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STITICHEZZA 180x180 - STITICHEZZA

STITICHEZZA

La non è una malattia ma un sintomo. Fondamentalmente si riferisce alla scarsa frequenza di evacuazione settimanale (due o meno di due), all’espulsione di feci dure (o “caprine”), alla sensazione di una evacuazione incompleta e anche alla semplice difficoltà di espellere il materiale fecale. Davvero tante sono le cause alla base di una : ormonali
(per esempio da ipotiroidismo); strettamente gastrointestinali (come l’intestino irritabile); l’azione di alcuni farmaci (come calcio-antagonisti e antidepressivi); certe condizioni neurologiche e metaboliche. A stabilire un quadro di stitichezza spesso intervengono anche gli stati psicologici (una depressione, per esempio) e i comportamenti di vita non corretti, come per esempio
l’inadeguata assunzione di fibre e di liquidi con la dieta, o la tendenza sistematica a reprimere lo stimolo. Si chiama, idiopatica, invece, quella stipsi che non riconosce nessuna delle cause appena citate. In tal caso la stitichezza può essere dovuta a un’alterata coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico (stipsi da defecazione ostruita). La stipsi idiopatica può essere anche da “rallentato transito”, condizione in cui il colon si dimostra scarsamente in grado di spingere in avanti la massa fecale. Lo studio del tempo di transito intestinale rappresenta il primo esame per chi soffre di stipsi idiopatica, un metodo semplice e utile per identificare le condizioni caratterizzate da un rallentamento del cammino del materiale fecale.

In presenza di stitichezza è utile discutere con un medico le eventuali cause: nella maggioranza dei casi la stitichezza dipende da scorrette abitudini di vita, ma esistono alcune malattie (talvolta gravi) che devono essere diagnosticate tempestivamente.

Stile di vita
Cattività fisica è molto importante per chi soffre di stitichezza: mettere in movimento il tutti i giorni è la prima procedura utile (minimo 20 minuti al giorno). Dal punto di vista alimentare è importante aumentare il consumo di fibre (verdura cotta e cruda, cereali, crusca, pane integrale, carote, sedano) e aumentare la quantità di liquidi (acqua soprattutto a
digiuno).

Farmaci
Esistono diverse classi di farmaci o preparati utili nella stitichezza, tuttavia è importante che si ricorra a rimedi farmacologici solo in caso di stitichezza grave non risolta dalla correzione dello stile di vita, e dopo una valutazione medica.

Nel della stipsi è bene distinguere i rimedi in base alla presenza o meno di stimolo alla defecazione o alla difficoltà di evacuazione. Nella stitichezza cronica è necessario individuare il omeopatico di fondo: Graphites, Lycopodium, Silicea.

Stipsi senza stimolo
Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Difficoltà di evacuare nelle persone anziane. L’emissione delle feci richiede grandi sforzi. Appetito scarso.
Graphites 9 CH 5 granuli al dì. La grafite è un rimedio omeopatico indicato soprattutto nei soggetti obesi, freddolosi, con tendenza alle difficoltà digestive con flatulenza, stipsi cronica e alle eruzioni cutanee trasudanti.
Hydrastis canadensis 7 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Assenza di stimolo. Stipsi in gravidanza.
Muqueuse du colon (mucosa del colon) 4 CH 1 supposta alla sera, prima del riposo notturno.

Stipsi con evacuazione insoddisfacente
Collinsonia 5CH5 granuli, 3 volte al dì. Stitichezza cronica. Sensazione di aghi nel retto. È il rimedio specifico delle crisi emorroidarie in gravidanza.
Lycopodium clavatum 9CH5 granuli, 2 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di stipsi con emissione incompleta delle feci in soggetti che lamentano disturbi digestivi, meteorismo e .
Nux vomica 9CH5 granuli, 3 volte al dì. Il medicinale omeopatico ottenuto dalla noce vomica è indicato principalmente quando c’è lo stimolo a evacuare soprattutto dopo i pasti, ma gli spasmi impediscono l’evacuazione completa.

Stipsi con difficoltà di evacuazione
Bryonia 5CH5 granuli, 2 volte al dì. Feci dure, secche, nere, con addominale. Bocca secca e sete di acqua fredda.
Causticum 9 CHS granuli 2 volte al dì. Rimedio adatto nelle persone anziane, soprattutto quando gli sforzi risultano inefficaci per inerzia o paralisi dello sfintere anale.

Stipsi in condizioni particolari
Calcarea acetica 1 DH triturazione, un pizzico in un po’ d’acqua, 1-2 volte al dì. Stitichezza nel neonato o nel bambino.
Platina5 CHS granuli, 2 volte al dì. Stitichezza in viaggio o per ragioni ambientali. Sensazione di peso nel retto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato da Calore, stasi di Qi del Fegato, deficit di Qi di Milza e Stomaco e dal Freddo.
Lo scopo della terapia è la dispersione di Calore e Freddo e la tonificazione del Qi degli organi coinvolti.
Punti importanti che possono essere utilizzati nel caso di stitichezza da
Calore sono:
FUJIE
HE GU
QUCHI
SHANG JU XU
ZHIGOU
Se la stitichezza è dovuta a ststi di Qi del Fegato si possono usare:

FENG LONG;
QI HAI;
XINGJIAN;
YANG LING QUAN;
ZHONG WAN.

Nel caso di causa da deficit di Qi di Milza e Stomaco punti importanti sono:
DA CHANGSHU;
GUAN YUAN;
NEI GUAN;
PI SHU;
YINXI;
ZU SAN LI.

Nel caso di stipsi da Freddo si possono combinare:
BAI HUI;
CHANG QIANG;
GUAN YUAN;
QI HAI;
SHEN SHU;
WEI ZHONG;
ZHAO HAI.
Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Intestino Crasso e Retto.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: MA ZI REN WAN
Fructus Cannabis……………………..5 g
Radix PaeoniaeAlba………………….2,5 g
Fructus Aurantii Immaturus……………2,5 g
Radix et Rizoma Rhei…………………..5 g
Cortex Magnoliae Officinalis……………2,5 g
Semen Armeniacae Amarum……………2,5 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale. Al mattino, prima di colazione bere un bicchiere di acqua tiepida, con alcune gocce di succo di limone e 2 cucchiaini di olio di lino di prima spremitura a freddo. Dopo circa 20 minuti assumere un kiwi maturo e una tazza di tè verde kukicha dolcificato con miele vergine integrale. Dopo altri 15-20 minuti consumare una colazione a base di fiocchi d’avena, yogurt naturale magro arricchito con probiotici, oppure kefir, o latte fermentato e frutta fresca di stagione ben matura. Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati, gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la”pellicina bianca”).
Alimenti da evitare Caffeina, cibi piccanti, alcolici, salumi, insaccati, prodotti industriali con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Se il disturbo tende a cronicizzate, può essere utile assumere ogni sera, circa 30 minuti prima del riposo nottur-
no, un infuso preparato con 1 cucchiaio di fiori di Malva, 2-3 cucchiaini di foglie di Malvay 1 cucchiaino di foglie di Cicoria 1 cucchiaino di radice di Rabarbaro 2 cucchiaini di fiori di Tiglio e 300 mi di acqua minerale naturale. Il trattamento può essere ripetuto la mattina, a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione, nelle forme particolarmente ostinate, oppure durante un regime dimagrante ipolipidico.
Se la stipsi è associata al meteorismo, può essere somministrato il Raphanus sativus nigery sotto forma di estratto fluido, 20 gocce, due volte al giorno, circa 25 minuti prima dei pasti.
In caso di stipsi occasionale (per esempio durante un viaggio) può essere utilizzato l’estratto fluido di Rhamnusfrangula, alla dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno. È consigliabile non effettuare trattamenti prolungati, per evitare irritazioni della mucosa intestinale. È controindicato in pre-
senza di coliche addominali, colite ulcerosa, morbo di Crohn, colon irritabile, in gravidanza, durante allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo, grazie alla sua azione positiva sulla produzione della bile.

Se la stipsi è associa all’ansia o all’irritabilità può essere utilizzata Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Nei casi in cui la stipsi rappresenta un disturbo correlato con un regime dimagrante, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti. È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia e premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale.

Originally posted 2014-10-07 15:31:35.

TUNNEL CARPALE sindrome del 180x180 - TUNNEL CARPALE, sindrome del

TUNNEL CARPALE, sindrome del

È una patologia scatenata da una compressione del nervo mediano, nel punto in cui questo tronco nervoso attraversa il , quel canale osseo e fibroso localizzato nel polso. Il disturbo tende a prediligere gli individui che, per motivi professionali, si ritrovano a compiere reiterati movimenti di flesso-estensione del polso (come sarti, verniciatori e meccanici). Il disagio interessa anche le donne in gravidanza ed è legato agli effetti degli ormoni femminili e alla ritenzione di liquidi nell’organismo (e quindi anche all’interno dei tessuti del ). Intervengono nella genesi del disturbo ulteriori, svariati fattori: la ristrettezza congenita del , il diabete mellito, l’ipotiroidismo, ma anche le pregresse fratture del polso e la menopausa. Il sintomo più precoce è rappresentato dalla sensazione di un formicolio fino alle tipiche “punture di spillo”, con addormentamento e intorpidimento della mano, e alterazioni della sensibilità (parestesie) che possono essere dolorose. I fastidi si localizzano alle prime tre dita e in parte al quarto dito, compaiono prevalentemente nelle ore notturne e possono irradiarsi fino alla spalla. Con l’aggravarsi della patologia subentra anche una difficoltà a mantenere o a prendere gli oggetti oppure ad abbottonare gli abiti con le prime tre dita. La diagnosi viene fatta sulla base dell’esame clinico del , confermato da un esame elettromiografico, che fornisce una misura del danno subito dal nervo mediano.

