Articoli

Idrosadenite 180x180 - Idrosadenite

Idrosadenite

Qualunque tumefazione nella regione mammaria o in quella ascellare genera immediatamente ansia e preoccupazione. E proprio l’ è una delle affezioni che più spesso viene equivocata da chi ne è affetto. È una dermatite, chiamata anche “ascesso sudorale dell’adulto”. Causata, nella stragrande maggioranza dei casi, dallo Stophylococcus oureus, l’infezione colpisce le ghiandole sudoripare localizzate in corrispondenza dell’ascella, dell’areola mammaria, dell’area perineale e pubica. Il disturbo si manifesta inizialmente con la comparsa di uno o più noduli rotondeggianti, sottocutanei, di pochi millimetri di diametro. Risultano piuttosto dolenti e ricoperti da un’area di pelle normale oppure arrossata. Tali formazioni nodulari possono in seguito riassorbirsi in maniera del tutto spontanea, o, al contrario, aumentare di dimensioni: allora finiscono per manifestarsi in superficie ed evolvere in un ascesso (nel qual caso la cute si assottiglia e infine si ulcera, con la fuoriuscita di materiale purulento). Non è infrequente che il disturbo diventi cronico per la diffusione del processo infettivo ad altre ghiandole. Inoltre, sono possibili le ricadute.


È un’infezione suppurativa causata dallo stafilococco aureo che si manifesta inizialmente con un nodulo sottocutaneo duro, doloroso, ricoperto da pelle normale o arrossata: questa formazione tende a formare pus e coinvolgere la pelle, aprendosi poi all’esterno con emissione di pus denso. Si può avere la formazione di piastroni per confluenza di noduli vicini. Il decorso della malattia è lento, con possibilità di recidive, anche per la presenza di fattori favorenti: fenomeni macerativi e uso di deodoranti.

Terapia topica e farmaci
La terapia si basa su un’accurata pulizia con preparazioni antisettiche. In presenza di numerose lesioni, gli saranno usati per via generale a dosaggio pieno e per un congruo periodo di tempo. Nelle forme croniche è opportuno far guidare la terapia dall’antibiogramma. È utile evitare una eccessiva sudorazione, con indumenti leggeri che permettano la normale traspirazione.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria delFidrosadenite ascellare ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. I medicinali omeopatici specifici dell’idrosadenite sono costituiti da Juglans regia, Juglans cinerea e Rana bufo. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche (5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte (15 – 30 CH) la frenano, mentre le medie (7 – 9 CH) sono ambivalenti.

Inizio
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

Suppurazione acuta
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 3-4 ore. È il preparato ottenuto dalle ghiandole parotidi del rospo da usare in caso di linfangite con strie di arrossamento lungo il braccio.
Heparsulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo.
Juglans regia 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal noce è specifico per il trattamento dell’idrosadenite suppurata o con tendenza alla suppurazione.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Pyrogenium 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì.

Suppurazione recidivante
Juglans cinerea 5 CH 5 granuli, da una a tre volte al dì. Il preparato ottenuto dal noce americano è adatto sia al trattamento dell’idrosadenite acuta sia delle forme recidivanti.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto.
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli, una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è provocato da un deficit di drenaggio a livello delle ghiandole sudoripare dovuto a un deficit funzionale del Fegato e da un’alterazione a carico della cute, il cui organo responsabile è il .

Agopuntura
Lo scopo della terapia è di riequilibrare la funzionalità del Fegato e del
Polmone e punti importanti sono:
CHENG JIANG (ricettacolo della saliva, localizzato nella depressione al centro del solco mento-labiale) che tonifica e regola il Fegato sottomettendo il Vento;
CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale, sul lato radiale del tendine del muscolo bicipite) che stabilizza il Qi del Polmone della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin olmonare e stabilizza lo Yin renale;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
TAl XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il
Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Privilegiare i cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come l’olio di noci e di lino e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua.
Alimenti da evitare Evitare i prodotti a base di farine raffinate, il cioccolato, le bevande alcoliche, le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il caffè e il tè nero.
Limitare l’apporto di zucchero (saccarosio) e dei cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.


Se il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata (estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante non superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
In caso di frequenti recidive, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1
DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione. Grazie alla sua azione “cortisone-simile”, aiuta a combattere l’infiammazione a carico della ghiandola sudoripara interessata.
In presenza di un’infezione batterica, oppure a scopo preventivo, può essere utilizzata YEchinacea angusti/olia (Echinacea), sotto forma di estratto secco, nella dose di 200 mg per tre volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 14 anni d’età). È consigliabile effettuare il trattamento per almeno sei giorni e/o fino al miglioramento del quadro clinico. Se necessario, ripetere il trattamento dopo 15 giorni dalla sospensione del prodotto. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per potenziare le difese immunitarie, grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali e vitamine, può essere somministrata YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-15 09:35:49.

Coliche intestinali 180x180 - Coliche intestinali

Coliche intestinali

Una vasta schiera di stimoli può scatenare un dolore addominale: le modificazioni metaboliche di un tessuto, la distensione della parete dei visceri cavi, la contrazione spastica della muscolatura viscerale, la compressione delle strutture nervose… Il dolore che compare al bordo costale destro è dovuto di solito a una calcolosi biliare. È la “colica epatica”: una morsa che “stringe e molla ripetutamente”, e, come una cintura, raggiunge la zona dorsale sotto la scapola destra, il dolore a sbarra trasversale, infittivo con frequente irradiazione alla zona sottocostale sinistra e alla schie-
na, fa ipotizzare una pancreatite: spesso il assume una posizione seduta, col tronco flesso in avanti e le ginocchia rialzate. La gastroenterite acuta e i disturbi del colon sono frequente causa di dolori crampiformi, anche violenti, nel mesogastrio (la parte dell’addome che corrisponde alla regione ombelicale). La diverticolite acuta è la tipica causa di dolore al fianco sinistro, ma una sintomatologia dolorosa in questa sede è spesso da collegare alla presenza di un colon irritabile (popolarmente indicato col termine “colite spastica”), alla base del quale vi sono frequenti e disarmonici spasmi della muscolatura del colon associati a un movimento intestinale alterato. Un dolore addominale diffuso, in una persona in condizioni generali buone, suggerisce in genere un’infezione intestinale acuta o una sindrome del colon irritabile. L’appendicite acuta resta la prima ipotesi di un dolore localizzato in corrispondenza del fianco destro.


Le coliche possono essere fenomeni leggeri e temporanei e conseguire a errori alimentari. Un’accurata
anamnesi permette di capire se la causa delle coliche sia stata di tipo alimentare o se sia da sospettarsi un’infezione oppure una patologia intestinale complessa: per questo è opportuno consultare un medico.è opportuno consultare un medico.
Dieta
Aggiungere al cibo due cucchiai da tavola di psillio ogni giorno (può essere aggiunto all’insalata oppure ai cereali). Consumare cibi ricchi di fibre e bere molta acqua: questa abitudine alimentare e molto utile nel lungo periodo per ridurre il rischio di nuove coliche. £ bene evitare zuccheri, glutine, burro e derivati, ma soprattutto e importante capire quale cibo sia stato irritante. Il tè nero allevia i periodi di diarrea e il bifido probiotico mantiene la flora batterica intestinale.

Ridurre lo stress
È opportuno osservare il riposo. Le coliche vengono peggiorate dallo stress, quindi la riduzione degli eventi stressanti (o della reazione a tali eventi) è fondamentale.

Farmaci
Per trattare la diarrea si usa il loperamide; se la diarrea è particolarmente intensa la prescrizione di solito è Alosetron (usato con cautela). In caso di infezione intestinale il medico prescrive l’antibiotico più adatto. In caso di dolore intenso usare antispastici.


Il omeopatico della crisi dolorosa della colica intestinale deve essere messo in atto esclusivamente in attesa di una valutazione medica e comunque soltanto quando è nota l’origine della sintomatologia. II fosfato di Magnesio (Magnesia phosphorica) è il rimedio da utilizzare in maniera pressoché sistematica.
Belladonna 9 o 15 CH 5 granuli, al ritmo delle crisi dolorose. La Belladonna è il medicinale omeopatico utilizzato nei processi infiammatori localizzati o generalizzati con iperestesia sensoriale generale, spasmi viscerali improvvisi con dolore intenso, talora associati a febbre. La somministrazione di Belladonna deve essere eseguita sotto controllo medico.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi, che obbligano a piegarsi in due e che vengono migliorati con pressione forte e il calore. Ha caratteristiche
molto simili a Magnesia phosphorica, di cui è particolarmente ricca.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti, diradando la somministrazione in base al risultato favorevole. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegato in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte all’inizio e termine bruschi.
Momordica balsamina 5 CH 5 granuli al dì. La margosa è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartengono anche Bryonia e
ColocynthiSy indicata nella sintomatologia dolorosa acuta del colon sinistro. Può essere utilizzata anche in associazione con rimedi di fondo per la cura di colonpatie recidivanti o croniche.
Nux vomica 7 CH 5 granuli. In attesa della valutazione medica, nel sospetto di una subocclusione o occlusione intestinale. La noce vomica è il rimedio omeopatico della colica addominale associata a nausea con sensibilità accentuata della regione epatica in soggetti che hanno abusato di alcolici, caffè e cibi piccanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo con Io scopo di lenire il dolore dovuto agli spasmi per iperestensione delle pareti addominali, quindi controllare la muscolatura delle pareti intestinali e regolare la circolazione.
Punti importanti per la terapia di Agopuntura Medica sono:
TIEN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’Energia difensiva e il Qi del Rene;
SHAN JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue.
È consigliabile un trattamento terapeutico di 10 applicazioni da eseguire per 2 volte alla settimana fino alla scomparsa della sintomatologia.


