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MAL DAUTO 180x171 - MAL D'AUTO

MAL D’AUTO

Nel gergo medico, il mal d’auto, il mal di mare, il mal d’aereo o il mal di treno vengono globalmente definiti “cinetosi” o “chinetosi”, dalla parola greca /c/ne, che significa “movimento”. È una malattia da movimento passivo, in cui possono incorrere i viaggiatori su tutti i mezzi di trasporto. Il disturbo è raro prima dei 2 anni e il tasso d’incidenza massimo viene raggiunto attorno ai 12 anni (ma può persistere pure nell’età adulta). La stanchezza, il consumo di alcol, lo stomaco troppo pieno o il digiuno, le pregresse emicranie, la percezione dei cattivi odori, nonché lo stato emotivo (l’ansia, innanzitutto) costituiscono i fattori predisponenti più comuni. Le donne sono suscettibili tre volte più degli uomini. Una varia gamma di sintomi caratterizzano questa condizione: respiro affannoso, sonnolenza, debolezza, pallore, sudorazione fredda, nausea, vomito, malessere addominale, ipersalivazione (e anche palpitazioni e riduzione della pressione sanguigna).

LE CAUSE
Tre sono gli elementi che concorrono ad assicurare equilibrio e corretta deambulazione: l’apparato vestibolare (collocato nell’orecchio interno), il Sistema Visivo e il complesso dei recettori muscolari e tendinei. Uno squilibrio nei segnali captati e inviati da questi tre elementi finisce per scatenare una sintomatologia vertiginosa o d’instabilità. Quando si viaggia, l’orecchio interno segnala un’accelerazione intensa, nonché sbalzi e curve, i piedi, invece, “poggiano” su una superficie apparentemente
“fissa”, mentre gli occhi colgono immagini in forte movimento. È questo conflitto di stimoli sensoriali nel cervello che scatena le tipiche manifestazioni neuro-vegetative d’intensità variabile che caratterizzano la cinetosi.

La chinetosi è legata alle continue sollecitazioni legate alla posizione che cambia durante il trasporto. Si tratta di una , cioè di un insieme di sintomi e segni: quando la si è manifestata ogni terapia è priva di effetto.
Profilassi
A scopo profilattico può essere usata con ottimi risultati, anche in individui molto predisposti, la scopolamina (0,5-1,0 mg mezz ora prima di iniziare il viaggio). Buoni risultati si ottengono anche con anti-istaminici e con parasimpaticolitici tipo joscina.

L’approccio omeopatico nei confronti delle chinetosi si basa oltre che sulle caratteristiche del malessere anche sulle modificazioni dello stato emozionale e del comportamento del soggetto, come eccitazione, paura, preoccupazione. Il medicinale omeopatico più frequentemente indicato e di prescrizione sistematica è Cocculus indicus. Esistono in
commercio preparati complessi molto comodi da assumere che sono in grado di prevenire e di curare i disturbi conseguenti alle varie forme di chinetosi.
Borax 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Particolare sensibilità per i vuoti d’aria in aereo o al beccheggio sulle imbarcazioni. È il rimedio specifico del mal di mare e d’aria.
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi. Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Nausea e vomito con vertigini violente, associati a debolezza
Profonda. Il soggetto ha la sensazione che il collo non riesca a reggere il capo e che le ginocchia siano molli. È il principale rimedio omeopatico
Per i disturbi conseguenti al cambio di fuso orario (Jet lag).
Gelsemium 30 CH 1 dose unica alla vigilia della partenza. Tendenza alla chinetosi in soggetto insicuro di sé. Viene preso dalla paura o dal panico al momento della partenza con tremori e diarrea.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. È adatto a chi è particolarmente eccitato in previsione del viaggio.

Petroleum 7 CH 5 granuli prima della partenza ed al bisogno. Vertigj, ni, nausea, iperscialorrea, sudorazione fredda, vomito. Migliora assumendo preventivamente cibo e chiudendo gli occhi.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza. Tendenza alla chinetosi, da assumere sistematicamente. Tabacum 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz ora. Pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vertigini e svenimento. Caratteristiche sono le modalità caratterizzate dal miglioramento all’aria, come abbassando il finestrino, scoprendosi e chiudendo gli occhi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

I disturbi da movimento secondo la Medicina tradizionale cinese rientrano nel quadro di disturbi legati a soggetti che presentano deficit di Xue ed eccesso di Yang del Fegato.
Lo scopo della terapia è di controllare la sintomatologia che si presenta con vertigini, nausea, tachicardia, malessere generale, vomito e stato ansioso e punti importanti per la terapia sono:
BAI HUI;
GE SHU;
PI SHU;
QI HAI;
ZU SAN LI;
TAI CHONG;
TAI YANG;
XIA XI;
XING JIAN;
YIN TANG;
NEI GUAN.
Sono associabili e importanti i punti del Sistema Auricolare di Orecchio interno, Rene, sottocorticale e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae…………….2 g
Caulis Bamboose……………………..2 g

Rizoma Zingiberis Offìcinalis…..1,5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis …..1g
Radix Codonopsis Pilosulae…….0,5g
Posologia:2g al dì sottoforma di capsule o o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano, come legumi, soia, fegato di manzo, pollame, pesce spada, salmone, tonno fresco, aringa, sardine, sgombro, carpa, pesce persico, merluzzo, molluschi, aragoste, gamberi, lumache, latte intero, yogurt naturale, Parmigiano reggiano, gorgonzola, uova, germe di grano, lievito di birra, crusca d’avena, erba di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, noci, melassa, castagne, chiodi di garofano, zenzero, datteri essiccati, frutta e verdura fresche biologiche, in particolare indivia, carote, cavolini di Bruxelles, avocado, arance, pompelmo, mandarini, melone, banane, more.
Il pasto che precede un viaggio in auto deve essere leggero e a basso apporto di grassi saturi. Privilegiare il pesce pescato in mare e cucinato al cartoccio, le patate cotte al forno con la buccia, i cereali cotti al vapore, la verdura fresca cruda e condita con olio extravergine d’oliva e alcune gocce di succo di limone. Completare il pasto con una piccola porzione di frutta addolcita con miele vergine integrale o sciroppo d’acero.
Alimenti da evitare II giorno che precede un lungo viaggio evitare e/o limitare i cibi a base di farine raffinate e addizionati con lievito chimico, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le bevande gasate, le spezie, i cibi piccanti, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
Prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;

Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lonttano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nelle persone ansiose, nelle qual i il disturbo è particolarmente fastidioso e frequente., può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando un’ora prima della partenza. Questo preparato fitoterapia) può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calimanti sul Sistema Nervoso centrale.
Nei soggetti inquieti e/o ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora^ nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di disturbi digestivi (come dispepsia, flatulenza) può essere utilizzata l’Achillea (Achillea millefolium)> sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, due/tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Somministrare almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.
Per prevenire la cinetosi può essere usato l’estratto fluido di Zingiber officinale (Zenzero), nella dose di 10-20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali. Può anche essere assunto circa 20-30 minuti prima di un viaggio in auto, nella dose di 20 gocce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale, direttamente per via sublinguale, al fine di facilitarne l’assorbimento.
Se il disturbo si manifesta in presenza di problemi epato-biliari può essere somministrato il Cardo mariano (Silybum marianum)t sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca
acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei dlue pasti principali. Effettuare il almeno tre giorni prima di un viaggio in auto.