ANATOMIA
Il tunnel carpale è un canale localizzato al polso. È formato dal legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi sulle parti ossee del carpo della mano: da un lato sulle ossa scafoide e trapezio e dall’altro sul piriforme e uncinato. In questa galleria transitano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (i tendini dei muscoli flessori delle dita).

Riposo
È importante limitare tutti i fattori che possano peggiorare la , come i movimenti ripetitivi. In alcuni casi può essere opportuno il riposo assoluto temporaneo.
Un bendaggio rigido contribuisce a impedire movimenti che aggravino la situazione.
e supplementi dietetici
Un’alimentazione antinfiammatoria che escluda glutine e grassi animali e introduca buone dosi di olio di pesce può essere d’aiuto. I supplementi di vitamina B6 e B12 sono utili perché la sindrome del tunnel carpale è stata spesso associata a un deficit vitaminico.
Farmaci
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, diclofenac o naprossene alleviano la pressione sul nervo e il . L’iniezione locale di steroidi ha dato risultati positivi.
Chirurgia
La chirurgia allevia la pressione sul nervo infiammato sezionando il tendine flessore: il tendine viene separato dal tunnel entro il quale passa il nervo per fare più spazio, quindi per alleviare la pressione in quest’area.
L’intervento viene eseguito spesso in endoscopia, con una procedura meno invasiva.

La sindrome del tunnel carpale, caratterizzata inizialmente da dolore e formicolio, soprattutto notturno, a livello di polso con irradiazione alla mano e talvolta all’avambraccio, può essere trattata efficacemente con rimedi omeopatici. Nella fase successiva si associa un’impotenza funzionale con ridotta forza di prensione delle mani che richiede spesso la soluzione chirurgica. In questo caso l’omeopatia contribuisce a ristabilire la condizione di normalità. Solitamente nello stadio iniziale si utilizza Ruta graveolens.
Arnica montana 7 CH 5 granuli secondo necessità. L’arnica viene utilizzata nelle forme di sindrome del tunnel carpale scatenata dalla sollecitazione ripetuta lavorativa del polso.

Calcarea fluorica 7 CH5 granuli, 1 volta al dì. È il rimedio omeopatico adatto alle persone con sindrome del tunnel carpale associato ad artrosi cervicale
Causticum 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. È una sostanza chimica complessa, messa a punto da Hahnemann, adatta alle forme di tunnel carpale conseguente a retrazione delle fasce muscolari, rigidità, formicolio notturno e riduzione progressiva della forza muscolare. Caratteristica è la sensazione di accorciamento a livello dei tendini.
Graphites 9CH5 granuli, 1 volta al dì. La grafite viene consigliata dopo l’intervento per sindrome del tunnel carpale, per evitare l’evoluzione della cicatrice verso l’ipertrofia.
Hypericum perforatum 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dolori intensi lungo il decorso delle terminazioni nervose.
Rhus toxicodendron 7CH5 granuli, 1 volta alla sera. Formicolio e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Miglioramento strofinando o scuotendo le mani.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Sindrome del tunnel carpale. Viene utilizzato anche nel delle cisti del polso.
Tubercolinum residuum 9 CH un tubo dose, 2 volte al mese. Tendenza alla retrazione e alla deformazione articolare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è causato da una stasi di Qi di Xue, quindi occorre riequilibrare la funzionalità del Sistema Circolatorio.
Lo scopo della terapia è appunto mobilizzare il Qi di Xue e punti importanti che possono essere utilizzati sono:
HE GU;
LIE QUE;
YANG XI.
Sono associabili i punti del Sistema Auricolare di Mani e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale, privilegiando i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).
Aumentare il consumo di alimentari ricchi di zinco, come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche, legumi), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e rame (fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde).
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

Originally posted 2014-10-08 14:08:46.

Stomatite 180x180 - Stomatite

Stomatite

Il termine indica il processo infiammatorio che coinvolge la mucosa che tappezza le strutture della cavità orale. Dunque interessa le guance, le gengive, la lingua, le labbra, il pavimento della bocca e il palato. Molti i fattori che possono causare queste infiammazioni a carico dell’interno della bocca: i traumi persistenti, per esempio, capaci d’irritare la mucosa orale per la presenza di protesi inadeguate, denti fratturati e morsicamenti accidentali; le infezioni virali; l’ipersensibilità a taluni farmaci; il danno termico prodotto dall’assunzione di cibi o bevande calde. Spesso compaiono sulla mucosa orale una o più aree ulcerate (le afte), piccoli crateri bianchi grigiastri, rotondeggianti, dolenti, che di solito compaiono in maniera ricorrenti a intervalli che variano da pochi giorni ad alcuni mesi. In genere, l’infiammazione della mucosa orale provoca un fastidio doloroso, un bruciore locale che può accompagnarsi ad alito cattivo e aumento della secrezione di saliva. Anche i deficit vitaminici (per esempio quelli del complesso B) e la carenza di ferro possono causare bruciore alla bocca.

Nel della si consiglia di associare il generale e topico. Nella stomatite erpetica è opportuno alternare Mercurius cyanatus e Nitricum acidum. Nelle gengivostomatiti recidivanti è necessaria la valutazione ed il consiglio dello specialista odontoiatra. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua bollita, lasciata intiepidire. Abitualmente si coniglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranunco-Iacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo.
Kreosotum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Le gengive sono tumefatte, congeste, dolenti, sanguinano al minimo contatto. Caratteristica è la tendenza alla carie. Spesso si alterna con Mercurius solubilis.
Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli» inizialmente anche ogni ora e diradando in base al miglioramento. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione. È anche il medicinale specifico della stomatite erpetica.
Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il mercurio solubile, il cui uso terapeutico è stato introdotto dallo stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, è il medicinale di prima scelta per il trattamento della gengivite con gengive tumefatte, doloranti, spugnose, sanguinanti al minimo contatto. Ulcerazioni con tumefazione gengivale.
Nitricum aciàum 9 CH 5 granuli inizialmente anche ogni ora, diradando in base al miglioramento. È il rimedio adatto al trattamento della stomatite erpetica, in particolare nelle forme ad evoluzione lenta, soprattutto in soggetti con tendenza alla depressione. Si consiglia di associare Mercurius cyanatus.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene.
La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del e del bruciore.

 Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo quotidiano di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci). Incrementare l’assunzione di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, come frutta e verdura fresche e di stagione, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremuto a freddo, spezie, erbe aromatiche, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote e succo puro di mirtillo. Integrare la dieta abituale con i polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva biologico di prima spremitura a freddo.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, le spezie, i prodotti dei fast-food, i cibi piccanti, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, cafre o tè);
Germe di grano 1 -3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt.

Per aiutare a combattere l’infiammazione della mucosa orale, può essere utilizzato il Calamo aromatico (Acorus calamus)y sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, diluite in 200 ml di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), oppure in succo puro di mango e/o papaia.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, due volte al giorno per via orale, o sublinguale. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico.
Per aiutare ad alleviare i sintomi, può essere usata la Althea officinalis (Altea), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 30-50 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti. Il preparato può anche essere aggiunto a 30 mi di latte di mandorla, oppure d’avena, e trattenuto all’interno della cavità orale per 2-3 minuti, prima di essere deglutito. In questo modo viene potenziato l’assorbimento dei principi attivi attraverso la via sublinguale.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, Toligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento\ i monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-07 16:00:55.

Forfora 180x180 - Forfora

Forfora

La deriva fondamentalmente da uno squilibrio della desquamazione delle cellule del cuoio capelluto. In condizioni normali le cellule superficiali vengono perse in forma di lamelle e sostituite da nuovi elementi provenienti dagli strati sottostanti. Se, per svariati motivi, il processo desquamativo subisce un’accelerazione emerge la , che si presenta sottoforma di minute squame biancastre (secche o grasse), aderenti al capello. Numerosi i motivi che possono condizionare la comparsa della , fra i quali: la dermatite seborroica, frequente affezione caratterizzata dalla presenza di piccole lesioni arrossate ricoperte da squame di aspetto untuoso. La desquamazione cutanea viene anche stimolata dai fattori climatici, come il clima freddo e umido, dagli eventi emotivamente stressanti e inoltre dagli agenti chimici dannosi e dai cosmetici inadeguati (quali gli shampoo troppo alcalini e le tinture). L’eccessiva produzione di sebo sul cuoio capelluto provoca la formazione di una grassa, più ostica da arginare perché il materiale grasso prodotto dalle ghiandole sebacee, finisce per imprigionare le squame, che così tendono a rimanere maggiormente adese al cuoio capelluto.


