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INTOLLERANZA ALIMENTARE 180x158 - INTOLLERANZA ALIMENTARE

INTOLLERANZA ALIMENTARE

L’allergia non va confusa con l'”intolleranza”: nella prima, l’organismo produce quantità esagerate di una speciale famiglia di anticorpi, chiamati IgE (immunoglobuline di tipo E); le intolleranze, invece, sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di smaltire alcune sostanze. Tipicamente è ciò che accade nell’intolleranza al latte, in cui l’organismo non riesce a scindere il lattosio, contenuto nel latte, che è costituito da due zuccheri semplici: il galattosio e il glucosio. Questa mancata digestione è dovuta al deficit più o meno marcato di un enzima, la lattasi, che si trova dislocata in corrispondenza della
superficie delle cellule che tappezzano l’intestino. Se non viene adeguatamente smaltito, il lattosio resta nel tubo intestinale producendo crampi addominali, brontolamenti (borborigmi), flatulenza e diarrea. I disturbi di chi soffre di un’intolleranza al latte scompaiono se la persona abolisce o riduce l’uso di latte, latticini freschi e cibi conservati che contengono lattosio. Esistono anche forme secondarie d’intolleranza al lattosio. Di solito sono legate a un deterioramento della mucosa intestinale in seguito a un processo infiammatorio o infettivo (come nella celiachia, ovvero l’intolleranza a una sostanza contenuta nel glutine, la gliadina, presente nel frumento, nell’orzo e nell’avena).
L’intolleranza enzimatica al lattosio è generalmente ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell’America. In Europa è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l’Italia, e meno nel Nord.

LA RICERCA
Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono prodotte dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più frequente è, per l’appunto, quella al lattosio, ma un altro esempio è anche il favismo: condizione determinata dalla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, in cui la malattia – caratterizzata dalla rottura della membrana dei globuli rossi – si manifesta nella maggioranza delle persone affette in seguito all’esposizione a certi fattori scatenanti, come l’ingestione di fave (da qui il nome favismo). Intolleranze di tipo farmacologico si manifestano nelle persone con una reattività particolare a determinate molecole presenti in certi cibi. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta agli additivi aggiunti agli alimenti. Ma non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia.

Alimentazione
È utile seguire una dieta di eliminazione, togliendo glutine, latticini e soia: glutine e soia possono eventualmente essere reintrodotti, ma il lattosio (presente nei latticini) va eliminato permanentemente. L’assenza dei latticini dalla dieta implica una carenza di calcio, quindi è opportuno integrare con vegetali ricchi di calcio (come i broccoli e la verdura a foglia verde).
Supplementi
La flora intestinale va nutrita con i fermenti lattici, e la dieta va integrata con vitamina D3 (colecalciferolo alla dose di 400/1000 UI al giorno): i livelli di vitamina D3 andrebbero controllati nel tempo, così come la mineralizzazione ossea (densitometria ossea). Eventualmente si può assumere un supplemento di calcio, vitamina D3 e vitamina K2. Prima dei pasti che contengano lattosio, assumere 1 o 2 pastiglie di enzima lattasi.

La diagnosi di è affidata a test che possono orientare anche se attualmente controversi a motivo della soggettività interpretativa (biorisonanza, test di citotossicità, test kinesiologico). Qui di seguito alcune delle intolleranze più comuni ed i relativi rimedi omeopatici corrispondenti. L’elenco ha un puro significato di orientamento.
Aglio: Lycopodium;
Birra: Kali bichromicum, Nux vomica;
Burro: China, Pulsatilla;
Caffè: Calcarea carbonica;
Carne: China, Lycopodium;
Cipolle: Lycopodium;
Dolci: Pulsatilla;
Farinacei: Calcarea carbonica, Lycopodium;
Gelati: Pulsatilla;
Grassi: Pulsatilla;
Latte: Aethusa cynapium (lattante), Calcarea carbonica, Sepia officinalis;
Pane: Natrum muriaticum.

