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Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare dolore mammario, diminuzione del desiderio sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il , apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Attacchi di panico 180x180 - Attacchi di panico

Attacchi di panico

L’attacco di panico è un episodio improvviso, acuto, contrassegnato da paura intensa e malessere generalizzato. La crisi insorge bruscamente, e raggiunge la sua massima intensità nel giro di pochi minuti. L’episodio è accompagnato da una ricca e vivace gamma di sintomi tipicamente neurovegetativi: palpitazioni, senso di soffocamento, oppressione toracica, vampate di calore o di freddo, tremori, sudorazione, nodo della gola, la sensazione di essere prossimi a svenire. Un corteo di manifestazioni fisiche che si associa a un drammatico vissuto psicopatologico, dove la fanno da padrone il timore di
perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle personali azioni, nonché il senso di morte imminente. L’episodio in genere è di breve durata. Alla fine dell’attacco, la persona appare del tutto spossata, con addosso una sensazione di fatica, di vuoto alla testa, di generale apprensione, uno stato psicofisico capace di protrarsi anche per qualche giorno. Ulteriore disturbo accusato da chi soffre di è il fenomeno della depersonalizzazione: si ha cioè la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Ogni attacco può generare una preoccupazione sempre maggiore chiamata “ansia anticipatoria”, che può accrescersi a tal punto da spingere la persona a evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati le precedenti crisi. La fascia di età più a rischio è quella che va dall’adolescenza fino ai 30-35 anni.


È importante escludere che ci siano malattie organiche che provochino gli attacchi di panico, in particolare Pipertiroidismo oppure condizioni quali l’abuso di droghe e alcol (o l’astinenza da queste sostanze). Alcuni farmaci da banco possono scatenare attacchi di panico: consultare un medico per chiarire la situazione.

– Terapia cognitiva comportamentale
La maggior parte dei pazienti ha benefìcio dalla terapia cognitiva comportamentale che consiste nell’esporre alla situazione che causa panico prima nell’immaginario poi nella realtà: è necessario che questa esposizione avvenga con l’aiuto di uno psichiatra o di un terapeuta, con l’assunzione concomitante di farmaci. La psicoterapia psicodinamica è un’altra possibilità offerta da psicologi o psichiatri.

– Farmaci
Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) possono essere usati per trattare attacchi di panico e depressione. L’escitalopram sembra essere uno dei farmaci migliori per dominare l’ansia. Vengono anche usati gli antidepressivi triadici, mentre le benzodiazepine rappresentano una seconda scelta. Tutti questi farmaci possono generare dipendenza, ma sono utili quando gli attacchi di panico sono gravi.

– Complicanze
I programmi terapeutici devono tenere conto di eventuali patologie concomitanti, come malattie cardiache o respiratorie. Un approccio terapeutico intenso è utile perché gli attacchi di panico possono peggiorare le malattie concomitanti.


Alcuni medicinali omeopatici sono particolarmente indicati per controllare, superare o prevenire le reazioni da panico.
Aconitum 15 CH 5 granuli, 2-4 volte al dì, secondo l’intensità della sintomatologia. L’aconito è una pianta velenosa della famiglia delle Ranuncolacee, utilizzata in omeopatia per le affezioni caratterizzate da un inizio brutale e dalla violenza dei sintomi. Caratteristica è l’agitazione fisica incontrollabile e l’ansia con stato di eccitazione generale e paura di morire. In generale si tratta di soggetti giovani forti e reattivi che diventano preda di un intenso senso di angoscia per l’intensità dei fenomeni generali, come la o il dolore.
Ambra grisea 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il preparato omeopatico è ottenuto dalle secrezioni intestinali del capodoglio ed è adatto ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema e il pa-
nico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società.
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. È il nitrato d’argento adatto al soggetto che ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Vorrebbe aver terminato prima ancora di iniziare.
Lamenta una progressiva diminuzione delle capacità intellettive e, in particolare, della memoria. Ha spesso manifestazioni a livello gastrointestinale con difficoltà digestive e diarrea, soprattutto in relazione a emozioni e stress. Caratteristica è la reazione da panico in anticipo rispetto alla prestazione.
Gelsemium sempervirens 30 CH 5 granuli al bisogno o una monodose una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento, per evitare la reazione da panico. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Lamenta cefalea, sensazione di vertigine o di svenimento, diplopia o disturbi visivi. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa di un intervento chirurgico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo solitamente in relazione alla patologia d’origine, non solo sintomaticamente, quindi nelle condizioni di una sindrome ansiosa o una sindrome depressiva.
Gli organi interessati sono perciò Fegato, e Milza e la terapia consiste in tre aspetti: calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata quale affanno respiratorio, palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa. L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato e a rasserenare lo Shen:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
A disperdere calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello , calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore.
In caso di deficit di Yin:
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a Iato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
In caso di deficit del Qi di Cuore e Milza:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a Iato deirapofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue.
A tonificare il Qi di Cuore e Vescica Biliare:
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il
Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del Fegato e della Vescicola Biliare.
Si consigliano 10 sedute da eseguire 3 volte alla settimana da ripetere dopo 1 mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo (proveniente da animali allevati all’aperto, alimentati esclusivamente a foraggio e ai quali non vengono somministrati antibiotici e ormoni), pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, Gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, cereali integrali in chicchi e in fiocchi, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle, ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

– Integrazione alimentare
Inositolo 1 g al giorno;
Vitamine del gruppo B 25 mg al giorno in un’unica somministrazione;
Magnesio 350 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.


Le piante medicinali giocano oggi un ruolo importante nella prevenzione e cura delle manifestazioni acute di ansia, o meglio degli attacchi di panico. E questo non tanto con i consigliati dalla medicina popolare, infusi di Camomilla, aroma di Basilico, tintura di Avena, o addirittura le famose cure a base di albicocche, ritenute preziose contro le astenie intellettuali. In realtà potevano servire in passato solo per un loro eventuale effetto placebo Oggi invece abbiamo a disposizione piante che vengono si dalla medicina popolare, ma che sono state studiate e utilizzate secondo i canoni della medicina scientifica.
Nella maggior parte dei casi la prevenzione può esser effettuata con l’Erba di S. Giovanni, il cui nome proprio è Iperico {Hypericum perforatum). Questa pianta in passato conosciuta anche con il nome di “scacciadiavoli” in realtà si è dimostrata contenere sostanze attive capaci di modificare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre il livello di ansia e mantenere alto il tono dell’umore.
Anche nei soggetti non depressi sono proprio i farmaci che aumentano il livello di serotonina nel cervello che si sono dimostrati capaci di ridurre l’incidenza degli attacchi di panico. E questo vale anche per le piante medicinali. Ebbene l’Iperico, in maniera molto simile, aumenta il livello di serotonina, ma anche di noradrenalina e dopamina, a tal punto da poter essere utilizzato come vero e proprio farmaco antidepressivo.
Ma la raccomandazione importante è sempre quella di evitare il fai-da-te, e in relazione alle singole esigenze e alla terapia eventualmente già in atto, anche le piante medicinali potranno variamente essere associate tra loro a scopo sinergico. La prescrizione medica consentirà di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali (in realtà abbastanza rari), ma anche quello più elevato di interazione con altri farmaci. L’Iperico infatti interferisce con i farmaci salvavita come ad esempio la ciclosporina, ma anche degli estro-progestinici, anticoagulanti ecc., con gravi rischi per la
salute se assunti contemporaneamente.
Al bisogno, ed integrate alla precedente terapia, saranno inserite anche piante medicinali quali Passiflora incarnata, Melissa offìcinalis o Scutellaria. La posologia deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapista.

Originally posted 2014-10-08 15:29:56.

Flebite 180x180 - Flebite

Flebite

È un’infiammazione della parete venosa, che può associarsi a un’occlusione della vena stessa per la formazione di un coagulo sanguigno (trombo-). Tra le trombosi superficiali degli arti inferiori, quelle di più frequente riscontro sono le varicoflebiti, ossia le trombosi che insorgono sulle vene varicose: compaiono a causa dei rallentamenti subiti dal flusso sanguigno oppure in seguito a infezioni, traumatismi delle aree vicine e coagulabilità del sangue aumentata. L’insorgenza della tromboflebite è di solito acuta: la parte colpita è dolorante (sia spontaneamente, sia toccandola) e gonfia. È possibile osservare un cordone rosso e caldo lungo il decorso della vena interessata e
spesso i linfonodi inguinali appaiono ingrossati (mentre i segni generali – come febbricola e tachicardia – sono rari). Tra i fattori di rischio, gli interventi chirurgici rappresentano quelli più rilevanti per le trombosi venose dell’arto inferiore, specialmente se praticati su pazienti in età avanzata od obesi. Anche l’immobilita è una concausa di trombosi, quando si è costretti a letto all’indomani di un trauma o di un’operazione: la stasi del flusso sanguigno è sempre un movente fondamentale. Condizione più grave è la trombosi venosa profonda, quella che coinvolge le vene profonde della gamba e che è frequente nelle prolungate permanenze a letto, in seguito alle manovre chirur-
giche, soprattutto di natura ortopedica, in presenza di deficit ereditari o acquisiti della coagulazione sanguigna e nei pazienti d’età avanzata affetti da malattie debilitanti croniche. Le manifestazioni non sono sempre evidenti: il malato può avvertire un senso di pesantezza alla gamba e di dolore, che diventa sordo nella stazione eretta e durante la deambulazione. La gamba, poi, si presenta turgida, talvolta lievemente cianotica e un po’ più calda al tatto.
Inoltre, la palpazione del polpaccio suscita dolore e mostra un indurimento pastoso delle masse muscolari.


