Articoli

Emicrania 180x180 - Emicrania

Emicrania

L’ è un particolare tipo di cefalea che spesso interessa soltanto una metà del capo, e costituisce di gran lunga la forma di mal di testa per cui i pazienti interpellano il medico: ne soffrono oltre 7 milioni di persone solo in Italia e la sua prevalenza, cioè la percentuale della popolazione che ne è colpita, è di circa il 18% nelle donne e del 6% negli uomini. Lo scoppio d’una
crisi emicranica potrebbe esser favorita da una numerosa serie di elementi scatenanti: esterni e interni. I più comuni? Gli ormoni: molte donne che soffrono d’emicrania lamentano spesso la crisi in rapporto al ciclo mestruale (chi solitamente subito prima o nei giorni iniziali del flusso, alcune nel periodo dell’ovulazione) o durante i trattamenti con la “pillola” contraccettiva. Poi i fattori psicologici: imputati sono lo stress, il “dopo-stress” (quando ci si rilassa in occasione del fine settimana e delle vacanze), l’ansia e la depressione. Ancora, le situazioni ambientali: le luci intense, intermittenti o fluorescenti, l’altitudine, e le variazioni meteorologiche vengono denunciati dai pazienti emicranici in percentuali variabili (dal 7% al 43%). Anche il dormire troppo o troppo poco viene ritenuto ùn possibile fattore scatenante, così come l’esercizio fisico eccessivo e la fatica. Pure il cibo, e non solo se ingerito in quantità eccessiva, può facilitare un attacco emicranico (in primo piano: cioccolata, tuorlo d’uovo, latte e suoi derivati, formaggi fermentati, aceto, vino, cibi grassi, insaccati e dadi per brodo, agrumi, banane e pomodori).


Farmaci

Lo scopo del è prevenire oppure ridurre la frequenza degli attacchi. Un’emicrania molto severa che non risponde alle terapie dovrebbe spingere a una visita medica.
L’attacco di emicrania viene trattato con acetaminofene o antinfiammatori non steroidei (FANS): questi farmaci non sono specifici per l’emicrania, ma hanno un buon effetto. Una terapia più mirata si basa su una classe di farmaci chiamata triptani: sumatripan e naratriptan appartengono a questa categoria. Anche le ergotamine possono essere prescritte nell’emicrania severa, a meno che il non abbia una storia di patologia coronarica. In alcuni casi e opportuni) associare ai tarma», i anti emicrania un antiemetico, per contrastare il vomito che accompagna l’attacco. Le terapie profilattiche per i soggetti con elevata predisposizione all’emicrania includono beta bloccanti, antidepressivi triciclici, gabapentina e verapamil.

Prevenzione
Eliminare i cibi che scatenano l’emicrania (caffè, alcol, nitriti, formaggi) e ridurre il livello di stress. L’aspartato di magnesio e le vitamine B, specialmente la niacina, hanno una buona efficacia antiemicranica.


Per la cura della forma più comune di cefalea vasomotoria è bene distinguere il trattamento della crisi acuta da quello della cefalea recidivante. La scelta va personalizzata in base alle caratteristiche del mal di testa, alle modalità di esordio, di miglioramento e di aggravamento.
Uno degli schemi più collaudati di trattamento della crisi dolorosa acuta prevede la somministrazione ogni mezz’ora di Apis mellifica alternata a Secale cornutum, diradando in base al miglioramento.
Crisi cefalalgica
Apis 15 CH 5 granuli, più volte al dì. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape è indicato nella crisi acuta, in alternanza con Secale cornutum. È adatto alla cefalea conseguente alla condizione di edema cerebrale, migliorata con le applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Cefalea pulsante, aggravata dalla luce, dal rumore e dal movimento. La testa è calda, il volto è arrossato, la bocca è secca.
Glonoinum 5 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Congestione intensa della testa. Senso di calore. Pulsazioni nelle arterie del collo e del capo. Arrossamento degli occhi.
Spesso è in relazione a un rialzo dei valori pressori.
Nux vomica 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Cefalea dopo eccesso alimentare, di alcolici o di tabacco.
Secale cornutum 9 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora, da alternare con Apis mellifica, nel trattamento della crisi emicranica acuta. Il dolore migliora con il freddo e peggiora con il caldo.
Cefalea recidivante
Natrum muriaticum 15 CH una dose unica alla settimana. Cefalea periodica. Cefalea scatenata dalla fatica fìsica e intellettiva oppure dal calore e dal sole. Migliora con il riposo, la pressione e le applicazioni fredde, in soggetti introversi. Cefalea degli scolari e degli studenti.
Silicea 30 CH una dose unica alla settimana, per alcune settimane.
Cefalea periodica occipito-frontale, migliorata stringendo il capo con qualcosa di caldo. Soggetto affaticato, ansioso, irritabile, estremamente freddoloso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da un’instabilità del Sistema Circolatorio e in particolare dovuto a un eccesso dello Yang del Fegato, a un deficit dello Yin del rene e da una stasi di Xue.
La terapia è volta a sedare la sintomatologia dolorosa e associata, quali nausea, foto e fhofobia, lacrimazione, rigidità e tensione, vomito e deficit alla concentrazione, e ripristinare la corretta funzionalità circolatoria tramite la dispersione dell’eccesso di Yang, la tonificazione dello Yin e dello Jing del Rene e la mobilizzazione dello Xue.

Agopuntura
Per la Dispersione dello Yang del Fegato punti importanti sono:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
Per tonificare lo Yin del Rene:
BAI HUI;
FENG CHI;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Per mobilizzare la stasi di Xue:
FENG CHI;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI CHONG;
TAI YANG (grande Yang, localizzato nella depressione temporale) che illumina gli occhi, elimina Vento e Calore e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Si prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: CHUAN XIONG WAN TIAO SAN
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6g
Herba Schizonopetae……………………6g
Radix Angelicae Dahuricae………………6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6g
Herba Asari…………………………..3g
Radix Ledebouriellae…………………4,5g
Herba Menthae……………………….2,5g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

consigliati Durante la fase acuta aumentare l’apporto di pesce pescato in mare e di zenzero, in quanto possono contribuire ad alleviare i sintomi. Integrare la dieta abituale con ricchi di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Privilegiare i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Aumentare il consumo di alimenti con un buon apporto di potassio, come legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Nei bambini è consigliabile evitare arance, formaggi, arachidi, grano, segale, uova, latte, pesce, manzo, derivati della soia, pancetta, lievito chimico (e gli alimenti che lo contengono) e i pomodori, nelle fasi che precedono l’attacco emicranico e nei successivi uno/due giorni.
Negli adulti, se le crisi sono particolarmente intense e frequentemente recidivanti, è necessario evitare il vino rosso, i prodotti addizionati con additivi alimentari (in particolare con glutammato monosodico), i fichi, i datteri, l’uva sultanina, il cioccolato, la frutta secca, i formaggi sta-
gionati, lo yogurt, la panna acida, le carni trattate o conservate (per la presenza dei nitrati), le aringhe, i crauti e gli agrumi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno (aiutano l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi);
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per alleviare il dolore, assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce due volte al giorno, oppure 50 gocce in un’unica somministrazione, al bisogno. Il preparato può essere diluito in poca acqua e assunto per via orale, o sublinguale. Quest’ultima è da privilegiare nei casi in cui il dolore si presenta particolarmente intenso, pulsante e associato a fotofobia e alterata percezione uditiva.
Se le crisi emicraniche sono causate dalle oscillazioni ormonali che precedono l’inizio del flusso mestruale, può essere utile la somministrazione dell’estratto fluido di Tanacetumparthenium (migliora la circolazione a livello encefalico, inibisce la sintesi delle prostaglandine, con effetto analgesico simile a quello esercitato dall’acido acetilsalicilico – il principio attivo dell’ – e ostacola la secrezione di serotonina), nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera, circa 2 ore dopo il pasto serale.
Questo preparato fitoterapia) può essere utilizzato nella prevenzione delle crisi emicraniche, provocate da stress fisico e/o emotivo, proseguendo il trattamento per 4-6 mesi e riducendo gradualmente la dose.
Se l’emicrania rappresenta un sintomo di allergia, respiratoria e/o alimentare, è necessario ricorrere al Ribes Nigrumy sotto forma di 1 DH
Gemme (50 gocce, prima di cena), oppure di TM, nella dose di 50 gocce in un’unica somministrazione la mattina a digiuno.

Originally posted 2014-10-13 10:21:09.

