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Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel sangue e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un dolore localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da , è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.

Farmaci
Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, aspirina, acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’obesità sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il trattamento convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con rimedi dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un trattamento più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.