URETRITE 180x150 - URETRITE

URETRITE

Le uretriti sono infezioni dell’uretra, il canale che convoglia l’urina dalla vescica all’esterno, e si collocano nel grande e problematico capitolo delle
Malattie sessualmente trasmesse, ovvero le infezioni che si contraggono attraverso i rapporti sessuali e che costituiscono una delle più serie emergenze di salute pubblica in tutto il mondo. L’ viene definita gonococcica quando il germe responsabile dell’infezione è la Neisseria gonorrhoeae. Dopo circa una settimana dal contagio, compaiono il bruciore durante la minzione e una secrezione di colorito giallastro; tuttavia molti individui possono non presentare alcun sintomo. Se non trattata adeguatamente, l’infezione si può propagare in senso retrogrado e interessare, nell’uomo, la prostata e l’epididimo. Ascessi, restringimenti a carico dell’uretra e infertilità rappresentano le complicazioni locali più frequenti. L’ non gonococcica è scatenata da un numeroso repertorio di agenti infettivi, ma i microrganismi più frequentemente chiamati in causa sono la Chlamydia trochomatis e l’Ureaplasma urealyticum. Queste forme hanno un periodo d’incubazione che oscillano tra i 7 e i 21 giorni. La sintomatologia è fondamentalmente caratterizzata dalla difficoltà a urinare e da una secrezione uretrale di colore variabile dal bianco al chiaro, in genere non abbondante; ma in alcuni casi l’ può risultare priva di sintomi.

LA MALATTIA INFIAMMATORIA PELVICA
La Chlomydio trachomotis è un batterio che colpisce l’apparato sessuale maschile e femminile. Questo germe provoca una risposta immunitaria distruttiva nei confronti dei tessuti genitali infettati ed è particolarmente dannosa per le tube uterine. Quando è intensa, l’infezione può estendersi al piccolo bacino causando la malattia infiammatoria pelvica (Pid, acronimo delle parole inglesi Pelvic inflammotory diseose), un esteso processo infiammatorio che colpisce circa il 40% delle donne interessate da un’infezione tubarica da Chlamydia e che è responsabile di dolori addominali cronici e inoltre d’infertilità.

ANATOMIA
L’uretra, il condottino da cui fuoriesce l’urina e che connette la vescica con i genitali esterni, è molto più breve nella donna rispetto all’uomo: 3-5 centimetri contro 13-16.

La maggior parte delle uretriti è causata da microrganismi che infettano il canale dell’uretra, ma esiste un’origine traumatica (per esempio il passaggio del catetere vescicale o l’espulsione di un calcolo), chimica (da farmaci) o autoimmune (sindrome di Reiter). Le uretriti da microorganismi sono distinte in uretriti gonococciche e non-gonococciche, a seconda del germe coinvolto: si tratta di malattie trasmesse per via sessuale.
Prevenzione
La prevenzione si basa sull’uso del profilattico nei rapporti sessuali.
Diagnosi
Sono necessari tamponi uretrali con esami colturali (urinocoltura, spermiocoltura ed esame del secreto prostatico da massaggio).
Terapia
La cura si basa su antibiotici specifici. È importante un tempestivo e lungo, per evitare la risalita dei microorganismi dall’uretra alla prostata.

Nella uretrite acuta l’approccio omeopatico consente di iniziare il trattamento senza la guida dell’urocultura, sovente non disponibile immediatamente. Le uretriti croniche sono l’espressione di un particolare “terreno” individuale e richiedono un trattamento di fondo. Per le uretriti recidivanti è consigliabile la prescrizione sistematica di Thuya per modificare il ‘terreno’ che favorisce il cronicizzarsi del processo infettivo.
Uretrite acuta
Arsenicum album 9CH5 granuli, 3 volte al dì. Infezione urinaria con senso di bruciore, migliorato dal calore. Compromissione delle condizioni generali, con febbre, prostrazione, perdita di peso.
Cantharis 7CH5 granuli, ogni 2-4 ore. La cantaride è un insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in omeopatia per i processi infiammatori e infettivi a livello urinario, indipendentemente dal germe responsabile. Uretrite emorragica con minzioni frequenti e dolore violento prima, durante e dopo la minzione. I dolori brucianti sono più intensi alla fine della minzione.