Anoressia 180x180 - Anoressia

Anoressia

Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare. Una condizione che è diventata cosi severa nell’ultimo ventennio da costituire ormai una vera e propria emergenza, per gli effetti devastanti sulla salute mentale e fisica di adolescenti e giovani adulti. Caratteristica peculiare è il rifiuto a ingerire cibo, motivato da un’intensa paura di diventare grassi, anche quando si è manifestamente sottopeso. Una persona anoressica comincia con l’evitare tutti gli ritenuti grassi e a rivolgersi ossessivamente su quelli “sani”, concentrandosi sul conteggio delle calorie. Il proprio corpo viene percepito e vissuto in maniera alterata. E pur mostrando una progressiva e grave perdita di peso, la persona si rifiuta di ammettere la serietà del suo attuale calo ponderale. La persistente carenza di fattori nutritivi essenziali si ripercuote su ogni distretto dell’organismo: l’ ha importanti ripercussioni sul ciclo e la fertilità, con irregolarità mestruali e perdita dell’ovulazione fino al blocco completo del ciclo; gli effetti della mal nutrizione finiscono per danneggiare gengive e denti cuore e fegato, scheletro (con accresciuta probabilità di frattura e osteoporosi) e Sistema Nervoso (con difficoltà di concentrazione e memorizzazione), i è una malattia complessa, frutto dell’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e psicologici, sulla quale comunque pesa anche la patologica sopravvalutazione da parte dell’individuo della propria forma fisica. L’ si manifesta con atteggiamenti restrittivi che portano la persona a ridurre costantemente la quantità degli ingeriti, ma anche con abbuffate seguite dal vomito autoindotto, da un uso incongruo di pillole lassative e diuretiche e da un’iperattività fisica volta alla perdita di peso.


I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia di sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli aprocci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio terapeutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del , così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono, spesso, dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo sonno veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familliare. La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.


La diminuzione o la perdita completa dell’appetito richiede sempre e comunque la valutazione e il consiglio del medico di fiducia, soprattutto se si manifesta nel corso dell’età evolutiva e nell’adolescenza, con perdita importante di peso.
Alcuni medicinali omeopatici sono utili in un approccio integrato per superare il senso di rifiuto nei confronti del cibo, la non accettazione del proprio corpo e l’atteggiamento negativo nei confronti della vita. Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. La polvere delle spore di licopodio viene utilizzata per preparare il rimedio considerato specifico della perdita di appetito nel lattante. Caratteristico è il comportamento per cui il bambino pretende il biberon, ma è immediatamente sazio.
Mica 15 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per le forme di depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali.
Natrum muriaticum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Il sale marino è adatto per le forme di anoressia in cui il soggetto tende a richiudersi in se stesso e a isolarsi, rifiutando ogni aiuto da parte di chi lo circonda.
Pulsatilla 15 CH, inizialmente una volta al dì, quindi diradare secondo il miglioramento. L’anemone pulsatilla è il rimedio adatto soprattutto alle giovani donne in cui l’anoressia presenta un carattere variabile ed è la conseguenza di delusioni amorose o dell’esperienza di abbandono.
Sepia 9,15 o 30 CH, secondo similitudine, da 1 volta al dì, a 1 volta alla settimana. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso e sui tessuti di sostegno. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questa patologià agendo sui centri della fame e soprattutto sulla componente psichica. Le cause possono essere stasi di Qi del Fegato e deficit di Qi di Milza e Rene.
Molta importanza riveste la componente emotiva, infatti il subentro di un forte stato ansioso-depressivo non farebbe altro che esacerbare i sintomi già presenti quali astenia psico-fìsica, deficit di interesse e volontà, quindi l’agopuntura deve agire sull’umore, sul Sistema Nervoso e sull’energia del soggetto. .
Nel caso di anoressia da stasi di Qi del Fegato la terapia è mirata alla mobilizzazione del Qi e punti importanti sono: GAN SHU GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5

con a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regoli Qi ed elimina le stasi del Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella deressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
vaNG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa.
Se l’anoressia è data da un deficit di Qi di Milza e Rene la tonificazione avviene attraverso i punti:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti auricolari Fegato Milza Rene Stomaco SHEN MEN. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da eseguire consecutivamente.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nelle forme severe è necessario reintrodurre lentamente e progressivamente gli alimenti ricchi di principi nutritivi, come carne magra, pesce pescato in mare, Parmigiano reggiano e/o Grana padano, latte vaccino biologico, yogurt arricchito con probiotici, zuppe di legumi, frutta e verdura fresche preferibilmente sotto forma di centrifugati, frutta secca» semi oleosi, miele, sciroppo d’acero, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, cereali in fiocchi e prodotti a base di farina semintegrale.

I devono essere accuratamente bilanciati nei macro e micronutrienti e distribuiti in piccoli spuntini (da 8 a 10) nel corso della giornata per abituare nuovamente l’apparato gastrointestinale a ricevere e metabolizzare il cibo. È necessario bere almeno due litri di acqua mine, rale naturale a elevato apporto di calcio, nel corso della giornata, sorseggiandola lentamente ed evitando di assumerla durante i .
Alimenti da evitare Tutti i prodotti industriali a base di farine raffinate, addizionati con additivi, a elevato apporto di sale o di zucchero (saccarosio).
Caffè o tè nero (è possibile consumare 1-2 tazze di tè verde, bancha kukicha, lontano dai pasti e dolcificato con miele vergine integrale).
Bevande gasate, bibite, vino, birra e superalcolici.

– Integrazione alimentare
Integrare l’ con zenzero, menta piperita, lievito di birra, germe di grano, gomasio (sale marino integrale pestato nel mortaio con semi di sesamo tostati), tahin (crema di sesamo bianca), semi di ravanello, lampone, riso (escluso quello integrale).
Preparati multivitaminici secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Preparati multiminerali secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti);
Olio dipesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali; i
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Preparazioni di uso tradizionale, ma non tossiche, sono l’infuso dei fiori del Cardo santo, oppure il vino con le sommità di Centaurea minor oppure ancora la tisana ottenuta con la scorza dell’ Arancia amara. A chiudere la carrellata delle piante di uso comune gli estratti di semi di

Fieno greco (Trigonella foenum graecum), tipico rimedio popolare indicato nei soggetti magri e astenici.
Una volta esclusa una malattia vera e propria (gastrite cronica, tumorale insufficienza renale, disturbo psicologico o psichiatrico, ecc.) potranno essere usate anche le erbe. La corteccia di China rappresenta probabilmente il rimedio più conosciuto ed apprezzato, sia come aperitivo sia come digestivo. E senza ricorrere ai liquori, fin troppo diffusi, è sufficiente l’assunzione dell’estratto fluido, dose di 20-30 gocce in mezzo bicchiere di acqua, da assumere, sorseggiandolo, mezz’ora prima del pranzo e della cena. Unica avvertenza, che vale del resto per tutti gli amari: la China è controindicata nei soggetti sofferenti di ulcera gastrica o duodenale.

La Genziana (Genziana lutea), nella dose di 25 gocce 2-3 volte al giono prima dei pasti, invece è una pianta erbacea comune anche nelle nostre Alpi e Pre-Alpi, di cui si utilizzano le radici, molto amare, da assumere, sempre per periodi limitati, non come decotto, bensì sottoforma di estratto idroalcolico. La pianta aumenta la secrezione acida dello stomaco, ne regola il movimento e stimola l’appetito proprio per un meccanismo nervoso riflesso.
Due piante orientali indicate in particolare nei soggetti astenici con disappetenze di origine nervosa, sono il Ginseng e lo Zenzero.
La prima, ritenuta una panacea in Oriente e non solo, in realtà migliora il senso di benessere dell’individuo, le prestazioni fisiche e mentali, aumenta la resistenza alle malattie. Ebbene il Ginseng (Panax Ginseng) aiuta in particolare il convalescente e l’anziano nel mantenere una buona cenestesi e un’ottimale assimilazione dei nutrienti a livello intestinale. Molta cautela in caso di assunzione contemporanea di altri farmaci.
Il rizoma di Zenzero (Zingiber officinale), sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-20 gocce, due volte al giorno prima dei pasti, invece è ben conosciuto ed apprezzato nel migliorare l’appetito soprattutto nei aggetti affetti da dispepsia.

Originally posted 2014-10-08 10:50:52.

Afta 180x180 - Afta

Afta

È un’ulcerazione superficiale, un’erosione assai dolorosa, spesso multipla, che si localiza sulla mucosa interna delle guance e della labbra (ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato). Dapprima emerge una piccola vescicola, che nel giro di 24-48 ore, diventa una rotondeggiante erosiva, dal colorito biancastro, circondata da un alone rosso intenso. Il fastidio dominante è il bruciore doloroso, che a volte può persino rendere difficoltosi l’ e il semplice parlare. La può essere accompagnata qualche volta da un’adenopatia (l’ingrossamento e il dolore ai linfonodi vicini per la reazione infiammatoria). L’ singola generalmente guarisce spontaneamente in 5-10 giorni, ma può ripresentarsi, anche di frequente. Una causa precisa non è stata ancora accertata. Vengono chiamati in causa svariati fattori: dai disordini dell’immunità alle infezioni virali, dai piccoli traumi locali alle microcarenze di qualche nutriente (come il ferro o l’acido folico). In gioco ci sono anche i periodi di forte stress psicofisico. Di certo, la cattiva igiene orale contribuisce a influenzare l’emersione di questi fastidiosi “crateri”, proprio perchè favorisce la formazione della famigerata placca, costituendo un florido deposito di batteri. Purtroppo, non essendo note le reali cause del fenomeno, non esistono preventivi: adeguata igiene orale e alimentazione il più possibile variata (che comprenda tutti i gruppi di ) restano principi sicuramente validi.


