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TACHICARDIA 180x162 - TACHICARDIA

TACHICARDIA

Una frequenza cardiaca superiore ai cento battiti al minuto viene definita  sinusale. Naturalmente sono tante le circostanze in cui questo fenomeno è da considerarsi del tutto normale: nei neonati e nei bambini d’età inferiore ai due anni, in occasione di un esercizio fisico, durante la fase digestiva, in caso di febbre, quando si è sottoposti ai più diversi stress emotivi, dall’ansia alla paura. Tachicardie possono verificarsi in seguito all’assunzione di svariati farmaci o come conseguenza dell’assunzione di alcol o caffeina: l’aumentata frequenza cardiaca è per l’appunto il risultato dell’azione farmacologia di tali sostanze. Poi esistono le tachicardie patologiche, ossia quelle in cui l’aumento del battito cardiaco non è più fisiologico ma è sintomo di una variegata gamma di problemi, dall’ipotensione all’anemia, dall’attività esagerata della ghiandola tiroidea (ipertiroidismo) alle cause cardiache (esiti di un infarto miocardio, condizioni di scompenso).

LA RICERCA
L’accelerazione de! battito cardiaco è una risposta fisiologica all’esercizio fisico, all’eccitazione e all’ansia, ma non è più così normale se accompagna la persona costantemente. I risultati forniti dalla ricerca odierna spingono infatti ad affermare che più è rapido il battito, più aumenta il pericolo di ammalarsi. Analizzando, insomma, il legame tra il numero dei battiti del cuore e aspettativa di vita, si è evidenziato che arginare le numerose pulsazioni significa ridurre il rischio di decesso per cause vascolari. Quest’associazione tra frequenza cardiaca e mortalità cardiovascolare è una relazione presente a tutte le età, tanto nella popolazione sana, quanto fra le persone cardiopatiche. Si è visto, per esempio, che il rischio di eventi infausti è tre volte più alto nelle persone con una frequenza cardiaca stabilmente tra i 90 e i 99 battiti al minuto rispetto a chi ne ha 60.

FISIOLOGIA
La pulsazione cardiaca scaturisce in una specifica area dell’atrio destro, in prossimità dello sbocco della vena cava superiore, grazie a un gruppo di fibre muscolari specifiche, il nodo-seno atriale: è qui che si genera il ritmico impulso elettrico che poi si propaga a tutto il muscolo cardiaco.

Tachicardia sinusale
In questa tachicardia si verifica un aumento della frequenza dei battiti cardiaci oltre il normale valore, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Emozioni, esercizio fisico, ipertiroidismo, abuso di caffè, fumo, anemia, febbre, ipotensione, nevrosi e farmaci possono provocare l’insorgere di tachicardia sinusale, che può essere asintomatica oppure dare cardiopalmo (sensazione di “cuore che batte”). L’inizio e la scomparsa sono graduali, mai improvvisi.
La terapia è legata alla causa che determina la comparsa di tachicardia: si possono usare farmaci che riducono l’ansia, abbassano la febbre, regolano la funzione della tiroide. È utile non abusare di caffè, fumo e alcolici.
L’esercizio fisico regolare aiuta il cuore ad avere un ritmo più costante.

La presenza di turbe del ritmo cardiaco richiede una valutazione clinico strumentale cardiologica. L’approccio omeopatico può completare il convenzionale nelle forme di tachicardia semplice. Per le crisi recidivanti di tachicardia è necessaria una valutazione clinica e strumentale cardiologica.
Ignatia 15 CH5 granuli, 2 volte al dì. Accelerazione della frequenza cardiaca a seguito di un’emozione. Dispnea sospirosa e sensazione di “nodo” alla gola. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di tachicardia su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli
e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Palpitazioni con vampate di calore in menopausa. L’indicazione principale è rappresentata da fenomeni congestizi generali e locali, come vampate di calore, cefalea con sensazione di pulsazione a livello della testa, tendenza all’ipertensione arteriosa e alle palpitazioni. Caratteristica è l’intolleranza per gli abiti stretti, le costrizioni, con il contatto e per i luoghi chiusi.
Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica.
Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’extrasistole in soggetti con problemi tiroidei o in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Spigelia 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Attualmente è indicato per le palpitazioni violente e le turbe del ritmo nell’eretismo cardiaco. Talvolta si associano precordialgie.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando ad agire sulla funzionalità cardiaca e chiaramente sulla sua frequenza e sul suo ritmo. L’uso di prodotti fitofarmacologici permette il controllo della sintomatologia soprattutto se dovuta a fattori emozionali.

cinese
Formula: TIAN WANG BU XIN WAN
Radix Rehmaniae……………………120 g
Radix Ginseng……………………….15 g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………….15 g
Scleroium Poria……………………..15 g
Fructus Schisandrae…………………..15 g
Fructus Gardeniae……………………10 g
Radix Platycodi……………………..15 g
Radix Angelicae Sinensis……………….60 g
Radix Asparagi………………………60 g

Radix Ophiopogonis…………………..60 g
Semen Biotae……………………….60 g
Semen Ziziphi Spinosae………………..60 g
Posologia: 3 g al dì da sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi, legumi, prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica. Consumare preferibilmente i carboidrati a colazione e a pranzo e le proteine animali a cena, mentre frutta e verdura cruda dovrebbero essere assunte sotto forma di spuntino durante la giornata. Integrare l’apporto di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Aumentare il consumo di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente al 80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Alimenti da evitare Nella fase acuta zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, caffeina, alcolici, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans. Evitare per almeno tre-quattro mesi gli alimenti a elevato contenuto di sale, come fritture, salumi, formaggi (quelli stagionati), cornflakes, pesce azzurro, tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette), panna, burro, mascarpone, strutto.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Coenzima Q10Ò0 mg al giorno;

Cromo 230-240 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per aiutare ad alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Può essere utilizzato anche al bisogno, per via sublinguale, nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, può essere utilizzata XArancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti. Questo preparato fìtoterapico può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti. Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso preparato con sommità fiorite di Biancospino (30%), Melissa in foglie ( 15%), sommità fiorite di Lavanda officinalis (20%), Passiflora (20%) e sommità fiorite di Escholtzia californica (15%). Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti ed eventualmente dolcificare con una piccola quantità di miele di lavanda vergine integrale di produzione italiana.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto fluido di Leonorus cardiaca nella dose di 20 gocce, una due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale oppure nel latte di mandorle, privilegiando la via sublinguale. Nei pazienti affetti da tachicardia parossistica può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycanthz), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-08 09:32:09.

Pediculosi 180x180 - Pediculosi

Pediculosi

La del capo colpisce tutte le età, ma è di gran lunga più frequente nei bambini d’età compresa tra i 4 e i 12 anni (cioè quando la funzionalità delle ghiandole sebacee è ancora ridotta) e soprattutto tra quelli che frequentano le comunità (asili, scuole elementari e medie, collegi). Responsabile dell’affezione è il Pediculus humonus copitis, popolarmente noto come “pidocchio del capo”, un minuscolo insetto, attero (cioè senza ali), dal corpo depresso, di colore per lo più brunastro pallido. Sintomo caratteristico della  del capo è il (che, tuttavia, non è sempre presente): può essere diffuso a tutto il cuoio capelluto oppure essere tipicamente localizzato alle tempie, all’occipite e nell’area dietro le orecchie. Inoltre, si può estendere alla parte superiore del dorso e alle spalle. Spesso il è molto intenso e ciò spiega perché il paziente finisce per ritrovarsi alle prese con escoriazioni e abrasioni lineari dovuti al grattamento, croste e vescicole, follicoliti pustolose e impetiginizzazione (si chiama così l’infezione delle lesioni preesistenti, generalmente da Staphylococcus oureus). La diagnosi di pediculosi del capo è,
nella grande maggioranza dei casi, facile: il paziente tipico è assai spesso un bambino, che accusa un forte prurito nelle regioni temporale, retro-auricolare e nucale, e che, all’esame della chioma, mostra la presenza delle lendini, le uova del parassita, saldamente incollate al capello grazie al secreto di particolari ghiandole (chiamate “colleteriche”) annesse all’apparato riproduttore femminile.

Pettine bagnato
Esistono pettini speciali che servono per rimuovere i pidocchi e le loro uova dai capelli. I capelli dovrebbero essere lavati e trattati con balsamo, poi suddivisi in ciocche separate per ottenere un risultato migliore.
Pesticidi
Si usano a livello topico, il più usato è la permetrina (derivata dal crisantemo). Il malation è un organofosfato: nonostante gli organofosfati siano dannosi per l’ambiente non è stata documentata tossicità neurologica per l’uomo nell’uso topico. Qualsiasi pesticida venga usato per la pediculosi, è opportuno consultare il medico per ridurre al minimo i rischi e ottenere il massimo risultato con il minimo dell’esposizione al pesticida stesso.

