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Emicrania 180x180 - Emicrania

Emicrania

L’ è un particolare tipo di cefalea che spesso interessa soltanto una metà del capo, e costituisce di gran lunga la forma di mal di testa per cui i pazienti interpellano il medico: ne soffrono oltre 7 milioni di persone solo in Italia e la sua prevalenza, cioè la percentuale della popolazione che ne è colpita, è di circa il 18% nelle donne e del 6% negli uomini. Lo scoppio d’una
crisi emicranica potrebbe esser favorita da una numerosa serie di elementi scatenanti: esterni e interni. I più comuni? Gli ormoni: molte donne che soffrono d’emicrania lamentano spesso la crisi in rapporto al ciclo mestruale (chi solitamente subito prima o nei giorni iniziali del flusso, alcune nel periodo dell’ovulazione) o durante i trattamenti con la “pillola” contraccettiva. Poi i fattori psicologici: imputati sono lo stress, il “dopo-stress” (quando ci si rilassa in occasione del fine settimana e delle vacanze), l’ansia e la depressione. Ancora, le situazioni ambientali: le luci intense, intermittenti o fluorescenti, l’altitudine, e le variazioni meteorologiche vengono denunciati dai pazienti emicranici in percentuali variabili (dal 7% al 43%). Anche il dormire troppo o troppo poco viene ritenuto ùn possibile fattore scatenante, così come l’esercizio fisico eccessivo e la fatica. Pure il cibo, e non solo se ingerito in quantità eccessiva, può facilitare un attacco emicranico (in primo piano: cioccolata, tuorlo d’uovo, latte e suoi derivati, formaggi fermentati, aceto, vino, cibi grassi, insaccati e dadi per brodo, agrumi, banane e pomodori).

MEDICINA CONVENZIONALE
Farmaci

Lo scopo del trattamento è prevenire oppure ridurre la frequenza degli attacchi. Un’emicrania molto severa che non risponde alle terapie dovrebbe spingere a una visita medica.
L’attacco di emicrania viene trattato con acetaminofene o antinfiammatori non steroidei (FANS): questi farmaci non sono specifici per l’emicrania, ma hanno un buon effetto. Una terapia più mirata si basa su una classe di farmaci chiamata triptani: sumatripan e naratriptan appartengono a questa categoria. Anche le ergotamine possono essere prescritte nell’emicrania severa, a meno che il non abbia una storia di patologia coronarica. In alcuni casi e opportuni) associare ai tarma», i anti emicrania un antiemetico, per contrastare il vomito che accompagna l’attacco. Le terapie profilattiche per i soggetti con elevata predisposizione all’emicrania includono beta bloccanti, antidepressivi triciclici, gabapentina e verapamil.

Prevenzione
Eliminare i cibi che scatenano l’emicrania (caffè, alcol, nitriti, formaggi) e ridurre il livello di stress. L’aspartato di magnesio e le vitamine B, specialmente la niacina, hanno una buona efficacia antiemicranica.


Per la cura della forma più comune di cefalea vasomotoria è bene distinguere il trattamento della crisi acuta da quello della cefalea recidivante. La scelta va personalizzata in base alle caratteristiche del mal di testa, alle modalità di esordio, di miglioramento e di aggravamento.
Uno degli schemi più collaudati di trattamento della crisi dolorosa acuta prevede la somministrazione ogni mezz’ora di Apis mellifica alternata a Secale cornutum, diradando in base al miglioramento.
Crisi cefalalgica
Apis 15 CH 5 granuli, più volte al dì. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape è indicato nella crisi acuta, in alternanza con Secale cornutum. È adatto alla cefalea conseguente alla condizione di edema cerebrale, migliorata con le applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Cefalea pulsante, aggravata dalla luce, dal rumore e dal movimento. La testa è calda, il volto è arrossato, la bocca è secca.
Glonoinum 5 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Congestione intensa della testa. Senso di calore. Pulsazioni nelle arterie del collo e del capo. Arrossamento degli occhi.
Spesso è in relazione a un rialzo dei valori pressori.
Nux vomica 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Cefalea dopo eccesso alimentare, di alcolici o di tabacco.
Secale cornutum 9 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora, da alternare con Apis mellifica, nel trattamento della crisi emicranica acuta. Il dolore migliora con il freddo e peggiora con il caldo.
Cefalea recidivante
Natrum muriaticum 15 CH una dose unica alla settimana. Cefalea periodica. Cefalea scatenata dalla fatica fìsica e intellettiva oppure dal calore e dal sole. Migliora con il riposo, la pressione e le applicazioni fredde, in soggetti introversi. Cefalea degli scolari e degli studenti.
Silicea 30 CH una dose unica alla settimana, per alcune settimane.
Cefalea periodica occipito-frontale, migliorata stringendo il capo con qualcosa di caldo. Soggetto affaticato, ansioso, irritabile, estremamente freddoloso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da un’instabilità del Sistema Circolatorio e in particolare dovuto a un eccesso dello Yang del Fegato, a un deficit dello Yin del rene e da una stasi di Xue.
La terapia è volta a sedare la sintomatologia dolorosa e associata, quali nausea, foto e fhofobia, lacrimazione, rigidità e tensione, vomito e deficit alla concentrazione, e ripristinare la corretta funzionalità circolatoria tramite la dispersione dell’eccesso di Yang, la tonificazione dello Yin e dello Jing del Rene e la mobilizzazione dello Xue.

