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Bulimia 180x180 - Bulimia

Bulimia

È un disordine del comportamento alimentare in cui la persona tende ad abbuffarsi ma in modi del tutto patologici, assolutamente diversi da ciò che avviene quando si mangia semplicemente troppo. Infatti il bulimico ingerisce una quantità spropositata di cibo – che talora corrisponde a diverse migliaia di calorie – in un arco di tempo assai ristretto (per esempio, nel giro di un paio d’ore). Un’ compulsiva che solitamente si realizza di nascosto, lontano dallo sguardo degli altri. Ma il bulimico avverte altresì la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non riuscire a controllare affatto il proprio comportamento. Dopo la spropositata mangiata, la persona affetta dalla si sente profondamente in colpa e tende a punirsi con differenti sistemi: vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi. Se tale comportamento si ripete nel tempo (per esempio, un paio di volte alla settimana per tre mesi) si è chiaramente di fronte a un disordine del comportamento alimentare. Alla lunga, la persona subentra in una fase depressiva, manifestando disgusto verso se stesso, con severe ripercussioni sulla personale autostima. Va aggiunto che chi è affetto da un comportamento bulimico può risultare di peso normale, essere sottopeso oppure in sovrappeso, diversamente da un individuo anoressico il cui calo ponderale è sempre evidente. La (come l’anoressia) può avere all’origine un’esperienza particolarmente drammatica (violenze, difficoltà a essere accettati socialmente e nella propria famiglia).


I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia si sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli approcci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio tera-
peutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del paziente, così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono spesso dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo sonno veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familiare.
La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.


Per controllare l’eccessiva introduzione di cibo e l’incapacità di controllare l’appetito, l’omeopatia si avvale di alcuni che devono essere utilizzati in forma combinata con un corretto approccio nutrizionale e dietetico. Anacardium orientale 30 CH 5 granuli da assumere preferibilmente verso le ore 10 e verso le 17, in modo di anticipare le crisi bulimiche che generalmente si manifestano a metà della mattinata e del pomeriggio. In omeopatia si utilizza il preparato ottenuto dal seme di anacardio soprattutto per controllare l’impulso irrefrenabile ad
assumere cibo. Si tratta di persone che non riescono in alcun modo a controllare il loro appetito nonostante i buoni propositi e la dichiarata volontà.
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì oppure 5 granuli prima o dopo un’abbondante libagione. Spesso è presente eruttazione con il sapore dei cibi ingeriti, dopo aver mangiato grandi quantità di cibo. Lingua impastata e ricoperta da una patina spessa, biancastra, come latte o gesso. Il trisolfuro di antimonio è un minerale sulfureo dell’antimonio che viene prescritto in omeopatia sia per controllare l’ingordigia tra i pasti e a tavola, sia per contenere i disturbi dovuti a eccessi di tipo alimentare. Caratteristico è il desiderio e l’intolleranza nei confronti dei salumi e degli affettati.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. La fava di Sant’Ignazio è il seme di un arbusto della famiglia delle Loganacee, cui appartiene anche Gelsemium sempervirens e
Nux vomica.È utile per placare il nervosismo e l’ansia di fondo che porta il soggetto a piluccare in continuazione. Spesso il cibo assume un significato compensatolo in persone che soffrono per delusione amorosa, dispiaceri, contrarietà o frustrazioni.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, prima o dopo un’abbondante libagione. La noce vomica è adatta a soggetti che abusano a tavola prediligendo cibi piccanti, condimenti forti, caffè, superalcolici, amari. Possono presentare disturbi dopo eccessi alimentari, come nausea, rigurgiti, vomiti acidi e crisi emorroidaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sulla psiche, sull’alterazione delle funzionalità organiche che regolano il Sistema Nervoso e il sistema digerente e soprattutto agendo sull’attività dei neurotrasmettitori, in particolar modo sulla serotonina, sulla sua produzione e azione.
Bisogna controllare i centri della fame per agire sullo smodato bisogno di ingerire quantità a volte notevoli di cibo e anche l’aumento ponderale dovuto all’accumulo di grasso nei tessuti.
La terapia mira a disperdere il Fuoco di Cuore, Fegato e :
BEN SHEN;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito ,0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
E a mobilizzare una stasi del Qi di Xue:
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Punti auricolari importanti sono quelli di Cuore, Fegato, Milza, Sistema endocrino, Rene, Stomaco, SHEN MEN e NAO GAN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura fresche biologiche (consumate principalmente sotto forma di centrifugati) e povera di zuccheri (in particolare di saccarosio) e di prodotti a base di farine raffinate, strutturata in tre pasti principali e tre spuntini, può essere d’aiuto nelle fasi iniziali del trattamento.
Privilegiare gli alimenti ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo Io stress, contribuendo così a tenere sotto controllo l’insorgenza delle crisi) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti preparati con i grassi trans, le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi industriali addizionati con additivi, che ostacolando l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, rallentano il miglioramento del quadro clinico del paziente.

Integrazione alimentare
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina D 10 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Rame 2 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti (aiutano l’ a controbilanciare la risposta allo stress);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Nella bulimia associata a sindrome depressivo/ansiosa può essere utilizzato YIperico (Hypericum perforatum), dalle cui sommità fiorite si estraggono i principi attivi, quali naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), flavonoidi, iperforina, che possono essere somministrati sotto
forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. La durata del trattamento deve essere stabilita con il medico curante. È consigliabile evitare l’associazione con gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e/o inibitori delle MAO. È controindicato in gravidanza.

Nei casi in cui il paziente sta seguendo una terapia medica a lungo termine può essere associato un infuso preparato con radici di Angelica (2 cucchiaini), sommità fiorite di Iperico (4 cucchiaini), foglie di Melissa ( 1 cucchiaino), scorze d’Arancia amara (2 cucchiaini) e rametti di Rosmarino
( 1 cucchiaino), in 1 litro di acqua minerale naturale, portata a ebollizione; da sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Nei pazienti che manifestano insicurezza emotiva, ansia, facile irritabilità, insonnia e pirosi gastrica può essere utilizzata la Passiflora (Passiflora incarnata), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali; associata al Tiglio ( Tilia europea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al
giorno, diluite in poca acqua, a stomaco vuoto.
Nei pazienti sottoposti a stress fisici e psichici intensi e prolungati (per esempio nelle atleti con elevate performance sportive), che si presentano particolarmente agitati e ansiosi, può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo, oppure diluite in un bicchiere di latte di mandorle, due volte al giorno.

Originally posted 2014-10-09 11:00:29.

Adhd 180x180 - Adhd

Adhd

L’ADHD è una sigla che sta per Attention Deficit Hyperactivity Disorder. Consiste in un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, contrassegnato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi. Si manifesta in genere prima dei 7 anni d’età. Questa sindrome è stata descritta clinicamente e definita nei suoi criteri diagnostici e terapeutici soprattutto dagli psichiatri e dai pediatri statunitensi nel Diagnostic andStatistic Monuol of Meritai Disorders, il manuale pubblicato dalla American Psychiatrie Association, testo di riferimento internazionale per tutti gli psichiatri (DSM-IV). I bambini affetti dalla sindrome da iperattività con deficit di attenzione non sono semplicemente esuberanti e distratti: hanno serie difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione; sembrano non ascoltare; corrono o si arrampicano, saltando sulle sedie; parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di recepire tutta la domanda; non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro e possono manifestare concreti problemi nell’apprendimento. Alla base del problema viene in genere riconosciuta una causa biologica (su base genetica) e non una situazione esclusivamente psicologica. Gli specialisti rimarcano quest’aspetto: il bambino con ADHD, oltre a essere iperattivo e distratto, è anche un bambino spesso triste, non inserito nel contesto in cui vive, perché i suoi atteggiamenti finiscono per isolarlo e compromettere qualsiasi legame con i compagni.


– Terapia comportamentale
Si sviluppano strategie generali per gestire l’iperattività, con rinforzo dei comportamenti corretti, riduzione dei tempi per i comportamenti sbagliati, mantenendo il contatto visivo durante i colloqui e permettendo ai bambini di esprimere Fattività in contesti sicuri.

– Metilfenidato
I farmaci più usati per trattare l’ADHD sono psicostimolanti. La prima scelta è il metilfenidato, che può provocare effetti collaterali come diminuzione dell’appetito, insonnia e ritardo di crescita.

– Atomoxetina
E un farmaco non psicostimolante utile nell’ADHI). Ha effetti collaterali simili ma meno frequenti rispetto al metilfenidato (riduzionedell’appetito, perdita di peso).

– Stile di vita
Esiste la convinzione che la dieta non abbia effetto sull’ADHD, anche se molti medici non concordano. La dieta Feingold, che elimina gli additivi e alcuni gruppi di alimenti, è stata studiata approfonditamente e sembra essere utile. Alcuni supplementi possono aiutare nella diminuzione del-
riperattività: sono l’olio di pesce alla dose di circa 1-4 g al giorno, un complesso vitaminico B e il magnesio. Taurina, tirosina e triptofano possono essere utili per il rilassamento corporeo.