Particolare interesse riveste la possibilità di ottenere un preparato isoterapico a partire dall’alimento verso cui si è risultati essere intolleranti. L’isoterapia consiste in un metodo terapeutico basato sulla somministrazione, a dosi omeopatiche, di sostanze provenienti dal paziente (sangue, urine, secrezioni ecc.) o dall’ambiente circostante (polveri, pollini, alimenti ecc.) e che hanno un rapporto con le sue manifestazioni morbose. Diversamente dall’approccio omeopatico vero e proprio che propone l’uso di sostanze capaci di provocare una malattia simile a quella in esame, l’isoterapia consiste nel somministrare un rimedio ottenuto dalla causa supposta responsabile della sintomatologia presentata dal paziente. In caso di intolleranza alimentare risultati incoraggianti si sono ottenuti somministrando la sostanza verso cui si è intolleranti, in alta diluizione, per risvegliare nell’organismo la capacità di digerirla ed assimilarla. Così l’intolleranza ai farinacei può essere trattata con Gluten, rimedio isoterapico alla 30 CH, 5 granuli una volta al dì, per un mese, mentre l’intolleranza ai latticini richiede la somministrazione di Lac vaccinum 30 CH, 5 granuli al dì, in concomitanza con la riduzione o l’abolizione degli alimenti responsabili di intolleranza.

Questo tipo di disturbo viene identificato dalla Medicina tradizionale cinese come un eccesso all’interno dell’organismo di un agente proveniente dall’esterno, che superato il livello di saturazione si manifesta in sintomatologie dermatologiche e relative al tratto gastro-enterico.
Non trattandosi di una vera e propria reazione allergica è sufficiente correggere questo difetto tramite un bilanciamento alimentare e ci si può aiutare con la .
Fitoterapia cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6 g
Rhizoma Alismatis…………………..12 g
Radix Gentianae…………………….6 g
Semen Plantaginis……………………9 g
Caulis Akebiae………………………9g
Radix Scutellariae……………………9g

Fructus Gardeniae……………………9 g
Radix Angelicae Sinensis……………….3 g
Radix Rehmaniae……………………9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Nei casi di intolleranza al lattosio possono essere utilizzati diversi tipi di latte vegetale integrati con calcio e vitamina D, la soia e i suoi derivati (tofu, tempeh, miso), yogurt, dessert, gelati a base di latte di soia e/o di riso.
Nei casi in cui sia presente un intolleranza al frumento possono essere consumati altri tipi di cereali, come kamut, miglio, riso, amaranto, quinoa, grano saraceno, segale e i prodotti da forno preparati con le loro farine integrali, o semintegrali, macinate a pietra e lievitati naturalmente (privi di lievito chimico e/o di birra).
Privilegiare la frutta e la verdura fresche, biologiche e di stagione, le noci e i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo (da utilizzare preferibilmente a crudo), i succhi e i centrifugati preparati in casa, il pesce pescato in mare, le carni e le uova provenienti da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici, il miele vergine integrale italiano, lo sciroppo d’acero e lo zucchero di canna (in piccola quantità può essere utilizzato per dolcificare le bevande, una qualità, denominata Pancia).
Alimenti da evitare. Nei casi in cui sia presente un’intolleranza al lattosio, è necessario evitare i cibi che lo contengono, come il latte e i derivati e il prosciutto cotto (quasi tutti i tipi).
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i piatti pronti, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, le farine raffinate, lo zucchero raffinato e i cibi che lo contengono.
Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico del paziente) i salumi, i formaggi stagionati, il frumento (in caso di intolleranza a questo cereale), il pesce di allevamento, le uova e le carni provenienti da animali sottoposti a trattamenti ormonali e/o antibiotici e alimentati con mangimi non biologici.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina D 10 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne con-
tiene 37 mg);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Enzimiproteolitic 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di particolari glucosidi flavonici (come la baicalina e la baicaleina), che ostacolano Fazione di enzimi contenenti gruppi SH, riducendo così il rilascio di mediatori chimici, come ristamina» può essere utilizzato l’estratto fluido di Scutellaria (Scutellaria baicalensis), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Nella fase acuta può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per la sua azione depurativa può essere somministrata YAgrimonia eupatorio, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Per tenere sotto controllo la sintomatologia, può essere utilizzato il
Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce, al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere,
Per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione.

Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nei casi in cui l’intolleranza alimentare è correlata a disturbi digestivi epato-biliari può essere utile assumere il Taraxacum officinalis (Tarassaco, o “Dente di leone”), sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti principali, diluite in poca acqua oligominerale con aggiunta di alcune gocce di succo d’arancia fresco, oppure di pompelmo rosa, per facilitarne l’assorbimento.

Originally posted 2014-10-15 10:03:19.