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Epatite 180x180 - Epatite

Epatite

È l’infiammazione del fegato, dovuta a differenti cause, come virus, e alcol. Tra le forme virali, l’ A è un’ infezione che si contrae tramite l’acqua e gli alimenti contaminati dalle persone infettate da quel virus (tipica è la trasmissione tramite i frutti di mare), ma non crea seri problemi, e viene superata con una completa rigenerazione del fegato. Oopo un periodo medio d’incubazione di 30 giorni, compaiono malessere, stanchezza, nausea, vomito. La pelle e gli occhi acquistano un colore giallastro (Utero) e aumentano nel sangue le transaminasi. L’ B, invece, viene trasmessa da una persona all’altra con il sangue e i fluidi corporei, in genere attraverso i rapporti sessuali. Sintomi tipici sono la fiacca, la perdita di appetito, l’ittero, ma può anche decorrere senza evidenti disturbi. Un severo pericolo è rappresentato dall’ C: è raro che la forma acuta produca importanti fastidi. Ma quest’infezione, silenziosamente, diventa cronica in un’altissima percentuale dei casi: fino all’80-85%. E il 20-30% di coloro che hanno sviluppato un’ cronica C sfocia, nell’arco di 10-20 anni, verso la cirrosi. Come ci si espone al pericolo? Il virus dell’ C ci contagia attraverso il sangue: quindi, soprattutto durante la stagione estiva, rischia l’infezione chi accetta di sottoporsi a un piercing, a un tatuaggio oppure a una foratura dei lobi auricolari praticati da qualche ambulante con strumenti non sterilizzati.


Epatite A

Non esiste terapia specifica per questa malattia; il paziente deve essere isolato per un periodo di 7 giorni dalla comparsa delFittero (colore giallo delle sclere e/o della pelle). La terapia si basa sulla somministrazione di farmaci sintomatici (antifebbre) e sulla dieta (non eccessivamente re-
strittiva) tendente a privilegiare gli zuccheri rispetto a grassi e proteine. La prevenzione si basa sul miglioramento delle strutture igieniche e sull’igiene personale.

Epatite B
L’epatite B acuta non richiede se non un attento monitoraggio della funzione del fegato, mediante misurazione dei livelli delle transaminasi e del tempo di protrombina nel sangue. L’obiettivo del dell’epatite B cronica è ridurre l’infiammazione, i sintomi e l’infettività. Le opzioni di comprendono: Peglnterferone alfa-2a, Lamivudina, Adefovir Dipivoxil. L’Unione Europea ha anche approvato il Peglnterferone alfa-2a nel dell’epatite B in forma cronica. Il trapianto di fegato è riservato ai casi di epatite B cronica all’ultimo stadio.

Epatite C
Il trattamento dell’epatite C cronica, quando necessario, è un ciclo di 24 oppure 48 settimane di Peg-Interferone-alfa-2a e Ribavirina. È importante che i pazienti affetti da epatite C si sottopongano a controlli regolari per verificare la funzione del fegato.


Il trattamento omeopatico dell’epatite è basato essenzialmente sull’uso di Phosphorus in alta diluizione, talora in associazione con altri che svolgono un’azione diretta sul fegato e ha lo scopo di favorire l’evoluzione favorevole della malattia, sia sul piano clinico con la risoluzione dei sintomi come l’astenia e i disturbi digestivi, sia su quello biologico con la normalizzazione degli enzimi epatici.
Bryonia 5 CH 5 granuli 2 volte al dì. È il medicinale adatto a tutti i processi infiammatori dei parenchimi e quindi anche del fegato. Si utilizza in associazione con Phosphorus quando è presente e pesantezza a livello del fegato, aggravati dal minimo movimento. Spesso si associa una sete intensa, senso di nausea e stipsi.
Chelidonium majus 5 CH 5 granuli 2 volte al dì. La chelidonia è una pianta della famiglia delle Papaveracee. Indicata nelle affezioni del fegato e delle vie biliari con dolore in regione epatica e all’angolo inferiore della scapola destra.
China 5 CH 5 granuli 2 volte al dì. Caratteristica è la stanchezza intensa con meteorismo intestinale importante, ingrossamento del fegato, sete intensa e febbre elevata.
Lycopodium ciavatum 5 CH 5 granuli al dì. II licopodio, medicinale omeopatico di cui si utilizza la polvere ricavata dalle spore, è indicato nelle sequele dell’epatite virale, soprattutto quando persistono le difficoltà digestive e il meteorismo. È utile inoltre per controllare i disturbi
dovuti a vaccinazione anti-epatite.
Nux vomica 5 CH 5 granuli al dì. Viene utilizzata come rimedio complementare di Phosphorus nelle forme di epatite in cui è presente un ingrossamento e una dolorabilità a livello del fegato con digestione lenta, sonnolenza e stipsi.
Phosphorus 15 CH 5 granuli, 1 volta al dì, fino alla normalizzazione del valore delle transaminasi. Il fosforo bianco rappresenta il medicinale omeopatico essenziale e di prima scelta nel trattamento dell’epatite virale sia nella forma acuta che in quella cronica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese dislingue questo disturbo in acuto e cronico, suddividendo ulteriormente secondo le cause in:

Acuta
Epatite Yang da umidità calore
Yin da Freddo umido

Cronica
Da disarmonia tra Fegato e Milza
Da stasi di Qi e di Xue di Fegato
Da deficit di Qi di Stomaco e Milza
Da deficit di Yin di Fegato e Rene.
Lo scopo della terapia è la dispersione di Umidità e Calore, regolarizzare la funzionalità del Fegato, tonificare le funzioni di Stomaco, Milza e Rene.
DA ZHUI (grande vertebra, localizzato sotto il processo spinoso di C7) che tonifica e regola il Qi della Milza, purifica il Fuoco e tonifica Fegato e Polmoni;
DAN SHU (punto Shu del dorso della Vescicola Biliare, localizzato 1,5 cun a lato delPapofisi spinosa della X vertebra toracica) che dissolve il Calore nel Fegato e nella Vescicola Biliare, regola i Reni, tonifica lo Stomaco e rilassa il Diaframma;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa delPXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza, regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve PUmidità e regola il Sangue;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi.
Dopo un ciclo terapeutico di 10 applicazioni si attende un mese per la valutazione obiettiva.

cinese
Formula: CHAI HU SHU GAN WAN
Radix Bupleuri………………………6g
Pericarpium Citri Reticulatae…………6g
Rizoma Cyperi……………………….5g
Fructus Aurantii…………………….5g
Radix PaeoniaeAlba…………………..5g
Radix Glycyrrhizae Uralensis………….3g
Posologia: 3-4 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile impostare un regime alimentare con un apporto proteico adeguato a soddisfare il fabbisogno energetico-nutrizionale in base alle necessità individuali dei pazienti, privilegiando la carne magra biologica, il pollame allevato all’aperto, il pesce pescato in mare, i latticini freschi (in particolare il kefir, lo yogurt naturale addizionato con probiotici, la crescenza, la ricotta, i fiocchi di latte) e le uova (non più di due la settimana, cucinate in camicia o alla coque), i cercali integrali e i legumi (sempre abbinati nello stesso pasto).
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti privilegiando la frutta e la verdura fresche (in particolare carciofo, tarassaco, equiseto, prezzemolo e radice di zenzero) biologiche e di stagione, le noci e i semi oleosi e l’olio extravergine d’oliva di prima spremitura a freddo.
Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale (utilizzarla anche per cucinare), succhi di frutta, centrifugati di frutta e/o verdura diluiti con acqua, infusi, tisane e decotti (consigliati dal fitoterapeuta o dal proprio medico curante).
Alimenti da evitare Limitare il consumo di grassi saturi, di prodotti a base di farine raffinate, di carne bovina e della selvaggina.
Evitare le bevande alcoliche, la caffeina, i salumi, gli insaccati, i formaggi stagionati (a eccezione del Parmigiano reggiano), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati).
Evitare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folicofo vitamina B9) ( 200 mcg al giorno) e Vitamina B12 (2-3 mcg al giorno) possono aiutare ad accelerare il processo di guarigione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Inositolo 1 gal giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo) 2 opercoli la sera prima del riposo notturno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Il Chrysanthellum americanum (o Camomilla d’oro), grazie alla presenza di flavonoidi, acidi polifenolici e diterpeni, viene consigliato nelle epatite virali, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 2-3 cucchiaini al giorno, lontano dai pasti, diluiti in 200 mi di acqua oligominerale
con aggiunta di alcune gocce di succo di limone, oppure di pompelmo rosa, per facilitare l’assorbimento dei principi attivi. In alternativa può essere utilizzato l’estratto secco: compresse da 400 mg, 2-3/die, lontano dai pasti.
Per migliorare la funzionalità epatica e il drenaggio della bile può essere somministrato il Cardo mariano (Silybum marianum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in poca acqua oligominerale, 30 minuti circa prima dei due pasti principali. In alternativa può essere usata la TM, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno (circa 20 minuti prima di colazione, pranzo e cena), diluite in 150 ml di acqua oligominerale con aggiunta di 2 cucchiaini di succo fresco di mirtillo.
Nei pazienti che presentano disturbi digestivi e stipsi può essere somministrato il Taraxacum offìcinalis (Tarassaco, o “Dente di leone”), sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce, due volte al giorno, privilegiando la mattina prima di colazione e la sera, un’ora circa dopo il pasto, diluite in
poca acqua oligominerale con aggiunta di alcune gocce di succo d’arancia fresco, oppure di pompelmo rosa.
Nelle forme croniche può essere utilizzato il Secale cereale 1 DH Radichette, 50 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti. Per tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia (in particolare il rischio di cirrosi epatica), può essere somministrato il Juniperus communis 1 DH Gemme, 50 gocce, due volte al giorno, diluite in 15 mi di succo fresco di carota, lontano dai pasti (la mattina a digiuno e la sera, circa 20 minuti prima del riposo notturno).
Per alleviare la sensazione di stanchezza, che spesso affligge i pazienti affetti da epatite virale, si può ricorrere alla oligoterapia, in particolare può essere utilizzato il Rame (3 dosi la settimana a giorni alterni, per esempio: lunedì, mercoledì e venerdì) oppure un composto a base di Rame-Oro-Argento, (3 dosi la settimana).

Originally posted 2014-10-13 11:09:45.

Acne 180x180 - Acne

Acne

È una malattia infiammatoria della pelle, prevalentemente del volto (ma una localizzazione abituale è anche la regione superiore del tronco), caratterizzata da un processo infiammatorio che coinvolge il follicolo pilifero e la relativa ghiandola sebacea. Si tratta di una manifestazione fisiologica, tipica dell’adolescenza, che generalmente tende a scomparire oltre la pubertà, e in rari casi In età adulta Stimolate dagli androgeni, ovvero gli ormoni maschili, le ghiandole sebacee finiscono per elaborare una maggior quantità di sebo, la sostanza oleosa che nutre, lubrifica e tutela la superficie cutanea L’aumento della sua produzione ostruisce cosi l’apertura del follicolo, in corrispondenza del quale viene a crearsi un vero e proprio “tappo” questa la prima dell’acne, il comedone; successivamente una reazione infiammatoria danneggia la cute, producendo in successione diverse lesioni (papule, pustole, noduli, cisti), capaci di provocare vistose alterazioni estetiche (che possono essere permanenti e avere l’aspetto di cicatrici) Clinicamente si distinguono diverse forme, proprio in base alle caratteristiche del danno cutaneo e alla gravità della manifestazione. A stimolare la reazione infiammatoria è in particolare un microrganismo della cute. Il Propionibocterium acnes. Nella comparsa del disturbo, pesano svariati fattori: quelli genetici, per cui chi ha genitori che hanno sofferto di acne può essere più predisposto a sviluppare questa malattia della pelle; spesso l’acne viene aggravata dagli stati ansiosi o dagli eventi emotivamente stressanti, anche l’assunzione di varie sostanze farmacologiche, quali i cortisonici, può facilitare l’insorgenza del disturbo, cosi come, tra gli adulti, la cosmesi del viso con prodotti aggressivi e inadeguati.


