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OSTEOPOROSI

L’ è una malattia che colpisce lo scheletro nella sua interezza ed è caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazioni dell struttura dell’osso, che diventa fragile e più esposto al rischio di fratture, fratture da sono più frequenti in certi distretti scheletrici. Spesso il primo allarme deriva da una lesione del polso, la cosiddetta frattura di Colles, in seguito a una banalissima caduta. Nell’età avanzata, sono soprattutto due i punti delicati, le vertebre e il femore. Altre sedi di fratture da sono la spalla (omero) e le costole. La riduzione della massa ossea dopo 40 anni è in realtà un processo fisiologico, ma il fenomeno finisce per essere più rapido e spesso drammatico nelle donne con la menopausa, quando cioè viene meno l’azione protettiva assicurata dagli ormoni estrogeni (per la perdita della funzione ovarica). Altre condizioni legate alla mancanza di estrogeni, che espongono la donna al rischio , sono la tardiva comparsa del ciclo mestruale (dopo i 15 anni di età), l’amenorrea (la prolungata assenza del ciclo mestruale) e la menopausa precoce (per la rimozione chirurgica delle ovaie). Altri fattori che aggravano il rischio sono: la costituzione corporea magra e gracile, l’immobilizzazione a letto per un lungo periodo in seguito a un trauma o un intervento chirurgico, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l’eccessivo consumo di alcolici, un regime dietetico povero di calcio, di latte e dei suoi derivati e i lunghi trattamenti con i farmaci cortisonici. È importante sottolineare come l’ non provochi grossi disturbi, anche negli stadi più avanzati. Finché non si verifica la prima frattura.

PREVENZIONE
L’entità del nostro patrimonio osseo si chiama “picco della massa ossea” e si concretizza entro i primi due decenni di vita (condizionato da fattori genetici, azioni ormonali e alimentazione). È vero che il riassorbimento dell’osso è particolarmente evidente nelle donne subito dopo la menopausa, ma l’osteoporosi si sviluppa con maggiore probabilità quando il picco di massa ossea non è ottimale. In altre parole, la fragilità scheletrica in età avanzata è tanto più marcata quanto minore è il capitale di osso che siamo riusciti a realizzare. Ottimizzare la salute dell’osso è quindi un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine.

La prevenzione è l’obiettivo più importante: i fattori di rischio devono essere identificati e corretti.
Esercizio fisico
L’attività fisica quotidiana è la prima e più importante cedura preventiva: gli esercizi devono essere fatti con qualche peso, per caricare adeguatamente le ossa e i muscoli.
Vitamine e supplementi
Aumentare il consumo di vitamina D3 (colecalciferolo) a circa 400/1000 UI al giorno. Assumere anche 45 mg di vitamina K2 e 1800 mg di calcio idrossiapatite ogni giorno. Nelle donne in postmenopausa una quantità minima di estrogeni naturali e progesterone può aiutare: la terapia ormonale va evitata se c’è stata diagnosi di carcinoma della mammella.
Farmaci
Alendronato, risedronato, raloxifen e ibandronato sono farmaci approvati per il trattamento dell’osteoporosi. Una densitometria ossea deve comunque essere eseguita per quantificare la perdita di calcio dalle ossa.

