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Parotite

Si tratta di una malattia infettiva virale che produce un’infiammazione a carico della parotide (la grossa ghiandola salivare collocata tra l’orecchio e la branca montante della mandibola), del Sistema Nervoso centrale, del testicolo e del pancreas. L’età più colpita è l’infanzia, ma anche gli adulti possono venire coinvolti da questa malattia, che finisce per risultare più grave per il pericolo di una orchite, capace di causare sterilità. Il contagio avviene per via diretta, attraverso le microgocciole di saliva (emesse con la tosse e gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata). Dopo un periodo d’incubazione variabile dai 10 ai 24 giorni, ecco comparire un complesso di sintomi: febbre e malessere generale, con vomito e mal di testa; dolori dietro l’orecchio, seguiti dalla comparsa di una tumefazione nella regione parotidea (il dolore si esacerba durante la deglutizione e la masticazione; inoltre, l’entità dell’ingrossamento è vario e provoca lo spostamento verso l’esterno del lobulo dell’orecchio: da qui la popolare etichetta di “orecchioni”); gonfiore anche a carico delle ghiandole sotto la mandibola e la lingua. Circa un terzo (ma secondo alcuni anche il 40-50%) delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica a carico delle vie respiratorie. Le complicanze coinvolgono il compartimento nervoso, con la possibile comparsa di un’irritazione delle meningi (mal di testa, vomito, rigidità della nuca); febbre elevata e dolori allo scroto segnalano la comparsa di un’orchite; la potrebbe persino scatenare una pancreatite, che determina un violento dolore addominale con vomito, febbre e prostrazione; la malattia può poi produrre gravi lesioni all’apparato uditivo: costituisce la prima causa di sordità acquisita nell’infanzia (coinvolgendo 5 casi ogni 100.000 casi di malattia). La , che è molto contagiosa, lascia una immunità assoluta e permanente.

CONTAGIO
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) a quelle suscettibili, va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari; l’infettività è massima nelle 48 ore che precedono tale comparsa.

Il primo dovrebbe essere la vaccinazione: più del 90% degli adulti è stato vaccinato contro la parotite. Nel sospetto di una parotite è opportuno consultare un medico: la parotite è una malattia virale con decorso spontaneamente benigno, tuttavia è opportuno verificare che non siano presenti altre patologie. Una parte fondamentale della terapia si basa sul riposo a letto e sull’idratazione: è importante bere tanta acqua, come in tutte le infezioni virali.
Acetaminofene
Il farmaco di prima scelta contro la febbre e il dolore è l’acetaminofene.
Per l’edema testicolare
Negli adolescenti o adulti con parotite, in particolare di sesso maschile, possono verificarsi dolori ed edemi articolari e dolori e gonfiori ai testicoli: a volte si prescrive prednisolone per risolvere questa complicanza. Se il dolore testicolare è molto intenso esistono particolari sospensori che alleviano i sintomi. Un farmaco noto come interferone alfa 2b è stato usato per prevenire l’infertilità negli uomini con edema testicolare da parotite.

Il medicinale omeopatico specifico per il trattamento della parotite è Mercurius solubilis o Phytolacca, nota anche come ‘mercurio vegetale’ per le indicazioni terapeutiche simili. Alcuni rimedi sono utili per prevenire o controllare le eventuali complicanze della parotite. In ogni caso è necessaria la valutazione del medico.
Prevenzione
Mercurius solubilis 9CH5 granuli, 1 volta al dì, per 2-3 settimane, in caso di epidemia.
Esordio
Belladonna 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 3 ore. Esordio brutale, molto doloroso. Localmente la pelle è arrossata e calda. La bocca è secca. Spesso va prescritta in associazione con Mercurius solubilis.
Ferrumphosphoricum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbre poco elevata con fenomeni di congestione locale (dolore auricolare, tosse secca, alternanza di congestione e pallore a livello del viso).

Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore, alternando con Belladonna. Diradare in base al miglioramento,
parotite, l’Aercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Il mercurio solubile introdotto in omeopatia dallo stesso Hahnemann è considerato il rimedio specifico della parotite. Infiammazione della parotide e delle ghiandole salivari con saliva abbondante, densa, filante e fetida, con gusto metallico in bocca. Febbre con brividi e sudorazione fetida che non dà sollievo.
Phytolacca Decandra 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Parotite associata ad arrossamento del faringe, adenopatia regionale e disfagia.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per una settimana, nella fase di risoluzione e per prevenire le complicanze. Parotite associata ad arrossamento della gola, dolore nella deglutizione, ingrossamento dei linfonodi regionali.
Complicanze
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora ora. Risentimento meningeo con cefalea intensa e rigidità nucale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Prevenzione e cura di pancreatite, orchite, ovarite.
Trifolium repens 3 DH 20 gocce, 2 volte al dì. Viene utilizzato nel soggetto adulto per prevenire l’orchite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo similarmente alla Medicina occidentale, ma nella parte terapeutica si distingue in quanto disperde gli agenti esterni Vento o Calore, mobilizza le energie sui –
Meridiani e naturalmente seda il dolore che può insorgere.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
HE GU;
HA CHE;
WAIGUAN;
YI FENG;
ER JIAN.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, albicocche fresche,
anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del paziente) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, le uova e i latticini non biologici, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B1 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus addophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio sotto forma di gem moderi va to, nella dose di 50 gocce al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne Fazione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata nella dose di 6 g in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per aiutare a combattere l’infezione, nei casi lievi, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per potenziare l’azione dei preparati fìtoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di
Pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 15:32:39.