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Pelle secca 180x180 - Pelle secca

Pelle secca

Una cute disidratata è esposta all’aggressione di agenti esogeni, capace di scatenare l’insorgenza di manifestazioni infiammatorie. Oltre ai fattori costituzionali, numerosi sono gli agenti in grado di provocare una riduzione dell’idratazione cutanea: il clima ventoso e secco, l’azione di detergenti e solventi (che compromettono la salute della barriera idrolipidica superficiale), l’esposizione reiterata alle radiazioni ultraviolette. Nei raggi ultravioletti del sole infatti, si riconoscono due tipi di radiazioni: gli UVB che provocano l’eritema, l’iniziale rossore della pelle, e colpiscono soltanto gli strati cutanei superficiali; gli UVA, invece, giungono più profondamente, fino al derma, dove si trovano le strutture di sostegno della cute (fibre elastiche, collagene, vasi sanguigni). Da qui il fotoinvecchiamento: la cute, cronicamente esposta alla luce solare, diventa secca, rugosa, macchiata, di colorito giallognolo e consistenza coriacea. La secchezza cutanea caratterizza poi Vittiosi volgare, una malattia dermatologica che si presenta con squame fini e biancastre, localizzate prevalentemente al viso, al tronco e alle superfici estensore degli arti. Si chiama invece cheratosi seborroica una lesione che può comparire in entrambi i sessi dopo i quaranta anni, soprattutto sul viso, sul capo, sul collo, sul tronco e sulle mani. Si presenta come una placca bruno giallastra, rotonda od
ovale con la superficie ricoperta da squame grasse e percorsa da solchi.

DA SAPERE
La lesione elementare che caratterizza la è la squama: un agglomerato di lamelle cornee deposte sulla superficie cutanea, variabile per dimensioni, aderenza (può risultare facilmente distaccabile, come nella psoriasi) e colore (per esempio, bianco nella psoriasi e grigiastro nell’ittiosi comune).

Identificare ed eliminare le cause
Per trattare efficacemente la pelle secca, per prima cosa è importante capire le ragioni della secchezza: il motivo più frequente è l’esposizione a un ambiente caldo e secco con scarsa assunzione di acqua. Saponi e calore possono stimolare la pelle a perdere idratazione, così come gli antitraspiranti, i profumi e i bagni troppo caldi. Alcune sostanze chimiche sono associate a
secchezza della pelle. Molte persone sono intolleranti alla lana e questa intolleranza si manifesta con pelle molto secca.
Creme e lozioni emollienti/idratanti
La pelle molto secca trattata male può andare incontro a infezione, soprattutto se viene traumatizzata (prodotti scrub o lesioni da grattamento per prurito): la prima procedura utile per evitare la spiacevole sensazione di secchezza e le sue conseguenti complicazioni è applicare una crema emolliente o idratante, mantenendo la regolarità nelle applicazioni. Le creme o lozioni senza profumo sono preferibili.
Sapone idratante
È opportuno usare un sapone senza profumo e non detergente e tamponare la pelle piuttosto che strofinarla con l’asciugamano dopo il bagno. È importante non esagerare con i bagni caldi e aggiungere olio da bagno quando si resta molto nella vasca. Le mani vanno protette da guanti quando si lavora nell’acqua (per esempio lavando i piatti).
Umidificatore
Negli ambienti secchi e caldi l’uso dell’umidificatore permette di migliorare la disidratazione.
Consultare un medico
Se esiste il dubbio che la pelle molto secca sia conseguente a una malattia 0rganica oppure a una reazione da farmaci. Malattie della tiroide, deficit di acidi grassi, malnutrizione, anoressia e malattie renali sono di solito
Scompagnate da pelle secca. Anche alcune allergie si possono manifeste con disidratazione della pelle.

L’approccio omeopatico dispone di rimedi adatti a correggere la tendenza alla secchezza esagerata a livello di cute e mucose.
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte ai dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata.
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, una volta at dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, alle dermopatie squamose croniche. Segni caratteristici comprendono: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da , i capelli secchi.
Cedrus libani Macerato glicerico i OH, 30-50 gocce, 1-2 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano che si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca.
Radium bromatum!5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il bromuro di radio è adatto ai soggetti anziani con pelle secca, atrofica, pruriginosa.
È indicato anche per il trattamento delle radiodermiti e della sclerodermia. Caratteristico è il prurito che aggrava quando ci si sveste e migliora grattandosi.
Sulfur 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo.
Thuya occidentalis 15o30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, albero della famiglia delle Conifere, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei rimedi più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel trattamento della secchezza della pelle solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con l’ausilio di creme e fìtoprcparati volti a ripristinare
il corretto supporto idrico cutaneo.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….I g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdure fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con l’aggiunta di latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, oppure latte d’avena o di riso addizionato con calcio.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Integrare la dieta abituale con i cibi a elevato contenuto di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in
Particolare i fiocchi d’avena), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Privilegiare le fonti di acido folico (o vitamina B9 _ come legumi, orzo, riso arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati) e di rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, Ringhi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde).
Alimenti da evitare Eliminare le bevande contenenti caffeina, gli alnci, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Beta-carotene: aumentare l’apporto quotidiano di nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Manganese 5 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA

Per la sua azione depurativa e rimineralizzante è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
Nelle pazienti giovani per prevenire la comparsa delle rughe, in particolare durante l’esposizione solare, può essere utile associare l’Avena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione e l’idratazione cutanea, può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di arancia e pompelmo rosa, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno. Dopo circa 20 minuti di posa, sciacquare con acqua tiepida e
applicare un unguento a base di Vite rossa. Non utilizzare questa preparazione prima dell’esposizione solare.

Originally posted 2014-10-10 13:36:38.

Tendinite 180x180 - Tendinite

Tendinite

La è un processo infiammatorio che coinvolge un tendine, cioè uno di quei cordoni biancastri, resistenti e flessibili, che fissano l’estremità del muscolo alle strutture ossee. L’infiamma/ione è in genere causata dai movimenti eccessivi e ripetuti, che sottopongono il tendine a un complesso di microsollecitazioni capaci alla lunga di alterarne i tessuti. Le principale causa scatenante è insomma il sovraccarico, ossia il superamento del limite di tolleranza delle strutture tendinee, oltre il quale interviene la patologia. Accade, per esempio, negli sport che richiedono movimenti ampi e ripetitivi degli arti
(come tennis, golf, basket e baseball, per esempio) o nello svolgimento di determinate professioni (nei musicisti che suonano le tastiere o quando si utilizza il mouse lavorando parecchie ore al computer). Il sintomo peculiare è il dolore nell’area colpita, che aumenta col movimento e può essere accompagnato da un gonfiore, più o meno evidente. Se è coinvolto il tendine di Achille, il disturbo doloroso si localizza appena sopra «il tallone; l’infiammazione del tendine rotuleo (che collega la rotula alla tibia) crea disagi nella zona anteriore del ginocchio, mentre il coinvolgimento del tendine del gomito genera dolore nella parte esterna dell’avambraccio, quando si ruota o si afferra qualcosa (è l’epicondilite, o gomito del tennista, una infiammazione dei tendini
dei muscoli estensori del polso).

DA SAPERE
La tendinopatia calcifica è una malattia infiammatoria che provoca un forte dolore localizzato alla spalla. Deriva dalla deposizione, nei tendini situati in quest’area, di sali di calcio. Si ha un dolore severo, bruciante, oppure continuo e invalidante, che aumenta con il movimento e la compressione (o dormendo sulla spalla interessata) e spesso peggiora durante la notte.

Riposo e ghiaccio
Il primo è immobilizzare la zona interessata e farla riposare, ma non se si tratta della spalla (può di-
ventare “congelata”). È utile applicare ghiaccio per 15/20 minuti.

Esercizio fisico
Una volta che il dolore è passato, iniziare un programma di esercizi riabilitativi per ripristinare la funzione e fortificare il tendine. L’idroterapia, o ginnastica aerobica in acqua, è un buon metodo per riprendere la funzione muscolare senza caricare troppo il corpo. La prevenzione della recidiva si basa sull’esercizio fisico regolare.

Farmaci
Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) riducono e/o tolgono il dolore. A volte si iniettano steroidi nelle articolazioni associate all’episodio di tendinite.

Terapia con ultrasouni
Una terapia focale con ultrasouni ad alto potere, meglio conosciuta come terapia a onde d’urto, può avere effetti positivi quando si siano formati depositi di calcio nel tendine. Una terapia a ultrasouni senza onde d’urto può migliorare i sintomi di una tendinite senza calcificazioni.