Originally posted 2014-10-14 09:20:57.

ipoglicemia 180x180 - Ipoglicemia

Ipoglicemia

La glicemia indica la concentrazione del glucosio nel sangue e viene mantenuta tra i 70 e i 120 (milligrammi/decilitro) grazie a un complesso meccanismo ormonale, nervoso e cellulare. La caduta al di sotto dei limiti della norma può verificarsi per svariate evenienze. La terapia del diabete con l’insulina rappresenta la ragione più frequente d’, e tra gli eventi che precipitano questa crisi di zuccheri figurano il troppo esercizio fisico, il diminuito introito di calorie oppure un errore nel dosaggio dell’insulina. L’alcol, associato al digiuno protratto, è un altro importante fattore capace di scatenare . Questa condizione può poi manifestarsi nei pazienti con malattie epatiche e in presenza di un insulinoma (una neoplasia che trae origine dalle cellule del pancreas incaricate di fabbricare insulina). I sintomi che caratterizzano una condizione di sono fondamentalmente dovuti a due fattori: da un lato, l’insufficiente apporto di zuccheri al cervello, e, dall’altro, l’attivazione, in via riflessa, del Sistema Nervoso simpatico. Così ecco la cefalea, l’incapacità di concentrarsi, l’affaticamento, i disturbi visivi, le convulsioni e l’alterazione della coscienza; inoltre affiorano anche tremori, sudorazione profusa, accelerazione del battito cardiaco e spiccata sensazione di fame. Una particolare benigna è quella che viene chiamata “ reattiva”: consiste nella comparsa di un insieme di disturbi riferibili a una (tremori, sudorazione, palpitazioni) poche ore dopo l’ingestione di cibo.

FISIOLOGIA
• Il nostro cervello ha un bisogno obbligato di zucchero: per funzionare necessita di 6 grammi di glucosio ogni ora.
• L’aumento degli zuccheri dopo i pasti stimola la secrezione d’insulina nel pancreas, ormone che consente l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule. Ma la sua attività provocherebbe uno stato di ipoglicemia se non intervenissero il glucagone – ulteriore ormone secreto dalla ghiandola pancreatica soprattutto dopo un pasto ricco in proteine – o altri attori ormonali come il cortisolo e l’adrenalina, che innalzano nuovamente i livelli glicemici.

Stile dì vita
L’ipoglicemia che si manifesta nella persona sana viene trattata con adeguamenti dello stile di vita: è importante ottenere un equilibrio tra ciò che si mangia e ciò che si usa per l’attività fisica. È opportuno mangiare pasti ricchi di proteine, con eventuali spuntini, con carboidrati ricchi di fibre e con basso indice glicemico. Evitare zuccheri semplici, carboidrati semplici e pasti abbondanti. Evitare i dolci.
Supplementi
Alcuni minerali, come cromo e vanadio, regolano la glicemia: possono essere aggiunti alla dieta attraverso multivitaminici o con supplementi specifici.
Esercizio fisico
Fare esercizio fisico entro un’ora da un pasto leggero o da uno spuntino povero di zuccheri. Ridurre lo stress: è fonte di sbalzi glicemici.
Somministrare glucosio
Se un diabetico sviluppa ipoglicemia a causa di un eccesso di insulina o di altro farmaco somministrare immediatamente glucosio: fare bere un succo di frutta o, in casi gravi, fare un’iniezione di glucagone.

La diminuzione dei livelli degli zuccheri nel sangue comporta la comparsa di senso di fame e intensa debolezza con sudorazione e malessere che richiede una valutazione clinico-laboratoristica per escludere la presenza di un diabete mellito. Spesso la condizione di ipoglicemia è la conseguenza del consumo prevalente di alimenti a base di zuccheri semplici a rapido assorbimento che comportano una risposta insulinica responsabile del calo della glicemia. I rimedi omeopatici possono solo completare l’approccio basato sulla modificazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita. Tra i rimedi più frequentemente indicati è opportuno ricordare Cocculus indicus, Lycopodium clavatum, Natrum muriaticum, Nux vomica.
Cocculus indicus 9CH5 granuli, 1 -3 volte al dì. Grande spossatezza con la caratteristica sensazione di debolezza muscolare e incapacità a reggere la testa, la schiena o le ginocchia. È indicato in particolare per la facile esauribilità muscolare, la stanchezza e la sudorazione della crisi ipoglicemica.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, da 1 a 3 volte al dì. Turbe dispeptiche con senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo con intolleranza per le costrizioni a livello addominale, congestione del viso dopo il pasto. Ama le bevande calde e desidera i dolci. Non digerisce aglio e cipolle.
Natrum muriaticum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Caratteristica di tale rimedio è il dimagrimento concentrato a livello della parte alta del corpo e l’aggravamento verso le ore 10 del mattino, in conseguenza della crisi ipoglicemica per cui è costretto a fare uno spuntino.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, da 1 a 3 volte al dì. Turbe dispeptiche in persone sedentarie con sonnolenza post-prandiale, migliorata da un sonno breve. Il soggetto desidera alcolici, amari, cibi piccanti, condimenti forti, caffè. La noce vomica è adatta a condizioni di ipoglicemia dominate da ipereccitabilità in persone attive ma dallo stile di vita sedentario con
manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo considerando le alterazioni che avvengono a livello degli organi Polmone, Stomaco, Reni e Milza-Pancreas.
Lo scopo della terapia è di ripristinare un equilibrio nelle funzionalità dei suddetti organi e di controllare quelli che
possono essere i sintomi associati quali debolezza, vertigini, ipotensione.
Punti importanti per questo tipo di applicazione possono essere: GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
XIN SHU (punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;

WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale.
Privilegiare i cibi a basso indice glicemico (affinché le oscillazioni della glicemia avvengano in modo graduale), come i cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), il pane e prodotti da forno preparati con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena e lievito naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate), consumate preferibilmente crude.
Dare la preferenza alle fonti proteiche animali, sotto forma di pesce pescato in mare (esclusi i crostacei), uova, carne magra biologica, latticini a basso apporto di lipidi, come crescenza, ricotta, fiocchi di latte, scamorza, yogurt naturale addizionato con probiotici e kefir.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di bioflavonoidi, come spinaci, broccoli, sardine, fagioli di soia, noci, mandorle, semi di girasole, di sesamo, di zucca, di lino.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i piatti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al gio»rno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini a colazione nel latte © nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattimo a digiuno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dlai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA ntel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Per la presenza di flavonoidi, sali numerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essene utile assumere l’Avena sativa (parte aerea e cariosside germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nellai dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo è correlato a problemi digestiivi (per esempio a carico del fegato), che possono causare un deficit degl’assorbimento dei glucidi, può essere utile assumere il Taraxacum offficinalis (Tarassaco, o “Dente di leone”), sotto forma di TM, nella dtose di 25 gocce, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti prrincipali, diluite in poca acqua oligominerale con aggiunta di alcune? gocce di succo d’arancia fresco, oppure di pompelmo rosa, per faciliitarne l’assorbimento.
Se le crisi ipoglicemiche sono correlate a una condizicone di iponutrizione e/o di inappetenza può essere utilizzata la Pappa ÌReale, assunta al mattino a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione)), per via sublinguale, nella dose di 100-300 mg (per i bambini al di sotttto dei 12 anni è consigliabile dimezzare il dosaggio) in un’unica somministrazione.
Eventualmente associata al Polline, somministrato al mattino, prima d’i colazione ( 1 cucchiaio per gli adulti, I cucchiaino per i bambini al di sotto dei 12 anni), sciolto nel latte tiepido, o in una tisana a base di rosa canina, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di miele vergine integrale di produzione italiana; e al Fieno greco, sotto forma di semi polverizzati, nella dose di 1 cucchiaino, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Originally posted 2014-10-15 09:07:22.

Coliche gassose 180x180 - Coliche gassose

Coliche gassose

Costituiscono fondamentalmente il “mal di pancia del lattante”. Le rappresentano un disagio assai frequente nei primi mesi di vita, interessando dal 10% al 60% dei lattanti. Si manifestano con crisi di pianto parossistico, eccessivo, improvviso, inconsolabile, che può cogliere
nel sonno il bambino (per il resto in buona salute). Il pianto inizia tipicamente nelle prime settimane di vita e viene definito “eccessivo” quello che dura almeno 3 ore al giorno, per tre giorni settimanalmente e per almeno tre settimane. La causa di questa manifestazione, che induce una famiglia
su sei a consultare il medico, è ancora poco chiara. L’origine delle coliche gassose viene attribuita in genere alle contrazioni dolorose intestinali, alla presenza di gas, ma anche all’intolleranza al lattosio. Comunque è bene rimarcare che la colica, al di là del disturbo che arreca in quel preciso mo-
mento, non produce sostanziali danni al bambino, e tende a scomparire spontaneamente. In altri termini, i genitori devono essere consapevoli che le coliche del lattante rappresentano una condizione “autolimitante”, che si risolve entro i 3-4 mesi di età, e non sono causate da malattie organiche.
Nell’adulto la del colon irritabile è comune causa di meteorismo, la presenza di aria nel tratto gastrointestinale. Concorrono a determinare il disturbo anche certe abitudini errate, come l’eccessiva deglutizione.


