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Sudorazione dei piedi 180x180 - Sudorazione dei piedi

Sudorazione dei piedi

L’iperidrosi plantare ossia l’eccessiva può risultare isolata, ma più frequentemente si associa all’ipersudorazione delle mani e delle ascelle. Le forme essenziali, quelle cioè che non riconoscono specifiche patologie, sono fondamentalmente dovute a una cattiva regolazione del
Sistema Nervoso simpatico di controllo, che si dimostra iperreattivo e iperattivo. Questi pazienti vengono definiti “ansiosi”, ma in realtà è il fenomeno della sudorazione eccessiva che genera imbarazzo e stress (e anche in presenza di un disturbo psicologico, l’iperidrosi non fa che aggravare l’instabilità emotiva).
All’esuberante sudorazione plantare si aggiunga l’ambiente caldo-umido in cui i piedi sono costretti per molte ore: da qui una serie di inconvenienti “fisici”, quali la macerazione cutanea con formazione di vescicole, che possono ulcerarsi fino a produrre vere e proprie piaghe con conseguenti infezioni sovrapposte. Va da sé che d’estate, durante le attività fisiche, o in seguito a
forti emozioni, la sintomatologia assume caratteri ancora più intensi e psicologicamente problematici.

Alcune malattie o condizioni fisiologiche possono provocare iperidrosi, come i disturbi ormonali, l’obesità, la  menopausa e il carcinoma della prostata.

Antitraspiranti
Gli antitraspiranti sono la terapia di prima scelta. La sostanza più efficace è il cloruro di alluminio. Altre sostanze come glutaraldeide o tannina vengono usate poco perché macchiano di colore scuro pelle e abiti.

Ionoforesi
La ionoforesi applica una corrente continua di bassa intensità attraverso un generatore di corrente alle palme o alle piante dei piedi immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo tempo. Il deve essere ripetuto regolarmente, inizialmente più volte alla settimana per una durata di 20/30 minuiti.
Questo metodo viene usato se gli antitraspiranti non hanno dato l’effetto sperato.

Farmaci
Non esistono farmaci specifici contro la sudorazione eccessiva.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche volte principalmente a interrompere alcune vie nervose: devono essere prescritte dagli specialisti se ogni altro tentativo non ha avuto effetto.

Tossina botulinica
La tossina del batterio Clostridium botulinum è in grado di bloccare la produzione di sudore da parte della ghiandola sudoripara. La terapia consiste in iniezioni con minime quantità di tossina in modo da coprire uniformemente la superficie interessata dall’eccessiva sudorazione.
L’effetto dura 5/8 mesi; per la maggioranza dei pazienti è sufficiente un trattamento annuale, da ripetersi prima della stagione estiva.

Il fastidioso disturbo della traspirazione abbondante e maleodorante dei piedi può essere controllato con l’aiuto di alcuni rimedi omeopatici. Solitamente viene consigliato l’uso pressoché sistematico di Silicea.
Psorinum 9CH5 granuli, 1 -2 volte al dì. Questo bioterapico, ottenuto dalle sierosità di scabbia, svolge un’azione profonda soprattutto in condizioni caratterizzate dalla tendenza alle manifestazioni morbose periodiche, localizzate principalmente a livello cutaneo e mucoso, in soggetti deboli, sensibili al freddo e depressi. Caratteristica è la scarsa sudorazione di odore sgradevole che persiste anche dopo il bagno.
Sepia 9 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. È indicato nella sudorazione maleodorante delle ascelle.
Silicea 9 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. È il rimedio di prima scelta indicato nella sudorazione maleodorante dei piedi. Spesso di tratta di soggetti gracili, magri, deboli, con tendenza alle infezioni recidivanti per immunodepressione.
Thuya 9 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È indicato nella sudorazione maleodorante del corpo in generale e dei piedi, soprattutto in soggetti che tendono al sovrappeso e all’obesità.
Ulmus campestris Macerato glicerico 1 DHy 50-70 gocce al dì, in un pò d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente del gemmoterapico preparato dalle gemme di olmo, albero appartenente alla famiglia delle Ulmacee. L’olmo è un albero longevo a foglia caduca che può raggiungere ragguardevoli dimensioni. Una ricetta del 1 secolo d.C. consiglia di tritarne le foglie e la seconda corteccia per trattare le affezioni dermatologiche e per favorire la cicatrizzazione di ulcere e piaghe. Alla fine del XVIII secolo viene riscoperto e riproposto il suo uso nel trattamento di dermopatie ribelli. È il gemmoterapico delle affezioni dermatologiche per la sua attività “drenante” sulla cute. Esso è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee. Per tale ragione è indicato nel trattamento dell’acne giovanile, della seborrea, dell’eczema trasudante, dell’herpes recidivante,
della sudorazione acida e maleodorante del corpo e dei piedi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Questo tipo di disturbo secondo la Medicina tradizionale cinese coinvolge principalmente gli organi Cuore e Rene, in particolar modo il Cuore per quanto riguarda la sudorazione e il Rene per quanto che concerne il Sistema Nervoso.
Lo scopo della terapia è quindi di riequilibrare le funzionalità degli organi sopraccitati e controllare la secrezione agendo su componenti associate quali possono essere ansia o insicurezza.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale.
Integrare l’alimentazione con cibi a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare la sintomatologia, privilegiando i cereali integrali (escluso il riso – tutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati (latte, tofu e tempeh).
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di triptofano (fesa di tacchino alla piastra, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri”), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e bioflavonoidi ( limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Eliminare per almeno un mese la caffeina, gli alcolici, i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i cornflakes, le patate al vapore, il tonno in salamoia, i formaggi stagionati non biologici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, il pesce e le carni di allevamento, perché possono ostacolare l’assorbimento dei micronutrienti contenuti nei cibi.

Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Colina 400 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il disturbo può essere utile frizionare la cute, tre-quattro volte al giorno, con un decotto a base di foglie di Quercia (3 cucchiai di foglie fresche in 500 mi di acqua fredda. Portare a ebollizione, lasciare sul fuoco per circa 10 minuti, quindi spegnere la fiamma, coprire e lasciare riposare per 15-20 minuti. Raffreddare, filtrare, unire alcune gocce di olio di germe di grano e frizionare iniziando dalle falangi distali delle dita).
Nei soggetti sottoposti a stress psichici intensi e prolungati, soprattutto se inquieti e ansiosi, può essere somministrato l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce, diluite in poca acqua, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il disturbo è correlato alla depressione può essere assunta la Melissa offìcinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo. È controindicata nell’ipotiroidismo.
Se il paziente manifesta palpitazioni, ansia e irritabilità, quali sintomi collaterali, può essere utilizzata la Valeriana offìcinalis (Valeriana), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, lontano dai pasti, privilegiando il tardo pomeriggio (ore 19.00) e la sera, circa 30-60 minuti prima del riposo notturno. È consigliabile non superare le dosi indicate, in quanto dosaggi elevati e protratti per lunghi periodi possono facilitare l’insorgenza di cefalea, nausea, agitazione e gastrite.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena offìcinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Originally posted 2014-10-07 16:26:33.