Oltre al locale convenzionale abitualmente seguito, l’omeopatia completa la cura della pediculosi con il preparato isoterapico specifico, Pediculus capitis, e con un rimedio bioterapico di fondo che previene la tendenza alla recidiva, Psorinum.
Pediculus capitis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Si tratta di un preparato isoterapico ottenuto a partire dall’agente responsabile della pediculosi. L’isoterapia si basa sulla somministrazione di preparati, diluiti e dinamizzati secondo la tecnica propria dell’omeopatia, a partire dalla supposta causa della malattia. Si diversifica, pertanto, dall’omeopatia che si basa sulla somministrazione di rimedi ottenuti da sostanze suscettibili di provocare una malattia simile, ma non identica. Tale approccio isoterapico, che per alcuni aspetti richiama l’omeopatia e per altri la tecnica delle vaccinazioni, è stata introdotta nel 1833 da Guillaume Lux, medico veterinario tedesco. Va tuttavia ricordato che tale rrietodica, pur essendo supportata dall’efficacia terapeutica, non comporta un meccanismo d’azione di desensibilizzazione riconducibile alta formazione di anticorpi specifici, come accade con l’uso dei vaccini.
La prescrizione di preparati isoterapici non solo non è incompatibile ma addirittura potenzia l’attività dei rimedi omeopatici associati.

Psorinum 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana. È il rimedio dei soggetti freddolosi, magri con tendenza alle parassitosi ed alle affezioni cutanee recidivanti. Caratteristica è la tendenza accentuata alle parassitosi della cute e dell’intestino, con ricadute periodiche.
Sulfur 15 CH un tubo dose, una volta alla settimana. È il rimedio ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda, soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Solitamente si tratta di soggetti estroversi, impulsivi, in continuo movimento, resistenti alla fatica con colorito rosso, cute calda e tendenza a fenomeni congestizi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non c’è una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di beta-carotene e vitamine B6 ed E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (in particolare ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde, zucca gialla, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Incrementare (fino al miglioramento del quadro clinico) il consumo di cibi ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, carote, patate, funghi, tè verde.

Alimenti da evitare Eliminare (nella fase conclamata) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
O Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al la sera prima del riposo notturno.

Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per accelerare il processo di guarigione, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
In associazione, per la sua azione depurativa, può essere somministrata 1 Agrimonia eupatoria, sotto forma di estratto fluido nella dose di 30 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, circa 20 minuti prima dei pasti.
Per le sue proprietà antiossidanti, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni). Potenziare l’azione associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/0 d’arancia, due volte al giorno. Nei bambini al di sotto dei 12 anni, privilegiare l’infuso di (petali, foglie e frutti) Rosa canina: un cucchiaio in 200 ml di acqua minerale naturale. Assumere due/tre volte al giorno lontano dai pasti.
Per alleviare il prurito può essere utile massaggiare il cuoio capelluto con l’olio di Achillea preparato con 400 g di fiori freschi e 1000 mi di olio Iperico (lasciare macerare per circa un mese, in un contenitore a chiusura ermetica, al riparo dalla luce e da fonti di calore). Frizionare la zona cutanea interessata tre-quattro volte al giorno. Al termine del massaggio, lavare i capelli con un prodotto specifico per la pediculosi.

Originally posted 2014-10-10 14:22:16.

MONONUCLEOSI 180x180 - MONONUCLEOSI

MONONUCLEOSI

Viene comunemente chiamata “malattia del bacio”, perché la trasmissione dell’agente virale (EBV, il virus di Epstein-Barr, un herpesvirus umano che penetra nei linfociti B) avviene per via aerea, attraverso le goccioline di saliva. Dopo un periodo di incubazione di 4-8 settimane, affiora una caratteristica triade di sintomi: la febbre, l’arrossamento intenso della gola e l’ingrossamento generalizzato delle linfoghiandole, in particolare quelle del collo (disturbi eventualmente accompagnati da un aumento di volume del fegato e della milza). La diagnosi, oltre che sui disturbi, si basa su alcuni esami di laboratorio, che mettono in evidenza la presenza di particolari anticorpi. L’intensità dei sintomi e dei segni clinici è in realtà assai variabile, potendo manifestarsi quadri assai modesti, praticamente asintomatici – che sfuggono all’accertamento diagnostico (una persona si ritrova con gli anticorpi antivirali senza nemmeno essersi accorta d’aver superato l’infezione) – fino a situazioni chiaramente conclamate. Il virus è regolarmente presente nella saliva dei soggetti affetti non soltanto nella fase acuta della malattia, ma anche per alcuni mesi dopo la guarigione definitiva.

DA SAPERE
Un altro agente virale può rendersi responsabile di un’affezione assai simile alla infettiva: il Cytomegolovirus, anch’esso appartenente alla famiglia degli herpesvirus. Il virus provoca un’infezione comune e benigna nella persona sana, mentre può indurre una malattia grave nei soggetti immunodepressi e possibili conseguenze serie sul feto se l’infezione viene acquisita dalla futura mamma nelle prime 27 settimane della gravidanza. L’infezione, che si trasmette da persona a persona, richiede contatti intimi con chi elimina il virus attraverso saliva, urine o altri fluidi biologici.

Non esiste terapia specifica: in molti casi l’infezione decorre in modo asintomatico e la persona si ritrova con anticorpi contro il virus senza essersi accorta di avere superato l’infezione.
Una tipica caratteristica, che diventa quasi una conferma della mononucleosi, è la reazione all’arnoxicillina, antibiotico spesso
usato a sproposito per trattare i sintomi: nelle forme virali gli  non servono, ma purtroppo molti sono ancora convinti che febbre e mal di gola richiedano l’uso di ! L’amoxicillina usata nella mononucleosi può provocare una tipica reazione similallergica: il volto (e talora il corpo) si riempie di macchie pruriginose che rendono necessario l’uso di antistaminici e cortisonici (con ulteriore riduzione della capacità immunitaria). Si tratta una reazione transitoria, e non è indice di allergia al farmaco.
La terapia non si basa su farmaci ma sul riposo, sull’idratazione (bere tanto) e sul controllo della temperatura corporea.
Integratori
Possono essere utili le sostanze che hanno un’azione di controllo dell’infezione virale (manganese, rame, zinco, selenio, vitamina C).
Prevenzione
Si basa su tutti gli strumenti che migliorano le difese immunitarie, prima tra tutti una sana alimentazione (e l’astensione dal fumo).

Da un punto di vista omeopatico il medicinale che meglio si adatta alla mononucleosi infettiva è Ailanthus glandulosa. Tuttavia la prescrizione deve tenere conto delle caratteristiche della sintomatologia e della fase evolutiva. Così nella lunga convalescenza è spesso indicato l’uso di China e di Kali phosphoricum.
Ailanthus glandulosa 5 CH 5 granuli inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. Questo medicinale omeopatico preparato dalle foglie e dai ramoscelli fioriti àe\Yl albero del cielo’ è particolarmente adatto al della mononucleosi infettiva, caratterizzata da prostrazione generale, forte infiammazione e congestione del faringe con ingrossamento e dolore a livello dei linfonodi regionali, alterazione della formula con aumento dei globuli bianchi.
Baryta iodata 9 CH 5 granuli al dì per due settimane. Angina faringea acuta con modesto ingrossamento dei linfonodi cervicali che tuttavia hanno una consistenza dura.
China rubra 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La china è una pianta della famiglia delle Rubiacee, usata per controllare i sintomi della convalescenza, come debolezza, prostrazione, cefalea pulsante, affaticamento dopo perdita di liquidi. Solitamente si associa Kali phosphoricum per facilitare la ripresa energetica.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Grande stanchezza che accompagna e caratterizza la lunga convalescenza della mononucleosi infettiva. Spesso si consiglia di associare China rubra.
Mercurius corrosivus 9 CH 5 granuli inizialmente ogni ora, diradando in base al miglioramento. Il preparato ottenuto dal sublimato corrosivo è indicato per la cura della faringite acuta con manifestazioni ulcerative estremamente dolorose ed adenopatie ipersensibili.
Phytolacca 7CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento cupo e secchezza della gola con aumento di volume delle tonsille e dolore nella deglutizione che si irradia dalla base della lingua verso le orecchie. Per la somiglianza delle indicazioni cliniche viene anche definita ‘il mercurio vegetale’.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lo scopo della terapia con la Medicina tradizionale cinese è quello di regolare il Sistema Immunitario dell’organismo favorendo un innalzamento della barriera difensiva.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
TAI YUAN;
TAI XI ;
TAI CHONG.
Si consiglia un ciclo di applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: BAN LAN GEN
Radix Isatidis……………………..10 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime alimentare basato su alimenti naturali e integrali, latticini a basso contenuto di lipidi, olio di lino e/o di noci spremuto a freddo, uova biologiche, fegato di manzo, ortaggi di colore verde scuro, arancione e giallo, germe di grano, pane di kamut, o di farro, integrale a lievitazione naturale, semi, frutta secca, soia e derivati, carne magra biologica, pesce pescato in mare, riso integrale, avena in fiocchi e in farina, kefir e yogurt naturale biologico addizionato con
probiotici, miele vergine integrale di produzione italiana, frutta fresca e di stagione.
Privilegiare gli alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Evitare (fino al miglioramento del quadro clinico) il consumo di vegetali, uova e latticini non biologici, carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino;
Vitamina BI 1 -1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;

Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia).

FITOTERAPIA

Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio* sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione.
Per accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, grazie alle sue proprietà “rimineralizzanti” e anabolizzanti, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago saliva (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere assunto fino alla scomparsa dei sintomi.
Grazie alla presenza dei tlavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera* sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per tenere sotto controllo l’infezione può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. 11 preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per le sue proprietà antiossidanti, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Nei pazienti debilitati, il trattamento può essere protratto per 15-20 giorni.