Formula: TONG XIEYAO FANG
Rizoma Atractylodes Macrocephalae………9g
Radix Paeoniae Alba…………………..6g
Pericarpium Citri Reticulatae………..4,5g
Radix Ledebourielìae………………….6g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Se le coliche tendono frequentemente a recidivare è necessario potenziare il privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni immunitarie e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi dei germi patogeni.
È consigliabile consumare frutta e verdura biologica esclusivamente sotto forma di centrifugato, oppure di succhi per ridurre l’apporto di fibre che possono aggravare la sintomatologia del paziente.
Alimenti da evitare Durante la fase acuta evitare di consumare legumi, crusca, cereali integrali e prodotti da forno con lievito chimico (dare la preferenza alle preparazioni biologiche a lievitazione naturale).
Per combattere l’infiammazione della mucosa intestinale eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) latte intero e formaggi (a eccezione della ricotta e dei fiocchi di latte), uova, crocifere, mais, pomodori, agrumi, semi e frutta secca, pesche, pere, prugne, susine, succo di mela non filtrato.
Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Cloro 5 g al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA
Quando le coliche sono di breve durata, non particolarmente dolorose e non accompagnate da febbre si possono utilizzare diversi rimedi a base di erbe medicinali. Il primo è la Piscidia (Piscidia erythrina) da usare come estratto secco, che ha un’attività farmacologica soprattutto di tipo antispastico sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, anche se rimane tuttora una terapia empirica, cioè in cui non esistono prove scientifiche chiare di efficacia. Anche l’olio essenziale di Menta ha delle importanti attività antispastiche per cui può essere utilizzato con
successo nelle coliche addominali, ma se prescritto puro va usato a bassi dosaggi e in capsule gastroresistenti, perchè può danneggiare la mucosa gastrointestinale determinando anche reflusso gastroesofageo ed esofagite. Un’altra pianta medicinale utile soprattutto nei soggetti ansiosi è la
Passiflora incarnata che presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica, per cui dosaggi specifici si utilizzano anche nei pazienti affetti da colon irritabile. Nel caso la colica dia origine a sintomi persistenti e tenda a diventare cronica si somministrano anche estratti secchi standardizzati di Carciofo. Se invece ci sono malattie infiammatori intestinali, un preparato appropriato può essere l’estratto di Curcuma longa per la sua ben nota attività antinfiammatoria sul tratto gastrointestinale; a cui si possono associare estratti a base di polisaccaridi di Aloe vera al fine di avere un’azione riepitelizzante sulla mucosa gastrointestinale.

Originally posted 2014-10-10 09:30:53.

Parotite 180x180 - Parotite

Parotite

Si tratta di una malattia infettiva virale che produce un’infiammazione a carico della parotide (la grossa ghiandola salivare collocata tra l’orecchio e la branca montante della mandibola), del Sistema Nervoso centrale, del testicolo e del pancreas. L’età più colpita è l’infanzia, ma anche gli adulti possono venire coinvolti da questa malattia, che finisce per risultare più grave per il pericolo di una orchite, capace di causare sterilità. Il contagio avviene per via diretta, attraverso le microgocciole di saliva (emesse con la tosse e gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata). Dopo un periodo d’incubazione variabile dai 10 ai 24 giorni, ecco comparire un complesso di sintomi: febbre e malessere generale, con vomito e mal di testa; dolori dietro l’orecchio, seguiti dalla comparsa di una tumefazione nella regione parotidea (il dolore si esacerba durante la deglutizione e la masticazione; inoltre, l’entità dell’ingrossamento è vario e provoca lo spostamento verso l’esterno del lobulo dell’orecchio: da qui la popolare etichetta di “orecchioni”); gonfiore anche a carico delle ghiandole sotto la mandibola e la lingua. Circa un terzo (ma secondo alcuni anche il 40-50%) delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica a carico delle vie respiratorie. Le complicanze coinvolgono il compartimento nervoso, con la possibile comparsa di un’irritazione delle meningi (mal di testa, vomito, rigidità della nuca); febbre elevata e dolori allo scroto segnalano la comparsa di un’orchite; la potrebbe persino scatenare una pancreatite, che determina un violento dolore addominale con vomito, febbre e prostrazione; la malattia può poi produrre gravi lesioni all’apparato uditivo: costituisce la prima causa di sordità acquisita nell’infanzia (coinvolgendo 5 casi ogni 100.000 casi di malattia). La , che è molto contagiosa, lascia una immunità assoluta e permanente.

CONTAGIO
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) a quelle suscettibili, va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari; l’infettività è massima nelle 48 ore che precedono tale comparsa.

Il primo dovrebbe essere la vaccinazione: più del 90% degli adulti è stato vaccinato contro la parotite. Nel sospetto di una parotite è opportuno consultare un medico: la parotite è una malattia virale con decorso spontaneamente benigno, tuttavia è opportuno verificare che non siano presenti altre patologie. Una parte fondamentale della terapia si basa sul riposo a letto e sull’idratazione: è importante bere tanta acqua, come in tutte le infezioni virali.
Acetaminofene
Il farmaco di prima scelta contro la febbre e il dolore è l’acetaminofene.
Per l’edema testicolare
Negli adolescenti o adulti con parotite, in particolare di sesso maschile, possono verificarsi dolori ed edemi articolari e dolori e gonfiori ai testicoli: a volte si prescrive prednisolone per risolvere questa complicanza. Se il dolore testicolare è molto intenso esistono particolari sospensori che alleviano i sintomi. Un farmaco noto come interferone alfa 2b è stato usato per prevenire l’infertilità negli uomini con edema testicolare da parotite.

Il medicinale omeopatico specifico per il trattamento della parotite è Mercurius solubilis o Phytolacca, nota anche come ‘mercurio vegetale’ per le indicazioni terapeutiche simili. Alcuni rimedi sono utili per prevenire o controllare le eventuali complicanze della parotite. In ogni caso è necessaria la valutazione del medico.
Prevenzione
Mercurius solubilis 9CH5 granuli, 1 volta al dì, per 2-3 settimane, in caso di epidemia.
Esordio
Belladonna 9 CH 5 granuli, inizialmente anche ogni 3 ore. Esordio brutale, molto doloroso. Localmente la pelle è arrossata e calda. La bocca è secca. Spesso va prescritta in associazione con Mercurius solubilis.
Ferrumphosphoricum 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Febbre poco elevata con fenomeni di congestione locale (dolore auricolare, tosse secca, alternanza di congestione e pallore a livello del viso).

Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore, alternando con Belladonna. Diradare in base al miglioramento,
parotite, l’Aercurius solubilis 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Il mercurio solubile introdotto in omeopatia dallo stesso Hahnemann è considerato il rimedio specifico della parotite. Infiammazione della parotide e delle ghiandole salivari con saliva abbondante, densa, filante e fetida, con gusto metallico in bocca. Febbre con brividi e sudorazione fetida che non dà sollievo.
Phytolacca Decandra 9 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Parotite associata ad arrossamento del faringe, adenopatia regionale e disfagia.
Pulsatilla 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per una settimana, nella fase di risoluzione e per prevenire le complicanze. Parotite associata ad arrossamento della gola, dolore nella deglutizione, ingrossamento dei linfonodi regionali.
Complicanze
Apis 15 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora ora. Risentimento meningeo con cefalea intensa e rigidità nucale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Prevenzione e cura di pancreatite, orchite, ovarite.
Trifolium repens 3 DH 20 gocce, 2 volte al dì. Viene utilizzato nel soggetto adulto per prevenire l’orchite.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo similarmente alla Medicina occidentale, ma nella parte terapeutica si distingue in quanto disperde gli agenti esterni Vento o Calore, mobilizza le energie sui –
Meridiani e naturalmente seda il dolore che può insorgere.
Punti importanti per questo tipo di terapia sono:
HE GU;
HA CHE;
WAIGUAN;
YI FENG;
ER JIAN.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, beta-carotene (nespole, albicocche fresche,
anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi potenziando la funzionalità del Sistema Immunitario.
Alimenti da evitare Limitare e/o evitare (secondo l’intensità dei sintomi e il quadro clinico generale del ) il consumo di cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i prodotti da forno con aggiunta di lievito chimico e/o di birra, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, le uova e i latticini non biologici, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B1 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus addophilus: 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio sotto forma di gem moderi va to, nella dose di 50 gocce al giorno, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne Fazione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto secco di Andrographispanicolata nella dose di 6 g in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici, come nausea e vomito.
Per aiutare a combattere l’infezione, nei casi lievi, può essere somministrato il Timo (Thymus vulgaris), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per potenziare l’azione dei preparati fìtoterapici, associare l’estratto fluido di Rosa canina, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di
Pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-10 15:32:39.

