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Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel sangue e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un dolore localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da , è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.

Farmaci
Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, aspirina, acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’ sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un trattamento più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.

Intestino irritabile 180x180 - Intestino irritabile

Intestino irritabile

Colon irritabile, colonpatia spastica, colite spastica, colite… Tante etichette per definire un disturbo del tutto benigno, registrabile nel 15-20% della popolazione generale e che può fiaccare il paziente con dolori (in genere nel basso addome a sinistra) e difficoltà nell’andare di corpo. C’è chi accusa soprattutto diarrea, chi, invece, è afflitto dalla stipsi, mentre in altre persone i due problemi s’alternano. L’intestino non è colpito da danni materiali, “fisici”: semplicemente non funziona a dovere. Tant’è che si dice che la malattia è “funzionale”. Questa sindrome (indicata con la sigla IBS, dall’inglese, Irritoble Bowel Syndrome) è più frequente nelle donne (tra i 20 e i 40 anni), con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi, e non riconosce una causa certa: sicuramente più elementi entrano in gioco nel determinarla (i fattori genetici, le abitudini alimentari incongrue, lo stile di vita sedentario, l’emotività della persona). È possibile rilevare delle alterazioni della motilità intestinale, che s’associano a un’alterata percezione del dolore viscerale (i pazienti mostrano una suscettibilità esasperata perfino alla distensione addominale prodotta dai gas che normalmente si formano durante la digestione). Nonostante la cronicità, il disturbo non sfocia mai in alcuna complicanza.

IDENTIKIT
Per identificare la Sindrome dell’, la comunità scientifica fa riferimento ai cosiddetti “Criteri di Roma”, per cui gli elementi da considerare sono principalmente.
• il dolore/fastidio addominale ricorrente negli ultimi tre mesi;
• il miglioramento del disagio con la defecazione;
• i cambiamenti nella frequenza dell’evacuazione;
• i cambiamenti nella forma e consistenza delle feci.

Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare può creare qualche problema all’inizio, ma è molto utile nel lungo periodo. È bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto è importante capire quale cibo sia irritante in ogni singolo caso. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.
Ridurre lo stress
La sindrome del colon irritabile dipende molto dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.
Farmaci
Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). La diarrea cronica può essere trattata con alcuni nuovi farmaci che agiscono sui recettori della serotonina, nei paesi dove essi sono stati approvati. Dieta e stile di vita rappresentano le terapie migliori e in caso di spasmi è utile usare farmaci antispastici.

Il omeopatico prevede l’utilizzo di  con attività sintomatica per le manifestazioni funzionali localizzate a livello intestinale e più profonda a livello emozionale e comportamentale.
Garbo vegetabilis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con dolori a crampi e flatulenza. Caratteristica è la sensazione che tutti gli alimenti si trasformino in gas.
China 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con borborigmi e tensione dolorosa. Diarrea con emissione di gas. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti.
Colocynthis 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Gonfiore addominale con coliche violente che obbligano a piegarsi in due. Diarrea. Emissione di gas che non danno sollievo.

Ignatia 9 CH5 granuli, 1-3 volte al dì. Irritabilità, ansia, palpitazioni, dispnea sospirosa, senso di nodo alla gola, insonnia, umore variabile. Manifestazioni dolorose spastiche a livello del colon. Iperestesia e ipersensibilità alle emozioni e ai dispiaceri.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali. È il rimedio della flatulenza eccessiva della parte alta dell’addome, che si manifesta subito dopo l’assunzione di cibo. Talvolta si associa una sintomatologia dolorosa da ernia iatale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali.
Difficoltà digestive caratterizzate da senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo localizzato soprattutto nella parte inferiore dell’addome con intolleranza per le costrizioni e congestione del viso dopo il pasto. Il rimedio è adatto a soggetti ansiosi, autoritari, meticolosi.
Momordica 5 CH 5 granuli al bisogno. È il rimedio del dolore localizzato a livello del colon discendente a sinistra, associato a notevole meteorismo con accumulo di gas.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Tensione dolorosa della parte alta dell’addome con sonnolenza e flatulenza dopo il pasto. Tendenza alla stitichezza in soggetti nervosi, iperattivi, impazienti, intolleranti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato da agenti esterni quali Freddo-Umido, Umidità-Calore, da contaminazioni alimentari, da un deficit a carico degli organi Milza, Stomaco, Rene e Fegato.
Lo scopo della terapia è quindi di disperdere gli agenti esogeni, armonizzare le energie, sedare il dolore, bloccare la diarrea, eliminare le eventuali tossine, tonificare Milza, Stomaco, Rene e Fegato e punti importanti possono essere:
FENG CHI;
QU CHI;
TIAN SHU;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI;
DA ZHUI;
HE GU;

YANG LING QUAN;
SHANG JU XU;
XIA JU XU;
GUAN YUAN;
LIANG MEN;
SAN YIN JIAO;
ZUSANLI;
QI HAI;
YIN GU;
TAICHONG;
NEI GUAN;
Si consiglia un ciclo di IO applicazioni da effettuare almeno 2 volte settimana.
cinese
Formula: TONG XIE YAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba………………….6g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….4,5 g
Radix Ledebouriellae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare e alle carni, uova e latticini “magri” e fermentati provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di triptofano, come il latte parzialmente scremato, le patate cotte in forno con la buccia, i semi di girasole, le zuppe di pomodoro fresco, i prodotti a base di cereali integrali macinati a pietra e lievitati naturalmente, la polpa di zucca gialla, le rape e il cavolo.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso Basitati, Hocchi d’avena, pasta, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici, miele vergine integrale, olio di lino e di noci di prima spremitura a freddo.

Alimenti da evitare. Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la crusca, i cornflakes, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, le carni conservate, il tonno in salamoia, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Nella fase acuta evitare il consumo di salumi, insaccati, i formaggi stagionati, i vegetali, le uova e i latticini non biologici, di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mat-
tino, prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi prò teolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nelle persone ansiose, per le quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e difficile da tenere sotto controllo, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti. Questo preparato fitoterapico può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti, sul Sistema Nervoso centrale, antibatteriche e spasmolitica intestinale (in particolare sulla muscolatura dell’ileo). È consigliabile, per potenziare l’azione sulla microflora intestinale, consumare all’interno del pasto, un prodotto a base di latte fermentato e arricchito con probiotici, come lo yogurt naturale magro e il kefir.
Nei casi in cui si manifesta inappetenza e astenia è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per alleviare gli spasmi (il dolore crampiforme) a livello del tratto gastrointestinale, può essere somministrata la Chelidonium majus (Celidonia), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti principali.

Originally posted 2014-10-15 10:18:15.

Obesità 180x180 - Obesità

Obesità

Le cifre relative alle persone attualmente obese sono a tal punto allarmanti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “globesità”. Nel nostro Paese 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni risultano in sovrappeso. Il criterio di classificazione per il sovrappeso e l’ è basato sul Body Mass Index (BMI), l’Indice di massa corporea. Si calcola dividendo il peso corporeo in kg per il quadrato dell’altezza in metri. Per esempio, una persona che pesa 100 kg ed è alta 170 cm, avrà un BMI di 34,6 (100:1,7 x 1,7). Secondo la classificazione attualmente in uso si parla allora di: sottopeso (BMI inferiore a 18,5), normopeso (BMI superiore a 18,5 e inferiore a 25), sovrappeso (BMI superiore a 25) e (BMI superiore a 30). In Occidente, dopo il fumo, è il più comune fattore di rischio per patologie croniche: in particolare, aumenta il rischio di diabete (non insulino-dipendente), malattie cardiovascolari e neoplasie (la ragione va ricercata nel fatto che il tessuto adiposo è ricco di aromatasi, un enzima che può modificare gli ormoni prodotti dal surrene e agire negativamente sulla proliferazione di alcuni tessuti; l’associazione -rischio oncologico è forte nel carcinoma del colon, della mammella, dell’endometrio, del rene e dell’esofago).