Il termine medico per la forfora è dermatite seborroica: è una malattia che causa l’esfoliazione della pelle dello scalpo negli adulti e negli adolescenti, più comunemente nell’età compresa tra 30 e 60 anni. Può affliggere altre parti del , non solo lo scalpo. La causa è ignota: forse si
tratta di ormoni, oppure di una micosi della pelle.

Shampoo
Il dipende dall’età della persona che ne soffre: negli adulti e adolescenti si usa uno shampoo venduto come prodotto da banco e contenente acido salicilico. Il farmaco selenio sulfìde, di solito soggetto a prescrizione, e usato in basse concentrazioni in alcuni shampoo venduti come prodotti da banco; anche lo zinco piridione si trova in shampoo disponibili per la vendita libera. Questi shampoo andrebbero usati due volte la settimana per prevenzione, tutti i giorni nelle forme attive di dermatite seborroica.

Creme cortisoniche
Nei rari casi nei quali gli shampoo siano inefficaci, una crema steroidea al 2% andrebbe usata due volte al giorno per 7/10 giorni. La crema va associata all’uso dello shampoo.


Eliminare burro, uova e a volte glutine riduce la forfora. Un supplemento di zinco di 40 mg (dose per adulti) e il giusto quantitativo di vitamine E, A e C sono utili per la prevenzione.


Prima di iniziare un trattamento omeopatico è indispensabile distinguere la forma di forfora semplice da quella associata a una affezione cutanea più complessa, come eczema, psoriasi, micosi, dermatite seborroica.
Betula verrucosa La linfa di betulla (Seve de bouleau) raccolta in primavera praticando dei fori nel tronco o nei rami, viene utilizzata in medicina naturale come rimedio fondamentale nel tratta-
mento drenante di affezioni cutanee. La linfa di betulla ha infatti proprietà diuretica e “drenante” dovute alla betullina, eteroside triterpenico che favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche. La linfa di bemila secondo la tecnica del “drenaggio” agisce come drenante generale per l’organismo. Nel trattamento della forfora è consigliabile ripetere cicli di cura della durata di 20 giorni al mese con 10 giorni di pausa.
Phosphoricum a< illuni 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. L'acido fosforico è il medicinale omeopatico utilizzato nella caduta precoce di capelli grassi in periodi di forte stress fisico, emozionale o mentale. Caratteristica è la stanchezza, lo sfinimento e la tendenza alla depressione conse- guente all'eccesso di attività mentale. Selenium 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il selenio, elemento chimico essenziale per l'organismo, è il rimedio omeopatico specifico della seborrea del cuoio capelluto con capelli grassi untuosi, acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. La pelle si presenta grassa, lucida, coperta di punti neri. È anche il medicinale omeopatico utilizzato per l'astenia e la difficoltà di memoria degli studenti, conseguente a studio eccessivo e mancanza di sonno. Ulmus campestris M.G. I DH 50 gocce al dì, in un po' d'acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente di un gemmoterapico preparato a partire dalle gemme di olmo e disponibile alla prima diluizione decimale hahnemanniana. Esso svolge un'attività "drenante" sulla cute, è inoltre un regolatore dell'attività delle ghiandole sebacee, per cui viene utilizzato nel trattamento della seborrea e delle affezioni cutanee trasudanti.MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Il trattamento di questo disturbo è prevalentemente di tipo ), infatti si possono effettuare lavaggi utilizzando acqua in cui vengono disciolte erbe cinesi.
Formula: FANG FENG JING JIE SAN
Herba Schizonopetae…………………24g
Rhizoma Atractylodes………………..24g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……….10,5g
Flos Chrysanthemi…………………..15g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire una dieta sana ed equilibrata, con un maggior apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3,
Integrare la dieta abituale con latte fermentato, kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.
Aumentare il consumo di cibi ricchi di beta-carotene (come nespole, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di bioflavonoidi (limoni, uva – non eliminare i semi – pompelmo, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate, i fritti, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i cibi ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
Evitare il consumo di carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina £ 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce 8 capsule ali giorno distribuite nei due pasti principali;
Selenio 80 mcg al giorno»;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione.

FITOTERAPIA
Frizionare il cuoio capelluto con l’olio essenziale di Betulla (Betulla alba), per almeno 20 minuti, tre/quattro volte al giorno. Aiuta ad alleviare il prurito e ridurre l’eczema seborroico (la forfora).
Per tenere sotto controllo i sintomi può essere utilizzato uno shampoo a base di Tea treeoil (o Olio dell’albero del tè, un rimedio fitoterapia) che si sta dimostrando particolarmente efficace nei giovani adulti di sesso maschile), zinco e selenio.
Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Nei casi in cui il disturbo è particolarmente intenso e recidivante, può essere somministrata un’associazione a base di tre composti fitoterapia, quali la Bardana, (TM, 25 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti), il
Ribes Nigrum (I DH Gemme, 50 gocce al mattino a digiuno e 50 gocce la sera, prima del riposo notturno, diluite in poca acqua oligominerale) e la
Viola tricolor (o Viola del pensiero, TM, 25 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti).
Quando il disturbo si presenta nelle persone affette da stipsi, discinesia biliare, colangite, gotta, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Fumaria ofpcinalis (Fumaria), nella dose di 10-15 gocce,diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-13 15:52:42.

Cefalea di tipo tensivo 180x180 - Cefalea di tipo tensivo

Cefalea di tipo tensivo

È quasi impossibile che una persona non abbia sperimentato almeno una volta questo mal di testa. La di tipo tensivo colpisce in egual misura i due sessi, e tende a esordire in età giovanile (tra i 30 e i 40 anni). La distribuzione del viene solitamente descritta “a fascia”, “a casco”, “a
cappa”, e interessa tipicamente (ma non obbligatoriamente) entrambi i lati. Non si tratta di un dolore che “taglia le gambe”: la sua intensità è lieve-moderata e la persona può continuare a svolgere la propria attività quotidiana.
Anzi, alcuni pazienti riferiscono che non si tratta nemmeno di un vero e proprio dolore, ma soltanto di un fastidio che può comunque assumere connotati negativi per la sua persistenza lungo tutto l’arco del giorno. Solitamente sono assenti i cosiddetti “disturbi vegetativi” caratteristici dell’emicrania, e cioè la nausea, il vomito, il fastidio indotto da luce, rumore e odori. La durata degli attacchi è assai variabile: da 30 minuti a poche ore fino a vari giorni.
Nella cefalea di tipo tensivo il dolore proverrebbe dall’eccessiva contrazione dei muscoli della spalla, della nuca e del cranio, per la cronica incapacità della persona a rilassare la propria muscolatura. È, insomma, il classico “cerchio alla testa”: banale quando è episodico, ma decisamente stressante se dovesse rivelarsi cronico (almeno 15 giorni al mese per almeno 3 mesi).


È importante trattare le cause: questo tipo di mal di testa ha origine tensiva, quindi lo stress e la cattiva postura, così come l’inattività fisica, andrebbero corretti.

Diario
Un diario dei mal di testa è un aiuto molto prezioso per capire quali stimoli provochino il dolore: una volta individuati i fattori scatenanti, adeguare lo stile di vita di conseguenza.

Prevenzione
I supplementi di magnesio nella forma di aspartato di magnesio possono ridurre le crisi di mal di testa. Gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e i beta bloccanti possono aiutare a prevenire mal di testa molto frequenti. È importante imparare tecniche di rilassamento per ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.

Farmaci
Il farmaco più usato contro il mal di testa è l’acetaminofene, o un antinfiammatorio non steroideo (FANS). A volte si aggiunge caffeina per aumentare l’assorbimento dei farmaci.


Actea racemosa 5 CH 5 granuli» 1 -3 volte al dì. La cimicifuga è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee.
Utilizzata in omeopatia nel del dolore cervicale e dorsale che aggrava durante il mestruo e con il freddo. I dolori hanno un carattere crampiforme. Sensillità marcata alla pressione delle prime tre vertebre dorsali.
Dulcamara 9 CH 5 granuli ogni 2 ore. Cefalea tensiva e torcicollo conseguente a esposizione al freddo-umido.
Lachnantes tinctoria 5 granuli, anche ogni 2 ore, nelle prime 24 ore.
Quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Lacnantes è una pianta della famiglia delle Emodoracee, utilizzata in omeopatia nel trattamento del torcicollo, della cefalea tensiva, delle vertigini da artrosi cervicale e nella tensione dolorosa dei muscoli del collo. Spesso viene associato ad Actea racemosa.
Rhus toxicodendron 7 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Aggravamento con l’immobilità e con Tumido. Miglioramento con il movimento lento e progressivo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Questo tipo di disturbo comporta la compartecipazione di due fattori, il primo è la contrazione muscolare eccessiva e il secondo è la tensione creata dallo stato emotivo.
Secondo la Medicina tradizionale cinese le cause sono la stasi del Qi del Fegato, un deficit di )ing del Rene e una stasi di Xue.