Colpo di frusta 180x180 - Colpo di frusta

Colpo di frusta

Il è un movimento brusco e non controllato del collo, una lesione traumatica dovuta alla repentina flesso-estensione del tratto cervicale della colonna vertebrale. Accade tipicamente in occasione di un tamponamento automobilistico: l’urto posteriore subito dall’auto provoca in chi guida una scossa improvvisa, che gli fa rovesciare indietro la testa per riportarla in avanti con altrettanta violenza. Il collo è vittima di due movimenti forzati, innaturali: l’iperestensione prima e l’iperflessione dopo. La muscolatura del collo e i legamenti cervicali posteriori subiscono – nei casi meno gravi – stiramenti e contusioni, che si manifestano con cervicalgia, rigidità e limitazione dei movimenti. Disturbi che possono associarsi, nei giorni successivi al trauma, alla comparsa di vertigini e nausea, eventualmente accompagnati da irritabilità e turbe dell’umore, alterazioni della sensibilità (come i formicolii) agli arti superiori fino alle mani, nonché problemi uditivi (ronzii e rumori alle orecchie) e visivi (“lampi di luce” e visione disturbata). Il meccanismo traumatico alla base del può verificarsi anche durante la pratica sportiva (per spintonamenti o urti fra i giocatori di rugby o di hockey, per esempio).
Naturalmente, ogni colpo di frusta ha caratteristiche sue proprie: parecchi, infatti, sono gli elementi in gioco che possono diversificare un caso dall’altro (l’età, la dinamica dell’incidente, le precedenti condizioni osteoarticolari dell’infortunato, le condizioni dei suoi dischi intervertebrali e la validità della muscolatura del collo). Nei casi più gravi, possono verificarsi rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed erniazioni dei dischi intervertebrali.


Il medico immediato prevede la verifica di danni seri a nervi, colonna vertebrale e midollo spinale.

Applicazioni fredde o calde
In generale, applicare ghiaccio alla zona dolorante per 20 minuti all’ora nelle prime 24 ore dal trauma può alleviare eabbreviare i sintomi: dopo le applicazioni fredde si passa ad applicazioni calde e umide più volte al giorno. L’olio di ricino riscaldato a microonde su un panno e applicato al collo può essere utile.

Dolore
Per risolvere rapidamente il dolore si somministra una dose alta di metilprednisone: una prima dose andrebbe somministrata endovena» e successivamente si assumono dosi orali per 24 ore. Sarebbe importante iniziare questa terapia entro 8 ore dal trauma. Al bisogno si possono usare anti infiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene e naprossene, e miorilassanti come ciclobenzaprina, metocarbamolo e carisoprodolo: questi ultimi farmaci interagiscono con le terapie antidepressive e possono essere controindicati nelle malattie tiroidee. Il magnesio può essere assunto come miorilassante naturale.

Terapia fisica
I sintomi possono essere alleviati da riabilitazione fisica o manipolazione chiropratica.

Supporti
Un collare cervicale morbido può essere un buon supporto per il collo dolorante, ma non dovrebbe essere usato per più di due settimane perché è molto importante ritornare a un normale tono muscolare.


La continua espansione del traffico stradale comporta un aumento in frequenza dei traumatismi craniocervicali e delle loro sequele dolorose. Se il dolore è molto intenso e non è possibile alcun movimento è necessario usare il collare. Il trattamento omeopatico si integra con il trattamento convenzionale sia per controllare i fenomeni conseguenti al trauma che per favorire il ristabilimento delle condizioni di normalità. I medicinali della prima fase comprendono in particolare Arnica e
Natrum sulfuricum che andranno consigliati in maniera pressoché sistematica.
Arnica montana 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Arnica è il rimedio dei traumi diretti e indiretti, caratterizzati dalla sensazione di contusione e di indolenzimento muscolare nella zona del trauma. Caratteristico è l’aggravamento con il contatto più lieve. Arnica è indicata per tutte le manifestazioni conseguenti a trauma craniocervicale. La sua azione a livello della muscolatura riduce la contrattura e la tensione dolorosa muscolare, mentre la sua attività protettiva sul microcircolo riduce i fenomeni microemorragici conseguenti alla violenta iperestensione della regione cervicale.
lii vomii 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È il medicinale adatto alle forme di trauma craniocervicale caratterizzato da intensa sintomatologia dolorosa accompagnata da fenomeni neurovegetativi, come vertigini e nausea, che migliorano con l’immobilità e aggravano con il movimento.
Cocculus indicus 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. La noce di cocco è il frutto di un arbusto della famiglia delle Menispermacee, indicato per il trattamento della cefalea, delle vertigini, della nausea e dello stato di debolezza dei muscoli del collo con incapacità a reggere la testa. Essenziale: debolezza profonda, vertigini e nausea. Segni caratteristici: vertigini, nausea e debolezza. Tutti i sintomi vengono migliorati con il calore.
Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il solfato di sodio viene utilizzato nei postumi dei traumi craniocervicali dominati da irritabilità, tristezza, depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo a livello sintomatico, in modo da lenire il dolore e ripristinare un corretto funzionamento del Sistema Circolatorio e così regolare Fattività del Fegato mobilizzando la stasi di Xue.
Punti importanti per questa terapia sono:
DA CHANG SHU (punto Shu del dorso del Grosso Intestino, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della IV vertebra lombare) che mobilizza il Qi del Grosso Intestino, fortifica la zona lombare e le ginocchia;
GE SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato delFapofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZH B1AN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore;
HUAN TIAO (salto dell’anello, localizzato sulla linea che unisce il gran trocantere all’osso sacro) che tonifica e regola il Fegato, espelle il Vento, dissolve l’Umidità e rimuove le ostruzioni dai Meridiani delle estremità inferiori;
WEI ZHONG (sostegno del centro, localizzato al centro della fossa poplitea) che tonifica e regola Rene e Fegato, sottomette lo Yang, purifica il Calore e fortifica la zona lombare.
Potrebbe essere sufficiente 1 sola applicazione per risolvere la sintomatologia dolorosa.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, or-
taggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Dare la preferenza alla frutta e alla verdura fresca, biologica e di stagione, associare noci, nocciole, pinoli, mandorle, avocado e semi oleosi per completare l’apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti con acidi grassi essenziali.
Integrare l’ con borragine, ortica, maggiorana, germogli di alfa-alfa, prezzemolo, sedano, radice di zenzero fresca grattugiata, curcuma in polvere, cedro, limone, ananas fresco per le loro proprietà antinfiammatorie e mineralizzanti.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, Io zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le be-
vande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Coenzima Q1050 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno.


Questo tipo di trauma è tipicamente il risultato di un incidente stradale con lesioni post-traumatiche a carico delle ossa del collo (rachide cervicale) che genera delle alterazioni oesteoartrosiche croniche delle vertebre del collo. In questi casi, e soprattutto con intenti preventivi e curativi a lungo termine, si possono razionalmente utilizzare estratti di erbe medicinali, invece per la risoluzione di sindromi dolorose acute e subacute a breve termine sarà più saggio ricorrere a farmaci di sintesi.
L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni, sia per l’interferenza
con l’elastasi, una sostanza presente nel corpo umano che riduce il numero delle fibre elastiche, può essere utilizzata per il trattamento della cefalea muscolo tensiva anche per lunghissimi periodi grazie alla quasi totale assenza di effetti collaterali.
Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, che per interferenza sulla casca-
ta biochimica che porta alla produzione di sostanze infiammatorie, tuttavia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
L’Ananas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima proteolitico capace di ridurre l’edema tissutale il trattamento della flogosi e dell’edema periarti-
colare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’Arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere sommninistrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 09:59:57.

Echinococcosi 180x180 - Echinococcosi

Echinococcosi

L’ è una malattia parassitaria diffusa in tutto il mondo, dovuta a un piccolo verme piatto chiamato Echinococcus granulosa, l principali portatori della malattia sono i cani (che vengono chiamati ospiti definitivi). Gli organismi che possono ammalarsi, particolarmente suscettibili a contrarre quest’infezione parassitaria, sono gli ospiti intermedi, ovvero l’uoma ma anche i suini, i bovini e gli ovini. Le uova del verme vengono diffuse con le feci dal cane nelle acque e sui terreni; ingerite quindi dall’uomo (attraverso il consumo di cibi infestati, come le verdure poco cotte) le uova si schiudono, liberando una larva che perfora la parete intestinale; questa approda nei vasi sanguigni e si distribuisce così agli organi. Nella stragrande maggioranza dei casi il parassita si arresta nel fegato o nei polmoni E nello spessore di questi tessuti genera una cisti (nptena di un liquido che ha un elevato potere di provocare forti reazioni allergiche del ): all’interno di essa andranno a
formarsi e a moltiplicarsi tante altre larve. I disturbi possono non manifestarsi per anni. In pratica, la natura e l’intensità delle manifestazioni cliniche dipendono dal numero di cisti presenti e dalla loro localizzazione ed evoluzione. La sintomatologia affiora per la sensibilizzazione allergica – dovuta all’assorbimento delle sostanze prodotte dal parassita – e dall’azione compressiva provocata dalla massa della cisti in espansione: ecco, allora, dolore addominale, eventualmente associato a disturbi digestivi, colorazione giallastra della cute, febbre e manifestazioni simile all’orticaria. La complicazione più temibile è la rottura della cisti, che può avvenire all’interno della cavità addominale, nel torace o nelle vie biliari Non è raro che una cisti venga casualmente scoperta quando ci si sottopone a un’ecografia o a una radiografia.


La terapia dell’echinococcosi è chirurgica e i farmaci sono un supporto e un “rinforzo” per la chirurgia.

