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Crosta lattea 180x180 - Crosta lattea

Crosta lattea

Si chiama così una dermatiteseborroico, disturbo assai comune nei lattanti. È dovuto a una esuberante secrezione di sebo, la sostanza oleosa emessa da specifiche ghiandole della pelle. A dispetto di quell’aggettivo, “lattea”, il disagio non è collegato all’allattamento materno o artificiale: l’etichetta sottolinea semplicemente il fatto che il bambino è ancora nutrito unicamente con il latte. Può manifestarsi fin dalle prime settimane di vita, e di norma guarisce alla fine del terzo mese. È un’eruzione caratterizzata dalla presenza di squame, giallastre e untuose, che prediligono in particolare il cuoio capelluto, ma può interessare anche le sopracciglia, le guance, le aree cutanee attorno al naso e quelle situate dietro i padiglioni auricolari. Un’altra sede, nel lattante, è pure la regione inguino-anale (in ciò contribuisce evidentemente l’irritazione da urine e feci alla quale può andare incontro il neonato nei suoi primi mesi). In genere, il disturbo si limita a poche lesioni
squamose sul cuoio capelluto; talora le croste abbracciano più sedi e possono coesistere arrossamenti ed essudazioni. Sebbene le squame della siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino (né prurito né irritabilità). Dunque, benché sia grande fonte di ansia per i genitori, è soltanto un’alterazione del profilo estetico del bimbo, assolutamente innocua. La non dipende dalle condizioni igieniche del lattante e non si tratta neppure di una malattia infettiva. Scompare senza lasciare traccia e senza minimamente interferire con la crescita dei capelli.


Il termine medico per la crosta lattea è dermatite seborroica: la causa precisa è ignota. È spesso presente il pityriosporum ovale> un lievito che cresce sulla pelle. La crosta lattea può avere una maggiore incidenza in alcune famiglie, ed è favorita dai climi freddi e secchi. Talvolta la presenza di crosta lattea è legata a deficit di zinco, di B, o a malattie che diminuiscono il numero delle cellule deputate a combattere le infezioni.

Shampoo
Di solito la guarigione avviene spontaneamente in un tempo da uno a otto mesi: viene facilitata con alcuni accorgimenti utili a eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose per non irritare la cute già delicata. Sul cuoio capelluto passare del cotone imbevuto di olio di oliva o mandorle dolci o vaselina, oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco. A causa della localizzazione sullo scalpo e la persistenza dell’apertura della fontanella cranica, queste operazioni vanno eseguite con cautela, evitando pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l’olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine, utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.

Shampoo medicato o crema
Se la situazione non si risolve si può scegliere uno shampoo (o una crema) con ketoconazolo. Prestare attenzione alla crema, che contiene solfiti e può provocare reazioni allergiche anche gravi. Evitare il contatto con gli occhi. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche che devono essere, però, prescritte dal pediatra.


Per questa forma di eczema seborroico comune nel lattante, che interessa il cuoio capelluto, la zona intorno al naso e la regione frontale, l’omeopatia propone un approccio efficace e rapido, basato sulla somministrazione di rimedi costituzionali ad azione profonda.
Calcarea carbonica ostrearum (calcare d’ostrica) Carbonato di calcio e sali, ottenuti dallo strato medio del guscio d’ostrica. È il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, pallone lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso (turbe della crescita: ritardo di dentizione, linguaggio, deambulazione; tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi; manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree; dermopatie: eritema gluteo, eczema di cuoio capelluto e viso).
Graphites 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì e successivamente a giorni alterni o una volta alla settimana: La polvere nera di grafite è uno dei rimedi omeopatici fondamentali per la cura di molte affezioni cutanee. Caratteristica è l’eruzione vescicolosa delle lesioni da cui trasuda un liquido giallo, appiccicoso, denso, filante, simile a miele. La localizzazione tipica delle lesioni è a livello del cuoio capelluto, delle palpebre, dietro i padiglioni auricolari. Graphites è adatto soprattutto a soggetti pallidi, lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, per due settimane consecutive. Il licopodio è uno dei rimedi omeopatici più importanti di tutta la farmacopea, utilizzato per la sua azione specifica a livello di pelle, fegato e metabolismo. Nel della crosta lattea viene spesso associato all’utilizzo di Calcarea carbonica ostrearum o Graphites.
Mezereum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il fiore di stecco è uno dei medicinali specifici dell’ con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Non c’è una vera e propria cura secondo la Medicina tradizionale cinese, in quanto si ritiene questo fenomeno come una fase di passaggio e di crescita del bambino, che entro il primo anno di età va a risolversi naturalmente.
Si Possono comunque effettuare degli interventi locali, sia con agopuntura che con fitopreparati, soprattutto attraverso lavaggi con preparati a base di olio.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

( consigliata per la madre durante l’alattamento)
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, tè verde giapponese.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, potenziando il .
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale magro e il latte fermentato addizionati con batteri probiotici.
Integrare l’alimentazione con fiocchi e farina d’avena, borragine, ortica, trifoglio, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
È consigliabile utilizzare preferibilmente alimenti biologici.
Per dolcificare usare piccole quantità di miele di acacia vergine integrale di produzione italiana.

Alimenti da evitare
I cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi. I prodotti addizionati con additivi alimentari e/o contenenti grassi trans. Lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che ne sono ricchi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
licopcne 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatolane continene37mg);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno;
fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Germedigrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno.


È caratterizzata da un eczema/squamoso a livello del cuoio capelluto, con cute arrossata e presenza di un’aumentata secrezione sebacea.
Come trattamento locale può essere utilizzato Volto di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare) per massaggiare la zona interessata tre-quattro volte al giorno.
Per ridurre l’infiammazione cutanea (l’arrossamento) possono essere usati, in forma topica, l’olio di Enotera (massaggiare delicatamente con la punta delle dita, effettuando movimenti in senso orario per almeno 10 minuti, tre-quattro volte al giorno) e il latte di mandorle, emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo (a 30 mi di latte di mandorle, unire 10 mi di olio di lino e 5 mi di olio di germe di grano).
Nei casi in cui è presente una componente allergica (alimentare o da contatto), può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano, miscelato con olio di mandorle dolci, atte d’avena e Ribes Nigrum (in una ciotola mescolare 25 g di unguento con mezzo cucchiaino di olio di mandorle, 1 cucchiaino di latte d’avena e 5 gocce di Tintura Madre di Ribes Nigrum).
Se l’eczema si estende all’attaccatura dei capelli, interessando anche la zona sopraciliare, può essere usato per via topica un olio alla Calendula preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (meu
tere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare). Massaggiare delicatamente la zona interessata tre-quattro volte al giorno, in particolare la sera prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 14:08:05.

Artrite reumatoide 180x180 - Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

L’ è una forma di poliartrite che si scatena in seguito a un sovvertimento dei normali meccanismi immunitari. L’elemento fondamentale è un’alterazione infiammatoria che coinvolge la membrana sinoviale, il rivestimento che tappezza le superfici dei capi articolari ossei. Fenomeno che porta a un’erosione delle cartilagini e dell’osso determinando il danno articolare. I sintomi: graduale comparsa di e rigidità articolare (una rigidità soprattutto mattutina, che dura almeno un’ora prima di ottenere il massimo miglioramento); disturbi di carattere generale: sensazione di malessere diffuso, stanchezza, inappetenza, dimagrimento; nella sede dell’articolazione colpita dall’infiammazione compaiono gonfiore, dolorabilità e anche calore al tatto; progressivamente i movimenti si fanno sempre più limitati e subentrano le deformità e anche le atrofie muscolari. Le articolazioni colpite sono soprattutto quelle piccole delle mani e dei piedi, ma non vengono risparmiati polsi, gomiti, ginocchia e caviglie. Caratteristica tipica è il fatto che l’artitre reumatoide interessa le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (per esempio tutti e due i polsi, o entrambe le ginocchia). Ad accertare la diagnosi ci pensano gli esami radiologici (che evidenzia tipiche lesioni articolari erosive) e anche gli esami di laboratorio, infatti nell’ è
positivo il test per la ricerca del fattore reumatoide. Si tratta di un’immunoglobulina, di un anticorpo della classe M (IgM), rilevabile in circa l’80% dei casi. L’andamento della malattia è variabile e difficilmente prevedibile.


perii dolore
Sono farmaci antidolorifici come l’acetaminofene e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS hanno il vantaggio di togliere l’infiammazione, non solo il dolore. Per l’artrite reumatoide aggressiva si usano i corticosteroidi. Iniezioni locali nelle articolazioni sono utili se c’è gonfiore con forte limitazione del movimento.