La tendinite e la tenosinovite caratterizzata da un processo infiammatorio a livello di un tendine e della guaina di rivestimento con diversa localizzazione richiede l’utilizzo pressoché sistematico di Apis mellifica e Bryonia alba, somministrati in alternanza. In caso di tendinite recente di origine traumatica può essere indicato l’uso di Arnica montana.
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, alternando con Bryonia alba. Apis mellifica svolge un’azione di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicata in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico di tutti i processi infiammatori e in particolare della tenosinovite, da alternare con Bryonia. Il dolore è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione dell’articolazione. Caratteristica è la modalità di miglioramento con applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Arnica montana 5 CH 5 granuli, da una a più volte al dì. L’arnica è il preparato specifico per le forme di tendinite conseguenti ad esito traumatico o ad eccessiva sollecitazione meccanica articolare.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti collaterali dannosi.
È indicata per il dolore migliorato con il riposo assoluto, e la pressione; aggravato invece dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare anche importante. Si può associare una reazione febbrile. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.
Ruta-Symphytum 5 CH 5 granuli, 4 volte al dì, alternando i 2 rimedi.
Questo schema di trattamento è adatto per le forme di tendinite a livello inserzionale, come nel caso deirepicondilite o della pubalgia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La terapia in agopuntura è molto indicata nel trattamento di questo disturbo.
Lo scopo delhi terapia è di sedare il dolore, eliminare lo stato infiammatorio e risolvere la sintomatologia associata. I punti sono principalmente locali a seconda della sede di insorgenza dell’infiammazione.

cinese
Formula: XING HUANG WAN
Margaritifera………………………..1 g
Rizoma Achyranthes Bidentatae…………..9g
Radix Salviae Miltiorrhizae………………6 g
Olibanum…………………………..6 g
Posologia: 2 o 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 15 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Incrementare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare). Seguire un regime dietetico a basso contenuto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi
freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, o extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo. Aumentare il consumo di cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci. Integrare la dieta abituale con buone fonti di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che Io contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, salumi e gli insaccati (per la presenza dei nitriti e dei nitrati), la caffeina, i piatti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento delle sostanze antiossidanti e compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Integrazione alimentare
Vitamina E 10 mg al giorno
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare il trattamento per almeno tre mesi – rallenta la degenerazione della cartilagine articolare)
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg)
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per almeno tre settimane. È controindicato neirulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, oppure con 200 ml di latte di mandorla biologico.
Nella fase acuta può essere utile frizionare la zona interessata con 50 gocce di Arnica TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Per alleviare il dolore e l’infiammazione può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Per combattere l’infiammazione può essere usata YUncaria tormentosa (o Unghia di gatto), sotto forma Ji estratto fluido, nella dcse di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-08 10:13:00.

Smagliature 180x180 - Smagliature

Smagliature

Dette anche “strie atrofiche”, le costituiscono un estetismo cutaneo caratterizzato da una lacerazione superficiale del derma. Inizialmente di colore rosso-violaceo, per la sottigliezza dell’epidermide, che mostra il reticolo venoso, in seguito finiscono per “cicatrizzarsi” acquistando un colore bianco-perlaceo. Sulla cute si presentano appena scavate o talvolta leggermente rilevate, come una minuta cicatrice. Queste strie hanno un andamento lineare e si localizzano generalmente sulle cosce, sui glutei, sui fianchi, sui polpacci, sull’addome e sul seno, provocando un’alterazione della normale superficie cutanea. Le lesioni si riscontrano soprattutto nelle donne tra i 15 e i 30 anni, che ne sono colpite due volte più degli uomini, e in particolare durante la gravidanza e la pubertà. Le si formano per un’alterazione a carico del tessuto elastico sottocutaneo. Esiste sicuramente una certa predisposizione sostenuta da fattori genetico-costituzionali; di certo, però, queste strie affiorano soprattutto quando si verifica una generale perdita del tono muscolare e dell’elasticità cutanea, in seguito al calo ponderale (per esempio a causa di una dieta drastica) o, di contro, per l’aumento marcato del peso corporeo (tipicamente, durante la gravidanza). Infatti, le brusche sollecitazioni del manto cutaneo, dovute a questo “effetto fisarmonica” – per i rapidi incrementi e cali di peso che si realizzano in un breve lasso di tempo produrrebbero uno stress a carico delle fibre di collagene e una trazione dei capillari del derma, con conseguente sofferenza dei tessuti.

DA SAPERE
Glutei e cosce sono particolarmente bersagliati dalle smagliature nelle persone che svolgono una vita sedentaria o che, al contrario, praticano intensamente uno sport (per l’incremento massiccio che la muscolatura subisce). Anche indossare pantaloni
troppo stretti può favorire la formazione di smagliature in queste zone. Nell’internobraccia, i fattori principalmente coinvolti nella formazione delle smagliature sono l’invecchiamento e il dimagrimento. Una prolungata terapia con cortisonici può pure provocare la comparsa di smagliature.

Le smagliature non sono malattie e sono innocue. L’aspetto estetico tende a migliorare nel tempo.
Tretinoina
Il medico, se necessario, prevede l’applicazione di tretinoina due volte al giorno, con buoni risultati
estetici.
Acido tricloroacetico
Può essere usato a dosi basse (15/20%) per esfoliare la pelle ed eliminare le aree interessate da smagliature. Il trattamento deve essere somministrato da medici e può essere ripetuto a cadenza mensile fino al raggiungimento di un risultato estetico positivo.
Laser pulsato
L’apparecchio per il laser pulsato emette pulsazioni di luce assorbite dal pigmento dei globuli rossi: si riduce la visibilità delle smagliature.

È bene ricordare, come in generale le smagliature si formino in due momenti particolari: durante la gravidanza e nel corso di variazioni ponderali. L’approccio omeopatico deve integrare i consigli generali e alimentari. Esso si basa sull’uso di preparati per via topica a base di Symphytum e rimedi per via generale, come Graphites, per lunghi periodi di trattamento.
Calcarea fluorica 5 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Se ne consiglia l’uso in associazione con Graphites, per lunghi cicli di cura.
Centella asiatica 3 DH (terza decimale) 40 gocce, diluite in un po’ d’acqua, 1-3 volte al dì, lontano dai pasti, per cicli di 3 mesi e un mese di pausa. La centella, pianta dell’India e del nord della Cina, è indicata nella prevenzione e nel trattamento delle smagliature nell’adolescenza o in gravidanza. Recenti ricerche hanno consentito di isolare principi attivi capaci di stimolare la produzione di fibre collagene del sottocute.
Graphites5 CHS granuli, 1 volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza, stipsi cronica e alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività. È considerato il rimedio di prima scelta nel trattamento delle smagliature. Se ne consiglia l’uso prolungato nel tempo.
Platanus orientalis Macerato glicerico 1DH, 50 gocce, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima di cena. Le gemme di platano ripristinano e mantengono la componente elastica del derma. Il platano orientale si utilizza in gemmoterapia in alcune affezioni dermatologiche ribelli e nella cura delle smagliature. Il trattamento va prolungato per almeno 3 mesi di durata.
Symphytum officinale applicare regolarmente, mattino e sera, una crema a base di Symphytum. Massaggiare fino a completo assorbimento.
In gravidanza iniziare dal terzo mese, quando comincia il progressivo incremento ponderale e quindi il rischio del formarsi di smagliature.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non c’è una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao).
Incrementare l’apporto quotidiano di liquidi, in particolare di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare e per preparare tè verde, oppure decotti, tisane e infusi da sorseggiare nel corso della giornata senza zucchero aggiunto).
Alimenti da evitare Eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, i prodotti dei fast-food, i salumi, gli insaccati, le carni conservate, i formaggi stagionati, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

Per potenziare il metabolismo dei micronutrienti contenuti nei cibi, essenziali per mantenere la cute sana, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure in un centrifugato di carota diluito con succo d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Se le smagliature sono associate alla cellulite, può essere utile assumere l’estratto fluido di gambo d’Ananas, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno e nel pomeriggio lontano dai pasti.
Se il disturbo è associato alla ritenzione idrica, con fragilità capillare e sovrappeso, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Ruscus aculeatus (o Pungitopo) nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (con due bicchieri di acqua minerale naturale), circa 20 minuti prima di colazione, e la sera prima del riposo notturno, seguito da una tisana tiepida di foglie e sommità fiorite di Orthosiphon stamineus (o Tè di Giava): 1 cucchiaio in 200 mi di acqua minerale naturale, portata a ebollizione. Dopo 10 minuti di infusione, filtrare e non dolcificare.
Per migliorare l’ossigenazione cutanea, grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, può essere assunta la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-09 13:59:55.

