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Mal di testa 180x180 - Mal di testa

Mal di testa

I ndicato con it termine scientifico di “cefalea”, è il più frequente di tutti gli stati dolorosi cui il genere umano è esposto. Esistono più di 150 diversi tipi e sottotipi di cefalea codificati, ma le forme più rilevanti sono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo, che fortunatamente è di più raro riscontro (ne è colpita circa 1 persona su 1000, e si manifesta con un dolore violentissimo, sempre allo stesso lato, in genere nella zona orbitaria e frontale, quasi a ore fisse). La cefalea è un sintomo, che può essere indicativo di una qualsiasi alterazione intracranica oppure generale o della personalità. Quello alla testa viene generalmente ritenuto più preoccupante di un dolore localizzato in qualsiasi altra parte del corpo; in realtà, le cefalee che denunciano una malattia organica cerebrale o intracranica (cefalee sintomatiche) costituiscono una percentuale davvero assai esigua rispetto ai mal di testa che insorgono senza una precisa causa (cefalee essenziali). All’origine di un dolore del capo può esserci una nevralgia, che però è diversa dalla cefalea, perché, per definizione, il dolore riguarda una area ben precisa, corrispondente a quella in cui si distribuisce il nervo sofferente (tipica è la ). Ma un può essere anche il fastidioso compagno di una sinusite, l’infiammazione, acuta o cronica, dei seni paranasali, ossia le “caverne” ossee che si trovano attorno al naso.

SESSO E CEFALEA
L’attività sessuale, anche se infrequentemente, può causare attacchi assai dolorosi di mal di testa, la cui intensità risulta proporzionale all’eccitazione e culmina con l’orgasmo. Nella crisi potrebbe avere un ruolo, peraltro non ancora dimostrato, l’aumento della pressione arteriosa. Nel 50% dei casi la “cefalea associata ad attività sessuale” interessa gli emicranici e sembra più frequente in chi già soffre di “cefalea da sforzo”. È un disagio che non va trascurato e deve invece essere indagato, perché questa cefalea, sia pure in una percentuale ridotta di casi, può celare una patologia dei vasi sanguigni cerebrali.

È importante trattare le cause: il mal di testa può avere origine vascolare, come l’emicrania, tensiva, a grappolo, da trauma, da infezione oppure da tumore. Depressione e ansia possono essere associate a mal di testa. Un mal di testa molto grave che insorge all’improvviso deve essere subito valutato da un medico.
Diario
Un diario dei mal di testa è un aiuto molto prezioso per capire quali stimoli provochino il dolore: una volta individuati i fattori scatenanti, adeguare lo stile di vita di conseguenza.
Prevenzione
I supplementi di magnesio nella forma di aspartato di magnesio possono ridurre le crisi di mal di testa. Gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e i beta bloccanti possono aiutare a prevenire mal di testa molto frequenti.
È importante imparare tecniche di rilassamento per ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.
Farmaci
Il  farmaco più usato contro il mal di testa è l’acetaminofene, o un antinfiammatorio non steroideo (FANS). A volte si aggiunge caffeina per aumentare l’assorbimento dei farmaci.

Per la cura delle forme più comuni di mal di testa va distinto il della crisi acuta da quello del mal di testa recidivante. La scelta va personalizzata in base alle caratteristiche del mal di testa, alle modalità di esordio, di miglioramento e di aggravamento.
Crisi di mal di testa
Apis 15 CH 5 granuli, più volte al dì. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape è indicato nella crisi acuta, in alternanza con Secale cornutum. È adatto alla cefalea conseguente alla condizione di edema cerebrale, migliorata con le applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Cefalea pulsante, aggravata dalla luce, dal rumore e dal movimento. La testa è calda, il volto è arrossato, la bocca è secca.

Glonoinum 5 CH 5 granuli, anche ogni quarto d’ora. Diradare con il miglioramento. Congestione intensa della testa. Senso di calore. Pulsazioni nelle arterie del collo e del capo. Arrossamento degli occhi.
Spesso è in relazione ad un rialzo dei valori pressori.
Nux vomica 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Cefalea dopo eccesso alimentare, di alcolici o di tabacco.
Secale cornutum 9 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora, da alternare con Apis mellifica* nel trattamento della crisi emicranica acuta. II dolore migliora con il freddo e peggiora con il caldo.
Mal di testa recidivante
Calcarea phosphorica 30 CH una dose unica alla settimana. Affaticamento fisico e intellettivo con cefalea, soprattutto in soggetti longilinei o che manifestano una crescita rapida. Cefalea dell’infanzia e adolescenza.
Natrum muriaticum 15 CH una dose unica alla settimana. Cefalea periodica. Cefalea scatenata dalla fatica fìsica e intellettiva oppure dal calore e dal sole. Migliora con il riposo, la pressione e le applicazioni fredde, in soggetti introversi. Cefalea degli scolari e degli studenti.
Silicea 30 CH una dose unica alla settimana, per alcune settimane.
Cefalea periodica occipito-frontale, migliorata stringendo il capo con qualcosa di caldo. Soggetto affaticato, ansioso, irritabile, estremamente freddoloso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause sono la stasi del Qi del Fegato, un deficit di Jing del Rene e una stasi di Xue.
Agopuntura
La terapia nel caso di stasi del Qi del Fegato mira a rilassare l’organismo curando l’ansia o lo stress che provocano la tensione, mobilizzando il Qi del Fegato e agendo sul dolore e punti importanti sono:
BAI HUI;
FENG CHI;
GAN SHU;
JIE XI;
XING JIAN.
In caso di deficit di Jing del Rene la terapia deve avere azione tonificante e sedare il dolore e i punti utilizzabili sono:

BAI HUI;
FENG CHI;
SHEN SHU;
TAI XI; À
TIAN ZHU;
WAN GU. ti
Se invece la causa è una stasi di Xue, oltre alla sintomatologia dolorosa bisogna mobilizzare lo Xue con una combinazione di:
FENG CHIA
SANYIN JIAO;
SHUAI GU;
TAI CHONG; .
TAI YANG;
XUE HAI;
HEGU.
Utile l’applicazione dei punti del Sistema Auricolare di Cranio, Fegato, Fronte, Milza, Occipite, Rene, SHEN MEN e NAOGAN. Si consigliano 10 applicazioni con una frequenza di due volte la settimana, da ripetere dopo circa un mese.
cinese
Formula: CHUAN XIONG WAN TIAO SAN
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..6 g
Herba Schizonopetae………………….6 g
Radix Angelicae Dahuricae……………..6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………6 g
Herba Asari………………………..3 g
Radix Ledebourieìiae………………..4,5 g
Herba Menthae…………………….2,5 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Integrare la dieta abituale con alimenti a elevato apporto di B6, beta-carotene e E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi (come ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali, ortaggi a foglia verde (soprattutto lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Incrementare il consumo di cibi ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini, tuorlo d’uovo, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Privilegiare i prodotti biologici, il pesce pescato in mare, la carne, le uova e i latticini provenienti da animali allevati all’aperto, non sottoposti a trattamenti antibiotici e alimentati con foraggio o mangimi esclusivamente vegetali.
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) i cibi a base di farine raffinate e addizionati con lievito chimico e/o di birra, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le fritture, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, i piatti pronti (compresi quelli surgelati), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina Bì 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini, preferibilmente al mattino a colazione, mescolati con yogurt naturale, kefir o latte fermentato.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta, per alleviare il dolore, assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di TM, nella dose di 30 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, subito dopo i pasti.
Nei casi in cui il dolore si presenta particolarmente intenso e impedisce lo svolgersi delle normali attività quotidiane, YArtiglio del diavolo può essere utilizzato in un’unica somministrazione, nella dose di 30 gocce per via sublinguale, per facilitarne l’assorbimento.
Se il dolore tende a persistere ed è associato a una contrattura dei muscoli del collo, può essere usato l’unguento all’Arnica, massaggiando le zone dolenti per almeno 30 minuti e ripetendo il trattamento due-tre volte al giorno. Per potenziare i benefici del massaggio, unire 50 gocce di Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione al giorno, circa 30 mi-
nuti prima del massaggio.
Nelle forme particolarmente recidivanti e/o nei soggetti ansiosi, può essere utilizzata la Scutellaria (Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Per alleviare i sintomi, nei casi in cui è presente un interessamento delle radici nervose (per esempio a livello della cervicale) può essere somministrato l’estratto fluido di Edera (Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al
miglioramento del quadro clinico.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, o inquieti e ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 11:00:06.