Il termine medico per la flebite è tromboflebite superficiale. Viene spesso trattata senza ricorrere a farmaci.

Applicazioni calde
Applicare tessuti caldi e umidi per 20 minuti ogni due ore

Riposo
Di solito non c’è necessità di ridurre l’attività fisica, tuttavia in alcuni casi il riposo a letto e l’elevazione dell’arto possono essere utili.

Farmaci
Qualche volta si rendono necessari farmaci, che sono antinfiammatori non steroidei (FANS). Se è presente una flebite infetta è opportuna una terapia antibiotica. Se la flebite è in prossimità di una vena profonda può rendersi necessario un intervento chirurgico di rimozione del coagulo.


La tromboflebite acuta richiede sempre la valutazione medica. L’omeopatia può completare il convenzionale accelerando l’evoluzione della flebite e controllandone la sintomatologia. La scelta del medicinale adatto deve tener conto dei fattori responsabili, delle caratteristiche dei sintomi e delle modalità di aggravamento e miglioramento.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli più volte al dì, secondo necessità. Caratteristica è la tendenza all’edema con eritema rosato. Il dolore è urente, puntorio, trafittivo, aggravato con il calore, il contatto, la pressione e migliorato con le applicazioni fredde e il ghiaccio.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Arnica è indicata nella tromboflebite dopo trauma. Caratteristico è il senso di contusione locale. Il dolore peggiora con il movimento e con il contatto, mentre migliora con il riposo. Arnica montana viene utilizzata anche per il dolore, l’edema e le parestesie dopo ‘stripping’ venoso.
Belladonna 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Diradare in base al miglioramento. È il medicinale omeopatico della flebite a esordio brutale con tumefazione calda, arrossamento, dolore pulsante, iperestesia locale. I sintomi aggravano con la pressione, il contatto, il movimento e migliorano con il riposo.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Vipera berus o redi 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sensazione dolorosa come di vene che scoppiano e dolorabilità intensa al semplice contatto. Tromboflebite superficiale. Il veleno di vipera è il medicianle omeopatico specifico della periflebite e della flebite. Segno caratteristico per il suo uso è la sensazione come di vene che scoppiano, aggravata lasciando pendere gli arti inferiori e migliorata sollevandoli. Vipera viene utilizzata oltre che nella tromboflebite superficiale, anche nel trattamento delle varici dolorose, nella cura mediante ‘sclerosanti’.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo riguarda il Sistema Circolatorio e in particolare il flusso di sangue e il tono delle pareti dei vasi venosi il cui organo pertinente è il Fegato. Possiamo poi distinguere le cause in
Freddo Umido, stasi di Xue, Calore e deficit di Qi di Xue.

Agopuntura
La terapia è di Dispersione del Freddo Umido, del Calore, e nella mobilizzazione di Qi di Xue e sedazione del dolore e punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
YIN LING QUAN (sorgente delia collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia sull’inserzione del muscolo sartorio) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
KUN LUN (monte Kun Lun, localizzato a metà tra il malleolo esterno e il bordo anteriore del tendine d’Achille) che tonifica il Fegato, mobilizza il Qi, rimuove le ostruzioni dal Meridiano e rafforza muscoli e tendini;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare;
XIAN GU (valle profonda, localizzato nel solco tra II e III metatarso) che elimina l’Umidità dal Riscaldatore Medio;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Gli aghi non vanno assolutamente inseriti nel focolaio.

cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae……………..12g
Radix Angelicae Sinensis……………….10g
Radix Paeoniae Alba……………………10g
Rizoma Ligustici ChunaXiong……………..6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e vitamine C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione potenziando la funzionalità del . Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i piatti pronti dei fast-food, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per la sua azione vasoprotettrice e antinfiammatoria può essere usato l’estratto fluido di Ippocastano, alla dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare il disturbo e ad accelerare il processo di guarigione (azione antiflogistica, tonico-venosa, capillaro-protettrice).
Per alleviare il dolore, nella zona interessata, può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fredda fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e lasciare agire per circa un paio d’ore, cercando di mante-
nere “fresca” la cute corrispondente al vaso interessato dal processo infiammatorio. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per aiutare a combattere l’infiammazione, grazie alla sua azione “cortisone-simile”, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per le sue proprietà antiossidanti e capillaro-protettrici, per facilitare il processo di guarigione, grazie alla sua azione antiflogistica, e per aiutare a combattere l’insufficienza venosa, può essere utilizzata la Centella asiatica, sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, la mattina a digiuno e circa 30 minuti prima dei due pasti principali.

Originally posted 2014-10-13 15:02:42.

Calcolo renale 180x180 - Calcolo renale

Calcolo renale

Un nasce perché alcune sostanze disciolte nelle urine precipitano sotto forma di cristalli e successivamente si aggregano. Le cause di questo processo vanno ricercate in alcuni eventi che possono agire isolatamente o in associazione: per esempio, una sovrabbondante concentrazione di sali urinari, la carenza di sostanze che normalmente impediscono la precipitazione dei composti disciolti nelle urine, e anche la presenza di materiali estranei che fungono da “supporto” per l’aggregazione dei cristalli. La composizione dei calcoli renali è variabile: risultano per lo più costituiti da ossalato e fosfato di calcio, ma possono essere composti anche da acido urico, fosfato ammonio-magnesio (segno di infezioni batteriche pregresse) e, più raramente, da cistina. Quando il calcolo finisce per incunearsi nelle vie urinarie a valle esplode l’episodio di colica renale, che presenta caratteristiche ben precise: il dolore, intensissimo, insorge all’improvviso e bruscamente raggiunge la massima intensità; la sede è quasi sempre lombare, con frequenti irradiazioni in avanti e verso il basso, fino a raggiungere l’inguine e il testicolo del maschio o la vulva nella donna; si associa spesso a nausea e e i pazienti sono irrequieti, pallidi e sudati, il dolore è spesso accompagnato da macroematuria (si chiama così il sangue nelle urine che si evidenzia anche a occhio nudo). L’ecografia consente di rilevare la maggior parte dei calcoli; utile è altresi la radiografia diretta dell’addome che consente di distinguere i calcoli radio-opachi (che costituiscono il 90% del totale) e di seguirne la progressione; vi è poi Idrografia eseguita mediante l’opacizzazione dei reni e delle vie escretrici grazie alla somministrazione di un mezzo di contrasto. La TAC spirale, per le sue immagini rapide e conclusive, si sta sempre più imponendo, ma non sempre è facilmente eseguibile come le altre metodiche.


Il ha lo scopo di controllare il dolore, identificare rapidamente le complicanze (infezioni oppure ostruzione) e ridurre lo sviluppo dei calcoli. È necessario rivolgersi urgentemente al medico in caso di e brividi; se è presente una storia di insufficienza renale, oppure
se la calcolosi si presenta in una donna gravida, o ancora se il paziente ha un rene solo, è opportuno chiedere l’intervento medico.

Dolore
Si usano anti infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore. Un sollievo immediato si può avere con iniezione endovenosa di FANS come il ketorolac: se non funziona si può optare per un antidolorifico narcotico.

Rimozione dei calcoli
Normalmente si ritiene che aumentare il consumo di liquidi, sia orale che endovenoso, sia utile per eliminare i calcoli, ma alcuni medici ritengono che questo approccio sia pericoloso perché aumenta il rischio di ostruzione. La litotrissia extracorporea è un metodo frequentemente utilizzato di eliminazione dei calcoli. La nefrolitotomia percutanea in sedazione o anestesia si esegue quando i calcoli sono troppo grandi per la litotrissia: questa procedura richiede il ricovero ospedaliero. Altra tecnica utile è Tureteroscopia.

Stile di vita
I calcoli renali possono avere origine da diversi minerali, quindi lo stile di vita da adottare per la prevenzione dipende da quali calcoli si vogliano evitare. Comunque, in generale, bere almeno due litri di liquidi al giorno aiuta a diluire le urine in modo da ridurre il rischio di calcoli. È bene evitare bibite gassate e mangiare molte fibre. Il succo di pompelmo andrebbe evitato perché sembra associato a un rischio maggiore di calcoli renali.
Evitare il calcio alimentare non è utile. Si raccomanda di consumare una quantità ridotta di proteine animali, sale, grassi animali, alcol, cibi ricchi di ossalato (cioccolato, fichi, peperoni, agnello, spinaci, soia, tè nero).

