Articoli

Borsite 180x180 - Borsite

Borsite

El’infiammazione dolorosa che coinvolge una “borsa”. Si chiama così quel minuto sacchetto sieroso collocato tra muscoli e tendini, a ridosso di un’articolazione. Questa formazione anatomica è una sorta di cuscinetto am- mortizzatore, che consente il fisiologico scorrimento dei tessuti molli muscolo-tendinei sui capi articolari, consentendo una maggiore fluidità nei movimenti. L’infiammazione di tale struttura può essere provocata da un trauma acuto, o può comparire in seguito a una serie di microtraumi ripetuti, per il sovraccarico di lavoro di un tendine, come per esempio lo stare spesso in ginocchio o con i gomiti lungamente appoggiati sulla scrivania. La ripetuta compressione della borsa sierosa contro il piano osseo sottostante irrita le sacche, che così si infiammano e si riempiono di liquido. Da qui il rigonfiamento e il , esternamente all’articolazione interessata. Le borse che più di frequente tendono a infiammarsi sono quelle che si trovano nel ginocchio e nel gomito. La (che viene anche definita “igroma”) può manifestarsi anche per la presenza di abnormi sporgenze ossee. Per esempio, una dell’alluce può essere determinata dalla compressione esercitata da una
scarpa troppo stretta sul primo dito valgo del piede (si dice volgo l’alluce che risulta piegato verso le altre dita del piede).

MEDICINA CONVENZIONALE
, supplementi
Le persone sovrappeso che soffrono di borsite devono perdere peso per alleviare la pressione sulle articolazioni: 4 g di omega-3 (olio di pesce) possono diminuire l’infiammazione.

– Compresse calde e fredde
Il iniziale della borsite si basa sull’applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante nei primi due giorni dopo il trauma o l’inizio del disturbo, e successivamente sull’applicazione di tessuti caldi: ghiaccio e tessuti caldi vanno tenuti 20 minuti.

– Terapia fisica
È importante evitare i movimenti che esacerbano il dolore, tuttavia l’esercizio fisico non deve essere interrotto sotto la guida di un fisioterapi-
sta. L’esercizio in acqua aiuta molto.


Farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) sono la terapia di scelta; un’altra opzione è l’iniezione intra articolare di lidocaina o metilprednisone.

– Fonoforesi
La fonoforesi usa gli ultrasuoni per migliorare l’assorbimento di farmaci e corticosteroidi topici.

– Chirurgia
La chirurgia serve solo nei casi gravi che non rispondono a tutte le altre terapie: si rimuovono le calcificazioni articolari, oppure si ripulisce la borsa in artroscopia.

OMEOPATIA
La borsite caratterizzata da un processo infiammatorio, con versamento a livello delle borse articolari, con diversa localizzazione, richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Rryonia albay somministrati in alternanza. In caso di borsite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni
caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della borsite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione.
Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore. Arnica montana 5 CH 5 granuli da una a più volte al dì. L’arnica è il
preparato specifico per le forme di borsite conseguenti a esito traumatico o a eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi. È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, la pressione e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente un versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica. Kali iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lo ioduro di potassio viene utilizzato in omeopatia nella cura della borsite cronica, che è migliorata dal movimento progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’agopuntura è decisamente efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo originato secondo la Medicina tradizionale cinese da un’alterazione funzionale degli organi Fegato e Vescicola Biliare.
L’attività si esplica in una regolazione attraverso l’uso degli aghi del tessuto connettivo e in azione antinfiammatoria specifica a seconda della sede di insorgenza del disturbo.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono
contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Aumentare l’apporto di albume d’uovo, latte vaccino intero, carne di manzo magra, petto di pollo, fesa di tacchino, coniglio, legumi freschi perché ricchi di cisterna (allevia il dolore e l’infiammazione alle articolazioni), istidina (allevia i sintomi),fenilalanina (allevia il dolore),
Integrare l’alimentazione con barragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà mineralizzanti e antinfìammatorie.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati kefir, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i
benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Boro (migliora il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio);
Aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, legumi, frutta fresca, verd a foglia larga e noci.
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg.


L’Ananas {Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibilità di somministrazione per lunghi periodi di tempo, il rimedio vegetale di scelta che grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, nel trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare. Anche YIppocastano è da considerarsi un rimedio di prima scelta per il trattamento della borsite non complicata, infatti i principi attivi contenuti nei semi, tra cui spicca l’escina, aumentano il tono capillare e ne riducono la permeabilità, hanno azione antinfiammatoria e di drenaggio, inoltre intervengono sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali accumulatisi, con attività antiedematosa.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofìto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, che è impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta
che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria, e che agiscono sia per inibizione della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni.
È tuttavia sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.
L’Arnica montana è un rimedio usato da sempre nel trattamento delle piccole patologie osteoarticolari, anche se il tradizionale infuso di capolini da utilizzare come impacco sulla cute non trova più indicazione a causa delle possibili reazioni cutanee che vanno dall’eczema, alla formazione di vescicole fino alla necrosi. Un uso più razionale è invece con creme a base di estratti di Arnica montana che può contribuire a ridurre l’edema e l’infiammazione delle borsiti più leggere.

Originally posted 2014-10-09 09:32:08.

Aterosclerosi

Aterosclerosi

L’ è una patologia infiammatoria cronica che colpisce lo strato interno della parete arteriosa. Questo diventa spesso e irregolare in seguito all’accumulo di grassi e colesterolo. Ciò porta alla comparsa di una placca (a ter orna), che determina una riduzione del calibro dell’arteria e, di conseguenza, una diminuzione del flusso sanguigno. La placca stessa può altresì andare incontro a una rottura dando luogo a fenomeni trombo-emboiki: l’ictus celebrale e l’infarto del miocardio costituiscono nella maggior parte dei casi la conseguenza di questo fenomeno. Varie ipotesi sono state avanzate per spiegare la genesi del danno all’endotelio (lo strato di cellule piatte che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni): l’ipotesi classica sostiene che il processo aterosclerotico è strettamente associato all’azione di svariati fattori di rischio (, ipertensione, abuso cronico di alcol, elevati livelli di colesterolo, vita sedentaria, fumo); la teoria infettiva mette invece in relazione il danno alla parete arteriosa con l’aggressione di diversi microrganismi e in particolare con la Chlomydio pneumonioe, infine, c’è chi chiama in causa le reazioni autoimmunitarie. L’ sì sviluppa lentamente nel corso della vita e non produce alcun sintomo, finché il danno alle arterie non è di gravità tale da ridurre il flusso sanguigno Le arterie colpite più precocemente ed estesamente dall’ sono quelle coronarie (che nutrono il cuore), le arterie cerebrali, l’aorta, le arterie iliache e quelle degli arti inferiori, il minore afflusso di sangue al muscolo cardiaco può provocare angina pectoris o infarto, mentre il restringimento delle arterie che irrorano il cervello può causare un attacco ischemico transitorio o un ictus.

MEDICINA CONVENZIONALE
– Stile di vita
La principale terapia dell’aterosclerosi si basa sullo stile di vita: va eliminato il fumo, la pressione arteriosa deve essere tenuta sotto controllo, l’ deve essere adeguata e povera di grassi saturi e cibi eccessivamente elaborati, l’esercizio fisico deve essere praticato con regolarità.

– Alimentazione
È utile assumere antiossidanti quali la E, la C, il betacarotene, il selenio. Omega-3 e omega-6 riducono il rischio cardiovascolare.


Se il paziente presenta un livello elevato di colesterolo nel sangue, qualora risulti impossibile abbassare i valori modificando la dieta ed evitando i fattori di rischio, il medico adotta una terapia farmacologica: una drastica riduzione del colesterolo può rallentare o addirittura invertire il processo di aterosclerosi. Tutte le molecole della classe delle statine inibiscono la 3-idrossi-3-metil glutaril Coenzima A reduttasi ( Hmg-CoA), coinvolta nella sintesi del colesterolo a livello del fegato: l’inibizione di questo enzima determina in ultima analisi la riduzione dei livelli di colesterolo “cattivo** (LDL). La riduzione dei livelli di LDL è l’unico modo per prevenire la formazione, rallentare la progressione e indurre la regressione delle placche aterosclerotiche. Esistono altri farmaci diversi dalle statine in grado di ridurre il colesterolo: il medico curante decide quale approccio farmacologico sia appropriato in ciascun paziente.
Se il paziente è iperteso si prescrivono farmaci in grado di abbassare la pressione arteriosa. È importante tenere sotto controllo il diabete e altre malattie correlate.