Attualmente si ritiene che la sindrome ipercinctica sia la conseguenza di fattori diversi come allergie o intolleranze alimentari, deficit nutrizionali, inquinanti, effetti della televisione, ipersensibilità ad alcune sostanze e in particolare all’acido acetilsalicilico, rigidità delle membrane endocraniche. Una tale complessità di fattori “potenzialmente responsabili di tale sindrome” richiede un’attenta valutazione medica per individuare e rimuovere, se possibile, le condizioni causali. Il omeopatico rappresenta un approccio complementare ad altre misure specifiche.

– Trattamento sintomatico
Tarentula hispana 15 CH 5 granuli al dì. È il rimedio omeopatico specifico per bambini ipercinetici, irrequieti, sempre agitati con difficoltà di apprendimento e problemi di disciplina scolastica. Dopamine 5 CH – Serotoninum muriaticum 5 CH 5 granuli di ciascuno, una volta al dì. Da una recente ricerca condotta in Francia dal D. H. A. Courthaliac di Saint-Priest e presentata alle Settime Giornate dell’Institut Boiron tenutesi a Lione nel 2006, sono emersi risultati favorevoli nel trattamento di bambini ipercinetici, utilizzando i due : Dopamine 5 CH e Serotoninum 5 CHy 5 granuli di ciascuno una volta al dì. In particolare lo studio condotto su 300 bambini di età compresa tra 2 e 15 anni prevedeva la suddivisione in tre gruppi: uno trattato omeopaticamente, uno con neurolettico e un terzo con omeopatia e neurolettico. I risultati basati sulla valutazione di agitazione, aggressività, opposizione e attenzione hanno evidenziato un effetto positivo della cura omeopatica, simile al trattamento con neurolettico. Inoltre nel gruppo trattato sia con omeopatia che con il neurolettico è emersa un’attività superiore a quella del neurolettico utilizzato da solo. Anche se non sono chiari i meccanismi di azione si ipotizza un’attività di neuromodulazione svol-
ta dai due medicinali omeopatici.

– Trattamento di fondo
Richiede una valutazione da parte del medico omeopata per la scelta del rimedio ad azione profonda (Argentum nitricumy Phosphorusy Lachesis).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo non è una vera e propria patologia ma una concomitanza di comportamenti come
appunto deficit di attenzione, deficit di concentrazione e iperattività, che portano a un disordine psicologico e comportamentale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’azione curativa deve avvenire a carico del Sistema Nervoso centrale tramite un’azione rilassante, sull’ossigenazione del sangue, aumentando la tonificazione dell’ossigeno in modo da calmare lo stato di agitazione, e sull’aumento dell’energia acquisita.

– Agopuntura
Si può agire quindi sui punti: TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore; NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso, fra i tendini) che tonifica e armonizza il e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore e il Sistema Nervoso; SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato 3 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica la Milza, dissolve l’Umidità, stimola la funzione del Fegato, tonifica i Reni, stimola e favorisce la circolazione dei liquidi. Anche in questo caso devono essere associati punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 2 volte alla settimana, con un controllo 15-20 giorni dopo l’ultima seduta.

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi (soia, girasole, vinacciolo, mais, noci) spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Gli esperti raccomandano di privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.

Alimenti da evitare Evitare le bibite, le caramelle, i chewing gum, i confetti, il torrone, il marzapane, la frutta candita, gli sciroppi di frutta, la crosta di alcuni formaggi, le minestre e i gelati confezionati, le mostarde di frutta, i fiocchi di patate, alcuni tipi di yogurt, di margarine e di maionese, le conserve di pesce e le marmellate, le gelatine, i budini, i sottaceti e i sott’oli industriali.
Evitare l’eccessiva esposizione ad alcuni metalli pesanti, come alluminio, cadmio e piombo. Quindi cercare di: Limitare il consumo di alimenti prodotti con farine e zucchero raffinati, i molluschi, i calamari, le seppie e i polipi e il riso non biologico per la presenza di cadmio. Limitare il consumo dei pesci pescati in acque inquinate per il loro contenuto di piombo. Non cucinare (e non conservare) in pentole di alluminio alimenti acidi, come per esempio la salsa di pomodoro. Evitare gli acidi grassi idrogenati e le bevande alcoliche che ostacolano la conversione degli EFA nei loro derivati con conseguente alterazione di alcune importanti funzioni cerebrali.

– Integrazione alimentare
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 4 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali. Adolescenti: 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3: 200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana; Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno. Magnesio e Ferro (la cui carenza favorisce l’accumulo di alluminio);- Magnesio: 350 mg al giorno; Ferro Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 10 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per le sindromi da deficit di attenzione e iperattività dei bambino esistono protocolli di trattamento approvati dalle Autorità sanitarie con farmaci ad attività dopaminergica. Nei casi in cui gli effetti collaterali del farmaco non consentano la terapia prevista, oppure quando vi sia un rifiuto al trattamento da parte dei genitori sono certamente giustificati anche tentavi terapeutici alternativi.
Dal punto di vista sintomatico possono sempre essere associate piante ad attività sedativa quali ad esempio la Valeriana, sfruttando estratti standardizzati di radice. La posologia è da stabilire in relazione al caso clinico. Le piante medicinali potenzialmente utili per le quali siano ipotizzabili
ruoli nell’ambito della prevenzione sono quelle che comportano un aumento delle catecolaminc cerebrali, dal Ginseng alla Ginkgo biloba, dall’Iperico alla Salvia. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del .
Mancano tuttavia studi clinici che ne consentano un adeguato giudizio di appropriatezza e sicurezza nel bambino. Non ci dobbiamo pertanto neppure meravigliare se, al momento esistono ampie divergenza di vedute e di consigli alimentari e terapeutici. Vi sono per esempio medici che consigliano ai bambini iperattivi di evitare categoricamente bevande come cacao, tè e caffè, perché potrebbero aumentare la iperattività.
Per contro altri colleghi ritengono invece positivo il ruolo terapeutico della caffeina nella riduzione dell’ipcrattività. Però tutto è ancora da dimostrare.

Originally posted 2014-10-07 13:48:55.

Fibroma dellutero 180x180 - Fibroma dell'utero

Fibroma dell’utero

Costituisce la più comune neoplasia benigna della donna. La sua comparsa tende ad aumentare con l’età (è assai frequente dopo i quarant’anni). La parola fibroma – o mioma, o fibromioma – indica la proliferazione benigna del tessuto muscolare (“mioma’), più di rado connettivale/fibroso (“fibroma”), che costituisce il miometrio, cioè la parete dell’utero. Questa formazione può essere unica o multipla e la degenerazione maligna, in sarcoma, è rarissima. I sintomi e i disagi che un fibroma può produrre dipendono dalla sede in cui la neoplasia si sviluppa: se è posta, per esempio, nella sottomucosa, ossia subito al di sotto della mucosa che tappezza la cavità uterina, può dar segno di sé con mestruazioni abbondanti, lunghe e dolorose. Il fibroma che si sviluppa nello spessore del miometrio viene detto “in-
tramurale” e anch’esso può causare mestruazioni prolungate e contrassegnate da . Infine, se la crescita è sottosierosa, ossia verso l’esterno dell’utero, al di sotto del peritoneo che lo riveste, può non causare alcun sintomo e venire occasionalmente scoperto durante una visita o un’ecografia ginecologica. Se, oltre a essere sottosieroso, il fibroma è anche peduncolato (cioè “a batacchio di campana”) può manifestarsi all’improvviso con addominale acuto, nausea, febbre e malessere generale, se va incontro a una torsione spontanea. Un’evenienza che richiede l’immediato intervento chirurgico. Un 5% dei fibromi, infine, interessa invece il collo dell’utero e può stimolare un incremento di secrezioni vaginali (“leucorrea”) o piccole perdite di sangue (spotting).


Il medico consiste nel ridurre i sanguinamene e nell’allcviare il dolore e il senso di pesantezza pelvica. Se una donna è prossima alla menopausa un atteggiamento di attesa può essere opportuno, visto che il fibroma tende a ridursi progressivamente con il diminuire degli estrogeni. Se il fibroma è piccolo e non causa sintomi come e dolore è meglio attendere che si riduca spontaneamente.

Farmaci
Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’acido mefenamico possono alleviare il dolore e, fino a un certo limite, ridurre il sanguinamento. Il trattamento con acido aminocaproico endovena o per via orale riduce il sanguinamento influendo sulla coagulazione: deve essere usato con cautela nelle donne con una storia passata di trombosi. Il progesterone, assunto per 21 giorni durante il ciclo mestruale, può avere un effetto sulla perdita di sangue; si possono usare medrossiprogesterone sintetico oppure progesterone naturale, ma la somministrazione è controindicata in donne che abbiano avuto la diagnosi di tumore maligno della mammella sensibile al progesterone, e sconsigliata nelle donne che abbiano sofferto di depressione. I contraccettivi orali possono ridurre le dimensioni del fibroma, ma in alcune donne l’effetto è opposto (il fibroma aumenta di volume): il benefìcio dei contraccettivi è comunque quello di regolarizzare il ciclo e ridurre le perdite mestruali. Agenti antigona-dotropinici come il danazol possono essere usati per sopprimere l’ovulazione, con conseguente interruzione del ciclo mestruale.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche: l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, l’ablazione dell’endometrio, cioè l’asportazione dello strato più interno dell’utero, la miomectomia che rimuove il fibroma e la miomectomia laparoscopica. L’embolizzazione dell’arteria uterina è una procedura non chirurgia nuova, rapida e di buon successo.

