Articoli

Reflusso gastro esofageo 180x180 - Reflusso gastro-esofageo

Reflusso gastro-esofageo

La malattia da è una sindrome assai comune, attribuibile al reflusso del materiale acido gastrico nell’esofago. Di per sé, il reflusso è un evento comune in ogni individuo, che non dev’essere considerato una patologia a meno che non dia origine a sintomi conclamati o complicazioni. La maggiore responsabilità di questa condizione è dello sfintere esofageo inferiore, una sorta di valvola muscolare posta tra lo stomaco e l’esofago che, in chi soffre di reflusso, talvolta non si chiude con forza sufficiente a opporsi alle ondate di materiale gastrico verso l’esofago, e talvolta si rilascia in modo inappropriato, aprendo cosi la porta all’acido. Ma la causa può anche risiedere nell’alterata attività motoria dell’esofago (le cui contrazioni risultano deficitarie), nella presenza di un’ernia iatale (anomalo trasferimento nella cavità toracica del tratto inferiore dell’esofago e di una parte dello stomaco, evento che peggiorerebbe la tenuta dello sfintere esofageo) e poi nell’eccessiva produzione di acido da parte dello stomaco (una circostanza in realtà poco frequente chiamata “sindrome di Zollinger-Ellison”). Anche svariati farmaci possono ridurre la pressione di questa valvola (come i calcio-antagonisti, per la cura della pressione alta, e gli antispastici). Tre, fondamentalmente i sintomi caratteristici: la pirosi è la sensazione di acidità o bruciore alla bocca dello stomaco e che spesso risale in gola; il rigurgito; il dolore dietro lo sterno.
Si fanno spesso sentire dopo qualche ora dal pasto o di notte, e possono essere acuiti da certi alimenti (come agrumi e pomodori) nonché dai pasti copiosi o ricchi di grassi. Fastidi minori (che non costituiscono la regola) sono: salivazione abbondante, bocca amara, lingua impaniata. La malattia da reflusso gastro-esofageo può generare anche sintomi atipici: raucedine, tosse cronica, bronchite e asma bronchiale cronica.

COMPLICAZIONI
L’azione protratta dell’acido gastrico può finire per danneggiare fisicamente la mucosa dell’esofago, causando semplici erosioni o vere e proprie ulcere. E col tempo (se il problema viene trascurato), il reflusso può dare luogo a complicazioni anche serie, come l’esofago di Barrett (una trasformazione della mucosa esofagea che potrebbe degenerare) e la stenosi dell’esofago, un restringimento delle sue pareti per l’infiammazione protratta. In presenza di un’esofagite è frequente il riscontro di un’anemia (da carenza di ferro) dovuta allo stillicidio cronico di sangue.

Antiacidi
Possono essere assunti in modo intermittente: è importante ricordare che riducono l’assorbimento di alcune vitamine, soprattutto del gruppo B, quindi è consigliabile assumere complessi multivitaminici con particolare attenzione alle vitamine B (separando i multivitaminici dalla somministrazione di antiacidi durante la giornata).
Stile di vita
Tenere testa e torace più alti rispetto al resto del corpo quando si è sdraiati, evitare alcol e nicotina e tutti i cibi che aggravino i sintomi (cibi speziati, pomodoro, menta). L’obesità favorisce il reflusso: la riduzione del peso corporeo è consigliabile. È importante ridurre lo stress perché il cortisolo, l’ormone dello stress, aumenta l’acidità dello stomaco e la tendenza al reflusso.
Bloccanti H2 
Se lo stile di vita da solo non allevia il reflusso si può ricorrere a farmaci bloccanti H2 come cimetidina, ranitidina, famotidina e nizatidina. Questi farmaci possono ridurre l’assorbimento di vitamine del gruppo B quindi è raccomandabile assumere complessi multivitaminici.
Inibitori della pompa protonica
Questa classe di farmaci riduce la secrezione di acido nello stomaco: si tratta di farmaci più potenti rispetto agli antiacidi e ai bloccanti H2 e sono riservati a casi gravi.
Chirurgia
Se il reflusso diventa severo e l’esofago inizia a essere danneggiato si può ricorrere a chirurgia: alcuni interventi vengono condotti in endoscopia.

