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Ipotiroidismo 180x180 - Ipotiroidismo

Ipotiroidismo

È l’espressione con cui si indica la carenza di ormone tiroideo biologicamente attivo nei tessuti, legato a un malfunzionamento della tiroide. All’origine di questa difettosa attività esistono svariate patologie (come la tiroidite di Hashimoto, dovuta a un disordine del Sistema Immunitario), l’asportazione della ghiandola e l’insufficiente assorbimento di iodio nelle regioni in cui vi è carenza del minerale (come le aree montagnose italiane ed europee).
I pazienti lamentano un senso di debolezza e generale perdita di energia. La voce si fa rauca, l’eloquio è rallentato, la faccia assume un’espressione ottusa. Chi soffre di ipotiroidismo è intollerante al freddo,- il bordo palpebrale è cadente per il diminuito tono; la pelle diviene secca, sottile, pallida, e i capelli si fanno radi. Il soggetto mostra un decadimento delle attività intellettuali e
modificazioni della personalità. Anche il Sistema Cardiovascolare ne risente. Il cuore va incontro a bradicardia (batte cioè a una frequenza inferiore alle 60 pulsazioni al minuto) ed è frequente il suo ingrossamento. La funzione respiratoria è caratterizzata da respiri lenti e pure la peristalsi (il complesso delle contrazioni muscolari del tubo digerente) è rallentata, il che produce una stitichezza ostinata. Compaiono disturbi della sensibilità ai piedi e alle mani e spesso coesistono alterazioni del ciclo mestruale. Un insieme di disturbi che è l’espressione di un rallentamento generalizzato dei processi metabolici.

IL GOZZO
• Ogni aumento di volume della ghiandola tiroidea si definisce gozzo. Il gozzo può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo, sia di ipotiroidismo. Può essere costituito da una singola area della tiroide (nodulo o gozzo uninodulare), da più aree (gozzo multinodulare) o da un aumento diffuso di tutta la ghiandola. La funzione della ghiandola può essere normale (gozzo eutiroideo) o alterata (gozzo iperfunzionante o ipofunzionante).
• Una delle cause primarie dello sviluppo di gozzo nel mondo è la carenza di iodio nell’alimentazione o nelle acque. In alcune zone, la carenza è tanto accentuata da far diventare il gozzo una malattia endemica. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si può definire endemica una situazione in cui il gozzo si manifesta in più del 5% della popolazione.

L’ipotiroidismo di solito si sviluppa lentamente, ma può raggiungere livelli pericolosi specialmente dopo un intervento chirurgico che abbia dovuto rimuovere la tiroide: la situazione di grave ipotiroidismo si chiama mixedema e può provocare bassa temperatura, bassa pressione e coma. Questi casi sono vere e proprie emergenze da trattare in ospedale.
Farmaci
La terapia è la levotiroxina (T4), cioè una forma sintetica di tiroide, o altre forme di sostituzione tiroidea. La levotiroxina può essere somministrata insieme a ormone T3. La dose varia da persona a persona e deve essere aggiustata sulla base dei livelli di TSH nel sangue: di solito i valori tiroidei si normalizzano nel giro di 6/8 settimane dopo l’impostazione del- la terapia.
Stile di vita
Una dieta con poche calorie e ricca di fibre aiuta a combattere i segni di ipotiroidismo. È opportuno eliminare i cibi che possono bloccare lo iodio: noci, mandorle, verdura a foglia scura. L’esercizio è molto importante.

In caso di ridotta funzionalità della tiroide è spesso indicata la terapia sostitutiva convenzionale. Il omeopatico è in grado di ottimizzare tale terapia mediante rimedi basati sulle caratteristiche della co-
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida della costituzione definita ‘carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali.
Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. Lamenta una marcata freddolosità. Egli tende all’obesità, alla e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell’azotemia.
Graphites 15 CH un tubo dose alla settimana. È indicato nell’ipotiroidismo. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il carbonato di potassio è un rimedio omeopatico indicato per i soggetti che tendono al sovrappeso, all’infiltrazione edematosa dei tessuti o all’obesità. Facilmente affaticati o prostrati, manifestano grande irritabilità e tendenza alla depressione. Talvolta soffrono di lombalgia con la sensazione caratteristica della colonna che non li regge.
Thyroidinum 4 CH 1 fiala perlinguale, 3-7 volte alla settimana. Si tratta di un organoterapico che favorisce la secrezione degli ormoni tiroidei. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. Thyroidinum 4 CH favorisce la secrezione di ormoni tiroidei, mentre Thyroidinum 30 CH la frena.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo deve andare a riequilibrare la produzione di ormoni tiroidei e a controllare il metabolismo basale che a sua volta è deputato al controllo della funzionalità dell’organismo.
Le cause possono essere una stasi di Qi del Fegato oppure un deficit di Qi della Milza.
L’agopuntura è inoltre efficace a controllare le sintomatologie associate quali la formazione di gozzo, la dispepsia e l’astenia tra le più importanti.
Nel caso di ipotiroidismo da deficit di Qi del Fegato punti importantisono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TlAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);

YI FENG (riparo dal Vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento.
Nel caso invece di ipotiroidismo da deficit di Qi di Milza punti importanti sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
HEGU;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della 11 vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TIAN TU;
YI FENG.
Sono associabili punti del Sistema Auricolare di Fegato» Milza, Surreni e Tiroide.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana ed entro 30 giorni dall’ultima terapia è opportuno eseguire un’indagine ecografia completata da un emocromo.
cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Offìcinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g
Radix Aconiti Preparatae………………3 g
Posologia: 3 e al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina {il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con gli alimenti a elevato contenuto di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo).
Aumentare il consumo di vitamine B2 e B3, sotto forma di latte e formaggi (in particolare il caciocavallo, il gorgonzola e il pecorino romano), tuorlo d’uovo, fegato, pollo, mandorle, ortaggi a foglia verde, lievito di birra, germe di grano, noci, pollame, carne di maiale, pesce spada, salmone, semi di girasole, tonno, vitello.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Evitare cavoli, rape, cipolle, noci, farina di manioca, perché ostacolano l’assorbimento di iodio.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei e poi di carne, latte e latticini, uova, frutta, cereali, verdura, pane a lievitazione naturale.

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È consigliabile non effettuare trattamenti prolungati senza adeguato controllo medico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza.
Se l’ipotiroidismo è correlato all’obesità può essere utile assumere l’estratto fluido di Phaseolus vulgaris (Fagiolo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per la sua azione diuretica (se associato a un’adeguata assunzione di liquidi, almeno due litri di acqua minerale naturale al giorno) può essere somministrato l’Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti principali. È controindicato in caso di insufficienza renale e scompenso cardiaco in stadio avanzato.
Nei casi in cui il paziente presenta un linfedema a carico degli arti inferiori, può essere utilizzato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-14 10:54:14.