La presenza di afte è molto rilevante: può variare dal 20% al 65%. La causa è sconosciuta, anche se sono noti i fattori predisponenti: stress, agranulocitosi, neutropenia, enteropatia da glutine, colite ulcerosa, insuffi- cienza renale, deficit vitaminico del gruppo B. Lesioni simili alle afte possono essere provocate da malattie come l’eritema multiforme, il lichen planus, il pemfigoide della mucosa orale e il pemfigo volgare: una corretta anamnesi, un’attenta osservazione ed eventual-
mente anche l’esame istopatologico e l’immunofluorescenza sono molto importanti. Agenti chiamati in causa come responsabili sono il virus herpes simplex, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus, ma il loro ruolo è incerto. Molto frequentemente si ha una correlazione con i fenomeni di immuno-soppressione causati dall’infezione dell’HIV. Una distinzione delle afte può essere effettuata in base alla dimensione e diffusione.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte maggiori con decorso clinico più lungo, localizzate preferibilmente alla mucosa labiale, nel palato molle.
Afte erpetiformi sono gruppi numerosi di ulcerazioni puntiformi e prediligono il sesso femminile in età adulta. Le afte minori non necessitano di : guariscono spontaneamente in circa 8 giorni. Le afte maggiori o multiple possono trovare beneficio con sciacqui con clorexidina e con l’applicazione locale di cortisoni topici in forma liquida o viscosa. Possono essere utili l’applicazione topica di pomata di lidocaina, l’integrazione vitaminica del gruppo B e l’assunzione di farmaci ansiolitici. È chiaro che, in caso di ulcere aftose che costituiscano l’espressione di una malattia sistemica, il deve essere orientato alla malattia di base. Deve essere comun-
que valutata una carenza di vitamina B12, di folati o ferro. Altri farmaci utili sono il prednisone, la colchicina, il dapsone e il talidomide. Più recentemente sono stati studiati l’azatioprina, le gammaglobuline, l’isoprinosina, l’interferone, l’etretinato, gli inibitori delle monoamino-ossidasi e la pentossifillina.


Numerosi sono i medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’afta. Di essi vengono ricordati i principali con le relative indicazioni specifiche. Borax5 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il borato di sodio è una polvere utilizzata in omeopatia per il trattamento delle ulcerazioni circoscritte della mucosa del cavo orale. L’afta presenta margini piani e arrossati con una superficie grigiastra o giallastra. La lesione è intensamente dolorosa, in particolare nella fase iniziale, quan-
do provoca difficoltà nell’assumere cibo. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua tiepida bollita. Abitualmente si consiglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo. Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione.

Mercurius solubilis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il mercurio solubile omeopatico è il medicinale specifico per il trattamento delle stomatiti e delle forme di afta caratterizzate da erosioni superficiali con tendenza ad evoluzione lenta. Spesso si associa scialorrea, alitosi fetida e ingros-
samento dei linfonodi regionali. Secale cornutum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La segala cornuta è un fungo parassita dei fiori di segale che viene utilizzato omeopaticamente per le forme di afta ribelle, in quanto agisce a livello delle arteriole facilitando il processo riparativo a livello della mucosa.
Sulfuricum acidum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’acido solforico viene utilizzato in omeopatia per la tendenza alle afte a livello del cavo orale e per i rigurgiti gastroesofagei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il Fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza, che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene. La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi; JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola) che espelle il vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano; NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yane e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre nel caso di un’afta da deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang.
Possono inoltre essere utilizzati punti del Sistema Auricolare quali Bocca, Cuore, Milza, Reni e Surreni.
La terapia va eseguita seguendo un ciclo di 10 applicazioni durante le quali si possono osservare miglioramenti fino alla guarigione arrivati alla quale ci si può fermare.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di stress e di attività fisica intensa e prolungata con conseguente abbassamento delle difese immunitarie è necessario aumentare l’apporto di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e di alimenti proteici per ostacolare lo sviluppo di infezioni e accelerare il processo di cicatrizzazione: frutta e verdura fresche e di stagione, cereali integrali e legumi biologici, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, pesce pescato in mare, yogurt arricchito con batteri probiotici, kefir e tè verde. Per facilitare la risposta immunitaria e antinfiammatoria dell’organismo può essere utile dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, come il salmone selvaggio, il merluzzo (pescato nei mari del Nord), l’aringa, lo storione, le acciughe, le sardine, l’halibut, il pesce persico, i semi di lino, di girasole, di zucca, di sesamo, le noci, l’olio di semi di vinacciolo, di lino, di girasole, di noci e di mais (tutti rigorosamente biologici e spremuti a freddo).
Alimenti da evitare In caso di intolleranze o di allergie alimentari è necessario impostare per almeno due settimane un regime dietetico che prevede l’eliminazione dei cibi a elevato apporto di zucchero raffinato e/o addizionati con additivi, di bibite, bevande alcoliche, latte e latticini, uova, arachidi, soia, pasta, pane e prodotti da forno a base di frumento e lievito chimico.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di pes0 corPoreo’ Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Unco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento); fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, caffè o tè);
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento). Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nella maggior parte dei casi la terapia delle afte è abbastanza empirica, non conoscendo le vere cause del fenomeno. Ed anche le piante utilizzate nell’uso comune sono proprio dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Nella tradizione popolare viene applicata la sottie pellicola della cipolla direttamente sulla lesione, ma anche lo stesso suco di limone. Piante medicinali più specificamente indicate nella moderna terapia delle afte sono certamente YAloe vera di cui sfruttiamo il gel elle foglie, dotato di attività antinfiammatoria, mucoprotettrice ed imunostirnolante. Questo può servire pure come veicolo di oli essenziali a applicare per toccature ripetute.

Ad esempio, il gel delle foglie di Aloe vera è molto utile come emolliente e protettivo per la cute e per le mucose irritate in quanto contiene molti polisaccaridi, glicoproteine (lectine) e acqua. Può essere applicato direttamente dalla foglia, ma è già disponibile anche in molti prodotti sul mercato. II gel di Aloe serve pure come veicolo per sostanze anestetiche. Dalle foglie della Calendola (Calendula officinalis) invece si ottiene un estratto ricco di sostanze cicatrizzanti e antinfiammatorie, in particolare triterpeni, polisaccaridi e polifenoli. Può esser ottenuto un oleolito o meglio una tintura alcolica per la preparazione di gel per toccature locali. Altro olio utilizzabile allo scopo è quello di Iperico, tipico rimedio tradizionale, ottenuto tenendo a macerare in olio di oliva le sommità fiorite di Iperico [Hypericum perforatum). V olio diventa rapidamente rossastro, e la presenza di flavonoidi e iperforina lo rende ottimo emolliente, antinfiammatorio e cicatrizzante.
Nei soggetti con frequenti recidive sono utilizzate piante ad attività immunostimolanti come lo stesso Astragalo (Astragalus membranaceus) sotto forma di estratto fluido,20 gocce 2 volte lontano dai pasti; l’Eleuterococco (Eleuterococcus senticosus) 1-2 capsule al mattino prima di colazione, per periodi di almeno 6 mesi.

Originally posted 2014-10-07 14:51:30.

Congiuntivite 180x180 - Congiuntivite

Congiuntivite

È l’infiammazione della congiuntiva, la membrana mucosa che riveste la faccia posteriore delle palpebre e la parte anteriore dell’occhio. È generalmente caratterizzata da irritazione, bruciore, sensazione di corpo estraneo e lacrimazione. Può essere infettiva (causata da batteri o virus) oppure allergica (nel qual caso, il sintomo fondamentale che presentano i pazienti è costituito dal prurito, continuo, esasperante, che costringe a stropicciarsi ripetutamente gli occhi nel tentativo di ottenere un leggero giovamento). Quella batterica (le diverse specie di stafilococco sono gli agenti più comuni) può essere di solito distinta dalle altre forme di congiuntivite per la presenza di una secrezione mucopurulenta bianco-giallastra (a causa della quale le palpebre fanno fatica ad aprirsi al risveglio). Inoltre, è di solito monolaterale, contrariamente a quanto avviene nella congiuntivite virale, che di norma interessa all’inizio un solo occhio per poi coinvolgere anche l’altro. Si chiama “gigantopapillare” quell’infiammazione congiuntivale di origine allergica (spesso associata all’uso prolungato di lenti a contatto, soprattutto morbide): sulla superficie interna della palpebra superiore si formano delle papille, dure e appiattite, del diametro di oltre 1 millimetro, che disegnano uno strato continuo
ad acciottolato, con dolenzia, rossore, secrezione e senso di secchezza.


