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Vaginismo 180x180 - Vaginismo

Vaginismo

È un disturbo sessuale, in cui la donna prova paura e angoscia legate alla penetrazione, e accusa una contrazione muscolare riflessa, involontaria, dei muscoli che circondano la vagina. La gravità del disturbo dipende dall’entità della fobia, dall’intensità dello spasmo muscolare e dall’eventuale presenza di fattori psicosessuali, personali o di coppia, che contribuiscono a generare e a perpetuare il sintomo. Il può non essere così severo e consentire il rapporto, ma l’amplesso causa dolore (si parla allora di dispareunia). La distensibilità vaginale è condizionata dalla tensione e dall’elasticità di un muscolo: (“elevatore dell’ano”. Nelle donne che soffrono di , risulta contratto eccesivamente e in maniera involontaria. Ed è questa iperattività a imprimere alla donna (e al suo partner) la sensazione di avere a che fare con un “muro”. Tra i sintomi più precoci, nella ragazza adolescente, la difficoltà a impiegare i tamponi interni durante le mestruazioni: un’avvisaglia che suggerisce come la ragazza possa avere uno spasmo dei muscoli perivaginali. La paura della penetrazione può riconoscere radici psichiche personali (educazioni molto restrittive che hanno associato la sessualità alla colpa, pregresse molestie o tentativi di violenza, indagini mediche dolorose subite nell’infanzia o nella prima adolescenza).

FATTORI BIOLOGICI
Nelle donne che soffrono di vaginismo è stato possibile riscontrare che sono più reattive le parti del cervello che governano i livelli d’ansia. È inoltre frequente che si soffra di altre fobie e/o di attacchi di panico. La contrazione dell’elevatore dell’ano può altresì dipendere da disturbi legati al muscolo stesso o da cause neurologiche: si parla in tal caso di “neurodistonia muscolare”. La stitichezza, poi, è frequentemente associata al vaginismo, perché il muscolo elevatore dell’ano ipertonico può costituire il terreno comune di entrambi i disagi.

La terapia del vaginismo si basa su due approcci fondamentali:
1) individuare ed eliminare le cause psicologiche e sessuali, personali e/o di coppia, che hanno provocato la comparsa della paura della penetrazione;

2) curare le cause biologiche del vaginismo.
Si deve quindi lavorare in modo combinato su mente e corpo.

Terapia psicologica e fìsica
Si esegue una terapia sessuologica comportamentale e riabilitativa, per ridurre la tensione muscolare generale e rilassare il muscolo elevatore dell’ano teso, contratto e, a volte, dolente.

È utile usare farmaci che riducano l’ansia e la fobia. Si impiega anche la tossina botulinica se il vaginismo è severo, per rilassare il muscolo elevatore dell’ano e permettere un rapido miglioramento.
Esercizi
Per favorire il miglioramento esistono esercizi che aumentano la consapevolezza e la capacità di controllo della tensione muscolare: questi esercizi possono riportare il tono muscolare alla normalità. L’uso di dilatatori vaginali contribuisce a ridurre la paura e l’angoscia, quindi la contrazione.

Lo spasmo doloroso vaginale durante l’atto sessuale richiede una valutazione clinico strumentale specialistica per evidenziare un’eventuale origine malformativa o infettiva. Nelle forme di natura funzionale è indicato un  omeopatico specifico per la componente emozionale, basato principalmente sull’utilizzo di rimedi, come Gelsemium sempervirens e Platina.
Gelsemium sempervirens 15 CH un tubo dose prima del rapporto sessuale. Il gelsemio, arbusto della famiglia delle Loganiacee, cui appartiene anche Ignatia e Nux vomica, viene utilizzato in omeopatia nell’ansia prima del rapporto sessuale, soprattutto per il timore che possa verificarsi lo spasmo doloroso vaginale.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Vaginismo che si manifesta dopo un trauma emotivo, una contrarietà o durante il primo rapporto sessuale. Ipersensibilità al dolore. Spesso va somministrato in associazione con Gelsemium sempervirens.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. È il rimedio della dismenorrea e del vaginismo.
Moschus 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio della eccitazione sessuale con tendenza agli spasmi a livello genitale e agli svenimenti.
Platina 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il medicinale omeopatico specifico dello spasmo doloroso costante della vagina caratterizzato da marcata sensibilità dei genitali anche al semplice contatto con i vestiti e al tatto, tanto che durante la visita specialistica può presentare un malore.
Spesso il desiderio sessuale è eccessivo ma senza orgasmo. Prurito vulvare voluttuoso.
Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando in base al miglioramento. La stafisagria, erba appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, in omeopatia è adatta alle manifestazioni psicosomatiche dovute a umiliazioni, collera controllata, dispiaceri nascosti. Ipersensibilità degli organi genitali al contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sul fattore psichico e sul fattore fisico della problematica in questione.
Tramite l’uso di preparati fitofarmacologici, infatti, si ha una buona risposta sia dal punto di vista della componente psichica, sia per quanto riguarda il rilassamento della muscolatura.
cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis……………….25 g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong…………..9 g
Semen Persicae……………………….6 g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………….2 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….2 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Aumentare il consumo di cibi ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e di triptofano (fesa di tacchino, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri”).
Alimenti da evitare Eliminare la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione; aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, verdure fresche e di stagione e legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Colina 400 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 ml di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per calmare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera {Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.
Nelle donne in menopausa possono essere assunti preparati a base di Isoflavoni di soia, in compresse, preferibilmente la mattina a digiuno. È consigliabile stabilire il dosaggio e il periodo di trattamento con il proprio medico curante, in base al quadro clinico e alle condizioni generali del .
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Per migliorare la vascolarizzazione dei tessuti pelvici e alleviare il sintomo, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapici, l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-09 10:38:36.

Extrasistole 180x180 - Extrasistole

Extrasistole

L’ indica una contrazione anomala del cuore. Più correttamente, si tratta di una sistole (così si chiama il movimento contrattile delle camere cardiache) “prematura”, “anticipata”, perchè non cade ritmicamente tra due battiti regolari, ma interviene subito dopo una contrazione normale. Ogni è seguita da una pausa, più lunga del solito, prima del ritorno al ritmo fisiologico. L’ si dice soproventricolore, se origina nella parte superiore del cuore (atriale), o ventricolare, se coinvolge invece la sezione inferiore del muscolo cardiaco. Nel primo caso, il riempimento e quindi lo svuotamento del cuore è regolare; quando invece l’extrasitole è ventricolare, il cuore fatica a riempirsi come dovrebbe, lo svuotamento diminuisce e la funzione di pompa riduce la sua efficienza. Le extrasistoli possono essere rare e occasionali oppure presentarsi con una certa regolarità.
All’origine di questi battiti prematuri esiste un ampio ventaglio di cause: lo stress psicofisico, il “nervosismo”, l’esagerato consumo di caffè, la stanchezza eccessiva, l’abuso di fumo o alcol, lo stomaco appesantito da un pasto abbondante, le basse concentrazioni di calcio e potassio, le patologie digestive (come l’ernia iatale), ma anche le affezioni del muscolo cardiaco (dall’ipertensione alle malattie del miocardio). Le extrasistoli possono essere riconducibili anche a una disfunzione della tiroide. Il distrurbo è caratteristico: la persona avverte nella regione cardiaca la spiacevole percezione d’un battito mancato, di un frullio d’ali nel petto, di un nodo alla gola.


Di norma le aritmie cosiddette “non disturbanti” nelle quali non sia stata riconosciuta la presenza di una malattia di cuore o sistemica non necessitano di . Se esiste invece una malattia di cuore o sistemica è opportuno, prima di intervenire direttamente sull’aritmia, tentare, quando possibile, di curare la malattia che la provoca.


Quando non sia stato possibile identificare la presenza di una malattia sottostante, le extrasistole sono assolutamente benigne. Tuttavia, esse possono essere tanto frequenti da risultare non tollerate: in questi casi un primo intervento curativo avviene con farmaci leggermente sedativi. Se questi risultano inefficaci si passa all’utilizzo dei farmaci antiaritmici: sono farmaci molto potenti che, se utilizzati in modo improprio, possono comportare effetti collaterali anche gravi. Il loro impiego va riservato ai casi in cui vi sia reale necessità, con un assiduo controllo dell’effetto.


La presenza di turbe del ritmo cardiaco richiede una valutazione clinico strumentale cardiologica. L’approccio omeopatico può solo completare il trattamento convenzionale o essere seguito nelle forme di extrasistolia funzionale.
Ignatia 30 CH 5 granuli al bisogno, in relazione all’extrasistolia. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.
Lachesis 9 CH o 15 CH 5 granuli una volta al dì. Lachesis è un serpente dell’America tropicale. Il suo veleno viene utilizzato per ottenere il rimedio principale per la menopausa. L’indicazione primaria è rappresentata da fenomeni congestizi generali e locali, come vampate di calore, cefalea con sensazione di pulsazione a livello della testa, tendenza calla congestione emorroidaria, all’ipertensione arteriosa e alle palpitazioni. Caratteristica è l’intolleranza per gli abiti stretti, le costrizioni, con il contatto e per i luoghi chiusi.
Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica.
Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’extrasistole in soggetti con problemi tiroidei o in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Spigelia 9 CH 5 granuli, due volte al dì. La spigelia è una pianta dell’America del Sud della famiglia delle Loganiacee, cui appartiene anche
Ignatia, Gelsemium e Nux vomica. Un tempo veniva usata come vermifugo antielmintico. Attualmente è indicata per le palpitazioni violente e le turbe del ritmo nell’eretismo cardiaco. Talvolta si associano precordiale con dolore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando a controllare i sintomi e quindi cercando di regolare il ritmo e riequilibrare l’ipertonia vagale. Gli organi su cui bisogna agire per ottenere un valido intervento sono Pericardio e Rene.