Stile di vita
Molte donne con fibroma hanno un eccesso di estrogeni nel sangue: le cellule grasse producono estrogeni, quindi la perdita di peso diminuisce il rischio di fibroma uterino.


L’omeopatia è adatta al trattamento di fibromi che non richiedono un intervento chirurgico per le grandi dimensioni, per fenomeni compressivi nei confronti degli organi vicini o per la metrorragia non controllabile. È inoltre indicata dopo l’asportazione di miomi per prevenire la formazione di altri fibromiomi. Si consiglia di monitorare clinicamente e mediante ecografia eventuali miglioramenti e eseguire cicli di trattamento periodici. Si distingue un trattamento sintomatico com-
pletato da quello più profondo che viene anche definito ‘trattamento di fondo’.

Trattamento sintomatico
Aurutn muriaticum natronatum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il tetracloroaurato di sodio è consigliato per i fibromi che non richiedono trattamento chirurgico. L’utero è molto duro e ipertrofico. I fenomeni emorragici sono piuttosto rari.
China 9 CH5 granuli da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Fraxinus americana 4 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il frassino bianco è adatto al trattamento di fibromi uterini con menometrorragie profuse e sensazione di pesantezza pelvica.

Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore. Viene usato in maniera pressoché sistematica nelle menometrorragie da fibroma uterino, in associazione con China.

Trattamento di fondo
Follicolinum 30 CH una monodose una volta alla settimana. Si tratta di un bioterapico che riduce l’effetto favorente la progressione dei fibromi da parte degli estrogeni.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Eseguire cicli di 3 mesi di trattamento con una pausa di un mese.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di preparati a base di erbe cinesi.
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis…………….25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Semen Persicae………………………6g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in flocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Incrementare i cibi ricchi di potassio, come i legumi, il cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), la frutta secca, la salsa e la polpa di pomodoro, la farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Eliminare e/o limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piecola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lonta-
no dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamene). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi uterini, somministrare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla scomparsa del sintomo. Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’) e dei flavonoidi, l’achillea può essere utilizzata anche, al bisogno, nei casi in cui gli spasmi uterini sono molto intensi e dolorosi. È preferibile usare l’estratto secco, sotto forma di compresse, cercando di non superare i 6 grammi al giorno.
Per aiutare ad alleviare gli spasmi e facilitare il flusso ematico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa
un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Nei casi in cui gli spasmi compaiono all’improvviso e si presentano di breve durata, ma di forte intensità, il prodotto può essere utilizzato per via sublinguale, nella dose di 30 goc-
ce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.
Nelle pazienti sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno 2 mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nelle pazienti che soffrono di ipotensione.

Originally posted 2014-10-13 14:11:59.

Anemia 180x180 - Anemia

Anemia

Si definisce la situazione in cui esiste una ridotta concentrazione emoglobina nel sangue. Dunque, basta un semplice esame emocromocitometrico per conoscere il valore di questa proteina racchiusa nei globuli rossi. Per cui, sono valori indicativi una riduzione del tasso di emoglobina inferiore a 14 (grammi/decilitro) nell’uomo e a 12 (g/dl) nei giovani al di sotto dei 15 anni e nelle donne. Ampio è il ventaglio delle cause di un’. Può insorgere in seguito a una perdita ematica (acuta o cronica). Anche un deficit di B12 e di acido folico è in grado di portare a una difettosa produzione di globuli rossi. Sicuramente la forma di anemia più diffusa nel mondo è quella da carenza di ferro, in cui i globuli rossi si presentano più piccoli del normale e si colorano meno intensamente proprio per la diminuita quota di emoglobina che contengono. Ma ci sono anche anemie in cui la produzione di eritrociti e di emoglobina risulta normale e ciò che si riduce è la vita media dei globuli rossi: è questo il gruppo delle anemie emolitiche, dovute a deficit di natura genetica (tipicamente le talassemie), ma anche al danno prodotto da svariati fattori (per esempio la rottura traumatica degli eritrociti in seguito a corse o a marce prolungate, o la distruzione che si verifica durante l’infezione malarica). Anemie emolitiche possono scatenarsi pure per la produzione di anticorpi contro gli stessi componenti della membrana dei globuli rossi (il che porta alla conseguente riduzione della sopravvivenza di queste cellule sanguigne). Sintomi comuni in chi soffre di anemia sono: la stanchezza, la facile affaticabilità, la difficoltà respiratoria e il cardiopalmo in seguito agli sforzi fisici.


Il dipende dalle cause dell’anemia.
Carenza di ferro
Test diagnostici sono importanti per capire se vi sia perdita di sangue occulta, per esempio a causa di mestruazioni abbondanti, ulcera o sanguinamene gastrointestinale: si riscontra una perdita di sangue si prendono provvedimenti per curare le cause e prevenire ulteriori perdite. Per l’anemia da carenza di ferro si usano supplementi di ferro in pastiglie, di solito in forma di solfato ferroso II rame è usato insieme al ferro per produrre globuli rossi: il supplemento quotidiano di rame è altrettanto utile del ferro. Le pastiglie di ferro possono appesantire lo , ma l’assunzione durante i pasti iniziando da dosi basse con aumento graduale può alleviare i disturbi gastrici. L’ dovrebbe includere cibi ricchi di ferro come le verdure a foglia verde e la carne rossa.
Carenza di vitamina B12 o di folati
Un esame del sangue mostra direttamente i livelli di vitamina B12 e folati e un esame delle urine specifico può mostrare l’eventuale incapacità dell’organismo di assorbire dosi adeguate di vitamina B12. Il trattamento include iniezioni di vitamina B12 e folati ogni due/quattro settimane. La vitamina B12 sublinguale può a volte avere un buon effetto.


L’anemia può avere cause numerose e diverse, è quindi sempre necessario definirne l’esatta natura prima di intraprendere il trattamento omeopatico. 1 medicinali che vengono descritti di seguito sono indicati principalmente per le forme di anemia da carenza di ferro. Solitamente il trattamento va eseguito a cicli di 3 mesi e un mese di pausa, controllando le variazioni deiremocromo. China 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. La china è una pianta della famiglia delle Rubiacee, usata per controllare i sintomi da carenza di ferro» come debolezza, prostrazione, cefalea pulsante, acufeni, flatulenza
addominale. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti- Si usa nel trattamento dell’anemia da sanguinamento, in gravidanza, in convalescenza, nel post-partum e nell’allattamento.

Ferrum metallicum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì, se anemia con vampate di calore. In omeopatia il ferro viene utilizzato nelle anemie carenza di ferro per riequilibrare il metabolismo del ferro. Particolaremente indicato a chi ha subito perdite emorragiche ripetute. Hématite 8 DH 1 fiala al dì, per cicli di trattamento di 3 mesi. L’ematite è l’ossido ferrico (Fe203). Il contenuto in ferro di questo minerale è circa del 70 %. Ha proprietà stimolante la formazione di globuli
rossi.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potassio è il medicinale omeopatico adatto per le forme-di anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolari e all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale con grande irritabilità. I|
soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la colonna non lo reggano. Caratteristica è l’ipersensibilità nei confronti dei rumori e lo stato di ansia che interessa soprattutto la regione gastrica.
Natrum tnuriaticum 15 CH una monodose alla settimana, per cicli di tre mesi. Spesso viene associato a Ferrum metallicum. Il sale marino in omeopatia è adatto alle anemie sideropeniche da perdite ematiche
croniche che si manifestano con pallore, freddolosità, debolezza e sete intensa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la formazione dei globuli rossi è controllata dalle funzioni di , Milza e Reni, e un deficit a carico di uno odi tutti questi organi può provocare la netta diminuzione della produzione di emazie.
Le cause di anemia sono comunque principalmente tre, ovvero deficit Yin di Fegato e Reni, deficit di Qi di Cuore e Milza e deficit di Milza e Reni. La terapia mira a regolare l’emopoiesi riequilibrando, dove ce ne fosse bisogno, l’attività dei tre organi responsabili e controllando i sintomi associati quali palpitazioni, inappetenza, pallore, freddo, astenia, sudorazione notturna, debolezza.
Nel caso di deficit di Qi di Cuore e Milza lo scopo terapeutico è la tonificazione e i punti sono:
PI SHU (punto Shudel dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il sangue.
TAI BAI (grande bianco, localizzato sul lato mediale dell’alluce infente all’articolazione metatarso-falangea) che dissolve e elimina il Calore-Umidità dello Stomaco e della Milza, favorisce la discesa del Qi e regolai Liquidi;
IN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’afisispinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Per tonificare un deficit di Yin di Fegato e Reni punti importanti sono:
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisispinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
E per tonificare il deficit di Milza e Reni punti combinabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
SHEN SHU.
Si possono combinare anche punti del Sistema Auricolare di Cuore,
Diaframma, Fegato, Milza, Rene e Surreni.
Il ciclo prevede 10 applicazioni al termine delle quali è utile fare degli esami di laboratorio per valutare la ripresa emopoietica.

cinese
Formula: DANG GUI BU XUE WAN
Radix Astragali Manchuriensis………….20 g
Radix Angelicae Sinensis……………….4 g
Posologia: 2-3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati È necessario privilegiare un regIme dietetico a elevato apporto di alimenti ricchi di ferra acido folico e vitamina B12, come il fegato bovino (preferibilmente poco cotto), la carne bovina ed equina magra, la bresaola, il tonno fresco, il salmone, le ostriche, i gamberi, le vongole, il merluzzo, il tacchino, il pollo, il tuorlo d’uovo e, per la presenza di vitamina B12, il latte e i latticini freschi biologici (consumati lontano dai pasti perché il calcio ostacola l’assorbimento del ferro). I vegetariani devono aumentare il consumo quotidiano di fiocchi d’avena, piselli, soia e derivati (tofu, tempeh, miso), insalate (tutti i tipi), broccoli, alghe kelp, dulse e
wakame (da aggiungere nella cottura dei legumi e nella preparazione di minestre e zuppe), germogli di alfa-alfa, ortica, prezzemolo fresco non tritato, tarassaco, finocchi, pomodori, fiocchi di riso e di mais, prugne, lamponi, uva sultanina biologica, melassa, fieno greco, lievito di birra, germe di grano. Per aumentare l’assorbimento del ferro è necessario assumere cibi ricchi di vitamina C prima dei pasti, per esempio una spremuta di agrumi, oppure un kiwi, oppure una manciata di fragole o aggiungere alcuni pomodori freschi e biologici alle verdure consumate come antipasto.