RAFFREDDORE 180x174 - RAFFREDDORE

RAFFREDDORE

Sono più di duecento i ceppi virali capaci di causare il (gli agenti principali sono i Rhinovirus e i Coronovirus). I sintomi esplodono dopo un periodo di incubazione di 2-3 giorni: malessere generale, senso di freddo, gola secca e infiammata, stranuti ripetuti, cefalea, secrezione dal naso (acquosa o mucosa), ostruzione nasale e bruciore agli occhi. La temperatura cor-
porea si mantiene in genere normale o può esservi un modesto rialzo termico. Sopraggiunge quindi la tosse, mentre le secrezioni dal naso tendono a farsi mucopurulente, cioè dense e giallastre. Il corteo dei sintomi s’esaurisce nel giro di una settimana. Possibili complicazioni, soprattutto nei bambini, sono la sinusite e l’otite media. Il raffreddore è assai contagioso: i virus vengono diffusi attraverso le microscopiche goccioline che emettiamo parlando, ma anche le mani e il fazzoletto sono fonte di contagio. Il freddo agevola l’infezione, perché le basse temperature alterano i meccanismi di difesa delle vie respiratorie, e in particolare di quelle nasali, che hanno il compito di umidificare, riscaldare e depurare l’aria inspirata.

FISIOLOGIA
La centralina dell’olfatto è un’area ampia 5 centimetri quadrati appena sulla sommità delle cavità nasale. Qui le cellule olfattive captano le particelle odorose che approdano trascinate dalla corrente aerea, restando invischiate e sciogliendosi nello
strato di muco che bagna la sommità dei “sensori” olfattivi. La perdita della capacità di captare odori è chiamata anosmia, mentre l’iposmia significa una diminuzione dell’olfatto. Un semplice raffreddore o una rinite allergica, con quell’eccesso di secrezioni dense e vischiose che scatena, altro non fa che “sommergere” le cellule olfattive e causare un’ostruzione del flusso d’aria verso l’organo dell’olfatto. Cosicché gli odori non riescono a penetrare adeguatamente nelle cellule sensoriali. Ecco perché nel raffreddore la percezione degli odori viene drasticamente compromessa.


Prevenzione
I Lavarsi le mani di frequente aiuta a ridurre il rischio di propagazione dei virus. Vitamina C, zinco, echinacea sono supplementi riconosciuti validi anche dalla medicina ufficiale per proteggere dal raffreddore. Lo stress riduce l’efficacia del Sistema Immunitario: se si sta sviluppando un raffreddore la guarigione sarà più rapida se la persona non è stressata.
Decongestionanti nasali
Uno spray nasale salino aiuta a liberare il naso grazie allo scioglimento del muco e alla pulizia delle cavità nasali. Un decongestionante blando come la neosinefrina per circa 3 giorni riduce i sintomi, ma deve essere evitato se esiste una storia di problemi cardiaci e pressori, oppure disturbi d’ansia. Menta ed eucaliptus possono diminuire la congestione nasale.
Tosse
La tosse non è necessariamente presente, comunque il destrometorfano è efficace in adulti e bambini (usare per periodi limitati): non va somministrato a bambini sotto i 5 anni o a soggetti asmatici.

Nella fase iniziale del raffreddore caratterizzata da starnuti e ostruzione nasale, talvolta associata a febbre sono indicati rimedi come Aconitum, Belladonna, Nux vomica, mentre successivamente quando compare la rinorrea acquosa è spesso utile ricorrere ad Allium cepa.
Quando le secrezioni hanno carattere mucoso viene consigliato Kali bichromicum, mentre se sono mucopurulente richiedono Kali bichromicum o Pyrogenium.
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni ora. È il medicinale omeopatico dell’esordio del raffreddore dopo esposizione a freddo brusco, freddo secco o vento, comparsa di brividi e starnuti, con secchezza della mucosa.
Febbre senza traspirazione. Sete intensa e agitazione ansiosa. v
Allium cepa 15 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Starnuti con abbondanti secrezioni acquose nasali, brucianti, irritanti, escorianti le narici.
Aggrava con il calore e migliora con l’aria fresca. È uno dei rimedi più frequentemente utilizzati nella fase di stato quando compaiono le secrezioni acquose.
Anas barbariae 200 K un tubo dose, appena possibile. Ripetere ogni 6 ore, per 3 volte. Raffreddore ai primi sintomi. È anche il bioterapico consigliato per prevenire le malattie da raffreddamento. In questo caso si consiglia di assumere un tubo dose una volta ogni due settimane nella stagione umida e fredda.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Raffreddore associato a raucedine. Il timbro della voce varia continuamente.
Hepar sulfur 15 CH 5 granuli 3 volte al dì. Rinite mucopurulenta associata a febbre.
Kali bichromicum 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Secrezioni mucopurulente giallo-verdastre, vischiose e aderenti. Soffiando il naso si ha l’espulsione di tappi elastici, duri e aderenti.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Dopo esposizione a freddo umido, esordio brutale di brividi e senso di raffreddamento generale.
Starnuti e sensazione di naso secco. La noce vomica è indicata soprattutto nella fase iniziale del raffreddore.
Pyrogenium 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Raffreddore con febbre, tendenza alla suppurazione, miglioramento con il calore locale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere dato dall’ingresso nell’organismo degli agenti patogeni esterni Vento freddo, Vento caldo, Umidità-Calore, oppure da un deficit di Qi o di Xue.
Lo scopo della terapia consiste nella dispersione degli agenti esogeni e nella tonificazione del Qi e dello Xue.
Nel caso di Vento freddo punti importanti sono:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola, purifica il Calore ed espelle il Vento;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;

UE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore.
Nel caso di Vento caldo si possono usare:
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
QU CHI (stagno curvato, situato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e Pepicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Per disperdere Umidità e Calore punti importanti sono:
HEGU;
KONG ZUI (buco profondo, localizzato in una depressione sulla faccia laterale del radio) che regola il Qi del Polmone, purifica il Calore e arresta il sanguinamento;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi, stimola il flusso di Yang e Qi del Fegato;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Nel caso di deficit di Qi si possono combinare:
LIE QUE;
FENG MEN;
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene e il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen; ^
ZU SAN LI.
Per tonificare Xue punti importanti sono:
CHI ZE;

FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Si possono associare punti del Sistema Auricolare di Bronchi, Faringe, Laringe, Naso, Polmone, Rene e Stomaco.
Si consigliano almeno 5 applicazioni consecutive.
cinese
Formula: BAN LAN GEN
Radix Isatidis ……………………..10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione; fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) e di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane).
Incrementare l’assunzione quotidiana di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Privilegiare il kefir, lo yogurt naturale intero biologico addizionato con probiotici, il latte fermentato.
Alimenti da evitare Nella fase acuta, evitare il consumo di latte e lat-ticini a elevata percentuale di grassi saturi (compresi burro, panna e gelati), che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nella fase acuta limitare l’apporto di salumi, insaccati, carne bovina e caffeina.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta, per tenere sotto controllo la produzione di muco, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata, nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi, grazie alla presenza dei flavonoidi (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni). x
Se in anamnesi sono presenti allergie respiratorie, può essere associato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Il deve essere proseguito fino alla completa scomparsa dei sintomi (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni).

Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni)
In alternativa può essere somministrato il Ligustro, sotto forma di estratto secco, nella dose di 1 cps, tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni).

Originally posted 2014-10-10 12:27:46.

Tabagismo 180x180 - Tabagismo

Tabagismo

Estato calcolato che il 25-30% di tutti i tumori nei Paesi industrializzati è legato a doppio filo con il consumo di tabacco. Non si sta parlando dei soli polmoni: le stime dicono che l’incidenza dei carcinomi all’esofago, alla laringe e alla bocca è attribuibile al consumo di tabacco (da solo o con l’alcol) per il 40-60%. E non solo: la maggior parte dei casi di carcinoma al pancreas e alla vescica, nonché una piccola percentuale delle leucemie mieloidi, dei carcinomi del fegato, dello stomaco, del collo dell’utero e delle cavità nasali è pure riconducibile alla sigaretta. Il fumo, poi, incrementa l’impatto delle malattie cerebrovascolari e la diffusione delle affezioni respiratorie croniche, minaccia la fertilità maschile e anticipa l’epoca della menopausa. La dipendenza dal fumo di tabacco è una malattia. Parola dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non ha esitato a etichettare il una condizione patologica tout court. È la nicotina il componente che instaura la tabacco-dipendenza. In altri termini, è una droga, che va ad agire sugli stessi bersagli nervosi stimolati dalla cocaina e dall’eroina. Ed è la nicotina che incolla le labbra alla sigaretta, portando di conseguenza la persona a inalare una complessa massa di composti tossici: più di 4000 sostanze diverse, tra le quali spiccano, per la loro pericolosità, il monossido di carbonio (composto che sottrae ossigeno ai globuli rossi), una varia quota di irritanti (che vanno a ledere le mucose respiratorie) e molte sostanze cancerogene (temibili sono gli idrocarburi aromatici policiclici e le nitrosammine, che rappresentano i principali costituenti del catrame). La nicotina, proprio come una sostanza stupefacente, finisce per scatenare un complesso di disturbi nel momento in cui la persona cerca di tagliare i ponti con la sigaretta.

DA SAPERE
Il “fumo passivo” è particolarmente pericoloso per i bambini: fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di mortalità fetale, riduce il peso alla nascita, e ostacola il normale sviluppo psico-fisico. Le sigarette fumate dai genitori, dopo la nascita del piccolo, aumentano il rischio di infezioni respiratorie, grave patologia asmatica e morte improvvisa.

Il tabagismo è una dipendenza con profonde implicazioni psicologiche: qualsiasi tentativo di smettere di fugare dovrebbe prevedere un adeguato supporto psicologico. Esistono farmaci e presidi terapeutici in grado di ridurre i sintomi da dipendenza da nicotina, ma bisogna tenere presente che nella dipendenza dal fumo entrano anche fattori come la “dipendenza dal gesto” l’abitudine, e le altre sostanze presenti nel tabacco e nelle sigarette (non solo la nicotina). Lautoprescrizione non è utile e ha una percentuale di successo bassissima: per smettere di fumare è necessario consultare il medico e seguire attentamente le indicazioni.

Il omeopatico può essere integrato ad altre metodiche messe in atto per vincere la condizione di dipendenza (agopuntura, auricolopuntura, ipnosi, psicoterapia) e facilitare la disassuefazione nei confronti del fumo di sigaretta.
Caladium seguinum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Provoca disgusto per il tabacco e riduce gli effetti dell’abuso prolungato. Si tratta di una pianta della famiglia delle Aracnee che cresce spontanea nelle Antille. È il preparato indicato per i disturbi su base neurovegetativa che si manifestano durante la disintossicazione da fumo di sigaretta.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio adatto per contenere l’eccesso di appetito.
Isoterapico 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Questo preparato è ottenuto a partire dalla sigaretta con la carta e il filtro, oppure dal sigaro o tabacco utilizzato abitualmente. Dopo l’assunzione dei granuli si noterà una riduzione del desiderio di fumare. Gli isoterapici sono preparazioni ottenute a partire dalla sostanza ritenuta responsabile della malattia o del disturbo che si vuole curare, utilizzando la tecnica delle diluizioni omeopatiche. Come si può rilevare i prodotti isoterapici si basano sul principio di identità che è diverso da quello di similitudine che sta alla base dell’omeopatia.
Nux vomica 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì (dopo trattamento antifumo con auricolopuntura). Controlla ipereccitabilità, nervosismo, cattivo umore, crisi di collera e bulimia in chi sospende il fumo.

Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Senso di frustrazione in chi ha smesso di fumare.
Tabacum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il medicinale omeopatico indicato per facilitare il processo di disintossicazione nei confronti del fumo di sigaretta. 11 trattamento va prolungato per almeno un mese continuativo.
Thuya occidentalis 30 CH un tubo, dose alla settimana, per contrastare la tendenza al sovrappeso, alla cellulite, alle variazioni delPumore, alla depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sia sulla dipendenza, sia sull’astinenza.
È un tipo di trattamento clic necessita della collaborazione del paziente.
È anche importante che la diminuzione delle sigarette sia graduale e costante.
Vengono controllati anche i sintomi associati quali ansia, astenia, tosse e fame nervosa.
L’assuefazione all’alcaloide nicotina comporta l’inibizione della produzione di Leuchina-encefalina, un oppioide endogeno.
Lo scopo della terapia è la riattivazione di questo oppioide contemporaneamente all’eliminazione della nicotina in modo che l’organismo non subisca scompensi.
Punti importanti per la terapia sono:
CHIZE;
FENG LONG;
HEGU;
SHENMEN;
NEI GUAN;
PI SHU;
ZUSAN LI;
TAN ZHONG;
LIEQUE;
TIAN TU.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana con una graduale eliminazione delle sigarette da parte del paziente.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi,kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles,cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e acido folico (sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati) privilegiando le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite. Integrare la dieta con sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e
biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, i piatti dei fast-food.
Limitare il consumo di salumi, insaccati, panna, burro, mascarpone, strutto, formaggi stagionati non biologici.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Per aiutare la disassuefazione al fumo, può essere utilizzato il Calamo aromatico (Acorus calamus), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in 200 mi di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), oppure in succo puro di mirtillo, o di mango e papaia.
Nelle persone particolarmente ansiose e/o sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzata VEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può aiutare il paziente a ridurre il bisogno di ricorrere alla sigaretta, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Per migliorare la funzionalità epatica e facilitare i processi digestivi, al fine di aiutare a combattere i disturbi causati dal tabagismo, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti
principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.

Nei casi in cui si manifestano inappetenza, astenia e disturbi digestivi (in particolare per aiutare l’azione depurativa “epato-renale”), è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago saliva ( Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale naturale, due volte al giorno, prima dei pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per migliorare la funzionalità epato-biliare e aiutare il paziente a “disintossicarsi” può essere utilizzato il Pneumus boldus (Boldo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, prima dei pasti.
Il Boldo non deve essere somministrato in gravidanza, nelle ostruzioni del dotto biliare e nelle epatopatie in fase avanzata.