Mercurius corrosivus 7 CH 5 granuli, ogni 2-4 ore. Dolori brucianti vescicali con frequente bisogno di urinare. Le urine sono torbide e brucianti. Caratteristico è il tenesmo vescicale intenso e persistente.
Uretrite cronica
Medorrhinum 15 CH un tubo dose, alla settimana, diradando in base alla risposta. È il medicinale omeopatico specifico per il trattamento delle uretriti recidivanti o croniche, in particolare da Clamidia. Caratteristiche sono le perdite uretrali di colore giallastro. Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Bruciori a urinare di origine traumatica (cistite e uretrite della ‘luna di miele’ o dopo manovre di esplorazione strumentale a livello delle vie urinarie con aumento dello stimolo a urinare). Spesso si associa dolore alla minzione con piccola perdita chiara.
Thuya 30 CH 1 monodose, alla settimana, per cicli di tre mesi. È il medicinale omeopatico di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento delle uretriti recidivanti.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo curando l’infiammazione e regolare la funzionalità urinaria. Lo scopo della terapia è di diperdere il Calore e l’Umidità e di tonificare lo Yin del Rene, lo Yang della Mil e del Rene e punti importanti possono essere:

GAUN YUAN;
SAN YIN JIAO;
TAI XI;
XIN SHU;
YONG QUAN;
SHEN SHU;
ZHONG WAN;
ZHI BIAN;
TIAN SHU.

Si consiglia un ciclo terapeutico di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana.
cinese
Formula: LONG DAN XIE GAN WAN
Radix Bupleuri……………………….6 g

Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Colina 400 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza di composti ad azione “antibiotico-simile l’Echinacea angustifolia (Echinacea), sotto forma di TM, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti (dimezzare la dose negli individui al di sotto dei 12 anni d’età), può essere utilizzata alla comparsa dei primi sintomi. È consigliabile effettuare il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico. È controindicata nei pazienti affetti da asma, leucemia, patologie autoimmuni, HIV, diabete mellito e in gravidanza.
Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua blanda azione diuretica può essere utilizzata la Tintura Madre di Biancospino (Crataegus oxycantha), nella dose di 20-30 gocce, diluite in 200 mi di acqua minerale naturale, due-tre volte al giorno, lontano dai pasti (circa un’ora dopo colazione, pranzo e/o cena). Per potenziare l’azione “diuretica/drenante” può essere associata all’infuso di Uva ursina.
È consigliabile proseguire la terapia per almeno tre/quattro mesi. Non somministrare nei pazienti che soffrono di ipotensione.

La Fumaria offìcinalis, sotto forma di estratto fluido nella dose di 10-15 gocce diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare ad accelerare il processo di guarigione.
Per aumentare la diuresi, aiutando così a combattere l’infezione, può essere utilizzato il Taraxacum ofpcinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, peptica, litiasi biliare.

Originally posted 2014-10-09 10:11:10.

Unghie fragili 180x180 - Unghie fragili

Unghie fragili

Unghie che si spezzano, si sfaldano, diventano “friabili”, prive di elasticità… La fragilità ungueale può essere la conseguenza di un trauma; fa parte dell’insieme di disturbi di numerose patologie dermatologiche oppure accompagnare un’affezione di natura generale o costituire il segno di una carenza nutrizionale. Unghie consumate sono l’effetto della comune onicofagia, la tendenza a rosicchiarsele; la superficie della lamina risulta poi irregolare, opaca e fragile (come se fosse stata trattata con della carta vetrata) nella trachionichia (alopecia areata e psoriasi sono cause comuni). L’onocoschizia è invece caratterizzata dallo sfaldamento progressivo degli strati più superficiali della porzione superiore della lamina, per cui l’unghia risulta fragile, spezzandosi e assumendo, in cima, un aspetto tutto dentellato.

VARIETÀ
La lamina ungueale può anche risultare tempestata da una serie di piccole depressioni (si parla di “unghie a ditale da cucito”, e anche qui alopecia areata e psoriasi sono i fattori causali più comuni). Si chiama onicolisi il distacco della lamina ungueale: la psoriasi è la malattia più frequentemente in causa.

