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Ragadi anali

Le sono piccole ferite, ulcere a margini netti, che interessano la cute del bordo anale, fra l’interno e l’esterno del canale (più di frequente sulla zona posteriore, in prossimità del coccige). I disturbi fondamentalmente accusati sono il dolore, il sanguinamento e il prurito. Le cause di questa patologia non sono state ancora chiarite interamente: di certo, entrano in gioco
fattori scatenanti come le defecazioni difficoltose per la stipsi ostinata (con feci particolarmente dure e voluminose), le infiammazioni locali (aniti, proctiti), il ricorso ai lassativi irritanti, le feci diarroiche (che possono risultare irritanti) e, ancora, le incongrue manovre digitali. Il dolore si manifesta come un vivo bruciore nella zona anale, di grande intensità: compare durante la defecazione, poi dopo un intervallo di 5-10 minuti riprende e si accentua progressivamente fino a diventare insopportabile. Infine, si attenua lentamente nell’arco di ore. Pertanto, il paziente, proprio per evitare questo carico di sofferenze, tende a ritardare il momento della defecazione, un atteggiamento che finisce per promuovere il ristagno delle feci e dunque una stipsi, la quale contribuisce a mantenere le condizioni che avevano promosso la comparsa della ragade. Tanto le ragadi quanto le emorroidi possono essere responsabili di sanguinamento, prurito e irritazione cutanea attorno all’ano, ma a differenza delle emorroidi, qui è quasi sempre presente uno spiccato dolore anale durante la defecazione e nei minuti successivi: la sensazione avvertita al passaggio delle feci è quella di una vera e propria lacerazione anale.

DA SAPERE
• Una condizione caratteristica alla base di questo problema è l’ipertono dello sfintere anale, cioè del piccolo muscolo che circonda l’orifizio anale. Lo stress può costituire un fattore rilevante nel provocare lo stato di tensione eccessiva (o”ipertonia”): è
infatti comune il riscontro di tale patologia in particolari periodi della vita, caratterizzati da eventi emotivamente stressanti.
• La guarigione spontanea è in genere rara perché questa ferita è sottoposta alla quotidiana sollecitazione meccanica indotta dalla defecazione.

Le ragadi anali possono essere provocate da numerose cause: un’evacuazione difficile di feci dure, asciutte, può causare una lacerazione anale, che esita in una ragade. Altre cause sono la diarrea e l’infiammazione. Lo stress, che può determinare uno spasmo dello sfintere anale interno, può creare i presupposti per la formazione della ragade anale.
Prime terapie
Più del 50% delle ragadi anali guarisce spontaneamente o con un non chirurgico, cioè attraverso l’uso di ammorbidenti delle feci, l’evitare la stipsi, e l’uso di bagni (mettere a bagno l’area anale in semplice acqua tiepida per 20 minuti, più volte al giorno). Le creme medicate sono meno efficaci. L’uso di un dilatatore anale tiepido è utile per ridurre lo spasmo dello sfintere anale interno e il dolore, e favorire la guarigione della ragade anale stessa.
Chirurgia
La chirurgia consiste in una piccola operazione per rimuovere la ragade e il tessuto cicatriziale sottostante. Tagliare una piccola porzione di uno dei muscoli anali (sfintere anale interno) aiuta la guarigione della ragade e previene il dolore e lo spasmo, che interferisce con la guarigione.

La soluzione di continuo lineare sospettata per la comparsa di dolore violento, a tipo bruciore o lacerazione, dopo la defecazione, richiede un trattamento basato sull’utilizzo di pomate per uso locale e la scelta di rimedi per via generale. Solitamente per via topica si utilizzano preparati complessi a base di Paeonia e Ratanhia, mentre per uso interno si ricorre più spesso a Nitricum acidum e Graphites.
Graphites 5CH5 granuli, 1 -2 volte al dì. È il rimedio adatto alle ragadi anali spesso associate ad emorroidi e stipsi senza stimolo alla defecazione. In generale si tratta di soggetti con tendenza al sovrappeso, freddolosi, con disturbi di tipo digestivo e manifestazioni a livello cutaneo.
Nitricum acidum 7CHS granuli, 2 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dall’acido nitrico viene impiegato nel trattamento delle ragadi anali a bordi netti, spesso con disposizione raggiata attorno al bordo anale con tenesmo estremamente doloroso durante e soprattutto dopo la defecazione che può durare anche per alcune ore. È il rimedio da prescrivere in maniera pressoché sistematica nel trattamento delle ragadi. Si consiglia di associare il trattamento locale con
pomate a composizione mista a base di Paeonia e Ratanhia.
Paeonia 5 CH 5 granuli prima dei pasti e per via topica. La radice di peonia viene impiegata sia per via generale che per applicazioni locali, sotto forma di pomata, in formule complesse in cui è presente anche Ratanhia. I dolori insopportabili durante la defecazione, perdurano a lungo anche per ore. Spesso è presente una secrezione locale.
Ratanhia 5 CH 5 granuli prima dei pasti. Spesso si consiglia l’applicazione locale di una pomata alla Ratanhia, per 2 o 3 volte al dì. La ratania è un arbusto peruviano appartenente alla famiglia delle Leguminose adatta al trattamento delle ragadi anali con dolori acuti brucianti trafittivi durante e dopo la defecazione. Si consiglia di associare Nitricum acidum che presenta le stesse caratteristiche.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Le cause di questo disturbo non si discostano nella diagnosi della Medicina tradizionale cinese da quelle della Medicina Occidentale, infatti sono caratterizzate da stasi del Sistema Digestivo e in particolare dell’evacuazione, le condizioni anatomiche del paziente e un’alterazione del Sistema Circolatorio. La terapia va a trattare i sintomi principi quali prurito, bruciore, l’edema e la possibile emorragia, tramite una mobilizzazione di Xue e punti importanti per l’applicazione dell’agopuntura sono:
CHANG QIANG;
CHENGSHAN;
DA CHANG SHU;
ER BAI. j
O cinese I
Formula: HUAIHUA SAN
FlosSophorae………………………12 g
Cacumen Biotae…………………….12 g
Herba Schizonopetae………………….6 g j
Fructus Aurantii…………………….6g
Posologia: 4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumcnlarc il consumo di alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Incrementare le fonti di vitamina A, come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini.
Integrare la dieta abituale con cibi a elevata percentuale di vitamina E, come cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, germe di grano, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, olio di soia (tutti spremuti a freddo e utilizzati sempre a crudo, per preservare il contenuto di vitamina E).
In presenza di sanguinamento, privilegiare gli alimenti ricchi di vitamina K, come avena, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, broccoli, spinaci, cime di rapa, lattuga, tè verde.
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministra/ione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno; Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane); Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo il decorso della malattia (azione antiflogistica).
Per accelerare il processo di guarigione, può essere usato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione della cute, facilitando il processo di guarigione può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per uso topico può essere utilizzato un gel all’Aloe ad elevata concentrazione (99%). Applicare tre/quattro volte al giorno con un massaggio di almeno 5 minuti, per facilitare l’assorbimento del preparato.
Per le sue proprietà antiossidanti può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 12:02:03.