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Gambe senza riposo sindrome delle 180x180 - Gambe senza riposo, sindrome delle

Gambe senza riposo, sindrome delle

La sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con uguale frequenza nei due sessi e ogni età ne è colpita, anche la prima infanzia (sebbene questa condizione si evidenzi maggiormente con l’aumentare dell’età). Tale disturbo è caratterizzato da alcuni sintomi distintivi: la persona avverte il bisogno impellente di muovere gli arti, nonché una serie di sgradevoli sensazioni alle estremità (che vengono descritte nei modi più disparati: formicolii, stiramenti, tensioni, strappi; punture, vibrazioni; solo nel 20% dei casi il disagio si presenta come un vero e proprio); inoltre è costretta a muoversi per alleviare queste fastidiose sensazioni; il malessere insorge e peggiora con il riposo, soprattutto di sera o durante la notte. Manifestazioni che molto frequentemente si associano a questa sindrome (in circa l’80% delle persone colpite) sono i movimenti periodici degli arti durante il sonno (PLMS: Periodic timb Movements in S/eep): sono atti involontari rapidi, scatti o sussulti ripetitivi che si presentano ogni 15-40 secondi. Coinvolgono prevalentemente gli arti inferiori, con l’estensione degli alluci e la flessione di caviglie, ginocchia e anche, e, se intensi, possono provocare il risveglio. Questi movimenti periodici degli arti possono essere presenti anche da svegli (e la loro presenza durante le ore del giorno rafforza la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo). Alla base di questo disagio esiste verosimilmente una disfunzione di certe strutture cerebrali che vedono coinvolte quel cruciale neurotrasmettitore chiamato dopamina. Ma c’è chi ipotizza l’esistenza di anomalie cellulari che interferiscono con il deposito e il trasporto del ferro nel cervello.

MEDICINA CONVENZIONALE
L’approccio terapeutico iniziale al paziente affetto da sindrome delle gambe senza riposo deve tenere conto della severità della malattia.


La terapia oggi si avvale, con ottimi risultati, di farmaci dopamino-agonisti, e/o, nei casi più complessi, di oppioidi. Il farmaco va assunto 1 o 2 ore prima del momento in cui solitamente compaiono i sintomi: il beneficio è immediato, ma nel caso in cui ciò non avvenga la dose di farmaco va adattata in modo crescente in base ai risultati terapeutici ottenuti. Nel caso in cui non si registri risposta terapeutica con il farmaco dopamino-agonista di primo impiego alla sua massima do-
se, è indispensabile variare la scelta farmacologica. 11 di pazienti complessi, particolarmente compromessi sotto il profilo psichico e/o psicologico, non può che essere affrontato di concerto con il medico specialista neurologo.


Il trattamento omeopatico della sindrome delle gambe senza riposo o restless legs> caratterizzata da tremori, spasmi muscolari e movimenti degli arti inferiori o formicolio delle gambe durante il sonno, è basato principalmente sull’uso dello zinco metallico.
Lachesis 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
Il medicinale omeopatico preparato dal veleno di questo serpente dell’America del Sud è indicato nel trattamento della sindrome delle gambe senza riposo con sintomi che peggiorano nella fase premestruale o in menopausa, mentre migliorano con il flusso mestruale. Lachesis è inoltre il rimedio di molti disturbi della menopausa (vampate, cefalea, emorroidi, ipertensione).
Zincutn metallicum 9 o 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il medicinale omeopatico ottenuto a partire dallo zinco metallico agisce soprattutto sul Sistema Nervoso. È stato scritto, infatti, che “Ciò che il ferro rappresenta per il sangue lo zinco lo rappresenta per i nervi” Zincum metallicum è un rimedio indicato, in particolare, nel soggetto affaticato, pallido, smunto, mentalmente e fisicamente rallentato. Talvolta i sintomi aggravano con l’assunzione di sostanze stimolanti e soprattutto con il vino, mentre migliorano temporaneamente durante il mestruo. Zincum metallicum è il medicinale omeopatico utilizzato anche nell’intolleranza al vino e agli alcolici, nella fatica intellettiva con difficoltà a comprendere e a memorizzare, soprattutto dopo studi prolungati e diffìcili, veglie prolungate, abuso sessuale o uso di psicofarmaci.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è legato a un deficit della fimzionalità epatica, infatti il Fegato è l’organo responsabile dei movimenti continui a carico degli arti.
Lo scopo della terapia è ripristinare la corretta funzionalità del Fegato e contemporaneamente rilassare agendo sui punti del Sistema nervoso.
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Un ciclo di 10 applicazioni è consigliabile, da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

consigliati II pasto serale dovrebbe essere composto da proteici (come carne bovina magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi, uova biologiche alla coque o cotte in camicia), perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, contribuisce a migliorare la qualità del sonno.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali e privi di lievito, noci e/o semi oleosa per facilitarne la digestione.
Privilegiare i passati, o le zuppe, ben cotti, a base di cereali (come orzo periato, riso Basmati, miglio, avena in fiocchi, amaranto, quinoa, farro verde) legumi e ortaggi, i centrifugati di verdura e/o frutta fresca, i frullati di frutta e latte fermentato, o kefir oppure yogurt naturale magro
arricchito con probiotici.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di banane, datteri essiccati, latte caldo parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, o di miele vergine integrale di lavanda, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati, del triptofano e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Evitare di consumare le verdure crude e la frutta al termine del pasto serale, perché rallentando la digestione e disturbando il riposo, facilitano l’insorgenza dei sintomi.
Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate e gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
È consigliabile eliminare carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi passati, cioccolato
fondente (con almeno l’80% di cacao), frutta secca, salsa e polpa di po-
modoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno;
Coenzima Q / 0 30 mg al giorno;
ìnositolo I g al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi della muscolatura degli arti inferiori, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Per la sua azione sedativa, nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psicofisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta associato ad angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, tachicardia da stress psichico, può essere utilizzata l’Arancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 ml di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione sedativa al fine di facilitare l’addormentamento, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, privilegiando la seconda parte del pomeriggio (tra le ore 17.00 e le 18.00: la prima dose), circa 30 minuti dopo il pasto serale (la seconda) e circa un’ora prima del riposo notturno (la terza).

Originally posted 2014-10-14 10:23:56.

Apnee Notturne 180x180 - Apnee Notturne

Apnee Notturne

Si tratta di un disturbo che emerge generalmente dopo anni di russamento abituale: il flusso dell’aria lungo le vie aeree superiori subisce un temporaneo arresto. Bisogna sapere che durante il sonno, la lingua perde parte del suo tono muscolare e tende a cadere lievemente all’indietro. Un fenomeno fisiologico, ma che può complicarsi qualora si verifichi un ulteriore restringimento della via respiratoria per la presenza di svariati intoppi: se il tragitto nasale è ostruito o ristretto per una deviazione del setto, l’esistenza di polipi, una congestione della mucosa; qualora tonsille e adenoidi siano ingrossate; per l’esuberanza di grasso che induce un aumento di spessore dei tessuti faringei e quindi una riduzione dell’ampiezza delle vie respiratorie. I muscoli respiratori intensificano allora gli sforzi per vincere l’ostruzione, e, risucchiando aria, provocano a loro volta una chiusura ancora più serrata. Succede così che l’ossigenazione del sangue comincia ad impoverirsi, il sonno si fa superficiale e viene frammentato da molteplici, bruschi e brevi risvegli. Il riposo notturno non è più ristoratore e durante il giorno si è tormentati da una costante sonnolenza. Lo scadimento della qualità del sonno può spingere l’individuo a ricorrere a un sonnifero, ma questo, accentuando la perdita del tono muscolare, finisce per esacerbare la caduta all’indietro della lingua e aggravare la situazione. L’ossigenazione cattiva del sangue alla lunga diventa una grave insidia per tutto l’apparato cardiovascolare. Cosi si innalza considerevolmente il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, che espone l’individuo a infarti del miocardio e ictus. Le statistiche riferiscono che circa il 50% degli adulti ultracinquantenni (soprattutto maschi) russa, e di costoro una buona parte va incontro a pericolosi episodi di prolungate notturne.

MEDICINA CONVENZIONALE
È importante ridurre il peso corporeo in caso di obesità o sovrappeso, ed evitare l’uso di sedativi. Il si basa su un dispositivo che mantiene una pressione positiva nelle vie aeree: si usa di notte, durante il sonno, per evitare l’ostruzione completa delle vie respiratorie. Se coesistono russamento e apnea notturna il dovrebbe essere immediato: l’apnea notturna è associata a problemi polmonari gravi, ipertensione arteriosa e deficit cognitivi.