La fragilità delle unghie è un sintomo di diverse malattie e il dovrebbe coinvolgere anche la terapia del problema sottostante. Le unghie vanno incontro a fragilità o alterazioni per molte ragioni: infezioni fungine, carenze di minerali, problemi respiratori, disfunzioni di organi, diabete, sifilide, eventi stressanti o tossicità da sostanze.
Unghie “rigate”
Dopo qualche settimana da eventi stressanti possono comparire linee escavate che partono dalla lunula: spesso non è necessario alcun trattamento perché scompaiono da sole, però qualche volta sono associate a diabete, sifilide, infezioni del cuore e malattie con febbre alta. Anche la chemioterapia può esserne responsabile. La carenza di zinco eventualmente presente può essere corretta con supplementi quotidiani.
Unghie gialle
Le unghie possono apparire gialle in alcune malattie respiratorie: curare la malattia di base significa migliorare il colore delle unghie. Assumere vitamina E sotto forma di tocoferoli naturali misti (1000 UI al giorno) può aiutare. L’olio tea tree riduce il rischio di infezione fiingina.
Unghie a cucchiaio
La forma delle unghie a cucchiaio con una depressione centrale può essere normale nei bambini e persistere per tutta la vita adulta, ma può anche indicare una carenza di ferro con anemia. Il trattamento in questo ultimo caso è il solfato di ferro; il ferro gluconato può dare meno problemi gastrointestinali. Il rame deve essere somministrato per aiutare l’organismo ad assorbire il ferro.
Se le unghie cambiano colore
Unghie dal colore alterato indicano di solito tossicità, deficit nutrizionali e altre disfunzioni di organi. È importante la diagnosi specifica.

La condizione di fragilità delle unghie è spesso l’espressione di una condizione di sofferenza più generale. Il trattamento omeopatico va adattato alle caratteristiche delle manifestazioni ungueali e delle condizioni generali.
Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuto a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro
di mirtillo.
Aumentare il consumo dei cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Integrare la dieta abituale con alimenti ricchi di acido folico (o vitamina B9), sotto forma di legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati (privilegiare le cotture al vapore e al cartoccio per diminuire le perdite) e di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare] fiocchi d’averna), indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati (per la presenza dei nitriti e dei nitrati) la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno;
Manganese 5 mg al giorno;
Molibdeno 50 mcg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti;
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.

Possono essere utilizzati i fusti sterili essiccati di Equiseto (50 g) per preparare un decotto, ponendoli a riposare per circa 6 ore in 1000 mi di acqua fredda. Quindi, si porta l’acqua a ebollizione, si abbassa la fiamma e si lascia sul fuoco per circa 15 minuti. Versare in una tazza e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e consumare, tiepido o freddo, durante la giornata, privilegiando la mattina (300 mi) e riservando 150 ml la sera, dopo circa due ore dal pasto serale.
Nei casi in cui il disturbo è un sintomo di anemia sideropenica o di una carenza di ferro, per facilitare i processi digestivi, al fine di potenziare l’assorbimento del minerale da parte della mucosa intestinale, può essere utilizzato il Taraxacum offìcinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in un bicchiere di spremuta di pompelmo rosa, oppure d’arancia, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, peptica, litiasi biliare.
Nei casi in cui il disturbo recidiva frequentemente, può essere utilizzato l’estratto fluido di Angelica, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, oppure in succo puro di mirtillo, tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti.
Se il disturbo è correlato a una condizione di iponutrizione, può essere usato il Fieno greco (Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti.
Se invece è associato a una perdita dell’appetito, con lieve calo ponderale, può essere somministrata VAvena Sativa (TM, 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno).

Originally posted 2014-10-08 16:12:06.

ULCERA GASTRO DUODENALE 180x149 - ULCERA GASTRO-DUODENALE

ULCERA GASTRO-DUODENALE

L’ peptica è una perdita di sostanza che può interessare la mucosa dello stomaco ( gastrica) o del duodeno ( duodenale), quest’ultima più frequente della prima. Ormai è assodato che la causa principale di questa malattia è l’infezione da Helicobacter pylori. L’ peptica – gastrica e duodenale – è una malattia cronica la cui storia naturale è caratterizzata da cicatrizzazioni (anche spontaneamente) e ricadute successive, nonché dalla comparsa di complicazioni, come l’emorragia e la perforazione. Ebbene, eliminare il batterio in questione determina la guarigione pressoché definitiva della malattia e una drastica riduzione delle ricadute. Il sintomo classico è il dolore epigastrico, cioè alla bocca dello stomaco. Nell’ gastrica questo dolore è sordo, compare precocemente subito dopo il pasto, o addirittura può peggiorare con l’ingestione del cibo; nell’ duodenale, invece, il dolore è bruciante, si manifesta a digiuno oppure durante la notte e tende ad attenuarsi con l’assunzione di cibo. In altri casi il disturbo doloroso non è così caratterizzato, eventualmente accompagnato o sostituito da altri
sintomi: senso di ripienezza, digestione lenta, inappetenza, nausea. L’altra causa più frequente di ulcera peptica è l’assunzione dei FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei, che possono danneggiare la parete gastrica sia direttamente, per il danno prodotto dal farmaco a contatto con la mucosa gastrica, sia attraverso una riduzione dei meccanismi di difesa.