Agopuntura
Punti importanti per riequilibrare l’attività funzionale sono:
FEI SHU (punto Shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apotìsi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il Polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
JUE YIN SHU (punto Shu del dorso dello lue Yin, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IV vertebra toracica) che regola il Pericardio;
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della 11 vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da eseguire 2 volte alla settimana.

cinese
Formula: TIAN WANG BU XIN WAN
Radix Rehmaniae…………………….120g
Radix Ginseng……………………….15g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………..15g
Scleroium Poria……………………..15g
Fructus Schisandrae………………….15g
Fructus Gardeniae……………………10g
Radix Platycodi……………………..15g
Radix Angelicae Sinensis……………..60g
Radix Asparagi………………………60g
Radix Ophiopogonis…………………..60g
Semen Biotae………………………..60g
Semen Ziziphi Spinosae……………….60g
Posologia: 3 g al dì da assumere sotto forma di capsule o polvere per 20 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Seguire un regime alimentare basato su un adeguato apporto di proteine, privilegiando carne magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi (kefir, yogurt addizionato con probiotici, latte parzialmente scremato, crescenza, ricotta, fiocchi di latte, robiola), uova (non più di due alla settimana, cotte in camicia o alla coque),cereali integrali e legumi (sempre abbinati nello stesso pasto).
Aumentare l’apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi, la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la”pellicina bianca”).
Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Limitare l’apporto di cibi a base di farine raffinate, i fritti,lo zucchero (saccarosio) egli alimenti che lo contengono.
Evitare il consumo di salumi, insaccati, formaggi stagionati (ad eccezione del Parmigiano reggiano), bevande alcoliche, carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Coenzima Q 10 30 mg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per aiutare ad alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha) nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno due mesi. È impor-
tante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.
La Fumaria officinalisy sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso preparato con sommità fiorite di Biancospino (30%), Melissa in foglie (15%), sommità fiorite di Leonorus cardiaca (20%), Passiflora (20%) e scorze d’Arancia amara (15%). Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti ed eventualmente dolcificato con miele di lavanda vergine integrale di produzione italiana.
Nella fase acuta può essere somministrato l’olio essenziale di Lavanda officinalis, nella dose di 3-5 gocce in un cucchiaio di acqua minerale naturale, oppure di latte di riso addizionato con calcio, privilegiando la via sublinguale.

Originally posted 2014-10-13 13:11:49.

Piede datleta 180x180 - Piede d'atleta

Piede d’atleta

Si tratta di una malattia cutanea causata da funghi. È una delle micosi più comuni, ma rara prima della pubertà. Tecnicamente si chiama Tineo pedis e risulta molto diffusa tra gli atleti e negli individui che fanno regolarmente uso di scarpe di gomma o comunque impermeabili, e in chi soffre di ipersudorazione alle piante dei piedi. Fattori predisponenti sono il microclima caldo-umido delle scarpe di atletica e l’effetto occlusivo combinato delle calze e delle scarpe. Le più comuni fonti di infezione sono le docce, gli spogliatoi e i pavimenti delle piscine. In genere, si manifesta con una macerazione della pelle tra le dita (specialmente al terzo e quarto spazio), che provoca prurito.
L’eventuale sovrapposizione di batteri causa un quadro dalle caratteristiche più infiammatorie, spesso maleodorante. Esiste anche una forma in cui prevalgono l’arrossamento, l’indurimento della pelle (ipercheratosi) e la desquamazione di una o di entrambe le superfici plantari: le lesioni debordano sulla parte laterale del piede con limiti netti nei confronti della pelle sana (è la forma “a mocassino”). Esistono anche situazioni con lesioni vescicolose o bollose della regione interna della pianta del piede. La Tineapedis può associarsi a una onicomicosi, l’invasione dell’unghia da parte del fungo.

IL RESPONSABILE
• Responsabile del piede d’atleta è un fungo capace di colonizzare la cheratina ch’epidermide, del pelo e delle unghie.

•  La trasmissione può avvenire per via interumana, dall’animale all’uomo e anche dal terreno all’organismo umano.

Prevenzione
Sono cinque i funghi che possono colpire l’organismo e provocare il piede d’atleta: tutti si trovano in luoghi umidi e caldi, quindi mantenere i piedi secchi e freschi è la procedura di prevenzione più utile in assoluto. Esistono polveri preventive vendute come prodotti da banco: possono prevenire oppure curare le forme iniziali di piede d’atleta, così come l’olio Tea-tree. È opportuno evitare di camminare a piedi nudi in spogliatoi comuni molto frequentati oppure in docce condivise da molte persone. Cambiare le calze tutti i giorni e mantenere un’ ricca di antiossidanti è un prezioso aiuto.
Agenti fungicidi
Il consiste nell’applicazione di agenti fungicidi come terbinafìna, naftifina o butenafina per 4 settimane: questi agenti terapeutici sono più efficaci di altri di più vecchia generazione. Qualche volta la somministrazione di fluconazolo è necessaria per i casi più gravi o resistenti ad altre terapie.

Il trattamento prevede l’uso locale di preparati ad azione antimicotica. L’approccio omeopatico nei confronti di questa forma comune di micosi localizzata a livello degli spazi interdigitali, si basa sull’utilizzo di preparati in grado di modificare le condizioni tessutali locali favorenti il processo micotico. Solitamente il rimedio di prima scelta è Graphites. Nelle forme recidivanti o croniche si associa il trattamento di fondo.
Graphites 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì. È il medicinale adatto per le micosi delle grandi o delle piccole pieghe, come il ‘piede d’atleta’. Le lesioni sono pruriginose, trasudanti con un essudato giallastro, spesso con impetigine oppure secche, ispessite. Prurito con essudato nauseabondo. Le sedi più frequentemente interessate oltre alle pieghe di flessione sono le unghie.
Ulmus campestris Macerato glicerico 1 DH, 50-70 gocce al dì, in un po’ d’acqua, lontano dai pasti. Si tratta propriamente del gemmoterapico preparato dalle gemme di olmo, albero appartenente alla famiglia delle Ulmacee. L’olmo è un albero longevo a foglia caduca che può raggiungere ragguardevoli dimensioni. Una ricetta del I secolo d.C. consiglia di tritarne le foglie e la seconda corteccia per trattare le affezioni dermatologiche e per favorire la cicatrizzazione di ulcere e piaghe. Alla fine del XVIII secolo viene riscoperto e riproposto il suo uso nel trattamento di dermopatie ribelli. È il gemmoterapico delle affezioni dermatologiche per la sua attività “drenante” della cute. Esso è inoltre un regolatore dell’attività delle ghiandole sebacee. Per tale ragione è indicato nel trattamento dell’acne giovanile, della seborrea, dell’eczema trasudante, dell’herpes recidivante, della sudorazione acida e maleodorante del corpo e dei piedi.
Sepia officinalis 15 o 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
È il rimedio di fondo adatto soprattutto per le forme recidivanti o croniche di micosi. Caratteristica è la tendenza alla stanchezza, all’indifferenza e alla depressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina Tradizionale Cinese tratta questo diturbo sintomaticamente, cioè’ andando ad agire tramite dei fìtopreparati ad uso antimicotico.
cinese
Formula: XING HUANG WAN
Margaritifera ………………………1 g
Rizoma Achyranthes Bidentatae………….9 g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………….6g
Olibanum………………………….6 8
Posologia: 2 o 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 15 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire (fino alla risoluzione dei sintomi) un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di
latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.
Aumentare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Incrementare l’assunzione di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.
Alimenti da evitare Eliminare le bevande contenenti caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare (fino al miglioramento del quadro clinico) i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mgal giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Germe di grano 1 -3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Fermenti tattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti (somministrare ancora per circa due settimane dopo la sospensione della terapia antimicotica).

FITOTERAPIA

L’olio essenziale estratto dai semi di Finocchio (Foeniculutn vulgare), sotto forma di estratto fluido nella dose di
20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo.
Per alleviare i sintomi può essere somministrata la Solidago virga aurea, sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, subito dopo i pasti.
Per stimolare le difese immunitarie e accelerare il processo di guarigione può essere utilizzato il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
In associazione può essere somministrato il Timo(Thymus vulgaris) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. II preparato può presentare effetti collaterali, come coliche addominali e lipotimie. È controindicato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e da colite.
Per le sue proprietà antiossidanti, può essere somministrato il Ribes Nigrum 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, circa 20 minuti prima di colazione.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia, associare l’estratto fluido di Rosa canina* nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di spremuta di pompelmo rosa e/o d’arancia, due volte al giorno, lontano dai pasti.
In presenza di recidive, per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, I monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-10 13:26:02.

TACHICARDIA 180x162 - TACHICARDIA

TACHICARDIA

Una frequenza cardiaca superiore ai cento battiti al minuto viene definita  sinusale. Naturalmente sono tante le circostanze in cui questo fenomeno è da considerarsi del tutto normale: nei neonati e nei bambini d’età inferiore ai due anni, in occasione di un esercizio fisico, durante la fase digestiva, in caso di febbre, quando si è sottoposti ai più diversi stress emotivi, dall’ansia alla paura. Tachicardie possono verificarsi in seguito all’assunzione di svariati o come conseguenza dell’assunzione di alcol o caffeina: l’aumentata frequenza cardiaca è per l’appunto il risultato dell’azione farmacologia di tali sostanze. Poi esistono le tachicardie patologiche, ossia quelle in cui l’aumento del battito cardiaco non è più fisiologico ma è sintomo di una variegata gamma di problemi, dall’ipotensione all’anemia, dall’attività esagerata della ghiandola tiroidea (ipertiroidismo) alle cause cardiache (esiti di un infarto miocardio, condizioni di scompenso).

LA RICERCA
L’accelerazione de! battito cardiaco è una risposta fisiologica all’esercizio fisico, all’eccitazione e all’ansia, ma non è più così normale se accompagna la persona costantemente. I risultati forniti dalla ricerca odierna spingono infatti ad affermare che più è rapido il battito, più aumenta il pericolo di ammalarsi. Analizzando, insomma, il legame tra il numero dei battiti del cuore e aspettativa di vita, si è evidenziato che arginare le numerose pulsazioni significa ridurre il rischio di decesso per cause vascolari. Quest’associazione tra frequenza cardiaca e mortalità cardiovascolare è una relazione presente a tutte le età, tanto nella popolazione sana, quanto fra le persone cardiopatiche. Si è visto, per esempio, che il rischio di eventi infausti è tre volte più alto nelle persone con una frequenza cardiaca stabilmente tra i 90 e i 99 battiti al minuto rispetto a chi ne ha 60.

FISIOLOGIA
La pulsazione cardiaca scaturisce in una specifica area dell’atrio destro, in prossimità dello sbocco della vena cava superiore, grazie a un gruppo di fibre muscolari specifiche, il nodo-seno atriale: è qui che si genera il ritmico impulso elettrico che poi si propaga a tutto il muscolo cardiaco.