Acne superficiale (non infiammatoria)
Saponi antibatterici e abrasivi non sono utili. L’applicazione di retinoidi topici è prescritta per prevenzione o terapia: tretinoina, adapalene e tazarotene sono di uso più frequente (con i primi due l’acne può inizialmente peggiorare: per un miglioramento sono necessarie 3 o 4 settimane), l’acido azelaico è un’altra scelta possibile. L’applicazione di acido salicilico topico può essere efficace. Gli antibiotici non sono necessari in assenza di pustole.

Acne profonda o infiammatoria
Una terapia antibiotica orale o topica può impedire la proliferazione dei batteri, diminuendo gli acidi grassi liberi e conseguentemente le lesioni della pelle. Gli antibiotici orali vengono usati se la terapia topica non funziona. La prima scelta in termini di antibiotici topici è per eritromici-
na o clindamicina, che possono essere combinate con benzoilperossido. Il metronizadolo topico oppure orale è utile per alcuni tipi di batteri. Il dapsone topico in gel al 5% è stato approvato nel 2005 dalla FAD americana per il dell’acne moderata. Gli antibiotici orali di uso più frequente sono doxiciclina, minociclina e tetracicline.

Acne severa
Un antibiotico topico come il benzoilperossido è prescritto insieme a un antibiotico orale tipo tetraciclina (eritromicina per donne in gravidanza, bambini o soggetti intolleranti alle tetracicline). Occasionalmente l’iniezione di cortisonico è utile per trattare lesioni singole molto dolorose ed evidenti.
Se l’acne non risponde ai trattamenti, Tisotretinoina orale è efficace in tutti i tipi di acne e permette di ottenere una prolungata remissione. Non deve essere usata nella donne in età fertile senza contraccezione a causa della tossicità per il feto.

– Contraccettivi orali
Possono essere prescritti a donne che non abbiano controindicazioni o non ne rifiutino l’assunzione. Sono efficaci nell’acne moderatamente infiammata provocata da un eccesso di androgeni (ormoni maschili).

– Alternative naturali
Il lievito di birra può aiutare perché ricco di cromo. Anche lo zinco è usato nel trattamento dell’acne.
Se si formano cicatrici
Crioterapia, dermabrasione, laser, desquamazione chimica, innesto cutaneo, iniezione di collagene sono soluzioni molto valide.

Esistono sostanze chimiche e che aumentano i segni di acne
Sono i derivati dello iodio (presenti, per esempio, negli sciroppi antitosse), il litio, i cortisonici, gli steroidi anabolizzanti, i contraccettivi orali con alto contenuto di androgeni.


In omeopatia il trattamento dell’acne va personalizzato in base alla forma, all’estensione, alla profondità delle lesioni acneiche e alle caratteristiche generali del soggetto. Si distingue, pertanto, un trattamento sintomatico e di fondo. Il primo è basato principalmente sull’uso di come Kalium bromatumy Eugenia jambosa. Calcarea picrata-, Selenium, mentre il trattamento di fondo richiede più spesso l’utilizzo di medicinali ad azione più profonda, come Natrum muriaticum e Sulfuriodatum.

– Trattamento sintomatico
Acne microcistica
Selenium 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Seborrea del cuoio capelluto con capelli untuosi e comedoni alla radice dei capelli. Affaticamento generale, prostrazione, dimagramento, perdita di capelli.

Acne papulo-pustolosa
Calcarea picrata 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne papulo-pustolosa del viso (condotto uditivo, fronte, regione temporale).
Eugenia jambosa 5 CH 5 granuli, due volte al dì, per lungo tempo.
Acne punctata o comedonica, infiltrata, dolorosa. Acne rosacea.
Ledum palustre 5 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne punctata, localizzata sul naso e sulla fronte.
Carbo animalis 7 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio specifico per il trattamento dell’acne rosacea.
Acne pustolo-tuberosa e cicatriziale
Antimonium tartaricum 7 CH 5 granuli, due volte al dì. Acne pustolosa con cicatrici bluastre o violacee, dolorose.
Kalium bromatum 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Acne pustolosa localizzata al volto, alle spalle e al torace. Aggravamento premestruale.
Inquietudine delle mani, paure notturne, perdita della memoria.

– Trattamento di fondo
Natrum muriaticum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. È più adatto per le forme di acne microcistica.
Sulfur iodatum 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Si consiglia in particolare per l’acne papulo-pustolosa.
Thuya 15 CH una monodose, una volta alla settimana. Va utilizzata nell’acne pustolo-tuberosa.
Tubercolinum residuum o T.R. 15 CH una monodose, ogni due settimane. Da somministrare nelle forme severe di acne tuberosa, nodulare o cicatriziale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese è una patologià causata dall’accumulo di calore nei collaterali del viso e l’organo responsabile della cute è il Polmone, e da un’alterazione del metabolismo endocrino per cui per ottenere un riequilibrio soprattutto a carico delle ghiandole sebacee e della regolazione ormonale è importante agire sul Fegato. Non bisogna dimenticare inoltre la componente psicologica che si viene a instaurare nel momento della comparsa delle manifesta-
zioni sul volto, per cui è sicuramente utile anche un supporto a livello del Sistema Nervoso.

– Agopuntura
Per quanto riguarda il Polmone risulta importante la stimolazione attraverso gli aghi dei punti NEIGUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il , espelle e dissolve Vento e Calore e SHENMEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso radiale) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano. La regolazione del metabolismo endocrino, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio ormonale, è compito del Fegato con il punto TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescico- la Biliare, regola e raffredda il Sangue, ma è anche compito del Rene con il punto TAIXI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore. Associabili e senza ombra di dubbio favorevoli per quello che concerne il risvolto psicologico sono i punti del Sistema Auricolare riguardanti il Sistema Nervoso SHEN MEN e NAO GAN.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati Dare la preferenza ai cibi ricchi di beta-carotene (o provitamina A), come albicocche, anguria, carote, melone, zucca invernale, cavolo, indivia, lattuga, cime di rapa, bietole, tarassaco, catalogna, broccoli, carciofi, asparagi e cetrioli.
Il beta-carotene per essere assorbito dall’organismo necessita della presenza dei lipidi, di conseguenza è necessario associare sempre un alimento a elevato apporto di acidi grassi – per esempio abbinare la frutta con lo yogurt e condire le verdure con olio extravergine d’oliva. Alimenti da evitare Spezie, formaggi stagionati, bevande alcoliche e cioccolata, cacao, spinaci e rabarbaro per la presenza dell’acido ossalico, la cui aumentata concentrazione all’interno dell’organismo può ostacolare l’assorbimento del calcio, che contribuisce a preservare l’equilibrio acido-alcalino del sangue, fondamentale per una pelle sana.
Un regime alimentare a elevato apporto di sale e di iodio può aggravare la malattia acneica, mentre una dieta iposodica e a bassa percentuale di iodio (limitando l’apporto di latte e degli alimenti venduti nei fast-food, che ne sono particolarmente ricchi) può migliorare il quadro clinico.

– Integrazione alimentare
È consigliabile assumere la A sottoforma di beta-carotene attraverso un regime alimentare a elevato apporto di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. II beta-carotene stimolando il contribuisce a tenere sotto controllo la proliferazione del Propionibacterium acne e la conseguente infiammazione del follicolo. Se associato alla C (200 mg al giorno) e ai bioflavonoidi (50-100 mg al giorno in un’unica somministrazione) ostacola il diffondersi dell’infezione.
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione, contribuisce a ostacolare la proliferazione batterica e a regolare la produzione di sebo (assumere lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento). Un’integrazione dietetica con germe di grano, arachidi, noci, frutti di mare, tacchino e fegato è utile nei casi in cui l’acne è associata a una carenza di zinco.
Per ridurre “l’untuosità” del viso e la formazione dei comedoni aperti può essere utile la somministrazione quotidiana di 25 mg di vitamine del gruppo B con dosi supplementari di vitamine B2, B5 e B6. Per ridurre i sintomi e modificare positivamente il naturale decorso dell’acne giovanile, possono essere consumati preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici. Questi microrganismi migliorano l’azione degli estrogeni, aumentano la sintesi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B e incrementano i benefici batteri intestinali, anche durante i trattamenti antibiotici.

La moderna nei casi di acne offre varie opportunità di cura, ovviamente in base al soggetto e alla gravità della malattia. Localmente possiamo utilizzare veri e propri antibiotici naturali rappresentati dagli oliessenzialiy si tratta di sostanze estratte per distillazione da piante aromatiche, capaci di distruggere i germi isolati dalle pustole. Nei casi cronici bisogna selezionare gli oli essenziali mediante un esame di laboratorio chiamato aromatogramma. Sarà poi prescritta la crema o il gel più idoneo al singolo caso specifico. Molti oli essenziali sono tuttavia irritanti per la cute acneica, e devono essere adeguatamente prescritti; mai usarli puri sulla pelle. I più utilizzabili quello di Melaleuca, di Arancio amaro e di Lavanda e tra i gel quello di Aloe vera. La Propoli invece viene utilizzata a scopo disinfettante e antinfiammatorio. Ma la terapia più importante è quella per via orale, volta a riequilibrare l’assetto ormonale, mediante piante quali YAgnocasto (Vitex agnus cactus) 20 gocce sottoforma di estratto fluido, dopo i pasti, 2 volte al giorno; la Palma nana {Serenoa repens) o la Soia. Una pianta indiana capace di ridurre la seborrea è il Guggul (Commiphora mukul), di cui si utilizza la resina, 20 gocce sottoforma di estratto fluido, a stomaco vuoto, 2 volte al giorno. Una pianta invece di origini mediterranee è il Carciofo, di cui si utilizzano estratti secchi ottenuti dalle foglie, così come il succo di carota e di pomodoro. Nelle forme croniche caratterizzate da persistenti fenomeni infiammatori è indicato usare per almeno 6 mesi estratti di Uncaria (Uncaria tormentosa), una liana dell’Amazzonia, la cui corteccia contiene sostanze utili ad aumentare le difese immunitarie dell’organismo e ridurre la componente infiammatoria delle lesioni; 20 gocce sottoforma di estratto fluido, 100-300 mg sottoforma di estratto secco, lontano dai pasti, 2 volte al giorno.

Originally posted 2014-10-07 10:51:37.

Gambe senza riposo sindrome delle 180x180 - Gambe senza riposo, sindrome delle

Gambe senza riposo, sindrome delle

La sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con uguale frequenza nei due sessi e ogni età ne è colpita, anche la prima infanzia (sebbene questa condizione si evidenzi maggiormente con l’aumentare dell’età). Tale disturbo è caratterizzato da alcuni sintomi distintivi: la persona avverte il bisogno impellente di muovere gli arti, nonché una serie di sgradevoli sensazioni alle estremità (che vengono descritte nei modi più disparati: formicolii, stiramenti, tensioni, strappi; punture, vibrazioni; solo nel 20% dei casi il disagio si presenta come un vero e proprio); inoltre è costretta a muoversi per alleviare queste fastidiose sensazioni; il malessere insorge e peggiora con il riposo, soprattutto di sera o durante la notte. Manifestazioni che molto frequentemente si associano a questa sindrome (in circa l’80% delle persone colpite) sono i movimenti periodici degli arti durante il sonno (PLMS: Periodic timb Movements in S/eep): sono atti involontari rapidi, scatti o sussulti ripetitivi che si presentano ogni 15-40 secondi. Coinvolgono prevalentemente gli arti inferiori, con l’estensione degli alluci e la flessione di caviglie, ginocchia e anche, e, se intensi, possono provocare il risveglio. Questi movimenti periodici degli arti possono essere presenti anche da svegli (e la loro presenza durante le ore del giorno rafforza la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo). Alla base di questo disagio esiste verosimilmente una disfunzione di certe strutture cerebrali che vedono coinvolte quel cruciale neurotrasmettitore chiamato dopamina. Ma c’è chi ipotizza l’esistenza di anomalie cellulari che interferiscono con il deposito e il trasporto del ferro nel cervello.


