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Sinusite 180x180 - Sinusite

Sinusite

La è un’infiammazione dei seni paranasali, ossia di quelle strutture cave che si trovano attorno alle fosse nasali. Alleggeriscono la scatola cranica, tutelano il cervello da eventuali traumi e depurano l’aria inspirata, producendo muco che imbriglia germi, batteri o polveri irritanti. Se il drenaggio del muco è ostacolato per cause meccaniche o di altra natura, i microrganismi tendono a ristagnare all’interno dei seni generando un’infiammazione della mucosa. Poiché i seni paranasali comunicano con le fosse nasali attraverso minuti orifizi, è sufficiente una lieve riduzione del loro calibro per alterare la ventilazione e il drenaggio. Quest’ostruzione può essere determinata tipicamente dall’infiammazione della mucosa del naso di natura infettiva (virale o batterica) o allergica. Non a caso la rappresenta caratteristicamente la complicanza di una rinite acuta (raffreddore) o cronica (di natura allergica). Anche le alterazioni delle strutture nasali compromettono il normale transito dell’aria e il corretto drenaggio delle secrezioni (per esempio, le varianti anatomiche del setto nasale e dei turbinati, le sporgenze ossee all’interno del naso). L’ostruzione dei fori di passaggio può anche essere determinata dalla presenza di polipi nasali. I sintomi della sono variabili, visto che il processo infiammatorio può essere acuto o cronico. Nella forma acuta predomina il dolore, in genere localizzato in corrispondenza del seno colpito dalla patologia: si avranno pertanto mal di testa che s’irradia al volto, dolore agli occhi, senso di intontimento, pressione alla faccia, ostruzione nasale con secrezioni giallastre che colano nella gola. La comparsa della febbre con brividi indica che l’infezione si è estesa al di fuori del seno. La cronica mostra invece sintomi più sfumati ma di lunga durata, fondamentalmente caratterizzati da un senso di pesantezza alla fronte o all’occhio e lateralmente al naso.

ANATOMIA
I seni paranasali sono cavità scavate nello spessore delle ossa craniche e del massiccio facciale, e si aprono nelle fosse nasali, Si distinguono in: seni mascellari, presenti nelle ossa mascellari; seni frontali, situati nell’osso frontale; seni etmoidali, in quell’osso chiamato etmoide (in corrispondenza della radice del naso e tra le due orbite) e seno sfenoidale, collocato nell’osso sfenoide, che costituisce la parte preponderante della base del cranio.

Identificare le sostanze che creano allergia
Sostanze presenti nell’ambiente o nell’ possono provocare allergia. Grassi animali e burro possono a volte provocare difficoltà respiratoria lieve e cronica nei soggetti predisposti a sinusite. È opportuno provare a
eliminare il burro dalla dieta per 21 giorni e controllare se si verificano miglioramenti.
Potenziare il Sistema Immunitario
Alimentazione sana e variata e dosi adeguate di zinco e vitamina C aiutano a evitare le infezioni. L’esercizio fisico regolare e la diminuzione dello stress mantengono in buone condizioni il Sistema Immunitario.
Pulizia delle vie aeree superiori
Alcune sostanze inalate come la menta in spray nasale, così come i soffumigi, riducono l’infiammazione e favoriscono l’eliminazione del muco.
Antibiotici
Amoxicillina, eritromicina e sulfamidici sono antibiotici utili nel della sinusite: se non si verificano miglioramenti dopo una settimana è opportuno tentare antibiotici più potenti come augmentin o levofloxacina. La durata della terapia antibiotica dovrebbe essere di almeno 14 giorni; nei casi cronici si prescrivono cicli di 4/8 settimane.
Attenzione!
Una possibile complicanza della sinusite chiamata cellulite periorbitaria richiede l’immediato intervento del medico: l’infezione può a volte coinvolgere il cervello, ed è necessario il ricovero ospedaliero immediato.

Solitamente la prescrizione omeopatica nella terapia della sinusite in fase acuta si avvale di Hepar sulfur e Pyrogenium, somministrati in alternanza. La prevalenza di una sintomatologia dolorosa o delle secrezioni consentirà di personalizzare il trattamento. Nelle forme croniche è consigliabile rivolgersi al medico omeopata di fiducia per stabilire il tratta-mento di fondo. Va ricordato che è consigliabile evitare l’uso di diluizioni omeopatiche elevate nelle prime fasi della sinusite, per non provocare l’arresto delle secrezioni.

Dolore
Belladonna 5CH5 granuli, ogni 4 ore. Sinusite in fase iniziale. Dolore violento, pulsante. Ostruzione nasale.
Lachesis 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale. Per facilitare la ripresa dell’eliminazione delle secrezioni. Dolore intenso frontale a livello dei seni paranasali e congestione facciale, dopo l’arresto di una rinorrea purulenta.

Suppurazione (secrezione scarsa)
Hydrastis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale con secrezioni dense e vischiose, giallastre, irritanti, in un soggetto prostrato e dimagrito.
Kali bichromicum 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Secrezioni scarse muco-purulente, vischiose, aderenti. Aggravamento con il freddo umido e miglioramento con il calore. Soggetto in buone condizioni generali.
Mercurius solubilis 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Sinusite frontale con scolo muco-purulento verdastro accompagnato da forte irritazione delle mucose.

Suppurazione (secrezione abbondante)
Hepar sulfur 9,12,15,30 CH una monodose al dì, nell’ordine indicato. Il passaggio dalle diluizioni più basse a quelle più elevate evita l’arresto di eliminazione delle secrezioni.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 1 al dì. Da prescrivere sistematicamente, in associazione ad Hepar sulfur.

Sinusite cronica
Silicea 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Sinusite recidivante o cronica.
Diversamente da Hepar sulfur, che è considerato il medicinale omeopatico dei processi suppurativi acuti, Silicea è adatto alle forme di suppurazione recidivante o cronica in condizioni di immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questa patologia infiammatoria può essere provocata da Vento freddo, Vento caldo del Polmone, Calore della Vescica Biliare, Umidità-Calore della Milza, deficit di Qi del Polmone e della Milza.

Lo scopo della terapia è di disperdere gli agenti patogeni esterni, riarmonizzare e riequilibrare le funzionalità degli organi coinvolti nel disturbocioè Polmone, Milza e Vescica Biliare, oltre che a controllare i sintomi associati che possono essere cefalea, rinorrea, anosmia, ostruzioni nasali.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
FENG CHI;
CHI ZE;
HE GU;
YIN TANG;
YING XIANG;
LIE QUE;
TAI CHONG;
YANG LING QUAN;
GONG SUN;
TAI XI;
TAI YUAN;
SAN YIN JIAO;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………….9g
Rizoma Pinelliae………………………9 g
Radix Angeicae Sinensis…………………6 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6 g
Cortex Cinnamomi……………………3 g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………….6 g
Fructus Ziziphi Jujubae…………………3 g
Posologia: Utilizzare come decotto. Assumere 500 mi in piccole dosi 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, alle uova, latticini e carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Nella fase acuta aumentare l’apporto di latte di soia, di riso e/o d’avena, dei dessert di riso e/o di soia, dello yogurt di soia e del tofu in sostituzione del latte e dei latticini.
Alimenti da evitare Eliminare per almeno due mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Nella fase acuta, evitare il consumo di latte intero, formaggi stagionati, burro, mascarpone, panna e gelati alle creme, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Integrazione alimentare
Calcio (durante la fase acuta, in cui viene limitato il consumo di latticini) Bambini da 1 a 6 anni: 800 mg al giorno. Bambini da 7 a 10 anni: 1 g al giorno. Adulti (30-60 anni): 800 mg al giorno. Anziani: 1000 mg al giorno. Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile” l’Echinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose nei ragazzi al di sotto dei 12 anni d’età), può essere usata alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Nei casi di infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 14 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Se in anamnesi sono presenti allergie respiratorie, può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. II trattamento deve essere proseguito fino alla completa scomparsa dei sintomi (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età).
Per potenziarne l’azione può essere associato a un infuso preparato con petali (30%) e frutti (70%) di Rosa canina e 200 mi di acqua minerale naturale.
Per le sue proprietà balsamiche e per facilitare l’espulsione del muco a livello dei seni paranasali interessati può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-09 14:37:49.