Quando compaiono pauso respiratorie durame il sonno è consigliabile consultare un medico. Il trattamento omeopatico può essere utile soprattutto nelle persone sovrappeso con ipertrofia di tonsille e adenoidi o che russano.
Agraphis nutans 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. In omeopatia il giacinto selvatico della famiglia delle Liliacee, è indicato nel trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille con tendenza alle malattie da raffreddamento.
Baryta carbonica 9 CH 5 granuli, una volta al di. Il preparato ottenuto dal carbonato di bario è indicato quando le adenoidi sono ingrossate in un soggetto con tendenza generale all’ipertrofia delle tonsille e dei linfonodi.
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da lentezza generale, freddolosità marcata, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso e all’obesità. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofìa di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Opium 15 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il rimedio omeopatico preparato dal lattice gommoso essiccato delle capsule non ancora mature del papavero (Papaver somniferum) è adatto per il trattamento delle apnee notturne conseguenti a una alterata regolazione dei centri respiratori, scarsamente sensibili alle variazioni della concentrazione di anidride carbonica e ossigeno nel sangue.
Thuya 30 CH una monodose, una volta alla settimana. Thuya è il medicinale omeopatico ottenuto dalla tuia, albero della famiglia delle Conifere. Viene utilizzato essenzialmente nelle affezioni catarrali croniche respiratorie e urinarie, nelle manifestazioni conseguenti a vaccinazioni o uso prolungato di , in presenza di neoformazioni benigne e nell’ipertrofia linfatica e delle adenoidi, in particolare in soggetti tendenzialmente sovrappeso. Spesso viene associato a Calcarea carbonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da un incremento della componente
Yangeda un deficit della muscolatura respiratoria. L’azione terapeutica deve infatti andare a regolare i movimenti espiratori, gli scambi gassosi e rilassare la muscolatura respiratoria agendo sia sui muscoli striati che su quelli lisci a livello bronchiale e andare a riequilibrare l’organismo in modo da sciogliere la tensione che si crea.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN J1AO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
CH ZE ( palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del e della Milza, favorisce la discesa del Qi del , tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore. Mediamente intorno alla quinta-sesta terapia si può constatare un miglioramento della sintomatologia.

cinese
Formula: JING GUI JIA SU ZI JIANG QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24g
Rhizoam Dioscoreae………………..12g
Fructus Corni Offìcinalis………….12g
Rhizoma Alismatis…………………10g
Sclerotium Poria………………….10g
Cortex Montini Radicis…………….10g
Ramulus Cinnamomi………………….3g
Radix aconiti Preparatae……………3g
Fructus Perillae…………………..9g
Rizoma Pinelliae…………………..9g
Radix Angeicae Sinensis…………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………..6g
Radix Peucedani……………………6g
Cortex Magnoliae…………………..6g
Cortex Cinnamomi…………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis……….6g
Fructus Ziziphi Jujubae…………….3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di 20 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di sovrappeso o di obesità è necessario ridurre l’apporto quotidiano di calorie privilegiando ricchi di fibre e a basso indice glicemico (cereali integrali in chicchi e in fiocchi, pane integrale a lievitazione naturale, legumi, ortaggi e frutta biologica – da consumare preferibilmente con la buccia), integrando con pesce a basso contenuto di lipidi (branzino, orata, dentice, merluzzo, nasello, halibut, pesce persico, pesce spada, palombo, sogliola, filetti di platessa), pollame, latte parzialmente scremato, yogurt naturale magro arricchito con probiotici, ricotta e olio di noci, oppure extravergine d’oliva (non più di 2 cucchiaini al giorno per condire e per cucinare),
È necessario consumare abitualmente la prima colazione con cereali integrali in fiocchi (muesli), o con prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra, frutta fresca e latte parzialmente scremato, oppure yogurt naturale magro, per facilitare il calo ponderale, bilanciare correttamente i nutrimenti e limitare l’apporto del cibo durante la giornata. Il pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici, perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, favorisce il sonno; evitare le verdure crude e la frutta che rallentando la digestione
e disturbando il riposo predispongono alle apnee notturne e privilegiare zuppe e minestre ben cotte.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di frutta fresca (non acida) e di latte parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bevande alcoliche e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati.
Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca (sono ammesse 3 noci al giorno in sostituzione di un cucchiaino d’olio) delle carni bovine e delle uova (non più di 2 alla settimana).

– Integrazione alimentare
B6 ( necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 1,5-2 mg dopo lo spuntino serale;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 200 mg dopo lo spuntino serale;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg dopo lo spuntino serale;
Magnesio 350 mg al giorno;
Inositolo 1 g dopo Io spuntino serale.

FITOTERAPIA
La sindrome delle apnee notturne può trovare giovamento nella fitoterapia, in quanto nella maggior parte dei pazienti può essere utile integrare, a un regime dietetico ipocalorico, alcune piante medicinali che consentano un buon riempimento gastrico.
Questo effetto si ottiene con le fibre dietetiche, in particolare con:
Psillio (Piantalo ovata), ricco di mucillagini (30%), aiuta a tenere sotto controllo l’aumento del peso (utile nei casi in cui il disturbo è associato a obesità, diabete latente e/o ipercolesterolemia). Può essere utilizzato sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e l.i sera, circa un’ora prima del riposo notturno. È controindicato nei pazienti affetti da colon irritabile. In alternativa possono essere assunti i semi di Psillio, nella dose di 2-3 cucchiaini, 2-3 volte al giorno, con abbondante acqua minerale naturale (circa 200 mi), 20-30 minuti prima dei pasti principali. È consigliabile la prescrizione da parte del medico curante nei pazienti che seguono una terapia medica a lungo termine, perché i semi di Psillio possono ostacolare l’assorbimento dei farmaci.
Glucomannano, un polisaccaride ottenuto dalla radice dell’Amorphophallus konjac, pianta appartenente alla famiglia delle Araceae, che ha la capacità di assorbire acqua fino a 200 volte il proprio peso, rigonfiandosi e formando una massa gelatinosa. Può essere utilizzato per aumentare il senso di sazietà (riempimento gastrico a scopo dimagrante), per ridurre l’assorbimento di lipidi e glucidi da parte della mucosa intestinale ( nei pazienti in soprappeso con elevati livelli ematici di gluco-
sio, colesterolo e/o trigliceridi ) e per facilitare il transito delle feci ( indicato nei casi in cui il paziente presenta stipsi cronica, associata a ritenzione idrica). Può essere somministrato anche ai pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica o ernia iatale. La posologia consigliata è di 2 g, due volte al giorno da assumere con abbondante acqua circa 40 minuti prima dei pasti principali. 1 a durala del trattamento deve essere stabilita con il medico curante o lo specialista.
Nei casi in cui le apnee notturne sono causate da malformazioni a livello delle cavità nasali, della faringe o delle vie aeree superiori, per alleviare l’edema infiammatorio, spesso associato, può essere utile somministrare V Echinacea {Fxhinacea angustifolia), sotto forma di estratto secco nella dose di 200 mg, tre volte al giorno, dopo i pasti, per almeno 5 giorni.

Originally posted 2014-10-08 13:17:32.

Fuoco di SantAntonio 180x180 - Fuoco di Sant'Antonio

Fuoco di Sant’Antonio

È una dermatosi virale scatenata da un herpes virus, l’agente virale HVZ (varicella-zoster), responsabile della varicella, in pratica chi contrae l’infezione per la prima volta si ammala di varicella; l’apparato immunitario debella la malattia impedendo che si ripeta ma non riesce a eradicare completamente il virus, che cosi si localizza nei gangli nervosi del midollo spinale dove resta quiescente. In seguito a una diminuzione della sorveglianza immunitaria può allora riattivarsi, migrando lungo le vie nervose e producendo nell’area di pelle corrispondente la tipica eruzione dell’herpes zoster. Si tratta, dunque, di una ganglionevrite acuta, che può colpire diversi territori cutanei. Nel 50% dei casi la localizzazione è intercostale: compare un toracico a un solo lato del corpo, bruciante, accompagnato da un risentimento dei linfonodi ascellari e seguito, dopo 3-4 giorni dalla comparsa, di svariate chiazze rosse, ricoperte da grappoli di vescicole (che abbracciano solo la meta del torace e non oltrepassano la linea mediana). Il contenuto liquido di questi sacchetti si intorbida, le vescicole si rompono, e si afflosciano e producono alle fine delle crosticine che cadono in una decina di giorni. Questa affezione (che tocca il 20% della popolazione nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni) più di rado può interessare anche l’area del cranio, nella fattispecie il nervo oftalmico o le sue diramazioni, con lesioni che finiscono per coinvolgere la fronte, le palpebre, l’ala del naso e la congiuntiva. L’eruzione può anche colpire il condotto uditivo esterno. La nevralgia post erpetico è la complicanza più frequente: è caratterizzata da un che persiste anche per molto tempo dopo la guarigione delle lesioni cutanee.

