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Borsite

El’infiammazione dolorosa che coinvolge una “borsa”. Si chiama così quel minuto sacchetto sieroso collocato tra muscoli e tendini, a ridosso di un’articolazione. Questa formazione anatomica è una sorta di cuscinetto am- mortizzatore, che consente il fisiologico scorrimento dei tessuti molli muscolo-tendinei sui capi articolari, consentendo una maggiore fluidità nei movimenti. L’infiammazione di tale struttura può essere provocata da un trauma acuto, o può comparire in seguito a una serie di microtraumi ripetuti, per il sovraccarico di lavoro di un tendine, come per esempio lo stare spesso in ginocchio o con i gomiti lungamente appoggiati sulla scrivania. La ripetuta compressione della borsa sierosa contro il piano osseo sottostante irrita le sacche, che così si infiammano e si riempiono di liquido. Da qui il rigonfiamento e il dolore, esternamente all’articolazione interessata. Le borse che più di frequente tendono a infiammarsi sono quelle che si trovano nel ginocchio e nel gomito. La (che viene anche definita “igroma”) può manifestarsi anche per la presenza di abnormi sporgenze ossee. Per esempio, una dell’alluce può essere determinata dalla compressione esercitata da una
scarpa troppo stretta sul primo dito valgo del piede (si dice volgo l’alluce che risulta piegato verso le altre dita del piede).

MEDICINA CONVENZIONALE
, supplementi
Le persone sovrappeso che soffrono di borsite devono perdere peso per alleviare la pressione sulle articolazioni: 4 g di omega-3 (olio di pesce) possono diminuire l’infiammazione.

– Compresse calde e fredde
Il trattamento iniziale della borsite si basa sull’applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante nei primi due giorni dopo il trauma o l’inizio del disturbo, e successivamente sull’applicazione di tessuti caldi: ghiaccio e tessuti caldi vanno tenuti 20 minuti.

– Terapia fisica
È importante evitare i movimenti che esacerbano il dolore, tuttavia l’esercizio fisico non deve essere interrotto sotto la guida di un fisioterapi-
sta. L’esercizio in acqua aiuta molto.

– Farmaci
Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) sono la terapia di scelta; un’altra opzione è l’iniezione intra articolare di lidocaina o metilprednisone.

– Fonoforesi
La fonoforesi usa gli ultrasuoni per migliorare l’assorbimento di farmaci e corticosteroidi topici.

– Chirurgia
La chirurgia serve solo nei casi gravi che non rispondono a tutte le altre terapie: si rimuovono le calcificazioni articolari, oppure si ripulisce la borsa in artroscopia.

OMEOPATIA
La borsite caratterizzata da un processo infiammatorio, con versamento a livello delle borse articolari, con diversa localizzazione, richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Rryonia albay somministrati in alternanza. In caso di borsite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni
caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della borsite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione.
Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore. Arnica montana 5 CH 5 granuli da una a più volte al dì. L’arnica è il
preparato specifico per le forme di borsite conseguenti a esito traumatico o a eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, la pressione e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente un versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Kali iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo ioduro di potassio viene utilizzato in omeopatia nella cura della borsite cronica, che è migliorata dal movimento progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’agopuntura è decisamente efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo originato secondo la Medicina tradizionale cinese da un’alterazione funzionale degli organi Fegato e Vescicola Biliare.
L’attività si esplica in una regolazione attraverso l’uso degli aghi del tessuto connettivo e in azione antinfiammatoria specifica a seconda della sede di insorgenza del disturbo.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi),fenilalanina (allevia il dolore),
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfìammatorie.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati kefir, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i
benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio);
Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verd a foglia larga e noci.
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

FITOTERAPIA
L’Ananas {Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibilità di somministrazione per lunghi periodi di tempo, il rimedio vegetale di scelta che grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, nel trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare. Anche YIppocastano è da considerarsi un rimedio di prima scelta per il trattamento della borsite non complicata, infatti i principi attivi contenuti nei semi, tra cui spicca l’escina, aumentano il tono capillare e ne riducono la permeabilità, hanno azione antinfiammatoria e di drenaggio, inoltre intervengono sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali accumulatisi, con attività antiedematosa.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofìto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, che è impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta
che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria, e che agiscono sia per inibizione della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni.
È tuttavia sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.
L’Arnica montana è un rimedio usato da sempre nel trattamento delle piccole patologie osteoarticolari, anche se il tradizionale infuso di capolini da utilizzare come impacco sulla cute non trova più indicazione a causa delle possibili reazioni cutanee che vanno dall’eczema, alla formazione di vescicole fino alla necrosi. Un uso più razionale è invece con creme a base di estratti di Arnica montana che può contribuire a ridurre l’edema e l’infiammazione delle borsiti più leggere.

Originally posted 2014-10-09 09:32:08.