Supplementi
Assumere magnesio diminuisce il rischio di calcoli renali, e sembra che l’omega-3 riduca la formazione di calcoli di ossalato.

Farmaci
Idroclorotiazide, amiloride, allopurinolo, potassio citrato, carbonato di calcio sono utili per la prevenzione: i farmaci tuttavia dipendono dal tipo di calcolosi renale.


La tendenza alla calcolosi renale è spesso l’espressione di un’alterazione del metabolismo che richiede un trattamento omeopatico di fondo. È interessante rilevare che Calcarea carbonica ostrearum è il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento della sintomatologia dolorosa acuta della colica ed è spesso anche il medicinale di fondo per correggere la tendenza alla litiasi renale. In ogni caso è necessaria la valutazione e il consiglio del medico di fiducia. Barberis vulgaris 5 CH 5 granuli due volte al dì. Il crespino è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Berberidacee consigliato per la tendenza alla litiasi uratica in soggetti che tendono all’iperuricemia e alla gotta. Caratteristici sono il dolore e l’ipersensibilità della regione renale
al tatto con irradiazione del dolore lungo il decorso dell’uretere. La condizione di iperuricemia si accompagna a disturbi urinari e a crisi dolorose di lombalgia.
Calcarea carbonica 30 CH 5 granuli ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. Crisi dolorosa da calcolosi renale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare e urinaria che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Pareira brava 4 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. La vite selvatica è una liana che cresce spontanea nell’America del Sud, usata già da molto tempo in omeopatia per le coliche renali, come risulta dall’affermazione dell’urologo francese Aversenq: “In base alla mia esperienza
Pareira brava, pianta originaria dell’America del Sud, è il preparato più efficace nelle crisi renali e vescicali della litiasi, delle pielonefriti e delle pielonefrosi”. Si consiglia di alternare con Calcarea carbonicay inizialmente anche ogni 10-15 minuti e diradare la somministrazione in base
al risultato ottenuto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo spesso in associazione alla Medicina occidentale, cioè l’uso di litotrissia associato ad agopuntura per dare immediato sollievo dalle coliche renali, fitopreparati cinesi per facilitare il passaggio di piccoli calcoli o residui post litotripsia e prevenire la riformazione dei calcoli che vengono chiamate
Sindromi da lin.
Si agisce sulla stasi di Qi e di Xue e sul deficit dell’organo Rene.
Nel caso di Sindrome lin da Xi la terapia è mirata a disperdere Umidità e Calore, eliminare calcoli e sedare il dolore:
CI LIAO (secondo osso, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità Calore dal Riscaldatore Inferiore;
PANG GUAN SHU (punto Shu del dorso della Vescica, localizzato 1,5 cun a lato della II vertebra sacrale) che tonifica il Qi della Vescica;
SAN JIAO SHU (punto Shu del Triplice Riscaldatore, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della I vertebra lombare) che mobilizza il
Qi, regola il bilancio dei Liquidi e dissolve l’Umidità;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHONG |I (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore.
Nella Sindrome lin da Xue Shi bisogna disperdere il Calore, Raffreddare il Sangue e sedare il dolore:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU;
ZHI SHI (casa della Volontà, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Qi del Rene.
Nella Sindrome lin da Xue Xu bisogna tonificare lo Yin e disperdere il Calore:
MINGMEN;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
ZHISHI.
Più punti del Sistema Auricolare quali Occipitale, Rene, Simpatico,
Surreni e SHEN MEN.
Si consigliano IO applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale a bassa percentuale di sali minerali, utilizzandola anche per cucinare.
Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è preferibile seguire ( per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) un regime alimentare basato su un adeguato apporto di carni magre biologiche, pesce pescato in mare, cereali e prodotti da forno a base di farine semintegrali, frutta e verdura fresche e di stagione, latte di riso e di soia.
Per i pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio è consigliabile adottare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) una dieta prevalentemente vegetariana basata su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e lievitate naturalmente, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e di carne magra biologica.
Alimenti da evitare Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è necessario escludere dalla dieta (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) gli alimenti ricchi di calcio come latte e latticini, pesci con la lisca (acciughe, sardine) e il tofii, e limitare l’ap-
porto dei legumi.
I pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio dovrebbero limitare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) l’apporto di proteine animali, di bevande alcoliche e di alimenti come pepe nero, rape, tuberi e radici, frutti di bosco, broccoli, cioccolato, frutta secca, rabarbaro, spinaci, tè nero e verde cinese, crusca di frumento.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
E 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Come prevenzione: Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti.
Eliminare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.


La fitoterapia non dev’essere utilizzata nelle forme acute infettive o durante episodi di colica renale, in questi casi il paziente dovrà contattare il medico di fiducia o recarsi in pronto soccorso per le cure del caso, successivamente quando la situazione clinica diventa stabile si può far ricorso a di origine naturale. Nella calcolosi renale sarà da evitare una terapia prolungata con diuretici senza ben conoscere il metabolismo dei sali minerali che può variare notevolmente da paziente a paziente, e non si dovranno assumere tisane che favoriscono l’escrezione di calcio in pa-
zienti che hanno calcoli di acido urico e viceversa, oppure di favorire un’eccessiva perdita di sodio o potassio in pazienti già in terapia con diuretici ipotensivi. Una miscela di estratti consigliabile in questi pazienti che non altera l’escrezione di sali e ha azione antimicrobica è a base di Piscidia (Piscidia erythrina) e Luppolo (Humulus lupulus) in estratti secchi per la loro funzione antispastica e sedativa centrale; associati ad oli essenziali che invece hanno un’importante azione microbicida, soprattutto se un episodio di calcolosi delle vie urinarie si è verificato di recente oppure se il paziente va incontro a frequenti recidive di microcalcolosi delle vie urinarie. Nelle riacutizzazioni con componente flogistica sintomatica dolorosa possono essere utilizzati Arpagofito (Harpagophytum procumbens) e il Salixalba associati ad estratti di Ippocastano, Fumaria officinalise Valeriana. Recentemente è stata dimostrata l’attività antilitiasica del Petroselinum $ativumy del Crataeva nurvala e del Phyllanthus, che tuttavia devono essere ancora confermate con studi clinici controllati.

Originally posted 2014-10-09 14:02:41.

Febbre 180x180 - Febbre

Febbre

È l’aumento della al di sopra dei limiti considerati normali (superiore ai 37 °C). La va sempre valutata in base ai dati generali: alla storia clinica – le circostanze in cui è comparsa – e ai segni e sintomi accusati dal paziente. Si tratta di un sintomo che può riflettere una serie di numerose cause: infezioni (le evenienze di gran lunga più frequenti), i colpi di sole, gli stati infiammatori di natura non infettiva, la fatica muscolare, le malattie metaboliche e le intossicazioni. La è fondamentalmente un rialzo termico dovuto a una “ricalibratura” del termostato ipotalamico, la centralina del cervello che provvede a regolare la . In-
fatti, quando l’organismo schiera le sue difese contro un germe patogeno, i globuli bianchi elaborano sostanze (citochine) capaci di tarare a un più alto livello il termostato del corpo umano, cioè l’ipotalamo. Poiché, allora, la temperatura corporea deve assestarsi al di sopra dei normali 36 gradi e
mezzo, tutto partecipa a questo innalzamento: dai brividi, improvvise scosse muscolari che generano calore, all’aumento dei battiti del che, pompando più in fretta, convoglia ai tessuti periferici sangue (e quindi ripetute ondate di caldo). Insomma, la febbre ha un fine preciso: creare condizioni
favorevoli a virus e batteri, che alle alte temperature non hanno vita facile.


Il appropriato dipende dalla causa della febbre: le più frequenti sono la disidratazione, l’infezione, l’ipertiroidismo. La febbre è un segno, non la malattia in sé: per questa ragione vanno trattate le cause prima ancora della febbre.
In generale, la febbre può essere trattata a casa se non supera i 39/40 °C (la tolleranza della febbre varia da bambini ad adulti); una febbre molto alta richiede l’intervento dei medici.

FANS
Il trattamento farmacologico della febbre legata a infezioni virali si basa sugli antinfiammatori non steroidei ( FANS). L’ibuprofene è il farmaco di prima scelta nei bambini e negli adulti: la dose negli adulti può arrivare fino a 800 mg ogni sei ore, mentre i bambini di età superiore a due anni
possono ricevere dosi che dipendono dall’età e dal peso corporeo (consultare il medico). La somministrazione di FANS è sconsigliata in presenza di ulcera peptica perché questi farmaci possono provocare irritazione gastrica e sanguinamento. L’acetamonifene è un’altra opzione terapeuti-
ca, ma è controindicato in presenza di malattia epatica o se esiste un consumo regolare di alcol. L’aspirina può ridurre la febbre, ma il rischio di irritazione gastrica è piuttosto alto e non va somministrata sotto i 16 anni.