MEDICINA CONVENZIONALE
Antivirali

Il primario è basato sui antivirali orali più utili contro l’Herpes: sono l’aciclovir, il valacyclovir e il famicyclovir. Se sono assunti entro le 72 ore dall’inizio della manifestaizone cutanea possono ridurre la durata della malattia e i sintomi di dolore e gonfiore. Un agente antivirale topico noto come vidarabina viene prescritto se l’infezione colpisce gli occhi.

Applicazioni fredde
Applicare compresse fredde o pezze imbevute di acqua fredda 20 minuti alla volta per circa otto volte al giorno.

Contro il dolore
Gli antidolorifici più comuni possono essere usati se il dolore è intenso.
Talvolta esiste beneficio con l’applicazione di cerotti medicati con lidocaina.

Prevenzione
Se si è infetti è bene evitare il contatto con bambini, donne in gravidanza e tutti coloro che possano avere il Sistema Immunitario debole oppure compromesso. È importante ridurre lo stress e riposare un po’.

Nevralgìa posterpetica
Se il dolore e i sintomi nevritici rimangono dopo le manifestazioni cutanee è opportuno trattare con lidocaina oppure gabapentina. Preparazioni locali contenenti capsaicina, un derivato del peperoncino, alleviano il prurito. È importante mantenere pulite le zone affette.


L’approccio omeopatico al fuoco di Sant’Antonio o Herpes zoster si adatta alle varie fasi del processo infettivo virale conseguente alla riattivazione del virus varicella-herpes. Solitamente il dolore precede di qualche giorno la comparsa dell’eruzione, caratterizzata da arrossamento cutaneo, presto seguito da vescicole, distribuite lungo il decorso di uno o più nervi intercostali o cranici. Il processo evolve in 15-30 giorni con desquamazione e chiazze discromichc. In alcuni casi si hanno complicanze: infezione batterica, nevralgia post-herpetica, paralisi. Particolare efficacia ha dimostrato la somministrazione del preparato omeopatico ottenuto dal veleno d’ape (Apium virus) nel trattamento del dolore erpetico, sia nella fase acuta che nella nevralgia post-erpetica.
Esordio e fase erìtematosa
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni ora. Edema rosato con dolori trafittivi, migliorati dalle applicazioni fredde.
Eruzione (vescicole)
Arsenicum album 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Eritema e vescicole brucianti, migliorati dalle applicazioni calde, con dolore aggravato di notte, ansia e agitazione.
Ranunculus bulbosus 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole bluastre e nevralgie intercostali parossistiche, a colpo di pugnale. Sensibilità dolorosa alla pressione di tutti i muscoli del torace.
Rlius toxicodendron 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole piccole a contenuto chiaro migliorato con il continuo cambiamento di posizione.

Complicanza infettiva
Hepar sulfur 30 CH 5 granuli, 4 volte al dì, per frenare la tendenza all’infezione batterica.
Mezereum 15 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Vescicole a contenuto opalescente, bianco o giallastro con croste biancastre o brunastre.
Pyrogenium 7CH 5 granuli, 4 volte al dì.
Nevralgia post-herpetica
Apium virus 15 CH II veleno d’ape {Apium virus) viene utilizzato con successo nel trattamento del dolore erpetico e nelle nevralgie post-erpetiche dello zoster. 5 granuli al dì e secondo necessità. Ridurre la posologia in base al ridursi della sintomatologia dolorosa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo do> uto a un’infezione virale acuta è dovuto secondo la Medicina tradizionale cinese a un’invasione dei meridiani del Fegato da parte di agenti patogeni Vento e Fuoco e da un accumulo di umidità a carico dello Stomaco e della Milza.
I punti utilizzabili sono:
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza Muscoli, Tendini e Ossa;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Più punti locali intorno alle lesioni provocate dal virus.

cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6g
Rhizoma Alismatis……………………12g
Radix Gentianae………………………6g
Setnen Plantaginis……………………9g
Caulis Akebiae……………………….9g
Radix Scutellariae……………………9g
Fructus Gardeniae…………………….9g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Rehmaniae………………………9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, Folio extravergine d’oliva, la frutta fresca biologica, il miele vergine integrale, gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, germe di grano, cacao, miele, funghi, pasta integrale, ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo. Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di cobalto, come bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.
Alimenti da evitare Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe digrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata (generalmente
estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce al giono, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione.
Per alleviare il dolore può essere utilizzato YArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine.
Per alleviare il dolore applicare, nella zona interessata (evitare la fase in cui sono presenti le vescicole) un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmarle. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.

Originally posted 2014-10-14 09:48:35.

Contusioni 180x180 - Contusioni

Contusioni

Le rappresentano l’effetto di un evento traumatico, che non causa una lacerazione diretta dei tessuti cutanei, ma comprime e schiaceia quelli muscolari sottostanti. Fondamentalmente si riconoscono tre gradi in un trauma contusivo: quello lieve comporta una leggera limitazione nei
movimenti, accompagnato da un che si accentua con la pressione sulla parte traumatizzata; dai piccoli vasi sanguigni lesi il sangue si diffonde infiltrando i tessuti circostanti (ecchimosi). Le contusioni di secondo grado portano alla formazione dell’ematoma, raccolta sanguigna di una certa en-
tità, con dolore moderato; infine, nelle contusioni muscolari di terzo grado la sintomatologia dolorosa è intensa e la limitazione funzionale elevata: in questo caso il trauma induce una necrosi dei tessuti, la zona interessata diventa nerastra e le aree necrotiche verranno progressivamente sostituite da
un tessuto cicatriziale. Quindi, a seconda delle conseguenze che il trauma contusivo comporta, la guarigione avviene in genere in un tempo variabile dai 2 ai 20 giorni.

MEDICINA CONVENZIONALE
Le contusioni possono interessare qualsiasi distretto corporeo: gravità e dipendono dal tipo di trauma e dagli organi interessati.
Contusioni muscolari o muscolose heletriche
Le contusioni che seguono traumi muscolari oppure muscoloscheletrici richiedono l’immediata valutazione di eventuali fratture e, se non vi sono fratture, l’applicazione di ghiaccio e il riposo assoluto.
Contusioni cerebrali e/o di organi
La contusione cerebrale richiede l’intervento ospedaliero del medico, e un’osservazione successiva per l’eventuale insorgenza di complicanze.
Le contusioni di organi possono conseguire a incidenti stradali o a cadute (per esempio la contusione renale), e non sempre si manifestano subito con sintomi e segni: in caso di incidente senza apparenti conseguenze è sempre utile consultare un medico.


In omeopatia ogni trauma richiede la somministrazione di Arnica per via generale e locale, in associazione ad altri in relazione alla sede della contusione.

Trattamento generale
Arnica 7 CH 5 granuli ogni 2 ore per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. Arnica montana è il medicinale omeopatico di ogni trauma fisico: caduta, contusione, distorsione, ferita, frattura, intervento chirurgico, parto, sforzo muscolare abnorme. Caratteristica è la sensazione di contusione e di indolenzimento locale e diffuso con l’impressione di ‘letto troppo duro’. La sintomatologia dolorosa peggiora con il movimento e il contatto della regione interessata dal trauma.
Bellis perennis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello del seno, del bacino o del coccige.
China 5 CH 5 granuli ogni 2 ore, in alternanza con Arnica montana, per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il assorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento.
Hatnamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello di vasi venosi con ecchimosi e stravaso emorragico.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Il trauma contusivo riguarda regioni particolarmente ricche di terminazioni nervose, come lo schiacciamento del polpastrello delle dita. Il dolore si irradia lungo il decorso del nervo.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello oculare con stravaso emorragico (‘occhio nero’).
Symphytum officinale 5 CH 5 granuli ogni 6 ore. Trauma contusivo a livello osseo e di periostio.

Trattamento locale
Arnica montana Si consiglia di utilizzare preparati topici, sotto forma di gel o pomate, a base di arnica, da applicare ripetutamente nel corso della giornata, per calmare il dolore, ridurre l’edema, controllare lo stravaso di sangue e accelerare il processo riparativo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo del trattamento terapeutico è limitato a un’azione locale, con sedazione del dolore e secondo la medicina tradizionale cinese questo avviene tramite la dipersione del Calore.

Agopuntura
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega
traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;

YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella deressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi» purifica il Calore ed espelle il Vento;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto.
Si aggiungono punti A SHI, cioè nella sede contusiva e inoltre sono un ottimo coadiuvante spray a base di erbe cinesi che hanno due tipi di azione: la prima mirata a disinfiammare da utilizzare nell’immediato, la seconda a “fissare” la guarigione.
Sono sufficienti 1 o 2 sedute per eliminare la sintomatologia dolorosa.