Agopuntura
La terapia nel caso di stasi del Qi del Fegato mira a rilassare l’organismo andando a curare l’ansia o lo stress che provocano la tensione, mobilizzando il Qi del Fegato e agendo sul dolore e punti importanti sono:
BAI HU1 (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofìsi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato.
In caso di deficit di Jing del Rene la terapia deve avere azione tonificante e sedare il dolore e i punti utilizzabili sono:
BAI HUI;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Se invece la cefalea è dovuta a stasi di Xue, oltre alla sintomatologia dolorosa bisogna mobilizzare lo Xue con una combinazione di:
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi.
Utile l’applicazione dei punti del Sistema Auricolare di Cranio, Fegato, Fronte, Milza, Occipite, Rene, SHEN MEN e NAO GAN.
Si consigliano 10 applicazioni con una frequenza di due volte la settimana, da ripetere dopo circa un mese.

cinese
Formula: JUAN BIWAN
Radix Astragali Manchuriensis…………..3g
Rizoma Notopterygii……………………5g
Radix Ledebouriellae…………………..5g
Radix Angelicae Sinensis……………….5g
Radix Paeoniae Alba……………………3g
Radix Gìycyrrhizae Uralensis……………3g
Radix Curcumae………………………..3g
Radix Stephaniae………………………3g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro (per ridurre Pinfìam-
mazione e alleviare il dolore). Cercare di seguire un regime alimentare basato su un adeguato consu-
mo di carne magra biologica, pesce pescato in mare, cereali integrali e prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, pane a lievitazione naturale, frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. Per ridurre i sintomi e ostacolare le recidive, possono essere consumati kefir, yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici.
Questi microrganismi incrementando i benefici batteri intestinali, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, potenziando così il Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono (dolci, bibite, marmellate, cioccolata, caramelle ecc.), le bevande contenenti caffeina (caffè, coca cola e tutti i tipi di tè – a eccezione del kukicha) e i cibi indu-
striali addizionati con additivi, che ostacolano l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, di pesci con la lisca (acciughe, sardine), di tofu, di verdure fresche e di stagione e di legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione ( lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecit ina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano I -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
Questo tipo di cefalea è talvolta il risultato di patologie croniche a carico delle ossa del collo ( rachide cervicale), in questi casi e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali. Spesso comunque insorge in pa-
zienti con disturbi di carattere ansioso-depressivo, che poi si traducono in una contrattura muscolare della nuca con dolore esteso a tutta la testa e agli occhi. In questi casi è indispensabile una terapia specifica, anche con piante medicinali ( vedi Ansia, Depressione).
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata, particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata dovuta all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per interferenza con l’elastasi, una sostanza presente nel umano che riduce il numero delle fibre elastiche a livello delle articolazioni, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi, grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagoftto (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Si usano le radici secondarie della pianta che contiene sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali. Nei casi più importanti possono essere associati anche estratti secchi titolati e standardizzati in partenolide di Partenio ( Tanacetum parthenium) che deve al sesquiterpene partenolide l’inibizione del metabolismo dell’acido arachidoni-
coedei prostanoidi.

Originally posted 2014-10-09 15:51:03.

Afta 180x180 - Afta

Afta

È un’ulcerazione superficiale, un’erosione assai dolorosa, spesso multipla, che si localiza sulla mucosa interna delle guance e della labbra (ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato). Dapprima emerge una piccola vescicola, che nel giro di 24-48 ore, diventa una lesione rotondeggiante erosiva, dal colorito biancastro, circondata da un alone rosso intenso. Il fastidio dominante è il bruciore doloroso, che a volte può persino rendere difficoltosi l’ e il semplice parlare. La lesione può essere accompagnata qualche volta da un’adenopatia (l’ingrossamento e il ai linfonodi vicini per la reazione infiammatoria). L’ singola generalmente guarisce spontaneamente in 5-10 giorni, ma può ripresentarsi, anche di frequente. Una causa precisa non è stata ancora accertata. Vengono chiamati in causa svariati fattori: dai disordini dell’immunità alle infezioni virali, dai piccoli traumi locali alle microcarenze di qualche nutriente (come il ferro o l’acido folico). In gioco ci sono anche i periodi di forte stress psicofisico. Di certo, la cattiva igiene orale contribuisce a influenzare l’emersione di questi fastidiosi “crateri”, proprio perchè favorisce la formazione della famigerata placca, costituendo un florido deposito di batteri. Purtroppo, non essendo note le reali cause del fenomeno, non esistono rimedi preventivi: adeguata igiene orale e alimentazione il più possibile variata (che comprenda tutti i gruppi di alimenti) restano principi sicuramente validi.


La presenza di afte è molto rilevante: può variare dal 20% al 65%. La causa è sconosciuta, anche se sono noti i fattori predisponenti: stress, agranulocitosi, neutropenia, enteropatia da glutine, colite ulcerosa, insuffi- cienza renale, deficit vitaminico del gruppo B. Lesioni simili alle afte possono essere provocate da malattie come l’eritema multiforme, il lichen planus, il pemfigoide della mucosa orale e il pemfigo volgare: una corretta anamnesi, un’attenta osservazione ed eventual-
mente anche l’esame istopatologico e l’immunofluorescenza sono molto importanti. Agenti chiamati in causa come responsabili sono il virus herpes simplex, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus, ma il loro ruolo è incerto. Molto frequentemente si ha una correlazione con i fenomeni di immuno-soppressione causati dall’infezione dell’HIV. Una distinzione delle afte può essere effettuata in base alla dimensione e diffusione.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte minori con diametro inferiore a 1 cm: di solito hanno sede nei limiti della mucosa ben cheratinizzata, nella parte interna del labbro inferiore.
Afte maggiori con decorso clinico più lungo, localizzate preferibilmente alla mucosa labiale, nel palato molle.
Afte erpetiformi sono gruppi numerosi di ulcerazioni puntiformi e prediligono il sesso femminile in età adulta. Le afte minori non necessitano di : guariscono spontaneamente in circa 8 giorni. Le afte maggiori o multiple possono trovare beneficio con sciacqui con clorexidina e con l’applicazione locale di cortisoni topici in forma liquida o viscosa. Possono essere utili l’applicazione topica di pomata di lidocaina, l’integrazione vitaminica del gruppo B e l’assunzione di farmaci ansiolitici. È chiaro che, in caso di ulcere aftose che costituiscano l’espressione di una malattia sistemica, il deve essere orientato alla malattia di base. Deve essere comun-
que valutata una carenza di vitamina B12, di folati o ferro. Altri farmaci utili sono il prednisone, la colchicina, il dapsone e il talidomide. Più recentemente sono stati studiati l’azatioprina, le gammaglobuline, l’isoprinosina, l’interferone, l’etretinato, gli inibitori delle monoamino-ossidasi e la pentossifillina.


Numerosi sono i medicinali omeopatici indicati nel trattamento dell’afta. Di essi vengono ricordati i principali con le relative indicazioni specifiche. Borax5 CH 5 granuli, 1-3 volte al dì. Il borato di sodio è una polvere utilizzata in omeopatia per il trattamento delle ulcerazioni circoscritte della mucosa del cavo orale. L’afta presenta margini piani e arrossati con una superficie grigiastra o giallastra. La lesione è intensamente dolorosa, in particolare nella fase iniziale, quan-
do provoca difficoltà nell’assumere cibo. Hydrastis canadensis Tintura Madre. Eseguire delle toccature con la Tintura Madre diluita in acqua tiepida bollita. Abitualmente si consiglia di diluire 30 gocce in mezzo bicchiere di acqua. Per uso topico l’idraste, pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, manifesta un’attività antalgica e favorente il processo riparativo. Mercurius cyanatus 9 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il cianuro di mercurio, utilizzato in passato per il trattamento della difterite, è indicato per tutte le forme infiammatorie e ulcerative a livello del cavo orale. Caratteristica è la presenza di pseudomembrane grigiastre a livello delle ulcerazioni. Solitamente i soggetti per i quali è indicato Mercurius cyanatus lamentano uno stato di profonda prostrazione.

Mercurius solubilis 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il mercurio solubile omeopatico è il medicinale specifico per il trattamento delle stomatiti e delle forme di afta caratterizzate da erosioni superficiali con tendenza ad evoluzione lenta. Spesso si associa scialorrea, alitosi fetida e ingros-
samento dei linfonodi regionali. Secale cornutum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La segala cornuta è un fungo parassita dei fiori di segale che viene utilizzato omeopaticamente per le forme di afta ribelle, in quanto agisce a livello delle arteriole facilitando il processo riparativo a livello della mucosa.
Sulfuricum acidum 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. L’acido solforico viene utilizzato in omeopatia per la tendenza alle afte a livello del cavo orale e per i rigurgiti gastroesofagei.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere provocato sia da un fattore patogeno esterno come il Fuoco e gli organi interessati sono il Cuore e la Milza, che da un deficit di Yin o di Yang e in questo caso gli organi coinvolti sono la Milza e il Rene. La terapia consiste quindi nella dispersione del Fuoco di Cuore e Milza, nella tonificazione dello Yin e dello Yang della Milza e del Rene e nella sedazione del dolore e del bruciore.

