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Emorroidi 180x180 - Emorroidi

Emorroidi

Sono dilatazioni della rete vascolare che abbraccia il canale anale (come le varici venose che notiamo al livello delle gambe), con tendenza al prolasso e alle emorragie. Le rappresentano una patologia straordinariamente frequente, che colpisce entrambi I sessi e di qualsiasi età (anche se la loro incidenza tende ad aumentare con il passare degli anni). Vari sono i
fattori chiamati in causa nella formazione delle emorroidi: la stitichezza di grado notevole, che costringe la persona a forti e prolungati sforzi; la gravidanza, perché l’aumento del volume e della pressione all’interno dell’addome – che la gestazione comporta – crea un ristagno del sangue non solo nelle vene degli arti inferiori, ma anche nelle regioni basse dell’intestino; anche le affezioni del fegato (come la cirrosi epatica) possono condizionare la comparsa delle emorroidi, perché ostacolano il ritorno del sangue venoso dai distretti inferiori del corpo al cuore. Classicamente le emorroidi vengono distinte in interne (quando sono all’interno del canale anale e non risultano visibile) ed esterne (se si vedono e si possono riconoscere al tatto agevolmente).
Ulteriore classificazione prevede quattro gradi, a seconda dell’entità del prolasso. Le emorroidi di primo grado sono dilatazioni varicose interne e che generalmente non producono , può occasionalmente comparire prurito nella regione anale e di frequente compaiono macchie di sangue sulla carta igienica o piccole striature vermiglie nelle feci. Le emorroidi di secondo grado
sono i noduli che prolassano durante la defecazione e poi si riducono spontaneamente. Nel terzo grado, invece, le emorroidi prolassano ma “rientrano” soltanto manualmente. Nel quarto grado, infine, le profusioni sono permanenti. Il prolasso si presenta come una piccola massa rosso-violacea, mentre il prurito anale è in genere dovuto alla irritazione cutanea. Una varice emorroidaria, ingorgata di sangue, può scatenare , che aumenterà se la dilatazione s’infiamma anche per modesti traumi o se si complica con una trombosi (la coagulazione del sangue contenuto all’interno della varice venosa). Tramite una visione diretta del canale anale (solitamente l’anoscopia), lo specialista saprà fornire un responso appropriato.


Ammorbidire le feci

Rendere le feci più morbide aiuta a diminuire i sintomi e segni delle emorroidi. È utile bere molta acqua e aumentare il contenuto di fibre nella dieta.

Trattamenti topici
La strega nocciola {hamamelis) è utile per le sue proprietà astringenti e rinfrescanti. Alcuni anestetici locali da banco, uniti o meno a corticosteroidi, alleviano i sintomi: sono la benzocaina 20% quattro volte al giorno per il dolore e il prurito, oppure la lidocaina 5% usata al bisogno. Si tratta di per solo uso esterno e hanno una certa percentuale di assorbimento nel circolo sanguigno quindi vanno usati rispettando le indicazioni. Bagni caldi per 15 minuti tre volte al giorno possono offrire qualche giovamento, soprattutto nelle prime fasi del disturbo.

Chirurgia
Se le terapie non hanno successo si può ricorrere a chirurgia: le emorroidi esterne possono essere rimosse con una resezione, mentre le emorroidi interne vengono legate con diverse tecniche. La coagulazione a infrarossi e l’elettrocoagulazione bipolare sono altre procedure possibili. Se le
emorroidi sono molto avanzate si può usare l’applicazione di una corrente elettrica per eliminare l’afflusso di sangue.


In omeopatia è opportuno distinguere i medicinali da utilizzare nel della crisi emorroidaria caratterizzata dal dolore o dal sanguinamento e quelli indicati come ad azione più profonda nelle emorroidi recidivanti o croniche.

Crisi emorroidaria
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, secondo necessità. Il medicinale omeopatico ottenuto dall’ippocastano è particolarmente indicato per la crisi emorroidaria in un soggetto tendenzialmente sovrappeso con varici agli arti inferiori.
Aloe 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Adatto per le emorroidi ‘a grappolo’ con prurito e bruciore che migliorano con applicazioni fredde.

Dolore
Arnica 5 CH5 granuli, ogni ora. Caratteristica è la sensazione dolorosa locale di contusione.
Collisonia canadensis 5 CH 5 granuli, ogni ora. Crisi emorroidaria con sensazione locale di aghi, soprattutto in gravidanza.
Lachesis 9 CH 5 granuli, ogni ora. Caratteristica è la sensibilità marcata al contatto e il senso di costrizione locale aggravata dal calore e dal contatto, migliorata dal sanguinamento.

Sanguinamento
Collinsonia 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Emorroidi recidivanti, dolorose e sanguinanti. Stitichezza cronica. Sensazione di aghi nel retto. È il rimedio specifico delle crisi emorroidarie in gravidanza.
Hamamelis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sangue nero. Caratteristica è la sensazione di scoppio a livello delle emorroidi.

Emorroidi recidivanti
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dalla noce vomica è indicato principalmente nella cura delle crisi emorroidarie dovute ad abuso alimentare di sostanze piccanti. Caratteristico è il senso di congestione, bruciore e prurito. I sintomi aggravano camminando e di notte, mentre migliorano con l’applicazione di acqua fredda.
Sepia 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Stipsi e prolasso, aggravata in gravidanza e dopo il parto.
Sulfur 5 CH 5 granuli, I -3 volte al dì. Sensazione di bruciore, di calore e prurito. Regione anale intensamente arrossata. Tendenza generale alla congestione (cute calda, arrossamento degli orifizi).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Le cause che provocano questo disturbo non si discostano nella diagnosi della Medicina tradizionale cinese da quelle della Medicina occidentale, infatti sono caratterizzate da stasi del Sistema Digestivo e in particolare dell’evacuazione, le condizioni anatomiche del e un’alterazione del Sistema Circolatorio. La terapia va a trattare i sintomi principali quali prurito, bruciore, Te
dema e la possibile emorragia, tramite una mobilizzazione di Xue punti importanti per l’applicazione dell’agopuntura sono:
CHANG QIANG (grande potenza, localizzato fra la punta del coccige e Fano) che tonifica le condizioni di vuoto di Yin, del Riscaldatore Inferiore e dei Reni e regola l’Intestino Tenue e il Grosso Intestino;
CHENG SHAN (sostegno della montagna, localizzato a metà tra la piega poplitea e il malleolo esterno) che regola e tonifica il Qi della Milza e del Fegato, purifica il Calore, elimina l’Umidità e tratta in particolare le emorroidi;
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia.
Si effettua un ciclo di 10 applicazioni terapeutiche almeno 3 volte alla settimana.

Fitoterapia cinese
Formula: HUAI HUA SAN
FlosSophorae………………………..12g
Cacumen Biotae…………………….. 12g
Herba Schizonopetae…………………..6g
Fructus Aurantii……………………..6g
Posologia: 4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare equilibrato, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Integrare la dieta con buone fonti di beta-carotene (come nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di bioflavonoidi (limoni, uva – non eliminare i semi – pompelmo, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Aumentare il consumo dei cibi ricchi di calcio e di D, come latticini, pesci con la lisca (acciughe, sardine), toru, verdure fresche e di stagione, legumi, cereali, aringa, salmone, sardine, sgombro, carne di vitello di manzo, fegato, burro (in piccola quantità), tuorlo d’uovo.
Privilegiare gli alimenti biologici.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le spezie, i cibi piccanti, i piatti pronti dei fast-food, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Se l’infezione tende a cronicizzate alla vitamina C e ai bioflavonoidi possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina £, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno di enzimi proteolitici;
Vitamina D 10 mcg al giono;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Vitamina K 100-150 mcg al giono (nel caso di emorroidi sanguinanti);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli al giorno la sera prima del riposo notturno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Nella fase acuta può essere utile applicare, in caso di emorroidi esterne, un impacco a base di decotto di
Achillea, 2 cucchiai di achillea in 300 mi di acqua minerale naturale, oppure di latte d’avena. Lasciare bollire per pochi minuti e applicare sulla parte interessata. Ripetere tre/quattro volte al giorno. In caso di frequenti recidive, si possono assumere 100 mi di “Achillea” (preparato con 50 g di sommità fiorite e un litro di vino bianco secco prodotto da uve biologiche e privo di additivi chimici. Lasciare macerare per circa 10 giorni, quindi filtrare e conservare in una bottiglia di vetro al riparo dalla luce e da fonti di calore) due volte al giorno» durante i pasti fino alla risoluzione dei sintomi.
L’estratto fluido di Ippocastano, grazie alla presenza dei flavonoidi, glucosidi cumarinici e steroli, può essere somministrato nei casi di emorroidi interne, soprattutto se recidivanti, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della colazione) e la sera poco prima del riposo notturno.
Nei casi di emorroidi esterne può essere utilizzato un impacco a base di infuso di Equiseto (5 g di parte aerea in 10 mi di acqua demineralizzata).
Applicare le compresse imbevute sulle zone interessate e rimuoverle dopo circa 30 minuti. Ripetere il trattamento tre, quattro volte al giorno fino al miglioramento del quadro clinico.
Per la sua azione protettiva sui vasi sanguigni e vasocostrittrice può essere usato l’estratto fluido di Cipresso (Cupressus sempervirens), alla dose di 20-30 gocce due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino alla scomparsa dei sintomi. Come tera-
pia preventiva (associato alla Centella asiatica, 30 gocce, due volte al giorno, la mattina a digiuno e la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno) sono consigliati cicli di due settimane, seguiti da 10 giorni di riposo. Effettuare il trattamento tre o quattro volte l’anno, nei casi in cui
le recidive sono particolarmente frequenti.