Il dipende dalla causa della presenza di gas. La celiachia (intolleranza al glutine), l’intolleranza al lattosio, la costipazione e la sindrome del colon irritabile sono le condizioni più frequentemente legate alla flatulenza. Cause più blande sono l’aerofagia, la gomma da masticare e alcune verdure.


È opportuno escludere glutine, burro, soia e cibi raffinati per un periodo di tre settimane, reintroducendoli progressivamente, uno per volta, e facendo molta attenzione ai sintomi.

Farmaci
Il dimeticone attivato, noto anche come simeticone, allevia i sintomi: è un farmaco da banco per autoprescrizione. Altri farmaci utili sono quelli che diminuiscono la motilità intestinale, come la diciclomina.


L’approccio omeopatico risulta spesso efficace nel controllare il dolore addominale conseguente a coliche gassose nel lattante. A livello sintomatico si consiglia solitamente l’alternanza di Colocynthis e Magnesia phosphorica.
Calcarea carbonica 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali.
È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, linfatismo, tendenza al sovrappeso, disturbi digestivi. Caratteristica è la tendenza alla sudorazione del capo durante la poppata o nel sonno. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Chamomilla 15 CH 5 granuli inizialmente anche ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. La camomilla matricina viene utilizzata in omeopatia nel trattamento delle crisi dolorose del lattante,
abitualmente tranquillo che diventa irritabile, collerico, insopportabile. Spesso la sintomatologia dolorosa compare o si accentua in relazione a una eruzione dentaria.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphorkay di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. I granuli possono essere sciolti in un po’ d’acqua e somministrati con il biberon. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Lo scopo della terapia con agopuntura in questo tipo di disturbo è di regolare soprattutto l’eliminazione dell’aria, quindi disperdere il meteorismo e lenire gli spasmi dolorosi a livello addominale.
Punti importanti per questo trattamento sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini» regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il li metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula: HOU PO WAN
Rhizoma Pinelliae……………………9g
Cortex Magnoliae……………………12g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………9g
Folium Perillae……………………..6g
Sclerotium Poria……………………12g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Consumare la frutta esclusivamente sotto forma di centrifugati, o di spremute.
Ridurre l’apporto di verdure e assumerle esclusivamente sotto forma di passato.
Consumare esclusivamente pane semintegralc a lievitazione naturale leggermente tostato (grazie alla migliore digeribilità, allevia il dolore e la tensione intestinale).
Assumere durante la giornata un decotto preparato con semi di finocchio, cumino, cardamomo, anice, scorza di limone, foglioline di menta e radice di tarassaco.
Utilizzare esclusivamente il miele per dolcificare le bevande o nella preparazione dei dolci.
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene, di vitamine C ed E. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva (eliminare i semi nella fase acuta), il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Alimenti da evitare Limitare il consumo di fibre solubili riducendo l’apporto di avena ( in particolare in chicchi e in fiocchi), legumi, frutta (a eccezione dei centrifugati), crocifere, barbabietole, carote, semi di lino.
Evitare i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra (dopo la fase acuta questi alimenti possono essere progressivamente introdotti nell’alimentazione quotidiana aumentando la percentuale in base al quadro clinico del paziente), i prodotti da forno con lievito chimico, i cibi addizionati con additivi, le bevande gasate, gli alcolici, il caffè, il tè, le bibite, i dolci e lo zucchero ( saccarosio ). Eliminare ( per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, le farine raffinate, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cloro 5 g al giono;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giono;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si
possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Un tipico e diffuso rimedio è il Carbone vegetale che viene somministrato a diverse dosi sia come trattamento delle coliche gassose che delle intossicazioni acute grazie alla sua notevole sicurezza anche per le donne in gravidanza. Un rimedio popolare che ha una sua razionalità e viene ancora usato è il Laudano una Tintura Madre a base di Oppio, Zafferano (Crocus $ativus)> olio essenziale di Cannella e Eugenia caryophilla. Quando invece la colica gassosa è secondaria a un ipotono gastrointestinale si può somministrare succo di
Aloe veray Zenzero in forma di estratto secco.
La Piscidia (Piscidia erythrina)> che si utilizza come estratto secco, ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va utilizzato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti perché può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo e esofagite Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, con dosaggi specifici può essere somministrata anche a pazienti affetti da colon irritabile.

Originally posted 2014-10-10 09:43:48.

Mastite 180x180 - Mastite

Mastite

È l’infiammazione di una zona della mammella, e tipicamente si manifesta nelle donne che allattano. Il fattore scatenante più frequentemente in gioco è l’ostruzione dei dotti galattofori, di quei canalicoli, cioè, che veicolano il latte materno fino al capezzolo. In pratica, la va a impiantarsi su un ingorgo mammario, che si manifesta con un indurimento localizzato del seno.
In tale contesto finisce poi per innestarsi un’infezione batterica, scatenata di solito dallo Stophilococcus oureus, che può trasmettersi alla ghiandola attraverso le ragadi, quei piccoli taglietti che si formano attorno al capezzolo. A provocare queste dolorose ferite è soprattutto la “malsuzione”, l’errata postura del bambino durante l’allattamento. È infatti indispensabile prestare particolare attenzione alla posizione assunta dal bimbo, che deve permettergli di attaccarsi non soltanto al capezzolo, ma anche all’areola mammaria. In seguito al processo infiammatorio, si manifestano svariati sintomi: seno gonfio, dolorante e arrossato, accompagnato da febbre alta, malessere generale e ingrossamento dei linfonodi regionali. Colpisce prevalentemente le primipare, donne quindi alla prima esperienza di allattamento, ma può verificarsi anche in donne con più figli e frequentemente insorge nei primi 10 giorni dal parto.
Dunque, evitando ragadi e ingorghi è possibile prevenire la mastite.

RACCOMANDAZIONI
In presenza di una mastite puerperale non è necessario smettere di allattare: l’interruzione dell’allattamento, infatti, non fa che causare un ulteriore ristagno del latte materno nei dotti galattofori e peggiorare il quadro infiammatorio. Lo svuotamento del seno è essenziale in quanto evita la stasi e il protrarsi dell’infezione. Di solito la mastite non rappresenta un pericolo per la salute del lattante, perché l’infezione non arriva a compromettere il latte. Il bimbo non subisce conseguenze perché verrà comunque protetto dalle proprietà antibatteriche del latte stesso.


È un’infezione della ghiandola mammaria che si verifica con maggiore frequenza nelle prime 2/4 settimane dopo il parto; i sintomi diventano più gravi al diradarsi dell’allattamento.
Prevenzione
È opportuno evitare i fattori associati a rischio maggiore di mastite: lo stress materno, tecniche di allattamento non corrette e traumi ai capezzoli. Se c’è infezione da stafilococco a casa o nell’ambiente di vita è opportuno stare molto attenti a evitarla. È importante bere molta acqua e curare molto l’igiene fisica.
Antibiotici
La mastite di solito è causata dallo stafilococco, ma anche lo streptococco può essere responsabile di alcuni casi. Si prescrivono antibiotici e l’eventuale allattamento deve continuare insieme a periodi di riposo a letto. Si usano la dicloxacillina (una penicillina) e l’eritromicina (se c’è allergia alla penicillina): il va continuato per 7 giorni pieni. L’80% delle
donne migliora e si ristabilisce pienamente, mentre il 10% va incontro ad ascesso e un ulteriore 10% prosegue con un’infezione recidivante.

Il processo infiammatorio del seno deve essere attentamente monitorato dal medico. Vengono indicati alcuni dei rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati nel trattamento della congestione dolorosa mammaria. In generale si consiglia di alternare Belladonna e Bryonia.
Apis mellifica 15 CH 5 granuli anche ogni ora. Edema bruciante con dolori trafittivi migliorati dalle applicazioni fredde.
Belladonna 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando i base al miglioramento. Il preparato ottenuto dalla belladonna, pianta della famiglia delle Solanacee, è adatto alle forme di mastite caratterizzate da seno arrossato, caldo, sensibile al tatto, indurito. Talvolta si associa una reazione febbrile con sudorazione abbondante.
Bellis perennis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. La margherita viene impiegata in omeopatia nelle conseguenze di un trauma a livello del seno per favorire il riassorbimento dell’edema traumatico.