LA RICERCA
L’obesità è una malattia cronica, in cui interagiscono fattori biologici, comportamentali e sociali. L’eccessivo introito calorico (quando le calorie assunte con la dieta superano quelle consumate dall’organismo), gli errori nelle abitudini alimentari (per
esempio, l’incremento del consumo giornaliero di alimenti ricchi soprattutto di grassi saturi, proteine animali e zuccheri semplici), la riduzione dell’attività fisica (per la prolungata immobilità dettata dal lavoro al computer e il massiccio utilizzo dei mezzi di trasporto) e, infine, le complesse e frequenti problematiche psicologiche (il cibo come rifugio, come risposta all’ansia, alla depressione, allo stress nervoso, la dieta come soluzione magica del proprio malessere) hanno sicuramente promosso un
ambiente obesogenico, che ci espone al rischio-obesità. Ma grazie alle moderne indagini disponibili, sia di visualizzazione dell’attività cerebrale, sia di biologia molecolare, oggi sappiamo che esistono complesse relazioni tra il tessuto adiposo, accumulato in periferia, e le aree localizzate prevalentemente nell’ipotalamo, nelle strutture profonde del cervello. In pratica, malgrado la generale tendenza a incasellare l’obesità come un problema di “comportamento vorace” e scarsa forza di volontà, le più recenti evidenze scientifiche dimostrano ora che i fattori genetici giocano un ruolo dominante nel determinare il peso corporeo (entro un certo ambiente). Ovvero: il moderno punto di vista è che l’obesità non costituisce semplicemente e soltanto una conseguenza aberrante della civiltà del benessere o degli stili di vita errati. In realtà è una malattia insita nel patrimonio genetico della specie umana. E dunque lo studio dell’alterato dialogo tra adipocita e cervello avrà sicuramente un ruolo di primo piano nella ricerca futura di una soluzione a quest’epidemia globale.

Il dell’obesità include modifiche nello stile di vita che aumentano il consumo di calorie e ne diminuiscono l’assunzione. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), così come alcuni farmaci, possono creare insulinoresistenza: il metabolismo di conseguenza rallenta e aumenta la produzione di cellule di grasso. I disturbi alla base dell’ingrassamento andrebbero identificati e risolti. Il va scelto in base all’indice di massa corporea (BMI) e al rapporto altez-
za/peso.
Dieta
È importante consultare uno specialista per ricevere una prescrizione dietetica mirata. Le ricerche più credibili indicano che concentrarsi sull’indice glicemico favorisce la perdita di peso. In generale, nel trattamento dell’obesità si riducono le calorie e si scelgono alimenti che non aumentino significativamente il livello di glicemia nel sangue. L’uso di farmaci o integratori volti a favorire la perdita di peso non è consigliabile perché non aiuta a perdere peso naturalmente, con mantenimento successivo del peso raggiunto.
Esercizio fìsico
È molto importante includere nella routine quotidiana l’attività fisica. Trenta minuti di esercizio aerobico al giorno dovrebbero essere obbligatori: si può scegliere l’esercizio più gradito, a patto che venga svolto con regolarità. Camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta e fare esercizio sul cross trainer sono le attività aerobiche più utili.
Mangiare responsabilmente
È utile mangiare solo a tavola e non davanti alla televisione (comunque mai fuori pasto) e focalizzare l’attenzione su ciò che si sta mangiando (sapore, profumo, provenienza, freschezza). È fondamentale ascoltare il proprio corpo e capire quando si è sazi.
Farmaci
In caso di BMI superiore a 30 (o superiore a 27,5 in persone che abbiano anche gravi problemi di salute) può essere utile la prescrizione di farmaci specifici per la perdita del peso. L’orlistat riduce l’assorbimento dei grassi e può provocare spiacevoli perdite di feci maleodoranti come effetto collaterale; è indicato se l’alimentazione ha un alto contenuto di grassi. La sibutramina è appropriata per ridurre l’appetito. L’antidepressivo tìuoxetina può contribuire alla perdita di peso.

Supplementi
Il 5 idrossitriptofano è un derivato del triptofano che aumenta la serotonina e diminuisce il desiderio di carboidrati: l’assunzione di 50 mg 3 volte al giorno prima dei pasti contribuisce a mantenere il rispetto della dieta. Anche il tè verde può ridurre l’appetito.
Chirurgia
Per un BMI superiore a 40 la chirurgia serve a ridurre il rischio immediato per la salute: gli interventi possibili sono il bendaggio gastrico (esistono varie tecniche per questo intervento), il palloncino intragastrico, la diversione biliopancreatica, il bypass gastrico distale o Roux a Y. Si ricorre a chirurgia quando un’obesità gravissima mette in immediato pericolo la salute.

L’omeopatia può essere di aiuto nell’approccio integrato al soggetto obeso, basato su alimentazione sana, esercizio fisico regolare e stile di vita corretto. Vengono indicate le caratteristiche costituzionali di alcuni omeopatici.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida
della costituzione definita carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali. Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. L’andatura è rigida e regolare. L’addome appare globoso. II carbonico è calmo, apatico, sedentario, pigro, talora sonnolento, dominato dall’inerzia. Lamenta una marcata freddolosità.
Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica, al diabete e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell azotemia.
Graphites 9 CH 5 granuli una volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza.
A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Presenta colorito rosso e cute calda. È combattivo, impulsivo e passionale.
Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, sovrappeso, obesità, calcolosi) ed alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).
Thuya 9 o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. La tuia è una pianta della famiglia delle Conifere indicata soprattutto in soggetti di sesso femminile con tendenza all’obesità del tronco, alle formazioni tumorali benigne a livello cutaneo e alle infezioni urinarie e genitali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo eccessivo accumulo di grasso nei tessuti può essere causato da un deficit di Qi di Milza e Stomaco, da Umidità e da Fuoco di Stomaco. Lo scopo della terapia è di riequilibrare le funzionalità degli organi Milza e Stomaco, attraverso la dispersione di Umidità e Fuoco, oltre che regolare il metabolismo idrico e lipidico e controllare la fame nervosa.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI;
FENG LONG;
SHUI FEN;
YIN LING QUAN;
ZHI GOU;
LIANGQIU;
NEI GUAN;
NEI TING;
SHEN TING;
XING JIAN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di ipotalamo, il punto fame. Stomaco e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” (come ricotta, fiocchi di latte e crescenza light), pesce pescato in mare (4-5 volte alla settimana, privilegiando merluzzo, nasello, branzino, orata, dentice, cernia, pesce spada) e carne magra biologica (petto di pollo, fesa di tacchino, lonza di maiale sgrassata, vitello e coniglio). Incrementare l’apporto quotidiano di fibre sotto forma di frutta (mele, pere, pesche e peschinoci con la buccia, papaia, mango, kiwi, uva, albicocche e ciliegie), verdura cruda (carote, finocchi, tutti i tipi di insalata, spinaci novelli, rape, sedano) e cotta (catalogna, tutti i tipi di cavolo, broccoli, cavolfiore, bietole), fiocchi e crusca d’avena, zuppe di cereali (segale, farro,kamut,grano saraceno) e legumi (non frullate). Integrare la dieta abituale con aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crucifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancio, rosmarino.
Alimenti da evitare Evitare Ì salumi, gli insaccati, i formaggi (esclusi quelli a basso apporto di lipidi), la panna, il burro, lo strutto, i cornflakes, il tonno in salamoia, le fritture, i preparati venduti nei List -food, i prodotti industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, gli alcolici, i cibi a base di farine raffinate, le patate, tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), lo zucchero (saccarosio), i dolciumi, i gelati, le bibite, i piatti pronti (compresi quelli surgelati).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dosedi 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per la sua azione depurativa (per facilitare l’eliminazione dei cataboliti: i prodotti di “scarto” del metabolismo) può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatorium nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale a elevato contenuto di calcio e magnesio, circa 30 minuti prima dei pasti, privilegiando la mattina a digiuno.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
Nei casi in cui è associata una dislipidemia e per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul(o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È sconsigliata negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
Per ridurre l’appetito e facilitare il drenaggio dei liquidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia {Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia, sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare le dosi consigliate, un sovradosaggio, infatti, può provocare diarrea acuta.

Originally posted 2014-10-13 15:44:49.