È importante non confondere “l’occhio rosso” con una congiuntivite. Il dipende dalla causa, che può essere virale, batterica, allergica, traumatica, o da clamidia. Una visita medica è opportuna in caso di dolore agli occhi con alterazioni della vista.

Lacrime artificiali
Gli occhi secchi sono molto predisposti alla congiuntivite: sarebbe necessario fare uso di lacrime artificiali.

Applicazioni
Per alleviare i sintomi iniziali della congiuntivite è opportuno effettuare applicazioni umide e tiepide sull’occhio per venti minuti tre volte al giorno.

Gocce
Due gocce di tobramicina o gentamicina possono essere instillate ogni quattro ore per circa una settimana. Qualche volta si prescrivono gocce di betadine oculari. Se c’è infezione non usare gocce contenenti cortisone.

Congiuntivite allergica
Esistono soluzioni antistaminiche da usare in caso di congiuntivite cronica da allergia.


La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla natura della congiuntivite e sulle caratteristiche della sintomatologia. Si distingue un trattamento generale e locale.

Trattamento generale
Aconitum 9 CH 5 granuli. Congiuntivite dopo un colpo di freddo che ha interessato gli occhi.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli ogni ora. Cheratocongiuntivite. Le congiuntive sono edematose. Alternare con Ruta.
Belladonna 5 CH 5 granuli ogni 2 ore. Congiuntivite con arrossamento intenso. Alternare con Euphrasia.
Euphrasia 5 CH 5 granuli ogni 2 ore. Congiuntivite con lacrimazione che irrita intensamente le palpebre. Edema, arrossamento, bruciore,
Prurito, impressione di corpo estraneo, con lacrimazione continua, abbondante, irritante, escoriante. Secondo la ‘similitudine magica delle signature’ il fiore di eufrasia ricorda l’iride e questo ne indicherebbe l’uso per numerose affezioni oculari (blefariti, congiuntiviti, cheratiti, iriti, infiammazioni della cornea) di origine virale o allergica. A livello popolare l’eufrasia è nota con l’appellativo di ‘spezza occhiali’.
Galphimiaglauca 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Oculorinite allergica con prurito e lacrimazione, rinorrea acquosa e crisi di starnuti. È il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento sintomatico delle manifestazioni allergiche stagionali.
Ledum palustre 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Congiuntivite di origine post-traumatica. In questo caso si associa ad Arnica montana.
Mercurius corrosivus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Congiuntivite con pus irritante. Le palpebre sono arrossate, irritate, edematose, brucianti.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Congiuntivite con materiale purulento non irritante.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli ogni ora. Cheratocongiuntivite. Arrossamento dovuto ad affaticamento visivo conseguente a lavori minuziosi in ambiente non adeguatamente illuminato (lavoro al terminale,
revisione di testi, lavori di segreteria… ).

Trattamento locale
Calendula 3 DH – Euphrasia 3 DH Alcune gocce di un collirio contenente calendula ed eufrasia alla terza diluizione decimale hahnemanniana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato dall’aggressione di fattori esterni come il Vento caldo dovuto ad agenti chimico-fisici e dal Fuoco di Fegato e di Vescica Biliare.
La terapia consiste nel disperdere il Vento caldo, eliminare l’edema e sedare la sintomatologia dolorosa:
FENG CHI (stagno del Vento, localizzato nella depressione fra i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio) che elimina il Vento e purifica il Calore;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
SHANG XING (stella superiore, localizzato 1 cun dietro la linea anteriore di impianto dei capelli) che disperde il Calore ed il Vento;
YANG (grande Yang, localizzato nella depressione temporale) che illumina gli occhi, elimina Vento e Calore e purifica il Calore.
E disperdere il Fuoco di Fegato e Vescica biliare:
FENG CHI;
HEGU;
XONG ZI JIAO (osso della pupilla, localizzato 0,5 cun a lato dell’occhio) che espelle Vento e Calore e illumina gli occhi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZAN ZHU.
Punti del Sistema Auricolare associabili sono gli apici delle orecchie,
Fegato, Occhi, e Vescica biliare.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: XIEQING WAN
Radix Gentianae……………………..6g
Fructus Gardeniae……………………9g
Radix et Rhizoma Rhei………………..6g
Rhizoma Ligusticum ChuanXiong…………6g
Radix Angelicae Sinensis……………..3g
Rhizoma seu Radix Notopterygii………..6g
Radix Ledebourielìae…………………9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi.


Consigli dietetici

consigliati Dare la preferenza agli ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di vitamina B6 come avocado, banane, carote, fiocchi d’avena, farina integrale, gamberetti, germe di grano, lenticchie, lievito di birra, nocciole, riso, salmone, semi di girasole, tonno, soia e derivati.
Privilegiare la carne biologica e cuocere al vapore, o al cartoccio in forno, le verdure surgelate per non aumentare la perdita di vitamina B6.
Alimenti da evitare Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare è necessario limitare drasticamente il consumo di carne e di pesce di allevamento, uova e latticini non biologici, perché contengono residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il , soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
Eliminare (soprattutto nella fase acuta) lo zucchero (saccarosio) e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai ;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per alcuni giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).

FITOTERAPIA
In caso di forme di congiuntivite leggera, che non necessitano di un trattamento specifico di competenza oculistica, si possono utilizzare su base empirica come blandi antinfiammatori i tradizionali colliri a base di Euphrasia e
Camomilla. Invece per patologie croniche, anche di origine allergica, si possono utilizzare a base di sostanze antinfiammatoria e immunomodulatrici.
In altri casi, soprattutto quelli su base allergica, l’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha una spiccata azione antinfiammatoria grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. È indicata nella prevenzione e terapia delle congiuntiviti croniche allergiche.
La Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice, soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata
biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
I rimedi antinfiammatori tradizionali sono invece da usarsi nelle forme più acute, come ad esempio l’estratto di Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale, il trattamento della flogosi e dell’edema periarticolare, che nella patologia oculare è particolarmente significativo trattandosi di tessuti molli. Qualora il sintomo dolore fosse prevalente, può invece essere molte utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens), di cui si usano estratti secchi ottenuti dalle radici secondarie.

Originally posted 2014-10-10 11:44:41.

Aterosclerosi

Aterosclerosi

L’ è una patologia infiammatoria cronica che colpisce lo strato interno della parete arteriosa. Questo diventa spesso e irregolare in seguito all’accumulo di grassi e colesterolo. Ciò porta alla comparsa di una placca (a ter orna), che determina una riduzione del calibro dell’arteria e, di conseguenza, una diminuzione del flusso sanguigno. La placca stessa può altresì andare incontro a una rottura dando luogo a fenomeni trombo-emboiki: l’ictus celebrale e l’infarto del miocardio costituiscono nella maggior parte dei casi la conseguenza di questo fenomeno. Varie ipotesi sono state avanzate per spiegare la genesi del danno all’endotelio (lo strato di cellule piatte che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni): l’ipotesi classica sostiene che il processo aterosclerotico è strettamente associato all’azione di svariati fattori di rischio (diabete, ipertensione, abuso cronico di alcol, elevati livelli di colesterolo, vita sedentaria, fumo); la teoria infettiva mette invece in relazione il danno alla parete arteriosa con l’aggressione di diversi microrganismi e in particolare con la Chlomydio pneumonioe, infine, c’è chi chiama in causa le reazioni autoimmunitarie. L’ sì sviluppa lentamente nel corso della vita e non produce alcun sintomo, finché il danno alle arterie non è di gravità tale da ridurre il flusso sanguigno Le arterie colpite più precocemente ed estesamente dall’ sono quelle coronarie (che nutrono il cuore), le arterie cerebrali, l’aorta, le arterie iliache e quelle degli arti inferiori, il minore afflusso di sangue al muscolo cardiaco può provocare angina pectoris o infarto, mentre il restringimento delle arterie che irrorano il cervello può causare un attacco ischemico transitorio o un ictus.


– Stile di vita
La principale terapia dell’aterosclerosi si basa sullo stile di vita: va eliminato il fumo, la pressione arteriosa deve essere tenuta sotto controllo, l’ deve essere adeguata e povera di grassi saturi e cibi eccessivamente elaborati, l’esercizio fisico deve essere praticato con regolarità.

– Alimentazione
È utile assumere antiossidanti quali la vitamina E, la vitamina C, il betacarotene, il selenio. Omega-3 e omega-6 riducono il rischio cardiovascolare.