DA SAPERE
• L’insieme dei disturbi che caratterizzano l’ulcera peptica è in genere intermittente, episodico, intervallato da periodi di benessere della durata di alcuni mesi, con riacutizzazione dei disagi che sono prevalentemente stagionali, in primavera e in
autunno.
• L’infezione da Helicobocter pylori viene acquisita precocemente durante l’infanzia e tende poi a persistere per tutta la vita.
• La predisposizione genetica, i fattori ambientali come il fumo e gli stress psicologici (da problemi familiari e sul lavoro) possono favorire lo sviluppo dell’ulcera nelle persone portatrici dell’infezione da Helicobocter pylori.
• È famosa la “dieta in bianco”, in passato largamente prescritta dai medici. Ma le odierne conoscenze sulle cause dell’ulcera e la disponibilità di farmaci assai potenti (capaci di contrastare la secrezione gastrica e il corteo dei sintomi) hanno ridimensionato drasticamente il ruolo dell’alimentazione. Anche perché diete troppo ristrette possono soltanto peggiorare la condizione psicologica del paziente ulceroso.

Il convenzionale ha lo scopo di ridurre la recidiva ed eliminare il dolore: è molto importante interrompere l’eventuale uso di antinfiammatori non steroidei (FANS) ed eliminare l’infezione con H. Pylori spesso associata all’ulcera.
Attenzione!
Se è presente ulcera consultare subito il gastroenterologo in caso presenza di sangue nel vomito o nelle feci.
Stile di vita
Smettere di fumare e di bere alcolici è procedura fondamentale, così come evitare di assumere aspirina e FANS. È importante la riduzione dello stress, eventualmente con tecniche di respirazione e meditazione.
Trattamento dell’ulcera causata da H. Pylori
La presenza del batterio H. Pylori può essere determinata con esami del sangue: la terapia si basa su antibiotici e inibitori della pompa protonica come omeprazolo e bismuto. La combinazione di antibiotici è di solito amoxicillina, claritromicina e metronidazolo. Se il paziente sta assumendo FANS una copertura farmacologica con misoprostolo, che diminuisce l’acidità gastrica e protegge la mucosa dello stomaco, è raccomandabile.
Bloccanti H2
Per le ulcere non associate a H. Pylori o FANS, cimetidina e ranitidina (bloccanti H2) rappresentano la scelta.
Chirurgia
Per l’ulcera duodenale è possibile ricorrere a una vagotomia; le ulcere gastriche complicate che non abbiano risposto a trattamenti medici aggressivi vengono a volte trattate con gastrectomia subtotale.

L’approccio omeopatico permette di migliorare e risolvere la sintomatologia dolorosa digestiva con rimedi specifici, ma soprattutto di modificare le caratteristiche generali del soggetto che sono alla base della tendenza alla recidiva.
Argentum nitricum 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Rigurgiti, eruttazioni, nausea, vomito, in soggetti ansiosi e agitati. Il nitrato d’argento è il medicinale omeopatico della gastrite e dell’ulcera gastroduodenale in concomitanza con attività febbrile, ansia di anticipazione, paure.
Iris versicolor 9 CHS granuli, 3 volte al dì. Il preparato omeopatico ottenuto dal rizoma di iris è di prescrizione pressoché sistematica nel trattamento della gastrite e dell’ulcera gastrica caratterizzata da intensi bruciori gastrici e vomito acido. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello di bocca, stomaco, intestino e regione anale. È il rimedio di tutte le forme di dispepsie acide da ipercloridria. Spesso viene associato a
Sulfur nelle forme recidivanti o croniche.
Kali bichromicum 7 CH 5 granuli 2-3 volte al dì. Ulcera profonda ad aspetto circolare con i bordi netti, a stampo. Caratteristica è la sensazione di bruciore a livello gastrico e il desiderio di birra, mal tollerata. Il dolore può comparire immediatamente dopo il pasto o attenuarsi in seguito all’assunzione di cibo.
Nitricum acidutn 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Ulcera gastrica lineare con fondo sottostante che tende a sanguinare facilmente durante l’indagine endoscopica. Da un punto di vista generale si tratta spesso di soggetti con tendenza alla depressione.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Tensione dolorosa con bruciori, nausea e rigurgito in persone sedentarie che desiderano alcolici, caffè, cibi piccanti, condimenti forti. La noce vomica è adatta a condizioni caratterizzate da ipereccitabilità e ipersensibilità in persone attive, ma dallo stile di vita sedentario con manifestazioni di tipo spasmodico e difficoltà digestive. La lingua è coperta da una patina bianco-giallastra nella parte posteriore.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da una stasi di Qi, da una stasi di Xue,da un deficit di Qi di Stomaco da Fuocodi stomaco o da un deficit di Yin dello Stomaco. Lo scopo della terapia è principalmente mirato a riequilibrare le funzionalità dell’organo Stomaco, sedare il dolore e mobilizzare il Qi e lo Xue.
Nel caso di ulcera da stasi di Qi pnti importanti sono:
NEI GUAN;
QI MEN;
TAI CHONG;