Mantenere il corpo fresco
È utile bere molto, soprattutto bevande fresche, per mantenere un’idratazione adeguata. La disidratazione può essere causa di febbre e a volte bere molto aiuta addirittura a fare passare la febbre. I bagni freschi sono efficaci, così come le frizioni rinfrescanti; l’applicazione di ghiaccio o pezze bagnate di acqua fredda può intensificare il beneficio. L’idratazione con flebo serve solo in casi estremi.


Generalmente la (ebbre è un mezzo di difesa dell’organismo. I consigli che seguono sono utili nella fase febbrile iniziale quando ancora non si sono manifestati i sintomi e i segni di accompagnamento localizzati nei vari organi. È necessario ricordare comunque l’importanza di una corretta diagnosi per non ritardare gli interventi più appropriati.
In generale la scelta del medicinale omeopatico si basa oltre che sull’intensità della febbre anche sulle modalità reattive personali.
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni 2-3 ore. Febbre elevata, a comparsa improvvisa, spesso dopo un colpo di freddo. Brivido, sete intensa di grandi quantità d’acqua fredda, senza traspirazione. Agitazione intensa con ansia.
Belladonna 9 CH 5 granuli, ogni 2-3 ore. La belladonna è una pianta della famiglia delle Solanacee. Usata in omeopatia per tutti i processi infiammatori in fase acuta. Febbre a esordio brutale, con sudorazione profusa, pelle calda, volto arrossato. Gola arrossata con tosse secca. Ipereccitabilità. Nelle forme febbrili iniziali è molto comune alternare Belladonna e Ferrum phosphoricum per controllare la reazione febbrile, anche se è preferibile scegliere il medicinale omeopatico in base alle modalità reattive individuali.
Bryonia 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Aggravamento di ogni sintomo con il minimo movimento. Gola secca e sete intensa per grandi quantità d’acqua. Spesso è presente una tosse secca e dolorosa. Talvolta si associano cefalea e dolori muscolari.
Ferrum phosphoricum 9 CH 5 granuli, ogni ora. Febbre moderata con alternanza di pallore e arrossamento del volto. Tendenza a manifestazioni emorragiche (epistassi). Cefalea e dolori articolari diffusi.
Gelsemium sempervirens 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Cefalea congestizia e dolori muscolari. Stato di debolezza e prostrazione estrema con tremori. Assenza di sete. Sudorazione abbondante.
Rhus toxicodendron 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Febbre a insorgenza progressiva con brividi, specialmente dopo freddo-umido. Dolori articolari con bisogno di movimento continuo. Talvolta si associa herpes labiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Anche per la Medicina tradizionale cinese la febbre è un sintomo, cioè può preannunciare o essere in associazione a differenti patologie, ed è una delle difese dell’organismo a queste aggressioni.
Però sono diverse le cause, cioè agenti esterni cone Vento caldo, Umidità-Calore, Calore di Xue e tossinfezioni.
Lo scopo della terapia è disperdere il Calore e l’Umidità, armonizzare il Qi del Polmone ed eliminare le tossine.

Agopuntura
Per disperdere il Vento caldo punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di dif-
fusione dei Polmoni e tonifica il Qi;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
WAI GUAN;
YU JI (regione del pesce, localizzato a metà del lato radiale del I metacarpo) che purifica il Calore nel Polmone, elimina Flegma e Umidità e giova alla gola.
Per disperdere Umidità Calore:
DA ZHUI
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
QU CHI.
Per disperdere il Calore di Xue:
QUCHI;
WEIZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Mentre in caso di tossinfezioni si possono applicare i seguenti punti:
HEGU;
QUCHI;
WEI ZHONG;
XIAN GU (valle profonda, localizzato nel solco tra II e III metatarso)
che elimina l’Umidità dal Riscaldatore Medio.
È possibile utilizzare gli aghi a livello degli apici delle orecchie, fino a un leggero sanguinamento, dopo di che si esegue una pressione con le dita fino al termine dell’emorragia per “pulire il sangue” dalle tossine.

cinese
Formula: BAI HU TANG
Gypsum Fibrosum………………………30g
Rizoma Anemarrhenae……………………9g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………3g
Posologia: 3-4 g al dì da assumere come capsule o come polvere.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua e arricchiti con un pizzico sale marino integrale, succo di limone e miele vergine integrale.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamine C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi, potenziando la funzionalità del . Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva (con-
sumata con i semi), le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno.
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.

Alimenti da evitare Limitare l’apporto di cibi a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, in quanto possono compromettere le funzioni del Sistema
Immunitario e di conseguenza rendere il paziente più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
O Integrazione alimentare (Dimezzare le dosi nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età e consultare
il pediatra per i bambini al di sotto dei 6 anni d’età).
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicoche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Aumentare rapporto di latte e latticini biologici, pesci con la lisca (ac-
ciughe, sardine), tofu, verdure fresche e di stagione e legumi;
Fosforo 800-1200 mg al giorno;
Aumentare l’apporto di germe di grano, formaggi, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nei casi di febbre intermittente (per esempio, a causa di infezioni recidivanti), può essere utilizzato l’estratto y fluido di Achillea* nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Il Fraxinusexcelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad abbassare la temperatura.
Nei casi di infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata (foglie e parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e .
Per aiutare ad abbassare la temperatura è consigliato il Ribes Nigrum 1
DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo. Nei casi in cui la febbre supera i 39 °C e tende a mantenersi elevata nonostante il trattamento, può essere assunta un’altra dose, nel tardo pomeriggio (verso le ore 18.00).
Nei casi in cui la febbre è un sintomo di infezione intestinale può essere utilizzato l’estratto fluido di Citrus limonum ( Limone), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale. Il decotto preparato con un limone intero (preferibilmente biologico) ta-
gliato in piccoli pezzi e 250 mi di acqua minerale naturale può essere consumato, due/tre volte al giorno, se alla febbre è associata la diarrea acuta, o il reumatismo articolare acuto. Il decotto è particolarmente indicato nei bambini al di sotto dei 6 anni (utilizzare miele vergine integrale di produzione italiana per dolcificare. È consigliabile evitare l’uso di zucchero raffinato e/o di canna).

Originally posted 2014-10-13 13:47:00.

Bulimia 180x180 - Bulimia

Bulimia

È un disordine del comportamento alimentare in cui la persona tende ad abbuffarsi ma in modi del tutto patologici, assolutamente diversi da ciò che avviene quando si mangia semplicemente troppo. Infatti il bulimico ingerisce una quantità spropositata di cibo – che talora corrisponde a diverse migliaia di calorie – in un arco di tempo assai ristretto (per esempio, nel giro di un paio d’ore). Un’ compulsiva che solitamente si realizza di nascosto, lontano dallo sguardo degli altri. Ma il bulimico avverte altresì la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non riuscire a controllare affatto il proprio comportamento. Dopo la spropositata mangiata, la persona affetta dalla si sente profondamente in colpa e tende a punirsi con differenti sistemi: vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi. Se tale comportamento si ripete nel tempo (per esempio, un paio di volte alla settimana per tre mesi) si è chiaramente di fronte a un disordine del comportamento alimentare. Alla lunga, la persona subentra in una fase depressiva, manifestando disgusto verso se stesso, con severe ripercussioni sulla personale autostima. Va aggiunto che chi è affetto da un comportamento bulimico può risultare di peso normale, essere sottopeso oppure in sovrappeso, diversamente da un individuo anoressico il cui calo ponderale è sempre evidente. La (come l’anoressia) può avere all’origine un’esperienza particolarmente drammatica (violenze, difficoltà a essere accettati socialmente e nella propria famiglia).


I disturbi alimentari sono patologie complesse, di lunga durata e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi di terapia si sono dimostrati variabili in efficacia. Alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche o gli approcci di tipo psicoanalitico, non hanno per ora dimostrato una validità definitiva in termini di evidenze scientifiche, anche se sono in corso studi di verifica. Ciò che è condiviso dalla comunità scientifica per i risultati a medio e lungo termine è un approccio tera-
peutico integrato, in cui più figure si occupino a livelli diversi del paziente, così come dei familiari o dei compagni. I disturbi alimentari nascondono spesso dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi che impediscono di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo (più di un terzo dei casi). La terapia è lunga, in media 2 anni, polistrutturata (medici, psicologi/psicoterapeuti, nutrizionisti, educatori, terapeuti della famiglia), e ha l’obiettivo di: ripristinare un ritmo biologico (idrosalino, nutrizionale, ritmo sonno veglia), creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti, valutare e trattare eventuali altre malattie concomitanti, sia dal punto di vista fisico (facilmente questi soggetti soffrono di disturbi gastrointestinali ed endocrinologia, in parte causati dal disturbo alimentare) che da quello psicologico (depressione, abuso di sostanze, disturbi di personalità), facilitare quanto possibile le risorse interne al nucleo familiare.
La terapia farmacologica è comunque considerata un valido strumento terapeutico, da utilizzare sempre insieme agli interventi nutrizionali e psicoterapici, che rappresentano il vero cardine della terapia.