– Chirurgia
Se i farmaci non danno l’effetto sperato è possibile anche ricorrere a interventi chirurgici quali Yangioplastica (catetere munito di palloncino che introdotto e gonfiato all’interno dell’arteria ostruita provoca l’appiattimento della placca contro le pareti arteriose e la dilatazione del vaso), il by-pass (scavalcamento del restringimento di un vaso tramite l’innesto di una sezione di vena o di arteria prelevata dal paziente stesso) e l’endoarteriectomia (apertura del vaso e rimozione chirurgica dei depositi digrasso).

OMEOPATIA
L’aterosclerosi è la forma principale di arteriosclerosi, si caratterizza per la formazione di placche di accumulo di grassi, colpisce l’aorta, le arterie coronarie, le arterie cerebrali e, tardivamente, le arterie renali, manifestandosi con i segni dell’involuzione senile, insufficienza
arteriosa agli arti inferiori, sclerosi del muscolo cardiaco. L’approccio omeopatico preventivo può rallentare e prevenire la formazione dell ateroma e le conseguenze cliniche.
Artenicum iodatum 7 CH 5 granuli al di, per cicli di due mesi. Il trioduro di arsenico che si presenta come cristalli di colore arancione, viene utilizzato in omeopatia per la tendenza all’arteriosclerosi generale e alla sclerosi a livello cardiaco. Alcuni omeopati francesi ne consi-
gliano la somministrazione sistematica per cicli di 20 giorni al mese, in tutti i soggetti oltre i 60 anni di età, per rallentare il processo della sclerosi fisiologica dovuta alta senescenza.
tìaryline I .i diluizione consigliata èia 8 DM, 1 fiala 3 volte alla settimana. La baritina è un minerale usato in litoterapia che consiste nella somministrazione di minerali e rocce diluiti e dinamizzati secondo la tecnica omeopatica. La baritina è il solfato di bario ( BaS04). Si presenta sotto forma di cristalli molto belli e sfaccettati, di lucentezza vitrea trasparente. £ abbondante in Trentino e in Sardegna. Ha proprietà ipotensiva e antiarteriosclerosi. Le principali indicazioni comprendono l’ipertensione arteriosa, i disturbi da sclerosi vascolare cerebrale, le vertigini dovute a sclerosi vascolare, i disturbi della memoria e della concentrazione nell’anziano.
Phosphorus I5CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il fosforo bianco in omeopatia e indicato nella prevenzione e nel del processo degenerativo sclerotico localizzato principalmente a livello dei vasi sanguigni e in particolare delle sindromi vertiginose delle persone anziane, dei postumi delle affezioni vascolari cerebrali e dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un buona metodica in fase di prevenzione di questo disturbo, ossia lo scopo della terapia deve essere quello di regolare il metabolismo lipidico, agendo sull’organo Milza, in modo da controllare la produzione e l’eliminazione di colesterolo e trigliceridi non permettendo così il loro deposito sulle parete dei vasi arteriosi. Contemporaneamente è possibile controllare la pressione arteriosa e l’emodinamica agendo sugli organi responsabili che sono Fegato e Pericardio.
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
È consigliabile effettuare un ciclo di terapie che prevede 10 applicazioni con un “dosaggio” settimanale di 2 sedute.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di alimenti di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e dell’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali, prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra, legumi, germogli, soia e derivati, verdura fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, nocciole, frutta fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella, aglio, cipolla, porro, scalogno. In assenza di sintomi, ma in caso di stress* intenso e prolungato è consigliabile seguire un regime alimentare a basso apporto di acidi grassi saturi (pesce, pollame, carne bovina magra, latte scremato, yogurt naturale magro, ricotta) e a elevato apporto di fibre (cereali integrali, legumi, frutta – con la buccia – e verdura fresche) privilegiando i cibi ricchi di acidi grassi essenziali (salmone, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, olio di lino, di girasole, di vinacciolo, di mais, spremuti a freddo).
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).
In assenza di sintomi, ma in caso di stress intenso e prolungato evitare i cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi e di grassi trans, di zucchero (saccarosio) e di farine raffinate. Limitare l’apporto di vino e di caffè.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Colina aumentare l’apporto quotidiano di cavolfiore, cavolo, fagioli (tutti i tipi), lenticchie, riso, soia e derivati;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Coenzima Q1030 mg al giorno;
Vitamina E insieme alla vitamina C, favorisce l’aumento di ossigeno nel flusso sanguigno;
Vitamina B3 indicata nei casi di predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari;
Lecitina potenzia il metabolismo del colesterolo e dei lipidi per la produzione di energia cellulare;
Colina, inositolo, magnesio e vitamina B6 hanno un ruolo importante nella produzione di lecitina.
La diminuzione dei livelli ematici di selenio è stata associata allo sviluppo delle placche ateromasiche nei pazienti affetti da cardiopatie coronariche e aterosclerosi.
Secondo gli esperti lo stress può provocare Tarterosclerosi indipendentemente dai livelli ematici dei lipidi.


La Fitoterapia consente di fare un’adeguata prevenzione della malattia ateroscIeratica in quanto oggi abbiamo a disposizione alcune piante medicinali efficaci nel ridurre certi fattori di rischio. Curata con attenzione l’alimentazione (pesce azzurro, frutta e in particolare la verdura fresca, legumi e cereali integrali, scarsi grassi animali) ed eliminati i fattori esterni quali ad esempio il fumo di sigaretta, i vegetali bene possono integrare la dieta con l’apporto ad esempio di antiossidanti fa-
cilmente reperibili in alcune piante.
In passato si dava molta importanza ad esempio al decotto di Alchemilla, all’infuso di foglie di Salvia o di Noce, cosi come il macerato vinoso di foglie di vischio o la tintura di Amamelide, ritenuti tutti utili rimedi per migliorare la circolazione arteriosa. Ma non sono mai arrivale le
conferme scientifiche.
Il primo alimento-medicamento che risulta specifico per queste problematiche è invece l’Aglio (Allium sativum). È consigliabile un’assunzione costante durante l’alimentazione giornaliera, e in caso di necessità sono disponibili estratti standardizzati che consentono un intervento corretto e razionale dal punto di vista medico: riduce l’aggregabilità piastrinica e i valori di colesterolo, mentre aumenta la fibrinolisi.
Quando serva intervenire in senso terapeutico dell’aglio utilizziamo invece estratti secchi ottenuti dal bulbo fresco, titolati e standardizzati in allucina, in modo da consentire un adeguato programma terapeutico. Cautela, perché questi preparati possono interagire con numerosi farmaci.
Le piante medicinali a più alto tenore in antiossidanti sono invece la Vite e il Tè verde. In particolare della Vite {Vitis vinifera) utilizziamo estratti titolati in oligomeri procianidolici ottenuti dai semi. Posologia media da 100 a 400 mg/die, mentre del Tè verde ( Camelia sinensis) abbiamo a disposizione estratti privi di caffeina e titolati in polifenoli. Queste sostanze hanno dimostrato la capacità di prevenire i danni da ischemia tissutale.
La Ginkgo e il Biancospino infine sono due piante i cui estratti, sotto controllo medico, possono essere utilizzate per contrastare il ridotto afflusso di sangue ai vari organi (cervello, cuore, rene, arti ecc.) con progressiva riduzione delle funzioni.

Originally posted 2014-10-08 15:17:17.