Strappo muscolare 180x180 - Strappo muscolare

Strappo muscolare

Lo è una lesione caratterizzata dalla rottura di un numero variabile di fibre muscolari. Sono gli arti inferiori, soprattutto, le sedi più comuni di questo danno, che può essere classificato in tre gradi in rapporto all’entità della lesione. Nelle forme di primo grado, soltanto poche fibre muscolari risultano coinvolte; il danno anatomico è dunque modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che s’accentua durante la contrazione attiva e l’allungamento muscolare passivo. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un’importante perdita di forza o limitazioni del movimento. Nella lesione muscolare di secondo grado il numero di fibre muscolari colpite è maggiore; il dolore è sicuramente più acuto e insorge durante una violenta contrazione del muscolo; s’accompagna a un’impotenza “funzionale” più o meno accentuata. Infine, la lesione di terzo grado comporta un danno ingente a un alto numero di fibre muscolari: in questo caso vi è una interruzione della massa muscolare. Tale lesione si avverte al tatto come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l’entità della rottura. Il dolore è violentissimo, è presente gonfiore e i movimenti sono impossibilitati.

In presenza di uno strappo muscolare è necessario che il medico valuti l’entità del danno: esistono tre gradi di
gravità. La lesione di 1° grado interessa la rottura di meno del 5% delle fibre muscolari, la lesione di 2° grado
è una rottura sia di fibre che di fascicoli muscolari, la lesione di 3° grado è la rottura totale o semi-totale del muscolo.
L’ematoma è tanto più vasto quanto maggiore è il numero delle fibre muscolari interrotte.

Terapia
La terapia consiste nel riposo assoluto, nell’applicazione di ghiaccio e nella compressione della zona lesionata. Successivamente si valuta l’entità del danno con un’ecografia. La riabilitazione deve essere tempestiva, e nelle prime fasi serve per decontrarre il muscolo e ridurre l’infiammazione.

Il omeopatico dei traumi muscolari è basato sull’uso sistematico di Arnica montana, sia per via topica che generale» eventualmente associato ad altri .

Trattamento locale
Arnica montana si usa solo se la cute è integra. Evitare l’applicazione in caso di ferita. Arnica ha un tropismo elettivo per il tessuto muscolare (contusione» indolenzimento) e per i vasi capillari (ecchimosi, ematoma). Definita ‘panacea lapsorum’, panacea dei traumi, è indicata nei traumi in generale, nelle contusioni, distorsioni, cadute e indolenzimento muscolare. Si consiglia di utilizzare preparati topici, sotto forma di gel o pomate, a base di arnica, da applicare ripetutamente nel corso
della giornata, per calmare il dolore, ridurre l’edema, controllare lo stravaso di sangue e accelerare il processo riparativo.

Trattamento generale
Arnica 7 CH 5 granuli ogni 2 ore per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. Arnica montana è il medicinale omeopatico di ogni trauma fisico: caduta, contusione, distorsione, ferita, frattura, intervento chirurgico, parto, sforzo muscolare abnorme, strappo
muscolare. Caratteristica è la sensazione di contusione e di indolenzimento locale e diffuso. La sintomatologia dolorosa peggiora con il movimento e il contatto della regione interessata dal trauma.

China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza con Arnica montana, per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Il trauma contusivo riguarda regioni particolarmente ricche di terminazioni nervose. Il dolore si irradia lungo il decorso del nervo.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello muscolare con stravaso emorragico, migliorato con le applicazioni fredde o di ghiaccio. È il rimedio da associare e alternare con Arnica montana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La terapia in agopuntura è molto efficace se effettuata nell’immediato, cioè fino a 24/48 ore dopo la lesione.
Lo scopo della terapia, oltre che sedare il dolore, è di favorire una rapida cicatrizzazione del tessuto muscolare e
una ancor più rapida guarigione dello stesso.
I punti che vengono utilizzati sono quello A SHI, in corrispondenza della regione dolorosa e interessata, oltre che a:
TAI XI;
TAI CHONG;
YANG LINGQUAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare in giorni consecutivi.

cinese
Formula: BU ZHONG YI QI WAN
Radix Astragali Manchuriensis…………..15 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….5 g
Radix Codorwpsis Pilosulae……………..10 g
Radix Angelicae Sinensis……………….10 g
Pericarpium Citri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Cimicifugae……………………3 g
Radix Bupleuri……………………….3g
Rizoma Atractylodes Macroc…………….10 g
Posologia: 3-4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare le fonti di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca,
come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Dare la preferenza ai cibi a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Eliminare gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alimenti a elevato apporto di sale e di grassi saturi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno (in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione), con una integrazione di Vitamina B1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno, Vitamina B3 15-20 mg al giorno e Vitamina B5 10 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (fino alla scomparsa dei sintomi);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Nella fase acuta, dopo aver applicato per almeno un’ora la borsa del ghiaccio, può essere utile un delicato massaggio con 50 gocce di Arnica TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Per alleviare il dolore e ridurre l’edema infiammatorio applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Se la lesione traumatica è stata particolarmente intensa può essere somministrato il Gallium aparine, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione analgesica e antiflogistica può essere usata la Vite rossa, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-07 16:19:09.

SINDROME PREMESTRUALE 180x180 - SINDROME PREMESTRUALE

SINDROME PREMESTRUALE

Si chiama così un complesso di disturbi che precedono di alcuni giorni nizio della mestruazione. Molti sono i sintomi – fisici, psicologici e comportamentali – che caratterizzano questa condizione: variazioni del tono dei Tumore (con peggioramento nelle ore serali), mal di testa, tensione al seno coliche addominali, ritenzione di liquidi, aumento dell’appetito, con una voglia impellente di carboidrati, letargia, affaticamento eccessivo, significativa perdita d’energia… Tipicamente i sintomi emergono durante la fase luteinica (che corrisponde alla seconda metà del ciclo e che segue l’ovulazione). A questi disagi fisici si associano i disturbi di evidente origine “nervosa”: dalla depressione all’aggressività, dall’isolamento sociale alla perdita del desiderio sessuale, dalle crisi di pianto immotivate alla difficoltà di concentrazione. Le cause all’origine di questo complesso di sintomi non sono del tutto note. Volta per volta sono state avanzate svariate ipotesi: fluttuazioni degli estrogeni e del progesterone, deficit della vitamina B6, alterato equilibrio idrosalino per le modificazioni ormonali complesse, ipoglicemia transitoria, disfunzioni della tiroide. È stato osservato, inoltre, che la sintomatologia ha un’intensità maggiore nelle donne che presentano, nella fase luteinica del ciclo, più elevati livelli di progesterone e minori quote di estrogeni. Di certo, si tratta di un disturbo rilevante, che può anche ripercuotersi notevolmente sulla vita sociale e familiare della donna. È più frequente dopo i 30 anni e può ulteriormente peggiorare nel periodo premenopausale.

DA SAPERE
C’è una forma di “sindrome premestruale” particolarmente impegnativa, invalidante che colpisce il 4-6% delle donne. È contrassegnata dalla rabbia e dalla collera, dalla tensione interiore sorda, dall’estrema irritabilità e vulnerabilità, e dalla tendenza a iperreagire anche al minimo fattore di disturbo. Viene inibita la capacità di autocontrollo: emergono la violenza verbale e una crescente distruttività. Si tratta di una tempesta ormonale che gli psichiatri hanno definito “sindrome disforica della fase luteale tardiva”. È considerata addirittura una condizione attenuante, soprattutto nei confronti degli atti di violenza compiuti all’interno della famiglia. Questo grave disagio tende a peggiorare nei dieci anni prima della menopausa.

Stile di vita
perdere peso se esiste sovrappeso e smettere di fumare rappresentano le prime procedure utili per ridurre i sintomi. Altre strategie includono l’esercizio fisico quotidiano e la riduzione della caffeina e del consumo di alcol. Un’alimentazione ricca di isoflavoni (soia), fibre, cereali integrali e libera da cibi raffinati e grassi animali allevia i dolori.
Supplementi
Aspartato di magnesio alla dose di 400 mg al giorno, calcio idrossiapatite alla dose di 1500 mg al giorno e vitamina B6 alla dose di 50 mg al giorno sono i supplementi dimostratisi utili.
Farmaci
Si prescrivono di solito contraccettivi orali e antidepressivi (inibitori selettivi del reuptake della serotonina, SSRI); anche progesterone e/o estrogeni possono alleviare i sintomi se somministrati per via transdermica (cerotto, gel). Se ci sono sintomi molto gravi è possibile usare anti infiammatori non steroidei (FANS), antidolorifici, bromocriptina per la tensione mammaria, beta bloccanti e ansiolitici per l’ansia.