Gotta 180x180 - Gotta

Gotta

Il termine indica un quadro caratterizzato da un incremento di acido urico nel sangue e da attacchi ricorrenti dì artrite acuta. Questi ultimi sono dovuti all’accumulo dei cristalli di urato monosodico nel liquido e nelle membrane che tappezzano le cavità delle articolazioni, nonché nei tessuti periarticolari. Il primo stadio della malattia gottosa può essere considerata la iperuricemia asintomatica, ossia un aumento dei valori di acido urico circolante ma senza disturbi palesi. L’artrite gottosa acuta costituisce il primo episodio clamoroso della malattia: insorge in genere all’improvviso e può essere favorito da un trauma, dagli sforzi fisici e da eccessi di cibo o alcol. Sintomo peculiare: un dolore localizzato a una singola articolazione, spesso notturno, che in genere coinvolge la parte metatarso-falangea (nel piede) ma può colpire anche altri distretti articolari come le caviglie, le ginocchia e i polsi. Calda, gonfia, arrossata: cosi si presenta l’articolazione colpita, incapace di svolgere le proprie funzioni. L’evoluzione naturale della malattia non trattata è la cronica tofacea: i cristalli di acido urico precipitano nello spessore dei tessuti articolari e delle cartilagini, con la formazione dei cosiddetti tofi, che si presentano come noduli non dolenti ricoperti da una pelle tesa e sottile. La deposizione dei cristalli di urato nel tessuto dei reni finisce per determinare una nefropatia che in alcuni casi può evolvere verso l’insufficienza renale cronica. Negli individui, affetti da , è notevolmente aumentata rispetto alla popolazione generale, la formazione di calcoli renali (direttamente collegata ai livelli di acido urico nel sangue e nelle urine).


L’attacco acuto di gotta può risolversi spontaneamente, ma generalmente dura da 7 a 10 giorni. Il caso più comune interessa l’alluce: l’articolazione diventa dolorante, rossa e gonfia.

Farmaci
Nell’attacco acuto, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ormai preferiti alla colchicina, per la minore tossicità e maggiore efficacia. È necessario evitare l’assunzione di farmaci che potrebbero aggravare la patologia (diuretici, aspirina, acido nicotinico) e di alcolici; il paziente deve riposare a letto. Per quanto riguarda la malattia cronica, si interviene generalmente in caso di iperuricemia (livello superiore a 13 mg/100 ce nell’uomo e a 10 mg/100 ce nella donna), di uricosuria
(acido urico presente nelle urine in quantità superiore a 1.100 mg/die), di frequenti attacchi acuti, di noduli, di artropatia gottosa, di calcolosi renale o danno renale. La terapia deve quasi sempre essere seguita per tutta la vita e si basa sullo stato del singolo paziente.

Alimentazione
Un tempo si attribuiva importanza alla dieta, ma oggi la terapia farmacologica ha un ruolo decisivo. È buona norma seguire una dieta con un contenuto normale di proteine, senza eccedere negli zuccheri e limitando al massimo il consumo di alcol. In particolare, l’alcol e l’ sono fattori che aumentano la produzione di acido urico e ne diminuiscono l’eliminazione.


In omeopatia è possibile integrare il convenzionale della crisi acuta di gotta, basato essenzialmente sulla somministrazione di colchicina, con rimedi dell’artrite. È inoltre utile l’approccio omeopatico per scegliere un più profondo nelle persone con
tendenza all’iperuricemia e alla gotta.

Trattamento sintomatico
Apis mellifica 9 CH 5 granuli, da tre a più volte al dì, secondo necessità. Apis mellifica manifesta un’attività di breve durata per cui la somministrazione andrà ripetuta spesso. Il preparato ottenuto dalla macerazione dell’ape intera è indicato in tutte le manifestazioni caratterizzate dalla infiammazione. È considerato il medicinale adatto per il trattamento sintomatico dell’artrite, da alternare con Bryonia alba. Il dolore reumatico è bruciante e trafittivo, si associa arrossamento e tumefazione delle articolazioni. Caratteristica è la modalità di miglioramento con le applicazioni fredde (ghiaccio) e l’aggravamento con tutte le forme di calore.
Bryonia alba 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La vite bianca appartiene alla famiglia delle Cucurbitacce, cui appartiene anche Colocynthis. In generale la brionia manifesta un’attività antinfiammatoria simile a quella dei cortisonici, senza tuttavia provocare la comparsa di effetti
collaterali dannosi. È indicata per il dolore reumatico migliorato con il riposo assoluto e la pressione, e aggravato dal minimo movimento. Le articolazioni sono arrossate, calde e tumefatte. Spesso è presente versamento articolare. Talvolta si associa anche febbre. Si consiglia di alternare la somministrazione di Bryonia alba con Apis mellifica.

Trattamento di fondo
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo monodose ogni due settimane. Il licopodio è considerato il più profondo modificatore del ‘terreno iperuricemico’ Si ritiene che sia indicato per 1*80% dei soggetti gottosi con tendenza a crisi dolorose a evoluzione torpida, cronica, esasperante. Talvolta si associa una litiasi uratica bilare o renale. Caratteristica è l’emissione di urine con sedimento rossastro di urati.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con una metodica terapeutica rivolta alla seda/ione del dolore a livello delle articolazioni interessate, al controllo dell’elevata concentrazione di acido urico.

cinese
Formula: CHE QIAN ZI WAN
Semen Plantaginis
Rizoma Atractylodes
Herba Ecliptae
Rhizoma Alismatis………….ana parti (significa in egual quantità, cioè la dose è la stessa per tutti i componenti)
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina. Incrementare il consumo quotidiano di acqua minerale naturale.
Aumentare l’apporto di frutta e verdura fresche, anche sotto forma di succhi, frullati e centrifugati, eventualmente diluiti con acqua minerale naturale. Privilegiare le fragole, le ciliegie e il sedano (in particolare sotto forma di succo), che aiutano l’eliminazione dell’acido urico.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Eliminare gli alimenti contenenti purine (che aumentano la produzione di acido urico), come frattaglie, acciughe, crostacei, sardine, cozze, asparagi e funghi.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono, di carne, dei prodotti da forno che utilizzano lievito chimico, di farina d’avena, di cavolfiore, di spinaci, di fagioli secchi e di piselli.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico può essere utilizzato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, diluite in 200 mi di acqua oligominerale, oppure di centrifugato di carota e sedano, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
La Fumaria offtcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dell’acido urico.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può facilitare l’eliminazione dell’acido urico. Per facilitare la diuresi, incrementando così l’eliminazione dell’acido urico, può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al
giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per facilitare l’eliminazione dell’acido urico con le urine può essere utilizzato l’estratto fluido di Betulla, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e la sera prima del riposo notturno (non somministrare nei pazienti allergici all’aspirina), eventualmente associato a un infuso di Fumaria (sommità fiorite, 50%) e Pilosella (50%), che ne potenzia l’azione.

Originally posted 2014-10-15 09:18:28.

Intestino irritabile 180x180 - Intestino irritabile

Intestino irritabile

Colon irritabile, colonpatia spastica, colite spastica, colite… Tante etichette per definire un disturbo del tutto benigno, registrabile nel 15-20% della popolazione generale e che può fiaccare il paziente con dolori (in genere nel basso addome a sinistra) e difficoltà nell’andare di corpo. C’è chi accusa soprattutto diarrea, chi, invece, è afflitto dalla stipsi, mentre in altre persone i due problemi s’alternano. L’intestino non è colpito da danni materiali, “fisici”: semplicemente non funziona a dovere. Tant’è che si dice che la malattia è “funzionale”. Questa sindrome (indicata con la sigla IBS, dall’inglese, Irritoble Bowel Syndrome) è più frequente nelle donne (tra i 20 e i 40 anni), con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi, e non riconosce una causa certa: sicuramente più elementi entrano in gioco nel determinarla (i fattori genetici, le abitudini alimentari incongrue, lo stile di vita sedentario, l’emotività della persona). È possibile rilevare delle alterazioni della motilità intestinale, che s’associano a un’alterata percezione del dolore viscerale (i pazienti mostrano una suscettibilità esasperata perfino alla distensione addominale prodotta dai gas che normalmente si formano durante la digestione). Nonostante la cronicità, il disturbo non sfocia mai in alcuna complicanza.