Cellulite 180x180 - Cellulite

Cellulite

È un termine abusato, chiamato in causa anche per definire i semplici eccessi di adiposità localizzate. In realtà, la parola indica quella condizione patologica che viene tecnicamente definita panniculite edemato-fibro-sderotica. È un’affezione degenerativa del tessuto grasso sottocutaneo, dovuta inizialmente a una compromissione della microcircolazione sanguigna. Un quadro che conosce diversi stadi evolutivi: all’inizio predomina l’edema, con deformazione delle cellule adipose, e anche il microcircolo si presenta con dilatazioni e microaneurismi che provocano il rallentamento del flusso sanguigno; gli adipociti subiscono in seguito cospicue alterazioni, il tessuto fibroso tende ad accrescersi, e aumenta la sofferenza vascolare; in seguito, la componente fibrosa tende a incapsulare, singolarmente o in piccoli gruppi, gli adipociti ormai sconnessi, inducendo la formazione di micro-
noduli e un ulteriore danno al microcircolo, che porta a una cattiva ossigenazione di tutti i tessuti coinvolti. Dunque, la cellulite non si limita a essere un semplice disturbo estetico, a carico di cosce e glutei, ma rappresenta anche, come si è visto, una vera e propria patologia di quel complesso di piccoli vasi arteriosi e venosi dislocati nel distretto sottocutaneo, il grado della cellulite varia da uno stato di semplice ritenzione di acqua fino a lesioni manifeste (come l’aspetto a buccia d’arancia della pelle) e anche permanenti (sclerosi), che si presentano come nodosità dure e dolenti sottocutanee (con un caratteristico aspetto “a materasso”). Alterazioni, queste, che alla lunga possono comportare disturbi diffusi anche agli altri inferiori, come pesantenza, senso di tensione e crampi.

MEDICINA CONVENZIONALE
La cellulite è una malattia del connettivo dovuta a un malfunzionamento del circolo dei piccoli vasi sanguigni. La terapia si basa su diversi rimedi, legati allo stile di vita, all’estetica e alla medicina.

Stile di vita
L’ è molto importante per la prevenzione: deve essere equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi (soprattutto grassi saturi). Anche l’esercizio fisico è fondamentale: stipsi e ritenzione idrica sono due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato a un’ disordinata. Li ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno è l’ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. È bene ricordare che il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi, ostacolano la circolazione: ridurre il contenuto di sale nella dieta aiuta a trattenere meno acqua. È consigliabile bere molta acqua (un litro e mezzo è la quantità minima, due litri dovrebbe essere la regola ) per eliminare le sostanze tossiche. Evitare gli eccessi di calie, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, e preferire alimenti ad alto contenuto di fibre (favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), C, E, potassio. I bioflavonoidi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono ottimi alleati per una buona microcircolazione.

Rimedi estetici
È utile un automassaggio con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice: migliora il quadro estetico ma non si elimina la cellulite. L’idromassaggio ha azione levigante, rassodante e drenante. Il massaggio estetico, con manipolazioni e frizioni, serve a drenare liquidi
in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe, e riduce lo stress e l’ansia (che contribuiscono indirettamente alla cellulite).
Il linfodrenaggio riattiva la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Se il drenaggio avviene per via meccanica si parla di pressoterapia.

Trattamenti medici
La mesoterapia si basa sull’iniezione di , spesso in cocktail, nelle zone interessate da cellulite. ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, vengono iniettati con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) e/o con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm. La microterapia si esegue con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin
Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose quindi non provoca . Gli ultrasuoni vengono utilizzati per la loro capacità di produrre calore: rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento nel torrente circolatorio. Sfrutta una corrente elettrica a bassa frequenza Telettrolipolisi. Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sottocute è alla base della ossigeno-ozono terapia.

Chirurgia
La lipoaspirazione risucchia il grasso tra la pelle e lo strato muscolare con l’inserimento di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm collegate a una macchina aspirante: è fondamentale la scelta di una struttura che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Con la liposcultura superficiale si agisce più in superficie e cioè appena sotto il derma. Sfrutta l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato. Se la zona da trattare è circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione. Nella laserlipolisi la luce emessa dal laser genera calore, che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione.

OMEOPATIA
In omeopatia si cerca di favorire l’eliminazione della ritenzione idrica e della cellulite facendo ricorso a preparati che facilitano il drenaggio delle scorie dai tessuti dell’organismo. Il va prolungato a lungo e va eseguito a cicli ripetuti.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel trattamento della cellulite, secondo la proposta del medico francese Ledere. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. La linfa di betulla secondo la tecnica del “drenaggio”, agisce come drenante generale per l’organismo.

Pulsatilla 5 CH • Badiaga 5 CH – Bovista 5CH5 granuli 2 volte al dì di questo preparato complesso che svolge un’azione di eliminazione nei confronti dell’accumulo a livello sottocutaneo di una sostanza gelatinosa, costituita da grasso, scorie e acqua, conseguente a un disordine del tessuto connettivo e del microcircolo. La pelle presenta il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”. Vita sedentaria, disturbi circolatori, errori alimentari, alterazioni ormonali sono i principali fattori favorenti la cellulite. In Medicina estetica si preferisce definire la cosiddetta cellulite con il termine di “panniculopatia fibrosclerotica” o “microangiopatia fibrosclerotica”, sottolineando come alla base del processo di formazione vi sia il proliferare di tessuto fibroso a seguito di un rallentamento e di una perturbazione del ricambio dei liquidi a livello del microcircolo. Il composto a base dei tre rimedi omeopatici riattiva il circolo facilitando il drenaggio a livello della matrice connettivale.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana.
Natrum sulfuricum 15 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Il solfato di sodio è adatto per la cura della cellulite localizzata a livello di addome, fianchi e cosce.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo aumentando gli enzimi tessutali, il metabolismo lipidico e idrico.
Si agisce tramite gli aghi accelerando il metabolismo attivo e sbloccando la ritenzione idrica.
Si prevedono 10 terapie della durata di un’ora andando ad agire locai mente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni.

cinese
Formula: ZHENG WU WAN
Sclerotium Poria…………………….1,5g
Radix Paeoniae Alba………………….1,5g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….1g
Radix Aconiti Lateralis………………1,5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis…………1,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare l’alimentazione con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi) e gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali, i legumi, gli ortaggi, la
frutta fresca biologica, in particolare mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamina C ed E.
Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes.
Le pazienti in sovrappeso o affette da obesità oppure da , devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e tutti i prodotti da forno), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i muesli base biologici), le bibite e i dolciumi.
Eliminare completamente (per almeno sei mesi) le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Iodio aumentare l’apporto di pesci, molluschi, crostacei;
Selenio 80 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Licopene 22 mg;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
Numerosissimi sono i rimedi tradizionali che vengono utilizzati dalle donne per il trattamento di questo fastidioso, per non dire odiato, inestetismo, ma spesso sono completamente irrazionali e mancano di qualsiasi base scientifica. Inoltre pensare che ci sia una cura miracolosa per questa vera e propria malattia cutanea purtroppo al momento non è possibile. Possono essere razionalmente utilizzati estratti di Ginkgo biloba da assumere per via orale perché oltre alla ben nota attività antiossidante sono soprattutto in grado di migliorare la microcircolazione a livello periferico. Si somministra anche l’estratto di Ippocastano (Aesculus hippocastanum) titolato in escina che aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare, ha un’azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico importante, e ancora svolge la sua azione di tipo flebotonico non solo per azione vasocostrittiva sulla parete venosa, ma anche favorendo la rimozione dei liquidi interstiziali; infine ricordo che può essere somministrato con sicurezza anche per lunghi periodi. La frazione triterpenica della Centella asiatica è invece in grado di migliorare significativamente la funzione venosa con riduzione dell’edema e miglioramento del trofismo cutaneo. Anche l’estratto titolato di Vitis vinifera e soprattutto di Mirtillo (Vaccinium myrtillus) grazie al contenuto in antociano-
sidi sono in grado di avere una significativa azione positivia sul trofismo del delicato endotelio capillare, che danneggiandosi provoca questo tipo di inestetismo. Non trovano riscontro scientifico l’assunzione di tisane diuretiche e possono invece essere pericolose soprattutto se associate a diete ipocaloriche strette perché possono provocare disordini del metabolismo anche importanti, e quindi sono sconsigliabili.

Originally posted 2014-10-09 16:34:22.