Tachicardia sinusale
In questa tachicardia si verifica un aumento della frequenza dei battiti cardiaci oltre il normale valore, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Emozioni, esercizio fisico, ipertiroidismo, abuso di caffè, fumo, anemia, febbre, ipotensione, nevrosi e farmaci possono provocare l’insorgere di tachicardia sinusale, che può essere asintomatica oppure dare cardiopalmo (sensazione di “cuore che batte”). L’inizio e la scomparsa sono graduali, mai improvvisi.
La terapia è legata alla causa che determina la comparsa di tachicardia: si possono usare farmaci che riducono l’ansia, abbassano la febbre, regolano la funzione della tiroide. È utile non abusare di caffè, fumo e alcolici.
L’esercizio fisico regolare aiuta il cuore ad avere un ritmo più costante.

La presenza di turbe del ritmo cardiaco richiede una valutazione clinico strumentale cardiologica. L’approccio omeopatico può completare il convenzionale nelle forme di tachicardia semplice. Per le crisi recidivanti di tachicardia è necessaria una valutazione clinica e strumentale cardiologica.
Ignatia 15 CH5 granuli, 2 volte al dì. Accelerazione della frequenza cardiaca a seguito di un’emozione. Dispnea sospirosa e sensazione di “nodo” alla gola. La fava di Sant’Ignazio è adatta a persone emotive, dall’umore mutevole che sospirano profondamente e hanno crisi di tachicardia su base emozionale. È indicata inoltre per le manifestazioni funzionali mutevoli
e paradossali che derivano da condizioni di forte stress o contrarietà.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Palpitazioni con vampate di calore in menopausa. L’indicazione principale è rappresentata da fenomeni congestizi generali e locali, come vampate di calore, cefalea con sensazione di pulsazione a livello della testa, tendenza all’ipertensione arteriosa e alle palpitazioni. Caratteristica è l’intolleranza per gli abiti stretti, le costrizioni, con il contatto e per i luoghi chiusi.
Lycopus virginicus 5 CH 5 granuli al bisogno, ripetuto in concomitanza con le palpitazioni. Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Labiate che viene utilizzata in omeopatia per le manifestazioni dell’eretismo cardiaco accompagnate da palpitazioni intense e tachicardia. Talvolta si associa un senso di oppressione toracica.
Viene utilizzato in particolare nelle palpitazioni e nell’ in soggetti con problemi tiroidei o in terapia sostitutiva con ormone tiroideo.
Spigelia 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Attualmente è indicato per le palpitazioni violente e le turbe del ritmo nell’eretismo cardiaco. Talvolta si associano precordialgie.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo andando ad agire sulla funzionalità cardiaca e chiaramente sulla sua frequenza e sul suo ritmo. L’uso di prodotti fitofarmacologici permette il controllo della sintomatologia soprattutto se dovuta a fattori emozionali.

cinese
Formula: TIAN WANG BU XIN WAN
Radix Rehmaniae……………………120 g
Radix Ginseng……………………….15 g
Radix Salviae Miltiorrhizae…………….15 g
Scleroium Poria……………………..15 g
Fructus Schisandrae…………………..15 g
Fructus Gardeniae……………………10 g
Radix Platycodi……………………..15 g
Radix Angelicae Sinensis……………….60 g
Radix Asparagi………………………60 g

Radix Ophiopogonis…………………..60 g
Semen Biotae……………………….60 g
Semen Ziziphi Spinosae………………..60 g
Posologia: 3 g al dì da sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi, legumi, prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica. Consumare preferibilmente i carboidrati a colazione e a pranzo e le proteine animali a cena, mentre frutta e verdura cruda dovrebbero essere assunte sotto forma di spuntino durante la giornata. Integrare l’apporto di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro. Aumentare il consumo di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente al 80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Alimenti da evitare Nella fase acuta zucchero (saccarosio) e alimenti che lo contengono, caffeina, alcolici, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans. Evitare per almeno tre-quattro mesi gli alimenti a elevato contenuto di sale, come fritture, salumi, formaggi (quelli stagionati), cornflakes, pesce azzurro, tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette), panna, burro, mascarpone, strutto.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C200 mg al giorno;
Vitamina E10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Coenzima Q10Ò0 mg al giorno;

Cromo 230-240 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
prima di colazione;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Per aiutare ad alleviare il disturbo può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Può essere utilizzato anche al bisogno, per via sublinguale, nella dose di 30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti che soffrono di angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, può essere utilizzata XArancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti. Questo preparato fìtoterapico può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 mi di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti. Nelle forme lievi può essere utilizzato un infuso preparato con sommità fiorite di Biancospino (30%), Melissa in foglie ( 15%), sommità fiorite di Lavanda officinalis (20%), Passiflora (20%) e sommità fiorite di Escholtzia californica (15%). Assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti ed eventualmente dolcificare con una piccola quantità di miele di lavanda vergine integrale di produzione italiana.
Nella fase acuta può essere somministrato l’estratto fluido di Leonorus cardiaca nella dose di 20 gocce, una due volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale oppure nel latte di mandorle, privilegiando la via sublinguale. Nei pazienti affetti da tachicardia parossistica può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycanthz), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-08 09:32:09.

Celiachia 180x180 - Celiachia

Celiachia

Chiamata anche malattia celiaca, è un’affezione che colpisce la mucosa dell’intestino tenue e, se particolarmente estesa, determina un difettoso assorbimento di tutti i nutrienti. Si scatena quando una persona, geneticamente predisposta, assume prodotti alimentari a base di grano, segale, avena od orzo A sviluppare il danno intestinale è, in particolare, la gliadina, un composto proteico derivato dal glutine presente in questi cereali Dunque, la malattia celiaca è il risultato di una reazione immunitaria attivata contro l’epitelio intestinale e innescata dalla gliadina. Le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili da un individuo all’altro, a seconda della maggiore o minore estensione e gravità della malattia. Comporta disturbi intestinali ma anche manifestazioni extra-intestinali. Tra i primi: la diarrea, la distensione addominale, la flatulenza, la steatorrea (la presenza nelle feci di notevoli quantità di sostanze grasse che non sono state digerite), il malas-
sofbimento globale. Sintomi che si accompagnano a riduzione del peso corporeo, anemia, osteoporosi, irregolarità mestruali, scarso accrescimento (nel bambino), crampi muscolari e manifestazioni emorragiche. Ma non mancano le forme atipiche, caratterizzate da disturbi minori che soltanto un medico esperto riesce a riferire a questa patologia. Per la cui diagnosi resta fondamentale la biopsia intestinale, che evidenzia villi intestinali corti e tozzi. Sono sempre necessarie due biopsie: la prima fotografa le lesioni appena descritte; la seconda, eseguita dopo l’inizio della dieta priva di glutine, deve dimostrare il significativo miglioramento delle mucosa intestinale. Ottimi test di screening, sensibili e specifici, sono poi il dosaggio di particolari anticorpi circolanti (antigliadina e antiendomesio).


Il dipende moltissimo da una diagnosi accurata, tuttavia non esiste un test semplice per determinare con certezza la presenza di . Spesso si usa un’ priva di glutine con monitoraggio dei sintomi, per ottenere una diagnosi presunta.

Alimentazione
Evitare i cibi che contengono glutine: frumento (grano), segale, orzo, avena, farro, kamut, farine, amidi, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati, paste, gnocchi, pane, focaccia, pizza, piadine, grissini, cracker, fette biscottate, germe di grano, mueslì, porridge, cous cous, crusca dei ce-
reali vietati, fibre vegetali e dietetiche dei cereali vietati, malto, polenta taragna (se la farina di grano saraceno è miscelata con farina di grano). Esistono lince guida molto chiare per chi soffre di celiachia: a queste si rimanda per un elenco completo dei cibi vietati oppure sconsigliati.

Supplementi
La malattia celiaca può provocare diarrea cronica e infiammazione del tratto digestivo, con perdita di importanti nutrienti: la conseguenza è un malassorbimento di ferro, acido folico, vitamine B (soprattutto B12), calcio e selenio. Anche alcuni aminoacidi possono essere scarsamente assorbiti. È importante mantenere una buona flora batterica intestinale assumendo fermenti probiotici tipo bifido ogni giorno. È importante assumere alte dosi di vitamine del gruppo B, complessi multivitaminici e minerali. L’omega tre (olio di pesce) aiuta a ridurre la componente infiammatoria, la vitamina D previene l’osteoporosi.


Per la celiachia severa si prescrive prednisone.