L’approccio terapeutico iniziale al paziente affetto da sindrome delle gambe senza riposo deve tenere conto della severità della malattia.


La terapia oggi si avvale, con ottimi risultati, di farmaci dopamino-agonisti, e/o, nei casi più complessi, di oppioidi. Il farmaco va assunto 1 o 2 ore prima del momento in cui solitamente compaiono i sintomi: il beneficio è immediato, ma nel caso in cui ciò non avvenga la dose di farmaco va adattata in modo crescente in base ai risultati terapeutici ottenuti. Nel caso in cui non si registri risposta terapeutica con il farmaco dopamino-agonista di primo impiego alla sua massima do-
se, è indispensabile variare la scelta farmacologica. 11 di pazienti complessi, particolarmente compromessi sotto il profilo psichico e/o psicologico, non può che essere affrontato di concerto con il medico specialista neurologo.


Il trattamento omeopatico della sindrome delle gambe senza riposo o restless legs> caratterizzata da tremori, spasmi muscolari e movimenti degli arti inferiori o formicolio delle gambe durante il sonno, è basato principalmente sull’uso dello zinco metallico.
Lachesis 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
Il medicinale omeopatico preparato dal veleno di questo serpente dell’America del Sud è indicato nel trattamento della sindrome delle gambe senza riposo con sintomi che peggiorano nella fase premestruale o in menopausa, mentre migliorano con il flusso mestruale. Lachesis è inoltre il rimedio di molti disturbi della menopausa (vampate, cefalea, emorroidi, ipertensione).
Zincutn metallicum 9 o 15 CH 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento. Il medicinale omeopatico ottenuto a partire dallo zinco metallico agisce soprattutto sul Sistema Nervoso. È stato scritto, infatti, che “Ciò che il ferro rappresenta per il sangue lo zinco lo rappresenta per i nervi” Zincum metallicum è un rimedio indicato, in particolare, nel soggetto affaticato, pallido, smunto, mentalmente e fisicamente rallentato. Talvolta i sintomi aggravano con l’assunzione di sostanze stimolanti e soprattutto con il vino, mentre migliorano temporaneamente durante il mestruo. Zincum metallicum è il medicinale omeopatico utilizzato anche nell’intolleranza al vino e agli alcolici, nella fatica intellettiva con difficoltà a comprendere e a memorizzare, soprattutto dopo studi prolungati e diffìcili, veglie prolungate, abuso sessuale o uso di psicofarmaci.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è legato a un deficit della fimzionalità epatica, infatti il Fegato è l’organo responsabile dei movimenti continui a carico degli arti.
Lo scopo della terapia è ripristinare la corretta funzionalità del Fegato e contemporaneamente rilassare agendo sui punti del Sistema nervoso.
SHEN MEN (porta della coscienza, localizzato sulla piega traversa del polso) che tonifica e regola il Qi cardiale, purifica il Calore, favorisce la discesa dello Yang e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
YANG LING QUAN (sorgente della collina Yang, localizzato nella depressione situata davanti alla testa del perone) che tonifica il Qi del Riscaldatore Medio e Inferiore, tonifica e regola la Milza, i Reni, il Fegato e la Vescicola Biliare e rinforza muscoli, tendini e ossa;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
TAI XI (ruscello maggiore, localizzato fra l’apice del malleolo interno e il tendine di Achille, nel punto in cui si sente pulsare l’arteria tibiale posteriore) che tonifica e regola il Qi renale ed epatico e purifica il Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue. Un ciclo di 10 applicazioni è consigliabile, da effettuare 2 volte alla settimana.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati II pasto serale dovrebbe essere composto da alimenti proteici (come carne bovina magra, pollame, pesce pescato in mare, latticini freschi a basso contenuto di lipidi, uova biologiche alla coque o cotte in camicia), perché contengono triptofano che trasformandosi in serotonina, contribuisce a migliorare la qualità del sonno.
È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali e privi di lievito, noci e/o semi oleosa per facilitarne la digestione.
Privilegiare i passati, o le zuppe, ben cotti, a base di cereali (come orzo periato, riso Basmati, miglio, avena in fiocchi, amaranto, quinoa, farro verde) legumi e ortaggi, i centrifugati di verdura e/o frutta fresca, i frullati di frutta e latte fermentato, o kefir oppure yogurt naturale magro
arricchito con probiotici.
Circa un’ora prima di andare a letto fare un piccolo spuntino a base di banane, datteri essiccati, latte caldo parzialmente scremato, eventualmente dolcificato con un cucchiaino di sciroppo d’acero, o di miele vergine integrale di lavanda, per beneficiare dell’azione calmante dei carboidrati, del triptofano e delle casomorfine, oppiacei naturali contenuti nel latte caldo.
Alimenti da evitare Evitare di consumare le verdure crude e la frutta al termine del pasto serale, perché rallentando la digestione e disturbando il riposo, facilitano l’insorgenza dei sintomi.
Limitare l’apporto di prodotti a base di farine raffinate e gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, panna, salumi, formaggi).
È consigliabile eliminare carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali, caffè e tè nero, piatti pronti dei fast-food, prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, bevande alcoliche (inclusi vino e birra).

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi passati, cioccolato
fondente (con almeno l’80% di cacao), frutta secca, salsa e polpa di po-
modoro, farina di soia biologica;
Colina 400 mg al giorno;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Enzimi proteolitici 1-2 compresse al giorno;
Coenzima Q / 0 30 mg al giorno;
ìnositolo I g al giorno;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi della muscolatura degli arti inferiori, può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena).
Per la sua azione sedativa, nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psicofisici prolungati, può essere utilizzata YEscholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno.
Nei casi in cui il disturbo si manifesta associato ad angoscia, nervosismo, ansia, insonnia, tachicardia da stress psichico, può essere utilizzata l’Arancia amara (Citrus amara), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando le ore 18.00 e la sera, circa un’ora prima del riposo notturno. Questo preparato fitoterapia) può essere somministrato a cicli di due/tre mesi per aiutare a tenere sotto controllo il battito cardiaco. Con le scorze (2 cucchiaini in 200 ml di acqua bollente) si può preparare una tisana da assumere due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione sedativa al fine di facilitare l’addormentamento, è consigliabile somministrare l’estratto fluido di Passiflora, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, privilegiando la seconda parte del pomeriggio (tra le ore 17.00 e le 18.00: la prima dose), circa 30 minuti dopo il pasto serale (la seconda) e circa un’ora prima del riposo notturno (la terza).

Originally posted 2014-10-14 10:23:56.

Fibroma dellutero 180x180 - Fibroma dell'utero

Fibroma dell’utero

Costituisce la più comune neoplasia benigna della donna. La sua comparsa tende ad aumentare con l’età (è assai frequente dopo i quarant’anni). La parola fibroma – o mioma, o fibromioma – indica la proliferazione benigna del tessuto muscolare (“mioma’), più di rado connettivale/fibroso (“fibroma”), che costituisce il miometrio, cioè la parete dell’utero. Questa formazione può essere unica o multipla e la degenerazione maligna, in sarcoma, è rarissima. I sintomi e i disagi che un fibroma può produrre dipendono dalla sede in cui la neoplasia si sviluppa: se è posta, per esempio, nella sottomucosa, ossia subito al di sotto della mucosa che tappezza la cavità uterina, può dar segno di sé con mestruazioni abbondanti, lunghe e dolorose. Il fibroma che si sviluppa nello spessore del miometrio viene detto “in-
tramurale” e anch’esso può causare mestruazioni prolungate e contrassegnate da . Infine, se la crescita è sottosierosa, ossia verso l’esterno dell’utero, al di sotto del peritoneo che lo riveste, può non causare alcun sintomo e venire occasionalmente scoperto durante una visita o un’ecografia ginecologica. Se, oltre a essere sottosieroso, il fibroma è anche peduncolato (cioè “a batacchio di campana”) può manifestarsi all’improvviso con addominale acuto, nausea, febbre e malessere generale, se va incontro a una torsione spontanea. Un’evenienza che richiede l’immediato intervento chirurgico. Un 5% dei fibromi, infine, interessa invece il collo dell’utero e può stimolare un incremento di secrezioni vaginali (“leucorrea”) o piccole perdite di sangue (spotting).


Il medico consiste nel ridurre i sanguinamene e nell’allcviare il dolore e il senso di pesantezza pelvica. Se una donna è prossima alla menopausa un atteggiamento di attesa può essere opportuno, visto che il fibroma tende a ridursi progressivamente con il diminuire degli estrogeni. Se il fibroma è piccolo e non causa sintomi come anemia e dolore è meglio attendere che si riduca spontaneamente.


Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e l’acido mefenamico possono alleviare il dolore e, fino a un certo limite, ridurre il sanguinamento. Il trattamento con acido aminocaproico endovena o per via orale riduce il sanguinamento influendo sulla coagulazione: deve essere usato con cautela nelle donne con una storia passata di trombosi. Il progesterone, assunto per 21 giorni durante il ciclo mestruale, può avere un effetto sulla perdita di sangue; si possono usare medrossiprogesterone sintetico oppure progesterone naturale, ma la somministrazione è controindicata in donne che abbiano avuto la diagnosi di tumore maligno della mammella sensibile al progesterone, e sconsigliata nelle donne che abbiano sofferto di depressione. I contraccettivi orali possono ridurre le dimensioni del fibroma, ma in alcune donne l’effetto è opposto (il fibroma aumenta di volume): il benefìcio dei contraccettivi è comunque quello di regolarizzare il ciclo e ridurre le perdite mestruali. Agenti antigona-dotropinici come il danazol possono essere usati per sopprimere l’ovulazione, con conseguente interruzione del ciclo mestruale.

Chirurgia
Esistono diverse tecniche chirurgiche: l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, l’ablazione dell’endometrio, cioè l’asportazione dello strato più interno dell’utero, la miomectomia che rimuove il fibroma e la miomectomia laparoscopica. L’embolizzazione dell’arteria uterina è una procedura non chirurgia nuova, rapida e di buon successo.

Stile di vita
Molte donne con fibroma hanno un eccesso di estrogeni nel sangue: le cellule grasse producono estrogeni, quindi la perdita di peso diminuisce il rischio di fibroma uterino.


L’omeopatia è adatta al trattamento di fibromi che non richiedono un intervento chirurgico per le grandi dimensioni, per fenomeni compressivi nei confronti degli organi vicini o per la metrorragia non controllabile. È inoltre indicata dopo l’asportazione di miomi per prevenire la formazione di altri fibromiomi. Si consiglia di monitorare clinicamente e mediante ecografia eventuali miglioramenti e eseguire cicli di trattamento periodici. Si distingue un trattamento sintomatico com-
pletato da quello più profondo che viene anche definito ‘trattamento di fondo’.

Trattamento sintomatico
Aurutn muriaticum natronatum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il tetracloroaurato di sodio è consigliato per i fibromi che non richiedono trattamento chirurgico. L’utero è molto duro e ipertrofico. I fenomeni emorragici sono piuttosto rari.
China 9 CH5 granuli da una a tre volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dalla corteccia di china viene utilizzato per controllare l’anemia e lo stato di prostrazione dopo fenomeni emorragici conseguenti alla presenza di fibromi.
Fraxinus americana 4 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Il frassino bianco è adatto al trattamento di fibromi uterini con menometrorragie profuse e sensazione di pesantezza pelvica.

Sabina 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto a partire dai rami freschi e fioriti di sabina, viene usato per le mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo dovute a fibroma uterino. Si possono associare dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore. Viene usato in maniera pressoché sistematica nelle menometrorragie da fibroma uterino, in associazione con China.