Chirurgia
Si rimuovono chirurgicamente le masse parassitarie, con resezioni di ampiezza variabile, dall’epatectomia parziale all’asportazione epatica totale seguita da trapianto di fegato; in ca-
si molto avanzati le masse non sono operabili. Il trapianto di fegato è indicato nei casi di grave insufficienza, ma è associato a un alto rìschio di recidiva, a partenza da residui parassitari non evidenziati durante l’intervento chirurgico.

Farmaci
La terapia con benzimidazolici (albendazolo e mebendazolo) può portare alla riduzione della dimensione delle masse, alla modificazione nella loro forma, al miglioramento delle condizioni generali anche dopo interventi di chirurgia non risolutivi. In alcuni casi si verìfica guari-
gione, quindi è buona norma far seguire all’intervento di resezione totale un periodo di almeno due anni di terapia farmacologica antiparassitaria: nei casi di intervento chirurgico non risolutivo la terapia può essere protratta per anni (anche per tutta la vita).


Si tratta di una forma di infestazione localizzata principalmente a livello polmonare o epatico per la quale esistono unicamante misure di tipo preventivo e di tipo chirurgico. Tuttavia il tema dell’echinococcosi si presta per considerare il ruolo dell’omeopatia nella prevenzione della recidiva delle parassitosi da un punto di vista generale. Vengono descritti alcuni dei rimedi omeopatici ad azione profonda capaci di rendere l’organismo più resistente nei confronti dei parassiti.
Calcarea carbonica ostearum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. Il calcare del guscio d’ostrica è adatto a soggetti generalmente sovrappeso, pallidi, linfatici, freddolosi, lenti con la tendenza alla sudorazione notturna a livello del capo e del collo. I vermi tendono a pullulare nella fase della luna piena.
Graphites 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. La polvere nera di grafite è adatta soprattutto a soggetti pallidi» lenti, freddolosi con tendenza al sovrappeso, alla stipsi e alle manifestazioni cutanee.
Lycopodium clavatum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. Nella prevenzione delle parassitosi è indicato per i soggetti irritabili, sfiduciati con disturbi di tipo digestivo, tendenza alla stipsi, alle manifestazioni cutanee e dismetaboliche.
Psorinum 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. È il rimedio dei soggetti freddolosi, magri con tendenza alle parassitosi e alle affezioni cutanee recidivanti.
Silicea 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. La silice viene utilizzata soprattutto per soggetti magri, deboli, freddolosi, con tendenza alle infezioni recidivanti. Le verminosi manifestano una recrudescenza nella fase della luna nuova.
Sulfur 15 CH un tubo dose una volta alla settimana. È il rimedio ottenuto dai fiori di zolfo, ha un’azione profonda, soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza. Sono soggetti estroversi, impulsivi, in continuo movimento, resistenti alla fatica con colorito rosso e cute calda.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese non vi sono trattamenti terapeutici in grado di controllare questo tipo di disturbo, anzi si consiglia l’uso della Medicina occidentale quale la terapia chirurgica.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 1-2 litri di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare).
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il quadro clinico del paziente possono essere consumati preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi incrementano i benefici batteri intestinali, aumentando la sintesi di vitamine, in particolare del gruppo B, anche durante la terapia medica.
Alimenti da evitare Evitare salumi, insaccati, cibi fritti, burro, panna, spezie fino al miglioramento del quadro clinico del paziente Eliminare i cibi a base di farine raffinate. Io zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, il caffè, il tè nero, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, che possono ostacolare l’assorbimento di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti e/o aggravare i sintomi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane); li ioti fin 50 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1 -3 cucchiaini al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.


Per regolarizzare la funzione epatica può essere utile assumere un prodotto a base di Aloe in compresse ( seguire la posologia indicata sulla confezione e/o prescritta dal medico curante). Per la presenza di aloine, saponine e acidi organici, “preserva” l’integrità degli cpatociti.
Il Boldo (Pneumus boldus) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, preferibilmente al mattino a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera (circa due ore dopo il pasto), può essere somministrato nella fase acuta. Agisce come antielmintico, antiossi-
dante, depurativo e detossificante.
Dalla radice di Rafano ( Raphanus sativus niger) si estrae un olio essenziale solforato (contenente tiocianati d’allile), vitamine del gruppo B e vitamina C, enzimi (ossidasi e perossidasi). Grazie a queste sostanze, l’estratto fluido, assunto due volte al giorno, nella dose di 20 gocce, circa un’ora
prima dei pasti principali, migliora le funzioni degli epatociti e facilita l’eliminazione delle tossine.
Per la sua azione epatoprotettrice, antiossidante, antinfiammatoria, coleretica, “drenante” epato-biliare, grazie alla presenza di tlavonoidi, saponine, acidi polifenolici e di terpeni, può essere somministrata la Chrysanthellum americanum (o Camomilla d*Oro), sotto forma di estratto secco (compresse da 400 mg, due/tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali), oppure di estratto fluido (2-3 cucchiai al giorno, prima dei pasti, diluiti in un bicchiere di acqua minerale naturale a elevato apporto di bicarbonato).

Originally posted 2014-10-13 09:25:32.

Psoriasi 180x154 - Psoriasi

Psoriasi

La è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Le cause non sono ancora del tutto conosciute: si ritiene che a determinare questa affezione concorrano svariati fattori, di tipo genetico, immunologico e ambientale. Le lesioni sono tipiche: si presentano in genere come chiazze arrossate ricoperte da squame biancastre. Queste presenze possono essere invalidanti per le ripercussioni psicologiche che comportano: le alterazioni cutanee finiscono per provocare imbarazzo e difficoltà nei rapporti sociali, sino a scatenare stati ansiosi e depressivi. Sebbene la possa coinvolgere qualunque parte del corpo, le regioni colpite con maggiore frequenza sono: l’interno dei gomiti e dietro le ginocchia, la zona lombo-sacrale, l’area tra i glutei, le unghie e il cuoio capelluto. Le lesioni psoriasiche non sono associate a dolore e il prurito può comparire in alcune fasi della malattia. Molti studi clinici hanno segnalato come nel 30-40% dei casi la si manifesti o tenda a peggiorare in concomitanza di eventi fortemente stressanti. La gran parte dei pazienti sviluppa le lesioni tra i 20 e i 30 anni. La può assumere forme speciali: l’eritrodermia psoriasica è una variante particolarmente grave in cui la malattia è estesa a tutto il corpo, con lesioni dal rosso vivo al bordeaux ed edema; meno comune è la pustolosa, contrassegnata dalla presenza di numerose pustole a capocchia di spillo di colorito bianco latte; piccole chiazze rotonde ovali disseminate su tutto il corpo caratterizzano la  guttata (compare in genere nei bimbi e nei giovani adulti, spesso dopo un mal di gola da streptococco); e c’è anche chi presenta una malattia reumatica infiammatoria cronica associata alla ( artropatica) in cui coesistono mani e piedi gonfi arrossati e pelle secca e squamosa.

LUOGHI COMUNI
È assolutamente falsa l’opinione (purtroppo diffusa) che la psoriasi sia una malattia infettiva e contagiosa.

Eliminare le cause
Lo stress può scatenare gli episodi di psoriasi: di questo tenere conto per ridurre il rischio di recidiva. Alcuni farmaci possono provocare psoriasi: sono i beta-bloccanti, il litio, gli antimalarici. È utile eliminare il glutine e il burro dall’, talvolta i supplementi di vitamina D3 possono migliorare la situazione.
Esposizione al sole
Di solito i bagni di sole migliorano la psoriasi, a patto che si usi adeguata protezione. L’esposizione a UVB 3 volte alla settimana e PUVA orale (psoralene più A ultravioletti) 2 o 3 volte alla settimana sono efficaci.
Trattamenti topici
Fare un bagno tiepido ogni giorno con sapone senza detergenti e applicare lozioni prive di profumo e idratanti a ph adatto subito dopo il bagno. I corticosteroidi topici possono dare una breve remissione, ma la loro efficacia diminuisce con l’uso. La desquamazione può essere migliorata con acido salicilico al 2/10%.
Per psoriasi grave
Il metotrexate sistemico a 25 mg/settimana può essere utile nella psoriasi severa. È necessario il parere di uno specialista.

Il omeopatico può integrare l’approccio convenzionale nei confronti della psoriasi, soprattutto nel controllarne l’evoluzione grazie alla somministrazione di rimedi ad attività profonda. Vengono descritti solo alcuni dei medicinali utilizzati nella cura della psoriasi.
Arsenicum album 9CH5 granuli, 1 volta al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dall’anidride arseniosa è di prima scelta nel trattamento della lesione psoriasica caratterizzata da secchezza, aspetto squamoso con desquamazione fine, furfuracea. Caratteristica è l’evoluzione cronica, influenzata favorevolmente dal sole e dalla stagione estiva. È adatto in particolare a soggetti ansiosi e agitati che disperano della possibilità di guarire.

Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Psoriasi con desquamazione lamellare. L’eruzione si manifesta in soggetti magri e deboli con pelle secca e fredda.
Graphites 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il rimedio delle forme di psoriasi localizzate a livello delle pieghe di flessione e con tendenza all’infezione, così come della localizzazione palmo-plantare o del cuoio capelluto. Spesso sono presenti le caratteristiche generali di tendenza al sovrappeso, alla stipsi e alla intensa freddolosità.
Sepia 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Psoriasi fissurata, facilmente sanguinante. Psoriasi localizzata a livello ungueale. Caratteristica è la marcata tendenza depressiva.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, da lunedì a venerdì, in associazione alla terapia convenzionale orale. Il medicinale omeopatico ottenuto dai fiori di zolfo manifesta un’azione profonda soprattutto nei soggetti con tendenza costituzionale a manifestazioni morbose periodiche che possono coesistere o manifestarsi in successione oppure in alternanza.
Generalmente si tratta di soggetti che hanno sempre caldo. Hanno tendenza alle alterazioni del metabolismo (diabete, gotta, obesità, calcolosi epatica e renale) e alla patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico).

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Si tratta di una patologia autoimmune e la Medicina tradizionale cinese distingue le sue possibili cause in Vento-Umidita-Calore e deficit di Xue.
Lo scopo della terapia è la dispersione degli agenti esterni, l’eliminazione del prurito, la dispersione del Vento interno e la mobilizzazione di Xue.
Si tratta di una terapia molto efficace che in circa 2 cicli riesce a diminuire la presenza cutanea delle lesioni di circa il 60/70%.
Punti importanti da utilizzare sono:
DAZHUI;
QUCHI;
XUE HAI;
YIN LING QUAN;
BAI CHONG WO;
FENG SHI;

GE SHU;
HE GU;
PI SHU;
SAN YIN JIAO;
ZU SAN LI.
Più i punti A SHI in corrispondenza delle lesioni e i punti del Sistema Auricolare di Polmoni, Simpatico, Sottocorticole, Surreni e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da ettettuare almeno 3 volte alla settimana da ripetere a distanza di 60/90 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti, per aumentare l’idratazione della pelle e alleviare la sintomatologia.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Seguire una dieta equilibrata, con una percentuale di proteine adeguata al fabbisogno individuale, che privilegi i tagli di carne magra, il pollame, il pesce pescato in mare, le uova fresche, il latte e i latticini biologici, i germogli di soia e i legumi (consumati esclusivamente associati ai cereali integrali).

Dare la preferenza ai cibi a elevato contenuto di sostanze antiossidanti, come frutta c verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Aumentare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Alimenti da evitare Kliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, i piatti dei fast-food, gli alimenti a elevata percentuale di sale, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o conlenenti acidi grassi trans, dadi da brodo, le bibite, gli alcolici, il caffè e il tè nero.
Nella fase acuta evitare formaggi stagionati, cioccolata, cacao, spinaci e rabarbaro.
Integrazione alimentare
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Hioiinu 50 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Rame 2 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne
contiene 37 mg);
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Nelle persone ansiose, nelle quali il disturbo può essere particolarmente fastidioso e frequente, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti. Questo preparato fitoterapico può aiutare a tenere sotto controllo il problema, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale.
Per la sua azione depurativa e rimineralizzante è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il preparato può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione.
Per alleviare la desquamazione e l’irritazione cutanea può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano (30%), miscelato latte d*Aventii! 10%), Ribes Nigrum (20%) e con olio alla Calendula (40%): preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 ml di olio di mandorle dolci,
25 ml di olio di enotera (mettere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare).
In fase acuta, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana ( Amamclide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte ai giorno, diluite in poca acqua oligominerale, lontano dai pasti. Ricca di tannini, mucillagini e colina, aiuta a combattere l’infiammazione.
Nei pazienti in cui la malattia interessa zone circoscritte del corpo, può essere preparata una pomata a base di infuso concentrato di Aparine (2 cucchiai di foglie e sommità fiorite, in 100 mi di acqua demineralizzata, portata a ebollizione; dopo 20 minuti di infusione, filtrare c lasciare raffreddare), 3-4 cucchiai, miscelati con 2 cucchiaini di olio di Iperico e 1 cucchiaino di centrifugato di carota biologica. Applicare, con un delicato massaggio, la pomata sulla cute e lasciare agire per circa 30 minuti.
Quindi, asportarla con un batuffolo di cotone inumidito con latte detergente alla Calendola^ sciacquare con acqua tiepida, asciugare e stendere un unguento a elevata concentrazione di Aloe.

Originally posted 2014-10-10 12:51:58.

Amenorrea 180x180 - Amenorrea

Amenorrea

Si definisce , la mancanza di flusso mestruale in una donna in età fertile. In genere, le amenorree vengono distinte in primarie e secondarie. Si parla di primaria quando non è ancora comparso il menarca (ovvero la prima mestruazione, che normalmente si verifica tra i 10 e i 14 anni); nel secondo caso, il blocco mestruale – non dovuto alla gravidanza – compare in età fertile dopo un variabile periodo di flussi più o meno regolari, e dura oltre sei mesi. Svariate sono le cause alle radici di un’: questa condizione può essere disfunzionale, per una difettosa produzione di ormoni steroidi sessuali (come nell’obesità e nella sindrome dell’ovaio policistico), e conseguire a un’alterata attività dell’ipofisi (che può comportare la patologica produzione di un ormone chiamato prolottino); anche alcuni farmaci possono indurre, con meccanismi diversi, l’ (per esempio, gli anti-depressivi). Oggi sempre più frequentemente colpisce le adolescenti che si sottopongono a diete drastiche, o chi ha subito uno stress affettivo importante (come un abbandono o un lutto), non presenta un adeguato peso corporeo, e pratica sport particolarmente impegnativi per l’organismo. La diagnosi deve prevedere una varia gamma di accertamenti. Innanzitutto una chiara storia clinica della , nonché un accurato esame ginecologico; importante è anche una ecotomografia pelvica nonché un attento studio della regione ipotalamo-ipofisi. Bisognerà anche analizzare la funzione della tiroide
e pure quella dei surreni, le due ghiandole poste come un elmo sul polo superiore di ciascun rene.


Il deve basarsi su ricerche approfondite individuare le cause organiche delPamenorrea: la
visita ginecologica è obbligatoria.


Alimentarsi adeguatamente è fondamentale per regolarizzare il ciclo mestruale: in presenza di amenorrea è utile eliminare lo zucchero e i cibi troppo elaborati e prediligere grandi quantità di frutta e verdura, e prodotti di soia. È importante essere certi di assumere giuste quantità di vitamine e sali minerali, e ridurre lo stress.

– Ormoni
Se l’amenorrea è legata a squilibri ormonali, è opportuno somministrare progesterone. Per indurre la mestruazione in caso di assenza del ciclo si somministra progesterone per 12 giorni (alla sospensione del progesterone si verifica la perdita mestruale); esistono formulazioni depot in iniezione che vengono ripetute ogni tre mesi.


Il trattamento omeopatico è adatto sia alle forme di amenorrea primaria, caratterizzata dalla mancanza del menarca, sia all’amenorrea secondaria, quando dopo una serie di cicli mestruali normali, manca il mestruo. Ferrum metallicum 15 CH 5 granuli da una a tre volte alla settimana. L’amenorrea si associa ad anemia con pallore, debolezza, affaticamento. Può associarsi anche a perdita di liquidi vicarianti, come epistassi e leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose alla settimana. Il sale marino è adatto a giovani asteniche e magre, nonostante il buon appetito, con tendenza all’isolamento e alla depressione. Pulsatilla 15 CH 5 granuli inizialmente ogni giorno, quindi da una a tre volte alla settimana. L’anemone pulsatilla è il medicinale omeopatico di prima scelta indicato nel ritardo puberale. Quando il mestruo compare i cicli sono lunghi e le perdite mestruali poco abbondanti. Solitam ente prima della comparsa del flusso alcuni disturbi si accentuano come il senso di tensione a livello addominale, pelvico e mammario, leucorrea lattiginosa e giallastra. Pulsatilla è indicata anche nelle forme di amenorrea secondaria che compare dopo un bagno o dopo aver tenuto i piedi in acqua. Più frequentemente il soggetto Pulsatilla è di carnagione chiara con tendenza ai disturbi circolatori delle estremità (cianosi, sudorazione fredda). Il quadro generale è completato dai gusti alimentari, caratterizzati dal desiderio di dolci, gelati, alimenti freschi e avversione per i grassi. Senecio 5 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Il senecione viene utilizzato in omeopatia nel trattamento dell’amenorrea, in associazione con Pulsatilla di cui è spesso rimedio complementare. Di frequente si tratta di soggetti con tendenza all’anemia con marcata freddolosità, tendenza agli edemi e alla stasi venosa. Senecio si caratterizza per la presenza di perdite vicarianti che vanno dall’epistassi alla leucorrea. È indicato sia nell’amenorrea primaria che secondaria.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per la Medicina tradizionale cinese, come per la Medicina Occidentale, questo disturbo può essere classificato in amenorrea primaria o secondaria, e le cause riguardano il deficit di Qi di Xue cioè una tardiva comparsa del ciclo mestruale o la scomparsa dello stesso per oltre 3 mesi e la stasi di Xue, cioè una improvvisa scomparsa del ciclo.
La terapia consiste nella tonifìcazione del Qi di Xue, nella rimozione della stasi di Xue e nel riequilibrare la circolazione.