Il trattamento della celiachia, malattia caratterizzata dall’intolleranza nei confronti del glutine e dal malassorbimento intestinale, è basato essenzialmente sulla esclusione di tutti gli alimenti derivati dal frumento e dai suoi derivati. L’approccio omeopatico è utile per la ripresa delle condizioni generali e per ottimizzare la crescita. I medicinali più frequentemente indicati comprendono China> Lycopodiutny Phosphorus, Silicea.
China rubra 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Prostrazione, pallore e freddolosità da diarrea senza dolore, soprattutto dopo latte o frutta. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. La china è indicata per le forme cliniche di celiachia caratterizzate da astenia, diarrea cronica, dolori addominali ricorrenti o persistenti.
Lycopodium 9 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il licopodio è spesso indicato nelle alterazioni metaboliche soprattutto in soggetti ansiosi, facilmente irritabili, insicuri, che tendono a disturbi digestivi, genitourinari o cutanei recidivanti o cronici. È adatto nelle forme di celiachia caratterizzate da appetito presto saziato dopo i primi bocconi, stipsi o alvo irregolare con tendenza a spiccato meteorismo addominale.
Phosphorus 15 CH 5 granuli 3 volte alla settimana, diradando secondo il beneficio ottenuto. Il preparato omeopatico ottenuto dal fosforo bianco viene impiegato in omeopatia per i soggetti longilinei, ansiosi, vulnerabili, ipersensibili a tutti gli stimoli ambientali, con tendenza ad affaticarsi con estrema facilità. Caratteristica è la facilità al sanguinamento. Talvolta si può rilevare un incremento delle transaminasi epatiche.
Silicea 15 CH 5 granuli inizialmente 3 volte alla settimana, quindi un tubo dose alla 30 CH una volta alla settimana. In omeopatia la silice si utilizza nei disturbi della crescita e della nutrizione in presenza di una compromissione delle condizioni generali, È adatta alla celiachia caratterizzata da arresto della crescita, bassa statura e perdita di peso.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo rinforzando le difese immunitarie dell’organismo e aumentando l’azione metabolica e di eliminazione. Infatti trovandosi di fronte a una possibile saturazione organica, è utile approfondire a livello diagnostico con test di intolleranze alimentari, test allergicologici e diminuendo la quantità di sostanza ingerita.
L’azione di agopuntura può così andare verso le intolleranze o le reazioni allergiche.
Punti importanti per riequilibrare la funzionalità dell’intestino sono:
SHANG JU XU (grande vuoto superiore, localizzato 6 cun sotto il bordo inferiore della rotula) che regola lo Stomaco e gli Intestini, purifica e raffredda l’Umidità-Calore ed elimina stasi;
TIAN SHU (cerniera celeste, localizzato 2 cun a lato dell’ombelico) che regola la circolazione dell’Energia negli Intestini, regola il Qi ed elimina le stasi.
Rinforzare energeticamente l’organismo:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la
Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Si consigliano 10 sedute terapeutiche da ripetere dopo circa un mese.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro (per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore). Per ridurre i sintomi e ostacolare le recidive, possono essere consumati kefir, yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi incrementando i benefici batteri intestinali, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, potenziando così la corretta funzionalità del .
Privilegiare gli alimentari ricchi di zinco (per la sua attività antiossidante, contro i radicali liberi, può aiutare a tenere sotto controllo lo stress, migliorando il quadro clinico del ) come le carni di agnello, maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e
di girasole, il riso integrale, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati.
Alimenti da evitare Quelli che contengono glutine. Evitare i piatti pronti liofilizzati, i wurstel e i gelati industriali perché possono contenere il glutine in percentuale variabile. Eliminare lo zucchero (saccarosio), la crusca, le bevande contenenti caffeina, gli alcolici (inclusi vino e birra), i cibi industriali a base di farine raffinate e/o addizionati con additivi.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Vitamina C 200 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pom-
pelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Cobalto aumentare l’apporto quotidiano di bietole, cavolo, crescione, fichi, lattuga, molluschi bivalve, ostriche, spinaci;
Licopene secondo gli esperti la quantità ideale da assumere quotidianamente è di 22 mg – 250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Coenzima Q10 30 mg al giorno.


È una malattia su base autoimmunitaria in cui il trattamento fondamentale è basato sulla mancata assunzione di cibi che contengono glutine. Detto questo, la fitoterapia può avere un ruolo ed essere utile come complemento alla dietoterapia. In alcuni pazienti possono verificarsi casi di malassorbimento nonostante la dieta corretta, ed allora in questo caso si possono razionalmente somministrare estratti di gel di Aloe vera e di Mirtillo che hanno un’azione riepitelizzante sul tessuto intestinale e che possono migliorare anche significativamente la qualità di vita del paziente. È possibile aggiungere anche estratti ad attività antiossidante e quindi oltre al mirtillo, anche estratti di Mango (Mangifera indica) titolati in mangiferina, di Ginkgo biloba anche per la significativa attività sulla microcircolazione e ancora la Vite (Vitis vinifera). Nei casi più gravi si può considera la somministrazione di Boswellia serrata, la cui gommoresina, ricca di triterpeni, ha un’ importante azione antinfiammatoria grazie all’interferenza con la produzione della lipossigenasi, il principale mediatore della produzione dei leucotrieni. In associazione può essere
aggiunto anche l’estratto secco di Curcuma longa il cui estratto titolato e standardizzato in curcuminoidi esplica un’azione non solo di tipo antinfiammatorio ma anche di detossificazione e riduce il rischio di tumori che in questi pazienti è più alto della media. Anche la Liquirizia, la ben nota pianta di cui si utilizzano gli estratti della radice soprattutto a scopi alimentari, contiene un’importante sostanza, la glicirrizina che esplica un’azione antinfiammatoria sia per un meccanismo che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani, permettendo di aumentare la bidi-
sponibilità del cortisone endogeno umano, che per interferenza sulla cascata biochimica porta alla produzione di sostanze infiammatorie. La liquirizia non dev’essere assunta per periodi troppo lunghi o dosaggi alti senza il controllo del medico.

Originally posted 2014-10-09 16:21:06.

Caduda dei capelli 180x180 - Caduda dei capelli

Caduda dei capelli

È assolutamente normale riscontrare sul pettine e nel lavandino dopo il lavaggio. Non esiste un numero ben stabilito di persi quotidianamente che possa contrassegnare la normalità, visto che conta anche la quantità di presenti sul cuoio capelluto: se questi sono 100-200 mila circa, la caduta può oscillare dai 30 ai 100 in media al giorno. La maggiore perdita di nelle stagioni di transizione (autunno-primavera) è fenomeno ben noto, ancestralmente legato alla muta dei mammiferi pelosi.
Anche le condizioni emotivamente difficili e stressanti possono provocare, soprattutto se protratte nel tempo, un incremento della caduta dei capelli, talora anche assai pronunciato: periodi di superlavoro, difficoltà familiari, eccessivi carichi di responsabilità professionali, attività sportive faticose non compensate da adeguati regimi alimentari, le malattie debilitanti… Si chiama felogen effluvium la caduta diffusa e copiosa dei capelli nella fase di riposo (telogen, vedi sotto): a causa di una variegata serie di insulti (febbre elevata, diete squilibrate, carenza di ferro, stress, parto, – come gli anticoagulanti – disordini tiroidei…), numerosi follicoli su tutta l’area del cuoio capelluto finiscono prematuramente e forzatamente nella fase telogen di riposo. Generalmente il telogen effluvium è una condizione “benigna” che non provoca un diradamento definitivo dei capelli.


Identificare il tipo e la causa
Si possono perdere i capelli per molte ragioni: per malattie sistemiche, malattie della pelle o del bulbo pilifero, per nevrosi ansiosa con comportamenti che tendono a fare strappare i capelli, per ansia, per trattamenti farmacologici, per ragioni ormonali, per inopportuni trattamenti estetici ai capelli ( per esempio l’uso ripetuto di acidi e piastre calde). È evidente che il e la probabilità di successo dipendono dal tipo di perdita di capelli e dalla causa.

Alopecia
Il tipo più frequente è quello maschile, di origine ormonale cioè dipendente dagli ormoni androgeni: può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. L’età e la predisposizione genetica sono i fattori più importanti nella genesi del disturbo. Se l’alopecia maschile si manifesta in una donna e sono presenti anche peli anomali sul viso, è possibile che la causa sia una sindrome complessa con una produzione esagerata di ormoni maschili. Un particolare tipo di alopecia si definisce alopecia areata, con perdita di capelli in zone circolari.

Telogen effluvium
È la perdita di capelli che segue un grosso stress fisico e/o psichico (più o meno tre mesi dopo l’evento stressante). Non esistono rimedi, se non una terapia farmacologica e/o psicologica in caso di disturbo post traumatico da stress.

Malattie sistemiche
Il lupus può provocare perdita dei capelli più o meno evidente.

Tricotillomania
Una causa inusuale di perdita dei capelli è la tricotillomania, cioè l’abitudine (patologica) di strapparsi i capelli.

Infezioni
Alcune infezioni da funghi possono provocare perdita di capelli. Il trattamento con apposite lozioni o con shampoo contenenti antifungini migliora o risolve la situazione. Finasteride Questo farmaco può essere usato dagli uomini ma non dalle donne in età riproduttiva. Blocca un ormone androgeno che può danneggiare il follicolo pilifero: a causa di questo meccanismo d’azione può causare dolore mammario, diminuzione del desiderio sessuale e dolore ai testicoli. È comunque un farmaco efficace perché ha un tasso di ricrescita dei capelli dell’80% a tre mesi. Andrebbe assunto per tutta la vita. Le donne in gravidanza non devono usare questo farmaco perché altererebbe gli ormoni del feto.
Minoxidil Meno efficace della finasteride, ma con minori effetti collaterali.

Chirurgia
Il trapianto di capelli garantisce il ripristino definitivo dei capelli. La riduzione dello scalpo consiste nella rimozione delle parti calve: si ripete ogni quattro settimane finché le zone “vuote” dello scalpo siano state completamente rimosse, oppure finché la pelle non diventi troppo sottile per tollerare ulteriori interventi.

Trattamento dell’alopecia areata o dell’alopecia da trazione
Le iniezioni di steroidi o l’applicazione di crema a base di tacrolimus (quest’ultima con cautela, sembra che esista un rischio aumentato di sviluppare tumore) sono i rimedi più frequenti. La soluzione più ovvia per l’alopecia da trazione è evitare di esagerare con tecniche potenzialmente lesive per i capelli.

Trattamento della tricotillomania
La tricotillomania è più frequente nei bambini, quindi va risolta con dialogo e comprensione. La punizione non risolve mai il problema. La psicoterapia può essere utile quando ci siano segni di disturbo ossessivo-compulsivo.