– Farmaci
Se il presenta un livello elevato di colesterolo nel sangue, qualora risulti impossibile abbassare i valori modificando la dieta ed evitando i fattori di rischio, il medico adotta una terapia farmacologica: una drastica riduzione del colesterolo può rallentare o addirittura invertire il processo di aterosclerosi. Tutte le molecole della classe delle statine inibiscono la 3-idrossi-3-metil glutaril Coenzima A reduttasi ( Hmg-CoA), coinvolta nella sintesi del colesterolo a livello del fegato: l’inibizione di questo enzima determina in ultima analisi la riduzione dei livelli di colesterolo “cattivo** (LDL). La riduzione dei livelli di LDL è l’unico modo per prevenire la formazione, rallentare la progressione e indurre la regressione delle placche aterosclerotiche. Esistono altri farmaci diversi dalle statine in grado di ridurre il colesterolo: il medico curante decide quale approccio farmacologico sia appropriato in ciascun .
Se il paziente è iperteso si prescrivono farmaci in grado di abbassare la pressione arteriosa. È importante tenere sotto controllo il diabete e altre malattie correlate.

– Chirurgia
Se i farmaci non danno l’effetto sperato è possibile anche ricorrere a interventi chirurgici quali Yangioplastica (catetere munito di palloncino che introdotto e gonfiato all’interno dell’arteria ostruita provoca l’appiattimento della placca contro le pareti arteriose e la dilatazione del vaso), il by-pass (scavalcamento del restringimento di un vaso tramite l’innesto di una sezione di vena o di arteria prelevata dal paziente stesso) e l’endoarteriectomia (apertura del vaso e rimozione chirurgica dei depositi digrasso).


L’aterosclerosi è la forma principale di arteriosclerosi, si caratterizza per la formazione di placche di accumulo di grassi, colpisce l’aorta, le arterie coronarie, le arterie cerebrali e, tardivamente, le arterie renali, manifestandosi con i segni dell’involuzione senile, insufficienza
arteriosa agli arti inferiori, sclerosi del muscolo cardiaco. L’approccio omeopatico preventivo può rallentare e prevenire la formazione dell ateroma e le conseguenze cliniche.
Artenicum iodatum 7 CH 5 granuli al di, per cicli di due mesi. Il trioduro di arsenico che si presenta come cristalli di colore arancione, viene utilizzato in omeopatia per la tendenza all’arteriosclerosi generale e alla sclerosi a livello cardiaco. Alcuni omeopati francesi ne consi-
gliano la somministrazione sistematica per cicli di 20 giorni al mese, in tutti i soggetti oltre i 60 anni di età, per rallentare il processo della sclerosi fisiologica dovuta alta senescenza.
tìaryline I .i diluizione consigliata èia 8 DM, 1 fiala 3 volte alla settimana. La baritina è un minerale usato in litoterapia che consiste nella somministrazione di minerali e rocce diluiti e dinamizzati secondo la tecnica omeopatica. La baritina è il solfato di bario ( BaS04). Si presenta sotto forma di cristalli molto belli e sfaccettati, di lucentezza vitrea trasparente. £ abbondante in Trentino e in Sardegna. Ha proprietà ipotensiva e antiarteriosclerosi. Le principali indicazioni comprendono l’ipertensione arteriosa, i disturbi da sclerosi vascolare cerebrale, le vertigini dovute a sclerosi vascolare, i disturbi della memoria e della concentrazione nell’anziano.
Phosphorus I5CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il fosforo bianco in omeopatia e indicato nella prevenzione e nel del processo degenerativo sclerotico localizzato principalmente a livello dei vasi sanguigni e in particolare delle sindromi vertiginose delle persone anziane, dei postumi delle affezioni vascolari cerebrali e dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un buona metodica in fase di prevenzione di questo disturbo, ossia lo scopo della terapia deve essere quello di regolare il metabolismo lipidico, agendo sull’organo Milza, in modo da controllare la produzione e l’eliminazione di colesterolo e trigliceridi non permettendo così il loro deposito sulle parete dei vasi arteriosi. Contemporaneamente è possibile controllare la pressione arteriosa e l’emodinamica agendo sugli organi responsabili che sono Fegato e Pericardio.
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
È consigliabile effettuare un ciclo di terapie che prevede 10 applicazioni con un “dosaggio” settimanale di 2 sedute.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus è consigliabile seguire, per almeno 6 mesi, un regime alimentare privo di di origine animale, a eccezione del pesce pescato in mare e dell’albume d’uovo. La dieta dovrebbe basarsi sul consumo di cereali integrali, prodotti da forno preparati esclusivamente con farine integrali macinate a pietra, legumi, germogli, soia e derivati, verdura fresca (in particolare gli ortaggi a foglia verde), olio di lino ed extravergine d’oliva spremuto a freddo, noci, nocciole, frutta fresca biologica a bassa percentuale di glucidi, peperoncino rosso, zenzero, pepe di Cayenna, cannella, aglio, cipolla, porro, scalogno. In assenza di sintomi, ma in caso di stress* intenso e prolungato è consigliabile seguire un regime alimentare a basso apporto di acidi grassi saturi (pesce, pollame, carne bovina magra, latte scremato, yogurt naturale magro, ricotta) e a elevato apporto di fibre (cereali integrali, legumi, frutta – con la buccia – e verdura fresche) privilegiando i cibi ricchi di acidi grassi essenziali (salmone, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, olio di lino, di girasole, di vinacciolo, di mais, spremuti a freddo).
Alimenti da evitare Nei casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, in presenza di un’anamnesi familiare di infarto miocardico o di ictus evitare gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (burro, panna, formaggi, salumi, insaccati, carne bovina), i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi trans, i cibi a elevato apporto di zucchero (saccarosio), le bevande alcoliche (escluso il vino rosso: 1 bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo per le donne) e il caffè (soprattutto se preparato con la moka).
In assenza di sintomi, ma in caso di stress intenso e prolungato evitare i cibi a elevato apporto di acidi grassi saturi e di grassi trans, di zucchero (saccarosio) e di farine raffinate. Limitare l’apporto di vino e di caffè.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Colina aumentare l’apporto quotidiano di cavolfiore, cavolo, fagioli (tutti i tipi), lenticchie, riso, soia e derivati;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Coenzima Q1030 mg al giorno;
Vitamina E insieme alla vitamina C, favorisce l’aumento di ossigeno nel flusso sanguigno;
Vitamina B3 indicata nei casi di predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari;
Lecitina potenzia il metabolismo del colesterolo e dei lipidi per la produzione di energia cellulare;
Colina, inositolo, magnesio e vitamina B6 hanno un ruolo importante nella produzione di lecitina.
La diminuzione dei livelli ematici di selenio è stata associata allo sviluppo delle placche ateromasiche nei pazienti affetti da cardiopatie coronariche e aterosclerosi.
Secondo gli esperti lo stress può provocare Tarterosclerosi indipendentemente dai livelli ematici dei lipidi.


La Fitoterapia consente di fare un’adeguata prevenzione della malattia ateroscIeratica in quanto oggi abbiamo a disposizione alcune piante medicinali efficaci nel ridurre certi fattori di rischio. Curata con attenzione l’alimentazione (pesce azzurro, frutta e in particolare la verdura fresca, legumi e cereali integrali, scarsi grassi animali) ed eliminati i fattori esterni quali ad esempio il fumo di sigaretta, i vegetali bene possono integrare la dieta con l’apporto ad esempio di antiossidanti fa-
cilmente reperibili in alcune piante.
In passato si dava molta importanza ad esempio al decotto di Alchemilla, all’infuso di foglie di Salvia o di Noce, cosi come il macerato vinoso di foglie di vischio o la tintura di Amamelide, ritenuti tutti utili per migliorare la circolazione arteriosa. Ma non sono mai arrivale le
conferme scientifiche.
Il primo alimento-medicamento che risulta specifico per queste problematiche è invece l’Aglio (Allium sativum). È consigliabile un’assunzione costante durante l’alimentazione giornaliera, e in caso di necessità sono disponibili estratti standardizzati che consentono un intervento corretto e razionale dal punto di vista medico: riduce l’aggregabilità piastrinica e i valori di colesterolo, mentre aumenta la fibrinolisi.
Quando serva intervenire in senso terapeutico dell’aglio utilizziamo invece estratti secchi ottenuti dal bulbo fresco, titolati e standardizzati in allucina, in modo da consentire un adeguato programma terapeutico. Cautela, perché questi preparati possono interagire con numerosi farmaci.
Le piante medicinali a più alto tenore in antiossidanti sono invece la Vite e il Tè verde. In particolare della Vite {Vitis vinifera) utilizziamo estratti titolati in oligomeri procianidolici ottenuti dai semi. Posologia media da 100 a 400 mg/die, mentre del Tè verde ( Camelia sinensis) abbiamo a disposizione estratti privi di caffeina e titolati in polifenoli. Queste sostanze hanno dimostrato la capacità di prevenire i danni da ischemia tissutale.
La Ginkgo e il Biancospino infine sono due piante i cui estratti, sotto controllo medico, possono essere utilizzate per contrastare il ridotto afflusso di sangue ai vari organi (cervello, cuore, rene, arti ecc.) con progressiva riduzione delle funzioni.