Morbillo 180x147 - Morbillo

Morbillo

È una malattia infettiva virale molto contagiosa, che colpisce maggiormente i bambini e i ragazzi nell’età compresa fra i 4 e i 14 anni. Il contagio avviene per contatto diretto (il virus infatti resiste poco all’ambiente) attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse e gli starnuti. La malattia (che lascia una immunità permanente) è caratterizzata da un periodo di incubazione che dura in genere una decina di giorni: in genere asintomatico, può talora provocare febbre, malessere e fiacca. Segue quindi il periodo “prodromico”, che abbraccia 3-5 giorni ed è caratterizzato da febbre (a 38-40 °C), congiuntivite (con bruciore oculare e lacrimazione), raffreddore, tosse secca e abbaiarne, comparsa di macchie bianche, “a spruzzo di calce”, su uno sfondo rosso, in corrispondenza delle gengive e della mucosa delle guance (macchie di Koplick). Ecco quindi il periodo dell’esantema, che dura in genere 5-6 giorni ed è caratterizzato dalla comparsa di chiazze di colore rosso scuro-violaceo, leggermente rilevate sul piano cutaneo (maculo-papule), dapprima piccole e successivamente più grandi, che lasciano piccole isole di cute integra: l’esantema compare prima dietro le orecchie, si estende poi al collo, al tronco e all’addome, fino ad arrivare agli arti. La malattia si conclude con una desquamazione, alla scomparsa dell’esantema, quando il bambino è già guarito. Il malato elimina il virus nella fase prodromica e nelle prime 24-48 ore del periodo esantematico.

COMPLICAZIONI
Le complicazioni sono relativamente rare, ma il è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente alle superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunologicamente debilitate.

Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni: inizia con l’entrata del virus nell’organismo e finisce con l’insorgenza della febbre. La contagiosità si protrae fino a 5 giorni dopo l’eruzione cutanea, ed è massima tre giorni prima, quando si ha la febbre.
Il morbillo è una delle malattie più trasmissibili. Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce.
Non esiste una cura specifica. Si possono trattare i sintomi (terapia sintomatica) ma non la causa: paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per calmare la tosse, gocce per gli occhi. Esiste un rischio di prematurità per i bambini che hanno la madre infetta durante la gestazione.

Nell’attesa del medico, per completare il  convenzionale e per prevenire le complicanze l’omeopatia dispone di alcuni preparati ad azione specifica sui disturbi di questa malattia esantematica virale. Solitamente nella fase iniziale della malattia si consiglia di alternare tra di loro Belladonna ed Euphrasia, il primo per controllare il processo infiammatorio generale, il secondo per ridurre i fenomeni della mucosità che interessano in modo particolare gli occhi.
Prevenzione
Morbillinum 15 CH un tubo dose, per le persone a contatto con soggetti che presentano la malattia.
Esordio
Belladonna – Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli di ciascuno, alternando i 2 rimedi, 3 volte al dì.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Viene utilizzato per la prevenzione di otite e bronchite.
Eruzione
Belladonna 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Esantema febbrile rosso vivo con macule numerose e confluenti. Volto congesto, caldo, coperto di sudore con pupille dilatate. La gola è molto rossa e dolente con disfagia per ì liquidi. Tosse secca, violenta, parossistica. Bambino che alterna agitazione e abbattimento. Evita la luce, i rumori, il contatto, le correnti d’aria.
Bryonia 7CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tosse secca, dolorosa, aggravata con il minimo movimento, parlando, inspirando profondamente.
Gola secca con sete per grandi quantità d’acqua fredda.
Euphrasia 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla pianta intera fiorita di Eufrasia, appartenente alla famiglia delle Scrofulariacee è adatto per i fenomeni su base irritativa e infiammatoria congiuntivale, di qualsiasi origine. L’eufrasia è indicata per l’arrossamento delle congiuntiva con lacrimazione irritante e corrosiva. Caratteristica è la sensazione di sabbia che irrita gli occhi intensamente arrossati. Si può utilizzare anche un collirio a base di Euphrasia e Camomilla generalmente alla terza diluizione decimale.
Convalescenza
Pulsatilla – Sulfur iodatum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, in alternanza, 1 due rimedi sono utili per il senso di prostrazione che segue la malattia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lo scopo della terapia con la Medicina tradizionale cinese è quello di regolare il sistema Immunitario dell’organismo favorendo un innalzamento della barriera difensiva.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
TAI YUAN;
TAI XI;
TAI CHONG.
Si consiglia un ciclo di applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: YIN QIAO SAN
Flos Lonicerae……………………….9g
Fructus Forsythiae……………………9 g
Radix Platycodi……………………..6 g
Herba Menthae……………………..6 g
Herba Lophateri……………………..4 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5 g

Herba Schizonopetae………………….5 g
Semen Sojae Preparatum………………5 g
Fructus Arctii Lappa………………….9 g
Rizoma Phragmitis…………………..9 g
Posologia: Utilizzare come decotto. Assumere 500 mi in 2 dosi giornaliere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, soprattutto lontano dai pasti, utilizzandola anche per cucinare e/o per pre parare tè verde, infusi e decotti.
Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremute a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo. Aumentare il consumo dei cibi ricchi di C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite).
Alimenti da evitare Evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aggravare i sintomi respiratori.
Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Beta-carote ne aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane); Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;

Vitamina C200 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta può essere utilizzato l’estratto secco di Andrographis panicolata, nella dose di 6 g al giorno ( dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni e non somministrare nei bambini prima dei 6 anni d’età) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione.
Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici come nausea e vomito.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere assunto il Faggio, sotto forma di ge m moderi va to, nella dose di 50 gocce al giorno (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni e non somministrare nei bambini prima dei 6 anni d’età) diluite in poca acqua minerale naturale, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Per stimolare le difese immunitarie può essere somministrato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni e non somministrare nei bambini prima dei 6 anni d’età).

Nei casi in cui la febbre permane elevata per alcuni giorni, può essere utilizzato l’estratto fluido di Citrus limonum (Limone), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni e non somministrare nei bambini prima dei 6 anni d’età).
Nei bambini al di sotto dei 6 anni è invece particolarmente indicato il decotto, preparato con un limone intero (preferibilmente biologico) tagliato in piccoli pezzi e 250 mi di acqua minerale naturale. Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, dolcificato con miele vergine integrale di produzione italiana, evitando l’uso di zucchero raffinato e/o di canna.

Originally posted 2014-10-13 15:14:32.

Vaginismo 180x180 - Vaginismo

Vaginismo

È un disturbo sessuale, in cui la donna prova paura e angoscia legate alla penetrazione, e accusa una contrazione muscolare riflessa, involontaria, dei muscoli che circondano la vagina. La gravità del disturbo dipende dall’entità della fobia, dall’intensità dello spasmo muscolare e dall’eventuale presenza di fattori psicosessuali, personali o di coppia, che contribuiscono a generare e a perpetuare il sintomo. Il può non essere così severo e consentire il rapporto, ma l’amplesso causa dolore (si parla allora di dispareunia). La distensibilità vaginale è condizionata dalla tensione e dall’elasticità di un muscolo: (“elevatore dell’ano”. Nelle donne che soffrono di , risulta contratto eccesivamente e in maniera involontaria. Ed è questa iperattività a imprimere alla donna (e al suo partner) la sensazione di avere a che fare con un “muro”. Tra i sintomi più precoci, nella ragazza adolescente, la difficoltà a impiegare i tamponi interni durante le mestruazioni: un’avvisaglia che suggerisce come la ragazza possa avere uno spasmo dei muscoli perivaginali. La paura della penetrazione può riconoscere radici psichiche personali (educazioni molto restrittive che hanno associato la sessualità alla colpa, pregresse molestie o tentativi di violenza, indagini mediche dolorose subite nell’infanzia o nella prima adolescenza).

FATTORI BIOLOGICI
Nelle donne che soffrono di vaginismo è stato possibile riscontrare che sono più reattive le parti del cervello che governano i livelli d’ansia. È inoltre frequente che si soffra di altre fobie e/o di attacchi di panico. La contrazione dell’elevatore dell’ano può altresì dipendere da disturbi legati al muscolo stesso o da cause neurologiche: si parla in tal caso di “neurodistonia muscolare”. La stitichezza, poi, è frequentemente associata al vaginismo, perché il muscolo elevatore dell’ano ipertonico può costituire il terreno comune di entrambi i disagi.

La terapia del vaginismo si basa su due approcci fondamentali:
1) individuare ed eliminare le cause psicologiche e sessuali, personali e/o di coppia, che hanno provocato la comparsa della paura della penetrazione;

2) curare le cause biologiche del vaginismo.
Si deve quindi lavorare in modo combinato su mente e corpo.

Terapia psicologica e fìsica
Si esegue una terapia sessuologica comportamentale e riabilitativa, per ridurre la tensione muscolare generale e rilassare il muscolo elevatore dell’ano teso, contratto e, a volte, dolente.
Farmaci
È utile usare farmaci che riducano l’ansia e la fobia. Si impiega anche la tossina botulinica se il vaginismo è severo, per rilassare il muscolo elevatore dell’ano e permettere un rapido miglioramento.
Esercizi
Per favorire il miglioramento esistono esercizi che aumentano la consapevolezza e la capacità di controllo della tensione muscolare: questi esercizi possono riportare il tono muscolare alla normalità. L’uso di dilatatori vaginali contribuisce a ridurre la paura e l’angoscia, quindi la contrazione.