Bryonia 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Intensa congestione della ghiandola mammaria che appare tesa e dura. Dolore intenso e acuto, aggravato con il movimento tanto che la paziente preferisce indossare un reggiseno ben aderente e stretto per evitare anche il minimo ballottamento della ghiandola mammaria.
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo. Quando esiste l’indicazione all’uso di Hepar sulfur è necessaria la valutazione del medico.
Phellandrum 9 CH 5 granuli un quarto d’ora prima di allattare. È il rimedio adatto per il dolore al seno che compare durante la poppata.
Phytolacca È il rimedio usato nella mastopatia cronica, nella mastite con tendenza all’ascesso e nell’ingorgo mammario durante l’allattamento. Caratteristica è la congestione dolorosa del seno, prima e durante le mestruazioni. Spesso sono presenti noduli duri, dolenti. Viene utilizzata soprattutto nel dolore mammario della premestruale.
Rana bufo 5 CH 5 granuli 3-4 volte al dì. Linfangite associate alla mastite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo distur-bo è collegato a una stasi di Qi del Fegato, a un deficit di Qi di Xue o da Calore di Stomaco. V
Lo scopo della terapia è di sedare il dolore, mobilizzare il Qi del Fegato, disperdere il Calore di Stomaco e tonificare il
Qi di Xue.
Punti importanti per questo tipo di terapia possono essere:
HE GU;
JIAN JING;
QI MEN;
QU CHI;
RU GEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG;
DA ZHUI;
NEI TING;

SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie da effettuare 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” pesce pescato in mare, carne magra e uova biologiche.
Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di frutta e verdura fresche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro in scatola miele vergine integrale di produzione italiana, germogli di Alfalfa e/o di soia, latte d’avena, tarassaco, bardana, fieno greco, germe di grano, centrifugati di carote, mango e papaia con succo di limone e frullati di frutti di bosco freschi con kefir, oppure yogurt naturale arricchito con probiotici
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di antiossidanti come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina gli spinaci, le crucifere.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, le fritture, i salumi e gli insaccati, i prodotti industriali addizionati
con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Evitare i piatti dei fast-food, il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno con integrazione di Vitamina BI 1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno e Vitamina B3 15-20 mg al giorno;

Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo la corretta funzionalità del Sistema Immunitario);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno.

Per alleviare l’infiammazione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nella fase acuta può essere utilizzato l’estratto fluido di Sedano, per uso topico, miscelando 20 gocce con 30 g di burro di karaté. Massaggiare delicatamente la cute della mammella interessata, tre/quattro volte al giorno.
Nei casi in cui la paziente lamenta dolore, può essere utile assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. Non somministrare durante l’allattamento.
Per tenere sotto controllo i sintomi e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per combattere l’infezione/infiammazione può essere utile assumere l’Echinacea, sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg, due/tre volte al giorno, subito dopo i pasti. Si consiglia di proseguire il trattamento per almeno 5-6 giorni. In associazione, nei casi in cui il disturbo si presenta frequentemente recidivante, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sorto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.

Originally posted 2014-10-13 11:23:36.

TUNNEL CARPALE sindrome del 180x180 - TUNNEL CARPALE, sindrome del

TUNNEL CARPALE, sindrome del

È una patologia scatenata da una compressione del nervo mediano, nel punto in cui questo tronco nervoso attraversa il , quel canale osseo e fibroso localizzato nel polso. Il disturbo tende a prediligere gli individui che, per motivi professionali, si ritrovano a compiere reiterati movimenti di flesso-estensione del polso (come sarti, verniciatori e meccanici). Il disagio interessa anche le donne in gravidanza ed è legato agli effetti degli ormoni femminili e alla ritenzione di liquidi nell’organismo (e quindi anche all’interno dei tessuti del ). Intervengono nella genesi del disturbo ulteriori, svariati fattori: la ristrettezza congenita del , il diabete mellito, l’ipotiroidismo, ma anche le pregresse fratture del polso e la menopausa. Il sintomo più precoce è rappresentato dalla sensazione di un formicolio fino alle tipiche “punture di spillo”, con addormentamento e intorpidimento della mano, e alterazioni della sensibilità (parestesie) che possono essere dolorose. I fastidi si localizzano alle prime tre dita e in parte al quarto dito, compaiono prevalentemente nelle ore notturne e possono irradiarsi fino alla spalla. Con l’aggravarsi della patologia subentra anche una difficoltà a mantenere o a prendere gli oggetti oppure ad abbottonare gli abiti con le prime tre dita. La diagnosi viene fatta sulla base dell’esame clinico del paziente, confermato da un esame elettromiografico, che fornisce una misura del danno subito dal nervo mediano.

ANATOMIA
Il tunnel carpale è un canale localizzato al polso. È formato dal legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi sulle parti ossee del carpo della mano: da un lato sulle ossa scafoide e trapezio e dall’altro sul piriforme e uncinato. In questa galleria transitano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (i tendini dei muscoli flessori delle dita).

Riposo
È importante limitare tutti i fattori che possano peggiorare la , come i movimenti ripetitivi. In alcuni casi può essere opportuno il riposo assoluto temporaneo.
Un bendaggio rigido contribuisce a impedire movimenti che aggravino la situazione.
e supplementi dietetici
Un’alimentazione antinfiammatoria che escluda glutine e grassi animali e introduca buone dosi di olio di pesce può essere d’aiuto. I supplementi di vitamina B6 e B12 sono utili perché la sindrome del tunnel carpale è stata spesso associata a un deficit vitaminico.
Farmaci
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, diclofenac o naprossene alleviano la pressione sul nervo e il dolore. L’iniezione locale di steroidi ha dato risultati positivi.
Chirurgia
La chirurgia allevia la pressione sul nervo infiammato sezionando il tendine flessore: il tendine viene separato dal tunnel entro il quale passa il nervo per fare più spazio, quindi per alleviare la pressione in quest’area.
L’intervento viene eseguito spesso in endoscopia, con una procedura meno invasiva.

La sindrome del tunnel carpale, caratterizzata inizialmente da dolore e formicolio, soprattutto notturno, a livello di polso con irradiazione alla mano e talvolta all’avambraccio, può essere trattata efficacemente con rimedi omeopatici. Nella fase successiva si associa un’impotenza funzionale con ridotta forza di prensione delle mani che richiede spesso la soluzione chirurgica. In questo caso l’omeopatia contribuisce a ristabilire la condizione di normalità. Solitamente nello stadio iniziale si utilizza Ruta graveolens.
Arnica montana 7 CH 5 granuli secondo necessità. L’arnica viene utilizzata nelle forme di sindrome del tunnel carpale scatenata dalla sollecitazione ripetuta lavorativa del polso.

Calcarea fluorica 7 CH5 granuli, 1 volta al dì. È il rimedio omeopatico adatto alle persone con sindrome del tunnel carpale associato ad artrosi cervicale
Causticum 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È una sostanza chimica complessa, messa a punto da Hahnemann, adatta alle forme di tunnel carpale conseguente a retrazione delle fasce muscolari, rigidità, formicolio notturno e riduzione progressiva della forza muscolare. Caratteristica è la sensazione di accorciamento a livello dei tendini.
Graphites 9CH5 granuli, 1 volta al dì. La grafite viene consigliata dopo l’intervento per sindrome del tunnel carpale, per evitare l’evoluzione della cicatrice verso l’ipertrofia.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dolori intensi lungo il decorso delle terminazioni nervose.
Rhus toxicodendron 7CH5 granuli, 1 volta alla sera. Formicolio e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Miglioramento strofinando o scuotendo le mani.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Sindrome del tunnel carpale. Viene utilizzato anche nel delle cisti del polso.
Tubercolinum residuum 9 CH un tubo dose, 2 volte al mese. Tendenza alla retrazione e alla deformazione articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da una stasi di Qi di Xue, quindi occorre riequilibrare la funzionalità del Sistema Circolatorio.
Lo scopo della terapia è appunto mobilizzare il Qi di Xue e punti importanti che possono essere utilizzati sono:
HE GU;
LIE QUE;
YANG XI.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Mani e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale, privilegiando i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).
Aumentare il consumo di alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde).
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

Originally posted 2014-10-08 14:08:46.