Alimenti da evitare Evitare o limitare tutti gli alimenti o le sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro. Limitare l’apporto dei cibi che contengono acido ossalico, come asparagi, spinaci, bietole, cavolo, fagioli, noci (tutti i tipi), rabarbaro e cioccolato. Evitare il consumo di tè nero (il tè verde può essere bevuto esclusivamente lontano dai pasti – compresa la colazione) per la presenza dei tannini, e di caffè, soprattutto la qualità Robusta, perché rispetto z\Y Arabica ha una maggiore percentuale di caffeina.
Eliminare i prodotti contenenti additivi, compreso il vino bianco e la birra. I vegetariani devono evitare, fino a quando non si normalizzano le analisi del sangue, gli alimenti a elevato apporto di fibre come la crusca (di frumento e/o di avena), i cereali integrali e i prodotti a base di farina integrale (escluso il pane integrale a lievitazione naturale, perché i batteri digerendo le fibre della farina, facilitano l’assorbimento del ferro).

– Integrazione alimentare
Ferro (se somministrato durante i pasti è meno irritante): secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del ;
Acido folico 400 mcg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
L’anemia sideropenica da importante perdita di sangue deve esser curata mediante l’individuazione della causa specifica (ulcera, tumore, ipermenorrea ecc.). Esistono casi di microscopiche perdite occulte di sangue per le quali una terapia a largo spettro con finalità protettive della mucosa del tubo digerente non solo può ma anche deve esser condotta.
Le piante medicinali in questi casi sono rappresentate dal gel di Aloe vera, che forma una specie di film protettivo sulla mucosa, la quale può sanguinare anche solo se infiammata cronicamente. Nei casi in cui vi sia associata anche una sintomatologia dolorosa può essere impiegata una tisana di Camomilla, i cui flavonoidi presentano anche una attività spasmodica sulla muscolatura liscia. La eventuale terapia sostitutiva con ferro per via orale o endovenosa potrà essere vantaggiosamente integrata o sostituita con fitoterapia onde garantire il contributo dei fitonutrienti specifici (minerali, oligoelementi e vitamine) che facilitano l’assorbimento del ferro alimentare e del ferro somministrato come farmaco o integratore. La pianta maggiormente utilizzata è senz’altro YAcerola, per la sua alta concentrazione in vitamina C. È infatti proprio l’acido ascorbico che aumenta l’assorbimento orale del ferro. Altre piante raccomandate dalla tradizione: l’erba medica, l’Equiseto, il Fieno Greco, la Genziana e L’Eleuterocco. Quest’ultima pianta può servire sostanzialmente per combattere la stanchezza dovuta all’anemia e migliorare l’appetito. La posologia e la durata del trattamento deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapeuta, a seconda dell’età e del quadro clinico del paziente.

Originally posted 2014-10-08 10:21:04.

Gastrite 180x180 - Gastrite

Gastrite

È l’infiammazione dello e riconosce svariati fattori causali, che danneggiano tutti la barriera mucosa gastrica: medicinali (come l’ e i FANS, ovvero i farmaci antinfiammatori non steroidei), alcol, stress, allergie alimentari. La sintomatologia non è particolarmente specifica: il accusa nella parte addominale alta, nausea e talora (che può anche contenere sangue, come avviene nelle gastriti erosive).
Anche lo shock, le gravi ustioni e i traumi possono causare una gastrite, per le alterazioni circolatorie che queste condizioni comportano, oppure una ulcerosa localizzata (ulcera da stress). Ma ormai uno dei protagonisti ben noti al grande pubblico è YHelicobocterpylori, un batterio che vive e si moltiplica sotto lo strato di muco che tappezza il rivestimento interno dello stomaco, resistendo così all’azione altamente distruttiva dell’acido gastrico. Questo microrganismo è sistematicamente rintracciabile nei pazienti affetti da gastrite e ulcera duodenale. La sua presenza viene oggi accertata con una serie di test, come per esempio l’ureo breoth test e l’HpSA. Il primo
è un test semplice ed efficace, in cui il paziente beve una soluzione contenente urea e poi soffia con una cannuccia in una provetta. Nell’aria espirata verrà dosata l’anidride carbonica, la cui concentrazione è proporzionale all’entità dell’infezione presente. L’HpSA è invece una metodica che ricerca nelle feci un componente dell’Hp, il cosiddetto antigene fecale, la cui presenza è segno dell’infezione in atto.


Prevenzione

È bene evitare ogni sostanza irritante per la mucosa gastrica: ne sono esempi gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene, l’alcol, il tabacco, i cibi che aumentano l’irritazione dello stomaco.

Gastrite da Melicobacter pylori
Un’esofagogastroscopia con biopsie della mucosa dello stomaco identifica chiaramente la causa della gastrite. Se le biopsie rilevano la presenza di Helicobacter, una combinazione di farmaci inibitori della pompa protonica (come Tomeprazolo) con l’antibiotico claritromicina rappresenta la
terapia adatta, che va continuata per circa dieci giorni. Variazioni nei farmaci, soprattutto negli antibiotici, devono essere decise dal medico.

Gastrite da stress
Per prevenire la gastrite da stress o evitare che peggiori se essa è già presente è opportuno usare il sucralfato, eventualmente insieme a farmaci come gli inibitori della pompa protonica. La gastrite è aggravata dallo stress, quindi andrebbero messe in atto tutte le tecniche di alleviamento della tensione.

OMEOPATIA
La gastrite è un processo infiammatorio della mucosa gastrica dovuto ad acidità eccessiva. Si manifesta con crampi dolorosi e bruciore non ritmato dai pasti. È spesso dovuta a eccessiva tensione nervosa. La gastrite da farmaci si manifesta soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e steroidei (cortisonici). L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa gastritica con rimedi specifici.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenaale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Asafoetida 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lassa fetida è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, indicata nei rigurgiti ed eruttazioni da discinesia gastroesofagea ed ernia iatale. Caratteristico è il meteorismo delle prime vie digestive con eruttazioni difficoltose e
rumorose.
Iris versicolor 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori> nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al Freddo e al Caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti del Sistema auricolare, Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.

Fitoterapia cinese
Formula: LIANG FU WAN
Rizoma Alpiniae Officinalis…………….6g
Rizoma Cyperi…………………………6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso semintegrale, pasta, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bibite, bevande gasate, caffè, tè, alcolici e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati. Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole
surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca, delle carni bovine e delle uova (non più di 2 la settimana, privilegiando la cottura alla coque e/o in camicia).
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Nella fase acuta evitare gli agrumi perché potrebbero irritare la parete gastrica.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare a combattere la dispepsia e l’atonia digestiva, la pirosi e l’epigastralgia, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo svuotamento gastrico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre vol-
te al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, grazie alla sua azione “calmante” sul Sistema Nervoso centrale, può essere impiegata la Melissa offtcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.
L’olio essenziale di Melissa deve essere evitato durante la gravidanza.
Per alleviare gli spasmi a livello epigastrico e aiutare a combattere l’irritazione della mucosa gastrica può essere utile assumere, circa 20 minuti prima dei pasti, l’estratto fluido di Anthemis nobilis (Camomilla romana), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
due volte al giorno.
Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a proteggere la mucosa gastrica dallo sviluppo di un’eventuale ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-14 10:33:15.