La grande variabilità della sintomatologia esige un trat-tamento omeopatico personalizzato che si basa sulle caratteristiche individuali in assenza di sintomi collaterali.
Actea racemosa 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione al mestruo. Rimedio essenziale per la regolazione ormonale femminile adatto per l’aggravamento marcato in fase premestruale che si accentua durante tutta la durata del mestruo. Dolore ovarico durante l’ovulazione. Dolore del seno. Alternanza di eccitazione e depressione. Frequente è la dismenorrea. Oltre alla tensione dolorosa del seno e alla pesantezza pelvica è caratteristica la sensibilità alla pressione delle prime vertebre dorsali e la loquacità.
Bovista 9CH5 granuli, al dì, dall’ovulazione al mestruo. Cellulite e ritenzione idrica premestruale. Ovulazione emorragica.
Follicolinum Si consiglia la diluizione 15CH,5 granuli, dall’ovulazione al mestruo, se il mestruo è abbondante; la diluizione 7 CH, 5 granuli, dall’ovulazione al mestruo, se il mestruo è scarso. Disturbi prima del mestruo. Ritenzione idrica. Aumento di peso. Tensione addominale. Dolori diffusi. Irritabilità e nervosismo. Follicolinum è l’ormone diluito secondo il metodo di preparazione omeopatica che svolge un ruolo essenziale nel  della sindrome premestruale, caratterizzata da alterazioni dell’umore, disturbi a livello genitale e mammario, algie di sede ed intensità variabili.
Lachesis 15CH5 granuli al dì, nella fase premestruale. Questo rimedio è caratterizzato dal miglioramento netto di tutti i disturbi con la comparsa della mestruazione. In particolare nella fase premestruale aggravano i sintomi psichici, come aggressività, alternanza di eccitazione e depressione, suscettibilità.
Natrum muriaticum 9CH5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione al mestruo. È uno dei più frequentemente indicati nel trattamento della sindrome premestruale. Aumento di peso. Ritenzione idrica. Lombalgia. Tendenza alla tristezza e alla depressione. Caratteristica è la secchezza delle mucose che si alterna con una eccessiva secrezione di muco normale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la sindrome premestruale può insorgere a causa di un deficit di Qi di Xue, a un deficit di Yin di Fegato e Rene oppure da una stasi di Qi di Xue.
Lo scopo della terapia è ripristinare una corretta funzionalità degli organi Fegato e Rene e ad una mobilizzazione e tonificazione del Qi di Xue.
Punti importanti che possono essere utilizzati sono:
BAI HUI;
PI SHU;
SANYINJIAO;
SHEN MEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG;
ZU SAN LI;
GAN SHU;
TAI XI;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in
mare e carne magra biologica.
Dopo l’ovulazione integrare l’alimentazione quotidiana con cibi a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare la sintomatologia, privilegiando i cereali integrali (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati (latte, tofu e tempeh).
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite).
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, 10 zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Per alleviare i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (in particolare la dispepsia e la stipsi), che possono manifestarsi già al termine dell’ovulazione, può essere utile assumere un prodotto a base di Aloe in compresse (seguire la posologia indicata sulla confezione e/o prescritta dal medico curante).
Nei casi in cui il disturbo è correlato al meteorismo e alla inappetenza, può essere assunta la Genziana, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, circa 30 minuti prima dei pasti.
Se il sintomo principale è rappresentato dalla depressione può essere utilizzato YHypericum perforatumy sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti. È consigliabile effettuare il trattamento fino al termine del flusso mestruale.
Per alleviare i disturbi, grazie alla sua azione veno-tonica, la Capsella bursa-pastoris (Borsa del Pastore), sotto forma di TM, nella dose di 25- 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, dopo i pasti, può essere assunta circa una settimana prima del flusso mestruale. Il trattamento può essere protratto fino al termine dell’emorragia uterina e può essere effettuato a cicli di tre/quattro mesi, casi in cui il disturbo è correlato con la dismenorrea, soprattutto se la paziente si presenta agitata e irritabile, può essere assunta la Camomilla comune, sotto forma di TM, nella dose di 30-40 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima o dopo i pasti.

 

Originally posted 2014-10-09 15:59:26.

Rinite 180x159 - Rinite

Rinite

Le riniti sono processi infiammatori che coinvolgono le mucose delle cavità nasali. Possono manifestarsi in forma acuta e cronica e provocano segni e sintomi tipici: ostruzione nasale, rinorrea (ovvero la secrezione mucosa dal naso), lacrimazione e starnuti, una serie di disturbi che può essere accompagnata da mal di testa. Classicamente vengono divise in allergiche e non (quest’ultime provocate nella maggior parte dei casi da agenti virali – il comune raffreddore – o da agenti irritanti). Nelle riniti allergiche l’infiammazione che colpisce la mucosa nasale consegue a una reazione immunitaria specifica nei confronti di svariate sostanze estranee (allergeni), come pollini o acari della polvere. I sintomi allergici di questa affezione si possono manifestare nel giro di pochi minuti o dalle 4 alle 10 ore dopo l’esposizione. Quando la allergica diventa cronica, i pazienti finiscono per accusare un sonno disturbato dovuto alla cattiva respirazione legata alla congestione nasale, con evidenti ripercussioni sulle attività del giorno dopo, contrassegnate dalla stanchezza diurna, dalla sonnolenza e dall’incapacità di concentrarsi. La
allergica è una patologia frequente nell’età pediatrica: i bambini presentano tosse, starnuti, prurito e congestione nasale, mal di gola, alitosi e affaticamento respiratorio. Non soltanto: nel piccolo paziente l’ostruzione persistente può persino alterare lo sviluppo del massiccio facciale, a causa della continua respirazione notturna a bocca aperta, il palato si deforma alterando l’equilibrio tra le arcate dentarie.

DA SAPERE
• La rinite allergica, trasformandosi in uno stato cronico di infiammazione con ostruzione nasale, si associa ad altre patologie delle alte e basse vie respiratorie: particolarmente importante è la compresenza dell’asma (ed è dimostrato che il miglioramento della rinite allergica si accompagna a una riduzione dei sintomi asmatici). Chi si ritrova alle prese con questo disturbo può anche soffrire di polipi nasali. Inoltre, la rinite allergica è presente in circa un terzo dei casi di sinusite cronica.
•  Lo chiamano “saluto allergico”: è l’atteggiamento di chi, soffrendo di rinite allergica,si sfrega ripetutamente il naso con il dorso della mano per provare ad alleviare il prurito e ripristinare in qualche modo un adeguato flusso d’aria.

Evitare le sostanze che provocano allergia.
È opportuno non esporsi troppo ai pollini o alle sostanze volatili presenti nell’ambiente esterno in alcune stagioni, ed eventualmente usare filtri per la casa. Ridurre al minimo la polvere negli ambienti domestici o comunque frequentati d’abitudine, badando a usare materassi e cuscini in materiali adatti e usando un umidificatore, permette di migliorare molto i sintomi. Gli animali domestici vanno lavati e spazzolati con regolarità, per evitare che perdano troppo pelo. Se si usa l’umidificatore, ricordare di mantenere un’umidità del 35% circa, evitando di esagerare: l’eccessiva umidità peggiora la rinite.
Lavaggi nasali
Usare una soluzione salina fatta da un cucchiaio da tavola di sale per ognitazza grande di acqua distillata: aspirare leggermente l’acqua e soffiare il naso ( una narice per volta); è possibile anche usare una siringa per instillare l’acqua nel naso.
Supplementi
Assumere 1000 mg di quercetina (flavonoide) 3 volte al giorno. Ricordare di prendere le giuste dosi di vitamina C (500 mg/1 g al giorno), aggiungere zinco e vitamine A ed E alla dieta 4 gdi EPA DHA (omega 3) al giorno è molto utili.
Alimentazione
Evitare i grassi animali, le spezie, il lievito e il glutine.
Farmaci
Esistono steroidi topici che si somministrano nel naso che possono migliorare molto i sintomi. Utili anche gli antistaminici orali, l’azelastina topica, il sodio cromoglicato in combinazione con mucolitici e decongestionanti. Le terapie servono per i sintomi, ma non possono eliminare le cause della rinite.


