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Foruncolo 180x180 - Foruncolo

Foruncolo

Si tratta di una piodermite, cioè un processo infettivo sostenuto dallo Stophylococcus oureus, che diventa aggressivo quando vengono meno i sistemi di difesa della cute. È una follicolite, un’infiammazione a carico del follicolo del pelo, suppurativa e necrotizzante: si manifesta con un nodulo duro e dolente di colorito rosso vivo, sul quale si sviluppa una piccola pustola piatta. La rottura della pustola evidenzia un’area necrotica grigiastra che viene successivamente eliminata (cencio necrotico). L’infiammazione intorno al follicolo è marcata, con un intenso alone rosso. Si chiama “favo” un insieme di foruncoli più o meno stipati, conglomerati, contrassegnata da una notevole infiammazione e compromissione delle condizioni generali: il pus che si forma fuoriesce in parecchi punti della cute interessata, e frequente è la localizzazione alla nuca, al dorso e ai glutei. I foruncoli isolati si possono schiacciare, favorendo la delicata fuoriuscita del pus, solo quando presentano la caratteristica sommità giallastra e con leggere pressioni delle dita protette da garze.

Prevenzione
I foruncoli possono essere causati da virus, batteri, funghi, irritazione chimica o fisica della pelle. Si tratta di solito di infezioni batteriche da stafilococco e streptococco (entrambi i batteri si trovano sulla pelle sana). I foruncoli sono più frequenti nelle persone diabetiche oppure in chi ha un poco efficiente, o anche negli obesi, nelle persone con scarsa igiene, che sudano molto o indossano abiti che soffocano la pelle. Perdere peso, avere una migliore igiene personale e indossare abiti leggeri sono le prime procedure per ridurre i foruncoli. È utile anche eliminare il contatto con prodotti chimici che favoriscano la foruncolosi.

topici
Si usano mupirocina o benzoilperossido insieme a un antibiotico orale.
Di solito la prima scelta è la cefalexina. I foruncoli da herpes (causati dal virus Herpes simplex) si curano con l’aciclovir. Se la causa dei foruncoli è un fungo si possono usare antifungini topici come Teconazolo. Esistono polveri a elevato potere assorbente, vendute come prodotti da banco, in
grado di ridurre l’umidità in alcune zone critiche.
L’approccio omeopatico risulta essere particolarmente interessante nelle forme di foruncolosi recidivante. È consigliabile tuttavia eseguire accertamenti per escludere la presenza di un diabete mellito. Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria della formazione di un ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche (5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte (15
– 30 CH) la frenano, mentre le medie (7-9 CH) sono ambivalenti.

Inizio
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni ora, se edema rosato con bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si eseguono applicazioni per uso locale.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.
Suppurazione acuta
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si
consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la
diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppu-
rativo.

Suppurazione recidivante
Calcarea sulfurica 15 CH 5 granuli 2 volte al dì. Il solfato di calcio biidrato è indicato in per i processi suppurativi a livello della pelle caratterizzati da pus giallo e denso. È adatto anche per il trattamento dell’acne pustolosa dell’adolescente, localizzata a livello del viso.
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.
Sulfur iodatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Lo ioduro di zolfo è utilizzato per la tendenza a manifestazioni cutanee di tipo suppurativo soprattutto in soggetti magri, facilmente affaticati. Si consiglia in particolare per l’acne papulo-pustolosa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo disturbo di natura infiammatoria secondo la Medicina tradizionale cinese è dovuto a un processo di Umidità e Calore che si trastorma in Fuoco. L’azione della terapia mira a disperdere l’Umidità e il
Calore e rinforzare il Sistema Immunitario per proteggere l’organismo dall’aggressione di agenti patogeni.

Agopuntura
Punti importanti per la terapia sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
LING TAI (monumento dell’anima, localizzato sotto il processo spinoso di T6) che tonifica la Milza e (tonifica) il Qi;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato» sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore.

cinese
Formula: QING FEI SAN
Fructus Forsythiae
Rizoma Ligustici ChuanXiong
Radix Angelicae Dahuricae
Radix Scutellariae
Rizoma Coptis
Radix Glehniae
Herba Schizonopetae
Fructus Mori Alba
Fructus Gardeniae
Bulbus Fritillariae
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale, gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Integrare l’ con i cibi ricchi di beta-carotene, come albicocche, anguria, carote, melone, zucca invernale, cavolo, indivia, lattuga, cime di rapa, bietole, tarassaco, catalogna, broccoli, carciofi, asparagi e cetrioli.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati (in particolare tofu e latte di soia).
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i cibi ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’) e dei flavonoidi, VAchillea può essere utilizzata per combattere l’infezione e l’infiammazione dell’unità pilosebacea interessata. Somministrare l’estratto secco, sotto forma di compresse da 2 mg, tre volte al gior-
no, lontano dai pasti.
Se i foruncoli sono particolarmente dolenti, è preferibile usare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima
di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. A scopo preventivo, questo trattamento può essere effettuato a cicli di 15 giorni, con 10 giorni di riposo.
Nelle donne in età feconda, particolarmente predisposte a questo disturbo, iniziare la terapia dal quattordicesimo giorno del ciclo, periodo in cui, a causa delle oscillazioni ormonali che caratterizzano la seconda fase del ciclo mestruale, aumenta il rischio di sviluppare un processo infettivo-infiammatorio alla base del follicolo pilifero.
Nella fase acuta può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata (mescolare con acqua sino a ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa 1 ora, ripetere tre quattro volte al giorno) per facilitare il dre-
naggio dell’infezione.
Negli adolescenti in caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’infiammazione a carico del follicolo pilifero.
Nei casi in cui l’infezione interessa numerosi follicoli (foruncolosi) è consigliabile utilizzare YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14-16 anni d’età). Effettuare il trattamento per 5 giorni. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
L’Echinacea contiene un composto polifenolico particolarmente attivo nei confronti dello Staphylococcus aureus, che rappresenta l’agente patogeno più frequente di infezione follicolare.

Originally posted 2014-10-14 09:19:26.

Formicolio 180x180 - Formicolio

Formicolio

Fastidi, calore, bruciore, “nervi che tirano”, intorpidimenti, scosse, formicolìi, “animaletti in movimento”, solletico… Le alterazioni della sensibilità cutanea trovano nei raccomti dei pazienti le più fantasiose espressioni. All’origine del disturbo, il ventaglio delle cause è ampio: in un’alta percentuale di casi i disagi lamentati rientrano nelle categorìa delle “compressioni nervose”, che possono interessare rabici nervose o nervi periferici. Nel primo caso, il disturbo può accompagnare le cervicobrachialgie o le lombosciatalgie, dovute alla fuoriuscita del disco intervertebrale o alla presenza di osteofiti, quegli speroni ossei, quegli anomali accumuli di calcio che si formano – a carico delle diverse parti della vertebra – nell’artrosi. Ma si sa che un nervo, nel suo decorso, deve superare orifici, strettoie e canali di tessuto fibroso inestensibili, passaggi che possono subire restringimenti di varia natura. Cosi, in questi tragitti patologicamente compressi il nervo inizia a soffrire: succede, per esempio, nella Sindrome del tunnel carpale, che interessa l’arto superiore. Possono concorrere ad alterare la sensibilità anche le compressioni nervose traumatiche (fratture, ematomi) o infiammatorie. A scatenare un danno a carico del nervo sensitivo intervengono poi il diabete (una delle cause più comuni di neuropatia), l’alcol e altre sostanze tossiche (come piombo e mercurio), deficit nutrizionali (in particolare, di vitamine del gruppo B), insufficienza renale cronica, epatopatie, alterazioni endocrine (l’ipotiroidismo), malattie autoimmuni, neoplasie, infezioni virali (tra i virus che causano neuropatie spicca l’agente dell’herpes zoster, responsabile del “fuoco di S. Antonio”) e .


Le discstesie sono associate all’infiammazione di alcuni nervi e rappresentano l’indice di un’altra malattia piuttosto che un problema in se stesso. Il dipende dalla causa.

Ridurre l’infiammazione
Osservare la localizzazione e il “tragitto” della mancanza di sensibilità sulla pelle aiuta a capire quali nervi siano infiammati. Il trattamento si basa sulla riduzione dell’infiammazione e la compressione dell’area dove decorre il nervo. Sono utili la terapia fisica, gli intinfiammatori non steroide!
(FANS), il ghiaccio, la chirurgia.

Movimento
È importante fare esercizio regolare perfino nei momenti di riposo, e indossare abiti comodi che non comprimano in modo eccessivo alcune parti del corpo sofferenti.

Supplementi
1 deficit nutrizionali, in particolare di B, a volte provocano disestesia. La carenza di B12 e folati può essere associata a disestesia nelle estremità. Lo stesso un overdose di B6 su base cronica.

Diabete
La disestesia può essere una complicanza del diabete ( neuropatia diabetica). Il trattamento si basa principalmente sul controllo della glicemia.