STITICHEZZA 180x180 - STITICHEZZA

STITICHEZZA

La non è una malattia ma un sintomo. Fondamentalmente si riferisce alla scarsa frequenza di evacuazione settimanale (due o meno di due), all’espulsione di feci dure (o “caprine”), alla sensazione di una evacuazione incompleta e anche alla semplice difficoltà di espellere il materiale fecale. Davvero tante sono le cause alla base di una : ormonali
(per esempio da ipotiroidismo); strettamente gastrointestinali (come l’intestino irritabile); l’azione di alcuni farmaci (come calcio-antagonisti e antidepressivi); certe condizioni neurologiche e metaboliche. A stabilire un quadro di stitichezza spesso intervengono anche gli stati psicologici (una depressione, per esempio) e i comportamenti di vita non corretti, come per esempio
l’inadeguata assunzione di fibre e di liquidi con la dieta, o la tendenza sistematica a reprimere lo stimolo. Si chiama, idiopatica, invece, quella stipsi che non riconosce nessuna delle cause appena citate. In tal caso la stitichezza può essere dovuta a un’alterata coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico (stipsi da defecazione ostruita). La stipsi idiopatica può essere anche da “rallentato transito”, condizione in cui il colon si dimostra scarsamente in grado di spingere in avanti la massa fecale. Lo studio del tempo di transito intestinale rappresenta il primo esame per chi soffre di stipsi idiopatica, un metodo semplice e utile per identificare le condizioni caratterizzate da un rallentamento del cammino del materiale fecale.

In presenza di stitichezza è utile discutere con un medico le eventuali cause: nella maggioranza dei casi la stitichezza dipende da scorrette abitudini di vita, ma esistono alcune malattie (talvolta gravi) che devono essere diagnosticate tempestivamente.

Stile di vita
Cattività fisica è molto importante per chi soffre di stitichezza: mettere in movimento il corpo tutti i giorni è la prima procedura utile (minimo 20 minuti al giorno). Dal punto di vista alimentare è importante aumentare il consumo di fibre (verdura cotta e cruda, cereali, crusca, pane integrale, carote, sedano) e aumentare la quantità di liquidi (acqua soprattutto a
digiuno).

Farmaci
Esistono diverse classi di farmaci o preparati utili nella stitichezza, tuttavia è importante che si ricorra a rimedi farmacologici solo in caso di stitichezza grave non risolta dalla correzione dello stile di vita, e dopo una valutazione medica.

Nel della stipsi è bene distinguere i rimedi in base alla presenza o meno di stimolo alla defecazione o alla difficoltà di evacuazione. Nella stitichezza cronica è necessario individuare il omeopatico di fondo: Graphites, Lycopodium, Silicea.

Stipsi senza stimolo
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Difficoltà di evacuare nelle persone anziane. L’emissione delle feci richiede grandi sforzi. Appetito scarso.
Graphites 9 CH 5 granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza, stipsi cronica e alle eruzioni cutanee trasudanti.
Hydrastis canadensis 7 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Assenza di stimolo. Stipsi in gravidanza.
Muqueuse du colon (mucosa del colon) 4 CH 1 supposta alla sera, prima del riposo notturno.

Stipsi con evacuazione insoddisfacente
Collinsonia 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Stitichezza cronica. Sensazione di aghi nel retto. È il rimedio specifico delle crisi emorroidarie in gravidanza.
Lycopodium clavatum 9CH5 granuli, 2 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di stipsi con emissione incompleta delle feci in soggetti che lamentano disturbi digestivi, meteorismo e cefalea.
Nux vomica 9CH5 granuli, 3 volte al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dalla noce vomica è indicato principalmente quando c’è lo stimolo a evacuare soprattutto dopo i pasti, ma gli spasmi impediscono l’evacuazione completa.

Stipsi con difficoltà di evacuazione
Bryonia 5CH5 granuli, 2 volte al dì. Feci dure, secche, nere, con dolore addominale. Bocca secca e sete di acqua fredda.
Causticum 9 CHS granuli 2 volte al dì. Rimedio adatto nelle persone anziane, soprattutto quando gli sforzi risultano inefficaci per inerzia o paralisi dello sfintere anale.

Stipsi in condizioni particolari
Calcarea acetica 1 DH triturazione, un pizzico in un po’ d’acqua, 1-2 volte al dì. Stitichezza nel neonato o nel bambino.
Platina5 CHS granuli, 2 volte al dì. Stitichezza in viaggio o per ragioni ambientali. Sensazione di peso nel retto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato da Calore, stasi di Qi del Fegato, deficit di Qi di Milza e Stomaco e dal Freddo.
Lo scopo della terapia è la dispersione di Calore e Freddo e la tonificazione del Qi degli organi coinvolti.
Punti importanti che possono essere utilizzati nel caso di stitichezza da
Calore sono:
FUJIE
HE GU
QUCHI
SHANG JU XU
ZHIGOU
Se la stitichezza è dovuta a ststi di Qi del Fegato si possono usare:

FENG LONG;
QI HAI;
XINGJIAN;
YANG LING QUAN;
ZHONG WAN.

Nel caso di causa da deficit di Qi di Milza e Stomaco punti importanti sono:
DA CHANGSHU;
GUAN YUAN;
NEI GUAN;
PI SHU;
YINXI;
ZU SAN LI.

Nel caso di stipsi da Freddo si possono combinare:
BAI HUI;
CHANG QIANG;
GUAN YUAN;
QI HAI;
SHEN SHU;
WEI ZHONG;
ZHAO HAI.
Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Intestino Crasso e Retto.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: MA ZI REN WAN
Fructus Cannabis……………………..5 g
Radix PaeoniaeAlba………………….2,5 g
Fructus Aurantii Immaturus……………2,5 g
Radix et Rizoma Rhei…………………..5 g
Cortex Magnoliae Officinalis……………2,5 g
Semen Armeniacae Amarum……………2,5 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale. Al mattino, prima di colazione bere un bicchiere di acqua tiepida, con alcune gocce di succo di limone e 2 cucchiaini di olio di lino di prima spremitura a freddo. Dopo circa 20 minuti assumere un kiwi maturo e una tazza di tè verde kukicha dolcificato con miele vergine integrale. Dopo altri 15-20 minuti consumare una colazione a base di fiocchi d’avena, yogurt naturale magro arricchito con probiotici, oppure kefir, o latte fermentato e frutta fresca di stagione ben matura. Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati, gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la”pellicina bianca”).
Alimenti da evitare Caffeina, cibi piccanti, alcolici, salumi, insaccati, prodotti industriali con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Se il disturbo tende a cronicizzate, può essere utile assumere ogni sera, circa 30 minuti prima del riposo nottur-
no, un infuso preparato con 1 cucchiaio di fiori di Malva, 2-3 cucchiaini di foglie di Malvay 1 cucchiaino di foglie di Cicoria 1 cucchiaino di radice di Rabarbaro 2 cucchiaini di fiori di Tiglio e 300 mi di acqua minerale naturale. Il trattamento può essere ripetuto la mattina, a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione, nelle forme particolarmente ostinate, oppure durante un regime dimagrante ipolipidico.
Se la stipsi è associata al meteorismo, può essere somministrato il Raphanus sativus nigery sotto forma di estratto fluido, 20 gocce, due volte al giorno, circa 25 minuti prima dei pasti.
In caso di stipsi occasionale (per esempio durante un viaggio) può essere utilizzato l’estratto fluido di Rhamnusfrangula, alla dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno. È consigliabile non effettuare trattamenti prolungati, per evitare irritazioni della mucosa intestinale. È controindicato in pre-
senza di coliche addominali, colite ulcerosa, morbo di Crohn, colon irritabile, in gravidanza, durante allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo, grazie alla sua azione positiva sulla produzione della bile.

