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Ascesso 180x180 - Ascesso

Ascesso

L’ascesso si forma quando una certa area di tessuto s’infetta e l’organismo si attiva di conseguenza per arginare l’infezione. È una raccolta circoscritta di pus, ovvero un accumulo di materiale che deriva, nel corso del processo difensivo, da cellule immunitarie in disfacimento e batteri. Tipico è l’ascesso dentario, una raccolta purulenta che può essere periapicale o parodontale. Nel primo caso, l’accumulo di pus si realizza attorno all’apice della radice, per poi propagarsi ai tessuti circostanti e a esteriorizzarsi attraverso la gengiva tramite una fistola; è provocato dalla carie che ha raggiunto la polpa dentale.
L’ascesso parodontale, invece, è localizzato lungo le superfici dentali laterali, e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, conseguenza della malattia parodontale, in cui il ristagno della placca batterica, con i suoi prodotti tossici, finisce per provocare la distruzione dei tessuti (molli e duri). L’ascesso si manifesta con vivo e con l’ingrossamento delle linfoghiandole satelliti. Sul
volto del paziente apparirà un’asimmetria più o meno evidente, che può anche deformare completamente il viso. Gli ascessi anali rappresentano la fase iniziale di un’infezione che prende origine dalle piccole ghiandole presenti tra i muscoli che circondano l’ano. La raccolta di pus si fa strada verso la cute e può fuoriuscire spontaneamente o richiedere un’incisione chirurgica per essere evacuato. I sintomi: gonfiore, rossore e calore della pelle; febbre; intenso dolore anale, anche notturno,- talvolta, difficoltà ad urinare.

MEDICINA CONVENZIONAIE
– Lavaggio antisettico
Gli ascessi esterni si manifestano chiaramente prima della forma/ione completa con dolore e infiammazione. Derivano spesso da una bollicina o un foruncolo (infiammazione di un follicolo pilifero e della pelle intorno). Quando ci sì accorge che è in corso la formazione di un ascesso, e opportune» pulire bene la zona irritata con un lavaggio antisettico: esistono diversi prodotti in vendita in farmacia, per esempio i derivati dello iodio oppure gli antisettici tipo “senio”.

topici
Dopo un lavaggio accurato della parte interessata dall’ascesso, applicare una pomata antibiotica (tipo neomicina) tre volte al giorno (controllare il foglietto illustrativo: le applicazioni dipendono dal tipo di antibiotico scelto).

– Sale amaro
Inzuppare una garza oppure un panno pulito in una tazza di acqua calda con due cucchiai da tavola di sale e applicare sulla parte interessata tre volle al giorno per 15 minuti.

– Consultare il medico
Quando sintomi e segni non migliorano nell’arco di sette giorni. Se il rossore nella zona infetta non diminuisce anzi aumenta, oppure si accumula pus, è probabile che sia necessario l’intervento del medico per incidere e drenare l’ascesso: l’incisione non va tentata a casa, è una procedura che va eseguita in un contesto medico.

– Antibiotici
Se l’infezione coinvolge la circolazione sanguigna insorge febbre ed è opportuna una terapia antibiotica. Le cefalosporine sono gli antibiotici più usati per prevenire oppure curare un’infezione generalizzata in fase iniziale. Durante la terapia con antibiotici può essere utile un supporto con fermenti probiotici per preservare la flora batterica intestinale.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria della formazione di un ascesso ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche ( 5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte ( 15 – 30 CH) Io frenano, mentre le medie (7 – 9 CH ) sono ambivalenti. Va ricordato inoltre che le basse diluizioni vanno evitate nella suppurazione di cavità chiuse, come orecchio e seni paranasali, per le difficoltà di drenaggio per via naturale.

Inizio
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni ora, se edema rosato con dolore bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si eseguono applicazioni locali.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

– Suppurazione acuta
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo sup- i purativo.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, in caso di linfangite.

– Suppurazione recidivante
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, se la suppurazione è a livello dentario, sinusale, auricolare e della mastoide.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto (otite, sinusite).
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per questo disturbo è preferibile utilizzare la Medicina tradizionale cinese a livello sintomatico, attraverso una preparazione filo farmacologica, in modo da disinfiammare la zona interessata e prepararla eventualmente a una terapia locale.

cinese
Formula: XIAN FANG HUO MING YIN
Radix Angelicae Dahuricae……………..3g
Bulbus Fritillariae…………………..3g
Radix Ledebouriellae………………….3g
Radix Paeoniae Rubra………………….3g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..3g
Spimi Gleditsiae……………………..3g
Radix Trichosantis……………………3g
Resina Olibani……………………….3g
Myrrhae……………………………..3g
Flos Lonicerae……………………….3g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per circa 20 giorni.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di frutta e verdura fresche biologiche (anche sotto forma di centrifugati, consumati al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno).
Privilegiare il pesce pescato in mare (compresi i molluschi), i legumi, i cereali integrali in chicchi e in fiocchi, le noci, le nocciole, i semi di sesamo e di girasole, l’avocado, l’ananas, le more, le castagne, l’uva sultanina biologica, lo zucchero di canna grezzo biologico (in piccola quantità), lo sciroppo d’acero, il miele vergine integrale di produzione italiana, il cacao puro biologico.
Alimenti da evitare Cereali raffinati, zucchero (saccarosio), burro, panna, margarina, salumi, insaccati, formaggi, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, crusca e gli alimenti che la con-
tengono.
Limitare l’apporto di uova (una o due alla settimana), di prodotti a base di farina integrale (escluso il pane e i prodotti da forno a lievitazione naturale), di caffè (evitare la qualità Robusta e le miscele e orientarsi esclusivamente sull’Arabica di buona qualità) e di tè nero (bere una taz-
za di tè kukicha a meta mattina).

– Integrazione alimentare
Integrare l’ quotidiana con il kefir, il latte e lo yogurt naturale magro arricchiti con batteri probiotici, il germe di grano, il lievito di birra e la lecitina di soia.
Assumere quotidianamente 1,5- 2 litri di acqua minerale naturale ( utilizzarla anche per cucinare e per diluire i centrifugati di frutta e verdura).
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (può essere necessaria un’integra/ione perché gli antibiotici utilizzati nella terapia medica possono alterare l’equilibrio della microflora intestinale e di conseguenza l’assorbimento delle
vitamine del gruppo B);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Essendo l’ascesso una raccolta circoscritta di pus, generalmente è indispensabile svuotarlo o curarlo con antibiotici. Bisogna tuttavia dire che la fitoterapia, di fronte ad ascessi non gravi o non complicati offre talora soluzio ni incruente, sfruttabili anche a livello domestico.
La pianta medicinale tradizionalmente più usata a questo proposito è il Sedum telephium* il cui nome comune in italiano è Erba della Madonna. Si tratta di una pianta grassa ornamentale, di cui si utilizzano le foglie fresche. Ebbene, questa pianta rappresenta una ormai consolidata pratica
terapeutica per molte patologie della cute e del sottocute quali ulcere, paterecci, ascessi perianali, ascessi glutei, fìstole, ferite sporche con corpi estranei. Il meccanismo d’azione è legato all’attività cheratolitica e chemìotattica della foglia del Sedum applicata direttamente allo stato fresco sulla . Già nota in antichità perché elimina il dolore, deterge e facilita la cicatrizzazione di ferite e piaghe, è stata invece riscoperta e ampiamente utilizzata in medicina dal dottor Sergio Baratri, e oggi ben studiata anche dal punto di vista scientifico. Sappiamo ad esempio dell’attività antinfiammatoria dei flavonoidi e di quella immunostimolante dei poli-
saccaridi del Sedum.
Le foglie del Sedum mantengono inalterate le loro proprietà anche se congelate, sono quindi disponibili tutto l’anno e inoltre sono facilmente preparabili in quanto una volta scongelate si puliscono con maggiore facilità della pellicola che le riveste, e possono così essere applicate direttamente sulla cute e rinnovate periodicamente fino alla guarigione dell’ascesso o della piaga.
Altra medicazione fitoterapica può invece sfruttare l’olio preparato a partire dalle sommità dell’Iperico tenute a macerare in olio di oliva, al quale siano stati aggiunti oli essenziali ad attività battericida, come quello di Timo o chiodi di Garofano o altre piante aromatiche.