I disturbi della sensibilità cutanea possono essere la conseguenza di condizioni morbose molto diverse tra di loro come il processo artrosico.i disturbi circolatori, l’irritazione meccanica delle terminazioni nervose o l’ipereccitabilità nervosa. È necessario precisare,dunque, la natura del-
le parestesie perché il trattamento omeopatico possa essere efficace.

Disturbi circolatori venosi
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’anemone pulsatilla è adatta alle alterazioni della sensibilità associate a disturbi della circolazione. Caratteristica è la sudorazione fredda di mani e piedi con colorito violaceo. Tale sintomatologia si manifesta più di frequente in soggetti giovani di sesso femminile.

Artrosi
Causticum 15 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Si tratta di un preparato chimico complesso introdotto da Hahnemann, il medico tedesco fondatore dell’omeopatia. È adatto alle parestesie che compaiono nel corso della notte dovute alle retrazioni fibromuscolari e al processo artrosico.
Rhus toxicodendron 7 CH 5 granuli, 1 volta alla sera. e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Il migliora strofinando o scuotendo le mani, tanto che il soggetto è costretto ad alzarsi per muoversi. Il Sommaco è il rimedio omeopatico utilizzato correntemente per controllare la rigidità dolorosa e il derivante da un processo artrosico.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Viene utilizzato per controllare i sintomi delle forme iniziali della sindrome del tunnel carpale.

Ipereccitabilità nervosa
Magnesia phoshorica 5 CH 5 granuli una volta al dì, in associazione a Platina. Il fosfato di magnesio è impiegato per le manifestazioni conseguenti alla tendenza agli spasmi e alle disestesie.
Platina 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì. Il platino omeopatico è adatto alle manifestazioni da ipereccitabilità o spasmofilia con alterazione della sensibilità con formicolio tormentoso cutaneo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Bisogna valutare innanzitutto la causa di queste alterazioni, un buon campo di applicazione della Medicina tradizionale cinese riguardante le disestesie sono nella terapia coadiuvante la chemioterapia, cioè permettere una disintossicazione dell’organismo dall’agente farmacologico in modo da risolvere questa sensibilizzazione della cute.
Gli organi interessati sono Polmoni, Fegato e Reni e punti importanti di applicazione sono:
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico;
YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.
La terapia va eseguita tutti i giorni per 10 giorni, dopo di che si attende una settimana e se necessario si eseguono ancora 5 sedute.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del . Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.
Evitare di consumare carne, pesce, uova e latticini provenienti da animali di allevamento, alimentati con mangimi industriali e sottoposti a trattamenti e ormonali.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Se il disturbo è localizzato alle mani, può essere utile applicare un cataplasma di Argilla verde ventilata (mescolare con acqua sino a ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa 1 ora) alternato a bagni tiepidi
con infuso di radice di Angelica (1 cucchiaio), sommità fiorite di Artemisia (2 cucchiai), Equiseto (2 cucchiai), Cannella (3 bastoncini), Biancospino ( 1 cucchiaio) in 1000 mi di acqua. Ripetere due-tre volte al giorno, a seconda dell’intensità dei sintomi.
Se la causa scatenante è rappresentata dalle basse temperature e il disturbo è localizzato alle estremità (mani e piedi) può essere utile assumere l’Ippocastano, sotto forma di TM (25 gocce due-tre volte al giorno), che grazie alla sua azione vasodilatatrice, aiuta a ripristinare il flusso, miglio-
rando il quadro clinico del paziente. L’Ippocastano, grazie alla presenza dei flavonoidi e degli steroli, può essere somministrato ai pazienti che presentano una sintomatologia frequente e recidivante, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se le disestesie sono associate a particolarmente fastidiosi, può essere utile massaggiare le zone interessate con un unguento a base di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) tre/quattro volte al giorno, per circa 20 minuti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti ansiosi è consigliato assumere un infuso a base di Passiflora (un cucchiaio in 250 mi di acqua minerale naturale), due o tre volte al giorno, lontano dai pasti e preferibilmente non dolcificato.

Originally posted 2014-10-14 09:07:38.

Congestione 180x180 - Congestione

Congestione

Si riferisce generalmente alla sofferenza che il processo digestivo accusa in seguito alla brusca esposizione del corpo a temperature più basse di quelle ambientali. Il tipico esempio: fare un bagno nell’acqua gelida dopo un pasto abbondante. La macchina della digestione comporta sempre un afflusso di sangue nel Sistema Gastrointestinale, per alimentare i processi chimici che modificano i cibi ingeriti. Ora, l’ingresso nell’acqua fredda scatena una repentina reazione di vasocostrizione: i vasi sanguigni, cioè, vanno incontro a una brusca riduzione del proprio calibro, indotta per via riflessa dalla bassa
temperatura esterna. Il flusso di sangue tende così a ridursi globalmente e le funzioni di organi chiave come il cuore e il cervello possono risentirne. Una crisi circolatoria aggravata dal fatto che una significativa quantità di sangue ristagna nel tratto gastrointestinale, allo scopo di “foraggiare” i processi digestivi in atto, ed è quindi poco utilizzabile in maniera rapida per garantire un adeguato apporto sanguigno agli altri organi. Ecco, allora, che la catena di eventi può concludersi con la perdita di coscienza. Quello descritto è però un caso da manuale: il malore è un inevitabile risultato quando vengono a sommarsi più fattori, come, per l’appunto, un pasto particolarmente abbondante
e l’improvviso divario tra la temperatura dell’acqua e quella del corpo (surriscaldato altresì dall’esposizione al sole).


Il della si basa sull’evitamento delle complicanze, come la febbre o i problemi respiratori. In caso di evidente difficoltà a respirare consultare immediatamente un medico.

e supplementi
Nel periodo della congestione evitare accuratamente di mangiare. Assumere adeguate quantità di liquidi per evitare la disidratazione: è consigliabile assumere liquidi a piccoli e frequenti sorsi, e se il digiuno si prolunga si può optare per piccole quantità di succo di frutta zuccherato (oppure spremuta di limone, stando attenti in caso di gastrico). Opportuno il riposo a letto, con il controllo della temperatura soprattutto nelle prime ore.


La maggior parte degli episodi si risolve senza l’uso di farmaci. In caso di dolore addominale o gastrico consultare un medico.


Il trattamento omeopatico della congestione dolorosa addominale conseguente ad un colpo di freddo o all’assunzione di una bevanda ghiacciata o ad un bagno freddo mentre si è sudati si avvale di alcuni medicinali specifici, da somministrare in attesa della valutazione e del consiglio del medico.
Aconitum Napellus 15 CH 5 granuli ogni 3 ore. L’aconito è il medicinale omeopatico ottenuto dalla pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, indicato nel trattamento delle manifestazioni caratterizzate da inizio brutale e violenza dei sintomi, soprattutto dopo esposizione a freddo secco o al sole. Caratteristico è lo stato di agitazione fisica incontrollabile e la condizione di ansia estrema. Il dolore assume un carattere insopportabile. La pelle è secca, la sete intensa. Talvolta si associa una febbre elevata a comparsa improvvisa, con brividi, sete per grandi quantità d’acqua fredda, cute bruciante. Il dolore è angosciante, accompagnato da spasmi e diffusi. Il fattore scatenante responsabile dell’insorgenza della congestione è il colpo di freddo o l’assunzione di bevande ghiacciate.
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli da ripetere anche ogni mezz’ora, dopo un eccesso alimentare. Caratteristica è l’eruttazione con il sapore dei cibi digeriti, dopo abusi alimentari. La lingua è ricoperta da una spessa patina, biancastra, come latte o gesso.
Colocynthis 9 o 15 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi addominali che obbligano a piegarsi in due e che sono migliorati con la pressione forte e con il calore applicato localmente.
Nux vomica 7CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La noce vomica è il rimedio omeopatico della congestione addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti, consumati in eccesso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato dall’agente patogeno esterno Freddo. Lo scopo della terapia è di disperdere il Freddo, favorire la digestione e la velocità di svuotamento, lenire eventuali spasmi e controllare l’eliminazione dell’aria.
Punti importanti per questo trattamento sono:
GESHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun alato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GONG SUN (nonno e nipote, localizzato sul lato mediale del piede, alla base del I metatarso) che tonifica la Milza e lo Stomaco;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle l’Umidità-Freddo che avvolge Io Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Si consigliano I -2 applicazioni dopo di che si valutano obiettivamente le condizioni e i sintomi, se necessario si può arrivare a eseguire 5 sedute.