Consigli dietetici

consigliati Aumentare il consumo di a elevato apporto di K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, formaggi, tè verde, legumi, soia e derivati.
Privilegiare i cibi ricchi di magnesio, potassio e calcio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, tofu, cacao, legumi secchi, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica, latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), verdure fresche e di stagione. Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Consumare alimenti a elevato apporto di ferro, quali ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno.


La contusione è la diretta conseguenza di un trauma a carico dei tessuti molli (sottocutaneo, muscolare), che non causa lesioni cutanee e si manifesta con gonfiore e dolore nella zona colpita.
Nella fase acuta, dopo aver applicato un impacco con il ghiaccio, può essere utile un delicato massaggio con 50 gocce di Arnica
TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno.
Per alleviare il dolore e ridurre il gonfiore applicare un cataplasma con
Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana.
Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Per facilitare il processo di guarigione può essere utile consumare un infuso di petali di Rosa canina ( 10 g in 500 mi di acqua bollente. Lasciare in infusione, a recipiente coperto, per 10-15 minuti. Filtrare e assumere nel corso della giornata) a elevato contenuto di vitamina C.
Per combattere l’infiammazione può essere usato il Ribes Nigrum, ricco antocianosidi e flavonoidi. Questi ultimi contribuiscono a inibire la roduzione di prostaglandine, particolari sostanze che hanno un ruolo “chiave” nel processo infiammatorio.
Nei casi in cui tessuto muscolare sia particolarmente interessato possono essere utilizzati preparati fitoterapia miorilassanti (sotto forma di
Tintura Madre o di compresse standardizzate) a base di Papaver Rhoeas, oppure di Passiflora.

Originally posted 2014-10-10 13:21:30.

Crampi muscolari 180x180 - Crampi muscolari

Crampi muscolari

Il crampo è una contrazione muscolare involontaria, violenta, improvvisa e dolorosa. Sono ben noti i crampi cosiddetti da sforzo, condizione che si verifica quando le richieste metaboliche da parte del tessuto muscolare superano le capacità di soddisfarle da parte del Sistema Circolatorio. Tali contratture vengono favorite dalla perdita di liquidi e sali minerali, che si verifica con la sudorazione durante l’attività fisica. Se l’allenamento o la competizione portano a sudare abbondantemente, nel nostro corpo si verifica uno equilibrio a carico di alcuni elettroliti, in particolare una carenza di sodio, oppure una riduzione del rapporto fra sodio e potassio che si fa sentire anche nelle fibre muscolari. I muscoli più frequentemente coinvolti da queste contratture dolorose sono: il polpaccio, il muscolo quadricipite femorale (nella parte anteriore della coscia) e il bicipite femorale (posteriormente nella coscia). L’intensità del crampo può variare da un lieve tic a una situazione dolorosa assai intensa. Nella stragrande maggioranza dei casi queste contrazioni sono idiopatiche, cioè non riconoscono una causa precisa; ma possono anche emergere per problemi di altra natura (per esempio nella cloudicotio intermittents), quando cioè esiste un’occlusione dei vasi arteriosi da parte delle placche aterosclerotiche, o in seguito all’assunzione di alcuni ,
come diuretici e alcuni psicofarmaci quali la clorpromazina e l’aloperidolo).

MEDICINA CONVENZIONALE
I non sono una malattia, ma piuttosto, un sintomo di alcune situazioni di squilibrio nel corpo: la base per un efficace è la diagnosi del problema sottostante.

e supplementi
La carenza di magnesio, calcio e potassio può provocare crampi: di conseguenza l’alimentazione dovrebbe contenere una quantità adeguata di questi sali minerali, ma il magnesio dovrebbe essere dato con supplementi. Bere molta acqua aiuta a ridurre il rischio di crampi.

Olio di ricino
Applicare impacchi di olio di ricino caldo per 15 minuti riduce i dolori e può interrompere i crampi.

Miorilassanti
Possono essere usati se i crampi sono dovuti a lesioni o fratture o patologie neuromuscolari. La valeriana può indurre un certo rilassamento.

OMEOPATIA
I omeopatici sono particolarmente efficaci nel trattamento dei crampi muscolari, sia che essi derivino dalla pratica di una attività motoria o sportiva eccessiva oppure da uno stile di vita sedentario. Nelle forme di crampi recidivanti o persistenti è comunque consigliabile un’attenta valutazione clinica e strumentale.
Arnica montana 7 CH 5 granuli. Prima di uno sforzo muscolare, per prevenire i crampi muscolari, come viaggio, camminata, corsa, escursione, gara sportiva, lavoro fisico intenso, affaticamento importante.
China 7CHS granuli al bisogno. Rimedio omeopatico adatto per il trattamento dei crampi muscolari che insorgono dopo una prestazione motoria o sportiva intensa, a causa della perdita abbondante di liquidi per sudorazione.
Cuprum metallicum 7 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Da assumere sistematicamente. Il medicinale omeopatico preparato dal rame metallico è indicato per il trattamento dei crampi violenti al polpaccio e ai piedi, caratterizzati da inizio e termine bruschi.
Magnesiaphosphorica 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Crampi e spasmi, migliorati con il calore e la pressione forte sulla regione interessata dal crampo doloroso. Il fosfato di magnesio è indicato nella forma nota come “crampo dello scrivano”. Attualmente risulta particolarmente adatto nelle tendiniti del polso e delle mani dovute ad uso eccessivo nell’invio di messaggi con il cellulare.
Sarcolacticum acidum 9 CH 5 granuli, anche ogni ora. Crampi muscolari dopo un affaticamento muscolare particolarmente intenso, come a seguito di allenamento energico o gara sportiva. In questo caso i
crampi sono la conseguenza dell’accumulo di acido lattico a livello muscolare.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Crampi al polpaccio e alla pianta dei piedi. Sensazione di bruciore ai piedi con bisogno di trovare una superficie fresca. Il preparato ottenuto dai fiori di zolfo è adatto per soggetti che tendono alle alterazioni generali del metabolismo (iperuricemia, diabete, colesterolo elevato).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Il trattamento eli questo disturbo secondo la Medicina tradizionale cinese deve agire contro la contrazione, per ripristinare la circolazione, e per disintossicare l’organismo, mobilizzando lo stato di stasi del Qi del Fegato e tonificando il deficit del Qi di Milza e Rene.

Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di

L2 ) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YlN IIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza, Rene e
SHENMEN.
Si effettua un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana, sospendibile al momento del termine della sintomatologia dolorosa.


Consigli dietetici
consigliai l’Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di calcio (quando i crampi sono provocati da una sua carenza), come latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, legumi e verdure fresche e di stagione.
Se i crampi sono provocati da un deficit di vitamine Bl e B5, biotina e magnesio, aumentare il consumo di fegato di manzo, germe di grano, lievito di birra, maiale, grano in chicchi, farina di segale, salmone, semi di girasole, soia essiccata (sotto forma di bistecche, spezzatino e granulo), aragosta, carne, gorgonzola, lenticchie, piselli, noci, uova, carne di vitello, maiale, agnello, pollo, pesce, banane, ortaggi a foglia verde, areali integrali, mandorle, nocciole e cacao.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno e D 10 mcg al giorno (per crampi provocati da una carenza di calcio);
Vitamina E 10 mg al giorno e Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti (in caso di crampi notturni);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Fosforo 800-1200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


I crampi muscolari sono caratterizzati da un’improvvisa contrazione muscolare, che suscita un’intensa sensazione di . Solitamente si manifestano in più riprese, sono comuni nel corso del ciclo mestruale e/o durante l’esercizio fisico. Nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente e raramente rappresentano il sintomo di deficit nutrizionali, come per esempio una carenza di magnesio. In questo caso, può essere utile assumere, circa un’ora prima del riposo notturno, un preparato a base di latte di mandorle (50 mi), latte d’avena (25 mi), olio essenziale di lavanda (5 gocce), olio di noci di prima spremitura a freddo (10 ml) e olio essenziale d’arancio (3 gocce).
Nei casi in cui prevale una componente ansiosa, o la causa scatenante è rappresentata da uno stress psico/fisico particolarmente intenso e prolungato, possono essere somministrati: Passiflora (TM, 10-15 gocce due/tre volte al giorno), Valeriana (TM, 15-20 gocce due volte al giorno),
Melissa (TM, 15 gocce due volte al giorno) e Melliloto (TM, 10-15 gocce due volte al giorno).

Se i crampi rappresentano un sintomo della disidratazione (per esempio, estate a causa di un’eccessiva sudorazione), può essere utile sorseggiare nel corso della giornata un infuso preparato con Ortica (2 cucchiaini), getulla (3 cucchiaini), Rosmarino ( 1 cucchiaino), Rosa canina (3 cucchiaini) e Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens, 1 cucchiaino). Miscelare le erbe, versarvi 1000 mi di acqua bollente, coprire, lasciare riposare per circa 15 minuti, filtrare, dolcificare con una piccola quantità di miele vergine integrale di castagno, oppure di fiori d’arancio; versare in una bottiglia di vetro e consumare il primo bicchiere al mattino a digiuno e l’ultimo circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, , carotenoidi, acidi
grassi essenziali.

