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Acufeni 180x180 - Acufeni

Acufeni

Gli sono rumori di diverso tipo (ronzii, fischi, scrosci) percepiti in maniera continua o intermittente, e con diversa intensità, in uno o entrambi gli orecchi Vengono distinti in due categorie: sono oggettivi i “rumori” generati da particolari patologie, come i disordini dell’articolazione temporomandibolare, le patologie che interessano la tuba di Eustachio, le disfunzioni muscolari nella regione della testa e certe anomalie anatomiche che coinvolgono i vasi sanguigni in tali evenienze, gli stimoli possono essere in grado dì eccitare l’orecchio a distanza in modo naturale (in pratica, l’orecchio funge solo da “ascoltatore” del rumore prodotto in altri distretti). Gli soggettivi sono invece quelle anomale sensazioni sonore udibili soltanto da chi le accusa, non provocate da agenti esterni, e che insorgono per attività spontanee o condizioni patologiche proprie dell’apparato acustico. Possono derivare, per esempio, da un’occlusione del condotto uditivo (tipicamente, il tappo di cerume), dalle infiammazioni che colpiscono l’orecchio medio (le otiti acute e croniche) e dalle affezioni che interessano l’orecchio interno (come le labirintiti, la malattia di Ménière e le infiammazioni – di natura tossica e infettiva – a carico del nervo acustico). Anche i traumi a carico dell’apparato uditivo possono provocare ; cosi come svariate sostanze, fra le quali il chinino, i salicilati, la streptomicina e il mercurio. Gli accompagnano pure le malattie del metabolismo come il diabete, e affiorano altresì nell’insufficienza epatica e renale. In molti casi, tuttavia, il ronzio resta di oscura origine, per cui spesso i camici bianchi sottolineano ai pazienti l’estrema difficoltà del e anche la necessità d’imparare a “convivere” con questo fastidioso disturbo.

DIAGNOSI

Gli esami per definire il disturbo sono molteplici:

• l’audiometria (valuta la capacità uditiva del paziente);
• l’impedenzometria (fornisce indicazioni sulle funzioni del sistema formato dal timpano e dalla catena degli ossicini);
• l’acufenometria (che misura frequenza e intensità dell’acufene);
• le otoemissioni acustiche ad alta definizione (per studiare l’efficienza delle cellule acustiche localizzate nella chiocciola).

Tali esami possono essere integrati da altri test, come:

• l’Abr (lo studio dei potenziali evocati uditivi, una metodica che permette di controllare il funzionamento delle vie uditive dall’orecchio al tronco dell’encefalo, una sorta di “elettrocardiogramma” per testare la funzionalità del nervo acustico);
• l’EcoG, l’elettrococleografia (esame che valuta il potenziale elettrico dell’orecchio interno);
• la Risonanza Magnetica (per escludere la presenza di altre patologie neurologiche);

• la Tac (per cogliere eventuali malformazioni a carico dell’orecchio medio).

 

 

MEDICINA CONVENZIONALE
Gli acufeni possono trovare origine in problemi fisici diversi: chiarire la causa è importante per decidere la migliore terapia. Un esame otorinolaringoiatria) e, più raramente, la TAC o la risonanza magnetica dell’encefalo, insieme agli esami del sangue, sono gli strumenti necessari per chiarire i motivi degli acufeni.

– Prevenzione
E importante evitare l’uso di sostanze che possono aumentare gli acufeni, come i FANS (antinfiammatori non steroidei) e l’. Una precauzione semplice e utile è proteggere bene le orecchie in caso di esposizione a rumori molto forti.

– Farmaci
Molti farmaci sono stati usati per alleviare o risolvere gli acufeni, con discreto successo. Sono gli antiaritmici, le benzodiazepine, gli anticonvulsivanti e alcuni antidepressivi. Viene usata spesso anche la sostanza naturale Ginko biloba.

– Terapie non farmacologiche
Le stimolazioni elettriche o con ultrasouni e l’agopuntura sono stati studiati a lungo, ma non hanno dato buoni risultati (qualche caso isolato di sollievo) e a volte hanno provocato effetti collaterali.

– Riabilitazione
Consiste in colloqui (supporto psicologico) e nell’esposizione a rumori a banda larga, un tipo di lunghezza d’onda al quale siamo comunemente esposti ogni giorno, per adattare la persona ai disturbi. Si riduce in questo modo l’intensità dell’acufene, fino alla sua totale scomparsa.