Per controllare l’eccessiva introduzione di cibo e l’incapacità di controllare l’appetito, l’omeopatia si avvale di alcuni che devono essere utilizzati in forma combinata con un corretto approccio nutrizionale e dietetico. Anacardium orientale 30 CH 5 granuli da assumere preferibilmente verso le ore 10 e verso le 17, in modo di anticipare le crisi bulimiche che generalmente si manifestano a metà della mattinata e del pomeriggio. In omeopatia si utilizza il preparato ottenuto dal seme di anacardio soprattutto per controllare l’impulso irrefrenabile ad
assumere cibo. Si tratta di persone che non riescono in alcun modo a controllare il loro appetito nonostante i buoni propositi e la dichiarata volontà.
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì oppure 5 granuli prima o dopo un’abbondante libagione. Spesso è presente eruttazione con il sapore dei cibi ingeriti, dopo aver mangiato grandi quantità di cibo. Lingua impastata e ricoperta da una patina spessa, biancastra, come latte o gesso. Il trisolfuro di antimonio è un minerale sulfureo dell’antimonio che viene prescritto in omeopatia sia per controllare l’ingordigia tra i pasti e a tavola, sia per contenere i disturbi dovuti a eccessi di tipo alimentare. Caratteristico è il desiderio e l’intolleranza nei confronti dei salumi e degli affettati.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. La fava di Sant’Ignazio è il seme di un arbusto della famiglia delle Loganacee, cui appartiene anche Gelsemium sempervirens e
Nux vomica.È utile per placare il nervosismo e l’ansia di fondo che porta il soggetto a piluccare in continuazione. Spesso il cibo assume un significato compensatolo in persone che soffrono per delusione amorosa, dispiaceri, contrarietà o frustrazioni.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, prima o dopo un’abbondante libagione. La noce vomica è adatta a soggetti che abusano a tavola prediligendo cibi piccanti, condimenti forti, caffè, superalcolici, amari. Possono presentare disturbi dopo eccessi alimentari, come nausea, rigurgiti, vomiti acidi e crisi emorroidaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo agendo sulla psiche, sull’alterazione delle funzionalità organiche che regolano il Sistema Nervoso e il sistema digerente e soprattutto agendo sull’attività dei neurotrasmettitori, in particolar modo sulla serotonina, sulla sua produzione e azione.
Bisogna controllare i centri della fame per agire sullo smodato bisogno di ingerire quantità a volte notevoli di cibo e anche l’aumento ponderale dovuto all’accumulo di grasso nei tessuti.
La terapia mira a disperdere il Fuoco di , Fegato e :
BEN SHEN;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito ,0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
E a mobilizzare una stasi del Qi di Xue:
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Punti auricolari importanti sono quelli di Cuore, Fegato, Milza, Sistema endocrino, Rene, Stomaco, SHEN MEN e NAO GAN.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura fresche biologiche (consumate principalmente sotto forma di centrifugati) e povera di zuccheri (in particolare di saccarosio) e di prodotti a base di farine raffinate, strutturata in tre pasti principali e tre spuntini, può essere d’aiuto nelle fasi iniziali del .
Privilegiare gli alimenti ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo Io stress, contribuendo così a tenere sotto controllo l’insorgenza delle crisi) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti preparati con i grassi trans, le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi industriali addizionati con additivi, che ostacolando l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, rallentano il miglioramento del quadro clinico del paziente.

Integrazione alimentare
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina D 10 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Aumentare l’apporto di banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Rame 2 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti (aiutano l’organismo a controbilanciare la risposta allo stress);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Nella bulimia associata a sindrome depressivo/ansiosa può essere utilizzato YIperico (Hypericum perforatum), dalle cui sommità fiorite si estraggono i principi attivi, quali naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), flavonoidi, iperforina, che possono essere somministrati sotto
forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. La durata del trattamento deve essere stabilita con il medico curante. È consigliabile evitare l’associazione con gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e/o inibitori delle MAO. È controindicato in gravidanza.

Nei casi in cui il paziente sta seguendo una terapia medica a lungo termine può essere associato un infuso preparato con radici di Angelica (2 cucchiaini), sommità fiorite di Iperico (4 cucchiaini), foglie di Melissa ( 1 cucchiaino), scorze d’Arancia amara (2 cucchiaini) e rametti di Rosmarino
( 1 cucchiaino), in 1 litro di acqua minerale naturale, portata a ebollizione; da sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Nei pazienti che manifestano insicurezza emotiva, ansia, facile irritabilità, insonnia e pirosi gastrica può essere utilizzata la Passiflora (Passiflora incarnata), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali; associata al Tiglio ( Tilia europea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al
giorno, diluite in poca acqua, a stomaco vuoto.
Nei pazienti sottoposti a stress fisici e psichici intensi e prolungati (per esempio nelle atleti con elevate performance sportive), che si presentano particolarmente agitati e ansiosi, può essere utilizzato l’olio essenziale d’Arancio, nella dose di 6 gocce emulsionate con un cucchiaino di olio di noce spremuto a freddo, oppure diluite in un bicchiere di latte di mandorle, due volte al giorno.

Originally posted 2014-10-09 11:00:29.

Adhd 180x180 - Adhd

Adhd

L’ADHD è una sigla che sta per Attention Deficit Hyperactivity Disorder. Consiste in un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, contrassegnato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi. Si manifesta in genere prima dei 7 anni d’età. Questa sindrome è stata descritta clinicamente e definita nei suoi criteri diagnostici e terapeutici soprattutto dagli psichiatri e dai pediatri statunitensi nel Diagnostic andStatistic Monuol of Meritai Disorders, il manuale pubblicato dalla American Psychiatrie Association, testo di riferimento internazionale per tutti gli psichiatri (DSM-IV). I bambini affetti dalla sindrome da iperattività con deficit di attenzione non sono semplicemente esuberanti e distratti: hanno serie difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione; sembrano non ascoltare; corrono o si arrampicano, saltando sulle sedie; parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di recepire tutta la domanda; non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro e possono manifestare concreti problemi nell’apprendimento. Alla base del problema viene in genere riconosciuta una causa biologica (su base genetica) e non una situazione esclusivamente psicologica. Gli specialisti rimarcano quest’aspetto: il bambino con ADHD, oltre a essere iperattivo e distratto, è anche un bambino spesso triste, non inserito nel contesto in cui vive, perché i suoi atteggiamenti finiscono per isolarlo e compromettere qualsiasi legame con i compagni.


– Terapia comportamentale
Si sviluppano strategie generali per gestire l’iperattività, con rinforzo dei comportamenti corretti, riduzione dei tempi per i comportamenti sbagliati, mantenendo il contatto visivo durante i colloqui e permettendo ai bambini di esprimere Fattività in contesti sicuri.

– Metilfenidato
I farmaci più usati per trattare l’ADHD sono psicostimolanti. La prima scelta è il metilfenidato, che può provocare effetti collaterali come diminuzione dell’appetito, insonnia e ritardo di crescita.

– Atomoxetina
E un farmaco non psicostimolante utile nell’ADHI). Ha effetti collaterali simili ma meno frequenti rispetto al metilfenidato (riduzionedell’appetito, perdita di peso).

– Stile di vita
Esiste la convinzione che la dieta non abbia effetto sull’ADHD, anche se molti medici non concordano. La dieta Feingold, che elimina gli additivi e alcuni gruppi di alimenti, è stata studiata approfonditamente e sembra essere utile. Alcuni supplementi possono aiutare nella diminuzione del-
riperattività: sono l’olio di pesce alla dose di circa 1-4 g al giorno, un complesso vitaminico B e il magnesio. Taurina, tirosina e triptofano possono essere utili per il rilassamento corporeo.


Attualmente si ritiene che la sindrome ipercinctica sia la conseguenza di fattori diversi come allergie o intolleranze alimentari, deficit nutrizionali, inquinanti, effetti della televisione, ipersensibilità ad alcune sostanze e in particolare all’acido acetilsalicilico, rigidità delle membrane endocraniche. Una tale complessità di fattori “potenzialmente responsabili di tale sindrome” richiede un’attenta valutazione medica per individuare e rimuovere, se possibile, le condizioni causali. Il omeopatico rappresenta un approccio complementare ad altre misure specifiche.

