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Obesità

Le cifre relative alle persone attualmente obese sono a tal punto allarmanti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “globesità”. Nel nostro Paese 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni risultano in sovrappeso. Il criterio di classificazione per il sovrappeso e l’ è basato sul Body Mass Index (BMI), l’Indice di massa corporea. Si calcola dividendo il peso corporeo in kg per il quadrato dell’altezza in metri. Per esempio, una persona che pesa 100 kg ed è alta 170 cm, avrà un BMI di 34,6 (100:1,7 x 1,7). Secondo la classificazione attualmente in uso si parla allora di: sottopeso (BMI inferiore a 18,5), normopeso (BMI superiore a 18,5 e inferiore a 25), sovrappeso (BMI superiore a 25) e (BMI superiore a 30). In Occidente, dopo il fumo, è il più comune fattore di rischio per patologie croniche: in particolare, aumenta il rischio di diabete (non insulino-dipendente), malattie cardiovascolari e neoplasie (la ragione va ricercata nel fatto che il tessuto adiposo è ricco di aromatasi, un enzima che può modificare gli ormoni prodotti dal surrene e agire negativamente sulla proliferazione di alcuni tessuti; l’associazione -rischio oncologico è forte nel carcinoma del colon, della mammella, dell’endometrio, del rene e dell’esofago).

LA RICERCA
L’obesità è una malattia cronica, in cui interagiscono fattori biologici, comportamentali e sociali. L’eccessivo introito calorico (quando le calorie assunte con la dieta superano quelle consumate dall’organismo), gli errori nelle abitudini alimentari (per
esempio, l’incremento del consumo giornaliero di alimenti ricchi soprattutto di grassi saturi, proteine animali e zuccheri semplici), la riduzione dell’attività fisica (per la prolungata immobilità dettata dal lavoro al computer e il massiccio utilizzo dei mezzi di trasporto) e, infine, le complesse e frequenti problematiche psicologiche (il cibo come rifugio, come risposta all’ansia, alla depressione, allo stress nervoso, la dieta come soluzione magica del proprio malessere) hanno sicuramente promosso un
ambiente obesogenico, che ci espone al rischio-obesità. Ma grazie alle moderne indagini disponibili, sia di visualizzazione dell’attività cerebrale, sia di biologia molecolare, oggi sappiamo che esistono complesse relazioni tra il tessuto adiposo, accumulato in periferia, e le aree localizzate prevalentemente nell’ipotalamo, nelle strutture profonde del cervello. In pratica, malgrado la generale tendenza a incasellare l’obesità come un problema di “comportamento vorace” e scarsa forza di volontà, le più recenti evidenze scientifiche dimostrano ora che i fattori genetici giocano un ruolo dominante nel determinare il peso corporeo (entro un certo ambiente). Ovvero: il moderno punto di vista è che l’obesità non costituisce semplicemente e soltanto una conseguenza aberrante della civiltà del benessere o degli stili di vita errati. In realtà è una malattia insita nel patrimonio genetico della specie umana. E dunque lo studio dell’alterato dialogo tra adipocita e cervello avrà sicuramente un ruolo di primo piano nella ricerca futura di una soluzione a quest’epidemia globale.

Il trattamento dell’obesità include modifiche nello stile di vita che aumentano il consumo di calorie e ne diminuiscono l’assunzione. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), così come alcuni farmaci, possono creare insulinoresistenza: il metabolismo di conseguenza rallenta e aumenta la produzione di cellule di grasso. I disturbi alla base dell’ingrassamento andrebbero identificati e risolti. Il trattamento va scelto in base all’indice di massa corporea (BMI) e al rapporto altez-
za/peso.
Dieta
È importante consultare uno specialista per ricevere una prescrizione dietetica mirata. Le ricerche più credibili indicano che concentrarsi sull’indice glicemico favorisce la perdita di peso. In generale, nel trattamento dell’obesità si riducono le calorie e si scelgono alimenti che non aumentino significativamente il livello di glicemia nel sangue. L’uso di farmaci o integratori volti a favorire la perdita di peso non è consigliabile perché non aiuta a perdere peso naturalmente, con mantenimento successivo del peso raggiunto.
Esercizio fìsico
È molto importante includere nella routine quotidiana l’attività fisica. Trenta minuti di esercizio aerobico al giorno dovrebbero essere obbligatori: si può scegliere l’esercizio più gradito, a patto che venga svolto con regolarità. Camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta e fare esercizio sul cross trainer sono le attività aerobiche più utili.
Mangiare responsabilmente
È utile mangiare solo a tavola e non davanti alla televisione (comunque mai fuori pasto) e focalizzare l’attenzione su ciò che si sta mangiando (sapore, profumo, provenienza, freschezza). È fondamentale ascoltare il proprio corpo e capire quando si è sazi.
Farmaci
In caso di BMI superiore a 30 (o superiore a 27,5 in persone che abbiano anche gravi problemi di salute) può essere utile la prescrizione di farmaci specifici per la perdita del peso. L’orlistat riduce l’assorbimento dei grassi e può provocare spiacevoli perdite di feci maleodoranti come effetto collaterale; è indicato se l’alimentazione ha un alto contenuto di grassi. La sibutramina è appropriata per ridurre l’appetito. L’antidepressivo tìuoxetina può contribuire alla perdita di peso.