Originally posted 2014-10-13 10:31:13.

Fibromialgia 180x180 - Fibromialgia

Fibromialgia

È una forma comune di muscolo-scheletrico diffuso e di affaticamento. Interessa principalmente i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa. Non è una forma di artrite, e dunque non provoca deformità a carico della articolazioni. Ciò che caratterizza questa sindrome è innanzitutto il in tutto il corpo, che assume, nelle parole dei pazienti, i più diversi connotati: bruciore, rigidità, contrattura, tensione. Un disagio che spesso varia in relazione ai vari momenti della giornata, all’attività che si sta svolgendo, alle condizioni atmosferiche e allo stress. Un attento esame dell’apparato muscolo-scheletrico di queste persone rivela la presenza di aree dolenti in sedi specifiche (tenderpoints). Circa il 90% dei pazienti affetti dalla sindrome fibromialgica riferisce affaticamento e disturbi del sonno; sono anche presenti mutamenti nel tono dell’umore e un variegato ventaglio di altri disturbi: cefalea (per lo più di tipo tensivo), rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle), stitichezza e/o diarrea, sensazione di gonfiore alle mani, dolori al torace, difficoltà a concentrarsi (o a eseguire semplici elaborazioni mentali), ansia e/o depressione. Aspetto peculiare di questa condizione è che la diagnosi non si basa su qualche specifico test di laboratorio o radiologico, ma dipende principalmente dai disturbi che il riferisce. Negli ultimi 10 anni, gli studi hanno dimostrato che certi , come il dolore muscolo-scheletrico diffuso, nonché la presenza di specifiche zone che risultano doloranti alla pressione, sono presenti nella sindrome fibromialgica e non negli individui affetti da altre patologie reumatiche dolorose.



La terapia farmacologica si basa sull’uso di uno dei più recenti inibitori selettivi del reutpake della serotonina (SSRI, paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare: non tutti i prodotti in commercio sono ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci correntemente utilizzati sono gli antiepilettici (come il gabapentin o il suo derivato pregabalin), gli analgesici centrali (tramadolo e codeina/paracetamolo), alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. Una sola molecola è al momento commercializzata in Italia, la venlafaxina.

Terapia non farmacologica
È molto utile la terapia di rilassamento muscolare profondo, basata su tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa.

OMEOPATIA
L’approccio alle fibromialgie, dominate da manifestazioni dolorose muscolari e facile esauribilità richiede un progetto integrato che si basa essenzialmente sulla pratica di attività fisica regolare, sull’integrazione di preparati a base di magnesio e sulla somministrazione di medicinali. La scelta dei omeopatici è orientata dal fattore scatenante (freddo, umidità, movimento brusco, prolungato mantenimento di alcune posture, condizioni di stress) e dalle caratteristiche dei sintomi (dolore muscolare, facile esauribilità).

Fibromialgie post-traumatiche
Arnica 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. È il rimedio di tutte le conseguenze dei traumi sia diretti che indiretti, recenti o remoti.
Natrum sulfuricum 9 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. È indicato nella e nella depressione conseguente a esiti di trauma craniocervicale.

Fibromialgie da agenti atmosferici
Dulcamara 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Dolore muscolare scatenato o aggravato dal freddo umido.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Rigidità dolorosa all’inizio del movimento, in particolare al mattino, migliorata dal movimento progressivo. Aggravamento con il freddo umido.
Fibromialgie da affaticamento psico-fisico
ATP 3 DH 20 gocce da una a tre volte al dì. L’adenosintrifosfato è il bioterapico utilizzato in omeopatia per la mancanza di energia e la facile esauribilità.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, diradando in base al miglioramento. Il preparato ottenuto dalla noce di cocco è utilizzato sistematicamente nel della fibromialgia caratterizzata da debolezza profonda, facile esauribilità, grande spossatezza. Il soggetto è talmente prostrato che non riesce a reggersi in piedi o a sostenere il capo in quanto i muscoli non lo reggono. Possono essere presenti tremori, vertigini, parestesie, insonnia.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. La noce vomica è adatta nelle condizioni di affaticamento psicofisico con bisogno di eccitanti: caffè, fumo, cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di fitopreparati a base di erbe cinesi.
Formula: XIAOYAO SAN
Radix Bupleuri………………………..9g
Radix Angelicae Sinensis……………….9g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae……….9g
Sclerotium Porta……………………..12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………5g
Herba Menthae…………………………2g
Rizoma Zingiberis Officinalis……………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di bioflavonoidi ( limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi).
Aumentare il consumo di rame, selenio e zinco, privilegiando fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini ”ma-
gri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Limitare l’apporto dì cibi a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) egli alimenti che Io contengono.
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, in quanto possono compromettere le funzioni del Sistema
Immunitario e di conseguenza rendere il paziente più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti. È consigliabile seguire il trattamento per tre settimane. Dopo 10 giorni di sospensione, può essere effettuato un altro ciclo. È controindicato nell’ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti. Non deve essere somministrato in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine. Può essere assunto al bisogno, in un’unica dose di 2 compresse, con un bicchiere di latte di riso addizionato con calcio.
Per alleviare gli spasmi muscolari, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, duetre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno due mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di ansia, insonnia e cefalea, può essere utilizzata YArancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’o-
ra prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-13 14:45:16.

Fobia 180x180 - Fobia

Fobia

La costituisce la manifestazione d’ansia più frequente nella popolazione generale. A scatenare una reazione ansiosa è un oggetto o una situazione: rettili, altezze, buio, sangue… Lo stimolo fobico è estremamente specifico e di conseguenza può essere facilmente evitato: ecco perché una semplice difficilmente finisce per interferire con la vita sociale, lavorativa e famigliare della persona. Ben diversa è invece la sociale, uno stato ansioso in cui la persona vive la persistente paura di confrontarsi al giudizio altrui. In questo caso le più ordinarie situazioni creano un profondo disagio: il parlare davanti a estranei, l’entrare in una toilette pubblica, partecipare a una festa… Circostanze che scatenano un’immediata reazione ansiosa, caratterizzata da palpitazione, rossore del volto, instabilità emotiva, tremori, sudorazione, bocca asciutta. Il affetto da fobia sociale
finisce così per organizzare tutto il suo tempo e l’intero suo operato con l’unica prospettiva di evitare gli altri e il mondo, perché per lui trovarsi al centro dell’attenzione si tramuta in un autentico incubo.


Terapia cognitiva comportamentale
Il paziente viene valutato per escludere le cause organiche di ansia (per esempio ipertiroidismo): se non ci sono patologie organiche legate all’ansia, si intraprende una terapia cognitiva per curare le fobie. La terapia cognitiva presenta ai pazienti l’oggetto o la situazione della fobia stessa in un contesto rassicurante e controllato: il paziente viene stimolato a visualizzare e affrontare la fobia alla presenza del terapeuta per desensibilizzarsi. A volte si tenta anche l’ipnoterapia, anche se l’evidenza ha dimostrato che la terapia cognitiva è più efficace.


Le fobie più gravi vengono trattate anche con benzodiazepine, ma è importante che la somministrazione di questi farmaci sia fatta sotto controllo medico.

Stile di vita
È importante ridurre lo stress con tecniche di meditazione e rilassamento ed eventualmente integrare la dieta con vitamine del gruppo B, folati e aspartato di magnesio.


Le forme di fobia particolare costituiscono parte integrante della nostra personalità. La loro individuazione consente di orientare nella scelta del rimedio omeopatico. Vengono indicati qui di seguito le corrispondenze tra le varie forme di fobie e i rispettivi medicinali omeopatici. Sono inoltre descritte le caratteristiche essenziali di alcuni di fondo adatti a personalità fobiche.

sintomatico
Si consiglia di usare la diluizione 15 CH, 5 granuli da 1 a 3 volte al dì.
Paura dell’altezza: Argentarti nitricum
Paura dell’avvenire: Calcarea carbonica
Claustrofobia: Argentum nitricum, Lachesis
Paura degli esami: Gelsemium sempervirens
Paura degli estranei: Ambra grisea
Paura della folla: Aconitum
Paura dei ladri: Natrum muriaticum
Paura della morte: Aconitumt Arsenicum album
Paura del parto: Actea racemosa
Paura del temporale: Phosphorus
Paura del vuoto: Argentum nitricum