Disfagia 180x180 - Disfagia

Disfagia

La è il termine tecnico per delinire un’alterata deglutizione. Si riconoscono fondamentalmente 2 forme principali di disfagie: in quella cosiddetta oro-faringea si fa fatica a trasferire volontariamente il cibo dalla cavita della bocca nell’esofago. Le cause? Processi infiammatori della cavità orale della faringe ma anche affezioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la distrofia muscolare). La esofagea è invece la forma senz’altro più comune: si avverte una sensazione di blocco, come se il cibo si arrestasse in corrispondenza dello sterno, un disagio che si risolve solo
quando, insistendo nel deglutire con l’aiuto di un sorso d’acqua, il cibo raggiunge finalmente lo stomaco (oppure, se così non è quando viene rigurgitato all’esterno), le cause sono svariate: un restringimento del tubo esofageo (stenosi) causato da un infiammazione cronica dell’organo (conse-
guente in genere al reflusso di succo acido dallo stomaco); alterazioni dell’innervazione (come gli spasmi esofagei diffusi); le formazioni tumorali; la presenza di un diverticolo in corrispondenza della faringe e l’esofago che, riempiendosi con parte del cibo inghiottito, finisce per causare un difficoltoso transito degli alimenti (ma anche alito cattivo, rigurgiti e tosse). La diagnosi può contare su svariati esami strumentali, come l’esame radiologico del tratto superiore del tubo digerente o l’esofagogastroduodenoscopia Altri esami che potranno essere richiesti dal curante possono essere: la Tac del torace, l’esame attuato con radioisotopi, la pH-metria (si legge “piacca-metria”) con il quale si misura il livello di acidità, e la mamometria esofagea, che misura il tono dello sfintere esofageo inferiore.

MEDICINA CONVENZIONALE
È mollo importante trovare Li causa della dislagia: principalmente si tratta di carne organiche, ma in alcuni casi il motivo e psicologa il II è conseguente all’accertamento della causa. La visita medica è mollo utile per capire se la disfagia su solo per i cibi solidi, liquidi o per entrambi e per prescrivere gli eventuali approfondimenti.


Risogna prevenire la disidratazione e la malnutrizione. L’alimentazione in caso di disfagia dovrebbe essere basata solo su cibi che povsono essere masticati e deglutiti senza pericolo. La dieta dovrebbe avere una consistenza cremosa, evitando cibi appiccicosi che aderiscono al palato e creano affaticamento, ed evitando cibi frammentati in piccoli pezzi che si disperdono in bocca e aumentano La possibilità di soffocamento. Nei casi gravi gli alimenti liquidi non sono indicati perché possono defluire nell’arca faringea spontaneamente, senza che venga slimolato il riflesso della deglutizione, quindi entrare nelle vie respiratorie: per evitare ciò gli alimenti possono essere resi densi utilizzando sostanze addensanti. In base al grado di disfagia, possono essere controindicati alimenti con doppia consistenza come: latte coi cercali, passato di verdura con pjst ina, yogurt con pezzi di frutta.

Terapia fìsica
La disfagia può essere migliorata c a volte risolta con accorgimenti fisici (e di postura! c fisioterapia. £ importante avere una buona regolanti nell’assunzione di cibo e imparare a mantenere la stazione eretta (busto e gola dritti ) anche da seduti.


È importante sapere che alcuni farmaci antiepilettici e contro l’insonnia possono compromettere la deglutizione. I farmaci da usare in uso di disfagia dipendono mollo dalla causa della disfagia stessa: per questa ragione é opportuno consultare un medico e avere una diagnosi precisa
prima di effettuare terapìe.

Chirurgia
A volte l.i disfagia può essere risolta solo con un intervento chirurgico: per questa ragione è indispensabile il consulto medico.

OMEOPATIA
La difficoltà di deglutire si manifesta frequentemente in concomitanza con il mal di gola. La scelta del rimedio omeopatico si basa sulle caratteristiche dei sintomi e sulle modalità di miglioramento e di aggravamento.
Quando la disfagia è di origine neurologica il trattamento omeopatico si integra con quello neurologico e riabilitativo.

Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9 CH 5 granuli, anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Tumefazione rosata della gola e dell’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. I dolori brucianti aggravati con la deglutizione sono migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Belladonna 7 CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. Arrossamento intenso della gola. Senso di costrizione dolorosa al collo che si aggrava con la deglutizione. Talvolta è presente febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.
Phytolacca7CH 5 granuli, inizialmente ogni 2 ore. La fitolacca è un arbusto dell’America del Nord usato in omeopatia per l’arrossamento cupo e secchezza della gola. La gola è secca con bisogno continuo di deglutire e nella deglutizione.
Calendula Tintura Madre – Phytolacca Tintura Madre Effettuare gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle tinture, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza (effetto antalgico e antisettico).

Faringotonsillite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 2 ore, dirare in base al miglioramento. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Lingua tumefatta e flaccida, tanto da presentare sui bordi l’impronta dei denti. Alito fetido. Dolore irradiato all’orec-
chio.

Disfagia di origine neurologica
Causticum 30 CH 5 granuli 2 volte al dì. Causticum è ottenuto dalla distillazione di una miscela di bisolfato di potassio e di calce spenta, secondo le indicazioni di Hahnemann (“tintura di Hahnemann’). È il rimedio di prima scelta per i fenomeni neurologici caratterizzati da paresi della lingua o disturbi della deglutizione o paresi del velo palatino.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo trova origine in un’alterazione della funzionata del Sistema Muscolare e del Sistema Nervoso. Lo scopo della terapia è quindi quello di riequilibrare l’organismo in modo da ripristinare una corretta irrorazione dei muscoli e soprattutto calmare lo stato di agitazione o di tensione che compartecipa alla sintomatologia.

Agopuntura
Punti importanti sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia va eseguita 2 volte alla settimana per 5 settimane.

cinese
Formula: LON PAO WAN
Semen Cassiae………………………12g
Radix Rehmaniae Preparata*……………9g
Spica Prunellae……………………..7g
Radix et Rizoma Rhei…………………6g
Rizoma Coptis……………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consumo di carne
magra biologica, pesce pescato in mare, cercali semintegrali e legumi sotto forma di zuppe e/o passati, pane morbido a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione, sotto forma di centrifugati e/o frullati, olio di lino, di noci, o di germe di grano di prima spremitura a freddo, frutta secca e semi oleosi ridotti in crema.
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, in particolare il tofu e il latte di soia addizionato con calcio.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, la frutta con la buccia, i tuberi, le radici e le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli cotti e trasformati in passato), le bevande gasate.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e di alimenti che ne sono ricchi.
Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura ai 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA
La disfagia è un disturbo non facilmente trattabile con i preparati fitoterapici. Le piante utilizzate possono aiutare a combattere i sintomi correlati come l’ansia, la depressione o l’angoscia, per non riuscire a deglutire correttamente il cibo.
Nel primo caso può essere utilizzala la Passiflora (ricca di alcaloidi indolici, flavonoidi, steroli, pectine, tannini e acidi polifenolici) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali. In alternativa possono essere utilizzate le foglie e le sommità fiorite ( 2 cucchiaini ) per preparare un infuso, in associazione con i fiori di Lavanda (2 cucchiaini) e 200 mi di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Assumere, a temperatura ambiente, circa 30 minuti prima dei tre pasti principali, sorseggiando lentamente. Con l’aggiunta di alcune gocce di succo di limone, o di pompelmo, può essere consumato durante i pasti, per facilitare il passaggio del bolo alimentare attraverso l’esofago, ricordando
sempre di bere molto lentamente e solo dopo aver completamente terminato la masticazione.
Nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi della depressione, può essere somministrato YHyprricum perforatum* sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce, con poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se il paziente si presenta particolarmente agitato, soprattutto in previsione di un pasto, o di uno spuntino, può essere d’aiuto assumere la Tiiia tomentosa 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, due volte al giorno, con poca acqua, circa un’ora prima dei due pasti principali. In alternativa il
dosaggio può essere frazionato in 25 gocce, quattro volte al giorno, in corrispondenza dei tre pasti e di uno spuntino/die.

Originally posted 2014-10-10 15:39:16.