Originally posted 2014-10-08 15:17:17.

Afonia 180x180 - Afonia

Afonia

È la perdita totale della voce, ma di più comune riscontro è la distonia, un’alterazione dell’emissione vocale. Può riconoscere svariate cause. Innanzitutto, un’infiammazione a carico della laringe, la porzione delle vie aeree che ospita le corde vocali, organo fondamentale della fonazione. Nella laringite (catarrale acuta, in genere di natura virale), la voce, per la non perfetta vibrazione delle corde, diventa roca o velata, tende ad abbassarsi e a volte scompare del tutto. Altre cause: una prolungata esposizione al freddo, l’inalazione di vapori irritanti, l’inquinamento atmosferico ma anche l’effetto dell’aria condizionata durante la stagione estiva. A irritare le corde vocali intervengono, ancora, l’abitudine al fumo o all’alcol, e anche l’abuso o il cattivo uso
dell’emissione vocale. Responsabili della disfonia sono pure i polipi laringei (in cui la disfonia risulta “capricciosa” in rapporto alle dimensioni e alle diverse posizioni della formazione); i noduli vocali (qui la raucedine inizialmente leggera, diventa successivamente continua) e la paralisi laringea (per una dei nervi che governano i muscoli laringei e i movimenti delle corde vo-
cali). Alterazioni della voce possono costituire altresì il segno di un disordine ormonale (per esempio, a carico della tiroide). Proprio perché molteplici sono le cause che producono una disfonia, la corretta diagnosi deve innanzitutto focalizzarsi sulle abitudini professionali del , sul suo ambiente di lavoro e sul consumo di sigarette o alcol. Un’accurata ispezione della laringe (mediante la laringoscopia indiretta con specchietto tradizionale o con la fibroscopia a ottiche rigide o flessibili) permetterà di definire l’affezione responsabile della disfonia.


Per si intende la perdita, parziale o totale, della capacità di parlare con un normale tono di voce. La causa può essere semplicemente un uso eccessivo della voce, oppure l’ può essere associata a una malattia come la bronchite o essere provocata da paralisi delle corde vocali (lesione o malattia dei nervi laringei); talvolta la causa è psicologica e l’ può essere sintomo di isterismo. In tutti questi casi la terapia è rivolta alla risoluzione della malattia di base. Altra causa di può essere il tumore della laringe; in questo caso, se la malattia e operabile, si procede all’asportazione chirurgica del tumore, di una corda vocale o della laringe (laringectomia) ed è possibile insegnare al paziente a parlare di nuovo.


L’approccio omeopatico risulta efficace nel della raucedine e dell’afonia conscguente a sforzo vocale e in quelle di origine infettiva virale.

Preparazione a sforzo vocale
Arnica 5 CH 5 granuli, prima dello sforzo vocale in persone che tendono al sovraffaticamento vocale come cantanti, coristi, gente di spettacolo, oratori, insegnanti.

Dopo sforzo vocale
Argentum metallicum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, diradando in base al miglioramento. È il medicinale specifico per la laringite di cantanti o oratori. Caratteristica è la sensazione di escoriazione nel laringe. Tende a peggiorare parlando, deglutendo o tossendo. Arnica montana 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Adatta per l’afonia dopo aver parlato, cantato o gridato a lungo.
Arum triphyllum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore, nella raucedine con variazione continua nel timbro della voce ora velata, ora chiara (voce bitonale).
Rhus toxicodendron 7CH 5 granuli, 3 volte al dì quando la raucedine all’inizio del discorso o del canto migliora progressivamente con l’esercizio vocale.

Da raffreddamento
Aconitum 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine improvvisa, in genere di sera, dopo esposizione a freddo secco o a vento freddo. Talora si associa febbre elevata, ma senza sudorazione.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore quando la raucedine si manifesta dopo un bagno freddo.
Dulcamara 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore per la raucedine da tempo umido.

Paralisi delle corde vocali
Argentum nitricum 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore nella disfonia da emozione o da panico. Caratteristico è il continuo bisogno di ‘raschiarsi la gola1 per attenuare il fastidioso senso di scheggia a livello della gola.
Causticum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì nella disfonia di origine virale o dopo sforzo vocale importante. Si aggrava al mattino. Sensazione di laringe messa a vivo. Migliora con un sorso di acqua fredda.
Phosphorus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì per la disfonia con dolore.
Si aggrava parlando e verso sera.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causatoda tre tipi di fattori: il primo, esterno, e il Vento, il secondo, intermedio, è rappresentato da virus e batteri, mentre il terzo fattore, endogeno, è lo stress psico-fisico.
Essendo un problema che coinvolge comunque le vie respiratorie alte l’organo che viene interessato è il .
La terapia consiste nel rinforzare le difese immunitarie e riequilibrare i fattori intermedio e soprattutto quello endogeno perché la componente psichica se non trattata può aggredire ulteriormente le difese rendendo l’organismo più sensibile e vulnerabile agli agenti patogeni.

– Agopuntura
Punti importanti per il trattamento dell’afonia sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e
della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore; NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da fare anche tutti i giorni, al termine del quale si lascia intercorrere un mese in cui si attende, se non ci fosse già stato durante il trattamento, l’effetto terapeutico. Se questo si rivela soddisfacente o se il paziente è guarito dal disturbo non
si fa più nulla, altrimenti è consigliabile un secondo ciclo di richiamo di 5 applicazioni per arrivare a un livello di guarigione migliore.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
consigliati Nella fase acuta è necessario sorseggiare nel corso della giornata 1,5-2 litri di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e ricca di bicarbonati. L’idratazione è fondamentale per dare sollievo all’irritazione delle corde vocali. Privilegiare un regime alimentare a elevato apporto di proteine, aumentando il consumo di carne magra, pesce e legumi, per potenziare la produzione di anticorpi.
Dare la preferenza ai cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine e sali minerali come aglio, cipolle, broccoli, pomodori freschi e salsa di pomodoro, ortaggi a foglia verde, sedano, peperoni, germogli di alfa-alfa e di soia, uva sultanina, noci, nocciole, avocado, arance, pompelmo, kiwi, papaia, limone, fragole, melone, albicocche, ciliegie, frutti di bosco, cereali integrali e pane prodotto con farine integrali macinate a pietra e fiocchi d’avena a lievitazione naturale, per aumentare le difese naturali dell’organismo. Integrare la dieta abituale con sale marino integrale (in sostituzione di quello raffinato), cannella, alloro, zenzero, luppolo, peperoncino rosso, germe di grano e lievito di birra. Piccoli quantitativi sono sufficienti per aiutare l’organismo a combattere e prevenire la diffusione dell’infezione.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare le bevande alcoliche, i prodotti industriali addizionati con additivi, le farine e lo zucchero raffinati, il latte e i derivati.

– Integrazione alimentare
Nella fase acuta somministrare:
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai e da bevande contenenti caffeina; Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Selenio 80 mcg al giorno la sera prima del riposo notturno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).


Nei casi di raucedine fino all’afonia è indicata una possibile terapia antinfiammatoria quando si sospetti una infezione virale, e in questi casi la pianta certo più utile è l’Echinacea {Echinacea purpurea, E. angusti/olia, E. pallida). Si tratta di una pianta originaria della medicina tradìzionale degli indiani del Nord America, i quali la sfruttavano come rimedio contro i morsi di serpente, come afrodisiaco e pure contro il mal di ola. Oggi ‘a pianta, utilizzata sotto forma di estratto ottenuto dalla radice è apprezzata in particolare per le sue proprietà immunostimolanti. In
realtà gli estratti idroalcolici della pianta, ricchi non solo in polisaccaridi ma anche in polifenoli, hanno la caratteristica duplice proprietà antinfiammatoria e immunostimolante, quindi indicati nella terapia a breve termine delle afonie e raucedini da raffreddamento. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente. Nelle forme invece sostenute da un cattivo uso della voce, come succede spesso nei cantanti o negli insegnanti, l’afonia è sostenuta in realtà di sfiancamene delle corde vocali, e anche i classici decotti di Elicriso (chiamata appunto “erba dei cantanti”) in realtà non portano grandi benefici.
Possono invece essere indicati, magari con l’aggiunta di radice di liquirizia, nelle forme di disfonia tipiche dei soggetti fumatori su base infiammatoria cronica. L’uso del decotto di Altea, raccomandato in passato contro forme di tosse e catarro bronchiale, non porta alcun vantaggio in quanto i polisaccaridi della pianta non vengono assorbiti dal tubo digerente
Cautele particolari devono essere invece adottate nei casi in cui si utilizzano estratti di liquirizia per periodi prolungati o in associazione ad altri farmaci. Possibili complicanze sono infatti l’ipopotassiemia e l’ipertensione arteriosa.