Originally posted 2014-10-10 13:39:31.

Crescita dolore di 180x180 - Crescita, dolore di

Crescita, dolore di

Si chiamano cosi quegli episodi dolorosi agli arti che interessano circa un bambino su 25. Intermittenti, di breve durata (da pochi minuti a un massimo di 72 ore), il più delle volte sono localizzati profondamente e possono essere d’intensità tale da svegliare il bimbo nel cuore della notte. La cute non è arrossata, non vi è gonfiore né limitazione dei movimenti. Il non interessa le articolazioni, non ostacola le normali attività, non s’intensifica alla palpazione e col cammino, e nemmeno vi è la tendenza a zoppicare. Si tratta fondamentalmente di una condizione benigna, capace di risolversi spontaneamente in breve tempo e non riconosce alcuna causa organica. Colpisce entrambi i sessi, con una lieve predilezione per quello femminile, e mostra un picco di incidenza nella fascia d’età tra gli 8 e i 12 anni.
In realtà, oggi gli specialisti affermano che la crescita ha poco a che fare con il dolore agli arti inferiori. Sarà pertanto compito dello specialista scartare qualsiasi patologia organica dietro questo disagio e intravedere se tale disturbo altro non sia che l’espressione di un conflitto psichico. Infatti i pediatri tendono a riscontrare con una discreta frequenza, nei piccoli pazienti che
lamentano dolori agli arti inferiori, altri disturbi in cui è forte la componente psicoaffettiva (dolori addominali ricorrenti, mal di testa, vomito, turbe del sonno, enuresi). Talora, nel periodo precedente l’inizio dei dolori, è possibile rilevare qualche evento traumatizzante a scuola, in famiglia o nei rapporti con i coetanei.

MEDICINA CONVENZIONALE
Nei dolori di crescita tutti gli esami sono normali: è utile consultare un medico, senza eseguire esami del sangue e neppure radiografie.

Terapia
Il dolore si risolve spontaneamente. Possono aiutare i massaggi e, talvolta, gli antidolorifici o gli antinfiammatori. È molto importante che i genitori mantengano la calma senza comunicare ansia al bam-
bino, ma anzi lo rassicurino sulla benignità dei dolori. Si tratta di dolori che si risolvono spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza.


La diagnosi di dolori di crescita viene formulata per esclusione dopo aver considerato tutte le possibili cause di dolore dell’apparato locomotore. Il omeopatico andrà iniziato solo dopo una valutazione medica specialistica. La necessità delle visita medica si impone nel dolore osteoarticolare con impotenza funzionale o tumefazione articolare, quando il dolore è associato a febbre e quando sono presenti alterazioni scheletriche evidenti (piede piatto, ginocchio val-
go, cifosi dorsale, scoliosi).
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. È il preparato omeopatico specifico dei dolori della crescita e delle alterazioni scheletriche della crescita che si accompagnano a Iassità dei legamenti, come scoliosi, cifosi, piedi piatti, ginocchia valghe. Le alterazioni scheletriche della crescita richiedono un trattamento prolungato anche per anni, iniziando nella fase di allungamento corporeo, fino alla maturazione scheletrica.
Calcarea phosphorìca 9 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il fosfato neutro di calcio è il medicinale omeopatico specifico per i dolori e le alterazioni della crescita in soggetti longilinei che si stancano con facilità. Caratteristica è la tendenza ai dolori ossei e alla cefalea. Aggravamento con il freddo umido e con lo sforzo intellettivo. È indicato inoltre nella crescita rapida dell’adolescenza.
Hekla lava 15 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato otteluto a partire dalla lava del monte Hekla in Islanda, per i dolori conseguenti a osteocondrosi, alterazioni degenerativo-necrotiche che interessano i nuclei epifisari, nel corso della crescita scheletrica. Il preparato è adatto soprattutto all’osteocondrosi tibiale anteriore o morbo di Osgood-Schlatter che si manifesta con tumefazione dolorosa a livello delle ginocchia, accentuata da carico e mobilizzazione, che si risolve
spontaneamente in 2-3 mesi. In presenza di dolore articolare e di alterazioni scheletriche è necessaria una valutazione medica specialistica ortopedica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La terapia in base alla Medicina tradizionale cinese prevede un’azione sintomatica, volta ad alleviare o controllare le sensazioni dolorose a carico di muscoli, articolazioni e ossa.


Consigli dietetici

consigliati Integrare la dieta abituale con ricchi di calcio, come latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, legumi e verdure fresche e di stagione.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di fosforo come germe di grano, latticini, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure.
Privilegiare buone fonti di bioflavonoidi, quali i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo;
Iodio (aiuta la deposizione del calcio nella matrice ossea): aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei, carne magra, frutta, cereali, verdura, pane a lievitazione naturale; evitare di associare cavoli, rape, cipolle, noci, farina di manioca (perché ne ostacolano l’assorbimento);
potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica; Calcio Bambini da 1 a 6 anni: 800 mg al giorno. Bambini da 7 a 10 anni: 1 gal giorno;
D 10 mcg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio): aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinata a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Inositolo 0,5 g al giorno;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3 :200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


Per alleviare il dolore articolare possono essere somministrati preparati ayurvedici, per uso topico o per via orale, a base di Ginseng indiano (Whitania sonnifera),
Boswellia (Boswellia serrata), Curcuma (Curcuma longa) e Zenzero (Zingiberis officinale).
Prima del riposo notturno, nei bambini al di sopra dei 12 anni d età, può essere somministrato il Ribes Nigrum (in soluzione non alcolica, 6 gocce) per alleviare l’infiammazione e il dolore a livello muscolare, dei legamenti e delle cartilagini.
Come rimineralizzante può essere utilizzato un composto a base di latte d’avena (100 mi), olio di mandorle dolci a uso alimentare ( 1 cucchiaio), olio di germe di grano (2 cucchiaini), olio di semi di lino ( 1 cucchiaino), lievito di birra in polvere ( 1 cucchiaino), olio essenziale d’arancio (5 gocce) ed Equiseto (in polvere, 1/2 cucchiaino). Mescolare accuratamente, dolcificare con miele vergine integrale d’acacia, oppure di lavanda, e assumere due volte al giorno, al mattino prima di colazione e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Molto utili possono essere i massaggi a base di unguento all’Arnica (30 g), miscelato con Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens, TM, 20 gocce) da effettuare nelle zone particolarmente dolenti ed edematose, due/tre volte al giorno, per circa 20 minuti. Dopo il massaggio coprire con un panno di lana caldo, oppure un “cuscinetto” di cotone, contenente all’interno noccioli di ciliegia, precedentemente riscaldato nel forno elettrico o nel microonde. Rimuovere dopo circa un’ora.

Originally posted 2014-10-10 13:53:58.

Afta 180x180 - Afta

Afta

È un’ulcerazione superficiale, un’erosione assai dolorosa, spesso multipla, che si localiza sulla mucosa interna delle guance e della labbra (ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato). Dapprima emerge una piccola vescicola, che nel giro di 24-48 ore, diventa una lesione rotondeggiante erosiva, dal colorito biancastro, circondata da un alone rosso intenso. Il fastidio dominante è il bruciore doloroso, che a volte può persino rendere difficoltosi l’ e il semplice parlare. La lesione può essere accompagnata qualche volta da un’adenopatia (l’ingrossamento e il ai linfonodi vicini per la reazione infiammatoria). L’ singola generalmente guarisce spontaneamente in 5-10 giorni, ma può ripresentarsi, anche di frequente. Una causa precisa non è stata ancora accertata. Vengono chiamati in causa svariati fattori: dai disordini dell’immunità alle infezioni virali, dai piccoli traumi locali alle microcarenze di qualche nutriente (come il ferro o l’acido folico). In gioco ci sono anche i periodi di forte stress psicofisico. Di certo, la cattiva igiene orale contribuisce a influenzare l’emersione di questi fastidiosi “crateri”, proprio perchè favorisce la formazione della famigerata placca, costituendo un florido deposito di batteri. Purtroppo, non essendo note le reali cause del fenomeno, non esistono preventivi: adeguata igiene orale e alimentazione il più possibile variata (che comprenda tutti i gruppi di ) restano principi sicuramente validi.