IDENTIKIT
Per identificare la Sindrome dell’, la comunità scientifica fa riferimento ai cosiddetti “Criteri di Roma”, per cui gli elementi da considerare sono principalmente.
• il dolore/fastidio addominale ricorrente negli ultimi tre mesi;
• il miglioramento del disagio con la defecazione;
• i cambiamenti nella frequenza dell’evacuazione;
• i cambiamenti nella forma e consistenza delle feci.

Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare può creare qualche problema all’inizio, ma è molto utile nel lungo periodo. È bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto è importante capire quale cibo sia irritante in ogni singolo caso. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.
Ridurre lo stress
La sindrome del colon irritabile dipende molto dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.
Farmaci
Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). La diarrea cronica può essere trattata con alcuni nuovi farmaci che agiscono sui recettori della serotonina, nei paesi dove essi sono stati approvati. Dieta e stile di vita rappresentano le terapie migliori e in caso di spasmi è utile usare farmaci antispastici.

Il omeopatico prevede l’utilizzo di rimedi con attività sintomatica per le manifestazioni funzionali localizzate a livello intestinale e più profonda a livello emozionale e comportamentale.
Garbo vegetabilis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con dolori a crampi e flatulenza. Caratteristica è la sensazione che tutti gli alimenti si trasformino in gas.
China 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Gonfiore diffuso a tutto l’addome con borborigmi e tensione dolorosa. Diarrea con emissione di gas. Caratteristica è la sensazione di gusto amaro degli alimenti.
Colocynthis 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Gonfiore addominale con coliche violente che obbligano a piegarsi in due. Diarrea. Emissione di gas che non danno sollievo.

Ignatia 9 CH5 granuli, 1-3 volte al dì. Irritabilità, ansia, palpitazioni, dispnea sospirosa, senso di nodo alla gola, insonnia, umore variabile. Manifestazioni dolorose spastiche a livello del colon. Iperestesia e ipersensibilità alle emozioni e ai dispiaceri.
Kali carbonicum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali. È il rimedio della flatulenza eccessiva della parte alta dell’addome, che si manifesta subito dopo l’assunzione di cibo. Talvolta si associa una sintomatologia dolorosa da ernia iatale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli prima dei pasti principali.
Difficoltà digestive caratterizzate da senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo localizzato soprattutto nella parte inferiore dell’addome con intolleranza per le costrizioni e congestione del viso dopo il pasto. Il rimedio è adatto a soggetti ansiosi, autoritari, meticolosi.
Momordica 5 CH 5 granuli al bisogno. È il rimedio del dolore localizzato a livello del colon discendente a sinistra, associato a notevole meteorismo con accumulo di gas.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Tensione dolorosa della parte alta dell’addome con sonnolenza e flatulenza dopo il pasto. Tendenza alla stitichezza in soggetti nervosi, iperattivi, impazienti, intolleranti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato da agenti esterni quali Freddo-Umido, Umidità-Calore, da contaminazioni alimentari, da un deficit a carico degli organi Milza, Stomaco, Rene e Fegato.
Lo scopo della terapia è quindi di disperdere gli agenti esogeni, armonizzare le energie, sedare il dolore, bloccare la diarrea, eliminare le eventuali tossine, tonificare Milza, Stomaco, Rene e Fegato e punti importanti possono essere:
FENG CHI;
QU CHI;
TIAN SHU;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI;
DA ZHUI;
HE GU;

YANG LING QUAN;
SHANG JU XU;
XIA JU XU;
GUAN YUAN;
LIANG MEN;
SAN YIN JIAO;
ZUSANLI;
QI HAI;
YIN GU;
TAICHONG;
NEI GUAN;
Si consiglia un ciclo di IO applicazioni da effettuare almeno 2 volte settimana.
cinese
Formula: TONG XIE YAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba………………….6g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….4,5 g
Radix Ledebouriellae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati. Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare e alle carni, uova e latticini “magri” e fermentati provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di triptofano, come il latte parzialmente scremato, le patate cotte in forno con la buccia, i semi di girasole, le zuppe di pomodoro fresco, i prodotti a base di cereali integrali macinati a pietra e lievitati naturalmente, la polpa di zucca gialla, le rape e il cavolo.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso Basitati, Hocchi d’avena, pasta, latte fermentato, kefir, yogurt naturale arricchito con probiotici, miele vergine integrale, olio di lino e di noci di prima spremitura a freddo.

Alimenti da evitare. Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la crusca, i cornflakes, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, le carni conservate, il tonno in salamoia, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Nella fase acuta evitare il consumo di salumi, insaccati, i formaggi stagionati, i vegetali, le uova e i latticini non biologici, di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mat-
tino, prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimi prò teolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nelle persone ansiose, per le quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e difficile da tenere sotto controllo, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti. Questo preparato fitoterapico può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti, sul Sistema Nervoso centrale, antibatteriche e spasmolitica intestinale (in particolare sulla muscolatura dell’ileo). È consigliabile, per potenziare l’azione sulla microflora intestinale, consumare all’interno del pasto, un prodotto a base di latte fermentato e arricchito con probiotici, come lo yogurt naturale magro e il kefir.
Nei casi in cui si manifesta inappetenza e astenia è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per alleviare gli spasmi (il dolore crampiforme) a livello del tratto gastrointestinale, può essere somministrata la Chelidonium majus (Celidonia), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti principali.

Originally posted 2014-10-15 10:18:15.

Obesità 180x180 - Obesità

Obesità

Le cifre relative alle persone attualmente obese sono a tal punto allarmanti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “globesità”. Nel nostro Paese 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni risultano in sovrappeso. Il criterio di classificazione per il sovrappeso e l’ è basato sul Body Mass Index (BMI), l’Indice di massa corporea. Si calcola dividendo il peso corporeo in kg per il quadrato dell’altezza in metri. Per esempio, una persona che pesa 100 kg ed è alta 170 cm, avrà un BMI di 34,6 (100:1,7 x 1,7). Secondo la classificazione attualmente in uso si parla allora di: sottopeso (BMI inferiore a 18,5), normopeso (BMI superiore a 18,5 e inferiore a 25), sovrappeso (BMI superiore a 25) e (BMI superiore a 30). In Occidente, dopo il fumo, è il più comune fattore di rischio per patologie croniche: in particolare, aumenta il rischio di diabete (non insulino-dipendente), malattie cardiovascolari e neoplasie (la ragione va ricercata nel fatto che il tessuto adiposo è ricco di aromatasi, un enzima che può modificare gli ormoni prodotti dal surrene e agire negativamente sulla proliferazione di alcuni tessuti; l’associazione -rischio oncologico è forte nel carcinoma del colon, della mammella, dell’endometrio, del rene e dell’esofago).

LA RICERCA
L’obesità è una malattia cronica, in cui interagiscono fattori biologici, comportamentali e sociali. L’eccessivo introito calorico (quando le calorie assunte con la dieta superano quelle consumate dall’organismo), gli errori nelle abitudini alimentari (per
esempio, l’incremento del consumo giornaliero di alimenti ricchi soprattutto di grassi saturi, proteine animali e zuccheri semplici), la riduzione dell’attività fisica (per la prolungata immobilità dettata dal lavoro al computer e il massiccio utilizzo dei mezzi di trasporto) e, infine, le complesse e frequenti problematiche psicologiche (il cibo come rifugio, come risposta all’ansia, alla depressione, allo stress nervoso, la dieta come soluzione magica del proprio malessere) hanno sicuramente promosso un
ambiente obesogenico, che ci espone al rischio-obesità. Ma grazie alle moderne indagini disponibili, sia di visualizzazione dell’attività cerebrale, sia di biologia molecolare, oggi sappiamo che esistono complesse relazioni tra il tessuto adiposo, accumulato in periferia, e le aree localizzate prevalentemente nell’ipotalamo, nelle strutture profonde del cervello. In pratica, malgrado la generale tendenza a incasellare l’obesità come un problema di “comportamento vorace” e scarsa forza di volontà, le più recenti evidenze scientifiche dimostrano ora che i fattori genetici giocano un ruolo dominante nel determinare il peso corporeo (entro un certo ambiente). Ovvero: il moderno punto di vista è che l’obesità non costituisce semplicemente e soltanto una conseguenza aberrante della civiltà del benessere o degli stili di vita errati. In realtà è una malattia insita nel patrimonio genetico della specie umana. E dunque lo studio dell’alterato dialogo tra adipocita e cervello avrà sicuramente un ruolo di primo piano nella ricerca futura di una soluzione a quest’epidemia globale.