Trattamento di fondo
Argentum nitricum 15 CH 5 granuli, 1 -3 volte al dì. Il soggetto ha un’attività febbrile costante con precipitazione e frenesia. Ha paura di non avere tempo, paura della folla, del vuoto. I compaiono soprattutto dopo apprensione, paura, surmenage e stress.
Arsenicum album 15 CH 5 granuli, I -3 volte al dì. Stato d’ansia e angoscia costante con caratteristiche ossessive. Ha paura del buio, di rimanere solo, della morte. Presenta un aggravamento notturno.
Gelsemium 9 CH 5 granuli, I -3 volte al dì, oppure 30 CH 1 dose, una settimana prima e la vigilia di una prova, un esame o un intervento. Il soggetto è obnubilato, gelato dalla paura, senza memoria per impossibilità di concentrarsi, avverte un affaticamento muscolare generale, talvolta associato a tremori. Ha paura della gente, dei grandi spazi, dell’avvenire, della morte. Manifesta apprensione, paura e ansia in attesa dell’intervento.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Ansietà, paura e senso di oppressione con alternanza di eccitazione e depressione accentuate al crepuscolo e di sera. Paura dei temporali. Si tratta spesso di soggetti longilinei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo è un disturbo legato alla sindrome ansiosa, per cui lo scopo della terapia è riequilibrare il Sistema Nervoso e agire sui muscoli e sui tendini per calmare.
L’agopuntura serve quindi a mobilizzare il Qi del Fegato, rasserenare lo Shen e disperdere Calore, si possono usare i punti:
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegaio, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
ZUQIAO YIN (orifizio dello Yin, localizzato 0,1 cun dietro l’angolo ungueale laterale del IV dito) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, libera l’Esterno ed espelle il Vento;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
XIN SHU ( punto Shu del dorso del Cuore, localizzato 1,5 a lato dell’apofisi spinosa della V vertebra toracica) che regola il Cuore, calma lo Shen, regola il Sangue e il Qi.
Se il deficit riguarda il Qi di Cuore e Milza punti importanti sono:
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dcll’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN MEN;
XIN SHU;
DA LING;
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
QIU XU (piccola collina, localizzato in una depressione situata davanti e sotto il malleolo esterno) che elimina le stasi e le sindromi da Pieno del
Fegato e della Vescicola Biliare.
Punti auricolari utilizzabili sono quelli di Cuore, Milza, Sottocorticale e
SHEN MEN.
La terapia prevede 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 30 giorni.

cinese
Formula:Yl GAN SAN
Radix Bupleuri…………………………6g
Radix Angelicae Sinensis………………..6g
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………..6g
Sclerotium Porta……………………….6g
Ramulus Uncariae……………………….6g
Rizoma Ligustici ChuanXiong……………..6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire un regime alimentare a basso indice glicemico per tenere sotto controllo gli abbassamenti della glicemia, che possono scatenare o intensificare una crisi. È necessario distribuire gli alimenti in tre pasti e in tre piccoli spuntini (colazione-spuntino-pranzospuntino-cena-spuntino) privilegiando i cereali integrali in chicchi o in fiocchi (escluso il riso – tutti i tipi a eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati (latte, tofu e tempeh). Integrare con frutta e verdura fresche, carne magra biologica, pesce pescato in mare, olio di lino e di noci spremuto a freddo, noci e semi oleosi. Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del paziente) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i derivati.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), perché facilitano Tipoglicemia, le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezion del kukicha), gli alcolici (inclusi vino e birra), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Per la sua azione sedativa, può essere usata l’Escholtzia califomica (parte aerea fiorita),estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Nei casi in cui il disturbo si manifesta con evidente stato di angoscia, nervosismo, ansia, facile irritabilità, può essere utilizzata l’Arancia amara ( Cìtrus amara)* estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia» può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti. Nei pazienti in cui il disturbo si associa all’irritabilità può essere utile il Luppolo, estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di infuso di Camomilla, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei pazienti con crisi ossessive intense e frequenti è consigliabile associare l’estratto fluido di Cannella (Cinnamonum zeylanicum) nella dose di 20 gocce due volte al giorno, prima dei pasti. Può anche essere usato al bisogno, per sedare rapidamente la crisi, diluendo le gocce in poca acqua minerale naturale, o nel latte di mandorla, e privilegiando la via sublinguale, per facilitare l’assorbimento. Nei pazienti in sottopeso e nelle giovani donne che manifestano inappetenza, a causa delle frequenti crisi fobiche, può essere associata, ai preparati fitoterapia, loligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Arsenio, 1 monodose due volte la settimana.

Originally posted 2014-10-13 15:14:23.

Fibroma dellutero 180x180 - Fibroma dell'utero

Fibroma dell’utero

Costituisce la più comune neoplasia benigna della donna. La sua comparsa tende ad aumentare con l’età (è assai frequente dopo i quarant’anni). La parola fibroma – o mioma, o fibromioma – indica la proliferazione benigna del tessuto muscolare (“mioma’), più di rado connettivale/fibroso (“fibroma”), che costituisce il miometrio, cioè la parete dell’utero. Questa formazione può essere unica o multipla e la degenerazione maligna, in sarcoma, è rarissima. I e i disagi che un fibroma può produrre dipendono dalla sede in cui la neoplasia si sviluppa: se è posta, per esempio, nella sottomucosa, ossia subito al di sotto della mucosa che tappezza la cavità uterina, può dar segno di sé con mestruazioni abbondanti, lunghe e dolorose. Il fibroma che si sviluppa nello spessore del miometrio viene detto “in-
tramurale” e anch’esso può causare mestruazioni prolungate e contrassegnate da . Infine, se la crescita è sottosierosa, ossia verso l’esterno dell’utero, al di sotto del peritoneo che lo riveste, può non causare alcun sintomo e venire occasionalmente scoperto durante una visita o un’ecografia ginecologica. Se, oltre a essere sottosieroso, il fibroma è anche peduncolato (cioè “a batacchio di campana”) può manifestarsi all’improvviso con addominale acuto, nausea, febbre e malessere generale, se va incontro a una torsione spontanea. Un’evenienza che richiede l’immediato intervento chirurgico. Un 5% dei fibromi, infine, interessa invece il collo dell’utero e può stimolare un incremento di secrezioni vaginali (“leucorrea”) o piccole perdite di sangue (spotting).


Il medico consiste nel ridurre i sanguinamene e nell’allcviare il dolore e il senso di pesantezza pelvica. Se una donna è prossima alla menopausa un atteggiamento di attesa può essere opportuno, visto che il fibroma tende a ridursi progressivamente con il diminuire degli estrogeni. Se il fibroma è piccolo e non causa sintomi come anemia e dolore è meglio attendere che si riduca spontaneamente.


Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’acido mefenamico possono alleviare il dolore e, fino a un certo limite, ridurre il sanguinamento. Il trattamento con acido aminocaproico endovena o per via orale riduce il sanguinamento influendo sulla coagulazione: deve essere usato con cautela nelle donne con una storia passata di trombosi. Il progesterone, assunto per 21 giorni durante il ciclo mestruale, può avere un effetto sulla perdita di sangue; si possono usare medrossiprogesterone sintetico oppure progesterone naturale, ma la somministrazione è controindicata in donne che abbiano avuto la diagnosi di tumore maligno della mammella sensibile al progesterone, e sconsigliata nelle donne che abbiano sofferto di depressione. I contraccettivi orali possono ridurre le dimensioni del fibroma, ma in alcune donne l’effetto è opposto (il fibroma aumenta di volume): il benefìcio dei contraccettivi è comunque quello di regolarizzare il ciclo e ridurre le perdite mestruali. Agenti antigona-dotropinici come il danazol possono essere usati per sopprimere l’ovulazione, con conseguente interruzione del ciclo mestruale.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche: l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, l’ablazione dell’endometrio, cioè l’asportazione dello strato più interno dell’utero, la miomectomia che rimuove il fibroma e la miomectomia laparoscopica. L’embolizzazione dell’arteria uterina è una procedura non chirurgia nuova, rapida e di buon successo.

Stile di vita
Molte donne con fibroma hanno un eccesso di estrogeni nel sangue: le cellule grasse producono estrogeni, quindi la perdita di peso diminuisce il rischio di fibroma uterino.


L’omeopatia è adatta al trattamento di fibromi che non richiedono un intervento chirurgico per le grandi dimensioni, per fenomeni compressivi nei confronti degli organi vicini o per la metrorragia non controllabile. È inoltre indicata dopo l’asportazione di miomi per prevenire la formazione di altri fibromiomi. Si consiglia di monitorare clinicamente e mediante ecografia eventuali miglioramenti e eseguire cicli di trattamento periodici. Si distingue un trattamento sintomatico com-
pletato da quello più profondo che viene anche definito ‘trattamento di fondo’.

Trattamento sintomatico
Aurutn muriaticum natronatum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il tetracloroaurato di sodio è consigliato per i fibromi che non richiedono trattamento chirurgico. L’utero è molto duro e ipertrofico. I fenomeni emorragici sono piuttosto rari.
China 9 CH5 granuli da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Fraxinus americana 4 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il frassino bianco è adatto al trattamento di fibromi uterini con menometrorragie profuse e sensazione di pesantezza pelvica.

Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore. Viene usato in maniera pressoché sistematica nelle menometrorragie da fibroma uterino, in associazione con China.

Trattamento di fondo
Follicolinum 30 CH una monodose una volta alla settimana. Si tratta di un bioterapico che riduce l’effetto favorente la progressione dei fibromi da parte degli estrogeni.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Eseguire cicli di 3 mesi di trattamento con una pausa di un mese.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di preparati a base di erbe cinesi.
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis…………….25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Semen Persicae………………………6g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in flocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Incrementare i cibi ricchi di potassio, come i legumi, il cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), la frutta secca, la salsa e la polpa di pomodoro, la farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Eliminare e/o limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piecola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lonta-
no dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamene). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi uterini, somministrare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla scomparsa del sintomo. Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’aspirina) e dei flavonoidi, l’achillea può essere utilizzata anche, al bisogno, nei casi in cui gli spasmi uterini sono molto intensi e dolorosi. È preferibile usare l’estratto secco, sotto forma di compresse, cercando di non superare i 6 grammi al giorno.
Per aiutare ad alleviare gli spasmi e facilitare il flusso ematico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa
un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Nei casi in cui gli spasmi compaiono all’improvviso e si presentano di breve durata, ma di forte intensità, il prodotto può essere utilizzato per via sublinguale, nella dose di 30 goc-
ce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.
Nelle pazienti sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno 2 mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nelle pazienti che soffrono di ipotensione.