Originally posted 2014-10-08 09:11:23.

RITENZIONE IDRICA 180x180 - RITENZIONE IDRICA

RITENZIONE IDRICA

La è quella condizione, in cui l’organismo trattiene acqua.
All’origine del problema possono esistere le serie disfunzioni cardiache, epatiche o renali, che producono un gonfiore generalizzato. L’edema dovuto alla malattia renale provoca rigonfiamento delle gambe, del viso e delle palpebre: è dovuto a un aumento della pressione nei vasi sanguigni che avviene quando i reni non eliminano una normale quantità di sodio e liquidi. Inoltre ritenzione di liquidi e gonfiore possono realizzarsi in tante altre evenienze: per esempio, una causa comune di tumefazione dei tessuti molli periferici è l’insufficienza venosa alle gambe; il riassetto fisiologico indotto dalla gravidanza determina un incremento dei liquidi, con ritenzione di sodio e di acqua; infine, l’edema può essere un effetto collaterale di una vasta gamma di farmaci (come antinfiammatori, cortisonici e contraccettivi). Un altro sintomo può essere la tensione al seno associata o meno a una sensazione di pesantezza alle gambe, gonfiore al viso, alle mani e all’addome, che caratterizza la sindrome premestruale.
La ritenzione idrica è un marchio distintivo anche della cellulite, che non è solo un disturbo estetico, ma costituisce una vera e propria patologia del microcircolo, quel complesso di piccoli vasi sanguigni dislocato nel sottocute. Il grado della cellulite varia da uno stadio di semplice ritenzione d’acqua fino a fenomeni sempre più severi e difficilmente reversibili (aspetto a buccia d’arancia), con lesioni permanenti che clinicamente sono evidenti come nodosità dolenti e dure nel tessuto sottocutaneo (aspetto a materasso): spesso queste alterazioni comportano disturbi diffusi agli arti inferiori, come pesantezza, senso di tensione ed edema.

IL SALE
Dinanzi a una ritenzione idrica, nella maggior parte dei casi al paziente viene consigliato di diminuire il sale e i cibi contenenti sodio. Il sodio può far sì che i reni ritenga no più liquidi, peggiorando l’edema.

Il dipende dalle cause: la ritenzione idrica può essere provocata da squilibri ormonali, deficit nutrizionali, reazioni allergiche, ferite, cattiva circolazione, vene varicose, malattie di cuore, reni oppure fegato. Ogni causa di edema può richiedere un specifico.
Esercizio fisico
La forma più benigna di ritenzione idrica, quella che interessa le gambe dopo ore di immobilità seduti oppure dopo un volo aereo, può essere alleviata stimolando la circolazione del sangue e della linfa: ogni 15 minuti bisogna alzarsi e camminare oppure alzare le gambe. Venti minuti di esercizio fisico quotidiano sono molto utili.
Alimentazione
Una dieta povera di proteine può peggiorare l’edema: il corpo richiede una certa quantità di aminoacidi per combattere la ritenzione idrica. Gli aminoacidi vengono aggiunti all’alimentazione sotto forma di carne, soia, legumi, uova oppure latticini a basso contenuto di grassi. Gli uomini e le donne non in gravidanza dovrebbero assumere circa 30 g di proteine al giorno: i supplementi di solito non sono necessari, a patto che l’alimentazione sia adeguata. È bene ricordare che troppo sale peggiora la ritenzione idrica: evitare di mangiare troppi cibi raffinati o elaborati, come le zuppe in scatola, i pasti precotti e da asporto e ridurre la quantità di sali negli alimenti. È importante bere molta acqua per aiutare i reni a eliminare i fluidi.

La tendenza alla ritenzione idrica è spesso l’espressione di un’alterazione di tipo ormonale o di una tendenza costituzionale. Vengono descritti alcuni dei rimedi omeopatici più frequentemente indicati nella ritenzione idrica associata o meno alla sindrome premestruale.
Bovista 9 CH 5 granuli, al dì, dall’ovulazione al mestruo. Cellulite e ritenzione idrica premestruale. Ovulazione emorragica. Aumento di peso premestruale dovuto ad edemi. Caratteristica è l’impressione di gonfiore diffuso a tutto il corpo. Gli edemi alle mani e ai piedi si accentuano al mattino al risveglio. Diarrea prima e durante il flusso mestruale.

Dolori diffusi. Irritabilità e nervosismo.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potasi è il medicinale omeopatico adatto per le forme di ritenzione idrica associata ad anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolare all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale a grande irritabilità. Il soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la clonna non lo reggano. Caratteristica è l’ipersensibilità nei confronti rumori e lo stato di ansia che interessa soprattutto la regione gastrica.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione mestruo. Aumento di peso. Ritenzione idrica. Lombalgia. Tristezza depressione.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli inizialmente una volta al dì, radando in base al miglioramento. È il rimedio principale della ritezione idrica. L’infiltrazione idrica è responsabile della formazione edemi diffusi, cellulite e dolori reumatici aggravati con l’umidità, presente irritabilità e depressione al mattino al risveglio. Migliorarnento con scariche diarroiche mattutine.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire direttamente sul metabolismo idrico, questo può essere effettuato tramite trattamento con agopuntura, ma anche e soprattutto con l’uso di fìtopreparati che favoriscono il drenaggio e l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
cinese
Formula: WU LING SAN
Sclerotium Poria…………………….9 g
Rizoma polyporus Umbellatus…………..9 g
Rizoma Alismatis……………………15 g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9 g
Ramulus Cinnamomi…………………6 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, soprattutto al mattino prima di colazione e nel pomeriggio (in estate durante le ore più calde della giornata è consigliabile sorseggiarla continuamente), utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti.
Incrementare l’apporto di fibre, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”). Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e di potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica).
Alimenti da evitare Eliminare la caffeina, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento e di vegetali non biologici.
Evitare per almeno tre mesi gli alimenti a elevato contenuto di sale, come le fritture, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette).
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio) e vitamine del gruppo B può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna {Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in 300 mi di acqua minerale naturale ad elevato apporto di calcio e magnesio, due volte al giorno, lontano dai pasti, per la sua blanda azione diuretica e nei pazienti ipertesi può essere utilizzata la Tintura Madre di Biancospino {Crataegus oxycantha)) nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due volte al giorno, prima dei pasti. Proseguire la terapia per almeno tre/quattro mesi. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo.
Per la sua azione drenante può essere somministrato YOrthosiphon stamineus (o Tè di Giava), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti principali. È controindicato in caso di insufficienza renale e scompenso cardiaco in stadio avanzato.
Per la sua azione “diuretica” e le sue proprietà antiossidanti, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Uva ursina, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio), circa 20 minuti prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Per la sua azione capillaro-protettrice e contro l’edema declive, può essere utile assumere la TM di Centella asiatica, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno, verso le ore 11.00 e nel tardo pomeriggio, verso le ore 18.00. Per potenziarne l’azione può essere associato a 200 mi di infuso di Betulla. Quest’ultima non deve essere somministrata nei pazienti allergici all’aspirina.