La scelta del rimedio più adatto per la cura della rinite deve considerare le varie fasi evolutive di tale affezione. primi sintomi è consigliabile utilizzare Anas barbafiae, quando compaiono starnuti e ostruzione nasale, talvolta associati a febbre, sono indicati Aconitum, Belladonna
Nux vomica, mentre successivamente quando compare la rinorrea acquosa è spesso utile ricorrere ad Allium cepa. Quando le secrezioni hanno carattere mucoso viene consigliato Kali bichromicum, mentre se sono mucopurulente richiedono Kali bichromicum o Pyrogenium.
Fase iniziale
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni ora. È il medicinale omeopatico dell’esordio del raffreddore dopo esposizione a freddo brusco, freddo secco o vento, comparsa di brividi e starnuti, con secchezza della mucosa.
Febbre senza traspirazione. Sete intensa e agitazione ansiosa.
Anas barbariae 200 K un tubo dose, appena possibile. Ripetere ogni 6 ore, per 3 volte. Raffreddore ai primi sintomi. È anche il bioterapico consigliato per prevenire le malattie da raffreddamento. In questo caso si consiglia di assumere un tubo dose una volta ogni due settimane nel- la stagione umida e fredda.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Dopo esposizione a freddo umido, esordio brutale di brividi e senso di raffreddamento generale.
Starnuti e sensazione di naso secco. La noce vomica è indicata soprattutto nella fase iniziale del raffreddore.
Rinite con secrezione acquosa
Allium cepa 15 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Starnuti con abbondanti secrezioni acquose nasali, brucianti, irritanti, escorianti le narici. Aggrava con il calore e migliora con l’aria fresca.
Rinite mucosa
Kali bichromicum 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Secrezioni mucopurulente giallo-verdastre, vischiose e aderenti. Soffiando il naso si ha l’espulsione di tappi elastici, duri e aderenti.
Rinite purulenta
Hepar sulfur 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rinite mucopurulenta associata a febbre.
Pyrogenium 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Raffreddore con febbre, tendenza alla suppurazione, miglioramento con il calore locale.

Nei casi di rinite allergica, può essere utilizzata la Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Nei casi di infezione virali, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata, nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 14 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. In alternativa può essere somministrato il Ligustro, sotto forma di estratto secco, nella dose di 1 cps, tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per le sue proprietà antiossidanti e in caso di allergie, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 10:55:17.

ipersonnia 180x180 - Ipersonnia

Ipersonnia

Si chiamano così quelle malattie caratterizzate da un eccesso di sonno.
Due sono le condizioni di particolare importanza per la loro frequenza e per gli effetti disturbanti sulla vita del paziente. La narcolessia e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. La narcolessia è una patologia cronica contraddistinta da attacchi di sonno durante il giorno. Queste crisi sono improvvise, irresistibili, di breve durata (al massimo 15 minuti) e colgono la persona in qualunque momento della giornata, persino nelle circostanze meno appropriate: nel corso di una conversazione, alla guida della bicicletta, durante il lavoro, mentre si sta aspettando l’autobus. Un altro fenomeno che si accompagna a questi attacchi di sonno è la cataplessia, ovvero un’improvvisa perdita del tono muscolare; spesso questi attacchi cataplettici sono scatenati dalle emozioni (riso, collera, sorpresa). Si manifestano anche allucinazioni “ipnagogiche”: sono esperienze sensoriali intense e vive (spesso dalle tinte angosciose), false percezioni che possono coinvolgere la vista e l’udito, ma anche tutti i sensi e che il soggetto vive nella fase di dormiveglia. Ancora, la narcolessia si caratterizza per le cosiddette paralisi del sonno, episodi che si verificano durante l’addormentamento o al risveglio, e consistono nella sensazione angosciante di non potersi muovere pur essendo svegli.
Una diurna, poi, è quella che interessa le persone alle prese con la sindrome delle apnee ostruttive del sonno: in certi individui, e in particolare quelli con una ostruzione delle vie aeree superiori, il sonno presenta ripetuti episodi di apnea prolungata. A causa di questa frequente interruzione si verifica una aumentata sonnolenza durante il giorno.

La diagnosi di ipersonnia non è semplice: è necessario che vengano escluse cause diverse di aumento della sonnolenza prima di decidere una terapia. Lo specialista per la diagnosi si basa sugli studi del sonno, che dovrebbero comprendere la registrazione dei periodi di sonno per più settimane e il monitoraggio continuo del sonno per 24 ore (preferibilmente 36 ore): questi studi permettono di definire le caratteristiche del sonno normale e di buona qualità, e di escludere le malattie che
possono provocare una sonnolenza diurna. Una valutazione psichiatrica è comunque necessaria a differenziare l’ipersonnia associata alla depressione, che può presentarsi con sintomi simili.
Sonnellini diurni
Una buona igiene di vita con sonnellini diurni programmati aiuta a diminuire gli episodi di ipersonnia fastidiosi o pericolosi.
Farmaci
Il modafìnil, agonista alfal adrenergico, è il farmaco più usato (dose 200/400 mg). In situazioni specifiche si usano l’efedrina, le amfetamine, il metilfenidato, la pemolina.

Per trattare il disturbo opposto all’insonnia caratterizzato dal bisogno irrefrenabile di dormire anche durante il giorno esistono alcuni medicinali omeopatici specifici. Nelle forme più marcate si consiglia l’uso sistematico di Nux moschata.
Graphites 9 CHS granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale, l’indifferenza e la sonnolenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività. Solitamente tali manifestazioni sono l’espressione di una ridotta attività della tiroide.
Lycopodium clavatum 5CH5 granuli prima dei pasti. È il medicinale omeopatico indicato per i soggetti con alterazioni digestive con senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo con intolleranza per le costrizioni a livello addominale, congestione del viso dopo il pasto e sonnolenza che si manifesta appena terminato di mangiare. Ama le bevande calde e desidera i dolci. Il riposo dopo il pasto tende a peggiorare Tumore.
Nux moschata 15 CH 5 granuli al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di sonnolenza diurna anormale ed irresistibile. Caratteristica è la confusione mentale e la perdita della memoria. Sonnolenza durante la gravidanza. Sonnolenza negli anziani. Sonnolenza da uso di psicofarmaci, accompagnata da secchezza della bocca.
Nux vomica 15 CH 5 granuli al giorno. Sonnolenza dopo il pasto che migliora con un breve riposo. Disturbi del ritmo sonno veglia conseguente a ‘surmenage’ e abuso alimentare di sostanze stimolanti o eccitanti in sedentari. Risveglio verso le tre del mattino con pensieri relativi alle responsabilità ed alla famiglia. I disturbi del sonno sono frequenti in grossi mangiatori e bevitori. La sonnolenza è più evidente una o due ore dopo un pasto abbondante.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo come un’alterazione a livello delle funzionalità degli organi Cuore, Stomaco e Fegato e lo scopo della terapia è una regolazione di queste alterazione, oltre a un rasserenamento dello Shen e a una dispersione di agenti patogeni esogeni.
Grande utilità si ritrova nell’uso di prodotti in cicli di terapie che si possono ripetere a seconda del miglioramento.
Fitoterapia cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Officinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g

Radix aconiti Preparatae……………….3 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di giorni.

Consigli dietetici

Alimenti consigliati. Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottoposti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di bioflavonoidi, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno.
Integrare la dieta abituale con alimenti a elevato contenuto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo degli alimenti a elevato apporto di grassi saturi (come latticini, salumi e insaccati, burro e strutto).
Evitare le fritture, i piatti dei fast-food, i cibi piccanti, le spezie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno;
Inositolo 1 gal giorno.