Originally posted 2014-10-08 14:07:58.

Borsite 180x180 - Borsite

Borsite

El’infiammazione dolorosa che coinvolge una “borsa”. Si chiama così quel minuto sacchetto sieroso collocato tra muscoli e tendini, a ridosso di un’articolazione. Questa formazione anatomica è una sorta di cuscinetto am- mortizzatore, che consente il fisiologico scorrimento dei tessuti molli muscolo-tendinei sui capi articolari, consentendo una maggiore fluidità nei movimenti. L’infiammazione di tale struttura può essere provocata da un trauma acuto, o può comparire in seguito a una serie di microtraumi ripetuti, per il sovraccarico di lavoro di un tendine, come per esempio lo stare spesso in ginocchio o con i gomiti lungamente appoggiati sulla scrivania. La ripetuta compressione della borsa sierosa contro il piano osseo sottostante irrita le sacche, che così si infiammano e si riempiono di liquido. Da qui il rigonfiamento e il , esternamente all’articolazione interessata. Le borse che più di frequente tendono a infiammarsi sono quelle che si trovano nel ginocchio e nel gomito. La (che viene anche definita “igroma”) può manifestarsi anche per la presenza di abnormi sporgenze ossee. Per esempio, una dell’alluce può essere determinata dalla compressione esercitata da una
scarpa troppo stretta sul primo dito valgo del piede (si dice volgo l’alluce che risulta piegato verso le altre dita del piede).

MEDICINA CONVENZIONALE
, supplementi
Le persone sovrappeso che soffrono di borsite devono perdere peso per alleviare la pressione sulle articolazioni: 4 g di omega-3 (olio di pesce) possono diminuire l’infiammazione.

– Compresse calde e fredde
Il iniziale della borsite si basa sull’applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante nei primi due giorni dopo il trauma o l’inizio del disturbo, e successivamente sull’applicazione di tessuti caldi: ghiaccio e tessuti caldi vanno tenuti 20 minuti.

– Terapia fisica
È importante evitare i movimenti che esacerbano il dolore, tuttavia l’esercizio fisico non deve essere interrotto sotto la guida di un fisioterapi-
sta. L’esercizio in acqua aiuta molto.


Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) sono la terapia di scelta; un’altra opzione è l’iniezione intra articolare di lidocaina o metilprednisone.

– Fonoforesi
La fonoforesi usa gli ultrasuoni per migliorare l’assorbimento di farmaci e corticosteroidi topici.

– Chirurgia
La chirurgia serve solo nei casi gravi che non rispondono a tutte le altre terapie: si rimuovono le calcificazioni articolari, oppure si ripulisce la borsa in artroscopia.


La borsite caratterizzata da un processo infiammatorio, con versamento a livello delle borse articolari, con diversa localizzazione, richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Rryonia albay somministrati in alternanza. In caso di borsite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni
caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della borsite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione.
Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore. Arnica montana 5 CH 5 granuli da una a più volte al dì. L’arnica è il
preparato specifico per le forme di borsite conseguenti a esito traumatico o a eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, la pressione e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente un versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Kali iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo ioduro di potassio viene utilizzato in omeopatia nella cura della borsite cronica, che è migliorata dal movimento progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’agopuntura è decisamente efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo originato secondo la Medicina tradizionale cinese da un’alterazione funzionale degli organi Fegato e Vescicola Biliare.
L’attività si esplica in una regolazione attraverso l’uso degli aghi del tessuto connettivo e in azione antinfiammatoria specifica a seconda della sede di insorgenza del disturbo.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi),fenilalanina (allevia il dolore),
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfìammatorie.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati kefir, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i
benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti .
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio);
Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verd a foglia larga e noci.
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


L’Ananas {Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibilità di somministrazione per lunghi periodi di tempo, il rimedio vegetale di scelta che grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, nel trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare. Anche YIppocastano è da considerarsi un rimedio di prima scelta per il trattamento della borsite non complicata, infatti i principi attivi contenuti nei semi, tra cui spicca l’escina, aumentano il tono capillare e ne riducono la permeabilità, hanno azione antinfiammatoria e di drenaggio, inoltre intervengono sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali accumulatisi, con attività antiedematosa.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofìto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, che è impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta
che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria, e che agiscono sia per inibizione della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni.
È tuttavia sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.
L’Arnica montana è un rimedio usato da sempre nel trattamento delle piccole patologie osteoarticolari, anche se il tradizionale infuso di capolini da utilizzare come impacco sulla cute non trova più indicazione a causa delle possibili reazioni cutanee che vanno dall’eczema, alla formazione di vescicole fino alla necrosi. Un uso più razionale è invece con creme a base di estratti di Arnica montana che può contribuire a ridurre l’edema e l’infiammazione delle borsiti più leggere.

Originally posted 2014-10-09 09:32:08.

Artrite reumatoide 180x180 - Artrite reumatoide

Artrite reumatoide

L’ è una forma di poliartrite che si scatena in seguito a un sovvertimento dei normali meccanismi immunitari. L’elemento fondamentale è un’alterazione infiammatoria che coinvolge la membrana sinoviale, il rivestimento che tappezza le superfici dei capi articolari ossei. Fenomeno che porta a un’erosione delle cartilagini e dell’osso determinando il danno articolare. I sintomi: graduale comparsa di e rigidità articolare (una rigidità soprattutto mattutina, che dura almeno un’ora prima di ottenere il massimo miglioramento); disturbi di carattere generale: sensazione di malessere diffuso, stanchezza, inappetenza, dimagrimento; nella sede dell’articolazione colpita dall’infiammazione compaiono gonfiore, dolorabilità e anche calore al tatto; progressivamente i movimenti si fanno sempre più limitati e subentrano le deformità e anche le atrofie muscolari. Le articolazioni colpite sono soprattutto quelle piccole delle mani e dei piedi, ma non vengono risparmiati polsi, gomiti, ginocchia e caviglie. Caratteristica tipica è il fatto che l’artitre reumatoide interessa le articolazioni in modo bilaterale e simmetrico (per esempio tutti e due i polsi, o entrambe le ginocchia). Ad accertare la diagnosi ci pensano gli esami radiologici (che evidenzia tipiche lesioni articolari erosive) e anche gli esami di laboratorio, infatti nell’ è
positivo il test per la ricerca del fattore reumatoide. Si tratta di un’immunoglobulina, di un anticorpo della classe M (IgM), rilevabile in circa l’80% dei casi. L’andamento della malattia è variabile e difficilmente prevedibile.

MEDICINA CONVENZIONALE
perii dolore
Sono farmaci antidolorifici come l’acetaminofene e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS hanno il vantaggio di togliere l’infiammazione, non solo il dolore. Per l’artrite reumatoide aggressiva si usano i corticosteroidi. Iniezioni locali nelle articolazioni sono utili se c’è gonfiore con forte limitazione del movimento.