Adenoidi 180x180 - Adenoidi

Adenoidi

Sono vegetazioni a forma di grappolo: annidate nella parte alta della faringe, dietro le fosse nasali (dove il naso comunica con la faringe, appena posteriormente e in alto rispetto al palato molle e all’ugola), risultano costituite da tessuto linfatico, ricco di cellule cruciali per le difese immunitarie. È facile che nei primi anni di vita, quando i bambini soffrono di infezioni ricorrenti,
le continue sollecitazioni infiammatorie determinino un incremento di volume delle . Queste masse diventano esuberanti e ipertrofiche, finendo per ostruire in vario modo lo sbocco delle vie nasali, e dunque causando seri problemi respiratori. Il bambino con ipertrofia adenoidea respira con la bocca semiaperta, in modo rumoroso soprattutto durante il sonno, e la sua voce è nasale; ma non solo: l’ipertrofia delle può causare anche un’ostruzione delle trombe di Eustachio, favorendo la comparsa di otiti recidivanti. La cavità dell’orecchio medio è collegata infatti – proprio mediante la tuba d’Eustachio – alla faringe nasale, per consentire il continuo deflusso del-
la piccola quantità di muco che si forma al suo interno, e dunque l’ostacolo meccanico prodotto dall’ipertrofia adenoidea altera questo transito. Ancora, nelle ore notturne l’ostruzione può provocare ripetuti episodi d’apnea per alcuni secondi, e proprio questi disturbi del sonno, dal russamento sino ai periodici blocchi del respiro, si rendono responsabili della difficoltà a concentrarsi, della facile irritabilità e della sonnolenza del bambino nelle ore diurne. Il tenere costantemente la bocca aperta per respirare altera col tempo l’accrescimento delle ossa del massiccio facciale: il palato acquista un aspetto ogivale e l’arcata dentaria superiore si restringe. Globalmente, l’accrescimento corporeo subisce serie ripercussioni.


Le adenoidi di solito vanno incontro a ipotrofia intorno ai 12-14 anni, cioè rimpiccioliscono spontaneamente fino a scomparire. L’ipertrofia delle adenoidi, cioè l’ingrossamento, può creare problemi acuti oppure cronici a carico delle vie respiratorie, della gola e delle orecchie.

– Terapia farmacologica
La cura dell’ipertrofia delle adenoidi è farmacologica nelle fasi iniziali quando è possibile una riduzione, anche parziale, delle adenoidi. In caso di infiammazione acuta (adenoidite) si usano antibiotici ad ampio spettro, decongestionanti nasali e cortisonici in aerosol o per via orale. Dopo
la fase acuta sono utili i vaccini anticatarrali, le vitamine, i mucolitici e le cure termali (inalazioni a getto di vapore). Le possibili infezioni a carico di naso, gola e orecchie vengono trattate in base ai sintomi e alla sede dell’infezione stessa.

– Chirurgia
Quando, nonostante le cure mediche, l’ipertrofìa diventa cronica e i sintomi si aggravano l’unica terapia che offre risultati stabili è l’asportazione chirurgica delle adenoidi. Di solito l’intervento che asporta le adenoidi viene eseguito insieme all’asportazione delle tonsille.


Secondo l’interpretazione omeopatica le adenoidi ingrossate e, più in generale la tendenza all’ipertrofia del tessuto linfatico è dovuta alle conseguenze delle infezioni ripetute a livello delle prime vie aeree, all’inquinamento ambientale, all’uso ripetuto di antibiotici, ma soprattutto a fattori di tipo costituzionale. Per tale ragione oltre al con che agiscono direttamente sulle adenoidi ingrossate, viene anche prescritto il di fondo per correggere la tendenza generale della propria costituzione all’ipertrofia del tessuto linfatico.

– Trattamento sintomatico
Agraphis nutans 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. In omeopatia il giacinto selvatico della famiglia delle Liliacee, è indicato nel trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille con tendenza alle malattie da raffreddamento.
Baryta carbonica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il preparato ottenuto dal carbonato di bario è indicato quando le adenoidi sono ingrossate in un soggetto con tendenza generale all’ipertrofìa delle tonsille e dei linfonodi.

– Trattamento di fondo
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali. È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Thuya 30 CH una monodose, una volta alla settimana. Thuya è il medicinale omeopatico ottenuto dalla tuia, albero della famiglia delle Conifere. Viene utilizzato essenzialmente nelle affezioni catarrali croniche respiratorie e urinarie, nelle manifestazioni conseguenti a vaccinazioni o uso prolungato di farmaci, in presenza di neoformazioni benigne e nell’ipertrofia linfatica e delle adenoidi. Può essere associato a Calcarea carbonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di patologia agendo sulla circolazione, tramite vasocostrizione, regolando i processi infiammatori e l’ipertrofia e favorendo la respirazione agendo sul naso e sulla dispersione a livello del Polmone.

– Agopuntura
1 punti utilizzati riguardanti l’organo Polmone sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il e la Milza, regola il Qi, lenisce il .
Per il Sistema vascolare e la respirazione nasale i punti sono: YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che purifica il calore, rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani; ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue; YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore;
YIN TANG (stanza dei sigilli, localizzato tra le sopracciglia) che elimina Vento e Calore, purifica il Calore. La terapia va eseguita per almeno 5 applicazioni, si valuta la condizione delle mucose e se necessario si completa il ciclo con altre 5 sedute.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), in quanto aiutano ad alleviare i sintomi deirinfiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno. Durante la fase acuta può essere utile eseguire un ciclo di gargarismi con soluzione salina e consumare frullati e/o centrifugati a base di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. Evitare i cibi eccessivamente caldi e assumere bevande fredde e minestre tiepide per dare sollievo all’irritazione della gola.
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare è necessario potenziare il Sistema Immunitario privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il , soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri.

– Integrazione alimentare
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare può essere utile un’integrazione di bioflavonoidi (50-100 mg al giorno) che oltre all’azione antivirale, favoriscono l’assorbimento della vitamina C.
Se l’infezione tende a cronicizzare alla vitamina C e ai bioflavonoidi possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina E, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno (lontano dai pasti) di estratto di papaia fermentata (ricco di enzimiproteolitici).


I decotti di Primula venivano in passato consigliati per le loro proprietà emollienti ed espettoranti, allo scopo di fluidificare le secrezioni delle fosse nasali e della gola, mentre l’infuso concentrato di fiori di Camomilla (2 cucchiai in 500 mi di acqua bollente. Infusione 15 minuti. Filtrare e consumare nel corso della giornata lontano dai pasti), era raccomandato per fomenti antinfiammatori e decongestionanti. Altri rimedi popolari erano spicchi di aglio sul cuscino e olio di oliva (caldo) instillato nell’orecchio, nel caso in cui sopravvenisse la complicazione di un’otite. Essendo le adenoidi delle vere e proprie tonsille posizionate in fondo alle fosse nasali, dietro il palato molle, si comprende come spesso sia necessario ridurre il loro volume allo ostruzione e le complicanze a carico dell’orecchio e dei bronchi.

A scopo preventivo sono indicate piante ad attività antinfiammatoria ed immunostimolante come Y Uncaria tormentosa, da assumere fin dall’inizio della scuola materna. Estratti di Echinaceapurpurea e angusti/olia invece potranno essere associati durante il periodo di riacutizzazione. Nelle forme complicate da infezioni a carico dell’orecchio, con dolore a ogni minimo raffreddore, e nelle complicazioni bronchiali occorrono cicli di terapia con sostanze balsamiche, capaci cioè di fluidificare le secrezioni. Ecco quindi che un rimedio specifico diventano alcuni oli essenziali ottenuti dalle foglie di Eucalipto {Eucalyptus globulus) e dagli aghi del Pino (Pinus sylvestris). Il medico potrà prescrivere adeguate preparazioni galeniche per il singolo bambino. Frequente è poi la inappetenza e la svogliatezza. E in questi casi non sono utili i comuni “ricostituenti” molto richiesti in particolare dalle mamme, bensì una integrazione alimentare con polline in granuli.

Originally posted 2014-10-07 11:43:07.

Apnee Notturne 180x180 - Apnee Notturne

Apnee Notturne

Si tratta di un disturbo che emerge generalmente dopo anni di russamento abituale: il flusso dell’aria lungo le vie aeree superiori subisce un temporaneo arresto. Bisogna sapere che durante il sonno, la lingua perde parte del suo tono muscolare e tende a cadere lievemente all’indietro. Un fenomeno fisiologico, ma che può complicarsi qualora si verifichi un ulteriore restringimento della via respiratoria per la presenza di svariati intoppi: se il tragitto nasale è ostruito o ristretto per una deviazione del setto, l’esistenza di polipi, una congestione della mucosa; qualora tonsille e siano ingrossate; per l’esuberanza di grasso che induce un aumento di spessore dei tessuti faringei e quindi una riduzione dell’ampiezza delle vie respiratorie. I muscoli respiratori intensificano allora gli sforzi per vincere l’ostruzione, e, risucchiando aria, provocano a loro volta una chiusura ancora più serrata. Succede così che l’ossigenazione del sangue comincia ad impoverirsi, il sonno si fa superficiale e viene frammentato da molteplici, bruschi e brevi risvegli. Il riposo notturno non è più ristoratore e durante il giorno si è tormentati da una costante sonnolenza. Lo scadimento della qualità del sonno può spingere l’individuo a ricorrere a un sonnifero, ma questo, accentuando la perdita del tono muscolare, finisce per esacerbare la caduta all’indietro della lingua e aggravare la situazione. L’ossigenazione cattiva del sangue alla lunga diventa una grave insidia per tutto l’apparato cardiovascolare. Cosi si innalza considerevolmente il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, che espone l’individuo a infarti del miocardio e ictus. Le statistiche riferiscono che circa il 50% degli adulti ultracinquantenni (soprattutto maschi) russa, e di costoro una buona parte va incontro a pericolosi episodi di prolungate apnee notturne.


È importante ridurre il peso corporeo in caso di obesità o sovrappeso, ed evitare l’uso di sedativi. Il si basa su un dispositivo che mantiene una pressione positiva nelle vie aeree: si usa di notte, durante il sonno, per evitare l’ostruzione completa delle vie respiratorie. Se coesistono russamento e apnea notturna il dovrebbe essere immediato: l’apnea notturna è associata a problemi polmonari gravi, ipertensione arteriosa e deficit cognitivi.


