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Steatosi Epatica 180x180 - Steatosi Epatica

Steatosi Epatica

Una condizione patologica comune: all’interno degli epatociti, le cellule del fegato, spiccano grandi e piccole gocciole di grasso. Succede tipicamente per l’abuso di alcolici: la steatosi è presente in oltre il 90% dei soggetti che consumano quantità smodate di etanolo. Un danno potenzialmente in grado di sfociare in lesioni più importanti, fino alla cirrosi. Per combattere questa sofferenza del fegato, occorrerà non solo limitare i carichi tossici di alcol ma anche gli eccessi alimentari. Infatti, negli ultimi anni è sempre più cresciuta l’attenzione verso gli “infarcimenti” non dovuti all’etanolo: in tal caso t principali responsabili sono l’obesità, il diabete e le “dislipidemie” (cioè l’aumento dei grassi e/o del colesterolo nel sangue). Anche i giovani, senza apparenti fattori di rischio, possono ritrovarsi col fegato “ingrassato”. Uno squilibrio che oggi si manifesta sempre più precocemente, in quanto nella fascia d’età tra i 6 e i 17 anni un ragazzo su 4 è già in sovrappeso. Basta un’ecografia per svelare la presenza di un fegato steatosico, aumentato di volume e infarcito di grasso: all’esame ecografico l’organo appare iperriflettente, con un aspetto “brillante”.

La di solito è una condizione non grave e reversibile. Sospendere immediatamente un eventuale abuso di alcol (soprattutto superalcolici) è obbligatorio.

Terapia
Non esiste terapia specifica. È necessario eliminare le cause, ed eventualmente trattare le possibili anomalie che sostengono la steatosi. L’obesità e il diabete mellito non inducono la cirrosi epatica, anche in presenza di steatosi: in generale non è stato dimostrato che la steatosi evolva a cirrosi, anche quando ci siano tossine in circolo come l’alcol o il tetracloruro di carbonio (che provoca anche una necrosi).

Evoluzione della steatosi
Il fegato grasso non alcolico di solito ha una buona prognosi, senza un’evoluzione negativa. È necessario perdere peso se si è obesi, non necessariamente per migliorare la steatosi, ma per ridurre i rischi di malattie legate all’obesità.

Il omeopatico è basato sull’associazione di rimedi ad attività di drenaggio epatico con medicinali ad azione più profonda sulle tendenze alle alterazioni del metabolismo.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana o ogni due settimane, per lunghi periodi di tempo. Il calcare
d’ostrica è il medicinale omeopatico della costituzione carbonica caratterizzata da tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo, alla calcolosi biliare e urinaria.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive.
La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, fino alla normalizzazione del valore delle transaminasi. Il fosforo bianco rappresenta il medicinale omeopatico essenziale e di prima scelta nel trattamento del danno epatico sia acuto che cronico.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 5 giorni alla settimana. Il medicinale omeopatico preparato con i fiori di zolfo, svolge una profonda azione ‘disintossicante’. Viene infatti utilizzato per soggetti che tendono alle affezioni periodiche e croniche, come reumatismo, cefalea, dermatosi, litiasi. Caratteristica è la tendenza alla congestione con sensazione di bruciore e di calore.
Taraxacum 6 DH 20 gocce prima dei pasti. È il rimedio utilizzato per i disturbi epatobiliari associati a steatosi epatica, caratterizzati da digestione lenta, stipsi, meteorismo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire sulla funzionalità deficitaria o eccedente del fegato, che comunque lavora male. Questo deve essere associato a un miglioramento delle qualità di vita di chi presenta tale problematica.

cinese
Formula: CHAI HU SHU GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6g
Pericarpium Cifri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….5 g
Rizoma Cyperi……………………….5 g
Fructus Aurantii………………………5 g
Radix Paeoniae Alba…………………..5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3 g
Posologia: 3 – 4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in
mare e carne magra biologica, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo (consumato preferibilmente a crudo).
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti privilegiando la frutta e la verdura fresche (in particolare carciofo, tarassaco, equiseto, prezzemolo e radice di zenzero) biologiche e di stagione, le noci e i semi oleosi e l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua, infusi, tisane e tè verde.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, i salumi, gli insaccati, i formaggi stagionati, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, la carne in scatola, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la
presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci, che possono aggravare il quadro clinico del paziente.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano
dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Cromo 230-240 meg al giorno;
Molibdeno 50 meg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
5 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere uti-
le assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua mine-
rale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
La Fumaria officinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a migliorare la funzionalità degli epatociti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi (in particolare se sono presenti discinesia biliare, dispepsia, stipsi, astenia) può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al mi-
glioramento del quadro clinico. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare
in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Per facilitare i processi digestivi (in particolare, per stimolare la produzione e l’emissione della bile) può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile
non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per migliorare la funzionalità epato-biliare, può essere utilizzato il Pneumus boldus (Boldo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, prima dei pasti.
Il Boldo non deve essere somministrato in gravidanza, nelle ostruzioni del dotto biliare e nelle epatopatie in fase avanzata.

Originally posted 2014-10-07 15:11:56.