– Agopuntura
Punti importanti sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi; JIA CHE (giuntura mandibolare, localizzato sopra l’angolo della mandibola) che espelle il vento e rimuove le ostruzioni dal meridiano; NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yane e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
DA LING (grande collina, localizzato al centro della piega traversa del polso fra i tendini) che calma lo Shen e purifica il Fuoco del Cuore; SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre nel caso di un’afta da deficit di Yang di Milza e Rene punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang.
Possono inoltre essere utilizzati punti del Sistema Auricolare quali Bocca, Cuore, Milza, Reni e Surreni.
La terapia va eseguita seguendo un ciclo di 10 applicazioni durante le quali si possono osservare miglioramenti fino alla guarigione arrivati alla quale ci si può fermare.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di stress e di attività fisica intensa e prolungata con conseguente abbassamento delle difese immunitarie è necessario aumentare l’apporto di cibi ricchi di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e di alimenti proteici per ostacolare lo sviluppo di infezioni e accelerare il processo di cicatrizzazione: frutta e verdura fresche e di stagione, cereali integrali e legumi biologici, carne magra proveniente da animali allevati all’aperto, pesce pescato in mare, yogurt arricchito con batteri probiotici, kefir e tè verde. Per facilitare la risposta immunitaria e antinfiammatoria dell’organismo può essere utile dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, come il salmone selvaggio, il merluzzo (pescato nei mari del Nord), l’aringa, lo storione, le acciughe, le sardine, l’halibut, il pesce persico, i semi di lino, di girasole, di zucca, di sesamo, le noci, l’olio di semi di vinacciolo, di lino, di girasole, di noci e di mais (tutti rigorosamente biologici e spremuti a freddo).
Alimenti da evitare In caso di intolleranze o di allergie alimentari è necessario impostare per almeno due settimane un regime dietetico che prevede l’eliminazione dei cibi a elevato apporto di zucchero raffinato e/o addizionati con additivi, di bibite, bevande alcoliche, latte e latticini, uova, arachidi, soia, pasta, pane e prodotti da forno a base di frumento e lievito chimico.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Rame Bambini al di sotto dei 6 anni d’età: 30 mcg al giorno per chilo di pes0 corPoreo’ Adolescenti: 18 mcg al giorno per chilo di peso corporeo. Adulti: 2 mg al giorno;
Unco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento); fermenti lattici vivi ad elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno al mattino a digiuno prima di colazione (non associare agrumi, caffè o tè);
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt; Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento). Bambini al di sopra dei 6 anni di età: 200 mg al giorno al mattino a digiuno. Adolescenti: 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Nella maggior parte dei casi la terapia delle afte è abbastanza empirica, non conoscendo le vere cause del fenomeno. Ed anche le piante utilizzate nell’uso comune sono proprio dotate di proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Nella tradizione popolare viene applicata la sottie pellicola della cipolla direttamente sulla lesione, ma anche lo stesso suco di limone. Piante medicinali più specificamente indicate nella moderna terapia delle afte sono certamente YAloe vera di cui sfruttiamo il gel elle foglie, dotato di attività antinfiammatoria, mucoprotettrice ed imunostirnolante. Questo può servire pure come veicolo di oli essenziali a applicare per toccature ripetute.

Ad esempio, il gel delle foglie di Aloe vera è molto utile come emolliente e protettivo per la cute e per le mucose irritate in quanto contiene molti polisaccaridi, glicoproteine (lectine) e acqua. Può essere applicato direttamente dalla foglia, ma è già disponibile anche in molti prodotti sul mercato. II gel di Aloe serve pure come veicolo per sostanze anestetiche. Dalle foglie della Calendola (Calendula officinalis) invece si ottiene un estratto ricco di sostanze cicatrizzanti e antinfiammatorie, in particolare triterpeni, polisaccaridi e polifenoli. Può esser ottenuto un oleolito o meglio una tintura alcolica per la preparazione di gel per toccature locali. Altro olio utilizzabile allo scopo è quello di Iperico, tipico rimedio tradizionale, ottenuto tenendo a macerare in olio di oliva le sommità fiorite di Iperico [Hypericum perforatum). V olio diventa rapidamente rossastro, e la presenza di flavonoidi e iperforina lo rende ottimo emolliente, antinfiammatorio e cicatrizzante.
Nei soggetti con frequenti recidive sono utilizzate piante ad attività immunostimolanti come lo stesso Astragalo (Astragalus membranaceus) sotto forma di estratto fluido,20 gocce 2 volte lontano dai pasti; l’Eleuterococco (Eleuterococcus senticosus) 1-2 capsule al mattino prima di colazione, per periodi di almeno 6 mesi.

Originally posted 2014-10-07 14:51:30.

Asma 180x180 - Asma

Asma

L’ bronchiale è un’affezione respiratoria caratterizzata fondamentalmente da tre fattori: l’infiammazione cronica delle vie aeree, l’ostruzione bronchiale e la reattività esagerata del bronco ai diversi stimoli. È l’infiammazione che rende il bronco maggiormente eccitabile, e il bronco, a sua volta, scatena ricorrenti crisi respiratorie, caratterizzate da respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante questi attacchi la funzionalità respiratoria viene compromessa (con esiti anche fatali, se non s’interviene in maniera adeguata). Di non ce n’è una sola. L’ bronchiale può costituire una risposta alterata del Sistema Immunitario che tende a produrre anti-corpi della classe E nei confronti di svariati allergeni ambientali (pollini, muffe, deiezioni di acari, peli di animali). Esiste anche un’ professionale dovuta all’esposizione a fumi, polveri e a sostanze irritanti sul posto di lavoro, in una larga fetta di popolazione non è possibile rintracciare alcuna pregressa sensibilizzazione allergica, nel qual caso i fattori chiamati in gioco sono le infezioni virali, l’intolleranza ai FANS (gli antinfiammatori non steroidei), responsabile di una chiamata “ da ”; anche lo sforzo può essere implicato nello scatenamento dell’ bronchiale e pure il reflusso gastroesofageo. Per effettuare un adeguato piano di controllo dell’ è importante che la malattia venga diagnosticata precocemente. L’iter diagnostico si avvale di diversi strumenti: la spirometria è un esame molto semplice e non invasivo che misura i volumi respiratori e la velocità dei flussi dell’aria, evidenziando in questo modo un eventuale quadro ostruttivo; il misuratore del Picco di Flusso Espiratorio (Peak FlowMeter) è invece un apparecchio che valuta il flusso d’aria che fuoriesce dai polmoni in seguito a un’espirazione for zata; infine, i test di stimolazione puntano a stimolare la comparsa del bronco-spasmo dopo l’inalazione di particolari agenti irritanti.


– Stile di vita
È importante identificare le cause dell’attacco asmatico e modificare lo stile di vita ove necessario. Ridurre i grassi animali e il burro nella dieta può aiutare. La pulizia degli ambienti con la rimozione della polvere e tecniche antistress possono ridurre la frequenza degli attacchi.

– Farmaci
Il tipo di farmaco usato negli adulti e nei bambini di età superiore a 5 anni dipende dalla severità dell’asma. Un farmaco beta agonista somministrato per via inalatoria è molto utile per un sollievo rapido, ma il beneficio dura poco tempo. In caso di asma persistente si ricorre a corticoste-
roidi a bassa dose per via inalatoria. Altri farmaci sono il sodio cromoglicato, un antagonista del recettore dei leucotrieni chiamato montelukast, ripratropium e la teofillina: per l’asma severa si usa una combinazione di questi farmaci. Un corticosteroide come il prednisone può essere necessario per brevi periodi.

Stato asmatico
Lo stato asmatico è una condizione molto severa, da trattarsi come vera e propria emergenza: non risponde alle solite terapie e richiede l’immediato ricovero in ospedale, con assistenza ventilatoria e somministrazione endovenosa di farmaci.


Quando il soggetto asmatico è già in con farmaci convenzionali, lo svezzamento dalla terapia deve essere molto prudente e graduale. I farmaci potranno essere ridotti in base al risultato ottenuto sotto attenta valutazione medica. Secondo l’approccio omeopatico l’asma è l’espressione di un particolare ‘terreno’ e si manifesta con episodi critici di broncospasmo. Vengono considerati solo alcuni dei medicinali omeopatici più spesso indicati per il dell’asma da un punto di vista sintomatico.
Antimonium tartaricum 5 CH per favorire le secrezioni; 30 CH per inibirle. Ipersecrezione della mucosa bronchiale con tosse inefficace e dispnea rumorosa. Rantoli grossolani da ristagno. Pallore, prostrazione, sonnolenza e cianosi. Antimonium tartaricum è indicato soprattutto nella bronchite asmatiforme.
Atalia racemosa 5 CH 5 granuli da assumere alle ore 18. Crisi d’asma che insorge dal momento in cui il si corica. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra l’una e le tre del mattino. Alternanza di manifestazioni cutanee e mucose (orticaria, eczema, asma…). Alternanza di agitazione e prostrazione.
Kali carbonicum 15 CH 5 granuli, prima di andare a letto e anche ogni mezz’ora durante la crisi. Crisi d’asma tra le 2 e le 4 del mattino.
Miglioramento dopo l’espulsione di secrezioni come palline grigiastre. Il paziente trova sollievo stando seduto, piegato in avanti con i gomiti sulle ginocchia, nella caratteristica posizione definita del ‘samurai*.
Ipeca 5 CH 5 granuli, più volte al dì. Spasmo e ipersecrezione a livello delle mucose respiratorie e digestive. Tosse spasmodica con dispnea espiratoria, associata a nausea e vomito. Lingua pulita o con sottile patina. Rantoli fini disseminati. Aggravamento con il movimento.
Poumon-histamine 15 CH 5 granuli, anche ogni 10 minuti. È il medicinale omeopatico usato in maniera sistematica in caso di crisi d’asma. La frequenza della somministrazione va diradata in base al miglioramento.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’asma a livello fisiologico è causata da un’anormale produzione di Flegma e quindi l’organo interessato è il Polmone e in particolare l’ostruzione al passaggio di aria mentre a livello organico i responsabili di questo disordine respirato-
rio sono, oltre al Polmone, la Milza e i Reni.
Il trattamento va incontro alle cause esogene cioè Vento freddo o Vento caldo ed endogene, quali i deficit di Qi di Milza, Polmone e Rene, quindi andare a disperdere il Vento freddo favorendo la ventilazione polmonare, disperdere il Calore purificando il Polmone, tonificare il Qi della
Milza, del Polmone e del Rene andando sintomaticamente sulla tosse, l’espettorato, l’affanno, l’astenia, la sudorazione e la dispnea.