– Farmaci per la malattia
Per trattare la malattia si usano methotrexate, sulfasalazina, leflunomide, idroclorochina, azatioprina, etanercept e infliximab. L’adalimumab è un farmaco di recente approvazione per il dell’artrite reumatoide: si tratta di un anticorpo monoclonale umano. Tutti questi
farmaci possono avere effetti collaterali anche severi, ma di solito sono efficaci: non vanno usati in gravidanza o in caso di malattie del fegato.

– Terapia fìsica
Uno dei trattamenti più antichi ed efficaci è l’idroterapia. La termoterapia è l’applicazione di fonti di calore per il sollievo dei sintomi. L’esercizio fisico deve essere sempre consigliato da un fisiatra o da un fisioterapista: un programma quotidiano che mantenga in forma le articolazioni è il rimedio ideale.

e supplementi
È molto importante perdere peso in caso di obesità. L’alimentazione dovrebbe essere priva di burro e derivati, cibi raffinati, eccessi di glutine e zucchero. L’olio di pesce è un antinfiammatorio naturale e può essere assunto alla dose di 4 mg al giorno. Sono utili supplementi di E e
selenio alla dose rispettivamente di 400 mcg e 400 Ul al giorno.


Le forme di reumatismo infiammatorio cronico richiedono la valutazione periodica del medico specialista reumatologo. L’approccio omeopatico può essere utile per contenere i sintomi della riacutizzazione o in caso di intolleranza ai farmaci convenzionali specifici. Il trattamento sintomatico della riacutizzazione dell’artrite reumatoide si basa sull’utilizzo di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa ad arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto, la pressione è aggravata dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa febbre. Si consiglia di alternare la
somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Tubercolinum residuum 15 CH 1 monodose, 2 volte al mese. Si tratta di un rimedio di fondo che il medico omeopata utilizza soprattutto per contrastare la tendenza evolutiva dell’artrite reumatoide verso l’anchilosi progressiva con deformità articolare e fibrosi progressiva che compromette la funzionalità articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese i disturbi caratterizzati da dolori articolari con processi infiammatori, deformazioni articolari e atrofia muscolare sono chiamati sindromi Bi, cioè sindromi in cui il meridiano è ostruito da eccessi climatici di Vento, Freddo, Umidità e
Calore con eccesso o deficit di Yin o di Yang.
La terapia con agopuntura è mirata alla dispersione degli eccessi climatici sopra citati oltre che ad alleviare i dolori in base alla sede di insorgenza.

– Agopuntura
Nel caso di eccesso di Vento, con dolori improvvisi migranti da un’articolazione all’altra punti importanti sono:

FENGMEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XUE HAI (mare del , localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il .
Se l’eccesso è di Freddo, con dolori articolari improvvisi e acuti che migliorano col calore e peggiorano al freddo si possono usare:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Con eccesso di Umidità e dolore fisso che peggiora col tempo umido:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa deirXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore
della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
In caso di eccesso di Calore invece punti utilizzabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
QU CHI (stagno curvato, localizzato all’estremità laterale della piega traversa del gomito) che regola e raffredda il Sangue.
Associabili i punti nelle sedi locali dei dolori e del Sistema Auricolare di
Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da ripetere un mese succes-
sivo dall’ultima terapia e seguentemente da ripetere una volta all’anno.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna* (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi dell’artrite), fenilalanina (allevia il dolore).
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans. Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfiammatorie.
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio). Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus aci-
dophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
I rimedi vegetali contro i dolori reumatici sono stati uno dei primi ricercati fin dall’antichità, quando si usava dormire su materassi composti dalle foglie di felce maschio, oppure addirittura si arrivava a sfregare le parti dolenti con foglie fresche di ortica !
La moderna fitoterapia in realtà ci consente di utilizzare piante medicinali che abbiano una documentata efficacia antinfiammatoria. La malattia del resto può interessare anche tessuti periarticolari come tendini, legamenti, guaine ecc. o addirittura visceri interni. Ecco perché la terapia non si limita a risolvere il sintomo dolore, ma deve avere come obiettivo 3 tipico processo infiammatorio cronico nel quale sono coinvolti numerosi mediatori chimici.
Due sono le piante più studiate nella terapia dell’artrite reumatoide, entrambe provenienti dalla medicina tradizionale ayurvedica.cioè indiana.
La pianta che proviene addirittura dalla cucina indiana è la Curcuma (Curcuma longa) componente del Curry. È una pianta simile allo zenzero, della quale si usa il rizoma, caratteristicamente giallo, in passato apprezzata come epatoprotettore, ma che oggi la moderna ricerca ha dimostrato essere un buon antinfiammatorio e antiossidante. L’estratto secco è molto ben tollerato si somministra in capsule per periodi anche prolungati. L’associazione tipica, verificata anche sperimentalmente è proprio con
un’altra pianta indiana, la Boswellia (Boswellia serrata), la pianta dell’incenso, i cui principi attivi presentano la specifica caratteristica di bloccare la sintesi dei leucotrieni, cioè dei mediatori tipici delle infiammazioni croniche come quelle dell’artrite reumatoide (estratto secco, 20 mg al giorno).
Nei pazienti cronici che fanno abitualmente ricorso anche a cortisonici, ovviamente sotto controllo medico, trova indicazione la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) una pianta medicinale che esercita due funzioni importanti: protegge lo stomaco dai danni dei farmaci antinfiammatori e aumenta l’efficacia del cortisone, facilitandone così la riduzione di dose (estratto fluido, 20 gocce al giorno dopo i pasti).
Al bisogno aggiungiamo piante ad attività sintomatica che possono sostituire i FANS, dalla corteccia del Salice (Salix alba)y ricca in glucosidi salicilici (estratto fluido, 15 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti), alle radici di Arpagofìto (Harpagophytum procumbens), entrambe attive sulla catena delle prostaglandine (estratto secco, 1 capsula 3 volte al giorno prima dei pasti). Il Salice abitualmente è ben tollerato a livello gastrico, ma è controindicato nei soggetti allergici all’. L’Arpagofìto è scarsamente tollerato da chi soffre di gastrite e controindicato nei pazienti con ulcera.

Originally posted 2014-10-08 13:33:17.

Impetigine 180x180 - Impetigine

Impetigine

Rientra nell’ambito delle dermatiti batteriche, dovute essenzialmente allo Stophylococcus aureus e allo Streptococcus pyogenes. Le lesioni possono localizzarsi ovunque, ma interessano per lo più le zone scoperte: viso, collo, mani ed estremità. Spesso coinvolgono aree particolarmente umide, come la piega sotto il naso e la zona vicino alla bocca, oppure complicano le lesioni da grattamento in qualsiasi sede cutanea. L’ è caratterizzata dalla presenza di vescicole o bolle, ripiene di liquido sieroso, circondate da un alone eritematoso, arrossato; le lesioni in breve tempo si rompono e danno origine a croste di colore bruno-giallastro, il cui distacco lascia sulla cute sottostante un’area erosa superficialmente. Aspetto peculiare dell’infezione è l’alta contagiosità: tende infatti a diffondersi rapidamente, mediante autoinoculazione, con le dita o gli asciugamani. In pratica, il bam-
bino, alle prese con quest’eruzione, manipola le lesioni, che sono piuttosto pruriginose, e toccando altre zone del corpo finisce per estendere l’infezione alla periferia. E analogamente, altre persone possono essere contagiate. Il piccolo può contrarre le dermatite specialmente durante la stagione estiva, quando, con la sabbia o l’acqua del mare, infetta le sue piccole abrasioni cutanee. Raramente si osserva una compromissione delle condizioni generali.
L’evoluzione di questa dermatite è benigna, se affrontata immediatamente e adeguatamente. A volte possono permanere per qualche tempo delle alterazioni del colorito cutaneo. Le ricadute sono frequenti.


L’impetigine è un’infezione della pelle. Ne esistono due tipi: l’impetigine bollosa (con vescicole) e non bollosa.
Sono entrambe causate dal batterio stafilococco aureo.
Molti medici decidono di trattare l’impetigine con prodotti da banco, ma a volte sono necessari .