Originally posted 2014-10-13 14:00:50.

Acetone 180x180 - Acetone

Acetone

Non si traila di una malattia: si chiama “” la presenza nel sangue di particolari sostanze tossiche, dette corpi chetonici (, acido acetoacetico e 3-idrossi-butirrico). Questa condizione, che si manifesta per lo più in età pediatrica (a partire dai 3-4 anni), produce uno stato di malessere generale, con accessi di , sonnolenza, irritabilità, mal di pancia e di testa, occhi cerchiati, volto affilato e lingua asciutta-patinata. I composti acidi in questione si formano nei digiuni prolungati, in occasione delle malattie acute febbrili di natura infettiva, nelle diete particolarmente ricche di grassi, quando scarseggia l’azione dell’insulina (l’ormone elaborato dal pancreas) e dopo gli sforzi intensi e prolungati. In tutte le circostanze citate, ciò che risulta alterato è il metabolismo del carburante numero uno del nostro corpo: il glucosio. L’organismo reagisce allora utilizzando primariamente un’altra fonte energetica: i grassi. Ma proprio dall’eccessiva degradazione di questi ultimi deriva la produzione e il passaggio nel sangue, fino a livelli tossici, dei corpi chetonici (che sono dunque prodotti intermedi del metabolismo dei grassi). L’alito cattivo, dal tipico odore di frutta troppo matura, andata a male, o del solvente per lo smalto delle unghie, è segnale inequivocabile dell’. In generale, è un disturbo transitorio e sanabile con semplici misure dietetiche. Per giunta, arrivare alla diagnosi è semplice: a parte il caratteristico odore dell’alito (spesso il primo sintomo rilevabile), basterà evidenziare i corpi chetonici nelle urine, bagnando con queste delle speciali strisce reattive acquistabili in farmacia. La sostanza da ricercare si legherà con i reagenti dando luogo a una reazione evidenziata da una variazione cromatica.


Durante le crisi: nella crisi di iperchetonemia, cioè nella “crisi di acetone” è utile una dieta priva di grassi e ricca di zuccheri e acqua. L’idratazione è molto importante per eliminare l’acetone: acqua e succhi di frutta zuccherati (senza gas) vanno somministrati poco alla volta con regolarità. Se c’è vomito intenso si possono somministrare farmaci antiemetici.

Prevenzione
Al di fuori del periodo di crisi l’alimentazione deve essere normale, equilibrata, senza eccedere nei grassi. Per prevenire l’acetone nei bambini predisposti è bene seguire una dieta ricca in carboidrati complessi (pasta) la cui digestione libera lentamente glucosio nell’intestino, e povera di grassi (come latte intero, burro, formaggi, fritti, carni grasse, cioccolato e insaccati). L’acetone si risolve spontaneamente con l’età.


Le crisi di acetone si manifestano soprattutto in bambini con un particolare’terreno* predisponente come conseguenza di abitudini alimentari scorrette.
- sintomatico
In omeopatia la crisi di acetone del bambino richiede la somministrazione sistematica di Senna e Belladonna, meno frequentemente di Antimonium erudititi o Ipeca. Senna Si consiglia di somministrare sistematicamente Senna 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora, in base alla frequenza e all’intensità del vomito, diradando progressivamente secondo miglioramento. Le manifestazioni caratteristiche della crisi di acetone comprendono la nausea, il vomito, le coliche addominali, Podore tipico delPalito, la flatulenza, il senso di spossatezza generale. Belladonna Se la crisi di acetone si manifesta in concomitanza con un episodio febbrile o con un processo infettivo, si alterna Senna con Belladonna 5 CH, 5 granuli anche ogni ora.
Antimonium crudum Quando la lingua è ricoperta da una patina spessa biancastra, come gesso, Senna va alternata con Antimonium crudum 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora. Ipeca In presenza di crisi di conati di vomito e vomito in un bambino con la lingua pulita, è preferibile alternare Senna con Ipeca 5 CH, inizialmente anche ogni mezz’ora.

– Trattamento di fondo
Nella tendenza alle crisi ripetute di acetone è consigliabile ricorrere a un trattamento omeopatico di fondo, basato su alcuni rimedi, il più frequente dei quali è Lycopodium. È inoltre necessario un cambiamento delle abitudini alimentari con riduzione del consumo di grassi, proteine animali, in particolare dei latticini e aumento dell’apporto di frutta e verdura fresca.
Lycopodium clavatum È il rimedio omeopatico preparato con la polvere ricavata dalle spore di licopodio. Viene impiegato in bambini magri, nervosi, dal colorito giallastro, con tendenza all’eczema e alle crisi di acetone scatenate dai farinacei, dal cioccolato, dalle uova e dai formaggi. Solitamente si consiglia di somministrare Lycopodium 30 CH, una monodose alla settimana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo avviene attraverso due vie: la prima consiste nell’eliminazione dell’acetone dall’organismo, la seconda nella regolazione del metabolismo e del consumo di zuccheri e grassi.
L’eliminazione, o meglio, la dispersione dell’acetone deve avvenire tramite via urinaria e intestinale, quindi bisogna stimolare l’attività del Rene, dell’Intestino Tenue e dell’Intestino Crasso.

– Agopuntura
A livello renale punti importanti sono FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue e XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’energia difensiva e il Qi del Rene, mentre a livello intestinale ha rilevanza il punto QU CHI (stagno curvato, localizzato sulla piega del gomito) che regola e raffredda il sangue. Per quanto riguarda gli zuccheri, gli organi coinvolti sono la Milza e il Pancreas, e in particolare i punti YINLINGQUAN (sorgente della colli- na degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore e YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani, più l’applicazione dei punti della Milza e del Pancreas
del Sistema Auricolare.
Per regolare il metabolismo lipidico invece si agisce sul Fegato nel punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo
Yin epatico. La terapia va eseguita con la frequenza di 2 applicazioni alla settimana per 5 settimane.


– Consigli dietetici
Nei bambini in fase acuta

È necessario somministrare alimenti ricchi di zuccheri (glucidi) facilmente assimilabili, preferibilmente in forma liquida, come succhi di frutta biologici diluiti in parti uguali con acqua minerale naturale a elevata percentuale di bicarbonato.
Per ripristinare le perdite di acqua e di elettroliti utilizzare centrifugati di frutta e verdura fresche biologiche diluiti con latte d’avena e acqua minerale naturale nelle seguenti percentuali: 55% di centrifugato, 15% di latte d’avena e 30% di acqua. Per tenere sotto controllo la nausea e il vomito è preferibile somministrare le bevande a temperatura ambiente e sorseggiarle lentamente, aiutandosi con una cannuccia. Se gli episodi ricorrono frequentemente la causa può essere ricercata in una dieta a elevato apporto di grassi (in particolare di acidi grassi saturi ) e di proteine. In questi casi è necessario riequilibrare il regime alimentare privilegiando frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.

Negli adulti
Se l’evento è provocato da un digiuno prolungato possono essere somministrati frullati a base di latte di riso, fiocchi d’avena (tenuti in ammollo per circa 30 minuti), frutta e/o verdura fresche biologiche, escludendo gli agrumi, le crucifere e il cetriolo. Nei casi in cui l’acetone sia un sintomo di diabete scompensato, devono essere evitati gli alimenti ricchi di carboidrati a rapido assorbimento che, innalzando rapidamente il livello ematico di insulina, possono contribuire all’aggravamento del quadro clinico presentato dal paziente. Privilegiare invece i cereali integrali in chicchi e gli ortaggi a foglia verde scuro, come le barbabietole e gli spinaci. Avena Utilizzare i fiocchi nello yogurt o nel latte tiepido nei casi di inappetenza. Ricca di principi nutritivi può essere integrata nell’alimentazione del bambino e del neonato come ricostituente dopo una crisi intensa e prolungata di acetone.

– Integrazione alimentare
Come integratore di sali minerali può essere utilizzata, in associazione alla frutta e alla verdura fresche, Vargilla verde ventilata. Sciogliere 1 cucchiaino in un bicchiere di acqua tiepida, oppure aggiungerla ai succhi di frutta o ai centrifugati ( 1 -2 volte al giorno). L’argilla è un insieme di oligoelementi (contiene quasi tutti i sali minerali e sette metalli pesanti – argento, ferro, mercurio, oro, piombo, rame e stagno) presenti in quantità “omeopatica”, che contribuiscono a ripristinare la concentrazione di elettroliti all’interno dell’organismo.