Trattamento di fondo
Follicolinum 30 CH una monodose una volta alla settimana. Si tratta di un bioterapico che riduce l’effetto favorente la progressione dei fibromi da parte degli estrogeni.
Thuya 30 CH 1 monodose, 1 volta alla settimana. Eseguire cicli di 3 mesi di trattamento con una pausa di un mese.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese trova un buon riscontro nella cura di questo disturbo tramite l’uso di preparati a base di erbe cinesi.
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis…………….25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong………….9g
Semen Persicae………………………6g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………2g
Radix GLycyrrhizae Uralensis………….2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in flocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Incrementare i cibi ricchi di potassio, come i legumi, il cioccolato fondente (con almeno 1*80% di cacao), la frutta secca, la salsa e la polpa di pomodoro, la farina di soia biologica.
Alimenti da evitare Eliminare e/o limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piecola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche, il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lonta-
no dai pasti;
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamene). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti: 15 mg al giorno.


Per alleviare gli spasmi uterini, somministrare l’estratto fluido di Achillea, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di centrifugato di carota, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto. Iniziare la terapia alcuni giorni prima del flusso (a scopo preventivo) e proseguire fino alla scomparsa del sintomo. Grazie alla presenza dell’acido salicilico (il principio attivo dell’) e dei flavonoidi, l’achillea può essere utilizzata anche, al bisogno, nei casi in cui gli spasmi uterini sono molto intensi e dolorosi. È preferibile usare l’estratto secco, sotto forma di compresse, cercando di non superare i 6 grammi al giorno.
Per aiutare ad alleviare gli spasmi e facilitare il flusso ematico, può essere utilizzato l’estratto fluido di Crespino (Berberis vulgaris), nella dose di 20-30 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa
un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia fino al miglioramento del quadro clinico. Nei casi in cui gli spasmi compaiono all’improvviso e si presentano di breve durata, ma di forte intensità, il prodotto può essere utilizzato per via sublinguale, nella dose di 30 goc-
ce, diluite in un cucchiaio di acqua minerale naturale. È importante tenere presente che il preparato può causare diarrea quale effetto collaterale. Non somministrare in gravidanza.
Nelle pazienti sottoposte a stress psico-fisici prolungati può essere utilizzato l’estratto fluido di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 15-20 gocce, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Proseguire la terapia per almeno 2 mesi. È importante tenere presente che il preparato potenzia l’azione dei farmaci digitatici e dei beta-bloccanti. Non somministrare nelle pazienti che soffrono di ipotensione.

Originally posted 2014-10-13 14:11:59.

Endometriosi 180x180 - Endometriosi

Endometriosi

Si tratta di una condizione ancora poco diagnosticata: le statistiche riferiscono, infatti, che dall’inizio dei sintomi alla diagnosi intercorre un lasso medio di tempo di nove e anche più anni (quasi cinque, spesi dalla paziente prima di riconoscere che quel non è affatto normale e i restanti impiegati dai medici per identificare correttamente la patologia). Questa affezione consiste nella presenza di isole di mucosa uterina (endometrio) disseminate nei diversi distretti dell’organismo: nell’ovaio, nelle tube, nel peritoneo o in altri organi del bacino, e a volte in territorio extra addominale. Il problema è che questo tessuto dislocato al di fuori della sua sede abituale finisce anch’esso per rispondere agli stimoli ormonali che governano il normale ciclo mestruale: perciò cresce in altezza, come normale endometrio, per poi sfaldarsi – nella cavità peritoneale o nel contesto di altri organi – scatenando una infiammazione cronica dei tessuti coinvolti (e molto ). Spesso l’esordio è contrassegnato da un mestruale intenso, che ben presto stramuta in un forte pelvico, capace di giungere a livelli talmente importanti da risultare invalidante e compromettere seriamente la vita quotidiana. Inoltre il tende a peggiorare con il tempo finendo per alterare anche la funzione sessuale (visto che il desiderio, l’eccitazione mentale, la capacità di raggiungere l’orgasmo e la penetrazione vengono notevolmente intaccati dal che l’ comporta). Senza poi contare che tale disagio fisico (che si associa anche a stanchezza, dolori alla minzione, gonfiori addominali, cefalea e disturbi gastrici) si ripercuote variamente sul-
le dinamiche psicologiche relazionali all’interno della coppia. A complicare il tutto: la tendenza di molti camici bianchi a liquidare i sintomi come generici disturbi “psicosomatici”.


La scelta del tipo di terapia deve basarsi su dimensioni, localizzazione ed estensione delle lesioni endometriosiche, entità della sintomatologia, età della paziente, eventuale desiderio di gravidanza, eventuale infertilità. In alcuni casi di endometriosi lieve, con scarsi sintomi, si può
semplicemente attendere senza terapia e con regolari controlli periodici. Il dolore, se presente, può essere attenuato con l’uso di antidolorifici.


Lo scopo delle terapie farmacologiche è ridurre il livello di estrogeni. La pillola anticoncezionale può essere una delle possibili scelte: usata per un periodo prolungato di tempo (6 mesi), senza il periodico intervallo a scopo contraccettivo, agisce bloccando l’ovulazione e inducendo una pscudogravidanza (situazione di assenza di cicli); ciò comporta un’atrofia (quindi una regressione) delle lesioni endometriosiche. Anche i progestinici agiscono bloccando l’ovulazione e riducendo l’azione di stimolo degli estrogeni sulle lesioni endometriosiche, con possibili effetti collaterali: perdite ematiche, nausea, cambiamenti di umore, cefalea, tensione al seno, secchezza vaginale, , ritenzione idrica, aumento di peso. Il danazolo è un derivato del testosterone: induce uno stato di pseudomenopausa con blocco dell’ovulazione e assenza delle mestruazioni. In molti casi la sintomatologia dolorosa ricompare entro un anno circa dalla sospensione della terapia. Possono verificarsi effetti collaterali, soprattutto con dosaggi alti: pelle grassa, , alterazione
del tono di voce, cefalea, aumento di peso, ipertricosi (aumento dei peli), vampate di calore, sudorazione notturna, depressione, diminuzione del desiderio sessuale. Il danazolo non impedisce l’ovulazione. Gli analoghi del GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone) frenano la produzione degli estrogeni, inducendo una pseudomenopausa, altrimenti detta “menopausa farmacologica reversibile”.

Chirurgia
Si asportano le lesioni tipiche dell’endometriosi (cisti ovariche o focolai di endometriosi sul peritoneo). A volte si rende necessaria l’asportazione di organi.


La grande variabilità dei sintomi dell’endometriosi (dismenorrea, dolore intermestruale, dolore pelvico, irregolarità mestruale, rapporti dolorosi) richiede una personalizzazione del omeopatico. Molto spesso l’approccio all’endometriosi non deve essere unicamente omeopatico ma multidisciplinare.
Actaea racemosa 7 CH 5 granuli ogni 6 ore. Tutti i disturbi peggiorano con il mestruo e sono proporzionali alla quantità e alla durata del flusso. Spesso è presente dolore a livello dorsale. Caratteristica della fase premestruale è l’ipereccitabilità e l’alternanza di eccitazione e de-
pressione.
Chamomilla 9 CH 5 granuli secondo necessità. I dolori sono intollerabili e la reazione appare eccessiva rispetto al disturbo lamentato.
Caratteristica è l’irritabilità e l’ipersensibilità al dolore.
Colocynthis 9 o 15 CH 5 granuli anche ogni mezz’ora nel dolore intenso. Diradare in base al miglioramento. La coloquintide o cetriolo amaro è una pianta della famiglia delle Cucurbitacee, utilizzata in omeopatia per i dolori crampiformi che obbligano a piegarsi in due e che sono migliorati con la pressione forte e con il calore. La lateralità prevalente del dolore è quella sinistra.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, anche ogni 15 minuti. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. Il dolore si presenta come fitte a inizio e termine bruschi. I dolori sono riferiti soprattutto a destra.
Sabina 5 CH 5 granuli 3 volte al dì. Mestruazioni abbondanti di colore rosso vivo con dolori violenti che vanno dal sacro al pube e si irradiano alla parte anteriore delle cosce. I sintomi tendono a peggiorare con il movimento e con il calore.
Viburnum opulus5 CH 5 granuli inizialmente anche ogni mezzora, diradando in base al miglioramento. Il sambuco d’acqua è una pianta della famiglia delle Caprofoliacee indicato quando il mestruo è breve, scarso, in ritardo, accompagnato da tendenza allo svenimento e dolore in regione lombare.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è dovuto a una alterazione del Sistema Circolatorio e dei tessuti pertinenti al Fegato e al Rene, per questo motivo la terapia è mirata alla regolarizzazione del ciclo mestruale, alla mobilizzazione del Qi di Xue e alla tonificazione di Yin di Fegato e di fing di Rene.

Agopuntura
Per mobilizzare la stasi di Xue punti importanti sono:
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso fra i tendini) che tonifica il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il dolore, espelle e dissolve Vento e Calore;
TAI CHONG (grande assalto, localizzato sul dorso del piede, nella depressione distale all’articolazione fra il I e il II metatarso) che tonifica e regola il Fegato e la Vescicola Biliare, regola e raffredda il Sangue;
XING JIAN (intervallo attivo, localizzato fra l’alluce e il II dito, 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale) che tonifica e regola il Fegato, raffredda il Sangue e purifica il Fuoco del Fegato;
XUE HAI (mare del Sangue, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che regola il Sangue;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale.
Mentre per tonificare Io Yin del Fegato e il Jing del rene:
GAN SHU (punto Shu del dorso del Fegato, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica) che tonifica il Fegato e la Vescicola Biliare, purifica e dissolve l’Umidità-Calore, regola il Qi ed elimina le stasi del Qi;
GUAN YUAN;
MING MEN (porta della vita, localizzato sotto il processo spinoso di L2) che nutre il Sangue, tonifica i Reni, tonifica il Fegato, espelle il Vento e stimola la discesa del Qi;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Si associano Punti auricolari di Ovaie, Rene, Utero e Fegato, Sistema Endocrino.
È consigliabile un ciclo di 10 applicazioni al termine del quale è utile un riscontro ecografico.

cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis………………25g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong……………9g
Semen Persicae………………………..6g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis…………..2g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………2g
Posologia: 3 g al dì sotto forma di capsule o polvere per 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati È consigliabile seguire una dieta vegetariana “permissiva” a elevato apporto di fibre e di liquidi, privilegiando i cereali integrali in chicchi e i legumi (abbinarli sempre nello stesso pasto), il pollame e le uova biologiche (assumerli non più di due/tre volte la settimana), il pesce pescato in mare, le noci, i semi oleosi, l’olio extravergine d’oliva, la frutta fresca e secca biologica, il miele vergine integrale, gli ortaggi freschi e di stagione (consumati preferibilmente a crudo, anche come spuntino).
Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di antiossidanti, come le patate americane, le albicocche, il melone, i frutti di bosco, le bacche della rosa canina, il succo di carota, gli agrumi, l’uva, le ciliegie, i limoni, le albicocche, il grano saraceno in chicchi, in fiocchi e in farina, gli spinaci, le crocifere.
Alimenti da evitare Eliminare (fino al miglioramento del quadro clinico) e/o Limitare drasticamente (per tenere sotto controllo i sintomi e il naturale decorso della malattia) i grassi di origine animale, come la carne (in particolare quella bovina) e i latticini (a eccezione del kefir e dello yogurt addizionato con probiotici).
Evitare la caffeina, il sale (a eccezione del sale marino integrale, in piccola quantità) e gli alimenti che ne sono ricchi (come i salumi, gli insaccati e tutti i prodotti in scatola), lo zucchero (saccarosio) e i cibi che lo contengono (come i dolciumi, le bibite, i gelati), le bevande alcoliche.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Bl (1-1,5 mg al giorno), B2 (1,5-2 mg al giorno) e B3 (15-20 mg al giorno) nei casi in cui siano presenti altre patologie, come la mastopatia fibrocistica o la dismenorrea;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno (aiuta a rilassare l’utero);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti (aiutano a regolare il livello di estrogeni nella donna in menopausa);
Vitamina C200 mg al giorno (migliora la risposta allo stress da parte dell’organismo, contribuendo a tenere sotto controllo il naturale decorso della malattia);
Vitamina E 10 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Ferro (solo in caso di carenza per gravi sanguinamenti). Donne in età fertile 20 mg al giorno. Adolescenti 15 mg al giorno.