MEDICINA CONVENZIONALE
La presenza di afte è molto rilevante: può variare dal 20% al 65%. La causa è sconosciuta, anche se sono noti i fattori predisponenti: stress, agranulocitosi, neutropenia, enteropatia da glutine, colite ulcerosa, insuffi- cienza renale, deficit vitaminico del gruppo B. Lesioni simili alle afte possono essere provocate da malattie come l’eritema multiforme, il lichen planus, il pemfigoide della mucosa orale e il pemfigo volgare: una corretta anamnesi, un’attenta osservazione ed eventual-
mente anche l’esame istopatologico e l’immunofluorescenza sono molto importanti. Agenti chiamati in causa come responsabili sono il virus herpes simplex, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus, ma il loro ruolo è incerto. Molto frequentemente si ha una correlazione con i fenomeni di immuno-soppressione causati dall’infezione dell’HIV. Una distinzione delle afte può essere effettuata in base alla dimensione e diffusione.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte maggiori con decorso clinico più lungo, localizzate preferibilmente alla mucosa labiale, nel palato molle.
Afte erpetiformi sono gruppi numerosi di ulcerazioni puntiformi e prediligono il sesso femminile in età adulta. Le afte minori non necessitano di : guariscono spontaneamente in circa 8 giorni. Le afte maggiori o multiple possono trovare beneficio con sciacqui con clorexidina e con l’applicazione locale di cortisoni topici in forma liquida o viscosa. Possono essere utili l’applicazione topica di pomata di lidocaina, l’integrazione vitaminica del gruppo B e l’assunzione di ansiolitici. È chiaro che, in caso di ulcere aftose che costituiscano l’espressione di una malattia sistemica, il trattamento deve essere orientato alla malattia di base. Deve essere comun-
que valutata una carenza di B12, di folati o ferro. Altri farmaci utili sono il prednisone, la colchicina, il dapsone e il talidomide. Più recentemente sono stati studiati l’azatioprina, le gammaglobuline, l’isoprinosina, l’interferone, l’etretinato, gli inibitori delle monoamino-ossidasi e la pentossifillina.


Numerosi sono i medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’afta. Di essi vengono ricordati i principali con le relative indicazioni specifiche. Borax5 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il borato di sodio è una polvere utilizzata in omeopatia per il trattamento delle ulcerazioni circoscritte della mucosa del cavo orale. L’afta presenta margini piani e arrossati con una superficie grigiastra o giallastra. La lesione è intensamente dolorosa, in particolare nella fase iniziale, quan-
do provoca difficoltà nell’assumere cibo. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua tiepida bollita. Abitualmente si consiglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo. Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione.

Mercurius solubilis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il mercurio solubile omeopatico è il medicinale specifico per il trattamento delle stomatiti e delle forme di afta caratterizzate da erosioni superficiali con tendenza ad evoluzione lenta. Spesso si associa scialorrea, alitosi fetida e ingros-
samento dei linfonodi regionali. Secale cornutum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La segala cornuta è un fungo parassita dei fiori di segale che viene utilizzato omeopaticamente per le forme di afta ribelle, in quanto agisce a livello delle arteriole facilitando il processo riparativo a livello della mucosa.
Sulfuricum acidum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’acido solforico viene utilizzato in omeopatia per la tendenza alle afte a livello del cavo orale e per i rigurgiti gastroesofagei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il Fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza, che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene. La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi; JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola) che espelle il vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano; NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yane e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre nel caso di un’afta da deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang.
Possono inoltre essere utilizzati punti del Sistema Auricolare quali Bocca, Cuore, Milza, Reni e Surreni.
La terapia va eseguita seguendo un ciclo di 10 applicazioni durante le quali si possono osservare miglioramenti fino alla guarigione arrivati alla quale ci si può fermare.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di stress e di attività fisica intensa e prolungata con conseguente abbassamento delle difese immunitarie è necessario aumentare l’apporto di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e di alimenti proteici per ostacolare lo sviluppo di infezioni e accelerare il processo di cicatrizzazione: frutta e verdura fresche e di stagione, cereali integrali e legumi biologici, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, pesce pescato in mare, yogurt arricchito con batteri probiotici, kefir e tè verde. Per facilitare la risposta immunitaria e antinfiammatoria dell’organismo può essere utile dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, come il salmone selvaggio, il merluzzo (pescato nei mari del Nord), l’aringa, lo storione, le acciughe, le sardine, l’halibut, il pesce persico, i semi di lino, di girasole, di zucca, di sesamo, le noci, l’olio di semi di vinacciolo, di lino, di girasole, di noci e di mais (tutti rigorosamente biologici e spremuti a freddo).
Alimenti da evitare In caso di intolleranze o di allergie alimentari è necessario impostare per almeno due settimane un regime dietetico che prevede l’eliminazione dei cibi a elevato apporto di zucchero raffinato e/o addizionati con additivi, di bibite, bevande alcoliche, latte e latticini, uova, arachidi, soia, pasta, pane e prodotti da forno a base di frumento e lievito chimico.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di pes0 corPoreo’ Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Unco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento); fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, caffè o tè);
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento). Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nella maggior parte dei casi la terapia delle afte è abbastanza empirica, non conoscendo le vere cause del fenomeno. Ed anche le piante utilizzate nell’uso comune sono proprio dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Nella tradizione popolare viene applicata la sottie pellicola della cipolla direttamente sulla lesione, ma anche lo stesso suco di limone. Piante medicinali più specificamente indicate nella moderna terapia delle afte sono certamente YAloe vera di cui sfruttiamo il gel elle foglie, dotato di attività antinfiammatoria, mucoprotettrice ed imunostirnolante. Questo può servire pure come veicolo di oli essenziali a applicare per toccature ripetute.

Ad esempio, il gel delle foglie di Aloe vera è molto utile come emolliente e protettivo per la cute e per le mucose irritate in quanto contiene molti polisaccaridi, glicoproteine (lectine) e acqua. Può essere applicato direttamente dalla foglia, ma è già disponibile anche in molti prodotti sul mercato. II gel di Aloe serve pure come veicolo per sostanze anestetiche. Dalle foglie della Calendola (Calendula officinalis) invece si ottiene un estratto ricco di sostanze cicatrizzanti e antinfiammatorie, in particolare triterpeni, polisaccaridi e polifenoli. Può esser ottenuto un oleolito o meglio una tintura alcolica per la preparazione di gel per toccature locali. Altro olio utilizzabile allo scopo è quello di Iperico, tipico rimedio tradizionale, ottenuto tenendo a macerare in olio di oliva le sommità fiorite di Iperico [Hypericum perforatum). V olio diventa rapidamente rossastro, e la presenza di flavonoidi e iperforina lo rende ottimo emolliente, antinfiammatorio e cicatrizzante.
Nei soggetti con frequenti recidive sono utilizzate piante ad attività immunostimolanti come lo stesso Astragalo (Astragalus membranaceus) sotto forma di estratto fluido,20 gocce 2 volte lontano dai pasti; l’Eleuterococco (Eleuterococcus senticosus) 1-2 capsule al mattino prima di colazione, per periodi di almeno 6 mesi.

Originally posted 2014-10-07 14:51:30.

Asma 180x180 - Asma

Asma

L’ bronchiale è un’affezione respiratoria caratterizzata fondamentalmente da tre fattori: l’infiammazione cronica delle vie aeree, l’ostruzione bronchiale e la reattività esagerata del bronco ai diversi stimoli. È l’infiammazione che rende il bronco maggiormente eccitabile, e il bronco, a sua volta, scatena ricorrenti crisi respiratorie, caratterizzate da respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante questi attacchi la funzionalità respiratoria viene compromessa (con esiti anche fatali, se non s’interviene in maniera adeguata). Di non ce n’è una sola. L’ bronchiale può costituire una risposta alterata del Sistema Immunitario che tende a produrre anti-corpi della classe E nei confronti di svariati allergeni ambientali (pollini, muffe, deiezioni di acari, peli di animali). Esiste anche un’ professionale dovuta all’esposizione a fumi, polveri e a sostanze irritanti sul posto di lavoro, in una larga fetta di popolazione non è possibile rintracciare alcuna pregressa sensibilizzazione allergica, nel qual caso i fattori chiamati in gioco sono le infezioni virali, l’intolleranza ai FANS (gli antinfiammatori non steroidei), responsabile di una sindrome chiamata “ da ”; anche lo sforzo può essere implicato nello scatenamento dell’ bronchiale e pure il reflusso gastroesofageo. Per effettuare un adeguato piano di controllo dell’ è importante che la malattia venga diagnosticata precocemente. L’iter diagnostico si avvale di diversi strumenti: la spirometria è un esame molto semplice e non invasivo che misura i volumi respiratori e la velocità dei flussi dell’aria, evidenziando in questo modo un eventuale quadro ostruttivo; il misuratore del Picco di Flusso Espiratorio (Peak FlowMeter) è invece un apparecchio che valuta il flusso d’aria che fuoriesce dai polmoni in seguito a un’espirazione for zata; infine, i test di stimolazione puntano a stimolare la comparsa del bronco-spasmo dopo l’inalazione di particolari agenti irritanti.