Le piante medicinali non hanno un ruolo significativo nella terapia dell’Acetone. Trattandosi di un aumento dei corpi chetonici nel sangue è indispensabile modificare le abitudini alimentari del soggetto, molto spesso bambini.
In assenza di vomito la fitoterapia può solo consentire di reintegrare zuccheri semplici, mediante la somministrazione di infusi di Tè, ma niente più. Così facendo comunque nell’arco di uno-due giorni, se accompagnato a una alimentazione sostanzialmente priva di grassi, il metabolismo tornerà in equilibrio con progressiva riduzione dei chetoni nelle urine. Quando invece sia presente vomito, oltre all’uso di farmaci sintomatici, l’accortezza sta nella somministrazione di piccoli sorsi ripetuti di infuso di camomilla dolcificato. La ri-alimentazione potrà avvenire solo con gradualità e comunque sempre con dieta a bassissimo contenuto di grassi. L’uso delle piante può anche servire nei casi in cui ci siano importanti rialzi febbrili, come nel caso di malattie infettive virali e non, e per la riduzione dell’apporto alimentare, si abbiano imponenti metabolizzazioni dei grassi. Questo è un possibile meccanismo dell’acetone, che può facilmente essere interrotto con la somministrazione di tisane a base di fiori e foglie di Tiglio ( 1 cucchiaio in 250 mi di acqua bollente. Infusione 10-
15 minuti, filtrare). La tisana deve essere sempre dolcificata, anche se il sapore è gradevole di per sé, ed assunta a piccoli sorsi, molte volte nella giornata, per almeno tre tazze al giorno. Evitare i digiuni prolungati.

Originally posted 2014-10-07 10:12:39.

Rughe 180x180 - Rughe

Rughe

Una ruga è un solco lineare permanente della pelle, di profondità variabile. Si chiamano d’espressione, quelle causate al volto dalla trazione ripetitiva esercitata dai muscoli della faccia; affiorano già all’età di 30 anni e progressivamente diventano più profonde. Le si manifestano poi con l’invecchiamento cronologico, dovuto ai fattori genetici, ai processi metabolici e alle modificazioni ormonali che si verificano col passar del tempo, e che determinano una progressiva atrofia del derma, dell’ipoderma e delle strutture di sostegno (su cui va ad agire il continuo logorio della forza di gravità).
L’invecchiamento estrinseco o ambientale è invece determinato prevalentemente dall’esposizione alle radiazioni solari, che producono uno “stress ossidativo cronico” per l’azione dei famigerati “radicali liberi”, molecole altamente reattive (si parla di fotoinvecchiamento). Dunque, fattori intrinseci ed estrinseci agiscono sulla pelle: ovvero, sulla predisposizione costituzionale vanno ad agire gli elementi dell’ambiente esterno (come le radiazioni ultraviolette e gli stress atmosferici) nonché le caratteristiche dello stile di vita (regime alimentare, consumo di alcol, tabagismo, stress e farmaci). I segni del fotoinvecchiamento sono numerosi: formazione di rughe, alterazioni della pigmentazione, fragilità cutanea, ispessimento della pelle, teleangectasie (le minute dilatazioni che interessano la rete dei vasi sanguigni cutanei). Questi effetti cronici derivano dall’accumulo dei danni causati dalle esposizioni prolungate al sole e/o alle fonti artificiali di raggi ultravioletti, e risultano tanto più precoci e marcati quanto più la pelle è chiara o non adeguatamente protetta.

IL RUOLO DEL FUMO
La nicotina e gli altri fattori tossici contenuti nei prodotti della combustione del tabacco agiscono sulla salute della superficie cutanea in maniera complessa: riducono l’ossigenazione della pelle (perché producono un danno a carico dei vasi sanguigni), causando il colore “grigiastro” tipico dei forti fumatori; compromettono la produzione di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti, riducendo quindi il turgore e l’elasticità della cute stessa; incrementano, infine, la vilnerabilità ai danni da raggi ultravioletti.

Creme
La crema va scelta in funzione di età, sesso, stagione e problema da correggere. È necessario adattarsi ai cambiamenti dei diversi perìodi della vita e alle conseguenti variazioni ormonali e fisiologiche. La progressiva diminuzione di acqua nei tessuti è uno dei fattori che determinano le rughe: la crema deve essere idratante, stimolare la formazione di nuovo collagene ed elastina e mantenere efficiente la microcircolazione. Va applicata più volte al giorno, ogni volta che si sente la pelle secca o la si vede opaca.
Terapie iter inopi astiche
I trattamenti sono di due tipi: quelli superficiali interessano solo l’epidermide, quelli profondi agiscono sul derma. Agendo sulla superficie della pelle si migliora la compattezza, si correggono le microrughe, si eliminano le macchie scure. Le metodiche che agiscono in profondità migliorano la struttura della pelle, aumentandone turgore ed elasticità, correggono le rughe marcate e le depressioni ai lati del naso, della bocca e del mento.
Terapie superficiali
Con il passare degli anni il ricambio delle cellule rallenta, e le cellule morte rendono la pelle ruvida e di un colore poco uniforme, i peeling sono quindi la soluzione ideale, anche per attenuare le cicatrici e possono essere chimici o laser.
Terapie profonde
I trattamenti che agiscono sul derma migliorano la struttura e restituiscono spessore agli assottigliamenti che caratterizzano le rughe. La sostanza più efficace è l’acido ialuronico usato a diverse concentrazioni a seconda del problema da risolvere.
Chirurgia
La chirurgia estetica può garantire ottimi risultati, ma ogni intervento va discusso con lo specialista.

Alcuni preparati omeopatici permettono di svolgere un’azione preventiva nei confronti delle manifestazioni dell’invecchiamento a livello cutaneo. In particolare si consiglia di utilizzare Sulfur e Thuya in associazione per cicli di due mesi, nei cambi stagionali.

Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei capelli e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata.
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, delle dermopatie squamose croniche. Segni caratteristici comprendono: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da grattamento, i capelli secchi.
Cedrus libani M.G. 1DH 30-50 gocce, 1 -2 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano che si utilizza nelle affezioni dermatologiche con e cute secca.
Radium bromatum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. 11 bromuro di radio è adatto ai soggetti anziani con pelle secca, atrofica, pruriginosa.
È indicato anche per il di radiodermiti e di sclerodermia.
Sulfur 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo.
Thuya occidentalis 15 o 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei rimedi più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel trattamento della secchezza della pelle solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

È possibile l’uso di aghi molto sottili interposti nel solco creato dalla ruga con lo scopo di tonificare il tessuto sottostante facendo cosi “riempire” la ruga stessa.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdure fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, kefir, o latte d’avena, o di riso addizionato con calcio.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, ai frutti di bosco, agli ortaggi verde scuri, arancione e giallo, al pesce pescato in mare (in particolare al salmone selvatico), al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici (a eccezione del vino rosso di produzione artigianale – un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Limitare gli alimenti a elevato contenuto di sale, come le fritture, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
Prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Prima del riposo notturno e dopo la pulizia del viso, usare una miscela composta da crema alla Calendula ( 1 cucchiaino) e olio essenziale d’Arancio (6 gocce), cercando di massaggiare bene le zone cutanee più danneggiate dalle rughe, evitando il contatto con gli occhi. In caso di pelle secca e disidratata applicare una maschera a base di polpa d’Arancia tritata e fiori di Malva (nel rapporto 2 a 1; frullare, unire 1-2 cucchiaini di olio di Enotera mescolare e stendere sul viso). Dopo circa 20 minuti di posa,
sciacquare con acqua tiepida e applicare una crema al burro di karaté, o massaggiare la cute per almeno 5 minuti con olio di mandorle dolci. Non utilizzare questa preparazione prima dell’esposizione solare.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicaio sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione. Nei casi in cui le rughe si presentano particolarmente estese e profonde, può essere utile associare YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione della cute, può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano nella dose dì 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della cola- zione) e la sera poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 10:18:18.

Tracheite 180x180 - Tracheite

Tracheite

Le tracheiti, soprattutto le forme acute, sono disturbi frequenti, specie durante la stagione invernale e rappresentano, in genere, l’evoluzione di un processo infiammatorio a carico delle prime vie aeree. Possono insorgere anche nel corso di malattie infettive generali come l’influenza, il morbillo, la scarlattina, la pertosse, in seguito a bruschi raffreddamenti, all’inalazione di gas, polveri o vapori irritanti. Nei bambini non sono rare le tracheiti recidivanti, in rapporto alla presenza di infezioni delle fosse nasali (riniti) e delle adenoidi. Dopo alcuni giorni dall’insorgenza di un raffreddore, di una faringite o di una laringite, la persona comincia a accusare un senso di oppressione e dolore dietro lo sterno, e la tosse, tipicamente stizzosa, catarrale, che accentua il
fastidio doloroso in mezzo al petto.

ANATOMIA
La trachea è un tubo che trae origine dalla laringe, transita dinanzi all’esofago e si suddivide nei due bronchi, destro e sinistro, che si approfondano nei polmoni. Possiede una parete rigida grazie alla successione di 15-20 anelli cartilaginei (che posteriormente non si saldano del tutto) collegati tra loro da una serie di legamenti anulari connettivali.

La si associa di solito a infiammazioni/infezi0ni delle vie respiratorie e non si manifesta da sola. La terapia è quella dell’infezione di base: se è presente infezione dei polmoni (polmonite) la terapia è mirata a ris0lvere quella e non i fastidi della trachea. Se si tratta di una sindrome da virus influenzale o parainfluenzale la terapia è di supporto per risolvere più in fretta i sintomi.
Supporto
Bere tanta acqua è la prima procedura utile, perché migliora l’idratazione e riduce l’eventuale tosse e i problemi di voce. In caso di febbre (per l’infezione di base) le procedure sono le stesse suggerite per ridurre la temperatura e migliorare lo stato generale.
Farmaci 
Non esistono farmaci per la tracheite. Gli nella maggioranza dei casi non servono: le infezioni virali non rispondono alle terapie antibiotiche, e le semplici irritazioni sono destinate a risolversi da sole.