– Agopuntura
Nel caso di amenorrea da deficit di Qi di Xue, punti importanti sono: PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e
regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a Iato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i caso di stasi di Xue i punti sono:
E SHU (punto Shu del dorso del Diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
ni MEN (porta della scadenza, localizzato sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale) che tonifica il Qi del Fegato, raffredda il Sangue e dirige il Fuoco verso il basso;
SANYINJIAO;
TAICHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHI GOU (ramificazione del fossato, localizzato 3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna) che regola il Qi, elimina stasi e ostruzioni, stimola il libero fluire dei Liquidi;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Si possono applicare anche punti del Sistema Auricolare quali Rene, Ovaie e Utero.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni, al termine delle quali se le condizioni permangono instabili si possono effettuare ulteriori 5 applicazioni per consolidare l’effetto terapeutico.

cinese
Formula: XIAO YAO SAN
Radix Bupleuri………………………9g
Radix Angelicae Sinensis……………..9g
Rizoma Atractylo
des Macrocephalae……………………9g
Sclerotium Porta……………………12g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….5g
HerbaMenthae………………………..2g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare gli alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E: carne di pollo, tacchino e coniglio (proveniente da animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi biologici), fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cercali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Seguire per almeno due mesi una dieta a basso indice glicemico (distribuendo gli alimenti in tre pasti e in tre piccoli spuntini al giorno), per tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, evitando il rapido aumento dei livelli ematici di insulina e facilitare il riequilibrio delle alterazioni ormonali. Dare la preferenza ai cereali integrali (in chicchi e in fiocchi, escluso il riso, a eccezione del Basmati), al pane prodotto con farina integrale di segale macinata a pietra e crusca d’avena a lievitazione naturale, legumi e verdure fresche (escluse le patate).

Alimenti da evitare Nelle pazienti che soffrono di ritenzione idrica seguire per almeno tre mesi un regime alimentare a basso apporto di sodio, evitando il consumo di formaggi stagionati, salumi, insaccati, prodotti conservati in salamoia, pesce azzurro, dadi da brodo, minestre pronte liofilizzate, piatti pronti surgelati, popcorn, patatine e cornflakes. Le pazienti che stanno seguendo una dieta a basso indice glicemico, soprattutto se sono in sovrappeso o affette da obesità oppure da diabete latente, devono eliminare tutti i tipi di riso (escluso il Basmati), i prodotti a
base di farina raffinata (in particolare il pane bianco e i prodotti da forno, come grissini, crackers, salatini, biscotti, torte, merendine), le patate (escluse le patate dolci americane cotte in forno), i cereali per la colazione (esclusi i cereali integrali in fiocchi biologici), le bibite e i dolciumi.

– Integrazione alimentare
Effettuare un ciclo di 40-60 giorni, sospendere il trattamento per circa due mesi prima di eseguire un secondo ciclo.
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicoche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango,asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Lievito di birra in polvere (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento) 400 mg al giorno al mattino a digiuno.

FITOTERAPIA
L’amenorrea non sostenuta da patologia organica o endocrinologica può risentire favorevolmente anche del solo uso di Ginseng, la pianta antistress per definizione. Il razionale dell’uso di estratti di radice di Ginseng (Panax Ginseng) sta non solo nel fatto che si tratta di una pianta utile per contrastare i periodi di convalescenza e di stanchezza psicofisica, ma indicata anche per stimolare la cenestesi, l’appetito. In particolare quando l’amenorrea sopravvenga in giovani donne dedite allo sport. La posologia e la durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante.
Nelle forme in cui si abbia un’innalzamento della prolattina nel sangue la pianta medicinale più indicata è YAgnocasto (Vitex Agnus Castus). Si tratta di una verbenacea comune anche nelle nostre regioni, che ebbe il suo primo momento di gloria nel Medioevo, quando si diceva veniva fatta coltivare e assumere ai monaci per reprimere le loro pulsioni sessuali. Ebbene l’Agnocasto ha la proprietà ampiamente documentata dalla moderna ricerca scientifica di ridurre il livello di prolattinemia con la sintomatologia associata.
Talvolta utili sono invece i classici rimedi sedativi o antidepressivi, quando l’amenorrea sia sostenuta da un vero e proprio stato di nevrosi. In questi casi una pianta medicinale particolarmente indicata è il Luppolo (Humulus lupulus). La pianta è ben conosciuta come materia prima utile per la produzione della birra, in realtà si tratta di una vera e propria pianta medicinale, dalle tradizionali caratteristiche sedative, ma anche ad alto contenuto in fitoestrogeni. Queste terapie necessariamente devono essere praticate sotto controllo medico e generalmente sono necessari poche settimane di trattamento.

Originally posted 2014-10-08 09:18:11.

Colpo di sole 180x180 - Colpo di sole

Colpo di sole

L’organismo umano reagisce all’innalzamento della temperatura attivando svariati meccanismi: con l’aumento del flusso sanguigno in corrispondenza della pelle (così da agevolare la dispersione del calore), con la sudorazione (che raffredda la superficie cutanea) e con l’aumento degli atti respiratori (l’aria che espiriamo è calda, e se il corpo si surriscalda la frequenza respiratoria aumenta nel tentativo di disperdere il calore in eccesso).
Quando queste contromisure risultano insufficienti, ecco i danni sulla salute prodotti dall’eccesso di calore. Il è una di queste evenienze: consegue all’eccessiva e diretta esposizione ai raggi solari del capo e della nuca, che provoca un aumento della temperatura con sofferenza e irritazione delle strutture nervose centrali, l sintomi: eritema diffuso delle parti esposte al sole, lacrimazione, occhi arrossati, malessere generale, difficoltà nel respiro, mal di testa, nausea e sensazione di vertigine, stato confusionale. La temperatura corporea aumenta fino a toccare i 40-41 °C, la pressione arteriosa diminuisce, mentre la pelle risulta calda e sudaticcia al tatto. Nel colpo di calore il brusco innalzamento della temperatura corporea è invece dovuto all’ostacolata dispersione del calore. In questa circostanza più fattori ambientali interagiscono potenziandosi a vicenda: temperatura esterna elevata, incremento del tasso di umidità relativa (che ostacola l’evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta.


Colpo di sole
Si definisce colpo di sole la condizione in cui la persona è eccessivamente accaldata e ha febbre, con compromissione dello stato mentale ed eventualmente dei parametri vitali: in questi casi è urgente il trasporto in ospedale dove verranno messe in atto misure di rianimazione e di supporto circolatorio. Togliere i vestiti al e sistemarlo in un ambiente fresco e aerato; monitorare la temperatura corporea e fare di tutto per ridurla nell’arco di 30/60 minuti. L’uso di ghiaccio è questione controversa perché il ghiaccio potrebbe provocare la chiusura dei piccoli vasi sanguigni
provocando un nuovo aumento della temperatura corporea. Le persone con colpo di sole, se assistite bene, si riprendono nel giro di 48 ore.

Colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando la persona è eccessivamente accaldata ma non ha febbre e rimane mentalmente presente e lucida: è importante sistemarla in una ambiente fresco e arieggiato e somministrare mezzo litro d’acqua all’ora per reidratarla; se possibile, aggiungere mezzo cucchiaino di sale ogni litro di acqua per prevenire o risolvere la carenza di sodio.


Si tratta di un’evenienza grave che si manifesta con cefalea, vertigini, seguite da allucinazioni, convulsioni e perdita di coscienza. È richiesto sempre l’intervento d’urgenza del medico. Il rimedio omeopatico ha una funzione complementare e va scelto in base alle caratteristiche del quadro clinico.
Aconitum 15 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Insorgenza brusca e violenta di una intensa reazione congestizia, spesso associata a febbre, con pelle secca, calda, arrossata. Sete intensa per grandi quantità di acqua fredda. Agitazione intensa con ansietà e paura della morte.
Apis mellifica 30 CH 5 granuli anche ogni quarto d’ora. Cefalea violenta con stato stuporoso, viso rosso congesto e agitazione continua del capo che ruota da un lato e dall’altro. Assenza di sete pur in presenza di sudorazione intensa. Il quadro corrisponde a un edema cerebrale.
Belladonna 15 o 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cefalica da insolazione con cefalea pulsante ed intenso arrossamento del volto che appare ricoperto di sudore.
Ipersensibilità per luce e suoni con midriasi e fotofobia. Può essere presente delirio con agitazione e febbre.
Gelsemium 30 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea da congestione cefalica con sensazione di palpebre pesanti, diplopia e disturbi visivi. Profonda prostrazione e tremori.
Glonoinum 5 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Cefalea pulsante con violente palpitazioni e pulsazioni carotidee. Sensazione di testa enorme. Bisogno di tenere la testa tra le mani.
Occhi congesti, sporgenti. Miglioramento con le applicazioni fredde.
Veratrum viride 9 CH 5 granuli ogni mezz’ora, diradando in base al miglioramento. Congestione cerebrale violenta e grave da insolazione
con cefalea intensa, viso arrossato, livido, occhi iniettati, testa calda e
pesante. Diplopia e dilatazione delle pupille (midriasi). Pulsazioni al collo e lipotimia se si alza in piedi.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo dovuto a un’esposizione prolungata al sole, è causata da un eccesso di Calore esterno che provoca un deficit di Yin, dall’invasione di Calore e Umidità che alterano la funzionalità di Milza e Stomaco.