Agopuntura
Per la Dispersione dello Yang del Fegato punti importanti sono:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
Per tonificare lo Yin del Rene:
BAI HUI;
FENG CHI;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Per mobilizzare la stasi di Xue:
FENG CHI;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI CHONG;
TAI YANG (grande Yang, localizzato nella depressione temporale) che illumina gli occhi, elimina Vento e Calore e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Si prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 30 giorni.

Fitoterapia cinese
Formula: CHUAN XIONG WAN TIAO SAN
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6g
Herba Schizonopetae……………………6g
Radix Angelicae Dahuricae………………6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6g
Herba Asari…………………………..3g
Radix Ledebouriellae…………………4,5g
Herba Menthae……………………….2,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Durante la fase acuta aumentare l’apporto di pesce pescato in mare e di zenzero, in quanto possono contribuire ad alleviare i sintomi. Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Privilegiare i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Aumentare il consumo di alimenti con un buon apporto di potassio, come legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Nei bambini è consigliabile evitare arance, formaggi, arachidi, grano, segale, uova, latte, pesce, manzo, derivati della soia, pancetta, lievito chimico (e gli alimenti che lo contengono) e i pomodori, nelle fasi che precedono l’attacco emicranico e nei successivi uno/due giorni.
Negli adulti, se le crisi sono particolarmente intense e frequentemente recidivanti, è necessario evitare il vino rosso, i prodotti addizionati con additivi alimentari (in particolare con glutammato monosodico), i fichi, i datteri, l’uva sultanina, il cioccolato, la frutta secca, i formaggi sta-
gionati, lo yogurt, la panna acida, le carni trattate o conservate (per la presenza dei nitrati), le aringhe, i crauti e gli agrumi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno (aiutano l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi);
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per alleviare il dolore, assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce due volte al giorno, oppure 50 gocce in un’unica somministrazione, al bisogno. Il preparato può essere diluito in poca acqua e assunto per via orale, o sublinguale. Quest’ultima è da privilegiare nei casi in cui il dolore si presenta particolarmente intenso, pulsante e associato a fotofobia e alterata percezione uditiva.
Se le crisi emicraniche sono causate dalle oscillazioni ormonali che precedono l’inizio del flusso mestruale, può essere utile la somministrazione dell’estratto fluido di Tanacetumparthenium (migliora la circolazione a livello encefalico, inibisce la sintesi delle prostaglandine, con effetto analgesico simile a quello esercitato dall’acido acetilsalicilico – il principio attivo dell’aspirina – e ostacola la secrezione di serotonina), nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera, circa 2 ore dopo il pasto serale.
Questo preparato fitoterapia) può essere utilizzato nella prevenzione delle crisi emicraniche, provocate da stress fisico e/o emotivo, proseguendo il trattamento per 4-6 mesi e riducendo gradualmente la dose.
Se l’emicrania rappresenta un sintomo di allergia, respiratoria e/o alimentare, è necessario ricorrere al Ribes Nigrumy sotto forma di 1 DH
Gemme (50 gocce, prima di cena), oppure di TM, nella dose di 50 gocce in un’unica somministrazione la mattina a digiuno.

Originally posted 2014-10-13 10:21:09.