Barotrauma 180x180 - Barotrauma

Barotrauma

È un danno meccanico subito dalle strutture dell’orecchio in seguito alle variazioni della pressione ambientale. Caratteristico è questo evento patologico nelle discese subacquee. Si può avvertire una sensazione di fastidio alle orecchie, dovuta alla pressione crescente che preme sulla membrana del timpano, che cosi s’introflette. Per ovviare a questo inconveniente si dovrà ricorrere a una manovra di compensazione, per equilibrare le pressioni sulle due facce, interna ed esterna, del timpano: bisognerà allora spìngere con forza Caria contenuta nei polmoni, stringendo le narici e soffiando forte. Se la spinta meccanica esterna sulla membrana del timpano non viene adeguatamente compensata (oppure la manovra compensatola viene eseguita tardi), ecco il : compare un’otite (con , senso di ottundimento e lieve riduzione dell’udito), che può limitarsi a una leggera infiammazione con versa-
mento (otite sierosa) o più di rado comportare la fuoriuscita di sangue (otite emorragica). Ma il danno può anche giungere alla rottura della membrana timpanica, l’inefficacia della manovra compensatoria è dovuta spesso alla presenza di una patologia delle alte vie respiratorie (raffreddore, rinite allergi-
ca, poliposi nasale, deviazioni del setto nasale) Anche viaggiando in aereo si può essere soggetti a questo tipo di problema: l’apertura delle tube di Eustachio, quando non si riesce a compensare spontaneamente lo squilibrio di pressione, potrà essere agevolata masticando un chewing-gum o succhiando una caramella. La compensazione va effettuata ogniqualvolta se ne sente la necessità; non si deve arrivare a sentire dolore, perché potrebbe già essere troppo tardi, ma appena si avverte un leggerissimo fastidio è subito utile riportare il timpano in equilibrio immettendo aria nell’orecchio medio.

MEDICINA CONVENZIONALE
I sintomi e segni del barotrauma dipendono dall’entità del danno. Anche gli organi colpiti dipendono dalla situazione che ha provocato il barotrauma.
Barotrauma orecchio esterno in discesa
La terapia consiste nel somministrare antibiotici e steroidi localmente.
Barotrauma orecchio medio in discesa
La prevenzione consiste nel compensare frequentemente dalle prime fasi dell’immersione. In caso di difficoltà bisogna risalire di qualche metro per poi riprovare a equilibrare la pressione.
Barotrauma orecchio medio in risalita
La terapia deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista otorino. La prevenzione consiste nel non compensare in risalita. Se si avverte un dolore all’orecchio in risalta, scendere di qualche metro e riprovare. La manovra di Valsalva aumenta ancora di più la pressione nell’orecchio.
Barotrauma orecchio interno in discesa e in risalita
La terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio
È un quadro clinico che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a circuito chiuso a ossigeno. La terapia nelle forme iniziali consiste nel cercare di compensare la pressione negativa con la manovra di Valsalva; nel caso non fosse possibile è indicato somministrare decongestionanti locali. Nella fase dell’iperemia timpanica è possibile aggiungere una terapia steroidea per alcuni giorni. La prevenzione va attuata eseguendo accurate valutazioni mediche di idoneità all’immersio-
ne ed evitando di immergersi in caso di raffreddore. Come prevenzione secondaria si raccomanda nelle fasi successive all’immersione, e fino ad alcune ore dopo, di eseguire manovre di Valsalva per lavare l’eccesso di ossigeno dall’orecchio medio e sostituirlo con l’aria.

OMEOPATIA
Le conseguenze di una modificazione della pressione esterna per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subacquee si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito. L’approccio omeopatico è efficace nell’attesa di una valutazione otorinolaringoiatrica o come complementare a quello consigliato dallo specialista. Si basa sulla prescrizione pressoché sistematica di Arnica montana* eventualmente completata da altri rimedi.
Aconitum napellus 15 o 30 CH 5 granuli 3-4 volte al dì, in relazione all’intensità della sintomatologia. Il medicinale omeopatico preparato a partire dalla pianta intera fiorita dell’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, viene impiegato in omeopatia nel trattamento dei fenomeni congestizi che insorgono bruscamente soprattutto in conseguenza di forti sbalzi termici, esposizione al freddo intenso o cambiamenti rapidi della pressione ambientale. Di solito si tratta di soggetti in buona salute che diventano inquieti e ansiosi in seguito alla comparsa di dolori acuti, insopportabili, a brusca insorgenza, spesso associati a sensazione di intorpidimento, congestione e formicolio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli da ripetere più volte al giorno secondo necessità e diradando in base all’attenuazione dei sintomi. L’arnica va utilizzata in maniera sistematica per la sua azione protettiva sul microcircolo nelle conseguenze di traumi diretti o indiretti.
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’oro metallico viene utilizzato per la sua azione antinfiammatoria che si manifesta principalmente nelle affezioni ORL.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricaria viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose soprattutto
del bambino, abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile, in relazione alle brusche variazioni pressorie che si verificano nel corso di un viaggio aereo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
L’azione della Medicina tradizionale cinese nei confronti di questo disturbo trova riscontro nella fase post acuta e cioè comporta un sistema di regolazione di tre componenti alterate dal trauma.
L’agopuntura infatti è efficace nel controllo della pressione arteriosa, della respirazione, sia della fase inspiratoria che espiratoria degli scambi gassosi.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di alimenti ricchi di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia,
mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire eventuali infezioni potenziando la
funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere le funzioni del
Sistema Immunitario e di conseguenza rallentare il processo di guarigione (in particolare ostacolare la fluidificazione del catarro presente nelle vie aeree).

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).


Data la peculiarità delle lesioni da barotrauma possono essere utili alcuni tipi di piante solo come complemento alla terapia convenzionale durante la fase acuta, mentre devono essere utilizzate razionalmente nella prevenzione del barotrauma. La Boswellia serrata* detta anche incenso indiano, è un arbusto originario dell’India, che fa parte della medicina ayurvedica. Una caratteristica di questa specie di arbusto è la ricchezza di canali resiniferi che secernono una gommoresina profumata
particolarmente ricca di triterpeni, che ha un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. Anche la Liquirizia ha attività farmacologica di tipo antinfiammatorio, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene una sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia con un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza nella cascata biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia tuttavia se somministrata ad alte dosi e per lunghi periodi va utilizzata sotto controllo medico per la possibile alterazione dei livelli
pressori ed è controindicata in pazienti con alterazioni muscolari o idroelettrolitiche. Nella prevenzione del barotrauma si può utilizzare la Vite ( Vitis vinifera) che grazie ai principi attivi costituiti da procianidine oligomere e resveratrolo, svolge un’importante attività antiossidante e
di protezione sull’endotelio dei capillari, avendo così un importante azione di preservazione di una corretta funzione metabolica dei tessuti (estratto fluido, 20 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti). Anche il Ginkgo biloba per la sua attività antiossidante, antinfiammatoria ma soprattutto endotelioprotettrice e di riduzione dello spasmo arteriolare può avere un ruolo significativo sia nella prevenzione che nella terapia del barotrauma (da utilizzare sotto controllo medico).

Originally posted 2014-10-08 15:59:34.

Acne 180x180 - Acne

Acne

È una malattia infiammatoria della pelle, prevalentemente del volto (ma una localizzazione abituale è anche la regione superiore del tronco), caratterizzata da un processo infiammatorio che coinvolge il follicolo pilifero e la relativa ghiandola sebacea. Si tratta di una manifestazione fisiologica, tipica dell’adolescenza, che generalmente tende a scomparire oltre la pubertà, e in rari casi In età adulta Stimolate dagli androgeni, ovvero gli ormoni maschili, le ghiandole sebacee finiscono per elaborare una maggior quantità di sebo, la sostanza oleosa che nutre, lubrifica e tutela la superficie cutanea L’aumento della sua produzione ostruisce cosi l’apertura del follicolo, in corrispondenza del quale viene a crearsi un vero e proprio “tappo” questa la prima dell’, il comedone; successivamente una reazione infiammatoria danneggia la cute, producendo in successione diverse lesioni (papule, pustole, noduli, cisti), capaci di provocare vistose alterazioni estetiche (che possono essere permanenti e avere l’aspetto di cicatrici) Clinicamente si distinguono diverse forme, proprio in base alle caratteristiche del danno cutaneo e alla gravità della manifestazione. A stimolare la reazione infiammatoria è in particolare un microrganismo della cute. Il Propionibocterium acnes. Nella comparsa del disturbo, pesano svariati fattori: quelli genetici, per cui chi ha genitori che hanno sofferto di può essere più predisposto a sviluppare questa malattia della pelle; spesso l’ viene aggravata dagli stati ansiosi o dagli eventi emotivamente stressanti, anche l’assunzione di varie sostanze farmacologiche, quali i cortisonici, può facilitare l’insorgenza del disturbo, cosi come, tra gli adulti, la cosmesi del viso con prodotti aggressivi e inadeguati.