NATUROPATIA
Consìgli dietetici

Alimenti consigliati Per tenere sotto controllo i sintomi nella fase acuta eliminare gli alimenti solidi e consumare cibi freschi e biologici sotto forma di passati, frullati, succhi e centrifugati. Nei giorni successivi per migliorare il quadro clinico seguire un regime alimentare a base di cereali
semintegraii biologici, carne magra priva di residui di farmaci, pesce pescato in mare, olio extravergine d’oliva (in piccola quantità), passati di legumi, uova fresche biologiche (cotte in camicia e/o alla coque), latticini “magri”, tofu, frutta e verdura fresche biologiche.
Il pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici, perché contengono triptofano che migliora la qualità del sonno. Evitare, le verdure e la frutta crude, che rallentando la digestione, disturbano il riposo notturno, ma privilegiare zuppe e minestre ben cotte.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi
da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero. Limitare l’apporto di sale e di frutta secca.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima QW 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Quando la congestione è un evento leggero e che si ripete in modo cronico si può considerare soprattutto come prevenzione la somministrazione di estratti secchi standardizzati di Carciofo(Cynara scolymus) nel caso che sia secondaria a disturbi di origine epatica. Il Carciofo pianta ricca di polifenoli, flavonoidi e steroli, è ampiamente conosciuta come coleretico, epatoprotettore, diuretico e ipolipemizzante, e ipocolesterolemizzante, quindi grazie alle sue molteplici attività terapeutiche lo si può utilizzare nella prevenzione della congestione. In associazione si può somministrare il succo di Aloe vera per l’attività di tipo procinetico sull’apparato gastrointestinale favorendo sinergicamente una buona digestione. Anche la Curcuma longa, per la sua ben nota attività antinfiam-
matoria sul tratto gastrointestinale e sicurezza d’uso, può essere consigliata in una terapia a lungo termine; a cui si possono razionalmente associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.
In caso di congestione con dolori colici di tipo spastico si può consigliare la Piscidia (Piscidia erythrina) da utilizzare come estratto secco che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una tera-
pia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. L’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti per-
chè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite.

Originally posted 2014-10-10 10:56:48.

Ferro carenza di 180x180 - Ferro, carenza di

Ferro, carenza di

Il contenuto di nell’organismo è di circa 3-4 grammi e quasi il 65% delle quote totali del minerale è presente nella molecola dell’emoglobina (che provvede a cedere l’ossigeno ai nostri tessuti), il bilancio del può risultare negativo per svariate cause: vi può essere una carenza del minerale come conseguenza di una perdita emorragica cronica; lo stillicidio può verificarsi in corrispondenza del tubo gastrointestinale (per il sanguinamento legato alla presenza di emorroidi, di un’ulcera peptica, un’ernia jatale o di una formazione tumorale, e anche per l’assunzione di antinfiammatori che erodono la parete gastrica). Perdite emorragiche croniche interessano anche
il distretto genitale e urinario (per esempio, per problemi renali o vescicali che portano alla presenza di sangue nelle urine, o con l’inizio delle perdite ematiche con le mestruazioni). Una carenza di ferro può comparire anche per l’aumentato fabbisogno del minerale: tipicamente durante l’adolescenza, quando la necessità di ferro si fa particolarmente intensa per la crescita staturo-
ponderale. La carenza in ferro è responsabile dell’anemia sideropenica, provocata da un esaurimento delle riserve; la carenza di questo elemento ha ripercussioni negative su vari sistemi e meccanismi biologici, come per esempio il distretto immunitario, la trasmissione degli impulsi nervosi nel cervello e la termoregolazione. Clinicamente l’anemia da carenza di ferro si presenta con stanchezza, tachicardia, pallore, respiro faticoso durante gli sforzi A questi sintomi si aggiungono le alterazioni a carico dei tessuti di rivestimento della cavità orale: da qui la stomatite, la glossite e il disagio a deglutire. Alcuni segni, quali la difficoltà di concentrazione e l’affaticabilità nell’attività lavorativa, possono essere riscontrati già nelle primissime fasi di deficit di ferro.


Test diagnostici sono importanti per capire se vi sia perdita di sangue occulta, per esempio a causa di mestruazioni abbondanti, ulcera o sanguinamento gastrointestinale: se si riscontra una perdita di sangue si prendono provvedimenti per curare le cause e prevenire ulteriori perdite. Per l’anemia da carenza di ferro si usano supplementi di ferro in pastiglie, di solito in forma di solfato ferroso. Il rame è usato insieme al ferro per produrre globuli rossi: il supplemento quotidiano di rame è altrettanto utile del ferro. Le pastiglie di ferro possono appesantire lo stomaco, ma l’assunzione durante i pasti iniziando da dosi basse con aumento graduale può alleviare i disturbi gastrici. L’ dovrebbe includere cibi ricchi di ferro come le verdure a foglia verde e la carne rossa.


Alcuni preparati omeopatici svolgono un’attività specifica di controllo dei sintomi dovuti alla carenza di ferro (stanchezza, palpitazioni, pallore delle mucose, fragilità degli annessi cutanei) e di correzione delle conseguenze della carenza stessa (anemia sideropenica).
China 9 CH 5 granuli, I -3 volte al dì. La china è una pianta della famiglia delle Rubiacee, usata per controllare i sintomi da carenza di ferro, come debolezza, prostrazione, cefalea pulsante, acufeni, flatulenza addominale. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti. In omeopatia le indicazioni di China comprendono: perdita di liquidi, sudorazione, attività sportiva intensa, mestruo abbondante, disidratazione, convalescenza, allattamento, fase del post-partum. È il medicinale specifico dell’anemia da sanguinamento.
Ferrum metallicum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì, se anemia con vampate di calore. In omeopatia il ferro viene utilizzato nelle anemie da carenza di ferro per riequilibrare il metabolismo del ferro. Particolarmente indicato a chi ha subito perdite emorragiche ripetute. Spesso viene consigliato in associazione con China,
Hématite 8 DH I fiala al dì, per cicli di di 3 mesi. Propriamente l’ematite è un minerale usato in litoterapia, pratica terapeutica basata sull’uso di minerali e rocce, diluiti e dinamizzati secondo il metodo omeopatico. I preparati litoterapici sono disponibili sotto forma di fiale da assumere per via perlinguale. L’attività terapeutica ottimale è assicurata dalla diluizione alla ottava diluizione hahnemanniana (8 DH). L’Ematite è l’ossido ferrico (Fe203). Il contenuto in ferro di questo minerale è circa del 70 %. Si presenta sotto forma di cristalli diversi: bipiramidali, lenticolari, tabulari. Ha un colore variabile dal grigio acciaio al nero ferro. Il nome deriva dal greco aimas, color sangue e indica il colore della polvere del metallo. Nell’antica Cina era utilizzata per trattare le manifestazioni emorragiche. Ha proprietà stimolante l’eritropoiesi e tonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di fitopreparati a base di erbe cinesi.
Formula: DANG GUI BU XUE WAN
Radix Astragali Manchuriensis…………20g
Radix Angelicae Sinensis………………4g
Posologia: 2-3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati È necessario privilegiare un regime dietetico a elevato apporto di alimenti ricchi di ferro, acido folico e B12, come il fegato bovino (preferibilmente poco cotto), la carne bovina ed equina magra, la bresaola, il tonno fresco, il salmone, le ostriche, i gamberi, le
vongole, il merluzzo, il tacchino, il pollo, il tuorlo d’uovo, il latte e i latticini freschi biologici (consumati lontano dai pasti perché il calcio ostacola l’assorbimento del ferro).
I vegetariani devono aumentare il consumo quotidiano di fiocchi d’avena, piselli, soia e derivati, insalate (tutti i tipi), broccoli, germogli di alfa-alfa, ortica, prezzemolo fresco non tritato, tarassaco, finocchi, pomodori, fiocchi di riso e di mais, prugne, lamponi, uva sultanina biologica, melassa, fieno greco, lievito di birra, germe di grano.

Per aumentare l’assorbimento del ferro è necessario assumere cibi ricchi di vitamina C prima dei pasti, per esempio una spremuta di agrumi, oppure un kiwi, una manciata di fragole o aggiungere alcuni pomodori freschi e biologici alle verdure consumate come antipasto. Alimenti da evitare Evitare o limitare tutti gli alimenti o le sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro.
Limitare l’apporto dei cibi che contengono acido ossalico, come gli asparagi, gli spinaci, le bietole, il cavolo, i fagioli, le noci (tutti i tipi), il rabarbaro e il cioccolato.
Evitare il consumo di tè nero (il tè verde può essere bevuto esclusivamente lontano dai pasti – compresa la colazione) per la presenza dei tannini e di caffè.
Eliminare i prodotti contenenti additivi, compresi il vino bianco e la birra.
I vegetariani devono evitare, fino a quando non si normalizzano le analisi del sangue, gli alimenti a elevato apporto di fibre come la crusca, i cereali integrali e i prodotti a base di farina integrale (escluso il pane integrale a lievitazione naturale, perché i batteri, digerendo le fibre della
farina, facilitano l’assorbimento del ferro).

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Per facilitare i processi digestivi (in particolare, per stimolare la produzione e l’emissione della bile e le secrezioni gastriche) al fine di potenziare l’assorbimento del ferro da parte della mucosa intestinale, può essere utilizzato il Taraxacum officinaiis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare. Per il suo contenuto di (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi,clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa ( Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale, diluite in poca acqua oligominerale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione degli esami ematochimici.
Per la sua azione “antianemica” può essere somministrato l’estratto fluido di Angelica* nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di Mirtillo* tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Nei pazienti in sottopeso e nelle giovani donne con mestruazioni abbondanti e inappetenza può essere associata, ai preparati fitoterapie, l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-13 13:56:46.