VERRUCHE 180x180 - VERRUCHE

VERRUCHE

Le sono lesioni cutanee di natura virale dovute al papillomavirus (HPV, Human papillomavirus). Questi agenti virali hanno una spiccata predilezione per i distretti cutanei e mucosi, che vengono stimolati a proliferare. Si riconoscono un centinaio di diversi tipi di HPV, ciascuno con una particolare preferenza per una determinata area anatomica. L’incidenza di queste
manifestazioni è massima nei bambini in età scolare e nei giovani adulti: le verruche in questione (dette volgari: costituiscono la forma più frequente) si localizzano sulla superficie dorsale delle mani e delle dita (più raramente sui palmi): si presentano come escrescenze rosee, dalle dimensioni variabili, caratterizzate da un aumentato spessore dell’epidermide. Le verruche possono essere anche plantari: quelle semplici sono lesioni tondeggianti, dai margini netti, dalla superficie indurita (ed eventualmente picchiettata di puntini nerastri: altro non sono che capillari occlusi da trombosi). Le verruche plantari a mosaico sono, invece, lesioni superficiali di piccole dimensioni, che tendono a confluire in una placca dura; di solito non risultano dolenti. Esistono poi verruche piane, che si presentano come lesioni appena rilevate, lisce di colore roseo-giallastro e di preferenza localizzate al volto, al dorso delle mani e alle ginocchia, con una disposizione lineare. Si ricordano, infine, le verruche filiformi,
frequenti nei maschi, più comunemente localizzate nella zona della barba.

I CONDILOMI ACUMINATI
Sono l’espressione dell’infezione da papillomavirus nella regione genitale e costituiscono una frequente patologia a trasmissione sessuale. Si presentano come rilevatezze molli, biancastre, spesso multiple, che talora possono confluire in placche anche di grandi dimensioni. Nel maschio interessano in particolare il pene, e nella donna il vestibolo della vagina.

Cerotti
Esistono cerotti specifici per il delle verruche non dolorose: l’uso di questi cerotti e della pietra pomice permettono di rimuovere le verruche (ripetere il  finché la verruca non è stata tolta tutta).
Trattamenti topici
Per diverse settimane è utile applicare tretinoina in crema prima di andare a dormire. Si può anche usare una soluzione al 17% di acido salicilico, applicando poi un bendaggio. La crema di fluorouracile applicata ogni giorno per tre settimane può dare ottimi risultati, anche se la pelle può scurirsi con questo trattamento. Se nessuno di questi procedimenti da un
risultato, si può usare idrogeno liquido, oppure l’elettrocauterizzazione.
L’iniezione di bleomicina dentro la verruca è una terapia ulteriore da tentare in caso di fallimento degli altri approcci.
Chirurgia o laser
Se la verruca è molto grande e non risponde alle precedenti terapie è utile rivolgersi al medico per l’asportazione chirurgica che si esegue con diverse tecniche. L’approccio chirurgico richiede un po’ più di tempo per la guarigione.

Nell’approccio omeopatico delle verruche si distingue un trattamento con rimedi sintomatici (Antimonium crudum, Dulcamara, Nitricum acidum) associato a un trattamento di fondo (Calcarea carbonica, Thuya). Solitamente si utilizza Thuya occidentalis un tubo dose alla settimana in associazione con un rimedio sintomatico da assumere tutti i giorni, per almeno due mesi consecutivi.
Trattamento sintomatico
Antimonium crudum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche cornee, dure, ipercheratosiche al dorso delle mani o alla pianta dei piedi. Talvolta le verruche sono numerose o recidivanti, soprattutto in soggetti forti mangiatori.
Berberis vulgaris 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche piane a livello delle mani, in particolare della punta delle dita.

Come rimedio principale: applicare un cataplasma a base di aglio finemente tritato, oppure frizionare la zona interessata con succo di aglio fresco. Per accelerare il processo di guarigione è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale.
Nei casi in cui il paziente lamenta dolore, nella zona interessata,può essere utile assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatoria, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, logoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

 

Originally posted 2014-10-09 11:10:43.

Capelli grassi 180x180 - Capelli grassi

Capelli grassi

Il sebo prodotto dalla ghiandola sebacea è una presenza preziosa per la nostra cute, perché contribuisce a costituire una pellicola (idrolipidica) che funge da barriera protettiva nei confronti delle aggressioni irritative e dei microrganismi. Ma un eccesso della produzione di sebo oppure uno squilibrio nei componenti della sua miscela biochimica produce seborrea, forfora grassa e dermatite seborroica. Cute e capelli appaiono, grassi, untuosi, difficili da pettinare e perdono lucentezza e consistenza già dopo poche ore dall’ultimo shampoo. All’origine della seborrea si riconosce una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni. Infatti, quella sebacea è una ghiandola ormono-dipendente, e il diidrotestosterone (che è poi il principale attore nella genesi della calvizie comune) e l’androstandiolo finiscono per provocare un’accresciuta secrezione di sebo nonché uno squilibrio nei suoi fondamentali componenti (colesterolo, trigliceridi, acidi grassi liberi, squalene, cere, e sf ingosina).


Identificare ed eliminare le cause
I non rappresentano una malattia, quindi non esiste un farmaco che possa curarli: è bene conoscere le cause più frequenti per rimuoverle o renderle più lievi. Sostanzialmente i derivano da un eccesso di funzionamento delle ghiandole che producono sebo: questa attività aumenta naturalmente durante la pubertà, e qualche volta anche nella prima infanzia per la presenza di ormoni della madre presenti nella circolazione del bambino. Di solito, la presenza di molti ormoni
maschili è associata ai capelli grassi: nel caso della donna può esserci un problema di ovaio policistico o livelli elevati di testosterone. L’uso di alcune pillole anticoncezionali rende i capelli più grassi, così come tutte le condizioni che provochino un aumento dell’ormone surrenale
DHEA. La dermatite seborroica rende i capelli particolarmente grassi quando affligge il cuoio capelluto.

Shampoo
Esistono diversi shampoo formulati appositamente per capelli grassi.
Lavaggi frequenti dei capelli non favoriscono la formazione di grasso, anzi è bene tenere puliti i capelli con l’applicazione regolare di shampoo specifici.


Diminuire zuccheri e grassi animali.


L’eccesso di sebo a livello del cuoio capelluto, responsabile della condizione dei capelli grassi e untuosi, può essere efficacemente contrastata con alcuni rimedi omeopatici specifici, sempre nel rispetto della personalizzazione della prescrizione.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale omeopatico della dermatite seborroica della fronte e del cuoio capelluto in un contesto di demineralizzazione, come nell’adolescenza e durante l’allattamento.
Oleander 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato ottenuto dalle foglie fresche di oleandro, arbusto appartenente alla famiglia delle Apocinacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura di manifestazioni pruriginose e trasudanti localizzate a livello di cuoio capelluto, fronte e re-
gione retroauricolare.
Phosphoricum aciàum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L’acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse-
guente all’eccesso di attività mentale.
Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l’organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso, in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l’astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno.
Ulmus campestris M.G. 1 DH> 50 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un’attività “drenante” sulla cute, è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Molto utili sono i lavaggi con prodotti erboristici cinesi, oltre ad alcune preparazioni fitofarmacologiche.