MEDICINA CONVENZIONALE
Acne superficiale (non infiammatoria)
Saponi antibatterici e abrasivi non sono utili. L’applicazione di retinoidi topici è prescritta per prevenzione o terapia: tretinoina, adapalene e tazarotene sono di uso più frequente (con i primi due l’acne può inizialmente peggiorare: per un miglioramento sono necessarie 3 o 4 settimane), l’acido azelaico è un’altra scelta possibile. L’applicazione di acido salicilico topico può essere efficace. Gli antibiotici non sono necessari in assenza di pustole.

Acne profonda o infiammatoria
Una terapia antibiotica orale o topica può impedire la proliferazione dei batteri, diminuendo gli acidi grassi liberi e conseguentemente le lesioni della pelle. Gli antibiotici orali vengono usati se la terapia topica non funziona. La prima scelta in termini di antibiotici topici è per eritromici-
na o clindamicina, che possono essere combinate con benzoilperossido. Il metronizadolo topico oppure orale è utile per alcuni tipi di batteri. Il dapsone topico in gel al 5% è stato approvato nel 2005 dalla FAD americana per il dell’acne moderata. Gli antibiotici orali di uso più frequente sono doxiciclina, minociclina e tetracicline.

Acne severa
Un antibiotico topico come il benzoilperossido è prescritto insieme a un antibiotico orale tipo tetraciclina (eritromicina per donne in gravidanza, bambini o soggetti intolleranti alle tetracicline). Occasionalmente l’iniezione di cortisonico è utile per trattare lesioni singole molto dolorose ed evidenti.
Se l’acne non risponde ai trattamenti, Tisotretinoina orale è efficace in tutti i tipi di acne e permette di ottenere una prolungata remissione. Non deve essere usata nella donne in età fertile senza contraccezione a causa della tossicità per il feto.

– Contraccettivi orali
Possono essere prescritti a donne che non abbiano controindicazioni o non ne rifiutino l’assunzione. Sono efficaci nell’acne moderatamente infiammata provocata da un eccesso di androgeni (ormoni maschili).

– Alternative naturali
Il lievito di birra può aiutare perché ricco di cromo. Anche lo zinco è usato nel trattamento dell’acne.
Se si formano cicatrici
Crioterapia, dermabrasione, laser, desquamazione chimica, innesto cutaneo, iniezione di collagene sono soluzioni molto valide.

Esistono sostanze chimiche e che aumentano i segni di acne
Sono i derivati dello iodio (presenti, per esempio, negli sciroppi antitosse), il litio, i cortisonici, gli steroidi anabolizzanti, i contraccettivi orali con alto contenuto di androgeni.

OMEOPATIA
In omeopatia il trattamento dell’acne va personalizzato in base alla forma, all’estensione, alla profondità delle lesioni acneiche e alle caratteristiche generali del soggetto. Si distingue, pertanto, un trattamento sintomatico e di fondo. Il primo è basato principalmente sull’uso di rimedi come Kalium bromatumy Eugenia jambosa. Calcarea picrata-, Selenium, mentre il trattamento di fondo richiede più spesso l’utilizzo di medicinali ad azione più profonda, come Natrum muriaticum e Sulfuriodatum.

– Trattamento sintomatico
Acne microcistica
Selenium 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Seborrea del cuoio capelluto con capelli untuosi e comedoni alla radice dei capelli. Affaticamento generale, prostrazione, dimagramento, perdita di capelli.

Acne papulo-pustolosa
Calcarea picrata 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne papulo-pustolosa del viso (condotto uditivo, fronte, regione temporale).
Eugenia jambosa 5 CH 5 granuli, due volte al dì, per lungo tempo.
Acne punctata o comedonica, infiltrata, dolorosa. Acne rosacea.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne punctata, localizzata sul naso e sulla fronte.
Carbo animalis 7 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio specifico per il trattamento dell’acne rosacea.
Acne pustolo-tuberosa e cicatriziale
Antimonium tartaricum 7 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne pustolosa con cicatrici bluastre o violacee, dolorose.
Kalium bromatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Acne pustolosa localizzata al volto, alle spalle e al torace. Aggravamento premestruale.
Inquietudine delle mani, paure notturne, perdita della memoria.

– Trattamento di fondo
Natrum muriaticum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. È più adatto per le forme di acne microcistica.
Sulfur iodatum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Si consiglia in particolare per l’acne papulo-pustolosa.
Thuya 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Va utilizzata nell’acne pustolo-tuberosa.
Tubercolinum residuum o T.R. 15 CH una monodose, ogni due settimane. Da somministrare nelle forme severe di acne tuberosa, nodulare o cicatriziale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese è una patologià causata dall’accumulo di calore nei collaterali del viso e l’organo responsabile della cute è il Polmone, e da un’alterazione del metabolismo endocrino per cui per ottenere un riequilibrio soprattutto a carico delle ghiandole sebacee e della regolazione ormonale è importante agire sul Fegato. Non bisogna dimenticare inoltre la componente psicologica che si viene a instaurare nel momento della comparsa delle manifesta-
zioni sul volto, per cui è sicuramente utile anche un supporto a livello del Sistema Nervoso.

– Agopuntura
Per quanto riguarda il Polmone risulta importante la stimolazione attraverso gli aghi dei punti NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore e SHENMEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso radiale) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano. La regolazione del metabolismo endocrino, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio ormonale, è compito del Fegato con il punto TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescico- la Biliare, regola e raffredda il Sangue, ma è anche compito del Rene con il punto TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore. Associabili e senza ombra di dubbio favorevoli per quello che concerne il risvolto psicologico sono i punti del Sistema Auricolare riguardanti il Sistema Nervoso SHEN MEN e NAO GAN.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza ai cibi ricchi di beta-carotene (o provitamina A), come albicocche, anguria, carote, melone, zucca invernale, cavolo, indivia, lattuga, cime di rapa, bietole, tarassaco, catalogna, broccoli, carciofi, asparagi e cetrioli.
Il beta-carotene per essere assorbito dall’organismo necessita della presenza dei lipidi, di conseguenza è necessario associare sempre un alimento a elevato apporto di acidi grassi – per esempio abbinare la frutta con lo yogurt e condire le verdure con olio extravergine d’oliva. Alimenti da evitare Spezie, formaggi stagionati, bevande alcoliche e cioccolata, cacao, spinaci e rabarbaro per la presenza dell’acido ossalico, la cui aumentata concentrazione all’interno dell’organismo può ostacolare l’assorbimento del calcio, che contribuisce a preservare l’equilibrio acido-alcalino del sangue, fondamentale per una pelle sana.
Un regime alimentare a elevato apporto di sale e di iodio può aggravare la malattia acneica, mentre una dieta iposodica e a bassa percentuale di iodio (limitando l’apporto di latte e degli alimenti venduti nei fast-food, che ne sono particolarmente ricchi) può migliorare il quadro clinico.

– Integrazione alimentare
È consigliabile assumere la A sottoforma di beta-carotene attraverso un regime alimentare a elevato apporto di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. II beta-carotene stimolando il Sistema Immunitario contribuisce a tenere sotto controllo la proliferazione del Propionibacterium acne e la conseguente infiammazione del follicolo. Se associato alla C (200 mg al giorno) e ai bioflavonoidi (50-100 mg al giorno in un’unica somministrazione) ostacola il diffondersi dell’infezione.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione, contribuisce a ostacolare la proliferazione batterica e a regolare la produzione di sebo (assumere lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento). Un’integrazione dietetica con germe di grano, arachidi, noci, frutti di mare, tacchino e fegato è utile nei casi in cui l’acne è associata a una carenza di zinco.
Per ridurre “l’untuosità” del viso e la formazione dei comedoni aperti può essere utile la somministrazione quotidiana di 25 mg di vitamine del gruppo B con dosi supplementari di vitamine B2, B5 e B6. Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il naturale decorso dell’acne giovanile, possono essere consumati preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi migliorano l’azione degli estrogeni, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.