Antibiotici
Si prescrivono antibiotici locali sotto forma di creme o di farmaci orali: il tipo di antibiotico dipende dall’estensione del rash cutaneo e dall’ambiente di vita. Gli antibiotici orali prevengono l’estendersi del rash meglio dei farmaci topici. L’antibiotico topico usato più frequentemente è la
mupirocina: la probabilità di successo è superiore al 90% con una somministrazione due volte al giorno in un periodo di due settimane. Se il rash cutaneo è molto esteso si usa l’eritromicina, di solito per un periodo di 7 giorni. Talvolta i batteri diventano resistenti all’eritromicina: si usa quindi una cefalosporina. Penicillina e amoxicillina non si usano perché l’impetigine è resistente a questi antibiotici. I sintomi di solito si risolvono in 7/10 giorni.

Sapone antibatterico
Lavarsi con sapone antibatterico e ammorbidire l’area affetta con compresse umide migliora il benefico effetto degli antibiotici. Una buona igiene è molto importante.


Uno degli schemi terapeutici che si sono dimostrati utili nel dell’impetigine con preparati omeopatici si basa sull’associazione di tre rimedi principali (Graphites, Hepar sulphur, Mezereum) e sulla prescrizione di Sulfur iodatum.

Trattamento sintomatico
Graphites 5 CH – Hepar sulphur 5 CH – Mezereum 5 CH 5 granuli di ciascuno in alternanza, tre volte al dì. Ridurre in base al miglioramento.
La grafite (Graphites) è carbone minerale con tracce di ferro, alluminio, silicio, fluoro, bromo, utilizzato in omeopatia per le forme di eczema topico o atopico caratterizzato dalla presenza di vescicole trasudanti con liquido giallastro simile a miele. Possono essere presenti altri segni
caratteristici, anche se non obbligatori, come freddolosità pronunciata, tendenza al sovrappeso e alla stipsi.
Il solfuro impuro di calcio (Hepar sulphur) è il preparato omeopatico utilizzato in tutti i fenomeni suppurativi a livello della pelle e delle mucose (foruncolosi, ascesso, impetigine). Caratteristica di questo rimedio è l’ipersensibilità al , al contatto e al freddo. Le manifestazioni patologiche peggiorano con il freddo e d’inverno.
Il fiore di stecco (Mezereum) è una pianta della famiglia delle Timelacee, nota in omeopatia anche come “il mercurio vegetale” per la somiglianza delle indicazioni terapeutiche con Mercurius. È considerato uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse. Queste eruzioni possono comparire a crisi e sono localizzate soprattutto sul volto, al cuoio capelluto e al dorso delle mani. Le diluizioni più basse (5CH), utilizzate secondo necessità, sembrano essere le più efficaci.

Trattamento di fondo
Sulfur iodatum 15 CH una monodose alla settimana. Diradare in base al miglioramento. Lo ioduro di zolfo è adatto alle affezioni cutanee croniche con tendenza alla suppurazione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo, come ogni patologia legata a un’infezione da agente esterno, secondo la Medicina tradizionale cinese deve essere trattato con lo scopo di riattivare e rinforzare il .
Infatti una continua debilitazione dovuta all’aggressione di agenti patogeni esogeni esporrebbe notevolmente l’organismo a successive infezioni.

Agopuntura
Punti importanti sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il ;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale natura-
le (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiu-
tano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt addizionato con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il
cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
(Le dosi prescritte non sono indicate per i bambini al di sotto dei 12 anni d’età, per i quali è indispensabile la prescrizione del medico curante).
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’) e dei flavonoidi, YAchillea può essere utilizzata per combattere l’infezione e l’infiammazione. Somministrare l’estratto secco, sotto forma di compresse da 2 mg, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose e somministrare una sola volta al giorno, prima di colazione.
Se l’eritema è particolarmente fastidioso (dolore e prurito in corrispondenza dell’eritema e/o delle vescicole) può essere preparato un cataplasma a base di estratto fluido di Achillea, mescolando 50 gocce in 30-50 mi di olio di Iperico. Bagnare una garza sterile e applicare sulla zona interessata, tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Ripetere il trattamento per due/tre volte consecutive. Evitare l’esposizione solare durante il trattamento, perché può causare fotosensibilizzazione.
In alternativa, in caso di pelle grassa, può essere utilizzato un cataplasma con Argilla verde ventilata (mescolare con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore, ripetere tre quattro volte al giorno) per facilitare il drenaggio dell’infezione.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’eritema cutaneo. Nei bambini al di sotto dei sei anni d’età dimezzare la dose.
Nei casi in cui l’infezione interessa oltre il volto anche le estremità (arti superiori e inferiori) è consigliabile somministrare YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 100 mg per due-tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei bambini
al di sotto dei 6 anni d’età). Effettuare il trattamento per 5 giorni. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito tipo I.
L’Echinacea contiene un composto polifenolico particolarmente attivo nei confronti dello Staphylococcus aureus, che rappresenta l’agente patogeno più frequente (60% dei casi).

Originally posted 2014-10-15 09:48:26.

Globuli bianchi bassi 180x180 - Globuli bianchi bassi

Globuli bianchi bassi

I leucociti (o globuli bianchi) costituiscono una famiglia di cellule eterogenea. Abbraccia, infatti, vari elementi (basofili, eosinofili, linfociti, monociti e neutrofili), tutti però accomunati nel perseguire un singolo obiettivo: difendere l’organismo dalle aggressioni degli agenti infettivi (batteri, virus, funghi). Una riduzione della quota dei globuli bianchi nel può dipendere da svariati fattori. Talvolta il numero di leucociti è nella norma, ma per la tendenza che queste cellule mostrano ad aderire alla parete dei vasi sanguigni, non vengono adeguatamente raccolti nella provetta. Un moderato esercizio fisico prima di sottoporsi alle analisi del (per esempio, qualche piano di scale a piedi) può contribuire a inibire questa adesione e riportare i valori entro i parametri fisiologici. In altri casi, la causa della carenza va indagata con estrema cura: potrebbe infatti dipendere da una patologia epatica, da un’infezione virale, da un’eccessiva distruzione dei leucociti (per la presenza di auto-anticorpi, per esempio) o da un deficit nella proliferazione delle cellule
progenitrici che nel midollo osseo generano i leucociti. Solo un monitoraggio della conta dei globuli bianchi ed eventuali esami specialistici possono indirizzare il medico verso la corretta diagnosi.


I globuli bianchi sono cellule del sangue deputate principalmente a difendere dalle infezioni. Uno stato di carenza di globuli bianchi può essere assolutamente benigno, ed esistere dai primi anni di vita senza indicare alcun tipo di malattia grave. Il più delle volte, un livello basso di globuli bianchi non richiede terapia, a meno che il medico non riscontri livelli preoccupanti di carenza oppure segni o sintomi di malattie sottostanti. Bassi livelli di globuli bianchi possono predisporre maggiormente a malanni stagionali, tuttavia non esistono terapie vere e proprie per aumentarne il numero.

Terapia
Esistono malattie che provocano cali importanti dei livelli di globuli bianchi. Il è altamente specialistico. Le trasfusioni possono rendersi necessarie se il calo mette in pericolo la sopravvivenza. I che stimolano la maturazione dei globuli bianchi a partire dai loro precursori devono essere prescritti dal medico in casi specifici.


Il riscontro di valori bassi di globuli bianchi o leucopenia, richiede un’attenta valutazione ematologica. L’omeopatia consente di facilitare la normalizzazione dei globuli bianchi con rimedi ad attività specifica sul midollo osseo.
Medullos 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto dal midollo osseo (rosso e giallo) di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Tale metodica utilizza estratti d’organo prelevati da animali secondo precise regole (“Preparazioni omeopatiche” dalla Farmacopea Francese, 1965). La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività secondo la modalità per cui le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano, le diluizioni medie (7 CH) regolarizzano, mentre le alte ( 15 o 30 CH ) inibiscono. Così Medullos 4 CH favorisce la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine a livello del midollo.
Monazite 8 DH una fiala al dì, per cicli di trattamento di 2 mesi. La monazite è un minerale usato in litoterapia. Chimicamente è un fosfato anidro di elementi rari del gruppo del Cerio, con Torio e Lantanio. La sua formula generale è (Ce, La,Y,Th) P04. Cristallizza nel sistema monoclino. Presenta colore giallo, marrone o rosso. 11 nome deriva dal greco monazeirty stare solo, e indica la rarità del minerale. La Monazite viene utilizzata soprattutto nei reumatismi cronici e agisce stimolando il
sistema reticoloendoteliale. Oltre alle indicazioni reumatologiche viene utilizzata nella condizione di riduzione dei globuli bianchi.
Radium bromatum 15 CH 5 granuli una volta al dì. Il bromuro di radio è indicato per l’astenia associata a calo dei globuli bianchi soprattutto in soggetti sottoposti a radioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La diagnosi di leucopenia anche per la Medicina tradizionale cinese deve essere fatta attraverso la lettura di indagini di laboratorio, ma le cause possono essere legate a insufficienze funzionali degli organi Reni e Milza.
Se il calo di leucociti è dovuto a un deficit di Qi di Milza la terapia è di bonificazione, mirata a ripristinare l’emopoiesi e a controllare i sintomi collaterali quali vertigini, affanno, astenia, inappetenza e sonnolenza.
I punti usati sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Nel caso di leucopenia da deficit di Yang di Milza e Rene l’azione è sempre di bonificazione e i punti usati sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
GAO HUANG;
PI SHU;
QI HAI;
SHEN SHU;
ZU SAN LI.
I punti del Sistema Auricolare sono Milza, Rene, Sottocorticale, Stomaco.
La terapia va eseguita 10 volte al termine del quale si rieffettua Temocromo per valutare l’obiettività numerica.