Originally posted 2014-10-13 14:11:59.

Endometriosi 180x180 - Endometriosi

Endometriosi

Si tratta di una condizione ancora poco diagnosticata: le statistiche riferiscono, infatti, che dall’inizio dei alla diagnosi intercorre un lasso medio di tempo di nove e anche più anni (quasi cinque, spesi dalla prima di riconoscere che quel non è affatto normale e i restanti impiegati dai medici per identificare correttamente la patologia). Questa affezione consiste nella presenza di isole di mucosa uterina (endometrio) disseminate nei diversi distretti dell’organismo: nell’ovaio, nelle tube, nel peritoneo o in altri organi del bacino, e a volte in territorio extra addominale. Il problema è che questo tessuto dislocato al di fuori della sua sede abituale finisce anch’esso per rispondere agli stimoli ormonali che governano il normale ciclo mestruale: perciò cresce in altezza, come normale endometrio, per poi sfaldarsi – nella cavità peritoneale o nel contesto di altri organi – scatenando una infiammazione cronica dei tessuti coinvolti (e molto ). Spesso l’esordio è contrassegnato da un mestruale intenso, che ben presto stramuta in un forte pelvico, capace di giungere a livelli talmente importanti da risultare invalidante e compromettere seriamente la vita quotidiana. Inoltre il tende a peggiorare con il tempo finendo per alterare anche la funzione sessuale (visto che il desiderio, l’eccitazione mentale, la capacità di raggiungere l’orgasmo e la penetrazione vengono notevolmente intaccati dal che l’ comporta). Senza poi contare che tale disagio fisico (che si associa anche a stanchezza, dolori alla minzione, gonfiori addominali, cefalea e disturbi gastrici) si ripercuote variamente sul-
le dinamiche psicologiche relazionali all’interno della coppia. A complicare il tutto: la tendenza di molti camici bianchi a liquidare i sintomi come generici disturbi “psicosomatici”.


La scelta del tipo di terapia deve basarsi su dimensioni, localizzazione ed estensione delle lesioni endometriosiche, entità della sintomatologia, età della paziente, eventuale desiderio di gravidanza, eventuale infertilità. In alcuni casi di endometriosi lieve, con scarsi sintomi, si può
semplicemente attendere senza terapia e con regolari controlli periodici. Il dolore, se presente, può essere attenuato con l’uso di antidolorifici.


Lo scopo delle terapie farmacologiche è ridurre il livello di estrogeni. La pillola anticoncezionale può essere una delle possibili scelte: usata per un periodo prolungato di tempo (6 mesi), senza il periodico intervallo a scopo contraccettivo, agisce bloccando l’ovulazione e inducendo una pscudogravidanza (situazione di assenza di cicli); ciò comporta un’atrofia (quindi una regressione) delle lesioni endometriosiche. Anche i progestinici agiscono bloccando l’ovulazione e riducendo l’azione di stimolo degli estrogeni sulle lesioni endometriosiche, con possibili effetti collaterali: perdite ematiche, nausea, cambiamenti di umore, cefalea, tensione al seno, secchezza vaginale, acne, ritenzione idrica, aumento di peso. Il danazolo è un derivato del testosterone: induce uno stato di pseudomenopausa con blocco dell’ovulazione e assenza delle mestruazioni. In molti casi la sintomatologia dolorosa ricompare entro un anno circa dalla sospensione della terapia. Possono verificarsi effetti collaterali, soprattutto con dosaggi alti: pelle grassa, acne, alterazione
del tono di voce, cefalea, aumento di peso, ipertricosi (aumento dei peli), vampate di calore, sudorazione notturna, depressione, diminuzione del desiderio sessuale. Il danazolo non impedisce l’ovulazione. Gli analoghi del GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone) frenano la produzione degli estrogeni, inducendo una pseudomenopausa, altrimenti detta “menopausa farmacologica reversibile”.

Chirurgia
Si asportano le lesioni tipiche dell’endometriosi (cisti ovariche o focolai di endometriosi sul peritoneo). A volte si rende necessaria l’asportazione di organi.


La grande variabilità dei sintomi dell’endometriosi (dismenorrea, dolore intermestruale, dolore pelvico, irregolarità mestruale, rapporti dolorosi) richiede una personalizzazione del omeopatico. Molto spesso l’approccio all’endometriosi non deve essere unicamente omeopatico ma multidisciplinare.
Actaea racemosa 7 CH 5 granuli ogni 6 ore. Tutti i disturbi peggiorano con il mestruo e sono proporzionali alla quantità e alla durata del flusso. Spesso è presente dolore a livello dorsale. Caratteristica della fase premestruale è l’ipereccitabilità e l’alternanza di eccitazione e de-
pressione.
Chamomilla 9 CH 5 granuli secondo necessità. I dolori sono intollerabili e la reazione appare eccessiva rispetto al disturbo lamentato.
Caratteristica è l’irritabilità e l’ipersensibilità al dolore.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che sono migliorati con la pressione forte e con il calore. La lateralità prevalente del dolore è quella sinistra.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi. I dolori sono riferiti soprattutto a destra.
Sabina 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo con dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore.
Viburnum opulus5 CH 5 granuli inizialmente anche ogni mezzora, diradando in base al miglioramento. Il sambuco d’acqua è una pianta della famiglia delle Caprofoliacee indicato quando il mestruo è breve, scarso, in ritardo, accompagnato da tendenza allo svenimento e dolore in regione lombare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è dovuto a una alterazione del Sistema Circolatorio e dei tessuti pertinenti al Fegato e al Rene, per questo motivo la terapia è mirata alla regolarizzazione del ciclo mestruale, alla mobilizzazione del Qi di Xue e alla tonificazione di Yin di Fegato e di fing di Rene.

Agopuntura
Per mobilizzare la stasi di Xue punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Mentre per tonificare Io Yin del Fegato e il Jing del rene:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
GUAN YUAN;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Si associano Punti auricolari di Ovaie, Rene, Utero e Fegato, Sistema Endocrino.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni al termine del quale è utile un riscontro ecografico.

cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis………………25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong……………9g
Semen Persicae………………………..6g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………..2g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

NATUROPATIA
Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale, gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) e/o Limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piccola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl (1-1,5 mg al giorno), B2 (1,5-2 mg al giorno) e B3 (15-20 mg al giorno) nei casi in cui siano presenti altre patologie, come la mastopatia fibrocistica o la dismenorrea;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti (aiutano a regolare il livello di estrogeni nella donna in menopausa);
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamenti). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti 15 mg al giorno.

FITOTERAPIA
In presenza di perdite ematiche in corrispondenza dei cicli mestruali, e soprattutto nelle pazienti al di sotto dei 30 anni d’età, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale. Associato alla TM di Ippocastano, nella dose di 25 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il sangue intrappolato forma delle cisti, per prevenire la loro trasformazione in tessuto cicatriziale, con conseguente formazione di aderenze, può essere utilizzata la Spirulina maxima (o alga Spirulina), che grazie alla ricchezza di sali minerali e oligoelementi (come ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco e potassio), vitamine B12 e C, acidi grassi essenziali, proteine, aminoacidi e carotenoidi, svolge un’azione antiossidante e immunostimolante. Privilegiare l’estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno (la mattina a digiuno e tra le 14.00 e
le 16.00) lontano dai pasti.
Per combattere l’infiammazione dei tessuti è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la sera, circa due ore dopo il pasto). Per potenziarne l’azione antiflogistica, può essere associato alla Rosa canina, sotto forma di olio essenziale, nella
dose di 6 gocce, emulsionato con 30 mi di succo puro biologico di carota, e assunto direttamente per via sublinguale. La rosa canina agisce anche come antiossidante e immunostimolante, grazie all’elevata concentrazione di vitamina C, polifenoli, flavonoidi e carotenooidi.

Originally posted 2014-10-13 10:49:26.

Catarro 180x180 - Catarro

Catarro

Il naso e le mucose delle vie aeree sono ricchi di ghiandole che producono muco, un liquido viscoso: costituisce una barriera difensiva che pulisce le vie respiratorie, imbrigliando ed espellendo tutto ciò che (di indesiderato) viene inalato. Gli stimoli infiammatori possono incrementare questa produzione. L’infezione del tratto aereo superiore comporta l’infiammazione della mucosa respiratoria, dal naso all’albero bronchiale. Per esempio la bronchite acuta catarrale, solitamente di natura virale, è contrassegnata da una secrezione rino-bronchiale, per lo più mucosa,- se l’infezione finisce per complicarsi con una sovrapposizione di batteri, la tosse si fa più produttiva e insistente, con l’emissione di viscoso e denso. Anche gli stati infiammatori acuti o cronici che interessano i seni paranasali possono produrre tosse con , e non è infrequente rilevare la comparsa di una secrezione gialloverdastra, che dalla sede dell’infezione cola nel naso o anche direttamente
nella gola. Un espettorato mucoso – e, in caso di sovrinfezione batterica, muco-purulento – può manifestarsi quando sono presenti delle bronchiectasie, cioè delle dilatazioni anomale e permanenti delle vie bronchiali di medio calibro (che si verificano in seguito alla distruzione dei costituenti elastici e muscolari della loro parete).