Gli acufeni possono avere un’origine circolatoria, acustica, cervicale o più banalmente la presenza di un tappo di cerume, è spesso quindi necessaria un’attenta valutazione clinica e strumentale preliminare per definire l’esatta natura del sintomo. L’approccio omeopatico risulta tanto più efficace quanto più precocemente viene inziato il trattamento.

– Trattamento sintomatico
Si basa sulle caratteristiche del ronzio auricolare, sulle modalità di gravamento o miglioramento, sui sintomi associati e sulla individuazione dei fattori responsabili della sintomatologia.
Chininum sulfuricum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Il solfato basico di chinino è il medicinale omeopatico adatto per il ronzio auricolare aggravato con la stanchezza e di sera.
Ghnoinum 5 CH 5 granuli, al bisogno. È indicato quando si ha la sensazione di sentire battere il cuore nell’orecchio, aggravata nel silenzio e con il calore. Gli acufeni sono spesso associati a ipertensione arteriosa. Lachnantes tinctoria 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dalla radice di narciso rosso è indicato quando il ronzio auricolare è associato a dolore e tensione muscolare della regione cervicale conseguenti ad artrosi cervicale.
China Regia o Rubra 7 CH 5 granuli, due volte al dì. È il primo rimedio omeopatico sperimentato da Hahnemann nel 1790. Viene preparato dalla corteccia dell’albero di china che cresce nell’America del
Sud. È adatto per il ronzio auricolare conseguente all’assunzione di farmaci o a ipotensione arteriosa. Spesso gli acufeni sono associati a stato di debolezza e vertigini.

– Trattamento locale
Quando gli acufeni sono la conseguenza di un tappo di cerume si consiglia il trattamento locale.
Calendula e Glicerina borotata II preparato si ottiene miscelando 7 grammi di Tintura Madre di Calendula offìcinalis con 20 grammi di glicerina borotata. Si versa nel condotto uditivo alla sera.

– Trattamento dì fondo
Acufeni presenti da molto tempo richiedono una valutazione da parte del medico omeopata per stabilire un trattamento di fondo personalizzato.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Gli acufeni uditivi sono una patologia mollo delicata che secondo la Medicina tradizionale cinese riguarda un difetto di microcircolazione dell’orecchio interno e per questo la terapia in agopuntura medica consiste nell’aumentare l’ossigenazione del flusso sanguigno, conferire un maggior volume di sangue arterioso, favorire la vasodilatazione e calmare il ronzio e i sintomi associati quali cefalea, stress e insonnia.

– Agopuntura
Gli organi interessati sono il , punto TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica il Qi del e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare; il Sistema vascolare, punto NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore; il Sistema Nervoso, punto SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano.
Vengono inoltre applicati i punti ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue; TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Inoltre per calmare e rilassare si possono associare punti del Sistema Nervoso situati sul Sistema Auricolare che hanno azione sull’encefalo quali SHENMEN e NAOGAN. L’applicazione terapeutica prevede un ciclo di 10 sedute da effettuare con una scadenza minima di 2 volte alla settimana, da ripetere dopo un mese dall’ultima seduta.

NATUROPATIA
– Consigli dietetici
consigliati Nei casi di infezione dell’orecchio medio e/o delle vie respiratorie superiori dare la preferenza alla frutta fresca di stagione, associata a verdure biologiche, come carote, sedano, ortaggi a foglia verde. Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattut-
to al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario. Nei casi di sindrome di Ménière privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi (girasole, lino, sesamo, zucca), le noci, il pesce e lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce la produzione di vitamine del gruppo B da parte dei batteri. Alimenti da evitare Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile seguire un regime alimentare ricco di fibre e a basso apporto di sodio e di acidi grassi saturi. Evitare le bevande contenenti caffeina (come il caffè, il tè e la coca cola), le fritture, i cibi industriali addizionati con additivi chimici, le bevande alcoliche, i prodotti a base di farine raffinate, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola. Privilegiare, invece, i cereali integrali, i legumi freschi, surgelati o secchi, il tofu, le carni bianche, il pesce pescato in mare, il latte e lo yogurt naturale magro.