Formula: HUANG QI WAN
Radix Astragali…………………….10g
Herba Ecliptae………………………5g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come legumi, farina di segale, fegato, germe di grano, lievito di birra, carne di maiale, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (grano, orzo, rìso, avena, miglio) salmone, semi di girasole, soia e derivati, latte, kefir, yogurt e formaggi (caciocavallo, gorgonzola e pecorino romano), mandorle, ortaggi a foglia verde, noci, pollame, pesce spada, tonno, vitello, aragosta, carne bovina magra, uova, avocado, banane, carote, farina integrale, gamberetti, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxel-
les, aringa, manzo, molluschi, sardine, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato. Privilegiare i prodotti biologici e cuocere al vapore o al cartoccio le verdure per non aumentare la perdita di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.
Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizato il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di geni moderi vato, nella dose di 50 gocce al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Per stimolare la produzione di leucociti e l’attività immunitaria può essere utilizzato l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti. Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B,
beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione degli esami ematochimici.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-14 11:10:13.

Disfagia 180x180 - Disfagia

Disfagia

La è il termine tecnico per delinire un’alterata deglutizione. Si riconoscono fondamentalmente 2 forme principali di disfagie: in quella cosiddetta oro-faringea si fa fatica a trasferire volontariamente il cibo dalla cavita della bocca nell’esofago. Le cause? Processi infiammatori della cavità orale della faringe ma anche affezioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la distrofia muscolare). La esofagea è invece la forma senz’altro più comune: si avverte una sensazione di blocco, come se il cibo si arrestasse in corrispondenza dello sterno, un disagio che si risolve solo
quando, insistendo nel deglutire con l’aiuto di un sorso d’acqua, il cibo raggiunge finalmente lo stomaco (oppure, se così non è quando viene rigurgitato all’esterno), le cause sono svariate: un restringimento del tubo esofageo (stenosi) causato da un infiammazione cronica dell’organo (conse-
guente in genere al reflusso di succo acido dallo stomaco); alterazioni dell’innervazione (come gli spasmi esofagei diffusi); le formazioni tumorali; la presenza di un diverticolo in corrispondenza della faringe e l’esofago che, riempiendosi con parte del cibo inghiottito, finisce per causare un difficoltoso transito degli alimenti (ma anche alito cattivo, rigurgiti e tosse). La diagnosi può contare su svariati esami strumentali, come l’esame radiologico del tratto superiore del tubo digerente o l’esofagogastroduodenoscopia Altri esami che potranno essere richiesti dal curante possono essere: la Tac del torace, l’esame attuato con radioisotopi, la pH-metria (si legge “piacca-metria”) con il quale si misura il livello di acidità, e la mamometria esofagea, che misura il tono dello sfintere esofageo inferiore.


È mollo importante trovare Li causa della dislagia: principalmente si tratta di carne organiche, ma in alcuni casi il motivo e psicologa il II è conseguente all’accertamento della causa. La visita medica è mollo utile per capire se la disfagia su solo per i cibi solidi, liquidi o per entrambi e per prescrivere gli eventuali approfondimenti.


Risogna prevenire la disidratazione e la malnutrizione. L’alimentazione in caso di disfagia dovrebbe essere basata solo su cibi che povsono essere masticati e deglutiti senza pericolo. La dieta dovrebbe avere una consistenza cremosa, evitando cibi appiccicosi che aderiscono al palato e creano affaticamento, ed evitando cibi frammentati in piccoli pezzi che si disperdono in bocca e aumentano La possibilità di soffocamento. Nei casi gravi gli alimenti liquidi non sono indicati perché possono defluire nell’arca faringea spontaneamente, senza che venga slimolato il riflesso della deglutizione, quindi entrare nelle vie respiratorie: per evitare ciò gli alimenti possono essere resi densi utilizzando sostanze addensanti. In base al grado di disfagia, possono essere controindicati alimenti con doppia consistenza come: latte coi cercali, passato di verdura con pjst ina, yogurt con pezzi di frutta.

Terapia fìsica
La disfagia può essere migliorata c a volte risolta con accorgimenti fisici (e di postura! c fisioterapia. £ importante avere una buona regolanti nell’assunzione di cibo e imparare a mantenere la stazione eretta (busto e gola dritti ) anche da seduti.


È importante sapere che alcuni farmaci antiepilettici e contro l’insonnia possono compromettere la deglutizione. I farmaci da usare in uso di disfagia dipendono mollo dalla causa della disfagia stessa: per questa ragione é opportuno consultare un medico e avere una diagnosi precisa
prima di effettuare terapìe.

Chirurgia
A volte l.i disfagia può essere risolta solo con un intervento chirurgico: per questa ragione è indispensabile il consulto medico.


La difficoltà di deglutire si manifesta frequentemente in concomitanza con il mal di gola. La scelta del rimedio omeopatico si basa sulle caratteristiche dei sintomi e sulle modalità di miglioramento e di aggravamento.
Quando la disfagia è di origine neurologica il trattamento omeopatico si integra con quello neurologico e riabilitativo.

Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9 CH 5 granuli, anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Tumefazione rosata della gola e dell’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. I dolori brucianti aggravati con la deglutizione sono migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Belladonna 7 CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. Arrossamento intenso della gola. Senso di costrizione dolorosa al collo che si aggrava con la deglutizione. Talvolta è presente febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.
Phytolacca7CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. La fitolacca è un arbusto dell’America del Nord usato in omeopatia per l’arrossamento cupo e secchezza della gola. La gola è secca con bisogno continuo di deglutire e nella deglutizione.
Calendula Tintura Madre – Phytolacca Tintura Madre Effettuare gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle tinture, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza (effetto antalgico e antisettico).

Faringotonsillite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 2 ore, dirare in base al miglioramento. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Lingua tumefatta e flaccida, tanto da presentare sui bordi l’impronta dei denti. Alito fetido. Dolore irradiato all’orec-
chio.

Disfagia di origine neurologica
Causticum 30 CH 5 granuli 2 volte al dì. Causticum è ottenuto dalla distillazione di una miscela di bisolfato di potassio e di calce spenta, secondo le indicazioni di Hahnemann (“tintura di Hahnemann’). È il rimedio di prima scelta per i fenomeni neurologici caratterizzati da paresi della lingua o disturbi della deglutizione o paresi del velo palatino.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo trova origine in un’alterazione della funzionata del Sistema Muscolare e del Sistema Nervoso. Lo scopo della terapia è quindi quello di riequilibrare l’organismo in modo da ripristinare una corretta irrorazione dei muscoli e soprattutto calmare lo stato di agitazione o di tensione che compartecipa alla sintomatologia.