– Farmaci per la malattia
Per trattare la malattia si usano methotrexate, sulfasalazina, leflunomide, idroclorochina, azatioprina, etanercept e infliximab. L’adalimumab è un farmaco di recente approvazione per il dell’artrite reumatoide: si tratta di un anticorpo monoclonale umano. Tutti questi
farmaci possono avere effetti collaterali anche severi, ma di solito sono efficaci: non vanno usati in gravidanza o in caso di malattie del fegato.

– Terapia fìsica
Uno dei trattamenti più antichi ed efficaci è l’idroterapia. La termoterapia è l’applicazione di fonti di calore per il sollievo dei sintomi. L’esercizio fisico deve essere sempre consigliato da un fisiatra o da un fisioterapista: un programma quotidiano che mantenga in forma le articolazioni è il rimedio ideale.

e supplementi
È molto importante perdere peso in caso di obesità. L’alimentazione dovrebbe essere priva di burro e derivati, cibi raffinati, eccessi di glutine e zucchero. L’olio di pesce è un antinfiammatorio naturale e può essere assunto alla dose di 4 mg al giorno. Sono utili supplementi di vitamina E e
selenio alla dose rispettivamente di 400 mcg e 400 Ul al giorno.


Le forme di reumatismo infiammatorio cronico richiedono la valutazione periodica del medico specialista reumatologo. L’approccio omeopatico può essere utile per contenere i sintomi della riacutizzazione o in caso di intolleranza ai farmaci convenzionali specifici. Il trattamento sintomatico della riacutizzazione dell’artrite reumatoide si basa sull’utilizzo di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa ad arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto, la pressione è aggravata dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa febbre. Si consiglia di alternare la
somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Tubercolinum residuum 15 CH 1 monodose, 2 volte al mese. Si tratta di un rimedio di fondo che il medico omeopata utilizza soprattutto per contrastare la tendenza evolutiva dell’artrite reumatoide verso l’anchilosi progressiva con deformità articolare e fibrosi progressiva che compromette la funzionalità articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese i disturbi caratterizzati da dolori articolari con processi infiammatori, deformazioni articolari e atrofia muscolare sono chiamati sindromi Bi, cioè sindromi in cui il meridiano è ostruito da eccessi climatici di Vento, Freddo, Umidità e
Calore con eccesso o deficit di Yin o di Yang.
La terapia con agopuntura è mirata alla dispersione degli eccessi climatici sopra citati oltre che ad alleviare i dolori in base alla sede di insorgenza.

– Agopuntura
Nel caso di eccesso di Vento, con dolori improvvisi migranti da un’articolazione all’altra punti importanti sono:

FENGMEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se l’eccesso è di Freddo, con dolori articolari improvvisi e acuti che migliorano col calore e peggiorano al freddo si possono usare:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Con eccesso di Umidità e dolore fisso che peggiora col tempo umido:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa deirXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore
della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
In caso di eccesso di Calore invece punti utilizzabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
QU CHI (stagno curvato, localizzato all’estremità laterale della piega traversa del gomito) che regola e raffredda il Sangue.
Associabili i punti nelle sedi locali dei dolori e del Sistema Auricolare di
Fegato, Milza, Rene e SHEN MEN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da ripetere un mese succes-
sivo dall’ultima terapia e seguentemente da ripetere una volta all’anno.

cinese
Formula: ER MIAO SAN
Rhizoma Atractylodes………………..15 g
Cortex Phellodendri…………………15 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna* (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi dell’artrite), fenilalanina (allevia il dolore).
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans. Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfiammatorie.
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio). Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus aci-
dophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di
cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
I rimedi vegetali contro i dolori reumatici sono stati uno dei primi ricercati fin dall’antichità, quando si usava dormire su materassi composti dalle foglie di felce maschio, oppure addirittura si arrivava a sfregare le parti dolenti con foglie fresche di ortica !
La moderna fitoterapia in realtà ci consente di utilizzare piante medicinali che abbiano una documentata efficacia antinfiammatoria. La malattia del resto può interessare anche tessuti periarticolari come tendini, legamenti, guaine ecc. o addirittura visceri interni. Ecco perché la terapia non si limita a risolvere il sintomo dolore, ma deve avere come obiettivo 3 tipico processo infiammatorio cronico nel quale sono coinvolti numerosi mediatori chimici.
Due sono le piante più studiate nella terapia dell’artrite reumatoide, entrambe provenienti dalla medicina tradizionale ayurvedica.cioè indiana.
La pianta che proviene addirittura dalla cucina indiana è la Curcuma (Curcuma longa) componente del Curry. È una pianta simile allo zenzero, della quale si usa il rizoma, caratteristicamente giallo, in passato apprezzata come epatoprotettore, ma che oggi la moderna ricerca ha dimostrato essere un buon antinfiammatorio e antiossidante. L’estratto secco è molto ben tollerato si somministra in capsule per periodi anche prolungati. L’associazione tipica, verificata anche sperimentalmente è proprio con
un’altra pianta indiana, la Boswellia (Boswellia serrata), la pianta dell’incenso, i cui principi attivi presentano la specifica caratteristica di bloccare la sintesi dei leucotrieni, cioè dei mediatori tipici delle infiammazioni croniche come quelle dell’artrite reumatoide (estratto secco, 20 mg al giorno).
Nei pazienti cronici che fanno abitualmente ricorso anche a cortisonici, ovviamente sotto controllo medico, trova indicazione la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) una pianta medicinale che esercita due funzioni importanti: protegge lo stomaco dai danni dei farmaci antinfiammatori e aumenta l’efficacia del cortisone, facilitandone così la riduzione di dose (estratto fluido, 20 gocce al giorno dopo i pasti).
Al bisogno aggiungiamo piante ad attività sintomatica che possono sostituire i FANS, dalla corteccia del Salice (Salix alba)y ricca in glucosidi salicilici (estratto fluido, 15 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti), alle radici di Arpagofìto (Harpagophytum procumbens), entrambe attive sulla catena delle prostaglandine (estratto secco, 1 capsula 3 volte al giorno prima dei pasti). Il Salice abitualmente è ben tollerato a livello gastrico, ma è controindicato nei soggetti allergici all’aspirina. L’Arpagofìto è scarsamente tollerato da chi soffre di gastrite e controindicato nei pazienti con ulcera.

Originally posted 2014-10-08 13:33:17.

Cellulite 180x180 - Cellulite

Cellulite

È un termine abusato, chiamato in causa anche per definire i semplici eccessi di adiposità localizzate. In realtà, la parola indica quella condizione patologica che viene tecnicamente definita panniculite edemato-fibro-sderotica. È un’affezione degenerativa del tessuto grasso sottocutaneo, dovuta inizialmente a una compromissione della microcircolazione sanguigna. Un quadro che conosce diversi stadi evolutivi: all’inizio predomina l’edema, con deformazione delle cellule adipose, e anche il microcircolo si presenta con dilatazioni e microaneurismi che provocano il rallentamento del flusso sanguigno; gli adipociti subiscono in seguito cospicue alterazioni, il tessuto fibroso tende ad accrescersi, e aumenta la sofferenza vascolare; in seguito, la componente fibrosa tende a incapsulare, singolarmente o in piccoli gruppi, gli adipociti ormai sconnessi, inducendo la formazione di micro-
noduli e un ulteriore danno al microcircolo, che porta a una cattiva ossigenazione di tutti i tessuti coinvolti. Dunque, la cellulite non si limita a essere un semplice disturbo estetico, a carico di cosce e glutei, ma rappresenta anche, come si è visto, una vera e propria patologia di quel complesso di piccoli vasi arteriosi e venosi dislocati nel distretto sottocutaneo, il grado della cellulite varia da uno stato di semplice ritenzione di acqua fino a lesioni manifeste (come l’aspetto a buccia d’arancia della pelle) e anche permanenti (sclerosi), che si presentano come nodosità dure e dolenti sottocutanee (con un caratteristico aspetto “a materasso”). Alterazioni, queste, che alla lunga possono comportare disturbi diffusi anche agli altri inferiori, come pesantenza, senso di tensione e crampi.