Agopuntura
La terapia mira a espellere Calore e Umidità ripristinando una corretta funzionalità di Milza e Stomaco, e punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il dolore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
È consigliabile effettuare una serie di terapie consecutivamente fino alla risoluzione della sintomatologia prevedibile in 3-4 applicazioni.

cinese
Formula: XIANG RU YIN
Herba Escholtsiae…………………….9g
Semen Dolichoris Album………………..6g
Cortex Magnoliae……………………..6g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 250 mi al dì.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Assumere almeno 2 litri di acqua minerale naturale nel corso della giornata a elevata percentuale di sali minerali (utilizzarla anche per cucinare).
Aumentare il consumo di alimenti a elevato apporto di magnesio, come banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di rame, selenio e zinco e di beta-carotene, come nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone non da allevamento, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a
ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare (fino a miglioramento del quadro clinico) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, i formaggi stagionati, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i prodotti industriali contenenti acidi grassi trans, i dadi da brodo, le bibite, le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina. Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione;
Triptofano (si trasforma in serotonina): 260 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Colina 400 mg;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA
Nella cura di questo sintomo si possono somministrare tisane rinfrescanti a base di Tè verde (Camellia sinensis), particolarmente ricco di sostanze antiossidanti, che può essere somministrato a larghe dosi sia per la sicurezza della sua somministrazione. Sulla cute si possono eseguire i tra-
dizionali impacchi a base di Calendola oppure Folio di Iperico particolarmente indicato per le ustioni. Nelle forme più leggere e come prevenzione si può invece usare l’olio di Mandorle dolci che è previsto dalla Farmacopea Ufficiale. In seguito per ridurre le lesioni infiammatorie cuta-
nee si possono consigliare estratti di Boswellia serrata* grazie alla gommoresina profumata particolarmente ricca di triterpeni, che ha sia un’azione antinfiammatoria spiccata grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi. Anche la Liquirizia, pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene la glicirrizina
che esplica un’importante azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. Non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico. VAnanas (Ananas sativus) è da considerarsi per la sua notevole tollerabilità e possibile uso per lunghi periodi di tempo il rimedio vegetale di scelta grazie al contenuto di bromelina, un enzima
proteolitico capace di ridurre l’edema tessutale il della flogosi e dell’edema periarticolare. Per la riduzione del dolore può invece essere utile YArpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto
“artiglio del diavolo” per gli aculei tipici dei frutti. Di esso si usano le radici secondarie della pianta che contengono sostanze ad azione antinfiammatoria per inibizione sia della produzione delle prostaglandine che dei leucotrieni. È sconsigliabile nei pazienti affetti da ulcera e non può essere somministrato per lunghi periodi ad alte dosi per la possibilità di lesioni gastro-duodenali.

Originally posted 2014-10-10 10:46:48.

Calcolo renale 180x180 - Calcolo renale

Calcolo renale

Un nasce perché alcune sostanze disciolte nelle urine precipitano sotto forma di cristalli e successivamente si aggregano. Le cause di questo processo vanno ricercate in alcuni eventi che possono agire isolatamente o in associazione: per esempio, una sovrabbondante concentrazione di sali urinari, la carenza di sostanze che normalmente impediscono la precipitazione dei composti disciolti nelle urine, e anche la presenza di materiali estranei che fungono da “supporto” per l’aggregazione dei cristalli. La composizione dei calcoli renali è variabile: risultano per lo più costituiti da ossalato e fosfato di calcio, ma possono essere composti anche da acido urico, fosfato ammonio-magnesio (segno di infezioni batteriche pregresse) e, più raramente, da cistina. Quando il calcolo finisce per incunearsi nelle vie urinarie a valle esplode l’episodio di colica renale, che presenta caratteristiche ben precise: il dolore, intensissimo, insorge all’improvviso e bruscamente raggiunge la massima intensità; la sede è quasi sempre lombare, con frequenti irradiazioni in avanti e verso il basso, fino a raggiungere l’inguine e il testicolo del maschio o la vulva nella donna; si associa spesso a nausea e vomito e i pazienti sono irrequieti, pallidi e sudati, il dolore è spesso accompagnato da macroematuria (si chiama così il sangue nelle urine che si evidenzia anche a occhio nudo). L’ecografia consente di rilevare la maggior parte dei calcoli; utile è altresi la radiografia diretta dell’addome che consente di distinguere i calcoli radio-opachi (che costituiscono il 90% del totale) e di seguirne la progressione; vi è poi Idrografia eseguita mediante l’opacizzazione dei reni e delle vie escretrici grazie alla somministrazione di un mezzo di contrasto. La TAC spirale, per le sue immagini rapide e conclusive, si sta sempre più imponendo, ma non sempre è facilmente eseguibile come le altre metodiche.


Il ha lo scopo di controllare il dolore, identificare rapidamente le complicanze (infezioni oppure ostruzione) e ridurre lo sviluppo dei calcoli. È necessario rivolgersi urgentemente al medico in caso di febbre e brividi; se è presente una storia di insufficienza renale, oppure
se la calcolosi si presenta in una donna gravida, o ancora se il ha un rene solo, è opportuno chiedere l’intervento medico.

Dolore
Si usano anti infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore. Un sollievo immediato si può avere con iniezione endovenosa di FANS come il ketorolac: se non funziona si può optare per un antidolorifico narcotico.

Rimozione dei calcoli
Normalmente si ritiene che aumentare il consumo di liquidi, sia orale che endovenoso, sia utile per eliminare i calcoli, ma alcuni medici ritengono che questo approccio sia pericoloso perché aumenta il rischio di ostruzione. La litotrissia extracorporea è un metodo frequentemente utilizzato di eliminazione dei calcoli. La nefrolitotomia percutanea in sedazione o anestesia si esegue quando i calcoli sono troppo grandi per la litotrissia: questa procedura richiede il ricovero ospedaliero. Altra tecnica utile è Tureteroscopia.

Stile di vita
I calcoli renali possono avere origine da diversi minerali, quindi lo stile di vita da adottare per la prevenzione dipende da quali calcoli si vogliano evitare. Comunque, in generale, bere almeno due litri di liquidi al giorno aiuta a diluire le urine in modo da ridurre il rischio di calcoli. È bene evitare bibite gassate e mangiare molte fibre. Il succo di pompelmo andrebbe evitato perché sembra associato a un rischio maggiore di calcoli renali.
Evitare il calcio alimentare non è utile. Si raccomanda di consumare una quantità ridotta di proteine animali, sale, grassi animali, alcol, cibi ricchi di ossalato (cioccolato, fichi, peperoni, agnello, spinaci, soia, tè nero).

Supplementi
Assumere magnesio diminuisce il rischio di calcoli renali, e sembra che l’omega-3 riduca la formazione di calcoli di ossalato.

Farmaci
Idroclorotiazide, amiloride, allopurinolo, potassio citrato, carbonato di calcio sono utili per la prevenzione: i farmaci tuttavia dipendono dal tipo di calcolosi renale.


La tendenza alla calcolosi renale è spesso l’espressione di un’alterazione del metabolismo che richiede un trattamento omeopatico di fondo. È interessante rilevare che Calcarea carbonica ostrearum è il rimedio omeopatico di prima scelta nel trattamento della sintomatologia dolorosa acuta della colica ed è spesso anche il medicinale di fondo per correggere la tendenza alla litiasi renale. In ogni caso è necessaria la valutazione e il consiglio del medico di fiducia. Barberis vulgaris 5 CH 5 granuli due volte al dì. Il crespino è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Berberidacee consigliato per la tendenza alla litiasi uratica in soggetti che tendono all’iperuricemia e alla gotta. Caratteristici sono il dolore e l’ipersensibilità della regione renale
al tatto con irradiazione del dolore lungo il decorso dell’uretere. La condizione di iperuricemia si accompagna a disturbi urinari e a crisi dolorose di lombalgia.
Calcarea carbonica 30 CH 5 granuli ogni 15 minuti, diradando in base al miglioramento. Crisi dolorosa da calcolosi renale.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare e urinaria che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Pareira brava 4 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. La vite selvatica è una liana che cresce spontanea nell’America del Sud, usata già da molto tempo in omeopatia per le coliche renali, come risulta dall’affermazione dell’urologo francese Aversenq: “In base alla mia esperienza
Pareira brava, pianta originaria dell’America del Sud, è il preparato più efficace nelle crisi renali e vescicali della litiasi, delle pielonefriti e delle pielonefrosi”. Si consiglia di alternare con Calcarea carbonicay inizialmente anche ogni 10-15 minuti e diradare la somministrazione in base
al risultato ottenuto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo spesso in associazione alla Medicina occidentale, cioè l’uso di litotrissia associato ad agopuntura per dare immediato sollievo dalle coliche renali, fitopreparati cinesi per facilitare il passaggio di piccoli calcoli o residui post litotripsia e prevenire la riformazione dei calcoli che vengono chiamate
Sindromi da lin.
Si agisce sulla stasi di Qi e di Xue e sul deficit dell’organo Rene.
Nel caso di Sindrome lin da Xi la terapia è mirata a disperdere Umidità e Calore, eliminare calcoli e sedare il dolore:
CI LIAO (secondo osso, localizzato accanto alla II vertebra sacrale) che dissolve l’Umidità Calore dal Riscaldatore Inferiore;
PANG GUAN SHU (punto Shu del dorso della Vescica, localizzato 1,5 cun a lato della II vertebra sacrale) che tonifica il Qi della Vescica;
SAN JIAO SHU (punto Shu del Triplice Riscaldatore, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della I vertebra lombare) che mobilizza il
Qi, regola il bilancio dei Liquidi e dissolve l’Umidità;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
ZHONG |I (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZHI BIAN (margine inferiore, localizzato 3 cun a lato del II forame sacrale) che dissolve l’Umidità Calore della Milza e del Triplice Riscaldatore.
Nella Sindrome lin da Xue Shi bisogna disperdere il Calore, Raffreddare il Sangue e sedare il dolore:
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
SHEN SHU;
ZHI SHI (casa della Volontà, localizzato 3 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Qi del Rene.
Nella Sindrome lin da Xue Xu bisogna tonificare lo Yin e disperdere il Calore:
MINGMEN;
PANGGUAN SHU;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU;
ZHISHI.
Più punti del Sistema Auricolare quali Occipitale, Rene, Simpatico,
Surreni e SHEN MEN.
Si consigliano IO applicazioni da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale a bassa percentuale di sali minerali, utilizzandola anche per cucinare.
Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è preferibile seguire ( per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) un regime alimentare basato su un adeguato apporto di carni magre biologiche, pesce pescato in mare, cereali e prodotti da forno a base di farine semintegrali, frutta e verdura fresche e di stagione, latte di riso e di soia.
Per i pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio è consigliabile adottare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) una dieta prevalentemente vegetariana basata su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti a base di farine integrali macinate a pietra e lievitate naturalmente, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e di carne magra biologica.
Alimenti da evitare Nei casi di calcoli di fosfato di calcio è necessario escludere dalla dieta (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) gli alimenti ricchi di calcio come latte e latticini, pesci con la lisca (acciughe, sardine) e il tofii, e limitare l’ap-
porto dei legumi.
I pazienti che presentano calcoli di ossalato di calcio dovrebbero limitare (per almeno un mese dopo un episodio acuto o come trattamento preventivo) l’apporto di proteine animali, di bevande alcoliche e di alimenti come pepe nero, rape, tuberi e radici, frutti di bosco, broccoli, cioccolato, frutta secca, rabarbaro, spinaci, tè nero e verde cinese, crusca di frumento.