Agopuntura
Punti importanti sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia va eseguita 2 volte alla settimana per 5 settimane.

cinese
Formula: LON PAO WAN
Semen Cassiae………………………12g
Radix Rehmaniae Preparata*……………9g
Spica Prunellae……………………..7g
Radix et Rizoma Rhei…………………6g
Rizoma Coptis……………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne
magra biologica, pesce pescato in mare, cercali semintegrali e legumi sotto forma di zuppe e/o passati, pane morbido a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, sotto forma di centrifugati e/o frullati, olio di lino, di noci, o di germe di grano di prima spremitura a freddo, frutta secca e semi oleosi ridotti in crema.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, in particolare il tofu e il latte di soia addizionato con calcio.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, la frutta con la buccia, i tuberi, le radici e le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli cotti e trasformati in passato), le bevande gasate.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e di alimenti che ne sono ricchi.
Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura ai 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
La disfagia è un disturbo non facilmente trattabile con i preparati fitoterapici. Le piante utilizzate possono aiutare a combattere i sintomi correlati come l’ansia, la depressione o l’angoscia, per non riuscire a deglutire correttamente il cibo.
Nel primo caso può essere utilizzala la Passiflora (ricca di alcaloidi indolici, flavonoidi, steroli, pectine, tannini e acidi polifenolici) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali. In alternativa possono essere utilizzate le foglie e le sommità fiorite ( 2 cucchiaini ) per preparare un infuso, in associazione con i fiori di Lavanda (2 cucchiaini) e 200 mi di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Assumere, a temperatura ambiente, circa 30 minuti prima dei tre pasti principali, sorseggiando lentamente. Con l’aggiunta di alcune gocce di succo di limone, o di pompelmo, può essere consumato durante i pasti, per facilitare il passaggio del bolo alimentare attraverso l’esofago, ricordando
sempre di bere molto lentamente e solo dopo aver completamente terminato la masticazione.
Nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi della depressione, può essere somministrato YHyprricum perforatum* sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se il paziente si presenta particolarmente agitato, soprattutto in previsione di un pasto, o di uno spuntino, può essere d’aiuto assumere la Tiiia tomentosa 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, due volte al giorno, con poca acqua, circa un’ora prima dei due pasti principali. In alternativa il
dosaggio può essere frazionato in 25 gocce, quattro volte al giorno, in corrispondenza dei tre pasti e di uno spuntino/die.

Originally posted 2014-10-10 15:39:16.

Frigidità 180x180 - Frigidità

Frigidità

: dal latino frigidus, freddo, è un termine oggi abbandonato in sessuologia in quanto denso di giudizi negativi sulla femminilità e sensualità della donna che ne sarebbe affetta. Il termine preferito è oggi Inibizione sessuole generale, di cui fanno parte lo scarso o assente desiderio, la difficoltà di eccitazione e la difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Questa incapacità di sentire desiderio, di eccitarsi durante il rapporto e di raggiungere l’orgasmo (anorgasmia) può essere primaria, quando il disturbo è presente da sempre e ha contrassegnato tutte le precedenti esperienze sessuali; viene definita secondaria se il disagio è emerso invece in un ben preciso momento della vita. In particolare, l’anorgasmia è totale se si ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo solo durante la penetrazione o anche con la stimolazione esterna (clitoridea).
Se il sintomo è comparso in un determinato periodo, dopo una vita sessuale fino a quel momento soddisfacente, allora le possibili cause scatenanti sono di varia natura: psicologiche (stati depressivi o eventi luttuosi), di relazione (conflitti all’interno della coppia, rapporti con un partner affetto da disturbi sessuali come l’eiaculazione precoce e la difficoltà di erezione) e mediche
(disfunzioni neurologiche, consumo di come antidepressivi e benzodiazepine). Nell’individuare le ragioni del disturbo, bisognerà poi accertare la presenza di tensioni muscolari, generalizzate o localizzate nell’area genitale (a carico del pavimento pelvico), e anche di alla penetrazione (si parla di “dispareunia”), che evidentemente va a inibire sia la capacità di provare desiderio, sia di eccitarsi, e di raggiungere l’orgasmo vaginale.


Prima di pensare a una terapia è necessario valutare se esistano fattori stressanti, terapie farmacologiche, malattie sistemiche che possano spiegare la frigidità. In alcuni casi la frigidità è una reazione a problemi sessuali del partner: anche di questo bisogna tenere conto nell’impostare un eventuale .

Psicologia
Spesso all’origine della frigidità c’è la presenza un effetto inibitorio dell’ansia durante il rapporto: tale ansia può essere dovuta a paure sessuali, a traumi pregressi {per esempio abuso sessuale), a un rapporto non adeguato con il partner, al timore di perdere il controllo (e di fare o dire qualcosa di sconveniente). La donna ha paura di “lasciarsi andare” e si “trattiene” di fronte alla sensazioni sessuali, nel momento in cui esse diventano più intense. Con il passare del tempo il meccanismo di controllo si rafforza sempre più fino a diventare automatico: la donna, quindi, non
sperimenta l’orgasmo nemmeno quando è calma, innamorata, propriamente stimolata e reattiva. L’ansia può diventare ansia da prestazione.
Tramite la psicoterapia si riduce, fino a eliminarlo, il controllo delle reazioni sessuali e si promuove la presa di coscienza dei condizionamenti culturali ed educativi che hanno reso la donna frigida.

Farmaci
La causa organica di frigidità è un basso livello di ormoni androgeni: per questo si prescrive testosterone ( DHEA), in forma naturale oppure sintetica. Anche gli ormoni tiroidei possono essere utili, se alla base della frigidità c’è una disfunzione della tiroide.


L’insensibilità ricorrente o persistente nei confronti degli impulsi sessuali può essere trattata mediante specifici medicinali omeopatici che possono integrare un approccio di tipo psicologico o psicoterapico, spesso indicato per prendere coscienza e rimuovere i fattori respon-
sabili della frigidità.
Agnus castus 15 CH 5 granuli una volta al giorno, riducendo la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. La mancanza di desiderio sessuale e di risposta agli stimoli durante il rapporto può essere ricorrente o persistente. In omeopatia l’agnocasto è indicato nel trattamento della frigidità. La donna è priva di stimoli sessuali, è triste, malinconica, indifferente, precocemente invecchiata. Solitamente la donna frigida è incapace di avere un orgasmo.
Graphites 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al giorno. La grafite è il medicinale omeopatico indicato quando c’è avversione per il rapporto sessuale. È adatto sia all’impotenza sessuale che alla frigidità in soggetti generalmente obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono inoltre alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Onosmodium 15 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Si tratta di una pianta della famiglia delle Borraginacee, indicata nella depressione nervosa e della funzione sessuale, nel forte calo del desiderio sessuale e nella perdita totale della libido sia nell’uomo che nella donna.
Sepia 15o30 CH, una monodose una volta alla settimana. L’indifferenza, la frigidità e la repulsione per il rapporto sessuale. In generale,
Sepia è adatta alla donna depressa, indifferente verso tutto e verso tutti, apatica, solitaria, aggravata dalla consolazione. Abitualmente è l’insistenza del marito a spingere per una visita medica specialistica. La donna non avverte né desiderio, né piacere durante il rapporto sessuale.
Può lamentare dolore durante il rapporto a causa di una secchezza vaginale, di un’infezione urogenitale o di un prolasso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause posso no essere distinte in strumentali e funzionali, dovute le prime ad anomalie anatomiche e le seconde di natura psicologica.
Queste possono dipendere da un deficit di Yang di Rene, deficit di Qi di Cuore e Milza e dalle 7 Emozioni.

Agopuntura
Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il , tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nel caso di deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per le 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen.
I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHEN MEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e SHEN MEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente riequilibrare il quadro energetico.

cinese
Formula: YOU GUI WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………….24g
Rhizoma Dioscoreae……………………12g
Fructus Corni…………………………9g
Fructus Lycii…………………………9g
Semen Cuscutae……………………….12g
Cortex Eucomniae……………………..12g
Cortex Cinnamomi………………………6g
Radix Angelicae Sinensis……………….9g
Radix Aconiti Lateralis………………..6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne magra biologica, pesce pescato in mare, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, pane a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per tenere sotto controllo il disturbo può essere utilizzata la Noce di cola (Cola nitida), sotto forma di estratto fluido» nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nelle pazienti particolarmente ansiose, può essere associato alla Scutellaria (Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a tenere sotto
controllo il disturbo, nei casi in cui è associata un’astenia psico-fisica.
Nelle pazienti ansiose, o sottoposte a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui la paziente si presenta particolarmente agitata e facilmente irritabile, può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo, oppure diluite in acqua minerale naturale. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 ml di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-14 09:37:42.