MEDICINA CONVENZIONALE
La cellulite è una malattia del connettivo dovuta a un malfunzionamento del circolo dei piccoli vasi sanguigni. La terapia si basa su diversi rimedi, legati allo stile di vita, all’estetica e alla medicina.

Stile di vita
L’ è molto importante per la prevenzione: deve essere equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi (soprattutto grassi saturi). Anche l’esercizio fisico è fondamentale: stipsi e ritenzione idrica sono due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato a un’ disordinata. Li ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno è l’ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. È bene ricordare che il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi, ostacolano la circolazione: ridurre il contenuto di sale nella dieta aiuta a trattenere meno acqua. È consigliabile bere molta acqua (un litro e mezzo è la quantità minima, due litri dovrebbe essere la regola ) per eliminare le sostanze tossiche. Evitare gli eccessi di calie, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, e preferire alimenti ad alto contenuto di fibre (favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), vitamina C, vitamina E, potassio. I bioflavonoidi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono ottimi alleati per una buona microcircolazione.

Rimedi estetici
È utile un automassaggio con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice: migliora il quadro estetico ma non si elimina la cellulite. L’idromassaggio ha azione levigante, rassodante e drenante. Il massaggio estetico, con manipolazioni e frizioni, serve a drenare liquidi
in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe, e riduce lo stress e l’ansia (che contribuiscono indirettamente alla cellulite).
Il linfodrenaggio riattiva la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Se il drenaggio avviene per via meccanica si parla di pressoterapia.

Trattamenti medici
La mesoterapia si basa sull’iniezione di , spesso in cocktail, nelle zone interessate da cellulite. ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, vengono iniettati con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) e/o con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm. La microterapia si esegue con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin
Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose quindi non provoca . Gli ultrasuoni vengono utilizzati per la loro capacità di produrre calore: rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento nel torrente circolatorio. Sfrutta una corrente elettrica a bassa frequenza Telettrolipolisi. Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sottocute è alla base della ossigeno-ozono terapia.

Chirurgia
La lipoaspirazione risucchia il grasso tra la pelle e lo strato muscolare con l’inserimento di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm collegate a una macchina aspirante: è fondamentale la scelta di una struttura che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Con la liposcultura superficiale si agisce più in superficie e cioè appena sotto il derma. Sfrutta l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato. Se la zona da trattare è circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione. Nella laserlipolisi la luce emessa dal laser genera calore, che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione.


In omeopatia si cerca di favorire l’eliminazione della ritenzione idrica e della cellulite facendo ricorso a preparati che facilitano il drenaggio delle scorie dai tessuti dell’organismo. Il va prolungato a lungo e va eseguito a cicli ripetuti.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel trattamento della cellulite, secondo la proposta del medico francese Ledere. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. La linfa di betulla secondo la tecnica del “drenaggio”, agisce come drenante generale per l’organismo.

Pulsatilla 5 CH • Badiaga 5 CH – Bovista 5CH5 granuli 2 volte al dì di questo preparato complesso che svolge un’azione di eliminazione nei confronti dell’accumulo a livello sottocutaneo di una sostanza gelatinosa, costituita da grasso, scorie e acqua, conseguente a un disordine del tessuto connettivo e del microcircolo. La pelle presenta il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. Vita sedentaria, disturbi circolatori, errori alimentari, alterazioni ormonali sono i principali fattori favorenti la cellulite. In Medicina estetica si preferisce definire la cosiddetta cellulite con il termine di “panniculopatia fibrosclerotica” o “microangiopatia fibrosclerotica”, sottolineando come alla base del processo di formazione vi sia il proliferare di tessuto fibroso a seguito di un rallentamento e di una perturbazione del ricambio dei liquidi a livello del microcircolo. Il composto a base dei tre rimedi omeopatici riattiva il circolo facilitando il drenaggio a livello della matrice connettivale.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana.
Natrum sulfuricum 15 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Il solfato di sodio è adatto per la cura della cellulite localizzata a livello di addome, fianchi e cosce.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo aumentando gli enzimi tessutali, il metabolismo lipidico e idrico.
Si agisce tramite gli aghi accelerando il metabolismo attivo e sbloccando la ritenzione idrica.
Si prevedono 10 terapie della durata di un’ora andando ad agire locai mente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Poria…………………….1,5g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1g
Radix Aconiti Lateralis………………1,5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis…………1,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi) e gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali, i legumi, gli ortaggi, la
frutta fresca biologica, in particolare mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da , devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare completamente (per almeno sei mesi) le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
Numerosissimi sono i rimedi tradizionali che vengono utilizzati dalle donne per il trattamento di questo fastidioso, per non dire odiato, inestetismo, ma spesso sono completamente irrazionali e mancano di qualsiasi base scientifica. Inoltre pensare che ci sia una cura miracolosa per questa vera e propria malattia cutanea purtroppo al momento non è possibile. Possono essere razionalmente utilizzati estratti di Ginkgo biloba da assumere per via orale perché oltre alla ben nota attività antiossidante sono soprattutto in grado di migliorare la microcircolazione a livello periferico. Si somministra anche l’estratto di Ippocastano (Aesculus hippocastanum) titolato in escina che aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare, ha un’azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico importante, e ancora svolge la sua azione di tipo flebotonico non solo per azione vasocostrittiva sulla parete venosa, ma anche favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali; infine ricordo che può essere somministrato con sicurezza anche per lunghi periodi. La frazione triterpenica della Centella asiatica è invece in grado di migliorare significativamente la funzione venosa con riduzione dell’edema e miglioramento del trofismo cutaneo. Anche l’estratto titolato di Vitis vinifera e soprattutto di Mirtillo (Vaccinium myrtillus) grazie al contenuto in antociano-
sidi sono in grado di avere una significativa azione positivia sul trofismo del delicato endotelio capillare, che danneggiandosi provoca questo tipo di inestetismo. Non trovano riscontro scientifico l’assunzione di tisane diuretiche e possono invece essere pericolose soprattutto se associate a diete ipocaloriche strette perché possono provocare disordini del metabolismo anche importanti, e quindi sono sconsigliabili.

Originally posted 2014-10-09 16:34:22.