FITOTERAPIA
In presenza di perdite ematiche in corrispondenza dei cicli mestruali, e soprattutto nelle pazienti al di sotto dei 30 anni d’età, può essere utile somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in poca acqua, privilegiando la via sublinguale. Associato alla TM di Ippocastano, nella dose di 25 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei casi in cui il sangue intrappolato forma delle cisti, per prevenire la loro trasformazione in tessuto cicatriziale, con conseguente formazione di aderenze, può essere utilizzata la Spirulina maxima (o alga Spirulina), che grazie alla ricchezza di sali minerali e oligoelementi (come ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco e potassio), vitamine B12 e C, acidi grassi essenziali, proteine, aminoacidi e carotenoidi, svolge un’azione antiossidante e immunostimolante. Privilegiare l’estratto fluido nella dose di 20 gocce, due volte al giorno (la mattina a digiuno e tra le 14.00 e
le 16.00) lontano dai pasti.
Per combattere l’infiammazione dei tessuti è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la sera, circa due ore dopo il pasto). Per potenziarne l’azione antiflogistica, può essere associato alla Rosa canina, sotto forma di olio essenziale, nella
dose di 6 gocce, emulsionato con 30 mi di succo puro biologico di carota, e assunto direttamente per via sublinguale. La rosa canina agisce anche come antiossidante e immunostimolante, grazie all’elevata concentrazione di vitamina C, polifenoli, flavonoidi e carotenooidi.

Originally posted 2014-10-13 10:49:26.

Adenoidi 180x180 - Adenoidi

Adenoidi

Sono vegetazioni a forma di grappolo: annidate nella parte alta della faringe, dietro le fosse nasali (dove il naso comunica con la faringe, appena posteriormente e in alto rispetto al palato molle e all’ugola), risultano costituite da tessuto linfatico, ricco di cellule cruciali per le difese immunitarie. È facile che nei primi anni di vita, quando i bambini soffrono di infezioni ricorrenti,
le continue sollecitazioni infiammatorie determinino un incremento di volume delle . Queste masse diventano esuberanti e ipertrofiche, finendo per ostruire in vario modo lo sbocco delle vie nasali, e dunque causando seri problemi respiratori. Il bambino con ipertrofia adenoidea respira con la bocca semiaperta, in modo rumoroso soprattutto durante il sonno, e la sua voce è nasale; ma non solo: l’ipertrofia delle può causare anche un’ostruzione delle trombe di Eustachio, favorendo la comparsa di otiti recidivanti. La cavità dell’orecchio medio è collegata infatti – proprio mediante la tuba d’Eustachio – alla faringe nasale, per consentire il continuo deflusso del-
la piccola quantità di muco che si forma al suo interno, e dunque l’ostacolo meccanico prodotto dall’ipertrofia adenoidea altera questo transito. Ancora, nelle ore notturne l’ostruzione può provocare ripetuti episodi d’apnea per alcuni secondi, e proprio questi disturbi del sonno, dal russamento sino ai periodici blocchi del respiro, si rendono responsabili della difficoltà a concentrarsi, della facile irritabilità e della sonnolenza del bambino nelle ore diurne. Il tenere costantemente la bocca aperta per respirare altera col tempo l’accrescimento delle ossa del massiccio facciale: il palato acquista un aspetto ogivale e l’arcata dentaria superiore si restringe. Globalmente, l’accrescimento corporeo subisce serie ripercussioni.


Le adenoidi di solito vanno incontro a ipotrofia intorno ai 12-14 anni, cioè rimpiccioliscono spontaneamente fino a scomparire. L’ipertrofia delle adenoidi, cioè l’ingrossamento, può creare problemi acuti oppure cronici a carico delle vie respiratorie, della gola e delle orecchie.

– Terapia farmacologica
La cura dell’ipertrofia delle adenoidi è farmacologica nelle fasi iniziali quando è possibile una riduzione, anche parziale, delle adenoidi. In caso di infiammazione acuta (adenoidite) si usano antibiotici ad ampio spettro, decongestionanti nasali e cortisonici in aerosol o per via orale. Dopo
la fase acuta sono utili i vaccini anticatarrali, le vitamine, i mucolitici e le cure termali (inalazioni a getto di vapore). Le possibili infezioni a carico di naso, gola e orecchie vengono trattate in base ai sintomi e alla sede dell’infezione stessa.

– Chirurgia
Quando, nonostante le cure mediche, l’ipertrofìa diventa cronica e i sintomi si aggravano l’unica terapia che offre risultati stabili è l’asportazione chirurgica delle adenoidi. Di solito l’intervento che asporta le adenoidi viene eseguito insieme all’asportazione delle tonsille.


Secondo l’interpretazione omeopatica le adenoidi ingrossate e, più in generale la tendenza all’ipertrofia del tessuto linfatico è dovuta alle conseguenze delle infezioni ripetute a livello delle prime vie aeree, all’inquinamento ambientale, all’uso ripetuto di antibiotici, ma soprattutto a fattori di tipo costituzionale. Per tale ragione oltre al con che agiscono direttamente sulle adenoidi ingrossate, viene anche prescritto il trattamento di fondo per correggere la tendenza generale della propria costituzione all’ipertrofia del tessuto linfatico.

– Trattamento sintomatico
Agraphis nutans 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. In omeopatia il giacinto selvatico della famiglia delle Liliacee, è indicato nel trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille con tendenza alle malattie da raffreddamento.
Baryta carbonica 5 CH 5 granuli, una volta al dì. Il preparato ottenuto dal carbonato di bario è indicato quando le adenoidi sono ingrossate in un soggetto con tendenza generale all’ipertrofìa delle tonsille e dei linfonodi.

– Trattamento di fondo
Calcarea carbonica ostrearum 30 CH una dose unica alla settimana, per lunghi periodi. Il medicinale omeopatico ottenuto dallo strato medio del guscio d’ostrica è ricco in carbonato di calcio e sali minerali. È considerato il rimedio guida della costituzione carbonica che è caratterizzata da freddolosità generale, pallore, lentezza, linfatismo, tendenza al sovrappeso. Tra le indicazioni principali va ricordata la tendenza all’ipertrofia di tonsille e adenoidi, le manifestazioni catarrali recidivanti delle prime vie aeree.
Thuya 30 CH una monodose, una volta alla settimana. Thuya è il medicinale omeopatico ottenuto dalla tuia, albero della famiglia delle Conifere. Viene utilizzato essenzialmente nelle affezioni catarrali croniche respiratorie e urinarie, nelle manifestazioni conseguenti a vaccinazioni o uso prolungato di , in presenza di neoformazioni benigne e nell’ipertrofia linfatica e delle adenoidi. Può essere associato a Calcarea carbonica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo tipo di patologia agendo sulla circolazione, tramite vasocostrizione, regolando i processi infiammatori e l’ipertrofia e favorendo la respirazione agendo sul naso e sulla dispersione a livello del Polmone.

– Agopuntura
1 punti utilizzati riguardanti l’organo Polmone sono: CHI ZE (palude del piede, localizzato sulla piega cubitale) che stabilizza il Qi del Polmone e della Milza, favorisce la discesa del Qi del Polmone, tonifica lo Yin polmonare e stabilizza lo Yin renale; HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
NEI GUAN (barriera interna, localizzato sopra la piega traversa del polso) che tonifica e armonizza il Cuore e la Milza, regola il Qi, lenisce il .
Per il Sistema vascolare e la respirazione nasale i punti sono: YANG CHI (stagno dello Yang, localizzato sulla piega dorsale del polso) che purifica il calore, rilassa muscoli e tendini e rimuove le ostruzioni dai meridiani; ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue;
FU LIU (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’energia nutritiva e il sangue; YING XIANG (accoglienza dei profumi, localizzato in corrispondenza del bordo inferiore dell’ala del naso) che apre il naso e disperde il Vento-Calore;
YIN TANG (stanza dei sigilli, localizzato tra le sopracciglia) che elimina Vento e Calore, purifica il Calore. La terapia va eseguita per almeno 5 applicazioni, si valuta la condizione delle mucose e se necessario si completa il ciclo con altre 5 sedute.


– Consigli dietetici
Dare la preferenza agli alimenti ricchi di bioflavonoidi, di beta-carotene (come nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), di C (agrumi e kiwi) ed E (semi oleosi, cereali, frutta e ortaggi), in quanto aiutano ad alleviare i sintomi deirinfiammazione e a prevenire le infezioni potenziando la funzionalità del . Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno. Durante la fase acuta può essere utile eseguire un ciclo di gargarismi con soluzione salina e consumare frullati e/o centrifugati a base di frutta e verdura fresche, biologiche e di stagione. Evitare i cibi eccessivamente caldi e assumere bevande fredde e minestre tiepide per dare sollievo all’irritazione della gola.
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare è necessario potenziare il Sistema Immunitario privilegiando i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di sostanze antiossidanti e limitare drasticamente il consumo di carne, uova, latticini e pesce di allevamento – la carne (ma anche il latte e le uova) proveniente da animali non allevati all’aperto, alimentati con mangimi non selezionati e non biologici e ai quali vengono somministrati antibiotici e sostanze ormonali, può contenere residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono compromettere le funzioni del Sistema Immunitario e di conseguenza rendere il paziente, soprattutto se di giovane età, più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri.

– Integrazione alimentare
Se il processo infettivo/infiammatorio tende frequentemente a recidivare può essere utile un’integrazione di bioflavonoidi (50-100 mg al giorno) che oltre all’azione antivirale, favoriscono l’assorbimento della vitamina C.
Se l’infezione tende a cronicizzare alla vitamina C e ai bioflavonoidi possono essere associati 10 mg al giorno di vitamina E, 25 mg al giorno di zinco e 1-2 compresse al giorno (lontano dai pasti) di estratto di papaia fermentata (ricco di enzimiproteolitici).


I decotti di Primula venivano in passato consigliati per le loro proprietà emollienti ed espettoranti, allo scopo di fluidificare le secrezioni delle fosse nasali e della gola, mentre l’infuso concentrato di fiori di Camomilla (2 cucchiai in 500 mi di acqua bollente. Infusione 15 minuti. Filtrare e consumare nel corso della giornata lontano dai pasti), era raccomandato per fomenti antinfiammatori e decongestionanti. Altri rimedi popolari erano spicchi di aglio sul cuscino e olio di oliva (caldo) instillato nell’orecchio, nel caso in cui sopravvenisse la complicazione di un’otite. Essendo le adenoidi delle vere e proprie tonsille posizionate in fondo alle fosse nasali, dietro il palato molle, si comprende come spesso sia necessario ridurre il loro volume allo ostruzione e le complicanze a carico dell’orecchio e dei bronchi.

A scopo preventivo sono indicate piante ad attività antinfiammatoria ed immunostimolante come Y Uncaria tormentosa, da assumere fin dall’inizio della scuola materna. Estratti di Echinaceapurpurea e angusti/olia invece potranno essere associati durante il periodo di riacutizzazione. Nelle forme complicate da infezioni a carico dell’orecchio, con dolore a ogni minimo raffreddore, e nelle complicazioni bronchiali occorrono cicli di terapia con sostanze balsamiche, capaci cioè di fluidificare le secrezioni. Ecco quindi che un rimedio specifico diventano alcuni oli essenziali ottenuti dalle foglie di Eucalipto {Eucalyptus globulus) e dagli aghi del Pino (Pinus sylvestris). Il medico potrà prescrivere adeguate preparazioni galeniche per il singolo bambino. Frequente è poi la inappetenza e la svogliatezza. E in questi casi non sono utili i comuni “ricostituenti” molto richiesti in particolare dalle mamme, bensì una integrazione alimentare con polline in granuli.