L’approccio omeopatico alla tracheite considera la fase della malattia e le caratteristiche della tosse. Solitamente nella fase iniziale è indicata Bryonia da alternare con Rumex crispus.
Tosse secca
Bryonia 9 CH5 granuli, anche ogni 2 ore. La tosse è secca, dolorosa ed è aggravata dal minimo movimento. Si associa sete intensa.

Corallium rubrum5 CHS granuli,ogni 2 ore. Violenta crisi di tosse esplosiva, dopo esposizione al freddo. Tosse irritativa, prevalentemente notturna, da discesa a livello bronchiale di catarro di origine nasale, soprattutto in bambini con ipertrofia delle adenoidi.
Rumex crispus 5CH5 granuli, ogni 2 ore. Tosse secca che prostra, aggravata inspirando aria fredda o passando dal caldo al freddo. Migliora coprendo naso e bocca. È il medicinale indicato per la ‘tosse dei fumatori’.
Tosse produttiva
Ferrum phosphoricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È presente una febbre non elevata con tosse secca seguita da espettorazione giallastra, in un soggetto debole. Talvolta l’espettorato è striato di sangue.
Pulsatilla 9CH5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.
Tosse inefficace
Antimonium tartaricum 5 granuli, 3 volte al dì, 5 CH, per favorire l’espettorazione; 15 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva ed inefficace con abbondante ristagno. Spesso il malato è profondamente spossato e sonnolento.
Ipeca 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Salivazione abbondante e ristagno bronchiale con tosse spasmodica, accompagnata da nausea e . Solitamente le secrezioni sono scarse.
Fase di risoluzione
Pulsatilla 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì, solitamente per una settimana. Si consiglia nella fase terminale della bronchite quando persiste la tosse e l’espettorato.
Sulfur iodatum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, solitamente per una settimana. Completa l’azione di Pulsatilla e favorisce la velocità di risoluzione del processo infiammatorio bronchiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione provocata da agenti patogeni esterni e disperdendo gli agenti stessi, oltre ai sintomi associati che si possono presentare quali tosse, febbre, cefalea, difficoltà a deglutire ed edema.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiani acqua minerale naturale.
Integrare alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco fragole papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) e vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci).
Incrementare il consumo di cibi a elevata percentuale di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo e utilizzati sempre a crudo, per preservare il contenuto di vitamina E).
Alimenti da evitare Evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aggravare i sintomi respiratori.

Alimenti da evitare Evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aggravare i sintomi respiratori.
Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.

Integrazione alimentare
Vitamina C200 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Nelle forme virali, particolarmente recidivanti, può essere utilizzato il Faggio, sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Se l’infezione respiratoria si presenta di forte intensità e/o associata a tosse secca e stizzosa, può essere utilizzato l’estratto fluido di Marrubium vulgate (Marrubio), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti. Negli attacchi acuti di tosse può eventualmente essere somministrato per via sublinguale, al fine di accelerarne l’assorbimento e alleviare rapidamente il disturbo.
Per le sue proprietà balsamiche e anticatarrali può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.
Per accelerare il processo di guarigione può essere utile il Ribes Nigrum sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno; dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età.

Originally posted 2014-10-08 13:27:12.

Ascesso 180x180 - Ascesso

Ascesso

L’ascesso si forma quando una certa area di tessuto s’infetta e l’organismo si attiva di conseguenza per arginare l’infezione. È una raccolta circoscritta di pus, ovvero un accumulo di materiale che deriva, nel corso del processo difensivo, da cellule immunitarie in disfacimento e batteri. Tipico è l’ascesso dentario, una raccolta purulenta che può essere periapicale o parodontale. Nel primo caso, l’accumulo di pus si realizza attorno all’apice della radice, per poi propagarsi ai tessuti circostanti e a esteriorizzarsi attraverso la gengiva tramite una fistola; è provocato dalla carie che ha raggiunto la polpa dentale.
L’ascesso parodontale, invece, è localizzato lungo le superfici dentali laterali, e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, conseguenza della malattia parodontale, in cui il ristagno della placca batterica, con i suoi prodotti tossici, finisce per provocare la distruzione dei tessuti (molli e duri). L’ascesso si manifesta con vivo dolore e con l’ingrossamento delle linfoghiandole satelliti. Sul
volto del paziente apparirà un’asimmetria più o meno evidente, che può anche deformare completamente il viso. Gli ascessi anali rappresentano la fase iniziale di un’infezione che prende origine dalle piccole ghiandole presenti tra i muscoli che circondano l’ano. La raccolta di pus si fa strada verso la cute e può fuoriuscire spontaneamente o richiedere un’incisione chirurgica per essere evacuato. I sintomi: gonfiore, rossore e calore della pelle; febbre; intenso dolore anale, anche notturno,- talvolta, difficoltà ad urinare.

MEDICINA CONVENZIONAIE
– Lavaggio antisettico
Gli ascessi esterni si manifestano chiaramente prima della forma/ione completa con dolore e infiammazione. Derivano spesso da una bollicina o un foruncolo (infiammazione di un follicolo pilifero e della pelle intorno). Quando ci sì accorge che è in corso la formazione di un ascesso, e opportune» pulire bene la zona irritata con un lavaggio antisettico: esistono diversi prodotti in vendita in farmacia, per esempio i derivati dello iodio oppure gli antisettici tipo “senio”.

topici
Dopo un lavaggio accurato della parte interessata dall’ascesso, applicare una pomata antibiotica (tipo neomicina) tre volte al giorno (controllare il foglietto illustrativo: le applicazioni dipendono dal tipo di antibiotico scelto).

– Sale amaro
Inzuppare una garza oppure un panno pulito in una tazza di acqua calda con due cucchiai da tavola di sale e applicare sulla parte interessata tre volle al giorno per 15 minuti.

– Consultare il medico
Quando sintomi e segni non migliorano nell’arco di sette giorni. Se il rossore nella zona infetta non diminuisce anzi aumenta, oppure si accumula pus, è probabile che sia necessario l’intervento del medico per incidere e drenare l’ascesso: l’incisione non va tentata a casa, è una procedura che va eseguita in un contesto medico.

– Antibiotici
Se l’infezione coinvolge la circolazione sanguigna insorge febbre ed è opportuna una terapia antibiotica. Le cefalosporine sono gli antibiotici più usati per prevenire oppure curare un’infezione generalizzata in fase iniziale. Durante la terapia con antibiotici può essere utile un supporto con fermenti probiotici per preservare la flora batterica intestinale.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria della formazione di un ascesso ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche ( 5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte ( 15 – 30 CH) Io frenano, mentre le medie (7 – 9 CH ) sono ambivalenti. Va ricordato inoltre che le basse diluizioni vanno evitate nella suppurazione di cavità chiuse, come orecchio e seni paranasali, per le difficoltà di drenaggio per via naturale.

Inizio
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni ora, se edema rosato con dolore bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si eseguono applicazioni locali.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

– Suppurazione acuta
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo sup- i purativo.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, in caso di linfangite.

– Suppurazione recidivante
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, se la suppurazione è a livello dentario, sinusale, auricolare e della mastoide.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto (otite, sinusite).
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per questo disturbo è preferibile utilizzare la Medicina tradizionale cinese a livello sintomatico, attraverso una preparazione filo farmacologica, in modo da disinfiammare la zona interessata e prepararla eventualmente a una terapia locale.

cinese
Formula: XIAN FANG HUO MING YIN
Radix Angelicae Dahuricae……………..3g
Bulbus Fritillariae…………………..3g
Radix Ledebouriellae………………….3g
Radix Paeoniae Rubra………………….3g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..3g
Spimi Gleditsiae……………………..3g
Radix Trichosantis……………………3g
Resina Olibani……………………….3g
Myrrhae……………………………..3g
Flos Lonicerae……………………….3g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per circa 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di frutta e verdura fresche biologiche (anche sotto forma di centrifugati, consumati al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno).
Privilegiare il pesce pescato in mare (compresi i molluschi), i legumi, i cereali integrali in chicchi e in fiocchi, le noci, le nocciole, i semi di sesamo e di girasole, l’avocado, l’ananas, le more, le castagne, l’uva sultanina biologica, lo zucchero di canna grezzo biologico (in piccola quantità), lo sciroppo d’acero, il miele vergine integrale di produzione italiana, il cacao puro biologico.
Alimenti da evitare Cereali raffinati, zucchero (saccarosio), burro, panna, margarina, salumi, insaccati, formaggi, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, crusca e gli alimenti che la con-
tengono.
Limitare l’apporto di uova (una o due alla settimana), di prodotti a base di farina integrale (escluso il pane e i prodotti da forno a lievitazione naturale), di caffè (evitare la qualità Robusta e le miscele e orientarsi esclusivamente sull’Arabica di buona qualità) e di tè nero (bere una taz-
za di tè kukicha a meta mattina).