– Trattamento sintomatico
Tarentula hispana 15 CH 5 granuli al dì. È il rimedio omeopatico specifico per bambini ipercinetici, irrequieti, sempre agitati con difficoltà di apprendimento e problemi di disciplina scolastica. Dopamine 5 CH – Serotoninum muriaticum 5 CH 5 granuli di ciascuno, una volta al dì. Da una recente ricerca condotta in Francia dal D. H. A. Courthaliac di Saint-Priest e presentata alle Settime Giornate dell’Institut Boiron tenutesi a Lione nel 2006, sono emersi risultati favorevoli nel trattamento di bambini ipercinetici, utilizzando i due : Dopamine 5 CH e Serotoninum 5 CHy 5 granuli di ciascuno una volta al dì. In particolare lo studio condotto su 300 bambini di età compresa tra 2 e 15 anni prevedeva la suddivisione in tre gruppi: uno trattato omeopaticamente, uno con neurolettico e un terzo con omeopatia e neurolettico. I risultati basati sulla valutazione di agitazione, aggressività, opposizione e attenzione hanno evidenziato un effetto positivo della cura omeopatica, simile al trattamento con neurolettico. Inoltre nel gruppo trattato sia con omeopatia che con il neurolettico è emersa un’attività superiore a quella del neurolettico utilizzato da solo. Anche se non sono chiari i meccanismi di azione si ipotizza un’attività di neuromodulazione svol-
ta dai due medicinali omeopatici.

– Trattamento di fondo
Richiede una valutazione da parte del medico omeopata per la scelta del rimedio ad azione profonda (Argentum nitricumy Phosphorusy Lachesis).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo non è una vera e propria patologia ma una concomitanza di comportamenti come
appunto deficit di attenzione, deficit di concentrazione e iperattività, che portano a un disordine psicologico e comportamentale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’azione curativa deve avvenire a carico del Sistema Nervoso centrale tramite un’azione rilassante, sull’ossigenazione del sangue, aumentando la tonificazione dell’ossigeno in modo da calmare lo stato di agitazione, e sull’aumento dell’energia acquisita.

– Agopuntura
Si può agire quindi sui punti: TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore; NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso, fra i tendini) che tonifica e armonizza il e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore e il Sistema Nervoso; SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato 3 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica la Milza, dissolve l’Umidità, stimola la funzione del Fegato, tonifica i Reni, stimola e favorisce la circolazione dei liquidi. Anche in questo caso devono essere associati punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 2 volte alla settimana, con un controllo 15-20 giorni dopo l’ultima seduta.

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi (soia, girasole, vinacciolo, mais, noci) spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Gli esperti raccomandano di privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.

Alimenti da evitare Evitare le bibite, le caramelle, i chewing gum, i confetti, il torrone, il marzapane, la frutta candita, gli sciroppi di frutta, la crosta di alcuni formaggi, le minestre e i gelati confezionati, le mostarde di frutta, i fiocchi di patate, alcuni tipi di yogurt, di margarine e di maionese, le conserve di pesce e le marmellate, le gelatine, i budini, i sottaceti e i sott’oli industriali.
Evitare l’eccessiva esposizione ad alcuni metalli pesanti, come alluminio, cadmio e piombo. Quindi cercare di: Limitare il consumo di alimenti prodotti con farine e zucchero raffinati, i molluschi, i calamari, le seppie e i polipi e il riso non biologico per la presenza di cadmio. Limitare il consumo dei pesci pescati in acque inquinate per il loro contenuto di piombo. Non cucinare (e non conservare) in pentole di alluminio alimenti acidi, come per esempio la salsa di pomodoro. Evitare gli acidi grassi idrogenati e le bevande alcoliche che ostacolano la conversione degli EFA nei loro derivati con conseguente alterazione di alcune importanti funzioni cerebrali.

– Integrazione alimentare
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 4 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali. Adolescenti: 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3: 200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana; Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno. Magnesio e Ferro (la cui carenza favorisce l’accumulo di alluminio);- Magnesio: 350 mg al giorno; Ferro Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 10 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per le sindromi da deficit di attenzione e iperattività dei bambino esistono protocolli di trattamento approvati dalle Autorità sanitarie con farmaci ad attività dopaminergica. Nei casi in cui gli effetti collaterali del farmaco non consentano la terapia prevista, oppure quando vi sia un rifiuto al trattamento da parte dei genitori sono certamente giustificati anche tentavi terapeutici alternativi.
Dal punto di vista sintomatico possono sempre essere associate piante ad attività sedativa quali ad esempio la Valeriana, sfruttando estratti standardizzati di radice. La posologia è da stabilire in relazione al caso clinico. Le piante medicinali potenzialmente utili per le quali siano ipotizzabili
ruoli nell’ambito della prevenzione sono quelle che comportano un aumento delle catecolaminc cerebrali, dal Ginseng alla Ginkgo biloba, dall’Iperico alla Salvia. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente.
Mancano tuttavia studi clinici che ne consentano un adeguato giudizio di appropriatezza e sicurezza nel bambino. Non ci dobbiamo pertanto neppure meravigliare se, al momento esistono ampie divergenza di vedute e di consigli alimentari e terapeutici. Vi sono per esempio medici che consigliano ai bambini iperattivi di evitare categoricamente bevande come cacao, tè e caffè, perché potrebbero aumentare la iperattività.
Per contro altri colleghi ritengono invece positivo il ruolo terapeutico della caffeina nella riduzione dell’ipcrattività. Però tutto è ancora da dimostrare.

Originally posted 2014-10-07 13:48:55.

Fibroma dellutero 180x180 - Fibroma dell'utero

Fibroma dell’utero

Costituisce la più comune neoplasia benigna della donna. La sua comparsa tende ad aumentare con l’età (è assai frequente dopo i quarant’anni). La parola fibroma – o mioma, o fibromioma – indica la proliferazione benigna del tessuto muscolare (“mioma’), più di rado connettivale/fibroso (“fibroma”), che costituisce il miometrio, cioè la parete dell’utero. Questa formazione può essere unica o multipla e la degenerazione maligna, in sarcoma, è rarissima. I sintomi e i disagi che un fibroma può produrre dipendono dalla sede in cui la neoplasia si sviluppa: se è posta, per esempio, nella sottomucosa, ossia subito al di sotto della mucosa che tappezza la cavità uterina, può dar segno di sé con mestruazioni abbondanti, lunghe e dolorose. Il fibroma che si sviluppa nello spessore del miometrio viene detto “in-
tramurale” e anch’esso può causare mestruazioni prolungate e contrassegnate da dolore. Infine, se la crescita è sottosierosa, ossia verso l’esterno dell’utero, al di sotto del peritoneo che lo riveste, può non causare alcun sintomo e venire occasionalmente scoperto durante una visita o un’ecografia ginecologica. Se, oltre a essere sottosieroso, il fibroma è anche peduncolato (cioè “a batacchio di campana”) può manifestarsi all’improvviso con dolore addominale acuto, nausea, e malessere generale, se va incontro a una torsione spontanea. Un’evenienza che richiede l’immediato intervento chirurgico. Un 5% dei fibromi, infine, interessa invece il collo dell’utero e può stimolare un incremento di secrezioni vaginali (“leucorrea”) o piccole perdite di sangue (spotting).


Il medico consiste nel ridurre i sanguinamene e nell’allcviare il dolore e il senso di pesantezza pelvica. Se una donna è prossima alla menopausa un atteggiamento di attesa può essere opportuno, visto che il fibroma tende a ridursi progressivamente con il diminuire degli estrogeni. Se il fibroma è piccolo e non causa sintomi come e dolore è meglio attendere che si riduca spontaneamente.

Farmaci
Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’acido mefenamico possono alleviare il dolore e, fino a un certo limite, ridurre il sanguinamento. Il trattamento con acido aminocaproico endovena o per via orale riduce il sanguinamento influendo sulla coagulazione: deve essere usato con cautela nelle donne con una storia passata di trombosi. Il progesterone, assunto per 21 giorni durante il ciclo mestruale, può avere un effetto sulla perdita di sangue; si possono usare medrossiprogesterone sintetico oppure progesterone naturale, ma la somministrazione è controindicata in donne che abbiano avuto la diagnosi di tumore maligno della mammella sensibile al progesterone, e sconsigliata nelle donne che abbiano sofferto di depressione. I contraccettivi orali possono ridurre le dimensioni del fibroma, ma in alcune donne l’effetto è opposto (il fibroma aumenta di volume): il benefìcio dei contraccettivi è comunque quello di regolarizzare il ciclo e ridurre le perdite mestruali. Agenti antigona-dotropinici come il danazol possono essere usati per sopprimere l’ovulazione, con conseguente interruzione del ciclo mestruale.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche: l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, l’ablazione dell’endometrio, cioè l’asportazione dello strato più interno dell’utero, la miomectomia che rimuove il fibroma e la miomectomia laparoscopica. L’embolizzazione dell’arteria uterina è una procedura non chirurgia nuova, rapida e di buon successo.

Stile di vita
Molte donne con fibroma hanno un eccesso di estrogeni nel sangue: le cellule grasse producono estrogeni, quindi la perdita di peso diminuisce il rischio di fibroma uterino.


