grotte e vapori: i meccanismi alla base del beneficio sono solo in parte conosciuti.

– Chirurgia
Qualora l’artrosi non risponda più a terapia farmacologica, fìsica o chinesiterapica facendo scadere la qualità della vita sia per il dolore che per la limitazione funzionale, la chirurgia ortopedica può essere risolutiva.
Sicuramente efficaci, soprattutto nei difetti di allineamento articolare, sono le osteotomie (sezioni ossee al di fuori dell’articolazione che ristabiliscono il corretto asse articolare). Le artrodesi sono interventi in cui i capi articolari artrosici vengono “fusi”, così che da due o più ossa artico-
late si venga a creare un unico segmento osseo. La pulizia articolare o debridment indica l’asportazione chirurgica di frammenti articolari “levigando” le superfici per ritardare interventi più radicali; negli ultimi tempi a tale metodica si associa il trapianto, nelle aree artrosiche, di tasselli di cartilagine prelevati da regioni articolari meno sollecitate. Notevole sviluppo ha avuto di recente la chirurgia protesica. Tra le protesi articolari più impiantate quelle per anca, ginocchio e spalla.

OMEOPATIA
La scelta dei medicinali omeopatici per il dell’artrosi tiene in considerazione non solo la sede prevalente della localizzazione artrosica ma soprattutto le modalità di miglioramento e di aggravamento del dolore e della rigidità.
Actea racemosa – Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando i 2 preparati. Diradare in base al miglioramento.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli ripetuti secondo necessità. È il rimedio della riacutizzazione dolorosa del processo artrosico con edema caldo delle articolazioni, migliorato dalle applicazioni di ghiaccio.
Bryonia 7 CH 5 granuli ogni 2 ore. Aggravamento del dolore con il minimo movimento. Miglioramento con l’immobilità o con il collare.
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuli, I volta al dì. Aggravamento con il freddo e i mutamenti atmosferici. Miglioramento con il movimento e il calore.
Dulcamara 9CH 5 granuli ogni 2 ore. Cervicalgia da esposizione al freddo-umido.
Hypericum 15 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando con i preparati precedenti, nel trattamento della cervicobrachialgia.
Kali carbonicum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Aggravamento con il freddo umido, i mutamenti atmosferici e il riposo. Caratteristica è la lombalgia con sensazione di cedimento lombare. È indicato soprattutto nelle forme di artrosi localizzata a livello lombare e delle anche.
Natrum sulfuricum 7CH 5 granuli, 1 volta al dì. Aggravamento con il freddo umido, i mutamenti atmosferici e il riposo. Dolore all’anca sinistra. Soggetti freddolosi, tendenti all’obesità flaccida.
Radium bromatum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il bromuro di radio è uno dei medicinali omeopatici di prima scelta nel trattamento dell’artrosi cervicale e lombare. Caratteristico è l’aggravamento con il riposo e i primi movimenti e il miglioramento con il calore e il movimento continuo.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli 1-3 volte al dì. 11 sommaco velenoso è utilizzato frequentemente in omeopatia nel trattamento delle manifestazioni reumatiche con rigidità dolorosa, aggravate con l’umidità, della lombalgia dopo sforzo muscolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’artrosi può essere eausata da Vento freddo, deficit di Yang del Rene e da stasi del Qi di Xue
Essendo un processo irreversibile, lo scopo della terapia è rallentarne l’avanzamento fino a bloccarlo e curare localmente i processi infiammatori in modo da sedare il dolore che ne deriva.
Nel caso di Vento freddo punti importanti possono essere:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della li vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TIAN ZONG (principio celeste, localizzato al centro della fossa sottospinata) che dissolve il Vento-Umidità.
Se c’è deficit dello Yang del Rene si possono usare:
SHEN SHU;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre per la stasi si del Qi di Xue:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I ed il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio ed Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa.
Più punti locali a livello articolare sede del dolore e punti del Sistema
Auricolare di Fegato, Milza Reni e SHEN MEN.