Il catarro è un sintomo: prima di effettuare trattamenti è utile capire la ragione della sua formazione. Le cause più comuni sono l’infezione virale e la reazione allergica.

Decongestionanti
I decongestionanti da banco come la pseudoefedrina e spray nasali come l’ossimeta/olina sono efficaci per risolvere i a breve termine e rapidamente: possono essere usati mentre si eseguono gli accertamenti per scoprire la causa del catarro, ma se il loro uso va oltre i tre giorni si rischia di peggiorare la situazione (aumento della congestione delle prime vie aeree). Persone affette da ipertensione arteriosa non dovrebbero usare questi prodotti.

Se sì riscontra infezione
Di solito l’infezione è virale e il si basa su riposo, alte dosi di vitamina C ( 1 gal giorno) e zinco (40 mg al giorno). Adottare un’ regolare migliora le difese immunitarie. Un farmacologico dovrebbe essere adottato se insieme al catarro sono presenti febbre e cattivo odore del catarro stesso, oppure se la presenza di catarro dura da più di 10 giorni. La perdita di muco nasale frequente, di colore intenso e con cattivo odore può indicare la presenza di sinusite: in questi casi è opportuno assumere antibiotici.


Le manifestazioni catarrali possono assumere un carattere episodico isolato oppure presentare un’evoluzione recidivante o cronica. Nel primo caso sono indicati omeopatici sintomatici (Antimonium tartaricurtìy Hydrastis, Kali bichromicum), mentre nel catarro cronico si fa ricorso al trattamento mediante medicinali di fondo, ad azione più profonda (Calcarea carbonica-, Silicea* Tubercolinum). Da un punto di vista della posologia consigliata è bene ricordare la regola ge-
nerale secondo cui le basse diluizioni (5 CH) favoriscono l’eliminazione delle secrezioni catarrali, mentre quelle alte ( 15 o 30 CH) ne inibiscono la produzione.

Trattamento sintomatico
Antimonium tartaricum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì, per favorire l’espettorazione; 15 CH per fermarla. È indicato quando la tosse è produttiva e inefficace con abbondante ristagno.
Hydraslis 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Ostruzione nasale con secrezioni dense e vischiose, giallastre, irritanti, in un soggetto prostrato e dimagrito.
Kali bichromicum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Secrezioni scarse muco-purulente, vischiose, aderenti, in un soggetto in buone condizioni generali. Aggravamento con il freddo umido e miglioramento con il calore.
Kali murialicum 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Raffreddore con ostruzione nasale e raccolta di catarro a livello dell’orecchio.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La tosse è secca di notte e produttiva di giorno. Espettorazione di catarro giallastro. Migliora con il movimento e l’aria fresca.

Trattamento dì fondo
Calcarea carbonica 30 CH, I dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il calcare d’ostrica e il rimedio guida della costituzione carbonica caratterizzata da freddolosità, tendenza al linfatismo con ipertrofia di tonsille e adenoidi, manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree, soprattutto in età pediatrica.
Silicea 30 CH, una dose alla settimana. La silice o anidride silicica è il medicinale omeopatico dei soggetti con tendenza ai processi suppurativi recidivanti o cronici. Caratteristica è la marcata freddolosità.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La medicina tradizionale cinese affronta questo disturbo utilizzando l’agopuntura ad azione mucolitica regolando i movimenti della muscolatura respiratoria e associando la moxaterapia ad azione broncodilatativa favorendo l’espettorazione.
Punti importanti sono:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare;
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul Iato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale.
Molto utile è l’azione associata della Moxa, un bastoncino di Artemisia compressa che filtrato attraverso un disco di Zenzero ha una vera e propria azione broncodilatativa.

cinese
Formula: ER CHEN WAN
Rhizoma Pinelliae……………………15g
Sclerotium Poria……………………..9g
Pericarpium Citri Reticulatae…………15g
Radix Gìycyrrhizae Uralensis…………..5g
Rizoma Zingiberis Officinaiis………….3g
Posologia: 3 gal dì sotto forma di capsule o polvere.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi e di beta-carotene, come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina, grano saraceno, nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavoli, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane.
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di vitamina C (agrumi, kiwi, ortaggi a foglia verde, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci novelli consumati crudi).
Integrare la dieta abituale con buone fonti di zinco (che potenzia il , contribuendo così a tenere sotto controllo l’infiammazione) quali le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.
Eliminare gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè (esclusa la qualità Arabica) e il tè nero non biologico.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (per ridurre l’infiammazione dell’apparato respiratorio);
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg-250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
In questo caso dopo aver individuato chiaramente la causa eziologica ed aver quindi escluso patologie maggiori che necessitano di un trattamento a base di di sintesi, la fitoterapia ha a disposizione numerosi rimedi. I principali sono i mucolitici e i balsamici. I mucolitici sono sostanze che hanno un’azione fluidificante sulle secrezioni bronchiali modificando la componente proteica delle secrezioni stesse, ed in particolare rompono i legami delle mucoproteine. Tra queste ricordiamo il
Marrubio (Marrubium vulgare), YEnula, YEdera Terrestre, la Primula, il Verbasco. I balsamici sono invece sostanze che determinano una fluidificazione delle secrezioni catarrali delle vie aeree aumentando la componente acquosa. Le sostanze di origine vegetale che hanno queste proprietà sono gli oli essenziali ricchi in monoterpeni e derivati ossidati come l’olio essenziale di Eucalipto, Niaouli, Pino, Lavanda, Cipresso. Tuttavia, nonostante questi sostanze facciano parte di una consolidata tradizione la somministrazione dovrebbe essere fatta soprattutto per aereosol sotto controllo del medico, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli e donne in gravidanza sia per il rischio di allergie che di possibili reazione di tipo embriotossico, e quindi non andrebbero somministrati. Nei casi di patologie più importanti insieme alla terapia con farmaci di sintesi
possono essere somministrati come complemento anche estratti ad attività immunostimolante a base di Astragalo, Echinacea e Uncaria; oppure se prevale la componente infiammatoria Curcuma e Boswellia. Nel caso del catarro nella bronchite cronica del fumatore possono essere somministrati per via orale estratti di olio di germe di Grano, Ginkgo biloba.
Mirtillo, molto utili grazie alla loro attività anti-radicali acidi che si formano con il danno tessutale indotto dal fumo di sigaretta.

Originally posted 2014-10-09 15:40:15.

Extrasistole 180x180 - Extrasistole

Extrasistole

L’ indica una contrazione anomala del cuore. Più correttamente, si tratta di una sistole (così si chiama il movimento contrattile delle camere cardiache) “prematura”, “anticipata”, perchè non cade ritmicamente tra due battiti regolari, ma interviene subito dopo una contrazione normale. Ogni è seguita da una pausa, più lunga del solito, prima del ritorno al ritmo fisiologico. L’ si dice soproventricolore, se origina nella parte superiore del cuore (atriale), o ventricolare, se coinvolge invece la sezione inferiore del muscolo cardiaco. Nel primo caso, il riempimento e quindi lo svuotamento del cuore è regolare; quando invece l’extrasitole è ventricolare, il cuore fatica a riempirsi come dovrebbe, lo svuotamento diminuisce e la funzione di pompa riduce la sua efficienza. Le extrasistoli possono essere rare e occasionali oppure presentarsi con una certa regolarità.
All’origine di questi battiti prematuri esiste un ampio ventaglio di cause: lo stress psicofisico, il “nervosismo”, l’esagerato consumo di caffè, la stanchezza eccessiva, l’abuso di fumo o alcol, lo stomaco appesantito da un pasto abbondante, le basse concentrazioni di calcio e potassio, le patologie digestive (come l’ernia iatale), ma anche le affezioni del muscolo cardiaco (dall’ipertensione alle malattie del miocardio). Le extrasistoli possono essere riconducibili anche a una disfunzione della tiroide. Il distrurbo è caratteristico: la persona avverte nella regione cardiaca la spiacevole percezione d’un battito mancato, di un frullio d’ali nel petto, di un nodo alla gola.


Di norma le aritmie cosiddette “non disturbanti” nelle quali non sia stata riconosciuta la presenza di una malattia di cuore o sistemica non necessitano di . Se esiste invece una malattia di cuore o sistemica è opportuno, prima di intervenire direttamente sull’aritmia, tentare, quando possibile, di curare la malattia che la provoca.


Quando non sia stato possibile identificare la presenza di una malattia sottostante, le extrasistole sono assolutamente benigne. Tuttavia, esse possono essere tanto frequenti da risultare non tollerate: in questi casi un primo intervento curativo avviene con farmaci leggermente sedativi. Se questi risultano inefficaci si passa all’utilizzo dei farmaci antiaritmici: sono farmaci molto potenti che, se utilizzati in modo improprio, possono comportare effetti collaterali anche gravi. Il loro impiego va riservato ai casi in cui vi sia reale necessità, con un assiduo controllo dell’effetto.