– Agopuntura
Nel caso di asma da Vento freddo punti importanti sono:
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’aporìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il
Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
FENG MEN (porta del Vento, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra toracica) che tonifica e stimola i Polmoni, regola il Qi, purifica il Calore ed espelle il Vento.
Per l’asma da Vento caldo:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni.
In caso di deficit di Milza, Polmoni e Reni:
GAO HUANG (punto Shu dei centri vitali, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che tonifica il Rene ed il Fegato, regola il Qi del Polmone e rinvigorisce lo Shen;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore.
Più punti del Sistema Auricolare del Simpatico, della Sottocorticale e dei Surreni.
Grande efficacia in associazione alla terapia con agopuntura è il trattamento di moxibustione che agisce come un ottimo broncodilatatore favorendo la capacità polmonare e rilassando la muscolatura bronchiale.
Si consiglia un ciclo di 10 terapie dopo di che è possibile ogni anno, prima dell’insorgenza delle patologie allergiche primaverili, fare un richiamo di 5 sedute fino alla risoluzione della sintomatologia.

cinese
Formula: SU ZI JIANG QI TANG
Fructus Perillae……………………..9g
Rizoma Pinelliae……………………..9g
Radix Angeicae Sinensis……………….6g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..6g
Radix Peucedani………………………6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Cortex Cinnamomi……………………..3g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….6g
Fructus Ziziphi Jujubae……………….3g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Nei casi di asma allergica privilegiare il pesce pescato in mare, i cereali in chicchi e in fiocchi, i prodotti biologici a base di farine integrali o semintegrali lievitati naturalmente (evitare il lievito chimico), la frutta e la verdura biologica, la soia e i derivati (latte, tofu, yogurt e dessert).
Nell’asma cronica può essere utile aumentare il consumo degli alimenti ricchi di selenio, come aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, frutti di mare, funghi, germe di grano, cereali integrali, latte vaccino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo**.
Nei bambini, le cui crisi asmatiche sono indotte dall’attività fisica, per ridurre l’infiammazione bronchiale può essere utile aumentare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 come l’olio di lino spremuto a freddo, il salmone selvaggio, l’aringa, le sardine, le acciughe, lo sgombro e il merluzzo. I cibi piccanti come il peperoncino e lo zenzero fresco, consumati almeno tre volte alla settimana, possono aiutare la respirazione. Durante una crisi, nel paziente adulto, può essere d’aiuto assumere il caffè, (privilegiare la qualità Arabica biologica), in quanto la caffeina dilata i bronchi, migliorando la respirazione. È importante aumentare l’apporto quotidiano di liquidi sotto forma di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Nei casi di asma allergica è consigliabile eliminare gli alimenti che potrebbero scatenare una crisi» come la carne, le uova, il latte e i latticini, la frutta secca e il cioccolato.
Evitare i prodotti addizionati con additiva, incluso il vino che può contenere il metabisolfito un conservante alimentare; i dadi da brodo e i piatti pronti in cui può essere presente il glutammato monosodico. Evitare frutta, verdura, legumi e cereali coltivati con i metodi tradizionali.

– Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule distribuite nella giornata;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Bioflavonoidi e vitamina C per tenere sotto controllo l’infiammazione e la produzione di muco bronchiale;
Vitamina E associata al beta-carotene protegge contro gli agenti inquinanti;
Complesso B per tenere sotto controllo la risposta allo stress che potrebbe scatenare una crisi d’asma;
Vitamina B6 nella prevenzione (se esiste una storia familiare di asma e/o di allergie) e per alleviare i sintomi;
Magnesio la carenza può essere una delle cause della malattia asmatica
Olio di pesce aiuta a ridurre la frequenza delle crisi;
Olio di fegato di merluzzo per ridurre l’infiammazione bronchiale.
” Proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con foraggio biologico privo di antibiotici e ormoni. “Di galline allevate all’aperto e alimentate con mangimi biologici. Queste sostanze possono attivare gli allergeni e scatenare una crisi d’asma.

FITOTERAPIA
Un classico rimedio fitoterapia) contro l’asma, di un passato neppure tanto lontano, erano le sigarette alla Salvia, alle cui foglie venivano associate foglie di Stramonio, che contiene alcaloidi di tipo atropinico, che si comportano come veri e propri farmaci anticolinergici.
Altra pianta medicinale, capostipite degli attuali farmaci simpaticomimetici è l’Efedra, ancora oggi utilizzata sotto forma di decotto nella medicina tradizionale cinese.e sostituita dai moderni spray o aerosol nella medicina occidentale. Si trattava comunque di farmaci o rimedi popolari da usare negli attacchi di asma. Altra categoria di farmaci antiasmatici di origine vegetale è l’aminofillina, molecola ottenuta a partire dalla teofillina, estratta dal cacao, ma presente anche in altre piante quali tè e caffè.
La moderna fitoterapia nei casi di asma di origine allergica ci consente di fare una adeguata prevenzione, con estratti di piante ad attività antiallergica. Forse la più nota è il Ribes (Ribes Nigrum). Si tratta di una pianta preziosa per molti aspetti, di cui tuttavia nell’uso popolare si usano impropriamente dei macerati glicerici ottenuti a partire dalle gemme, mentre la moderna ricerca ha dimostrato che le sostanze utili si trovano in realtà nell’olio estratto a freddo dai semi, proprio perché ricco in acidi grassi polinsaturi, similmente all’olio estratto dai semi della Perilla (Penila frutescens)y pianta di origine giapponese. Questi oli diventano spesso il rimedio di base da assumere per molti mesi a scopo preventivo, al quale possono aggiungersi altre piante in base alle necessità del singolo caso clinico.

Boswellia serrata I triterpeni bloccano la sintesi dei leucotrieni. Ginkgo biloba I ginkgolidi inibiscono Fazione del PAF (fattore scatenante l’attacco).Adatoda vasica Gli alcaloidi e altre sostanze di questa pianta indiana presentando una interessante attività broncodilatatrice. La posologia deve essere prescritta dal medico curante.
Si tratta di piante medicinali di origine orientale, ma oggi facilmente reperibili anche sul mercato farmaceutico occidentale, e già studiate scientificamente anche con risultati molto promettenti.
Gli oli essenziali invece di Pino e di Eucalipto, tra l’altro presenti anche in Farmacopea, sono ricchi in terpeni che penetrano rapidamente nell’organismo, e vengono espulsi dall’apparato respiratorio, dove riescono a fluidificare le secrezioni catarrali croniche.

Originally posted 2014-10-08 14:19:53.

TONSILLITE 180x180 - TONSILLITE

TONSILLITE

Si tratta di un’infezione respiratoria generalmente causata da virus o da batteri. Fra questi ultimi, il maggior responsabile è lo Streptococco betaemolitico di gruppo A, temibile perché potenzialmente in grado di provocare, con meccanismi di natura immunologica, un’alterazione di organi quali cuore, reni e articolazioni. Il problema diagnostico più importante è proprio il riconoscimento delle forme streptococciche, dato che solo queste ultime possono causare complicazioni serie. Le tonsille sono due masse di tessuto linfatico situate in quella porzione della faringe che comunica con la cavità orale, e, insieme alle adenoidi e alla tonsilla linguale, costituiscono le strutture del Sistema Immunitario poste a difesa delle vie aeree superiori. Giocano un cruciale ruolo nel processo di maturazione del Sistema Immunitario dei bimbi, permettendo all’organismo di confrontarsi con gli stimoli ambientali – visto il loro diretto contatto col mondo esterno – per favorire un’adeguata risposta anticorpale. Nella acuta, la faringe si presenta rossa e tumefatta; i sintomi sono caratterizzati dalla febbre – anche elevata – e dal alla deglutizione. È possibile notare uno scolo di materiale sieroso o siero-purulento dal rinofaringe; le tonsille possono essere semplicemente arrossate e aumentate di volume, oppure picchiettate da zaffi di pus (punteggiatura bianco-giallastra), o infine ricoperte di placche biancastre. I linfonodi del collo si presentano ingrossati. Le tonsilliti tendono a ripresentarsi con facilità: nella fattispecie, si parla di ricorrente in presenza di sette episodi all’anno, oppure di cinque all’anno, negli ultimi due anni, o di tre all’anno negli ultimi tre anni.

