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LATTAZIONE SCARSA 180x159 - LATTAZIONE SCARSA

LATTAZIONE SCARSA

Eraro che una bassa produzione di latte materno sia legata alla presenza di problemi organici, di fattori fisici della madre (come un’insufficiente quantità di tessuto ghiandolare o una grave malnutrizione). In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, le ragioni per cui un bambino può non ricevere latte a sufficienza vanno attribuite alla cattiva gestione dell’allattamento. Infatti, la produzione del latte materno aumenta quanto più spesso il bambino succhia. Per cui, una comune causa all’origine del problema è per esempio il fatto che al neonato vengono somministrati altri liquidi: questi, riducendo il suo appetito, diminuiscono il lasso di tempo che il bebé trascorre attaccato al seno. Il bambino può anche accusare un certo disorientamento nel succhiare, a causa del ricorso al biberon o all’uso del succhiotto. Cause di una bassa produzione lattea sono inoltre le poppate al seno infrequenti, brevi e affrettate: le poppate notturne, per esempio, possono venire stoppate troppo presto. La madre, in particolare, non deve interrompere la poppata se il bambino, dopo appena un minuto o due, si concede una pausa. Le ragioni della bassa produzione di latte sono legate dunque alle modalità con cui avviene la poppata, ma anche alla sfera psicologica materna, perché la madre
potrebbe essere insicura della propria incapacità di allattare al seno il bambino: preoccupazione, stress e stanchezza possono condizionare una scarsa produzione di latte.

FISIOLOGIA
A distanza di 3-5 giorni dal parto, scatta la montata lattea, la produzione abbondante di latte, che gradualmente viene a sostituire il prezioso latte dei primi giorni, il colostro. Il meccanismo alla base della montata lattea è l’aumento della prolattina, ma anche il neonato, da parte sua, con la suzione attiva un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina. Ma c’è un altro ormone coinvolto nell’allattamento al seno, che, come la prolattina, viene rilasciato nell’organismo materno grazie alla suzione del piccino: l’ossitocina, che aiuta a spremere la ghiandola, contraendo il tessuto muscolare attorno agli alveoli mammari (le piccole unità ghiandolari del seno che provvedono a produrre il latte).

scarsa lattazione può essere legata a problemi ormonali ostruzioni delle vie del latte nella mammella o all’assunzione di particolari farmaci.
Se la causa è farmacologica è necessario valutare con il medico se è possibile sospendere o modificare la terapia che provoca la scarsa lattazione.
Se la causa è un’ostruzione non sempre è possibile risolvere il problema: insistendo nel tentativo di allattare si rischia di provocare infezione o ingorgo o intenso dolore mammario. A volte gli esiti di interventi chirurgici mammari possono ostacolare la lattazione.
I problemi ormonali devono essere trattati grazie alla consulenza di un endocrinologo/a.

In corso di allattamento naturale possono insorgere alcuni problemi come un’insufficiente montata lattea. I rimedi più frequentemente utilizzati in omeopatia per favorire la lattazione comprendono Agnus castusy Pulsatilla e Ricinus communis. È interessante rilevare come i medicinali omeopatici che agiscono sulla montata lattea, quando vengono prescritti in bassa diluizione (5 CH) favoriscono la secrezione lattea, mentre se vengono somministrati in alta diluizione (30 CH) frenano la lattazione.
Agnus castus 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il preparato ottenuto dai frutti di agnocasto, arbusto della regione mediterranea, appartenente alla famiglia delle Verbenacee, è indicato per la sua attività antiestrogenica e stimolante la produzione lattea. Per tale ragione viene impiegato nell’insufficienza o assenza di montata lattea in giovani donne con tendenza
ad una sindrome depressiva reattiva.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Questo tipo di disturbo può presentarsi dal primo momento della lattazione ma anche dopo un periodo di seerezione lattea normale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause principali sono da ricercare in un deficit di Qi di Xue, in una stasi di Qi di Fegato o in un deficit di Yang di Milza e Rene.
Lo scopo della terapia è la tonificazione e la mobilizzazione del Qi e dello Yang, nella stimolazione della produzione lattea e nel controllo dello stato psichico che in una condizione di particolare sensibilità è soggetto a facili alterazioni.
Nel caso di deficit di Qi di Xue punti importanti sono:
PI SHU;
SHAO ZE;
RU GEN;
ZU SAN LI.
Nel caso di stasi di Qi di Fegato punti importanti sono:
NEI GUAN;
SHAO ZE;
TAICHONG;
TAN ZHONG.
Nel caso di deficit di Yang di Milza e Rene si possono usare punti quali:
FENG LONG;
RU GEN;
SHAO ZE;
TAN ZHONG.

Oltre ai punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza, Rene e Stomaco.
Si consiglia un ciclo di terapie da eseguire consecutivamente fino all’obiettività di una produzione lattea sufficiente, mediamente questo avviene dopo 5/6 sedute.
cinese
formula: XIA RU YONG QUAN SAN
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6 g
Radix Rehmaniae……………………..6g
Radix Bupleuri……………………….6g
Radix Trichosantis…………………….6 g
Caulis Akebiae……………………….3g
Radix Platycodi……………………….3 g
Radix Angelicae Dahuricae………………3 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio e magnesio, utilizzandola anche per cucinare e per preparare infusi, tisane e decotti.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, ricchi di principi nutritivi, come carne magra, pesce pescato in mare, uova e latticini, yogurt arricchito con probiotici, kefir, legumi, germogli di soia e/o di Alfalfa, frutta e verdura fresche e di stagione, frutta secca, semi oleosi, miele, sciroppo d’acero, olio extravergine d’oliva e/o di noci spremuto a freddo, cereali in fiocchi e prodotti a base di farina semintegrale a lievitazione naturale.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di bioflavonoidi, come spinaci, broccoli, sardine, fagioli di soia, noci, mandorle, semi di girasole di sesamo, di zucca, di lino.
Incrementare il consumo di cibi a elevata percentuale di acido folico (o vitamina B9), come legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati, privilegiando le cotture al vapore e/o al cartoccio per preservare il contenuto vitaminico.

Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i piatti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, la carne in scatola, il tonno in salamoia, le preparazioni alimentari surgelate, liofilizzate, o precotte, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi
trans o arricchiti con micronutrienti sintetici.
Evitare il consumo di latte (e derivati), uova, carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobaàllus aridophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al mattino a digiuno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.

FITOTERAPIA

Per stimolare la lattazione è consigliato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Può essere associato al Fieno greco (Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti,
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento può essere assunto per tre mesi.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata VAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nelle pazienti depresse può essere utilizzato YHypericum perforatum sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti. È consigliabile effettuare il trattamento per almeno 30 giorni.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

 

Originally posted 2014-10-14 09:42:06.