Originally posted 2014-10-10 10:50:08.

Gotta 180x180 - Gotta

Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel sangue e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un dolore localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da , è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.

Farmaci
Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, aspirina, acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’obesità sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con rimedi dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.

Pelle secca 180x180 - Pelle secca

Pelle secca

Una cute disidratata è esposta all’aggressione di agenti esogeni, capace di scatenare l’insorgenza di manifestazioni infiammatorie. Oltre ai fattori costituzionali, numerosi sono gli agenti in grado di provocare una riduzione dell’idratazione cutanea: il clima ventoso e secco, l’azione di detergenti e solventi (che compromettono la salute della barriera idrolipidica superficiale), l’esposizione reiterata alle radiazioni ultraviolette. Nei raggi ultravioletti del sole infatti, si riconoscono due tipi di radiazioni: gli UVB che provocano l’eritema, l’iniziale rossore della pelle, e colpiscono soltanto gli strati cutanei superficiali; gli UVA, invece, giungono più profondamente, fino al derma, dove si trovano le strutture di sostegno della cute (fibre elastiche, collagene, vasi sanguigni). Da qui il fotoinvecchiamento: la cute, cronicamente esposta alla luce solare, diventa secca, rugosa, macchiata, di colorito giallognolo e consistenza coriacea. La secchezza cutanea caratterizza poi Vittiosi volgare, una malattia dermatologica che si presenta con squame fini e biancastre, localizzate prevalentemente al viso, al tronco e alle superfici estensore degli arti. Si chiama invece cheratosi seborroica una lesione che può comparire in entrambi i sessi dopo i quaranta anni, soprattutto sul viso, sul capo, sul collo, sul tronco e sulle mani. Si presenta come una placca bruno giallastra, rotonda od
ovale con la superficie ricoperta da squame grasse e percorsa da solchi.

DA SAPERE
La lesione elementare che caratterizza la è la squama: un agglomerato di lamelle cornee deposte sulla superficie cutanea, variabile per dimensioni, aderenza (può risultare facilmente distaccabile, come nella psoriasi) e colore (per esempio, bianco nella psoriasi e grigiastro nell’ittiosi comune).

Identificare ed eliminare le cause
Per trattare efficacemente la pelle secca, per prima cosa è importante capire le ragioni della secchezza: il motivo più frequente è l’esposizione a un ambiente caldo e secco con scarsa assunzione di acqua. Saponi e calore possono stimolare la pelle a perdere idratazione, così come gli antitraspiranti, i profumi e i bagni troppo caldi. Alcune sostanze chimiche sono associate a
secchezza della pelle. Molte persone sono intolleranti alla lana e questa intolleranza si manifesta con pelle molto secca.
Creme e lozioni emollienti/idratanti
La pelle molto secca trattata male può andare incontro a infezione, soprattutto se viene traumatizzata (prodotti scrub o lesioni da grattamento per prurito): la prima procedura utile per evitare la spiacevole sensazione di secchezza e le sue conseguenti complicazioni è applicare una crema emolliente o idratante, mantenendo la regolarità nelle applicazioni. Le creme o lozioni senza profumo sono preferibili.
Sapone idratante
È opportuno usare un sapone senza profumo e non detergente e tamponare la pelle piuttosto che strofinarla con l’asciugamano dopo il bagno. È importante non esagerare con i bagni caldi e aggiungere olio da bagno quando si resta molto nella vasca. Le mani vanno protette da guanti quando si lavora nell’acqua (per esempio lavando i piatti).
Umidificatore
Negli ambienti secchi e caldi l’uso dell’umidificatore permette di migliorare la disidratazione.
Consultare un medico
Se esiste il dubbio che la pelle molto secca sia conseguente a una malattia 0rganica oppure a una reazione da farmaci. Malattie della tiroide, deficit di acidi grassi, malnutrizione, anoressia e malattie renali sono di solito
Scompagnate da pelle secca. Anche alcune allergie si possono manifeste con disidratazione della pelle.

L’approccio omeopatico dispone di rimedi adatti a correggere la tendenza alla secchezza esagerata a livello di cute e mucose.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte ai dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata.
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, una volta at dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, alle dermopatie squamose croniche. Segni caratteristici comprendono: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da , i capelli secchi.
Cedrus libani Macerato glicerico i OH, 30-50 gocce, 1-2 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano che si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca.
Radium bromatum!5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il bromuro di radio è adatto ai soggetti anziani con pelle secca, atrofica, pruriginosa.
È indicato anche per il trattamento delle radiodermiti e della sclerodermia. Caratteristico è il prurito che aggrava quando ci si sveste e migliora grattandosi.
Sulfur 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo.
Thuya occidentalis 15o30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, albero della famiglia delle Conifere, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei rimedi più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel trattamento della secchezza della pelle solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con l’ausilio di creme e fìtoprcparati volti a ripristinare
il corretto supporto idrico cutaneo.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….I g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdure fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con l’aggiunta di latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, oppure latte d’avena o di riso addizionato con calcio.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in
Particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Privilegiare le fonti di acido folico (o vitamina B9 _ come legumi, orzo, riso arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati) e di rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, Ringhi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde).
Alimenti da evitare Eliminare le bevande contenenti caffeina, gli alnci, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Beta-carotene: aumentare l’apporto quotidiano di nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per la sua azione depurativa e rimineralizzante è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
Nelle pazienti giovani per prevenire la comparsa delle rughe, in particolare durante l’esposizione solare, può essere utile associare l’Avena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione e l’idratazione cutanea, può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di arancia e pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno. Dopo circa 20 minuti di posa, sciacquare con acqua tiepida e
applicare un unguento a base di Vite rossa. Non utilizzare questa preparazione prima dell’esposizione solare.

Originally posted 2014-10-10 13:36:38.

Smagliature 180x180 - Smagliature

Smagliature

Dette anche “strie atrofiche”, le costituiscono un estetismo cutaneo caratterizzato da una lacerazione superficiale del derma. Inizialmente di colore rosso-violaceo, per la sottigliezza dell’epidermide, che mostra il reticolo venoso, in seguito finiscono per “cicatrizzarsi” acquistando un colore bianco-perlaceo. Sulla cute si presentano appena scavate o talvolta leggermente rilevate, come una minuta cicatrice. Queste strie hanno un andamento lineare e si localizzano generalmente sulle cosce, sui glutei, sui fianchi, sui polpacci, sull’addome e sul seno, provocando un’alterazione della normale superficie cutanea. Le lesioni si riscontrano soprattutto nelle donne tra i 15 e i 30 anni, che ne sono colpite due volte più degli uomini, e in particolare durante la gravidanza e la pubertà. Le si formano per un’alterazione a carico del tessuto elastico sottocutaneo. Esiste sicuramente una certa predisposizione sostenuta da fattori genetico-costituzionali; di certo, però, queste strie affiorano soprattutto quando si verifica una generale perdita del tono muscolare e dell’elasticità cutanea, in seguito al calo ponderale (per esempio a causa di una dieta drastica) o, di contro, per l’aumento marcato del peso corporeo (tipicamente, durante la gravidanza). Infatti, le brusche sollecitazioni del manto cutaneo, dovute a questo “effetto fisarmonica” – per i rapidi incrementi e cali di peso che si realizzano in un breve lasso di tempo produrrebbero uno stress a carico delle fibre di collagene e una trazione dei capillari del derma, con conseguente sofferenza dei tessuti.