Originally posted 2014-10-07 11:43:07.

Incontinenza urinaria 180x180 - Incontinenza urinaria

Incontinenza urinaria

Essere incontinenti significa “perdere la continenza”. E la continenza urinaria è sostanzialmente la capacità di governare il flusso di urina e di adattarlo alle circostanze quotidiane. Si chiama incontinenza urinario da sforzo la perdita involontaria di urina che si manifesta quando aumenta la pressione addominale: ridere, tossire, saltare, correre, sollevare pesi, sono tutte azioni che esercitano un’improvvisa “spinta” sulla pancia e provocano piccole perdite di urina se la “valvola” uretrale – per un deficit delle sue fibre muscolari o dell’innervazione – è incapace di opporsi con sufficiente forza. Questa forma d’ è tipica del sesso femminile e frequente nelle donne che hanno partorito più volte: la gravidanza comporta, infatti, uno stress “meccanico” che mette a dura prova le strutture muscolari e connettive del pavimento pelvico. Nell’ da vescica iperattivo, invece, il problema è che il muscolo detrusore (così si chiama l’insieme delle fibre muscolari della vescica, dal latino detrudere, che significa “spingere giù”) è percorso da anomale contrazioni che provocano frequenti minzioni (più di 8 volte nelle 24 ore) e generano ogni volta nel paziente un bisogno imperioso di urinare (gli addetti ai lavori parlano di sindrome frequenza-urgenza). Un’instabilità della vescica che è arduo sopprimere con la volontà e che condiziona
pesantemente la vita sociale e individuale. L’incontinenza urinaria mista è quella che abbina i disturbi tipici dell’incontinenza da sforzo con i disagi legati alla vescica iperattiva.


L’incontinenza urinaria è sintomo di una patologia come l’infezione urinaria, un’affezione prostatica, oppure può essere un effetto collaterale da farmaco: è necessario capire quale sia la causa prima di curare il sintomo.

Stile di vita
È utile ridurre caffeina, alcol, verdura a effetto diuretico, e praticare esercizi di Kegel. 1 cibi raffinati o ricchi di zucchero dovrebbero essere eliminati dalla dieta.

Urgenza minzionale con incontinenza
Il farmaco più usato è l’ossibutinina, un farmaco antispastico per la muscolatura vescicale: la dose per l’adulto è di 5 mg tre volte al giorno. Esiste anche la formulazione transdermica.

Incontinenza da stress
Una possibile terapia è la stimolazione elettrica, oppure la pseudoefedrina e Pimipramina. A volte la somministrazione di estrogeni è utile nelle donne in menopausa. Se le terapie mediche non hanno effetto si può ricorrere alla chirurgia, con la cistouretropessi che solleva il collo vescicale
in modo da rendere diffìcile la fuoriuscita involontaria di urina.

Incontinenza da iperafflusso
Un farmaco utile è il betanecolo. Negli uomini affetti da ipertrofia prostatica si prescrive la finasteride. Nei bambini, se esiste enuresi notturna, si possono usare l’imipramina e la desmopressina.


Una volta esclusa la presenza di infezione o di una malformazione delle vie urinarie, è consigliabile integrare il omeopatico con l’approccio riabilitativo di rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico, scegliendo i medicinali adatti in base al tipo dell’incontinenza e alle caratteristiche della sintomatologia. Per l’incontinenza urinaria in età pediatrica (vedi Enuresi).
Causticum 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì, diradando in base al miglioramento ottenuto. Incontinenza urinaria tossendo, ridendo, starnutendo o saltando. Manca la percezione della perdita di urina. Si tratta di un preparato di composizione chimica complessa, a base di calce e solfato di potassio, messo a punto da Hahnemann e considerato il rimedio per l’incontinenza da sforzo (stress incontinence) conseguente alla riduzione del tono muscolare degli sfinteri per rilasciamento perineale (prolasso, gravidanze ripetute, trauma del parto, menopausa) o alla paresi degli sfinteri. Talvolta si associa uno stato di debolezza generale.
Equisetum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Incontinenza nella terza età.
L’equiseto o coda cavallina è una pianta particolarmente ricca in acido silicico, usata per l’enuresi notturna e per l’incontinenza urinaria in soggetti con tendenza alle infezioni urinarie recidivanti. Solitamente si tratta di soggetti gracili, magri e deboli, spesso nervosi e agitati, timidi,
ansiosi e ipersensibili.
Sabal serrulata 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Incontinenza da rigurgito, con emissione goccia a goccia, da ipertrofia della prostata.
Sepia 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì, diradando secondo il miglioramento. È il medicinale omeopatico adatto alle forme di incontinenza urinaria che si manifestano dopo il parto o nella menopausa. Caratteristica è la sensazione di peso a livello pelvico. Può essere associato un prolasso vescicale o uterino. Talvolta si associa la tendenza alle infezioni urinarie o genitali recidivanti.
Squilla 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Incontinenza urinaria con i colpi di tosse o con gli starnuti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo è correlato ad una alterazione della funzionalità degli organi Polmone, Milza e Rene, deputati tra l’altro del controllo dell’attività degli sfinteri.
Vi è infatti un deficit del Qi degli organi suddetti e la terapia consiste nel ripristinare il corretto controllo sfinterico attraverso la tonificazione del Qi.
Nel caso di incontinenza urinaria dovuta a un deficit di Qi di Polmone e Milza punti importanti possono essere:
BAI HUI (cento riunioni, localizzato sulla linea cefalica sagittale, 7 cun dalla linea posteriore di impianto e 5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli) che regola il Fegato, sottomette il Vento, tonifica il Cuore, apre gli orifizi, calma lo Shen e stimola la salita del Qi;
FEI SHU (punto shu del dorso del Polmone, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della III vertebra toracica) che tonifica e regola il polmone, regola il Qi, tonifica lo Yin e purifica il Calore;
SAN YIN JIAO (riunione dei tre Yin, localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia) che tonifica i Reni;
ZHONG JI (estremità mediana, localizzato 4 cun sotto l’ombelico) che stimola la libera circolazione dei Liquidi, tonifica lo Yin renale, nutre il Sangue, espelle l’Umidità e tonifica lo Yang renale;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
Mentre per quanto riguarda il deficit di Qi del Rene si possono combinare i punti:
BAIHUI;
GUAN YUAN (barriera dell’essenza vitale, localizzato 3 cun sotto l’ombelico) che tonifica il Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa del Qi renale, regola il Qi e favorisce la discesa dello Yang;
QI HAI (mare del Qi, localizzato 1,5 cun sotto l’ombelico) che tonifica e regola i Reni e stimola la discesa dello Yang;
SAN YIN JIAO;
SHEN SHU (punto Shu del dorso del Rene, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della II vertebra lombare) che regola e tonifica il Rene.
Sono applicabili anche i punti del Sistema Auricolare di Reni, Uretra, Vescica e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 sedute da effettuare almeno 2 volte alla settimana, da ripetere dopo circa 1 mese.

cinese
Formula: SUO QUAN WAN
Radix Linderae……………………………..10g
Fructus Alpiniae Oxiphyllae………………….10g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per un ciclo di 30 giorni.


Consigli dietetici

Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare e/o per preparare tè verde, infusi e decotti. Privilegiare un regime dietetico vegetariano basato su un adeguato consumo di cereali integrali in chicchi e legumi (sempre associati, nello stesso pasto), prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, soia e derivati, frutta e verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri” pesce pescato in mare, carne magra biologica, olio extravergine d’oliva di prima
spremitura a freddo e miele vergine integrale di produzione italiana.
Per potenziare il , incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, come frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di noci spremuto a freddo, salsa e polpa di pomodoro, centrifugati di ca-
rote e succo puro di mirtillo.
Alimenti da evitare Eliminare i cibi a base di farine raffinate, lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Limitare il consumo di carne e pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e che possono compromettere
le funzioni immunitarie, facilitando così lo sviluppo di infezioni.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Colina 400 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Calcio 800-1000 mg al giorno;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

FITOTERAPIA
Per alleviare il sintomo può essere utilizzato il Tribulus terrestri (Tribolo), sotto forma di infuso (pianta essiccata, 3 cucchiaini), oppure di decotto (radici, 2 cucchiaini), preparato con 200-250 mi di acqua minerale naturale e assunto due o tre volte al giorno, lontano dai pasti. Questa pianta agisce come tonico-vascolare e antinfiammatorio.
Se il fattore scatenante è un’infezione virale, può essere somministrato l’estratto secco di Andrographis punii alata (generalmente estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 g al giorno in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione.
Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi. È controindicata in gravidanza. È importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici come nausea e vomito.
Nei casi in cui è presente un processo infiammatorio a livello dell’apparato urinario (ad esempio, una cistite o un’uretrite), che rappresenta la causa del disturbo, può essere usato il Ribes Nigrum, ricco di antocianosidi e flavonoidi.
Se il sintomo è correlato alla prostatite, cistite (soprattutto nella donna) o pielonefrite può essere utile somministrare l’estratto fluido di Pinus sylvestris (Pino silvestre), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Per poten-
ziarne l’azione può essere associato alla Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno.

Originally posted 2014-10-15 10:53:48.

Avvelenamento 180x180 - Avvelenamento

Avvelenamento

L’, ovvero la penetrazione nell’organismo, per cause in genere accidentali, di una sostanza tossica, è un’evenienza particolarmente frequente tra le mura domestiche (e che vede coinvolto soprattutto il bambino). Tra le vie d’esposizione, l’ingestione costituisce il più comune contatto con i prodotti per uso domestico (e anche quello che espone ai danni fisici maggiori). Segue l’inalazione, causata in massima parte dall’esposizione ai cocktail di prodotti per la pulizia (ipocloriti e ammoniaca, ipocloriti e acidi forti) e anche dal monossido di carbonio. I costituiscono la principale fonte di ; seguono i prodotti per l’igiene casalinga (caustici, insetticidi, detersivi, essiccanti, fertilizzanti – per il giardino o le piante in casa). Particolarmente temibile è l’ da monossido di carbonio (CO), gas inodore, incolore, insapore e altamente tossico, che può venir emesso da fonti di combustione come gli impianti di riscaldamento a gas, fornelli, stufe e camini, nel caso in cui questi dispositivi malfunzionino per un’erronea installazione, una cattiva manutenzione o un’inadeguata ventilazione. Il CO, penetrato nel sangue attraverso il respiro, si lega avidamente all’emoglobina, impedendole di trasportare l’ossigeno ai tessuti: nei casi lievi, affiorano cefalea, nausea, vomito e fiacca; nelle intossicazioni di media gravità, compaiono confusione mentale, lentezza nell’ideazione, visione offuscata, debolezza, anomalie comportamentali, dispnea da sforzo, tachicardia, le forme gravi comportano severo disorientamento, sopore, convulsioni, ipotensione, toracico, aritmie, edema polmonare, sincope e coma. I disturbi precoci dell’intossicazione, come il mal di testa, la nausea, il vomito e la debolezza, sono molto generici e possono essere facilmente confusi con quelli di altre patologie (come un’intossicazione alimentare o l’inizio di una sindrome influenzale).