Se la stipsi è associa all’ansia o all’irritabilità può essere utilizzata Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Nei casi in cui la stipsi rappresenta un disturbo correlato con un regime dimagrante, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia e premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale.

Originally posted 2014-10-07 15:31:35.

IPERIDROSI 180x175 - IPERIDROSI

IPERIDROSI

I peridrosi è la sudorazione eccessiva, generalizzata o localizzata. È una patologia piuttosto frequente: colpisce a partire già dal secondo decennio di vita, l’1-3% circa della popolazione, coinvolgendo in egual misura entrambi i sessi. L’ viene definita primaria (o idiopatica) quando non è riconducibile a particolari cause. È invece secondaria se la sudorazione eccessiva costituisce l’espressione di altre condizioni patologiche: per esempio, l’iperattività della ghiandola tiroidea, alcune malattie neurologiche o psichiatriche, l’obesità; è per lo più generalizzata e può notevolmente migliorare trattando adeguatamente la patologia di base. In realtà, questa condizione non implica alcun problema per la salute individuale: la perdita dei liquidi e dei sali minerali che comporta l’eliminazione del sudore viene infatti agevolmente tamponata reidratandosi abbondantemente. Il dilemma cruciale che affligge questi soggetti è di natura psicologica, visto che tanto il bambino quanto l’adulto finiscono per ritrovarsi in situazioni di grave imbarazzo sociale. La preoccupazione di essere derisi innesca un circolo vizioso, giacché l’ansia,
agendo sul Sistema Nervoso, finisce per scatenare un ulteriore aumento della sudorazione.

DA SAPERE
• Le ghiandole sudoripare sono distribuite su tutta la superficie cutanea.
• La loro densità è maggiore nei palmi delle mani e nelle piante dei piedi, sulla fronte e alle ascelle, mentre risultano meno concentrate agli arti superiori e inferiori.
• Il sudore, evaporando sulla superficie della pelle, contribuisce al mantenimento di una temperatura corporea costante.

Se l’iperidrosi è associata a un disturbo organico, è necessario trattare questo per migliorare i sintomi.
Antiperspiranti
II primo e più semplice rimedio è l’uso di antitraspiranti: i più efficaci contengono alluminio e non sono pericolosi.
Ionoforesi
Se gli antiperspiranti sono inefficaci si può eseguire la ionoforesi, che consiste nell’applicazione di corrente elettrica a bassa intensità. Le sessioni durano circa 20 minuti e vengono ripetute 2 volte la settimana se ci sono sintomi acuti, 1 volta la settimana a titolo preventivo. Ha una buona efficacia nell’iperidrosi del palmo della mani e della pianta del piede, moderata in sede ascellare.
Tossina borulinica
Può ridurre l’eccessiva sudorazione ascellare: si inietta a bassa dose e dura 6/12 mesi. Possono verificarsi minimi effetti collaterali.
Chirurgia
Se i trattamenti medici non funzionano, è possibile rimuovere chirurgicamente le ghiandole sudoripare ascellari, anche se sono necessarie più sedute chirurgiche. Un’altra tecnica chirurgica possibile è la simpaticectomia, che interrompe i nervi responsabili della trasmissione del segnale di sudorazione: può essere eseguita anche per via endoscopica.

L’eccessiva traspirazione o sudorazione deve essere interpretata nel contesto delle caratteristiche generali del soggetto e dell’eventuale disturbo concomitante.

Iperidrosi senza febbre
Ambra grisea 15 CH 5 granuli» 1-3 volte al dì. È adatta ai soggetti particolarmente emotivi, facilmente impressionabili e vulnerabili, ipersensibili a tutto. Caratteristica è la timidezza estrema ed il panico, soprattutto in presenza di estranei o il disagio negli incontri di società, con eccessiva traspirazione per timidezza.
Calcarea carbonica 9 CH 5 granuli una volta al dì. Traspirazione abbondante a livello del capo e del collo nel momento di addormentarsi o durante il riposo notturno.

China 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Da utilizzare nella prostrazione che segue la sudorazione eccessiva: esercizio fisico o sportivo intenso, convalescenza, allattamento, anemia da carenza di ferro, perdita di liquidi organici.
Silicea 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì.

Iperidrosi con febbre
Belladonna 9 CH 5 granuli 2-3 volte al dì. Sudorazione profusa, in particolare del volto associato ad arrossamento, congestione, fotofobia.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli 2-3 volte al dì. Traspirazione delle parti coperte che non arrecano beneficio, spesso in concomitanza con affezioni ORL.

Sudorazione ‘emotiva’
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, secondo necessità. Attività febbrile con ansia di anticipazione.
Gelsemium 30 CH 5 granuli, secondo necessità. Crisi di panico con sudorazione, obnubilamento, tremori.
Ignatia 30 CH 5 granuli, secondo necessità. Iperestesia, palpitazioni, dispnea sospirosa, sudorazione emotiva.

Sudorazione maleodorante
Psorinum 9 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Scarsa sudorazione di odore sgradevole anche dopo il bagno.
Sepia 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È indicato nella sudorazione maleodorante delle ascelle.
Silicea 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È indicato nella sudorazione maleodorante dei piedi.
Thuya 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È indicato nella sudorazione maleodorante del corpo, in particolare a livello delle ascelle.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Questo tipo di disturbo secondo la Medicina tradizionale cinese coinvolge principalmente gli organi Cuore e Rene, in particolar modo il Cuore per quanto riguarda la sudorazione e il Rene per quello che concerne il Sistema Nervoso.
Lo scopo della terapia è quindi di riequilibrare le funzionalità degli organi sopraccitati e controllare la secrezione andando ad agire su componenti associate quali possono essere ansia o insicurezza.

Punti importanti per la terapia in agopuntura medica sono:
YIN SHI (mercato dello Yin, localizzato 3 cun sopra il bordo superiore della rotula) che stimola e tonifica il Qi del Fegato;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
cinese
Formula: YU PING FENG SAN
Radix Ledebouriellae…………………30 g
Radix Astragali Manchuriensis………….30 g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……..60 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi e di sali minerali, sotto Tonna di aequa minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresca, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico arricchito con probiotici, oppure kefir.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi, uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Alimenti da evitare. Evitare per almeno tre mesi lo zucchero “bianco” e gli alimenti che lo contengono, i cibi a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per alleviare l’eccessiva sudorazione cutanea, soprattutto se localizzata a livello delle estremità (mani e piedi), può essere utile frizionare la cute, tre-quattro volte al giorno, con un decotto a base di foglie di Quercia (3 cucchiai di foglie fresche in 500 ml di acqua fredda. Portare a ebollizione, lasciare sul fuoco per circa 10 minuti, quindi spegnere la fiamma, coprire e lasciare riposare per 15-20 minuti. Raffreddare, filtrare, unire alcune gocce di olio di germe di grano e frizionare iniziando dalle falangi distali delle dita).
Per potenziare la diuresi può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, o di spremuta di pompelmo rosa, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, o inquieti e ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia, depressione, irritabilità, che possono rappresentare la causa scatenante del disturbo, può essere utilizzata la Valeriana offtcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00) e la sera, circa 30-60 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e
protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.

Originally posted 2014-10-15 09:53:39.

Minzione frequente 180x180 - Minzione frequente

Minzione frequente

Solitamente, rientra nella normalità una frequenza delle minzioni inferiore a 7 volte al giorno. Si ricorre al termine di pollochiurio quando si verifica un aumento del numero delle minzioni giornaliere però non giustificato da un aumento della quantità di urine. In altre parole, la pollachiuria descrive una condizione in cui il muscolo della vescica è stimolato a contrarsi nonostante la presenza di una ridotta quantità di urina. Quando invece si è portati a urinare di frequente semplicemente per un’aumentata produzione di urina rispetto alla norma si parla di poliurio. Due pertanto, sono i ventagli di cause quando l’atto del mingere diventa frequente: la poliuria può essere determinata perché s’introducono nell’organismo eccessive quantità di liquidi; può dipendere dal consumo di sostanze ad azione diuretica (come tè e caffè); compare nel diabete mellito (per l’eccesso di glucosio nel sangue) e in quello chiamato “insipido” (dovuto a un deficit dell’ormone antidiuretico prodotto dal cervello). Tra le cause della pollachiuria (che può essere diurna e/o notturna) figurano invece l’ingrossamento benigno della prostata, le infezioni del basso apparato urinario (cistiti, prostatiti) e la calcolosi vescicale. Se le minzioni sono frequenti (più di 7 volte durante il giorno), con l’emissione di piccole quantità di urina e un’importante urgenza minzionale (la sensazione molto forte di minzione imminente che non può essere ritardata), è probabile che ci si trovi di fronte a una da vescica iperattiva, condizione molto diffusa soprattutto tra la popolazione anziana.

