Articoli

Flebite 180x180 - Flebite

Flebite

È un’infiammazione della parete venosa, che può associarsi a un’occlusione della vena stessa per la formazione di un coagulo sanguigno (trombo-). Tra le trombosi superficiali degli arti inferiori, quelle di più frequente riscontro sono le varicoflebiti, ossia le trombosi che insorgono sulle vene varicose: compaiono a causa dei rallentamenti subiti dal flusso sanguigno oppure in seguito a infezioni, traumatismi delle aree vicine e coagulabilità del sangue aumentata. L’insorgenza della tromboflebite è di solito acuta: la parte colpita è dolorante (sia spontaneamente, sia toccandola) e gonfia. È possibile osservare un cordone rosso e caldo lungo il decorso della vena interessata e
spesso i linfonodi inguinali appaiono ingrossati (mentre i segni generali – come febbricola e tachicardia – sono rari). Tra i fattori di rischio, gli interventi chirurgici rappresentano quelli più rilevanti per le trombosi venose dell’arto inferiore, specialmente se praticati su pazienti in età avanzata od obesi. Anche l’immobilita è una concausa di trombosi, quando si è costretti a letto all’indomani di un trauma o di un’operazione: la stasi del flusso sanguigno è sempre un movente fondamentale. Condizione più grave è la trombosi venosa profonda, quella che coinvolge le vene profonde della gamba e che è frequente nelle prolungate permanenze a letto, in seguito alle manovre chirur-
giche, soprattutto di natura ortopedica, in presenza di deficit ereditari o acquisiti della coagulazione sanguigna e nei pazienti d’età avanzata affetti da malattie debilitanti croniche. Le manifestazioni non sono sempre evidenti: il malato può avvertire un senso di pesantezza alla gamba e di dolore, che diventa sordo nella stazione eretta e durante la deambulazione. La gamba, poi, si presenta turgida, talvolta lievemente cianotica e un po’ più calda al tatto.
Inoltre, la palpazione del polpaccio suscita dolore e mostra un indurimento pastoso delle masse muscolari.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il termine medico per la flebite è tromboflebite superficiale. Viene spesso trattata senza ricorrere a farmaci.

Applicazioni calde
Applicare tessuti caldi e umidi per 20 minuti ogni due ore

Riposo
Di solito non c’è necessità di ridurre l’attività fisica, tuttavia in alcuni casi il riposo a letto e l’elevazione dell’arto possono essere utili.

Farmaci
Qualche volta si rendono necessari farmaci, che sono antinfiammatori non steroidei (FANS). Se è presente una flebite infetta è opportuna una terapia antibiotica. Se la flebite è in prossimità di una vena profonda può rendersi necessario un intervento chirurgico di rimozione del coagulo.

OMEOPATIA
La tromboflebite acuta richiede sempre la valutazione medica. L’omeopatia può completare il convenzionale accelerando l’evoluzione della flebite e controllandone la sintomatologia. La scelta del medicinale adatto deve tener conto dei fattori responsabili, delle caratteristiche dei sintomi e delle modalità di aggravamento e miglioramento.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli più volte al dì, secondo necessità. Caratteristica è la tendenza all’edema con eritema rosato. Il dolore è urente, puntorio, trafittivo, aggravato con il calore, il contatto, la pressione e migliorato con le applicazioni fredde e il ghiaccio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Arnica è indicata nella tromboflebite dopo trauma. Caratteristico è il senso di contusione locale. Il dolore peggiora con il movimento e con il contatto, mentre migliora con il riposo. Arnica montana viene utilizzata anche per il dolore, l’edema e le parestesie dopo ‘stripping’ venoso.
Belladonna 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Diradare in base al miglioramento. È il medicinale omeopatico della flebite a esordio brutale con tumefazione calda, arrossamento, dolore pulsante, iperestesia locale. I sintomi aggravano con la pressione, il contatto, il movimento e migliorano con il riposo.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Vipera berus o redi 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sensazione dolorosa come di vene che scoppiano e dolorabilità intensa al semplice contatto. Tromboflebite superficiale. Il veleno di vipera è il medicianle omeopatico specifico della periflebite e della flebite. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. Vipera viene utilizzata oltre che nella tromboflebite superficiale, anche nel trattamento delle varici dolorose, nella cura mediante ‘sclerosanti’.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo riguarda il Sistema Circolatorio e in particolare il flusso di sangue e il tono delle pareti dei vasi venosi il cui organo pertinente è il Fegato. Possiamo poi distinguere le cause in
Freddo Umido, stasi di Xue, Calore e deficit di Qi di Xue.

Agopuntura
La terapia è di Dispersione del Freddo Umido, del Calore, e nella mobilizzazione di Qi di Xue e sedazione del dolore e punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
YIN LING QUAN (sorgente delia collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia sull’inserzione del muscolo sartorio) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
KUN LUN (monte Kun Lun, localizzato a metà tra il malleolo esterno e il bordo anteriore del tendine d’Achille) che tonifica il Fegato, mobilizza il Qi, rimuove le ostruzioni dal Meridiano e rafforza muscoli e tendini;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare;
XIAN GU (valle profonda, localizzato nel solco tra II e III metatarso) che elimina l’Umidità dal Riscaldatore Medio;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Gli aghi non vanno assolutamente inseriti nel focolaio.

Fitoterapia cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae……………..12g
Radix Angelicae Sinensis……………….10g
Radix Paeoniae Alba……………………10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong……………..6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e vitamine C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i piatti pronti dei fast-food, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per la sua azione vasoprotettrice e antinfiammatoria può essere usato l’estratto fluido di Ippocastano, alla dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare il disturbo e ad accelerare il processo di guarigione (azione antiflogistica, tonico-venosa, capillaro-protettrice).
Per alleviare il dolore, nella zona interessata, può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fredda fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e lasciare agire per circa un paio d’ore, cercando di mante-
nere “fresca” la cute corrispondente al vaso interessato dal processo infiammatorio. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per aiutare a combattere l’infiammazione, grazie alla sua azione “cortisone-simile”, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per le sue proprietà antiossidanti e capillaro-protettrici, per facilitare il processo di guarigione, grazie alla sua azione antiflogistica, e per aiutare a combattere l’insufficienza venosa, può essere utilizzata la Centella asiatica, sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, la mattina a digiuno e circa 30 minuti prima dei due pasti principali.

Originally posted 2014-10-13 15:02:42.