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali biologici non integrali (come orzo periato, farro decorticato, miglio, amaranto, riso Basmati) e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di prima spremitura a freddo. È consigliabile consumare le verdure crude e la frutta fresca (dare la preferenza ai frutti al giusto grado di maturazione) a colazione e/o come spuntino, lontano dai pasti principali, associate a prodotti da forno non integrali, per facilitarne la digestione.
Distribuire il cibo in tre piccoli pasti principali e tre o quattro spuntini nel corso della giornata, aumentando il consumo di papaia, riso Basmati, pasta di kamut, patate cotte in forno con la buccia, latte fermentato, kefir, yogurt naturale magro arricchito con probiotici.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i cereali integrali, la crusca, i prodotti da forno a base di farine integrali e lievito chimico e/o di birra, i salumi e gli insaccati, i formaggi stagionati non biologici, la caffeina, gli alcolici, le spezie, i cibi piccanti, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina B61,5-2 mg al giorno;
Vitamina B12 2-3 mcg al giorno (solo in caso di carenza);
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;
Vitamina E10 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Magnesio 350 mg al giorno lontano dai pasti;
Selenio 80 mcg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Enzimi proteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti.

Per la presenza di flavonoidi, sali minerali (ferro, potassio), vitamina A e vitamine del gruppo B, può essere utile assumere l’estratto fluido di Gramigna (Agropyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Nei pazienti ansiosi, o sottoposti a stress psico-fisici prolungati, per tenere sotto controllo i sintomi e il decorso della malattia, può essere utilizzata l’Escholtzia californica (parte aerea fiorita), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, dopo i pasti.
Per il suo contenuto di aminoacidi (come tiroxina, alanina, valina, triptofano, fenilalanina ecc.), sali minerali (quali ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, rame, cobalto, molibdeno ecc.), vitamine (del gruppo B, beta-carotene, C, D, E), isoflavoni, enzimi digestivi, clorofilla, lipidi e glucidi, è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale. Il trattamento può essere assunto per uno/due mesi ed eventualmente effettuato a cicli con un periodo di circa 15-20 giorni di sospensione, fino al miglioramento del quadro clinico e/o alla normalizzazione della gastroscopia.

Se il disturbo si manifesta nelle persone ansiose, è consigliabile associare ai preparati fitoterapia utilizzati, l’estratto fluido di Tiglio, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti. Grazie alla sua azione “calmante” e antiacida aiuta ad alleviare i sintomi e a tenere sotto controllo il decorso della malattia.
Per alleviare l’irritazione della mucosa gastrica, può essere utilizzato l’estratto fluido di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, dopo i pasti.
È controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito, ipertensione arteriosa, tachicardia e sindrome premestruale, disturbi epato-biliari e renali. È importante tenere presente che vi possono essere interazioni con i farmaci diuretici e con la digitale. Non superare la dose indicata per evitare l’insorgenza di diarrea acuta. Non somministrare nei casi di ulcere sanguinanti.

 

Originally posted 2014-10-08 15:20:13.

Ustioni 180x180 - Ustioni

Ustioni

Euna lesione causata dall’azione del calore sulla cute (particolari forme sono quelle provocate dal passaggio della corrente elettrica o dal contatto con le sostanze caustiche). I tessuti subiscono un surriscaldamento critico, subendo un danno la cui entità è influenzata da svariati fattori: la temperatura e la durata dell’esposizione, il tipo di agente ustionante, lo spessore della cute nell’area colpita. Classicamente le vengono distinte in 3 gradi, sebbene oggi la tendenza sia quella di classificarle più semplicemente in superficiali e profonde. Nelle di primo grado il danno epidermico è superficiale, cosicché la funzione di barriera della cute non viene meno. Sono provocate in genere dall’eccessiva esposizione al sole o dal contatto con i liquidi caldi: sono presenti arrossamento, gonfiore e bruciore, che si attenuano in 2-3 giorni fino a scomparire nel giro di una settimana. Nelle di secondo grado si osservano intenso eritema, edema e bolle (flittene) che contengono un liquido sieroso, e il dolore è intenso e prolungato. La guarigione avviene nell’arco di 2-3 settimane (ma anche oltre, qualora l’ustione di secondo grado dovesse risultare più profonda; in questo caso, per inciso, il dolore è meno intenso a causa del danno subito dalle terminazioni nervose superficiali). Infine, le di terzo grado sono quelle che coinvolgono la cute a tutto spessore: il danno è completo.