La presenza di turbe del ritmo cardiaco richiede una valutazione clinico strumentale cardiologica. L’approccio omeopatico può solo completare il trattamento convenzionale o essere seguito nelle forme di extrasistolia funzionale.
Ignatia 30 CH 5 granuli al bisogno, in relazione all’extrasistolia. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di tachicardia su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.
Lachesis 9 CH o 15 CH 5 granuli una volta al dì. Lachesis è un serpente dell’America tropicale. Il suo veleno viene utilizzato per ottenere il rimedio principale per la menopausa. L’indicazione primaria è rappresentata da fenomeni congestizi generali e locali, come vampate di calore, cefalea con sensazione di pulsazione a livello della testa, tendenza calla congestione emorroidaria, all’ipertensione arteriosa e alle palpitazioni. Caratteristica è l’intolleranza per gli abiti stretti, le costrizioni, con il contatto e per i luoghi chiusi.
Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica.
Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’extrasistole in soggetti con problemi tiroidei o in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Spigelia 9 CH 5 granuli, due volte al dì. La spigelia è una pianta dell’America del Sud della famiglia delle Loganiacee, cui appartiene anche
Ignatia, Gelsemium e Nux vomica. Un tempo veniva usata come vermifugo antielmintico. Attualmente è indicata per le palpitazioni violente e le turbe del ritmo nell’eretismo cardiaco. Talvolta si associano precordiale con .

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando a controllare i e quindi cercando di regolare il ritmo e riequilibrare l’ipertonia vagale. Gli organi su cui bisogna agire per ottenere un valido intervento sono Pericardio e Rene.

Agopuntura
Punti importanti per riequilibrare l’attività funzionale sono:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apotìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
JUE YIN SHU (punto Shu del dorso dello lue Yin, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che regola il Pericardio;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della 11 vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: TIAN WANG BU XIN WAN
Radix Rehmaniae…………………….120g
Radix Ginseng……………………….15g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………..15g
Scleroium Poria……………………..15g
Fructus Schisandrae………………….15g
Fructus Gardeniae……………………10g
Radix Platycodi……………………..15g
Radix Angelicae Sinensis……………..60g
Radix Asparagi………………………60g
Radix Ophiopogonis…………………..60g
Semen Biotae………………………..60g
Semen Ziziphi Spinosae……………….60g
Posologia: 3 g al dì da assumere sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime alimentare basato su un adeguato apporto di proteine, privilegiando carne magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi (kefir, yogurt addizionato con probiotici, latte parzialmente scremato, crescenza, ricotta, fiocchi di latte, robiola), uova (non più di due alla settimana, cotte in camicia o alla coque),cereali integrali e legumi (sempre abbinati nello stesso pasto).
Aumentare l’apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la”pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di cibi a base di farine raffinate, i fritti,lo zucchero (saccarosio) egli alimenti che lo contengono.
Evitare il consumo di salumi, insaccati, formaggi stagionati (ad eccezione del Parmigiano reggiano), bevande alcoliche, carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare ad alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha) nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno due mesi. È impor-
tante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
La Fumaria officinalisy sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso preparato con sommità fiorite di Biancospino (30%), Melissa in foglie (15%), sommità fiorite di Leonorus cardiaca (20%), Passiflora (20%) e scorze d’Arancia amara (15%). Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti ed eventualmente dolcificato con miele di lavanda vergine integrale di produzione italiana.
Nella fase acuta può essere somministrato l’olio essenziale di Lavanda officinalis, nella dose di 3-5 gocce in un cucchiaio di acqua minerale naturale, oppure di latte di riso addizionato con calcio, privilegiando la via sublinguale.

Originally posted 2014-10-13 13:11:49.

Diverticolosi 180x180 - Diverticolosi

Diverticolosi

I diverticoli del colon sono estroflessioni, tasche, della mucosa e della sottomucosa che si spingono all’esterno attraverso lo strato muscolare circolare. Tendono a localizzarsi in corrispondenza del colon discendente e di quell’altra porzione curvilinea del colon che si chiama sigma. La presenza di
questi “sacchetti” può essere favorita da difetti congeniti, ma più spesso è dovuta alla diminuita resistenza della parete del colon che si verifica con il passar degli anni. Nell’80% dei casi i portatori di diverticoli non accusano il ben che minimo sintomo. Così la diagnosi viene rilevata semplicemente durante un esame radiologico o endoscopico eseguito per i più svariati motivi.
A volte, però, il quadro clinico esplode con una infiammazione del diverticolo, nel qual caso si parla di diverticolite. Si manifesta un addominale costante, anche notturno e severo. Questa evenienza può evolvere in un ascesso dovuto alla perforazione del diverticolo. La perforazione è un evento tutt «litio che infrequente e determina una peritonite grave che richiede l’intervento chirurgico d’urgenza. Altra complicanza è l’emorragia, conseguenza del processo infiammatorio acuto o alla erosione di un vaso sanguigno. L’esame principale per dimostrare i diverticoli è radiologico: il clisma opaco a doppio contrasto, in cui si ricorre sia alla somministrazione di bario per clistere sia all’insufflazione di aria, che permette di evidenziare le irregolarità della parete colica. L’alto riscontro di questa condizione nelle popolazioni occidentali rispetto ai Paesi sottosviluppati, fa ritenere che le abitudini alimentari giochino un notevole ruolo. In particolare, il più frequente consumo di alimenti raffinati (carni, grassi, cibi conservati) a discapito di quelli che contengono molta fibra finisce per generare un cronico aumento della pressione nel colon che porta alla .


La diverticolosi è un’infiammazione della mucosa interna del colon: si sviluppa diverticolite se la diverticolosi progredisce e la zona si infetta. Il per la diverticolite prevede riposo completo per l’intestino, quindi una dieta liquida e una terapia antibiotica fino al risolversi
dei . L’idratazione è essenziale.

Antibiotici
La terapia antibiotica viene somministrata endovena oppure oralmente per circa 10 giorni: la ciprofloxacina è il farmaco più comunemente utilizzato, a meno che non si sospetti una peritonite (in questo caso si scelgono la gentamicina o una combinazione di diversi antibiotici).

Dolore
La iosciamina può alleviare gli spasmi. In caso di spasmi violenti deve essere il medico, dopo un’accurata visita dell’addome, a prescrivere terapie utili.

Trasfusione
Raramente può verificarsi la perdita di molto sangue, con la conseguente necessità di trasfusione.

Chirurgia
Alcuni casi severi e complicati possono richiedere chirurgia: per esempio, in caso di perforazione intestinale, è necessaria chirurgia in emergenza. La perforazione intestinale è infatti un evento molto grave. Nei casi non di emergenza può rendersi necessario un intervento chirurgico in laparoscopia, eventualmente con una resezione dell’intestino.


In omeopatia è opportuno distinguere il trattamento relativo alla crisi dolorosa acuta del processo infiammatorio diverticolare e quello di fondo che mira a ottenere una normalizzazione dell’attività intestinale. In questa parte ci si limita a considerare i sintomatici della diverticolite. 11 persistere della sintomatologia richiede la valutazione medica.
Colocynthis 9oì5 CH 5 granuli anche ogni mezz ora con dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che sono migliorati con la pressione forte e con il calore. Ha caratteristiche molto simili a Magnesia phosphoricay di cui è particolarmente ricca. Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi.
Momordica balsamina 5 CH 5 granuli al dì. La margosa è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartiene anche Bryonia e Colocynthisy indicata nella sintomatologia dolorosa acuta del colon sinistro. Può essere utilizzata anche in associazione con rimedi di fondo per la cura di colonpatie recidivanti o croniche.
Pyrogenium 9 CH 5 granuli 2 volte al dì. Questo bioterapico ottenuto a partire dall’autolisato di tessuto muscolare bovino, suino e di placenta umana è indicato per evitare o bloccare processi infettivi. Va utilizzato in maniera sistematica ogni volta che si teme l’evoluzione di un processo
infiammatorio con tendenza alla suppurazione. Per tale ragione viene talvolta definito, anche se impropriamente,’l’antibiotico omeopatico.
Serum anticolibacillaire Assumere 1 fiala di questo bioterapico alla diluizione 3 DH per 3 volte al di, lontano dai pasti, per ristabilire una flora intestinale fisiologica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause di questo disturbo possono essere agenti esterni alimentari quali cibi freddi, grassi, fritti e piccanti, oppure agenti interni quali stasi del Qi di Fegato o un deficit di Yang.
La terapia consiste nella sedazione del dolore, nella dispersione dei fattori esterni, nell’armonizzazione del Qi, nella tonificazione dello Yang e soprattutto nella mobilizzazione della stasi intestinale.