MEDICINA CONVENZIONALE
– Stile di vita
È importante identificare le cause dell’attacco asmatico e modificare lo stile di vita ove necessario. Ridurre i grassi animali e il burro nella dieta può aiutare. La pulizia degli ambienti con la rimozione della polvere e tecniche antistress possono ridurre la frequenza degli attacchi.


Il tipo di farmaco usato negli adulti e nei bambini di età superiore a 5 anni dipende dalla severità dell’asma. Un farmaco beta agonista somministrato per via inalatoria è molto utile per un sollievo rapido, ma il beneficio dura poco tempo. In caso di asma persistente si ricorre a corticoste-
roidi a bassa dose per via inalatoria. Altri farmaci sono il sodio cromoglicato, un antagonista del recettore dei leucotrieni chiamato montelukast, ripratropium e la teofillina: per l’asma severa si usa una combinazione di questi farmaci. Un corticosteroide come il prednisone può essere necessario per brevi periodi.

Stato asmatico
Lo stato asmatico è una condizione molto severa, da trattarsi come vera e propria emergenza: non risponde alle solite terapie e richiede l’immediato ricovero in ospedale, con assistenza ventilatoria e somministrazione endovenosa di farmaci.


Quando il soggetto asmatico è già in con farmaci convenzionali, lo svezzamento dalla terapia deve essere molto prudente e graduale. I farmaci potranno essere ridotti in base al risultato ottenuto sotto attenta valutazione medica. Secondo l’approccio omeopatico l’asma è l’espressione di un particolare ‘terreno’ e si manifesta con episodi critici di broncospasmo. Vengono considerati solo alcuni dei medicinali omeopatici più spesso indicati per il dell’asma da un punto di vista sintomatico.
Antimonium tartaricum 5 CH per favorire le secrezioni; 30 CH per inibirle. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi. Antimonium tartaricum è indicato soprattutto nella bronchite asmatiforme.
Atalia racemosa 5 CH 5 granuli da assumere alle ore 18. Crisi d’asma che insorge dal momento in cui il paziente si corica. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra l’una e le tre del mattino. Alternanza di manifestazioni cutanee e mucose (orticaria, eczema, asma…). Alternanza di agitazione e prostrazione.
Kali carbonicum 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra le 2 e le 4 del mattino.
Miglioramento dopo l’espulsione di secrezioni come palline grigiastre. Il paziente trova sollievo stando seduto, piegato in avanti con i gomiti sulle ginocchia, nella caratteristica posizione definita del ‘samurai*.
Ipeca 5 CH 5 granuli, più volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Lingua pulita o con sottile patina. Rantoli fini disseminati. Aggravamento con il movimento.
Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. È il medicinale omeopatico usato in maniera sistematica in caso di crisi d’asma. La frequenza della somministrazione va diradata in base al miglioramento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’asma a livello fisiologico è causata da un’anormale produzione di Flegma e quindi l’organo interessato è il e in particolare l’ostruzione al passaggio di aria mentre a livello organico i responsabili di questo disordine respirato-
rio sono, oltre al Polmone, la Milza e i Reni.
Il trattamento va incontro alle cause esogene cioè Vento freddo o Vento caldo ed endogene, quali i deficit di Qi di Milza, Polmone e Rene, quindi andare a disperdere il Vento freddo favorendo la ventilazione polmonare, disperdere il Calore purificando il Polmone, tonificare il Qi della
Milza, del Polmone e del Rene andando sintomaticamente sulla tosse, l’espettorato, l’affanno, l’astenia, la sudorazione e la dispnea.

– Agopuntura
Nel caso di asma da Vento freddo punti importanti sono:
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’aporìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento.
Per l’asma da Vento caldo:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni.
In caso di deficit di Milza, Polmoni e Reni:
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene ed il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Più punti del Sistema Auricolare del Simpatico, della Sottocorticale e dei Surreni.
Grande efficacia in associazione alla terapia con agopuntura è il trattamento di moxibustione che agisce come un ottimo broncodilatatore favorendo la capacità polmonare e rilassando la muscolatura bronchiale.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie dopo di che è possibile ogni anno, prima dell’insorgenza delle patologie allergiche primaverili, fare un richiamo di 5 sedute fino alla risoluzione della sintomatologia.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………..9g
Rizoma Pinelliae……………………..9g
Radix Angeicae Sinensis……………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Cortex Cinnamomi……………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….6g
Fructus Ziziphi Jujubae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi 20 giorni.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di asma allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la verdura biologica, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert).
Nell’asma cronica può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di selenio, come aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, frutti di mare, funghi, germe di grano, cereali integrali, latte vaccino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo**.
Nei bambini, le cui crisi asmatiche sono indotte dall’attività fisica, per ridurre l’infiammazione bronchiale può essere utile aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. I cibi piccanti come il peperoncino e lo zenzero fresco, consumati almeno tre volte alla settimana, possono aiutare la respirazione. Durante una crisi, nel paziente adulto, può essere d’aiuto assumere il caffè, (privilegiare la qualità Arabica biologica), in quanto la caffeina dilata i bronchi, migliorando la respirazione. È importante aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Nei casi di asma allergica è consigliabile eliminare gli alimenti che potrebbero scatenare una crisi» come la carne, le uova, il latte e i latticini, la frutta secca e il cioccolato.
Evitare i prodotti addizionati con additiva, incluso il vino che può contenere il metabisolfito un conservante alimentare; i dadi da brodo e i piatti pronti in cui può essere presente il glutammato monosodico. Evitare frutta, verdura, legumi e cereali coltivati con i metodi tradizionali.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule distribuite nella giornata;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Bioflavonoidi e vitamina C per tenere sotto controllo l’infiammazione e la produzione di muco bronchiale;
Vitamina E associata al beta-carotene protegge contro gli agenti inquinanti;
Complesso B per tenere sotto controllo la risposta allo stress che potrebbe scatenare una crisi d’asma;
Vitamina B6 nella prevenzione (se esiste una storia familiare di asma e/o di allergie) e per alleviare i sintomi;
Magnesio la carenza può essere una delle cause della malattia asmatica
Olio di pesce aiuta a ridurre la frequenza delle crisi;
Olio di fegato di merluzzo per ridurre l’infiammazione bronchiale.
” Proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con foraggio biologico privo di antibiotici e ormoni. “Di galline allevate all’aperto e alimentate con mangimi biologici. Queste sostanze possono attivare gli allergeni e scatenare una crisi d’asma.

FITOTERAPIA
Un classico rimedio fitoterapia) contro l’asma, di un passato neppure tanto lontano, erano le sigarette alla Salvia, alle cui foglie venivano associate foglie di Stramonio, che contiene alcaloidi di tipo atropinico, che si comportano come veri e propri farmaci anticolinergici.
Altra pianta medicinale, capostipite degli attuali farmaci simpaticomimetici è l’Efedra, ancora oggi utilizzata sotto forma di decotto nella medicina tradizionale cinese.e sostituita dai moderni spray o aerosol nella medicina occidentale. Si trattava comunque di farmaci o popolari da usare negli attacchi di asma. Altra categoria di farmaci antiasmatici di origine vegetale è l’aminofillina, molecola ottenuta a partire dalla teofillina, estratta dal cacao, ma presente anche in altre piante quali tè e caffè.
La moderna fitoterapia nei casi di asma di origine allergica ci consente di fare una adeguata prevenzione, con estratti di piante ad attività antiallergica. Forse la più nota è il Ribes (Ribes Nigrum). Si tratta di una pianta preziosa per molti aspetti, di cui tuttavia nell’uso popolare si usano impropriamente dei macerati glicerici ottenuti a partire dalle gemme, mentre la moderna ricerca ha dimostrato che le sostanze utili si trovano in realtà nell’olio estratto a freddo dai semi, proprio perché ricco in acidi grassi polinsaturi, similmente all’olio estratto dai semi della Perilla (Penila frutescens)y pianta di origine giapponese. Questi oli diventano spesso il rimedio di base da assumere per molti mesi a scopo preventivo, al quale possono aggiungersi altre piante in base alle necessità del singolo caso clinico.

Boswellia serrata I triterpeni bloccano la sintesi dei leucotrieni. Ginkgo biloba I ginkgolidi inibiscono Fazione del PAF (fattore scatenante l’attacco).Adatoda vasica Gli alcaloidi e altre sostanze di questa pianta indiana presentando una interessante attività broncodilatatrice. La posologia deve essere prescritta dal medico curante.
Si tratta di piante medicinali di origine orientale, ma oggi facilmente reperibili anche sul mercato farmaceutico occidentale, e già studiate scientificamente anche con risultati molto promettenti.
Gli oli essenziali invece di Pino e di Eucalipto, tra l’altro presenti anche in Farmacopea, sono ricchi in terpeni che penetrano rapidamente nell’organismo, e vengono espulsi dall’apparato respiratorio, dove riescono a fluidificare le secrezioni catarrali croniche.

