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SINGHIOZZO 180x180 - SINGHIOZZO

SINGHIOZZO

I è un movimento respiratorio spastico, un “tic” del diaframma che si contrae repentinamente. Il diaframma è il grosso muscolo a forma di cupola che separa la gabbia toracica da quella addominale, e che durante l’inspirazione si contrae abbassandosi (in questo modo la gabbia toracica si dilata e il volume dei polmoni aumenta) e si rilassa, sollevandosi, durante l’espirazione (cosicché le dimensioni della gabbia toracica si riducono e i polmoni si comprimono). Il si associa a una brusca e parziale chiusura della glottide, la porzione della laringe che contiene le corde vocali. Da qui, il caratteristico suono vocale che si ripete in modo ritmico e continuo. In genere il  non ha alcun significato patologico, se non in alcune affezioni neurologiche, polmonari e gastrointestinali.

LE CAUSE
Spesso non si conosce il motivo che scatena il singhiozzo. Possono causarlo facilmente la distensione dello stomaco prodotta dalla rapida o eccessiva ingestione di cibi e liquidi, un repentino abbassamento delle temperatura corporea (per il consumo di una bevanda bollente o gelata), le condizione di forte disagio che ci portano a deglutire ripetutamente e a ingoiare una quantità di aria superiore al normale.

Il singhiozzo non è un disturbo di per se stesso, ma può essere il sintomo di qualcosa di diverso: esistono terapie
per risolvere il singhiozzo, ma la ricerca delle cause è una procedura importante.
Rimedi comuni
Esistono diverse tecniche tramandate a livello popolare per risolvere il singhiozzo, ma ne esistono alcune dimostrate dalla scienza: una si chiama manovra di Valsalva che consiste nel chiudere la gola ed espirare con forza contro questa chiusura. Il riflesso oculocardiaco invece si basa sulla pressione lieve del globo oculare (a palpebra chiusa) per qualche secondo.
Farmaci
I farmaci usati per il singhiozzo sono di solito le benzodiazepine, gli anti-nausea (ondansetron), il metifenidato, gli anticonvulsivi, alcuni antipsicotici, alcuni antidepressivi, i bloccanti dei canali del calcio, la lidocaina, gli antiacidi e il baclofen.
Chirurgia
La chirurgia prevede la distruzione irreversibile del nervo frenico, il principale nervo collegato al diaframma: si tratta di un intervento molto recente da eseguirsi raramente, con effetti collaterali ignoti a lungo termine.

Viene proposto l’approccio al singhiozzo mediante rimedi omeopatici in base all’età e alle condizioni della comparsa di tale sintomo. Il suo persistere richiede una valutazione medica.
Lattanti e bambini
Cuprum metallicum 5CH5 granuli al ritmo della comparsa del singhiozzo. Il rame metallico viene ampiamente utilizzato in omeopatia per tutte le manifestazioni caratterizzate da spasmo della muscolatura sia liscia che striata, come crampi, spasmi e coliche. È il rimedio adatto alle forme di singhiozzo che migliorano bevendo acqua fredda. Nel singhiozzo che compare nel lattante dopo la poppata si consiglia di alternare Cuprum metallicum con Nux vomica.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, alternati con il rimedio precedente, quando il singhiozzo è la conseguenza di un pasto abbondante.

Adulti
Hyoscyamus 9 CH5 granuli, alternando i 2 rimedi ogni 2 minuti, fino alla risoluzione del singhiozzo.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. 1 granuli possono essere sciolti in poca acqua e somministrati secondo necessità. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico degli spasmi e dei dolori crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il singhiozzo si presenta con inizio e termine bruschi.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, alternato con il rimedio precedente, quando il singhiozzo è la conseguenza di un pasto abbondante. Turbe dispeptiche in persone sedentarie con sonnolenza post-prandiale, migliorata da un sonno breve. Il soggetto desidera alcolici, amari, cibi piccanti, condimenti forti, caffè. La noce vomica è adatta a condizioni dominate da ipereccitabilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive.
Dopo intervento chirurgico
Hyoscyamus 75 CH 5 granuli, da ripetere in relazione al persistere o al ripetersi del singhiozzo, fino alla sua risoluzione. Il giusquiamo, pianta della famiglia delle Solanacee, è il rimedio elettivo per il singhiozzo che compare dopo un intervento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questa contrazione involontaria può essere provocata da Freddo di Stomaco. Fuoco ili Stomaco, stasi di Qi di Fegato, deficit di Yang di Milza e Stomaco, deficit di Yin di Stomaco.
Lo scopo della terapia, oltre che sedare la contrazione diaframmatica, è l’armonizzazione degli organi coinvolti e la dispersione degli agenti esterni.
Punti importanti da utilizzare sono:
GE SHU
LIANG MEN
NEI GUAN
ZHONG WAN
ZU SAN LI
XIAN GU

TAI CHONG;
QI HAI;
TAI XI.
Molto efficace è il trattamento per il singhiozzo post-operatorio, effettuato nel caso di comparsa dei sintomo nell’immediato
Si consiglia un ciclo di 10 terapie da effettuare anche tutti i giorni
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae…………….2 g
Caulis Bamboose……………. 2g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………… 1,5 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….1 g
Radix Codonopsis Pilosulae…………….0,5 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (in particolare, ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (soprattutto lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo).
Incrementare il consumo dei cibi ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Integrare la dieta abituale con buone fonti di triptofano, come fesa, di tacchino alla piastra, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri.
Alimenti da evitare Salumi, insaccati, formaggi, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, bibite, bevande gasate, caffè, tè, alcolici e tutti i prodotti a base di farine raffinate e/o di grassi idrogenati. Eliminare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Nei casi in cui il sintomo è associato a disturbi digestivi (epatici e/o gastrici) può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Nei casi in cui il disturbo è correlato alle neurotonie può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nelPipotiroidismo.
Se il paziente manifesta ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana officinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti. Non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.
Se il paziente lamenta dolore nella zona epigastrica, si può assumere l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Nelle crisi intense e prolungate, assumere 2 compresse, con un bicchiere di acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio.

Originally posted 2014-10-09 14:48:59.