– Integrazione alimentare
Se gli acufeni sono correlati a un processo infettivo/infiammatorio aumentare l’apporto di antiossidanti e di micronutrienti – come luteina, zeaxantina, beta-carotene, licopene, acidi grassi omega-3, glutatione, acido alfa lipoico vitamine C ed E, polifenoli, coenzima Q10, vitamine
B1, B2, B9 e K e sali minerali, tra cui calcio, ferro, magnesio, manganese e zinco – per stimolare il Sistema Immunitario.
Nei casi di sindrome di Ménière può essere utile un’integrazione di vitamine del gruppo B (25 mg in un’unica somministrazione giornaliera), di vitamina E (10 mg al giorno), di manganese (5 mg al giorno), di zinco (20 mg al giorno) e di enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti), che aiuta l’organismo a controbilanciare la reazione allo stress, riducendo così la frequenza degli attacchi.

FITOTERAPIA
I ronzii auricolari insorti dopo traumi acustici necessitano di una rapida terapia antiedema e neuroprotettiva cosa che, ad esempio, si può ottenere con vitamine del gruppo B e acido lipoico e piante ad attività diuretica antinfiammatoria. La pianta con questa caratteristiche Spirea Ulmaria nella dose di 25-30 gocce, 3 volte al giorno dopo 1 pasti, pianta nota come fonte di acido salicilico, precursore utile per la sintesi dell’aspirina. Usata in forma di estratto idroalcolico o di infuso, 2-3 cucchiai in 1 litro di acqua bollente, ha anche proprietà diuretiche. Ovviamente è controindicata nei soggetti allergici all’aspirina. Quando invece i ronzii auricolari siano caratteristici di un precoce invecchiamento auricolare, o di malattia di Ménière, serve una pianta conosciuta soprattutto per migliorare i disturbi della memoria, in realtà particolarmente indicata nei disturbi della microcircolazione arteriosa periferica. Si tratta della Ginkgo {Ginkgo biloba),\a pianta dai mille primati. 1 la pianta più antica, la più resistente ai freddi glaciali, la più studiata dal punto di vista scientifico e quella che in realtà ha pure un razionale nell’ uso contro gli acufeni.
Avvertenze: la terapia deve iniziare precocemente, nel primo mese dall’insorgenza, ed essere prolungata per almeno tre-sei mesi, in base alle esigenze e le caratteristiche cliniche del paziente.
Dovrà anche esser presa in considerazione e curata la eventuale presenza dì concause metaboliche e generali quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, ipertensione arteriosa, fumo ecc.
La Ginkgo biloba può essere correttamente assunta sotto forma di estratto secco ottenuto dalle foglie. Gli estratti devono essere depurati dagli acidi ginkgolici e standardizzati in flavonoidi e ginkgolidi. Cautela nei soggetti in terapia con altri farmaci, in particolare con antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti. Da assumere ovviamente sotto controllo medico. Posologia media 100-200 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-07 11:06:27.

Colpo di sole 180x180 - Colpo di sole

Colpo di sole

L’organismo umano reagisce all’innalzamento della temperatura attivando svariati meccanismi: con l’aumento del flusso sanguigno in corrispondenza della pelle (così da agevolare la dispersione del calore), con la sudorazione (che raffredda la superficie cutanea) e con l’aumento degli atti respiratori (l’aria che espiriamo è calda, e se il corpo si surriscalda la frequenza respiratoria aumenta nel tentativo di disperdere il calore in eccesso).
Quando queste contromisure risultano insufficienti, ecco i danni sulla salute prodotti dall’eccesso di calore. Il è una di queste evenienze: consegue all’eccessiva e diretta esposizione ai raggi solari del capo e della nuca, che provoca un aumento della temperatura con sofferenza e irritazione delle strutture nervose centrali, l sintomi: eritema diffuso delle parti esposte al sole, lacrimazione, occhi arrossati, malessere generale, difficoltà nel respiro, mal di testa, nausea e sensazione di vertigine, stato confusionale. La temperatura corporea aumenta fino a toccare i 40-41 °C, la pressione arteriosa diminuisce, mentre la pelle risulta calda e sudaticcia al tatto. Nel colpo di calore il brusco innalzamento della temperatura corporea è invece dovuto all’ostacolata dispersione del calore. In questa circostanza più fattori ambientali interagiscono potenziandosi a vicenda: temperatura esterna elevata, incremento del tasso di umidità relativa (che ostacola l’evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta.