L’omeopatia è adatta al trattamento di fibromi che non richiedono un intervento chirurgico per le grandi dimensioni, per fenomeni compressivi nei confronti degli organi vicini o per la metrorragia non controllabile. È inoltre indicata dopo l’asportazione di miomi per prevenire la formazione di altri fibromiomi. Si consiglia di monitorare clinicamente e mediante ecografia eventuali miglioramenti e eseguire cicli di trattamento periodici. Si distingue un trattamento sintomatico com-
pletato da quello più profondo che viene anche definito ‘trattamento di fondo’.

Trattamento sintomatico
Aurutn muriaticum natronatum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il tetracloroaurato di sodio è consigliato per i fibromi che non richiedono trattamento chirurgico. L’utero è molto duro e ipertrofico. I fenomeni emorragici sono piuttosto rari.
China 9 CH5 granuli da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Fraxinus americana 4 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il frassino bianco è adatto al trattamento di fibromi uterini con menometrorragie profuse e sensazione di pesantezza pelvica.

Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore. Viene usato in maniera pressoché sistematica nelle menometrorragie da fibroma uterino, in associazione con China.

Trattamento di fondo
Follicolinum 30 CH una monodose una volta alla settimana. Si tratta di un bioterapico che riduce l’effetto favorente la progressione dei fibromi da parte degli estrogeni.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Eseguire cicli di 3 mesi di trattamento con una pausa di un mese.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di preparati a base di erbe cinesi.
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis…………….25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Semen Persicae………………………6g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in flocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Incrementare i cibi ricchi di potassio, come i legumi, il cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), la frutta secca, la salsa e la polpa di pomodoro, la farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Eliminare e/o limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piecola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lonta-
no dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamene). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi uterini, somministrare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla scomparsa del sintomo. Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’aspirina) e dei flavonoidi, l’achillea può essere utilizzata anche, al bisogno, nei casi in cui gli spasmi uterini sono molto intensi e dolorosi. È preferibile usare l’estratto secco, sotto forma di compresse, cercando di non superare i 6 grammi al giorno.
Per aiutare ad alleviare gli spasmi e facilitare il flusso ematico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa
un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Nei casi in cui gli spasmi compaiono all’improvviso e si presentano di breve durata, ma di forte intensità, il prodotto può essere utilizzato per via sublinguale, nella dose di 30 goc-
ce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.
Nelle pazienti sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno 2 mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nelle pazienti che soffrono di ipotensione.

Originally posted 2014-10-13 14:11:59.

Anemia 180x180 - Anemia

Anemia

Si definisce la situazione in cui esiste una ridotta concentrazione emoglobina nel sangue. Dunque, basta un semplice esame emocromocitometrico per conoscere il valore di questa proteina racchiusa nei globuli rossi. Per cui, sono valori indicativi una riduzione del tasso di emoglobina inferiore a 14 (grammi/decilitro) nell’uomo e a 12 (g/dl) nei giovani al di sotto dei 15 anni e nelle donne. Ampio è il ventaglio delle cause di un’. Può insorgere in seguito a una perdita ematica (acuta o cronica). Anche un deficit di B12 e di acido folico è in grado di portare a una difettosa produzione di globuli rossi. Sicuramente la forma di più diffusa nel mondo è quella da carenza di ferro, in cui i globuli rossi si presentano più piccoli del normale e si colorano meno intensamente proprio per la diminuita quota di emoglobina che contengono. Ma ci sono anche anemie in cui la produzione di eritrociti e di emoglobina risulta normale e ciò che si riduce è la vita media dei globuli rossi: è questo il gruppo delle anemie emolitiche, dovute a deficit di natura genetica (tipicamente le talassemie), ma anche al danno prodotto da svariati fattori (per esempio la rottura traumatica degli eritrociti in seguito a corse o a marce prolungate, o la distruzione che si verifica durante l’infezione malarica). Anemie emolitiche possono scatenarsi pure per la produzione di anticorpi contro gli stessi componenti della membrana dei globuli rossi (il che porta alla conseguente riduzione della sopravvivenza di queste cellule sanguigne). Sintomi comuni in chi soffre di sono: la stanchezza, la facile affaticabilità, la difficoltà respiratoria e il cardiopalmo in seguito agli sforzi fisici.


Il dipende dalle cause dell’anemia.
Carenza di ferro
Test diagnostici sono importanti per capire se vi sia perdita di sangue occulta, per esempio a causa di mestruazioni abbondanti, ulcera o sanguinamene gastrointestinale: si riscontra una perdita di sangue si prendono provvedimenti per curare le cause e prevenire ulteriori perdite. Per l’anemia da carenza di ferro si usano supplementi di ferro in pastiglie, di solito in forma di solfato ferroso II rame è usato insieme al ferro per produrre globuli rossi: il supplemento quotidiano di rame è altrettanto utile del ferro. Le pastiglie di ferro possono appesantire lo , ma l’assunzione durante i pasti iniziando da dosi basse con aumento graduale può alleviare i disturbi gastrici. L’ dovrebbe includere cibi ricchi di ferro come le verdure a foglia verde e la carne rossa.
Carenza di vitamina B12 o di folati
Un esame del sangue mostra direttamente i livelli di vitamina B12 e folati e un esame delle urine specifico può mostrare l’eventuale incapacità dell’organismo di assorbire dosi adeguate di vitamina B12. Il trattamento include iniezioni di vitamina B12 e folati ogni due/quattro settimane. La vitamina B12 sublinguale può a volte avere un buon effetto.


L’anemia può avere cause numerose e diverse, è quindi sempre necessario definirne l’esatta natura prima di intraprendere il trattamento omeopatico. 1 medicinali che vengono descritti di seguito sono indicati principalmente per le forme di anemia da carenza di ferro. Solitamente il trattamento va eseguito a cicli di 3 mesi e un mese di pausa, controllando le variazioni deiremocromo. China 9 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. La china è una pianta della famiglia delle Rubiacee, usata per controllare i sintomi da carenza di ferro» come debolezza, prostrazione, cefalea pulsante, acufeni, flatulenza
addominale. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti- Si usa nel trattamento dell’anemia da sanguinamento, in gravidanza, in convalescenza, nel post-partum e nell’allattamento.

Ferrum metallicum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì, se anemia con vampate di calore. In omeopatia il ferro viene utilizzato nelle anemie carenza di ferro per riequilibrare il metabolismo del ferro. Particolaremente indicato a chi ha subito perdite emorragiche ripetute. Hématite 8 DH 1 fiala al dì, per cicli di trattamento di 3 mesi. L’ematite è l’ossido ferrico (Fe203). Il contenuto in ferro di questo minerale è circa del 70 %. Ha proprietà stimolante la formazione di globuli
rossi.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il carbonato di potassio è il medicinale omeopatico adatto per le forme-di anemia con tendenza al pallore, agli edemi, ai dolori articolari e all’extrasistolia. L’anemia si associa a marcata debolezza generale con grande irritabilità. I|
soggetto ha l’impressione che le ginocchia e la colonna non lo reggano. Caratteristica è l’ipersensibilità nei confronti dei rumori e lo stato di ansia che interessa soprattutto la regione gastrica.
Natrum tnuriaticum 15 CH una monodose alla settimana, per cicli di tre mesi. Spesso viene associato a Ferrum metallicum. Il sale marino in omeopatia è adatto alle anemie sideropeniche da perdite ematiche
croniche che si manifestano con pallore, freddolosità, debolezza e sete intensa.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la formazione dei globuli rossi è controllata dalle funzioni di , Milza e Reni, e un deficit a carico di uno odi tutti questi organi può provocare la netta diminuzione della produzione di emazie.
Le cause di anemia sono comunque principalmente tre, ovvero deficit Yin di Fegato e Reni, deficit di Qi di Cuore e Milza e deficit di Milza e Reni. La terapia mira a regolare l’emopoiesi riequilibrando, dove ce ne fosse bisogno, l’attività dei tre organi responsabili e controllando i sintomi associati quali palpitazioni, inappetenza, pallore, freddo, astenia, sudorazione notturna, debolezza.
Nel caso di deficit di Qi di Cuore e Milza lo scopo terapeutico è la tonificazione e i punti sono:
PI SHU (punto Shudel dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il sangue.
TAI BAI (grande bianco, localizzato sul lato mediale dell’alluce infente all’articolazione metatarso-falangea) che dissolve e elimina il Calore-Umidità dello Stomaco e della Milza, favorisce la discesa del Qi e regolai Liquidi;
IN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’afisispinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Per tonificare un deficit di Yin di Fegato e Reni punti importanti sono:
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisispinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
E per tonificare il deficit di Milza e Reni punti combinabili sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
SHEN SHU.
Si possono combinare anche punti del Sistema Auricolare di Cuore,
Diaframma, Fegato, Milza, Rene e Surreni.
Il ciclo prevede 10 applicazioni al termine delle quali è utile fare degli esami di laboratorio per valutare la ripresa emopoietica.