Il dell’obesità include modifiche nello stile di vita che aumentano il consumo di calorie e ne diminuiscono l’assunzione. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), così come alcuni farmaci, possono creare insulinoresistenza: il metabolismo di conseguenza rallenta e aumenta la produzione di cellule di grasso. I disturbi alla base dell’ingrassamento andrebbero identificati e risolti. Il va scelto in base all’indice di massa corporea (BMI) e al rapporto altez-
za/peso.
Dieta
È importante consultare uno specialista per ricevere una prescrizione dietetica mirata. Le ricerche più credibili indicano che concentrarsi sull’indice glicemico favorisce la perdita di peso. In generale, nel trattamento dell’obesità si riducono le calorie e si scelgono alimenti che non aumentino significativamente il livello di glicemia nel sangue. L’uso di farmaci o integratori volti a favorire la perdita di peso non è consigliabile perché non aiuta a perdere peso naturalmente, con mantenimento successivo del peso raggiunto.
Esercizio fìsico
È molto importante includere nella routine quotidiana l’attività fisica. Trenta minuti di esercizio aerobico al giorno dovrebbero essere obbligatori: si può scegliere l’esercizio più gradito, a patto che venga svolto con regolarità. Camminare, correre, nuotare, andare in bicicletta e fare esercizio sul cross trainer sono le attività aerobiche più utili.
Mangiare responsabilmente
È utile mangiare solo a tavola e non davanti alla televisione (comunque mai fuori pasto) e focalizzare l’attenzione su ciò che si sta mangiando (sapore, profumo, provenienza, freschezza). È fondamentale ascoltare il proprio corpo e capire quando si è sazi.
Farmaci
In caso di BMI superiore a 30 (o superiore a 27,5 in persone che abbiano anche gravi problemi di salute) può essere utile la prescrizione di farmaci specifici per la perdita del peso. L’orlistat riduce l’assorbimento dei grassi e può provocare spiacevoli perdite di feci maleodoranti come effetto collaterale; è indicato se l’alimentazione ha un alto contenuto di grassi. La sibutramina è appropriata per ridurre l’appetito. L’antidepressivo tìuoxetina può contribuire alla perdita di peso.

Supplementi
Il 5 idrossitriptofano è un derivato del triptofano che aumenta la serotonina e diminuisce il desiderio di carboidrati: l’assunzione di 50 mg 3 volte al giorno prima dei pasti contribuisce a mantenere il rispetto della dieta. Anche il tè verde può ridurre l’appetito.
Chirurgia
Per un BMI superiore a 40 la chirurgia serve a ridurre il rischio immediato per la salute: gli interventi possibili sono il bendaggio gastrico (esistono varie tecniche per questo intervento), il palloncino intragastrico, la diversione biliopancreatica, il bypass gastrico distale o Roux a Y. Si ricorre a chirurgia quando un’obesità gravissima mette in immediato pericolo la salute.

L’omeopatia può essere di aiuto nell’approccio integrato al soggetto obeso, basato su alimentazione sana, esercizio fisico regolare e stile di vita corretto. Vengono indicate le caratteristiche costituzionali di alcuni rimedi omeopatici.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è il rimedio omeopatico guida
della costituzione definita carbonica’ che presenta alcune caratteristiche essenziali. Ha tendenza all’obesità flaccida. La cute è pallida, fredda e pastosa. I muscoli hanno poco tono. L’andatura è rigida e regolare. L’addome appare globoso. II carbonico è calmo, apatico, sedentario, pigro, talora sonnolento, dominato dall’inerzia. Lamenta una marcata freddolosità.
Egli tende all’obesità, alla ritenzione idrica, al diabete e alle turbe del metabolismo con elevazione del colesterolo, dell’acido urico, dell azotemia.
Graphites 9 CH 5 granuli una volta al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale e l’indifferenza.
A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività.
Sulfur 9 CH 5 granuli una volta al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Presenta colorito rosso e cute calda. È combattivo, impulsivo e passionale.
Resiste a grandi fatiche. Ha sempre caldo. Tende alle alterazioni del metabolismo (diabete, sovrappeso, obesità, calcolosi) ed alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).
Thuya 9 o 15 CH 5 granuli, una volta al dì. La tuia è una pianta della famiglia delle Conifere indicata soprattutto in soggetti di sesso femminile con tendenza all’obesità del tronco, alle formazioni tumorali benigne a livello cutaneo e alle infezioni urinarie e genitali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo eccessivo accumulo di grasso nei tessuti può essere causato da un deficit di Qi di Milza e Stomaco, da Umidità e da Fuoco di Stomaco. Lo scopo della terapia è di riequilibrare le funzionalità degli organi Milza e Stomaco, attraverso la dispersione di Umidità e Fuoco, oltre che regolare il metabolismo idrico e lipidico e controllare la fame nervosa.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
WEI SHU;
ZU SAN LI;
FENG LONG;
SHUI FEN;
YIN LING QUAN;
ZHI GOU;
LIANGQIU;
NEI GUAN;
NEI TING;
SHEN TING;
XING JIAN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di ipotalamo, il punto fame. Stomaco e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” (come ricotta, fiocchi di latte e crescenza light), pesce pescato in mare (4-5 volte alla settimana, privilegiando merluzzo, nasello, branzino, orata, dentice, cernia, pesce spada) e carne magra biologica (petto di pollo, fesa di tacchino, lonza di maiale sgrassata, vitello e coniglio). Incrementare l’apporto quotidiano di fibre sotto forma di frutta (mele, pere, pesche e peschinoci con la buccia, papaia, mango, kiwi, uva, albicocche e ciliegie), verdura cruda (carote, finocchi, tutti i tipi di insalata, spinaci novelli, rape, sedano) e cotta (catalogna, tutti i tipi di cavolo, broccoli, cavolfiore, bietole), fiocchi e crusca d’avena, zuppe di cereali (segale, farro,kamut,grano saraceno) e legumi (non frullate). Integrare la dieta abituale con aglio, cipolle, porri, scalogno, lattuga, crucifere, radici, rape, tuberi, avocado, semi di fieno greco, semi di loto, cannella, bacche di ginepro, coriandolo, germogli di alfa-alfa, pepe nero, zenzero, lavanda, limone, maggiorana dolce, arancio, rosmarino.
Alimenti da evitare Evitare Ì salumi, gli insaccati, i formaggi (esclusi quelli a basso apporto di lipidi), la panna, il burro, lo strutto, i cornflakes, il tonno in salamoia, le fritture, i preparati venduti nei List -food, i prodotti industriali addizionati con additivi chimici e/o con grassi trans, gli alcolici, i cibi a base di farine raffinate, le patate, tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), lo zucchero (saccarosio), i dolciumi, i gelati, le bibite, i piatti pronti (compresi quelli surgelati).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

FITOTERAPIA

Il Fucus vesiculosus (o Alga bruna, o Quercia marina), sotto forma di estratto fluido nella dosedi 10-20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (appena svegli e alle ore 11.00), può aiutare a potenziare le funzioni metaboliche, grazie alla presenza di iodio organico, come componente di aminoacidi iodurati e di iodio inorganico. È controindicato nell’ipertiroidismo e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.
Per la sua azione depurativa (per facilitare l’eliminazione dei cataboliti: i prodotti di “scarto” del metabolismo) può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatorium nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale a elevato contenuto di calcio e magnesio, circa 30 minuti prima dei pasti, privilegiando la mattina a digiuno.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
Nei casi in cui è associata una dislipidemia e per stimolare la funzionalità della tiroide può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul(o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali.
È sconsigliata negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
Per ridurre l’appetito e facilitare il drenaggio dei liquidi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia {Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia, sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare le dosi consigliate, un sovradosaggio, infatti, può provocare diarrea acuta.

Originally posted 2014-10-13 15:44:49.

Strappo muscolare 180x180 - Strappo muscolare

Strappo muscolare

Lo è una lesione caratterizzata dalla rottura di un numero variabile di fibre muscolari. Sono gli arti inferiori, soprattutto, le sedi più comuni di questo danno, che può essere classificato in tre gradi in rapporto all’entità della lesione. Nelle forme di primo grado, soltanto poche fibre muscolari risultano coinvolte; il danno anatomico è dunque modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che s’accentua durante la contrazione attiva e l’allungamento muscolare passivo. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un’importante perdita di forza o limitazioni del movimento. Nella lesione muscolare di secondo grado il numero di fibre muscolari colpite è maggiore; il dolore è sicuramente più acuto e insorge durante una violenta contrazione del muscolo; s’accompagna a un’impotenza “funzionale” più o meno accentuata. Infine, la lesione di terzo grado comporta un danno ingente a un alto numero di fibre muscolari: in questo caso vi è una interruzione della massa muscolare. Tale lesione si avverte al tatto come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l’entità della rottura. Il dolore è violentissimo, è presente gonfiore e i movimenti sono impossibilitati.