MEDICINA CONVENZIONALE
Colpo di sole
Si definisce colpo di sole la condizione in cui la persona è eccessivamente accaldata e ha febbre, con compromissione dello stato mentale ed eventualmente dei parametri vitali: in questi casi è urgente il trasporto in ospedale dove verranno messe in atto misure di rianimazione e di supporto circolatorio. Togliere i vestiti al paziente e sistemarlo in un ambiente fresco e aerato; monitorare la temperatura corporea e fare di tutto per ridurla nell’arco di 30/60 minuti. L’uso di ghiaccio è questione controversa perché il ghiaccio potrebbe provocare la chiusura dei piccoli vasi sanguigni
provocando un nuovo aumento della temperatura corporea. Le persone con colpo di sole, se assistite bene, si riprendono nel giro di 48 ore.

Colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando la persona è eccessivamente accaldata ma non ha febbre e rimane mentalmente presente e lucida: è importante sistemarla in una ambiente fresco e arieggiato e somministrare mezzo litro d’acqua all’ora per reidratarla; se possibile, aggiungere mezzo cucchiaino di sale ogni litro di acqua per prevenire o risolvere la carenza di sodio.


Si tratta di un’evenienza grave che si manifesta con cefalea, vertigini, seguite da allucinazioni, convulsioni e perdita di coscienza. È richiesto sempre l’intervento d’urgenza del medico. Il rimedio omeopatico ha una funzione complementare e va scelto in base alle caratteristiche del quadro clinico.
Aconitum 15 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Insorgenza brusca e violenta di una intensa reazione congestizia, spesso associata a febbre, con pelle secca, calda, arrossata. Sete intensa per grandi quantità di acqua fredda. Agitazione intensa con ansietà e paura della morte.
Apis mellifica 30 CH 5 granuli anche ogni quarto d’ora. Cefalea violenta con stato stuporoso, viso rosso congesto e agitazione continua del capo che ruota da un lato e dall’altro. Assenza di sete pur in presenza di sudorazione intensa. Il quadro corrisponde a un edema cerebrale.
Belladonna 15 o 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cefalica da insolazione con cefalea pulsante ed intenso arrossamento del volto che appare ricoperto di sudore.
Ipersensibilità per luce e suoni con midriasi e fotofobia. Può essere presente delirio con agitazione e febbre.
Gelsemium 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea da congestione cefalica con sensazione di palpebre pesanti, diplopia e disturbi visivi. Profonda prostrazione e tremori.
Glonoinum 5 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea pulsante con violente palpitazioni e pulsazioni carotidee. Sensazione di testa enorme. Bisogno di tenere la testa tra le mani.
Occhi congesti, sporgenti. Miglioramento con le applicazioni fredde.
Veratrum viride 9 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cerebrale violenta e grave da insolazione
con cefalea intensa, viso arrossato, livido, occhi iniettati, testa calda e
pesante. Diplopia e dilatazione delle pupille (midriasi). Pulsazioni al collo e lipotimia se si alza in piedi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo dovuto a un’esposizione prolungata al sole, è causata da un eccesso di Calore esterno che provoca un deficit di Yin, dall’invasione di Calore e Umidità che alterano la funzionalità di Milza e Stomaco.

Agopuntura
La terapia mira a espellere Calore e Umidità ripristinando una corretta funzionalità di Milza e Stomaco, e punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
È consigliabile effettuare una serie di terapie consecutivamente fino alla risoluzione della sintomatologia prevedibile in 3-4 applicazioni.

Fitoterapia cinese
Formula: XIANG RU YIN
Herba Escholtsiae…………………….9g
Semen Dolichoris Album………………..6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 250 mi al dì.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

consigliati Assumere almeno 2 litri di acqua minerale naturale nel corso della giornata a elevata percentuale di sali minerali (utilizzarla anche per cucinare).
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco e di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone non da allevamento, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a
ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Colina 400 mg;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nella cura di questo sintomo si possono somministrare tisane rinfrescanti a base di Tè verde (Camellia sinensis), particolarmente ricco di sostanze antiossidanti, che può essere somministrato a larghe dosi sia per la sicurezza della sua somministrazione. Sulla cute si possono eseguire i tra-
dizionali impacchi a base di Calendola oppure Folio di Iperico particolarmente indicato per le ustioni. Nelle forme più leggere e come prevenzione si può invece usare l’olio di Mandorle dolci che è previsto dalla Farmacopea Ufficiale. In seguito per ridurre le lesioni infiammatorie cuta-
nee si possono consigliare estratti di Boswellia serrata* grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi. Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina
che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico. VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima
proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale il della flogosi e dell’edema periarticolare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto
“artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 10:46:48.