Flebite 180x180 - Flebite

Flebite

È un’infiammazione della parete venosa, che può associarsi a un’occlusione della vena stessa per la formazione di un coagulo sanguigno (trombo-). Tra le trombosi superficiali degli arti inferiori, quelle di più frequente riscontro sono le varicoflebiti, ossia le trombosi che insorgono sulle vene varicose: compaiono a causa dei rallentamenti subiti dal flusso sanguigno oppure in seguito a infezioni, traumatismi delle aree vicine e coagulabilità del sangue aumentata. L’insorgenza della tromboflebite è di solito acuta: la parte colpita è dolorante (sia spontaneamente, sia toccandola) e gonfia. È possibile osservare un cordone rosso e caldo lungo il decorso della vena interessata e
spesso i linfonodi inguinali appaiono ingrossati (mentre i segni generali – come febbricola e tachicardia – sono rari). Tra i fattori di rischio, gli interventi chirurgici rappresentano quelli più rilevanti per le trombosi venose dell’arto inferiore, specialmente se praticati su pazienti in età avanzata od obesi. Anche l’immobilita è una concausa di trombosi, quando si è costretti a letto all’indomani di un trauma o di un’operazione: la stasi del flusso sanguigno è sempre un movente fondamentale. Condizione più grave è la trombosi venosa profonda, quella che coinvolge le vene profonde della gamba e che è frequente nelle prolungate permanenze a letto, in seguito alle manovre chirur-
giche, soprattutto di natura ortopedica, in presenza di deficit ereditari o acquisiti della coagulazione sanguigna e nei pazienti d’età avanzata affetti da malattie debilitanti croniche. Le manifestazioni non sono sempre evidenti: il malato può avvertire un senso di pesantezza alla gamba e di , che diventa sordo nella stazione eretta e durante la deambulazione. La gamba, poi, si presenta turgida, talvolta lievemente cianotica e un po’ più calda al tatto.
Inoltre, la palpazione del polpaccio suscita dolore e mostra un indurimento pastoso delle masse muscolari.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il termine medico per la flebite è tromboflebite superficiale. Viene spesso trattata senza ricorrere a .

Applicazioni calde
Applicare tessuti caldi e umidi per 20 minuti ogni due ore

Riposo
Di solito non c’è necessità di ridurre l’attività fisica, tuttavia in alcuni casi il riposo a letto e l’elevazione dell’arto possono essere utili.

Farmaci
Qualche volta si rendono necessari farmaci, che sono antinfiammatori non steroidei (FANS). Se è presente una flebite infetta è opportuna una terapia antibiotica. Se la flebite è in prossimità di una vena profonda può rendersi necessario un intervento chirurgico di rimozione del coagulo.


La tromboflebite acuta richiede sempre la valutazione medica. L’omeopatia può completare il convenzionale accelerando l’evoluzione della flebite e controllandone la sintomatologia. La scelta del medicinale adatto deve tener conto dei fattori responsabili, delle caratteristiche dei sintomi e delle modalità di aggravamento e miglioramento.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli più volte al dì, secondo necessità. Caratteristica è la tendenza all’edema con eritema rosato. Il dolore è urente, puntorio, trafittivo, aggravato con il calore, il contatto, la pressione e migliorato con le applicazioni fredde e il ghiaccio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Arnica è indicata nella tromboflebite dopo trauma. Caratteristico è il senso di contusione locale. Il dolore peggiora con il movimento e con il contatto, mentre migliora con il riposo. Arnica montana viene utilizzata anche per il dolore, l’edema e le parestesie dopo ‘stripping’ venoso.
Belladonna 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Diradare in base al miglioramento. È il medicinale omeopatico della flebite a esordio brutale con tumefazione calda, arrossamento, dolore pulsante, iperestesia locale. I sintomi aggravano con la pressione, il contatto, il movimento e migliorano con il riposo.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Vipera berus o redi 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sensazione dolorosa come di vene che scoppiano e dolorabilità intensa al semplice contatto. Tromboflebite superficiale. Il veleno di vipera è il medicianle omeopatico specifico della periflebite e della flebite. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. Vipera viene utilizzata oltre che nella tromboflebite superficiale, anche nel trattamento delle varici dolorose, nella cura mediante ‘sclerosanti’.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo riguarda il Sistema Circolatorio e in particolare il flusso di sangue e il tono delle pareti dei vasi venosi il cui organo pertinente è il Fegato. Possiamo poi distinguere le cause in
Freddo Umido, stasi di Xue, Calore e deficit di Qi di Xue.

Agopuntura
La terapia è di Dispersione del Freddo Umido, del Calore, e nella mobilizzazione di Qi di Xue e sedazione del dolore e punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
YIN LING QUAN (sorgente delia collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia sull’inserzione del muscolo sartorio) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
KUN LUN (monte Kun Lun, localizzato a metà tra il malleolo esterno e il bordo anteriore del tendine d’Achille) che tonifica il Fegato, mobilizza il Qi, rimuove le ostruzioni dal Meridiano e rafforza muscoli e tendini;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare;
XIAN GU (valle profonda, localizzato nel solco tra II e III metatarso) che elimina l’Umidità dal Riscaldatore Medio;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Gli aghi non vanno assolutamente inseriti nel focolaio.

cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae……………..12g
Radix Angelicae Sinensis……………….10g
Radix Paeoniae Alba……………………10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong……………..6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e vitamine C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i piatti pronti dei fast-food, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per la sua azione vasoprotettrice e antinfiammatoria può essere usato l’estratto fluido di Ippocastano, alla dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare il disturbo e ad accelerare il processo di guarigione (azione antiflogistica, tonico-venosa, capillaro-protettrice).
Per alleviare il dolore, nella zona interessata, può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fredda fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e lasciare agire per circa un paio d’ore, cercando di mante-
nere “fresca” la cute corrispondente al vaso interessato dal processo infiammatorio. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per aiutare a combattere l’infiammazione, grazie alla sua azione “cortisone-simile”, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per le sue proprietà antiossidanti e capillaro-protettrici, per facilitare il processo di guarigione, grazie alla sua azione antiflogistica, e per aiutare a combattere l’insufficienza venosa, può essere utilizzata la Centella asiatica, sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, la mattina a digiuno e circa 30 minuti prima dei due pasti principali.

Originally posted 2014-10-13 15:02:42.

Disfagia 180x180 - Disfagia

Disfagia

La è il termine tecnico per delinire un’alterata deglutizione. Si riconoscono fondamentalmente 2 forme principali di disfagie: in quella cosiddetta oro-faringea si fa fatica a trasferire volontariamente il cibo dalla cavita della bocca nell’esofago. Le cause? Processi infiammatori della cavità orale della faringe ma anche affezioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la distrofia muscolare). La esofagea è invece la forma senz’altro più comune: si avverte una sensazione di blocco, come se il cibo si arrestasse in corrispondenza dello sterno, un disagio che si risolve solo
quando, insistendo nel deglutire con l’aiuto di un sorso d’acqua, il cibo raggiunge finalmente lo stomaco (oppure, se così non è quando viene rigurgitato all’esterno), le cause sono svariate: un restringimento del tubo esofageo (stenosi) causato da un infiammazione cronica dell’organo (conse-
guente in genere al reflusso di succo acido dallo stomaco); alterazioni dell’innervazione (come gli spasmi esofagei diffusi); le formazioni tumorali; la presenza di un diverticolo in corrispondenza della faringe e l’esofago che, riempiendosi con parte del cibo inghiottito, finisce per causare un difficoltoso transito degli alimenti (ma anche alito cattivo, rigurgiti e tosse). La diagnosi può contare su svariati esami strumentali, come l’esame radiologico del tratto superiore del tubo digerente o l’esofagogastroduodenoscopia Altri esami che potranno essere richiesti dal curante possono essere: la Tac del torace, l’esame attuato con radioisotopi, la pH-metria (si legge “piacca-metria”) con il quale si misura il livello di acidità, e la mamometria esofagea, che misura il tono dello sfintere esofageo inferiore.

