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Innappenza 180x180 - Innappenza

Innappenza

La mancanza di appetito è un sintomo assai comune, che riconosce basi fisiologiche, cause patologiche e anche motivazioni psicologiche. In un bambino, l’appetito aumenta o diminuisce a seconda delle richieste energetiche e del periodo di crescita. Perciò se l’inappetenza occasionale non è accompagnata da altri disturbi e l’accrescimento rientra nella norma, proporzionalmente all’età e allo standard individuale del bimbo, il problema non deve destare alcuna preoccupazione. Nei bambini è infatti ancora forte l’istinto di autoregolazione dell’appetito. Influenza, mal di gola, otite, malattie esantematiche, infezioni delle vie urinarie, intolleranze alimentari, malassorbimenti sono alcune delle condizioni patologiche capaci di generare inappetenza. Ma vero è anche che sovente gli stati emotivi possono interferire con il senso della fame, riducendolo: tensioni familiari, aspettative insoddisfatte dei genitori, difficoltà nelle relazioni sociali, stati depressivi più o meno mascherati o un disturbo dell’affettività, possono comportare e aggravare il rifiuto del cibo (il quale resta sempre un macroscopico strumento di “rivolta”, una forma di comunicazione e di denuncia). L’inappetenza può anche costituire l’avvisaglia iniziale di uno sconfinamento nell’anoressia.

MEDICINA CONVENZIONALE
L’inappetenza può essere una fase transitoria della vita, anche l’espressione di una malattia organica o di un disagio psichico. La valutazione del medico è sempre necessaria, per il rischio di trascurare un segnale importante di malattia. Il trattamento dipende dall’eventuale malattia di base, o dalla diagnosi di disagio psicologico o psichico; anche l’entità dell’eventuale calo di peso condiziona l’atteggiamento medico di fronte a un’inappetenza prolungata: nel bambino l’inappetenza può essere legata a condizioni più complesse che vanno riconosciute e trattate, con attenzione particolare all’evoluzione possibile ad anoressia. Nell’adulto l’inappetenza grave può essere legata a malattie tumorali oppure a disturbi gastrointestinali, o ancora a stati depressivi o a demenza in fase precoce.

OMEOPATIA
Solitamente la mancanza del senso di appetito si manifesta in alcune fasi della crescita e nella convalescenza.
Alcuni rimedi omeopatici contribuiscono a ristabilire il desiderio per il cibo. La perdita persistente dell’appetito con diminuzione di peso, soprattutto in una donna giovane, richiede una visita medica.

Trattamento sintomatico
Avena sativa – Gentiana lutea – Medicago sativa 3 DH 5 granuli, 3 volte al dì del complesso costituito da avena, genziana e alfa-alfa. L’avena, ricca di silicio, calcio, flavonoidi, saponosidi e gramina, è utile nell’inappetenza del bambino, del convalescente, della donna in gravidanza. La radice della genziana maggiore è rimineralizzante, stimola la secrezione gastrica e l’appetito.
China 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La corteccia essiccata di China, albero della famiglia delle Rubiacee che cresce in Sud America, è la materia prima da cui si ricava il medicinale omeopatico indicato nella debolezza, adinamia e mancanza di appetito della convalescenza.
Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì, diradando le somministrazioni in base al miglioramento. Il preparato omeopatico ottenuto dalla polvere delle spore di licopodio, pianta appartenente alla famiglia delle Lycopodiacee, è indicato in particolare per l’appetito presto soddisfatto. Il soggetto ha fame, ma il suo appetito è subito saziato dopo i primi bocconi. Il bambino reclama il biberon, ma è subito sazio. È il rimedio adatto anche ai disturbi digestivi e all’inappetenza che si manifestano dopo vaccinazione antiepatite.

Trattamento di fondo
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il sale marino è adatto per bambini e adolescenti per recuperare il peso nella convalescenza di malattie debilitanti. Talvolta l’appetito è conservato e malgrado ciò il soggetto non recupera peso.
Sulfur iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Lo ioduro di zolfo viene utilizzato nella convalescenza delle malattie infettive, soprattutto in bambini e adolescenti magri, longilinei, affaticati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo ha due componenti fondamentali, la prima psichica che tende a bloccare lo stimolo della fame e il secondo organico, comunque legato alla condizione mentale, che rende difficoltoso il transito del cibo rendendone istintivo il rifiuto.
Bisogna inoltre sapere se il disturbo in questione è legato ad esempio a un’intossicazione farmacologia che può insorgere a seguito di una somministrazione anestetica pre-chirurgica, in questo caso bisogna anche disintossicare l’organismo dai residui farmacologici prima di agire direttamente per l’inappetenza.
La terapia deve essere mirata a riequilibrare la condizione psichica in modo da rendere possibile la stimolazione dei centri nervosi regolari della fame e agire sulla muscolatura delle prime vie dell’apparato digerente rendendo possibile il passaggio degli alimenti.
Punti importanti in questo tipo di trattamento sono:
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso, nella fossetta sul lato ulnare del tendine dell’estensore delle dita) che rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
La terapia va eseguita tutti i giorni per 10 giorni o fino alla risoluzione del problema.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto degli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, come legumi,
farina di segale, fegato, germe di grano, lievito di birra, carne di maiale, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (in particolare grano, orzo, riso, avena, mi-
glio) salmone, semi di girasole, soia e derivati, latte, kefir, yogurt e formaggi (in particolare caciocavallo, gorgonzola e pecorino romano), mandorle, ortaggi a foglia verde, noci, pollame, pesce spada, tonno, vitello, aragosta, carne bovina magra, uova, avocado, banane, carote, fari-
na integrale, gamberetti, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, aringa, manzo, molluschi, sardine, sgombro.
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 1030 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per stimolare l’appetito può essere preparata una tisana di Ippocastano (un cucchiaio di foglie essiccate in 250 mi di acqua minerale naturale, portata ad ebollizione. Coprire e lasciare in infusione per circa 15 minuti.
Filtrare ed eventualmente dolcificare con miele di castagno vergine integrale di produzione italiana) due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
L’estratto fluido di Achillea può essere utilizzato come rimineralizzante, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mango e/o papaia, o di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo, limoni) tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e
glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per stimolare l’appetito può essere utilizzata la Genziana (maggiore), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, diluite in 100 mi di succo puro di mirtillo, oppure in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa, poco prima dei tre pasti principali. È controindicata nei pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-15 10:42:46.