COMPLICAZIONI
Le complicanze delle ustioni limitate sono fondamentalmente le infezioni sovrapposte e, a distanza nel tempo, gli esiti cicatriziali. La barriera cutanea, compromessa dal danno termico, non è più in grado di fornire un’adeguata protezione, cosicché le aree ustionate possono essere facilmente invase dai batteri ambientali: questi, sviluppandosi nei tessuti in disfacimento, possono aggravare la profondità del danno da ustione.

La terapia dell’ustione dipende dall’entità e dalla sede dell’ustione stessa. Esistono ustioni da agenti chimici: in questo caso va sempre consultato un medico, a prescindere dall’aspetto dell’ustione.

Terapia
La terapia dell’ustione è ospedaliera, a volte rianimatoria. Ciò che si può fare a casa è trattare le ustioni lievi o molto lievi e intervenire nel primo soccorso di ustioni più gravi.
Ustioni lievi
È utile raffreddare la parte ustionata con l’applicazione di acqua fredda e con l’esposizione all’aria, liberando da indumenti e tessuti (ed eventuali costrizioni come legacci, stringhe, occlusioni). L’applicazione di creme per le ustioni dovrebbe essere effettuata solo dopo avere constatato l’entità dell’ustione (meglio se in presenza del medico): esistono diverse creme vendute anche come prodotti da banco.
Ustioni gravi
In caso di soccorso di persona ustionata è utile raffreddare rapidamente le parti ustionate (aria ed eventualmente acqua fredda), togliere gli indumenti e avvolgere la persona delicatamente in un lenzuolo. Chiamare un’autoambulanza. Se si osservano piccole bruciature al viso o in prossimità del naso sospettare un danno alle vie respiratorie e controllare spesso la respirazione del paziente.

Il omeopatico è sufficiente nelle forme semplici di primo grado, mentre svolge un ruolo complementare nelle forme più gravi. Solitamente nelle ustioni di primo grado è indicato l’uso di Apis mellifica e di Calendula officinalis per via topica. Quando l’ustione supera il 1° grado è necessario l’intervento del medico.
1° grado
Apis mellifica 7 CH 5 granuli ogni 15 minuti, nella prima ora. Quindi 5 granuli, ogni ora. Arrossamento ed edema con dolori trafittivi e brucianti come da aghi arroventati, migliorati con le applicazioni fredde.
Belladonna 7 CH seguire la posologia di Apis. Arrossamento brillante, rapido, violento e pulsante. Caratteristico è l’arrossamento scarlatto, brillante, uniforme della pelle, così calda da trasmettere la sensazione di calore a distanza.
Calendula officinalis diluire 40 gocce di Tintura Madre in mezzo bicchiere d’acqua e applicare sulla superficie ustionata oppure utilizzare una crema alla calendula. Sono disponibili in commercio anche pomate a composizione complessa ad attività specifica per il trattamento delle ustioni.
2° grado
Arnica 7CHS granuli, ogni ora, per controllare edema, shock e insonnia.
Cantharis 9CH5 granuli, 3-4 volte al dì. Vescicole, bolle, flittene pruriginose e brucianti, migliorate dalle applicazioni fredde. Da alternare con Apis mellifica.
3° grado
Trattamento ospedaliero specializzato
Arnica 7 CH 5 granuli, anche ogni ora. Cute violacea, senso di contusione, insonnia. Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Dolore bruciante migliorato dal calore locale. Prostrazione, agitazione, perdita di peso.

Kreosotum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Dolore bruciante con prurito atroce, tanto che il paziente perde ogni controllo.
Cicatrici
Causticum 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. ad andamento torpido. Cicatrici ipertrofiche dolorose.
Graphites 15 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per 2-3 mesi. Tendenza alle cicatrici ipertrofiche ed ai cheloidi. Il trattamento preventivo delle cicatrici, va iniziato precocemente, entro il primo mese dall’ustione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese la terapia di questo disturbo deve essere mirata a favorire la cicatrizzazione e la granulazione per permettere una rapida rigenerazione tissutale, fornire un aumento di apporto di liquidi organici nelle regioni interessate e riequilibrare la funzionalità dell’organo Polmone, responsabile della Cute.
Punti importanti per la terapia sono:

TAI YUAN;
SHAO HAI;
SAN YIN JIAO.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare a giorni consecutive o alterni.
È importante fare attenzione a non inserire gli aghi nella ferita ma a livello locale circondarla per accelerarne la guarigione.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, latte d’avena e di riso addizionato con calcio, centrifugati di frutta e verdura fresche (diluiti con acqua), succhi di frutta biologici, frullati a base di yogurt naturale addizionato con probiotici, frutti di bosco, succo puro di carota e succo di mela limpido.
Incrementare il consumo di sostanze antiossidanti, privilegiando frutta e verdura fresche e biologiche, noci e semi oleosi, olio di lino e di noci spremuti a freddo, frutta secca e semi oleosi, salsa e polpa di pomodoro in scatola, centrifugati di carote, sedano e ortaggi a foglia verde scuro e succo puro di mirtillo.