FITOTERAPIA

Se il disturbo è correlato a una condizione di iponutrizione, può essere somministrato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti.
Nei casi in cui il disturbo rappresenta una conseguenza di una situazione di stress psico-fisico intenso e prolungato, grazie alla sua azione psicostimolante, può essere utilizzata la Damiana (Turnera aphrodisiaca) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 10 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, in un’unica somministrazione al giorno, preferibilmente la mattina, a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui l’ipersonnia è correlata con una perdita dell’appetito, associata a un lieve calo ponderale, può essere somministrata l’Avena Sativa (TM, 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno).
Se la depressione rappresenta la causa principale può essere utilizzato l’Hypericum perforatum (Iperico), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti.
Se l’ipersonnia è correlata a disturbi della funzionalità epatica può essere utile assumere il Cardo mariano (Silybum marianum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei due pasti principali.
Nelle forme lievi, possono essere utilizzati infusi, decotti o tisane a base di Tiglio, Melissa, Meliloto, Camomilla, Passiflora, Valeriana, Fiori d’arancio. Lavanda.

Originally posted 2014-10-15 09:35:32.

Jet Lag 180x168 - Jet Lag

Jet Lag

È l’insieme dei disturbi che colpisce chi affronta i viaggi aerei lunghi, attraversando vari fusi orari (generalmente dai cinque in su). Ciò porta a una dissociazione tra gli stimoli percepiti nel nuovo contesto ambientale e quelli dettati dal ritmo biologico. L’organismo umano organizia le proprie funzioni in base all’alternanza del giorno e della notte, seguencb ritmi che vengono definiti “circadiani” (ossia circo diem: della durata di un domo). Fra le attività corporee che si sintonizzano su queste frequenze circadiane, scandite dal passaggio luce/buio, la più manifesta è senz’altro l’alternanza sonno/veglia, o anche l’innalzamento/abbassamento della temperatura corporea. A queste variazioni corrisponde un preciso aumento o una diminuzione dei livelli di melatonina nel sangue, che toccano lo zenit nel cuore della notte e il minimo nelle ore diurne di piena illuminazione. È insomma la melatonina a segnalarci – quando la luminosità cala – che è ora di riposare, e che e giunto il momento di tarare al minimo certi parametri fisiologici, come la temperatura corporea e la pressione del sangue. È chiaro, allora, che quando si attraversano più fusi orari, come nei voli transoceanici, questo orologio biologico non riceve più segnali di luce e di buio congrui, secondo i ritmi familiari. Da qui il complesso di disturbi caratteristici che coglie il viaggiatore i primi giorni dopo l’arrivo: sfasamento del sonno, inappetenza, stanchezza, performance mentali e fisiche ridotte, irritabilità, problemi gastrointestinali.

LA MELATONINA
E il regista del nostro orologio biologico: un ormone prodotto dall’epifisi, una piccola ghiandola, posta al centro del cervello, del volume di un pisello edall’aspetto di un frutto di pino (e che non casualmente si chiama anche ghiandola pineale). La sintesi di melatonina avviene a partire dal triptofano, un aminoacido essenziale (bisogna cioè assumerlo con la dieta, perché l’organismo non è in grado di p odurlo). La melatonina, in realtà, viene elaborata non soltanto dall’epifisi: anche la retina oculare, l’intestino e le piastrine provvedono a fabbricarla.

La terapia della sindrome da consiste nella regolazione del ritmo sonno/veglia nei periodi di lunghi viaggi.
Melatonina
È un ormone prodotto da una ghiandola alla base del cervello: viene prodotto di notte, nell’oscurità. Può essere somministrato senza effetti collaterali particolari (non deve essere assunto da persone affette da sclerosi multipla e malattie autoimmuni), e va somministrato con cautela in chi soffre di depressione, convulsioni, disturbi neurologici e da chi assume farmaci anti ipertensivi. Induce il sonno, a patto che la persona stia in ambiente buio dopo l’assunzione.
Farmaci ipnotici
In casi particolari è possibile, per periodi di tempo molto limitati, fare uso di farmaci che inducono il sonno, ma è necessaria la prescrizione del medico.

Lo stress derivante dal cambio di fuso orario (Jet lag) esprime in maniera significativa e completa la condizione di disagio più spesso caratterizzata da insonnia e spossatezza psicofisica. L’approccio omeopatico nei confronti della sindrome da Jet lag si basa oltre che sulle caratteristiche del malessere anche sulle modificazioni dello stato emozionale e del comportamento del soggetto, come eccitazione, paura, preoccupazione conseguente al viaggio. Il medicinale omeopatico più frequentemente indicato e di prescrizione sistematica è Cocculus indicus.
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi e ai disturbi conseguenti al cambio del fuso orario. Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora. Nausea e vomito con vertigini violente, associati a debolezza profonda. Il soggetto ha la sensazione che il collo non riesca a reggere il capo e che le giacchia siano molli. È il principale rimedio omeopatico da prescrivere in maniera sistematica per i disturbi conseguenti al cambio di fuso orari (Jet lag). Esistono in commercio preparati complessi a base di Cocculus indicus, Nux vomica, Petroleum e Tabacum adatti per prevenire e curare i disturbi delle chinetosi e del cambio di fuso orario.

Gelsemium 30 CH 1 dose unica alla vigilia della partenza. Tendenza alla chinetosi in soggetto insicuro di sé. Viene preso dalla paura o dal panico al momento della partenza con tremori e diarrea.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. È adatto a chi è particolarmente eccitato in previsione del viaggio.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi. Da assumere sistematicamente. Tabacum 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora. Pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vertigini e svenimento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo correlandolo principalmente al Sistema Nervoso. Sarebbe importante nonché molto efficace effettuare il ciclo terapeutico appena prima di un eventuale viaggio e fare altrettanto all’arrivo.
Punti importanti che possono essere utilizzati per riequilibrare la funzionalità del Sistema Nervoso e dell’organo Rene sono:
NEI GUAN;
HE GU;
ZU SAN LI;
QI QUAN;
TAI XI;
TAI CHONG.
Più i punti del Sistema Auricolare di SHEN MEN e NAO GAN.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Aumentare il consumo di cibi ricchi di beta-carotene (frullati di albicocche, frutti di bosco, fragole, papaia e/o mango, passati e/o centrifugati di asparagi, carote, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane cotte in forno), bioflavonoidi (frullati di ciliegie e/o more, grano saraceno in chicchi tostato e frullato) vitamina C (frullati e/o centrifugati di kiwi, fragole, mango, papaia e/o ribes nero e passati di ‘ ci), magnesio (banane, creme a base di mandorle o nocciole, pas-
sati a base di piselli, fagioli o soia gialla) e triptofano (fesa di tacchino alla piastra, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri).
Nel pasto successivo al viaggio aereo dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alcuni giorni prima del viaggio aereo, integrare la dieta con buone fonti di cobalto, come bietole, cavolo, crescione, fichi, grano saraceno, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci.
Alimenti da evitare. Eliminare la caffeina, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Prima di un viaggio aereo evitare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i salumi, gli insaccati, i formaggi, i piatti pronti (compresi quelli surgelati), la carne in scatola e il tonno in salamoia.
Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (purz ài 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno.

Nelle persone ansiose, o sottoposte a stress psico-fisico intonso e prolungato, nelle quali il disturbo può essere
Particolarmente fastidioso e difficile da gestire, si può stilizzare la Valeriana, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, se il disturbo è correlato a disturbi digestivi (epatici e/o gastrointestinali) come per esempio la dispepsia, il meteorismo e la stipsi) può essere utilizzato il Taraxacum offìcinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare. Può essere associato un infuso preparato con sommità fiorite di Fumaria (20%), Taraxacum offìcinalis (20%), foglie e radici di Cardo mariano (20%), sommità fiorite di Achillea (20%) e foglie e sommità fiorite di Tè di Giava (20%).
Può essere dolcificato con miele vergine integrale di lavanda, oppure con succo puro d’agave, evitando lo zucchero raffinato e di canna. È consigliabile assumere 300 mi dopo il primo pasto effettuato al termine del viaggio aereo.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di angoscia, nervosismo, insonnia, può essere utilizzata Y Arancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.
Se il paziente manifesta palpitazioni e irritabilità, che possono aggravare il problema, può essere utilizzato il Melilotus offìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-14 10:38:15.