DA SAPERE
Glutei e cosce sono particolarmente bersagliati dalle smagliature nelle persone che svolgono una vita sedentaria o che, al contrario, praticano intensamente uno sport (per l’incremento massiccio che la muscolatura subisce). Anche indossare pantaloni
troppo stretti può favorire la formazione di smagliature in queste zone. Nell’internobraccia, i fattori principalmente coinvolti nella formazione delle smagliature sono l’invecchiamento e il dimagrimento. Una prolungata terapia con cortisonici può pure provocare la comparsa di smagliature.

Le smagliature non sono malattie e sono innocue. L’aspetto estetico tende a migliorare nel tempo.
Tretinoina
Il medico, se necessario, prevede l’applicazione di tretinoina due volte al giorno, con buoni risultati
estetici.
Acido tricloroacetico
Può essere usato a dosi basse (15/20%) per esfoliare la pelle ed eliminare le aree interessate da smagliature. Il trattamento deve essere somministrato da medici e può essere ripetuto a cadenza mensile fino al raggiungimento di un risultato estetico positivo.
Laser pulsato
L’apparecchio per il laser pulsato emette pulsazioni di luce assorbite dal pigmento dei globuli rossi: si riduce la visibilità delle smagliature.

È bene ricordare, come in generale le smagliature si formino in due momenti particolari: durante la gravidanza e nel corso di variazioni ponderali. L’approccio omeopatico deve integrare i consigli generali e alimentari. Esso si basa sull’uso di preparati per via topica a base di Symphytum e rimedi per via generale, come Graphites, per lunghi periodi di trattamento.
Calcarea fluorica 5 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Se ne consiglia l’uso in associazione con Graphites, per lunghi cicli di cura.
Centella asiatica 3 DH (terza decimale) 40 gocce, diluite in un po’ d’acqua, 1-3 volte al dì, lontano dai pasti, per cicli di 3 mesi e un mese di pausa. La centella, pianta dell’India e del nord della Cina, è indicata nella prevenzione e nel trattamento delle smagliature nell’adolescenza o in gravidanza. Recenti ricerche hanno consentito di isolare principi attivi capaci di stimolare la produzione di fibre collagene del sottocute.
Graphites5 CHS granuli, 1 volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza, stipsi cronica e alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività. È considerato il rimedio di prima scelta nel trattamento delle smagliature. Se ne consiglia l’uso prolungato nel tempo.
Platanus orientalis Macerato glicerico 1DH, 50 gocce, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima di cena. Le gemme di platano ripristinano e mantengono la componente elastica del derma. Il platano orientale si utilizza in gemmoterapia in alcune affezioni dermatologiche ribelli e nella cura delle smagliature. Il trattamento va prolungato per almeno 3 mesi di durata.
Symphytum officinale applicare regolarmente, mattino e sera, una crema a base di Symphytum. Massaggiare fino a completo assorbimento.
In gravidanza iniziare dal terzo mese, quando comincia il progressivo incremento ponderale e quindi il rischio del formarsi di smagliature.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non c’è una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao).
Incrementare l’apporto quotidiano di liquidi, in particolare di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare e per preparare tè verde, oppure decotti, tisane e infusi da sorseggiare nel corso della giornata senza zucchero aggiunto).
Alimenti da evitare Eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i prodotti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, le carni conservate, i formaggi stagionati, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

Per potenziare il metabolismo dei micronutrienti contenuti nei cibi, essenziali per mantenere la cute sana, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure in un centrifugato di carota diluito con succo d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Se le smagliature sono associate alla cellulite, può essere utile assumere l’estratto fluido di gambo d’Ananas, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno e nel pomeriggio lontano dai pasti.
Se il disturbo è associato alla , con fragilità capillare e sovrappeso, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Ruscus aculeatus (o Pungitopo) nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera prima del riposo notturno, seguito da una tisana tiepida di foglie e sommità fiorite di Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava): 1 cucchiaio in 200 mi di acqua minerale naturale, portata a ebollizione. Dopo 10 minuti di infusione, filtrare e non dolcificare.
Per migliorare l’ossigenazione cutanea, grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, può essere assunta la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-09 13:59:55.

Micosi 180x180 - Micosi

Micosi

Costituiscono un variegato gruppo di affezioni che coinvolgono la pelle e gli annessi cutanei (peli, unghie e mucose), dovute a una infezione da parte di funghi. I dermatofiti, per esempio, sono funghi capaci di colonizzare la cheratina dell’epidermide, del pelo e delle unghie: rientra in quest’ambito la Tineo corporis, in cui la lesione caratteristica è una chiazza piana arrossata, pruriginosa, ovale, con un anello periferico vescicoloso; la lesione tende ad aumentare di diametro e a confluire con le chiazze vicine. La Tineo cruris (o epidermofizia inguinale) costituisce la forma più comune, che si localizza caratteristicamente in corrispondenza dell’inguine e delle zone vicine alla coscia: contagiosa, può generare vere e proprie epidemie, soprattutto tra gli
atleti. La Tinea capitis, detta anche tigna, è la del capello. Sul cuoio capelluto emerge una chiazza priva di peli, di discrete dimensioni, con la superficie caratterizzata da una lieve desquamazione. Mucose e cute possono essere colpite, poi, dalla Candido albicons, un lievito che può colonizzare la cute soprattutto macerata. Quadro tipico è l’intertrigine, un’affezione delle pieghe cutanee (come quella dell’ascella e inguinali) che appaiono colpite nella parte centrale da ragadi e macerazioni.

VARIETÀ
Si chiama Pityriosis versicolor un’infezione dovuta a un lievito (Molossezio furfur): è una comunissima affezione, soprattutto nei climi caldo-umidi. Si manifesta con tipiche chiazze rotondeggianti, di varia grandezza dal colore caffelatte. Non provocano
prurito e si localizzano al tronco e alla radice degli arti. L’aumento della temperatura cutanea (per effetto anche degli indumenti sintetici) favorisce la crescita delle popolazioni di questo fungo sulla cute.


Farmaci
La nistatina topica, gli imidazoli e la ciclopiroxolamina sono efficaci perché sopprimono i dermatofiti e le infezioni cutanee da candida. La terapia va scelta in accordo con la sede d’infezione e dosata per tre o quattro volte al giorno. Per ottenere un’azione antinfiammatoria e antipruriginosa si possono usare creme corticosteroidee a bassa potenza (idrocortisone) e anti-
micotiche, da applicare separatamente o in miscele di uguale dosaggio.
Per via orale, se necessario,viene utilizzato itraconazolo 200 mg/ al giorno per 2-6 settimane.
Nelle dermatiti da pannolino la pelle va tenuta asciutta con cambi frequenti del pannolino e la generosa applicazione di nistatina in polvere o una crema a base di imidazolo due volte al giorno; nelle forme più gravi va evitato l’uso di indumenti irritanti e pannolini con mutandine di plastica maceranti. L’itraconazolo orale è efficace per molte forme (comprese quelle vaginali) di candidiasi mucocutanea sia acuta che cronica.