Integrazione alimentare
Colina 400 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Come prevenzione: Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti.
Eliminare gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati, le carni provenienti da animali da allevamento, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.


La fitoterapia non dev’essere utilizzata nelle forme acute infettive o durante episodi di colica renale, in questi casi il paziente dovrà contattare il medico di fiducia o recarsi in pronto soccorso per le cure del caso, successivamente quando la situazione clinica diventa stabile si può far ricorso a rimedi di origine naturale. Nella calcolosi renale sarà da evitare una terapia prolungata con diuretici senza ben conoscere il metabolismo dei sali minerali che può variare notevolmente da paziente a paziente, e non si dovranno assumere tisane che favoriscono l’escrezione di calcio in pa-
zienti che hanno calcoli di acido urico e viceversa, oppure di favorire un’eccessiva perdita di sodio o potassio in pazienti già in terapia con diuretici ipotensivi. Una miscela di estratti consigliabile in questi pazienti che non altera l’escrezione di sali e ha azione antimicrobica è a base di Piscidia (Piscidia erythrina) e Luppolo (Humulus lupulus) in estratti secchi per la loro funzione antispastica e sedativa centrale; associati ad oli essenziali che invece hanno un’importante azione microbicida, soprattutto se un episodio di calcolosi delle vie urinarie si è verificato di recente oppure se il paziente va incontro a frequenti recidive di microcalcolosi delle vie urinarie. Nelle riacutizzazioni con componente flogistica sintomatica dolorosa possono essere utilizzati Arpagofito (Harpagophytum procumbens) e il Salixalba associati ad estratti di Ippocastano, Fumaria officinalise Valeriana. Recentemente è stata dimostrata l’attività antilitiasica del Petroselinum $ativumy del Crataeva nurvala e del Phyllanthus, che tuttavia devono essere ancora confermate con studi clinici controllati.

Originally posted 2014-10-09 14:02:41.

Steatosi Epatica 180x180 - Steatosi Epatica

Steatosi Epatica

Una condizione patologica comune: all’interno degli epatociti, le cellule del fegato, spiccano grandi e piccole gocciole di grasso. Succede tipicamente per l’abuso di alcolici: la steatosi è presente in oltre il 90% dei soggetti che consumano quantità smodate di etanolo. Un danno potenzialmente in grado di sfociare in lesioni più importanti, fino alla cirrosi. Per combattere questa sofferenza del fegato, occorrerà non solo limitare i carichi tossici di alcol ma anche gli eccessi alimentari. Infatti, negli ultimi anni è sempre più cresciuta l’attenzione verso gli “infarcimenti” non dovuti all’etanolo: in tal caso t principali responsabili sono l’obesità, il diabete e le “dislipidemie” (cioè l’aumento dei grassi e/o del colesterolo nel sangue). Anche i giovani, senza apparenti fattori di rischio, possono ritrovarsi col fegato “ingrassato”. Uno squilibrio che oggi si manifesta sempre più precocemente, in quanto nella fascia d’età tra i 6 e i 17 anni un ragazzo su 4 è già in sovrappeso. Basta un’ecografia per svelare la presenza di un fegato steatosico, aumentato di volume e infarcito di grasso: all’esame ecografico l’organo appare iperriflettente, con un aspetto “brillante”.

La di solito è una condizione non grave e reversibile. Sospendere immediatamente un eventuale abuso di alcol (soprattutto superalcolici) è obbligatorio.

Terapia
Non esiste terapia specifica. È necessario eliminare le cause, ed eventualmente trattare le possibili anomalie che sostengono la steatosi. L’obesità e il diabete mellito non inducono la cirrosi epatica, anche in presenza di steatosi: in generale non è stato dimostrato che la steatosi evolva a cirrosi, anche quando ci siano tossine in circolo come l’alcol o il tetracloruro di carbonio (che provoca anche una necrosi).

Evoluzione della steatosi
Il fegato grasso non alcolico di solito ha una buona prognosi, senza un’evoluzione negativa. È necessario perdere peso se si è obesi, non necessariamente per migliorare la steatosi, ma per ridurre i rischi di malattie legate all’obesità.

Il omeopatico è basato sull’associazione di rimedi ad attività di drenaggio epatico con medicinali ad azione più profonda sulle tendenze alle alterazioni del metabolismo.
Calcarea carbonica 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana o ogni due settimane, per lunghi periodi di tempo. Il calcare
d’ostrica è il medicinale omeopatico della costituzione carbonica caratterizzata da tendenza al sovrappeso, all’obesità, alle alterazioni del metabolismo, alla calcolosi biliare e urinaria.
Lycopodium clavatum 9 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Le spore di licopodio sono adatte ai soggetti con tendenza alla litiasi biliare che lamentano disturbi digestivi con flatulenza, discinesia delle vie biliari, crisi di cefalea. Si tratta solitamente di soggetti ansiosi, irritabili, suscettibili, insicuri con scarsa fiducia di sé.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive.
La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, fino alla normalizzazione del valore delle transaminasi. Il fosforo bianco rappresenta il medicinale omeopatico essenziale e di prima scelta nel trattamento del danno epatico sia acuto che cronico.
Sulfur 9 CH 5 granuli, 5 giorni alla settimana. Il medicinale omeopatico preparato con i fiori di zolfo, svolge una profonda azione ‘disintossicante’. Viene infatti utilizzato per soggetti che tendono alle affezioni periodiche e croniche, come reumatismo, cefalea, dermatosi, litiasi. Caratteristica è la tendenza alla congestione con sensazione di bruciore e di calore.
Taraxacum 6 DH 20 gocce prima dei pasti. È il rimedio utilizzato per i disturbi epatobiliari associati a steatosi epatica, caratterizzati da digestione lenta, stipsi, meteorismo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di disturbo andando ad agire sulla funzionalità deficitaria o eccedente del fegato, che comunque lavora male. Questo deve essere associato a un miglioramento delle qualità di vita di chi presenta tale problematica.

cinese
Formula: CHAI HU SHU GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6g
Pericarpium Cifri Reticulatae…………….6 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….5 g
Rizoma Cyperi……………………….5 g
Fructus Aurantii………………………5 g
Radix Paeoniae Alba…………………..5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….3 g
Posologia: 3 – 4 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in
mare e carne magra biologica, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo (consumato preferibilmente a crudo).
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti privilegiando la frutta e la verdura fresche (in particolare carciofo, tarassaco, equiseto, prezzemolo e radice di zenzero) biologiche e di stagione, le noci e i semi oleosi e l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua, infusi, tisane e tè verde.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, i salumi, gli insaccati, i formaggi stagionati, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, la carne in scatola, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la
presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci, che possono aggravare il quadro clinico del .

Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano
dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Cromo 230-240 meg al giorno;
Molibdeno 50 meg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 meg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
5 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere uti-
le assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua mine-
rale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 mi di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi.
La Fumaria officinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a migliorare la funzionalità degli epatociti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi (in particolare se sono presenti discinesia biliare, dispepsia, stipsi, astenia) può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al mi-
glioramento del quadro clinico. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare
in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Per facilitare i processi digestivi (in particolare, per stimolare la produzione e l’emissione della bile) può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile
non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per migliorare la funzionalità epato-biliare, può essere utilizzato il Pneumus boldus (Boldo), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, prima dei pasti.
Il Boldo non deve essere somministrato in gravidanza, nelle ostruzioni del dotto biliare e nelle epatopatie in fase avanzata.

Originally posted 2014-10-07 15:11:56.