cinese
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero e ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi del volume cellulare e dell’idratazione dei capelli. Aumentare l’assunzione di PABA privilegiando le uova biologiche, il fegato di vitello (allevato all’aperto e alimentato esclusivamente a foraggio), il germe di grano, il lievito di birra. Seguire per almeno tre mesi un regime alimentare che privilegi il pesce pescato in mare, i cereali integrali, i legumi (compresa la soia e i derivati), le verdure fresche (ortaggi a
foglia verde, carote, cavoli, cavolfiore, rape e finocchi), gli agrumi, i frutti di bosco, l’anguria, il melone, le mele e le pere (consumate con la buccia). Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, lo zucchero e le farine raffinate, i dolciumi, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero. Limitare e/o evitare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, come il latte intero, i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), la carne di maiale, la panna e il burro.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (per ridurre “l’untuosità” del cuoio capelluto), con dosi supplementari di vitamine B2 (1,5-2 mg al giorno), B5 (10 mg al giorno) e B6 ( 1,5-2 mg al giorno);
Biotimi 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
Per aiutare a risolvere questo problema si possono utilizzare diverse opzioni terapeutiche una volta individuata un diagnosi che permetta di seguire un percorso terapeutico corretto. Escluse patologie maggiori o l’effetto collaterale di alcuni farmaci, si dovrà valutare il profilo alimentare del paziente per verificare se ci sono le indicazioni per iniziare una terapia ipolipemizzante e ridurre l’assorbimento di grassi a livello gastrointestinale. Per questo si possono utilizzare estratti a base di Carciofo, GlucomannanOy Garcinia Cambogia che andranno dosati in base alle esigenze e all’assunzione di grassi del paziente. Inoltre si possono usare i fitosomi del Ginkgo biloba che a livello cutaneo possono avere una funzione importante al fine di migliorare il microcircolo locale e di conseguenza la funzione del bulbo pilifero con la loro attività di tipo antiossidante. Nel caso della menopausa un’alterazione del metabolismo pilifero può essere dovuto anche alla riduzione dei normali livelli estrogenici per cui può essere indicata la somministrazione di estratti di Soia
titolati in isoflavoni. Sono da sconsigliare preparati a base di oli essenziali o emollienti consigliati dalla tradizione popolare perché semplicemente inutili, mentre si possono utilizzare alcolaturi e tinture madri come frizioni cutanee di china, cappuccina, Pilocarpusiaborandi perché oltre a favorire, grazie al contenuto di alcol, la detersione della cute aiutano la normalizzazione del metabolismo del .

Originally posted 2014-10-09 14:35:50.

Infertilità 180x180 - Infertilità

Infertilità

L’ è considerata dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia: s’intende l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti regolari non protetti. Dal punto di vista biologico, l’età limite ai tini di un concepimento ottimale è 35 anni per lei e 40 per lui. Non che oltre questa soglia non si possano avere figli, anche naturalmente, ma si riducono drasticamente sia le probabilità di concepire, sia di mettere al mondo un bambino sano e aumentano gli aborti: il rischio di abortire spontaneamente risulta essere pari al 10% circa per le donne d’età inferiore ai 30 anni, al 18% nella fascia fra i 30 e i 39 anni, al 34% per le donne intorno ai 40 anni. A tuttciò vanno aggiunte altre cause: passate interruzioni di gravidanza, endometriosi e infezioni genitali, specialmente quelle da Chlamydio. Questa, in particolare, costituisce la malattia infettiva più diffusa al mondo: è del tutto asintomatica e colpisce soprattutto donne molto giovani sessualmente attive (dai 15 ai 21 anni). L’assenza di sintomi fa si che le adolescenti possano non accorgersi dell’infezione da Chlomydio anche per 10 o 15 anni, lasciando tutto il tempo al microrganismo di colpire le tube uterine causando sterilità. Anche la sindrome dell’ovaio policistico rappresenta una comune causa d’ nella donna. E cosi il peso corporeo (sia l’obesità, sia l’eccessiva magrezza): ciò significa che nella maggior parte dei casi se il peso-forma torna normale, anche la fertilità viene recuperata. Molti studi scientifici dimostrano che il fumo provoca nella donna per un danno tossico diretto sull’o-
vaio (le fumatrici hanno anche minore probabilità di successo nella fecondazione assistita). Sul fronte maschile, i “tarli” che intaccano la fertilità sono: l’inquinamento (il cronico consumo di carne che contengono estrogeni può produrre ipofertilità); le abitudini sedentarie: lo starsene gran parte della
giornata seduti, in macchina o al lavoro, espone i testicoli a temperature elevate. Non a caso le gonadi maschili sono accolte nello scroto, che provvede a mantenere la loro temperatura più bassa di quella del corpo.


Alcuni test di laboratorio servono per valutare i livelli ormonali ed eventualmente identificare una causa per il difficile concepimento. Un’ecografia degli organi pelvici fa parte degli esami preliminari.

Clomid
Se l’ovulazione è irregolare o inesistente il con clomid può indurla: si assume per 5 giorni, iniziando dal terzo giorno di mestruazione. Gli effetti collaterali sono vampate di calore, instabilità emotiva, mal di testa e disturbi del sonno. Se il clomid non funziona si possono usare le gonadotropine. Se la gravidanza non si verifica dopo tre mesi di è utile chiedere una consulenza endocrinologica.

Fecondazione in vitro
Si ottiene l’ovulo dalla donna e si feconda con gli spermatozoi dell’uomo; l’ovulo fecondato viene mantenuto in coltura per 3/5 giorni e reintrodotto nell’utero. La percentuale di successo è del 30/50%.


L’omeopatia contribuisce a trattare il problema dell’infertilità su base funzionale, sia maschile che femminile, mediante il ricorso a rimedi che agiscono sulla sensibilità e sul terreno individuale. Vengono indicati l’infertilità.

Infertilità maschile
Orchitinum 4 CH una fiala 3 volte alla settimana, diradando in base alla risposta ottenuta. Si tratta di un preparato organoterapico ottenuto da testicoli di origine suina. L’organoterapia diluita e dinamizzata è una bioterapia che tratta l’organo o il tessuto malato mediante la somministrazione di organi o tessuti omologhi diluiti e dinamizzati. La somministrazione viene effettuata mediante ampolle bevibili per assorbimento
Perlinguale o mediante supposte. In generale si ritiene che l’organo sano somministrato agisca su quello malato normalizzandone l’attività. Orchitinum 4 CH favorisce la secrezione testicolare di testosterone.
Lycopodium clavatum 30 CH una monodose alla settimana. È uno dei rimedi omeopatici di fondo più frequentemente indicati in quanto presenta le caratteristiche che corrispondono alle manifestazioni proprie dell’andropausa. Lycopodium è indicato, in particolare, in persone dall’aspetto precocemente invecchiato, di intelligenza vivace ma con scarsa fiducia in se stesse, suscettibili, autoritarie, talvolta colleriche.
Dal punto di vista sessuale possono essere giovani adulti con riduzione dell’attività sessuale abituale, conseguente ad abusi sessuali o anziani con problemi di impotenza malgrado desiderio intenso con erezione.

Infertilità femminile
Sepia 9 CH o 15 CH, 5 granuli una volta al dì. Il rimedio omeopatico è ricavato dall’inchiostro escreto dalla seppia. È indicato soprattutto in donne magre e brune con disturbi a livello epatico, genitale e urinario (prolasso, perdite, infezioni, incontinenza). Caratteristica è l’irascibilità, il pessimismo, la tendenza all’isolamento, fino all’indifferenza per tutto e per tutti. È uno dei rimedi più frequentemente indicati nella infertilità femminile.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese distingue questo disturbo dal punto di vista femminile e maschile e in particolare può riguardare nella donna un deficit di Yang del Rene, una stasi di Qi di Xue, mentre nell’uomo può dipendere da un deficit di Jing e di Yang di Rene, un deficit di
Qi di Xue oppure una stasi di Qi di Xue.
La terapia nella donna è mirata a regolarizzare il ciclo mestruale ed a favorire Tannidamento embrionale, mentre nell’uomo è mirata a migliorare la produzione di sperma, aumentandone volume, motilità e quantità di spermatozoi “sani”

Agopuntura
Nel caso di infertilità nella donna punti importanti sono:
CI LIAO (secondo forame, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità-Calore dal Riscaldatore Inferiore;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato a livello del IV forame sacrale) che regola l’Umidità e tonifica le condizioni di Calore-Vuoto nel Riscaldatore Inferiore;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Nell’uomo invece, si possono combinare punti quali:
GUAN YUAN;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
TAI XI;
ZHI BIAN;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità.
Mentre per l’infertilità da stasi di Qi di Xue nell’uomo punti importanti da combinare sono:
GESHU;
SHEN SHU;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
L’ideale è effettuare il trattamento terapeutico in contemporanea al partner, in modo da riequilibrare e potenziare l’organismo di entrambi.
Si prevede un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: YOU GUI WAN
Radix Rehmaniae Preparatae…………..24g
Rhizoma Dioscoreae………………….12g
Fructus Corni……………………….9g
Fructus Lycii……………………….9g
Semen Cuscutae……………………..12g
Cortex Eucomniae……………………12g
Cortex Cinnamomi…………………….6g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Radix Aconiti Lateralis………………6g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi, uova, cereali integrali, ortaggi a foglia verde (come lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottospoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre mesi i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Evitare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente – 1 bicchiere al giorno per gli uomini; mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Licopene22 mg/die (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg).