Originally posted 2014-10-07 14:18:21.

Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del );
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 


Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.

– Farmaci
Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a dolore e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.


– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di vitamina E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare dolore mammario, diminuzione del desiderio sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Attacchi di panico 180x180 - Attacchi di panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un episodio improvviso, acuto, contrassegnato da paura intensa e malessere generalizzato. La crisi insorge bruscamente, e raggiunge la sua massima intensità nel giro di pochi minuti. L’episodio è accompagnato da una ricca e vivace gamma di sintomi tipicamente neurovegetativi: palpitazioni, senso di soffocamento, oppressione toracica, vampate di calore o di freddo, tremori, sudorazione, nodo della gola, la sensazione di essere prossimi a svenire. Un corteo di manifestazioni fisiche che si associa a un drammatico vissuto psicopatologico, dove la fanno da padrone il timore di
perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle personali azioni, nonché il senso di morte imminente. L’episodio in genere è di breve durata. Alla fine dell’attacco, la persona appare del tutto spossata, con addosso una sensazione di fatica, di vuoto alla testa, di generale apprensione, uno stato psicofisico capace di protrarsi anche per qualche giorno. Ulteriore disturbo accusato da chi soffre di è il fenomeno della depersonalizzazione: si ha cioè la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Ogni attacco può generare una preoccupazione sempre maggiore chiamata “ansia anticipatoria”, che può accrescersi a tal punto da spingere la persona a evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati le precedenti crisi. La fascia di età più a rischio è quella che va dall’adolescenza fino ai 30-35 anni.


È importante escludere che ci siano malattie organiche che provochino gli attacchi di panico, in particolare Pipertiroidismo oppure condizioni quali l’abuso di droghe e alcol (o l’astinenza da queste sostanze). Alcuni farmaci da banco possono scatenare attacchi di panico: consultare un medico per chiarire la situazione.

– Terapia cognitiva comportamentale
La maggior parte dei pazienti ha benefìcio dalla terapia cognitiva comportamentale che consiste nell’esporre alla situazione che causa panico prima nell’immaginario poi nella realtà: è necessario che questa esposizione avvenga con l’aiuto di uno psichiatra o di un terapeuta, con l’assunzione concomitante di farmaci. La psicoterapia psicodinamica è un’altra possibilità offerta da psicologi o psichiatri.

– Farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono essere usati per trattare attacchi di panico e depressione. L’escitalopram sembra essere uno dei farmaci migliori per dominare l’ansia. Vengono anche usati gli antidepressivi triadici, mentre le benzodiazepine rappresentano una seconda scelta. Tutti questi farmaci possono generare dipendenza, ma sono utili quando gli attacchi di panico sono gravi.

– Complicanze
I programmi terapeutici devono tenere conto di eventuali patologie concomitanti, come malattie cardiache o respiratorie. Un approccio terapeutico intenso è utile perché gli attacchi di panico possono peggiorare le malattie concomitanti.


Alcuni medicinali omeopatici sono particolarmente indicati per controllare, superare o prevenire le reazioni da panico.
Aconitum 15 CH 5 granuli, 2-4 volte al dì, secondo l’intensità della sintomatologia. L’aconito è una pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, utilizzata in omeopatia per le affezioni caratterizzate da un inizio brutale e dalla violenza dei sintomi. Caratteristica è l’agitazione fisica incontrollabile e l’ansia con stato di eccitazione generale e paura di morire. In generale si tratta di soggetti giovani forti e reattivi che diventano preda di un intenso senso di angoscia per l’intensità dei fenomeni generali, come la febbre o il dolore.
Ambra grisea 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il preparato omeopatico è ottenuto dalle secrezioni intestinali del capodoglio ed è adatto ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema e il pa-
nico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società.
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. È il nitrato d’argento adatto al soggetto che ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Vorrebbe aver terminato prima ancora di iniziare.
Lamenta una progressiva diminuzione delle capacità intellettive e, in particolare, della memoria. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a emozioni e stress. Caratteristica è la reazione da panico in anticipo rispetto alla prestazione.
Gelsemium sempervirens 30 CH 5 granuli al bisogno o una monodose una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento, per evitare la reazione da panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa di un intervento chirurgico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo solitamente in relazione alla patologia d’origine, non solo sintomaticamente, quindi nelle condizioni di una sindrome ansiosa o una sindrome depressiva.
Gli organi interessati sono perciò Fegato, Cuore e Milza e la terapia consiste in tre aspetti: calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata quale affanno respiratorio, palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
A disperdere calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
In caso di deficit di Yin:
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a Iato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
In caso di deficit del Qi di Cuore e Milza:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a Iato deirapofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue.
A tonificare il Qi di Cuore e Vescica Biliare:
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Si consigliano 10 sedute da eseguire 3 volte alla settimana da ripetere dopo 1 mese.


– Consigli dietetici
consigliati Dare la preferenza agli ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo (proveniente da animali allevati all’aperto, alimentati esclusivamente a foraggio e ai quali non vengono somministrati antibiotici e ormoni), pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, cereali integrali in chicchi e in fiocchi, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamine del gruppo B 25 mg al giorno in un’unica somministrazione;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due principali;
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.


Le piante medicinali giocano oggi un ruolo importante nella prevenzione e cura delle manifestazioni acute di ansia, o meglio degli attacchi di panico. E questo non tanto con i consigliati dalla medicina popolare, infusi di Camomilla, aroma di Basilico, tintura di Avena, o addirittura le famose cure a base di albicocche, ritenute preziose contro le astenie intellettuali. In realtà potevano servire in passato solo per un loro eventuale effetto placebo Oggi invece abbiamo a disposizione piante che vengono si dalla medicina popolare, ma che sono state studiate e utilizzate secondo i canoni della medicina scientifica.
Nella maggior parte dei casi la prevenzione può esser effettuata con l’Erba di S. Giovanni, il cui nome proprio è Iperico {Hypericum perforatum). Questa pianta in passato conosciuta anche con il nome di “scacciadiavoli” in realtà si è dimostrata contenere sostanze attive capaci di modificare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre il livello di ansia e mantenere alto il tono dell’umore.
Anche nei soggetti non depressi sono proprio i farmaci che aumentano il livello di serotonina nel cervello che si sono dimostrati capaci di ridurre l’incidenza degli attacchi di panico. E questo vale anche per le piante medicinali. Ebbene l’Iperico, in maniera molto simile, aumenta il livello di serotonina, ma anche di noradrenalina e dopamina, a tal punto da poter essere utilizzato come vero e proprio farmaco antidepressivo.
Ma la raccomandazione importante è sempre quella di evitare il fai-da-te, e in relazione alle singole esigenze e alla terapia eventualmente già in atto, anche le piante medicinali potranno variamente essere associate tra loro a scopo sinergico. La prescrizione medica consentirà di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali (in realtà abbastanza rari), ma anche quello più elevato di interazione con altri farmaci. L’Iperico infatti interferisce con i farmaci salvavita come ad esempio la ciclosporina, ma anche degli estro-progestinici, anticoagulanti ecc., con gravi rischi per la
salute se assunti contemporaneamente.
Al bisogno, ed integrate alla precedente terapia, saranno inserite anche piante medicinali quali Passiflora incarnata, Melissa offìcinalis o Scutellaria. La posologia deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapista.

Originally posted 2014-10-08 15:29:56.

Calcolo renale 180x180 - Calcolo renale

Calcolo renale

Un nasce perché alcune sostanze disciolte nelle urine precipitano sotto forma di cristalli e successivamente si aggregano. Le cause di questo processo vanno ricercate in alcuni eventi che possono agire isolatamente o in associazione: per esempio, una sovrabbondante concentrazione di sali urinari, la carenza di sostanze che normalmente impediscono la precipitazione dei composti disciolti nelle urine, e anche la presenza di materiali estranei che fungono da “supporto” per l’aggregazione dei cristalli. La composizione dei calcoli renali è variabile: risultano per lo più costituiti da ossalato e fosfato di calcio, ma possono essere composti anche da acido urico, fosfato ammonio-magnesio (segno di infezioni batteriche pregresse) e, più raramente, da cistina. Quando il calcolo finisce per incunearsi nelle vie urinarie a valle esplode l’episodio di colica renale, che presenta caratteristiche ben precise: il dolore, intensissimo, insorge all’improvviso e bruscamente raggiunge la massima intensità; la sede è quasi sempre lombare, con frequenti irradiazioni in avanti e verso il basso, fino a raggiungere l’inguine e il testicolo del maschio o la vulva nella donna; si associa spesso a nausea e vomito e i pazienti sono irrequieti, pallidi e sudati, il dolore è spesso accompagnato da macroematuria (si chiama così il sangue nelle urine che si evidenzia anche a occhio nudo). L’ecografia consente di rilevare la maggior parte dei calcoli; utile è altresi la radiografia diretta dell’addome che consente di distinguere i calcoli radio-opachi (che costituiscono il 90% del totale) e di seguirne la progressione; vi è poi Idrografia eseguita mediante l’opacizzazione dei reni e delle vie escretrici grazie alla somministrazione di un mezzo di contrasto. La TAC spirale, per le sue immagini rapide e conclusive, si sta sempre più imponendo, ma non sempre è facilmente eseguibile come le altre metodiche.