GLOSSARIO
• Disuria – Difficoltà a urinare.
• Nicturio – Necessità di urinare più volte durante il riposo notturno.
• Oligurio – S’intende di solito una diuresi giornaliera inferiore ai 500 millilitri di urina (la produzione normale nelle 24 ore è mediamente di 1500 millilitri).
• Stronguho – È il dolore-bruciore che accompagna o segue la minzione.


La può dipendere da molte cause.
Se il problema di base è un’infezione si devono usare antibiotici contro l’infezione, sulla base di un’urinocoltura prima di ogni terapia (l’urinocoltura serve per identificare i batteri responsabili dell’infezione).
Nell’uomo la prostatite o altre malattie della prostata possono aumentare la frequenza della minzione: la visita urologica è importante per definire la terapia.
Nella donna alcune alterazioni ginecologiche, non necessariamente patologiche, sono legate a pollachiuria: infiammazioni lievi, terapie, piccoli traumi da rapporti sessuale che abbiano provocato una cistite passeggera.
Raramente la pollachiuria è legata ad alterazioni ormonali o malattie sistemiche: è bene consultare il medico se il fenomeno è particolarmente intenso e lungo a risolversi. Ricordare che alcune terapie (per esempio quelle contro l’ipertensione arteriosa) provocano aumento della frequenza minzionale.

Prima di iniziare il è necessario definire la causa della minzione frequente, spesso conseguente a fenomeni irritativi, infiammatori o infettivi delle vie urinarie. Quando non si è evidenziata un’origine infettiva si può somministrare Staphysagria.
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Aumento della frequenza della minzione da infezione urinaria con senso di bruciore, migliorato dal calore. Compromissione delle condizioni generali, con febbre, prostrazione, perdita di peso.
Cantharis 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. La cantaride è un insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in omeopatia per i processo infiammatori ed infettivi a livello urinario. Uretrite emorragica con minzioni frequenti e dolore violento prima, durante e dopo la minzione.
Equisetum hiemaleSCH 5 granuli dopo ogni minzione. È il rimedio dell’enuresi e delle cistiti recidivanti con emissione frequente di urine abbondanti.
Mercurius corrosivus 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. Dolori brucianti vescicali con frequente bisogno di urinare. Le urine sono torbide e brucianti. Caratteristico è il tenesmo vescicale intenso e persistente.
Medorrhinuml5 CH un tubo dose, 1 volta alla settimana, diradando in base alla risposta. È il medicinale omeopatico specifico per il trattamento delle infezioni urinarie recidivanti o croniche, in particolare da Clamidia. Caratteristiche sono le perdite uretrali di colore giallastro.
Faretra brava 5 CH 5 granuli, al ritmo delle minzioni. Diradare in base al miglioramento. Stimolo continuo alla minzione, anche se l’urina è scarsa ed emessa con grande sforzo.
Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Bruciori a urinare di origine traumatica (cistite e uretrite della ‘luna di miele’ o dopo manovre di esplorazione strumentale a livello delle vie urinarie con aumento dello stimolo a urinare).
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana, per cicli di tre mesi.
È il medicinale omeopatico di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento delle infezioni urinarie recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo tipo di disturbo può essere dovuto a un deficit di Qi di Rene oppure da un deficit di Yin.
Lo scopo della terapia è quindi mirato a ripristinare una normale minzione, a riequilibrare la diuresi e a riequilibrare un corretto controllo della frequenza.
Nel caso di deficit del Qi del Rene punti importanti per tonificare il Qi sono:
QI HAI;
SAN JIAO SHU;
SHEN SHU;
TAI XI;
ZHI BIAN.
Mentre nel caso di deficit di Yin per tonificare lo Yin si possono utilizzare i punti:
SANYINJIAO;
TAI XI;
ZHONG JI;
ZHI BIAN.

Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Rene, Uretra e Vescica urinaria.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: SUO QUAN WAN
Radix Linderae…………………….10 g
Fructus Alpiniae Oxiphyllae……………10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdura fresche, frullati a base di frutta e/o verdura diluiti con acqua al 50%.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crucifere.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di magnesio e potassio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica, legumi secchi, soia e cacao.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i cibi piccanti, i piatti dei fast-food, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare (o evitare nella fase acuta) il consumo di salumi, insaccati, prodotti in salamoia, formaggi non biologici stagionati, carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;

Vitamina E 10 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Se il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione batterica, in particolare da Escherichia coli (l’agente patogeno più frequente nelle cistiti), può essere utilizzata l’Echinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15
giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Se il disturbo è correlato con un problema a carico del Sistema Nervoso periferico, grazie alla sua azione antinevralgica, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.
Nel caso in cui il disturbo è correlato alla sindrome ansioso/depressiva può essere assunta la Melissa offìcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.

Originally posted 2014-10-13 13:46:42.

Stomatite 180x180 - Stomatite

Stomatite

Il termine indica il processo infiammatorio che coinvolge la mucosa che tappezza le strutture della cavità orale. Dunque interessa le guance, le gengive, la lingua, le labbra, il pavimento della bocca e il palato. Molti i fattori che possono causare queste infiammazioni a carico dell’interno della bocca: i traumi persistenti, per esempio, capaci d’irritare la mucosa orale per la presenza di protesi inadeguate, denti fratturati e morsicamenti accidentali; le infezioni virali; l’ipersensibilità a taluni farmaci; il danno termico prodotto dall’assunzione di cibi o bevande calde. Spesso compaiono sulla mucosa orale una o più aree ulcerate (le afte), piccoli crateri bianchi grigiastri, rotondeggianti, dolenti, che di solito compaiono in maniera ricorrenti a intervalli che variano da pochi giorni ad alcuni mesi. In genere, l’infiammazione della mucosa orale provoca un fastidio doloroso, un bruciore locale che può accompagnarsi ad alito cattivo e aumento della secrezione di saliva. Anche i deficit vitaminici (per esempio quelli del complesso B) e la carenza di ferro possono causare bruciore alla bocca.

Nel della si consiglia di associare il generale e topico. Nella stomatite erpetica è opportuno alternare Mercurius cyanatus e Nitricum acidum. Nelle gengivostomatiti recidivanti è necessaria la valutazione ed il consiglio dello specialista odontoiatra. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua bollita, lasciata intiepidire. Abitualmente si coniglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranunco-Iacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo.
Kreosotum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Le gengive sono tumefatte, congeste, dolenti, sanguinano al minimo contatto. Caratteristica è la tendenza alla carie. Spesso si alterna con Mercurius solubilis.
Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli» inizialmente anche ogni ora e diradando in base al miglioramento. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione. È anche il medicinale specifico della stomatite erpetica.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il mercurio solubile, il cui uso terapeutico è stato introdotto dallo stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, è il medicinale di prima scelta per il trattamento della gengivite con gengive tumefatte, doloranti, spugnose, sanguinanti al minimo contatto. Ulcerazioni con tumefazione gengivale.
Nitricum aciàum 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. È il rimedio adatto al trattamento della stomatite erpetica, in particolare nelle forme ad evoluzione lenta, soprattutto in soggetti con tendenza alla depressione. Si consiglia di associare Mercurius cyanatus.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene.
La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

 Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci). Incrementare l’assunzione di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, come frutta e verdura fresche e di stagione, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremuto a freddo, spezie, erbe aromatiche, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote e succo puro di mirtillo. Integrare la dieta abituale con i polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva biologico di prima spremitura a freddo.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, cafre o tè);
Germe di grano 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt.