Bronchite 180x180 - Bronchite

Bronchite

La acuta è una malattia infettiva la cui causa è solitamente di natura virale. Anche all’inquinamento atmosferico viene imputata la maggior frequenza della malattia nelle zone fortemente industrializzate, in quanto le particelle irritanti rimangono più a lungo sospese nell’aria. Gli agenti virali chiamati in causa sono quelli responsabili del comune “raffreddore”. Solitamente si accompagna a sintomi da raffreddamento, come rinite, faringolaringite e tracheite. In genere dura da pochi giorni fino a un massimo di quattro settimane. La febbre è in genere modesta, accompagnata dalla , per l’irritazione della mucosa bronchiale dovuta al processo infiammatorio in atto. Ben diverso è il quadro della bronchite cronica: questa viene generalmente definita, con termini clinici, come quel processo morboso caratterizzato da ed espettorazione che devono durare per almeno tre mesi nell’arco di un anno e ripresentarsi per almeno due anni consecutivi. Non è malattia da sottovalutare, perché può comportare la comparsa di successive condizioni patologiche più serie, come la bronchite cronica ostruttiva, in cui il calibro dei bronchi è ridotto d’ampiezza per la presenza di tappi di muco e un’infiammazione della parete bronchiale. Costituisce il grado di gravitò successivo a una bronchite cronica semplice. Lo scenario finale di una bronchite cronica non adeguatamente trattata è l’enfisema, dilatazione delle vie respiratorie terminali, che comporta una distruzione dell’architettura degli alveoli polmonari dovuta alla ostruzione cronica bronchiale.

MEDICINA CONVENZIONALE
Bronchite acuta
Il dipende da molti fattori. In pazienti non fumatori e senza malattie polmonari note, la bronchite guarisce da sola senza bisogno di farmaci: riposo, idratazione adeguata (bere tanta acqua) ed esercizi respiratori abbreviano il corso dei disturbi. Alte dosi di vitamina C possono essere uti-
li. Se è presente tosse intensa il sonno può essere disturbato: in questi casi si può scegliere un farmaco calmante per la tosse come il bcnzonatato, altrimenti la tosse andrebbe tollerata perché permette di eliminare i virus. A volte vengono prescritti farmaci per via inalatoria, ma essi sono davvero necessari solo in una minoranza di casi.

Bronchite cronica
La bronchite cronica è presente spesso nei fumatori o negli ex fumatori con malattia polmonare cronica: la terapia si basa su antibiotici e farmaci per via inalatoria. Ampicillina, cefalosporine, tetracicline, sulfamidici e azitromicina sono gli antibiotici più usati; la terapia inalatoria invece
serve per rilassare i bronchi e facilitare la .

Prevenzione
È importante prevenire la ricaduta della bronchite: se esistono sostarne che hanno provocato reazione allergica di tipo respiratorio è bene che vengano eliminate dal contesto di vita e dall’alimentazione. I grassi animali possono a volte peggiorare i sintomi respiratori. Smettere di fumare è una procedura di salute altamente raccomandabile.


L’approccio omeopatico alla bronchite acuta considera la fase della malattia e le caratteristiche della tosse. In questa parte ci si limita a consigliare i più adatti al trattamento della bronchite acuta.

Fase iniziale
Bryonia 9 CH 5 granuli, anche ogni 2 ore. La tosse è secca, dolorosa ed è aggravata dal minimo movimento. Si associa sete intensa. Corallium rubrum 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Violenta crisi di tosse esplosiva, dopo esposizione al freddo. Tosse irritativa, prevalentemente notturna, da discesa a livello bronchiale di catarro di origine nasale, soprattutto in bambini con ipertrofia delle adenoidi.
Rumex crispus 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Tosse secca che prostra, aggravata inspirando aria fredda o passando dal caldo al freddo. Migliora coprendo naso e bocca. È il medicinale indicato per la ‘tosse dei fumatori’.

Periodo di stato
Ferrum phosphoricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È presente una febbre non elevata con tosse secca seguita da espettorazione giallastra, in un soggetto debole. Talvolta l’espettorato è striato di sangue.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.
Antimonium tartaricum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì , per favorire l’espettorazione; 75 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva e inefficace con abbondante ristagno. Spesso il malato è profondamente spossato e sonnolento.
Ipeca 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Salivazione abbondante e ristagno bronchiale con tosse spasmodica, accompagnata da nausea e vomito. Solitamente le secrezioni sono scarse.