Barotrauma 180x180 - Barotrauma

Barotrauma

È un danno meccanico subito dalle strutture dell’orecchio in seguito alle variazioni della pressione ambientale. Caratteristico è questo evento patologico nelle discese subacquee. Si può avvertire una sensazione di fastidio alle orecchie, dovuta alla pressione crescente che preme sulla membrana del timpano, che cosi s’introflette. Per ovviare a questo inconveniente si dovrà ricorrere a una manovra di compensazione, per equilibrare le pressioni sulle due facce, interna ed esterna, del timpano: bisognerà allora spìngere con forza Caria contenuta nei polmoni, stringendo le narici e soffiando forte. Se la spinta meccanica esterna sulla membrana del timpano non viene adeguatamente compensata (oppure la manovra compensatola viene eseguita tardi), ecco il : compare un’otite (con , senso di ottundimento e lieve riduzione dell’udito), che può limitarsi a una leggera infiammazione con versa-
mento (otite sierosa) o più di rado comportare la fuoriuscita di (otite emorragica). Ma il danno può anche giungere alla rottura della membrana timpanica, l’inefficacia della manovra compensatoria è dovuta spesso alla presenza di una patologia delle alte vie respiratorie (raffreddore, rinite allergi-
ca, poliposi nasale, deviazioni del setto nasale) Anche viaggiando in aereo si può essere soggetti a questo tipo di problema: l’apertura delle tube di Eustachio, quando non si riesce a compensare spontaneamente lo squilibrio di pressione, potrà essere agevolata masticando un chewing-gum o succhiando una caramella. La compensazione va effettuata ogniqualvolta se ne sente la necessità; non si deve arrivare a sentire dolore, perché potrebbe già essere troppo tardi, ma appena si avverte un leggerissimo fastidio è subito utile riportare il timpano in equilibrio immettendo aria nell’orecchio medio.


I sintomi e segni del barotrauma dipendono dall’entità del danno. Anche gli organi colpiti dipendono dalla situazione che ha provocato il barotrauma.
Barotrauma orecchio esterno in discesa
La terapia consiste nel somministrare antibiotici e steroidi localmente.
Barotrauma orecchio medio in discesa
La prevenzione consiste nel compensare frequentemente dalle prime fasi dell’immersione. In caso di difficoltà bisogna risalire di qualche metro per poi riprovare a equilibrare la pressione.
Barotrauma orecchio medio in risalita
La terapia deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista otorino. La prevenzione consiste nel non compensare in risalita. Se si avverte un dolore all’orecchio in risalta, scendere di qualche metro e riprovare. La manovra di Valsalva aumenta ancora di più la pressione nell’orecchio.
Barotrauma orecchio interno in discesa e in risalita
La terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio
È un quadro clinico che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno. La terapia nelle forme iniziali consiste nel cercare di compensare la pressione negativa con la manovra di Valsalva; nel caso non fosse possibile è indicato somministrare decongestionanti locali. Nella fase dell’iperemia timpanica è possibile aggiungere una terapia steroidea per alcuni giorni. La prevenzione va attuata eseguendo accurate valutazioni mediche di idoneità all’immersio-
ne ed evitando di immergersi in caso di raffreddore. Come prevenzione secondaria si raccomanda nelle fasi successive all’immersione, e fino ad alcune ore dopo, di eseguire manovre di Valsalva per lavare l’eccesso di ossigeno dall’orecchio medio e sostituirlo con l’aria.


Le conseguenze di una modificazione della pressione esterna per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subacquee si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito. L’approccio omeopatico è efficace nell’attesa di una valutazione otorinolaringoiatrica o come complementare a quello consigliato dallo specialista. Si basa sulla prescrizione pressoché sistematica di Arnica montana* eventualmente completata da altri rimedi.
Aconitum napellus 15 o 30 CH 5 granuli 3-4 volte al dì, in relazione all’intensità della sintomatologia. Il medicinale omeopatico preparato a partire dalla pianta intera fiorita dell’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, viene impiegato in omeopatia nel trattamento dei fenomeni congestizi che insorgono bruscamente soprattutto in conseguenza di forti sbalzi termici, esposizione al freddo intenso o cambiamenti rapidi della pressione ambientale. Di solito si tratta di soggetti in buona salute che diventano inquieti e ansiosi in seguito alla comparsa di dolori acuti, insopportabili, a brusca insorgenza, spesso associati a sensazione di intorpidimento, congestione e formicolio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli da ripetere più volte al giorno secondo necessità e diradando in base all’attenuazione dei sintomi. L’arnica va utilizzata in maniera sistematica per la sua azione protettiva sul microcircolo nelle conseguenze di traumi diretti o indiretti.
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’oro metallico viene utilizzato per la sua azione antinfiammatoria che si manifesta principalmente nelle affezioni ORL.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricaria viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose soprattutto
del bambino, abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile, in relazione alle brusche variazioni pressorie che si verificano nel corso di un viaggio aereo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese nei confronti di questo disturbo trova riscontro nella fase post acuta e cioè comporta un sistema di regolazione di tre componenti alterate dal trauma.
L’agopuntura infatti è efficace nel controllo della pressione arteriosa, della respirazione, sia della fase inspiratoria che espiratoria degli scambi gassosi.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia,
mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire eventuali infezioni potenziando la
funzionalità del .
Alimenti da evitare Limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere le funzioni del
Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione (in particolare ostacolare la fluidificazione del catarro presente nelle vie aeree).

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).


Data la peculiarità delle lesioni da barotrauma possono essere utili alcuni tipi di piante solo come complemento alla terapia convenzionale durante la fase acuta, mentre devono essere utilizzate razionalmente nella prevenzione del barotrauma. La Boswellia serrata* detta anche incenso indiano, è un arbusto originario dell’India, che fa parte della medicina ayurvedica. Una caratteristica di questa specie di arbusto è la ricchezza di canali resiniferi che secernono una gommoresina profumata
particolarmente ricca di triterpeni, che ha un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. Anche la Liquirizia ha attività farmacologica di tipo antinfiammatorio, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene una sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia con un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza nella cascata biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia tuttavia se somministrata ad alte dosi e per lunghi periodi va utilizzata sotto controllo medico per la possibile alterazione dei livelli
pressori ed è controindicata in pazienti con alterazioni muscolari o idroelettrolitiche. Nella prevenzione del barotrauma si può utilizzare la Vite ( Vitis vinifera) che grazie ai principi attivi costituiti da procianidine oligomere e resveratrolo, svolge un’importante attività antiossidante e
di protezione sull’endotelio dei capillari, avendo così un importante azione di preservazione di una corretta funzione metabolica dei tessuti (estratto fluido, 20 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti). Anche il Ginkgo biloba per la sua attività antiossidante, antinfiammatoria ma soprattutto endotelioprotettrice e di riduzione dello spasmo arteriolare può avere un ruolo significativo sia nella prevenzione che nella terapia del barotrauma (da utilizzare sotto controllo medico).

Originally posted 2014-10-08 15:59:34.

Ernia iatale 180x180 - Ernia iatale

Ernia iatale

Si chiama la migrazione di una porzione di stomaco nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo (quell’apertura sul muscolo diaframma che consente il passaggio dell’esofago). Classicamente si riconoscono due tipi di ernie gastriche. NeW’emio do scivolamento, parte del-
l’esofago (la giunzione esofago-gastrica, cioè il punto di passaggio tra l’esofago e lo stomaco) scivola nel torace assieme allo stomaco. Si tratta di una situazione generalmente associata al reflusso gastro-esofageo, ovvero alla risalita nell’esofago del materiale acido proveniente dallo stomaco.
Circa il 5% per cento di tutte le ernie iatali sono invece di tipo poroesofogeo: in questi casi succede che il polo superiore dello stomaco “rotoli” verso l’alto, all’interno del torace, per disporsi parallelamente all’estremità inferiore dell’esofago. La giunzione tra stomaco ed esofago resta al di sotto del diaframma e continua a funzionare regolarmente, ma il rischio maggiore, in tale evenienza, è che l’ernia finisca per strozzarsi tra l’esofago e lo iato, o che venga compromesso l’apporto di allo stomaco. Esistono anche ernie miste, con le caratteristiche di entrambe le forme precedenti.
L’ernia iatale non provoca disturbi specifici. È generalmente una condizione asintomatica. E quando i sintomi sono presenti, questi sono quasi sempre riconducibili alla contemporanea presenza del reflusso gastroesofageo. Ovvero: sebbene la maggior parte dei pazienti alle prese con il reflusso abbia un’ernia iatale, molti soggetti con ernia iatale non presentano né sintomi di malattia da reflusso né irritazione esofagea (esofagite).


e stile di vita

Alcuni cibi andrebbero evitati perché aumentano il reflusso acido: grassi o fritti, olii, cioccolato, menta piperita e menta verde e il latte intero. Agrumi e succhi di agrumi, caffè (normale e decaffeinato) e il pomodoro irritano la porzione inferiore dell’esofago e devono essere limitati o evitati. Cibi proteici a basso contenuto di grassi,carboidrati a basso contenuto ili grassi i pane,
cereali, pasta, cracker) e alimenti contenenti calcio (formaggi magri, latte scremato e yogurt magro) aumentano il tono del cardias e aiutano a prevenire il reflusso. Inoltre, per ridurre i sintomi evitate il fumo, le gomme da masticare e le caramelle dure, mangiate piccole porzioni di cibo duran-
te i pasti, non andate a letto immediatamente dopo il pasto ed alzate la testata del letto di 20-30 cm per prevenire il reflusso durante la notte (aggiungere più cuscini è inutile), perdere peso se sovrappeso.