Originally posted 2014-10-08 14:19:53.

Afonia 180x180 - Afonia

Afonia

È la perdita totale della voce, ma di più comune riscontro è la distonia, un’alterazione dell’emissione vocale. Può riconoscere svariate cause. Innanzitutto, un’infiammazione a carico della laringe, la porzione delle vie aeree che ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. Nella laringite (catarrale acuta, in genere di natura virale), la voce, per la non perfetta vibrazione delle corde, diventa roca o velata, tende ad abbassarsi e a volte scompare del tutto. Altre cause: una prolungata esposizione al freddo, l’inalazione di vapori irritanti, l’inquinamento atmosferico ma anche l’effetto dell’aria condizionata durante la stagione estiva. A irritare le corde vocali intervengono, ancora, l’abitudine al fumo o all’alcol, e anche l’abuso o il cattivo uso
dell’emissione vocale. Responsabili della disfonia sono pure i polipi laringei (in cui la disfonia risulta “capricciosa” in rapporto alle dimensioni e alle diverse posizioni della formazione); i noduli vocali (qui la raucedine inizialmente leggera, diventa successivamente continua) e la paralisi laringea (per una lesione dei nervi che governano i muscoli laringei e i movimenti delle corde vo-
cali). Alterazioni della voce possono costituire altresì il segno di un disordine ormonale (per esempio, a carico della tiroide). Proprio perché molteplici sono le cause che producono una disfonia, la corretta diagnosi deve innanzitutto focalizzarsi sulle abitudini professionali del paziente, sul suo ambiente di lavoro e sul consumo di sigarette o alcol. Un’accurata ispezione della laringe (mediante la laringoscopia indiretta con specchietto tradizionale o con la fibroscopia a ottiche rigide o flessibili) permetterà di definire l’affezione responsabile della disfonia.

MEDICINA CONVENZIONALE
Per si intende la perdita, parziale o totale, della capacità di parlare con un normale tono di voce. La causa può essere semplicemente un uso eccessivo della voce, oppure l’ può essere associata a una malattia come la bronchite o essere provocata da paralisi delle corde vocali (lesione o malattia dei nervi laringei); talvolta la causa è psicologica e l’ può essere sintomo di isterismo. In tutti questi casi la terapia è rivolta alla risoluzione della malattia di base. Altra causa di può essere il tumore della laringe; in questo caso, se la malattia e operabile, si procede all’asportazione chirurgica del tumore, di una corda vocale o della laringe (laringectomia) ed è possibile insegnare al paziente a parlare di nuovo.


L’approccio omeopatico risulta efficace nel della raucedine e dell’afonia conscguente a sforzo vocale e in quelle di origine infettiva virale.

Preparazione a sforzo vocale
Arnica 5 CH 5 granuli, prima dello sforzo vocale in persone che tendono al sovraffaticamento vocale come cantanti, coristi, gente di spettacolo, oratori, insegnanti.

Dopo sforzo vocale
Argentum metallicum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, diradando in base al miglioramento. È il medicinale specifico per la laringite di cantanti o oratori. Caratteristica è la sensazione di escoriazione nel laringe. Tende a peggiorare parlando, deglutendo o tossendo. Arnica montana 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Adatta per l’afonia dopo aver parlato, cantato o gridato a lungo.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, nella raucedine con variazione continua nel timbro della voce ora velata, ora chiara (voce bitonale).
Rhus toxicodendron 7CH 5 granuli, 3 volte al dì quando la raucedine all’inizio del discorso o del canto migliora progressivamente con l’esercizio vocale.

Da raffreddamento
Aconitum 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine improvvisa, in genere di sera, dopo esposizione a freddo secco o a vento freddo. Talora si associa febbre elevata, ma senza sudorazione.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore quando la raucedine si manifesta dopo un bagno freddo.
Dulcamara 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine da tempo umido.

Paralisi delle corde vocali
Argentum nitricum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore nella disfonia da emozione o da panico. Caratteristico è il continuo bisogno di ‘raschiarsi la gola1 per attenuare il fastidioso senso di scheggia a livello della gola.
Causticum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì nella disfonia di origine virale o dopo sforzo vocale importante. Si aggrava al mattino. Sensazione di laringe messa a vivo. Migliora con un sorso di acqua fredda.
Phosphorus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì per la disfonia con .
Si aggrava parlando e verso sera.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causatoda tre tipi di fattori: il primo, esterno, e il Vento, il secondo, intermedio, è rappresentato da virus e batteri, mentre il terzo fattore, endogeno, è lo stress psico-fisico.
Essendo un problema che coinvolge comunque le vie respiratorie alte l’organo che viene interessato è il .
La terapia consiste nel rinforzare le difese immunitarie e riequilibrare i fattori intermedio e soprattutto quello endogeno perché la componente psichica se non trattata può aggredire ulteriormente le difese rendendo l’organismo più sensibile e vulnerabile agli agenti patogeni.

– Agopuntura
Punti importanti per il trattamento dell’afonia sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e
della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore; NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da fare anche tutti i giorni, al termine del quale si lascia intercorrere un mese in cui si attende, se non ci fosse già stato durante il trattamento, l’effetto terapeutico. Se questo si rivela soddisfacente o se il paziente è guarito dal disturbo non
si fa più nulla, altrimenti è consigliabile un secondo ciclo di richiamo di 5 applicazioni per arrivare a un livello di guarigione migliore.


– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta è necessario sorseggiare nel corso della giornata 1,5-2 litri di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e ricca di bicarbonati. L’idratazione è fondamentale per dare sollievo all’irritazione delle corde vocali. Privilegiare un regime alimentare a elevato apporto di proteine, aumentando il consumo di carne magra, pesce e legumi, per potenziare la produzione di anticorpi.
Dare la preferenza ai cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine e sali minerali come aglio, cipolle, broccoli, pomodori freschi e salsa di pomodoro, ortaggi a foglia verde, sedano, peperoni, germogli di alfa-alfa e di soia, uva sultanina, noci, nocciole, avocado, arance, pompelmo, kiwi, papaia, limone, fragole, melone, albicocche, ciliegie, frutti di bosco, cereali integrali e pane prodotto con farine integrali macinate a pietra e fiocchi d’avena a lievitazione naturale, per aumentare le difese naturali dell’organismo. Integrare la dieta abituale con sale marino integrale (in sostituzione di quello raffinato), cannella, alloro, zenzero, luppolo, peperoncino rosso, germe di grano e lievito di birra. Piccoli quantitativi sono sufficienti per aiutare l’organismo a combattere e prevenire la diffusione dell’infezione.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare le bevande alcoliche, i prodotti industriali addizionati con additivi, le farine e lo zucchero raffinati, il latte e i derivati.

– Integrazione alimentare
Nella fase acuta somministrare:
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina; C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).


Nei casi di raucedine fino all’afonia è indicata una possibile terapia antinfiammatoria quando si sospetti una infezione virale, e in questi casi la pianta certo più utile è l’Echinacea {Echinacea purpurea, E. angusti/olia, E. pallida). Si tratta di una pianta originaria della medicina tradìzionale degli indiani del Nord America, i quali la sfruttavano come rimedio contro i morsi di serpente, come afrodisiaco e pure contro il mal di ola. Oggi ‘a pianta, utilizzata sotto forma di estratto ottenuto dalla radice è apprezzata in particolare per le sue proprietà immunostimolanti. In
realtà gli estratti idroalcolici della pianta, ricchi non solo in polisaccaridi ma anche in polifenoli, hanno la caratteristica duplice proprietà antinfiammatoria e immunostimolante, quindi indicati nella terapia a breve termine delle afonie e raucedini da raffreddamento. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente. Nelle forme invece sostenute da un cattivo uso della voce, come succede spesso nei cantanti o negli insegnanti, l’afonia è sostenuta in realtà di sfiancamene delle corde vocali, e anche i classici decotti di Elicriso (chiamata appunto “erba dei cantanti”) in realtà non portano grandi benefici.
Possono invece essere indicati, magari con l’aggiunta di radice di liquirizia, nelle forme di disfonia tipiche dei soggetti fumatori su base infiammatoria cronica. L’uso del decotto di Altea, raccomandato in passato contro forme di tosse e catarro bronchiale, non porta alcun vantaggio in quanto i polisaccaridi della pianta non vengono assorbiti dal tubo digerente
Cautele particolari devono essere invece adottate nei casi in cui si utilizzano estratti di liquirizia per periodi prolungati o in associazione ad altri . Possibili complicanze sono infatti l’ipopotassiemia e l’ipertensione arteriosa.

Originally posted 2014-10-07 14:18:21.

Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del paziente);
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 

MEDICINA CONVENZIONALE
Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.

– Farmaci
Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.