Quando compaiono pauso respiratorie durame il sonno è consigliabile consultare un medico. Il trattamento omeopatico può essere utile soprattutto nelle persone sovrappeso con ipertrofia di tonsille e adenoidi o che russano.
Agraphis nutans 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. In omeopatia il giacinto selvatico della famiglia delle Liliacee, è indicato nel trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille con tendenza alle malattie da raffreddamento.
Baryta carbonica 9 CH 5 granuli, una volta al di. Il preparato ottenuto dal carbonato di bario è indicato quando le adenoidi sono ingrossate in un soggetto con tendenza generale all’ipertrofia delle tonsille e dei linfonodi.
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da lentezza generale, freddolosità marcata, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso e all’obesità. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofìa di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Opium 15 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il rimedio omeopatico preparato dal lattice gommoso essiccato delle capsule non ancora mature del papavero (Papaver somniferum) è adatto per il trattamento delle apnee notturne conseguenti a una alterata regolazione dei centri respiratori, scarsamente sensibili alle variazioni della concentrazione di anidride carbonica e ossigeno nel sangue.
Thuya 30 CH una monodose, una volta alla settimana. Thuya è il medicinale omeopatico ottenuto dalla tuia, albero della famiglia delle Conifere. Viene utilizzato essenzialmente nelle affezioni catarrali croniche respiratorie e urinarie, nelle manifestazioni conseguenti a vaccinazioni o uso prolungato di farmaci, in presenza di neoformazioni benigne e nell’ipertrofia linfatica e delle adenoidi, in particolare in soggetti tendenzialmente sovrappeso. Spesso viene associato a Calcarea carbonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da un incremento della componente
Yangeda un deficit della muscolatura respiratoria. L’azione terapeutica deve infatti andare a regolare i movimenti espiratori, gli scambi gassosi e rilassare la muscolatura respiratoria agendo sia sui muscoli striati che su quelli lisci a livello bronchiale e andare a riequilibrare l’organismo in modo da sciogliere la tensione che si crea.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN J1AO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
CH ZE ( palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore. Mediamente intorno alla quinta-sesta terapia si può constatare un miglioramento della sintomatologia.

cinese
Formula: JING GUI JIA SU ZI JIANG QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24g
Rhizoam Dioscoreae………………..12g
Fructus Corni Offìcinalis………….12g
Rhizoma Alismatis…………………10g
Sclerotium Poria………………….10g
Cortex Montini Radicis…………….10g
Ramulus Cinnamomi………………….3g
Radix aconiti Preparatae……………3g
Fructus Perillae…………………..9g
Rizoma Pinelliae…………………..9g
Radix Angeicae Sinensis…………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………..6g
Radix Peucedani……………………6g
Cortex Magnoliae…………………..6g
Cortex Cinnamomi…………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis……….6g
Fructus Ziziphi Jujubae…………….3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di sovrappeso o di obesità è necessario ridurre l’apporto quotidiano di calorie privilegiando alimenti ricchi di fibre e a basso indice glicemico (cereali integrali in chicchi e in fiocchi, pane integrale a lievitazione naturale, legumi, ortaggi e frutta biologica – da consumare preferibilmente con la buccia), integrando con pesce a basso contenuto di lipidi (branzino, orata, dentice, merluzzo, nasello, halibut, pesce persico, pesce spada, palombo, sogliola, filetti di platessa), pollame, latte parzialmente scremato, yogurt naturale magro arricchito con probiotici, ricotta e olio di noci, oppure extravergine d’oliva (non più di 2 cucchiaini al giorno per condire e per cucinare),
È necessario consumare abitualmente la prima colazione con cereali integrali in fiocchi (muesli), o con prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra, frutta fresca e latte parzialmente scremato, oppure yogurt naturale magro, per facilitare il calo ponderale, bilanciare correttamente i nutrimenti e limitare l’apporto del cibo durante la giornata. Il pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici, perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, favorisce il sonno; evitare le verdure crude e la frutta che rallentando la digestione
e disturbando il riposo predispongono alle apnee notturne e privilegiare zuppe e minestre ben cotte.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di frutta fresca (non acida) e di latte parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bevande alcoliche e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati.
Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca (sono ammesse 3 noci al giorno in sostituzione di un cucchiaino d’olio) delle carni bovine e delle uova (non più di 2 alla settimana).

– Integrazione alimentare
B6 ( necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 1,5-2 mg dopo lo spuntino serale;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 200 mg dopo lo spuntino serale;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg dopo lo spuntino serale;
Magnesio 350 mg al giorno;
Inositolo 1 g dopo Io spuntino serale.

FITOTERAPIA
La sindrome delle apnee notturne può trovare giovamento nella fitoterapia, in quanto nella maggior parte dei pazienti può essere utile integrare, a un regime dietetico ipocalorico, alcune piante medicinali che consentano un buon riempimento gastrico.
Questo effetto si ottiene con le fibre dietetiche, in particolare con:
Psillio (Piantalo ovata), ricco di mucillagini (30%), aiuta a tenere sotto controllo l’aumento del peso (utile nei casi in cui il disturbo è associato a obesità, diabete latente e/o ipercolesterolemia). Può essere utilizzato sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e l.i sera, circa un’ora prima del riposo notturno. È controindicato nei pazienti affetti da colon irritabile. In alternativa possono essere assunti i semi di Psillio, nella dose di 2-3 cucchiaini, 2-3 volte al giorno, con abbondante acqua minerale naturale (circa 200 mi), 20-30 minuti prima dei pasti principali. È consigliabile la prescrizione da parte del medico curante nei pazienti che seguono una terapia medica a lungo termine, perché i semi di Psillio possono ostacolare l’assorbimento dei farmaci.
Glucomannano, un polisaccaride ottenuto dalla radice dell’Amorphophallus konjac, pianta appartenente alla famiglia delle Araceae, che ha la capacità di assorbire acqua fino a 200 volte il proprio peso, rigonfiandosi e formando una massa gelatinosa. Può essere utilizzato per aumentare il senso di sazietà (riempimento gastrico a scopo dimagrante), per ridurre l’assorbimento di lipidi e glucidi da parte della mucosa intestinale ( nei pazienti in soprappeso con elevati livelli ematici di gluco-
sio, colesterolo e/o trigliceridi ) e per facilitare il transito delle feci ( indicato nei casi in cui il presenta stipsi cronica, associata a ritenzione idrica). Può essere somministrato anche ai pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica o ernia iatale. La posologia consigliata è di 2 g, due volte al giorno da assumere con abbondante acqua circa 40 minuti prima dei pasti principali. 1 a durala del trattamento deve essere stabilita con il medico curante o lo specialista.
Nei casi in cui le apnee notturne sono causate da malformazioni a livello delle cavità nasali, della faringe o delle vie aeree superiori, per alleviare l’edema infiammatorio, spesso associato, può essere utile somministrare V Echinacea {Fxhinacea angustifolia), sotto forma di estratto secco nella dose di 200 mg, tre volte al giorno, dopo i pasti, per almeno 5 giorni.

Originally posted 2014-10-08 13:17:32.

Balbuzie 180x180 - Balbuzie

Balbuzie

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta un disordine nel ritmo della parola, in cui il sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma, nel contempo, l’enunciazione è compromessa da blocchi, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono, del tutto indipendenti dalla volontà. La ha una forte base ereditaria: il 75% dei balbuzienti ha parenti che balbettano e la probabilità dì avere un figlio balbuziente risultano 5-6 volte più alte se almeno un genitore balbetta. Negli ultimi anni c’è stato un gran fiorire di ricerche sulle cause del disturbo. La visualizzazione dell’attività cerebrale (con gli studi di broin imoging) ha rilevato che l’organizzazione del Sistema
Nervoso centrale di chi balbetta si discosta in modo sostanziale da quello delle persone che parlano correttamente: si è visto complessivamente che nei balbuzienti, l’emisfero destro è più attivo rispetto ai non balbuzienti, ma non è ancora chiaro se le anomalie riscontrate siano congenite o dovute a successivi fenomeni di compensazione. In altre parole, le moderne tecnologie radiologiche (come la PET e la risonanza magnetica funzionale) non sanno precisare se le anomalie riscontrate sono da attribuirsi a una causa patogena o agli adattamenti che la persona attiva. Non esiste alcuna prova che la balbu-
zie sia una disfunzione di natura psicologica o emotiva: nell’insieme, i bambini che balbettano non accusano problemi di ansia maggiori dei ragazzi che parlano fluentemente Le ripetizioni, gli arresti (blocchi) e i prolungamenti di un suono sono considerati sintomi primari e costituiscono le “disfluenze da balbuzie”. Rilevanti sintomi secondari sono l’eccessiva tensione muscolare e anche lo sforzo di nascondere il disturbo e la tendenza a evitare le occasioni di conversazione.


L’approccio terapeutico alla balbuzie si basa su diversi metodi di logoterapia: una valutazione specialistica è sempre necessaria sia per la diagnosi precisa del disturbo che per l’individuazione del percorso terapeutico.
Nell’adulto, l’insorgenza improvvisa di un disturbo simile alla balbuzie richiede una consulenza specialistica per escludere la presenza di eventi vascolari o neoplasie del cervello.