Agopuntura
Per disperdere il Freddo punti importanti sono:
GONG SUN (nonno e nipote, localizzato sul lato mediale del piede, alla base del I metatarso) che tonifica la Milza e lo Stomaco;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’aitezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
ZHONG WAN (epigastrio centrale, localizzato 4 cun sopra l’ombelico) che regola lo Stomaco, ne tonifica il Qi, dissolve l’Umidità e favorisce la discesa dell’Energia che circola controcorrente;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Se la causa e un disordine alimentare bisogna agire sui punti:
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue;
TIAN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi.
Per mobilizzare il Qi del Fegato punti importanti sono:
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
E per tonificare un deficit di Yang:
PI SHU ( punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa delPXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni da ripetere dopo circa 45 giorni.

cinese
Formula: XIAO PANG WAN
Semen Cannabis Sativa………………..4g
Semen Cassiae………………………12g
Rizoma Alismatis…………………….6g
Fructus Crataegi…………………….4g
Semen Persicae………………………6g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Consumare orzo periato, riso Basmati, miglio, amaranto, quinoa, farro verde, fiocchi d’avena con la loro acqua di cottura per alleviare il meteorismo, migliorando così la peristalsi intestinale.
Seguire una dieta a basso apporto di carboidrati, privilegiando i cereali in chicchi semintegrali, basata su un adeguato consumo di pesce pescato in mare, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, frutta e verdura fresche e di stagione, uova biologiche cotte in camicia e/o alla coque, olio extravergine d’oliva o di noci di prima spremitura a freddo.
Aumentare l’apporto di aglio, cipolle, porri, scalogni e pepe di Cayenna.
Assumere quotidianamente circa 2 litri di acqua minerale naturale ( utilizzarla anche per cucinare).
Integrare la dieta abituale con kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, cibi fritti, burro, panna, spezie, zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, alcolici (inclusi vino e birra), bevande gasate, caffè, tè, crusca e i prodotti addizionati con additivi alimentari e/o con grassi trans.
Nella fase acuta eliminare i legumi (assumerli esclusivamente sotto forma di passato), i formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano), la frutta secca, i cereali integrali, i pomodori freschi (assumerli solo sbucciati) e consumare la frutta e la verdura esclusivamente sotto forma di centrifugati e/o di succo.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Acido folico (o B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Se associato alla vitamina C e ai bioflavonoidi (50-100 mg in un’unica somministrazione) può contribuire a ostacolare le recidive.

FITOTERAPIA
Per alleviare gli spasmi addominali può essere d’aiuto assumere due volte al giorno, circa 30 minuti prima dei due pasti principali, 20 gocce di estratto fluido di Escholtzia. Per la presenza di alcaloidi e flavonoidi, svolge anche un’azione antibatterica, ostacolando la proliferazione
dei microrganismi patogeni, contribuisce a riequilibrare la microflora intestinale (per potenziarne l’azione associare yogurt, kefir, o latte fermentato, addizionati con probiotici, in particolare con almeno 10 miliardi di cellule vive di Lactobacillus acidophiìus).
Per stimolare la peristalsi e facilitare il transito del bolo alimentare attraverso il canale intestinale, può essere utilizzato l’estratto fluido di Salvia (Salvia officinalis)* nella dose di 20-30 gocce, circa 20 minuti prima dei tre pasti principali.
I pazienti vegetariani possono assumere l’olio essenziale di Salvia (6 gocce in 10 mi di acqua demineralizzata) pervia sublinguale, circa 1O minuti prima dei tre pasti principali, al fine di ostacolare l’insorgenza dei disturbi (tensione post-prandiale a livello epigastrico, dispepsia, meteorismo, coliche addominali, stipsi) legati all’aumentato apporto di fibre, tipico dell’ a base di vegetali.
Nei casi in cui il dolore è il sintomo principale può essere somministrato l’estratto fluido di Camomilla romana (Anthemis nobilis) che, per la presenza dei flavonoidi, cumarine, acidi e alcoli (soprattutto sono forma di esteri), aiuta ad alleviare gli spasmi intestinali. Assumere 20 gocce, due volte al giorno, circa 10 minuti dopo i pasti. Evitare il consumo di caffeina, che ostacola l’azione dei principi attivi.

Originally posted 2014-10-10 16:25:11.

Broncopolmonite 180x180 - Broncopolmonite

Broncopolmonite

È un’infezione che determina l’accumulo di cellule infiammatorie e secrezioni all’interno degli alveoli (le minute cavità polmonari dove avvengono gli scambi dei gas). Segni e sono: febbre, , respiro frequente, toracico, compromissione delle condizioni generali. Responsabili delle broncopolmoniti sono virus e batteri: le forme d’origine virale sono più frequenti nei primi due anni di vita, con un’incidenza che supera il 50%; tra i responsabili delle broncopolmoniti batteriche spicca lo Streptococcus pneumoniae, ovvero lo pneumococco (ma sono coinvolti anche l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus, la Moraxella cotarrholis e altri quali la Klebsiella, YEnterobacter, YEschehchio coli, la Pseudomonos oeruginosa e il Mycoplosma pneumoniae). Il corteo dei disturbi può essere variabile: i pazienti seriamente compromessi accusano febbre elevata (superiore ai 39
gradi), inizio brusco, dolore toracico o addominale, tosse “produttiva” (cioè grassa, accompagnata dall’emissione di ); ma il quadro può essere anche caratterizzato da condizioni generali discrete, con febbre, esordio graduale e tosse insistente “non produttiva”. Ma molte forme di polmonite hanno caratteristiche intermedie tra le due presentazioni tipiche descritte.

MEDICINA CONVENZIONALE
Il dipende dalla causa: può trattarsi di causa batterica oppure virale. Una radiografia del torace e gli esami del sangue aiutano a fare diagnosi. Pazienti di età superiore a 60 anni, fumatori, con patologia cardiovascolare, malattia polmonare, immunodepressione oppure tumore maligno, diabete, HIV/AIDS o che abbiano subito l’asportazione della milza dovrebbero ricevere il vaccino anti penumococco.

Polmonite batterica
Un ciclo di due settimane di antibiotici orali è utile in pazienti che non presentino altre patologie di rilievo. 1 fumatori dovrebbero astenersi completamente dal fumo. Pazienti gravi o con complicanze legate ad altre malattie dovrebbero essere trattate in ospedale con dosi elevate di antibiotici. In alcuni casi è necessario somministrare ossigeno. L’idratazione è molto importante e talvolta deve essere somministrata endovena.

Polmonite virale
Questa malattia richiede riposo a letto e idratazione adeguata: il trattamento è infatti basato su un adeguato supporto. Amantadina e ribavirina sono utili in alcuni tipi particolari di polmonite virale. L’obiettivo prima: rio è mantenere un adeguato livello di ossigenazione.

OMEOPATIA
Quando viene formulata la diagnosi di il trattamento omeopatico è complementare nei
confronti della terapia classica e ha lo scopo di ottimizzare il risultato, accelerare l’evoluzione del quadro morboso e contenere i sintomi.

Con espettorazione
Antimonium tartaricum Si consiglia la diluizione 5 CH per favorire le secrezioni e 30 CH per inibirle. Si somministrano 5 granuli, 3 volte al dì. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi.
Ipeca 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Rantoli fini disseminati.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 1 volta al dì, per prevenire la suppurazione. Va utilizzato in maniera sistematica.

Senza espettorazione
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Stato generale compromesso con freddolosità marcata, stato di agitazione e prostrazione.
Bryonia 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Tosse secca, stizzosa, migliorata con l’immobilità e la pressione sul torace.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Infiltrato polmonare virale con tosse secca e dolorosa, dispnea, espettorato striato di sangue, febbre elevata, sete intensa, bruciore al palmo delle mani.

Pleurite
Apis mellifica 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Dolore toracico trafittivo, bruciante, aggravato dal calore. Assenza di sete.
Bryonia 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbricola con prostrazione e ricerca dell’immobilità. Dolore toracico e tosse secca, migliorati stando distesi sul lato del versamento e con l’immobilità. Sete intensa.
Cantharis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Versamento pleurico abbondante. Riduzione della diuresi.

Convalescenza
Sulfur iodatum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, per una settimana. Accelera i tempi di risoluzione della broncopolmonite e controlla alcuni sintomi, come la tosse persistente e la stanchezza.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è principalmente causato da Calore di Polmone e da un fattore esogeno come Vento secco. Il trattamento ha lo scopo di disperdere il Calore del
Polmone, umidificarlo, eliminare la Secchezza e armonizzare il Qi del Polmone.
È consigliabile effettuare la terapia con agopuntura contemporaneamente a un’efficace trattamento farmacologico per eliminare l’agente infettivo esistente.

Agopuntura
Polmonite da Calore:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
LIE QUE (sequenza spezzata, localizzato sulla doccia radiale, sul tendine del muscolo braccio-radiale) che stimola la discesa del Qi del Polmone e apre i passaggi dell’Acqua;
QU CHI (stagno curvato, localizzato fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale) che regola e raffredda il Sangue.
Vento secco:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’,ipofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica Io Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
LIE QUE;
TAI YUAN (abisso supremo, localizzato sulla piega traversa del polso, nella depressione all’esterno dell’arteria radiale) che tonifica il Qi del
Polmone e della Milza, regola il bilancio dei liquidi e tonifica lo Yin polmonare.
È utile associare la Moxibustione come broncodilatatore e per migliorare la capacità respiratoria.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni.

cinese
Formtda: YIN QIAO SAN
Flos Lonicerae………………………9g
Fructus Forsythiae…………………..9g
Radix Platycodi……………………..6g
Herba Menthae……………………….6g
Herba Lophateri……………………..4g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
Herba Schizonopetae………………….5g
Semen Sojae Preparatum……………….5g
Fructus Ardii Lappa………………….9g
Rizoma Phragmitis……………………9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in 2 dosi giornaliere.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a combattere le potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Privilegiare la frutta fresca di stagione, in particolare quella ricca di bioflavonoidi (come limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), associata a verdure biologiche (come carote, sedano, ortaggi a foglia verde).
Consumarli preferibilmente sotto forma di centrifugati, soprattutto al mattino prima di colazione per facilitare l’assorbimento dei micronutrienti che potenziano l’azione del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Cercare di evitare, durante la fase acuta, il consumo di latte e latticini, che potrebbero aumentare la produzione di muco, aggravando così i sintomi.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per 4-5 giorni dopo la sospensione della terapia antibiotica).