Il omeopatico si basa sulla scelta di un rimedio secondo l’aspetto delle lesioni e di medicinali di fondo che prevengono la tendenza delle micosi a recidivare. Vengono proposti alcuni schemi terapeutici per
le forme micotiche più comuni.
Micosi cutanea
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È uno dei rimedi più frequentemente utilizzati nel trattamento delle micosi cutanee caratterizzate da lesioni eritematose e squamose, accompagnate da sensazione di bruciore e prurito.
Graphites 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale adatto per le micosi delle grandi o delle piccole pieghe, come il ‘piede d’atleta’. Le lesioni sono pruriginose, trasudanti con un essudato giallastro, spesso con impetigine oppure secche, ispessite. Prurito con essudato nauseabondo. Le sedi più frequentemente interessate oltre alle pieghe di flessione sono il cuoio capelluto e le unghie.

Psorittum 15 CH 5 granuli, 1 volta alla settimana. È il bioterapico che viene spesso utilizzato in associazione con i rimedi di fondo soprattutto in soggetti che tendono periodicamente alle manifestazioni micotiche, in particolare a livello ungueale.
Sulfur 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Lesioni micotiche associate a prurito aggravato dal calore, come il piede d’atleta e le micosi localizzate negli spazi interdigitali.
Micosi ungueale
Antimonium crudum 7CH 5 granuli, 1 volta al dì. Unghie ispessite, deformate che cadono con facilità.
Isoterapia ungueale 5 granuli, 2 volte al dì. 5 CH 1 tubo granuli intero, poi 7CH 1 tubo granuli intero, poi 9 CH 1 tubo granuli intero, poi 15 CH 1 tubo granuli intero.
Psorinum 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
Tricophyton rubrum 9 CH un tubo dose alla settimana.
Candidosi genitale femminile
Candida albicans 9 o 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì.
Helonias 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Leucorrea abbondante, bianca, albuminosa.
Pitiriasi versicolor
Antimicotico trattamento locale.
Pityrosporum orbicolare 15 CHS granuli, 1 volta al dì.
Sepia 15 o 30 CH una monodose, 1 volta alla settimana. Adatto per le forme recidivanti o croniche.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sulla dispersione degli agenti patogeni intermedi che aggrediscono l’organismo e soprattutto aumentano la barriera difensiva dell’organismo stesso.
Punti importanti sono:
TAI YUAN;
TAI XI;
TAI CHONG;
XUE HAI.
Nel caso la micosi desse anche prurito si può aggiungere il punto YANG
LIN QUAN

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, come frutti di bosco, papaia, mango, fragole, ciliegie, pesche, albicocche, melone, anguria, agrumi, patate americane, ortaggi a foglia verde, crucifere, porro, cipolla, scalogno, aglio, grano saraceno, orzo, avena, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati e frullati di frutta fresca e verdure di stagione con latte fermentato, yogurt naturale addizionato con probiotici, o kefir, e dolcificati con miele vergine integrale di produzione italiana.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali ( in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del paziente) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne, le uova, i latticini e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella candidosi ricorrente è indicata YEchinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per aiutare ad accelerare il processo di guarigione, può essere utile assumere 20 gocce di Alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotinoidi, acidi grassi essenziali.
Nelle micosi intestinali può essere somministrata VAgrimonia eupatorio, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Non assumere in dosaggi elevati, perché può causare nausea e vomito.
Per aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia può essere associata, ai preparati titolerà pici, Toligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento: 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-13 13:10:57.

Strappo muscolare 180x180 - Strappo muscolare

Strappo muscolare

Lo è una lesione caratterizzata dalla rottura di un numero variabile di fibre muscolari. Sono gli arti inferiori, soprattutto, le sedi più comuni di questo danno, che può essere classificato in tre gradi in rapporto all’entità della lesione. Nelle forme di primo grado, soltanto poche fibre muscolari risultano coinvolte; il danno anatomico è dunque modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che s’accentua durante la contrazione attiva e l’allungamento muscolare passivo. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un’importante perdita di forza o limitazioni del movimento. Nella lesione muscolare di secondo grado il numero di fibre muscolari colpite è maggiore; il dolore è sicuramente più acuto e insorge durante una violenta contrazione del muscolo; s’accompagna a un’impotenza “funzionale” più o meno accentuata. Infine, la lesione di terzo grado comporta un danno ingente a un alto numero di fibre muscolari: in questo caso vi è una interruzione della massa muscolare. Tale lesione si avverte al tatto come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l’entità della rottura. Il dolore è violentissimo, è presente gonfiore e i movimenti sono impossibilitati.

In presenza di uno strappo muscolare è necessario che il medico valuti l’entità del danno: esistono tre gradi di
gravità. La lesione di 1° grado interessa la rottura di meno del 5% delle fibre muscolari, la lesione di 2° grado
è una rottura sia di fibre che di fascicoli muscolari, la lesione di 3° grado è la rottura totale o semi-totale del muscolo.
L’ematoma è tanto più vasto quanto maggiore è il numero delle fibre muscolari interrotte.

Terapia
La terapia consiste nel riposo assoluto, nell’applicazione di ghiaccio e nella compressione della zona lesionata. Successivamente si valuta l’entità del danno con un’ecografia. La riabilitazione deve essere tempestiva, e nelle prime fasi serve per decontrarre il muscolo e ridurre l’infiammazione.

Il omeopatico dei traumi muscolari è basato sull’uso sistematico di Arnica montana, sia per via topica che generale» eventualmente associato ad altri rimedi.

Trattamento locale
Arnica montana si usa solo se la cute è integra. Evitare l’applicazione in caso di ferita. Arnica ha un tropismo elettivo per il tessuto muscolare (contusione» indolenzimento) e per i vasi capillari (ecchimosi, ematoma). Definita ‘panacea lapsorum’, panacea dei traumi, è indicata nei traumi in generale, nelle contusioni, distorsioni, cadute e indolenzimento muscolare. Si consiglia di utilizzare preparati topici, sotto forma di gel o pomate, a base di arnica, da applicare ripetutamente nel corso
della giornata, per calmare il dolore, ridurre l’edema, controllare lo stravaso di sangue e accelerare il processo riparativo.

Trattamento generale
Arnica 7 CH 5 granuli ogni 2 ore per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. Arnica montana è il medicinale omeopatico di ogni trauma fisico: caduta, contusione, distorsione, ferita, frattura, intervento chirurgico, parto, sforzo muscolare abnorme, strappo
muscolare. Caratteristica è la sensazione di contusione e di indolenzimento locale e diffuso. La sintomatologia dolorosa peggiora con il movimento e il contatto della regione interessata dal trauma.