La ripetizione convulsa di sillabe, dovuta a spasmo dell’apparato fonatorio, presenta sovente un carattere intermittente e si manifesta soprattutto in soggetti ansiosi. L’approccio omeopatico è consigliabile dopo la valutazione specialistica per controllare le condizioni di ansia, di concitazione, di insicurezza, di scarsa autostima e di paura che accentuano il disturbo della parola.
Argentum nitricum 15 CH una monodose una volta alla settimana. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico per chi è preda dell’ansia, della concitazione, della precipitazione e dell’apprensione.
Ballota nigra o foetida 3 DH 20 gocce 3 volte al dì. La ballota o marrobio nero è una pianta della famiglia delle Labiate che è stato introdotto nell’uso terapeutico dal medico francese Ledere per le sue proprietà antispasmodiche e sedative, sfruttate nel delle varie manifestazioni dell’ansia. Talvolta viene somministrato sotto forma di preparati complessi in associazione con altri rimedi omeopatici.
Gelsemium sempervirens 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì, oppure 30 CH 1 dose alla settimana. Le difficoltà di linguaggio si manifestano nella reazione di panico o prima di una prova da sostenere, il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Può riferire cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi.
Hyoscyamus niger 9 CH 5 granuli al dì. Il giusquiamo è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, cui appartiene anche Belladonna e Stramonium. Grazie alla presenza di alcaloidi agisce soprattutto sul Sistema Nervoso e nelle manifestazioni spasmodiche. Viene spesso utilizzato in preparazioni complesse per ottenere il controllo in situazioni di ansia e di agitazione.
Lycopodium clavatum 15 CH una monodose alla settimana. Il licopodio o zolfo vegetale è il rimedio adatto alle forme di balbuzie di soggetti facilmente irritabili, ansiosi, insicuri, che hanno una scarsa fiducia in se stessi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo considerandone i suoi due aspetti psichico e tisico, infatti l’iter terapeutico è volto a sedare l’alterazione a livello dei centri nervosi e contemporaneamente alleviare la tensione muscolare che si instaura.
Il trattamento è efficace in caso di pazienti di giovane età e se il disturbo è di recente insorgenza, nella balbuzie cronica invece è meno efficace perché richiede un trattamento più lungo e più intenso.

– Agopuntura
Punti utili in questo tipo di terapia sono:
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola;
SHAN ZHONG (centro del petto, localizzato sulla linea emisternale, a livello del IV spazio intercostale) che regola il Qi, favorisce la discesa dell’Energia e rilassa l’addome;
Yl FENG (riparo dal vento, localizzato dietro il lobo dell’orecchio) che espelle il Vento;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini ) che tonifica il e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore.
Un ciclo terapeutico prevede 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana dopo le quali si attende un mese circa per valutare la risposta dell’.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come Polio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa» il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo dei cibi a elevato apporto di magnesio come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Incrementare le fonti di bioflavonoidi come i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno per la loro azione positiva contro i radicali liberi.
Alimenti da evitare È necessario eliminare i prodotti industriali che contengono acidi grassi trans e/o addizionati con additivi alimentari perché ostacolano l’assorbimento dei micronutrienti presenti nei cibi. Limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che ostacola l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali.
Evitare le bevande alcoliche, compresi la birra e il vino.

– Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino; C (necessaria per la trasformazione del triptofano in se-
rotonina) 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.


Se il paziente manifesta ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00) e la sera,circa un’ora 30 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gast rite.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nelle persone ansiose, in cui il disturbo è correlato a una crisi d’ansia associata a palpitazioni, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegusoxycantha), nella dose di 15-20 gocce,due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Nei casi in cui il disturbo è correlato a una situazione di stress psichico o emotivo, che provoca uno stato di angoscia al paziente, può essere somministrato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno.
È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-08 15:50:48.

Cervicale 180x180 - Cervicale

Cervicale

ocervicalgia è un localizzato in corrispondenza del collo e può talora comportare irradiazioni o verso l’alto (in direzione della nuca), e configurarsi quindi come una cefalea di tipo tensivo, o lungo l’arto superiore, nel qual caso si realizza quella condizione chiamata “cervico-brachialgia”.
Le cause all’origine del dolore sono diverse. Nella stragrande maggioranza dei casi, in gioco c’è un’alterazione che interessa le strutture collocate nell’area delle prime 7 vertebre della colonna, ovvero i muscoli, i legamenti, i dischi intervertebrali e le articolazioni, che assicurano al collo movimento e sostegno, infatti, gli sforzi non adeguati, istantanei e bruschi, oppure ripetuti e prolungati, contribuiscono ad alterare l’assetto meccanico della regione cervicale. Dunque uno stress esagerato e protratto, rispetto al carico che queste strutture possono tollerare, genera dolore. Altre condizioni possono intervenire a scatenare il disagio: la degenerazione dei dischi intervertebrali (quei cuscinetti ammortizzatori posti tra una vertebra e l’altra) e l’alterazione dei corpi vertebrali adiacenti (come si verifica nell’artrosi), ma anche la stenosi del canale vertebrale (cioè il restringimento del tunnel attraverso cui scorre il midollo spinale, sufficiente a determinare la compressione e la sofferenza di una o più radici nervose). Ma sicuramente, la colpa principale del dolore alle spalle e al collo va attribuita alle posizione fisse e a lungo mantenute.


Ernia del disco cervicale

L’ernia cervicale può essere presente con infiammazione ma senza espulsione: c’è intenso dolore, che provoca contrattura dei muscoli del collo. La terapia è il riposo associato a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
Se l’erniazione è completa (o quasi) e si verifica espulsione del disco con compressione di radici nervose può rendersi necessario l’intervento chirurgico, e la terapia farmacologica può comprendere anche i corticosteroidi. L’esercizio fisico è molto importante, e i massaggi che rilassano la muscolatura (così come le applicazioni calde) aiutano a risolvere gli attacchi di dolore acuto.


I disturbi di origine cervicale, come dolore, rigidità, tensione dolorosa, vertigini, possono essere trattati con efficacia mediante l’approccio omeopatico che si baserà principalmente sulle modalità di miglioramento e di aggravamento della sintomatologia.
Actea racemosa e Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando i 2 preparati. Diradare in base al miglioramento.
Bryonia 7 CH 5 granuli ogni 2 ore. Aggravamento del dolore con il minimo movimento. Miglioramento con l’immobilità o con il collare.
Calcarea fluorica 9 CH 5 granuì’u 1 volta al dì. Il difluoruro di calcio è il rimedio omeopatico indicato per il dell’artrosi sintomatica. Caratteristico è l’aggravamento con il freddo e i mutamenti atmosferici, e il miglioramento con il movimento e il calore. Spesso sono presenti scrosci articolari.
Dulcamara 9 CH 5 granuli ogni 2 ore. Cervicalgia da esposizione al freddo-umido.
Hypericum 15 CH 5 granuli ogni 4 ore, alternando con i preparati precedenti, nel trattamento della cervicobrachialgia.
Lachnantes tinctoria 5 granuli, anche ogni 2 ore, nelle prime 24 ore, quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Spesso si associa Actea racemosa. Lacnantes è una pianta della famiglia delle Emodoracee che viene utilizzata in omeopatia nel trattamento del torcicollo, della cefalea muscolotensiva, vertigini
da artrosi cervicale e della sindrome dello stretto toracico superiore.
Radium bromatum 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il bromuro di radio è uno dei medicinali omeopatici di prima scelta nel trattamento dell’artrosi cervicale. Caratteristico è l’aggravamento con il riposo e i primi movimenti, e il miglioramento con il calore e il movimento con-
tinuo.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli 1 -3 volte al dì. Il sommaco velenoso è utilizzato frequentemente in omeopatia nel trattamento dell’artrosi cervicale con rigidità dolorosa e formicolio notturno a livello delle mani, aggravate con l’umidità. Caratteristico è l’aggravamento all’inizio del movimento e il progressivo miglioramento continuando a muoversi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della Medicina tradizionale cinese e sciogliere la contrazione dei muscoli e la tensione che si crea nella regione cervicale e alleviare tutta la sintomatologià associata che comprende nausea, vertigini, sensazione di instabilità e di mancanza di equilibrio.
Nel caso in cui la causa fosse una discopatia, bisogna distinguere tra protrusione ed ernia discale. Nel caso di ernia discale lo scopo della terapia oltre a quello descritto precedentemente, è di disidratare la formazione erniaria, mentre nel caso di una protrusione discale lo scopo è di far rientrare in sede il nucleo in modo che questo non vada più a irritare le radici nervose.
In particolare si andranno a curare Vento freddo e stasi di Xue, disperdendo il Freddo e l’Umidità.