In presenza di uno strappo muscolare è necessario che il medico valuti l’entità del danno: esistono tre gradi di
gravità. La lesione di 1° grado interessa la rottura di meno del 5% delle fibre muscolari, la lesione di 2° grado
è una rottura sia di fibre che di fascicoli muscolari, la lesione di 3° grado è la rottura totale o semi-totale del muscolo.
L’ematoma è tanto più vasto quanto maggiore è il numero delle fibre muscolari interrotte.

Terapia
La terapia consiste nel riposo assoluto, nell’applicazione di ghiaccio e nella compressione della zona lesionata. Successivamente si valuta l’entità del danno con un’ecografia. La riabilitazione deve essere tempestiva, e nelle prime fasi serve per decontrarre il muscolo e ridurre l’infiammazione.

Il omeopatico dei traumi muscolari è basato sull’uso sistematico di Arnica montana, sia per via topica che generale» eventualmente associato ad altri rimedi.

Trattamento locale
Arnica montana si usa solo se la cute è integra. Evitare l’applicazione in caso di ferita. Arnica ha un tropismo elettivo per il tessuto muscolare (contusione» indolenzimento) e per i vasi capillari (ecchimosi, ematoma). Definita ‘panacea lapsorum’, panacea dei traumi, è indicata nei traumi in generale, nelle contusioni, distorsioni, cadute e indolenzimento muscolare. Si consiglia di utilizzare preparati topici, sotto forma di gel o pomate, a base di arnica, da applicare ripetutamente nel corso
della giornata, per calmare il dolore, ridurre l’edema, controllare lo stravaso di sangue e accelerare il processo riparativo.

Trattamento generale
Arnica 7 CH 5 granuli ogni 2 ore per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento. Arnica montana è il medicinale omeopatico di ogni trauma fisico: caduta, contusione, distorsione, ferita, frattura, intervento chirurgico, parto, sforzo muscolare abnorme, strappo
muscolare. Caratteristica è la sensazione di contusione e di indolenzimento locale e diffuso. La sintomatologia dolorosa peggiora con il movimento e il contatto della regione interessata dal trauma.

China 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, in alternanza con Arnica montana, per calmare il dolore, impedire il formarsi di ematomi e accelerare il riassorbimento dell’edema post-traumatico. Diradare in base al miglioramento.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. Il trauma contusivo riguarda regioni particolarmente ricche di terminazioni nervose. Il dolore si irradia lungo il decorso del nervo.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Trauma contusivo a livello muscolare con stravaso emorragico, migliorato con le applicazioni fredde o di ghiaccio. È il rimedio da associare e alternare con Arnica montana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La terapia in agopuntura è molto efficace se effettuata nell’immediato, cioè fino a 24/48 ore dopo la lesione.
Lo scopo della terapia, oltre che sedare il dolore, è di favorire una rapida cicatrizzazione del tessuto muscolare e
una ancor più rapida guarigione dello stesso.
I punti che vengono utilizzati sono quello A SHI, in corrispondenza della regione dolorosa e interessata, oltre che a:
TAI XI;
TAI CHONG;
YANG LINGQUAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare in giorni consecutivi.

cinese
Formula: BU ZHONG YI QI WAN
Radix Astragali Manchuriensis…………..15 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….5 g
Radix Codorwpsis Pilosulae……………..10 g
Radix Angelicae Sinensis……………….10 g
Pericarpium Citri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Cimicifugae……………………3 g
Radix Bupleuri……………………….3g
Rizoma Atractylodes Macroc…………….10 g
Posologia: 3-4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare le fonti di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca,
come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Dare la preferenza ai cibi a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Eliminare gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alimenti a elevato apporto di sale e di grassi saturi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno (in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione), con una integrazione di Vitamina B1-1,5 mg al giorno, Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno, Vitamina B3 15-20 mg al giorno e Vitamina B5 10 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (fino alla scomparsa dei sintomi);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Nella fase acuta, dopo aver applicato per almeno un’ora la borsa del ghiaccio, può essere utile un delicato massaggio con 50 gocce di Arnica TM, miscelate con 3-4 cucchiai di olio di mandorle dolci, da effettuare tre/quattro volte al giorno, per almeno 20 minuti.
Per alleviare il dolore e ridurre l’edema infiammatorio applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Se la lesione traumatica è stata particolarmente intensa può essere somministrato il Gallium aparine, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione analgesica e antiflogistica può essere usata la Vite rossa, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-07 16:19:09.

SINDROME PREMESTRUALE 180x180 - SINDROME PREMESTRUALE

SINDROME PREMESTRUALE

Si chiama così un complesso di disturbi che precedono di alcuni giorni nizio della mestruazione. Molti sono i sintomi – fisici, psicologici e comportamentali – che caratterizzano questa condizione: variazioni del tono dei Tumore (con peggioramento nelle ore serali), mal di testa, tensione al seno coliche addominali, ritenzione di liquidi, aumento dell’appetito, con una voglia impellente di carboidrati, letargia, affaticamento eccessivo, significativa perdita d’energia… Tipicamente i sintomi emergono durante la fase luteinica (che corrisponde alla seconda metà del ciclo e che segue l’ovulazione). A questi disagi fisici si associano i disturbi di evidente origine “nervosa”: dalla depressione all’aggressività, dall’isolamento sociale alla perdita del desiderio sessuale, dalle crisi di pianto immotivate alla difficoltà di concentrazione. Le cause all’origine di questo complesso di sintomi non sono del tutto note. Volta per volta sono state avanzate svariate ipotesi: fluttuazioni degli estrogeni e del progesterone, deficit della vitamina B6, alterato equilibrio idrosalino per le modificazioni ormonali complesse, ipoglicemia transitoria, disfunzioni della tiroide. È stato osservato, inoltre, che la sintomatologia ha un’intensità maggiore nelle donne che presentano, nella fase luteinica del ciclo, più elevati livelli di progesterone e minori quote di estrogeni. Di certo, si tratta di un disturbo rilevante, che può anche ripercuotersi notevolmente sulla vita sociale e familiare della donna. È più frequente dopo i 30 anni e può ulteriormente peggiorare nel periodo premenopausale.

DA SAPERE
C’è una forma di “sindrome premestruale” particolarmente impegnativa, invalidante che colpisce il 4-6% delle donne. È contrassegnata dalla rabbia e dalla collera, dalla tensione interiore sorda, dall’estrema irritabilità e vulnerabilità, e dalla tendenza a iperreagire anche al minimo fattore di disturbo. Viene inibita la capacità di autocontrollo: emergono la violenza verbale e una crescente distruttività. Si tratta di una tempesta ormonale che gli psichiatri hanno definito “sindrome disforica della fase luteale tardiva”. È considerata addirittura una condizione attenuante, soprattutto nei confronti degli atti di violenza compiuti all’interno della famiglia. Questo grave disagio tende a peggiorare nei dieci anni prima della menopausa.

Stile di vita
perdere peso se esiste sovrappeso e smettere di fumare rappresentano le prime procedure utili per ridurre i sintomi. Altre strategie includono l’esercizio fisico quotidiano e la riduzione della caffeina e del consumo di alcol. Un’alimentazione ricca di isoflavoni (soia), fibre, cereali integrali e libera da cibi raffinati e grassi animali allevia i dolori.
Supplementi
Aspartato di magnesio alla dose di 400 mg al giorno, calcio idrossiapatite alla dose di 1500 mg al giorno e vitamina B6 alla dose di 50 mg al giorno sono i supplementi dimostratisi utili.
Farmaci
Si prescrivono di solito contraccettivi orali e antidepressivi (inibitori selettivi del reuptake della serotonina, SSRI); anche progesterone e/o estrogeni possono alleviare i sintomi se somministrati per via transdermica (cerotto, gel). Se ci sono sintomi molto gravi è possibile usare anti infiammatori non steroidei (FANS), antidolorifici, bromocriptina per la tensione mammaria, beta bloccanti e ansiolitici per l’ansia.