Crampi muscolari 180x180 - Crampi muscolari

Crampi muscolari

Il crampo è una contrazione muscolare involontaria, violenta, improvvisa e dolorosa. Sono ben noti i crampi cosiddetti da sforzo, condizione che si verifica quando le richieste metaboliche da parte del tessuto muscolare superano le capacità di soddisfarle da parte del Sistema Circolatorio. Tali contratture vengono favorite dalla perdita di liquidi e sali minerali, che si verifica con la sudorazione durante l’attività fisica. Se l’allenamento o la competizione portano a sudare abbondantemente, nel nostro corpo si verifica uno equilibrio a carico di alcuni elettroliti, in particolare una carenza di sodio, oppure una riduzione del rapporto fra sodio e potassio che si fa sentire anche nelle fibre muscolari. I muscoli più frequentemente coinvolti da queste contratture dolorose sono: il polpaccio, il muscolo quadricipite femorale (nella parte anteriore della coscia) e il bicipite femorale (posteriormente nella coscia). L’intensità del crampo può variare da un lieve tic a una situazione dolorosa assai intensa. Nella stragrande maggioranza dei casi queste contrazioni sono idiopatiche, cioè non riconoscono una causa precisa; ma possono anche emergere per problemi di altra natura (per esempio nella cloudicotio intermittents), quando cioè esiste un’occlusione dei vasi arteriosi da parte delle placche aterosclerotiche, o in seguito all’assunzione di alcuni ,
come diuretici e alcuni psicofarmaci quali la clorpromazina e l’aloperidolo).


I non sono una malattia, ma piuttosto, un sintomo di alcune situazioni di squilibrio nel corpo: la base per un efficace è la diagnosi del problema sottostante.

e supplementi
La carenza di magnesio, calcio e potassio può provocare crampi: di conseguenza l’alimentazione dovrebbe contenere una quantità adeguata di questi sali minerali, ma il magnesio dovrebbe essere dato con supplementi. Bere molta acqua aiuta a ridurre il rischio di crampi.

Olio di ricino
Applicare impacchi di olio di ricino caldo per 15 minuti riduce i dolori e può interrompere i crampi.

Miorilassanti
Possono essere usati se i crampi sono dovuti a lesioni o fratture o patologie neuromuscolari. La valeriana può indurre un certo rilassamento.


I rimedi omeopatici sono particolarmente efficaci nel trattamento dei crampi muscolari, sia che essi derivino dalla pratica di una attività motoria o sportiva eccessiva oppure da uno stile di vita sedentario. Nelle forme di crampi recidivanti o persistenti è comunque consigliabile un’attenta valutazione clinica e strumentale.
Arnica montana 7 CH 5 granuli. Prima di uno sforzo muscolare, per prevenire i crampi muscolari, come viaggio, camminata, corsa, escursione, gara sportiva, lavoro fisico intenso, affaticamento importante.
China 7CHS granuli al bisogno. Rimedio omeopatico adatto per il trattamento dei crampi muscolari che insorgono dopo una prestazione motoria o sportiva intensa, a causa della perdita abbondante di liquidi per sudorazione.
Cuprum metallicum 7 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Da assumere sistematicamente. Il medicinale omeopatico preparato dal rame metallico è indicato per il trattamento dei crampi violenti al polpaccio e ai piedi, caratterizzati da inizio e termine bruschi.
Magnesiaphosphorica 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Crampi e spasmi, migliorati con il calore e la pressione forte sulla regione interessata dal crampo doloroso. Il fosfato di magnesio è indicato nella forma nota come “crampo dello scrivano”. Attualmente risulta particolarmente adatto nelle tendiniti del polso e delle mani dovute ad uso eccessivo nell’invio di messaggi con il cellulare.
Sarcolacticum acidum 9 CH 5 granuli, anche ogni ora. Crampi muscolari dopo un affaticamento muscolare particolarmente intenso, come a seguito di allenamento energico o gara sportiva. In questo caso i
crampi sono la conseguenza dell’accumulo di acido lattico a livello muscolare.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Crampi al polpaccio e alla pianta dei piedi. Sensazione di bruciore ai piedi con bisogno di trovare una superficie fresca. Il preparato ottenuto dai fiori di zolfo è adatto per soggetti che tendono alle alterazioni generali del metabolismo (iperuricemia, diabete, colesterolo elevato).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Il trattamento eli questo disturbo secondo la Medicina tradizionale cinese deve agire contro la contrazione, per ripristinare la circolazione, e per disintossicare l’organismo, mobilizzando lo stato di stasi del Qi del Fegato e tonificando il deficit del Qi di Milza e Rene.

Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di

L2 ) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YlN IIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza, Rene e
SHENMEN.
Si effettua un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana, sospendibile al momento del termine della sintomatologia dolorosa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliai l’Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di calcio (quando i crampi sono provocati da una sua carenza), come latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, legumi e verdure fresche e di stagione.
Se i crampi sono provocati da un deficit di vitamine Bl e B5, biotina e magnesio, aumentare il consumo di fegato di manzo, germe di grano, lievito di birra, maiale, grano in chicchi, farina di segale, salmone, semi di girasole, soia essiccata (sotto forma di bistecche, spezzatino e granulo), aragosta, carne, gorgonzola, lenticchie, piselli, noci, uova, carne di vitello, maiale, agnello, pollo, pesce, banane, ortaggi a foglia verde, areali integrali, mandorle, nocciole e cacao.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno e D 10 mcg al giorno (per crampi provocati da una carenza di calcio);
Vitamina E 10 mg al giorno e Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti (in caso di crampi notturni);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Fosforo 800-1200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


I crampi muscolari sono caratterizzati da un’improvvisa contrazione muscolare, che suscita un’intensa sensazione di . Solitamente si manifestano in più riprese, sono comuni nel corso del ciclo mestruale e/o durante l’esercizio fisico. Nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente e raramente rappresentano il sintomo di deficit nutrizionali, come per esempio una carenza di magnesio. In questo caso, può essere utile assumere, circa un’ora prima del riposo notturno, un preparato a base di latte di mandorle (50 mi), latte d’avena (25 mi), olio essenziale di lavanda (5 gocce), olio di noci di prima spremitura a freddo (10 ml) e olio essenziale d’arancio (3 gocce).
Nei casi in cui prevale una componente ansiosa, o la causa scatenante è rappresentata da uno stress psico/fisico particolarmente intenso e prolungato, possono essere somministrati: Passiflora (TM, 10-15 gocce due/tre volte al giorno), Valeriana (TM, 15-20 gocce due volte al giorno),
Melissa (TM, 15 gocce due volte al giorno) e Melliloto (TM, 10-15 gocce due volte al giorno).

Se i crampi rappresentano un sintomo della disidratazione (per esempio, estate a causa di un’eccessiva sudorazione), può essere utile sorseggiare nel corso della giornata un infuso preparato con Ortica (2 cucchiaini), getulla (3 cucchiaini), Rosmarino ( 1 cucchiaino), Rosa canina (3 cucchiaini) e Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens, 1 cucchiaino). Miscelare le erbe, versarvi 1000 mi di acqua bollente, coprire, lasciare riposare per circa 15 minuti, filtrare, dolcificare con una piccola quantità di miele vergine integrale di castagno, oppure di fiori d’arancio; versare in una bottiglia di vetro e consumare il primo bicchiere al mattino a digiuno e l’ultimo circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui , fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, , carotenoidi, acidi
grassi essenziali.

Originally posted 2014-10-10 13:39:31.

Crescita dolore di 180x180 - Crescita, dolore di

Crescita, dolore di

Si chiamano cosi quegli episodi dolorosi agli arti che interessano circa un bambino su 25. Intermittenti, di breve durata (da pochi minuti a un massimo di 72 ore), il più delle volte sono localizzati profondamente e possono essere d’intensità tale da svegliare il bimbo nel cuore della notte. La cute non è arrossata, non vi è gonfiore né limitazione dei movimenti. Il non interessa le articolazioni, non ostacola le normali attività, non s’intensifica alla palpazione e col cammino, e nemmeno vi è la tendenza a zoppicare. Si tratta fondamentalmente di una condizione benigna, capace di risolversi spontaneamente in breve tempo e non riconosce alcuna causa organica. Colpisce entrambi i sessi, con una lieve predilezione per quello femminile, e mostra un picco di incidenza nella fascia d’età tra gli 8 e i 12 anni.
In realtà, oggi gli specialisti affermano che la crescita ha poco a che fare con il dolore agli arti inferiori. Sarà pertanto compito dello specialista scartare qualsiasi patologia organica dietro questo disagio e intravedere se tale disturbo altro non sia che l’espressione di un conflitto psichico. Infatti i pediatri tendono a riscontrare con una discreta frequenza, nei piccoli pazienti che
lamentano dolori agli arti inferiori, altri disturbi in cui è forte la componente psicoaffettiva (dolori addominali ricorrenti, mal di testa, vomito, turbe del sonno, enuresi). Talora, nel periodo precedente l’inizio dei dolori, è possibile rilevare qualche evento traumatizzante a scuola, in famiglia o nei rapporti con i coetanei.