Agopuntura
Punti importanti sono:
HOU XI (valle posteriore, localizzato a livello dell’articolazione del mignolo) che elimina le Sindromi da Vento-Calore, rilassa muscoli e tendini e purifica lo Shen;
Il QUAN (fonte suprema, localizzato al centro della fossa ascellare) che elimina il Calore nel Fegato, nel Polmone e nella Milza;
JIAN LIAO (osso della spalla, localizzato nella fossetta posteriore alla spalla) che espelle il Vento;
NAO SHU (punto Shu dell’omero, localizzato sotto il bordo inferiore della spina scapolare) che elimina le sindromi da Vento e dissolve l’Umidità;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Mentre per mobilizzare lo Xue si possono usare:
GESHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
QUCHI;
TIAN ZHONG (principio celeste, localizzato al centro della fossa sottospinata) che dissolve il Vento-Umidità.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni interrompibile al cessare della sintomatologia, mediamente dopo la 5-6 seduta.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime alimentare basato su un adeguato consumo (in grado di soddisfare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali di cereali integrali), legumi, uova, pesce pescato in mare, carni magre biologiche, latticini “magri”, soia e derivati, noci, mandor-
le, nocciole e semi oleosi, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.
Aumentare l’apporto di sardine, acciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di D – 25 microgrammi per 100 grammi di parte edibile).
Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio (utilizzarla anche per cucinare).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Bevande alcoliche, caffè, tè, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, burro, panna, margarina, salumi, insaccati, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans.
Limitare l’apporto di formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano).

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Boro aumentare l’apporto quotidiano di cereali integrali e di prodotti a base di farina integrale macinata a pietra, legumi, frutta fresca,
verdure a foglia larga e noci;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Inositolo 1 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Zinco 20-25 mg al giorno.


Questo tipo di patologia è tipicamente il risultato di micro-lesioni croniche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale), quindi in questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e sub-acute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata, particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquiriziay pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per
interferenza sulla cascata biochimica, che porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta, grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale, il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile VArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contiene sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-09 16:43:50.

Celiachia 180x180 - Celiachia

Celiachia

Chiamata anche malattia celiaca, è un’affezione che colpisce la mucosa dell’intestino tenue e, se particolarmente estesa, determina un difettoso assorbimento di tutti i nutrienti. Si scatena quando una persona, geneticamente predisposta, assume prodotti alimentari a base di grano, segale, avena od orzo A sviluppare il danno intestinale è, in particolare, la gliadina, un composto proteico derivato dal glutine presente in questi cereali Dunque, la malattia celiaca è il risultato di una reazione immunitaria attivata contro l’epitelio intestinale e innescata dalla gliadina. Le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili da un individuo all’altro, a seconda della maggiore o minore estensione e gravità della malattia. Comporta disturbi intestinali ma anche manifestazioni extra-intestinali. Tra i primi: la diarrea, la distensione addominale, la flatulenza, la steatorrea (la presenza nelle feci di notevoli quantità di sostanze grasse che non sono state digerite), il malas-
sofbimento globale. Sintomi che si accompagnano a riduzione del peso corporeo, anemia, osteoporosi, irregolarità mestruali, scarso accrescimento (nel bambino), crampi muscolari e manifestazioni emorragiche. Ma non mancano le forme atipiche, caratterizzate da disturbi minori che soltanto un medico esperto riesce a riferire a questa patologia. Per la cui diagnosi resta fondamentale la biopsia intestinale, che evidenzia villi intestinali corti e tozzi. Sono sempre necessarie due biopsie: la prima fotografa le lesioni appena descritte; la seconda, eseguita dopo l’inizio della dieta priva di glutine, deve dimostrare il significativo miglioramento delle mucosa intestinale. Ottimi test di screening, sensibili e specifici, sono poi il dosaggio di particolari anticorpi circolanti (antigliadina e antiendomesio).


Il dipende moltissimo da una diagnosi accurata, tuttavia non esiste un test semplice per determinare con certezza la presenza di celiachia. Spesso si usa un’ priva di glutine con monitoraggio dei sintomi, per ottenere una diagnosi presunta.

Alimentazione
Evitare i cibi che contengono glutine: frumento (grano), segale, orzo, avena, farro, kamut, farine, amidi, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati, paste, gnocchi, pane, focaccia, pizza, piadine, grissini, cracker, fette biscottate, germe di grano, mueslì, porridge, cous cous, crusca dei ce-
reali vietati, fibre vegetali e dietetiche dei cereali vietati, malto, polenta taragna (se la farina di grano saraceno è miscelata con farina di grano). Esistono lince guida molto chiare per chi soffre di celiachia: a queste si rimanda per un elenco completo dei cibi vietati oppure sconsigliati.

Supplementi
La malattia celiaca può provocare diarrea cronica e infiammazione del tratto digestivo, con perdita di importanti nutrienti: la conseguenza è un malassorbimento di ferro, acido folico, vitamine B (soprattutto B12), calcio e selenio. Anche alcuni aminoacidi possono essere scarsamente assorbiti. È importante mantenere una buona flora batterica intestinale assumendo fermenti probiotici tipo bifido ogni giorno. È importante assumere alte dosi di vitamine del gruppo B, complessi multivitaminici e minerali. L’omega tre (olio di pesce) aiuta a ridurre la componente infiammatoria, la D previene l’osteoporosi.

Farmaci
Per la celiachia severa si prescrive prednisone.


Il trattamento della celiachia, malattia caratterizzata dall’intolleranza nei confronti del glutine e dal malassorbimento intestinale, è basato essenzialmente sulla esclusione di tutti gli alimenti derivati dal frumento e dai suoi derivati. L’approccio omeopatico è utile per la ripresa delle condizioni generali e per ottimizzare la crescita. I medicinali più frequentemente indicati comprendono China> Lycopodiutny Phosphorus, Silicea.
China rubra 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Prostrazione, pallore e freddolosità da diarrea senza , soprattutto dopo latte o frutta. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. La china è indicata per le forme cliniche di celiachia caratterizzate da astenia, diarrea cronica, dolori addominali ricorrenti o persistenti.
Lycopodium 9 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni metaboliche soprattutto in soggetti ansiosi, facilmente irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici. È adatto nelle forme di celiachia caratterizzate da appetito presto saziato dopo i primi bocconi, stipsi o alvo irregolare con tendenza a spiccato meteorismo addominale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana, diradando secondo il beneficio ottenuto. Il preparato omeopatico ottenuto dal fosforo bianco viene impiegato in omeopatia per i soggetti longilinei, ansiosi, vulnerabili, ipersensibili a tutti gli stimoli ambientali, con tendenza ad affaticarsi con estrema facilità. Caratteristica è la facilità al sanguinamento. Talvolta si può rilevare un incremento delle transaminasi epatiche.
Silicea 15 CH 5 granuli inizialmente 3 volte alla settimana, quindi un tubo dose alla 30 CH una volta alla settimana. In omeopatia la silice si utilizza nei disturbi della crescita e della nutrizione in presenza di una compromissione delle condizioni generali, È adatta alla celiachia caratterizzata da arresto della crescita, bassa statura e perdita di peso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo rinforzando le difese immunitarie dell’ e aumentando l’azione metabolica e di eliminazione. Infatti trovandosi di fronte a una possibile saturazione organica, è utile approfondire a livello diagnostico con test di intolleranze alimentari, test allergicologici e diminuendo la quantità di sostanza ingerita.
L’azione di agopuntura può così andare verso le intolleranze o le reazioni allergiche.
Punti importanti per riequilibrare la funzionalità dell’intestino sono:
SHANG JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TIAN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi.
Rinforzare energeticamente l’organismo:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Si consigliano 10 sedute terapeutiche da ripetere dopo circa un mese.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro (per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore). Per ridurre i sintomi e ostacolare le recidive, possono essere consumati kefir, yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi incrementando i benefici batteri intestinali, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, potenziando così la corretta funzionalità del .
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del ) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e
di girasole, il riso integrale, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Quelli che contengono glutine. Evitare i piatti pronti liofilizzati, i wurstel e i gelati industriali perché possono contenere il glutine in percentuale variabile. Eliminare lo zucchero (saccarosio), la crusca, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (inclusi vino e birra), i cibi industriali a base di farine raffinate e/o addizionati con additivi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pom-
pelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg – 250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno.

FITOTERAPIA
È una malattia su base autoimmunitaria in cui il trattamento fondamentale è basato sulla mancata assunzione di cibi che contengono glutine. Detto questo, la fitoterapia può avere un ruolo ed essere utile come complemento alla dietoterapia. In alcuni pazienti possono verificarsi casi di malassorbimento nonostante la dieta corretta, ed allora in questo caso si possono razionalmente somministrare estratti di gel di Aloe vera e di Mirtillo che hanno un’azione riepitelizzante sul tessuto intestinale e che possono migliorare anche significativamente la qualità di vita del paziente. È possibile aggiungere anche estratti ad attività antiossidante e quindi oltre al mirtillo, anche estratti di Mango (Mangifera indica) titolati in mangiferina, di Ginkgo biloba anche per la significativa attività sulla microcircolazione e ancora la Vite (Vitis vinifera). Nei casi più gravi si può considera la somministrazione di Boswellia serrata, la cui gommoresina, ricca di triterpeni, ha un’ importante azione antinfiammatoria grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. In associazione può essere
aggiunto anche l’estratto secco di Curcuma longa il cui estratto titolato e standardizzato in curcuminoidi esplica un’azione non solo di tipo antinfiammatorio ma anche di detossificazione e riduce il rischio di tumori che in questi pazienti è più alto della media. Anche la Liquirizia, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, permettendo di aumentare la bidi-
sponibilità del cortisone endogeno umano, che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi o dosaggi alti senza il controllo del medico.

Originally posted 2014-10-09 16:21:06.