– Integrazione alimentare
Integrare l’alimentazione quotidiana con il kefir, il latte e lo yogurt naturale magro arricchiti con batteri probiotici, il germe di grano, il lievito di birra e la lecitina di soia.
Assumere quotidianamente 1,5- 2 litri di acqua minerale naturale ( utilizzarla anche per cucinare e per diluire i centrifugati di frutta e verdura).
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (può essere necessaria un’integra/ione perché gli antibiotici utilizzati nella terapia medica possono alterare l’equilibrio della microflora intestinale e di conseguenza l’assorbimento delle
vitamine del gruppo B);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Essendo l’ascesso una raccolta circoscritta di pus, generalmente è indispensabile svuotarlo o curarlo con antibiotici. Bisogna tuttavia dire che la fitoterapia, di fronte ad ascessi non gravi o non complicati offre talora soluzio ni incruente, sfruttabili anche a livello domestico.
La pianta medicinale tradizionalmente più usata a questo proposito è il Sedum telephium* il cui nome comune in italiano è Erba della Madonna. Si tratta di una pianta grassa ornamentale, di cui si utilizzano le foglie fresche. Ebbene, questa pianta rappresenta una ormai consolidata pratica
terapeutica per molte patologie della cute e del sottocute quali ulcere, paterecci, ascessi perianali, ascessi glutei, fìstole, ferite sporche con corpi estranei. Il meccanismo d’azione è legato all’attività cheratolitica e chemìotattica della foglia del Sedum applicata direttamente allo stato fresco sulla lesione. Già nota in antichità perché elimina il dolore, deterge e facilita la cicatrizzazione di ferite e piaghe, è stata invece riscoperta e ampiamente utilizzata in medicina dal dottor Sergio Baratri, e oggi ben studiata anche dal punto di vista scientifico. Sappiamo ad esempio dell’attività antinfiammatoria dei flavonoidi e di quella immunostimolante dei poli-
saccaridi del Sedum.
Le foglie del Sedum mantengono inalterate le loro proprietà anche se congelate, sono quindi disponibili tutto l’anno e inoltre sono facilmente preparabili in quanto una volta scongelate si puliscono con maggiore facilità della pellicola che le riveste, e possono così essere applicate direttamente sulla cute e rinnovate periodicamente fino alla guarigione dell’ascesso o della piaga.
Altra medicazione fitoterapica può invece sfruttare l’olio preparato a partire dalle sommità dell’Iperico tenute a macerare in olio di oliva, al quale siano stati aggiunti oli essenziali ad attività battericida, come quello di Timo o chiodi di Garofano o altre piante aromatiche.

Originally posted 2014-10-08 14:07:58.

Prurito 180x180 - Prurito

Prurito

Il è fondamentalmente una risposta a un amplissimo repertorio di stimoli, sia chimici sia fisici. Il può essere secondario a una reazione cutanea. Virtualmente ogni lesione che interessa la pelle può condizionare la comparsa di tale sintomo. Così, per esempio, accade nell’eczema allergico da contatto, la dermatite che insorge più frequentemente quando si ha a che fare con sostanze come il nichel, il cromo o i profumi. Ma cause frequenti di  sono le dermatiti seborroiche, la psoriasi, l’orticaria, nonché le infestazioni (come la e la scabbia), le infezioni batteriche (l’impetigine, per esempio) e quelle fungine (le candidosi superficiali). Il prurito può non essere associato a una manifestazione cutanea e costituire l’espressione di una malattia a carico degli organi interni (diabete mellito, gotta, ritenzione patologica degli acidi biliari). In particolare, la colestasi ìntroepotico gravidica è una complicazione frequente (1-10 casi ogni 10.000 gravidanze) e compare quasi sempre nel terzo trimestre della gestazione: si tratta di una malattia non pericolosa per la madre e reversibile, anche se tende a recidivare nelle successive gravidanze. Il primo sintomo accusato è il prurito, che può rimanere anche l’unico disturbo o, più spesso essere seguito, dopo una o due settimane, da una colorazione giallastra della cute. Difficile da definire, in molte sindromi fobiche-ossessive è anche presente un prurito psicosomatico. Ancora: tutte le manifestazioni neurologiche caratterizzate dalla presenza di disturbi a carico della sensibilità possono venire riferite come pruriginose. Infine: il prurito può accompagnare spesso anche le ischemie periferiche agli arti, quando cioè l’irrorazione sanguigna in queste sedi si fa difettosa.

LA COLESTASI
È il termine che indica un ridotto flusso della bile, determinata da un gran numero di fattori capaci di compromettere le funzioni del fegato. La sindrome clinica che ne consegue è causata dal rigurgito nel sangue dei normali componenti della bile: si assisterà pertanto a un aumento della concentrazione sanguigna dei sali biliari. Fenomeno che produce prurito nella quasi totalità dei casi.

Antistaminici e prodotti topici
Il prurito può essere provocato da profumi, detergenti, creme, vestiti, saponi, lozioni: se si sospettano, queste cause è utile trattare i sintomi con antistaminici, corticosteroidi a basso dosaggio (idrocortisone 1%), aloe vera, oppure lozione di calamina.
In presenza di lesioni della pelle
Le cause di prurito a volte sono malattie importanti. Un medico deve determinare il motivo probabile di un prurito che non si risolve e con manifestazioni cutanee e impostare la terapia conseguente. Talvolta è importante avere una biopsia della pelle per una diagnosi precisa.
In assenza di lesioni della pelle
Prurito senza lesioni della pelle può verificarsi in caso di problemi del fegato, della colecisti, dei reni, di alcune patologie del sangue, diabete, disordini tiroidei, reazioni croniche a farmaci e in una sindrome detta “prurito psicogeno”. È utile l’esame del sangue e le terapie sono conseguenti.

Dal momento che il prurito rappresenta una risposta uniforme a una notevole varietà di stimoli e può essere legato a numerose forme cliniche, quando persiste nel tempo è necessaria una valutazione approfondita clinica e di laboratorio. Vengono consigliati i principali rimedi omeopatici del prurito isolato o associato a lesioni dermatologiche. Solitamente si consiglia Poumon-histamine in associazione con altri rimedi sintomatici.
Eczema e orticaria
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti, spaziando in base al miglioramento. Arrossamento, edema e pomfo con prurito bruciante, migliorato dalle applicazioni fredde e aggravato dal calore. Apis svolge un’azione rapida ma breve, per cui verrà somministrato ripetutamente.
Cedrus libani Macerato glicerico 1 DH, 30-50 gocce, 1 -2 volte al di, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato, ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano, che si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca.

Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni ora, diradando in base al miglioramento.
Urtica uretts 5 CH 5 granuli, secondo necessità. Orticaria con prurito e bruciore assai intenso, aggravati con il contatto, i bagni e le applicazioni fredde.
Prurito senile
Apis mellifica 15 CH 5 granuli, da una a più volte al dì. Arrossamento con prurito intenso, migliorato dalle applicazioni fredde e aggravato dal calore.
Dolichospruriens 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Si tratta di una leguminosa originaria dell’India che viene utilizzata in omeopatia nel del prurito senza causa apparente. Caratteristico è l’aggravamento notturno con il calore del letto.
Radium bromatum 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Prurito generalizzato con sensazione di bruciore, migliorato con l’aria fresca e con i bagni caldi. È indicato nel prurito delle persone anziane e delle radiodermiti.
Psicogeno
Staphysagria 15 CH 5 granuli, secondo necessità. Prurito isolato o associato a dermopatie in persone suscettibili, facili al risentimento. Caratteristico è il forte autocontrollo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese si tratta di un disturbo legato a un deficit di Qi di Milza, a un deficit di Yin di Fegato e Rene, oppure nel caso di intossicazioni da Calore di Xue.
Nel caso di prurito causato da deficit di Qi di Milza il ripristino della corretta funzionalità organica avviene attraverso l’uso di
punti quali:
FEI SHU;
FENG SHI;
GESHU;
PI SHU;
QUCHI; A
XUE HAI.
Nel caso di deficit di Yin di Fegato e Rene la tonificazione dello Yin avviene attraverso la stimolazioni di punti quali:
FENG SHI;
GAN SHU;
GESHU;
QU CHI;
SHEN SHU;
TAI XI;
XUE HAI.
Mentre per disperdere il Calore di Xue si possono utilizzare:
DA ZHUI; *0
FENG SHI;
GE SHU;
HE GU;
QU CHI;
WAIGUAN;
XUE HAI.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: XIAO FENG SAN
Radix Angelicae Sinensis……………….6 g
Radix Rehmaniae……………………6g
Radix Ledebouriellae………………….6g
Rizoma Anemarrhenae………………..6 g
Kadix Sophorae Flavescentis…………….6 g
Semerc Sesami……………………….8
Herfra Schizonopetae………………….6 g
Rizoma Atractylodes………………….6 g
Fructus Arcui Lappa………………….6 g
Gypsum Fibrosum……………………^ g
Caulis Akebiae…………………….6g
fodix Glycyrrhizae Uralensis………….4,5 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza ai prodotti biologici, al pesce pescato in mare, al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Privilegiare i cibi a elevato apporto di triptofano, come il latte, le patate cotte in forno con la buccia, i semi di girasole, le zuppe di pomodoro fresco, i prodotti a base di cereali integrali macinati a pietra, la polpa di zucca gialla, le rape e il cavolo.
Aumentare il consumo dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno) e di vitamina E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi).
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, le spezie, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, i vegetali non biologici per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule distribuite nella giornata;
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il sintomo può essere utilizzato l’estratto fluido di Scutellaria (Scutellaria baicalensis), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno lontano dai pasti.
Particolarmente indicato risulta essere l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.
Nei casi in cui il disturbo è correlato alla depressione può essere utilizzata la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Per tenere sotto controllo l’intensità del sintomo può essere utilizzato il Melilotus officinalis (Meliloto), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. È sconsigliato un uso prolungato perché può facilitare l’insorgenza di nausea e cefalea. È controindicato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione, problemi epato-biliari.
Per le sue proprietà antiossidanti e antiallergiche può essere somministrato il RibesNigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia, associare l’estratto fluido di Rosa caninaì nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 13:05:41.