Per aiutare a combattere l’infiammazione della mucosa orale, può essere utilizzato il Calamo aromatico (Acorus calamus)y sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in 200 ml di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), oppure in succo puro di mango e/o papaia.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, due volte al giorno per via orale, o sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, può essere usata la Althea officinalis (Altea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30-50 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti. Il preparato può anche essere aggiunto a 30 mi di latte di mandorla, oppure d’avena, e trattenuto all’interno della cavità orale per 2-3 minuti, prima di essere deglutito. In questo modo viene potenziato l’assorbimento dei principi attivi attraverso la via sublinguale.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, Toligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento\ i monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-07 16:00:55.

mal di gola 180x180 - Mal di gola

Mal di gola

È l’infiammazione della mucosa della faringe, dovuta sia all’azione di fattori irritanti, sia all’intervento di virus (come i rinovirus e gli agenti virali dell’influenza) e batteri (in particolare, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A). Fondamentalmente si distingue una faringite acuta e una forma cronica.
Nella prima i sintomi fan parte del quadro delle malattie generiche delle prime vie respiratorie (come il raffreddore, per esempio) e sono rappresentati dalla difficoltà nel deglutire e dall’arrossamento locale della mucosa (eventualmente abbinato alla presenza di tonsille tumefatte e arrossate); talvolta si presenta con le ghiandole del collo ingrossate e anche con dolore all’orecchio. Spesso è presente la febbre. La faringite cronica è invece una forma a lungo decorso, che può essere dovuta al transito delle secrezioni muco-purulente dal naso, alla permanenza prolungata negli ambienti di casa e di lavoro con un clima secco, surriscaldato o caratterizzato dalla presenza di polveri e vapori, nonché all’ostruzione respiratoria nasale. Quest’ultima condizione fa si che l’aria venga continuamente inalata attraverso la bocca: in tal caso viene a mancare l’effetto filtrante, umidificante e riscaldante attuato sull’aria dalle strutture nasali. I pazienti affetti da faringite cronica lamentano sintomi fastidiosi: secchezza della bocca soprattutto al mattino, dolore alla deglutizione, tosse e solleticamento alla gola.

CONTAGIO
L’infezione si trasmette abitualmente per contatto diretto attraverso le secrezioni nasali e bronchiali. Anche le mani, contaminate dai liquidi infetti e involontariamente portate agli occhi e alla bocca, costituiscono un veicolo importante di trasmissione degli agenti infettivi.

Il può essere provocato da un’infezione batterica oppure virale, da un insulto chimico o da un effetto collaterale di farmaci: in medicina si definisce “faringite”
Infezioni virali
Acetaminofene e ibuprofene alleviano il dolore. Anche i gargarismi con acqua salata (un cucchiaio da tavola di sale in due tazze di acqua) possono aiutare. Mangiare frutta fresca a bassa temperatura può dare una sensazione di sollievo.
Infezioni batteriche
Il batterio più comunemente coinvolto nella faringite è lo Streptococco A, che va curato con antibiotici: un ciclo di antibiotici andrebbe iniziato dopo un tampone colturale. Se un paziente ha una storia di malattia reumatica cardiaca, il va iniziato subito dopo la visita medica. In pazienti allergici alla penicillina si usa Teritromicina: in alcuni casi i batteri sono resistenti a entrambi gli antibiotici, quindi si usa un farmaco alternativo come la claritromicina.
Altre cause di mal di gola
Micosi, herpes, difterite, gonorrea, sifilide, tubercolosi e clamidia possono provocare mal di gola. II trattamento in questi casi è specifico per la malattia di base.

Si ritiene che 1*80% delle forme di faringite acuta rispondano alla somministrazione di Belladonna e Mercuria solubilis. In tutti i casi di mal di gola al trattamento generale si consiglia di associare gargarismi con
Calendula e Phytolacca. Nel mal di gola associato a febbre, a reazione dei linfonodi regionali o con carattere recidivante è necessaria la valutazione medica.
Prevenzione
Anas barbariae 200 K una dose unica, una volta alla settimana o ogni due settimane nella stagione fredda e una dose ogni 6 ore ai primi sintomi. È il bioterapico adatto per prevenire le faringiti.
Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9CH5 granuli, anche ogni ora. Tumefazione rosata della gola e gl’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. Dolori brucianti migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Argentimi nitricutn 7CH 5 granuli 3-4 volte al dì. Il nitrato di argento è il medicinale omeopatico adatto alle forme di faringite con la caratteristica impressione di avere una scheggia conficcata a livello della gola.
Belladonna 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola.
Senso di costrizione dolorosa al collo. Talvolta febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.
Ferrum phosphoricum 7 CH 5 granuli 3 volte al dì. È il rimedio della rinofaringite accompagnata da febbre poco elevata e stanchezza, secchezza laringotracheale e dolore che si irradia all’orecchio.
Phytolacca 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento cupo e secchezza della gola con aumento di volume delle tonsille e dolore nella deglutizione che si irradia dalla base della lingua verso le orecchie.
Faringotonsilite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Alito fetido. Dolore irradiato all’orecchio. Ingrossamento dei linfonodi del collo.
Trattamento locale
Calendula officinalis – Phytolacca Eseguire gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle due Tinture Madri, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza, per ottenere un effetto antalgico e antisettico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione causata da agenti patogeni esterni e disperdendo gli agenti stessi, oltre ai sintomi associati che si possono presentare quali tosse, cefalea, difficoltà a deglutire ed edema.
Le cause principali possono essere il Vento caldo, il Fuoco di Polmone e Stomaco e un deficit di Yin.
Nel caso di mal di gola da Vento caldo punti importanti possono essere:
FENG MEN;
HE GU;
LIAN QUAN;
SHANG YANG;
TI AN TU.

Nel caso di mal di gola da Fuoco di Polmone e Stomaco punti importanti sono:
DAZ HUI;
LIAN QUAN;
SHANG YANG;
SHAO SHANG.
Mentre nel caso di deficit di Yin, per tonificare lo stesso si possono usare i punti:
FU TU;
SAN YIN JIAO;
TAI XI;
HEGU.
Oltre ai punti del Sistema Auricolare quali Laringe, Naso interno e Polmoni.
Possono essere sufficienti 5/6 sedute per arrivare alla guarigione di questo disturbo, è consigliabile effettuare le sedute consecutivamente.
cinese
Formula: XIGUA SHUANG PIAN
Citrulli Vulgaris …………………….6 g
Flos Pruni Mume…………………….2 g
Herba Menta……………………….2g
Posologia: Tavolette da 1 g, 1 tavoletta per 4-6 volte al dì da sciogliere in bocca.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti (da sorseggiare a temperatura ambiente nel corso della giornata per alleviare l’irritazione).
Nella fase acuta può essere utile assumere (ogni tre/quattro ore) frullati e/o centrifugati a base di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione con aggiunta di latte di riso addizionato con calcio, oppure di yogurt naturale e/o kefir e miele vergine integrale di produzione italiana.
Incrementare il consumo dei cibi ricchi di vitamina C quali agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Si consiglia di integrare la dieta abituale con broccoli, fragole, pomodori peperoni, verdure a foglia verde, carote, zucca, melone, fragole, frutti di bosco, mango, papaia, albicocche, cereali integrali in chicchi e in fiocchi fegato di manzo, legumi (soprattutto lenticchie), latticini “magri” (in particolare latte fermentato, crescenza, ricotta, fiocchi di latte), pesce pescato in mare, uova biologiche, germe di grano e lievito di birra.
Alimenti da evitare Nella fase acuta evitare i cibi eccessivamente caldi e assumere bevande fredde e minestre tiepide per dare sollievo all’irritazione della gola.
Limitare lo zucchero e i prodotti a base di farine raffinate.
Eliminare la carne e il pesce di allevamento, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Rame 2 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Nella fase acuta può essere utile effettuare sciacqui e gargarismi con l’infuso a base di Issopo (grazie ai flavonoidi aiuta ad alleviare i sintomi) preparato con 2 cucchiai di foglie e fiori in 500 mi di acqua minerale naturale.
Nelle forme virali può essere somministrato l’estratto di Andrographispanicolata (generalmente estratto dalle foglie e dalla Parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geraniutn sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per le sue proprietà balsamiche e anticatarrali può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus Sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.
Per potenziarne l’azione può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.
Come antisettico può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.

Originally posted 2014-10-14 09:11:35.