Gli antiacidi tamponano l’acido a livello gastrico ed esofageo e bloccano l’azione irritante della bile. Gli H2-bloccanti e gli inibitori della pompa protonica sono tra i farmaci più utilizzati: gli inibitori di pompa protonica hanno una notevole efficacia, superiore rispetto agli H2-bloccanti, ma
è richiesta una loro assunzione quotidiana e per periodi lunghi. I procinetici migliorano la motilità di esofago e stomaco e aumentano la pressione del cardias, ma i molti effetti collaterali limitano un loro impiego pratico.

Chirurgia
La terapia chirurgica è riservata a quei pazienti che non hanno beneficio dall’assunzione di farmaci o desiderano sospenderne l’assunzione.


L’ernia iatale caratterizzata dalla protrusione intermittente o stabile della porzione superiore dello stomaco in torace per incontinenza del cardias, si manifesta con dispepsia e rigurgiti post-prandiali, soprattutto quando il paziente si corica. L’approccio omeopatico si deve inte-
grare con la valutazione e il consigliato dallo specialista gastroenterologo.
Argentum nitricum 9 CH – Ipeca 5 CH – Iris versicolor 7 CH 5 granuli di ciascuno, in alternanza, 2 volte al dì. Argentum nitricum è il medicinale omeopatico dei rigurgiti, delle eruttazioni, della nausea e del vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Ipeca è un arbusto brasiliano della famiglia delle Rubiacee, utilizzato per la nausea persistente e il vomito con ipersalivazione. La lingua è pulita e il paziente non ha sete. Iris versicolor è ottenuto dal rizoma di iris ed è di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristico è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Kali carbonicum 5 CH 5 granuli, mezz’ora prima dei pasti. Il carbonato di potassio è il rimedio omeopatico dei disturbi digestivi e del retrosternale con eruttazioni acide da ernia iatale. Caratteristica è la flatulenza eccessiva che si manifesta subito dopo aver assunto cibo anche in piccola quantità.
Nux vomica 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese ha rilevanza nel trattamento di questo disturbo in corrispondenza del controllo dei sintomi che compartecipano quali reflusso gastroesofageo, iperacidità gastrica, meteorismo e punti importanti dell’agopuntura possono essere:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delTapofìsi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 60 giorni.

cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae……………2g
Caulis Bamboose………………………..2g
Rizoma Zingiberis Officinalis………….1,5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….1g
Radix Codonopsis Pilosulae…………….0,5g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne
magra biologica, pesce pescato in mare, cereali semintegrali e legumi (sotto forma di zuppe e/o passati), frutta e verdura fresche (consumate lontano dai pasti e associate sempre a un prodotto da forno non lievitato), uova biologiche (cotte in camicia o alla coque), olio di lino, di noci, o di germe di grano di prima spremitura a freddo, frutta secca e semi oleosi ridotti in crema.
Privilegiare gli alimenti ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole (frullati), lo sciroppo d’acero, il tofu e il latte di soia e di riso (miscelati in parti uguali) addizionati con calcio.
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, la frutta con la buccia, i tuberi, le radici e le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli cotti e trasformati in passato), le bevande gasate.
È consigliabile cercare di evitare gli alimenti che aumentano l’acidità gastrica, come gli agrumi, i pomodori, le spezie piccanti, il caffè, il tè nero, le bevande alcoliche.
Eliminare i cibi a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i piatti pronti dei fast-food, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, succo di carote, zucca gialla e patate dolci (americane) cotte in forno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
C 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Dare la preferenza ai preparali fitoterapici sotto torma di estratti fluidi, oppure di olio essenziale, evitando le tinture madri, che aumentando l’acidità gastrica, agiscono negativamente sulla pirosi, e gli infusi, tisane e decotti, in quanto possono aggravare il reflusso gastroesofageo.
Per facilitare il transito del cibo attraverso l’esofago può essere somministrata VAngelica, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in un cucchiaio di latte d’avena, oppure di riso addizionato con calcio, 15-20 minuti prima dei pasti principali. Per alleviare gli spasmi esofagei, può essere utilizzato l’olio essenziale di Menthapiperita 3 gocce in un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda, tre volte al giorno, circa 10 minuti dopo i pasti principali. Le foglioline di Menta fresca (è preferibile utilizzare le qualità meno aromatiche, rispetto alla piperita) possono essere distribuite sui vegetali crudi o cotti (cereali, legumi e verdure) per facilitare i processi digestivi ed evitare il meteorismo intestinale causato dall’aumentato apporto di fibre, contenute in questi alimenti.
Nei casi in cui il disturbo si presenta particolarmente fastidioso, possono essere utilizzati la Papaia, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 2 cucchiai di succo puro di mirtillo, oppure di lampone, circa 15 minuti prima dei pasti principali, l’Arancia amara, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte agiorno, diluite in 2 cucchiai di centrifugato di sedano e carota, 15-20 minuti dopo i pasti principali, l’Artemisia, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 2 cucchiai di succo di mela limpido, 15-20 minuti prima dei pasti principali e il Tiglio sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 2 cucchiai di latte di mandorle, lontano dai pasti.
Per migliorare la funzione gastrica può essere somminislrata l’Achillea, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-13 11:31:32.

Fibromialgia 180x180 - Fibromialgia

Fibromialgia

È una forma comune di muscolo-scheletrico diffuso e di affaticamento. Interessa principalmente i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa. Non è una forma di artrite, e dunque non provoca deformità a carico della articolazioni. Ciò che caratterizza questa sindrome è innanzitutto il in tutto il corpo, che assume, nelle parole dei pazienti, i più diversi connotati: bruciore, rigidità, contrattura, tensione. Un disagio che spesso varia in relazione ai vari momenti della giornata, all’attività che si sta svolgendo, alle condizioni atmosferiche e allo stress. Un attento esame dell’apparato muscolo-scheletrico di queste persone rivela la presenza di aree dolenti in sedi specifiche (tenderpoints). Circa il 90% dei pazienti affetti dalla sindrome fibromialgica riferisce affaticamento e disturbi del sonno; sono anche presenti mutamenti nel tono dell’umore e un variegato ventaglio di altri disturbi: cefalea (per lo più di tipo tensivo), rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle), stitichezza e/o diarrea, sensazione di gonfiore alle mani, dolori al torace, difficoltà a concentrarsi (o a eseguire semplici elaborazioni mentali), ansia e/o depressione. Aspetto peculiare di questa condizione è che la diagnosi non si basa su qualche specifico test di laboratorio o radiologico, ma dipende principalmente dai disturbi che il paziente riferisce. Negli ultimi 10 anni, gli studi hanno dimostrato che certi sintomi, come il muscolo-scheletrico diffuso, nonché la presenza di specifiche zone che risultano doloranti alla pressione, sono presenti nella sindrome fibromialgica e non negli individui affetti da altre patologie reumatiche dolorose.



La terapia farmacologica si basa sull’uso di uno dei più recenti inibitori selettivi del reutpake della serotonina (SSRI, paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare: non tutti i prodotti in commercio sono ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci correntemente utilizzati sono gli antiepilettici (come il gabapentin o il suo derivato pregabalin), gli analgesici centrali (tramadolo e codeina/paracetamolo), alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. Una sola molecola è al momento commercializzata in Italia, la venlafaxina.

Terapia non farmacologica
È molto utile la terapia di rilassamento muscolare profondo, basata su tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa.


L’approccio alle fibromialgie, dominate da manifestazioni dolorose muscolari e facile esauribilità richiede un progetto integrato che si basa essenzialmente sulla pratica di attività fisica regolare, sull’integrazione di preparati a base di magnesio e sulla somministrazione di medicinali. La scelta dei rimedi omeopatici è orientata dal fattore scatenante (freddo, umidità, movimento brusco, prolungato mantenimento di alcune posture, condizioni di stress) e dalle caratteristiche dei sintomi (dolore muscolare, facile esauribilità).