cinese
Formula: DANG GUI BU XUE WAN
Radix Astragali Manchuriensis………….20 g
Radix Angelicae Sinensis……………….4 g
Posologia: 2-3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati È necessario privilegiare un regIme dietetico a elevato apporto di alimenti ricchi di ferra acido folico e vitamina B12, come il fegato bovino (preferibilmente poco cotto), la carne bovina ed equina magra, la bresaola, il tonno fresco, il salmone, le ostriche, i gamberi, le vongole, il merluzzo, il tacchino, il pollo, il tuorlo d’uovo e, per la presenza di vitamina B12, il latte e i latticini freschi biologici (consumati lontano dai pasti perché il calcio ostacola l’assorbimento del ferro). I vegetariani devono aumentare il consumo quotidiano di fiocchi d’avena, piselli, soia e derivati (tofu, tempeh, miso), insalate (tutti i tipi), broccoli, alghe kelp, dulse e
wakame (da aggiungere nella cottura dei legumi e nella preparazione di minestre e zuppe), germogli di alfa-alfa, ortica, prezzemolo fresco non tritato, tarassaco, finocchi, pomodori, fiocchi di riso e di mais, prugne, lamponi, uva sultanina biologica, melassa, fieno greco, lievito di birra, germe di grano. Per aumentare l’assorbimento del ferro è necessario assumere cibi ricchi di vitamina C prima dei pasti, per esempio una spremuta di agrumi, oppure un kiwi, oppure una manciata di fragole o aggiungere alcuni pomodori freschi e biologici alle verdure consumate come antipasto.

Alimenti da evitare Evitare o limitare tutti gli alimenti o le sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro. Limitare l’apporto dei cibi che contengono acido ossalico, come asparagi, spinaci, bietole, cavolo, fagioli, noci (tutti i tipi), rabarbaro e cioccolato. Evitare il consumo di tè nero (il tè verde può essere bevuto esclusivamente lontano dai pasti – compresa la colazione) per la presenza dei tannini, e di caffè, soprattutto la qualità Robusta, perché rispetto z\Y Arabica ha una maggiore percentuale di caffeina.
Eliminare i prodotti contenenti additivi, compreso il vino bianco e la birra. I vegetariani devono evitare, fino a quando non si normalizzano le analisi del sangue, gli alimenti a elevato apporto di fibre come la crusca (di frumento e/o di avena), i cereali integrali e i prodotti a base di farina integrale (escluso il pane integrale a lievitazione naturale, perché i batteri digerendo le fibre della farina, facilitano l’assorbimento del ferro).

– Integrazione alimentare
Ferro (se somministrato durante i pasti è meno irritante): secondo le dosi prescritte dal medico curante in base al quadro clinico e agli esami ematochimici del paziente;
Acido folico 400 mcg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno.

FITOTERAPIA
L’anemia sideropenica da importante perdita di sangue deve esser curata mediante l’individuazione della causa specifica (ulcera, tumore, ipermenorrea ecc.). Esistono casi di microscopiche perdite occulte di sangue per le quali una terapia a largo spettro con finalità protettive della mucosa del tubo digerente non solo può ma anche deve esser condotta.
Le piante medicinali in questi casi sono rappresentate dal gel di Aloe vera, che forma una specie di film protettivo sulla mucosa, la quale può sanguinare anche solo se infiammata cronicamente. Nei casi in cui vi sia associata anche una sintomatologia dolorosa può essere impiegata una tisana di Camomilla, i cui flavonoidi presentano anche una attività spasmodica sulla muscolatura liscia. La eventuale terapia sostitutiva con ferro per via orale o endovenosa potrà essere vantaggiosamente integrata o sostituita con fitoterapia onde garantire il contributo dei fitonutrienti specifici (minerali, oligoelementi e vitamine) che facilitano l’assorbimento del ferro alimentare e del ferro somministrato come farmaco o integratore. La pianta maggiormente utilizzata è senz’altro YAcerola, per la sua alta concentrazione in vitamina C. È infatti proprio l’acido ascorbico che aumenta l’assorbimento orale del ferro. Altre piante raccomandate dalla tradizione: l’erba medica, l’Equiseto, il Fieno Greco, la Genziana e L’Eleuterocco. Quest’ultima pianta può servire sostanzialmente per combattere la stanchezza dovuta all’anemia e migliorare l’appetito. La posologia e la durata del trattamento deve essere prescritta dal medico curante o dal fitoterapeuta, a seconda dell’età e del quadro clinico del paziente.

Originally posted 2014-10-08 10:21:04.

Gastrite 180x180 - Gastrite

Gastrite

È l’infiammazione dello e riconosce svariati fattori causali, che danneggiano tutti la barriera mucosa gastrica: medicinali (come l’Aspirina e i FANS, ovvero i farmaci antinfiammatori non steroidei), alcol, stress, allergie alimentari. La sintomatologia non è particolarmente specifica: il paziente accusa dolore nella parte addominale alta, nausea e talora (che può anche contenere sangue, come avviene nelle gastriti erosive).
Anche lo shock, le gravi ustioni e i traumi possono causare una , per le alterazioni circolatorie che queste condizioni comportano, oppure una ulcerosa localizzata (ulcera da stress). Ma ormai uno dei protagonisti ben noti al grande pubblico è YHelicobocterpylori, un batterio che vive e si moltiplica sotto lo strato di muco che tappezza il rivestimento interno dello stomaco, resistendo così all’azione altamente distruttiva dell’acido gastrico. Questo microrganismo è sistematicamente rintracciabile nei pazienti affetti da gastrite e ulcera duodenale. La sua presenza viene oggi accertata con una serie di test, come per esempio l’ureo breoth test e l’HpSA. Il primo
è un test semplice ed efficace, in cui il paziente beve una soluzione contenente urea e poi soffia con una cannuccia in una provetta. Nell’aria espirata verrà dosata l’anidride carbonica, la cui concentrazione è proporzionale all’entità dell’infezione presente. L’HpSA è invece una metodica che ricerca nelle feci un componente dell’Hp, il cosiddetto antigene fecale, la cui presenza è segno dell’infezione in atto.


Prevenzione

È bene evitare ogni sostanza irritante per la mucosa gastrica: ne sono esempi gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene, l’alcol, il tabacco, i cibi che aumentano l’irritazione dello stomaco.

Gastrite da Melicobacter pylori
Un’esofagogastroscopia con biopsie della mucosa dello stomaco identifica chiaramente la causa della gastrite. Se le biopsie rilevano la presenza di Helicobacter, una combinazione di farmaci inibitori della pompa protonica (come Tomeprazolo) con l’antibiotico claritromicina rappresenta la
terapia adatta, che va continuata per circa dieci giorni. Variazioni nei farmaci, soprattutto negli antibiotici, devono essere decise dal medico.

Gastrite da stress
Per prevenire la gastrite da stress o evitare che peggiori se essa è già presente è opportuno usare il sucralfato, eventualmente insieme a farmaci come gli inibitori della pompa protonica. La gastrite è aggravata dallo stress, quindi andrebbero messe in atto tutte le tecniche di alleviamento della tensione.


La gastrite è un processo infiammatorio della mucosa gastrica dovuto ad acidità eccessiva. Si manifesta con crampi dolorosi e bruciore non ritmato dai pasti. È spesso dovuta a eccessiva tensione nervosa. La gastrite da farmaci si manifesta soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e steroidei (cortisonici). L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa gastritica con specifici.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenaale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Asafoetida 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Lassa fetida è una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, indicata nei rigurgiti ed eruttazioni da discinesia gastroesofagea ed ernia iatale. Caratteristico è il meteorismo delle prime vie digestive con eruttazioni difficoltose e
rumorose.
Iris versicolor 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori> nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al Freddo e al Caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Punti del Sistema auricolare, Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.

cinese
Formula: LIANG FU WAN
Rizoma Alpiniae Officinalis…………….6g
Rizoma Cyperi…………………………6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso semintegrale, pasta, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bibite, bevande gasate, caffè, tè, alcolici e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati. Limitare l’apporto del sale (che stimola le ghiandole
surrenali), delle bevande contenenti caffeina, della frutta secca, delle carni bovine e delle uova (non più di 2 la settimana, privilegiando la cottura alla coque e/o in camicia).
Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Nella fase acuta evitare gli agrumi perché potrebbero irritare la parete gastrica.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare a combattere la dispepsia e l’atonia digestiva, la pirosi e l’epigastralgia, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo svuotamento gastrico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre vol-
te al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, grazie alla sua azione “calmante” sul Sistema Nervoso centrale, può essere impiegata la Melissa offtcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.
L’olio essenziale di Melissa deve essere evitato durante la gravidanza.
Per alleviare gli spasmi a livello epigastrico e aiutare a combattere l’irritazione della mucosa gastrica può essere utile assumere, circa 20 minuti prima dei pasti, l’estratto fluido di Anthemis nobilis (Camomilla romana), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale,
due volte al giorno.
Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a proteggere la mucosa gastrica dallo sviluppo di un’eventuale ulcera peptica.

Originally posted 2014-10-14 10:33:15.