FITOTERAPIA
Grazie alla sua azione a livello ormonale, può essere somministrata (alle donne dopo i 18 anni) la Salvia officinalis (Salvia), sotto forma di estratto fluido (dalle foglie prima della fioritura), nella dose di 20 gocce due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui è il paziente si presenta ansioso può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
È consigliabile associare YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi, può potenziare l’azione dell’Alfalfa, migliorando le condizioni psico-fisiche del paziente.
Nei casi in cui è presente un processo infiammatorio a livello dell’apparato genitale, che rappresenta la causa principale dell’infertilità, può essere usato il Ribes Nigrum, ricco di antocianosidi e flavonoidi. Per potenziarne l’azione può essere associato alla Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-15 11:17:29.

Alopecia 180x180 - Alopecia

Alopecia

L’ indica una riduzione della quantità di capelli o la loro scomparsa. La forma più diffusa è detta androgenetica, caratterizzata dalla perdita dei capelli in corrispondenza delle zone frontali e superiori del capo. Causa ben assodata dell’ androgenetica è la sovrabbondante presenza del
DHT, il diidrotestosterone, ormone che risulta altamente dannoso per il follicolo pilifero. Il DHT, è frutto della trasformazione del testosterone (l’ormone androgeno per eccellenza, ma presente in minime quote anche nell’organismo femminile) in seguito all’attività di un enzima, la 5-alfa-reduttasi. Que-
sta forma di calvizie può svilupparsi nell’uomo molto presto, subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale; è un fenomeno che tocca anche le donne nelle quali può manifestarsi anche in giovane età, già a partire dai 16-20 anni.
Pure la donna che non ha mai sofferto di questo disturbo può andare incontro alla calvizie quando subentra la menopausa. L’alopecia androgenetica non si manifesta (outcourt, con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono: in genere l’avvento di una calvizie è contrassegnato da un progressivo assottigliamento dello stelo, inizialmente non cosi apprezzabile a occhio nudo; vi è altresì una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, nonché un aspetto meno brillante della chioma. Nel maschio la calvizie androgenetica risparmia le zone laterali e posteriori del capo perché qui i follicoli piliferi risultano del tutto insensibili alla dannosa azione del diidrotestosterone.


Identificare il tipo e la causa dell’alopecia. Il dell’alopecia dipende dal tipo di perdita di capelli e dalla causa. Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Altri tipi sono
l’alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari, il telogen effluvium cioè la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante), il lupus e l’alopecia da trazione, che deriva dallo strappo diretto di capelli o dal loro danneggiamento (per esempio a causa di trattamenti esagerati con acidi o piastre calde). Una causa inusuale di alopecia è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli. Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli.

– Finasteride
Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione, può causare dolore mammario, diminuzione del desiderio sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli
ormoni del feto.

– Minoxidil
Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

– Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo sono state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventa troppo sotti-
le per tollerare ulteriori interventi.

– Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviare tumore) sono i rimedi più frequenti. La soluzione più ovvia per Impecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive peri capelli.

– Trattamento della tricotillomania
tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


Il trattamento omeopatico dell’alopecia ha lo scopo di rallentare la caduta dei capelli ma soprattutto quello di favorire la reazione alle condizioni che sono responsabili dell’alopecia.
Anacardium orientale 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana. Rimedio adatto a studenti in giovane età, che soffrono di mal di testa e di dolore di origine gastroduodenale che migliorano mangiando
e alterazioni comportamentali, come aggressività, tendenza alle manifestazioni colleriche, depressione, disturbi della memoria.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda, prostrazione, dovute a impegno intellettivo. Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato
inoltre per l’alopecia in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali {Thallium aceticum, Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alopecia può avere tre cause differenti per tipo di aggressione.L’alopecia da calore di XUE con improvvisa e rapida caduta dei capelli a chiazze associata a prurito del cuoio capelluto.
La terapia consiste nella dispersione del Calore di Xue e i punti utilizzabili sono:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso), che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
L’alopecia da stasi di Xue con caduta graduale e progressiva a piccole chiazze associata a dolenzia del cuoio capelluto. In questo caso bisogna mobilizzare lo Xue. Punti importanti sono:
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che regola e raffredda il Sangue; XUE HAI.
L’alopecia da deficit di Qi di Xue con caduta graduale e progressiva a partire da una piccola chiazza. Bisogna tonificare il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede: BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi calma lo Shen e stimola la salita del Qi; PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apifisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue; XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che tonifica il Qi e il Sangue. I punti del Sistema Auricolare sono quelli di Fegato, Polmone e Rene. È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo
un mese.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne di e di pollo e i molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante unzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del volume celiare e dell’idratazione dei capelli.
Integrare alla dieta abituale gli alimenti a elevato apporto di polifenoli, O catechine (preziosi antiossidanti, fondamentali per la difesa dell’organismo dallo stress ossidativo e dai danni causati dai radicali liberi); frutta e verdura fresche biologiche, tè verde, caffè Arabica (al 100%), vino rosso prodotto da uve biologiche ( 1 bicchiere al giorno per gli uomini, bicchiere per le donne), olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo.
Nelle donne durante l’allattamento, dopo un aborto, un intervento chirurgico o l’interruzione di un ciclo di terapia con contraccettivi orali, oppure durante la menopausa è necessario consumare cibi ricchi di zinco (svolge attività antiossidante, riducendo la formazione dei radicali liberi ed è essenziale per la salute dei capelli), come carne, uova (tuorlo), pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, semi di sesamo e di girasole, sciroppo d’acero, zucchero di canna,
germe di grano, lievito di birra e lecitina di soia. Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate,
gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta e il tè nero.

– Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg (400 microgrammi nelle gestanti, durante l’allattamento e dopo un intervento chirurgico) al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


La tradizione vuole che il decotto di radici di Ortica abbia proprio un’utilità nell’arrestare la caduta dei capelli.
Non solo, la tradizione raccomanda pure il succo delle foglie di ortica come fonte di minerali, oligoelementi e vitamine utili nel soggetto che, ad esempio, sia in una fase di lescenza o di stress fisico, in conseguenza del quale si sia appunto conva caduta eccessiva di capelli. Succo da utilizzare come integratore naturale da prendere per via orale, ma anche da usare per frizioni sul cuoio capelluto.
Con la fitoterapia quindi è possibile intervenire nelle forme ancora intermedie di alopecia, con estratti di piante selezionate che oltre all’Ortica antiscano l’inibizione ormonale a livello del cuoio capelluto.
Le piante responsabili di questa attività sono in particolare la Serenoa (Serenoa repens) ed il Tè verde (Camellia sinensis)y e sono utilizzate sotto forma di estratti in fiale per frizioni sul cuoio capelluto. Il tè verde oltretutto contiene anche sostanze ad alto potere antiossidante così come la
stessa Ginkgo (Ginkgo biloba), una pianta i cui estratti possono avere un impiego razionale anche nei soggetti con alopecia in quanto migliora l’irrorazione sanguigna del bulbo pilifero. La posologia deve essere stabilita dal medico curante.
Del tutto personalizzata sarà invece la terapia dell’alopecia areata, una particolare manifestazione sostenuta da alterazioni immunologiche per le quali pure la stessa fitoterapia offre contributi significativi, tra i quali estratti di Cipolla utilizzati per frizioni sul cuoio capelluto.

Originally posted 2014-10-07 16:19:19.