La grande variabilità della sintomatologia esige un trat-tamento omeopatico personalizzato che si basa sulle caratteristiche individuali in assenza di sintomi collaterali.
Actea racemosa 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione al mestruo. Rimedio essenziale per la regolazione ormonale femminile adatto per l’aggravamento marcato in fase premestruale che si accentua durante tutta la durata del mestruo. Dolore ovarico durante l’ovulazione. Dolore del seno. Alternanza di eccitazione e depressione. Frequente è la dismenorrea. Oltre alla tensione dolorosa del seno e alla pesantezza pelvica è caratteristica la sensibilità alla pressione delle prime vertebre dorsali e la loquacità.
Bovista 9CH5 granuli, al dì, dall’ovulazione al mestruo. Cellulite e ritenzione idrica premestruale. Ovulazione emorragica.
Follicolinum Si consiglia la diluizione 15CH,5 granuli, dall’ovulazione al mestruo, se il mestruo è abbondante; la diluizione 7 CH, 5 granuli, dall’ovulazione al mestruo, se il mestruo è scarso. Disturbi prima del mestruo. Ritenzione idrica. Aumento di peso. Tensione addominale. Dolori diffusi. Irritabilità e nervosismo. Follicolinum è l’ormone diluito secondo il metodo di preparazione omeopatica che svolge un ruolo essenziale nel  della sindrome premestruale, caratterizzata da alterazioni dell’umore, disturbi a livello genitale e mammario, algie di sede ed intensità variabili.
Lachesis 15CH5 granuli al dì, nella fase premestruale. Questo rimedio è caratterizzato dal miglioramento netto di tutti i disturbi con la comparsa della mestruazione. In particolare nella fase premestruale aggravano i sintomi psichici, come aggressività, alternanza di eccitazione e depressione, suscettibilità.
Natrum muriaticum 9CH5 granuli, 2 volte al dì, dall’ovulazione al mestruo. È uno dei rimedi più frequentemente indicati nel trattamento della sindrome premestruale. Aumento di peso. Ritenzione idrica. Lombalgia. Tendenza alla tristezza e alla depressione. Caratteristica è la secchezza delle mucose che si alterna con una eccessiva secrezione di muco normale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la sindrome premestruale può insorgere a causa di un deficit di Qi di Xue, a un deficit di Yin di Fegato e Rene oppure da una stasi di Qi di Xue.
Lo scopo della terapia è ripristinare una corretta funzionalità degli organi Fegato e Rene e ad una mobilizzazione e tonificazione del Qi di Xue.
Punti importanti che possono essere utilizzati sono:
BAI HUI;
PI SHU;
SANYINJIAO;
SHEN MEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG;
ZU SAN LI;
GAN SHU;
TAI XI;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in
mare e carne magra biologica.
Dopo l’ovulazione integrare l’alimentazione quotidiana con cibi a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare la sintomatologia, privilegiando i cereali integrali (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati (latte, tofu e tempeh).
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite).
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, 10 zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Per alleviare i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (in particolare la dispepsia e la stipsi), che possono manifestarsi già al termine dell’ovulazione, può essere utile assumere un prodotto a base di Aloe in compresse (seguire la posologia indicata sulla confezione e/o prescritta dal medico curante).
Nei casi in cui il disturbo è correlato al meteorismo e alla inappetenza, può essere assunta la Genziana, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, circa 30 minuti prima dei pasti.
Se il sintomo principale è rappresentato dalla depressione può essere utilizzato YHypericum perforatumy sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno lontano dai pasti. È consigliabile effettuare il trattamento fino al termine del flusso mestruale.
Per alleviare i disturbi, grazie alla sua azione veno-tonica, la Capsella bursa-pastoris (Borsa del Pastore), sotto forma di TM, nella dose di 25- 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, dopo i pasti, può essere assunta circa una settimana prima del flusso mestruale. Il trattamento può essere protratto fino al termine dell’emorragia uterina e può essere effettuato a cicli di tre/quattro mesi, casi in cui il disturbo è correlato con la dismenorrea, soprattutto se la paziente si presenta agitata e irritabile, può essere assunta la Camomilla comune, sotto forma di TM, nella dose di 30-40 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima o dopo i pasti.

 

Originally posted 2014-10-09 15:59:26.

Rinite 180x159 - Rinite

Rinite

Le riniti sono processi infiammatori che coinvolgono le mucose delle cavità nasali. Possono manifestarsi in forma acuta e cronica e provocano segni e sintomi tipici: ostruzione nasale, rinorrea (ovvero la secrezione mucosa dal naso), lacrimazione e starnuti, una serie di disturbi che può essere accompagnata da mal di testa. Classicamente vengono divise in allergiche e non (quest’ultime provocate nella maggior parte dei casi da agenti virali – il comune raffreddore – o da agenti irritanti). Nelle riniti allergiche l’infiammazione che colpisce la mucosa nasale consegue a una reazione immunitaria specifica nei confronti di svariate sostanze estranee (allergeni), come pollini o acari della polvere. I sintomi allergici di questa affezione si possono manifestare nel giro di pochi minuti o dalle 4 alle 10 ore dopo l’esposizione. Quando la allergica diventa cronica, i pazienti finiscono per accusare un sonno disturbato dovuto alla cattiva respirazione legata alla congestione nasale, con evidenti ripercussioni sulle attività del giorno dopo, contrassegnate dalla stanchezza diurna, dalla sonnolenza e dall’incapacità di concentrarsi. La
allergica è una patologia frequente nell’età pediatrica: i bambini presentano tosse, starnuti, prurito e congestione nasale, mal di gola, alitosi e affaticamento respiratorio. Non soltanto: nel piccolo paziente l’ostruzione persistente può persino alterare lo sviluppo del massiccio facciale, a causa della continua respirazione notturna a bocca aperta, il palato si deforma alterando l’equilibrio tra le arcate dentarie.

DA SAPERE
• La rinite allergica, trasformandosi in uno stato cronico di infiammazione con ostruzione nasale, si associa ad altre patologie delle alte e basse vie respiratorie: particolarmente importante è la compresenza dell’asma (ed è dimostrato che il miglioramento della rinite allergica si accompagna a una riduzione dei sintomi asmatici). Chi si ritrova alle prese con questo disturbo può anche soffrire di polipi nasali. Inoltre, la rinite allergica è presente in circa un terzo dei casi di sinusite cronica.
•  Lo chiamano “saluto allergico”: è l’atteggiamento di chi, soffrendo di rinite allergica,si sfrega ripetutamente il naso con il dorso della mano per provare ad alleviare il prurito e ripristinare in qualche modo un adeguato flusso d’aria.

Evitare le sostanze che provocano allergia.
È opportuno non esporsi troppo ai pollini o alle sostanze volatili presenti nell’ambiente esterno in alcune stagioni, ed eventualmente usare filtri per la casa. Ridurre al minimo la polvere negli ambienti domestici o comunque frequentati d’abitudine, badando a usare materassi e cuscini in materiali adatti e usando un umidificatore, permette di migliorare molto i sintomi. Gli animali domestici vanno lavati e spazzolati con regolarità, per evitare che perdano troppo pelo. Se si usa l’umidificatore, ricordare di mantenere un’umidità del 35% circa, evitando di esagerare: l’eccessiva umidità peggiora la rinite.
Lavaggi nasali
Usare una soluzione salina fatta da un cucchiaio da tavola di sale per ognitazza grande di acqua distillata: aspirare leggermente l’acqua e soffiare il naso ( una narice per volta); è possibile anche usare una siringa per instillare l’acqua nel naso.
Supplementi
Assumere 1000 mg di quercetina (flavonoide) 3 volte al giorno. Ricordare di prendere le giuste dosi di vitamina C (500 mg/1 g al giorno), aggiungere zinco e vitamine A ed E alla dieta 4 gdi EPA DHA (omega 3) al giorno è molto utili.
Alimentazione
Evitare i grassi animali, le spezie, il lievito e il glutine.
Farmaci
Esistono steroidi topici che si somministrano nel naso che possono migliorare molto i sintomi. Utili anche gli antistaminici orali, l’azelastina topica, il sodio cromoglicato in combinazione con mucolitici e decongestionanti. Le terapie servono per i sintomi, ma non possono eliminare le cause della rinite.