Otite 180x172 - Otite

Otite

L’ media è un infezione che colpisce l’orecchio medio, ossia la cavità che contiene la catena degli ossicini (martello, incudine, staffa) e che è collegata alla parte alta della faringe dalla tuba di Eustachio. Particolarmente frequente fino ai tre anni di età, la forma acuto è di solito preceduta da un’infezione virale delle prime vie respiratorie (un forte raffreddore o una faringite) È dovuta all’azione di batteri e quelli più comunemente coinvolti sono lo Streptococcus pneumonioe, l’Haemophilus influenzoe e la Moroxella Catarrhalis. I fattori che favoriscono l’infezione sono molteplici: la frequenza degli asili nido e delle scuole materne, il ricorso all’allattamento artificiale, una predisposizione familiare, con casi di infezioni dell’orecchio nei genitori o nei fratelli, la stagionalità (le otiti medie acute sono più frequenti nel periodo invernale proprio per la maggiore ricorrenza delle infezioni virali a carico delle alte vie respiratorie). Giocano comunque un ruolo essenziale nello sviluppo della malattia anche l’ingrossamento delle adenoidi e di tonsilliti. Nel piccolo paziente il mal di orecchi si manifesta con irritabilità, pianto inconsolabile, la mano spesso portata all’orecchio, febbre, perdita dell’appetito e insonnia (presenza e intensità dei sintomi e dei segni sono tuttavia variabili). Nell’individuo adulto, invece, i disturbi sono rappresentati all’inizio dal dolore sordo, continuo, che poi diventa pulsante, lancinante con crisi violente – generalmente nelle ore notturne – manifestazioni che si associano a una fuoriuscita di liquido (mucoso e purulento) nel condotto uditivo esterno (otorrea) dovuto alla perforazione della membrana del timpano. Il dolore allora scompare, perché determinato dall’accumulo sotto pressione di pus nella cavità timpanica.

DIETRO LE QUINTE
Fondamentalmente la genesi dell’otite media è correlata a due fattori: la struttura della tuba di Eustachio e la presenza di agenti patogeni nel rinofaringe (il tratto più alto della faringe). Nel bambino, infatti, la tuba di Eustachio è, rispetto all’adulto, più orizzontale, mostra poi un diametro inferiore e risulta più corta. Tutto ciò favorisce l’ostruzione di questo canale nei processi infiammatori a carico del naso e del rinofaringe; così, le secrezioni che normalmente si producono nell’orecchio medio faticano a scaricarsi nella faringe, costituendo un terreno favorevole allo sviluppo dei germi provenienti dalla gola.

Raccomandazioni generali
È importante bere molta acqua e restare a riposo. I decongestionanti possono essere utili per eliminare il muco dalle tube di Eustachio. È importante evitare le sostanze che peggiorano l’infiammazione, come il fumo o alcuni allergeni specifici. Nutrire i bambini in posizione verticale è una procedura profilattica utile.
Antibiotici
Se l’infezione non si risolve spontaneamente in 2 o 3 giorni si prescrive amoxicillina. Alcuni batteri sono resistenti all’amoxicillina: se l’infezione non si risolve dopo tre giorni di terapia è utile adottare altri farmaci, come l’arnoxicillina. Globalmente la terapia antibiotica dovrebbe durare circa 14 giorni.
Miringotomia
È una procedura chirurgica che si adotta per decomprimere l’orecchio medio in caso di persistenti secrezioni purulente: il rischio, con una secrezione purulenta prolungata, è che l’infezione si propaghi al resto dell’orecchio diventando pericolosa. A volte si inserisce un tubicino di ventilazione (timpanostomia) per drenare secrezioni che derivino da infezioni multiple e recidivanti.

L’approccio omeopatico prevede diversi in base all’evoluzione dell’otite acuta. Nell’otite congestizia sono indicati medicinali omeopatici attivi sul dolore (Aconituniy Aviarie, Belladonna, Capsicum, Chamomilla), nell’otite catarrale si utilizzano quelli che agiscono sulle secrezioni (Kali muriaticum), mentre in quella purulenta si fa ricorso a  che controllano la suppurazione (Hepar sulfur, Pyrogenium). Nelle otiti recidivanti è necessario utilizzare ad azione più profonda.

Otalgia congestizia
Aconitum 9 CH granuli alternando con Capsicum. Otalgia improvvisa, soprattutto notturna con febbre, dopo raffreddamento.
Capsicum annuum 5 CH 5 granuli ogni ora. Dolore auricolare acuto.
Alternare con Belladonna.
Chamomilla 15 CH 5 granuli nelle crisi dolorose. Dolore auricolare in relazione ad eruzione dentaria. Intolleranza al dolore in soggetti ipersensibili.
Otite catarrale
Dulcamara 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Catarro, tosse, raucedine, dopo freddo umido.
Kalium muriaticum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Raffreddore con ostruzione nasale e raccolta di catarro tubarico. Senso di pienezza auricolare con calo dell’udito.
Otite suppurativa
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Fuoriuscita di materiale escoriante e maleodorante. Febbre con alternanza di agitazione e prostrazione. Sete intensa.
Hepar sulfur 30 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Per frenare la suppurazione.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Fuoriuscita di materiale mucopurulento giallo-verdastro, maleodorante. Febbre con traspirazione, brividi e aumento della secrezione salivare (scialorrea).
Lingua flaccida, edematosa.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Di prescrizione sistematica.
Otite recidivante
Aviaire 15 CH una monodose, una volta al mese nelle otiti recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo processo infiammatorio può essere causato da Vento Fuoco di Fegato, deficit di Qi della Milza, deficit di Yine Yang del Rene.
Lo scopo della terapia e eliminare la flogosi disperdendo gli agenti patogeni, sedare il dolore, eliminare l’eventuale pus e tonificare il Qi della M ilza e Yin e Yang del Rene e controllare la possibile ipoacusia.
Nel caso di Vento caldo e Fuoco di Fegato punti importanti possono essere:
ER MEN;
WAI GUANI;
XING MAN;
YI FENG.
Nel caso di deficit di Qi della Milza si possono utilizzare:
PI SHU;
TING HUI;
WAN GU;
ZHONG ZHU.
Mentre per tonificare Yin e Yang del Rene si possono combinare:
GUAN YUAN;
LUXI;
SHEN SHU;
TING GONG;
SANYIN JIAO;
TAI XI.
Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Fegato, Milza orecchio interno ed esterno, Rene e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6 g
Rhizoma Alismatis…………………..12 g
Radix Gentianae…………………….6 g
Semen Plantaginis……………………9 g
Caulis Akebiae………………………9 g
Radix Scutellariae……………………9 g

Fructus Gardeniae……………………9g
Radix-Angelicite Sinensis. …………….9g
RadixRehmaniae…… …………….3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……..6g

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi in cui sono frequenti le recidive, privilegiare il pesce pescato in mare, le carni magre, il pollame, le uova biologiche, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la verdura fresca e di stagione, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert), l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo, le noci, le mandorle, i semi di girasole, lino, zucca e sesamo.
Nella fase acuta può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latticini “magri” e/o fermentati biologici, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Per ridurre l’infiammazione assumere alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di sale e dei cibi che ne sono ricchi (salumi e formaggi stagionati), di latte e latticini non biologici, perché possono aggravare i sintomi.
Limitare l’apporto di carne e di pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare le funzioni del Sistema Immunitario.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile” YEchinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per duetre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età), può essere utilizzata nelle fasi iniziali, alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Nell’otite media è particolarmente indicato l’estratto fluido di Scutellaria (Scutellaria baicalensis), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Se l’agente patogeno è rappresentato da un virus, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis panicolata, nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie (particolarmente indicato nelle otiti medie febbrili) è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare la dose.

Originally posted 2014-10-13 09:45:38.

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Adhd

L’ADHD è una sigla che sta per Attention Deficit Hyperactivity Disorder. Consiste in un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, contrassegnato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi. Si manifesta in genere prima dei 7 anni d’età. Questa sindrome è stata descritta clinicamente e definita nei suoi criteri diagnostici e terapeutici soprattutto dagli psichiatri e dai pediatri statunitensi nel Diagnostic andStatistic Monuol of Meritai Disorders, il manuale pubblicato dalla American Psychiatrie Association, testo di riferimento internazionale per tutti gli psichiatri (DSM-IV). I bambini affetti dalla sindrome da iperattività con deficit di attenzione non sono semplicemente esuberanti e distratti: hanno serie difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione; sembrano non ascoltare; corrono o si arrampicano, saltando sulle sedie; parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di recepire tutta la domanda; non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro e possono manifestare concreti problemi nell’apprendimento. Alla base del problema viene in genere riconosciuta una causa biologica (su base genetica) e non una situazione esclusivamente psicologica. Gli specialisti rimarcano quest’aspetto: il bambino con ADHD, oltre a essere iperattivo e distratto, è anche un bambino spesso triste, non inserito nel contesto in cui vive, perché i suoi atteggiamenti finiscono per isolarlo e compromettere qualsiasi legame con i compagni.