Parotite 180x180 - Parotite

Parotite

Si tratta di una malattia infettiva virale che produce un’infiammazione a carico della parotide (la grossa ghiandola salivare collocata tra l’orecchio e la branca montante della mandibola), del Sistema Nervoso centrale, del testicolo e del pancreas. L’età più colpita è l’infanzia, ma anche gli adulti possono venire coinvolti da questa malattia, che finisce per risultare più grave per il pericolo di una orchite, capace di causare sterilità. Il contagio avviene per via diretta, attraverso le microgocciole di saliva (emesse con la tosse e gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata). Dopo un periodo d’incubazione variabile dai 10 ai 24 giorni, ecco comparire un complesso di sintomi: febbre e malessere generale, con vomito e mal di testa; dolori dietro l’orecchio, seguiti dalla comparsa di una tumefazione nella regione parotidea (il dolore si esacerba durante la deglutizione e la masticazione; inoltre, l’entità dell’ingrossamento è vario e provoca lo spostamento verso l’esterno del lobulo dell’orecchio: da qui la popolare etichetta di “orecchioni”); gonfiore anche a carico delle ghiandole sotto la mandibola e la lingua. Circa un terzo (ma secondo alcuni anche il 40-50%) delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica a carico delle vie respiratorie. Le complicanze coinvolgono il compartimento nervoso, con la possibile comparsa di un’irritazione delle meningi (mal di testa, vomito, rigidità della nuca); febbre elevata e dolori allo scroto segnalano la comparsa di un’orchite; la potrebbe persino scatenare una pancreatite, che determina un violento dolore addominale con vomito, febbre e prostrazione; la malattia può poi produrre gravi lesioni all’apparato uditivo: costituisce la prima causa di sordità acquisita nell’infanzia (coinvolgendo 5 casi ogni 100.000 casi di malattia). La , che è molto contagiosa, lascia una immunità assoluta e permanente.

CONTAGIO
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) a quelle suscettibili, va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari; l’infettività è massima nelle 48 ore che precedono tale comparsa.

Il primo dovrebbe essere la vaccinazione: più del 90% degli adulti è stato vaccinato contro la parotite. Nel sospetto di una parotite è opportuno consultare un medico: la parotite è una malattia virale con decorso spontaneamente benigno, tuttavia è opportuno verificare che non siano presenti altre patologie. Una parte fondamentale della terapia si basa sul riposo a letto e sull’idratazione: è importante bere tanta acqua, come in tutte le infezioni virali.
Acetaminofene
Il farmaco di prima scelta contro la febbre e il dolore è l’acetaminofene.
Per l’edema testicolare
Negli adolescenti o adulti con parotite, in particolare di sesso maschile, possono verificarsi dolori ed edemi articolari e dolori e gonfiori ai testicoli: a volte si prescrive prednisolone per risolvere questa complicanza. Se il dolore testicolare è molto intenso esistono particolari sospensori che alleviano i sintomi. Un farmaco noto come interferone alfa 2b è stato usato per prevenire l’ negli uomini con edema testicolare da parotite.

Il medicinale omeopatico specifico per il trattamento della parotite è Mercurius solubilis o Phytolacca, nota anche come ‘mercurio vegetale’ per le indicazioni terapeutiche simili. Alcuni rimedi sono utili per prevenire o controllare le eventuali complicanze della parotite. In ogni caso è necessaria la valutazione del medico.
Prevenzione
Mercurius solubilis 9CH5 granuli, 1 volta al dì, per 2-3 settimane, in caso di epidemia.
Esordio
Belladonna 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 3 ore. Esordio brutale, molto doloroso. Localmente la pelle è arrossata e calda. La bocca è secca. Spesso va prescritta in associazione con Mercurius solubilis.
Ferrumphosphoricum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbre poco elevata con fenomeni di congestione locale (dolore auricolare, tosse secca, alternanza di congestione e pallore a livello del viso).

Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore, alternando con Belladonna. Diradare in base al miglioramento,
parotite, l’Aercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Il mercurio solubile introdotto in omeopatia dallo stesso Hahnemann è considerato il rimedio specifico della parotite. Infiammazione della parotide e delle ghiandole salivari con saliva abbondante, densa, filante e fetida, con gusto metallico in bocca. Febbre con brividi e sudorazione fetida che non dà sollievo.
Phytolacca Decandra 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Parotite associata ad arrossamento del faringe, adenopatia regionale e disfagia.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per una settimana, nella fase di risoluzione e per prevenire le complicanze. Parotite associata ad arrossamento della gola, dolore nella deglutizione, ingrossamento dei linfonodi regionali.
Complicanze
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora ora. Risentimento meningeo con cefalea intensa e rigidità nucale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Prevenzione e cura di pancreatite, orchite, ovarite.
Trifolium repens 3 DH 20 gocce, 2 volte al dì. Viene utilizzato nel soggetto adulto per prevenire l’orchite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo similarmente alla Medicina occidentale, ma nella parte terapeutica si distingue in quanto disperde gli agenti esterni Vento o Calore, mobilizza le energie sui –
Meridiani e naturalmente seda il dolore che può insorgere.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
HE GU;
HA CHE;
WAIGUAN;
YI FENG;
ER JIAN.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, albicocche fresche,
anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del paziente) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, le uova e i latticini non biologici, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B1 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus addophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio sotto forma di gem moderi va to, nella dose di 50 gocce al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne Fazione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata nella dose di 6 g in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per aiutare a combattere l’infezione, nei casi lievi, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per potenziare l’azione dei preparati fìtoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di
Pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 15:32:39.

ULCERA GASTRO DUODENALE 180x149 - ULCERA GASTRO-DUODENALE

ULCERA GASTRO-DUODENALE

L’ peptica è una perdita di sostanza che può interessare la mucosa dello stomaco ( gastrica) o del duodeno ( duodenale), quest’ultima più frequente della prima. Ormai è assodato che la causa principale di questa malattia è l’infezione da Helicobacter pylori. L’ peptica – gastrica e duodenale – è una malattia cronica la cui storia naturale è caratterizzata da cicatrizzazioni (anche spontaneamente) e ricadute successive, nonché dalla comparsa di complicazioni, come l’emorragia e la perforazione. Ebbene, eliminare il batterio in questione determina la guarigione pressoché definitiva della malattia e una drastica riduzione delle ricadute. Il sintomo classico è il dolore epigastrico, cioè alla bocca dello stomaco. Nell’ gastrica questo dolore è sordo, compare precocemente subito dopo il pasto, o addirittura può peggiorare con l’ingestione del cibo; nell’ duodenale, invece, il dolore è bruciante, si manifesta a digiuno oppure durante la notte e tende ad attenuarsi con l’assunzione di cibo. In altri casi il disturbo doloroso non è così caratterizzato, eventualmente accompagnato o sostituito da altri
sintomi: senso di ripienezza, digestione lenta, inappetenza, nausea. L’altra causa più frequente di ulcera peptica è l’assunzione dei FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei, che possono danneggiare la parete gastrica sia direttamente, per il danno prodotto dal farmaco a contatto con la mucosa gastrica, sia attraverso una riduzione dei meccanismi di difesa.

DA SAPERE
• L’insieme dei disturbi che caratterizzano l’ulcera peptica è in genere intermittente, episodico, intervallato da periodi di benessere della durata di alcuni mesi, con riacutizzazione dei disagi che sono prevalentemente stagionali, in primavera e in
autunno.
• L’infezione da Helicobocter pylori viene acquisita precocemente durante l’infanzia e tende poi a persistere per tutta la vita.
• La predisposizione genetica, i fattori ambientali come il fumo e gli stress psicologici (da problemi familiari e sul lavoro) possono favorire lo sviluppo dell’ulcera nelle persone portatrici dell’infezione da Helicobocter pylori.
• È famosa la “dieta in bianco”, in passato largamente prescritta dai medici. Ma le odierne conoscenze sulle cause dell’ulcera e la disponibilità di farmaci assai potenti (capaci di contrastare la secrezione gastrica e il corteo dei sintomi) hanno ridimensionato drasticamente il ruolo dell’. Anche perché diete troppo ristrette possono soltanto peggiorare la condizione psicologica del paziente ulceroso.

Il convenzionale ha lo scopo di ridurre la recidiva ed eliminare il dolore: è molto importante interrompere l’eventuale uso di antinfiammatori non steroidei (FANS) ed eliminare l’infezione con H. Pylori spesso associata all’ulcera.
Attenzione!
Se è presente ulcera consultare subito il gastroenterologo in caso presenza di sangue nel vomito o nelle feci.
Stile di vita
Smettere di fumare e di bere alcolici è procedura fondamentale, così come evitare di assumere e FANS. È importante la riduzione dello stress, eventualmente con tecniche di respirazione e meditazione.
Trattamento dell’ulcera causata da H. Pylori
La presenza del batterio H. Pylori può essere determinata con esami del sangue: la terapia si basa su antibiotici e inibitori della pompa protonica come omeprazolo e bismuto. La combinazione di antibiotici è di solito amoxicillina, claritromicina e metronidazolo. Se il paziente sta assumendo FANS una copertura farmacologica con misoprostolo, che diminuisce l’acidità gastrica e protegge la mucosa dello stomaco, è raccomandabile.
Bloccanti H2
Per le ulcere non associate a H. Pylori o FANS, cimetidina e ranitidina (bloccanti H2) rappresentano la scelta.
Chirurgia
Per l’ulcera duodenale è possibile ricorrere a una vagotomia; le ulcere gastriche complicate che non abbiano risposto a trattamenti medici aggressivi vengono a volte trattate con gastrectomia subtotale.

