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TRIGLICERIDI ALTI

Il tessuto adiposo rappresenta per i mammiferi il principale deposito di trigliceridi. L’adipocita, la cellula caratteristica del tessuto grasso, non ha altra funzione che quella di sintetizzare e stoccare i trigliceridi (che occupano il 95-99% dell’intera cellula). Queste molecole costituiscono scorte di energia e vengono mobilizzate quando l’organismo la richiede. La determinazione dei
trigliceridi è possibile con un semplice prelievo di sangue: i valori normali oscillano dai 40 ai 170 (milligrammi/decilitro). Si tratta di un valore che può risultare più alto del normale per svariati motivi. Potrebbe essere associato tipicamente alla dieta sbilanciata, che porta a ingerire troppi grassi, ma può anche essere il segnale di un’eccessiva assunzione di alcol. Aumenti notevoli di trigliceridi nel sangue sono determinati da fattori genetici-familiari. Ulteriore condizione in cui si ha un aumento del valore di queste molecole – e anche del colesterolo – è l’ipertiroidismo. Comunque sia, i valori elevati di trigliceridi vengono considerati un fattore di rischio coronarico. Ma non soltanto: si tratta di un rilievo particolarmente critico se si associa anche a una pressione arteriosa alta, a una ridotta concentrazione nel sangue del colesterolo buono HDL, nonché alla presenza di obesità addominale e ridotta tolleranza agli zuccheri. Elementi che tutti assieme caratterizzano la cosiddetta sindrome metabolico.

AVVERTENZE
• Per eseguire l’esame dei trigliceridi è necessario essere a digiuno da 8 ore al fine di evitare che l’alimentazione possa influire sul risultato.
• Il valore dei trigliceridi può aumentare anche in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale o alcuni medicinali diuretici.

Stile di vita
I principali aspetti dello stile di vita in grado di aggravare l’ipertrigliceridemia sono l’obesità, il fumo e la sedentarietà. Una dieta appropriata, il controllo del peso corporeo, l’esercizio fisico e l’astensione dal fumo devono essere obbligatori nell’ambito delle misure terapeutiche. Spesso il ritorno al peso corporeo normale è in grado di ridurre il livello dei trigliceridi, quindi la dieta è di fondamentale importanza. In più, associando alla dieta un regolare esercizio fisico, i risultati migliorano ulteriormente. Il consumo di alcol dovrebbe essere completamente evitato.
Olio di pesce (omega-3)
Gli oli di pesce e gli acidi grassi della serie omega-3 determinano una riduzione della trigliceridemia, e possono essere impiegati, a dosaggio elevato, nelle ipertrigliceridemie refrattarie alla dieta.

Farmaci

Si usano farmaci solo quando le misure igieniche hanno fallito. Il ricorso alla terapia farmacologica ha effetti collaterali: i possibili rischi devono essere controbilanciati dai benefici. L’acido nicotinico riduce la trigliceridemia, ma esiste una controindicazione relativa all’impiego nei pazienti affetti da diabete mellito non insulino-dipendente (diabete di tipo II). Quando sia richiesto l’impiego di farmaci, la niacina è la prima scelta. I fibrati riducono la concentrazione di trigliceridi e aumentano la colesterolemia-HDL (colesterolo buono). L’impiego di uno dei derivati dell’acido fìbrico, il gemfibrozil, è stato associato a una riduzione del rischio di cardiopatia ischemica in pazienti con iperlipidemia mista e bassi livelli di HDL.

Con i valori elevati di trigliceridi nel sangue l’approccio omeopatico si deve integrare con le misure relative allo stile di vita, al comportamento alimentare e alla pratica di un’attività motoria regolare. Il andrà eseguito a cicli di tre mesi prima di verificare il risultato ottenuto. Si consiglia di assumere regolarmente il gemmoterapico Prunus amygdalusy associato al rimedio omeopatico specifico ad azione più profonda.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di pollame, pesce pescato in mare e carne bovina magra biologica.
Incrementare l’apporto dei polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Integrare la dieta abituale con i cibi ricchi di manganese (cereali integrali e di prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, avocado, castagne, fagioli, more, nocciole, noci, piselli, spinaci e zenzero), rame (fegato di manzo, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali e ortaggi a foglia verde) e vitamina B6 (avocado, banane, carote, crusca, farina integrale, germe di grano, lenticchie, lievito di birra, nocciole, riso, salmone selvaggio, semi di girasole, tonno fresco, soia e derivati).
Alimenti da evitare Eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i formaggi (esclusi ricotta, fiocchi di latte e i tipi light), i tagli di carne a elevata percentuale di lipidi (per esempio le cosce di pollo e di tacchino), la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, il pesce di allevamento.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Biotina 50 mcg al giorno;
Cromo 230-240 mcg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

La Zea mays (o Granoturco: barbe rosso-bruno), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in 200 ml di acqua oligominerale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo l’aumento dei livelli ematici dei lipidi, grazie alla presenza di particolari acidi grassi (malico, palmitico, tartarico), fìtosteroli, tannini, vitamina C, alcaloidi e saponine.
La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a potenziare il metabolismo dei lipidi.
Il Fraxinus excelsior (Frassino), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo la malattia.
Nelle persone sottoposte a stress psico-fisici prolungati, che possono aggravare il problema, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo i livelli ematici dei trigliceridi, grazie alle sue proprietà sedative e calmanti sul Sistema Nervoso centrale. Può essere associato al tè verde giapponese Sencha, ricco di preziosi antiossidanti.

Per facilitare i processi digestivi (in particolare, per stimolare la produzione e remissione della bile) e potenziare il metabolismo dei lipidi può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Per le sue proprietà ipolipidemizzanti (in particolare riduce la concentrazione delle LDL, e aumenta quella delle HDL) può essere somministrato l’estratto fluido di Commiphora mukul (o Mirra Indiana), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua, dopo i pasti principali. È consigliabile non utilizzare negli individui con predisposizione alla malattia allergica. È controindicato in gravidanza e nei pazienti affetti da ipertiroidismo.

Originally posted 2014-10-08 13:40:36.