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Occhio secco

Con il termine “sindrome da ” si fa generalmente riferimento a un’alterazione della quantità o della qualità delle lacrime, che provvedono a inumidire la superficie oculare. Più in dettaglio, questo disturbo è stato definito dalla comunità scientifica internazionale, “una patologia della pellicola lacrimale, dovuta a una ridotta produzione o all’eccessiva evaporazione
delle lacrime, che procura un danno alla superficie oculare esposta e risulta associata a sintomi di discomfort”. Questi disagi sono rappresentati dall’irritazione costante e dal dolore a entrambi gli occhi, accompagnato da una sensazione di sabbia o di corpo estraneo. Le cause del problema? Molteplici: disordini immunologici (come nella sindrome di Sjògren, un’alterazione del Sistema Immunitario caratterizzato da infiammazione e secchezza della bocca, degli occhi e di altre mucose), eccessiva vaporizzazione delle lacrime per blefariti, congiuntiviti e uso protratto delle lenti a contatto, assunzione di certi farmaci (antistaminici, diuretici, beta-bloccanti), fattori ambientali (le condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, e la permanenza negli ambienti con impianti di riscaldamento o condizionamento dell’aria, provocano un aumento dell’evaporazione dello strato lacrimale, riducendo così la lubrificazione degli occhi). Il liquido prodotto dalle ghiandole lacrimali serve non solo a detergere meccanicamente l’occhio: contiene, infatti, diverse sostanze che vantano un’utile azione battericida e trofica, ossia nutritiva, nei confronti delle mucose della parte anteriore dell’occhio e della congiuntiva.

GLI EFFETTI DELLA MENOPAUSA
L'”occhio secco* dopo la menopausa costituisce un comune riscontro. Il primo effetto conseguente alla perdita di estrogeni, per l’esaurimento dell’ovaio, è proprio la progressiva involuzione delle ghiandole lacrimali. Gli estrogeni regolano infatti quantità e qualità della secrezione lacrimale, da cui dipende la giusta lubrificazione della congiuntiva. L’intolleranza alle lenti a contatto costituisce uno dei primi sintomi di ridotta secrezione lacrimale, insieme all’arrossamento della congiuntiva.

I risultati a lungo termine della terapia dell’occhio non sempre sono soddisfacenti. Lo scopo varia a seconda della forma di occhio secco:
• nelle forme in cui la causa è la diminuzione del film lacrimale o l’aumento dell’evaporazione, ricreare il normale spessore lacrimale può essere sufficiente;
• nelle forme cosiddette secondarie, in cui è presente un’altra patologia che altera il film lacrimale. Io scopo della terapia è eliminare la causa principale del disturbo quindi utilizzare lacrime artificiali in grado di stabilizzare il film lacrimale diminuendo i sintomi.
Lacrimale artificiali
La frequenza del numero di gocce nella giornata cambia a seconda del momento della malattia e del sostituto lacrimale utilizzato: nelle fasi acute è necessaria l’instillazione ogni ora, mentre nei momenti migliori si può arrivare a 4 volte al giorno. Il paziente non deve mai sottovalutare la patologia cronica e deve continuare a instillare gocce anche se la sintomatologia
diminuisce o sparisce. Le ricadute sono frequenti. Il paziente in terapia con sostituti lacrimali dovrebbe imparare a conoscere quali sono, nella giornata, i momenti in cui la sintomatologia è più fastidiosa e prevenire il fastidio con le lacrime artificiali. Possiamo distinguere le seguenti lacrime:
1. diluenti, in grado di allontanare le sostanze prodotte dal metabolismo delle cellule, hanno breve durata;
2. stabilizzanti, in grado di aumentare la stabilità del film lacrimale;
3. di volume, con sostanze capaci di legarsi alla superficie oculare e trattenere acqua;
4. correttive, in grado di correggere alcune caratteristiche fisiche della superficie oculare;
5. nutrienti, con sostanze in grado di migliorare il trofismo dei vari epiteli.
Occhiali
Occhiali con il paravento laterale (tipo quelli da ghiacciaio) non sono molto usati anche per motivi estetici, ma sono un rimedio utile perché riparano la superficie oculare dall’evaporazione creando un microclima “umido” per gli occhi.
Occlusione
Nei casi gravi di occhio secco l’occlusione per 24-48 ore dell’occhio può essere utile per la riformazione dell’epitelio corneale e il rigenerarsi di una superficie oculare stabile.