ipertrofia 180x178 - IPERTROFIA PROSTATICA

IPERTROFIA PROSTATICA

Con l’aumentare dell’età, la porzione centrale della prostata, la ghiandola maschile posta a manicotto intorno all’uretra, tende a svilupparsi in maniera eccessiva e spropositata. È l’, condizione benigna in cui entrano in gioco le influenze degli ormoni sessuali maschili – che coinvolge circa il 75% degli uomini con più di 50 anni. I sintomi accusati derivano dagli effetti meccanici prodotti dall’ingrossamento ghiandolare sul canale urinario, che viene compresso e schiacciato, e pure sul pavimento della vescica, che si deforma: dunque, è l’atto dell’urinare che viene globalmente compromesso. Ecco, allora, che la forza del getto urinario tende a ridursi; durante la giornata si urina frequentemente (pollachiuria); nelle ore notturne si è costretti ad alzarsi più volte, risvegliati dallo stimolo di mingere (nicturia); durante la minzione, poi, si nota che la pressione del flusso dell’urina è ridotto e si accusa una certa difficoltà a iniziare a mingere, nonostante la presenza di un forte stimolo; si allunga il tempo necessario per “farla” e, dopo la minzione, il paziente avverte pure la sensazione di non aver svuotato completamente la vescica, e nota altresì la fuoriuscita di alcune gocce di urina (gocciolamento post-minzionale). Va sottolineato che l’ benigna è una condizione che non ha alcun rapporto con il tumore della prostata (carcinoma prostatico).

ANATOMIA
La prostata è una ghiandola presente soltanto negli uomini che, in condizioni normali, ha le dimensioni di una castagna rovesciata. Il suo peso oscilla dai 15 ai 20 grammi.
Comincia a svilupparsi alla pubertà e tende ad aumentare di volume col passare degli anni. Produce un fluido filante, lattescente, il liquido prostatico, che si mescola con quello seminale durante l’eiaculazione ed è indispensabile per garantire la vitalità degli spermatozoi. La prostata è collocata proprio al di sotto del collo della vescica e circonda a manicotto il primo tratto dell’uretra, il condotto che convoglia l’urina dal serbatoio vescicale all’esterno.

Il problema principale dell’ipertrofia prostatica è la difficoltà a urinare: la terapia serve per migliorare la funzione urinaria.
Farmaci
I farmaci sono di due tipi: quelli che agiscono cercando di ridurre il volume della prostata e quelli che svolgono un’azione sulla
muscolatura del collo vescicale aumentandone l’apertura e determinando così un miglioramento del getto urinario. Talvolta può essere necessario associare questi due tipi di farmaci.
Chirurgia
La terapia chirurgica per l’ipertrofia prostatica consiste nella rimozione della parte di prostata ingrossata (l’adenoma) che ostruisce il collo vescicale. L’operazione può essere di due tipi: l’intervento chirurgico tradizionale o l’intervento per via endoscopica. In entrambi i casi non si asporta tutta la prostata, ma solo la parte ingrossata. Le dimensioni della prostata influenzano il tipo di intervento, e vengono valutate con l’ecografia prostatica transrettale. Dopo l’intervento, sia endoscopico che chirurgico tradizionale, è opportuno un adeguato periodo di convalescenza, evitando per almeno 1 mese attività sportive, esercizi fisici pesanti e lunghi viaggi (soprattutto in macchina ma anche in treno). Già dopo 10-15 giorni dall’intervento si può riprendere l’attività lavorativa.
Anche per la ripresa di una normale attività sessuale dopo l’intervento è consigliabile un periodo di riposo di circa 1 mese.
Funzione sessuale
L’intervento chirurgico alla prostata non modifica le prestazioni sessuali perché non coinvolge le strutture nervose e vascolari deputate all’erezione, tuttavia si modifica il meccanismo della eiaculazione con la cosiddetta “eiaculazione retrograda”. Lo sperma anziché essere espulso all’esterno refluisce in vescica e in seguito viene eliminato con le urine: questa particolare modalità di eiaculazione è conseguenza diretta dell’asportazione chirurgica delle fibre muscolari che chiudono il collo vescicale. L’eiaculazione retrograda non modifica il piacere sessuale. Una conseguenza irreversibile dell’intervento alla prostata è l’infertilità.

Anche se i disturbi conseguenti all’ipertrofia prostatica sono molto comuni dopo i 60 anni è sempre necessario sottoporsi ad un controllo clinico strumentale urologico. In omeopatia si possono utilizzare preparati sintomatici associati a rimedi di fondo, capaci di modifiacre le tendenze morbose generali del soggetto.
Adulane 8 DH una fiala, 2 volte al dì, per cicli di 3 mesi di . L’adularia è propriamente un minerale usato in litoterapia. Si tratta del silicato allumino-potassico: K (Al Si3 03). Costituisce una varietà dei feldspati monoclini. Di origine idrotermale, ha aspetto vitreo ed è caratteristica delle spaccature alpine. Il nome deriva dalla regione delle Alpi svizzere in cui fu scoperta. Controlla l’ipertrofia prostatica. Riduce la fosfatasi acida prostatica. Facilita la diuresi per la presenza di potassio. Le indicazioni comprendono l’ipertrofia e l’adenoma prostatico. Caratteristici sono i disturbi della minzione da adenoma
prostatico (disuria, pollachiuria).
Lycopodium clavatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni metaboliche soprattutto in soggetti ansiosi, facilmente irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici. Si consiglia di associare Sabal serrulata.
Sabal serrulata o Serenoa repens 3 DH (terza decimale) 30 gocce, 3 volte al dì. Serenoa repens o sabal serrulata, è il fitocomplesso specifico nel trattamento dei disturbi conseguenti ad ipertrofia benigna della prostata, caratterizzati soprattutto da minzioni difficili, ripetute e scarse. Studi controllati hanno confermato la sua efficacia nel trattamento dell’ipertrofia benigna della prostata.
Thuya 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. II preparato ottenuto dai ramoscelli di tuia, albero della famiglia delle Cupressacee, è indicato per il trattamento di fondo dell’ipertrofia prostatica, soprattutto in soggetti che hanno presentato infezioni urinarie recidivanti, trattate mediante antibioticoterapia.

MEDICINA  TRADIZIONALE CINESE

La presenza di un adenoma benigno che comporta l’ingrossamento della (tostata secondo la Medicina tradizionale cinese può essere dovuta da Umidità-Calo della Vescica Urinaria, da un deficit di Qi di Rene oppure da un deficit di Yin.
Lo scopo della terapia è quindi mirato a ripristinare una normale minzione, a riequilibrare la diuresi e soprattutto a limitare la flogosi che può venirsi a creare e a controllare il volume della prostata.
Nel caso di ipertrofìa da Umidità-Calore della Vescica Urinaria punti importanti per la dispersione degli agenti suddetti sono:
PANG GUANG SHU (punto Shu del dorso della Vescica, localizzato 1,5 cun a lato della II vertebra sacrale) che tonifica il Qi della Vescica;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia ) che tonifica i Reni;
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia sull’inserzione del muscolo sartorio) che favorisce la circolazione del Qi nel
Riscaldatore inferiore;
ZHONGII (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato a livello del IV forame sacrale) che regola l’Umidità e tonifica le condizioni di Calore-Vuoto nel Riscaldatore Inferiore.
Nel caso di deficit del Qi del Rene punti importanti per tonificare il Qi sono:
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della il vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZHI BIAN.
Mentre nel caso di deficit di Yin per tonificare lo Yin si possono utilizzare i punti:
SAN YIN JIAO;

TAI XI;
ZHONG il;
ZHI BIAN.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di genitali esterni, rene, uretra e vescica urinaria.
È consigliabile un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana al termine del quale è opportuna una valutazione ecografia per impostare, se necessario, un ulteriore ciclo di richiamo.
cinese
Formula: JING GUI SHEN QI WAN
Radix Rehmaniae…………………..24 g
Rhizoam Dioscoreae…………………12 g
Fructus Corni Officinalis………………12 g
Rhizooma Alismatis………………….lOg
Sclerotium Poria……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Ramulus Cinnamomi…………………3g
Radix aconiti Preparatae……………….3 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per un ciclo di 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano, a basso apporto di grassi saturi, basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti preparati con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e
latticini “magri” pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Incrementare l’apporto quotidiano di licopene sotto forma di polpa (125 g), succo (250 ml), salsa (125 ml), concentrato (2 cucchiai) di pomodoro, ketchup (2 cucchiai), pomodori pelati in scatola ( 125 g), 1 pomodoro fresco (di medie dimensioni), pomodorini ciliegia (> 5), polpa di anguria (250 g), pizza (>85 g), pompelmo rosa (>1/2), fragole (> 120 8). papaia (>250 g), cachi(>2).
Aumentare il consumo quotidiano dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie.
Integrazione alimentare
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina E10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

L’estratto liposterolico delle bacche di Serenoa repens (Palma nana) sembra essere particolarmente efficace nel tenere sotto controllo l’aumento di volume della prostata. La dose consigliata è di 160 mg (di estratto liposterolico), due volte al giorno, la mattina circa 30 minuti prima di colazione e la sera, 60-90 minuti dopo il pasto, con 100 ml di acqua oligominerale. In alternativa possono essere utilizzate le bacche crude, nella dose di 10 grammi, due volte al giorno, lontano dai pasti. È preferibile assumerle con succo puro di mirtillo, o centrifugato di carota, diluito con acqua minerale naturale a elevato apporto di magnesio.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e alle 18.00 del pomeriggio, può aiutare ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia (grazie alle sue azioni tonico-venosa e antiflogistica).
Per migliorare la vascolarizzazione dei tessuti e alleviare i sintomi, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per tenere sotto controllo il decorso della malattia, può essere d’aiuto l’oligoterapia, in particolare il Rame 3 dosi, la settimana a giorni alterni, per esempio: lunedì, mercoledì e venerdì; oppure un composto a base di Rame-Oro-Argento 3 dosi la settimana, a giorni alterni.