La caduta dei capelli può essere l’espressione di molteplici fattori. Pertanto l’approccio omeopatico dovrà tenere conto del contesto nel quale si manifesta la caduta dei capelli per personalizzare il trattamento.
Ignatia amara 30 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli da shock psichico, come lutto o distacco amoroso.
Kali phosphoricum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli conseguente a studi prolungati.
Natrum muriaticum 15 CH una monodose 1 -3 volte alla settimana.
Il sale marino è indicato quando la caduta dei capelli è associata a una dermatite seborroica in un contesto di affaticamento, come si manifesta nell’adolescenza o nella fase dell’allattamento.
Phosphoricum acidum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Caduta dei capelli dopo preoccupazioni. È il medicinale dell’alopecia associata a capelli che imbiancano precocemente e che si manifesta in un contesto di ansia, astenia profonda» prostrazione, dovute a impegno intellettivo.
Selenium 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Medicinale specifico della seborrea del cuoio capelluto che provoca la caduta dei capelli e dell’acne del viso in un contesto di prostrazione e insonnia. Selenium è indicato inoltre per la caduta dei capelli in pazienti sottoposti a radioterapia.
Sepia 30 CH una monodose alla settimana. Alopecia che insorge nella menopausa, associata a irritabilità, depressione, ricerca di isolamento, indifferenza verso tutto e tutti.
Staphysagria 30 CH 5 granuli al giorno, diradando in base al miglioramento. Alopecia con eruzioni del cuoio capelluto provocate dalla somatizzazione di situazioni conflittuali e frustrazioni.
Thallium 15 CH 5 granuli, 1-2 volte al dì. Thallium metallicum e i suoi sali (Thallium aceticum* Thallium sulfuratum) sono indicati per l’alopecia dopo malattia grave o lunga convalescenza, chemioterapia aggressiva o sofferenza interiore profonda. Il tallio è il medicinale omeopatico specifico per la caduta dei capelli immediata e totale che si verifica dopo l’inizio della chemioterapia.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese può essere un effìcacissimo trattamento se le radici e i bulbi dei capelli si presentano in un buono stato, favorendone così la crepali e rinforzandoli.
Il trattamento è ottimo anche nel caso di caduta ad esempio nei trattamenti chemioterapici.
In questo caso la ricrescita è graduale e decisamente rapida.
Nel caso di una caduta graduale e progressiva bisogna effettuare una terapia mirata a rilassare oltre che per la mobilizzazione di Xue. Punti importanti sono:
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
GE SHU (punto Shu del dorso del diaframma, localizzato 1,5 cun a Iato dell’apofisi spinosa della VII vertebra toracica) che regola il Sangue, rimuove le ostruzioni e tonifica le condizioni di Vuoto;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue.
Se la caduta inizia da una piccola chiazza che si estende progressivamente bisogna lavorare anche sulla fragilità dei capelli stessi tonificando il Qi di Xue e la combinazione di punti prevede:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa dell’XI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
XUE HAI;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica
Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
E infine se la caduta è rapida la terapia è rivolta alla tonificazione dello
Yin di Fegato e Rene attraverso i punti:
BAI HUI;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO ( riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
TAICHONG.
I punti del Sistema Auricolare associabili sono quelli di Fegato, Polmone e Rene.

cinese
Formula: HE SHOU WU WAN
Radix Poligoni Multiflori………………2 g
Posologia: 2 g al dì sotto forma di capsule per 30 giorni.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza alla carne di manzo e di pollo e ai molluschi, per il loro contenuto di taurina, un aminoacido che svolge un ruolo protettivo sul bulbo pilifero – secondo gli esperti la taurina ha un’importante funzione regolatrice nel mantenimento dell’omeostasi, del
volume cellulare e dell’idratazione dei capelli.
Aumentare l’assunzione di PABA (che migliora la salute dei capelli) privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra.
Aumentare il consumo degli alimenti ricchi di zinco e di selenio (come germe di grano, lievito di birra, noci, tacchino, fegato, pollo, tonno fresco, tuorlo d’uovo, pesce, latte e derivati, noci, cereali integrali, legumi, aglio, cipolle, broccoli, cavoli, cetrioli, funghi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo).
Alimenti da evitare Eliminare (per almeno sei mesi) i salumi, gli insaccati, la carne conservata, la crusca, lo zucchero e le farine raffinate, gli alimenti addizionati con additivi, i dadi da brodo, le bibite, i liquori, le miscele di caffè contenente la qualità Robusta (perché rispetto all’Arabica è più ricca di caffeina) e il tè nero.

Integrazione alimentare
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano (contro lo stress) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina) 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento).

FITOTERAPIA
La moderna fitoterapia oggi consente l’uso di estratti di Serenila repens, dotati di attività inibente la 5-alfa-redutiasi. un enzima che attiva il testosterone, anche a livello del bulbo dei capelli. La Serenoa repens oltre a non presentare gli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi con attività farmacologica simile, ha il vantaggio di poter essere utilizzata in modo efficace anche sulla cute e si utilizza come estratto lipoideo. Preparazioni empiriche che possono ancora essere utilizzate per somministrazione orale sono l’estratto secco di Luppolo e di Gerir tana lutea, o ancora l’estratto intero di Erba Medica (Medtcago saliva). Numerose sono anche le prepara/ioni empiriche per uno csterno.di cui si friziona il preparato sulla cute, come la tintura semplice di corteccia di China, la Tintura Madre di Pilocarpus iaborandi, di Tropaeoìum rnajus ( Erba cappuccina), l’olio essenziale di Salvia (Salvia officinalts), la Tintura Madre della radice di Ortica {Vrtica dioica); e ancora le frizioni del cuoio capelluto con infusi a base di Rosmarino e Timo.
Non è comunque da tenere in scarsa considerazione Io stato psicologico del , perché non di rado la caduta dei capelli si verifica in pazienti che possono essere afletti da sindromi ansioso-depressive e per tale motivo possono essere utili anche estratti a base di Valeriana officinale
assunti come estratti titolati e standardizzati in acidi valerenici che possono aiutare questo tipo di paziente, non solo per l’attività ansiolitica, ma anche grazie alla peculiare azione sul miglioramento della qualità del sonno. Anche la Passiflora incarnata per le sue proprietà ansiolitiche può rivelarsi utile nel paziente particolarmente ansioso, e nel caso che la perdita di capelli sia riconducibile a uno stalo depressivo si possono usare invece gli estratti di Iperico ben noto per le sue proprietà antidepressive o ancora di Rhodiola rosea.

Originally posted 2014-10-09 13:15:33.

Formicolio 180x180 - Formicolio

Formicolio

Fastidi, calore, bruciore, “nervi che tirano”, intorpidimenti, scosse, formicolìi, “animaletti in movimento”, solletico… Le alterazioni della sensibilità cutanea trovano nei raccomti dei pazienti le più fantasiose espressioni. All’origine del disturbo, il ventaglio delle cause è ampio: in un’alta percentuale di casi i disagi lamentati rientrano nelle categorìa delle “compressioni nervose”, che possono interessare rabici nervose o nervi periferici. Nel primo caso, il disturbo può accompagnare le cervicobrachialgie o le lombosciatalgie, dovute alla fuoriuscita del disco intervertebrale o alla presenza di osteofiti, quegli speroni ossei, quegli anomali accumuli di calcio che si formano – a carico delle diverse parti della vertebra – nell’artrosi. Ma si sa che un nervo, nel suo decorso, deve superare orifici, strettoie e canali di tessuto fibroso inestensibili, passaggi che possono subire restringimenti di varia natura. Cosi, in questi tragitti patologicamente compressi il nervo inizia a soffrire: succede, per esempio, nella Sindrome del tunnel carpale, che interessa l’arto superiore. Possono concorrere ad alterare la sensibilità anche le compressioni nervose traumatiche (fratture, ematomi) o infiammatorie. A scatenare un danno a carico del nervo sensitivo intervengono poi il diabete (una delle cause più comuni di neuropatia), l’alcol e altre sostanze tossiche (come piombo e mercurio), deficit nutrizionali (in particolare, di vitamine del gruppo B), insufficienza renale cronica, epatopatie, alterazioni endocrine (l’ipotiroidismo), malattie autoimmuni, neoplasie, infezioni virali (tra i virus che causano neuropatie spicca l’agente dell’herpes zoster, responsabile del “fuoco di S. Antonio”) e .


Le discstesie sono associate all’infiammazione di alcuni nervi e rappresentano l’indice di un’altra malattia piuttosto che un problema in se stesso. Il dipende dalla causa.

Ridurre l’infiammazione
Osservare la localizzazione e il “tragitto” della mancanza di sensibilità sulla pelle aiuta a capire quali nervi siano infiammati. Il trattamento si basa sulla riduzione dell’infiammazione e la compressione dell’area dove decorre il nervo. Sono utili la terapia fisica, gli intinfiammatori non steroide!
(FANS), il ghiaccio, la chirurgia.

Movimento
È importante fare esercizio regolare perfino nei momenti di riposo, e indossare abiti comodi che non comprimano in modo eccessivo alcune parti del corpo sofferenti.

Supplementi
1 deficit nutrizionali, in particolare di vitamina B, a volte provocano disestesia. La carenza di vitamina B12 e folati può essere associata a disestesia nelle estremità. Lo stesso un overdose di vitamina B6 su base cronica.

Diabete
La disestesia può essere una complicanza del diabete ( neuropatia diabetica). Il trattamento si basa principalmente sul controllo della glicemia.


I disturbi della sensibilità cutanea possono essere la conseguenza di condizioni morbose molto diverse tra di loro come il processo artrosico.i disturbi circolatori, l’irritazione meccanica delle terminazioni nervose o l’ipereccitabilità nervosa. È necessario precisare,dunque, la natura del-
le parestesie perché il trattamento omeopatico possa essere efficace.

Disturbi circolatori venosi
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’anemone pulsatilla è adatta alle alterazioni della sensibilità associate a disturbi della circolazione. Caratteristica è la sudorazione fredda di mani e piedi con colorito violaceo. Tale sintomatologia si manifesta più di frequente in soggetti giovani di sesso femminile.

Artrosi
Causticum 15 CH 5 granuli, 1 -2 volte al dì. Si tratta di un preparato chimico complesso introdotto da Hahnemann, il medico tedesco fondatore dell’omeopatia. È adatto alle parestesie che compaiono nel corso della notte dovute alle retrazioni fibromuscolari e al processo artrosico.
Rhus toxicodendron 7 CH 5 granuli, 1 volta alla sera. e rigidità delle dita con aggravamento notturno e al risveglio. Il migliora strofinando o scuotendo le mani, tanto che il soggetto è costretto ad alzarsi per muoversi. Il Sommaco è il rimedio omeopatico utilizzato correntemente per controllare la rigidità dolorosa e il derivante da un processo artrosico.
Ruta graveolens 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Formicolio notturno alla mano e all’avambraccio. Viene utilizzato per controllare i sintomi delle forme iniziali della sindrome del tunnel carpale.