L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa digestiva con rimedi specifici, ma soprattutto di modificare le caratteristiche generali del soggetto che sono alla base della tendenza alla recidiva.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Iris versicolor 9 CHS granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento della gastrite e dell’ulcera gastrica caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a
Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Kali bichromicum 7 CH 5 granuli 2-3 volte al dì. Ulcera profonda ad aspetto circolare con i bordi netti, a stampo. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello gastrico e il desiderio di birra, mal tollerata. Il dolore può comparire immediatamente dopo il pasto o attenuarsi in seguito all’assunzione di cibo.
Nitricum acidutn 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Ulcera gastrica lineare con fondo sottostante che tende a sanguinare facilmente durante l’indagine endoscopica. Da un punto di vista generale si tratta spesso di soggetti con tendenza alla depressione.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da una stasi di Qi, da una stasi di Xue,da un deficit di Qi di Stomaco da Fuocodi stomaco o da un deficit di Yin dello Stomaco. Lo scopo della terapia è principalmente mirato a riequilibrare le funzionalità dell’organo Stomaco, sedare il dolore e mobilizzare il Qi e lo Xue.
Nel caso di ulcera da stasi di Qi pnti importanti sono:
NEI GUAN;
QI MEN;
TAI CHONG;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali biologici non integrali (come orzo periato, farro decorticato, miglio, amaranto, riso Basmati) e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo. È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso Basmati, pasta di kamut, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale magro arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i cereali integrali, la crusca, i prodotti da forno a base di farine integrali e lievito chimico e/o di birra, i salumi e gli insaccati, i formaggi stagionati non biologici, la caffeina, gli alcolici, le spezie, i cibi piccanti, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, per tenere sotto controllo i sintomi e il decorso della malattia, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per uno/due mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione della gastroscopia.

Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose, è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati, l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
Per alleviare l’irritazione della mucosa gastrica, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti.
È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia e sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare la dose indicata per evitare l’insorgenza di diarrea acuta. Non somministrare nei casi di ulcere sanguinanti.

 

Originally posted 2014-10-08 15:20:13.

Psoriasi 180x154 - Psoriasi

Psoriasi

La è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Le cause non sono ancora del tutto conosciute: si ritiene che a determinare questa affezione concorrano svariati fattori, di tipo genetico, immunologico e ambientale. Le lesioni sono tipiche: si presentano in genere come chiazze arrossate ricoperte da squame biancastre. Queste presenze possono essere invalidanti per le ripercussioni psicologiche che comportano: le alterazioni cutanee finiscono per provocare imbarazzo e difficoltà nei rapporti sociali, sino a scatenare stati ansiosi e depressivi. Sebbene la possa coinvolgere qualunque parte del corpo, le regioni colpite con maggiore frequenza sono: l’interno dei gomiti e dietro le ginocchia, la zona lombo-sacrale, l’area tra i glutei, le unghie e il cuoio capelluto. Le lesioni psoriasiche non sono associate a dolore e il prurito può comparire in alcune fasi della malattia. Molti studi clinici hanno segnalato come nel 30-40% dei casi la si manifesti o tenda a peggiorare in concomitanza di eventi fortemente stressanti. La gran parte dei pazienti sviluppa le lesioni tra i 20 e i 30 anni. La può assumere forme speciali: l’eritrodermia psoriasica è una variante particolarmente grave in cui la malattia è estesa a tutto il corpo, con lesioni dal rosso vivo al bordeaux ed edema; meno comune è la pustolosa, contrassegnata dalla presenza di numerose pustole a capocchia di spillo di colorito bianco latte; piccole chiazze rotonde ovali disseminate su tutto il corpo caratterizzano la  guttata (compare in genere nei bimbi e nei giovani adulti, spesso dopo un mal di gola da streptococco); e c’è anche chi presenta una malattia reumatica infiammatoria cronica associata alla ( artropatica) in cui coesistono mani e piedi gonfi arrossati e pelle secca e squamosa.

LUOGHI COMUNI
È assolutamente falsa l’opinione (purtroppo diffusa) che la psoriasi sia una malattia infettiva e contagiosa.

Eliminare le cause
Lo stress può scatenare gli episodi di psoriasi: di questo tenere conto per ridurre il rischio di recidiva. Alcuni farmaci possono provocare psoriasi: sono i beta-bloccanti, il litio, gli antimalarici. È utile eliminare il glutine e il burro dall’, talvolta i supplementi di vitamina D3 possono migliorare la situazione.
Esposizione al sole
Di solito i bagni di sole migliorano la psoriasi, a patto che si usi adeguata protezione. L’esposizione a UVB 3 volte alla settimana e PUVA orale (psoralene più A ultravioletti) 2 o 3 volte alla settimana sono efficaci.
Trattamenti topici
Fare un bagno tiepido ogni giorno con sapone senza detergenti e applicare lozioni prive di profumo e idratanti a ph adatto subito dopo il bagno. I corticosteroidi topici possono dare una breve remissione, ma la loro efficacia diminuisce con l’uso. La desquamazione può essere migliorata con acido salicilico al 2/10%.
Per psoriasi grave
Il metotrexate sistemico a 25 mg/settimana può essere utile nella psoriasi severa. È necessario il parere di uno specialista.

Il omeopatico può integrare l’approccio convenzionale nei confronti della psoriasi, soprattutto nel controllarne l’evoluzione grazie alla somministrazione di rimedi ad attività profonda. Vengono descritti solo alcuni dei medicinali utilizzati nella cura della psoriasi.
Arsenicum album 9CH5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dall’anidride arseniosa è di prima scelta nel trattamento della lesione psoriasica caratterizzata da secchezza, aspetto squamoso con desquamazione fine, furfuracea. Caratteristica è l’evoluzione cronica, influenzata favorevolmente dal sole e dalla stagione estiva. È adatto in particolare a soggetti ansiosi e agitati che disperano della possibilità di guarire.

Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Psoriasi con desquamazione lamellare. L’eruzione si manifesta in soggetti magri e deboli con pelle secca e fredda.
Graphites 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il rimedio delle forme di psoriasi localizzate a livello delle pieghe di flessione e con tendenza all’infezione, così come della localizzazione palmo-plantare o del cuoio capelluto. Spesso sono presenti le caratteristiche generali di tendenza al sovrappeso, alla stipsi e alla intensa freddolosità.
Sepia 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Psoriasi fissurata, facilmente sanguinante. Psoriasi localizzata a livello ungueale. Caratteristica è la marcata tendenza depressiva.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, da lunedì a venerdì, in associazione alla terapia convenzionale orale. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Generalmente si tratta di soggetti che hanno sempre caldo. Hanno tendenza alle alterazioni del metabolismo (diabete, gotta, obesità, calcolosi epatica e renale) e alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Si tratta di una patologia autoimmune e la Medicina tradizionale cinese distingue le sue possibili cause in Vento-Umidita-Calore e deficit di Xue.
Lo scopo della terapia è la dispersione degli agenti esterni, l’eliminazione del prurito, la dispersione del Vento interno e la mobilizzazione di Xue.
Si tratta di una terapia molto efficace che in circa 2 cicli riesce a diminuire la presenza cutanea delle lesioni di circa il 60/70%.
Punti importanti da utilizzare sono:
DAZHUI;
QUCHI;
XUE HAI;
YIN LING QUAN;
BAI CHONG WO;
FENG SHI;

GE SHU;
HE GU;
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
ZU SAN LI.
Più i punti A SHI in corrispondenza delle lesioni e i punti del Sistema Auricolare di Polmoni, Simpatico, Sottocorticole, Surreni e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da ettettuare almeno 3 volte alla settimana da ripetere a distanza di 60/90 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti, per aumentare l’idratazione della pelle e alleviare la sintomatologia.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale, che privilegi i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).