Supplementi
Il 5 idrossitriptofano è un derivato del triptofano che aumenta la serotonina e diminuisce il desiderio di carboidrati: l’assunzione di 50 mg 3 volte al giorno prima dei pasti contribuisce a mantenere il rispetto della dieta. Anche il tè verde può ridurre l’appetito.
Chirurgia
Per un BMI superiore a 40 la chirurgia serve a ridurre il rischio immediato per la salute: gli interventi possibili sono il bendaggio gastrico (esistono varie tecniche per questo intervento), il palloncino intragastrico, la diversione biliopancreatica, il bypass gastrico distale o Roux a Y. Si ricorre a chirurgia quando un’obesità gravissima mette in immediato pericolo la salute.

L’omeopatia può essere di aiuto nell’approccio integrato al soggetto obeso, basato su alimentazione sana, esercizio fisico regolare e stile di vita corretto. Vengono indicate le caratteristiche costituzionali di alcuni rimedi omeopatici.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida
della costituzione definita carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali. Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. L’andatura è rigida e regolare. L’addome appare globoso. II carbonico è calmo, apatico, sedentario, pigro, talora sonnolento, dominato dall’inerzia. Lamenta una marcata freddolosità.
Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica, al diabete e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell azotemia.
Graphites 9 CH 5 granuli una volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza.
A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Presenta colorito rosso e cute calda. È combattivo, impulsivo e passionale.
Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, sovrappeso, obesità, calcolosi) ed alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).
Thuya 9 o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. La tuia è una pianta della famiglia delle Conifere indicata soprattutto in soggetti di sesso femminile con tendenza all’obesità del tronco, alle formazioni tumorali benigne a livello cutaneo e alle infezioni urinarie e genitali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo eccessivo accumulo di grasso nei tessuti può essere causato da un deficit di Qi di Milza e Stomaco, da Umidità e da Fuoco di Stomaco. Lo scopo della terapia è di riequilibrare le funzionalità degli organi Milza e Stomaco, attraverso la dispersione di Umidità e Fuoco, oltre che regolare il metabolismo idrico e lipidico e controllare la fame nervosa.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI;
FENG LONG;
SHUI FEN;
YIN LING QUAN;
ZHI GOU;
LIANGQIU;
NEI GUAN;
NEI TING;
SHEN TING;
XING JIAN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di ipotalamo, il punto fame. Stomaco e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” (come ricotta, fiocchi di latte e crescenza light), pesce pescato in mare (4-5 volte alla settimana, privilegiando merluzzo, nasello, branzino, orata, dentice, cernia, pesce spada) e carne magra biologica (petto di pollo, fesa di tacchino, lonza di maiale sgrassata, vitello e coniglio). Incrementare l’apporto quotidiano di fibre sotto forma di frutta (mele, pere, pesche e peschinoci con la buccia, papaia, mango, kiwi, uva, albicocche e ciliegie), verdura cruda (carote, finocchi, tutti i tipi di insalata, spinaci novelli, rape, sedano) e cotta (catalogna, tutti i tipi di cavolo, broccoli, cavolfiore, bietole), fiocchi e crusca d’avena, zuppe di cereali (segale, farro,kamut,grano saraceno) e legumi (non frullate). Integrare la dieta abituale con aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crucifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancio, rosmarino.
Alimenti da evitare Evitare Ì salumi, gli insaccati, i formaggi (esclusi quelli a basso apporto di lipidi), la panna, il burro, lo strutto, i cornflakes, il tonno in salamoia, le fritture, i preparati venduti nei List -food, i prodotti industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, gli alcolici, i cibi a base di farine raffinate, le patate, tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), lo zucchero (saccarosio), i dolciumi, i gelati, le bibite, i piatti pronti (compresi quelli surgelati).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dosedi 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per la sua azione depurativa (per facilitare l’eliminazione dei cataboliti: i prodotti di “scarto” del metabolismo) può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatorium nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale a elevato contenuto di calcio e magnesio, circa 30 minuti prima dei pasti, privilegiando la mattina a digiuno.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
Nei casi in cui è associata una dislipidemia e per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul(o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È sconsigliata negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
Per ridurre l’appetito e facilitare il drenaggio dei liquidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia {Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia, sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare le dosi consigliate, un sovradosaggio, infatti, può provocare diarrea acuta.

Originally posted 2014-10-13 15:44:49.