LE CONSEGUENZE
Non solo prolungate assenze dalla scuola. La tonsillite che si presenta con frequenza e gravita può comportare svariate conseguenze: il pericolo che si formino degli ascessi negli organi infetti; la frequente propagazione dell’infiammazione all’orecchio o ai seni paranasali; la probabilità che l’infezione si cronicizzi; l’eventuale danno a distanza, esteso alle articolazioni e al cuore (con compromissione delle valvole cardiache).

La tonsillite può essere virale oppure batterica: il deve tenere conto della causa. Esiste un’emergenza medica se si sviluppa un ascesso intorno alle tonsille. Se dopo un adeguato le tonsille rimangono molto ingrossate, la visita otorinolaringoiatrica è fortemente consigliata.

Trattamento delle infezioni virali
Acetaminofene o ibuprofene alleviano il dolore. Gargarismi con acqua salata (un cucchiaio da tavola di sale in due tazze di acqua distillata) possono aiutare. Per un paio di giorni è opportuno nutrirsi di cibi leggeri e freddi.

Trattamento delle infezioni batteriche
La penicillina e i suoi derivati sono i farmaci più comunemente prescritti. L’eritromicina viene scelta in caso di allergia alla penicillina. Alcuni batteri sono resistenti alla penicillina e all’eritromicina: se non c’è risposta alle terapie dopo 24/48 ore il batterio può effettivamente essere resistente, quindi è necessario cercare un’alternativa antibiotica come la claritromicina o le cefalosporine.

Tonsillite recidivante
Di solito è indicata la rimozione chirurgica delle tonsille.

In caso di tonsillite intensamente febbrile, associata a fenomeni suppurativi o con reazione linfonodale è necessaria una valutazione medica. Il trattamento omeopatico va integrato con l’approccio convenzionale per ottimizzare l’efficacia» ridurre i tempi della malattia ed evitare le complicanze.
Faringotonsillite ‘rossa’
Apis 9 CH 5 granuli, anche ogni ora. Tumefazione rosata della gola e dell’ugola che pende come una piccola vescica piena d’acqua. Dolori brucianti migliorati con le bevande fredde o succhiando ghiaccio.
Belladonna 7CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola. Senso di costrizione dolorosa al collo. Talvolta febbre elevata, congestione del volto e sudorazione abbondante.

Phytolacca 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento cupo e secchezza della gola con aumento di volume delle tonsille. Gola secca con bisogno continuo di deglutire e dolore nella deglutizione che si irradia dalla base della lingua verso le orecchie.
Faringotonsillite ‘bianca’
Mercurius solubilis 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore. Arrossamento della gola e delle tonsille con piccoli punti bianchi. Lingua tumefatta e flaccida, tanto da presentare sui bordi l’impronta dei denti. Alito fetido. Dolore irradiato all’orecchio. Ingrossamento dei linfonodi del collo.
Tendenza suppurativa
Heparsulfur5 CH 5 granuli, ogni 3 ore, per favorire la suppurazione.
30 CH, 5 granuli ogni 3 ore, per frenare la suppurazione. 9 CH, 5 granuli ogni 3 ore, per ottenere un effetto ambivalente. È il rimedio di prescrizione sistematica nelle tonsilliti con tendenza alla suppurazione. Caratteristica è l’iperestesia dolorosa della zona infiammata.
Pyrogenium 7CH5 granuli, ogni 3 ore, per inibire la suppurazione. È il medicinale indicato in tutti i processi suppurativi acuti che viene spesso utilizzato in associazione con Heparsulfur.

Trattamento locale
Calendula offìcinalis-Phytolacca eseguire gargarismi con 20 gocce di ciascuna delle due tinture madri, in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, bollita in precedenza, per ottenere un effetto antalgico e antisettico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da Vento caldo oda deficit di Yin.
Lo scopo della terapia, oltre che sedare il dolore consiste nella risoluzione dello stato infiammatorio, nella dispersione del Vento caldo e nella tonificazione dello Yin.
Nel caso di tonsillite da Vento caldo punti importanti sono:
HEGU:
HEGU;
QUCHI;
SHAO SHANG;
TIAN RONG;
DAZHUI;
GUI LAI;
SHUIDAO.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare rapporto di liquidi, in particolare di acqua minerale naturale a temperatura ambiente, succhi di frutta biologici senza zucchero aggiunto, centrifugati di verdure e agrumi, brodo vegetale e/o di carne magra di pollo (non di allevamento), latte d’avena e di riso addizionato con calcio.
Integrare la dieta con cereali integrali biologici, pane preparato con farina integrale di kamut, o di farro, macinata a pietra e lievitata naturalmente, fiocchi d’avena, grano saraceno spezzettato, legumi, soia e derivati, pesce pescato in mare, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, frutta secca, semi oleosi, miele vergine integrale di produzione italiana.
Incrementare le fonti di vitamina A (come fegato di manzo biologico, pesce pescato in mare, latticini) e C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci).

Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare gli alcolici, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, la caffeina, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, i salumi e i formaggi stagionati (escluso il Parmigiano reggiano), i vegetali non biologici, la carne e il pesce di alle-
vamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, con integrazione di: Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno, Vitamina B5 10 mg al giorno, Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatoria, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per le sue proprietà balsamiche e anticatarrali può essere utilizzato l’estratto fluido di Pinus sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età è consigliabile usare il preparato per aerosol, nella dose di 20 gocce, privilegiando la mattina e la sera, poco prima del riposo notturno.
Per potenziarne l’azione può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età).

Come antisettico può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come co-
liche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per accelerare il processo di guarigione può essere utile il Ribes Nigrum sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapie!, fototerapia, sotto forma di un composto a base d. Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio lunedì e il giovedì).

 

Originally posted 2014-10-08 11:08:49.

PUNTURA-DINSETTO

PUNTURA D’INSETTO

A pi, vespe e calabroni inoculano al momento della puntura una minima quantità di veleno, capace di scatenare un complesso di sintomi. Questi possono essere locali o allergici. I primi si manifestano in egual misura in tutte le persone che vengono colpite dalla puntura; l’intensità dei fastidi è proporzionale al numero delle lesioni subite; in genere, la reazione locale è caratterizzata dal prurito, dal gonfiore e dal particolarmente bruciante. L’incidente può diventare pericoloso quando la puntura coinvolge le persone allergiche al veleno: i sintomi in questo caso coinvolgono l’intero organismo. Emergono un’orticaria generalizzata, accompagnata da una certa difficoltà respiratoria, senso di “gola stretta”, chiaro affanno e un sensibile abbassamento della pressione arteriosa, con sudorazione e pallore. Si tratta di una reazione allergica diffusa, che può approdare allo shock anafilattico. È una manifestazione che esplode nelle persone che hanno sviluppato una precedente sensibilità al veleno dell’insetto. Lo shock anafilattico è una reale emergenza medica, che può evolvere verso il decesso nel giro di poche decine di minuti.

LA ZANZARA TIGRE
Il nome scientifico è Aedes olbopictus. È una zanzara di piccole dimensioni, di colore nero, con una tipica banda bianca posta longitudinalmente sul dorso e numerose strie bianche trasversali sulle zampe. È attiva da aprile-maggio a novembre ed è munita di un rostro più largo e lungo della zanzara comune (Cufex pipiens), che le consente di pungere anche attraverso i vestiti. È più molesta e aggressiva delle altre zanzare e, a differenza di queste, punge di giorno e ripetutamente. Le sue punture risultano assai dolorose e possono provocare pomfi pruriginosi e lesioni anche emorragiche, a volte bollose.

In caso di reazione allergica alla puntura d’insetto chiedere il tempestivo intervento del medico: la somministrazione di adrenalina può essere urgentemente necessaria nei casi molto gravi.
Terapia dei casi senza reazione allergica sistemica
Dopo la puntura è necessario disinfettare il punto di contatto per evitare infezioni batteriche.
La sede della puntura deve essere coperta con un impacco di ghiaccio (o acqua fredda), per rallentare la diffusione del veleno. Per ridurre i sintomi sono utili gli antistaminici per via orale, e gli analgesici (ibuprofene o acetaminofene). Si può somministrare anche una lozione topica alla calamina per alleviare la sintomatologia. Reazioni locali importanti possono essere trattate con corticosteroidi per via orale.
Tutti i pazienti trattati vanno seguiti e tenuti in osservazione per almeno 24 ore per evitare recidive da anafilassi, soprattutto se c’è un’anamnesi positiva in tal senso.