L’avvelenamento può essere acuto o cronico, cioè verificarsi a poca distanza dall’assunzione o dall’esposizione a una sostanza, o conseguire a una ripetuta assunzione/esposizione al tossico. Dal punto di vista terapeutico, il sospetto di avvelenamento dovrebbe essere la conseguenza di una visita medica o, nei casi più gravi e rapidi, di un ricovero in ospedale. I “della nonna”, per esempio l’ingestione di latte o di acqua, sono assolutamente da evitare: in caso di avvelenamento l’unica procedura realmente utile è mettersi in contatto immediatamente con il Centro Antiveleni, con le seguenti avvertenze.
“La raccolta delle seguenti informazioni è estremamente importante per poter rispondere alle domande del medico di guardia presso il centro antiveleni:
• identificare nel modo più preciso possibile la sostanza con la quale si È venuti in contatto (nome commerciale del prodotto ed eventuali indica-
zioni di rischio in etichetta);
• osservare le caratteristiche macroscopiche del prodotto (odore, colore, schiumosità);
• fornire indica/ioni circa la dose assunta in modo accidentale o intenzionale (un sorso di un bambino sono circa 5 mi, di un adulto 15-3(1 mi);
• comunicare la via di esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo ecc.). Indicare il luogo e durata dell’esposizione (in casa, al lavoro, luogo chiuso o aperto);
• comunicare il tempo trascorso dall’esposizione e tra esposizione la comparsa di eventuali sintomi.
Nel caso che l’incidente sia avvenuto in ambiente lavorativo reperire la scheda di sicurezza del prodotto che deve essere conservata insieme alle sostanze pericolose per precisi obblighi di legge”.


Tutte le condizioni di avvelenamento richiedono la valutazione e il presso un Centro Antiveleno. In questa parte si danno indicazioni utili dopo la dimissione dal Pronto Soccorso o dal Centro Antiveleno. Viene anche considerato il quadro dell’intossicazione alimentare e la con-
dizione caratterizzata da paura di essere stato avvelenato. Arsenicum album 15 CH 5 granuli, dopo ogni scarica, in caso di gastroenterite acuta grave, sia di origine infettiva che alimentare (inge-
stione di carni, conserve o gelati avariati o di cattiva conservazione). Feci acquose, scure, fetide, brucianti, irritanti per l’ano. Vomito e sete di piccole quantità d’acqua, assunte di frequente. Freddolosità, bisogno di calore, alternanza di agitazione e prostrazione. Quando il soggetto teme di essere stato avvelenato si consiglia la diluizione 30 CH, 5 granuli al dì, diradando in base al miglioramento.
China 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea senza dolore. Gonfiore dell’addome. Feci giallastre contenenti cibi non digeriti. Il soggetto è profondamente prostrato e debilitato per la perdita di liquidi. Isoterapico 9 CH 5 granuli da una a tre volte al dì, per 2-3 mesi consecutivi. L’isoterapico viene preparato a partire dalla sostanza che ha prodotto l’intossicazione. Per la preparazione dell’isoterapico si diluisce il prodotto che ha provocato il quadro clinico, come l’amalgama usato per cure odontoiatriche o il farmaco che ha scatenato la sintomatologia. Come si può rilevare gli isoterapici vengono usati sfruttando il principio di identità e non quello di similitudine che sta alla base dell’omeopatia vera e propria.
Podophyllum 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea che compare al mattino presto, preceduta da dolori e borborigmi. Emissione di feci abbondanti, acquose o mucose, fetide, giallastre, a getto, seguite da prostrazione e tenesmo. Dolore migliorato dal calore e disteso sul ventre.
Veratrum album 9 CH 5 granuli, dopo ogni scarica. Diarrea profusa, estremamente abbondante con dolori crampiformi, sudorazione abbondante, fredda e prostrazione estrema.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese affronta questo tipo di disturbo andando a stimolare Temesi svuotando così l’organismo dalla sostanza nociva ingerita, successivamente lo scopo terapeutico è la disintossicazione dell’organismo dal veleno circolante.
Un ottimo punto per stimolare ciò è FU L1U (corrente di ritorno, localizzato in una depressione sul bordo anteriore del tendine di Achille) che tonifica lo Yin renale, regolando il bilancio dei liquidi, l’Energia nutritiva e il Sangue.
Poi agire sul metabolismo del Fegato con il punto QU QUAN (sorgente tortuosa, localizzato all’estremità mediale della piega di flessione del ginocchio) che tonifica e regola il Qi epatico, espelle il Vento, regola il Sangue, rinforza muscoli e tendini e tonifica lo Yin epatico. Aumentare la diuresi con il punto YIN GU (valle dello Yin, localizzato all’estremità mediale della piega poplitea) che tonifica lo Yin renale ed espelle il Calore Umido.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati In lutti i casi di avvelenamento (escluso quello da solventi o saponi) somministrare acqua minerale naturale e tè, privilegiando il tè verde. Nell’avvelenamento con acidi e caustici (acido muriatico e solforico, candeggina, ammoniaca, acqua borica e ossigenata) assumere latte, eventualmente associato con 4-5 albumi d’uovo. Nella fase di disintossicazione è consigliabile seguire un regime alimentare che prevede un aumentato consumo di alimenti ricchi di zolfo ( e dei due aminoacidi, metionina e cisterna, che lo contengono), come la carne ( privilegiando i tagli magri bovini e il pollame), il pesce pescato in mare, le uova, il latte parzialmente scremato e fermentato, lo yogurt naturale magro arricchito con probiotici, il kefir, il cavolo, i fagioli secchi, il germe di grano, la soia, le cipolle (solo se cotte al vapore) e le rape. Aumentare l’apporto di tarassaco,
carciofo, cardo mariano, scorza d’arancia e di limone (biologica), menta. Alimenti da evitare Le bevande alcoliche, il caffè, i funghi, i cibi addizionati con additivi alimentari, la frutta e la verdura non biologica, prodotti industriali a base di farine raffinate e di zucchero (saccarosio) e di grassi trans. Limitare rapporto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi.

– Integrazione alimentare
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 25 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Nei casi di avvelenamento la fitoterapia può servire subito dopo il periodo acuto a protezione dell’organo colpito dal tossico (stomaco, fegato, intestino ecc. ) Ad esempio la somministrazione di Silimarina, estratta dal C’ardo mariano consente un più rapido ripristino delle funzioni epatiche
dopo intossicazione da alcol o farmaci epatotossici, come ad esempio il paracetamolo.
In passato negli episodi acuti veniva utilizzato lo sciroppo di Ipecacuana, oggi abbandonato perché aumenta il rischio di aspirazione e non ne è dimostrata l’utilità. L’unico fitoterapia) che può essere usato è invece il carbone attivo. Ovviamente si raccomanda il ricovero ospedaliero e la con-
sultazione di un centro antiveleno per il trattamento specifico. Anche i pazienti che hanno assunto veleni con azione ritardata dovrebbero essere ricoverati, pure se in apparenza sono in buone condizioni; tra le sostanze tossiche ad azione ritardata sono incluse , ferro, paracetamolo, antidepressivi triciclici e paraquat; lo stesso principio vale per le preparazioni a rilascio controllato.
Somministrato per via orale, il carbone attivo può legare molti veleni nello stomaco, riducendone in tal modo l’assorbimento. Prima viene utilizzato, maggiore è la sua efficacia, ma può essere ancora efficace fino a I ora dopo l’ingestione del veleno – più a lungo in caso di preparazioni a rilascio controllato o di farmaci con proprietà antimuscariniche (anticolinergiche). E abbastanza sicuro ed è particolarmente utile per la prevenzione dell’assorbimento di veleni che sono tossici in piccole quantità, per esempio gli antidepressivi.
Dosi ripetute di carbone attivo (50 g ogni 4 ore) possono esser somministrate dopo l’avvelenamento da barbiturici ed altri farmaci. Controindicato nel caso di distillati del petrolio alcol o corrosivi.

Originally posted 2014-10-08 15:41:25.

Calli 180x180 - Calli

Calli

I sono lesioni dovute a un ispessimento circoscritto della pelle. All’origine della c’è lo stesso stimolo meccanico che, in forma acuta, provoca le bolle; quando invece lo stress fisico, lo sfregamento agisce in maniera ripetuta e cronica, ecco l’affiorare del callo, che rappresenta una rea-
zione protettiva utile e necessaria per resistere alle forze sviluppate nella pratica sportiva. Diverso è il tilomo: si tratta di una rilevatezza cornea (ipercheratosica), a forma di cupola e a margini netti, che tende a diffondersi negli strati profondi della pelle. La causa scatenante è la pressione prodotta dalle calzature non adatte o anche la presenza di anomalie anatomiche del piede. I tilomi soffici vengono anche detti “occhi di pernice”: hanno un aspetto biancastro, macerato (per la sudorazione), si osservano in genere tra il quarto e il quinto dito del piede e tendono a comparire quando le dita vengono eccessivamente compresse fra loro.



Calli e duroni possono essere trattati a casa con la pietra pomice, che ammorbidisce ed elimina gli strati di pelle dura.

Acido salicilico
Dopo avere eliminato con la pietra pomice calli e duroni, applicare un cerotto al 40% di acido salicilico (si trova in farmacia come prodotto da banco), coprendo un’area più vasta rispetto a quella del callo. L’applicazione di crema emolliente aiuta a ridurre l’indurimento successivo
della pelle.

Calli e duroni persistenti
Se calli e duroni non posso essere eliminati nell’arco di quattro settimane è bene rivolgersi a un medico (soprattutto se il callo tende a infettarsi ripetutamente) per l’asportazione chirurgica.


Calendula offtcinalis Tintura Madre crema (per uso topico). La Calendula applicata localmente come
Tintura Madre o come crema, è efficace nel delle callosità dolorose della pianta dei piedi. Nelle forme estese si consiglia di impregnare una garza di Tintura Madre e ricorrere alla tecnica del ‘bendaggio occlusivo’, da applicare prima del riposo notturno. La Calendula manifesta un’azione locale cheratolitica, ammorbidente e analgesica.
Antimonium crudum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Ipersensibilità dolorosa della pianta dei piedi con callosità diffuse. Il soggetto deve ricorrere di frequente alle cure del podologo per il continuo formarsi di cheratosi a livello della pianta del piede, localizzate soprattutto a livello delle zone in cui è maggiore la sollecitazione del carico.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo trovando efficacia nel trattamento di fitoidroterapia, cioè l’uso di preparazioni acquose contenenti erbe cinesi in cui immergere le sedi di calli o duroni. Lo scopo è andare a ripristinare l’azione del Polmone organo pertinente per i tessuti cutanei e in questo particolar caso delle cellule epiteliali e promuovere la ripresa della circolazione arteriosa e venosa.


Consigli dietetici
Alimenti consigliati Assumere quotidianamente 2-3 litri di acqua minerale naturale, utilizzandola anche per cucinare. Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di PABA (che migliora la salute della cute) rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi,
nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali ( in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri” uova, lievito di birra, cavoli, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di
soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo. Aumentare il consumo di cibi a elevato apporto di C, come agrumi, broccoli,cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Alimenti da evitare Limitare per almeno un mese gli alimenti a elevato apporto di acidi grassi saturi, come i formaggi (esclusa la ricotta e i fiocchi di latte), i salumi, gli insaccati e le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali.
Evitare i prodotti contenenti acidi grassi trans, gli alimenti addizionati con additivi, i dolciumi, le bibite, le bevande alcoliche (inclusi il vino e la birra), il caffè e il tè nero.

Integrazione alimentare
PABA (acido para-aminobenzoico) 50 mg al giorno; Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Buone fonti di bioflavonoidi sono i limoni, l’uva, le prugne, il pompelmo, le albicocche, le ciliegie, le more, le bacche della rosa canina e il grano saraceno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20) 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.