Nei dolori di crescita tutti gli esami sono normali: è utile consultare un medico, senza eseguire esami del sangue e neppure radiografie.

Terapia
Il dolore si risolve spontaneamente. Possono aiutare i massaggi e, talvolta, gli antidolorifici o gli antinfiammatori. È molto importante che i genitori mantengano la calma senza comunicare ansia al bam-
bino, ma anzi lo rassicurino sulla benignità dei dolori. Si tratta di dolori che si risolvono spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza.


La diagnosi di dolori di crescita viene formulata per esclusione dopo aver considerato tutte le possibili cause di dolore dell’apparato locomotore. Il omeopatico andrà iniziato solo dopo una valutazione medica specialistica. La necessità delle visita medica si impone nel dolore osteoarticolare con impotenza funzionale o tumefazione articolare, quando il dolore è associato a febbre e quando sono presenti alterazioni scheletriche evidenti (piede piatto, ginocchio val-
go, cifosi dorsale, scoliosi).
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. È il preparato omeopatico specifico dei dolori della crescita e delle alterazioni scheletriche della crescita che si accompagnano a Iassità dei legamenti, come scoliosi, cifosi, piedi piatti, ginocchia valghe. Le alterazioni scheletriche della crescita richiedono un trattamento prolungato anche per anni, iniziando nella fase di allungamento corporeo, fino alla maturazione scheletrica.
Calcarea phosphorìca 9 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il fosfato neutro di calcio è il medicinale omeopatico specifico per i dolori e le alterazioni della crescita in soggetti longilinei che si stancano con facilità. Caratteristica è la tendenza ai dolori ossei e alla cefalea. Aggravamento con il freddo umido e con lo sforzo intellettivo. È indicato inoltre nella crescita rapida dell’adolescenza.
Hekla lava 15 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato otteluto a partire dalla lava del monte Hekla in Islanda, per i dolori conseguenti a osteocondrosi, alterazioni degenerativo-necrotiche che interessano i nuclei epifisari, nel corso della crescita scheletrica. Il preparato è adatto soprattutto all’osteocondrosi tibiale anteriore o morbo di Osgood-Schlatter che si manifesta con tumefazione dolorosa a livello delle ginocchia, accentuata da carico e mobilizzazione, che si risolve
spontaneamente in 2-3 mesi. In presenza di dolore articolare e di alterazioni scheletriche è necessaria una valutazione medica specialistica ortopedica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La terapia in base alla Medicina tradizionale cinese prevede un’azione sintomatica, volta ad alleviare o controllare le sensazioni dolorose a carico di muscoli, articolazioni e ossa.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di calcio, come latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, legumi e verdure fresche e di stagione.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di fosforo come germe di grano, latticini, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure.
Privilegiare buone fonti di bioflavonoidi, quali i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo;
Iodio (aiuta la deposizione del calcio nella matrice ossea): aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei, carne magra, frutta, cereali, verdura, pane a lievitazione naturale; evitare di associare cavoli, rape, cipolle, noci, farina di manioca (perché ne ostacolano l’assorbimento);
potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica; Calcio Bambini da 1 a 6 anni: 800 mg al giorno. Bambini da 7 a 10 anni: 1 gal giorno;
D 10 mcg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio): aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinata a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Inositolo 0,5 g al giorno;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3 :200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


Per alleviare il dolore articolare possono essere somministrati preparati ayurvedici, per uso topico o per via orale, a base di Ginseng indiano (Whitania sonnifera),
Boswellia (Boswellia serrata), Curcuma (Curcuma longa) e Zenzero (Zingiberis officinale).
Prima del riposo notturno, nei bambini al di sopra dei 12 anni d età, può essere somministrato il Ribes Nigrum (in soluzione non alcolica, 6 gocce) per alleviare l’infiammazione e il dolore a livello muscolare, dei legamenti e delle cartilagini.
Come rimineralizzante può essere utilizzato un composto a base di latte d’avena (100 mi), olio di mandorle dolci a uso alimentare ( 1 cucchiaio), olio di germe di grano (2 cucchiaini), olio di semi di lino ( 1 cucchiaino), lievito di birra in polvere ( 1 cucchiaino), olio essenziale d’arancio (5 gocce) ed Equiseto (in polvere, 1/2 cucchiaino). Mescolare accuratamente, dolcificare con miele vergine integrale d’acacia, oppure di lavanda, e assumere due volte al giorno, al mattino prima di colazione e la sera circa 30 minuti prima del riposo notturno.
Molto utili possono essere i massaggi a base di unguento all’Arnica (30 g), miscelato con Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens, TM, 20 gocce) da effettuare nelle zone particolarmente dolenti ed edematose, due/tre volte al giorno, per circa 20 minuti. Dopo il massaggio coprire con un panno di lana caldo, oppure un “cuscinetto” di cotone, contenente all’interno noccioli di ciliegia, precedentemente riscaldato nel forno elettrico o nel microonde. Rimuovere dopo circa un’ora.

Originally posted 2014-10-10 13:53:58.

Crosta lattea 180x180 - Crosta lattea

Crosta lattea

Si chiama così una dermatiteseborroico, disturbo assai comune nei lattanti. È dovuto a una esuberante secrezione di sebo, la sostanza oleosa emessa da specifiche ghiandole della pelle. A dispetto di quell’aggettivo, “lattea”, il disagio non è collegato all’allattamento materno o artificiale: l’etichetta sottolinea semplicemente il fatto che il bambino è ancora nutrito unicamente con il latte. Può manifestarsi fin dalle prime settimane di vita, e di norma guarisce alla fine del terzo mese. È un’eruzione caratterizzata dalla presenza di squame, giallastre e untuose, che prediligono in particolare il cuoio capelluto, ma può interessare anche le sopracciglia, le guance, le aree cutanee attorno al naso e quelle situate dietro i padiglioni auricolari. Un’altra sede, nel lattante, è pure la regione inguino-anale (in ciò contribuisce evidentemente l’irritazione da urine e feci alla quale può andare incontro il neonato nei suoi primi mesi). In genere, il disturbo si limita a poche lesioni
squamose sul cuoio capelluto; talora le croste abbracciano più sedi e possono coesistere arrossamenti ed essudazioni. Sebbene le squame della siano saldamente attaccate alla cute, esse non provocano alcun particolare fastidio al bambino (né prurito né irritabilità). Dunque, benché sia grande fonte di ansia per i genitori, è soltanto un’alterazione del profilo estetico del bimbo, assolutamente innocua. La non dipende dalle condizioni igieniche del lattante e non si tratta neppure di una malattia infettiva. Scompare senza lasciare traccia e senza minimamente interferire con la crescita dei capelli.


Il termine medico per la crosta lattea è dermatite seborroica: la causa precisa è ignota. È spesso presente il pityriosporum ovale> un lievito che cresce sulla pelle. La crosta lattea può avere una maggiore incidenza in alcune famiglie, ed è favorita dai climi freddi e secchi. Talvolta la presenza di crosta lattea è legata a deficit di zinco, di B, o a malattie che diminuiscono il numero delle cellule deputate a combattere le infezioni.

Shampoo
Di solito la guarigione avviene spontaneamente in un tempo da uno a otto mesi: viene facilitata con alcuni accorgimenti utili a eliminare le squame presenti e prevenire la formazione di nuove. Lavare la testa ogni due giorni con sostanze oleose per non irritare la cute già delicata. Sul cuoio capelluto passare del cotone imbevuto di olio di oliva o mandorle dolci o vaselina, oppure di emollienti specifici per la crosta lattea in vendita in farmacia che fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco. A causa della localizzazione sullo scalpo e la persistenza dell’apertura della fontanella cranica, queste operazioni vanno eseguite con cautela, evitando pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure. Per rimuovere le croste è consigliabile, una volta applicato l’olio, passare delicatamente un pettinino a denti fitti tamponando poi con un panno. Infine tamponare con olio di borragine, utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.

Shampoo medicato o crema
Se la situazione non si risolve si può scegliere uno shampoo (o una crema) con ketoconazolo. Prestare attenzione alla crema, che contiene solfiti e può provocare reazioni allergiche anche gravi. Evitare il contatto con gli occhi. In casi molto gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme cortisoniche che devono essere, però, prescritte dal pediatra.