Il omeopatico dei disturbi conseguenti a reflusso gastro-esofageo, caratterizzati da dispepsia e rigurgiti post-prandiali, ma anche da disturbi respiratori, si deve integrare con i consigli relativi all’alimentazione, alla postura, allo stile di vita e al consigliato dallo specialista gastroenterologo. Argentum nitricum 9 CH-Ipeca 5 CH-Iris versicolor 7 CH 5 granuli di ciascuno, in alternanza, 2 volte al dì. Argentum nitricum è il medicinale omeopatico dei rigurgiti, delle eruttazioni, della nausea e del vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Ipeca è un arbusto brasiliano della famiglia delle Rubiacee, utilizzato per la nausea persistente e il vomito con ipersalivazione. La lingua è pulita e il paziente non ha sete. Iris versicolori ottenuto dal rizoma di iris, è di prescrizione pressoché sistematica nel della gastrite caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Tutto ciò che la persona mangia sembra trasformarsi in aceto. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Kalicarbonicum 5 CH5 granuli, mezz’ora prima dei pasti. 11 carbonato di potassio è il rimedio omeopatico dei disturbi digestivi e del dolore restrosternale con eruttazioni acide da ernia iatale. Caratteristica è la flatulenza eccessiva che si manifesta subito dopo aver assunto cibo anche in piccola quantità. Il reflusso gastro-esofageo può essere responsabile di crisi asmatiche notturne.
Nux vomica 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la gastrite è dovuta all’insieme di fattori quali una dieta impropria, dei disturbi emotivi e a debolezza dovuta a patologie croniche, abuso farmacologico, al freddo e al caldo.
Tutto questo va ad alterare le funzioni di Stomaco e Milza, dando luogo a deficit organici e stasi del Qi degli stessi.
I punti utilizzabili sono:
PI SHU;
WEI SHU;
ZHONG WAN;

ZHANG MEN;
QI HAI;
ZU SAN LI.
Punti del Sistema Auricolare Fegato, Milza, Stomaco, Surreni, SHEN MEN.
La terapia va fatta possibilmente ogni giorno per dieci giorni.
cinese
Formulaci GUAN JIAN
Radix Rehmaniae…………………..30 g
Fructus Lycii……………………….12 g
Radix Glehniae…………………….12 g
Radix Ophiopogonis…………………10 g
Radix Angelicae Sinensis………………10 g
Fructus Meliae Toosendan………………5 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giórni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare la carne magra biologica, il pesce pescato in mare, le uova biologiche (cotte in camicia o alla coque), le zuppe (o i passati) a base di legumi e riso Basmati, o pasta bianca, i centrifugati di verdure fresche, i frullati di frutti di bosco con yogurt naturale magro arricchito con probiotici, oppure con kefir, o con latte parzialmente scremato fermentato (consumati lontano dai pasti principali), il pane semintegrale a lievitazione naturale leggermente tostato, il miele vergine integrale di produzione italiana, l’olio di riso, o di noci, o di lino (di prima spremitura a freddo), piccole quantità di creme a base di mandorle, nocciole o semi di sesamo, i germogli di soia o di alfa-alfa, i budini di riso, o di soia dolcificati con malto.
Alimenti da evitare Evitare la crusca, i cereali integrali in chicchi e i prodotti da forno a base di farine integrali e/o di crusca, i salumi, gli insaccati, i formaggi stagionati, la frutta con la buccia, le rape, gli ortaggi a foglia verde crudi (consumarli solo cotti e trasformati in passato), le bevande gasate, le bibite.
È consigliabile eliminare (nella fase acuta) gli alimenti che aumentano l’acidità gastrica, come gli agrumi, i pomodori, le spezie, i cibi piccanti, il caffè, il tè nero, le bevande alcoliche, i cibi a base di farine raffinate non biologiche, le fritture, i piatti dei fast-food, le carni conservate, il tonno in salamoia, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans e/o con micronutrienti artificiali.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno la sera prima del riposo notturno;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
Per combattere la dispepsia può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Nei pazienti ansiosi, facilmente irritabili in cui è presente un aumento dell’acidità gastrica, con conseguente peggioramento del disturbo, può essere utilizzata la Valeriana officinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggi (ore 19.00) e la sera, circa un’ora e mezza prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e
protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea nausea, agitazione e gastrite.
Per aiutare a combattere la dispepsia e la pirosi, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Angelicay nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, poco prima dei pasti.
Per stimolare la motilità gastrointestinale, facilitando lo1 svuotamento gastrico e alleviando i sintomi, può essere utilizzato l’estratto fluido di
Anemone pulsatilla (anche conosciuta come “Erba del diavolo”), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti. È importante tenere presente che dosaggi elevati possono facilitare l’insorgenza di vomito e diarrea.

Originally posted 2014-10-10 11:43:55.