Farmaci
L’uso di farmaci antinfiammatori può, in alcuni casi, essere utile per interrompere il meccanismo del danno. La pilocarpina 1% sistemica, presa per bocca, sembrerebbe essere utile per la stimolazione della secrezione lacrimale nell’occhio e per quella salivare in bocca.
È stato dimostrato che l’assunzione per via orale di preparati contenenti amminoacidi o acidi grassi polinsaturi è in grado di migliorare la sintomatologia e lo stato infiammatorio degli occhi con sindrome da occhio secco e di quelli con occhio secco post-chirurgia.

La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla causa della secchezza oculare. In generale si distingue un trattamento generale e locale. Nel trattamento della sindrome di Sjögren , malattia autoimmune con secchezza degli occhi, si consiglia di associare Aluminay Bryonia e Nux moschata.
Trattamento generale
Aconitum 9 CH 5 granuli. Secchezza oculare da congiuntivite dopo un colpo di freddo che ha interessato gli occhi.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle e delle mucose.
Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. È il rimedio prescritto insieme a Bryonia e Nux moschata nel trattamento della sindrome di Sjògren, caratterizzata da secchezza delle mucose.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Secchezza oculare da cheratocongiuntivite. Le congiuntive sono edematose. Alternare con Ruta.
Belladonna 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Congiuntivite con arrossamento intenso.
Bryonia 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Viene utilizzata nel trattamento della sindrome di Sjògren, malattia autoimmune che si manifesta con secchezza degli occhi, in associazione con Alumina e Nux moschata.
Nux moschata 15 CH 5 granuli, al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di secchezza oculare, accompagnata da secchezza della bocca. Viene utilizzata nella sindrome di Sjögren e nell’intolleranza alle lenti a contatto per secchezza oculare.

Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Congiuntivite con materiale purulento non irritante.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, ogni ora. Cheratocongiuntivite. Arrossamento dovuto ad affaticamento visivo conseguente a lavori minuziosi in ambiente non adeguatamente illuminato (lavoro al terminale, revisione di testi, lavori di segreteria…).
Trattamento locale
Calendula 3 DH – Euphrasia 3 DH Alcune gocce di un collirio contenente calendula ed eufrasia alla terza diluizione decimale hahnemanniana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo con l’applicazione medica di prodotti fitofarmacologici, atti a stimolare la secrezione naturale dei liquidi relativi all’occhio e a ripristinare la corretta funzionalità delle ghiandole stesse.
cinese
Formula: XIE QING WAN
Radix Gentianae…………………….6 g
Fructus Gardeniae……………………9 g
Radix et Rizoma Rhei…………………6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………..3 g
Radix Angelicae Sinensis……………….3 g
Rizoma seu Radix Notopterygii………….6 g
Radix Ledebourieìiae………………….6 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura fresche e di stagione (in particolare frutti di bosco, fragole, ortaggi a foglia verde scuro, carote, sedano, cetriolo, pomodori, peperoni, zucca gialla) diluiti con acqua (al 30%) o con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, oppure kefir ed eventualmente dolcificati con piccole quantità di miele vergine
integrale (da consumare preferibilmente al mattino a digiuno, come spuntino nel pomeriggio e poco prima del riposo notturno).
Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-ómega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Integrare la dieta abituale con buone fonti di vitamina A, come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini.
Alimenti da evitare. Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura a\ 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto / fluido di Anemone pulsatilla (anche conosciuta come
“Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce (dimezzare il dosaggio nei bambini al di sotto dei 12 anni), due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e
diarrea.
Per migliorare la microcircolazione a livello dei tessuti oculari può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano* nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e nel pomeriggio, lontano dai pasti.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali, può aiutare a migliorare il quadro clinico.
Nei casi in cui il sintomo è associato alla blefarite, può essere utilizzato il Melilotusoffìcinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione e problemi epato-biliari.

Originally posted 2014-10-13 15:55:59.