Lo spasmo doloroso vaginale durante l’atto sessuale richiede una valutazione clinico strumentale specialistica per evidenziare un’eventuale origine malformativa o infettiva. Nelle forme di natura funzionale è indicato un  omeopatico specifico per la componente emozionale, basato principalmente sull’utilizzo di rimedi, come Gelsemium sempervirens e Platina.
Gelsemium sempervirens 15 CH un tubo dose prima del rapporto sessuale. Il gelsemio, arbusto della famiglia delle Loganiacee, cui appartiene anche Ignatia e Nux vomica, viene utilizzato in omeopatia nell’ansia prima del rapporto sessuale, soprattutto per il timore che possa verificarsi lo spasmo doloroso vaginale.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Vaginismo che si manifesta dopo un trauma emotivo, una contrarietà o durante il primo rapporto sessuale. Ipersensibilità al dolore. Spesso va somministrato in associazione con Gelsemium sempervirens.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. È il rimedio della dismenorrea e del vaginismo.
Moschus 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio della eccitazione sessuale con tendenza agli spasmi a livello genitale e agli svenimenti.
Platina 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il medicinale omeopatico specifico dello spasmo doloroso costante della vagina caratterizzato da marcata sensibilità dei genitali anche al semplice contatto con i vestiti e al tatto, tanto che durante la visita specialistica può presentare un malore.
Spesso il desiderio sessuale è eccessivo ma senza orgasmo. Prurito vulvare voluttuoso.
Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando in base al miglioramento. La stafisagria, erba appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, in omeopatia è adatta alle manifestazioni psicosomatiche dovute a umiliazioni, collera controllata, dispiaceri nascosti. Ipersensibilità degli organi genitali al contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sul fattore psichico e sul fattore fisico della problematica in questione.
Tramite l’uso di preparati fitofarmacologici, infatti, si ha una buona risposta sia dal punto di vista della componente psichica, sia per quanto riguarda il rilassamento della muscolatura.
cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis……………….25 g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong…………..9 g
Semen Persicae……………………….6 g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………….2 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….2 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare alimenti a elevato apporto di B6, beta-carotene e E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Aumentare il consumo di cibi ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e di triptofano (fesa di tacchino, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri”).
Alimenti da evitare Eliminare la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione; aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, verdure fresche e di stagione e legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Colina 400 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 ml di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per calmare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera {Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.
Nelle donne in menopausa possono essere assunti preparati a base di Isoflavoni di soia, in compresse, preferibilmente la mattina a digiuno. È consigliabile stabilire il dosaggio e il periodo di trattamento con il proprio medico curante, in base al quadro clinico e alle condizioni generali del paziente.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Per migliorare la vascolarizzazione dei tessuti pelvici e alleviare il sintomo, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapici, l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-09 10:38:36.

Ipertiroidismo 180x180 - Ipertiroidismo

Ipertiroidismo

È la condizione patologica caratterizzata da un aumento dei livelli di ormoni tiroidei circolanti, e deriva da un’iperattività della tiroide. La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla, posta nella regione anteriore del collo: è in grado di sintetizzare e produrre l’ormone tiroideo sotto forma di tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3). All’origine del problema esiste frequentemente una
patologia chiamata morbo di Basedow-Graves, innescata da un anomalo fattore (autoanticorpi) che induce la tiroide a produrre un eccesso di ormone tiroideo. compare anche nei pazienti affetti dal gozzo multinodulare tossico, in cui la ghiandola appare di dimensioni aumentate con vari noduli che funzionano più del dovuto e producono elevate quantità di ormoni. L’adenoma tossico di Plummer, invece, è caratterizzato dalla presenza di un nodulo iperfunzionante. L’eccesso di ormoni tiroidei comporta in ogni caso un’accentuazione di diversi processi metabolici, che si manifesta con una sintomatologia complessa a carico di molti apparati. Il paziente comincia a perdere peso (ma l’appetito è incrementato), e accusa mancanza di forze e intolleranza al caldo (chi è ipertiroideo tende a scoprirsi di notte e d’estate non sopporta il mare). Il volto del malato assume una fisionomia particolare, con le palpebre retratte e i globi oculari sporgenti (esoftalmo), occhio lucente, sguardo fisso e spaventato. Anche il Sistema Cardiocircolatorio viene coinvolto dalla bufera ormonale, con aumento della frequenza cardiaca, spesso associato a disturbi del ritmo, ed elevata pressione arteriosa. Sono presenti inoltre sintomi dovuti a un’abnorme eccitabilità nervosa e psichica: tremori, irritabilità, irrequietezza, insonnia, esaltazione dei riflessi tendinei, disturbi sessuali. Può essere presente (di rado) una tumefazione dura, localizzata nella porzione più anteriore dello stinco (mixedema pretibiale).

DIAGNOSI
Riconoscere un iper o un ipotiroidismo è possibile con un prelievo di sangue, che consente la misurazione degli ormoni tiroidei “liberi”, cioè quelle quantità ormonali che vanno effettivamente a stimolare i nostri organi. Si chiamano fT3 (triiodotironina) ed
fT4 (tetraiodotironina o tiroxina), dove “f” sta per free (libero). Il dosaggio di queste sostanze fornisce un’accurata fotografia della funzione tiroidea.

Esistono diverse terapie: sono disponibili farmaci anti tiroide, oppure si può ricorrere a un intervento chirurgico per rimuovere la tiroide, tutta o in parte. Se è presente una malattia di Gravès con oftalmopatia è bene consultare un oftalmologo. Come regola generale, gli occhi andrebbero sempre protetti a prescindere dalla presenza di oftalmopatia.
Stile di vita
Evitare cibi che contengano iodio (alcune verdure, alcune radici). L’ipertiroidismo aumenta il metabolismo, quindi è importante aumentare le calorie consumate e l’assunzione di liquidi ed evitare esercizio fisico estremo.
Farmaci
Occasionalmente la malattia di Gravès si risolve spontaneamente in 6 mesi/2 anni: si possono usare farmaci per questo periodo, interrompendoli poi quando non più utili. Il farmaco più popolare è il propiltiouracile, che inibisce la sintesi di ormoni tiroidei e la loro conversione a forma attiva. Un altro farmaco comune è il metimazolo. A volte si somministrano anche beta bloccanti per ridurre il ritmo cardiaco: si tratta di un dei sintomi e non del problema tiroideo in sé.
Soppressione tiroidea
Il trattamento più diffuso per l’ipertiroidismo è lo iodio radioattivo, che distrugge il tessuto tiroideo. La tiroidectomia (asportazione chirurgica della tiroide) è un’altra valida opzione: in caso di gozzo nodulare tossico essa è l’unica soluzione.

Il trattamento omeopatico completa la terapia convenzionale consentendo un miglior controllo dei sintomi generali della malattia.
Ignatia 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Accelerazione della frequenza cardiaca a seguito di un’emozione e a sovraeccitazione nervosa. Dispnea sospirosa e sensazione di “nodo” alla gola. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.

Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Diradare in base al miglioramento. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica. Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’extrasistole in soggetti con problemi tiroidei o
in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Iodium 30 CH un tubo dose alla settimana. È indicato nell’ipertiroidismo caratterizzato da dimagrimento, palpitazioni e tremori. Va associato al trattamento convenzionale.
Thyroidinum 30 CH una fiala perlinguale, 3-7 volte alla settimana. Si tratta di un organoterapico che inibisce gli ormoni tiroidei. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. In generale l’organo sano somministrato agisce su quello malato normalizzandone l’attività nelle modalità seguenti: le basse diluizioni (4 o 5 CH) stimolano, le diluizioni medie (7 CH) regolarizzano, le alte ( 15 o 30 CH) inibiscono. Così Thyroidinum 4 CH favorisce la secrezione di ormoni tiroidei, mentre Thyroidinum 30 CH la frena.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando ad agire a carico della ghiandola tiroidea per quello che concerne il suo volume e la sua funzionalità.
In particolare si possono distinguere un ipertiroidismo legato a un deficit di Yin e un ipertiroidismo da deficit di Qi.
Lo scopo della terapia è quindi di tonificare lo Yin e il Qi e naturalmente di riequilibrare la produzione di ormoni tiroidei.
Nel caso di ipertiroidismo da deficit di Yin punti importanti sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;

FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TIAN TU (fuoriuscita celeste, localizzato 0,5 cun sopra lo sterno) che tonifica e regola il Qi polmonare e giova alla gola);
YIN XI (mercato dello Yin, localizzato 3 cun sopra il bordo superiore della rotula) che stimola e tonifica il Qi del Fegato;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre per Tipertiroidismo da deficit di Qi sono combinabili i seguenti punti:
FENG LONG;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
HEGU;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO;
TIAN TU;
ZU SAN LI.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni al termine del quale è opportuna una valutazione dei parametri tiroidei.
cinese
Formula: LIU WEI DI HUANG WAN
Radix Rehmaniae Preparate……………24 g
Fructus Corni Officinalis………………12 g
Rizoma Dioscorea…………………..12 g
Rizoma Alismatis……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Sderotium Porta……………………10 g
Posologia: 2 gal dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. È consigliabile seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, a bassa percentuale di iodio, con un apporto proteico adeguato al fabbisogno energetico/nutrizionale individuale, privilegiando le fonti proteiche animali, come carne, pesce (esclusi molluschi e crostacei), uova e latticini. Incrementare il consumo di cibi ricchi di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Aumentare l’apporto degli alimenti a elevata concentrazione di  C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina ( il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo e utilizzati preferibilmente a crudo per preservare il contenuto di vitamina E).
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Evitare pesci, molluschi, crostacei e alimenti venduti nei fast-food, perché sono particolarmente ricchi di iodio.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B1 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 meg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare i disturbi tipici della malattia, può essere somministrato l’estratto fluido di Migliarino, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, prima dei pasti
Nei casi in cui i tremori e le palpitazioni sono particolarmente fastidiosi, può essere utilizzata VEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per alleviare la sensazione di “cardiopalmo” soprattutto nei soggetti ansiosi, può essere somministrato Pestratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia e irritabilità, quali sintomi correlati, può essere utilizzata la Valeriana officinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti.
È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.
Nei pazienti che manifestano tachicardia, per aiutare ad alleviare il disturbo, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Può
essere utilizzato anche al bisogno, per via sublinguale, nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, f. importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.

Originally posted 2014-10-15 09:26:40.

Avvelenamento 180x180 - Avvelenamento

Avvelenamento

L’, ovvero la penetrazione nell’organismo, per cause in genere accidentali, di una sostanza tossica, è un’evenienza particolarmente frequente tra le mura domestiche (e che vede coinvolto soprattutto il bambino). Tra le vie d’esposizione, l’ingestione costituisce il più comune contatto con i prodotti per uso domestico (e anche quello che espone ai danni fisici maggiori). Segue l’inalazione, causata in massima parte dall’esposizione ai cocktail di prodotti per la pulizia (ipocloriti e ammoniaca, ipocloriti e acidi forti) e anche dal monossido di carbonio. I farmaci costituiscono la principale fonte di ; seguono i prodotti per l’igiene casalinga (caustici, insetticidi, detersivi, essiccanti, fertilizzanti – per il giardino o le piante in casa). Particolarmente temibile è l’ da monossido di carbonio (CO), gas inodore, incolore, insapore e altamente tossico, che può venir emesso da fonti di combustione come gli impianti di riscaldamento a gas, fornelli, stufe e camini, nel caso in cui questi dispositivi malfunzionino per un’erronea installazione, una cattiva manutenzione o un’inadeguata ventilazione. Il CO, penetrato nel sangue attraverso il respiro, si lega avidamente all’emoglobina, impedendole di trasportare l’ossigeno ai tessuti: nei casi lievi, affiorano cefalea, nausea, vomito e fiacca; nelle intossicazioni di media gravità, compaiono confusione mentale, lentezza nell’ideazione, visione offuscata, debolezza, anomalie comportamentali, dispnea da sforzo, , le forme gravi comportano severo disorientamento, sopore, convulsioni, ipotensione, dolore toracico, aritmie, edema polmonare, sincope e coma. I disturbi precoci dell’intossicazione, come il , la nausea, il vomito e la debolezza, sono molto generici e possono essere facilmente confusi con quelli di altre patologie (come un’intossicazione alimentare o l’inizio di una sindrome influenzale).


L’avvelenamento può essere acuto o cronico, cioè verificarsi a poca distanza dall’assunzione o dall’esposizione a una sostanza, o conseguire a una ripetuta assunzione/esposizione al tossico. Dal punto di vista terapeutico, il sospetto di avvelenamento dovrebbe essere la conseguenza di una visita medica o, nei casi più gravi e rapidi, di un ricovero in ospedale. I rimedi “della nonna”, per esempio l’ingestione di latte o di acqua, sono assolutamente da evitare: in caso di avvelenamento l’unica procedura realmente utile è mettersi in contatto immediatamente con il Centro Antiveleni, con le seguenti avvertenze.
“La raccolta delle seguenti informazioni è estremamente importante per poter rispondere alle domande del medico di guardia presso il centro antiveleni:
• identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con la quale si È venuti in contatto (nome commerciale del prodotto ed eventuali indica-
zioni di rischio in etichetta);
• osservare le caratteristiche macroscopiche del prodotto (odore, colore, schiumosità);
• fornire indica/ioni circa la dose assunta in modo accidentale o intenzionale (un sorso di un bambino sono circa 5 mi, di un adulto 15-3(1 mi);
• comunicare la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo ecc.). Indicare il luogo e durata dell’esposizione (in casa, al lavoro, luogo chiuso o aperto);
• comunicare il tempo trascorso dall’esposizione e tra esposizione la comparsa di eventuali sintomi.
Nel caso che l’incidente sia avvenuto in ambiente lavorativo reperire la scheda di sicurezza del prodotto che deve essere conservata insieme alle sostanze pericolose per precisi obblighi di legge”.


Tutte le condizioni di avvelenamento richiedono la valutazione e il presso un Centro Antiveleno. In questa parte si danno indicazioni utili dopo la dimissione dal Pronto Soccorso o dal Centro Antiveleno. Viene anche considerato il quadro dell’intossicazione alimentare e la con-
dizione caratterizzata da paura di essere stato avvelenato. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, dopo ogni scarica, in caso di gastroenterite acuta grave, sia di origine infettiva che alimentare (inge-
stione di carni, conserve o gelati avariati o di cattiva conservazione). Feci acquose, scure, fetide, brucianti, irritanti per l’ano. Vomito e sete di piccole quantità d’acqua, assunte di frequente. Freddolosità, bisogno di calore, alternanza di agitazione e prostrazione. Quando il soggetto teme di essere stato avvelenato si consiglia la diluizione 30 CH, 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
China 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea senza dolore. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. Il soggetto è profondamente prostrato e debilitato per la perdita di liquidi. Isoterapico 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, per 2-3 mesi consecutivi. L’isoterapico viene preparato a partire dalla sostanza che ha prodotto l’intossicazione. Per la preparazione dell’isoterapico si diluisce il prodotto che ha provocato il quadro clinico, come l’amalgama usato per cure odontoiatriche o il farmaco che ha scatenato la sintomatologia. Come si può rilevare gli isoterapici vengono usati sfruttando il principio di identità e non quello di similitudine che sta alla base dell’omeopatia vera e propria.
Podophyllum 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea che compare al mattino presto, preceduta da dolori e borborigmi. Emissione di feci abbondanti, acquose o mucose, fetide, giallastre, a getto, seguite da prostrazione e tenesmo. Dolore migliorato dal calore e disteso sul ventre.
Veratrum album 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea profusa, estremamente abbondante con dolori crampiformi, sudorazione abbondante, fredda e prostrazione estrema.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese affronta questo tipo di disturbo andando a stimolare Temesi svuotando così l’organismo dalla sostanza nociva ingerita, successivamente lo scopo terapeutico è la disintossicazione dell’organismo dal veleno circolante.
Un ottimo punto per stimolare ciò è FU L1U (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
Poi agire sul metabolismo del Fegato con il punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico. Aumentare la diuresi con il punto YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati In lutti i casi di avvelenamento (escluso quello da solventi o saponi) somministrare acqua minerale naturale e tè, privilegiando il tè verde. Nell’avvelenamento con acidi e caustici (acido muriatico e solforico, candeggina, ammoniaca, acqua borica e ossigenata) assumere latte, eventualmente associato con 4-5 albumi d’uovo. Nella fase di disintossicazione è consigliabile seguire un regime alimentare che prevede un aumentato consumo di alimenti ricchi di zolfo ( e dei due aminoacidi, metionina e cisterna, che lo contengono), come la carne ( privilegiando i tagli magri bovini e il pollame), il pesce pescato in mare, le uova, il latte parzialmente scremato e fermentato, lo yogurt naturale magro arricchito con probiotici, il kefir, il cavolo, i fagioli secchi, il germe di grano, la soia, le cipolle (solo se cotte al vapore) e le rape. Aumentare l’apporto di tarassaco,
carciofo, cardo mariano, scorza d’arancia e di limone (biologica), menta. Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, il caffè, i funghi, i cibi addizionati con additivi alimentari, la frutta e la verdura non biologica, prodotti industriali a base di farine raffinate e di zucchero (saccarosio) e di grassi trans. Limitare rapporto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Nei casi di avvelenamento la fitoterapia può servire subito dopo il periodo acuto a protezione dell’organo colpito dal tossico (stomaco, fegato, intestino ecc. ) Ad esempio la somministrazione di Silimarina, estratta dal C’ardo mariano consente un più rapido ripristino delle funzioni epatiche
dopo intossicazione da alcol o farmaci epatotossici, come ad esempio il paracetamolo.
In passato negli episodi acuti veniva utilizzato lo sciroppo di Ipecacuana, oggi abbandonato perché aumenta il rischio di aspirazione e non ne è dimostrata l’utilità. L’unico fitoterapia) che può essere usato è invece il carbone attivo. Ovviamente si raccomanda il ricovero ospedaliero e la con-
sultazione di un centro antiveleno per il trattamento specifico. Anche i pazienti che hanno assunto veleni con azione ritardata dovrebbero essere ricoverati, pure se in apparenza sono in buone condizioni; tra le sostanze tossiche ad azione ritardata sono incluse aspirina, ferro, paracetamolo, antidepressivi triciclici e paraquat; lo stesso principio vale per le preparazioni a rilascio controllato.
Somministrato per via orale, il carbone attivo può legare molti veleni nello stomaco, riducendone in tal modo l’assorbimento. Prima viene utilizzato, maggiore è la sua efficacia, ma può essere ancora efficace fino a I ora dopo l’ingestione del veleno – più a lungo in caso di preparazioni a rilascio controllato o di farmaci con proprietà antimuscariniche (anticolinergiche). E abbastanza sicuro ed è particolarmente utile per la prevenzione dell’assorbimento di veleni che sono tossici in piccole quantità, per esempio gli antidepressivi.
Dosi ripetute di carbone attivo (50 g ogni 4 ore) possono esser somministrate dopo l’avvelenamento da barbiturici ed altri farmaci. Controindicato nel caso di distillati del petrolio alcol o corrosivi.