China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza con Arnica montana, per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Il trauma contusivo riguarda regioni particolarmente ricche di terminazioni nervose. Il dolore si irradia lungo il decorso del nervo.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello muscolare con stravaso emorragico, migliorato con le applicazioni fredde o di ghiaccio. È il rimedio da associare e alternare con Arnica montana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La terapia in agopuntura è molto efficace se effettuata nell’immediato, cioè fino a 24/48 ore dopo la lesione.
Lo scopo della terapia, oltre che sedare il dolore, è di favorire una rapida cicatrizzazione del tessuto muscolare e
una ancor più rapida guarigione dello stesso.
I punti che vengono utilizzati sono quello A SHI, in corrispondenza della regione dolorosa e interessata, oltre che a:
TAI XI;
TAI CHONG;
YANG LINGQUAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare in giorni consecutivi.

cinese
Formula: BU ZHONG YI QI WAN
Radix Astragali Manchuriensis…………..15 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….5 g
Radix Codorwpsis Pilosulae……………..10 g
Radix Angelicae Sinensis……………….10 g
Pericarpium Citri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Cimicifugae……………………3 g
Radix Bupleuri……………………….3g
Rizoma Atractylodes Macroc…………….10 g
Posologia: 3-4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare le fonti di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca,
come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Dare la preferenza ai cibi a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Eliminare gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alimenti a elevato apporto di sale e di grassi saturi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno (in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione), con una integrazione di Vitamina B1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno, Vitamina B3 15-20 mg al giorno e Vitamina B5 10 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (fino alla scomparsa dei sintomi);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Nella fase acuta, dopo aver applicato per almeno un’ora la borsa del ghiaccio, può essere utile un delicato massaggio con 50 gocce di Arnica TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Per alleviare il dolore e ridurre l’edema infiammatorio applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Se la lesione traumatica è stata particolarmente intensa può essere somministrato il Gallium aparine, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione analgesica e antiflogistica può essere usata la Vite rossa, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-07 16:19:09.

Tendinite 180x180 - Tendinite

Tendinite

La è un processo infiammatorio che coinvolge un tendine, cioè uno di quei cordoni biancastri, resistenti e flessibili, che fissano l’estremità del muscolo alle strutture ossee. L’infiamma/ione è in genere causata dai movimenti eccessivi e ripetuti, che sottopongono il tendine a un complesso di microsollecitazioni capaci alla lunga di alterarne i tessuti. Le principale causa scatenante è insomma il sovraccarico, ossia il superamento del limite di tolleranza delle strutture tendinee, oltre il quale interviene la patologia. Accade, per esempio, negli sport che richiedono movimenti ampi e ripetitivi degli arti
(come tennis, golf, basket e baseball, per esempio) o nello svolgimento di determinate professioni (nei musicisti che suonano le tastiere o quando si utilizza il mouse lavorando parecchie ore al computer). Il sintomo peculiare è il dolore nell’area colpita, che aumenta col movimento e può essere accompagnato da un gonfiore, più o meno evidente. Se è coinvolto il tendine di Achille, il disturbo doloroso si localizza appena sopra «il tallone; l’infiammazione del tendine rotuleo (che collega la rotula alla tibia) crea disagi nella zona anteriore del ginocchio, mentre il coinvolgimento del tendine del gomito genera dolore nella parte esterna dell’avambraccio, quando si ruota o si afferra qualcosa (è l’epicondilite, o gomito del tennista, una infiammazione dei tendini
dei muscoli estensori del polso).

DA SAPERE
La tendinopatia calcifica è una malattia infiammatoria che provoca un forte dolore localizzato alla spalla. Deriva dalla deposizione, nei tendini situati in quest’area, di sali di calcio. Si ha un dolore severo, bruciante, oppure continuo e invalidante, che aumenta con il movimento e la compressione (o dormendo sulla spalla interessata) e spesso peggiora durante la notte.

Riposo e ghiaccio
Il primo è immobilizzare la zona interessata e farla riposare, ma non se si tratta della spalla (può di-
ventare “congelata”). È utile applicare ghiaccio per 15/20 minuti.

Esercizio fisico
Una volta che il dolore è passato, iniziare un programma di esercizi riabilitativi per ripristinare la funzione e fortificare il tendine. L’idroterapia, o ginnastica aerobica in acqua, è un buon metodo per riprendere la funzione muscolare senza caricare troppo il corpo. La prevenzione della recidiva si basa sull’esercizio fisico regolare.

Farmaci
Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) riducono e/o tolgono il dolore. A volte si iniettano steroidi nelle articolazioni associate all’episodio di tendinite.

Terapia con ultrasouni
Una terapia focale con ultrasouni ad alto potere, meglio conosciuta come terapia a onde d’urto, può avere effetti positivi quando si siano formati depositi di calcio nel tendine. Una terapia a ultrasouni senza onde d’urto può migliorare i sintomi di una tendinite senza calcificazioni.

La tendinite e la tenosinovite caratterizzata da un processo infiammatorio a livello di un tendine e della guaina di rivestimento con diversa localizzazione richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza. In caso di tendinite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della tenosinovite, da alternare con Bryonia. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione. Caratteristica è la modalità di miglioramento con applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Arnica montana 5 CH 5 granuli, da una a più volte al dì. L’arnica è il preparato specifico per le forme di tendinite conseguenti ad esito traumatico o ad eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi.
È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, e la pressione; aggravato invece dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.
Ruta-Symphytum 5 CH 5 granuli, 4 volte al dì, alternando i 2 rimedi.
Questo schema di trattamento è adatto per le forme di tendinite a livello inserzionale, come nel caso deirepicondilite o della pubalgia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La terapia in agopuntura è molto indicata nel trattamento di questo disturbo.
Lo scopo delhi terapia è di sedare il dolore, eliminare lo stato infiammatorio e risolvere la sintomatologia associata. I punti sono principalmente locali a seconda della sede di insorgenza dell’infiammazione.

cinese
Formula: XING HUANG WAN
Margaritifera………………………..1 g
Rizoma Achyranthes Bidentatae…………..9g
Radix Salviae Miltiorrhizae………………6 g
Olibanum…………………………..6 g
Posologia: 2 o 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 15 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Incrementare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare). Seguire un regime dietetico a basso contenuto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi
freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, o extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo. Aumentare il consumo di cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci. Integrare la dieta abituale con buone fonti di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che Io contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, salumi e gli insaccati (per la presenza dei nitriti e dei nitrati), la caffeina, i piatti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento delle sostanze antiossidanti e compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Integrazione alimentare
Vitamina E 10 mg al giorno
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare il trattamento per almeno tre mesi – rallenta la degenerazione della cartilagine articolare)
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg)
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per almeno tre settimane. È controindicato neirulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, oppure con 200 ml di latte di mandorla biologico.
Nella fase acuta può essere utile frizionare la zona interessata con 50 gocce di Arnica TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Per alleviare il dolore e l’infiammazione può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Per combattere l’infiammazione può essere usata YUncaria tormentosa (o Unghia di gatto), sotto forma Ji estratto fluido, nella dcse di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-08 10:13:00.