L’attività motoria praticata con regolarità e l’assunzione regolare a cicli di medicinali omeopatici contribuiscono a contrastare la perdita di tessuto osseo responsabile della riduzione della massa ossea e del rischio di frattura conseguente all’osteoporosi. Sono disponibili in commercio preparati complessi a base di Calcarea fluorica e Calcarea phoshorica per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi.
Trattamento omeopatico
Calcarea fluorica 15 CH 5 granuli, una volta al dì, per 20 giorni al mese. Il difluoruro di calcio è indicato nel trattamento dell’osteoporosi sia senile che conseguente alla menopausa.
Calcareaphosphorica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato neutro di calcio è utilizzato sia da solo che in associazione con altri medicinali omeopatici sotto forma di preparati complessi, per il trattamento dell’osteoporosi regionale, dopo immobilizzazione in apparecchio gessato da frattura e dell’osteoporosi sistemica.
Gelsemium sempervirens 30 CH un tubo dose, alla settimana. È il rimedio specifico per la paura di cadere con debolezza e tremore muscolare. Il timore di cadere rappresenta una condizione comune nelle persone anziane e porta ad una riduzione progressiva dell’attività motoria, debolezza ed isolamento, contribuendo ad aggravare ulteriormente l’osteoporosi ed il rischio di frattura in caso di caduta. Per superare la paura di cadere è opportuno praticare un’attività motoria regolare. Gelsemium facilita la crescita dell’autostima e del senso di sicurezza.
Trattamento litoterapico
Calcaire de Versailles 8 DH1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. Il Calcare di Versailles è una roccia colpita da malattia delle pietre ed è indicato nel trattamento dell’osteoporosi. Va associato al Feldspato quadratico. Eseguire cicli di 6 mesi di trattamento.
Felspath quadratique 8 DH 1 fiala, 3 volte alla settimana, prima del riposo notturno. Tenere in bocca il contenuto per 2 minuti prima di deglutire. È indicato nel trattamento dell’artrosi in generale e dell’osteoporosi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire principalmente sul mantenimento e il miglioramento del tenore calcico, questo può essere infatti stimolato tramite l’assunzione di prodotti fitofarmacologici che veicolano il calcio.
cinese
Formula: LIU WEI DI HUANG WAN
Radix Rehmaniae Preparate……………24 g
Fructus Corni Offtcinalis………………12 g
Rizoma Dioscorea…………………..12 g
Rizoma Alismatis……………………10 g
Cortex Moutan Radicis……………….10 g
Sclerotium Poria……………………10 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto di sardiacciughe, aringhe, salmone selvaggio, tonno (per il loro contenuto di vitamina D: 25 microgrammi per 10 grammi di parte edibile).
Per migliorare il metabolismo delle ossa e l’utilizzo del calcio, assumere maggiori quantità di boro sotto forma di cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, legumi, frutta fresca, verdure a foglia larga e noci.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), manganese (cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, avocado, castagne, fagioli, more, nocciole, noci, piselli, spinaci e zenzero), rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole,
germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde), fosforo (germe di grano, formaggi, stoccafisso, uova, cereali integrali, legumi, pesci, carni e verdure).
Alimenti da evitare Limitare il consumo di caffè, tè nero, zucchero (saccarosio), cereali raffinati, margarina, salumi, insaccati, carne bovina, cibi piccanti, formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano), burro, panna, uova non biologiche.
Evitare i piatti dei fast-food, le fritture, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, gli alcolici (escluso il vino rosso prodotto artigianalmente: un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne)
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Calcio Donne in menopausa (in assenza di terapia ormonale sostitutiva): 1200-1500 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);

FITOTERAPIA
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utile assumere l’estratto fluido di Equiseto, nella dose di 30 gocce tre volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio. Grazie alla presenza dei flavonoidi, steroli e alcaloidi e alla ricchezza di sali minerali (tra cui carbonato di calcio, cloruro di potassio, magnesio, fosfato di calcio, manganese, ferro), l’Equiseto può essere assunto anche sotto forma di decotto (nella dose di 2 cucchiaini) con aggiunta di Gramigna ( I cucchiaino), radice di Altea ( 1 cucchiaino), foglie e radici di Tarassaco ( 1 cucchiaino), foglie di Frassino ( 1 cucchiaino), mescolando le piante a secco e ponendole a bollire con 300 mi di acqua minerale naturale. Dopo circa 5 minuti, spegnere la fiamma, versare in una tazza, coprire e lasciare riposare per 10-15 minuti. Filtrare e consumare tiepido o freddo, due o tre volte al giorno. Aiuta ad alleviare i dolori articolari.
Per le sue proprietà rimineralizzanti, può essere somministrato l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 50 ml di latte d’avena, oppure di kefir, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera 60-90 minuti dopo il pasto.
Per tenere sotto controllo i sintomi e rallentare il decorso della malattia può essere utilizzato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione, in associazione con il Pinus montano e la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratti fluidi, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 09:57:41.