Originally posted 2014-10-08 15:41:25.

Piede datleta 180x180 - Piede d'atleta

Piede d’atleta

Si tratta di una malattia cutanea causata da funghi. È una delle micosi più comuni, ma rara prima della pubertà. Tecnicamente si chiama Tineo pedis e risulta molto diffusa tra gli atleti e negli individui che fanno regolarmente uso di scarpe di gomma o comunque impermeabili, e in chi soffre di ipersudorazione alle piante dei piedi. Fattori predisponenti sono il microclima caldo-umido delle scarpe di atletica e l’effetto occlusivo combinato delle calze e delle scarpe. Le più comuni fonti di infezione sono le docce, gli spogliatoi e i pavimenti delle piscine. In genere, si manifesta con una macerazione della pelle tra le dita (specialmente al terzo e quarto spazio), che provoca prurito.
L’eventuale sovrapposizione di batteri causa un quadro dalle caratteristiche più infiammatorie, spesso maleodorante. Esiste anche una forma in cui prevalgono l’arrossamento, l’indurimento della pelle (ipercheratosi) e la desquamazione di una o di entrambe le superfici plantari: le lesioni debordano sulla parte laterale del piede con limiti netti nei confronti della pelle sana (è la forma “a mocassino”). Esistono anche situazioni con lesioni vescicolose o bollose della regione interna della pianta del piede. La Tineapedis può associarsi a una onicomicosi, l’invasione dell’unghia da parte del fungo.

IL RESPONSABILE
• Responsabile del piede d’atleta è un fungo capace di colonizzare la cheratina ch’epidermide, del pelo e delle unghie.

•  La trasmissione può avvenire per via interumana, dall’animale all’uomo e anche dal terreno all’organismo umano.

Prevenzione
Sono cinque i funghi che possono colpire l’organismo e provocare il piede d’atleta: tutti si trovano in luoghi umidi e caldi, quindi mantenere i piedi secchi e freschi è la procedura di prevenzione più utile in assoluto. Esistono polveri preventive vendute come prodotti da banco: possono prevenire oppure curare le forme iniziali di piede d’atleta, così come l’olio Tea-tree. È opportuno evitare di camminare a piedi nudi in spogliatoi comuni molto frequentati oppure in docce condivise da molte persone. Cambiare le calze tutti i giorni e mantenere un’alimentazione ricca di antiossidanti è un prezioso aiuto.
Agenti fungicidi
Il consiste nell’applicazione di agenti fungicidi come terbinafìna, naftifina o butenafina per 4 settimane: questi agenti terapeutici sono più efficaci di altri di più vecchia generazione. Qualche volta la somministrazione di fluconazolo è necessaria per i casi più gravi o resistenti ad altre terapie.

Il trattamento prevede l’uso locale di preparati ad azione antimicotica. L’approccio omeopatico nei confronti di questa forma comune di micosi localizzata a livello degli spazi interdigitali, si basa sull’utilizzo di preparati in grado di modificare le condizioni tessutali locali favorenti il processo micotico. Solitamente il rimedio di prima scelta è Graphites. Nelle forme recidivanti o croniche si associa il trattamento di fondo.
Graphites 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale adatto per le micosi delle grandi o delle piccole pieghe, come il ‘piede d’atleta’. Le lesioni sono pruriginose, trasudanti con un essudato giallastro, spesso con impetigine oppure secche, ispessite. Prurito con essudato nauseabondo. Le sedi più frequentemente interessate oltre alle pieghe di flessione sono le unghie.
Ulmus campestris Macerato glicerico 1 DH, 50-70 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente del gemmoterapico preparato dalle gemme di olmo, albero appartenente alla famiglia delle Ulmacee. L’olmo è un albero longevo a foglia caduca che può raggiungere ragguardevoli dimensioni. Una ricetta del I secolo d.C. consiglia di tritarne le foglie e la seconda corteccia per trattare le affezioni dermatologiche e per favorire la cicatrizzazione di ulcere e piaghe. Alla fine del XVIII secolo viene riscoperto e riproposto il suo uso nel trattamento di dermopatie ribelli. È il gemmoterapico delle affezioni dermatologiche per la sua attività “drenante” della cute. Esso è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee. Per tale ragione è indicato nel trattamento dell’acne giovanile, della seborrea, dell’eczema trasudante, dell’herpes recidivante, della sudorazione acida e maleodorante del corpo e dei piedi.
Sepia officinalis 15 o 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
È il rimedio di fondo adatto soprattutto per le forme recidivanti o croniche di micosi. Caratteristica è la tendenza alla stanchezza, all’indifferenza e alla depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina Tradizionale Cinese tratta questo diturbo sintomaticamente, cioè’ andando ad agire tramite dei fìtopreparati ad uso antimicotico.
cinese
Formula: XING HUANG WAN
Margaritifera ………………………1 g
Rizoma Achyranthes Bidentatae………….9 g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………….6g
Olibanum………………………….6 8
Posologia: 2 o 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 15 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire (fino alla risoluzione dei sintomi) un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di
latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Aumentare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Incrementare l’assunzione di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Alimenti da evitare Eliminare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare (fino al miglioramento del quadro clinico) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mgal giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
C 200 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Fermenti tattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per circa due settimane dopo la sospensione della terapia antimicotica).

FITOTERAPIA

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio (Foeniculutn vulgare), sotto forma di estratto fluido nella dose di
20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo.
Per alleviare i sintomi può essere somministrata la Solidago virga aurea, sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, subito dopo i pasti.
Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
In associazione può essere somministrato il Timo(Thymus vulgaris) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. II preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per le sue proprietà antiossidanti, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia, associare l’estratto fluido di Rosa canina* nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.
In presenza di recidive, per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, I monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-10 13:26:02.

Occhio secco 180x161 - Occhio secco

Occhio secco

Con il termine “sindrome da ” si fa generalmente riferimento a un’alterazione della quantità o della qualità delle lacrime, che provvedono a inumidire la superficie oculare. Più in dettaglio, questo disturbo è stato definito dalla comunità scientifica internazionale, “una patologia della pellicola lacrimale, dovuta a una ridotta produzione o all’eccessiva evaporazione
delle lacrime, che procura un danno alla superficie oculare esposta e risulta associata a sintomi di discomfort”. Questi disagi sono rappresentati dall’irritazione costante e dal dolore a entrambi gli occhi, accompagnato da una sensazione di sabbia o di corpo estraneo. Le cause del problema? Molteplici: disordini immunologici (come nella sindrome di Sjògren, un’alterazione del Sistema Immunitario caratterizzato da infiammazione e secchezza della bocca, degli occhi e di altre mucose), eccessiva vaporizzazione delle lacrime per blefariti, congiuntiviti e uso protratto delle lenti a contatto, assunzione di certi farmaci (antistaminici, diuretici, beta-bloccanti), fattori ambientali (le condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, e la permanenza negli ambienti con impianti di riscaldamento o condizionamento dell’aria, provocano un aumento dell’evaporazione dello strato lacrimale, riducendo così la lubrificazione degli occhi). Il liquido prodotto dalle ghiandole lacrimali serve non solo a detergere meccanicamente l’occhio: contiene, infatti, diverse sostanze che vantano un’utile azione battericida e trofica, ossia nutritiva, nei confronti delle mucose della parte anteriore dell’occhio e della congiuntiva.