Integrare la dieta abituale con cibi ricchi di vitamina C (come agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci), acido folico (legumi, orzo, riso, arance, pomodori, asparagi, finocchi, spinaci, lattuga, indivia, prezzemolo, cavoli, cavolini di Bruxelles, germe di grano, soia e derivati) e ferro (ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, fiocchi d’avena, indivia, radicchio verde, spinaci, castagne, prugne e fichi secchi, germe di grano, lievito di birra, cioccolato).
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, i salumi e gli insaccati, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento delle sostanze antiossidanti.

Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno;
Beta-carotene aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocmillefolium, tre litri di latte d’Avena e 100 mi di olio di Mandorle dolci
Rimanere nella vasca per 20-25 minuti, massaggiando delicatamente le zone cutanee interessate. Praticare questo trattamento 2-3 volte la settimana e/o fino alla scomparsa dei sintomi. È da privilegiare nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età
Negli adulti, in fase acuta, somministrare l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in poca acqua oligominerale, lontano dai pasti. Ricca di tannini, mucillagini e colina, aiuta a decongestionare la cute e a combattere l’infiammazione.

Originally posted 2014-10-09 10:28:03.

Unghia incarnita 180x180 - Unghia incarnita

Unghia incarnita

I termine medico è onicocriptosi: consiste nella penetrazione della zona laterale della lamina ungueale nello spessore delle parti molli circostanti. Si tratta di un disturbo tra i più dolorosi delle dita del piede. L’unghia, di solito quella dell’alluce, si accresce in modo anomalo penetrando nella cute: la zona diventa rossa, si gonfia, e si manifesta un’infiammazione acuta che causa un forte dolore. A generare questo disagio è soprattutto l’utilizzo di calzature improprie, particolarmente strette. Ma un diffuso errore all’origine del problema è legato a una manovra che spesso si esegue senza particolare attenzione: il periodico taglio delle unghie. Spesso, infatti, vengono recise agli angoli con l’obbiettivo di arrotondarne la linea. Le forbicine si addentrano eccessivamente e causano irregolarità del margine ungueale: una scheggia dell’unghia comincia così a crescere nella cute con il risultato di produrre quest’affezione dolorosa, che può poi complicarsi con un processo infettivo.

PREVENZIONE
È bene imparare a tagliare le unghie in modo corretto e con regolarità, immergendo i piedi, prima dell’operazione, in acqua tiepida per alcuni minuti; dopo essersi asciugati con cura occorre utilizzare forbicine adatte e ben disinfettate, tagliando le unghie dritte, sul margine libero della lamina ungueale, senza spingersi ai bordi laterali. Se le unghie dovessero risultare ispessite o deformate (a causa delle calzature inadatte) occorre provvedere di volta in volta a limare i punti ingrossati prima di tagliarle.

Prevenzione
L’accurata igiene e un metodo corretto di toilette delle unghie (chiedere al medico) sono le misure preventive più utili.
Pediluvio
L’ può essere aiutata a uscire con pediluvi con sali di Epson della durata di 10 minuti.
Rivolgersi al medico
La rimozione dell’unghia incarnita (quando estremamente profonda oppure in presenza di micosi o infezione) deve essere eseguita dal medico perché non è possibile ridurre il problema con procedure diverse. La rimozione dell’unghia richiede 15 minuti circa e può essere parziale o totale; il medico deciderà l’entità dell’asportazione e l’eventuale somministrazione di anestesia locale.
Fenoli
In alcuni casi di unghia incarnita recidivante o infetta, dopo la rimozione dell’unghia si applica fenolo al letto ungueale per evitare che l’unghia ricresca.
Farmaci
Si possono usare antinfiammatori non steroidei (FANS) per il dolore soprattutto nelle prime 24 ore dopo la rimozione dell’unghia da parte del medico.