Fibromialgie post-traumatiche
Arnica 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. È il rimedio di tutte le conseguenze dei traumi sia diretti che indiretti, recenti o remoti.
Natrum sulfuricum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. È indicato nella e nella depressione conseguente a esiti di trauma craniocervicale.

Fibromialgie da agenti atmosferici
Dulcamara 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Dolore muscolare scatenato o aggravato dal freddo umido.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Rigidità dolorosa all’inizio del movimento, in particolare al mattino, migliorata dal movimento progressivo. Aggravamento con il freddo umido.
Fibromialgie da affaticamento psico-fisico
ATP 3 DH 20 gocce da una a tre volte al dì. L’adenosintrifosfato è il bioterapico utilizzato in omeopatia per la mancanza di energia e la facile esauribilità.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, diradando in base al miglioramento. Il preparato ottenuto dalla noce di cocco è utilizzato sistematicamente nel della fibromialgia caratterizzata da debolezza profonda, facile esauribilità, grande spossatezza. Il soggetto è talmente prostrato che non riesce a reggersi in piedi o a sostenere il capo in quanto i muscoli non lo reggono. Possono essere presenti tremori, vertigini, parestesie, insonnia.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. La noce vomica è adatta nelle condizioni di affaticamento psicofisico con bisogno di eccitanti: caffè, fumo, cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di fitopreparati a base di erbe cinesi.
Formula: XIAOYAO SAN
Radix Bupleuri………………………..9g
Radix Angelicae Sinensis……………….9g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….9g
Sclerotium Porta……………………..12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5g
Herba Menthae…………………………2g
Rizoma Zingiberis Officinalis……………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di bioflavonoidi ( limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi).
Aumentare il consumo di rame, selenio e zinco, privilegiando fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini ”ma-
gri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Limitare l’apporto dì cibi a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) egli alimenti che Io contengono.
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, in quanto possono compromettere le funzioni del Sistema
Immunitario e di conseguenza rendere il paziente più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Per alleviare gli spasmi muscolari, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, duetre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno due mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di ansia, insonnia e cefalea, può essere utilizzata YArancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’o-
ra prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 14:45:16.

Gambe senza riposo sindrome delle 180x180 - Gambe senza riposo, sindrome delle

Gambe senza riposo, sindrome delle

La sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con uguale frequenza nei due sessi e ogni età ne è colpita, anche la prima infanzia (sebbene questa condizione si evidenzi maggiormente con l’aumentare dell’età). Tale disturbo è caratterizzato da alcuni sintomi distintivi: la persona avverte il bisogno impellente di muovere gli arti, nonché una serie di sgradevoli sensazioni alle estremità (che vengono descritte nei modi più disparati: formicolii, stiramenti, tensioni, strappi; punture, vibrazioni; solo nel 20% dei casi il disagio si presenta come un vero e proprio); inoltre è costretta a muoversi per alleviare queste fastidiose sensazioni; il malessere insorge e peggiora con il riposo, soprattutto di sera o durante la notte. Manifestazioni che molto frequentemente si associano a questa sindrome (in circa l’80% delle persone colpite) sono i movimenti periodici degli arti durante il sonno (PLMS: Periodic timb Movements in S/eep): sono atti involontari rapidi, scatti o sussulti ripetitivi che si presentano ogni 15-40 secondi. Coinvolgono prevalentemente gli arti inferiori, con l’estensione degli alluci e la flessione di caviglie, ginocchia e anche, e, se intensi, possono provocare il risveglio. Questi movimenti periodici degli arti possono essere presenti anche da svegli (e la loro presenza durante le ore del giorno rafforza la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo). Alla base di questo disagio esiste verosimilmente una disfunzione di certe strutture cerebrali che vedono coinvolte quel cruciale neurotrasmettitore chiamato dopamina. Ma c’è chi ipotizza l’esistenza di anomalie cellulari che interferiscono con il deposito e il trasporto del ferro nel cervello.


L’approccio terapeutico iniziale al paziente affetto da sindrome delle gambe senza riposo deve tenere conto della severità della malattia.


La terapia oggi si avvale, con ottimi risultati, di farmaci dopamino-agonisti, e/o, nei casi più complessi, di oppioidi. Il farmaco va assunto 1 o 2 ore prima del momento in cui solitamente compaiono i sintomi: il beneficio è immediato, ma nel caso in cui ciò non avvenga la dose di farmaco va adattata in modo crescente in base ai risultati terapeutici ottenuti. Nel caso in cui non si registri risposta terapeutica con il farmaco dopamino-agonista di primo impiego alla sua massima do-
se, è indispensabile variare la scelta farmacologica. 11 di pazienti complessi, particolarmente compromessi sotto il profilo psichico e/o psicologico, non può che essere affrontato di concerto con il medico specialista neurologo.


Il trattamento omeopatico della sindrome delle gambe senza riposo o restless legs> caratterizzata da tremori, spasmi muscolari e movimenti degli arti inferiori o formicolio delle gambe durante il sonno, è basato principalmente sull’uso dello zinco metallico.
Lachesis 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
Il medicinale omeopatico preparato dal veleno di questo serpente dell’America del Sud è indicato nel trattamento della sindrome delle gambe senza riposo con sintomi che peggiorano nella fase premestruale o in menopausa, mentre migliorano con il flusso mestruale. Lachesis è inoltre il rimedio di molti disturbi della menopausa (vampate, cefalea, emorroidi, ipertensione).
Zincutn metallicum 9 o 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il medicinale omeopatico ottenuto a partire dallo zinco metallico agisce soprattutto sul Sistema Nervoso. È stato scritto, infatti, che “Ciò che il ferro rappresenta per il lo zinco lo rappresenta per i nervi” Zincum metallicum è un rimedio indicato, in particolare, nel soggetto affaticato, pallido, smunto, mentalmente e fisicamente rallentato. Talvolta i sintomi aggravano con l’assunzione di sostanze stimolanti e soprattutto con il vino, mentre migliorano temporaneamente durante il mestruo. Zincum metallicum è il medicinale omeopatico utilizzato anche nell’intolleranza al vino e agli alcolici, nella fatica intellettiva con difficoltà a comprendere e a memorizzare, soprattutto dopo studi prolungati e diffìcili, veglie prolungate, abuso sessuale o uso di psicofarmaci.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è legato a un deficit della fimzionalità epatica, infatti il Fegato è l’organo responsabile dei movimenti continui a carico degli arti.
Lo scopo della terapia è ripristinare la corretta funzionalità del Fegato e contemporaneamente rilassare agendo sui punti del Sistema nervoso.
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Un ciclo di 10 applicazioni è consigliabile, da effettuare 2 volte alla settimana.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati II pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici (come carne bovina magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi, uova biologiche alla coque o cotte in camicia), perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, contribuisce a migliorare la qualità del sonno.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali e privi di lievito, noci e/o semi oleosa per facilitarne la digestione.
Privilegiare i passati, o le zuppe, ben cotti, a base di cereali (come orzo periato, riso Basmati, miglio, avena in fiocchi, amaranto, quinoa, farro verde) legumi e ortaggi, i centrifugati di verdura e/o frutta fresca, i frullati di frutta e latte fermentato, o kefir oppure yogurt naturale magro
arricchito con probiotici.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di banane, datteri essiccati, latte caldo parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, o di miele vergine integrale di lavanda, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati, del triptofano e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Evitare di consumare le verdure crude e la frutta al termine del pasto serale, perché rallentando la digestione e disturbando il riposo, facilitano l’insorgenza dei sintomi.
Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate e gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
È consigliabile eliminare carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi passati, cioccolato
fondente (con almeno l’80% di cacao), frutta secca, salsa e polpa di po-
modoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno;
Coenzima Q / 0 30 mg al giorno;
ìnositolo I g al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi della muscolatura degli arti inferiori, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Per la sua azione sedativa, nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psicofisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta associato ad angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, tachicardia da stress psichico, può essere utilizzata l’Arancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 ml di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione sedativa al fine di facilitare l’addormentamento, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, privilegiando la seconda parte del pomeriggio (tra le ore 17.00 e le 18.00: la prima dose), circa 30 minuti dopo il pasto serale (la seconda) e circa un’ora prima del riposo notturno (la terza).

Originally posted 2014-10-14 10:23:56.