MEDICINA CONVENZIONALE
È mollo importante trovare Li causa della dislagia: principalmente si tratta di carne organiche, ma in alcuni casi il motivo e psicologa il II è conseguente all’accertamento della causa. La visita medica è mollo utile per capire se la disfagia su solo per i cibi solidi, liquidi o per entrambi e per prescrivere gli eventuali approfondimenti.


Risogna prevenire la disidratazione e la malnutrizione. L’alimentazione in caso di disfagia dovrebbe essere basata solo su cibi che povsono essere masticati e deglutiti senza pericolo. La dieta dovrebbe avere una consistenza cremosa, evitando cibi appiccicosi che aderiscono al palato e creano affaticamento, ed evitando cibi frammentati in piccoli pezzi che si disperdono in bocca e aumentano La possibilità di soffocamento. Nei casi gravi gli alimenti liquidi non sono indicati perché possono defluire nell’arca faringea spontaneamente, senza che venga slimolato il riflesso della deglutizione, quindi entrare nelle vie respiratorie: per evitare ciò gli alimenti possono essere resi densi utilizzando sostanze addensanti. In base al grado di disfagia, possono essere controindicati alimenti con doppia consistenza come: latte coi cercali, passato di verdura con pjst ina, yogurt con pezzi di frutta.

Terapia fìsica
La disfagia può essere migliorata c a volte risolta con accorgimenti fisici (e di postura! c fisioterapia. £ importante avere una buona regolanti nell’assunzione di cibo e imparare a mantenere la stazione eretta (busto e gola dritti ) anche da seduti.


È importante sapere che alcuni farmaci antiepilettici e contro l’insonnia possono compromettere la deglutizione. I farmaci da usare in uso di disfagia dipendono mollo dalla causa della disfagia stessa: per questa ragione é opportuno consultare un medico e avere una diagnosi precisa
prima di effettuare terapìe.

Chirurgia
A volte l.i disfagia può essere risolta solo con un intervento chirurgico: per questa ragione è indispensabile il consulto medico.


La difficoltà di deglutire si manifesta frequentemente in concomitanza con il mal di gola. La scelta del rimedio omeopatico si basa sulle caratteristiche dei sintomi e sulle modalità di miglioramento e di aggravamento.
Quando la disfagia è di origine neurologica il trattamento omeopatico si integra con quello neurologico e riabilitativo.

Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9 CH 5 granuli, anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Tumefazione rosata della gola e dell’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. I dolori brucianti aggravati con la deglutizione sono migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Belladonna 7 CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. Arrossamento intenso della gola. Senso di costrizione dolorosa al collo che si aggrava con la deglutizione. Talvolta è presente febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.
Phytolacca7CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. La fitolacca è un arbusto dell’America del Nord usato in omeopatia per l’arrossamento cupo e secchezza della gola. La gola è secca con bisogno continuo di deglutire e nella deglutizione.
Calendula Tintura Madre – Phytolacca Tintura Madre Effettuare gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle tinture, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza (effetto antalgico e antisettico).

Faringotonsillite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 2 ore, dirare in base al miglioramento. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Lingua tumefatta e flaccida, tanto da presentare sui bordi l’impronta dei denti. Alito fetido. Dolore irradiato all’orec-
chio.

Disfagia di origine neurologica
Causticum 30 CH 5 granuli 2 volte al dì. Causticum è ottenuto dalla distillazione di una miscela di bisolfato di potassio e di calce spenta, secondo le indicazioni di Hahnemann (“tintura di Hahnemann’). È il rimedio di prima scelta per i fenomeni neurologici caratterizzati da paresi della lingua o disturbi della deglutizione o paresi del velo palatino.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo trova origine in un’alterazione della funzionata del Sistema Muscolare e del Sistema Nervoso. Lo scopo della terapia è quindi quello di riequilibrare l’organismo in modo da ripristinare una corretta irrorazione dei muscoli e soprattutto calmare lo stato di agitazione o di tensione che compartecipa alla sintomatologia.

Agopuntura
Punti importanti sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia va eseguita 2 volte alla settimana per 5 settimane.

cinese
Formula: LON PAO WAN
Semen Cassiae………………………12g
Radix Rehmaniae Preparata*……………9g
Spica Prunellae……………………..7g
Radix et Rizoma Rhei…………………6g
Rizoma Coptis……………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne
magra biologica, pesce pescato in mare, cercali semintegrali e legumi sotto forma di zuppe e/o passati, pane morbido a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, sotto forma di centrifugati e/o frullati, olio di lino, di noci, o di germe di grano di prima spremitura a freddo, frutta secca e semi oleosi ridotti in crema.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, in particolare il tofu e il latte di soia addizionato con calcio.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, la frutta con la buccia, i tuberi, le radici e le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli cotti e trasformati in passato), le bevande gasate.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e di alimenti che ne sono ricchi.
Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura ai 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
La disfagia è un disturbo non facilmente trattabile con i preparati fitoterapici. Le piante utilizzate possono aiutare a combattere i sintomi correlati come l’ansia, la depressione o l’angoscia, per non riuscire a deglutire correttamente il cibo.
Nel primo caso può essere utilizzala la Passiflora (ricca di alcaloidi indolici, flavonoidi, steroli, pectine, tannini e acidi polifenolici) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali. In alternativa possono essere utilizzate le foglie e le sommità fiorite ( 2 cucchiaini ) per preparare un infuso, in associazione con i fiori di Lavanda (2 cucchiaini) e 200 mi di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Assumere, a temperatura ambiente, circa 30 minuti prima dei tre pasti principali, sorseggiando lentamente. Con l’aggiunta di alcune gocce di succo di limone, o di pompelmo, può essere consumato durante i pasti, per facilitare il passaggio del bolo alimentare attraverso l’esofago, ricordando
sempre di bere molto lentamente e solo dopo aver completamente terminato la masticazione.
Nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi della depressione, può essere somministrato YHyprricum perforatum* sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se il paziente si presenta particolarmente agitato, soprattutto in previsione di un pasto, o di uno spuntino, può essere d’aiuto assumere la Tiiia tomentosa 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, due volte al giorno, con poca acqua, circa un’ora prima dei due pasti principali. In alternativa il
dosaggio può essere frazionato in 25 gocce, quattro volte al giorno, in corrispondenza dei tre pasti e di uno spuntino/die.

Originally posted 2014-10-10 15:39:16.

Barotrauma 180x180 - Barotrauma

Barotrauma

È un danno meccanico subito dalle strutture dell’orecchio in seguito alle variazioni della pressione ambientale. Caratteristico è questo evento patologico nelle discese subacquee. Si può avvertire una sensazione di fastidio alle orecchie, dovuta alla pressione crescente che preme sulla membrana del timpano, che cosi s’introflette. Per ovviare a questo inconveniente si dovrà ricorrere a una manovra di compensazione, per equilibrare le pressioni sulle due facce, interna ed esterna, del timpano: bisognerà allora spìngere con forza Caria contenuta nei polmoni, stringendo le narici e soffiando forte. Se la spinta meccanica esterna sulla membrana del timpano non viene adeguatamente compensata (oppure la manovra compensatola viene eseguita tardi), ecco il : compare un’otite (con , senso di ottundimento e lieve riduzione dell’udito), che può limitarsi a una leggera infiammazione con versa-
mento (otite sierosa) o più di rado comportare la fuoriuscita di sangue (otite emorragica). Ma il danno può anche giungere alla rottura della membrana timpanica, l’inefficacia della manovra compensatoria è dovuta spesso alla presenza di una patologia delle alte vie respiratorie (raffreddore, rinite allergi-
ca, poliposi nasale, deviazioni del setto nasale) Anche viaggiando in aereo si può essere soggetti a questo tipo di problema: l’apertura delle tube di Eustachio, quando non si riesce a compensare spontaneamente lo squilibrio di pressione, potrà essere agevolata masticando un chewing-gum o succhiando una caramella. La compensazione va effettuata ogniqualvolta se ne sente la necessità; non si deve arrivare a sentire dolore, perché potrebbe già essere troppo tardi, ma appena si avverte un leggerissimo fastidio è subito utile riportare il timpano in equilibrio immettendo aria nell’orecchio medio.