Per questa forma di eczema seborroico comune nel lattante, che interessa il cuoio capelluto, la zona intorno al naso e la regione frontale, l’omeopatia propone un approccio efficace e rapido, basato sulla somministrazione di rimedi costituzionali ad azione profonda.
Calcarea carbonica ostrearum (calcare d’ostrica) Carbonato di calcio e sali, ottenuti dallo strato medio del guscio d’ostrica. È il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, pallone lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso (turbe della crescita: ritardo di dentizione, linguaggio, deambulazione; tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi; manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree; dermopatie: eritema gluteo, eczema di cuoio capelluto e viso).
Graphites 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì e successivamente a giorni alterni o una volta alla settimana: La polvere nera di grafite è uno dei rimedi omeopatici fondamentali per la cura di molte affezioni cutanee. Caratteristica è l’eruzione vescicolosa delle lesioni da cui trasuda un liquido giallo, appiccicoso, denso, filante, simile a miele. La localizzazione tipica delle lesioni è a livello del cuoio capelluto, delle palpebre, dietro i padiglioni auricolari. Graphites è adatto soprattutto a soggetti pallidi, lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli una volta al dì, per due settimane consecutive. Il licopodio è uno dei rimedi omeopatici più importanti di tutta la farmacopea, utilizzato per la sua azione specifica a livello di pelle, fegato e metabolismo. Nel della crosta lattea viene spesso associato all’utilizzo di Calcarea carbonica ostrearum o Graphites.
Mezereum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il fiore di stecco è uno dei medicinali specifici dell’impetigine con prurito che muta sede con il grattamento, aggrava di notte con il calore del letto. Le eruzioni cutanee sono vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose, contenenti liquido purulento, ricoperte da croste biancastre, spesse.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Non c’è una vera e propria cura secondo la Medicina tradizionale cinese, in quanto si ritiene questo fenomeno come una fase di passaggio e di crescita del bambino, che entro il primo anno di età va a risolversi naturalmente.
Si Possono comunque effettuare degli interventi locali, sia con agopuntura che con fitopreparati, soprattutto attraverso lavaggi con preparati a base di olio.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

( consigliata per la madre durante l’alattamento)
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, tè verde giapponese.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, potenziando il .
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale magro e il latte fermentato addizionati con batteri probiotici.
Integrare l’alimentazione con fiocchi e farina d’avena, borragine, ortica, trifoglio, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
È consigliabile utilizzare preferibilmente alimenti biologici.
Per dolcificare usare piccole quantità di miele di acacia vergine integrale di produzione italiana.

Alimenti da evitare
I cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi. I prodotti addizionati con additivi alimentari e/o contenenti grassi trans. Lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che ne sono ricchi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
licopcne 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatolane continene37mg);
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno;
fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno;
Germedigrano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno.


È caratterizzata da un eczema/squamoso a livello del cuoio capelluto, con cute arrossata e presenza di un’aumentata secrezione sebacea.
Come trattamento locale può essere utilizzato Volto di Camomilla (mettere i fiori di camomilla in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprirli con olio di mandorle dolci e lasciare riposare per 15-20 giorni, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare) per massaggiare la zona interessata tre-quattro volte al giorno.
Per ridurre l’infiammazione cutanea (l’arrossamento) possono essere usati, in forma topica, l’olio di Enotera (massaggiare delicatamente con la punta delle dita, effettuando movimenti in senso orario per almeno 10 minuti, tre-quattro volte al giorno) e il latte di mandorle, emulsionato con l’olio di lino e di germe di grano, entrambi di prima spremitura a freddo (a 30 mi di latte di mandorle, unire 10 mi di olio di lino e 5 mi di olio di germe di grano).
Nei casi in cui è presente una componente allergica (alimentare o da contatto), può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano, miscelato con olio di mandorle dolci, atte d’avena e Ribes Nigrum (in una ciotola mescolare 25 g di unguento con mezzo cucchiaino di olio di mandorle, 1 cucchiaino di latte d’avena e 5 gocce di Tintura Madre di Ribes Nigrum).
Se l’eczema si estende all’attaccatura dei capelli, interessando anche la zona sopraciliare, può essere usato per via topica un olio alla Calendula preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (meu
tere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare). Massaggiare delicatamente la zona interessata tre-quattro volte al giorno, in particolare la sera prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 14:08:05.

Artrite reumatoide 180x180 - Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

L’ è una forma di poliartrite che si scatena in seguito a un sovvertimento dei normali meccanismi immunitari. L’elemento fondamentale è un’alterazione infiammatoria che coinvolge la membrana sinoviale, il rivestimento che tappezza le superfici dei capi articolari ossei. Fenomeno che porta a un’erosione delle cartilagini e dell’osso determinando il danno articolare. I sintomi: graduale comparsa di e rigidità articolare (una rigidità soprattutto mattutina, che dura almeno un’ora prima di ottenere il massimo miglioramento); disturbi di carattere generale: sensazione di malessere diffuso, stanchezza, inappetenza, dimagrimento; nella sede dell’articolazione colpita dall’infiammazione compaiono gonfiore, dolorabilità e anche calore al tatto; progressivamente i movimenti si fanno sempre più limitati e subentrano le deformità e anche le atrofie muscolari. Le articolazioni colpite sono soprattutto quelle piccole delle mani e dei piedi, ma non vengono risparmiati polsi, gomiti, ginocchia e caviglie. Caratteristica tipica è il fatto che l’artitre reumatoide interessa le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (per esempio tutti e due i polsi, o entrambe le ginocchia). Ad accertare la diagnosi ci pensano gli esami radiologici (che evidenzia tipiche lesioni articolari erosive) e anche gli esami di laboratorio, infatti nell’ è
positivo il test per la ricerca del fattore reumatoide. Si tratta di un’immunoglobulina, di un anticorpo della classe M (IgM), rilevabile in circa l’80% dei casi. L’andamento della malattia è variabile e difficilmente prevedibile.


perii dolore
Sono farmaci antidolorifici come l’acetaminofene e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS hanno il vantaggio di togliere l’infiammazione, non solo il dolore. Per l’artrite reumatoide aggressiva si usano i corticosteroidi. Iniezioni locali nelle articolazioni sono utili se c’è gonfiore con forte limitazione del movimento.

– Farmaci per la malattia
Per trattare la malattia si usano methotrexate, sulfasalazina, leflunomide, idroclorochina, azatioprina, etanercept e infliximab. L’adalimumab è un farmaco di recente approvazione per il dell’artrite reumatoide: si tratta di un anticorpo monoclonale umano. Tutti questi
farmaci possono avere effetti collaterali anche severi, ma di solito sono efficaci: non vanno usati in gravidanza o in caso di malattie del fegato.

– Terapia fìsica
Uno dei trattamenti più antichi ed efficaci è l’idroterapia. La termoterapia è l’applicazione di fonti di calore per il sollievo dei sintomi. L’esercizio fisico deve essere sempre consigliato da un fisiatra o da un fisioterapista: un programma quotidiano che mantenga in forma le articolazioni è il rimedio ideale.

e supplementi
È molto importante perdere peso in caso di obesità. L’alimentazione dovrebbe essere priva di burro e derivati, cibi raffinati, eccessi di glutine e zucchero. L’olio di pesce è un antinfiammatorio naturale e può essere assunto alla dose di 4 mg al giorno. Sono utili supplementi di E e
selenio alla dose rispettivamente di 400 mcg e 400 Ul al giorno.


Le forme di reumatismo infiammatorio cronico richiedono la valutazione periodica del medico specialista reumatologo. L’approccio omeopatico può essere utile per contenere i sintomi della riacutizzazione o in caso di intolleranza ai farmaci convenzionali specifici. Il trattamento sintomatico della riacutizzazione dell’artrite reumatoide si basa sull’utilizzo di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa ad arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto, la pressione è aggravata dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa febbre. Si consiglia di alternare la
somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Tubercolinum residuum 15 CH 1 monodose, 2 volte al mese. Si tratta di un rimedio di fondo che il medico omeopata utilizza soprattutto per contrastare la tendenza evolutiva dell’artrite reumatoide verso l’anchilosi progressiva con deformità articolare e fibrosi progressiva che compromette la funzionalità articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese i disturbi caratterizzati da dolori articolari con processi infiammatori, deformazioni articolari e atrofia muscolare sono chiamati sindromi Bi, cioè sindromi in cui il meridiano è ostruito da eccessi climatici di Vento, Freddo, Umidità e
Calore con eccesso o deficit di Yin o di Yang.
La terapia con agopuntura è mirata alla dispersione degli eccessi climatici sopra citati oltre che ad alleviare i dolori in base alla sede di insorgenza.