GLI EFFETTI DELLA MENOPAUSA
L'”occhio secco* dopo la menopausa costituisce un comune riscontro. Il primo effetto conseguente alla perdita di estrogeni, per l’esaurimento dell’ovaio, è proprio la progressiva involuzione delle ghiandole lacrimali. Gli estrogeni regolano infatti quantità e qualità della secrezione lacrimale, da cui dipende la giusta lubrificazione della congiuntiva. L’intolleranza alle lenti a contatto costituisce uno dei primi sintomi di ridotta secrezione lacrimale, insieme all’arrossamento della congiuntiva.

I risultati a lungo termine della terapia dell’occhio non sempre sono soddisfacenti. Lo scopo varia a seconda della forma di occhio secco:
• nelle forme in cui la causa è la diminuzione del film lacrimale o l’aumento dell’evaporazione, ricreare il normale spessore lacrimale può essere sufficiente;
• nelle forme cosiddette secondarie, in cui è presente un’altra patologia che altera il film lacrimale. Io scopo della terapia è eliminare la causa principale del disturbo quindi utilizzare lacrime artificiali in grado di stabilizzare il film lacrimale diminuendo i sintomi.
Lacrimale artificiali
La frequenza del numero di gocce nella giornata cambia a seconda del momento della malattia e del sostituto lacrimale utilizzato: nelle fasi acute è necessaria l’instillazione ogni ora, mentre nei momenti migliori si può arrivare a 4 volte al giorno. Il paziente non deve mai sottovalutare la patologia cronica e deve continuare a instillare gocce anche se la sintomatologia
diminuisce o sparisce. Le ricadute sono frequenti. Il paziente in terapia con sostituti lacrimali dovrebbe imparare a conoscere quali sono, nella giornata, i momenti in cui la sintomatologia è più fastidiosa e prevenire il fastidio con le lacrime artificiali. Possiamo distinguere le seguenti lacrime:
1. diluenti, in grado di allontanare le sostanze prodotte dal metabolismo delle cellule, hanno breve durata;
2. stabilizzanti, in grado di aumentare la stabilità del film lacrimale;
3. di volume, con sostanze capaci di legarsi alla superficie oculare e trattenere acqua;
4. correttive, in grado di correggere alcune caratteristiche fisiche della superficie oculare;
5. nutrienti, con sostanze in grado di migliorare il trofismo dei vari epiteli.
Occhiali
Occhiali con il paravento laterale (tipo quelli da ghiacciaio) non sono molto usati anche per motivi estetici, ma sono un rimedio utile perché riparano la superficie oculare dall’evaporazione creando un microclima “umido” per gli occhi.
Occlusione
Nei casi gravi di occhio secco l’occlusione per 24-48 ore dell’occhio può essere utile per la riformazione dell’epitelio corneale e il rigenerarsi di una superficie oculare stabile.

Farmaci
L’uso di farmaci antinfiammatori può, in alcuni casi, essere utile per interrompere il meccanismo del danno. La pilocarpina 1% sistemica, presa per bocca, sembrerebbe essere utile per la stimolazione della secrezione lacrimale nell’occhio e per quella salivare in bocca.
È stato dimostrato che l’assunzione per via orale di preparati contenenti amminoacidi o acidi grassi polinsaturi è in grado di migliorare la sintomatologia e lo stato infiammatorio degli occhi con sindrome da occhio secco e di quelli con occhio secco post-chirurgia.

La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla causa della secchezza oculare. In generale si distingue un  generale e locale. Nel della sindrome di Sjögren , malattia autoimmune con secchezza degli occhi, si consiglia di associare Aluminay Bryonia e Nux moschata.
Trattamento generale
Aconitum 9 CH 5 granuli. Secchezza oculare da congiuntivite dopo un colpo di freddo che ha interessato gli occhi.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle e delle mucose.
Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. È il rimedio prescritto insieme a Bryonia e Nux moschata nel trattamento della sindrome di Sjògren, caratterizzata da secchezza delle mucose.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Secchezza oculare da cheratocongiuntivite. Le congiuntive sono edematose. Alternare con Ruta.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Congiuntivite con arrossamento intenso.
Bryonia 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Viene utilizzata nel trattamento della sindrome di Sjògren, malattia autoimmune che si manifesta con secchezza degli occhi, in associazione con Alumina e Nux moschata.
Nux moschata 15 CH 5 granuli, al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di secchezza oculare, accompagnata da secchezza della bocca. Viene utilizzata nella sindrome di Sjögren e nell’intolleranza alle lenti a contatto per secchezza oculare.

Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Congiuntivite con materiale purulento non irritante.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, ogni ora. Cheratocongiuntivite. Arrossamento dovuto ad affaticamento visivo conseguente a lavori minuziosi in ambiente non adeguatamente illuminato (lavoro al terminale, revisione di testi, lavori di segreteria…).
Trattamento locale
Calendula 3 DH – Euphrasia 3 DH Alcune gocce di un collirio contenente calendula ed eufrasia alla terza diluizione decimale hahnemanniana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo con l’applicazione medica di prodotti fitofarmacologici, atti a stimolare la secrezione naturale dei liquidi relativi all’occhio e a ripristinare la corretta funzionalità delle ghiandole stesse.
cinese
Formula: XIE QING WAN
Radix Gentianae…………………….6 g
Fructus Gardeniae……………………9 g
Radix et Rizoma Rhei…………………6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..3 g
Radix Angelicae Sinensis……………….3 g
Rizoma seu Radix Notopterygii………….6 g
Radix Ledebourieìiae………………….6 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura fresche e di stagione (in particolare frutti di bosco, fragole, ortaggi a foglia verde scuro, carote, sedano, cetriolo, pomodori, peperoni, zucca gialla) diluiti con acqua (al 30%) o con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, oppure kefir ed eventualmente dolcificati con piccole quantità di miele vergine
integrale (da consumare preferibilmente al mattino a digiuno, come spuntino nel pomeriggio e poco prima del riposo notturno).
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-ómega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di  A, come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini.
Alimenti da evitare. Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura a\ 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto / fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come
“Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e
diarrea.
Per migliorare la microcircolazione a livello dei tessuti oculari può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano* nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali, può aiutare a migliorare il quadro clinico.
Nei casi in cui il sintomo è associato alla blefarite, può essere utilizzato il Melilotusoffìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione e problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-13 15:55:59.

Nevralgia del trigemino 180x180 - Nevralgia del trigemino

Nevralgia del trigemino

Si tratta di una condizione che interessa il volto, caratterizzata da un dolore a fitte, di violenza estrema ma di brevissima durata (frazione di secondo), raccolto in scariche più o meno protratte. Le fitte sono lancinanti, come aghi, o folgoranti come scariche elettriche, e tendono a raggrupparsi in salve di 20-30 secondi. Il dolore trigeminale si distribuisce alla faccia in maniera “geometrica”, ovvero seguendo il percorso di una delle tre branche del nervo: nella parte alta, media o bassa del viso, il che corrisponde alla regione tutt’attorno all’occhio, all’area mascellare, lateralmente al naso, oppure mandibolare. Il dolore è talora spontaneo, più spesso risulta scatenato dalla leggera stimolazione di punti particolari (chiamati “zone trigger”) localizzate di solito attorno alla bocca e al naso. I dolori “elettrici”, folgoranti, possono essere scatenati da movimenti anche molto semplici, come la masticazione, il parlare, il lavarsi la faccia, il radersi. Persino una semplice corrente d’aria può scatenare la violenta sintomatologia dolorosa. Il quadro descritto caratterizza la nevralgia essenziale del trigemino, che esordisce nell’età adulta o senile e tende a colpire più frequentemente le donne. Il suo andamento è spesso oscillante con periodi dolorosi di alcune settimane, intervallati da pause di mesi o anni. La sintomatico è legata invece alla presenza di infezioni (come l’herpes zoster), traumi o perdite circoscritte di mielina (la guaina isolante che avvolge la fibra nervosa). In questo caso il dolore è continuo, non scatenato dagli stimoli leggeri e si associa a un difetto della sensibilità nel territorio del nervo colpito.

