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Unghie fragili 180x180 - Unghie fragili

Unghie fragili

Unghie che si spezzano, si sfaldano, diventano “friabili”, prive di elasticità… La fragilità ungueale può essere la conseguenza di un trauma; fa parte dell’insieme di disturbi di numerose patologie dermatologiche oppure accompagnare un’affezione di natura generale o costituire il segno di una carenza nutrizionale. Unghie consumate sono l’effetto della comune onicofagia, la tendenza a rosicchiarsele; la superficie della lamina risulta poi irregolare, opaca e fragile (come se fosse stata trattata con della carta vetrata) nella trachionichia (alopecia areata e psoriasi sono cause comuni). L’onocoschizia è invece caratterizzata dallo sfaldamento progressivo degli strati più superficiali della porzione superiore della lamina, per cui l’unghia risulta fragile, spezzandosi e assumendo, in cima, un aspetto tutto dentellato.

VARIETÀ
La lamina ungueale può anche risultare tempestata da una serie di piccole depressioni (si parla di “unghie a ditale da cucito”, e anche qui alopecia areata e psoriasi sono i fattori causali più comuni). Si chiama onicolisi il distacco della lamina ungueale: la psoriasi è la malattia più frequentemente in causa.

La fragilità delle unghie è un sintomo di diverse malattie e il dovrebbe coinvolgere anche la terapia del problema sottostante. Le unghie vanno incontro a fragilità o alterazioni per molte ragioni: infezioni fungine, carenze di minerali, problemi respiratori, disfunzioni di organi, diabete, sifilide, eventi stressanti o tossicità da sostanze.
Unghie “rigate”
Dopo qualche settimana da eventi stressanti possono comparire linee escavate che partono dalla lunula: spesso non è necessario alcun trattamento perché scompaiono da sole, però qualche volta sono associate a diabete, sifilide, infezioni del cuore e malattie con febbre alta. Anche la chemioterapia può esserne responsabile. La carenza di zinco eventualmente presente può essere corretta con supplementi quotidiani.
Unghie gialle
Le unghie possono apparire gialle in alcune malattie respiratorie: curare la malattia di base significa migliorare il colore delle unghie. Assumere vitamina E sotto forma di tocoferoli naturali misti (1000 UI al giorno) può aiutare. L’olio tea tree riduce il rischio di infezione fiingina.
Unghie a cucchiaio
La forma delle unghie a cucchiaio con una depressione centrale può essere normale nei bambini e persistere per tutta la vita adulta, ma può anche indicare una carenza di ferro con anemia. Il trattamento in questo ultimo caso è il solfato di ferro; il ferro gluconato può dare meno problemi gastrointestinali. Il rame deve essere somministrato per aiutare l’organismo ad assorbire il ferro.
Se le unghie cambiano colore
Unghie dal colore alterato indicano di solito tossicità, deficit nutrizionali e altre disfunzioni di organi. È importante la diagnosi specifica.

La condizione di fragilità delle unghie è spesso l’espressione di una condizione di sofferenza più generale. Il trattamento omeopatico va adattato alle caratteristiche delle manifestazioni ungueali e delle condizioni generali.
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro
di mirtillo.
Aumentare il consumo dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite) e di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare] fiocchi d’averna), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati (per la presenza dei nitriti e dei nitrati) la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Possono essere utilizzati i fusti sterili essiccati di Equiseto (50 g) per preparare un decotto, ponendoli a riposare per circa 6 ore in 1000 mi di acqua fredda. Quindi, si porta l’acqua a ebollizione, si abbassa la fiamma e si lascia sul fuoco per circa 15 minuti. Versare in una tazza e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e consumare, tiepido o freddo, durante la giornata, privilegiando la mattina (300 mi) e riservando 150 ml la sera, dopo circa due ore dal pasto serale.
Nei casi in cui il disturbo è un sintomo di anemia sideropenica o di una carenza di ferro, per facilitare i processi digestivi, al fine di potenziare l’assorbimento del minerale da parte della mucosa intestinale, può essere utilizzato il Taraxacum offìcinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Nei casi in cui il disturbo recidiva frequentemente, può essere utilizzato l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Se il disturbo è correlato a una condizione di iponutrizione, può essere usato il Fieno greco (Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti.
Se invece è associato a una perdita dell’appetito, con lieve calo ponderale, può essere somministrata VAvena Sativa (TM, 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno).

Originally posted 2014-10-08 16:12:06.