– Terapia comportamentale
Si sviluppano strategie generali per gestire l’iperattività, con rinforzo dei comportamenti corretti, riduzione dei tempi per i comportamenti sbagliati, mantenendo il contatto visivo durante i colloqui e permettendo ai bambini di esprimere Fattività in contesti sicuri.

– Metilfenidato
I farmaci più usati per trattare l’ADHD sono psicostimolanti. La prima scelta è il metilfenidato, che può provocare effetti collaterali come diminuzione dell’appetito, insonnia e ritardo di crescita.

– Atomoxetina
E un farmaco non psicostimolante utile nell’ADHI). Ha effetti collaterali simili ma meno frequenti rispetto al metilfenidato (riduzionedell’appetito, perdita di peso).

– Stile di vita
Esiste la convinzione che la dieta non abbia effetto sull’ADHD, anche se molti medici non concordano. La dieta Feingold, che elimina gli additivi e alcuni gruppi di alimenti, è stata studiata approfonditamente e sembra essere utile. Alcuni supplementi possono aiutare nella diminuzione del-
riperattività: sono l’olio di pesce alla dose di circa 1-4 g al giorno, un complesso vitaminico B e il magnesio. Taurina, tirosina e triptofano possono essere utili per il rilassamento corporeo.


Attualmente si ritiene che la sindrome ipercinctica sia la conseguenza di fattori diversi come allergie o intolleranze alimentari, deficit nutrizionali, inquinanti, effetti della televisione, ipersensibilità ad alcune sostanze e in particolare all’acido acetilsalicilico, rigidità delle membrane endocraniche. Una tale complessità di fattori “potenzialmente responsabili di tale sindrome” richiede un’attenta valutazione medica per individuare e rimuovere, se possibile, le condizioni causali. Il omeopatico rappresenta un approccio complementare ad altre misure specifiche.

– Trattamento sintomatico
Tarentula hispana 15 CH 5 granuli al dì. È il rimedio omeopatico specifico per bambini ipercinetici, irrequieti, sempre agitati con difficoltà di apprendimento e problemi di disciplina scolastica. Dopamine 5 CH – Serotoninum muriaticum 5 CH 5 granuli di ciascuno, una volta al dì. Da una recente ricerca condotta in Francia dal D. H. A. Courthaliac di Saint-Priest e presentata alle Settime Giornate dell’Institut Boiron tenutesi a Lione nel 2006, sono emersi risultati favorevoli nel trattamento di bambini ipercinetici, utilizzando i due : Dopamine 5 CH e Serotoninum 5 CHy 5 granuli di ciascuno una volta al dì. In particolare lo studio condotto su 300 bambini di età compresa tra 2 e 15 anni prevedeva la suddivisione in tre gruppi: uno trattato omeopaticamente, uno con neurolettico e un terzo con omeopatia e neurolettico. I risultati basati sulla valutazione di agitazione, aggressività, opposizione e attenzione hanno evidenziato un effetto positivo della cura omeopatica, simile al trattamento con neurolettico. Inoltre nel gruppo trattato sia con omeopatia che con il neurolettico è emersa un’attività superiore a quella del neurolettico utilizzato da solo. Anche se non sono chiari i meccanismi di azione si ipotizza un’attività di neuromodulazione svol-
ta dai due medicinali omeopatici.

– Trattamento di fondo
Richiede una valutazione da parte del medico omeopata per la scelta del rimedio ad azione profonda (Argentum nitricumy Phosphorusy Lachesis).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo non è una vera e propria patologia ma una concomitanza di comportamenti come
appunto deficit di attenzione, deficit di concentrazione e iperattività, che portano a un disordine psicologico e comportamentale.
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’azione curativa deve avvenire a carico del Sistema Nervoso centrale tramite un’azione rilassante, sull’ossigenazione del sangue, aumentando la tonificazione dell’ossigeno in modo da calmare lo stato di agitazione, e sull’aumento dell’energia acquisita.

– Agopuntura
Si può agire quindi sui punti: TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore; NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso, fra i tendini) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore e il Sistema Nervoso; SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato 3 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica la Milza, dissolve l’Umidità, stimola la funzione del Fegato, tonifica i Reni, stimola e favorisce la circolazione dei liquidi. Anche in questo caso devono essere associati punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da eseguire almeno 2 volte alla settimana, con un controllo 15-20 giorni dopo l’ultima seduta.

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6, come gli oli di semi (soia, girasole, vinacciolo, mais, noci) spremuti a freddo, e di acidi grassi omega-3, come l’olio di lino e il pesce, soprattutto salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Gli esperti raccomandano di privilegiare gli alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.

Alimenti da evitare Evitare le bibite, le caramelle, i chewing gum, i confetti, il torrone, il marzapane, la frutta candita, gli sciroppi di frutta, la crosta di alcuni formaggi, le minestre e i gelati confezionati, le mostarde di frutta, i fiocchi di patate, alcuni tipi di yogurt, di margarine e di maionese, le conserve di pesce e le marmellate, le gelatine, i budini, i sottaceti e i sott’oli industriali.
Evitare l’eccessiva esposizione ad alcuni metalli pesanti, come alluminio, cadmio e piombo. Quindi cercare di: Limitare il consumo di alimenti prodotti con farine e zucchero raffinati, i molluschi, i calamari, le seppie e i polipi e il riso non biologico per la presenza di cadmio. Limitare il consumo dei pesci pescati in acque inquinate per il loro contenuto di piombo. Non cucinare (e non conservare) in pentole di alluminio alimenti acidi, come per esempio la salsa di pomodoro. Evitare gli acidi grassi idrogenati e le bevande alcoliche che ostacolano la conversione degli EFA nei loro derivati con conseguente alterazione di alcune importanti funzioni cerebrali.

– Integrazione alimentare
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 4 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali. Adolescenti: 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3: 200 mi di latte al giorno e 2-3 uova alla settimana; Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno. Magnesio e Ferro (la cui carenza favorisce l’accumulo di alluminio);- Magnesio: 350 mg al giorno; Ferro Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 10 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per le sindromi da deficit di attenzione e iperattività dei bambino esistono protocolli di trattamento approvati dalle Autorità sanitarie con farmaci ad attività dopaminergica. Nei casi in cui gli effetti collaterali del farmaco non consentano la terapia prevista, oppure quando vi sia un rifiuto al trattamento da parte dei genitori sono certamente giustificati anche tentavi terapeutici alternativi.
Dal punto di vista sintomatico possono sempre essere associate piante ad attività sedativa quali ad esempio la Valeriana, sfruttando estratti standardizzati di radice. La posologia è da stabilire in relazione al caso clinico. Le piante medicinali potenzialmente utili per le quali siano ipotizzabili
ruoli nell’ambito della prevenzione sono quelle che comportano un aumento delle catecolaminc cerebrali, dal Ginseng alla Ginkgo biloba, dall’Iperico alla Salvia. La posologia è da stabilire in relazione all’età, al peso e al quadro clinico del paziente.
Mancano tuttavia studi clinici che ne consentano un adeguato giudizio di appropriatezza e sicurezza nel bambino. Non ci dobbiamo pertanto neppure meravigliare se, al momento esistono ampie divergenza di vedute e di consigli alimentari e terapeutici. Vi sono per esempio medici che consigliano ai bambini iperattivi di evitare categoricamente bevande come cacao, tè e caffè, perché potrebbero aumentare la iperattività.
Per contro altri colleghi ritengono invece positivo il ruolo terapeutico della caffeina nella riduzione dell’ipcrattività. Però tutto è ancora da dimostrare.

Originally posted 2014-10-07 13:48:55.