Dare la preferenza ai cibi a elevato contenuto di sostanze antiossidanti, come frutta c verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Alimenti da evitare Kliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, i piatti dei fast-food, gli alimenti a elevata percentuale di sale, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o conlenenti acidi grassi trans, dadi da brodo, le bibite, gli alcolici, il caffè e il tè nero.
Nella fase acuta evitare formaggi stagionati, cioccolata, cacao, spinaci e rabarbaro.
Integrazione alimentare
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Hioiinu 50 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne
contiene 37 mg);
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti. Questo preparato fitoterapico può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Per la sua azione depurativa e rimineralizzante è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
Per alleviare la desquamazione e l’irritazione cutanea può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano (30%), miscelato latte d*Aventii! 10%), Ribes Nigrum (20%) e con olio alla Calendula (40%): preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 ml di olio di mandorle dolci,
25 ml di olio di enotera (mettere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare).
In fase acuta, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana ( Amamclide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte ai giorno, diluite in poca acqua oligominerale, lontano dai pasti. Ricca di tannini, mucillagini e colina, aiuta a combattere l’infiammazione.
Nei pazienti in cui la malattia interessa zone circoscritte del corpo, può essere preparata una pomata a base di infuso concentrato di Aparine (2 cucchiai di foglie e sommità fiorite, in 100 mi di acqua demineralizzata, portata a ebollizione; dopo 20 minuti di infusione, filtrare c lasciare raffreddare), 3-4 cucchiai, miscelati con 2 cucchiaini di olio di Iperico e 1 cucchiaino di centrifugato di carota biologica. Applicare, con un delicato massaggio, la pomata sulla cute e lasciare agire per circa 30 minuti.
Quindi, asportarla con un batuffolo di cotone inumidito con latte detergente alla Calendola^ sciacquare con acqua tiepida, asciugare e stendere un unguento a elevata concentrazione di Aloe.

Originally posted 2014-10-10 12:51:58.

Vene varicose 180x180 - Vene varicose

Vene varicose

Sono dilatazioni delle vene superficiali a carico degli arti inferiori. Per una predisposizione individuale e familiare, le pareti venose possono risultare intrinsecamente deboli, e tendono a dilatarsi sotto gli stimoli più vari (per esempio, la gravidanza o lo stare in piedi troppo a lungo, quando cioè le gambe devono sopportare una pressione sanguigna molto alta; anche il sovrappeso e l’obesità sono fattori importanti che condizionano in modo determinante la comparsa di ). Si crea un’incontinenza delle valvole, dislocate lungo il tragitto delle vene, e cruciali per consentire al sangue venoso di progredire dagli arti inferiori verso il cuore: quando non riescono più a chiudersi correttamente, la colonna sanguigna tende a “refluire”, cioè a tornare verso il basso, e a ristagnare. I sintomi sono rappresentati da un senso di tensione all’arto o agli arti colpiti; compare anche un gonfiore della caviglia nelle ore serali, e talora crampi notturni. Affiorano lo sfiancamento della vena (che nel gergo medico si chiama ectasia) e, nel tempo, una colorazione brunastra della pelle, con infiammazioni ricorrenti della cute e del tessuto sottocutaneo
(ipodermiti): effetto dovuto al ristagno di emoglobina – il pigmento contenuto nei globuli rossi – nei tessuti dell’arto. Il gonfiore dovuto alle vene varicose si accentua nel corso della giornata, riducendosi normalmente di notte, poiché la posizione sdraiata aiuta il ritorno del sangue in direzione del cuore.

ETIMOLOGIA
Il termine varix in latino significa storto, termine che fa riferimento al frequente aspetto serpiginoso che assume la vena colpita dalle varici.
COMPLICAZIONI
Se non viene adeguatamente trattata, la sintomatologia tipica di chi soffre di varici agli arti inferiori può portare, nel corso del tempo, ad alterazioni più gravi: alla comparsa di varicoflebiti, e nei casi più seri, a un’, lesione cutanea che compare nelle aree cutanee più fragili o dopo traumi sulla pelle dell’arto.

Prevenzione
La prevenzione è la base fondamentale per il delle vene varicose: stare in piedi troppo a lungo, la gravidanza e l’obesità aumentano molto il rischio. Le vene varicose sono anche ereditarie. Indossare calze elastiche durante il giorno e tenere il più possibile la gambe in alto è un buon metodo preventivo se si hanno fattori di rischio. La perdita di peso aiuta molto.
Vene varicose acute
Il trattamento prevede l’applicazione topica di corticosteroidi, soprattutto perché le vene varicose acute possono essere accompagnate da dermatite. È importante controllare che non si sviluppino infezioni.
Vene varicose croniche
La scleroterapia prevede l’iniezione di solfato di sodio per distruggere la vena: se non funziona si ricorre alla chirurgia che prevede diverse tecniche come la legatura, lo stripping e il laser.

Nel trattamento dell’insufficienza venosa degli arti inferiori sono indicati dei rimedi omeopatici con attività elettiva a livello di vasi venosi (Calcarea fluorica, Fluoricum acidum, Hamamelis virginiana. Pulsatilla).
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Pesantezza agli arti inferiori. Emorroidi. Tendenza alla stasi venosa e alla lombalgia in soggetti sedentari.
Calcarea fluorica 5 CH5 granuli, 2 volte al dì. Le varici rappresentano una manifestazione non reversibile di cui è possibile stabilizzare l’evoluzione o sopprimere i disturbi funzionali. È il rimedio adatto per l’insufficienza venosa su base costituzionale e predisposizione familiare da deficit di tessuto elastico a livello della parete vascolare. Insufficienza venosa con varici. Ulcera varicosa. Eczema varicoso con cute anelastica, infiltrata, distrofica.
Fluoricum acidum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Varici pruriginose con sensazione di bruciore alle gambe. Ulcere varicose con prurito intenso. Aggravamento con il calore. Miglioramento con il freddo e le applicazioni fredde.

Hamamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Vene congeste, turgide, sensibili e dolenti. Sensazione di indolenzimento locale, come da contusione o sensazione di vene che scoppiano. Comparsa di ecchimosi anche per traumi modesti. Caratteristico è l’aggravamento con il caldo.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Acrocianosi delle estremità che sono fredde e di aspetto marmoreo. Dilatazione dei capillari da rallentamento della circolazione periferica delle piccole vene, in giovani donne dalla carnagione chiara con tendenza alle manifestazioni catarrali. Tendenza ai geloni. Miglioramento camminando all’aria aperta.
Vipera 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sensazione dolorosa come di vene che scoppiano e dolorabilità intensa al semplice contatto. Tromboflebite superficiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tramite l’uso di fitopreparati agisce in questo disturbo con due azioni, una consiste nella tonificazione delle pareti venose, la seconda nel controllare la dilatazione delle stesse.
cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae……………12 g
Radix Angelicae Sinensis……………….10 g
Radix Paeoniae Alba………………….10 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 g

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di
prima spremitura a freddo.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica).
Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i formaggi non biologici, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti di grassi trans, le spezie e i cibi piccanti.
Limitare l’apporto del sale e degli alimenti che ne sono ricchi (leggere le etichette).
Evitare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Selenio 80 mcg al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA

Molto utile risulta essere l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in un bicchiere di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio, lontano dai pasti privilegiando la mattina a digiuno, il pomeriggio (tra le 17.00-18.00) e la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. Oppure unire 50 gocce a un litro di acqua e sorseggiare nel corso della giornata.
Per la sua azione tonico-venosa, può essere somministrato l’estratto fluido di Achillea nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto.
Un rimedio utile, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal Calamo aromatico (Acorus calamus), per uso topico, con il quale effettuare frizioni rinfrescanti e tonificanti, tre/quattro volte al giorno.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può contribuire ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia (azione tonico-venosa, antiflogistica, capillaro-protettrice).

Per aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-09 10:57:56.