MEDICINA CONVENZIONALE
I sintomi e segni del barotrauma dipendono dall’entità del danno. Anche gli organi colpiti dipendono dalla situazione che ha provocato il barotrauma.
Barotrauma orecchio esterno in discesa
La terapia consiste nel somministrare e steroidi localmente.
Barotrauma orecchio medio in discesa
La prevenzione consiste nel compensare frequentemente dalle prime fasi dell’immersione. In caso di difficoltà bisogna risalire di qualche metro per poi riprovare a equilibrare la pressione.
Barotrauma orecchio medio in risalita
La terapia deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista otorino. La prevenzione consiste nel non compensare in risalita. Se si avverte un dolore all’orecchio in risalta, scendere di qualche metro e riprovare. La manovra di Valsalva aumenta ancora di più la pressione nell’orecchio.
Barotrauma orecchio interno in discesa e in risalita
La terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio
È un quadro clinico che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno. La terapia nelle forme iniziali consiste nel cercare di compensare la pressione negativa con la manovra di Valsalva; nel caso non fosse possibile è indicato somministrare decongestionanti locali. Nella fase dell’iperemia timpanica è possibile aggiungere una terapia steroidea per alcuni giorni. La prevenzione va attuata eseguendo accurate valutazioni mediche di idoneità all’immersio-
ne ed evitando di immergersi in caso di raffreddore. Come prevenzione secondaria si raccomanda nelle fasi successive all’immersione, e fino ad alcune ore dopo, di eseguire manovre di Valsalva per lavare l’eccesso di ossigeno dall’orecchio medio e sostituirlo con l’aria.


Le conseguenze di una modificazione della pressione esterna per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subacquee si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito. L’approccio omeopatico è efficace nell’attesa di una valutazione otorinolaringoiatrica o come complementare a quello consigliato dallo specialista. Si basa sulla prescrizione pressoché sistematica di Arnica montana* eventualmente completata da altri rimedi.
Aconitum napellus 15 o 30 CH 5 granuli 3-4 volte al dì, in relazione all’intensità della sintomatologia. Il medicinale omeopatico preparato a partire dalla pianta intera fiorita dell’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, viene impiegato in omeopatia nel trattamento dei fenomeni congestizi che insorgono bruscamente soprattutto in conseguenza di forti sbalzi termici, esposizione al freddo intenso o cambiamenti rapidi della pressione ambientale. Di solito si tratta di soggetti in buona salute che diventano inquieti e ansiosi in seguito alla comparsa di dolori acuti, insopportabili, a brusca insorgenza, spesso associati a sensazione di intorpidimento, congestione e formicolio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli da ripetere più volte al giorno secondo necessità e diradando in base all’attenuazione dei sintomi. L’arnica va utilizzata in maniera sistematica per la sua azione protettiva sul microcircolo nelle conseguenze di traumi diretti o indiretti.
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’oro metallico viene utilizzato per la sua azione antinfiammatoria che si manifesta principalmente nelle affezioni ORL.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricaria viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose soprattutto
del bambino, abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile, in relazione alle brusche variazioni pressorie che si verificano nel corso di un viaggio aereo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese nei confronti di questo disturbo trova riscontro nella fase post acuta e cioè comporta un sistema di regolazione di tre componenti alterate dal trauma.
L’agopuntura infatti è efficace nel controllo della pressione arteriosa, della respirazione, sia della fase inspiratoria che espiratoria degli scambi gassosi.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia,
mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire eventuali infezioni potenziando la
funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere le funzioni del
Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione (in particolare ostacolare la fluidificazione del catarro presente nelle vie aeree).

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).


Data la peculiarità delle lesioni da barotrauma possono essere utili alcuni tipi di piante solo come complemento alla terapia convenzionale durante la fase acuta, mentre devono essere utilizzate razionalmente nella prevenzione del barotrauma. La Boswellia serrata* detta anche incenso indiano, è un arbusto originario dell’India, che fa parte della medicina ayurvedica. Una caratteristica di questa specie di arbusto è la ricchezza di canali resiniferi che secernono una gommoresina profumata
particolarmente ricca di triterpeni, che ha un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. Anche la Liquirizia ha attività farmacologica di tipo antinfiammatorio, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene una sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia con un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza nella cascata biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia tuttavia se somministrata ad alte dosi e per lunghi periodi va utilizzata sotto controllo medico per la possibile alterazione dei livelli
pressori ed è controindicata in pazienti con alterazioni muscolari o idroelettrolitiche. Nella prevenzione del barotrauma si può utilizzare la Vite ( Vitis vinifera) che grazie ai principi attivi costituiti da procianidine oligomere e resveratrolo, svolge un’importante attività antiossidante e
di protezione sull’endotelio dei capillari, avendo così un importante azione di preservazione di una corretta funzione metabolica dei tessuti (estratto fluido, 20 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti). Anche il Ginkgo biloba per la sua attività antiossidante, antinfiammatoria ma soprattutto endotelioprotettrice e di riduzione dello spasmo arteriolare può avere un ruolo significativo sia nella prevenzione che nella terapia del barotrauma (da utilizzare sotto controllo medico).

Originally posted 2014-10-08 15:59:34.

Diabete 180x180 - Diabete

Diabete

È un’alterazione del metabolismo caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), che dipendono da un deficit d’insulina, sia assoluto, sia relativo Fondamentalmente vengono distinte due forme: il insulino-dipendente o di tipo I, e quello non insulino-dipendente o di tipo II. Nella prima evenienza (interessa la giovane età) vi è la necessità assoluta di intervenire con la terapia insulinica perché la produzione di questo ormone è del tutto deficitaria. L’esordio della malattia è improvviso e comporta l’emissione di abbondanti quantità di urina, la sete esagerata, il calo del peso e la stanchezza. La prima manifestazione del di tipo l può essere la chetoacidosi, situazione clinica che si verifica quando in mancanza di insulina, l’organismo comincia a utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia. La degradazione degli acidi grassi causa un accumulo di prodotti tossici: i corpi chetonici. Il di tipo il tende a manifestarsi generalmente dopo i 40 anni di età, e nella stragrande maggioranza dei casi l’80% dei pazienti è in sovrappeso. Qui il deficit di insulina è parziale e si associa a una resistenza da parte dei tessuti periferici all’azione dell’ormone. Quest’ultima forma evolve lentamente e la malattia viene diagnosticata casualmente nel corso di esami di laboratorio effettuati per altri motivi.
Il diabete comporta un ampio ventaglio di complicanze nel tempo: infatti, emerge una patologia a carico dei piccoli vasi sanguigni, per lo più della retina e del rene, ma anche una neuropatia, una sofferenza delle fibre nervose che comunemente interessa gli arti inferiori, determinando alterazioni della sensibilità e . Si parla di piede diabetico quando la neuropatia diabetica o l’arteriopatia degli arti inferiori compromettono la funzione o la struttura del piede.