– Fitoterapia cinese
Formula: DU HUOII SHENG WAN
Radix Angelicae Pubescentis………….10g
Ramuius Loranthi……………………15g
Radix Gentianae Macrophyllae…………10g
Radix Ledebouriellae………………..10g
Herba Asari…………………………3g
Radix Angelicae Sinensis…………….10g
Rizoma Ligustici Chuanxiong………….10g
Radix Rehmaniae…………………….12g
Radix Achyranthes Bidentatae…………10g
Cortex Eucomniae……………………10g
Sclerotium Porta……………………10g
Cortex Cinnamomi…………………….3g
Radix Ginseng……………………….5g
Radix Paeoniae Alba………………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliali Privilegiare un regime alimentare vegetariano “permissivo” basato su un adeguato
consumo (in grado di soddisfare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali) di cereali integrali, legumi, uova, pesce pescato in mare, latticini “magri”, soia e derivati, noci, mandorle,
nocciole e semi oleosi, frutta e verdura fresche biologiche. Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.
Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con aglio, porro, carciofo, cavolo, cetriolo, timo, ciliegia, fragola, limone, mela, pompelmo, ribes, uva, fichi secchi, yogurt naturale magro addizionato con probiotici, kefir e latte parzialmente scremato fermentato e addizionato con Lactobacillus acidophilus, melassa, cacao puro biologico, avena in fiocchi (a colazione) e in chicchi ( nelle minestre e nelle zuppe).
Aumentare l’apporto di sardine, acciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di vitamina D – 25 microgrammi per 100 grammi di parte edibile).
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio ( utilizzarla anche per cucinare).
Bioflavonoidi 30-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio): aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farina integrale macinata a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Calcio Adulti (30-60 anni): 800 mg al giorno. Anziani: 1000 mg al giorno. Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare il trattamento per almeno tre mesi – rallenta la degenerazione della cartilagine articolare);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germedigrano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.
Secondo gli esperti una dieta a elevato apporto di proteine animali e di acidi grassi saturi e povera di vegetali “protettivi”, come frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, può essere strettamente correlata con la cronicizzazione dei processi infiammatori e la conseguente aumentata rigidità delle articolazioni.

FITOTERAPIA
Il farmaco capostipite degli antidolorifici convenzionali è l’aspirina, da sempre rimedio d’elezione anche per il reumatologo o l’internista di fronte, ad esempio, un con una lombosciatalgia acuta o un’ attacco di emicrania, così come del resto qualunque dolore articolare acuto, fosse una artrosi del ginocchio piuttosto che di una spalla. Ebbene, è giusto che si sappia che proprio l’aspirina è un farmaco ottenuto per emisintesi farmaceutica a partire da una sostanza (acido salicilico) estratta inizialmente dalla Spirea Ulmaria e poi dal Salice (Salix alba) e da altre specie vegetali. Mentre le nostre nonne si preparavano pomate e unguenti con erbe antinfìammatorie (olio di alloro, tinture di zenzero ecc.), molti attuali gel antidolorifici contengono invece metil-salicilato, un’ altra sostanze presente come tale in natura, estratta generalmente dalla Gualtheria procumbens.

L’artrosi, a differenza dell’artrite, inizia generalmente con un danno a livello della cartilagine interna, che comincia ad erodersi, diventa più sottile e si infiamma. Questi processi iniziali possono essere fermati con l’impiego della diacereinay sostanza ottenuta a partire dagli antrachinoni
contenuti nelle radici del Rabarbaro (Rheum palmatum), mentre in presenza di dolori a livello articolare o periarticolare possono essere utilizzati, sempre per via orale, estratti fitoterapici di foglie di Ortica ( Urtica urens o U. dioica), estratto fluido, 20 gocce 3 volte al giorno, o di foglie di Ribes (Ribes Nigrum), per la presenza di polifenoli e triterpeni ad azione antinfiammatoria, gemmoderivato, 50 gocce al mattino a digiuno. Una seria terapia dell’artrosi ovviamente prevede di eliminare qualunque eventuale sovrappeso e mantenere l’agilità articolare mediante una costante attività fisica (nuoto, cure fisiche ecc.), misure che tuttavia necessitano spesso di un supporto farmacologico. In questi casi possono essere utilizzati con buoni risultati gli estratti di corteccia di Salice o gli estratti di Arpagofìto. Quest’ultima è una piccola pianta medicinale di origini africane, forse più nota con il nome di “artiglio del diavolo” Della pianta si usano le radici, presenti pure in Farmacopea. Inizialmente la pianta veniva utilizzata in forma di infuso, tuttavia troppo amaro e poco efficace, oggi invece sostituito da più adeguati estratti secchi, in caspule o compresse, depurati e concentrati in principi attivi. La durata del trattamento va in base alla necessità del singolo paziente.

Originally posted 2014-10-08 13:45:32.