ANATOMIA
• Il nervo trigemino è un nervo misto, assicurando sensibilità e movimento. La componente sensitiva serve a raccogliere la sensibilità generale della faccia, della parte anteriore del cranio, dell’occhio, della mucosa nasale e dei due terzi anteriori della
lingua. La componente motoria innerva i muscoli masticatori, consentendo apertura e chiusura della bocca, nonché protrusione e movimenti laterali della mandibola.
• È caratterizzato dalla suddivisione in tre branche: la prima si chiama oftalmica, la seconda mascellare e la terza mandibolare.

Identificare le cause
Il dipende dalle cause: è importante distinguere la nevralgia del trigemino da altri disturbi come la sinusite, l’ascesso dentario, il , l’herpes.
Stile di vita
È importante evitare temperature troppo fredde o troppo calde, oppure stimoli del dolore come la rasatura della barba.
Farmaci
I farmaci usati per la nevralgia del trigemino sono carbamazepina e gabapentina e rilassanti muscolari ad azione centrale come il baclofen: se la terapia farmacologica non ha effetto si può ricorrere a radiochirurgia stereotassica che distrugge il nervo trigemino quindi termina il dolore.
Esistono altre tecniche come la radiofrequenza percutanea, che usa elettrodi caldi per determinare una lesione da calore del nervo.

La scelta del corretto trattamento omeopatico della nevralgia del trigemino si basa oltre che sull’individuazione del fattore scatenante anche sulle caratteristiche della sintomatologia dolorosa con le modalità di aggravamento e miglioramento.
Acer campestris Macerato glicerico 50 gocce, 3 volte al dì, in un po d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto, oppure 70 gocce, in unica somministrazione, prima di colazione. Il gemmoterapico ottenuto dalle gemme di acero è indicato in tutte le forme di nevralgia (facciale, herpetica, post-herpetica, sciatalgica).
Aconitum napellus 30 CH 5 granuli, 4 volte al dì. Il preparato ottenuto dalla pianta intera fiorita di aconito, appartenente alla famiglia delle
Ranuncolacee, viene utilizzato in omeopatia nelle forme di nevralgia ‘a frigore del trigemino, provocate o aggravate dal freddo. Caratteristica è la congestione della regione interessata accompagnata da senso di intorpidimento o di intenso formicolio. Spesso è presente una condizione di eccitazione generale con senso di angoscia. Solitamente il dolore esordisce in maniera brusca.
Chamomilla 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La camomilla selvatica viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle forme di nevralgia del trigemino in soggetti particolarmente nervosi, agitati, collerici e ipersensibili nei confronti del dolore. Spesso la sintomatologia dolorosa è accompagnata da senso di intorpidimento e di formicolio della zona interessata.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli ripetuti anche ogni ora. L’iperico è adatto al trattamento del dolore intenso facciale caratterizzato da fitte lancinanti lungo il decorso del nervo. È il rimedio di prima scelta nella cura delle nevralgie del trigemino conseguenti ad un trattamento odontoiatrico.
Spigelia 9 CH 5 granuli, due volte al dì. La spigelia è una pianta dell’America del Sud un tempo usata come vermifugo antielmintico. Attualmente è indicato per le forme di nevralgia del trigemino con forti dolori a livello del bulbo oculare, peggiorati con il contatto, il movimento e l’aria fredda.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo può essere causato da Vento freddo» Fuoco di Fegato e Polmone oda un deficit di Yin.
La terapia consiste nel ripristinare la corretta funzionalità degli organi Fegato e Polmone, nella dispersione del Vento Freddo e del Fuoco del Fegato e del Polmone, nella sedazione del dolore e nella tonificazione dello Yin.
Nel caso di Vento Freddo punti importanti per la terapia in agopuntura sono:
FENG CHI;
HE GU;
HUO XI;
JI EXI;
TAI YANG;
TOU WEI
ZAN ZHU.
Nel caso di Fuoco di Fegato e Polmone si possono utilizzare:
HEGU;
NEI TING;
QUAN LIAO;

SI BAI;
XIA GUAN;
XINGJIAN;
YING XIANG.
Mentre invece nel caso di nevralgia dovuta a deficit di Yin si possono
combinare i punti:
CHENG JANG;
DI CANG;
HEGU;
SAN YIN JIAO;
TING HUI;
XIA GUAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: QING WEI SAN JIA NIU XI
Radix Rehmaniae…………………..12 g
Radix Angelicae Sinensis……………….6 g
Rizoma Coptidis…………………….3 g
Cortex Moutan Radicis………………..9 g
Rizoma Cimicifuga…………………..3 g
Rhizoma Achyranthes Bidentatae…………3 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare una crisi, privilegiando i cereali integrali in chicchi o in fiocchi (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati.
Integrare l’alimentazione quotidiana con frutta e verdura fresche biologiche, salsa e polpa di pomodoro, pesce pescato in mare (in particolare salmone, aringhe, sardine e acciughe), uova biologiche, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, miele vergine integrale di produzione italiana per aumentare l’apporto di sostanze antiossidanti.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3 e di triptofano (come carne, latte, pesce, uova, banane, datteri essiccati, formaggio fresco biologico, arachidi, tacchino).
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i piatti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, la carne in scatola, il tonno in salamoia, le preparazioni alimentari surgelate, liofilizzate, o precotte, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, o arricchiti con micronutrienti sintetici.
Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
C 200 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Per cercare di prevenire le crisi nevralgiche può essere utile assumere due-tre volte al giorno un infuso a base di foglie d’Arancio ( 1 cucchiaio) e acqua minerale naturale (500 mi) a elevato contenuto di magnesio e basso apporto di sodio.
Per aiutare ad alleviare l’infiammazione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata l’Escholtzia caìifornica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.

Per alleviare il dolore può essere utilizzato VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno in un’unica dose di 2 compresse.
Per alleviare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera (Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.

Originally posted 2014-10-13 15:37:04.

TACHICARDIA 180x162 - TACHICARDIA

TACHICARDIA

Una frequenza cardiaca superiore ai cento battiti al minuto viene definita  sinusale. Naturalmente sono tante le circostanze in cui questo fenomeno è da considerarsi del tutto normale: nei neonati e nei bambini d’età inferiore ai due anni, in occasione di un esercizio fisico, durante la fase digestiva, in caso di febbre, quando si è sottoposti ai più diversi stress emotivi, dall’ansia alla paura. Tachicardie possono verificarsi in seguito all’assunzione di svariati farmaci o come conseguenza dell’assunzione di alcol o caffeina: l’aumentata frequenza cardiaca è per l’appunto il risultato dell’azione farmacologia di tali sostanze. Poi esistono le tachicardie patologiche, ossia quelle in cui l’aumento del battito cardiaco non è più fisiologico ma è sintomo di una variegata gamma di problemi, dall’ipotensione all’anemia, dall’attività esagerata della ghiandola tiroidea () alle cause cardiache (esiti di un infarto miocardio, condizioni di scompenso).

LA RICERCA
L’accelerazione de! battito cardiaco è una risposta fisiologica all’esercizio fisico, all’eccitazione e all’ansia, ma non è più così normale se accompagna la persona costantemente. I risultati forniti dalla ricerca odierna spingono infatti ad affermare che più è rapido il battito, più aumenta il pericolo di ammalarsi. Analizzando, insomma, il legame tra il numero dei battiti del cuore e aspettativa di vita, si è evidenziato che arginare le numerose pulsazioni significa ridurre il rischio di decesso per cause vascolari. Quest’associazione tra frequenza cardiaca e mortalità cardiovascolare è una relazione presente a tutte le età, tanto nella popolazione sana, quanto fra le persone cardiopatiche. Si è visto, per esempio, che il rischio di eventi infausti è tre volte più alto nelle persone con una frequenza cardiaca stabilmente tra i 90 e i 99 battiti al minuto rispetto a chi ne ha 60.

FISIOLOGIA
La pulsazione cardiaca scaturisce in una specifica area dell’atrio destro, in prossimità dello sbocco della vena cava superiore, grazie a un gruppo di fibre muscolari specifiche, il nodo-seno atriale: è qui che si genera il ritmico impulso elettrico che poi si propaga a tutto il muscolo cardiaco.

Tachicardia sinusale
In questa tachicardia si verifica un aumento della frequenza dei battiti cardiaci oltre il normale valore, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Emozioni, esercizio fisico, ipertiroidismo, abuso di caffè, fumo, anemia, febbre, ipotensione, nevrosi e farmaci possono provocare l’insorgere di tachicardia sinusale, che può essere asintomatica oppure dare cardiopalmo (sensazione di “cuore che batte”). L’inizio e la scomparsa sono graduali, mai improvvisi.
La terapia è legata alla causa che determina la comparsa di tachicardia: si possono usare farmaci che riducono l’ansia, abbassano la febbre, regolano la funzione della tiroide. È utile non abusare di caffè, fumo e alcolici.
L’esercizio fisico regolare aiuta il cuore ad avere un ritmo più costante.