– Agopuntura
Nel caso di eccesso di Vento, con dolori improvvisi migranti da un’articolazione all’altra punti importanti sono:

FENGMEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se l’eccesso è di Freddo, con dolori articolari improvvisi e acuti che migliorano col calore e peggiorano al freddo si possono usare:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Con eccesso di Umidità e dolore fisso che peggiora col tempo umido:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa deirXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore
della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
In caso di eccesso di Calore invece punti utilizzabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
QU CHI (stagno curvato, localizzato all’estremità laterale della piega traversa del gomito) che regola e raffredda il Sangue.
Associabili i punti nelle sedi locali dei dolori e del Sistema Auricolare di
Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da ripetere un mese succes-
sivo dall’ultima terapia e seguentemente da ripetere una volta all’anno.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna* (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi dell’artrite), fenilalanina (allevia il dolore).
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans. Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfiammatorie.
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio). Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus aci-
dophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
I rimedi vegetali contro i dolori reumatici sono stati uno dei primi ricercati fin dall’antichità, quando si usava dormire su materassi composti dalle foglie di felce maschio, oppure addirittura si arrivava a sfregare le parti dolenti con foglie fresche di ortica !
La moderna fitoterapia in realtà ci consente di utilizzare piante medicinali che abbiano una documentata efficacia antinfiammatoria. La malattia del resto può interessare anche tessuti periarticolari come tendini, legamenti, guaine ecc. o addirittura visceri interni. Ecco perché la terapia non si limita a risolvere il sintomo dolore, ma deve avere come obiettivo 3 tipico processo infiammatorio cronico nel quale sono coinvolti numerosi mediatori chimici.
Due sono le piante più studiate nella terapia dell’artrite reumatoide, entrambe provenienti dalla medicina tradizionale ayurvedica.cioè indiana.
La pianta che proviene addirittura dalla cucina indiana è la Curcuma (Curcuma longa) componente del Curry. È una pianta simile allo zenzero, della quale si usa il rizoma, caratteristicamente giallo, in passato apprezzata come epatoprotettore, ma che oggi la moderna ricerca ha dimostrato essere un buon antinfiammatorio e antiossidante. L’estratto secco è molto ben tollerato si somministra in capsule per periodi anche prolungati. L’associazione tipica, verificata anche sperimentalmente è proprio con
un’altra pianta indiana, la Boswellia (Boswellia serrata), la pianta dell’incenso, i cui principi attivi presentano la specifica caratteristica di bloccare la sintesi dei leucotrieni, cioè dei mediatori tipici delle infiammazioni croniche come quelle dell’artrite reumatoide (estratto secco, 20 mg al giorno).
Nei pazienti cronici che fanno abitualmente ricorso anche a cortisonici, ovviamente sotto controllo medico, trova indicazione la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) una pianta medicinale che esercita due funzioni importanti: protegge lo stomaco dai danni dei farmaci antinfiammatori e aumenta l’efficacia del cortisone, facilitandone così la riduzione di dose (estratto fluido, 20 gocce al giorno dopo i pasti).
Al bisogno aggiungiamo piante ad attività sintomatica che possono sostituire i FANS, dalla corteccia del Salice (Salix alba)y ricca in glucosidi salicilici (estratto fluido, 15 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti), alle radici di Arpagofìto (Harpagophytum procumbens), entrambe attive sulla catena delle prostaglandine (estratto secco, 1 capsula 3 volte al giorno prima dei pasti). Il Salice abitualmente è ben tollerato a livello gastrico, ma è controindicato nei soggetti allergici all’. L’Arpagofìto è scarsamente tollerato da chi soffre di gastrite e controindicato nei pazienti con ulcera.

Originally posted 2014-10-08 13:33:17.

Frigidità 180x180 - Frigidità

Frigidità

: dal latino frigidus, freddo, è un termine oggi abbandonato in sessuologia in quanto denso di giudizi negativi sulla femminilità e sensualità della donna che ne sarebbe affetta. Il termine preferito è oggi Inibizione sessuole generale, di cui fanno parte lo scarso o assente desiderio, la difficoltà di eccitazione e la difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Questa incapacità di sentire desiderio, di eccitarsi durante il rapporto e di raggiungere l’orgasmo (anorgasmia) può essere primaria, quando il disturbo è presente da sempre e ha contrassegnato tutte le precedenti esperienze sessuali; viene definita secondaria se il disagio è emerso invece in un ben preciso momento della vita. In particolare, l’anorgasmia è totale se si ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo solo durante la penetrazione o anche con la stimolazione esterna (clitoridea).
Se il sintomo è comparso in un determinato periodo, dopo una vita sessuale fino a quel momento soddisfacente, allora le possibili cause scatenanti sono di varia natura: psicologiche (stati depressivi o eventi luttuosi), di relazione (conflitti all’interno della coppia, rapporti con un partner affetto da disturbi sessuali come l’eiaculazione precoce e la difficoltà di erezione) e mediche
(disfunzioni neurologiche, consumo di come antidepressivi e benzodiazepine). Nell’individuare le ragioni del disturbo, bisognerà poi accertare la presenza di tensioni muscolari, generalizzate o localizzate nell’area genitale (a carico del pavimento pelvico), e anche di alla penetrazione (si parla di “dispareunia”), che evidentemente va a inibire sia la capacità di provare desiderio, sia di eccitarsi, e di raggiungere l’orgasmo vaginale.


Prima di pensare a una terapia è necessario valutare se esistano fattori stressanti, terapie farmacologiche, malattie sistemiche che possano spiegare la frigidità. In alcuni casi la frigidità è una reazione a problemi sessuali del partner: anche di questo bisogna tenere conto nell’impostare un eventuale .

Psicologia
Spesso all’origine della frigidità c’è la presenza un effetto inibitorio dell’ansia durante il rapporto: tale ansia può essere dovuta a paure sessuali, a traumi pregressi {per esempio abuso sessuale), a un rapporto non adeguato con il partner, al timore di perdere il controllo (e di fare o dire qualcosa di sconveniente). La donna ha paura di “lasciarsi andare” e si “trattiene” di fronte alla sensazioni sessuali, nel momento in cui esse diventano più intense. Con il passare del tempo il meccanismo di controllo si rafforza sempre più fino a diventare automatico: la donna, quindi, non
sperimenta l’orgasmo nemmeno quando è calma, innamorata, propriamente stimolata e reattiva. L’ansia può diventare ansia da prestazione.
Tramite la psicoterapia si riduce, fino a eliminarlo, il controllo delle reazioni sessuali e si promuove la presa di coscienza dei condizionamenti culturali ed educativi che hanno reso la donna frigida.

Farmaci
La causa organica di frigidità è un basso livello di ormoni androgeni: per questo si prescrive testosterone ( DHEA), in forma naturale oppure sintetica. Anche gli ormoni tiroidei possono essere utili, se alla base della frigidità c’è una disfunzione della tiroide.


L’insensibilità ricorrente o persistente nei confronti degli impulsi sessuali può essere trattata mediante specifici medicinali omeopatici che possono integrare un approccio di tipo psicologico o psicoterapico, spesso indicato per prendere coscienza e rimuovere i fattori respon-
sabili della frigidità.
Agnus castus 15 CH 5 granuli una volta al giorno, riducendo la somministrazione in base al miglioramento ottenuto. La mancanza di desiderio sessuale e di risposta agli stimoli durante il rapporto può essere ricorrente o persistente. In omeopatia l’agnocasto è indicato nel trattamento della frigidità. La donna è priva di stimoli sessuali, è triste, malinconica, indifferente, precocemente invecchiata. Solitamente la donna frigida è incapace di avere un orgasmo.
Graphites 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al giorno. La grafite è il medicinale omeopatico indicato quando c’è avversione per il rapporto sessuale. È adatto sia all’impotenza sessuale che alla frigidità in soggetti generalmente obesi con avversione completa per i rapporti sessuali. Solitamente si tratta di soggetti freddolosi, depressi, apatici, timorosi, indecisi, emotivi. Tendono inoltre alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Onosmodium 15 CH 5 granuli una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Si tratta di una pianta della famiglia delle Borraginacee, indicata nella depressione nervosa e della funzione sessuale, nel forte calo del desiderio sessuale e nella perdita totale della libido sia nell’uomo che nella donna.
Sepia 15o30 CH, una monodose una volta alla settimana. L’indifferenza, la frigidità e la repulsione per il rapporto sessuale. In generale,
Sepia è adatta alla donna depressa, indifferente verso tutto e verso tutti, apatica, solitaria, aggravata dalla consolazione. Abitualmente è l’insistenza del marito a spingere per una visita medica specialistica. La donna non avverte né desiderio, né piacere durante il rapporto sessuale.
Può lamentare dolore durante il rapporto a causa di una secchezza vaginale, di un’infezione urogenitale o di un prolasso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause posso no essere distinte in strumentali e funzionali, dovute le prime ad anomalie anatomiche e le seconde di natura psicologica.
Queste possono dipendere da un deficit di Yang di Rene, deficit di Qi di Cuore e Milza e dalle 7 Emozioni.