Il ha lo scopo di controllare il dolore, identificare rapidamente le complicanze (infezioni oppure ostruzione) e ridurre lo sviluppo dei calcoli. È necessario rivolgersi urgentemente al medico in caso di febbre e brividi; se è presente una storia di insufficienza renale, oppure
se la calcolosi si presenta in una donna gravida, o ancora se il ha un rene solo, è opportuno chiedere l’intervento medico.

Dolore
Si usano anti infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore. Un sollievo immediato si può avere con iniezione endovenosa di FANS come il ketorolac: se non funziona si può optare per un antidolorifico narcotico.

Rimozione dei calcoli
Normalmente si ritiene che aumentare il consumo di liquidi, sia orale che endovenoso, sia utile per eliminare i calcoli, ma alcuni medici ritengono che questo approccio sia pericoloso perché aumenta il rischio di ostruzione. La litotrissia extracorporea è un metodo frequentemente utilizzato di eliminazione dei calcoli. La nefrolitotomia percutanea in sedazione o anestesia si esegue quando i calcoli sono troppo grandi per la litotrissia: questa procedura richiede il ricovero ospedaliero. Altra tecnica utile è Tureteroscopia.

Stile di vita
I calcoli renali possono avere origine da diversi minerali, quindi lo stile di vita da adottare per la prevenzione dipende da quali calcoli si vogliano evitare. Comunque, in generale, bere almeno due litri di liquidi al giorno aiuta a diluire le urine in modo da ridurre il rischio di calcoli. È bene evitare bibite gassate e mangiare molte fibre. Il succo di pompelmo andrebbe evitato perché sembra associato a un rischio maggiore di calcoli renali.
Evitare il calcio alimentare non è utile. Si raccomanda di consumare una quantità ridotta di proteine animali, sale, grassi animali, alcol, cibi ricchi di ossalato (cioccolato, fichi, peperoni, agnello, spinaci, soia, tè nero).

Supplementi
Assumere magnesio diminuisce il rischio di calcoli renali, e sembra che l’omega-3 riduca la formazione di calcoli di ossalato.

Farmaci
Idroclorotiazide, amiloride, allopurinolo, potassio citrato, carbonato di calcio sono utili per la prevenzione: i farmaci tuttavia dipendono dal tipo di calcolosi renale.


La tendenza alla calcolosi renale è spesso l’espressione di un’alterazione del metabolismo che richiede un trattamento omeopatico di fondo. È interessante rilevare che Calcarea carbonica ostrearum è il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento della sintomatologia dolorosa acuta della colica ed è spesso anche il medicinale di fondo per correggere la tendenza alla litiasi renale. In ogni caso è necessaria la valutazione e il consiglio del medico di fiducia. Barberis vulgaris 5 CH 5 granuli due volte al dì. Il crespino è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Berberidacee consigliato per la tendenza alla litiasi uratica in soggetti che tendono all’iperuricemia e alla gotta. Caratteristici sono il dolore e l’ipersensibilità della regione renale
al tatto con irradiazione del dolore lungo il decorso dell’uretere. La condizione di iperuricemia si accompagna a disturbi urinari e a crisi dolorose di lombalgia.
Calcarea carbonica 30 CH 5 granuli ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. Crisi dolorosa da calcolosi renale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare e urinaria che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Pareira brava 4 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. La vite selvatica è una liana che cresce spontanea nell’America del Sud, usata già da molto tempo in omeopatia per le coliche renali, come risulta dall’affermazione dell’urologo francese Aversenq: “In base alla mia esperienza
Pareira brava, pianta originaria dell’America del Sud, è il preparato più efficace nelle crisi renali e vescicali della litiasi, delle pielonefriti e delle pielonefrosi”. Si consiglia di alternare con Calcarea carbonicay inizialmente anche ogni 10-15 minuti e diradare la somministrazione in base
al risultato ottenuto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo spesso in associazione alla Medicina occidentale, cioè l’uso di litotrissia associato ad agopuntura per dare immediato sollievo dalle coliche renali, fitopreparati cinesi per facilitare il passaggio di piccoli calcoli o residui post litotripsia e prevenire la riformazione dei calcoli che vengono chiamate
Sindromi da lin.
Si agisce sulla stasi di Qi e di Xue e sul deficit dell’organo Rene.
Nel caso di Sindrome lin da Xi la terapia è mirata a disperdere Umidità e Calore, eliminare calcoli e sedare il dolore:
CI LIAO (secondo osso, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità Calore dal Riscaldatore Inferiore;
PANG GUAN SHU (punto Shu del dorso della Vescica, localizzato 1,5 cun a lato della II vertebra sacrale) che tonifica il Qi della Vescica;
SAN JIAO SHU (punto Shu del Triplice Riscaldatore, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della I vertebra lombare) che mobilizza il
Qi, regola il bilancio dei Liquidi e dissolve l’Umidità;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHONG |I (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore.
Nella Sindrome lin da Xue Shi bisogna disperdere il Calore, Raffreddare il Sangue e sedare il dolore:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU;
ZHI SHI (casa della Volontà, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Qi del Rene.
Nella Sindrome lin da Xue Xu bisogna tonificare lo Yin e disperdere il Calore:
MINGMEN;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
ZHISHI.
Più punti del Sistema Auricolare quali Occipitale, Rene, Simpatico,
Surreni e SHEN MEN.
Si consigliano IO applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici
consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale a bassa percentuale di sali minerali, utilizzandola anche per cucinare.
Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è preferibile seguire ( per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) un regime alimentare basato su un adeguato apporto di carni magre biologiche, pesce pescato in mare, cereali e prodotti da forno a base di farine semintegrali, frutta e verdura fresche e di stagione, latte di riso e di soia.
Per i pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio è consigliabile adottare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) una dieta prevalentemente vegetariana basata su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e lievitate naturalmente, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e di carne magra biologica.
Alimenti da evitare Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è necessario escludere dalla dieta (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) gli alimenti ricchi di calcio come latte e latticini, pesci con la lisca (acciughe, sardine) e il tofii, e limitare l’ap-
porto dei legumi.
I pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio dovrebbero limitare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) l’apporto di proteine animali, di bevande alcoliche e di alimenti come pepe nero, rape, tuberi e radici, frutti di bosco, broccoli, cioccolato, frutta secca, rabarbaro, spinaci, tè nero e verde cinese, crusca di frumento.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai ;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Come prevenzione: Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti.
Eliminare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.


La fitoterapia non dev’essere utilizzata nelle forme acute infettive o durante episodi di colica renale, in questi casi il paziente dovrà contattare il medico di fiducia o recarsi in pronto soccorso per le cure del caso, successivamente quando la situazione clinica diventa stabile si può far ricorso a di origine naturale. Nella calcolosi renale sarà da evitare una terapia prolungata con diuretici senza ben conoscere il metabolismo dei sali minerali che può variare notevolmente da paziente a paziente, e non si dovranno assumere tisane che favoriscono l’escrezione di calcio in pa-
zienti che hanno calcoli di acido urico e viceversa, oppure di favorire un’eccessiva perdita di sodio o potassio in pazienti già in terapia con diuretici ipotensivi. Una miscela di estratti consigliabile in questi pazienti che non altera l’escrezione di sali e ha azione antimicrobica è a base di Piscidia (Piscidia erythrina) e Luppolo (Humulus lupulus) in estratti secchi per la loro funzione antispastica e sedativa centrale; associati ad oli essenziali che invece hanno un’importante azione microbicida, soprattutto se un episodio di calcolosi delle vie urinarie si è verificato di recente oppure se il paziente va incontro a frequenti recidive di microcalcolosi delle vie urinarie. Nelle riacutizzazioni con componente flogistica sintomatica dolorosa possono essere utilizzati Arpagofito (Harpagophytum procumbens) e il Salixalba associati ad estratti di Ippocastano, Fumaria officinalise Valeriana. Recentemente è stata dimostrata l’attività antilitiasica del Petroselinum $ativumy del Crataeva nurvala e del Phyllanthus, che tuttavia devono essere ancora confermate con studi clinici controllati.

Originally posted 2014-10-09 14:02:41.