Mal di schiena 180x180 - Mal di schiena

Mal di schiena

La lombalgia è il dolore al basso dorso, tra i bordi dell’arcata costale e i limiti dei muscoli glutei (i cuscinetti muscolari delle natiche). In genere, le cause del dolore lombare sono dovute generalmente alle scorrette posture tenute per lungo tempo (quando, tipicamente, si lavora al computer per ore), all’eccessiva tensione dei muscoli causata dallo stress fisico e psicologico, allo scadente tono muscolare (addominale, lombare e dorsale) e al sovrappeso.
La sedentarietà, in altre parole, è un fattore preminente nello scatenamento della lombalgia. A generare il c’è poi la degenerazione e la fuoriuscita del disco intervertebrale. Il dolore è spesso il primo sintomo, il campanello d’allarme, con caratteristiche assai variabili. Parte dal tratto lombare o sacrale della colonna, come una sensazione di pesantezza, di fitta acuta, continua o periodica, che s’irradia generalmente verso il gluteo. Dipende da una stimolazione del nervo e spesso è associato a un’importante contrattura riflessa della muscolatura paravertebrale, che a sua volta è responsabile di un “blocco”: il famigerato “colpo della strega”, che immobilizza il paziente e lo costringe al riposo forzato. Tra le cause figura pure la stenosi del canale lombare, un restringimento della galleria attraverso cui scorre il midollo spinale, nella sua parte centrale o nelle zone più laterali (da dove fuoriescono le radici dei nervi). Strozzamento sufficiente a determinare la compressione dei tronchi nervosi.

ANATOMIA
Il disco intervertebrale è una struttura costituita da un anello esterno fibroso e da un ”cuore” gelatinoso centrale. I dischi funzionano come ammortizzatori naturali, impedendo alle vertebre di entrare tra loro in frizione e assorbendo la pressione esercitata sulla colonna. L’ernia si produce quando la parte centrale di questi cuscinetti forza la cintura periferica e fuoriesce dalla sua sede abituale, toccando le guaine di un nervo, e causando dolore o veri e propri deficit neurologici a carico del tono e della forza muscolare o della sensibilità.

Trattare il mal di schiena significa prima di ogni altra cosa capirne la causa: il dolore provocato da uno stiramento muscolare ha una terapia molto diversa da quello legato a un’ernia discale. Lo scopo del è chiarire se il mal di schiena non derivi da cause gravi, poi alleviare i sintomi.
Stiramento muscolare
Lo stiramento muscolare è la causa più comune di mal di schiena. La terapia include la rieducazione posturale, esercizi fisici per rinforzare i muscoli addominali e la perdita di peso per evitare carichi eccessivi sulla schiena. Massaggi, applicazioni calde e chiropratica possono essere utili.
Il rilassamento muscolare ottenuto con il supplemento alimentare di aspartato di magnesio può ridurre lo spasmo. 1 farmaci più usati per curare il mal di schiena sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS); analgesici narcotici (oppiacei) possono in alcuni casi rendersi necessari.
Miorilassanti come la ciclobenzaprina risolvono le contratture severe.
Nel mal di schiena cronico si ricorre a volte a iniezioni locali o epidurali.
Ernia discale
Le ernie vertebrali possono essere causa di mal di schiena. Il trattamento è conservativo, cioè non chirurgico, nella maggior parte dei casi. Il riposo assoluto per 48 ore è fortemente raccomandato e i farmaci più usati sono i FANS; i corticosteroidi e i miorilassanti possono rendersi necessari per trattamenti a breve termine. In caso di sintomatologia severa la chirurgia può essere l’unica soluzione.

Il mal di schiena può comparire bruscamente a seguito di uno sforzo, anche banale oppure dopo un raffreddamento. La forma può risolversi completamente o recidivare a distanza. La presenza di una lombalgia cronica esige una diagnosi ben definita prima di iniziare il trattamento adatto. L’omeopatia completa l’approccio convenzionale e si basa su rimedi della lombalgia acuta e recidivante. La scelta del medicinale omeopatico si basa sulle condizioni scatenanti e sulle caratteristiche
dei sintomi.

Lombalgia acuta
Arnica 7 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Contrattura muscolare dolorosa dopo sforzo eccessivo o dopo esercizio fisico violento.
Bryonia 5 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. Dolori vivi, lancinanti o trafittivi, aggravati con il movimento. Miglioramento con l’immobilità assoluta ed il riposo.
Disci ìumbares 4 CH 1 fiala perlinguale al dì. Si tratta di un organoterapico indicato nella lombalgia recidivante dovuta ad artrosi lombare oppure alla sofferenza discale.
Rhus toxicodendron 9o 15 CH 5 granuli anche ogni 2 ore. Lombalgia o lombosciatalgia acuta, insorta dopo sforzo eccessivo, come il sollevare un peso, dopo un esercizio muscolare violento o dopo esposizione al freddo umido. È presente contrattura muscolare e sensazione di rigidità.
Agitazione ansiosa che impedisce di restare a letto immobile.
Lombalgia cronica
Calcarea fluorica 30 CH 1 monodose ogni 1 -2 settimane. Rigidità e dolore lombare dovuti ad artrosi lombare.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Dolore intenso con sensazione di debolezza della regione lombare. Talvolta la sintomatologia insorge durante o dopo una gravidanza, dopo perdita o incremento di peso. Aggravamento con il freddo. Caratteristica è la stanchezza generale con sudorazione al minimo sforzo.
Radium bromatum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Dolore profondo associato a sensazione di debolezza lombare. Miglioramento con il movimento lento e progressivo. È considerato uno dei rimedi elettivi nel trattamento del mal di schiena conseguente ad artrosi lombare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo relazionandolo ai principali dolori che si hanno a carico del rachide vertebrale dorso-lombare.
Le cause possono essere il Freddo-Umido, una stasi di Xue e un deficit di Qi del Rene.
Nel caso di Freddo-Umido lo scopo della terapia è la dispersione del Freddo-Umido, sedando il dolore, sciogliendo la muscolatura contratta e punti importanti sono:
DA CHANG SHU;

DA ZHUI;
SHEN SHU;
WEIZHONG.
Nel caso di stasi di Xiu Io scopo della terapia è la mobilizzazione dello stesso, sedando del dolore e punti importanti possono essere:
DA CHANG SHU;
GE SHU;
SHEN SHU;
WEIZ HONG.
Se invece la causa riguarda un deficit di Qi del Reni lo scopo della terapia, oltre a sedare il dolore, consiste nel tonificare il Qi e punti importanti sono:
DA CHIANG SHU;
MING MEN;
SHEN SHU;
WEIZ HONG.
Si consiglia un ciclo terapeutico da effettuare in giorni consecutivi, per migliorare la sintomatologia e sedare il dolore potrebbero essere sufficienti 2/3 applicazioni.
cinese
Formula: DU HUO II SHENG WAN
Radix Angelicae Pubescentis……………10 g
Ramulus Loranthi…………………..15 g
Radix Gentianae Macrophyllae…………10 g
Radix Ledebourieìiae…………………10 g
Herba Asari………………………..3g
Radix Angelicae Sinensis………….-…..10 g
Rizoma Ligustici Chuanxiong…………..10 g
Radix Rehmaniae…………………..12 g
Radix Achyranthes Bidentatae………….10 g
Cortex Eucomniae…………………..10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Cinnamomi…………………..3 g
Radix Ginseng………………………5g
Radix PaeoniaeAlba………………….6 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5 g
Posologia: 3-4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Alimenti consigliati Nei casi in cui il mal di schiena è causato dal sovrappeso è consigliabile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di acidi grassi saturi, privilegiando i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati e/o secchi, la soia e i derivati, la frutta e la verdura biologiche e di stagione, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il lattee lo yogurt naturale magro.
Se è associato alla rachialgia, incrementare il consumo di alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Per alleviare la sintomatologia muscolare privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, boro e magnesio, come le carni di agnello, maiale, manzo e lacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati, le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli e il cacao.
Alimenti da evitare Evitare, fino al miglioramento del quadro clinico, i salumi, gli insaccati, i formaggi, la caffeina (caffè, tè e coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a
20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germedigrano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore si può essere ricorrere all’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella do- se di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consi-
gliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Se è associato a uno stato di tensione neuro-muscolare può essere utilizzato l’Hypericum perforatum, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno lontano dai pasti.
Se il dolore è localizzato in regione lombosacrale può essere utile un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Coprire con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per la sua azione antinevralgica può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Per alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Edera, nel- la dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 10:36:35.