Agopuntura
Bisogna quindi tonificare lo Yang del Rene utilizzando la combinazione di punti:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nel caso di deficit del Qi di Cuore e Milza, lo stesso deve essere tonificato in modo da riequilibrare la circolazione:
MINGMEN;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Per le 7 Emozioni occorre la tonificazione del Qi del Rene, l’armonizzazione delle energie del Cuore e del Fegato e il rasserenamento dello Shen.
I punti combinabili sono:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHEN MEN;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato, apparato genitale, Sistema endocrino, Reni, Sottocorticale, Testicoli, Vescica biliare e SHEN MEN.
Un ciclo terapeutico di 10 applicazioni dovrebbe essere sufficiente riequilibrare il quadro energetico.

cinese
Formula: YOU GUI WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………….24g
Rhizoma Dioscoreae……………………12g
Fructus Corni…………………………9g
Fructus Lycii…………………………9g
Semen Cuscutae……………………….12g
Cortex Eucomniae……………………..12g
Cortex Cinnamomi………………………6g
Radix Angelicae Sinensis……………….9g
Radix Aconiti Lateralis………………..6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne magra biologica, pesce pescato in mare, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, pane a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per tenere sotto controllo il disturbo può essere utilizzata la Noce di cola (Cola nitida), sotto forma di estratto fluido» nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Nelle pazienti particolarmente ansiose, può essere associato alla Scutellaria (Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a tenere sotto
controllo il disturbo, nei casi in cui è associata un’astenia psico-fisica.
Nelle pazienti ansiose, o sottoposte a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui la paziente si presenta particolarmente agitata e facilmente irritabile, può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo, oppure diluite in acqua minerale naturale. Ingerire e tenere per qualche secondo sotto la lingua, quindi deglutire e assumere subito dopo 50 ml di latte di mandorle dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di lavanda.

Originally posted 2014-10-14 09:37:42.

Disfagia 180x180 - Disfagia

Disfagia

La è il termine tecnico per delinire un’alterata deglutizione. Si riconoscono fondamentalmente 2 forme principali di disfagie: in quella cosiddetta oro-faringea si fa fatica a trasferire volontariamente il cibo dalla cavita della bocca nell’esofago. Le cause? Processi infiammatori della cavità orale della faringe ma anche affezioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la distrofia muscolare). La esofagea è invece la forma senz’altro più comune: si avverte una sensazione di blocco, come se il cibo si arrestasse in corrispondenza dello sterno, un disagio che si risolve solo
quando, insistendo nel deglutire con l’aiuto di un sorso d’acqua, il cibo raggiunge finalmente lo stomaco (oppure, se così non è quando viene rigurgitato all’esterno), le cause sono svariate: un restringimento del tubo esofageo (stenosi) causato da un infiammazione cronica dell’organo (conse-
guente in genere al reflusso di succo acido dallo stomaco); alterazioni dell’innervazione (come gli spasmi esofagei diffusi); le formazioni tumorali; la presenza di un diverticolo in corrispondenza della faringe e l’esofago che, riempiendosi con parte del cibo inghiottito, finisce per causare un difficoltoso transito degli alimenti (ma anche alito cattivo, rigurgiti e tosse). La diagnosi può contare su svariati esami strumentali, come l’esame radiologico del tratto superiore del tubo digerente o l’esofagogastroduodenoscopia Altri esami che potranno essere richiesti dal curante possono essere: la Tac del torace, l’esame attuato con radioisotopi, la pH-metria (si legge “piacca-metria”) con il quale si misura il livello di acidità, e la mamometria esofagea, che misura il tono dello sfintere esofageo inferiore.


È mollo importante trovare Li causa della dislagia: principalmente si tratta di carne organiche, ma in alcuni casi il motivo e psicologa il II è conseguente all’accertamento della causa. La visita medica è mollo utile per capire se la disfagia su solo per i cibi solidi, liquidi o per entrambi e per prescrivere gli eventuali approfondimenti.


Risogna prevenire la disidratazione e la malnutrizione. L’alimentazione in caso di disfagia dovrebbe essere basata solo su cibi che povsono essere masticati e deglutiti senza pericolo. La dieta dovrebbe avere una consistenza cremosa, evitando cibi appiccicosi che aderiscono al palato e creano affaticamento, ed evitando cibi frammentati in piccoli pezzi che si disperdono in bocca e aumentano La possibilità di soffocamento. Nei casi gravi gli alimenti liquidi non sono indicati perché possono defluire nell’arca faringea spontaneamente, senza che venga slimolato il riflesso della deglutizione, quindi entrare nelle vie respiratorie: per evitare ciò gli alimenti possono essere resi densi utilizzando sostanze addensanti. In base al grado di disfagia, possono essere controindicati alimenti con doppia consistenza come: latte coi cercali, passato di verdura con pjst ina, yogurt con pezzi di frutta.

Terapia fìsica
La disfagia può essere migliorata c a volte risolta con accorgimenti fisici (e di postura! c fisioterapia. £ importante avere una buona regolanti nell’assunzione di cibo e imparare a mantenere la stazione eretta (busto e gola dritti ) anche da seduti.


È importante sapere che alcuni farmaci antiepilettici e contro l’insonnia possono compromettere la deglutizione. I farmaci da usare in uso di disfagia dipendono mollo dalla causa della disfagia stessa: per questa ragione é opportuno consultare un medico e avere una diagnosi precisa
prima di effettuare terapìe.

Chirurgia
A volte l.i disfagia può essere risolta solo con un intervento chirurgico: per questa ragione è indispensabile il consulto medico.


La difficoltà di deglutire si manifesta frequentemente in concomitanza con il mal di gola. La scelta del rimedio omeopatico si basa sulle caratteristiche dei sintomi e sulle modalità di miglioramento e di aggravamento.
Quando la disfagia è di origine neurologica il trattamento omeopatico si integra con quello neurologico e riabilitativo.

Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9 CH 5 granuli, anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Tumefazione rosata della gola e dell’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. I dolori brucianti aggravati con la deglutizione sono migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Belladonna 7 CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. Arrossamento intenso della gola. Senso di costrizione dolorosa al collo che si aggrava con la deglutizione. Talvolta è presente febbre elevata, del volto e sudorazione abbondante.
Phytolacca7CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. La fitolacca è un arbusto dell’America del Nord usato in omeopatia per l’arrossamento cupo e secchezza della gola. La gola è secca con bisogno continuo di deglutire e nella deglutizione.
Calendula Tintura Madre – Phytolacca Tintura Madre Effettuare gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle tinture, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza (effetto antalgico e antisettico).

Faringotonsillite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 2 ore, dirare in base al miglioramento. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Lingua tumefatta e flaccida, tanto da presentare sui bordi l’impronta dei denti. Alito fetido. Dolore irradiato all’orec-
chio.

Disfagia di origine neurologica
Causticum 30 CH 5 granuli 2 volte al dì. Causticum è ottenuto dalla distillazione di una miscela di bisolfato di potassio e di calce spenta, secondo le indicazioni di Hahnemann (“tintura di Hahnemann’). È il rimedio di prima scelta per i fenomeni neurologici caratterizzati da paresi della lingua o disturbi della deglutizione o paresi del velo palatino.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo trova origine in un’alterazione della funzionata del Sistema Muscolare e del Sistema Nervoso. Lo scopo della terapia è quindi quello di riequilibrare l’organismo in modo da ripristinare una corretta irrorazione dei muscoli e soprattutto calmare lo stato di agitazione o di tensione che compartecipa alla sintomatologia.

Agopuntura
Punti importanti sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia va eseguita 2 volte alla settimana per 5 settimane.

cinese
Formula: LON PAO WAN
Semen Cassiae………………………12g
Radix Rehmaniae Preparata*……………9g
Spica Prunellae……………………..7g
Radix et Rizoma Rhei…………………6g
Rizoma Coptis……………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne
magra biologica, pesce pescato in mare, cercali semintegrali e legumi sotto forma di zuppe e/o passati, pane morbido a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, sotto forma di centrifugati e/o frullati, olio di lino, di noci, o di germe di grano di prima spremitura a freddo, frutta secca e semi oleosi ridotti in crema.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, in particolare il tofu e il latte di soia addizionato con calcio.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, la frutta con la buccia, i tuberi, le radici e le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli cotti e trasformati in passato), le bevande gasate.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e di alimenti che ne sono ricchi.
Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura ai 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
La disfagia è un disturbo non facilmente trattabile con i preparati fitoterapici. Le piante utilizzate possono aiutare a combattere i sintomi correlati come l’ansia, la depressione o l’angoscia, per non riuscire a deglutire correttamente il cibo.
Nel primo caso può essere utilizzala la Passiflora (ricca di alcaloidi indolici, flavonoidi, steroli, pectine, tannini e acidi polifenolici) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali. In alternativa possono essere utilizzate le foglie e le sommità fiorite ( 2 cucchiaini ) per preparare un infuso, in associazione con i fiori di Lavanda (2 cucchiaini) e 200 mi di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Assumere, a temperatura ambiente, circa 30 minuti prima dei tre pasti principali, sorseggiando lentamente. Con l’aggiunta di alcune gocce di succo di limone, o di pompelmo, può essere consumato durante i pasti, per facilitare il passaggio del bolo alimentare attraverso l’esofago, ricordando
sempre di bere molto lentamente e solo dopo aver completamente terminato la masticazione.
Nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi della depressione, può essere somministrato YHyprricum perforatum* sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se il paziente si presenta particolarmente agitato, soprattutto in previsione di un pasto, o di uno spuntino, può essere d’aiuto assumere la Tiiia tomentosa 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, due volte al giorno, con poca acqua, circa un’ora prima dei due pasti principali. In alternativa il
dosaggio può essere frazionato in 25 gocce, quattro volte al giorno, in corrispondenza dei tre pasti e di uno spuntino/die.

Originally posted 2014-10-10 15:39:16.