FITOTERAPIA
La broncopolmonite è un m.il.ittia che dev’essere necessariamente affrontata sotto controllo non solo medico, sempre ospedaliero, soprattutto in pazienti debilitati e che soffrono di patologie croniche concomitanti come l’insufficienza cardiaca, asma, diabete ecc. In questo caso il ruolo della fitoterapia è di supporto nella fase della convalescenza alla terapia antibiotica che dovrà essere obbligatoriamente consigliata nelle fase acuta. Nel periodo post-critico possono essere somministrati
immunostimolanti come l’Astragalo {Astragali** membranaceus) e l’Uncaria {Uncaria tomentosa) che andranno usati come estratti secchi standardizzati e che possono essere razionalmente associati agli estratti di Echinacea. Questi estratti possono avere un ruolo significativo nella riduzione delle recidive, grazie anche alla loro ottima tollerabilità e scarsa o nulla interferenza con i farmaci di sintesi. In associazione possono essere somministrati anche estratti di piante medicinali ad attività antinfiammatoria come la Curcuma (titolata in alta percentuale in curcuminoidi) e l’estratto della resina della Roswellia serrata i titolato in alta percentuale in acidi boswellici),che possono favorire la guarigione, anche in associazione agli antibiotici, e sono essere particolarmente utili quando il cortisone o i farmaci antinfiammatori non steroidei (aspirina, ibuprofen, diclofenac ecc.) non possono più essere tollerati come nel caso di pirosi e ulcera gastrica persistente. Anche in questo caso tuttavia è fortemente sconsigliabile l’autocura e dovranno essere somministrati sotto stretta sorveglianza del medico. Per la convalescenza si possono somministrare la polvere di semi di Fieno greco ( Trigonella foenum graecum), il Polline, e nei pazienti più giovani la Genziana ( iìentiana lutea ) in forma di Tintura Madre, se non vi è pericolo di pirosi gastrica, soprattutto per stimolare l’appetito del giovane .

Originally posted 2014-10-09 10:40:49.

Formicolio 180x180 - Formicolio

Formicolio

Fastidi, calore, bruciore, “nervi che tirano”, intorpidimenti, scosse, formicolìi, “animaletti in movimento”, solletico… Le alterazioni della sensibilità cutanea trovano nei raccomti dei pazienti le più fantasiose espressioni. All’origine del disturbo, il ventaglio delle cause è ampio: in un’alta percentuale di casi i disagi lamentati rientrano nelle categorìa delle “compressioni nervose”, che possono interessare rabici nervose o nervi periferici. Nel primo caso, il disturbo può accompagnare le cervicobrachialgie o le lombosciatalgie, dovute alla fuoriuscita del disco intervertebrale o alla presenza di osteofiti, quegli speroni ossei, quegli anomali accumuli di calcio che si formano – a carico delle diverse parti della vertebra – nell’artrosi. Ma si sa che un nervo, nel suo decorso, deve superare orifici, strettoie e canali di tessuto fibroso inestensibili, passaggi che possono subire restringimenti di varia natura. Cosi, in questi tragitti patologicamente compressi il nervo inizia a soffrire: succede, per esempio, nella Sindrome del tunnel carpale, che interessa l’arto superiore. Possono concorrere ad alterare la sensibilità anche le compressioni nervose traumatiche (fratture, ematomi) o infiammatorie. A scatenare un danno a carico del nervo sensitivo intervengono poi il diabete (una delle cause più comuni di neuropatia), l’alcol e altre sostanze tossiche (come piombo e mercurio), deficit nutrizionali (in particolare, di vitamine del gruppo B), insufficienza renale cronica, epatopatie, alterazioni endocrine (l’ipotiroidismo), malattie autoimmuni, neoplasie, virali (tra i virus che causano neuropatie spicca l’agente dell’herpes zoster, responsabile del “fuoco di S. Antonio”) e farmaci.


Le discstesie sono associate all’infiammazione di alcuni nervi e rappresentano l’indice di un’altra malattia piuttosto che un problema in se stesso. Il dipende dalla causa.

Ridurre l’infiammazione
Osservare la localizzazione e il “tragitto” della mancanza di sensibilità sulla pelle aiuta a capire quali nervi siano infiammati. Il trattamento si basa sulla riduzione dell’infiammazione e la compressione dell’area dove decorre il nervo. Sono utili la terapia fisica, gli intinfiammatori non steroide!
(FANS), il ghiaccio, la chirurgia.

Movimento
È importante fare esercizio regolare perfino nei momenti di riposo, e indossare abiti comodi che non comprimano in modo eccessivo alcune parti del corpo sofferenti.

Supplementi
1 deficit nutrizionali, in particolare di B, a volte provocano disestesia. La carenza di B12 e folati può essere associata a disestesia nelle estremità. Lo stesso un overdose di B6 su base cronica.

Diabete
La disestesia può essere una complicanza del diabete ( neuropatia diabetica). Il trattamento si basa principalmente sul controllo della glicemia.


I disturbi della sensibilità cutanea possono essere la conseguenza di condizioni morbose molto diverse tra di loro come il processo artrosico.i disturbi circolatori, l’irritazione meccanica delle terminazioni nervose o l’ipereccitabilità nervosa. È necessario precisare,dunque, la natura del-
le parestesie perché il trattamento omeopatico possa essere efficace.

Disturbi circolatori venosi
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’anemone pulsatilla è adatta alle alterazioni della sensibilità associate a disturbi della circolazione. Caratteristica è la sudorazione fredda di mani e piedi con colorito violaceo. Tale sintomatologia si manifesta più di frequente in soggetti giovani di sesso femminile.

Artrosi
Causticum 15 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Si tratta di un preparato chimico complesso introdotto da Hahnemann, il medico tedesco fondatore dell’omeopatia. È adatto alle parestesie che compaiono nel corso della notte dovute alle retrazioni fibromuscolari e al processo artrosico.
Rhus toxicodendron 7 CH 5 granuli, 1 volta alla sera. Formicolio e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Il formicolio migliora strofinando o scuotendo le mani, tanto che il soggetto è costretto ad alzarsi per muoversi. Il Sommaco è il rimedio omeopatico utilizzato correntemente per controllare la rigidità dolorosa e il formicolio derivante da un processo artrosico.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Viene utilizzato per controllare i delle forme iniziali della sindrome del tunnel carpale.

Ipereccitabilità nervosa
Magnesia phoshorica 5 CH 5 granuli una volta al dì, in associazione a Platina. Il fosfato di magnesio è impiegato per le manifestazioni conseguenti alla tendenza agli spasmi e alle disestesie.
Platina 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì. Il platino omeopatico è adatto alle manifestazioni da ipereccitabilità o spasmofilia con alterazione della sensibilità con formicolio tormentoso cutaneo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Bisogna valutare innanzitutto la causa di queste alterazioni, un buon campo di applicazione della Medicina tradizionale cinese riguardante le disestesie sono nella terapia coadiuvante la chemioterapia, cioè permettere una disintossicazione dell’organismo dall’agente farmacologico in modo da risolvere questa sensibilizzazione della cute.
Gli organi interessati sono Polmoni, Fegato e Reni e punti importanti di applicazione sono:
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico;
YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.
La terapia va eseguita tutti i giorni per 10 giorni, dopo di che si attende una settimana e se necessario si eseguono ancora 5 sedute.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del . Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.
Evitare di consumare carne, pesce, uova e latticini provenienti da animali di allevamento, alimentati con mangimi industriali e sottoposti a trattamenti antibiotici e ormonali.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Se il disturbo è localizzato alle mani, può essere utile applicare un cataplasma di Argilla verde ventilata (mescolare con acqua sino a ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa 1 ora) alternato a bagni tiepidi
con infuso di radice di Angelica (1 cucchiaio), sommità fiorite di Artemisia (2 cucchiai), Equiseto (2 cucchiai), Cannella (3 bastoncini), Biancospino ( 1 cucchiaio) in 1000 mi di acqua. Ripetere due-tre volte al giorno, a seconda dell’intensità dei sintomi.
Se la causa scatenante è rappresentata dalle basse temperature e il disturbo è localizzato alle estremità (mani e piedi) può essere utile assumere l’Ippocastano, sotto forma di TM (25 gocce due-tre volte al giorno), che grazie alla sua azione vasodilatatrice, aiuta a ripristinare il flusso, miglio-
rando il quadro clinico del . L’Ippocastano, grazie alla presenza dei flavonoidi e degli steroli, può essere somministrato ai pazienti che presentano una sintomatologia frequente e recidivante, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se le disestesie sono associate a crampi muscolari particolarmente fastidiosi, può essere utile massaggiare le zone interessate con un unguento a base di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) tre/quattro volte al giorno, per circa 20 minuti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti ansiosi è consigliato assumere un infuso a base di Passiflora (un cucchiaio in 250 mi di acqua minerale naturale), due o tre volte al giorno, lontano dai pasti e preferibilmente non dolcificato.

Originally posted 2014-10-14 09:07:38.