Ipereccitabilità nervosa
Magnesia phoshorica 5 CH 5 granuli una volta al dì, in associazione a Platina. Il fosfato di magnesio è impiegato per le manifestazioni conseguenti alla tendenza agli spasmi e alle disestesie.
Platina 15 CH 5 granuli, inizialmente una volta al dì. Il platino omeopatico è adatto alle manifestazioni da ipereccitabilità o spasmofilia con alterazione della sensibilità con formicolio tormentoso cutaneo.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Bisogna valutare innanzitutto la causa di queste alterazioni, un buon campo di applicazione della Medicina tradizionale cinese riguardante le disestesie sono nella terapia coadiuvante la chemioterapia, cioè permettere una disintossicazione dell’organismo dall’agente farmacologico in modo da risolvere questa sensibilizzazione della cute.
Gli organi interessati sono Polmoni, Fegato e Reni e punti importanti di applicazione sono:
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue;
QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico;
YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.
La terapia va eseguita tutti i giorni per 10 giorni, dopo di che si attende una settimana e se necessario si eseguono ancora 5 sedute.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), di beta-carotene (aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) di vitamina C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta fresca e secca e ortaggi), che aiutano ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del . Dare la preferenza agli alimenti a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino), il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro, in quanto possono contribuire a ridurre l’infiammazione articolare.
Alimenti da evitare Eliminare i prodotti contenenti acidi grassi trans e/o addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.
Evitare di consumare carne, pesce, uova e latticini provenienti da animali di allevamento, alimentati con mangimi industriali e sottoposti a trattamenti e ormonali.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno.


Se il disturbo è localizzato alle mani, può essere utile applicare un cataplasma di Argilla verde ventilata (mescolare con acqua sino a ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa 1 ora) alternato a bagni tiepidi
con infuso di radice di Angelica (1 cucchiaio), sommità fiorite di Artemisia (2 cucchiai), Equiseto (2 cucchiai), Cannella (3 bastoncini), Biancospino ( 1 cucchiaio) in 1000 mi di acqua. Ripetere due-tre volte al giorno, a seconda dell’intensità dei sintomi.
Se la causa scatenante è rappresentata dalle basse temperature e il disturbo è localizzato alle estremità (mani e piedi) può essere utile assumere l’Ippocastano, sotto forma di TM (25 gocce due-tre volte al giorno), che grazie alla sua azione vasodilatatrice, aiuta a ripristinare il flusso, miglio-
rando il quadro clinico del . L’Ippocastano, grazie alla presenza dei flavonoidi e degli steroli, può essere somministrato ai pazienti che presentano una sintomatologia frequente e recidivante, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno e la sera poco prima del riposo notturno.
Se le disestesie sono associate a crampi muscolari particolarmente fastidiosi, può essere utile massaggiare le zone interessate con un unguento a base di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) tre/quattro volte al giorno, per circa 20 minuti.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta nei pazienti ansiosi è consigliato assumere un infuso a base di Passiflora (un cucchiaio in 250 mi di acqua minerale naturale), due o tre volte al giorno, lontano dai pasti e preferibilmente non dolcificato.

Originally posted 2014-10-14 09:07:38.

Rughe 180x180 - Rughe

Rughe

Una ruga è un solco lineare permanente della pelle, di profondità variabile. Si chiamano d’espressione, quelle causate al volto dalla trazione ripetitiva esercitata dai muscoli della faccia; affiorano già all’età di 30 anni e progressivamente diventano più profonde. Le si manifestano poi con l’invecchiamento cronologico, dovuto ai fattori genetici, ai processi metabolici e alle modificazioni ormonali che si verificano col passar del tempo, e che determinano una progressiva atrofia del derma, dell’ipoderma e delle strutture di sostegno (su cui va ad agire il continuo logorio della forza di gravità).
L’invecchiamento estrinseco o ambientale è invece determinato prevalentemente dall’esposizione alle radiazioni solari, che producono uno “stress ossidativo cronico” per l’azione dei famigerati “radicali liberi”, molecole altamente reattive (si parla di fotoinvecchiamento). Dunque, fattori intrinseci ed estrinseci agiscono sulla pelle: ovvero, sulla predisposizione costituzionale vanno ad agire gli elementi dell’ambiente esterno (come le radiazioni ultraviolette e gli stress atmosferici) nonché le caratteristiche dello stile di vita (regime alimentare, consumo di alcol, tabagismo, stress e ). I segni del fotoinvecchiamento sono numerosi: formazione di rughe, alterazioni della pigmentazione, fragilità cutanea, ispessimento della pelle, teleangectasie (le minute dilatazioni che interessano la rete dei vasi sanguigni cutanei). Questi effetti cronici derivano dall’accumulo dei danni causati dalle esposizioni prolungate al sole e/o alle fonti artificiali di raggi ultravioletti, e risultano tanto più precoci e marcati quanto più la pelle è chiara o non adeguatamente protetta.

IL RUOLO DEL FUMO
La nicotina e gli altri fattori tossici contenuti nei prodotti della combustione del tabacco agiscono sulla salute della superficie cutanea in maniera complessa: riducono l’ossigenazione della pelle (perché producono un danno a carico dei vasi sanguigni), causando il colore “grigiastro” tipico dei forti fumatori; compromettono la produzione di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti, riducendo quindi il turgore e l’elasticità della cute stessa; incrementano, infine, la vilnerabilità ai danni da raggi ultravioletti.

Creme
La crema va scelta in funzione di età, sesso, stagione e problema da correggere. È necessario adattarsi ai cambiamenti dei diversi perìodi della vita e alle conseguenti variazioni ormonali e fisiologiche. La progressiva diminuzione di acqua nei tessuti è uno dei fattori che determinano le rughe: la crema deve essere idratante, stimolare la formazione di nuovo collagene ed elastina e mantenere efficiente la microcircolazione. Va applicata più volte al giorno, ogni volta che si sente la pelle secca o la si vede opaca.
Terapie iter inopi astiche
I trattamenti sono di due tipi: quelli superficiali interessano solo l’epidermide, quelli profondi agiscono sul derma. Agendo sulla superficie della pelle si migliora la compattezza, si correggono le microrughe, si eliminano le macchie scure. Le metodiche che agiscono in profondità migliorano la struttura della pelle, aumentandone turgore ed elasticità, correggono le rughe marcate e le depressioni ai lati del naso, della bocca e del mento.
Terapie superficiali
Con il passare degli anni il ricambio delle cellule rallenta, e le cellule morte rendono la pelle ruvida e di un colore poco uniforme, i peeling sono quindi la soluzione ideale, anche per attenuare le cicatrici e possono essere chimici o laser.
Terapie profonde
I trattamenti che agiscono sul derma migliorano la struttura e restituiscono spessore agli assottigliamenti che caratterizzano le rughe. La sostanza più efficace è l’acido ialuronico usato a diverse concentrazioni a seconda del problema da risolvere.
Chirurgia
La chirurgia estetica può garantire ottimi risultati, ma ogni intervento va discusso con lo specialista.

Alcuni preparati omeopatici permettono di svolgere un’azione preventiva nei confronti delle manifestazioni dell’invecchiamento a livello cutaneo. In particolare si consiglia di utilizzare Sulfur e Thuya in associazione per cicli di due mesi, nei cambi stagionali.

Alumina 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. L’ossido di alluminio viene impiegato in omeopatia per la secchezza estrema della pelle, dei  e delle mucose. Caratteristica è la sensazione di secchezza generale delle mucose. La pelle è secca, rugosa, screpolata.
Arsenicum iodatum 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Lo ioduro d’arsenico è il rimedio omeopatico dei giovani magri inclini alle infezioni respiratorie recidivanti, delle dermopatie squamose croniche. Segni caratteristici comprendono: debolezza estrema e dimagramento nonostante l’appetito conservato, la cute secca, pruriginosa con squame e lesioni da grattamento, i capelli secchi.
Cedrus libani M.G. 1DH 30-50 gocce, 1 -2 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Si tratta propriamente di un gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del cedro del Libano che si utilizza nelle affezioni dermatologiche con prurito e cute secca.
Radium bromatum 15 CH 5 granuli, una volta al dì. 11 bromuro di radio è adatto ai soggetti anziani con pelle secca, atrofica, pruriginosa.
È indicato anche per il di radiodermiti e di sclerodermia.
Sulfur 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana. I fiori di zolfo svolgono una profonda azione drenante, utile per allontanare le scorie del metabolismo che tendono ad accumularsi nell’organismo.
Thuya occidentalis 15 o 30 CH un tubo dose, una volta alla settimana.
Il preparato omeopatico ottenuto dai ramoscelli di tuia, noto anche come ‘albero della vita’, viene utilizzato per numerose condizioni croniche cutanee o mucose. È considerato uno dei rimedi più indicati per i segni dell’invecchiamento cutaneo. Nel trattamento della secchezza della pelle solitamente se ne consiglia la somministrazione in associazione con Sulfur.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

È possibile l’uso di aghi molto sottili interposti nel solco creato dalla ruga con lo scopo di tonificare il tessuto sottostante facendo cosi “riempire” la ruga stessa.
La terapia prevede un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
cinese
Formula: ZHEN ZHU WAN
Margaritifera……………………….1 g
Posologia: 1 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdure fresche, frullati a base di frutta e/o verdura con latte fermentato, yogurt intero naturale biologico, kefir, o latte d’avena, o di riso addizionato con calcio.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Dare la preferenza ai prodotti biologici, ai frutti di bosco, agli ortaggi verde scuri, arancione e giallo, al pesce pescato in mare (in particolare al salmone selvatico), al latte (e derivati), alle uova e alle carni provenienti da animali allevati all’aperto, non sottopoti a terapie ormonali e/o antibiotiche e alimentati con mangimi biologici.
Alimenti da evitare Eliminare gli alimenti a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e le preparazioni che lo contengono, la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici (a eccezione del vino rosso di produzione artigianale – un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere al giorno per le donne), i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.

Limitare gli alimenti a elevato contenuto di sale, come le fritture, i salumi, i formaggi (soprattutto quelli stagionati), i cornflakes, il pesce azzurro, il tonno in salamoia e tutti i prodotti in scatola (leggere le etichette).
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino
Prima di colazione;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20): 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Germe di grano (non somministrare in caso di allergia o intolleranza al frumento): 1-3 cucchiaini a colazione nel latte o nello yogurt;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
PABA (acidopara-aminobenzoico) 50 mg al giorno.

FITOTERAPIA

Prima del riposo notturno e dopo la pulizia del viso, usare una miscela composta da crema alla Calendula ( 1 cucchiaino) e olio essenziale d’Arancio (6 gocce), cercando di massaggiare bene le zone cutanee più danneggiate dalle rughe, evitando il contatto con gli occhi. In caso di pelle secca e disidratata applicare una maschera a base di polpa d’Arancia tritata e fiori di Malva (nel rapporto 2 a 1; frullare, unire 1-2 cucchiaini di olio di Enotera mescolare e stendere sul viso). Dopo circa 20 minuti di posa,
sciacquare con acqua tiepida e applicare una crema al burro di karaté, o massaggiare la cute per almeno 5 minuti con olio di mandorle dolci. Non utilizzare questa preparazione prima dell’esposizione solare.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicaio sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Il trattamento può essere assunto per tre mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione. Nei casi in cui le rughe si presentano particolarmente estese e profonde, può essere utile associare YAvena sativa (parte aerea e cariossidi germinati/semi), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per migliorare la circolazione a livello dei tessuti sottocutanei e di conseguenza l’ossigenazione della cute, può essere somministrato l’estratto fluido di Ippocastano nella dose dì 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, due volte al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima della cola- zione) e la sera poco prima del riposo notturno.