La moderna nei casi di acne offre varie opportunità di cura, ovviamente in base al soggetto e alla gravità della malattia. Localmente possiamo utilizzare veri e propri antibiotici naturali rappresentati dagli oliessenzialiy si tratta di sostanze estratte per distillazione da piante aromatiche, capaci di distruggere i germi isolati dalle pustole. Nei casi cronici bisogna selezionare gli oli essenziali mediante un esame di laboratorio chiamato aromatogramma. Sarà poi prescritta la crema o il gel più idoneo al singolo caso specifico. Molti oli essenziali sono tuttavia irritanti per la cute acneica, e devono essere adeguatamente prescritti; mai usarli puri sulla pelle. I più utilizzabili quello di Melaleuca, di Arancio amaro e di Lavanda e tra i gel quello di Aloe vera. La Propoli invece viene utilizzata a scopo disinfettante e antinfiammatorio. Ma la terapia più importante è quella per via orale, volta a riequilibrare l’assetto ormonale, mediante piante quali YAgnocasto (Vitex agnus cactus) 20 gocce sottoforma di estratto fluido, dopo i pasti, 2 volte al giorno; la Palma nana {Serenoa repens) o la Soia. Una pianta indiana capace di ridurre la seborrea è il Guggul (Commiphora mukul), di cui si utilizza la resina, 20 gocce sottoforma di estratto fluido, a stomaco vuoto, 2 volte al giorno. Una pianta invece di origini mediterranee è il Carciofo, di cui si utilizzano estratti secchi ottenuti dalle foglie, così come il succo di carota e di pomodoro. Nelle forme croniche caratterizzate da persistenti fenomeni infiammatori è indicato usare per almeno 6 mesi estratti di Uncaria (Uncaria tormentosa), una liana dell’Amazzonia, la cui corteccia contiene sostanze utili ad aumentare le difese immunitarie dell’organismo e ridurre la componente infiammatoria delle lesioni; 20 gocce sottoforma di estratto fluido, 100-300 mg sottoforma di estratto secco, lontano dai pasti, 2 volte al giorno.

Originally posted 2014-10-07 10:51:37.

Diabete 180x180 - Diabete

Diabete

È un’alterazione del metabolismo caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), che dipendono da un deficit d’insulina, sia assoluto, sia relativo Fondamentalmente vengono distinte due forme: il insulino-dipendente o di tipo I, e quello non insulino-dipendente o di tipo II. Nella prima evenienza (interessa la giovane età) vi è la necessità assoluta di intervenire con la terapia insulinica perché la produzione di questo ormone è del tutto deficitaria. L’esordio della malattia è improvviso e comporta l’emissione di abbondanti quantità di urina, la sete esagerata, il calo del peso e la stanchezza. La prima manifestazione del di tipo l può essere la chetoacidosi, situazione clinica che si verifica quando in mancanza di insulina, l’organismo comincia a utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia. La degradazione degli acidi grassi causa un accumulo di prodotti tossici: i corpi chetonici. Il di tipo il tende a manifestarsi generalmente dopo i 40 anni di età, e nella stragrande maggioranza dei casi l’80% dei pazienti è in sovrappeso. Qui il deficit di insulina è parziale e si associa a una resistenza da parte dei tessuti periferici all’azione dell’ormone. Quest’ultima forma evolve lentamente e la malattia viene diagnosticata casualmente nel corso di esami di laboratorio effettuati per altri motivi.
Il diabete comporta un ampio ventaglio di complicanze nel tempo: infatti, emerge una patologia a carico dei piccoli vasi sanguigni, per lo più della retina e del rene, ma anche una neuropatia, una sofferenza delle fibre nervose che comunemente interessa gli arti inferiori, determinando alterazioni della sensibilità e . Si parla di piede diabetico quando la neuropatia diabetica o l’arteriopatia degli arti inferiori compromettono la funzione o la struttura del piede.

MEDICINA CONVENZIONALE
Diabete tipo 1
Questo tipo di diabete richiede la somministrazione di insulina poiché il pancreas non ne produce: la quantità di insulina è variabile e va somministrata più volte al giorno. Esiste una pompa che somministra insulina a intervalli regolari nella quantità richiesta. È molto importante mantenere un livello adeguato e costante di glicemia per evitare le complicanze della malattia, e misurare frequentemente i livelli glicemici con i semplici dispositivi che si trovano in farmacia: la glicemia varia con l’ e l’esercizio fisico, e anche con l’idratazione. Controllare peso corporeo e dieta: l’ dovrebbe contenere il 55% di carboidrati (farine integrali, frutta, verdura, cibi non raffinati), il 25% di grassi (monoinsaturi) e circa il 20% di proteine (pesce,carne, vegetali).

Diabete tipo 2
Questa malattia insorge quando il corpo non risponde in maniera appropriata all’insulina prodotta dal pancreas (cosiddetta insulinoresistenza): è associata all’obesità e richiede drastiche misure di riaggiustamento dello stile di vita. Lo stile di vita è infatti molto più efficace rispetto ai nei controllare e ridurre le complicanze di questo tipo di diabete. Seguire una dieta (stesso schema descritto per il diabete tipo 1 ), mantenere un indice di massa corporea inferiore a 28, fare esercizio fisico regolare, ridurre lo stress e mantenere un bassissimo consumo di alcol sono le procedure necessarie e sufficienti per controllare la glicemia. Ai primi segnali di insulinoresistenza da parte del corpo, iniziare un programma di dimagrimento e fare esercizio almeno 20 minuti ogni giorno. I usati nel diabete tipo 2 riducono i livelli glicemici: sono sulfaniluree, biguanidi, inibitori dell’alfa glucosidasi e alcuni nuovi di recente
generazione. La scelta deve essere effettuata dai medici perché i meccanismi di azione degli antidiabetici orali non sono tutti uguali.

Complicanze del diabete mellito
I diabetici devono sottoporsi a controlli regolari per verificare l’eventuale presenza di complicanze cardiache, renali, neurologiche, infettive, oculari, e squilibri a carico del colesterolo e dei trigliceridi. Mantenere i livelli glicemici entro limiti adeguati è la migliore misura preventiva per
le complicanze.

OMEOPATIA
La malattia diabetica va affrontata in maniera integrata mediante consigli relativi all’alimentazione, all’attività motoria regolare, allo stile di vita e ai farmaci convenzio-
nali. L’omeopatia consente di ottimizzare gli effetti congiunti di tale approccio globale e di prevenire le complicanze conseguenti a tale patologia.
Carboneum sulfuratum 7 CH 5 granuli da una a tre volte al dì. Il solfuro di carbonio è adatto al della polinevrite diabetica caratterizzata da nevralgie, crampi, parestesie e ipoestesie.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli al dì. Diradare in relazione al miglioramento. Rimedio omeopatico adatto ai diabetici con astenia, depressione e stato di denutrizione.
Phosphorus 9 CH 5 granuli 3 volte alla settimana o un tubo dose alla settimana. Il fosforo bianco rappresenta un prezioso complemento nei confronti della terapia convenzionale del diabete, soprattutto in relazione alla complicanza delle polineuriti e dei disturbi vascolari. Caratteristica è l’iperestesia sensoriale e le disestesie con la sensazione di bruciore localizzata soprattutto al palmo delle mani.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì, da lunedì a venerdì, in associazione alla terapia convenzionale degli antidiabetici orali. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda. Soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Di statura media, appare forte, muscoloso, aggressivo, in continuo movimento. I gesti sono pesanti e cadenzati, l’andatura è irregolare. Presenta colorito rosso e cute calda, il volto ha forma quadrata.
Ha collo taurino su spalle robuste e tronco solido, arti corti e muscolosi. È combattivo, impulsivo e passionale. Ama il movimento e la vita. Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Egli tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, gotta, obesità, calcolosi epatica e renale) e alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, angina pectoris, infarto miocardico).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Nella Medicina tradizionale cinese il diabete è denominato xiaoke, che significa deperimento e sete, e può essere un dist urbi) sia endogeno, dovuto cioè a un fattore ereditario, o causato da agenti esogeni quali una dieta errata.
Tutto questo porta a un consumo di Yin da parte del Calore esterno con un’alterazione della funzionalità dei Polmoni, dello Stomaco e dei Reni.
La terapia consiste nella tonificazione dello Yin e nel controllo dei sintomi quali fame, sete, poliuria, dimagrimento, disturbi digestivi.

