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Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una lesione traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.

Dolore
Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi farmaci interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.

OMEOPATIA
La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della cefalea, delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.