Originally posted 2014-10-15 09:17:51.

Vomito 180x168 - Vomito

Vomito

Il  e la nausea (la sensazione spiacevole del imminente) sono (in genere strettamente correlati. Le cause abbracciano un amplissimo ventaglio di situazioni: possono essere neurologiche (come le malattie del labirinto dell’orecchio interno); psicogene (in seguito a intensi stress psicologici); metaboliche e ormonali (dall’insufficienza renale agli squilibri dei sali minerali, dall’ipotiroidismo al diabete scompensato). Citiamo ancora le intossicazioni alimentari, le ostruzioni del tratto digestivo superiore, le infezioni gastro-intestinali e l’effetto di certi farmaci (come gli antitumorali, gli antinfiammatori e i digitalici). L’anamnesi (cioè la raccolta accurata degli indizi clinici) è assolutamente fondamentale per cercare di capire le
ragioni della nausea e del vomito. Per esempio, è sicuramente importante ricercare se la persona ha subito di recente o nel passato un intervento chirurgico gastro-intestinale. È cruciale anche valutare la durata e le caratteristiche del vomito, la relazioni con i pasti e i sintomi associati. Per esempio, l’insorgenza del vomito a distanza di qualche ora (4-6 dal pasto), con l’espulsione di grandi quantità di cibo indìgerito, si può osservare quando esiste una ostruzione meccanica “alta” (come nella stenosi pilorica). Comunque sia, anamnesi, esame clinico e indagini di routine (endoscopia, ecografia, esame radiologico del tubo digerente) consentono di definire il disturbo nella stragrande maggioranza dei casi. Utile è indagare sempre la presenza
o l’assenza di altri sintomi: infatti l’alleviamento del dolore addominale con il vomito è tipico dell’ulcera peptica, mentre la presenza di vertigini e acufeni suggeriscono la possibilità di una sindrome di Ménière.

FISIOLOGIA
Nel nostro cervello, più precisamente nella parte alta del midollo spinale, esiste un’area specifica, chiamata “centro del vomito”, in grado di attivare i movimenti gastrointestinali “rovesciati”: infatti anziché spingere il materiale alimentare in avanti stimolano il percorso inverso, dall’intestino alla bocca.
DIAGNOSI
Consultate urgentemente il medico quanto il materiale vomitato ha un colore nerastro, analogo a quello dei fondi di caffè: è segno della presenza di sangue, che assume questa particolare colorazione dopo essere stato a contatto con il succo acido dello stomaco.

Idratazione
La reidratazione deve essere fatta con acqua, zucchero, sali minerali ed elettroliti: esistono bevande in commercio che forniscono la quantità adatta di queste sostanze. In caso di grave disidratazione è importante consultare il medico per un’eventuale somministrazione endovena di liquidi, zucchero e sali.
Alimentazione
Evitare cibi solidi e bere piccole quantità frequenti di acqua fresca, ma non spremute di agrumi o succhi di frutta dolcificati. Mangiare piccole quantità di pane da toast, cracker, riso e zuppe leggere. Anche la pasta può essere un valido alimento. Evitare cibi grassi, burro e derivati.
Farmaci
Possono rendersi necessari farmaci quando l’alimentazione e la reidratazione non sono sufficienti. La maggior parte dei farmaci contro il vomito agisce a livello del Sistema Nervoso centrale e può avere effetto sedativo.
Il metoclopramide è un altro farmaco comunemente usato. I farmaci antinausea non andrebbero usati nei bambini e nelle donne in gravidanza. La nausea mattutina può essere trattata con vitamina B6.

Il vomito può avere molteplici cause (eccesso alimentare, crisi di , infezioni, chinetosi, iperemesi gravidica) e per affrontarlo correttamente è necessario stabilirne la causa o il fattore scatenante.
Eccesso alimentare
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee o prima di un pasto particolarmente abbondante. Nausea, eruttazioni con il gusto degli alimenti, senso di pienezza gastrica e vomito alimentare, dopo pasto abbondante. Si consiglia di alternare con Nux vomica.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee o prima di un pasto particolarmente abbondante. Nausea, rigurgiti e vomiti acidi, dopo eccesso alimentare e di bevande alcoliche.
Gastroenterite
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È indicato nel vomito e nella diarrea da gastroenterite.

Chinetosi
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli, alla vigilia e il giorno della partenza nella tendenza alla chinetosi. 9 CH 5 granuli, anche ogni mezzora quando compaiono i sintomi della chinetosi: vertigini intense e debolezza profonda con nausea e vomito.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza nella tendenza alla chinetosi. Da assumere sistematicamente. 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora quando compare pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vomito, vertigini e svenimento.
Vomito acetonemico
Belladonna-Senna 5 CH 5 granuli, ogni ora, alternando i 2 rimedi.
Diradare in base al miglioramento.
Vomito gravidico
Ipeca 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee. Scialorrea, vomito che non calma la nausea, assenza di sete.
Sepia 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Nausea, vomito. Nausea al risveglio e alla vista del cibo. Desiderio di alimenti aciduli. Avversione e intolleranza per il latte. Avversione per il fumo di sigaretta.
Symphoricarpus 5 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee. Viene consigliato il suo uso sistematico nel vomito gravidico.
Intolleranza al latte
Aethusa cynapium 9 CH 5 granuli, anche più volte al dì. Il neonato vomita il latte, spesso per intolleranza al latte materno.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere correlato a indigestione, all’Umidità, a una stasi di Qi di Fegato e al Freddo.
Nel caso di vomito da indigestione lo scopo della terapia è bloccare l’emesi, ripristinare la funzionalità digestiva ed eliminare le eventuali tossine presenti, punti importanti sono:
FUJIE;
NEI TING;
XUAN FI;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI.
Nel caso di vomito da Umidità per disperdere l’Umidità e bloccare l’è-mesi si possono utilizzare:
FENG LONG;
GONG SUN;
ZHANG MEN;
ZHONG WAN.
Nel caso di stasi di Qi di Fegato per armonizzare il Qi di Fegato e Stomaco si possono utilizzare:
LIANG QIU;
SHANG WAN;
SHEN MEN;
TAI CHONG;
YANG LING QUAN.
Invece per disperdere il Freddo punti importanti possono essere:
DAZ HUI;
HE GU;
NEI TING;
WAI GUAN;
ZHONG WAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
Particolare efficacia si ha nel delPiperemesi gravidica, disturbo notevolmente debilitante nei primi 4 mesi di gravidanza.
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae……………2 g
Caulis Bamboose…………………….2 g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….1,5 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………1 g
Radix Codonopsis Pilosulae……………0,5 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per ripristinare le perdite di acqua e di elettroliti si consiglia di assumere centrifugati di frutta e verdura fresche, biologiche, diluiti con latte di riso e acqua minerale naturale nelle seguenti per centuali: 55% di centrifugato, 15% di latte di riso e 30% di acqua.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao). Incrementare l’apporto di potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i salumi e gli insaccati, i formaggi e i vegetali non biologici, la caffeina, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, gli alcolici, i piatti pronti (inclusi quelli surgelati), i grassi (olio e burro) “cotti”, la panna, lo strutto, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Alimenti da evitare Eliminare (tino alla scomparsa dei sintomi) lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i salumi e gli insaccati, i formaggi e i vegetali non biologici, la caffeina, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, gli alcolici, i piatti pronti (inclusi quelli surgelati), i grassi (olio e burro) “cotti”, la panna, lo strutto, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Integrazione alimentare
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

L’olio essenziale dei semi di Finocchio (Foeniculum vulgate), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo, stimolando la motilità gastrointestinale e facilitando lo svuotamento gastrico.
Per tenere sotto controllo il disturbo può essere somministrata la Santo-reggia, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei casi di forte intensità, può essere assunta per via sublinguale in un’unica somministrazione di 30 gocce, diluite in un cucchiaio di acqua demineralizzata.
Per facilitare i processi digestivi e alleviare il disturbo può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Se il paziente si presenta agitato e nervoso, aggravando il sintomo, può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.

Originally posted 2014-10-09 13:48:05.