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Fibroma dellutero 180x180 - Fibroma dell'utero

Fibroma dell’utero

Costituisce la più comune neoplasia benigna della donna. La sua comparsa tende ad aumentare con l’età (è assai frequente dopo i quarant’anni). La parola fibroma – o mioma, o fibromioma – indica la proliferazione benigna del tessuto muscolare (“mioma’), più di rado connettivale/fibroso (“fibroma”), che costituisce il miometrio, cioè la parete dell’utero. Questa formazione può essere unica o multipla e la degenerazione maligna, in sarcoma, è rarissima. I sintomi e i disagi che un fibroma può produrre dipendono dalla sede in cui la neoplasia si sviluppa: se è posta, per esempio, nella sottomucosa, ossia subito al di sotto della mucosa che tappezza la cavità uterina, può dar segno di sé con mestruazioni abbondanti, lunghe e dolorose. Il fibroma che si sviluppa nello spessore del miometrio viene detto “in-
tramurale” e anch’esso può causare mestruazioni prolungate e contrassegnate da dolore. Infine, se la crescita è sottosierosa, ossia verso l’esterno dell’utero, al di sotto del peritoneo che lo riveste, può non causare alcun sintomo e venire occasionalmente scoperto durante una visita o un’ecografia ginecologica. Se, oltre a essere sottosieroso, il fibroma è anche peduncolato (cioè “a batacchio di campana”) può manifestarsi all’improvviso con dolore addominale acuto, nausea, febbre e malessere generale, se va incontro a una torsione spontanea. Un’evenienza che richiede l’immediato intervento chirurgico. Un 5% dei fibromi, infine, interessa invece il collo dell’utero e può stimolare un incremento di secrezioni vaginali (“leucorrea”) o piccole perdite di sangue (spotting).

MEDICINA CONVENZIONALE
Il medico consiste nel ridurre i sanguinamene e nell’allcviare il dolore e il senso di pesantezza pelvica. Se una donna è prossima alla menopausa un atteggiamento di attesa può essere opportuno, visto che il fibroma tende a ridursi progressivamente con il diminuire degli estrogeni. Se il fibroma è piccolo e non causa sintomi come anemia e dolore è meglio attendere che si riduca spontaneamente.

Farmaci
Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’acido mefenamico possono alleviare il dolore e, fino a un certo limite, ridurre il sanguinamento. Il trattamento con acido aminocaproico endovena o per via orale riduce il sanguinamento influendo sulla coagulazione: deve essere usato con cautela nelle donne con una storia passata di trombosi. Il progesterone, assunto per 21 giorni durante il ciclo mestruale, può avere un effetto sulla perdita di sangue; si possono usare medrossiprogesterone sintetico oppure progesterone naturale, ma la somministrazione è controindicata in donne che abbiano avuto la diagnosi di tumore maligno della mammella sensibile al progesterone, e sconsigliata nelle donne che abbiano sofferto di depressione. I contraccettivi orali possono ridurre le dimensioni del fibroma, ma in alcune donne l’effetto è opposto (il fibroma aumenta di volume): il benefìcio dei contraccettivi è comunque quello di regolarizzare il ciclo e ridurre le perdite mestruali. Agenti antigona-dotropinici come il danazol possono essere usati per sopprimere l’ovulazione, con conseguente interruzione del ciclo mestruale.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche: l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, l’ablazione dell’endometrio, cioè l’asportazione dello strato più interno dell’utero, la miomectomia che rimuove il fibroma e la miomectomia laparoscopica. L’embolizzazione dell’arteria uterina è una procedura non chirurgia nuova, rapida e di buon successo.

Stile di vita
Molte donne con fibroma hanno un eccesso di estrogeni nel sangue: le cellule grasse producono estrogeni, quindi la perdita di peso diminuisce il rischio di fibroma uterino.

OMEOPATIA
L’omeopatia è adatta al trattamento di fibromi che non richiedono un intervento chirurgico per le grandi dimensioni, per fenomeni compressivi nei confronti degli organi vicini o per la metrorragia non controllabile. È inoltre indicata dopo l’asportazione di miomi per prevenire la formazione di altri fibromiomi. Si consiglia di monitorare clinicamente e mediante ecografia eventuali miglioramenti e eseguire cicli di trattamento periodici. Si distingue un trattamento sintomatico com-
pletato da quello più profondo che viene anche definito ‘trattamento di fondo’.

Trattamento sintomatico
Aurutn muriaticum natronatum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il tetracloroaurato di sodio è consigliato per i fibromi che non richiedono trattamento chirurgico. L’utero è molto duro e ipertrofico. I fenomeni emorragici sono piuttosto rari.
China 9 CH5 granuli da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Fraxinus americana 4 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il frassino bianco è adatto al trattamento di fibromi uterini con menometrorragie profuse e sensazione di pesantezza pelvica.

Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore. Viene usato in maniera pressoché sistematica nelle menometrorragie da fibroma uterino, in associazione con China.

Trattamento di fondo
Follicolinum 30 CH una monodose una volta alla settimana. Si tratta di un bioterapico che riduce l’effetto favorente la progressione dei fibromi da parte degli estrogeni.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Eseguire cicli di 3 mesi di trattamento con una pausa di un mese.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di preparati a base di erbe cinesi.
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis…………….25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Semen Persicae………………………6g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in flocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Incrementare i cibi ricchi di potassio, come i legumi, il cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), la frutta secca, la salsa e la polpa di pomodoro, la farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Eliminare e/o limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piecola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lonta-
no dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamene). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Per alleviare gli spasmi uterini, somministrare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla scomparsa del sintomo. Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’aspirina) e dei flavonoidi, l’achillea può essere utilizzata anche, al bisogno, nei casi in cui gli spasmi uterini sono molto intensi e dolorosi. È preferibile usare l’estratto secco, sotto forma di compresse, cercando di non superare i 6 grammi al giorno.
Per aiutare ad alleviare gli spasmi e facilitare il flusso ematico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa
un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Nei casi in cui gli spasmi compaiono all’improvviso e si presentano di breve durata, ma di forte intensità, il prodotto può essere utilizzato per via sublinguale, nella dose di 30 goc-
ce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.
Nelle pazienti sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno 2 mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nelle pazienti che soffrono di ipotensione.

Originally posted 2014-10-13 14:11:59.