La presenza di turbe del ritmo cardiaco richiede una valutazione clinico strumentale cardiologica. L’approccio omeopatico può completare il convenzionale nelle forme di tachicardia semplice. Per le crisi recidivanti di tachicardia è necessaria una valutazione clinica e strumentale cardiologica.
Ignatia 15 CH5 granuli, 2 volte al dì. Accelerazione della frequenza cardiaca a seguito di un’emozione. Dispnea sospirosa e sensazione di “nodo” alla gola. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di tachicardia su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli
e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Palpitazioni con vampate di calore in menopausa. L’indicazione principale è rappresentata da fenomeni congestizi generali e locali, come vampate di calore, cefalea con sensazione di pulsazione a livello della testa, tendenza all’ipertensione arteriosa e alle palpitazioni. Caratteristica è l’intolleranza per gli abiti stretti, le costrizioni, con il contatto e per i luoghi chiusi.
Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica.
Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’extrasistole in soggetti con problemi tiroidei o in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Spigelia 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Attualmente è indicato per le palpitazioni violente e le turbe del ritmo nell’eretismo cardiaco. Talvolta si associano precordialgie.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando ad agire sulla funzionalità cardiaca e chiaramente sulla sua frequenza e sul suo ritmo. L’uso di prodotti fitofarmacologici permette il controllo della sintomatologia soprattutto se dovuta a fattori emozionali.

cinese
Formula: TIAN WANG BU XIN WAN
Radix Rehmaniae……………………120 g
Radix Ginseng……………………….15 g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………….15 g
Scleroium Poria……………………..15 g
Fructus Schisandrae…………………..15 g
Fructus Gardeniae……………………10 g
Radix Platycodi……………………..15 g
Radix Angelicae Sinensis……………….60 g
Radix Asparagi………………………60 g

Radix Ophiopogonis…………………..60 g
Semen Biotae……………………….60 g
Semen Ziziphi Spinosae………………..60 g
Posologia: 3 g al dì da sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi, legumi, prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica. Consumare preferibilmente i carboidrati a colazione e a pranzo e le proteine animali a cena, mentre frutta e verdura cruda dovrebbero essere assunte sotto forma di spuntino durante la giornata. Integrare l’apporto di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Aumentare il consumo di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente al 80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Alimenti da evitare Nella fase acuta zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, caffeina, alcolici, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans. Evitare per almeno tre-quattro mesi gli alimenti a elevato contenuto di sale, come fritture, salumi, formaggi (quelli stagionati), cornflakes, pesce azzurro, tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette), panna, burro, mascarpone, strutto.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
C200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Coenzima Q10Ò0 mg al giorno;

Cromo 230-240 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per aiutare ad alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Può essere utilizzato anche al bisogno, per via sublinguale, nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, può essere utilizzata XArancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti. Questo preparato fìtoterapico può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti. Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso preparato con sommità fiorite di Biancospino (30%), Melissa in foglie ( 15%), sommità fiorite di Lavanda officinalis (20%), Passiflora (20%) e sommità fiorite di Escholtzia californica (15%). Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti ed eventualmente dolcificare con una piccola quantità di miele di lavanda vergine integrale di produzione italiana.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto fluido di Leonorus cardiaca nella dose di 20 gocce, una due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale oppure nel latte di mandorle, privilegiando la via sublinguale. Nei pazienti affetti da tachicardia parossistica può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycanthz), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-08 09:32:09.

Pediculosi 180x180 - Pediculosi

Pediculosi

La del capo colpisce tutte le età, ma è di gran lunga più frequente nei bambini d’età compresa tra i 4 e i 12 anni (cioè quando la funzionalità delle ghiandole sebacee è ancora ridotta) e soprattutto tra quelli che frequentano le comunità (asili, scuole elementari e medie, collegi). Responsabile dell’affezione è il Pediculus humonus copitis, popolarmente noto come “pidocchio del capo”, un minuscolo insetto, attero (cioè senza ali), dal corpo depresso, di colore per lo più brunastro pallido. Sintomo caratteristico della  del capo è il prurito (che, tuttavia, non è sempre presente): può essere diffuso a tutto il cuoio capelluto oppure essere tipicamente localizzato alle tempie, all’occipite e nell’area dietro le orecchie. Inoltre, si può estendere alla parte superiore del dorso e alle spalle. Spesso il prurito è molto intenso e ciò spiega perché il paziente finisce per ritrovarsi alle prese con escoriazioni e abrasioni lineari dovuti al grattamento, croste e vescicole, follicoliti pustolose e impetiginizzazione (si chiama così l’infezione delle lesioni preesistenti, generalmente da Staphylococcus oureus). La diagnosi di del capo è,
nella grande maggioranza dei casi, facile: il paziente tipico è assai spesso un bambino, che accusa un forte prurito nelle regioni temporale, retro-auricolare e nucale, e che, all’esame della chioma, mostra la presenza delle lendini, le uova del parassita, saldamente incollate al capello grazie al secreto di particolari ghiandole (chiamate “colleteriche”) annesse all’apparato riproduttore femminile.

Pettine bagnato
Esistono pettini speciali che servono per rimuovere i pidocchi e le loro uova dai capelli. I capelli dovrebbero essere lavati e trattati con balsamo, poi suddivisi in ciocche separate per ottenere un risultato migliore.
Pesticidi
Si usano a livello topico, il più usato è la permetrina (derivata dal crisantemo). Il malation è un organofosfato: nonostante gli organofosfati siano dannosi per l’ambiente non è stata documentata tossicità neurologica per l’uomo nell’uso topico. Qualsiasi pesticida venga usato per la pediculosi, è opportuno consultare il medico per ridurre al minimo i rischi e ottenere il massimo risultato con il minimo dell’esposizione al pesticida stesso.

Oltre al locale convenzionale abitualmente seguito, l’omeopatia completa la cura della pediculosi con il preparato isoterapico specifico, Pediculus capitis, e con un rimedio bioterapico di fondo che previene la tendenza alla recidiva, Psorinum.
Pediculus capitis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Si tratta di un preparato isoterapico ottenuto a partire dall’agente responsabile della pediculosi. L’isoterapia si basa sulla somministrazione di preparati, diluiti e dinamizzati secondo la tecnica propria dell’omeopatia, a partire dalla supposta causa della malattia. Si diversifica, pertanto, dall’omeopatia che si basa sulla somministrazione di rimedi ottenuti da sostanze suscettibili di provocare una malattia simile, ma non identica. Tale approccio isoterapico, che per alcuni aspetti richiama l’omeopatia e per altri la tecnica delle vaccinazioni, è stata introdotta nel 1833 da Guillaume Lux, medico veterinario tedesco. Va tuttavia ricordato che tale rrietodica, pur essendo supportata dall’efficacia terapeutica, non comporta un meccanismo d’azione di desensibilizzazione riconducibile alta formazione di anticorpi specifici, come accade con l’uso dei vaccini.
La prescrizione di preparati isoterapici non solo non è incompatibile ma addirittura potenzia l’attività dei rimedi omeopatici associati.

Psorinum 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana. È il rimedio dei soggetti freddolosi, magri con tendenza alle parassitosi ed alle affezioni cutanee recidivanti. Caratteristica è la tendenza accentuata alle parassitosi della cute e dell’intestino, con ricadute periodiche.
Sulfur 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana. È il rimedio ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda, soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Solitamente si tratta di soggetti estroversi, impulsivi, in continuo movimento, resistenti alla fatica con colorito rosso, cute calda e tendenza a fenomeni congestizi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non c’è una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto dei cibi ricchi di C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di beta-carotene e vitamine B6 ed E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (in particolare ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde, zucca gialla, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Incrementare (fino al miglioramento del quadro clinico) il consumo di cibi ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, tè verde.

Alimenti da evitare Eliminare (nella fase conclamata) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
O Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al la sera prima del riposo notturno.

Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per accelerare il processo di guarigione, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
In associazione, per la sua azione depurativa, può essere somministrata 1 Agrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Per le sue proprietà antiossidanti, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni). Potenziare l’azione associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/0 d’arancia, due volte al giorno. Nei bambini al di sotto dei 12 anni, privilegiare l’infuso di (petali, foglie e frutti) Rosa canina: un cucchiaio in 200 ml di acqua minerale naturale. Assumere due/tre volte al giorno lontano dai pasti.
Per alleviare il prurito può essere utile massaggiare il cuoio capelluto con l’olio di Achillea preparato con 400 g di fiori freschi e 1000 mi di olio Iperico (lasciare macerare per circa un mese, in un contenitore a chiusura ermetica, al riparo dalla luce e da fonti di calore). Frizionare la zona cutanea interessata tre-quattro volte al giorno. Al termine del massaggio, lavare i capelli con un prodotto specifico per la pediculosi.

Originally posted 2014-10-10 14:22:16.