Originally posted 2014-10-10 10:18:18.

Acetone 180x180 - Acetone

Acetone

Non si traila di una malattia: si chiama “” la presenza nel sangue di particolari sostanze tossiche, dette corpi chetonici (, acido acetoacetico e 3-idrossi-butirrico). Questa condizione, che si manifesta per lo più in età pediatrica (a partire dai 3-4 anni), produce uno stato di malessere generale, con accessi di vomito, sonnolenza, irritabilità, mal di pancia e di testa, occhi cerchiati, volto affilato e lingua asciutta-patinata. I composti acidi in questione si formano nei digiuni prolungati, in occasione delle malattie acute febbrili di natura infettiva, nelle diete particolarmente ricche di grassi, quando scarseggia l’azione dell’insulina (l’ormone elaborato dal pancreas) e dopo gli sforzi intensi e prolungati. In tutte le circostanze citate, ciò che risulta alterato è il metabolismo del carburante numero uno del nostro corpo: il glucosio. L’organismo reagisce allora utilizzando primariamente un’altra fonte energetica: i grassi. Ma proprio dall’eccessiva degradazione di questi ultimi deriva la produzione e il passaggio nel sangue, fino a livelli tossici, dei corpi chetonici (che sono dunque prodotti intermedi del metabolismo dei grassi). L’alito cattivo, dal tipico odore di frutta troppo matura, andata a male, o del solvente per lo smalto delle unghie, è segnale inequivocabile dell’. In generale, è un disturbo transitorio e sanabile con semplici misure dietetiche. Per giunta, arrivare alla diagnosi è semplice: a parte il caratteristico odore dell’alito (spesso il primo sintomo rilevabile), basterà evidenziare i corpi chetonici nelle urine, bagnando con queste delle speciali strisce reattive acquistabili in farmacia. La sostanza da ricercare si legherà con i reagenti dando luogo a una reazione evidenziata da una variazione cromatica.


Durante le crisi: nella crisi di iperchetonemia, cioè nella “crisi di acetone” è utile una dieta priva di grassi e ricca di zuccheri e acqua. L’idratazione è molto importante per eliminare l’acetone: acqua e succhi di frutta zuccherati (senza gas) vanno somministrati poco alla volta con regolarità. Se c’è vomito intenso si possono somministrare antiemetici.

Prevenzione
Al di fuori del periodo di crisi l’ deve essere normale, equilibrata, senza eccedere nei grassi. Per prevenire l’acetone nei bambini predisposti è bene seguire una dieta ricca in carboidrati complessi (pasta) la cui digestione libera lentamente glucosio nell’intestino, e povera di grassi (come latte intero, burro, formaggi, fritti, carni grasse, cioccolato e insaccati). L’acetone si risolve spontaneamente con l’età.


Le crisi di acetone si manifestano soprattutto in bambini con un particolare’terreno* predisponente come conseguenza di abitudini alimentari scorrette.
- sintomatico
In omeopatia la crisi di acetone del bambino richiede la somministrazione sistematica di Senna e Belladonna, meno frequentemente di Antimonium erudititi o Ipeca. Senna Si consiglia di somministrare sistematicamente Senna 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora, in base alla frequenza e all’intensità del vomito, diradando progressivamente secondo miglioramento. Le manifestazioni caratteristiche della crisi di acetone comprendono la nausea, il vomito, le coliche addominali, Podore tipico delPalito, la flatulenza, il senso di spossatezza generale. Belladonna Se la crisi di acetone si manifesta in concomitanza con un episodio febbrile o con un processo infettivo, si alterna Senna con Belladonna 5 CH, 5 granuli anche ogni ora.
Antimonium crudum Quando la lingua è ricoperta da una patina spessa biancastra, come gesso, Senna va alternata con Antimonium crudum 5 CH, 5 granuli anche ogni mezz’ora. Ipeca In presenza di crisi di conati di vomito e vomito in un bambino con la lingua pulita, è preferibile alternare Senna con Ipeca 5 CH, inizialmente anche ogni mezz’ora.

– Trattamento di fondo
Nella tendenza alle crisi ripetute di acetone è consigliabile ricorrere a un trattamento omeopatico di fondo, basato su alcuni rimedi, il più frequente dei quali è Lycopodium. È inoltre necessario un cambiamento delle abitudini alimentari con riduzione del consumo di grassi, proteine animali, in particolare dei latticini e aumento dell’apporto di frutta e verdura fresca.
Lycopodium clavatum È il rimedio omeopatico preparato con la polvere ricavata dalle spore di licopodio. Viene impiegato in bambini magri, nervosi, dal colorito giallastro, con tendenza all’eczema e alle crisi di acetone scatenate dai farinacei, dal cioccolato, dalle uova e dai formaggi. Solitamente si consiglia di somministrare Lycopodium 30 CH, una monodose alla settimana.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese la cura di questo disturbo avviene attraverso due vie: la prima consiste nell’eliminazione dell’acetone dall’organismo, la seconda nella regolazione del metabolismo e del consumo di zuccheri e grassi.
L’eliminazione, o meglio, la dispersione dell’acetone deve avvenire tramite via urinaria e intestinale, quindi bisogna stimolare l’attività del Rene, dell’Intestino Tenue e dell’Intestino Crasso.

– Agopuntura
A livello renale punti importanti sono FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue e XIA JU XU (grande vuoto inferiore, localizzato a metà della tibia) che tonifica l’energia difensiva e il Qi del Rene, mentre a livello intestinale ha rilevanza il punto QU CHI (stagno curvato, localizzato sulla piega del gomito) che regola e raffredda il sangue. Per quanto riguarda gli zuccheri, gli organi coinvolti sono la Milza e il Pancreas, e in particolare i punti YINLINGQUAN (sorgente della colli- na degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore e YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani, più l’applicazione dei punti della Milza e del Pancreas
del Sistema Auricolare.
Per regolare il metabolismo lipidico invece si agisce sul Fegato nel punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo
Yin epatico. La terapia va eseguita con la frequenza di 2 applicazioni alla settimana per 5 settimane.


– Consigli dietetici
Nei bambini in fase acuta

È necessario somministrare alimenti ricchi di zuccheri (glucidi) facilmente assimilabili, preferibilmente in forma liquida, come succhi di frutta biologici diluiti in parti uguali con acqua minerale naturale a elevata percentuale di bicarbonato.
Per ripristinare le perdite di acqua e di elettroliti utilizzare centrifugati di frutta e verdura fresche biologiche diluiti con latte d’avena e acqua minerale naturale nelle seguenti percentuali: 55% di centrifugato, 15% di latte d’avena e 30% di acqua. Per tenere sotto controllo la nausea e il vomito è preferibile somministrare le bevande a temperatura ambiente e sorseggiarle lentamente, aiutandosi con una cannuccia. Se gli episodi ricorrono frequentemente la causa può essere ricercata in una dieta a elevato apporto di grassi (in particolare di acidi grassi saturi ) e di proteine. In questi casi è necessario riequilibrare il regime alimentare privilegiando frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione.

Negli adulti
Se l’evento è provocato da un digiuno prolungato possono essere somministrati frullati a base di latte di riso, fiocchi d’avena (tenuti in ammollo per circa 30 minuti), frutta e/o verdura fresche biologiche, escludendo gli agrumi, le crucifere e il cetriolo. Nei casi in cui l’acetone sia un sintomo di diabete scompensato, devono essere evitati gli alimenti ricchi di carboidrati a rapido assorbimento che, innalzando rapidamente il livello ematico di insulina, possono contribuire all’aggravamento del quadro clinico presentato dal . Privilegiare invece i cereali integrali in chicchi e gli ortaggi a foglia verde scuro, come le barbabietole e gli spinaci. Avena Utilizzare i fiocchi nello yogurt o nel latte tiepido nei casi di inappetenza. Ricca di principi nutritivi può essere integrata nell’alimentazione del bambino e del neonato come ricostituente dopo una crisi intensa e prolungata di acetone.

– Integrazione alimentare
Come integratore di sali minerali può essere utilizzata, in associazione alla frutta e alla verdura fresche, Vargilla verde ventilata. Sciogliere 1 cucchiaino in un bicchiere di acqua tiepida, oppure aggiungerla ai succhi di frutta o ai centrifugati ( 1 -2 volte al giorno). L’argilla è un insieme di oligoelementi (contiene quasi tutti i sali minerali e sette metalli pesanti – argento, ferro, mercurio, oro, piombo, rame e stagno) presenti in quantità “omeopatica”, che contribuiscono a ripristinare la concentrazione di elettroliti all’interno dell’organismo.


Le piante medicinali non hanno un ruolo significativo nella terapia dell’Acetone. Trattandosi di un aumento dei corpi chetonici nel sangue è indispensabile modificare le abitudini alimentari del soggetto, molto spesso bambini.
In assenza di vomito la fitoterapia può solo consentire di reintegrare zuccheri semplici, mediante la somministrazione di infusi di Tè, ma niente più. Così facendo comunque nell’arco di uno-due giorni, se accompagnato a una alimentazione sostanzialmente priva di grassi, il metabolismo tornerà in equilibrio con progressiva riduzione dei chetoni nelle urine. Quando invece sia presente vomito, oltre all’uso di farmaci sintomatici, l’accortezza sta nella somministrazione di piccoli sorsi ripetuti di infuso di camomilla dolcificato. La ri-alimentazione potrà avvenire solo con gradualità e comunque sempre con dieta a bassissimo contenuto di grassi. L’uso delle piante può anche servire nei casi in cui ci siano importanti rialzi febbrili, come nel caso di malattie infettive virali e non, e per la riduzione dell’apporto alimentare, si abbiano imponenti metabolizzazioni dei grassi. Questo è un possibile meccanismo dell’acetone, che può facilmente essere interrotto con la somministrazione di tisane a base di fiori e foglie di Tiglio ( 1 cucchiaio in 250 mi di acqua bollente. Infusione 10-
15 minuti, filtrare). La tisana deve essere sempre dolcificata, anche se il sapore è gradevole di per sé, ed assunta a piccoli sorsi, molte volte nella giornata, per almeno tre tazze al giorno. Evitare i digiuni prolungati.