Periodo di risoluzione
Pulsatilla 15 CH 5 granuli, due volte al dì, solitamente per una settimana. Si consiglia nella fase terminale della bronchite, quando persiste la tosse e l’espettorato.
Sulfur nuhi!imi 15CH5 granuli,una volta al dì,solitamente per una settimana. Completa l’azione di Pulsatilla e favorisce la velocità di risoluzione del processo infiammatorio bronchiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La bronchite va differenziata in bronchite acuta o bronchite cronica, la prima causata da agenti esogeni, la seconda da patologie preesistenti a carico del Sistema Respiratorio, anomalie organiche o fattori esogeni costanti.
La bronchite acuta secondo la Medicina tradizionale cinese è dovuta a Vento freddo, Calore e Secchezza che alterano la normale funzione del Qi del .
Nel caso di bronchite cronica l’interessamento organico è legato a Polmoni, Milza, Rene e Fegato.
Nel caso delle bronchiti acute il trattamento è volto a ripristinare il Qi del Polmone e purificarlo, quindi eliminare il catarro presente:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore delia rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
Per le bronchiti croniche il trattamento deve ripristinare tramite tonificazione i deficit organici, quindi umidificazione del Polmone ed eliminazione del catarro;
CHI ZE;
LIE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
Molto utile dopo la seduta di agopuntura effettuare una terapia di Moxibustione, volta a dilatare i bronchi e favorire una maggior capacità respiratoria.
Il trattamento prevede 10 terapie con frequenza bisettimanale, in caso cronico il ciclo è da ripetere una volta all’anno.

Fitoterapia cinese
Formula: XIAO QING LONG WAN
Ramulus Cinnamomi…………………9g
Radix PaeoniaeAlba………………..9g
Herba Asari………………………3g
Rizoma Zingiberis Officinalis………6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….6g
Rizoma Pinelliae………………….9g
Fructus Schisandrae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per 20 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici
consigliati Nei casi in cui è presente una componente allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente ( evitare il lievito chimico ), la frutta e la verdura biologica, la soia e i derivati ( latte, tofu, yogurt e dessert).
Nella fase acuta dare la preferenza al brodo di pollo, addizionato con aglio, peperoncino, o zenzero fresco grattugiato. Nelle forme croniche, o frequentemente recidivanti, può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, molluschi, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di
girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Per ridurre l’infiammazione bronchiale assumere alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuti» a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. Alimenti da evitare Durante la fase acuta, evitare il consumo di sale e dei cibi che ne sono ricchi ( salumi e formaggi ), di latte e derivati, che possono aggravare i sintomi. Limitare drasticamente l’apporto di carne, uova, latte e latticini non biologici e di pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.
Se l’infezione tende a cronicizzare possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina £, 25 mg al giorno di zinco e 1 -2 compresse al giorno di enzimi proteolitici.

FITOTERAPIA
In caso di bronchite acuta la fitoterapia è obbligatoriamente di complemento alla terapia con farmaci di sintesi per la possibilità di complicanze a carico del parenchima polmonare. Ci sono diverse preparazioni tradizionali che vengono usate per queste patologie come gli oli essenziali di eucalipto, cipresso, menta, timo utilizzati in capsule; oppure tisane tradizionalmente a base di malva, verbasco, rosolaccio, altea, ibisco, issopo, in varie preparazioni. Esiste anche la baltico fitoterapia che consiste nell’aggiungere oli essenziali come il ginepro, il pino, il cipresso nell’acqua del bagno oppure mettendo nella vasca un infuso di Lavanda e Timo; ovviamente riservata ai casi più lievi. I j preparazione più razionale è l’estratto della radice di Echinacea che si somministra in forma di estratto sécco titolato in polisaccaridi ed ha un’azione sia antinfiammatoria che immunostimolante. Nel caso della bronchite cronica si possono utilizzare sia mucolitici che antimicrobici a base di oli essenziali o ancora immunostimolanti. I principali mucolitici sono l’Erisimo, il Marrubio, l’Erba cappuccina e l’Aglio. Come antimicrobici possono essere usati oli essenziali sia come preparati in capsule che come aerosol. In questo caso è bene evitare l’autotcrapia per il rischio di reazioni avverse anche gravi. I principali immunostimolanti, in genere molto ben tollerati anche per periodi molto lunghi di trattamento sono YAstragalo e YUncaria che andranno usati come estratti secchi standardizzati e che possono essere associati agli estratti di Echinacea.

Originally posted 2014-10-09 10:20:00.