Un corretto approccio all’unghia incarnita richiede un  del pedicure. Il omeopatico completa la cura e previene la tendenza alla recidiva. Solitamente i rimedi utilizzati comprendono il preparato ottenuto dal vetiver (Anantherum) e dalla grafite (Graphites). Nelle forme con tendenza alla suppurazione si può utilizzare Hepar sulfur o Silicea.
Anantherum 5 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Il vetiver, pianta appartenente alla famiglia delle Graminacee, viene utilizzato in omeopatia per la cura della fragilità ungueale. Le unghie si presentano ispessite, di consistenza molle, deformate. Talvolta si associa tendenza alla suppurazione.

Calendula Tintura Madre oppure
Hydrastis Tintura Madre, 20 gocce versate su una garza da applicare localmente. In alternativa si possono diluire 40 gocce di Tintura Madre in mezzo bicchiere d’acqua e applicare sulla regione interessata. L’applicazione va ripetuta tre volte al dì.
Graphites 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il preparato minerale ottenuto dalla grafite è ritenuto il medicinale omeopatico di prima scelta e di utilizzo sistematico nella cura dell’unghia incarnita. Solitamente le unghie appaiono ispessite, dure, spesso deformate in soggetti sovrappeso o francamente obesi, freddolosi, lenti, con tendenza alle manifestazioni cutanee e alla stipsi.
Heparsulfurè il medicinale specifico delle suppurazioni acute. Si consiglia la diluizione 30 CH ogni 2 ore, per frenare l’evoluzione del processo suppurativo. È adatto alle forme che hanno tendenza a evolvere verso la suppurazione
Silicea 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Processo suppurativo periungueale che tende a recidivare soprattutto in soggetti con tendenza all’im- munodepressione.
Teucrium marum 5 CH 5 granuli, tre volte al dì. Si tratta di un preparato ottenuto da una pianta appartenente alla famiglia delle Composite e che cresce spontaneamente nell’area mediterranea. Viene utilizzato in maniera sistematica in presenza di dolore e di infezione periungueale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Non c’è una particolare indicazione nei trattamenti della Medicina tradizionale cinese per questo tipo di disturbo.

Alimenti consigliati Integrare l’alimentazione quotidiana con cibi a basso indice glicemico e a elevato contenuto di magnesio, per cercare di tenere sotto controllo le oscillazioni della glicemia, che possono scatenare o intensificare la sintomatologia, privilegiando i cereali integrali (escluso il risotutti i tipi ad eccezione del Basmati), le banane, gli ortaggi a foglia verde, le noci, le mandorle, le nocciole, i piselli, i fagioli, la soia e i suoi derivati.
Incrementare il consumo di alimenti ricchi di rame, selenio e zinco, come fegato, molluschi, avocado, uva essiccata, noci, arachidi, nocciole, germe di grano, cacao, miele, funghi, cereali integrali (in particolare la pasta), ortaggi a foglia verde, tonno, salmone, acciughe, carne, latticini “magri”, tuorlo d’uovo, lievito di birra, cavolo, broccoli, cipolle, cetrioli, sedano, tacchino, legumi, semi di sesamo e di girasole, lecitina di soia, sciroppo d’acero e zucchero di canna grezzo.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento dei micronutrienti e ostacolare le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.
Integrazione alimentare
Complesso B 25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino, prima di colazione;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg;
Lecitina di soia (pura al 100%) 1-3 cucchiaini al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini al giorno.

Per alleviare il dolore può essere utilizzato VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per calmare il dolore può essere utile applicare un cataplasma con Argilla verde ventilata, mescolata con acqua fino ad ottenere un “fango” facilmente spalmabile. Completare con due teli di cotone e uno di lana. Lasciare agire per circa un paio d’ore. Ripetere due/tre volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.

Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per aiutare a combattere l’infiammazione e accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
Per accelerare il processo di guarigione, può essere utilizzato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.
Per alleviare la sintomatologia cutanea può essere utile massaggiare la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano (30%), miscelato con latte d’Avena (10%), RibesNigrum (20%), olio alla Calendula (40%): preparato con 30 g di fiori secchi di calendula, 30 g di fiori secchi di camomilla, 300 mi di olio di mandorle dolci, 25 mi di olio di enotera (mettere i fiori in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’olio di mandorle e di enotera e lasciare riposare per circa un mese al riparo dalla luce e da fonti di calore. Filtrare).
Per prevenire un’eventuale infezione può essere usata VUncaria tormentosa (o Unghia di gatto), sotto forma di estratto secco, nella dose di 100-200 mg, assunto in poca acqua minerale naturale a elevato apporto di calcio e magnesio, due volte al giorno, lontano dai pasti.

Originally posted 2014-10-08 16:03:46.