Originally posted 2014-10-07 10:12:39.

Ascesso 180x180 - Ascesso

Ascesso

L’ascesso si forma quando una certa area di tessuto s’infetta e l’organismo si attiva di conseguenza per arginare l’infezione. È una raccolta circoscritta di pus, ovvero un accumulo di materiale che deriva, nel corso del processo difensivo, da cellule immunitarie in disfacimento e batteri. Tipico è l’ascesso dentario, una raccolta purulenta che può essere periapicale o parodontale. Nel primo caso, l’accumulo di pus si realizza attorno all’apice della radice, per poi propagarsi ai tessuti circostanti e a esteriorizzarsi attraverso la gengiva tramite una fistola; è provocato dalla carie che ha raggiunto la polpa dentale.
L’ascesso parodontale, invece, è localizzato lungo le superfici dentali laterali, e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, conseguenza della malattia parodontale, in cui il ristagno della placca batterica, con i suoi prodotti tossici, finisce per provocare la distruzione dei tessuti (molli e duri). L’ascesso si manifesta con vivo dolore e con l’ingrossamento delle linfoghiandole satelliti. Sul
volto del apparirà un’asimmetria più o meno evidente, che può anche deformare completamente il viso. Gli ascessi anali rappresentano la fase iniziale di un’infezione che prende origine dalle piccole ghiandole presenti tra i muscoli che circondano l’ano. La raccolta di pus si fa strada verso la cute e può fuoriuscire spontaneamente o richiedere un’incisione chirurgica per essere evacuato. I sintomi: gonfiore, rossore e calore della pelle; febbre; intenso dolore anale, anche notturno,- talvolta, difficoltà ad urinare.

MEDICINA CONVENZIONAIE
– Lavaggio antisettico
Gli ascessi esterni si manifestano chiaramente prima della forma/ione completa con dolore e infiammazione. Derivano spesso da una bollicina o un foruncolo (infiammazione di un follicolo pilifero e della pelle intorno). Quando ci sì accorge che è in corso la formazione di un ascesso, e opportune» pulire bene la zona irritata con un lavaggio antisettico: esistono diversi prodotti in vendita in farmacia, per esempio i derivati dello iodio oppure gli antisettici tipo “senio”.

topici
Dopo un lavaggio accurato della parte interessata dall’ascesso, applicare una pomata antibiotica (tipo neomicina) tre volte al giorno (controllare il foglietto illustrativo: le applicazioni dipendono dal tipo di antibiotico scelto).

– Sale amaro
Inzuppare una garza oppure un panno pulito in una tazza di acqua calda con due cucchiai da tavola di sale e applicare sulla parte interessata tre volle al giorno per 15 minuti.

– Consultare il medico
Quando sintomi e segni non migliorano nell’arco di sette giorni. Se il rossore nella zona infetta non diminuisce anzi aumenta, oppure si accumula pus, è probabile che sia necessario l’intervento del medico per incidere e drenare l’ascesso: l’incisione non va tentata a casa, è una procedura che va eseguita in un contesto medico.

– Antibiotici
Se l’infezione coinvolge la circolazione sanguigna insorge febbre ed è opportuna una terapia antibiotica. Le cefalosporine sono gli antibiotici più usati per prevenire oppure curare un’infezione generalizzata in fase iniziale. Durante la terapia con antibiotici può essere utile un supporto con fermenti probiotici per preservare la flora batterica intestinale.


Il omeopatico iniziato nella prima fase infiammatoria della formazione di un ascesso ne può facilitare il riassorbimento, mentre nella fase successiva accelera l’evoluzione fino alla maturazione completa e all’incisione chirurgica. È bene ricordare la regola posologica generale in base alla quale le basse diluizioni omeopatiche ( 5 CH) accelerano il processo suppurativo, le alte ( 15 – 30 CH) Io frenano, mentre le medie (7 – 9 CH ) sono ambivalenti. Va ricordato inoltre che le basse diluizioni vanno evitate nella suppurazione di cavità chiuse, come orecchio e seni paranasali, per le difficoltà di drenaggio per via naturale.

Inizio
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni ora, se edema rosato con dolore bruciante, pungente, migliorato dalle applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH 5 granuli ogni 2 ore, se è presente tumefazione calda, arrossata con dolore pulsante.
Calendula Tintura Madre. Si versano 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e si eseguono applicazioni locali.
Ferrum phosphoricum e Pyrogenium 7 CH 5 granuli alternati ogni 2 ore.

– Suppurazione acuta
Hepar sulfur È il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, per favorire la suppurazione o la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo sup- i purativo.
Mercurius solubilis Suppurazioni localizzate al cavo orale. Si consiglia la diluizione 5 CH ogni 2 ore, quando l’ascesso è già formato per favorire la suppurazione oppure 30 CH ogni 2 ore, per frenare la suppurazione.
Rana bufo 5 CH 5 granuli ogni 4 ore, in caso di linfangite.

– Suppurazione recidivante
Aurum metallicum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, se la suppurazione è a livello dentario, sinusale, auricolare e della mastoide.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 4 volte al dì, se il processo suppurativo è bloccato e si associa a dolore acuto (otite, sinusite).
Silicea 15 o 30 CH 5 granuli una volta al dì o una monodose una volta alla settimana, in presenza di suppurazione recidivante associata a immunodepressione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Per questo disturbo è preferibile utilizzare la Medicina tradizionale cinese a livello sintomatico, attraverso una preparazione filo farmacologica, in modo da disinfiammare la zona interessata e prepararla eventualmente a una terapia locale.

cinese
Formula: XIAN FANG HUO MING YIN
Radix Angelicae Dahuricae……………..3g
Bulbus Fritillariae…………………..3g
Radix Ledebouriellae………………….3g
Radix Paeoniae Rubra………………….3g
Radix Angelicae Sinensis………………3g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………..3g
Spimi Gleditsiae……………………..3g
Radix Trichosantis……………………3g
Resina Olibani……………………….3g
Myrrhae……………………………..3g
Flos Lonicerae……………………….3g
Pericarpium Cifri Reticulatae………….9g
Posologia: Utilizzare come decotto, assumere 500 mi in piccole dosi per circa 20 giorni.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare il consumo di frutta e verdura fresche biologiche (anche sotto forma di centrifugati, consumati al mattino a digiuno e alla sera prima del riposo notturno).
Privilegiare il pesce pescato in mare (compresi i molluschi), i legumi, i cereali integrali in chicchi e in fiocchi, le noci, le nocciole, i semi di sesamo e di girasole, l’avocado, l’ananas, le more, le castagne, l’uva sultanina biologica, lo zucchero di canna grezzo biologico (in piccola quantità), lo sciroppo d’acero, il miele vergine integrale di produzione italiana, il cacao puro biologico.
Alimenti da evitare Cereali raffinati, zucchero (saccarosio), burro, panna, margarina, salumi, insaccati, formaggi, tagli di carne bovina e di pollame a elevata percentuale di lipidi, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti grassi trans, crusca e gli alimenti che la con-
tengono.
Limitare l’apporto di uova (una o due alla settimana), di prodotti a base di farina integrale (escluso il pane e i prodotti da forno a lievitazione naturale), di caffè (evitare la qualità Robusta e le miscele e orientarsi esclusivamente sull’Arabica di buona qualità) e di tè nero (bere una taz-
za di tè kukicha a meta mattina).

– Integrazione alimentare
Integrare l’ quotidiana con il kefir, il latte e lo yogurt naturale magro arricchiti con batteri probiotici, il germe di grano, il lievito di birra e la lecitina di soia.
Assumere quotidianamente 1,5- 2 litri di acqua minerale naturale ( utilizzarla anche per cucinare e per diluire i centrifugati di frutta e verdura).
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e dalle bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione (può essere necessaria un’integra/ione perché gli antibiotici utilizzati nella terapia medica possono alterare l’equilibrio della microflora intestinale e di conseguenza l’assorbimento delle
vitamine del gruppo B);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno.

FITOTERAPIA
Essendo l’ascesso una raccolta circoscritta di pus, generalmente è indispensabile svuotarlo o curarlo con antibiotici. Bisogna tuttavia dire che la fitoterapia, di fronte ad ascessi non gravi o non complicati offre talora soluzio ni incruente, sfruttabili anche a livello domestico.
La pianta medicinale tradizionalmente più usata a questo proposito è il Sedum telephium* il cui nome comune in italiano è Erba della Madonna. Si tratta di una pianta grassa ornamentale, di cui si utilizzano le foglie fresche. Ebbene, questa pianta rappresenta una ormai consolidata pratica
terapeutica per molte patologie della cute e del sottocute quali ulcere, paterecci, ascessi perianali, ascessi glutei, fìstole, ferite sporche con corpi estranei. Il meccanismo d’azione è legato all’attività cheratolitica e chemìotattica della foglia del Sedum applicata direttamente allo stato fresco sulla lesione. Già nota in antichità perché elimina il dolore, deterge e facilita la cicatrizzazione di ferite e piaghe, è stata invece riscoperta e ampiamente utilizzata in medicina dal dottor Sergio Baratri, e oggi ben studiata anche dal punto di vista scientifico. Sappiamo ad esempio dell’attività antinfiammatoria dei flavonoidi e di quella immunostimolante dei poli-
saccaridi del Sedum.
Le foglie del Sedum mantengono inalterate le loro proprietà anche se congelate, sono quindi disponibili tutto l’anno e inoltre sono facilmente preparabili in quanto una volta scongelate si puliscono con maggiore facilità della pellicola che le riveste, e possono così essere applicate direttamente sulla cute e rinnovate periodicamente fino alla guarigione dell’ascesso o della piaga.
Altra medicazione fitoterapica può invece sfruttare l’olio preparato a partire dalle sommità dell’Iperico tenute a macerare in olio di oliva, al quale siano stati aggiunti oli essenziali ad attività battericida, come quello di Timo o chiodi di Garofano o altre piante aromatiche.

Originally posted 2014-10-08 14:07:58.