La scelta del rimedio più adatto per la cura della rinite deve considerare le varie fasi evolutive di tale affezione. primi sintomi è consigliabile utilizzare Anas barbafiae, quando compaiono starnuti e ostruzione nasale, talvolta associati a febbre, sono indicati Aconitum, Belladonna
Nux vomica, mentre successivamente quando compare la rinorrea acquosa è spesso utile ricorrere ad Allium cepa. Quando le secrezioni hanno carattere mucoso viene consigliato Kali bichromicum, mentre se sono mucopurulente richiedono Kali bichromicum o Pyrogenium.
Fase iniziale
Aconitum 9 CH 5 granuli, ogni ora. È il medicinale omeopatico dell’esordio del raffreddore dopo esposizione a freddo brusco, freddo secco o vento, comparsa di brividi e starnuti, con secchezza della mucosa.
Febbre senza traspirazione. Sete intensa e agitazione ansiosa.
Anas barbariae 200 K un tubo dose, appena possibile. Ripetere ogni 6 ore, per 3 volte. Raffreddore ai primi sintomi. È anche il bioterapico consigliato per prevenire le malattie da raffreddamento. In questo caso si consiglia di assumere un tubo dose una volta ogni due settimane nel- la stagione umida e fredda.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, ogni ora. Dopo esposizione a freddo umido, esordio brutale di brividi e senso di raffreddamento generale.
Starnuti e sensazione di naso secco. La noce vomica è indicata soprattutto nella fase iniziale del raffreddore.
Rinite con secrezione acquosa
Allium cepa 15 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Starnuti con abbondanti secrezioni acquose nasali, brucianti, irritanti, escorianti le narici. Aggrava con il calore e migliora con l’aria fresca.
Rinite mucosa
Kali bichromicum 9 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Secrezioni mucopurulente giallo-verdastre, vischiose e aderenti. Soffiando il naso si ha l’espulsione di tappi elastici, duri e aderenti.
Rinite purulenta
Hepar sulfur 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rinite mucopurulenta associata a febbre.
Pyrogenium 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Raffreddore con febbre, tendenza alla suppurazione, miglioramento con il calore locale.

Nei casi di rinite allergica, può essere utilizzata la Scutellaria {Scutellaria baicalensis), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Nei casi di infezione virali, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata, nella dose di 6 g al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 14 anni) in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. In alternativa può essere somministrato il Ligustro, sotto forma di estratto secco, nella dose di 1 cps, tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per le sue proprietà antiossidanti e in caso di allergie, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali, vitamine, glucidi, saponine e alcaloidi può essere utilizzata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 10:55:17.

ipersonnia 180x180 - Ipersonnia

Ipersonnia

Si chiamano così quelle malattie caratterizzate da un eccesso di sonno.
Due sono le condizioni di particolare importanza per la loro frequenza e per gli effetti disturbanti sulla vita del paziente. La narcolessia e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. La narcolessia è una patologia cronica contraddistinta da attacchi di sonno durante il giorno. Queste crisi sono improvvise, irresistibili, di breve durata (al massimo 15 minuti) e colgono la persona in qualunque momento della giornata, persino nelle circostanze meno appropriate: nel corso di una conversazione, alla guida della bicicletta, durante il lavoro, mentre si sta aspettando l’autobus. Un altro fenomeno che si accompagna a questi attacchi di sonno è la cataplessia, ovvero un’improvvisa perdita del tono muscolare; spesso questi attacchi cataplettici sono scatenati dalle emozioni (riso, collera, sorpresa). Si manifestano anche allucinazioni “ipnagogiche”: sono esperienze sensoriali intense e vive (spesso dalle tinte angosciose), false percezioni che possono coinvolgere la vista e l’udito, ma anche tutti i sensi e che il soggetto vive nella fase di dormiveglia. Ancora, la narcolessia si caratterizza per le cosiddette paralisi del sonno, episodi che si verificano durante l’addormentamento o al risveglio, e consistono nella sensazione angosciante di non potersi muovere pur essendo svegli.
Una diurna, poi, è quella che interessa le persone alle prese con la sindrome delle apnee ostruttive del sonno: in certi individui, e in particolare quelli con una ostruzione delle vie aeree superiori, il sonno presenta ripetuti episodi di apnea prolungata. A causa di questa frequente interruzione si verifica una aumentata sonnolenza durante il giorno.

La diagnosi di ipersonnia non è semplice: è necessario che vengano escluse cause diverse di aumento della sonnolenza prima di decidere una terapia. Lo specialista per la diagnosi si basa sugli studi del sonno, che dovrebbero comprendere la registrazione dei periodi di sonno per più settimane e il monitoraggio continuo del sonno per 24 ore (preferibilmente 36 ore): questi studi permettono di definire le caratteristiche del sonno normale e di buona qualità, e di escludere le malattie che
possono provocare una sonnolenza diurna. Una valutazione psichiatrica è comunque necessaria a differenziare l’ipersonnia associata alla depressione, che può presentarsi con sintomi simili.
Sonnellini diurni
Una buona igiene di vita con sonnellini diurni programmati aiuta a diminuire gli episodi di ipersonnia fastidiosi o pericolosi.
Farmaci
Il modafìnil, agonista alfal adrenergico, è il farmaco più usato (dose 200/400 mg). In situazioni specifiche si usano l’efedrina, le amfetamine, il metilfenidato, la pemolina.

Per trattare il disturbo opposto all’insonnia caratterizzato dal bisogno irrefrenabile di dormire anche durante il giorno esistono alcuni medicinali omeopatici specifici. Nelle forme più marcate si consiglia l’uso sistematico di Nux moschata.
Graphites 9 CHS granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza e stipsi cronica ed alle eruzioni cutanee trasudanti. Caratteristica è la lentezza generale, l’indifferenza e la sonnolenza. A volte è presente una tendenza alla depressione e all’iperemotività. Solitamente tali manifestazioni sono l’espressione di una ridotta attività della tiroide.
Lycopodium clavatum 5CH5 granuli prima dei pasti. È il medicinale omeopatico indicato per i soggetti con alterazioni digestive con senso di sazietà già dopo i primi bocconi, meteorismo con intolleranza per le costrizioni a livello addominale, congestione del viso dopo il pasto e sonnolenza che si manifesta appena terminato di mangiare. Ama le bevande calde e desidera i dolci. Il riposo dopo il pasto tende a peggiorare Tumore.
Nux moschata 15 CH 5 granuli al risveglio. Il preparato omeopatico ottenuto dal seme di noce moscata, albero appartenente alla famiglia delle Myristicacee, è particolarmente adatto per le forme di sonnolenza diurna anormale ed irresistibile. Caratteristica è la confusione mentale e la perdita della memoria. Sonnolenza durante la gravidanza. Sonnolenza negli anziani. Sonnolenza da uso di psicofarmaci, accompagnata da secchezza della bocca.
Nux vomica 15 CH 5 granuli al giorno. Sonnolenza dopo il pasto che migliora con un breve riposo. Disturbi del ritmo sonno veglia conseguente a ‘surmenage’ e abuso alimentare di sostanze stimolanti o eccitanti in sedentari. Risveglio verso le tre del mattino con pensieri relativi alle responsabilità ed alla famiglia. I disturbi del sonno sono frequenti in grossi mangiatori e bevitori. La sonnolenza è più evidente una o due ore dopo un pasto abbondante.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo come un’alterazione a livello delle funzionalità degli organi Cuore, Stomaco e Fegato e lo scopo della terapia è una regolazione di queste alterazione, oltre a un rasserenamento dello Shen e a una dispersione di agenti patogeni esogeni.
Grande utilità si ritrova nell’uso di prodotti in cicli di terapie che si possono ripetere a seconda del miglioramento.
Fitoterapia cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Officinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….10 g
Sclerotium Poria……………………10g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g

Radix aconiti Preparatae……………….3 g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per un ciclo di giorni.

Consigli dietetici

Alimenti consigliati. Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottoposti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Incrementare l’apporto dei cibi ricchi di bioflavonoidi, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno.
Integrare la dieta abituale con alimenti a elevato contenuto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Alimenti da evitare. Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo degli alimenti a elevato apporto di grassi saturi (come latticini, salumi e insaccati, burro e strutto).
Evitare le fritture, i piatti dei fast-food, i cibi piccanti, le spezie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimiproteolitici 1-2 compresse al giorno;
Inositolo 1 gal giorno.

FITOTERAPIA

Se il disturbo è correlato a una condizione di iponutrizione, può essere somministrato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti.
Nei casi in cui il disturbo rappresenta una conseguenza di una situazione di stress psico-fisico intenso e prolungato, grazie alla sua azione psicostimolante, può essere utilizzata la Damiana (Turnera aphrodisiaca) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 10 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, in un’unica somministrazione al giorno, preferibilmente la mattina, a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Nei casi in cui l’ipersonnia è correlata con una perdita dell’appetito, associata a un lieve calo ponderale, può essere somministrata l’Avena Sativa (TM, 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno).
Se la depressione rappresenta la causa principale può essere utilizzato l’Hypericum perforatum (Iperico), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti.
Se l’ipersonnia è correlata a disturbi della funzionalità epatica può essere utile assumere il Cardo mariano (Silybum marianum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei due pasti principali.
Nelle forme lievi, possono essere utilizzati infusi, decotti o tisane a base di Tiglio, Melissa, Meliloto, Camomilla, Passiflora, Valeriana, Fiori d’arancio. Lavanda.

Originally posted 2014-10-15 09:35:32.