Per questo tipo di piccola patologia della pelle si devono escludere malattie maggiori del metabolismo che possono provocare alterazioni del tessuto cutaneo per cui la terapia con estratti di erbe sarebbe del tutto inutile. Come trattamento emolliente per forme lievi si può utilizzare Yolio
di Mandorle dolci che è anche presente in Farmacopea Ufficiale e Yolio di Oenothera, che arricchiscono la cute di importanti acidi grassi polinsaturi Nel trattamento delle forme in cui prevale per vari motivi una forma infiammatoria si possono somministrare impacchi con creme a base di
diverse sostanze ad azione antinfiammatoria come l’Arnica montana, la Calendola, l’Elicriso, la Silimarina, i fitosomi del Ginkgo biloba. Nelle forme più importanti si possono anche somministrare per via orale sia estratti di Boswellia serrata che di Curcuma longa che però dovranno essere assunti per periodo prolungati insieme ad un azione terapeutica volta a ridurre le cause meccaniche della flogosi che sarà di competenza dell’ortopedico. Nei casi in cui vi sia infezione cutanea possono essere utilizzati a base di oli essenziali, che possono essere somministrati localmente insieme a emollienti con azione sia lenitiva che microbicida. Sono da evitare impacchi lenitivi tradizionali a base di tinture madri, che a causa del contenuto di alcol possono, se somministrati per lunghi periodi provocare lesioni cutanee su cui si possono instaurare infezioni microbiche. Nel caso di pazienti diabetici che presentano questo tipo di lesione sarà importante agire con grande delicatezza e la crema utilizzata dovrà essere arricchita con una maggior percentuale di acidi grassi polinsaturi e potrà essere aggiunto il fitosoma del Ginkgo biloba, una pianta ben nota per le sue proprietà favorenti il microcircolo.

Originally posted 2014-10-09 14:10:18.

Alitosi 180x180 - Alitosi

Alitosi

Non c’è alcun particolare problema patologico alla base di un’. Comunque sia si tratta di un disturbo sempre molto penalizzante nei rapporti con il prossimo. All’origine dell’alito cattivo le infezioni e le infiammazioni del cavo orale (come le stomatiti, le e le tonsilliti) sono, in realtà, eventi sporadici che si risolvono in un breve arco di tempo. Più direttamente coinvolta è la scarsa igiene orale. La cavità orale è un ambiente popolato da batteri anaerobi (che si annidano anche nelle otturazioni rovinate o nelle protesi). La proliferazione indiscriminata dei microrganismi in questione altera la qualità dell’alito attraverso la produzione dei cosiddetti composti volatili
solforati, maleodoranti (come il solfuro d’idrogeno, il metilmercaptano e l’acido isovalerico). Consigliabile, allora, è spazzolare accuratamente, oltre che denti e gengive, il dorso della lingua. Ma lo spazzolino non è sempre sufficiente a rimuovere questa popolazione batterica, perciò chi soffre di alitosi persistente deve sottoporsi a un’accurata visita odontostomatologica: potrebbero infatti essere presenti lesioni a carico dei tessuti parodontali non accessibili alla pulizia. Un’altra causa è la salivazione scarsa: verrebbe infatti meno il lavaggio naturale della cavità orali dei denti e delle gengive da parte del liquido salivare. Detersione salivare che assicura altresì la deglutizione dei
germi che si annidano nella bocca e sulla lingua. Sicuramente la causa più comune di un’alitosi senza apparenti cause è il consumo di certi cibi (alcol, aglio, cipolla e grassi animali), che finiscono per generare composti chimici eliminati dall’organismo attraverso il respiro.


– Prevenzione
L’igiene orale è la prima difesa contro questo fastidioso problema: è consigliabile lavare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro. Lo spazzolino elettrico sembra garantire migliori risultati. Spazzolare anche le gengive e la lingua riduce il rischio di alitosi, e l’uso del filo interdentale permette di rimuovere residui di cibo diffìcili da togliere con lo spazzolino. Consultare un dentista per un controllo almeno due volte l’anno.


È opportuno mangiare almeno sette porzioni di verdura e frutta fresche ogni giorno, evitando quando possibile i cibi che rendano cattivo l’alito come aglio, cipolla e curry. Una bocca troppo secca predispone allo sviluppo di alitosi: è importante mantenere l’idratazione con l’assunzione di adeguate quantità di acqua. L’uso di tabacco peggiora l’alito, quindi astenersi dal fumo è una buona scelta.
È opportuno consultare il medico se persiste un alito particolarmente cattivo nonostante tutte le corrette procedure di igiene orale e alimentare: alcuni problemi gastrointestinali, come il reflusso gastroesofageo, uno squilibrio dei batteri intestinali, le infezioni, la tossicità da metalli pesan-
ti possono provocare alitosi. Queste rare condizioni vanno trattate singolarmente sulla base delle cause dell’alitosi.


Carbolicum acidum 5 CH5 granuli 2 volte al dì. Il fenolo viene usato in omeopatia nelle gengivostomatiti con alitosi fetida, spesso associate a ulcerazioni gengivali. Mercurius solubilis 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì, diradando in base al miglioramento. Il mercurio solubile è un preparato omeopatico introdotto nell’uso terapeutico dallo stesso Samuel Hahnemann (1755-1843 d.C), medico tedesco fondatore dell’omeopatia.
Dal punto di vista dell’indicazione specifica per disturbi della sfera digestiva è adatto alle forme di alitosi fetida percepibile anche a distanza. La lingua è ricoperta da una patina giallastra ed emana un odore nauseabondo. Numerose sono le indicazioni cliniche all’uso di Mercurius solubilis a livello digestivo: gengiviti, stomatiti, paradentosi, diarree, coliti ulcerative.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Secondo la Medicina tradizionale cinese l’alitosi è un disturbo che può essere prodotto da due cause, Fuoco di Stomaco nel caso fosse secondaria a patologie gastriche o del tratto digestivo che rendono l’alito davvero sgradevole, quasi fetido, oppure da deficit di Qi della Milza legata in quest’altro caso a disturbi della digestione quali reflusso gastroesofageo, lentezza nello svuotamento gastrico, ernia jatale, con odore maleodorante dovuto al ristagno di cibo e a volte al vomito.

– Agopuntura
La terapia per l’alitosi consiste nella dispersione del Fuoco di Stomaco e punti importanti per tale applicazione sono:
HE GU (fondo della valle, localizzato sul lato radiale dell’indice, all’altezza del punto medio del II metacarpo) che stimola la funzione di diffusione dei polmoni e tonifica il Qi;
LIANG QIU (splendida collina, localizzato 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle l’Umidità-Freddo che avvolge lo Yang dello Stomaco e disperde la Pienezza dello Stomaco;
NEI TING (cortile interno, localizzato 0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra II e III dito del piede) che regola il Qi e blocca il ;
WEI SHU (punto Shu del dorso dello Stomaco, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l’Umidità;
XIA GUAN (cancello inferiore, localizzato sotto il bordo inferiore dell’arcata zigomatica) che tonifica e rinforza Milza, Polmone e Rene e rimuove le ostruzioni dal meridiano;
Nel caso invece di un’alitosi da deficit di Qi di Milza l’azione è la tonificazione del Qi della Milza, associato alla dispersione dell’Umidità e i punti da utilizzare sono:
FENG LONG (abbondanza e prosperità, localizzato a metà tra il bordo inferiore della rotula e il vertice del malleolo esterno) che dissolve l’Umidità, mobilizza il Qi della Milza e dello Stomaco, calma lo Shen, favorisce la discesa dello Yang;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato deirapofisi spinosa delPXI vertebra toracica) che mobilizza il Qi della Milza» regola e favorisce le funzioni di assimilazione, dissolve l’Umidità e regola il Sangue;
SHUIFEN (ripartizione dell’acqua, localizzato 1 cun sopra l’ombelico) che favorisce la circolazione dei Liquidi e regola il bilancio dei Liquidi;
YIN LING QUAN (sorgente della collina degli Yin, localizzato in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia) che favorisce la circolazione del Qi nel Riscaldatore inferiore;
ZU SAN LI (tre distanze del basso, localizzato sotto il bordo inferiore della rotula a lato della cresta tibiale anteriore) che regola e tonifica Stomaco e Milza, tonifica il Qi e il Sangue.
I punti del Sistema Auricolare impiegabili in questo sono quelli di Milza, Stomaco e SHEN MEN.
In questo caso è consigliabile effettuare 10 sedute di agopuntura con frequenza bisettimanale.


– Consigli dietetici
Alimenti consigliati È consigliato il consumo quotidiano di alimenti crudi. Al mattino appena alzati bere un bicchiere di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio e a elevata percentuale di bicarbonato con alcune gocce di limone fresco.
Durante la giornata masticare scorza di limone biologico – la presenza di olio essenziale, ad azione battericida e antisettica, contribuisce a mantenere sana la cavità orale. Privilegiare i prodotti fermentati, come lo yogurt, il kefir e i crauti, i semi germogliati (ricchi di enzimi digestivi), gli alimenti a elevato apporto di fibre, come il pane preparato con farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, i cereali integrali in chicchi, i legumi, gli ortaggi (escluse le crucifere, l’aglio, la cipolla e i porri), la frutta fresca biologica, come mele e pere (consumate con la buccia), albicocche, ananas, banane, prugne, arance e pompelmi (non eliminare la “pellicina bianca”).
Consumare quotidianamente, lontano dai pasti, preparati probiotici liofilizzati, oppure yogurt e/o latte fermentato arricchiti con fermenti probiotici.
Utilizzare erbe aromatiche fresche, come menta piperita, salvia, prezzemolo, fieno greco, alloro, rosmarino, e spezie, in particolare radice di zenzero grattugiata, cannella in polvere, chiodi di garofano, noce moscata e semi di anice, cumino e finocchio.
Assumere nel corso della giornata, lontano dai pasti, 1-3 tazze di tè verde Sencha.
Alimenti da evitare Ridurre l’apporto di carne e pollame. Eliminare per almeno tre settimane, salumi, insaccati, formaggi stagionati burro, bevande alcoliche, caffè, tè nero, bibite e alimenti a elevato apporto di zucchero (saccarosio) e/o addizionati con additivi.

– Integrazione alimentare
Beta- carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche fresche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, carote, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
B6 1,5-2 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti e da bevande contenenti caffeina;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Enzimi proteolitici sotto forma di estratto di papaia fermentata (1-2 compresse al giorno da assumere lontano dai pasti);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.


Esistono forme di alitosi dovute proprio all’uso di piante non solo alimentari, ma anche medicinali, tipica è quella dovuta all’assunzione di prodotti a base di aglio, che la medicina popolare raccomanda come rimedio contro l’aumento del colesterolo e della pressione arteriosa. In questi casi è ovviamente sufficiente eliminare il prodotto in questione. Varie sono invece le piante utilizzabili per la cura dell’alitosi. Saranno diverse in base alla causa trovata. Talvolta si tratta di cause locali, a carico della bocca, per esempio una cattiva igiene orale, oppure carie dentarie multiple o malcurate, o addirittura gengiviti, ascessi o piorrea. In questi casi la pianta raccomandabile è la Mirra (Commiphora molmol) una pianta resinosa dell’ India, che produce una resina dalle caratteristiche antinfìammatorie e disinfettanti utilizzabile sotto forma di tintura come collutorio. Ippocrate già la consigliava per la cura dell’herpes.
A parte il consiglio di utilizzare l’infuso di Erba medica, rimedio solo di origine popolare, mai verificato dalla moderna medicina, la fitoterapia offre in realtà altre opportunità sfruttabili in particolare quando l’alitosi non sia dovuta a patologie del cavo orale bensì a generiche turbe digestive. Le piante forse più sfruttate sono l’Aneto e il Cardamomo. L’Aneto (Anethum graveolens) è una pianta simile al finocchio, usato non solo per la preparazione di salamoie e sottaceti, ma anche come rimedio digestivo in senso stretto: presenta un’attività antispastica sulla muscolatura del tubo digerente, favorisce la normale motilità e limita la fermentazione. Può essere utilizzato sotto forma di semi da masticare, o meglio di tintura da assumere due-tre volte al giorno. Del Carda-
momo si utilizzano i semi, solo da masticare, per combattere localmente il cattivo odore.
Qualora invece alla base dell’alitosi vi sia una reflusso gastro-esofageo, le piante maggiormente utilizzabile sono l’Altea, la Camomilla e l’acido alginico estratto dalle alghe, (vedi Reflusso gastro-esofageo).

Originally posted 2014-10-07 15:36:25.