Agopuntura
Per tonificare lo Yin punti importanti sono:
FEISHU ( punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IH vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
PI SHU ( punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cunalato dell’apofìsi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Per riequilibrare la funzionalità dei Polmoni:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Dello Stomaco:
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
SAN YIN IIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni.
Dei Reni:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni con la valutazione della glicemia.

cinese
Formula: ZHENG Ql JIANG JIAO NANG
Margaritifera……………………….1g
Semen Cuscutae………………………6g
Radix Astragali Manchuriensis………..10g
Radix Ginseng……………………….3g
Radix Rehmaniae…………………….10g
Rizoma Alismatis…………………….6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile adottare una dieta a basso indice glicemico, basata su un adeguato apporto di cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, ad eccezione del Basmati), di pane e prodotti da forno preparati con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate), consumate preferibilmente crude.
Privilegiare gli alimenti ricchi di cromo, come carne magra, fegato di vitello, cereali integrali in chicchi, nocciole, frutti di mare, tuorlo d’uovo, polio, pesce pescato in mare, latticini a basso contenuto di lipidi, lievito di birra, oli vegetali spremuti a freddo (in particolare l’olio di lino,
di riso e di noce), funghi, fagioli secchi, frutta fresca biologica.
Seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso contenuto di sodio e di acidi grassi saturi.
Aumentare l’apporto di aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crocifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancia, rosmarino.*
Alimenti da evitare Evitare e/o limitare drasticamente i salumi, gli insaccati, i formaggi, i cornflakes, il tonno in salamoia le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate e di zucchero (saccarosio).

Integrazione alimentare
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione;
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
C 200 mg al giorno;
Triptofano** 260 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima QI0 30 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
La fitoterapia può essere d’aiuto nel diabete mellito tipo II, in particolare se si manifesta dopo i 65 anni ed è associato al sovrappeso.
Nel diabete mellito tipo I non è consigliabile assumere preparati fitoterapia, perché potrebbero interferire con la insulina sostitutiva.
Se il paziente segue correttamente il regime alimentare ipoglucidico e pratica regolarmente attività fisica, può essere utile somministrare l’Eucalyptus globosus (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Morus Nigra (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Vaccinium myrtillus (sotto forma di Tintura Madre, 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti), Juniperus communis ( 1 DH Gemme, 40 gocce due volte al giorno,
lontano dai pasti).
Se il diabete è associato all’obesità, può essere utilizzata YAgrimonia eupatoria (sotto forma di estratto fluido, 30 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti).
Nelle forme avanzate e/o in presenza di complicanze a carico del Sistema Nervoso periferico, può essere utile somministrare il Panax Ginseng ( sotto forma di estratto fluido, 20 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti).
Nelle forme borderline (o diabete latente: quando i livelli ematici del glucosio sono compresi fra 115 e 139 mg/dl) può essere utilizzato un infuso a base di radici di Bardana (20%), foglie di Juglans regia (20%), Galega (40%) e foglie di Vaccinium myrtillus (20%).

Originally posted 2014-10-10 15:09:28.

Gastrite 180x180 - Gastrite

Gastrite

È l’infiammazione dello stomaco e riconosce svariati fattori causali, che danneggiano tutti la barriera mucosa gastrica: medicinali (come l’Aspirina e i FANS, ovvero i antinfiammatori non steroidei), alcol, stress, allergie alimentari. La sintomatologia non è particolarmente specifica: il paziente accusa nella parte addominale alta, nausea e talora (che può anche contenere sangue, come avviene nelle gastriti erosive).
Anche lo shock, le gravi ustioni e i traumi possono causare una , per le alterazioni circolatorie che queste condizioni comportano, oppure una ulcerosa localizzata (ulcera da stress). Ma ormai uno dei protagonisti ben noti al grande pubblico è YHelicobocterpylori, un batterio che vive e si moltiplica sotto lo strato di muco che tappezza il rivestimento interno dello stomaco, resistendo così all’azione altamente distruttiva dell’acido gastrico. Questo microrganismo è sistematicamente rintracciabile nei pazienti affetti da gastrite e ulcera duodenale. La sua presenza viene oggi accertata con una serie di test, come per esempio l’ureo breoth test e l’HpSA. Il primo
è un test semplice ed efficace, in cui il paziente beve una soluzione contenente urea e poi soffia con una cannuccia in una provetta. Nell’aria espirata verrà dosata l’anidride carbonica, la cui concentrazione è proporzionale all’entità dell’infezione presente. L’HpSA è invece una metodica che ricerca nelle feci un componente dell’Hp, il cosiddetto antigene fecale, la cui presenza è segno dell’infezione in atto.

MEDICINA CONVENZIONALE
Prevenzione

È bene evitare ogni sostanza irritante per la mucosa gastrica: ne sono esempi gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene, l’alcol, il tabacco, i cibi che aumentano l’irritazione dello stomaco.

Gastrite da Melicobacter pylori
Un’esofagogastroscopia con biopsie della mucosa dello stomaco identifica chiaramente la causa della gastrite. Se le biopsie rilevano la presenza di Helicobacter, una combinazione di farmaci inibitori della pompa protonica (come Tomeprazolo) con l’antibiotico claritromicina rappresenta la
terapia adatta, che va continuata per circa dieci giorni. Variazioni nei farmaci, soprattutto negli antibiotici, devono essere decise dal medico.

Gastrite da stress
Per prevenire la gastrite da stress o evitare che peggiori se essa è già presente è opportuno usare il sucralfato, eventualmente insieme a farmaci come gli inibitori della pompa protonica. La gastrite è aggravata dallo stress, quindi andrebbero messe in atto tutte le tecniche di alleviamento della tensione.

OMEOPATIA
La gastrite è un processo infiammatorio della mucosa gastrica dovuto ad acidità eccessiva. Si manifesta con crampi dolorosi e bruciore non ritmato dai pasti. È spesso dovuta a eccessiva tensione nervosa. La gastrite da farmaci si manifesta soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e steroidei (cortisonici). L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa gastritica con rimedi specifici.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenaale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Asafoetida 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lassa fetida è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, indicata nei rigurgiti ed eruttazioni da discinesia gastroesofagea ed ernia iatale. Caratteristico è il meteorismo delle prime vie digestive con eruttazioni difficoltose e
rumorose.
Iris versicolor 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori> nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al Freddo e al Caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti del Sistema auricolare, Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.

cinese
Formula: LIANG FU WAN
Rizoma Alpiniae Officinalis…………….6g
Rizoma Cyperi…………………………6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso semintegrale, pasta, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bibite, bevande gasate, caffè, tè, alcolici e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati. Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole
surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca, delle carni bovine e delle uova (non più di 2 la settimana, privilegiando la cottura alla coque e/o in camicia).
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Nella fase acuta evitare gli agrumi perché potrebbero irritare la parete gastrica.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare a combattere la dispepsia e l’atonia digestiva, la pirosi e l’epigastralgia, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo svuotamento gastrico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre vol-
te al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, grazie alla sua azione “calmante” sul Sistema Nervoso centrale, può essere impiegata la Melissa offtcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.
L’olio essenziale di Melissa deve essere evitato durante la gravidanza.
Per alleviare gli spasmi a livello epigastrico e aiutare a combattere l’irritazione della mucosa gastrica può essere utile assumere, circa 20 minuti prima dei pasti, l’estratto fluido di Anthemis nobilis (Camomilla romana), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
due volte al giorno.
Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a proteggere la mucosa gastrica dallo sviluppo di un’eventuale ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-14 10:33:15.