In omeopatia è possibile sia prevenire efficacemente la tendenza a essere punti dagli insetti così come trattare le conseguenze di tali punture, in base alle caratteristiche delle lesioni. Particolarmente interessante è l’uso preventivo di Ledum palustre nella prevenzione delle punture da zanzara durante l’estate e in particolare nel periodo di esposizione.
Prevenzione
Ledum palustre 7 CH 5 granuli, una volta al dì. Stagione a rischio, in zone a rischio. Per prevenire le punture degli insetti, in particolare nell’ipersensibilità alle punture di zanzara in soggetti particolarmente recettivi. Il rosmarino selvatico viene utilizzato in omeopatia anche per gli apicoltori, mezz’ora prima di avvicinarsi all’alveare, per prevenire la puntura delle api.
generale
Apis 15 CH-Ledum 7CH5 granuli, inizialmente ogni 10 minuti, alternando i 2 rimedi, diradando in base al miglioramento. I due rimedi sono utili per controllare l’edema e il prurito conseguenti alla puntura di insetto. In particolare Apis mellifica controlla la reazione rapida con edema rosato, rugoso e bruciante, attenuato dalle applicazioni fredde o con il ghiaccio.
Cantharis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Punture con grosse bolle brucianti e intensamente pruriginose, migliorate dalle applicazioni fredde.
Tarentula cubensis 5 CH 5 granuli, ogni ora. Punture con tumefazione importante e colorazione cianotica, talvolta accompagnata da intensa reazione linfonodale regionale.
Trattamento locale
Calendula Tintura Madre o crema. Si consiglia l’applicazione locale di alcune gocce di Tintura Madre. Preparazioni a base di Calendula, eventualmente associata ad altri rimedi, come Hypericum, Achillea, Ledum, svolgono un’attività antinfiammatoria nell’area della puntura di insetto.
Sovrainfezione
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Punture di insetto con tendenza alla sovrainfezione.
Rana bufo 5 CH5 granuli, 3 volte al dì. Puntura di insetto con reazione linfangitica regionale e ingrossamento reattivo dei linfonodi regionali.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non esiste una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.

Incrementare il consumo di latte fermentato, kefir e yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.
Aumentare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, i piatti dei fast-food, le fritture, le spezie e icibi piccanti.
Limitare (fino al miglioramento del quadro clinico) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra.

Integrazione alimentare
Vitamina E 10 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C200 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Latte e uova addizionati con acidi grassi omega-3 (per esempio circa 200 mi da assumere appena dopo la puntura dell’insetto).

Per alleviare l’edema e l’arrossamento cutaneo, può essere utilizzato un composto a base di olio di Iperico, preparato con 400-500 g di sommità fiorite di iperico, 1000 ml di olio extravergine d’oliva, oppure di lino spremuto a freddo. Mettere gli ingredienti in un contenitore di vetro a chiusura ermetica e lasciare macerare al sole per alcuni mesi, aprendo ogni tanto il coperchio per consentire l’evaporazione dell’acqua che si forma durante la macerazione. Filtrare e conservare in un contenitore di vetro opaco a chiusura ermetica, in un luogo fresco, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Immediatamente dopo la puntura di un insetto, frizionare energicamente la cute, lasciare agire per almeno 30 minuti, quindi ripetere per altre due, tre volte. Il prodotto può essere applicato tre/quattro volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Non utilizzare prima dell’esposizione solare.
Per alleviare il dolore, può essere applicata la tintura d’Arnica (una pianta conosciuta fin dall’antichità per la sua azione analgesica), preparata con 20 g di Arnica (radici e foglie finemente tritate), 50 g di glicerina e 60 ml di acqua distillata. Mescolare in una ciotola i composti e frizionare energicamente la zona colpita. Ripetere dopo circa 30 minuti per almeno tre/quattro volte. Applicare al bisogno fino alla scomparsa dei sintomi.
La tintura d’Arnica deve essere utilizzata con attenzione, soprattutto nei soggetti allergici, perché può dar luogo ad eritemi cutanei nella zona di applicazione, o all’eczema da contatto.

Originally posted 2014-10-10 12:42:22.

VITILIGINE

VITILIGINE

É una malattia caratterizzata dalla presenza di macule o chiazze ben circoscritte, in cui i melanociti, ovvero le cellule che provvedono a fabbricare la melanina (il pigmento a cui si deve il colore della cute), risultano assenti o ridotti di numero. La può comparire a qualsiasi età: più spesso colpisce prima dei vent’anni e progredisce lentamente; interessa entrambi i sessi e nel 30% dei casi è possibile riscontrare precedenti casi in famiglia. Queste macule scarsamente o per nulla pigmentate affiorano frequentemente, in modo simmetrico, sulle aree del esposte alla luce (come il viso e il dorso delle mani). Hanno un aspetto rotondeggiante od ovalare. Hanno la tendenza ad allargarsi e a confluire in chiazze che mostrano un contorno frastagliato. Piuttosto spesso queste isole “scolorite” presentano alla periferia un alla iperpigmentato. I peli nelle lesioni conservano la colorazione, ma nelle macule di lunga durata diventano grigi o bianchi. Il decorso della malattia è cronico e il grado di questo inestetismo cutaneo è variabile. Svariate sono le ipotesi avanzate per spiegare la comparsa di questa affezione. Potrebbe derivare da un disordine di tipo autoimmunitario (spiegazione scaturita anche dal fatto che la vitiligine si associa a diverse malattie, come l’ipertiroidismo o l’alopecia areata, in cui è evidente il coinvolgimento immunologico). C’è anche un’ipotesi neurogenica, per cui le terminazioni nervose produrrebbero una sostanza con effetti tossici sui melanociti; e c’è anche chi parla di autodistruzione dei melanociti. Ma verosimilmente tutti questi fenomeni entrano in gioco nel determinare il danno.

DA SAPERE
• Le lesioni tipiche della vitiligine sono esposte a un elevato rischio di ustione in seguito all’esposizione solare.
• Il decorso clinico della vitiligine è bizzarro, appare tuttavia abbastanza chiaro che lasciata a se stessa, la vitiligine, tende a peggiorare e a coinvolgere una percentuale sempre maggiore di superficie corporea.

Fototerapia
Per la vitiligine estesa si esegue la puvaterapia con l’assunzione di psoraleni (si preferisce il 5-Mop perché meno fototossico e con meno effetti collaterali). La fototerapia con UVB a banda stretta è superiore alla Puva terapia e con minori effetti collaterali. Le sorgenti di radiazioni UVB sono costituite da lampade tradizionali o sorgenti laser o di luce pulsata.
Farmaci
Si consiglia una terapia steroidea topica nei casi di vitiligine insorta da poco tempo, soprattutto sul viso e collo. Si possono verificare recidive dopo la sospensione della terapia.
Chirurgia
Autoinnesti di cute prelevata in aree con normale pigmentazione o trapianti di melanociti coltivati sono approcci possibili.

La depigmentazione cutanea che caratterizza la vitiligine richiede la prescrizione sistematica di Platanus orientalis, per un lungo periodo di tempo, della durata di almeno 6 mesi. Si può associare e alternare la prescrizione di Mica e Sepia offìcinalis. Mica 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per la vitiligine in soggetti con tendenza alla depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali. Si consiglia di associare Sepia offìcinalis.
Platanus orientalis Macerato glicerico 1 DH, 50 gocce, 1-3 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Il platano orientale appartiene alla famiglia delle Platanacee. È un albero maestoso, alto fino a 40 metri. Quanto a longevità esso rivaleggia con la sequoia.
Nell’antica Grecia i platani erano riservati al tempio e consacrati alla divinità del sole. Dioscoride (I secolo d.C.) e Galeno (II secolo d.C.) usavano il decotto delle foglie e della corteccia, per uso esterno, nei pròcessi infiammatori cutanei. In gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche. Le gemme di platano orientale sono efficaci in alcune forme di dermopatie (acne giovanile ribelle e vitiligine). È utilizzato anche nella cura del calazio e della blefarite. Il va prolungato per almeno 6 mesi di durata.
Sepia 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana, alternando con Mica. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso, sui tessuti di sostegno e sulla cute. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico. Depigmentazione cutanea. Si consiglia di associare Mica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da Vento, Umidità-Calore o da stasi del Qi del Fegato.
Lo scopo della terapia è di disperdere il Vento, mobilizzare lo Xue, disperdere Umidità e Calore e mobilizzare il Qi del Fegato, per ridurre l’estensione delle macchie.
Punti importanti per la terapia sono:

FENG CHI;
GE SHU;
QU CHI;
WAI GUAN;
XUE HAI;
HE GU;
SAN YIN JIAO;
YIN LING QUAN;
ZU SAN LI;

NEI GUAN;
QI MEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG.

Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Fegato Reni e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, dopo 30 giorni si effettua un controllo per valutare l’effetto terapeutico e se necessario completare la terapia con un ciclo di richiamo.

cinese
Formula: BU GU ZHIYOU
Fructus Psoraleae…………………….5 g
Olio di Mandorle Dolci………………80 ml
Olio di Borragine………………….20 ml
Posologia: Un’applicazione al dì sulle zone interessate per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare i cereali integrali in chicchi e i legumi (sempre associati, nello stesso pasto), i prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, la soia e i derivati, la frutta e la verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.

Aumentare il consumo di cibi ricchi di zinco, come le carni di agnello,maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra. Integrare la dieta con i polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Aumentare l’assunzione di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre-quattro mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i vegetali non biologici, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Integrazione alimentare
Beta-carotene Aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia
(azione antiflogistica).

Per migliorare la vascolarizzazione cutanea e alleviare la sintomatologia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione antiossidante, è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).
Se il disturbo si presenta nelle persone debilitate e inappetenti, per stimolare il Sistema Immunitario, può essere usato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti; eventualmente associato all’Avena sativay sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età).

Originally posted 2014-10-09 08:45:34.