MEDICINA CONVENZIONALE
Diabete tipo 1
Questo tipo di diabete richiede la somministrazione di insulina poiché il pancreas non ne produce: la quantità di insulina è variabile e va somministrata più volte al giorno. Esiste una pompa che somministra insulina a intervalli regolari nella quantità richiesta. È molto importante mantenere un livello adeguato e costante di glicemia per evitare le complicanze della malattia, e misurare frequentemente i livelli glicemici con i semplici dispositivi che si trovano in farmacia: la glicemia varia con l’ e l’esercizio fisico, e anche con l’idratazione. Controllare peso corporeo e dieta: l’ dovrebbe contenere il 55% di carboidrati (farine integrali, frutta, verdura, cibi non raffinati), il 25% di grassi (monoinsaturi) e circa il 20% di proteine (pesce,carne, vegetali).

Diabete tipo 2
Questa malattia insorge quando il corpo non risponde in maniera appropriata all’insulina prodotta dal pancreas (cosiddetta insulinoresistenza): è associata all’obesità e richiede drastiche misure di riaggiustamento dello stile di vita. Lo stile di vita è infatti molto più efficace rispetto ai nei controllare e ridurre le complicanze di questo tipo di diabete. Seguire una dieta (stesso schema descritto per il diabete tipo 1 ), mantenere un indice di massa corporea inferiore a 28, fare esercizio fisico regolare, ridurre lo stress e mantenere un bassissimo consumo di alcol sono le procedure necessarie e sufficienti per controllare la glicemia. Ai primi segnali di insulinoresistenza da parte del corpo, iniziare un programma di dimagrimento e fare esercizio almeno 20 minuti ogni giorno. I usati nel diabete tipo 2 riducono i livelli glicemici: sono sulfaniluree, biguanidi, inibitori dell’alfa glucosidasi e alcuni nuovi di recente
generazione. La scelta deve essere effettuata dai medici perché i meccanismi di azione degli antidiabetici orali non sono tutti uguali.

Complicanze del diabete mellito
I diabetici devono sottoporsi a controlli regolari per verificare l’eventuale presenza di complicanze cardiache, renali, neurologiche, infettive, oculari, e squilibri a carico del colesterolo e dei trigliceridi. Mantenere i livelli glicemici entro limiti adeguati è la migliore misura preventiva per
le complicanze.


La malattia diabetica va affrontata in maniera integrata mediante consigli relativi all’alimentazione, all’attività motoria regolare, allo stile di vita e ai farmaci convenzio-
nali. L’omeopatia consente di ottimizzare gli effetti congiunti di tale approccio globale e di prevenire le complicanze conseguenti a tale patologia.
Carboneum sulfuratum 7 CH 5 granuli da una a tre volte al dì. Il solfuro di carbonio è adatto al della polinevrite diabetica caratterizzata da nevralgie, crampi, parestesie e ipoestesie.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli al dì. Diradare in relazione al miglioramento. Rimedio omeopatico adatto ai diabetici con astenia, depressione e stato di denutrizione.
Phosphorus 9 CH 5 granuli 3 volte alla settimana o un tubo dose alla settimana. Il fosforo bianco rappresenta un prezioso complemento nei confronti della terapia convenzionale del diabete, soprattutto in relazione alla complicanza delle polineuriti e dei disturbi vascolari. Caratteristica è l’iperestesia sensoriale e le disestesie con la sensazione di bruciore localizzata soprattutto al palmo delle mani.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì, da lunedì a venerdì, in associazione alla terapia convenzionale degli antidiabetici orali. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda. Soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Di statura media, appare forte, muscoloso, aggressivo, in continuo movimento. I gesti sono pesanti e cadenzati, l’andatura è irregolare. Presenta colorito rosso e cute calda, il volto ha forma quadrata.
Ha collo taurino su spalle robuste e tronco solido, arti corti e muscolosi. È combattivo, impulsivo e passionale. Ama il movimento e la vita. Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Egli tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, gotta, obesità, calcolosi epatica e renale) e alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, angina pectoris, infarto miocardico).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese il diabete è denominato xiaoke, che significa deperimento e sete, e può essere un dist urbi) sia endogeno, dovuto cioè a un fattore ereditario, o causato da agenti esogeni quali una dieta errata.
Tutto questo porta a un consumo di Yin da parte del Calore esterno con un’alterazione della funzionalità dei Polmoni, dello Stomaco e dei Reni.
La terapia consiste nella tonificazione dello Yin e nel controllo dei sintomi quali fame, sete, poliuria, dimagrimento, disturbi digestivi.

Agopuntura
Per tonificare lo Yin punti importanti sono:
FEISHU ( punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IH vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
PI SHU ( punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cunalato dell’apofìsi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Per riequilibrare la funzionalità dei Polmoni:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Dello Stomaco:
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
SAN YIN IIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni.
Dei Reni:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni con la valutazione della glicemia.

cinese
Formula: ZHENG Ql JIANG JIAO NANG
Margaritifera……………………….1g
Semen Cuscutae………………………6g
Radix Astragali Manchuriensis………..10g
Radix Ginseng……………………….3g
Radix Rehmaniae…………………….10g
Rizoma Alismatis…………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile adottare una dieta a basso indice glicemico, basata su un adeguato apporto di cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, ad eccezione del Basmati), di pane e prodotti da forno preparati con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate), consumate preferibilmente crude.
Privilegiare gli alimenti ricchi di cromo, come carne magra, fegato di vitello, cereali integrali in chicchi, nocciole, frutti di mare, tuorlo d’uovo, polio, pesce pescato in mare, latticini a basso contenuto di lipidi, lievito di birra, oli vegetali spremuti a freddo (in particolare l’olio di lino,
di riso e di noce), funghi, fagioli secchi, frutta fresca biologica.
Seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso contenuto di sodio e di acidi grassi saturi.
Aumentare l’apporto di aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crocifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancia, rosmarino.*
Alimenti da evitare Evitare e/o limitare drasticamente i salumi, gli insaccati, i formaggi, i cornflakes, il tonno in salamoia le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate e di zucchero (saccarosio).

Integrazione alimentare
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione;
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano** 260 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima QI0 30 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
La fitoterapia può essere d’aiuto nel diabete mellito tipo II, in particolare se si manifesta dopo i 65 anni ed è associato al sovrappeso.
Nel diabete mellito tipo I non è consigliabile assumere preparati fitoterapia, perché potrebbero interferire con la insulina sostitutiva.
Se il paziente segue correttamente il regime alimentare ipoglucidico e pratica regolarmente attività fisica, può essere utile somministrare l’Eucalyptus globosus (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Morus Nigra (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Vaccinium myrtillus (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Juniperus communis ( 1 DH Gemme, 40 gocce due volte al giorno,
lontano dai pasti).
Se il diabete è associato all’obesità, può essere utilizzata YAgrimonia eupatoria (sotto forma di estratto fluido, 30 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti).
Nelle forme avanzate e/o in presenza di complicanze a carico del Sistema Nervoso periferico, può essere utile somministrare il Panax Ginseng ( sotto forma di estratto fluido, 20 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti).
Nelle forme borderline (o diabete latente: quando i livelli ematici del glucosio sono compresi fra 115 e 139 mg/dl) può essere utilizzato un infuso a base di radici di Bardana (20%), foglie di Juglans regia (20%), Galega (40%) e foglie di Vaccinium myrtillus (20%).

Originally posted 2014-10-10 15:09:28.